|
Istituti
tecnici superiori post diploma
Parma anche
nella scuola al centro del grande
sistema
agroalimentare dell’Emilia Romagna
Si
costituisce il polo parmense della nuova rete regionale di istituti
tecnici superiori post diploma. Obiettivo: formare tecnici nelle
figure professionali più richieste dalle imprese
Parma, 12 gennaio 2011 – “Parma è il
bandolo della matassa della crescita di un grande sistema
agroalimentare dell’Emilia Romagna”. Parola dell’assessore
regionale alla Scuola e alla Formazione professionale Patrizio
Bianchi, che oggi nella sede della Provincia di Parma ha
presentato il polo parmense della rete di Istituti tecnici superiori
post-diploma promossa dalla Regione sul territorio
emiliano-romagnolo: una rete di scuole altamente specializzate, non
concorrenziali ma alternative all’università, per formare tecnici
nelle figure professionali più richieste dalle imprese.
Per l’Its del Parmense è stato appunto scelto
come ambito di riferimento l’agroalimentare: il nostro istituto
formerà dunque tecnici altamente specializzati nelle nuove
tecnologie per il sistema agroalimentare, e su questa materia sarà,
come gli altri poli della rete nei rispettivi ambiti, un punto di
riferimento regionale.
A gestirlo sarà la Fondazione Its “Area
Tecnologia, Nuove Tecnologie per il Made in Italy – Ambito
territoriale Regionale Agroalimentare”, che si è costituita nei
giorni scorsi e di cui fanno parte soggetti pubblici e privati.
Otto i soci: il Polo scolastico agroindustriale
(Istituto statale di istruzione secondaria superiore Galilei –
Bocchialini – Solari, ente di riferimento della Fondazione), l’Itis
Leonardo da Vinci di Parma, la Provincia di Parma, la Camera di
commercio di Parma, la Stazione sperimentale per l’industria delle
conserve alimentari di Parma, la Scuola internazionale di cucina
italiana “Alma” di Colorno, Cisita Parma srl e F.lli Tanzi Spa di
Felino.
Per l’avvio dell’attività le Fondazioni degli
Its avranno a disposizione complessivamente 1.729.000 euro derivanti
da risorse ministeriali; a Parma sono assegnati 247.033 euro, a cui
seguiranno le ulteriori risorse economiche per il triennio 2011-2013.
“L’agroalimentare è una caratteristica
fondamentale del nostro territorio, una vocazione che ci ha permesso
anche in questa crisi di reggere meglio di altri, ed è la chiave
sulla cui forza puntiamo per l’uscita dalla crisi e per creare lo
sviluppo futuro. Per fare questo abbiamo bisogno di qualità, e l’its
va proprio in questa direzione: potenziare una risorsa umana che
aumenta la qualità del prodotto e del processo. Questo fa il a pari
con il tecnopolo sull’agroalimentare che abbiamo ottenuto e con
quel piano territoriale regionale che ci dà maggiori opportunità in
una chiave, da questo punto di vista, federalista in senso buono”,
ha detto in apertura il presidente della Provincia Vincenzo
Bernazzoli.
“Gli Its rappresentano la fascia di formazione
che va oltre il diploma. Devono formare persone al livello che serve
per fare l’élite del sistema del lavoro. Questo è il modo con cui
l’Emilia Romagna si allinea al più alto grado di formazione:
quello che permette alle nostre imprese di avere personale sì
specializzato, con forte competenza tecnica, ma anche capace di
assumersi le proprie responsabilità. Tutto ciò è fondamentale per
lo sviluppo: perché non si esce dalla crisi se non si trova la
capacità di credere nelle risorse umane, e perché questo è il
livello che serve alle imprese per muoversi in chiave mondiale”,
ha spiegato l’assessore regionale Patrizio Bianchi, che ha
aggiunto: “La formazione e l’istruzione non sono
l’ammortizzatore sociale di un sistema in crisi: devono essere
l’attacco di un sistema in crescita, perché è formando le persone
che si apre all’idea del nuovo”.
Ora si tratta di dare
corpo al “contenitore” che è stato creato: “La
scommessa vera – ha
osservato l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche
Giuseppe Romanini
- è lavorare
sull’eccellenza. Se questo percorso formativo sarà effettivamente
percepito come un percorso d’eccellenza, sia per il sistema delle
imprese sia per gli studenti e le famiglie, allora ci saranno gli
iscritti e svolgerà il suo ruolo. Se è semplicemente un anno in più
rispetto al diploma, allora non serve a nessuno”.
Pieno appoggio dall’Ufficio scolastico
provinciale, il cui dirigente Armando Acri ha sottolineato in
particolare “la grande attività che la Fondazione dovrà
svolgere nella promozione della cultura tecnico-scientifica”, e
da Camera di commercio e Stazione sperimentale per l’industria
delle conserve alimentari, come ha ribadito il presidente Andrea
Zanlari. Sul “forte legame con il territorio” si è
soffermata Paola Capanni, presidente della Fondazione Its e
dirigente del Polo scolastico agroindustriale, che ha parlato di
sviluppo naturale di un progetto avviato già anni fa con la
creazione del Polo dell’agroindustria.
All’incontro hanno partecipato anche
rappresentanti degli altri soci fondatori: presenti tra gli altri
Nicola Nucci, dirigente dell’Itis Leonardo Da Vinci, Albino Ivardi
Ganapini, presidente di Alma Colorno, Elisabetta Zini, amministratore
delegato di Cisita Parma srl.
Gli Its
Introdotti nell’ordinamento nazionale
nel 2008, gli Its costituiscono un percorso alternativo
all’Università. In Emilia Romagna potranno attivarsi da settembre
2011. Vi si accede con il diploma di scuola superiore. I
percorsi durano quattro semestri, circa 1800-2000 ore, e portano al
conseguimento di un diploma di tecnico superiore con
l’indicazione dell’area tecnologica di specializzazione.
Almeno il 30% del monte orario complessivo è dedicato ai tirocini
(obbligatori) e il 50% dei docenti sono figure provenienti dal mondo
del lavoro con esperienza specifica di almeno 5 anni. Forte, dunque,
il legame con il territorio e con il mondo del lavoro.
Tra gli obiettivi degli Its:
- assicurare con continuità l’offerta di tecnici
superiori a livello post-secondario, con figure che rispondano alla
domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato in
relazione alle aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese;
- sostenere le misure per l’innovazione e il
trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese
- diffondere la cultura tecnica e scientifica.
Le Fondazioni Its in Emilia-Romagna
Si spazierà dalla meccanica alle tecnologie
innovative, dalle tecnologie dell’informazione all’agroalimentare.
Ecco in sintesi i macro-ambiti di riferimento delle 7 Fondazioni Its
finora approvate dalla Regione Emilia Romagna:
Bologna: automazione meccanica
Cesena: tecnologie dell’informazione e
della comunicazione, innovazione organizzativa
Parma: agroalimentare
Reggio Emilia: meccatronica
Ferrara: abitare, edilizia, recupero, nuovi
materiali.
Modena: meccanica e materiali
Piacenza: logistica e trasporti
Alle province di
Ravenna e Rimini, nelle quali le Fondazioni sono di prossima
costituzione, sono stati assegnati rispettivamente “Energia e
ambiente” e “Turismo e benessere”
|