Suino Nero Parma: nasce il Consorzio di Tutela

Spigaroli il Presidente, sei i consiglieri tutti allevatori

 

Miglioramento, valorizzazione, diffusione e tutela del Suino Nero di Parma gli obiettivi.

 

Il tavolo della PresidenzaParma, 18 aprile 2007 - “Abbiamo avuto la fortuna di avere in un piccolo territorio prodotti importanti come il culatello e il parmigiano-reggiano. Ora a questi si aggiunge il suino nero, una razza pregiata importata alla fine del 1700 dai Borbone e immesso in quest'area così predisposta all'allevamento del maiale. Una razza presente fino agli anni 50 e reintrodotta grazie agli sforzi congiunti di Provincia di Parma, Camera di Commercio, Soprip, e dei tanti allevatori che hanno investito passione ed energie i n questo progetto”.

 

Massimo Spigaroli, già presidente della “Strada del Culatello” e da ieri presidente del Consorzio di Tutela del Suino nero, spiega così il senso di un evento importante che il vicepresidente della Provincia di Parma e assessore all'agricoltura Pier Luigi Ferrari commenta con soddisfazione. “La costituzione del Consorzio è il punto di partenza necessario per avviare un percorso di valorizzazione di una razza suina recuperata, di grande pregio, il cui allevamento darà nuova forma di integrazione di reddito a diverse aziende agricole presenti sul territorio provinciale. Per quanto ci riguarda e in sinergia con tutti gli enti che hanno accompagnato il progetto fino ad ora, continueremo a lavorare perché questo percorso si sviluppi e porti al raggiungimento degli standard quantitativi e qualitativi  necessari all'evidenza commerciale dei prodotti derivati da tale filiera”.

 

Oggi all'incontro di presentazione del Consorzio, oltre a Spigaroli, sono intervenuti i promotori del progetto: Claudio Barilli, dell'assessorato provinciale agricoltura,  Edoardo Terenziani e Giovanni Capece, rispettivamente direttore e presidente di Soprip spa, e Alberto Egaddi, segretario generale della Camera di Commercio di Parma. Insieme hanno ripercorso le tappe che dalla fine degli anni '90 hanno portato ad un risultato importante per tutto il parmense.

 

Con la definitiva messa in campo di un interlocutore unitario di tutti i soggetti della filiera di produzione del Suino Nero Parma, viene infatti a chiudersi un iter che in questi anni ha visto coinvolti istituzioni pubbliche e soggetti privati, enti scientifici e associazioni di categoria che hanno operato in sinergia, come spiegato Terenziani “per recuperare e reintrodurre una razza suina ormai viva solo nel ricordo, garantendo verso i consumatori la qualità del prodotto finale, fresco o stagionato, e la piena tracciabilità di un percorso di produzione monitorato in tutte le sue tappe”.

 

Fondamentale per il raggiungimento di questi primi obiettivi è stata poi la collaborazione dell'Associazione provinciale degli Allevatori (APA) e della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Parma, così come rilevante è stato il sostegno finanziario garantito dai fondi comunitari  Leader+ gestiti da Soprip. Proprio sul tema dei finanziamenti si è soffermato  il presidente Capece sottolineando come  “il percorso compiuto sia emblematico della filosofia che ci ha guidato nella sperimentazione di modelli finalizzati a testare prodotti in grado di creare valore aggiunto per il territorio. Oggi mettiamo a sistema il lavoro compiuto fino a qui.”

 

Anche Egaddi della Camera di Commercio di Parma ha dichiarato la propria soddisfazione per “un progetto nel quale abbiamo creduto e che ha in sé molte caratteristiche che lo rendono interessante. Un obiettivo realizzato grazie ad un bel lavoro di squadra,  che ha nell'istituzione del libro genealogico Suino Nero Parma, da parte del Ministero e dell'associazione nazionale e nella costituzione del Consorzio, i due pilastri fondamentali”.

Tanti gli obiettivi del Consorzio, a partire dall'impegno verso la promozione e attuazione di tutte le iniziative che possono contribuire al miglioramento, valorizzazione, diffusione e tutela del Suino Nero Parma, dei suoi incroci e dei suoi prodotti derivati.

La reintroduzione delle antiche razze suine allevate allo stato brado garantisce una migliore qualità dei prodotti e introduce elementi ad alto valore aggiunto che rendono distintive le produzioni rispetto alle carni e ai salumi attualmente presenti sul mercato: si tratta di una strategia fondata sui temi della distinzione oltre che della qualità, che virtuosamente combinati garantiscono una più alta competitività.

 

L'azione è finalizzata anche alla creazione di un intreccio vitale tra territorio, tradizione e prodotti tipici, che costituisce il reale valore aggiunto della nostra economia rurale e in particolare delle aree marginali della montagna, per le quali può costituire un'utile integrazione del reddito.

 

L'assemblea di ieri dei soci ha dunque sancito l'avvio di una nuova fase operativa del Consorzio Tutela del Suino Nero Parma, che ora si appresta a svolgere un ruolo da protagonista grazie ai nuovi strumenti messi a punto.

L'Assemblea infatti ha approvato anche il disciplinare di filiera ed il regolamento di gestione del Marchio collettivo concesso in uso dalla CCIAA.

 

Presidente è Massimo Spigaroli (presidente anche del consorzio Culatello di Zibello), sei i consiglieri tutti allevatori: Iacopo Busi, Luca Brianti, Silvano Villa, Enrico Dondi, Roberto Marena, Elena Gabbi. 

Le aziende attualmente coinvolte nel progetto sono una trentina; l'obiettivo è quello di allargare sia il numero delle aziende che il numero dei capi allevati.

 

Una opportunità è costituita dai finanziamenti per i prossimi sei anni (2007-2013) derivanti dal Piano Rurale Integrato Provinciale, in fase di elaborazione da parte della Provincia con la collaborazione delle Comunità montane, nel cui ambito vengono previste alcune misure strutturali e agroambientali per le attività legate all'allevamento del suino nero di Parma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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