Le notizie della settimana 2 settembre 2010

 

 

Macef: l’Italian Experience diventa protagonista a Milano


L'Italian Experience di Macef andrà in onda in fieramilano dal 9 al 12 settembre. Circa 1.600 espositori, il 20% dei quali esteri, per rinnovare il mondo della casa e della persona e per rilanciare i consumi finali attraverso prodotti di qualità, negozi rinnovati, una più vasta e diffusa cultura commerciale. Cinque i settori dell'esposizione: Tavola, Argenti e Cucina; Alta decorazione; Oggetti da regalo; Bijoux, Oro, Moda & Accessori; Trade & Big Volume.

Macef, Salone Internazionale della Casa, ha rinnovato il proprio layout e ha riorganizzato le merceologie, riempiendo i padiglioni di iniziative ed eventi pensati per dare valore aggiunto alla visita.

Piazze spettacolari, tavole imbandite, concorsi di bigiotteria, iniziative di charity, fanno di Macef Settembre 2010 il luogo-embrione delle nuove tendenze, del design e del visual merchandising; un modo nuovo di proporre gli oggetti e i concetti della casa del futuro, dove lo stile classico e il moderno design si confrontano e si incontrano.

Tutto questo secondo un consolidato copione che si recita da quarantasei anni e 89 edizioni in prima serata. A Milano, naturalmente, dove crescono gli affari e dove il business è di casa.

 

 

Il direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, Stefano Berni,

al Meeting di Rimini: Made in Italy, Grana Padano prodotto dop piu’ “consumato” nel Mondo


“Duecento aziende diverse per esperienza, tradizione, impostazione e assetto societario, in grado di garantire un prodotto unico con regole chiare, precise e ineludibili”. Il direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano,
Stefano Berni, sintetizza così l’applicazione dei concetti di ‘originalità’ e ‘rete’ che garantiscono la realizzazione di un’eccellenza del made in Italy nel mondo. Partecipando al Meeting di Rimini al focus “Il futuro delle reti”, Berni ha ricordato come “il Grana Padano, diverso da caseificio a caseificio, sia comune nei tratti fondamentali e tradizionali che lo contraddistinguono”. “E ciò può avvenire – ha aggiunto il direttore – perché le aziende ritrovano nel Consorzio Grana Padano, e gli attribuiscono, alcune funzioni di promozione, d’informazione del consumatore, di vigilanza e di tutela dalle contraffazioni, tutelando così sia il consumatore che il caseificio produttore, da abusi o distorsioni dal disciplinare di produzione”.

Il Grana Padano – ricorda il Consorzio - attualmente trasforma  quasi il 23% di tutto il latte italiano, coinvolgendo oltre 40.000 persone, ed è diventato, a tutti gli effetti,  il prodotto DOP Europeo più consumato in Italia e nel mondo.  Solo nel 2009 sono state commercializzate complessivamente 4 milioni e 200 mila forme, di cui 3 milioni in Italia e 1,2 milioni all'estero.

“Fare rete è importante – continua il direttore Berni - perché valorizza diversità e originalità delle aziende unite nella rete stessa, una nuova modalità per resistere alla globalizzazione esaltando impegno e fantasia dei singoli. Ma servono regole certe per fare scegliere in modo consapevole i consumatori. Il giudizio dei consumatori è fondamentale: loro decidono la bontà della rete. Perché questo giudizio sia reale è necessario che le informazioni fornite siano complete, esaustive e trasparenti, per evitare di regalare i benefici della rete a terzi che ne approfittano senza farne parte, facendo leva sulla buona fede e talvolta sull’ingenuità dei consumatori”.

"Risulta quindi fondamentale - spiega Stefano Berni-  poter contare su regole certe per evitare, oltre alla contraffazione, quelle che definirei ‘scimmiottature’ dei prodotti e dei marchi. Un esempio per tutti, proprio di questi giorni, è il caso del ‘Gran Moravia’, formaggio che come aspetto, colore e nome richiama il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano, ma che invece è prodotto in Repubblica Ceca con latte locale. Dettaglio, questo, che al consumatore viene omesso, perché né la pubblicità né la confezione lo fa presente. Al contrario, il nome Moravia, che è una regione della Repubblica Ceca, all’acquirente italiano appare come un appellativo nazionale, generando quindi confusione e falsandone la relativa capacità di scelta".


Pier Luigi Ferrari, presidente del Distretto

del Pomodoro da Industria al Ministero dell’Agricoltura
Il vicepresidente della Provincia, presidente del Distretto del Pomodoro da Industria, a Roma per presentare il documento sull’indicazione obbligatoria del paese d’origine della materia prima agricola.

 

Parma, 30 agosto 2010 – Trasferta romana per il vicepresidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari, presidente del Distretto del Pomodoro da Industria.

Ferrari è stato convocato nella sede del Ministero delle Politiche agricole, dove dopo l’istituzione di una “task force” per i controlli sui prodotti, oggi i protagonisti nazionali della filiera si sono confrontati in particolare sul tema dei prezzi e su quello della tutela del pomodoro italiano a fronte di quella che i media nazionali hanno chiamato “invasione del pomodoro cinese”.

 

Ferrari in particolare è stato convocato proprio per illustrare al Ministero un documento sull’indicazione obbligatoria dei paesi di origine della materia prima agricola e sui controlli all’importazione, testo condiviso e approvato da tutti i soggetti del Distretto del Pomodoro e già presentato a tutto il nord Italia in un convegno svoltosi a Parma lo scorso 30 giugno.

