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Presentato
presso l'ALMA di Colorno
“L’accoglienza
ed il servizio nella ristorazione italiana:
stato dell’arte e
obiettivi possibili”
Ha
suscitato grande interesse e partecipazione la presentazione che si è
tenuta ieri presso ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana,
relativa al libro “ARTE E SCIENZA DEL SERVIZIO”.
Scritto ad “otto mani” da Heinz Beck, Umberto Giraudo, Simone
Pinoli e Marco Reitano, del ristorante “La Pergola” dell’Hotel
Cavalieri Hilton di Roma. Questo volume rappresenta uno strumento
indispensabile per padroneggiare con sicurezza e competenza le
tecniche di ospitalità e servizio nel campo alberghiero e
della ristorazione.
La
tavola rotonda, moderata da Davide Paolini, si è
aperta con il saluto del rettore di ALMA, Gualtiero Marchesi,
che ha introdotto una figura dimenticata nella moderna ristorazione,
quella del trinciante, ossia colui che “tagliava” dinnanzi agli
ospiti e che sino a qualche tempo fa rivestiva un ruolo di primissima
importanza nel servizio di sala. E proprio da questa figura si è
acceso un interessante dibattito attorno al delicato e
importantissimo rapporto che lega la cucina (e lo chef) con la sala e
il maitre. Secondo Eugenio Medagliani, uno dei nomi “storici”
nella ristorazione, il problema è che non esistono più
“camerieri” preparati culturalmente e professionalmente,
all’altezza di un servizio di sala di livello, in grado di
interagire sinergicamente con la cucina. La domanda che è
emersa è se esiste nel nostro Paese un livello di stile nel
serivizio di sala. A tale quesito ha cercato di rispondere Gianluigi
Morini, patron del ristorante “San Domenico” di Imola e
docente di ALMA, sottolineando come sino a qualche decennio fa in
Italia era il cameriere a riscuotere i soldi per il servizio e il
coperto, indipendentemente dal conto presentato dalla cucina.
L’abitudine
di lasciare la mancia al personale di sala, peraltro in vigore in
numerosi paesi anglosassoni, nel nostro paese è vista quasi
come un “fastidio”, dato che i commensali non sempre percepiscono
il reale valore del servizio. In effetti, il nodo principale della
questione è che ora dalle cucine escono solo piatti finiti: il
cameriere perde la sua funzione di trinciante e di “anfitrione”
della sala, diventando un mero servitore che veicola il piatto dallo
chef al commensale.
Secondo
Heinz Beck, chef de “La Pergola” dell’hotel Cavalieri
Hilton di Roma, nonché coautore del volume presentato, in
passato esisteva una situazione di “guerra aperta” tra cucina e
sala.
Oggi,
queste due entità devono comunicare, essere in totale armonia
affinché il ristorante funzioni, l’ospite sia servito al
meglio e soprattutto ritorni. La ricerca di una linea di intesa tra
cucina e sala è solo uno degli argomenti trattati nel volume,
concepito come un ponte tra la pratica e la teoria, un vero e proprio
manuale ricco di consigli in grado incentivare le nuove generazioni
ad intraprendere la professione di cameriere.
Decisamente
illuminante a tal proposito è stato lo spaccato fornito da
Giuliana Rossetti Cimatti, preside dell’istituto alberghiero
di Castel San Pietro Terme (BO), che dopo aver passato in rassegna
alcuni esempi di “dissservizio di sala” riscontrati in strutture
di ricezione considerate di elevato livello, ha sottolineato che il
problema di fondo è eliminare lo stereotipo che si è
radicato attorno alla professione di cameriere, spesso svilita e
considerata di “serie B”. Se a questo si aggiunge la mancanza di
un modello di riferimento, di una figura leader a cui i ragazzi
possano ispirarsi (a differenza di quanto avviene per gli chef), le
prospettive non sono particolarmente rosee. La soluzione deve
innanzitutto partire dai programmi di istruzione, che devono dare ai
ragazzi degli istituti alberghieri una preparazione culturale e
professionale di alto livello, come avviene per altre scuole (ad
esempio i licei). Questo sforzo si auspica possa essere anche
sostenuto dalla stampa e dai media, che spesso privilegiano e danno
spazio solamente agli chef, dimenticando che alla riuscita di un
piatto contribuisce anche un servizio attento, cortese e qualificato.
Hanno
concluso la tavola rotonda Riccardo Carelli e Albino Ivardi
Ganapini, rispettivamente Amministratore Delgato e Presidente di
ALMA, sottolineando l’impegno preso dalla scuola di Colorno ad
organizzare una serie di corsi ad hoc rivolti ai professionisti,
tenuti dagli autori del volume presentato, e introducendo nel 2005 un
programma di formazione specifico dedicato all’accoglienza, che
andrà ad integrare quello sulla cucina italiana, di cui ALMA
si fa ambasciatrice nel nostro Paese e nel mondo.
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