Convegni con chef da tutto il mondo a Colorno con la cucina italiana che fa scuola

 

Presentato il Centro di Tutela delle paste fresche ad Alma Viva

Gualtiero Marchesi stupisce ancora e lancia il concetto di “Meno cucina”

 

Mario Caramella, presidente del Gvci e membro della Giuria con Gualtiero Marchesi, rettore di AlmaColorno, 9 ottobre 2007. Per i grandi cuochi italiani è tempo di unire le forze nel nome della cucina del nostro Paese.

 

E' quanto è emerso durante il convegno “Il pensiero di studiosi e cuochi  italiani” tenutosi domenica 7 ottobre all'interno di Alma Viva, le giornate internazionali di studio promosse da Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana diretta da Gualtiero Marchesi.

Nella Reggia di Colorno (Parma), sede della Scuola, si sono riuniti i più grandi cuochi e gastronomi italiani.

 

Ancora una volta Marchesi ha saputo stupire, lanciando il concetto di “Meno cucina”: “Ad esso ispirerò i miei nuovi menù dove campeggerà la frase di Heidegger: L'arte è porre in opera la verità”.

E la nuova verità di Marchesi, a trent'anni esatti dalla nascita della nuova cucina italiana, è portare alle estreme conseguenze la semplicità e l'attenzione alle materie prime come principali caratteristiche dello stile della ristorazione del nostro Paese.

 

Sono intervenuti grandi cuochi storici come Alfonso Iaccarino ed esponenti della nuova brillante generazione come Ciccio Sultano, Massimiliano Alajmo, Davide Scabin, Massimo Bottura. Da parte di questi ultimi la grande riconoscenza a Marchesi per il valore culturale che ha saputo assegnare alla professione di cuoco e la rivendicazione della possibilità di sperimentare all'interno della tradizione.

Per tutti l'ininterrotta, incessante ed appassionata ricerca di un'identità della Cucina Italiana che rivendica orgogliosamente la diversità e la tradizione, senza dimenticare i concetti che da sempre ne stanno alla base: conoscenza e selezione delle materie, tecnica ed approfondimento, eleganza ed emozione.

Da molti interventi è emersa la necessità di una più solida formazione dei cuochi italiani, a partire dalla Scuole alberghiere.

 

Un particolare riconoscimento è arrivato da tutti ad Alma, come centro di formazione di eccellenza dei futuri chef, grazie a un corpo docente formato da grandi cuochi.

Riconoscimento venuto anche da Andrea Marcucci, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, che ha sottolineato il significato culturale della cucina italiana e la necessità da parte dei nostri cuochi di fare sistema: tra le proposte anche quella di una vera e propria associazione.

 

Raffaele Liuzzi della Locanda Liuzzi di CattolicaAl convegno sono arrivati due messaggi, uno del ministro Francesco Rutelli: “La cucina è un tratto distintivo dell'Italia e della sua identità culturale, un patrimo-nio di valore che va valorizzato all'estero facendo sistema e fa-vorendo le responsabilità”, l'altro del ministro alle Politiche agricole e alimentari, Paolo De Castro, che ha sottolineato l'importanza della Scuola di Alma per valorizzare la cucina italiana all'estero e i prodotti “made in Italy”.

 

A sottolineare l'importanza della cucina italiana all'estero è stato anche Albino Ivardi Ganapini, Presidente di Alma: “La cucina italiana nel mondo sta attraversando un periodo magico -ha detto canapini- per questo dobbiamo approfittarne: è infatti finita la cucina dei nostri emigranti, ora è arrivato il momento dei grandi professionisti”.

 

 

Interviene Giovanni Grasso del Gvci e La CredenzaPoi, lunedì 8 ottobre, nell'Aula magna della scuola, si è parlato della pasta alla presenza di sette grandi chef provenienti da molte regioni d'Italia. Sette cuochi, Flavio Costa del ristorante Arco Antico (Liguria); Riccardo Agostini del ristorante Il Piastrino (Marche); Alessio Devidè del ristorante Altran (Friuli); Raffaele Liuzzi della Locanda Liuzzi di Cattolica (Emilia Romagna); Giovanni Grasso, chef del Gvci e del ristorante La Credenza (Piemonte); Isidoro Consolini del ristorante Al Caval (Veneto) e Marcello Spadone del ristorante La Bandiera (Abruzzo), hanno portato la loro testimo-nianza sul loro rapporto con la pasta, e, sollecitati da Luigi Cremona, hanno anche illustrato alcune ricette con la pasta e svelato i segreti di lavorazione.

 

 

 

Interviene Marcello Spadone del ristorante La BandieraA conclusione della tavola rotonda “La tradizione delle paste fresche nella cucina regionale”, introdotta dal giornalista Andrea Grignaffini e da Andrea Sinigaglia, il sottosegretaria alle Politiche agricole e alimentari, Guido Tampieri ha parlato della tradizione che, ha detto: “è una bella responsabilità perché è una questione che va oltre il cibo e che Guido Tampieri e Albino Ivardi Ganapinici coinvolge non solo in quanto consumatori, ma anche in quanto cittadini. Preservare una tradizione significa infatti preservare le condizioni culturali e materiali che stanno alla sua base”.

 

E' stato infine Albino Ivardi Ganapini, al termine del convegno, a lanciare la proposta di creare a Colorno un Centro di Tutela delle paste fresche, perché non vada dispersa una delle maggiori peculiarità gastronomiche della cucina italiana, affidata soprattutto a quanto si tramandano le sfogline.

 

La giornata si è conclusa con la premiazione di dieci giovani chef che hanno partecipato al concorso d'alta cucina «Alma Viva Awards», sostenuto dall'azienda Barilla e da una cena di gala, di alta gastronomia, preparata dai Solisti di Marchesi.

 

Di fianco i vincitori e le foto del Concorso Alma Viva Award.

 

www.alma.scuolacucina.it

 

 

  

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e Danilo Bei

 

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