Nel documento si propone che a livello nazionale ed europeo sia introdotto l’obbligo di indicazione del Paese di origine della materia prima agricola utilizzata (nella piena convinzione che il riferimento debba essere alla materia prima agricola, e non al luogo dove si realizza il processo di trasformazione industriale del prodotto), e si chiede che le autorità nazionali e quelle europee definiscano un piano efficace e trasparente di controlli sui prodotti agroalimentari di importazione: due misure che, se adottate, costituirebbero un’effettiva tutela per il prodotto, per i nostri produttori agricoli e per le aziende conserviere che lavorano in modo serio e con qualità; una tutela di qualità che è in primo luogo garanzia per tutti i consumatori.


L’incontro di oggi è stato utile per verificare l’andamento del mercato del pomodoro, un mercato molto difficile che presenta problemi in alcune realtà del meridione, ma è stato anche occasione per illustrare al Ministero la posizione condivisa della Filiera del pomodoro del nord, che richiede massima trasparenza per i consumatori. La volontà è quella di realizzare su questi temi un’unità di azione a livello nazionale ed europeo – ha detto il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che ha aggiunto: “Il fatto che siamo stati convocati anche per questo documento è la dimostrazione che il Distretto sta lavorando bene e sta avanzando proposte concrete per il futuro della filiera”.  

 


Uno due del riso vercellese in terra astigiana


In occasione della Douja d’Or in programma ad Asti sabato 11 settembre, il gruppo Saiagricola mette in scena un doppio appuntamento:

dalle 18 alle 21 presso il Ristorante Tuit per Eataly, lo chef Davide Sproviero propone delle frittatine di riso Cascina Venerìa ed un Carnaroli EXTRA in risotto ai funghi, patate e porri.

 

Dalle 21:00 la scena si sposta nelle sale di Palazzo del Collegio e sullo chef Toni Festa del Relais dell’Arbiola di San Marzano Oliveto (AT) www.arbiolarelais.it.

La serata di assaggio vede in trasferta non solo il riso vercellese ma anche i vini della maremma di Villetta di Monterufoli che accompagneranno la degustazione di Carnaroli EXTRA in risotto con crema di peperone corno di Carmagnola (TO) e a seguire panna cotta con riso Balilla e menta di Pancalieri (TO).

 

Guido Sodano, Direttore Generale di Saiagricola, conduce la serata insieme al concittadino astigiano e celebre dietologo Giorgio Calabrese dell’Università Cattolica di Piacenza. Sulla base del recente convegno sugli aspetti salutistici del riso tenutosi a Cascina Venerìa, il riso sarà valorizzato dal punto di vista colturale e culturale, per una passeggiata virtuale lungo gli argini delle risaie vercellesi.



LA TENUTA


Cascina Venerìa è la più grande azienda risicola monocorpo in Europa. Si estende su una vasta area situata alle porte di Vercelli, è dotata di sorgenti proprie ed è oggi l'unica azienda risicola italiana di una certa dimensione a ciclo completo. La sua attività comprende infatti la coltivazione di differenti qualità di riso, la raccolta, la lavorazione, il confezionamento del prodotto finito e la sua vendita. Tutto il processo produttivo viene quindi realizzato, seguito e controllato in azienda. Il risultato è un riso di alta qualità che mantiene le proprietà nutritive e di tenuta di cottura grazie ad una lavorazione moderata e non finalizzata ad una eccessiva sbiancatura. Il riso viene coltivato con tecniche ecocompatibili, nel pieno rispetto dell'ambiente. La Tenuta cura anche la conservazione in purezza e la riproduzione del riso da seme di diverse varietà, garantendo quindi la tutela della biodiversità.

Varietà di riso coltivate: Carnaroli, Baldo, Vialone Nano, Balilla, Gange Aromatico.

Altre produzioni: riso integrale, risotti, farina di riso, biscotti di riso.

Superficie aziendale complessiva: di proprietà, 743 ha di cui:

- 550 ha coltivati a riso

- 150 ha coltivati a soia

- 43 ha prove di altre colture

     


Diano D'Alba annuncia la Docg per il Dolcetto

 

La vendemmia 2010 si annuncia buona ed abbondante nell’albese sia per le uve rosse che quelle bianche. Migliore, per abbondanza, anche rispetto al 2009.

 

Il rito contadino per eccellenza dell’autunno inizierà intorno alla metà di settembre per il dolcetto, poi seguirà quello per la barbera e il nebbiolo. Diano d’Alba è la località nota come “Il Paese dei Sorì” in quanto già negli anni ’80 venne varato il cosiddetto “Piano regolatore dei vigneti”, cioè venivano individuate le vigne migliori anche per esposizione al sole (in dialetto, appunto, “Sorì” che sta per soleggiato) che ha permesso anche di valorizzare la viticoltura locale nella quale rientrano anche Barbera d’Alba, Nebbiolo e Barolo docg per i “rossi” e il Langhe-Favorita e il Langhe-Arneis per i “bianchi”.

 

Il sindaco Giuseppe Ciravegna illustra le varie tappe storiche del dolcetto di Diano d’Alba, dall’individuazione dei “Sorì” negli anni ’80 fino all’ultimo importante riconoscimento: nel gennaio di quest’anno al dolcetto di Diano è stata assegnata la docg e proprio dalla prossima vendemmia esso potra’ fregiarsi dell’importante bollino blu che contraddistingue le bottiglie di vino che dispongono della “denominazione di origine controllata e garantita”. Non solo il Comune negli anni scorsi ma anche la Cantina Comunale “Sorì di Diano” che raccoglie 42 (soprattutto piccoli) produttori del territorio di Diano si è contraddistinta e si contraddistingue nella promozione dell’immagine del noto dolcetto.

