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CONSORZIO
DI TUTELA DELL’ASTI SPUMANTE
Consorzio di
Tutela dell'Asti Spumante: Vendemmia 2004: un milione di quintali di
uva moscato di ottima qualità – Dati di vendita primo
semestre 2004
ASTI
ottobre 2004. Affollata conferenza stampa alla Casa dell’Asti
per la presentazione dei dati del dopo-vendemmia e dell’andamento
delle vendite del primo semestre del 2004 di Asti Spumante e Moscato
d’Asti docg. Al tavolo dei relatori, il presidente del Consorzio
Paolo Ricagno, i due vice Felice Bianco e Lorenzo Barbero ed il
direttore Ezio Pelissetti. Presenti produttori e giornalisti,
l’assessore provinciale alle attività produttive Oscar
Bielli. All’incontro è arrivato il saluto del presidente
della Regione Enzo Ghigo e dell’assessore all’agricoltura Ugo
Cavallera. Ecco alcuni dei dati forniti:
VENDEMMIA:
Il vigneto Moscato per il 2004 ha fruttato un milione 150 mila
quintali di uva (346.250 quintali in più dell’anno
precedente, con un più 43 per cento).
Di
queste uve 745 mila diventeranno Asti e Moscato docg. Sono 558 mila
gli ettolitri di mosti atti a diventare Asti e Moscato docg.
Nelle
previsioni, da piccole e grandi aziende potrebbero uscire 67 milioni
di bottiglie di Asti docg e 7 milioni di Moscato docg.
ANALISI
DELL’ANNATA: Una primavera caratterizzata da buone
precipitazioni e da temperature ideali, seguita da un’estate calda
ma senza temperature eccessive e non siccitosa e in conclusione un
settembre eccezionale per escursione termica ( caldo e soleggiamento
diurno e freddo notturno), hanno “costruito” insieme alla
sapiente mano del vignaiolo un prodotto straordinario.
Un’annata
straordinariamente “normale” per andamento e tempi di
maturazione, cosicché, dopo alcune vendemmie in cui per motivi
opposti l’enologo non poteva dirsi completamente soddisfatto
dall’uva che veniva consegnata per iniziare il lungo percorso per
diventare Asti, quest’anno i commenti e le valutazioni sono
solamente positivi.
Ottimo
il contenuto zuccherino, molto buono il livello delle sostanze
aromatiche, la vera ricchezza del moscato, accompagnate e esaltate da
una acidità veramente ideale. Insomma un mix perfetto dove
tutti e tre le componenti fondamentali per la qualità
dell’Asti si esprimono al meglio.
La
vendemmia 2004 ha fornito insieme a una qualità ottimale anche
una elevatissima produzione ad ettaro. Il massimale previsto dal
disciplinare è stato infatti raggiunto pressoché in
tutti i vigneti e spesso è stato sfiorato anche il limite di
tolleranza del 20% in più di produzione.
Tuttavia,
ed ecco l’”anormalità “ della vendemmia 2004, la
produzione è di ottima qualità, a smentire il detto che
per ottenere grandi risultati qualitativi le rese debbono essere
basse o bassissime. regola che certamente rimane, ma che come si
vede, a volte presenta eccezioni.
VENDITE
PRIMO SEMESTRE : Nell’attesa delle vendite tradizionali
del periodo di fine anno, il Consorzio di tutela, in base alle
fascette consegnate alle case spumantiere ed ai produttori, è
in grado di fornire un primo bilancio delle vendite del semestre
gennaio-giugno 2004. In totale sono state vendute 20 milioni 608 mila
bottiglie (erano 21 milioni nel 2003 (- 2,21), 20 milioni nel 2202 e
19 milioni nel 2001). Sulle tavole degli italiani sono arrivate in
questo periodo 3 milioni 134 mila bottiglie (-15,89%), 540 mila sono
state vendute in Francia (+14,17), 2 milioni 389 mila in Inghilterra
(-7,86), 5 milioni 387 mila in Germania (-11,20%), 379 mila in
Portogallo (-24%), 236 mila in Russia (-34,26%). Un milione 971 mila
pezzi sono andati complessivamente sugli altri mercati europei
(+7,30%).Per un totale in Europa che sfiora gli 11 milioni.
Nel
resto del mondo, sono state vendute 6 milioni e 500 mila bottiglie.
Negli Stati Uniti le vendite sono salite da 4 milioni 279 mila a 4
milioni 845 mila (+13,23). Da annotare tutti segni positivi sui
mercati del resto del mondo: Canada 349 mila (+41%) Centro e Sud
America 300 mila (+123%), Oceania 554 mila (+20%). In ottimo
recupero il Giappone (da 294 mila a 432 mila con un +47%), ed il
resto dell’Asia (da 62 mila a 84 mila +35,48%). Si tratta in questi
casi, di piccoli numeri, ma segnali positivi da interpretare per la
possibilità di piazzamenti su nuovi mercati.
Resta
il trend negativo in particolare in Italia e Germania. “Confrontati
con i dati di perdita dei vini su tutti i mercati, dovuti a crisi
economica e contrazione dei consumi definiti voluttuari – commenta
il presidente Paolo Ricagno – l’Asti e il Moscato appaiono
in fase comunque stabile. Un piccolo successo in un periodo come
questo”.
La
lettura dei dati va integrata con un altro elemento: se si calcolano
i totali di mercato, si scopre che nel primo semestre 2004, l’Asti
si è conquistato una fetta del 15,21 per cento del mercato
nazionale tra gli spumanti, il 68,10 in Europa ed il 31,89 nel resto
del mondo. Significa quindi, che continua ad essere lo spumante più
bevuto al mondo.
Continua
il trend positivo per il Moscato d’Asti docg:
in
totale ne sono state vendute 2 milioni 493 mila bottiglie. In Italia
le vendite sono salite da 938 mila a 944 mila (0,63%), negli Stati
Uniti da 665 mila a 785 mila (+18,04%). Acquisti da esportatori vari
che le piazzeranno in tutto il mondo, da 195 mila a 550 mila (+182%).
Un altro dato interessante: le cifre fornite sono il frutto della
somma e della media delle bottiglie di ogni tipo vendute, da quelle
classiche con contenuto 0,75, ai magnum da 1,5. Sono in aumento nel
gradimento del pubblico i formati da 0,375.
Durante
la conferenza stampa si è parlato anche del progetto per il
rilancio dell’Asti Spumante, affidato alla Mc Kinsey: “E’ stato
realizzato e le aziende spumantiere hanno presentato le loro
osservazioni – ha spiegato Ricagno - al 13 ottobre ne parleremo
all’interno del comitato-guida e confidiamo per gennaio di poter
partire”.
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