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Arrivano
9 milioni di euro del Piano di sviluppo rurale per 10 aziende
agricole del Parmense
Incontro in
Provincia di Parma con Vasco Errani,
il presidente della Provincia
di Parma Vincenzo Bernazzoli e
il VicePresidente, Pier Luigi Ferrari
Parma, 10 febbraio
2009. La Provincia di Parma sempre più protesa a consolidare
il ruolo di vera capitale europea dell'agroalimentare.
Oggi
pomeriggio nella sede della Provincia di Parma il presidente della
Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, nel dare notizia che
dalla Regione arrivano 9 milioni e 400mila euro per dieci aziende
agricole del Parmense impegnate nella trasformazione e
commercializzazione del prodotti agricoli di filiera, ha voluto
sottolineare la grande tradizione dell'agroalimentare di questa
provincia e il ruolo di innovazione che esso svolge nel panorama
nazionale.
Errani ha poi
fatto esempi
concreti.
“Ci siamo battuti
affinchè Cibus restasse a Parma, -ha affermato il
governatore dell'Emilia Romagna Errani-, nell'accordo raggiunto con la
Regione Lombardia per l'Expo 2015 la Provincia di Parma avrà
un ruolo centrale, a Parma c'è l'Europass, (l’ufficio
che si occupa dei rapporti fra l’Agenzia Europea per la Sicurezza
Alimentare e il territorio) e ieri eravamo tutti insieme a Roma per
fare avere a Parma il Consorzio italiano per la ricerca sulla
qualità e la sicurezza degli alimenti, tutti elementi
questi -ha aggiunto Errani- che concorrono a fare di Parma la
locomotiva dell'agroalimentare”.
Insieme ad Errani erano
presenti, davanti ad un'ampia rappresentanza del mondo rurale e
agroindustriale parmense, il presidente della Provincia Vincenzo
Bernazzoli e il VicePresidente
e Assessore alle politiche agricole e alimentari della Provincia di
Parma, Pier Luigi Ferrari.
E' stato spiegato che dalla Regione arrivano i contributi per
progetti di qualificazione e potenziamento dell’attività
lattiero casearia, della trasformazione dei suini e della lavorazione
del pomodoro.
Sono dieci le imprese che hanno contributi in base al Piano di
sviluppo rurale (“Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali”): per il lattiero-caseario si tratta del
Caseificio sociale di Neviano Arduini e di Ferrarini Silvestro e C
(settore lattiero caseario); per il settore suini di Fontana Ermes,
Bedogni Egidio, S. Nicola Prosciuttificio del Sole (Corniglio),
Prosciuttificio Boschi Elidio; Fratelli Tanzi spa; per l’ortofrutta
di Copador; per la commercializzazione del Caseificio sociale
Borgotaro e della Latteria sociale Val d’Enza.
Quanto arriva in provincia di Parma costituisce infatti il
31,46% dei fondi messi a disposizione a livello regionale per la
misura 123 (29 milioni e 974mila euro). 181 le domande di contributo
presentate, 166 delle quali ammesse a contributo: di queste, appunto,
10 riguardano il territorio parmense, coprendone tre tipologie
merceologiche fondamentali (lattiero-caseario per 1,031 milioni di
euro; trasformazione suini per 6,401 milioni; 2 milioni per il
pomodoro).
“Che Parma rappresenti un punto di eccellenza di valore
internazionale sull’agroalimentare è un dato di fatto, e che
la Regione l’abbia messa al centro della sua strategia è un
altro dato di fatto. Io sono molto contento che su questa misura del
Psr siano arrivate a Parma il 31% delle risorse disponibili: è
la dimostrazione che stiamo cercando di fare una politica che non
guarda a logiche di utilizzo delle risorse attraverso ragioni
geografiche ma che premia la qualità, il coraggio degli
investimenti e quella dimensione di impresa e territoriale che può
fare da locomotiva a un processo d’innovazione di cui abbiamo
bisogno”, ha detto il presidente della Regione Vasco Errani,
sottolineando che “la Regione considera l’agricoltura un
elemento irrinunciabile, e tutto ciò che possiamo investire
deve essere finalizzato a processi d’innovazione e di
riorganizzazione. È importante che le imprese investano, ed è
importante riorganizzare la filiera per andare sui mercati globali,
valorizzando qualità e identità”.
Soddisfatto per la considerazione della Regione il presidente
della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli:
“L’agroalimentare è un elemento portante della nostra
economia, e ci scommettiamo anche per il futuro. Vogliamo continuare
a investirci: sappiamo che ci sono delle difficoltà, ma
vogliamo contribuire a riattrezzare questo settore per le sfide della
globalizzazione. Ed è importante avere al nostro fianco la
Regione, che ci assegna un ruolo centrale e che investe su di noi: è
un riconoscimento di enorme rilievo per il nostro territorio”,
ha commentato Bernazzoli, che ha aggiunto: “Siamo in un momento
di crisi, ma anche in queste occasioni vogliamo lanciare un messaggio
al mondo dell’economia e del lavoro: vogliamo dire che le
istituzioni sono in campo per superare le difficoltà e per
investire sul futuro. Noi ci siamo”.
Anche per il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari
“l’agroalimentare per Parma rimane una realtà
prioritaria. La Provincia ci crede, ed è molto significativo
che la Regione sia con noi”.
Il Piano di sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna prevede
una particolare attenzione per le imprese della trasformazione e/o di
commercializzazione di prodotti agricoli che dimostrano di essere ‘in
filiera’ garantendo una adeguata remunerazione per le aziende
agricole che cedono la materia prima.
La misura 123 (“Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali”) è a gestione regionale, tuttavia la
Provincia concorre alla definizione delle scelte da operare
attraverso il suo piano programmatico generale (Prip), sostenendo e
assistendo le imprese che intendono muoversi su questo terreno, e
offrendo inoltre le condizioni migliori di conoscenza della misura e
delle sue opportunità. La Consulta della piccola e media
impresa costituita in Provincia ha tenuto, per esempio, negli ultimi
6 mesi, due riunioni sulla misura 123, e sono poi stati tenuti
incontri divulgativi a diversi livelli sul territorio.
Anche nell’ambito del Distretto del Pomodoro e del
Distretto del Prosciutto si è lavorato per aggiungere
ulteriori opportunità di conoscenza e di azione.
Tutto ciò ha prodotto risultati, a testimonianza di una
volontà di fare e di investire che sopravanza le ragioni della
crisi e delle incertezze del futuro in un settore strategico per il
nostro territorio quale è l’agroalimentare.
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