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Da
un solo alveare la favola AMBROSOLI
Nel 1917 un giovane chimico comasco diplomato all’estero, appassionatosi all’apicoltura,
avviò ilcolosso mondiale dei dolciumi e bevande al miele
di Luciano Ferrari
Il n° 3 dell’Apicoltore datato 10 marzo 1917
(abbonamento annuo: Lire 5) riportava integralmente la lunga lettera di un
giovane chimico comasco diplomato all’estero. In essa chiedeva consigli sul
come avviare una nuova attività cui intendeva dedicarsi seriamente: l’allevamento api e la conseguente produzione
di miele da vendere.
Premesso di
avere ereditato oltre ad una proprietà di famiglia (un podere in quel di
Ronago, a ridosso del confine con la Svizzera) anche un’arnia apiaria,
informava di avere acquistato successivamente altri 80 bugni.Con questi aveva
avviato un’attività di apicoltore con la collaborazione entusiasta delle
donne di casa:moglie e suocera.
In definitiva chiedeva al direttore de L’Apicoltore
consigli sulle tecniche del settore per incrementare e soprattutto migliorare
la sua produzione e ringraziando firmava G.B.
Ambrosoli, chimico.
Quella lettera segnava l’inizio della Favola
Ambrosoli, una delle più famose aziende dolciarie del mondo con
prodotti vari: caramelle, bevande al miele e cera d’api industriale. Una favola
che si perpetua tutt’oggi con gli eredi del fondatore:al vertice è il dottor Sandro Ambrosoli,
presidente e amministratore delegato,che ha accolto un gruppo dei giornalisti
ed esperti della GDO e dei consumi
accompagnati in visita alla sede della
sua azienda da dirigenti di Centromarca.
Li ha ricevuti
con una semplicità e cordialità da Piccolo Mondo Antico. ”Siamo contenti di
ricevervi – questo il suo benvenuto – e
d’esprimervi la soddisfazione di avervi con noi per qualche ora. Quando Centromarca ha espresso il desiderio
di effettuare la visita presso di noi abbiamo risposto che ci sono tante altre
aziende organizzate di ben altra dimensione e strutturate meglio delle nostra”.
La storia aziendale
“Ci hanno
risposto – ha proseguito il presidente Ambrosoli - che alle volte é la storia
di un’Azienda e le sue collocazione di prodotto ad avere una valenza che possa
soddisfare chi informa sui vari media e
chi s’interessa a tutti i problemi che fanno parte della sfera del consumatore,
inteso con la”C” maiuscola.”
Ecco in breve la genesi della Ambrosoli, avviata nel 1917.
Gli inizi dell’attività produttiva furono tutt’altro che facili per G.B.
Ambrosoli chimico, anche perché una volta avviata proficuamente l’attività
commerciale, che richiedeva l’acquisto di partite di miele anche da fornitori
esterni, la Prima Guerra mondiale rese più arduo il reperimento del miele
all’esterno, anche dalla confinante Svizzera, a fronte di una crescente
richiesta dei prodotti Ambrosoli.
Il robusto
bagaglio tecnico di G.B. Ambrosoli,
diplomatosi all’estero e collaudato da oltre un decennio di lavoro in
aziende tedesche d’avanguardia , gli ha consentito scelte d’avanguardia .Per almeno una di queste gli va attribuita
la priorità: la soluzione motorizzata del problema della transumanza
stagionale delle api da miele.
In che cosa
consiste? Nel trasferimento delle api regine e delle loro instancabili operaie
dalla pianura alla montagna e viceversa per catturare le migliori
fioriture in corso. Ciò consente alle
api di cogliere al meglio i fiori più freschi proprio al culmine della loro
stagione migliore.
C’era da
risolvere quindi il problema del trasferimento in massa a distanza delle arnie.
