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Spesa a Km zero? In provincia
di Parma si può
Dalla Provincia di Parma una guida
con gli indirizzi di oltre 100 aziende del territorio dove i
consumatori possono comprare direttamente i prodotti agricoli freschi
e trasformati
Parma, 7 settembre 2010 – Comprare prodotti agricoli
direttamente dal produttore?
Da oggi sarà ancora più semplice
grazie alla guida “Spesa a km zero? In provincia si può”
promossa dalla Provincia: un libretto di facile consultazione in cui
parmigiani e parmensi potranno trovare in poco tempo tutti gli
indirizzi di oltre 100 aziende presenti sul territorio, divise per
comune, che vendono direttamente al consumatore.
Chi vorrà comprare
uno specifico prodotto agricolo fresco o trasformato, dalla frutta
alla carne, dai formaggi all’olio, dai salumi ai vini, potrà
quindi semplicemente aprire la guida e scegliere il produttore più
congeniale ai propri bisogni e più comodo da raggiungere.
“Questa
guida è rivolta ai consumatori perché vogliamo dare loro la
possibilità di godere dei prodotti di queste aziende agricol,:
realtà dove la qualità, la genuinità e la sicurezza alimentare
sono di casa. - ha detto il vicepresidente Pier Luigi Ferrari,
presentando l’iniziativa questa mattina al Parma Point, che ha
aggiunto: “È importante ribadire con forza che i nostri
prodotti sono di alta qualità. Non bisogna però dimenticare che la
qualità è una sfida continua, non è mai un risultato raggiunto”.
La spesa a Km zero è sempre più apprezzata tra i consumatori
dell’intero territorio nazionale, per diversi motivi. Innanzitutto
i costi: con la filiera corta si eliminano i passaggi del sistema di
distribuzione tradizionale come il confezionamento e l’imballaggio
che fanno lievitare il prezzo finale del prodotto. Ma il risparmio
non è la sola ragione. Acquistare direttamente nel luogo d’origine
dà infatti una garanzia di qualità del prodotto, che è
rigorosamente di stagione, inoltre si valorizzano le coltivazioni del
proprio territorio, proteggendo quindi la biodiversità e le
produzioni tradizionali. Tagliando i trasporti, infine, si
riduce anche l’inquinamento.
Ecco perché la Provincia ha deciso di puntare sulla filiera corta
e quindi di valorizzare le produzioni agricole locali, investendo
oltre centomila euro in questo settore: sostenendo, ad esempio,
l’economia delle aziende agricole multifunzionali, promuovendo
progetti di educazione alimentare e di tutela agro ambientale.
Investire sulla filiera corta è fondamentale per dare alta
visibilità a quei prodotti del Parmense disponibili alla vendita
diretta in azienda o nei mercati degli agricoltori, e per
salvaguardare il patrimonio agroalimentare di tutta la Food Valley.
“Bisogna recuperare e preservare questi prodotti perché
hanno un alto valore intrinseco: rappresentano infatti la storia del
nostro territorio, sono l’espressione delle nostre zone, un vero e
proprio patrimonio da salvaguardare – ha affermato il
giornalista enogastronomico Enrico Chierici -. Un valore
che ha bisogno di essere conosciuto e incentivato: ecco perché è
importante questa guida, perché permetterà ai produttori di farsi
conoscere da molte più persone e ai consumatori di avvicinarsi a
questi prodotti di qualità”.
“È importante sottolineare che ogni azienda presente nella
guida è unica, ognuna ha infatti una sua specificità, una
specificità che deriva dal proprio modo di produrre ma anche di
trasformare e di presentare i prodotti – ha aggiunto
Eugenia Tagliaferri del Servizio Agricoltura della Provincia
-. Le aziende si distinguono proprio per l’impronta che il
territorio dà alle produzioni”.
Ad
accompagnare la guida anche una vera e propria campagna di
informazione della Provincia, come ha spiegato Antonio
Sarracco del
Servizio Agricoltura dell’Ente di piazza della Pace: “La
campagna si svilupperà sul territorio per tutto il mese di settembre
con locandine e manifesti, banner e spot radio, per permettere a
tutti di avvicinarsi alla “filosofia” del Km zero e quindi di
poter gustare i prodotti della campagna parmense comprandoli
direttamente da chi li produce”.
La guida non è l’unico strumento a disposizione dei
consumatori: per gli avvezzi alla rete infatti le informazioni si
potranno trovare anche sul portale www.agri.parma.it.
Qui la Provincia ha inserito le aziende che applicano la vendita
diretta, basterà quindi cliccare sul sito e si potranno consultare i
dati per comune, per tipologia (ad esempio aziende biologiche o
mercati contadini), per prodotto (ad esempio formaggi o conserve) o
per nome dell'azienda. Inoltre, è possibile scegliere prodotti e/o
aziende direttamente dalla mappa della provincia: un altro modo per
personalizzare il proprio percorso di ricerca.
Alla
presentazione di questa mattina erano presenti alcuni dei produttori
che hanno partecipato al progetto, tra cui Sabrina
Montacchini
dell’Azienda San Paolo di Medesano, che ha spiegato la filosofia
che sta alla base del loro lavoro: “Abbiamo deciso di allevare il
maiale nero perché era in via di estinzione e volevamo tutelare la
razza. Volevamo dedicarci a un’agricoltura diversa, a un qualcosa
di nuovo, lavorando la carne al naturale, utilizzando solo sale e
pepe”. Stefano
Annovi
dell’azienda Campanini di San Secondo, che produce frutta
biologica, ha invece voluto rivolgere un appello ai consumatori:
“Invito tutti a venire in azienda, solo così si può vedere come
lavoriamo e “toccare con mano” la nostra qualità”. A chiudere
l’incontro, Sara
Rizzardi
dell’Azienda Crocizia di Pastorello: “Dal 2003 produciamo vino
con metodo biologico, utilizzando solo lieviti naturali. Sono tutti
vini tipici del nostro territorio, come dimostrano i nomi che abbiamo
dato alle nostre bottiglie, rigorosamente in dialetto, a conferma di
quanto sia forte il legame con la nostra terra”.
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