 

“Il riconoscimento della docg – spiega il presidente Alessandro Prandi – premia gli sforzi compiuti in tutti questi anni sia da noi che dai produttori per dare lustro ad un dolcetto riconosciuto tra i migliori del Piemonte. Abbiamo una produzione di circa 1 milione di bottiglie ma il potenziale è di 2. Il nuovo disciplinare ricalca norme già in essere da anni e fissa la resa massima ad ettaro al momento della vendemmia”.

La superficie vitata del dolcetto di Diano è di 300 ettari e i “Sorì” sono in tutto 76.



Regata "Vino, Vela e Paranza": manifestazione velica ed enogastronomica

nell'ambito della V edizione di "Malazè - il cratere del gusto"


Saba
to 4 settembre a Capo Miseno

La V edizione di Malazè - il cratere del gusto, si aprirà sabato 4 settembre con la manifestazione velica ed enogastronomica "Vino, Vela e Paranza". Gli equipaggi dovranno cimentarsi sia nella prova velica che nella prova gastronomica, preparando a bordo piatti tipici locali accompagnati da vini doc. Ogni imbarcazione porterà le insegne di un produttore di vini dei Campi Flegrei.

La regata partirà alle ore 10,30 da Capo Miseno e le imbarcazioni procederanno nel canale di Procida, in parallelo con la spiaggia di Miliscola.

Gli equipaggi avranno due ore e mezza per effettuare il percorso. Oltre ai punteggi della prova velica verranno assegnati punteggi ai piatti tipici locali preparati considerando cinque parametri: originalità e difficoltà di esecuzione, presentazione del piatto e aspetto visivo, qualità olfattive e gustative - armonia del piatto. Alle ore 13,30 le pietanze preparate a bordo dovranno essere consegnate alle giuria.

I giudici saranno Ugo Baldassarre (giornalista), Rita Bagnale (giornalista), Antonio Tubelli (Chef) e Enzo Crispino (medico). Seguirà degustazione e premiazione al Lido Napoli a Lucrino (Pozzuoli). Verrà assegnato un premio al primo classificato per la prova velica, al primo classificato per la prova gastronomia ed ai primi tre classificati per la prova combinata di vela e cucina.

La manifestazione è organizzata dall'associazione Sportiva Black Dolphin e dal Circolo Nautico di Monte di Procida nell'ambito di "Malazè, l'evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei" che si svolgerà dal 4 al 14 settembre.
La V edizione di Malazè è patrocinata da: Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Pozzuoli, Comune di Bacoli, Comune di Monte di Procida, Comune di Quarto, Parco Regionale dei Campi Flegrei, Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli.

Malazè si svolge in collaborazione con: Slow Food Campania, le Strade del Vino dei Campi Flegrei, Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, A.i.s. Napoli, Albergatori flegrei, associazione "il Dorso del Delfino", della Pro Loco di Pozzuoli, Coldiretti Campania e Chic - Charming Italian Chef.



I Sapori di Volterragusto”
Il 23-24 ottobre e dal 30 ottobre al 1 novembre
Volterra (Pi) celebra sua maesta' il Tartufo


Due interi fine settimana dedicati al pregiato tubero, protagonista dell'attesissima Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi
In palazzi e corti storiche della città stand e iniziative celebreranno il tartufo e le tante specialità enogastronomiche del territorio


Torna come ormai da tradizione l'attesissimo appuntamento autunnale dedicato alle tipicità enogastronomiche di Volterra e della Val di Cecina. SAPORI DI VOLTERRAGUSTO celebrerà quest'anno il pregiato tartufo bianco locale, prodotto simbolo di quest'angolo di Toscana, protagonista della Mostra Mercato del tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi in programma nei due fine settimana del 23-24 OTTOBRE e del 30 OTTOBRE - 1 NOVEMBRE (dalle 10 alle 20).

 

La novità di questa edizione è data dalle location in cui si svolgerà la rassegna: abbandonate le piazze di Volterra, consuete cornici degli spazi espositivi, gli stand verranno allestiti all'interno di corti e palazzi storici della città. L'idea è quella di creare un curioso itinerario del gusto che intreccia gastronomia e cultura, i sapori della tradizione locale con alcune delle ambientazioni più emozionanti e meno note al grande pubblico che la splendida città etrusca è in grado di offrire. Una formula che darà seguito ad un'altra iniziativa inaugurata con successo nel 2009, FILO FILO, BOCCON BOCCONE”: un viaggio tra i “Gusti” genuini dei prodotti locali e la scoperta della città.

Binomio che caratterizza anche la promozione VOLTERRA DI GUSTO.. E DI CULTURA”, con la consegna ai visitatori di un coupon valido come riduzione sul biglietto di ingresso per diversi musei della città.


Tartufo bianco protagonista assoluto insomma, di degustazioni e non solo: fra le varie iniziative a tema si rinnova infatti anche la simpatica “CACCIA AL TARTUFO”, dimostrazione simulata dei tartufai volterrani e dei loro inseparabili segugi per scoprire dove e come è possibile scovare il pregiato tubero (lunedì 1 novembre, ore 14.30: la partecipazione è gratuita)

Ampio spazio agli stand anche alle altre eccellenze enogastronomiche locali, protagoniste di incontri ed assaggi: formaggi, salumi, olio e vino, per una panoramica a 360° di quanto di buono questo territorio è in grado di offrire in tavola. Fra gli appuntamenti più attesi la consegna del PREMIO LETTERARIO JARRO, che in un incontro aperto al pubblico premierà un personaggio del mondo dello spettacolo distintosi in ambito professionale per la sua attività di divulgazione della cultura della buona tavola.

