Pier Luigi Ferrari, Vice presidente ed Assessore all'Agricoltura  Alimentazione della Provincia di Parma: “La difesa dell'agricoltura si gioca sulla valorizzazione dei grandi prodotti tipici, a cominciare

dal Parmigiano Reggiano”.

 

La Provincia di Parma ha sostenuto con convinzione le misure legate al biologico”

 

di Donato Troiano

 

Il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano ( a sx) con il vice presidente della provincia di Parma Pier Luigi FerrariLa difesa dell'agricoltura si gioca sulla valorizzazione dei grandi prodotti tipici, a cominciare dal Parmigiano Reggiano. Pier Luigi Ferrari non ha dubbi: è questa la strada da seguire. E' questa la strada che ha scelto di percorrere la Provincia di Parma.

 

Ferrari, che della Provincia è vice presidente ed assessore all'Agricoltura e Alimentazione, sta lavorando da mesi su questi problemi.

 

Con lui INformaCIBO ha deciso di fare il punto sulla situazione dell'agricoltura in quella che era e resta una delle principali food valley italiane.

 

 La crisi del Parmigiano Reggiano sta colpendo uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura e della zootecnia di qualità italiana. Quali iniziative sono state avviate dalla Provincia di Parma su questo problema e quali rapporti sono stati instaurati con le altre province interessate? Possono servire iniziative verso la ristorazione e le associazioni del commercio per promuovere un’azione di rilancio coinvolgendo anche le mense pubbliche fino a quelle scolastiche e aziendali?

 

La Provincia di Parma, in stretta collaborazione con le Province del comprensorio del Parmigiano-Reggiano e con la Regione, si è attivamente impegnata per ricercare misure atte a fronteggiare la grave situazione in cui versa il comparto dell’agro-alimentare, con particolare riferimento al “principe dei formaggi”, un prodotto di eccellenza che per unicità, distintività, identità non può e non deve temere alcun concorrenza. Iniziative collegate a grandi eventi culturali nelle diverse capitali del mondo, l’attivazione della Scuola Casearia, l’istituzione di un osservatorio sul mercato, misure idonee a favorire progetti di filiera corta e l’impegno di dare priorità alla filiera del latte nel Piano di Sviluppo Rurale che si sta redigendo. A ciò va aggiunta l’incessante attività di promozione volta a favorire l’educazione alimentare.

 

La recente iniziativa, culminata nella settimana dedicata all’alimentazione, con il titolo “In campagna è un’altra cosa”, si è incentrata sul richiamo ai temi relativi al buon e sano cibo, sull’attenzione da riservare alla campagna, ai prodotti della terra. Si è anche, continuando un provvido quanto fecondo programma, trattato dei temi riguardanti la ristorazione collettiva. A tale proposito, il competente Servizio si sta attivando per promuovere iniziative specifiche.

 

Difendere l’attività agricola anche  di nicchia significa difendere il territorio?”.

Difendere l’agricoltura significa soprattutto tutelare e valorizzare il prodotto territorio. Radicare al territorio, alla sua storia e alla sua cultura la sapienzialità dell’uomo, di chi attraverso il fluire del tempo ha saputo mantenere le tradizioni legate alle produzioni significa offrire al consumatore prodotti basati su qualità e sicurezza, rammentando che la sicurezza è la precondizione della qualità.

 

Per valorizzare  le vocazioni della montagna, su tutta la filiera del latte e della carne, è importante approvare il Piano di sviluppo rurale 2007-2013”?.

 

Le linee guida del prossimo PSR (2007-2013), questo è l’intendimento della Provincia, dopo un ampio ed articolato confronto con le realtà locali, istituzioni e rappresentanze professionali, devono poter rilanciare le filiere del latte e della carne.

 

Quali risposte  dare, secondo Lei, a questi concetti in rapporto all’Appennino parmense?.

L’Appennino è chiaramente vocato a favorire misure finalizzate a produzioni di qualità. La multifunzionalità dell’azienda agro-forestale, perno per ogni politica territoriale, può agire da volano e sviluppare iniziative destinate a rinsaldare processi di identificazione territoriale.

 

Lo scorso 8 novembre a Bologna gli agricoltori italiani hanno manifestato il proprio disagio per la difficile congiuntura economica. Gli agricoltori accumunati dallo slogan: “Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese.

Insieme per le imprese agricole italiane” chiedono al Governo  una maggiore attenzione verso i loro problemi che diventano sempre più gravi: riduzione dei prezzi praticati sui campi; crescita dei costi produttivi (in particolare i carburanti agricoli); drastica diminuzione dei consumi agroalimentari.

Secondo Lei quale risposta dare a questi problemi?

 

La manifestazione organizzata il giorno 8 dalle associazioni agricole, giornata che fa seguito ad altre iniziative di analogo segno, ha avuto, ancora una volta, il merito di richiamare l’attenzione dell’intera opinione sul ruolo del mondo rurale, del mondo agro-forestale per ciò che questi mondi rappresentano per l’ambiente e per l’economia.

 

La fase di trasformazione del mondo rurale rischia però, se non si affronterà con un salto culturale e con una adeguata attrezzatura, di penalizzare quanti, con grande passione e con tanto sacrificio, mantengono le condizioni perché l’intero Paese possa fregiarsi di prodotti di eccellenza, DOP e IGP. Occorre una forte e coesa volontà per agire nella direzione di dare risposte concrete al mondo agricolo. Agevolazioni fiscali, politiche del credito, sostegno ai processi di filiera, rappresentano alcuni capisaldi sui quali sviluppare linee d’intervento.

 

Nel 2003, il volume del mercato biologico nella UE15 ha raggiunto i 10,1 miliardi di euro, secondo stime IFOAM, pari al 50% di quello mondiale. Al primo posto la Germania, con un giro d'affari di 3,1 miliardi di euro, seguita da Regno Unito (1,75) e Italia (1,4). Come vede complessivamente la situazione del Biologico in Italia e quali azioni di promozione sono in programma nella provincia di Parma?

 

La Provincia di Parma ha sostenuto con convinzione le misure legate al biologico. Importanti iniziative sono state varate: dal sostegno ai produttori a concreti veicoli di promozione.

Occorre però, alla luce dell’esperienza maturata e delle dinamiche di mercato, aprire una fase di riflessione per agire in contesti che richiedono efficaci strumenti di comunicazione. Aiutare il consumatore ad individuare produzioni e prodotti di qualità è un obiettivo a cui tendere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il profilo di Pier Luigi Ferrari

 

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