Vince il Premio ANTONIO AMATO lo chef bergamasco Alberto GIANATI.

Una Giornata di Cibo e Vino a Casteggio per NON DIMENTICARE AMATO.

Un attestato di benemerenza di ALMA consegnato dal suo presidente, Albino Ivardi GANAPINI, ai familiari di Amato presenti alla cerimonia

 

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Alberto Gianati con i suoi genitori, dopo aver ricevuto il PremioA Casteggio in molti hanno vinto il Premio enogastronomico dedicato ad Antonio Amato, il cuoco napoletano ucciso ad Al Khobar, in Arabia Saudita, nel maggio scorso, a soli 35 anni.

 

Per primo ha vinto il bergamasco Alberto Gianati, corporate chef al Ristorante “Casa Italia” a San Juan di Porto Rico e originario di Olmo al Brembo (BG), dimostrando bravura e professionalità e che ha ricordato con parole commosse, durante la cerimonia, Antonio Amato.

 

Hanno vinto anche gli altri quattro chef: Saulo Bacchilega, chef romagnolo del ristorante “Hyatt Regency” di Istanbul, Giuseppe Fornillo, executive chef dello “Sheraton Grande Luxury Collecton” di Bangkok, Vittorio Lucariello, chef de cuisine al ristorante “Grissini” del “Grand Hyatt” di Hong Kong e Antonio Vitale, il più giovane dei concorrenti, originario di Cava dei Tirreni (Salerno), che ora lavora al “Lapa Palace” di Lisbona (Portogallo); per essere giunti tra i cinque finalisti di questo importante e significativo concorso.

 

Ha vinto il Gruppo Virtuale Cuochi Italiani (GVCI), che con il suo Presidente Mario Caramella, executive chef dell’Hyatt Regency a Hua Hin in Tailandia, il vicePresidente Mario Musoni del ristorante “Al Pino” di Montescano e gli altri membri della presidenza, Giacomo Gallina, Rosario Scarpato e Marisa Avalis presiedono un Gruppo, il gvci, composto da professionisti che si contraddistinguono per bravura e grande spirito solidaristico. E proprio a questo Gruppo era iscritto e collaborava Antonio Amato.


Ha vinto, infine e  soprattutto, Antonio Amato, che sarà ricordato da tutti come il vero ambasciatore nel Mondo di una millenaria tradizione culinaria italiana.


Una vittoria significativa di tutti quindi in ricordo durevole di Antonio Amato che ha lasciato ai colleghi del GVCI germogli robusti di attaccamento alla migliore cucina italiana.


Negli interventi sul “forum” e durante la manifestazione, il Presidente Caramella haLuca Baldassarri enogastronomico di INformaCIBO giustamente sottolineato questo ricordo e la soddisfazione propria e di tutti gli altri cuochi italiani all’estero “per l’impegno dimostrato e per il gran lavoro svolto da tutti i partecipanti”. E’ stato l’amico di Antonio, lo chef Davide Cananzi e l’altro forumista chef Francesco Farris ad inviare, attraverso il Forum, un caloroso messaggio di “saluto a tutti” aggiungendo un significativo “bravi a tutti”, a tutti quelli cioè “che mandano avanti nel mondo –ha scritto Farris- i colori della rucola, della farina e del pomodoro……”


Alcune note sulla serata: la Giuria, presieduta dal rettore di Alma, Maestro Gualtiero Marchesi, di cui facevano parte i migliori critici (tra giornalisti ed esperti) enogastronomici italiani, ha vagliato con attenzione i piatti preparati dai cinque finalisti.


Registi della serata sono stati inoltre Mario Musoni patron del Ristorante “Al Pino” di Montescano (PV) e Vicepresidente del Gvci e suo figlio Ivan, della Cà Vegia di Salice Terme, che fungeva da coordinatore di gara e che ha reinterpretato da vero fuoriclasse della cucina le stesse ricette del concorso per il pubblico, per le autorità presenti e per i membri della Giuria.


Il ricordo del giovane cuoco scomparso ha alla fine commosso tutti, i partecipanti al concorso e il folto pubblico, anche perchè le premiazioni sono state seguite personalmente dai familiari di Antonio Amato.


Oltre ai Premi assegnati ad Alberto Gianati e agli altri finalisti è stato consegnato ai famigliari dello scomparso, da parte di Albino Ivardi Ganapini, presidente di ALMA , la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno (Pr), un “attestato di benemerenza” alla memoria di Antonio Amato “ritenendolo –è scritto nell’attestato- benemerito quale ambasciatore della cucina italiana nel Mondo nel solco della gloriosa tradizione dei nostri migranti”. L’attestato era firmato dallo stesso Ganapini e dal rettore di Alma Gualtiero Marchesi.