 

Questo e tanto altro ancora con I SAPORI DI VOLTERRAGUSTO, organizzata dall’Associazione tartufai della Val di cecina con il contributo del Comune di Volterra, la Provincia di Pisa e la Camera di Commercio di Pisa.

Per aggiornamenti ed informazioni relative al programma sarà sempre possibile consultare il sito www.volterragusto.com (mail: info@volterragusto.com), o contattare il Consorzio Turistico “Volterra, Val di Cecina, Val d’Era” allo 0588-86099 (mail: info@volterratur.it).




Tre libri della collana “Centocittà”: L’Italia secondo Castelvecchi
di
Carla Pacelli, Slawka G. Scarso, Ugo Cundari

 

Nata per dare voce agli aspetti di volta in volta misteriosi, curiosi, intriganti e affascinanti delle varie località (e non solo) italiane,  la collana “Centocittà” (iniziata con la serie misteriosa dei volumi Emilia Romagna Misteriosa di Matteo Bortolotti, Liguria Misteriosa di Valerio Lonzi e Toscana Misteriosa di Carlo A. Martigli) si arricchisce con questa nuova serie di Narraguide, agili volumi illustrati specificatamente dedicati agli stili di vita metropolitani e ai come e ai dove sperimentare al meglio le innumerevoli possibilità offerte dalle città italiane.

I primi libri di questa nuova serie strizzano l’occhio alla gastronomia e, con
Mangiare napoletano a Napoli e dintorni di Ugo Cundari e Mangiare milanese a milano di Carla Pacelli, propongono un excursus nei templi della cucina tradizionale, offrendo ai lettori non solo un selezionato indirizzario di ristoranti dove il cibo è quello di una volta e i sapori offrono un’indimenticabile lezione di gusto, ma anche un racconto impregnato della stessa arte e della stessa cultura di cui vivono i locali a cui questi libri sono dedicati.


Sempre a settembre, i lettori devoti all’enologia potranno soddisfare tutte le loro curiosità grazie al completo lavoro svolto dalla sommelier Slawka G. Scarso nel suo
Il vino a Roma: una “narraguida” in cui trovano spazio le migliore enoteche della capitale, le bottiglierie più fornite e anche le cantine che producono i più buoni vini del Lazio.


I libri rispecchiano il rispetto per la tradizione e l’attenzione a tutto ciò che è nuovo e che, con la collana “Centocittà” costruisce finalmente una nuova casa per la storia locale e le guide cittadine.



Carla Pacelli
Mangiare milanese a Milano
GUIDA AI RISTORANTI TIPICI DOVE IL CIBO È QUELLO DI UNA VOLTA
E IL PREZZO È POPOLARE

Collana: Centocittà- pp.gg. 256- Euro 11,90- 28 Settembre 2010
 
LA PRIMA GUIDA NARRATIVA AI RISTORANTI E ALLA CUCINA DI MILANO


Da un punto di vista culinario, Milano è la città che offre la maggiore varietà enogastronomica in Italia. Sicuramente è quella con più ristoranti stellati e la più ampia varietà di cucina internazionale.
Ma se a Milano uno volesse mangiare «alla milanese»? Qui casca l’asino. Perché la verità è che se una sera si ha voglia di una costoletta, di un risotto giallo o al salto, di una cassoeula edulcorata dalla moda dietetica dei cibi sciapi, allora trovare una trattoria, osteria o ristorante che continuino a seguire l’antica tradizione lumbard non è semplicissimo. Con il passare degli anni, l’espansione della città e la forte immigrazione, italiana e straniera, le centinaia di trattorie tipiche milanesi si sono decimate. La maggior parte sono scomparse, qualcuna ha resistito nel centro storico, molte sono diventate unicamente meta di turisti, le più interessanti e veraci resistono ai margini della città, lungo i navigli o fuori porta.


Quelle più affascinanti hanno dietro una storia di antiche famiglie lombarde, da generazioni dedite alla ristorazione. In queste, se si è fortunati, si può ancora assaporare la vera tradizione della cucina milanese, semplice e gustosa, a base di ingredienti stagionali e di schietta accoglienza meneghina.
Questo piccolo vademecum è nato proprio nell’intento di raccogliere nomi e indirizzi della cucina milanese a Milano, luoghi storici e non, tutti personalmente testati e impietosamente raccontati. Si va dall’osteria all’angolo, quella con tovaglie di carta e tavolacci di legno, al ristorante da guida Michelin, passando per le trattorie lombarde e i circoli sociali, sempre alla ricerca della costoletta perfetta, dei veri mondeghili, degli sbrofadej in brodo o della rossumada. Il risultato è un libro indispensabile, dedicato a chiunque voglia conoscere da vicino i ristoranti tipici milanesi, dove il cibo è quello di una volta e il prezzo, il più delle volte, popolare.



Carla Pacelli
Meneghina d’adozione, vive a Milano dove lavora come giornalista di enogastronomia per diverse testate Hachette/Rusconi e Condé Nast.


È autrice del blog Fondidibottiglia, sul sito Menstyle di Condé Nast, scanzonato diario settimanale dedicato al mondo del vino, nonché responsabile ufficio stampa dell’agenzia Rossi&Bianchi, specializzata in eventi legati all’alta ristorazione e all’enologia.


