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A
Parma seminario di ASS.I.CA. sulle Linea Guida per la
rintracciabilità dei prodotti di salumeria. E’ intervenuto
il Sottosegretario Cesare Cursi
di
Donato Troiano
Parma,
15 ottobre 2004. “La rintracciabilità per i
prodotti di salumeria” sono stati al centro di un affollato
seminario svoltosi a Parma e promosso dal’Associazione
Industriali delle Carni (ASS.I.CA).
Il
regolamento 28 gennaio 2002 n. 178 del Parlamento europeo e del
Consiglio, oltre ad istituire l’Authority europea per la sicurezza
alimentare che ha sede nella città emiliana, ha stabilito
anche i principi e i requisiti generali della legislazione
alimentare.
L’articolo
18 di questo regolamento introduce nel diritto alimentare europeo una
prescrizione generale, la “rintracciabilità” di tutti gli
alimenti e mangimi. A decorrere dal prossimo gennaio 2dovrà
venire obbligatoriamente adempiuta da ogni operatore delle filiere
alimentare e mangimistica.
Da
qui l’importanza del seminario di Assica che ha presentato le Linee
Guida di applicazione per quanto riguarda il settore delle carni,
frutto del lavoro svolto dalla Stazione Sperimentale delle Conserve
per le Industrie delle Conserve Alimentari di Parma con la
collaborazione di qualificati esperti delle Aziende associate ad
ASS.I.CA.
Le
Linee guida, che si propongono come efficace strumento operativo,
dedicano un’ampia sessione alle modalità di attuazione della
rintracciabilità per i prodotti di salumeria, con esempi
specifici per prodotti stagionati e cotti (sia interi che macinati).
“Le
linee guida forniscono indicazioni operative utili per l’applicazione
della rintracciabilità nei salumifici, ha affermato
nell’aprire il seminario Vittore Beretta Presidente
ASS.I.CA. - al fine di favorire approcci omogenei in materia, il più
possibile condivisi con le autorità di controllo.
Il
nostro seminario - ha continuato Beretta - si conferma quanto mai
attuale ed opportuno anche in relazione ai lavori in corso presso il
Ministero della Salute per la redazione di linee guida ministeriali
che, nel richiamare gli obblighi per gli operatori, forniranno
indirizzi ed orientamenti anche per le verifiche da parte delle
autorità di controllo.”
E
proprio attorno all’appuntamento di gennaio quando diventerà
obbligatorio classificare i beni in entrata e i prodotti venduti in
modo da poter ricostruire con precisione il cammino dei singoli lotti
che è ruotata la giornata organizzata da Assica e presieduta
con capacità e maestria da Giovanni Ballarini,
presidente della Stazione Sperimentale per le Industrie delle
Conserve Alimentari di Parma.
“In
generale più del 50% delle malattie provengono dagli alimenti
e da qui l’importanza –ha detto Romano Marabelli,
Direttore generale della Sanità veterinaria e degli alimenti
del ministero della Salute – di avere a Parma, con l’Authority
europea sulla sicurezza alimentare, uno dei punti principali di
riferimento per il controllo della sicurezza nei cibi. La
rintracciabilità –ha continuato- non è nata con lo
scopo di dare pi ù informazioni al consumatore finale affinchè
compri un marchio piuttosto che un altro, ma serve a migliorare il
sistema dei controlli, e se poi si vende a piccoli lotti è più
facile arginare un'eventuale emergenza ritirando meno merce dal
mercato. Il legislatore vuole aiutare le imprese a restare sul
mercato anche dopo eventuali problemi con cibi o mangimi giudicati
non sicuri perchè dannosi per la salute. Più
prevenzione oggi –ha concluso Mirabelli- per non trovarsi domani a
spese più alte di fronte all’emergenza sanitaria ”.
Ha
convenuto su il concetto di tracciabilità come norma non
“matrigna” ma “sorella”, che accompagna cioè
l’azienda ad evitare situazioni più gravi, anche l’esperto
di ASS.I.CA. Giorgio Rimoldi , che nella sua relazione sulla
“rintracciabilità aziendale nei prodotti di salumeria” ha
affermato che “per raggiungere risultati migliori è
auspicabile sviluppare una tracciabilità interna all’azienda”.
Sullo stesso argomento si è soffermato Pietro Baldini
della Stazione sperimentale per le industrie delle conserve
alimentari di Parma.
Le
esperienze dell’Emilia Romagna e della Lombardia sulla gestioni
delle “non conformità” sono state illustrate dai dirigenti
del servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti delle rispettive
regioni, Ivano Massirio per l’Emilia Romagna e Mario
Astuti per la Lombardia, mentre Dario Dongo,
responsabile delle politiche regolative di Federalimentare si è
soffermato sulla gestione delle non conformità dell’Industria
alimentare in Italia ed Europa.
“Sono
molto onorato di partecipare a questa iniziativa di ASS.I.CA”. –
ha affermato, nelle conclusioni della giornata parmense, Cesare
Cursi, Sottosegretario del Ministero della Salute con delega
alla sicurezza alimentare. “Credo sia molto importante che le
Autorità pubbliche e le Associazioni di categoria del settore
collaborino per perseguire il comune obiettivo di un’alimentazione
sempre più basata su standard igienico sanitari e nutrizionali
il più elevati possibile, a vantaggio sia del mondo produttivo
che del consumatore.”.
Ha
avuto inoltre parole di elogio per i veterinari, gli operatori e le
imprese che danno vita a un sistema di controlli fortemente evoluto
mettendo sotto accusa gli Stati più “ tiepidi” come
Francia, Germania e Regno Unito. “Le imprese italiane - ha concluso
il Sottosegretario Cursi - sostengono i costi della sicurezza
alimentare ma devono farlo anche gli altri partner europei compresi i
nuovi entrati nella Ue: ben 721 sono state le infrazioni alle norme
sanitarie dei Paesi appena entrati come la Polonia, l’ Ungheria,
Cipro ed Estonia”.
Cursi
ha anche annunciato che fra poche settimane il ministero della Salute
per “dialogare” con l’Authority europea per la sicurezza
alimentare aprirà alcuni suoi uffici decentrati proprio a
Parma, ospitati nei locali della Stazione sperimentale per
l'industria delle conserve
alimentari.
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