Marchesi-Vissani, guerra sulla “nouvelle cuisine”.

Uno sgradevole commento di Gianfranco Vissani.

La replica di Gualtiero Marchesi

 

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La cucina italiana continua a dettare legge nel Mondo ma c'è qui in Italia le invidie e le polemiche pretestuose primeggiano "dietro le quinte".

 

 

L'ultima e sgradevole dichiarazione l'ha rilasciata al Tg5 delle ore 13 di lunedì 13 novembre Gianfranco Vissani accusando Gualtiero Marchesi di non “saper fare e capire” quella specie di

“nouvelle cuisine” tanto cara ai Vissani.

 

Tutto è nato da un bella intervista di Gigi Padovani a Gualtiero Marchesi apparsa su “La Stampa” dello stesso giorno (vedere qui a fianco), in occasione di Alma Viva le tre giornate di cucina italiana svoltesi alla Reggia di Colorno in provincia di Parma.

 

Gualtiero Marchesi, artefice della rinascita della nostra cucina, primo tre stelle Michelin in Italia e il nostro chef più conosciuto al Mondo, nel presentare il “Codice Marchesi” (leggere qui di fianco ) aveva dichiarato a Padovani: “Si parla tanto di prodotti genuini, del territorio, e poi non si capisce più cosa c'è nel piatto. La cucina deve essere semplice come l'arte. Basta con i piatti pieni di pezzetti di cibo sparpagliati, righe, punti, virgole.......Non se ne può più!. La gente vuole capire”.

 

Gualtiero MarchesiParole di semplice buonsenso da parte di Gualtiero Marchesi, un Maestro che l'Italia, e non solo quella gastronomica, giustamente onora. Un Maestro di quella “cucina semplice” che dall'alto della cattedra di Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana, insegna ai giovani chef la migliore arte culinaria italiana dopo le sbornie e gli scimiottamenti esterofili.

 

Ma quando Marchesi, rivolto al “celebrato cuoco italiano” Gianfranco Vissani, ha affermato: "Non ho niente contro di lui, è il più preparato e manifesta la sua personalità, ma come fa a mettere 50 mila cose nei suoi piatti?". La replica di Vissani, intervistato dal Tg5, è stata davvero sgradevole: "Si vede che lui non li sa fare.....alla sua età ha perso capacità gustativa", ha risposto in diretta Vissani.

 

Vissani ha perso una buona occasione per stare zitto mentre dovrebbe ricordarsi, prima di parlare, dei tanti allievi che oggi onorano la migliore cucina italiana, transitati dalle cucine del maestro: Carlo Cracco, Paola Budel, Davide Oldani, Andrea Berton, Michel Magada, Kearsten Heidsiek, Paolo Lo Priore, Marco Soldati, Tiziano Rossetti e tantissimi altri.

 

Il commento finale del Tg 5 è stato: “Due cucine, due filosofie, due modi di esprimersi, come due artisti. E a due grandi dell'arte sono stati una volta paragonati: Gualtiero Marchesi come Michelangelo Buonarroti, Gianfranco Vissani come il doganiere Rousseau”.

 

Noi semplicemente scegliamo le tre parole d'ordine del “Codice Marchesi”: un piatto deve essere bello, perciò buono e semplice. Con buona pace del televisivo e celebrato chef Vissani.

 

E per concludere citiamo il parere di due grandi esperti, il critico Tullio Gregory, docente all'università La Sapienza di Roma, che definisce Marchesi un minimalista con la passione per il buongusto, «e non un rozzo spadellatore assetato di presenzialismo, come purtroppo alcuni pseudocuochi italiani” e il Presidente di Alma, Albino Ivardi Ganapini, che sull'opera di Marchesi e sul suo “Codice” ha detto: “non si tratta di un libro di ricette, ma il racconto di un percorso di 40 anni che farà rivivere, attraverso le vicende e il pensiero dell'autore, cambiamenti straordinari nella gastronomia italiana. Servirà anche a segnare dei paletti, dei “codici” appunto, per la cucina italiana moderna”.

 


Marchesi scrive a Vissani (da La Stampa del 15 novembre 2006)

 

 

Caro Gianfranco,

 

rispondo al tuo intervento al Tg5 di lunedì, in seguito alla mia intervista apparsa su La Stampa, nel quale attribuisci alla vecchiaia e alla presunta perdita di capacità gustative la ragione della mia critica alla cucina che butta 50 mila cose diverse in un piatto.

Dieci anni fa il mio amministratore delegato volle assicurare con i Lloyd's di Londra il mio palato, preoccupato che, nel caso l'avvessi perso, sarebbe cambiato qualcosa. Ma dopo un paio d'anni si convinse che la cucina è ormai completamente nella mia mente e nel mio cuore.

Ricorda: Beethoven era diventato sordo, ma la sua produzione di opere monumentali non si arrestò e Mozart sul letto di morte dettava ancora a Salieri le note del suo requiem. Un consiglio da amico: leggi Il Codice Marchesi e capirai il mio pensiero che non può non essere anche il tuo.

 

Con stima.

 

Gualtiero Marchesi - 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Giovani Talenti: i cuochi e le ricette premiate ad Alma Viva

 

Il Codice Marchesi: summa della vita personale  e professionale del maestro

 

Gigi Padovani intervista Gualtiero Marchesi

 

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