Slawka G. Scarso
IL VINO A ROMA
GUIDA ALLE MIGLIORI AZIENDE VINICOLE DEL LAZIO
E AI LOCALI IN CUI BERE BENE NELLA CAPITALE
 
Collana: Centocittà- pp.gg. 256- Euro 11,90- 28 Settembre 2010


Affascinante e misterioso, il mondo del vino accoglie chi è interessato a scoprirlo con un infinito numero
di etichette e tantissime enoteche. A Roma, in modo particolare, i locali dove bere un bicchiere di vino neppure si contano, ed è facile perdersi mentre si cerca la propria strada verso il nettare di Bacco. A salvare dalla confusione chi, nella Capitale, si accosta all’arte del bere bene, ecco il libro della sommelier Slawka G. Scarso: più che una semplice guida, un vero e proprio «diario di bordo», una bussola in grado di trasferire al lettore, insieme agli indirizzi utili e alle dritte indispensabili, anche l’esperienza di chi ha fatto dei calici di vino uno stile di vita e una professione.
Dedicato alle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali in cui bere bene nella Capitale, Il vino a Roma si suddivide in tre sezioni. La prima, dedicata alle enoteche dove il vino è servito alla mescita. La seconda, in cui sono raccolti i negozi dove è possibile acquistare una bottiglia di vino particolare da bere a casa o portare agli amici. La terza, dove si dà spazio alle aziende vitivinicole laziali, racconta la storia dei migliori vini locali e suggerisce imprescindibili abbinamenti con il cibo, attraverso esempi concreti ed evitando piatti troppo complicati da preparare. Il risultato è un libro completo, scorrevole e divertente. Da regalare al neofita e da suggerire a chiunque non abbia ancora avuto l’occasione di scoprire il grande universo delle enoteche di Roma.
 
Slawka G. Scarso
Nata a Roma nel 1977, è consulente di comunicazione enogastronomica e docente di marketing del vino presso la LUISS Business School. Diplomata sommelier AIS, ha collaborato a numerose testate specializzate, tra cui «Bibenda», «Duemilavini», «Bargiornale» e «Tigulliovino». Dal 2005 cura il blog Marketingdelvino.it.


Ugo Cundari


MANGIARE NAPOLETANO A NAPOLI E DINTORNI
GUIDA AI RISTORANTI TIPICI DOVE IL CIBO È QUELLO DI UNA VOLTA
E IL PREZZO È POPOLARE


Collana: Centocittà- pp.gg. 256- Euro 11,90- 28 Settembre 2010

LA PRIMA GUIDA NARRATIVA AI RISTORANTI E ALLA CUCINA DI NAPOLI E DINTORNI
 

È accaduto negli ultimi anni che, a Napoli e dintorni, gli amanti della buona tavola siano stati messi di fronte a uno straordinario aumento dell’offerta. Parlando di ristoranti, infatti, chi si trova a percorrere oggi le terre dell’incantevole Golfo, non avrà difficoltà a imbattersi in locali dedicati alla cucina etnica o in bistrot che offrono alla propria clientela piatti internazionali o finger food. Ma se, insieme agli incantevoli panorami offerti dalla zona, si desidera anche scoprire le prelibatezze della cucina tradizionale, quali sono gli indirizzi a cui rivolgersi? Dove sono i ristoranti da provare assolutamente?
Con amore e competenza Ugo Cundari dà la parola alla cucina napoletana tradizionale, segnalando ai lettori i migliori locali di Napoli e dintorni: templi del sapore dove le radici del gusto affondano nella storia e dove le strade del sapore scorrono insieme a quelle dell’arte e della cultura. Un libro indispensabile per scoprire, oltre alla gloriosa pizza napoletana, di cosa si parla quando si parla di cavericiore cu ’a pasta, di perciatelle ’nguacchiate, di maccaruncielle lardiate, di purpetielle affucate o di alice ’mbuttunate, e per conoscere da vicino i ristoranti tipici, dove il cibo è quello di una volta e il prezzo popolare.
 
Ugo Cundari
È nato nel 1973 a Napoli, dove vive e lavora come giornalista. Tra i libri che ha dedicato alla sua città, Mistero Napoli (Pironti, 2006) e Lettere corsare da Napoli (Guida, 2009). Per Castelvecchi, nel 2010, ha tradotto e curato una nuova edizione di Viaggio in India di Rudyard Kipling.

 

È online il nuovo sito di Dimore D'Epoca

 

Nuovo look e tante novità. Ecco il nuovo sito: www.dimoredepoca.it



La Cucina Italiana si rinnova


Chi acquista La Cucina Italiana di settembre riceve in omaggio una seconda copia da regalare a un’amica. È il passaparola la strada di comunicazione prescelta da Editrice Quadratum per presentare il rinnovamento di veste grafica e l’aggiornamento di alcuni contenuti della storica rivista che nel 2009 ha festeggiato 80 anni. I lettori (890.000 dall’indagine Audipress 2010/1) potranno così far conoscere la rivista a chi condivide la loro stessa passione per la cucina.


Il rinnovamento tiene conto di una ricerca comparativa condotta da Added Value dove si evidenzia che le lettrici de La Cucina Italiana rispetto a quelle di altri periodici femminili sono spesso impegnate fuori casa, ma considerano centrale la famiglia e la casa , nel tempo libero si dedicano alla cucina e volentieri organizzano pranzi e cene con amici e familiari.


