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Natale
con l’Asti Spumante. Solidarietà con il contingente italiano
a Nassirya.
Ottimismo
per le vendite di Fine Anno
Sono
circa tremila i militari italiani che trascorreranno le feste
natalizie in Iraq e tra loro, quasi quattrocento sono a Nassiriya:
per creare un clima di festa, nonostante la lontananza dalle
famiglie, il Consorzio di tutela dell’Asti Spumante, ha fatto
recapitare alla caserma Cecchignola di Roma (e da lì in Iraq),
oltre trecento bottiglie per il brindisi di Natale. “Un piccolo
gesto che vuole dimostrare l’affetto di tutti noi e delle case
spumantiere a chi è in situazioni di disagio”, commenta il
presidente Paolo Ricagno.
In
un clima positivo, con buone prospettive per le vendite di fine anno,
il Consorzio in questi giorni sta augurando buone feste con un
calendario nuovo di zecca, realizzato con suggestive fotografie di
Giulio Morra, che ha scelto di immortalare particolari della “vita
quotidiana durante l’anno con l’Asti, che accompagna il passare
delle stagioni e sa colorare ogni momento di festa, di riflessione,
di amore, di amicizia”. Come sempre accade, il periodo di fine anno
è il momento d’oro per le vendite e si sta incontrando
grande apprezzamento anche in mercati nuovi. E’ ancora presto
ovviamente per fare i conti del 2003 (le aziende consegnano i loro
“numeri” al Consorzio dopo le feste), ma le premesse per far sì
che venga rispettato il trend di crescita avviato dal Duemila, ci
sono tutte.
In
Italia oggi (nei primi nove mesi dell’anno, 5 milioni, 361 mila
bottiglie vendute con un più 12 per cento), il consumatore sta
imparando ad apprezzare l’Asti, non solo come accompagnamento dei
tradizionali dessert, ma anche in un modo diverso. Buone notizie
anche sui mercati che nei mesi passati avevano creato problemi: in
Germania, pur non avendo più toccato le grandi cifre degli
anni passati, (anche per la crisi economica interna), c’è un
mercato stabile. Buona tenuta negli Stati Uniti (circa dieci milioni
di pezzi venduti) e ci sono Paesi dove, l’Asti sta andando alla
grande: il Portogallo, ad esempio, ha un 61 per cento in più
rispetto al 2002 (da 583 a 944 mila) e l’80 per cento in più
di vendite si registra nel gelido inverno russo (da 438 a 789 mila).
“Non possiamo che essere ottimisti – invita il presidente Paolo
Ricagno – ma c’è ancora molto lavoro da fare”. In
sostanza, il 2003, escluse le vendite del periodo natalizio, ha
portato segni positivi. Riassumendo, più 11,97 per l’Italia,
più 3,16 per il resto del mondo, con un totale di circa 38
milioni già venduti (più 4,32 per cento).
www.astidocg.it
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