|
Per il Parmigiano-Reggiano dalla
Regione Emilia Romagna
arrivano 87 milioni di euro
A Parma il Forum del Consiglio provinciale:
più forza dalle istituzioni
Parma, 4 febbraio 2010 – 87 milioni
di euro per il Parmigiano Reggiano. È quanto arriverà dalla
Regione, che ha recentemente messo a punto la concessone di una serie
di finanziamenti: tra questi, appunto, quelli al lattiero-caseario.
L’annuncio l’ha dato l’assessore regionale all’Agricoltura
Tiberio Rabboni al Forum sul Parmigiano-Reggiano convocato oggi dal
Consiglio provinciale di Parma all’Auditorium del Carmine. Un
appuntamento inedito per un’assise come quella consiliare che ha
chiamato a raccolta tutti i soggetti legati all’economia del
prodotto e all’intero comparto lattiero caseario.
Obiettivo:
mettere in campo iniziative ma anche politiche volte a superare le
attuali difficoltà del settore e a dare forza a un prodotto di
altissima qualità e, insieme , a tutta l’economia che si muove
attorno ad esso.
“Il Forum – ha spiegato il presidente
del Consiglio provinciale Meuccio Berselli – vuole essere
un modo per fare proposte concrete con un documento condiviso per
cercare di mitigare una problematica molto seria che riguarda la
filiera in tutte le sue articolazioni. Tutto questo facendo appunto
proposte concrete con operatori economici, Consorzio e tutti coloro
cui sta cuore il problema”. Un impegno che il Consiglio
provinciale sente con forza e che ha sottolineato il suo
vicepresidente Manfredo Pedroni “ Dobbiamo consegnare il
parmigiano-reggiano ai nostri figli che abbiamo ereditato noi dai
nostri padri”.
E’ stato il vicepresidente del
Consorzio Maurizio Filippini a tratteggiare i contorni di una
crisi difficile e indicare le soluzioni in campo. “Siamo vivendo
una crisi strutturale, pesante, dovuta in gran parte per la crescita
della produzione che ha portato ad una erosione negli ultimi quattro
anni del nostro patrimonio di imprese agricole In 15 anni
abbiamo assistito ad una erosione del reddito di tutta la filiera
produttiva a fronte di un aumento dello stesso per la componente
distributiva”. Diversi i rimedi adottati: un calo della
produzione del 2%, azioni mirate a favorire l’esportazione,
ammodernamento e riorganizzazione della struttura del consorzio.
E’ toccato a Gabriele Canali ,
docente di Agricoltura all’Università di Piacenza, presentare le
“Linee guida per il futuro del Parmigiano- Reggiano” documento
approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale. Canali ha
ragionato dei punti di forza e delle criticità soffermandosi anche
sulle azioni da mettere in opera per il futuro del comparto: “Occorre
rafforzare il legame con il territorio e la qualificazione;
continuare le azioni di difesa e tutela; rafforzare i soggetti
produttori e della filiera; rafforzare le strutture e la
commercializzazione anche diretta” .
E’ questo il terreno scelto dalle
istituzioni per sostenere la ripresa di uno dei prodotti più
eccellenti del Paese. Il vicepresidente Pier Luigi Ferrari lo
ha affermato con chiarezza: “la Provincia intende accompagnare
il percorso che agricoltori e produttori intendono compiere per
uscire dalla crisi. Vogliamo tenere alta l’attenzione anche se in
questi mesi cominciamo a respirare un’aria diversa. Noi sentiamo la
responsabilità di accompagnarvi a risalire la china”.
Il dibattito, a cui sono intervenuti
consiglieri provinciali, sindaci, produttori e consumatori, ha
evidenziato le diverse problematiche aperte mettendo di fatto a nudo
la necessità, come indicato anche dalle linee guida del Consiglio
provinciale, di promuovere e sostenere uno sviluppo più ampio e
complessivo della filiera del Parmigiano-Reggiano che integri meglio
tutte le fasi.
L’assessore
regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni
ha indicato in conclusione tre obiettivi che la Regione persegue per
il Parmigiano-Reggiano: “concorrere
a consolidare il rialzo del prezzo degli ultimi mesi, che è il segno
che una strategia messa in atto comincia a operare. C’è stato un
grande sforzo per regolare quantità e qualità della produzione, le
giacenze sono diminuite e contemporaneamente è aumentato il prodotto
collocato in mercati internazionali: per consolidare tutti questi
risultati bisogna far sì che ci sia in Italia la possibilità di
regolare la produzione dei dop e igp, e in questo senso abbiamo
condiviso con il ministro l’esigenza di studiare uno strumento
italiano ad hoc.
– ha spiegato Rabboni
- E
poi
abbiamo
bisogno di usare lo strumento dell’ammasso privato di contributi
pubblici alla stagionatura, un’opportunità reintrodotta a livello
europeo con la possibilità per gli stati membri di finanziare gli
ammassi: e anche da questo punto di vista Regione e Governo possono,
assieme al Consorzio, darsi una strategia per finanziarli. E poi la
Regione concorre alla razionalizzazione delle strutture produttive e
al rapporto tra caseifici e i soggetti della distribuzione attraverso
il Piano di sviluppo rurale: abbiamo recentemente messo a punto una
serie di finanziamenti - alcuni già erogati, altri che stanno per
esserlo e altri che lo saranno nel corso del 2010 - al comparto
lattiero-caseario ma in particolare al Parmigiano-Reggiano per circa
87 milioni di euro”.
Per informazioni sulle
attività dell'Assessorato all'Agricoltura
della Provincia di Parma:
www.agriparma.it
|