Ambrosoli trovò la soluzione ricorrendo
al trasporto motorizzato delle arnie e dei favi. Esordì adattando la
propria autovettura per aumentarne la
capacità di trasporto delle “gabbie”contenenti i preziosi sciami,utilizzando
non solo l’interno ma anche anche il tetto del veicolo. Di sua ideazione pure i contenitori speciali e
l’impiego di validi materiali.
A quel primo
mezzo di trasporto seguirà nel tempo addirittura una flotta di autoveicoli più
grandi e ulteriormente attrezzati per la transumanza stagionale dell’apicoltura nomade. Questi veicoli speciali recavano sulle fiancate le prime scritte pubblicitarie in cui spiccava in grande il nome G.B. Ambrosoli.
Con l’ampliarsi poi dell’attività e della richiesta di miele dall’estero
Ambrosoli dovette ingrandire l ’areale di raccolta dei fiori scegliendo altre
zone idonee nella vicina Svizzera poi
in altri paesi europei.
La nuova sua
iniziativa aveva anche come
obiettivo la diversificazione del
prodotto finale dettata dalla botanica
stessa, che insegna: la varietà delle piante, il luogo d’origine e il terreno
coltivo fanno sì che il prodotto finale, il miele, rechi alla fine sapore
e profumo diversi. Successivamente,
sempre per far fronte alla crescente
richiesta di mercato, Ambrosoli acquisterà il miele dai migliori produttori anche stranieri di cui vaglia di
persona l’affidabilità, in particolare
la qualità e genuinità del prodotto acquistato, sia esso miele monoflora sia
pluriflora.
La storica caramella
Nel 1930 un nuova svolta: l’invenzione” della
caramella Ambrosoli al miele, alla cui notorietà e diffusione concorrono la
radio e la cartellonistica stradale, allora dominanti veicoli pubblicitari. Di
grande impatto fu il grande cartellone del bambino con in capo ghirlande di fiori, che offriva sia
il miele in barattolo sia confezioni di caramelle.
Anche oggi il gruppo
italiano crea altri prodotti quasi a cadenza annuale, diversificati per tipo di clientela o canali di
distribuzione. Oltre ai prodotti classici, ci sono oggi l’Ambrovit e varie linee: linea bar, linea
gommosa e linea regalo, la caramella in stick, la Briosa, e la caramella
frizzante anch’essa in stick.
Un altro prodotto
Ambrosoli particolare é il miele solido in panetti, inventato per il consumo e
la comodità degli sportivi e dei turisti in trasferta o comunque in viaggio
che, per praticità, lo utilizzano in confezione speciale più pratica del
classico vasetto.
Ambrosoli
primeggia anche nell’offerta del nobile sottoprodotto del miele: la cera d’api, soprattutto per uso artigianale e
industriale, settori per i quali ha perfezionato una linea completa:Ambra
Legno, Ambra Flash, Ambra Marmi, Ambra Cotto e Ambra Stucchi.
Il presidente
Ambrosoli ha citato il lancio di un nuovo prodotto, composto per il 70% da frutta
e il rimanente 30% da miele, posto in vendita all’inizio dell’anno ed ha
fornito questo spaccato del venduto: il miele incide sul fatturatoper il 68%,
le caramelle per il 29 % e le cere per il restante 3% circa. Esporta dovunque , soprattutto negli Stati Uniti e in
Giappone.
La favola continua
La favola
Ambrosoli, iniziata oltre 80 anni fa in
Ronago da una sola arnia e dalla passione del perito chimico G.B. Ambrosoli
coadiuvato da moglie e suocera, continua e non finisce di stupire anche per l’apporto
femminile alle fortune dell’azienda. Le funzioni di controllo di qualità che
furono dell’avo fondatore sono oggi affidate alla dottoressa Silvia Ambrosoli,
direttore dei laborari di analisi fisico-chimica delle materie prime e dei
prodotti finiti. Last but not the
least, la Ambrosoli, oltre ad essere la più blasonata del mondo nel suo
settore, é una delle poche grandi
aziende italiane di livello internazionale tuttora controllate totalmente dalla famiglia originaria.
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