Dopo l'appuntamento di Milano  del 22 settembre nasce il Forum dei Ristoranti Italiani

 

I Cuochi veri ambasciatori della Cucina Italiana

Un incontro di discussione sulla cucina italiana nel mondo

il 5 ottobre a Colorno

 

Milano 22 settembre 2008. Oggi al Teatro dell'Angelicum di Milano grazie all'ospitalità offerta da Padre Eligio e all'impegno delle maggiori associazioni del settore, è nato il Forum dei Ristoranti Italiani.

 

I partecipanti, oltre 150 ristoratori in rappresentanza di molte associazioni, (Gvci, Le Soste, Euro Toques, Jeunes Restaurateurs, Unione Ristoranti del Buon Ricordo e O.R.P.I, etc.), vogliono -così hanno dichiarato alcuni partecipanti- “far sentire forte la loro voce alle istituzioni” e da subito si impegnano nella tutela e nella salvaguardia della Cucina, dell'Ospitalità e della Professionalità Italiana.

 

Raffaele Alajmo proprietario, con il fratello Massimiliano, del ristorante “Le Calandre” di Rubano presso Padova, che ha coordinato i lavori, ha dato a tutti i partecipanti un appuntamento a breve.

 

Ma già un appuntamento importante di discussione si svolgerà il prossimo 5 ottobre ad Alma, la Scuola internazionale di Cucina Italiana diretta da Gualtiero Marchesi a Colorno (Pr) dove si terrà una tavola rotonda ("Linee guida per la promozione della gastronomia e della cucina italiana nel mondo"), coordinata da Paolo Marchi, che affronterà anche i temi discussi a Milano.

 

“Mentre si coglie l'esistenza di un mare di opportunità -dicono gli chef riuniti a Milano- per la nostra gastronomia, nei fatti tutto langue. Manca un piano. Manca il sistema Italia per lo sviluppo e la promozione della cucina e dell'enogastronomia”.

 

Cambiano i governi, aggiungiamo noi, ma tutto rimane uguale. Prima il ministro Paolo De Castro ma ora anche il ministro Luca Zaia sembra disinteressarsi ai problemi di questo importante settore.

 

Un solo esempio. L'anno scorso è stata costituita, con la firma del ministro delle Politiche Agricole e Alimentari, Paolo De Castro, la Commissione per la Ristorazione Italiana nel Mondo.

 

Scandalo aveva destato allora, negli ambienti della critica enogastronomica, l'immotivata esclusione dalla Commissione di un rappresentante dell'associazione Gvci. Il Gruppo dei cuochi italiani all'estero (Gvci), presieduta da Mario Caramella, Executive Chef al Bali Hyatt di Bali in Indonesia, rappresentativa di oltre settecento cuochi presenti in 71 Paesi e Stati nei 5 Continenti.

 

Alle proteste di molti giornali e anche di INformaCIBO dal ministero (sia sotto l'era De Castro che ora, con il ministro Zaia), nessuno si è degnato di rispondere direttamente, nonostante i numerosi solleciti avanzati da alcune associazioni e anche da INformaCIBO.

E, dulcis in fundo, la Commissione, nel frattempo, neanche si è mai riunita!.

 

Alma e i promotori dell'incontro milanese possono rompere questo silenzio cominciando a discutere anche di questi temi.  

Anche perchè gli chef riuniti a Milano non hanno nessuna intenzione di creare una nuova associazione, né vogliano diventare l'ennesimo sindacato. Vogliono solo risposte concrete.  

Vogliono ricordare alle istituzioni e a tutti gli organi di rappresentanza italiani che esiste anche la Ristorazione Italiana e che la Ristorazione Italiana è unita ed è pronta a collaborare per far si che il Made in Italy della nostra cucina entri a far parte dell'orgoglio nazionale come già accade in Francia e in Spagna.

 

Vogliono far contare di più la Ristorazione Italiana, oggi considerata come ultimo anello della catena agroalimentare, nonostante sia la prima sostenitrice dei prodotti agroalimentari italiani e del Made in Italy nel Mondo ed inoltre sono impegnati a rinnovare l'immagine della Cucina Italiana nel mondo ancorata al solo stereotipo della “tovaglia a quadretti bianchi e rossi”, dimenticando che esiste una ristorazione “gourmand” al pari di Francia e Spagna.  

Altro importante aspetto è l'apertura di un dialogo con il Governo per rivedere il ruolo dell'ICE a sostegno della Cucina Italiana all'Estero.

 

La macchina, dopo che Raffaele Alajmo, aveva lanciato nei mesi scorsi un Appello e un forte richiamo alle istituzioni, ora si è messa in moto.

La discussione è aperta.  

L'obiettivo centrale è di dare ai consumatori un servizio di alta qualità in modo che la Cucina Italiana possa diventare la più autorevole ambasciatrice dei prodotti enogastronomici in Italia e nel Mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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