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Arte
da mangiare mangiare Arte
è stata presente allo
SMAU con il convegno:
Innovare il sapore - Arte, alimentazione, scienza e comunicazione
Progetto
di Ornella Piluso, coordinamento del critico Roberto
Borghi.
Convegno
suggestivo e foriero di spunti interessanti, quello organizzato da
Ornella Piluso, eclettico personaggio del mondo dell’arte
milanese.
All’incontro
hanno partecipato importanti relatori in rappresentanza del mondo
accademico, artistico e imprenditoriale.
Tema
dell’iniziativa l’innovazione del sapore e della sua identità,
come segnalato dall’illustre critico d’arte Roberto Borghi
- coordinatore del convegno - che ha sviluppato un excursus storico
sul legame sapere e sapori, osservando come storicamente il valore
culinario ed enogastronomico dei nostri prodotti sia sempre stato
legato al significato storico-culturale dell’uomo.
Su
questo spunto si è inserita la relazione di Carlo Valli,
giornalista dell’Asa (associazione stampa agroalimentare), che ha
lanciato l’allarme sul rischio omologazione della nostra cucina, e
quindi della nostra identità culturale. “La cucina inventiva
e la creatività dei cuochi - ha sostenuto Valli -non sarebbero
nulla senza una forte tradizione alle spalle; l’obiettivo, non
soltanto degli chef ma della nostra cultura in generale, dovrebbe
essere quello di attribuire al cibo un significato riconoscibile dal
consumatore, che oggi rischia di perdere di vista i veri connotati
della nostra cucina confondendoli con la massificazione imposta dalle
grandi catene di distribuzione e dai fast food”.
Tema
sicuramente di forte attualità ripreso poi dal professor Salvo
Scibillia che ha contrapposto l’estraneità e la
freddezza dei cibi fast food con l’amorosità e la
passionalità provocatoriamente erotica del “cibo classico”.
“Nella storia e nella tradizione della nostra cultura culinaria -
ha spiegato - la memoria, il ricordo ed il sogno sono i caratteri
dominanti che attribuiscono spessore e significato ad un piatto
costruito secondo tradizioni centenarie, impossibili da creare e da
rivivere nella fugacità di un hot-dog, che risponde più
ad esigenze funzionali che gustative”.
L’innovazione
del sapore può esistere grazie ad una solida base conoscitiva
ed esperienziale nella nostra grande cucina, dove la tecnologia
interviene quale straordinario strumento di innovazione per
realizzare, attraverso la produzione, la preparazione e la
conservazione, prodotti e piatti in cui diventa possibile esaltare le
caratteristiche organolettiche degli stessi.
Questo
il concetto intorno al quale si è articolata la relazione di
Andrea Guetta e Piero Camussone, dinamici imprenditori
rispettivamente del settore del vino e del cibo, titolari delle
Aziende Spia d’Italia e Visconti art fooding & creative
banqueting, che hanno sottolineato come la tecnologia, pur con il
rischio di omologare e standardizzare i sapori, serve a creare
differenziazione ed esaltazione delle tipicità.
Il
convegno si è infine concluso con un’esperienza gastronomica
offerta da Ornella Piluso, portavoce di Arte da mangiare, e
dall’interessante l’intervento di Sergio Attardo, che ha
commentato il suo intervento video “Racconto mobile uno”
riferito all’ambientazione che l’artista topylabrys ha
creato e nella quale si è svolta ”La prima Cena”, presso
lo spazio Bazart.
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Durante
la performance alcuni artisti presenti hanno fatto una “offerta”
composta da:
Cioccolato
allo zenzero della Cioccolateria Buosi di Varese
Vino
San Martino della Battaglia Dessert dell’Azienda Spia d’Italia
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