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Guide alla qualità dei prodotti alimentari
Presentato a Parma il progetto realizzato da TeTa e finanziato dalla Regione.
Il vicepresidente della Provincia Ferrari: “le guide aumentano le possibilità per chi consuma di avere a disposizione cibo sicuro senza perdere le qualità della tradizione alimentare”
Parma, 12 dicembre 2006 - Una mappa che ogni centro di ristorazione collettiva può usare alla ricerca delle proprie “migliori” qualità. Sono questo ed altro le “Guide alla qualità dei prodotti alimentari” che il centro italiano servizi dalla terra alla tavola, TeTa, sta ultimando su incarico della Regione Emilia Romagna.
Del progetto e percorso fatto fino ad oggi per produrre le guide si è parlato oggi a Parma, nella sala Aurea della Camera di Commercio, dove si è tenuto un convegno patrocinato dalla Provincia e al quale sono intervenuti rappresentanti dei servizi regionali interessati, di TeTa, della Stazione sperimentale delle conserve (Ssica), delle associazioni dei consumatori e dell'Ufficio scolastico provinciale.
Le guide, è stato spiegato, sono un tentativo di identificazione delle proprietà e caratteristiche dei prodotti alimentari maggiormente usati in grado di soddisfare bisogni. L'idea della loro realizzazione nasce dalla Regione Emilia-Romagna che da anni realizza interventi di educazione alimentare rivolti ai consumatori e alle scuole. Nell'ambito di tale attività rientrano azioni rivolte alla qualificazione della ristorazione collettiva pubblica. Il progetto “Guide alla qualità dei prodotti alimentari” ha l'obiettivo di rendere fruibili agli enti gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica, standard qualitativi sui principali prodotti alimentari, che sono strumento di supporto nella predisposizione dei capitolati d'appalto.
Le guide sono finalizzate a rendere misurabili i vari requisiti qualitativi di tipo merceologico e facoltativo che accompagnano i prodotti nelle fasi di commercializzazione. E' dunque uno strumento che può diventare utile a chiarire i rapporti tra l'utenza della ristorazione scolastica e ospedaliera, le imprese alle quali viene affidato il compito di gestire le mense e i loro fornitori dei prodotti alimentari.
Sono state esaminate proprietà e caratteristiche di sedici categorie di prodotti, che complessivamente ammontano circa a seicento: patate, pomodoro da insalata, pane fresco, mela, banana, succhi di frutta, pasta secca di semola, latte fresco, formaggi freschi, formaggi semiduri vaccini, olio extravergine di oliva, prosciutto crudo, prosciutto cotto, carne di pollo fresca, carne bovina fresca,conserva di pomodoro. Ogni guida conterrà l'elenco completo dei valori trovati per ciascuno degli indicatori scelti e di ciascuna qualità con il riferimento alla fonte. Il risultato è una griglia dettagliata in cui sono contenute le indicazioni utili per scegliere a seconda dei propri bisogni.
“Le guide sono un ulteriore strumento in grado di dare al consumatore e alla ristorazione collettiva indicazioni utili con cui valutare la qualità dei prodotti, analizzando aspetti sia organolettici sia tecnici. Nate dalla positiva sinergia di diversi soggetti - ha sottolineato il vicepresidente Pier Luigi Ferrari nell'intervento di chiusura del convegno - queste guide aumentano le possibilità per chi consuma di avere a disposizione cibo sicuro senza perdere le qualità della tradizione alimentare. Aiutano a premiare chi produce meglio e ad aumentare il vantaggio per il consumatore e proseguono il percorso di educazione alimentare su cui la Provincia di Parma ha molto investito e investirà, che unisce alimentazione, agricoltura e ambiente”.
Nel corso del convegno si è anche tenuta una tavola rotonda in cui sono intervenuti i rappresentanti dei produttori, dei consumatori e i rappresentanti dei tre assessorati regionali tutti concordi nella necessità di far crescere la qualità, soddisfare le esigenze nutrizionali, migliorare l'efficienza nei rapporti tra enti pubblici e fornitori.
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