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ASTI
SPUMANTE CONQUISTA MOSCA
PROSPETTIVE
DI RADDOPPIARE LE VENDITE, AL CONSUNTIVO 2003
Per
una settimana l’Asti Spumante, complice la collaborazione
con l’Alta moda italiana, è stato protagonista a Mosca. Sia
negli stand della fiera Prodexpo, sia nelle vetrine delle migliori
boutique e nei ristoranti, lo spumante piemontese si è
conquistato la fama di ambasciatore dell’Italian Style. “Un
successo che ci ha lusingato – commenta il presidente del Consorzio
di tutela Paolo Ricagno – la Russia reagisce in modo positivo
all’immagine dell’Asti. E le case produttrici hanno ormai
consolidate reti di vendita”.
Una
bottiglia costa in media dagli 8 ai 10 euro: un prezzo
che situa lo spumante nella fascia medio-alta dei consumi, ma come
rovescio della medaglia offre maggiori garanzie sulle contraffazioni.
Gli spumantelli infatti, hanno prezzi notevolmente più bassi.
Ottimista
anche il direttore del Consorzio, Ezio Pelissetti: “Per i
primi nove mesi del 2003 – anticipa – escludendo dunque
il periodo di maggiori vendite delle feste di fine anno, le case
produttrici hanno venduto in Russia 788 mila bottiglie, più
del doppio dell’anno precedente. Se l’incremento sarà
costante, anche per gli ultimi mesi si potrebbero sfiorare i due
milioni di pezzi venduti. Un raddoppio significativo”.
L’iniziativa
di Mosca ha coinvolto l’Asti delle ditte Capetta, Gancia, il
gruppo Campari (con i marchi Mondoro, Cinzano e Riccadonna),
Bosca-Tosti, Martini, Perlino Optima e Cantero.
“Il
mercato russo – annota Filippo Gauthier della Martini&Rossi
– ha grandi potenziali, ma soprattutto mi ha colpito personalmente
l’interesse verso l’Asti del mondo che conta e fa tendenza. Ad
esempio, alla serata di gala, tra gli altri hanno partecipato
l’ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti, il console Tommaso
Marchesini ed il direttore dell’Uffucio Ice Massimo
Mamberti. Ci hanno confermato tutti che l’Italian style ha
grandi prospettive. Martini esporta da decenni e fino alla crisi
economica del ’98 c’era stata una costante crescita. Dopo due
anni di calo, ora si è in piena ripresa”.
Stesso
parere dalle altre case spumantiere. Una conferma anche per un grande
esperto di mercati (asiatici in particolare), come Luigi
Montevecchi del gruppo Campari: “La nostra quota di mercato
supera il 55 per cento. Si è passati in breve tempo, da
ventimila a duecento mila casse di prodotto. E’ un mondo
particolare, dove conta la serietà dell’interlocutore sul
posto. Ormai però, i timori di molte aziende per un mercato a
rischio, direi che sono superati”. Prosegue Montevecchi: “Nelle
grandi città, da Mosca a San Pietroburgo c’è anche
voglia di immagine e possibilità di spendere”. Altre
riflessioni da Luigi Bersano di Perlino Optima, che da alcuni
anni esporta in Russia Asti spumante e il Vermouth Torino: “Il
mercato ha subito un’accelerazione che definirei perfino violenta,
c’è ancora in parte un clima da far west, ma sta
migliorando. Mi colpisce invece, quanta passione per il “bello”
abbiano i russi. Per noi si deve trasformare anche in una attenzione
estetica e di gusto, per le confezioni dei vini e non solo,
ovviamente, per il contenuto. Sono disposti a spendere anche qualcosa
in più, ma per un prodotto ben presentato”.
Insomma,
giudizi positivi arrivano da tutti i partecipanti alla “trasferta”
di Mosca. “Abbiamo iniziato da poco i contatti – annota Luca
Dellavalle di Bosca-Tosti ma è un mercato cui guardare con
fiducia”.
L’Asti
è stato servito anche ai clienti delle boutique di Etro, Max
Mara, La Perla Marina Rinaldi, Ermanno Scervino, Alberta Ferretti,
Bosco Donna, Max and Co e all’interno dello storico centro
commerciale Gum sulla piazza Rossa. Inoltre è stato degustato
presso i ristoranti Bosco Cafè, Altro Bosco Restaurant,
Fidelio e La Grotta.
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