Il Premio, organizzato da Orietta Colacicco, è stato assegnato mercoledì 1 settembre, nell’ambito della manifestazione OltreVini di Casteggio nell’Oltrepo Pavese.

 


 

Assegnato allo chef bergamasco Alberto Gianati il Premio Antonio Amato,

il cuoco ucciso in Arabia Saudita

 

La Giuria presieduta da Gualtiero Marchesi, (ne faceva parte anche Luca Baldassarri di Sorisole (BG) enogastronomo di INformaCIBO) ha sottolineato l’importanza di questa giornata di Cibo e Vino per non dimenticare. Un attestato di benemerenza di ALMA consegnata ai familiari di Antonio Amato presenti alla cerimonia


E’ stato assegnato mercoledì 1 settembre, nell’ambito della manifestazione OltreVini di Casteggio nell’Oltrepo Pavese, allo chef bergamasco Alberto Gianati che lavora a San Juan di Porto Rico il Premio enogastronomico Antonio Amato, il cuoco tragicamente ucciso ad Al Khobar in Arabia Saudita.


La Giuria presieduta da Gualtiero Marchesi, tra gli altri ne faceva parte il collaboratore di INformaCIBO, l’enogastronomo di Sorisole (Bg) Luca Baldassarri, ha assegnato il “premio” scegliendo tra le cinque ricette migliori scelte nelle scorse settimane tra le numerose ricette inviate dai 330 cuochi italiani all’estero aderenti al Gruppo Virtuale Cuochi Italiani (www.gvci.org) presieduto da Mario Caramella e di cui Antonio Amato faceva parte.


Tema del concorso era l’abbinamento di una ricetta della propria terra d’origine ad un vino dell’Oltrepo Pavese.


Alberto Gianati, nativo di Olmo al Brembo (Bergamo), Executive Chef al Ristorante Casa Italia di San Juan, a Porto Rico ha vinto con la ricetta: “Rollatina di vitello in crosta di mandorle, ai funghi porcini, con timballo di polenta taragna e fonduta ai porri e timo”, abbinato ad un Rosso Oltrepo Pinot Nero.


Tra i premi, un soggiorno di una settimana alle Terme di Salice Terme e un corso di eccellenza offerto da ALMA, la Scuola internazionale di cucina italiana di Colorno che nella persona del suo presidente Albino Ivardi Ganapini ha consegnato alla famiglia Amato, presente alla cerimonia, un “attestato di benemerenza” alla memoria di Antonio Amato “ritenendolo benemerito quale ambasciatore della cucina italiana nel Mondo nel solco della gloriosa tradizione dei nostri migranti”. L’attestato era firmato da Ganapini e dal rettore di Alma Gualtiero Marchesi.



Nella stessa sera Ivan Musoni della Cà Vegia, che fungeva da coordinatore di gara, ha reinterpretato le stesse ricette per il pubblico e per gli chef arrivati da tutto il Mondo.


Il Gruppo GVCI, formato nel 2001, è presieduto da Mario Caramella, executive chef dell’ Hyatt Regency Hua Hin in Tailandia, VicePresidenti sono Rosario Scarpato, critico ed esperto di enogastronomia che opera in Australia, lo chef Mario Musoni del Ristorante “Al Pino” di Montescano, che fa la spola tra l’Italia e Hong Kong e Giacomo Gallina, che ha aperto i ristoranti della Bice nel mondo. Segretario è Marisa Avalis.

 


INformaCIBO nei prossimi numeri dedicherà ampio spazio a questa iniziativa di solidarietà.

 

 

 

Il piatto di Alberto Gianati vincitore Premio Amato 

 

Foto di gruppo dei 5 finalisti

 

Fotogallery della Finalissima

 

Le “menzioni speciali” ad alcuni finalisti del Premio

Antonio Amato

 

L’intervento svolto da Orietta Colacicco, “regista” della finalissima del Premio Amato, nell’ambito di OltreVini

di Casteggio

 

La ricetta di Alberto Gianati

 

Verso il "Premio Antonio Amato"

 

Il Pinot nero “NOIR” vince a Casteggio durante la rassegna “Oltrevini” il premio

TALENTO D’ORO 2004

 

 

 

 

 

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