Si tratta di consumatrici consapevoli che hanno fiducia nei prodotti di marca, sono attente alla presentazione dei cibi e interessate all’acquisto dei prodotti per arredare la tavola. Trattandosi per lo più di donne che lavorano, il tempo a disposizione è limitato per questo apprezzano l’uso dei piccoli elettrodomestici che facilitano la preparazione delle ricette e fanno impiego di basi pronte per cucinare.


www.lacucinaitaliana.it/

 

Le notizie della settimana 2 agosto 2010

 

 La prima carta dei vini consultabile con iPad

a La Credenza di San Maurizio Canavese



San Maurizio Canavese 2 agosto 2010.
Giovanni Grasso e Igor Macchia hanno sempre una grande attenzione per la clientela che frequenta La Credenza e sono molto sensibili a tutto ciò che può migliorare la qualità del servizio offerto.

Ancora una volta, dunque, approfittando dell'uscita dell'ultimo gioiello di casa Apple, l'iPad, hanno messo a punto un software estremamente duttile e funzionale, finalizzato alla consultazione dell'intera cantina del ristorante.


Il cliente, all'atto dell'ordinazione potrà, così, sfogliare la lista dei vini, potendo scegliere diversi approcci nella selezione del vino preferito.


L'Applicazione, infatti, permette di scorrere l'intero assortimento partendo da una scelta geografica, piuttosto che da un vitigno, districandosi tra bianchi e rossi oppure spumanti e champagne, volendo si potrà optare per una selezione determinata dalle fasce di prezzo, in ogni caso di ciascuna bottiglia si potranno sapere tantissime cose risalendo pure ai siti web dei diversi produttori (connessione WiFi in tutto il locale).


Si ha, così, uno sguardo d'insieme finora impensabile, tanto da poter, alla fine, scegliere con cognizione di causa, un vino anche solo al bicchiere, confrontandosi anche con i suggerimenti del sommelier.
L'Applicazione, presto presente anche sul sito de La Credenza per una scelta preventiva da casa, è stata ideata dai 2 cuochi torinesi, ma è personalizzabile per qualunque ristorante e, a tal fine, in versione italiana e inglese, verrà commercializzata a partire dal mese di ottobre.


A buon diritto, dunque, si può affermare che, nel settore ristorazione, Giovanni e Igor possano fregiarsi dell'appellativo de “i Padrini dell'iPad”.



L'Italia primo produttore di vino al mondo sorpassa la Francia


Roma 2 agosto 2010. L’Italia si appresta a diventare il primo produttore mondiale di vino se sarà confermato il sorpasso sulla Francia nella vendemmia 2010 grazie una produzione nazionale in  aumento fino al 5 per cento rispetto allo scorso anno, su valori superiori a 47,5 milioni di ettolitri contro i 47,3  milioni di ettolitri previsti per i cugini d’oltralpe da Franceagrimer. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un risultato importante per un settore dove trovano oggi opportunità di lavoro 1,2 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio, con ogni grappolo raccolto in campagna che è in grado di attivare ben 18 diversi settori, secondo una analisi della Coldiretti.


Lo scorso anno - precisa la Coldiretti - il raccolto francese è stato pari a 46,7 milioni di ettolitri superiore a quello italiano fermo a 45,4 milioni di ettolitri, secondo l’Istat. Il successo del vino italiano fa infatti crescere anche le attività indotte che si sono estese negli ambiti piu’ diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione.


In Italia ci sono - precisa la Coldiretti - 250mila aziende agricole con vigneti che offrono occupazione a circa 200mila lavoratori dipendenti, dei quali 20mila extracomunitari: nel solo distretto di Montalcino lavorano immigrati di 44 diverse nazionalità. Di queste ben 21.600 aziende agricole vendono direttamente il proprio vino ai consumatori mentre le altre lo cedono alle 35mila aziende imbottigliatrici presenti in Italia che impiegano operai, agronomi, enologi, responsabili di marketing, informatici e wine manager.  Sono però anche le attività legate all’indotto meno tradizionali ad avere avuto una vera esplosione negli ultimi dieci anni con la nascita del fenomeno dell’enoturismo che ha realizzato nel 2009 un fatturato di 1,8 miliardi di euro “muovendo” sei milioni di turisti con un incremento del 20%, anche grazie a 150 strade del vino e oltre 500 città del vino.


Il vino ha raggiunto un fatturato superiore ai 9 miliardi di euro dei quali 3,5 realizzati grazie all’esportazione sui mercati comunitari ed internazionali. “Come lo era durante la fase di crescita economica, il vino rappresenta l’unico modello da replicare anche in una situazione di crisi della quale, nonostante le difficoltà, il vitivinicolo Made in Italy risente meno di quello di altri Paesi e meno degli altri settori produttivi in Italia, perchè esprime i valori dell’identità e del legame con il territorio che nel mercato globale sono vincenti rispetto all’omologazione”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “la dinamicità di un settore che  grazie alla crescita economica ed occupazionale è una risorsa per l’intero Made in Italy per il quale svolge una funzione da traino sui mercati nazionale ed internazionale”.



Premio Eno-Letterario 2010.

Le firme prestigiose di Santa Margherita


Il Premio Eno-Letterario Santa Margherita giunge quest’anno alla sua quinta edizione e rinnova al suo interno la tradizionale partecipazione di personalità di spicco della letteratura che, con racconti inediti (fuori concorso) sul legame tra cibo e vino, affiancano le centinaia di scritti proposti dai loro “colleghi” emergenti.


