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La lettera di Raffaele Alajmo del Forum dei Ristoranti Italiani alle Istituzioni
All' On. Dott. Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio Dott. Luca Cordero di Montezemolo - Ambasciatore dello Stile Italiano nel Mondo Dott. Matteo Marzotto - Presidente ENIT
e per conoscenza: Prof. Roberto Ruozi - Presidente Touring Club Italiano Prof. Sabino Iliceto - Clinica Cardiologica - Università degli Studi di Padova On. Luca Zaia - Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Sarmeola di Rubano, 1 ottobre 2008.
Desidero portarLa a conoscenza che grazie alla collaborazione di molti miei illustri colleghi che hanno accolto con entusiasmo una mia iniziativa, il 22 settembre scorso al Teatro dell'Angelicum a Milano è nato il “Forum dei Ristoranti Italiani”, composto da otto associazioni Italiane che raggruppano i primi 600 locali d'Italia e da due associazioni Internazionali che raggruppano 1.100 chef italiani nel mondo.
L'obiettivo del “Forum dei Ristoranti Italiani” è offrire collaborazione per valorizzare la Cucina italiana, attraverso un dialogo con i partner istituzionali, a cominciare dal Governo e dagli enti preposti al turismo e alla difesa del “Made in Italy” nel mondo. Uno dei motivi più importanti che attirano l'attenzione sull'Italia (anche dei turisti, come ricorda l'amico professor Ruozi) è proprio la Cucina: il nostro Paese possiede dei veri e propri “giacimenti gastronomici”, ossia prodotti ed ingredienti che nelle mani dei cuochi italiani diventano piatti indimenticabili invidiati da tutto il mondo.
In Francia e in Spagna il mondo dell'enogastronomia è un biglietto da visita decisivo per i rispettivi Paesi, che sono orgogliosi dei loro cuochi e dei loro ristoranti. Siamo convinti che anche l'Italia debba fare leva su questo settore per presentarsi al meglio e affermarsi nel mondo.
Di recente, il “Forum” che rappresento, forte di 1.700 voci, si è riunito a convegno e ha stilato un programma di attività che sarei lieto di presentarLe in un incontro che mi auguro Lei voglia accordarci.
Numerosi sono gli aspetti che hanno bisogno di una diversa attenzione: dalla formazione (l'ALMA la scuola Internazionale di cucina diretta da Gualtiero Marchesi ha già dato la sua disponibilità ) alla valorizzazione degli autentici locali italiani nel mondo; dall'export di materie prime italiane (non andiamo certo a comprare ingredienti cinesi...) alla percezione di una differenza sostanziale, tra semplice “somministrazione di cibo” e “arte della cucina”. Noi siamo per la seconda, non per la prima, e di questo dovrebbero rendersene conto anche gli... studi di settore.
Da ultimo, desidero sottolinare un aspetto a voi ben noto, che mi evidenziava di recente il prof. Sabino Iliceto, direttore della clinica cardiologica dell'Università di Padova, “grazie alla Dieta Mediterranea esistono consistenti e significative riduzioni di eventi fovorevolmente connessi al rischio cardiovascolare, oncologico e all'Alzeimer”. Anche questo è un messaggio che va fatto intendere alle orecchie - e sono in numero sempre crescente - che sono sensibili al ben - essere complessivo della persona. A questo aggiungerei che la dieta Mediterranea ha nell'Italia l'originalità della pasta che non esiste in nessun altro paese al mondo e che caratterizza lo stile della nostra cucina in Dieta Mediterranea Italiana e noi ristoratori ne siamo gli ambasciatori.
Ormai molti americani sono convinti di aver inventato loro perfino la pizza. Con buona pace di tutti, anche degli amici americani e giapponesi (a Tokyo come a New York c'è una impressionante concentrazione di falsi ristoranti italiani), noi desideriamo far sventolare bella alta sui nostri veri locali la bandiera con il Tricolore!
Contando sulla possibilità di incontrarLa e magari di averLa anche ospite al nostro prossimo convegno di lavoro, La ringrazio dell'attenzione e La saluto con viva cordialità.
Raffaele Alajmo
(Forum dei Ristoranti Italiani)
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