In passato, molte sono le firme prestigiose che Santa Margherita ha potuto annoverare come testimoni di quest’importante iniziativa culturale: Simonetta Agnello Hornby, Michele Serra, Pino Cacucci, Vanni Santoni, Benedetta Cibrario (Premio Campiello 2008), Ippolita Avalli e altri. Quest’anno i tre autori D.O.C. che hanno aderito sono Dario Voltolini, Giulia Villoresi ed Elisabetta Bucciarelli, impegnati ancora una volta nella costante ricerca di nuovi intrecci letterari tra la cultura del vino, la creatività personale e l’identità stilistica.

Scrittore dal talento “minimalista”, Dario Voltolini ha esordito nel 1990 con il romanzo Una intuizione metropolitana. Tra le sue opere ricordiamo anche Rincorse, Forme d’onda (Feltrinelli 1996), la raccolta di racconti 10 (Feltrinelli 2000), ma anche i radiodrammi scritti per RadioRai e Scrivere sul fronte occidentale(Feltrinelli 2002), volume curato insieme con Antonio Moresco. Collaboratore della Scuola Holden di Torino, per la quale ha tenuto diversi corsi di scrittura, Voltolini dirige la collana delle Holden Maps.

Giulia Villoresi, ventiquattrenne romana, giovane promessa della letteratura italiana, gestisce le pubbliche relazioni per una piccola casa editrice e scrive di cinema. Si sta specializzando in Storia Moderna ed è l’autrice del romanzo La Panzanella (Feltrinelli 2009): storia di disagio e di passaggio, quello dall’adolescenza all’età adulta, raccontata con sagace ironia e caratterizzata da uno stile immediato, tipico del pensiero e da una trama verosimile costellata di osservazioni filosofiche.

 

Diplomata in Drammaturgia a Milano, l’autrice poliedrica Elisabetta Bucciarelli sviluppa il suo percorso stilistico su diversi temi della scrittura. Come giornalista ha collaborato con diverse testate occupandosi di attualità, arte e nuove tendenze. Coinvolta nella stesura di testi teatrali (tra questi Ginepraio del 1992, selezionato da Franca Rame e A cura di tutti del 1994) e cinematografici (tra cui Amati Matti del 1996, Fame chimica del 1997) è autrice di saggi e di noir. Ha pubblicato i romanzi Happy hour, Dalla parte del torto, Io ti perdono e Ti voglio credere, oltre a numerosi racconti su riviste e antologie.

 

Anche quest’anno il Premio Eno-Letterario Santa Margherita potrà contare su di una giuria d’eccezione altamente selezionata. La presenza classica di Inge Feltrinelli in qualità di Presidente sarà accompagnata, in questa edizione, da un ventaglio di ospiti illustri del mondo dell’enogastronomia e del giornalismo: la regista e sceneggiatrice Maite Bulgari, il presidente della nota Griffe romana Gianni Battistoni, l’attrice italiana di cinema, teatro e fiction Monica Guerritore, la scrittrice e giornalista Laura Laurenzi, il direttore esecutivo del Gambero Rosso Carlo Ottaviano, il direttore delle guide enogastronomiche de l’Espresso Enzo Vizzari, la fotografa e food blogger Sigrid Verbert ed infine Paolo Soraci Ufficio Stampa Librerie Feltrinelli e Lorenzo Biscontin, direttore marketing di Santa Margherita.

 

Il Premio Eno-Letterario, assieme al Premio Eno-Gastronomico, è parte integrante di “Esploratori del Gusto”, un’iniziativa che unisce l’impegno letterario alla passione per l’eno-gastronomia.

www.santamargherita.com

 

 

En plein per L’Arte Spumantistica, che “piazza” tutti i suoi alfieri tra i migliori

Carpene’ Malvolti nell’olimpo degli Spumanti d’Italia

Ottima performance dei rappresentanti della storica azienda di Conegliano alla nona edizione del concorso enologico nazionale dedicato alle bollicine. A ottobre la premiazione a Venezia

Carpenè Malvolti mattatore al "9° Concorso Enologico Nazionale Spumanti d'Italia 2010”. Sono infatti ben 5 le etichette che si sono aggiudicate un riconoscimento al concorso organizzato dal Forum Spumanti d’Italia - associazione Altamarca di Valdobbiadene con la collaborazione dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani che ha curato la parte “tecnico-operatica della selezione” e “patrocinato” dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Una grande conferma per Carpené Malvolti e in generale per tutte le bollicine nazionali: 11 regioni rappresentate con 313 campioni in valutazione alle cinque commissioni composte ciascuna da 6 enologi e un giornalista e presiedute dal direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli.

La storica casa spumantistica di Conegliano si è aggiudicata infatti un nastro d’oro, uno di bronzo e tre diplomi di merito, di cui uno nella categoria Vini spumanti DOCG ottenuti con rifermentazione in grandi recipienti di acciaio tipologia extra brut e brut con il Conegliano - Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Spumante Brut  "Cuvée" 2009 Carpenè Malvolti. 

 

Praticamente un en-plein, la performance di Carpenè Malvolti nella categoria Altri vini spumanti ottenuti con rifermentazione in grandi recipienti di acciaio tipologia extra brut e brut con i gioielli de “L’Arte Spumantistica”. Nastro d’oro infatti per Viogner Brut "L'Arte Spumantistica" 2008 e Nastro di Bronzo per il Kerner Brut "L'Arte Spumantistica" 2008. Diploma di merito per il Cserszegi Brut  "L'Arte Spumantistica" 2008 e il Vino Spumante Brut Rosé' "L'Arte Spumantistica" 2009.

La premiazione dei cinque alfieri della casa spumantistica di Conegliano, insieme a tutti gli altri vincitori del concorso, avverrà a Venezia nel prossimo mese di ottobre. Intanto, in Carpené Malvolti il lavoro continua in vista della tanto attesa vendemmia di settembre delle uve che provengono solo dalle zone più vocate del territorio: 250 ettari di vigneti curati come giardini da oltre 100 vignaioli storici.

Ma la scommessa di Carpené Malvolti, oltre a quella di esaltare la tradizione e il territorio, è stata – da alcuni anni a questa parte – di provare a spumantizzare per la prima volta vitigni mai spumantizzati prima. Ecco allora che uno dopo l’altro sono apparsi nella corona del marchio storico del Prosecco vitigni come il Raboso, il Kerner, il Viogner, il Cserszegi Fuszeres e – ultimo nato – il Petit Manseng.

 

Proprio quest’ultimo, è stato al centro dell’attenzione mercoledì 28 luglio, in occasione della visita organizzata da Annie Martin Stefanatto sommelier ed organizzatrice di eventi, presso l’azienda spumantistica di Conegliano, di Alain Brumont, storico produttore del Petit Manseng, accolto dal Direttore Generale Antonio Motteran.

Nel corso degli anni Ottanta, Alain Brumont è stato il primo vignaiolo in Francia ad imporre questo vitigno regionale tra le altre grandi varietà e con l’aiuto di un potente terroir ha contribuito in maniera determinante alla classificazione del Petit Manseng tra i più grandi vini ed ha portato in omaggio il suo 'Primaire', Petit Manseng passito come da tradizione, è stato molto soddisfatto di poterlo assaggiare in versione spumantizzata dalla prestigiosa e storica Carpenè Malvolti, un'esperienza sensoriale unica che lo ha entusiasmato.

 

La premiazione a Castiglione Falletto domenica 25 luglio

A Massimo Zanichelli il “Cappero d’Oro”

Al giornalista l’edizione 2010 del premio


Massimo Zanichelli, giornalista degustatore milanese da anni collaboratore di Go Wine, ha ricevuto il premio de il “Cappero d’Oro” promosso dalla Cantina Comunale di Castiglione Falletto.

Il riconoscimento è stato istituito nel 2006 e viene destinato dai produttori vinicoli di Castiglione Falletto a favore di giornalisti e personaggi che abbiano contribuito a dare risalto al territorio e ai vini del Comune, favorendone la conoscenza al grande pubblico.

L’idea del Cappero d’Oro – spiega il presidente della Cantina Comunale Maurizio Rosso - è legata alla presenza di ciuffi di capperi che fioriscono ad inizio estate sulle mura del castello. Un fatto insolito per il nostro territorio. Così tutti noi produttori di Castiglione Falletto per ricordare questo “miracolo” della natura, abbiamo indetto la Festa dei Capperi e, da cinque anni, istituito il premio Cappero d'Oro.”

Il riconoscimento consegnato in questa edizione è in particolare legato alla “storica” degustazione in verticale di oltre 100 Barolo, tutti prodotti nei prestigiosi cru di Castiglione Falletto e descritti da Massimo Zanichelli in un numero speciale della Rivista di Go Wine, da pochi giorni in distribuzione.

Importanti sono stati anche i premiati degli scorsi anni: la spilla d'oro, inventata dal gioielliere del paese Gian Vietti, è stata consegnata dal 2006 al giornalista Franco Ziliani, al presidente associazione Sommelier Franco Maria Ricci, al giornalista Alessandro Masnaghetti ed al musicista Giuseppe Nova.



Paolo Raisa nominato direttore commerciale del gruppo CAFFO 


E’ Paolo Raisa il nuovo Direttore Commerciale Distilleria Caffo, azienda leader nella produzione di amari e distillati, famosa in tutto il mondo con il Vecchio Amaro del Capo. Raisa, nato a Basilea 49 anni fa ma residente nel milanese, dopo un’esperienza più che ventennale nel mondo dei liquori, con ruoli significativi come quello di “National key account” nel gruppo Stock, ed essere stato per cinque anni Direttore Vendite Italia per Distilleria Caffo, si appresta ora a portare l’azienda al raggiungimento di nuovi obiettivi.

 

Paolo Raisa in questi anni ha avuto un ruolo determinante nell’inserimento dei prodotti, ed in particolare il Vecchio Amaro del Capo, in tutta Italia e in tutti i canali, in particolare in quello moderno – afferma Sebastiano Caffo, amministratore di Distilleria Caffo – L’azienda ha potuto raggiungere in breve tempo traguardi che in passato potevano sembrare lontanissimi. Questo conferma che per crescere, le aziende devono investire sulle persone giuste. Ora gli obiettivi per il futuro saranno altrettanto ambiziosi. La sfida per i prossimi anni è quella di aumentare ulteriormente la distribuzione capillare dei nostri prodotti nel canale Ho.Re.Ca. e di guadagnare una giusta quota di mercato anche all’estero.”

 

Oggi Raisa è a capo di una rete vendita che copre l’intero territorio nazionale, con 4 capi area e circa 70 agenti e in Europa l’azienda è presente con distributori in vari stati. Vi è poi la Typical srl,   filiale commerciale in Germania controllata della Wild Orange Srl , con sede operativa a Lipsia,  creata con l’obiettivo di gestire una rete vendita diretta. Un format innovativo che sta dando grandi risultati all’azienda non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti, dove Caffo possiede la Caffo Beverages INC.




Cene Galeotte Casa di Reclusione di Volterra (PI)


Giovedì 5 agosto 2010
Anteprima estiva delle Cene Galeotte 2010/2011 a favore di “Libera”

apertura pubblico 19.30 - inizio cena ore 20.00

Il carcere di Volterra è pronto ad aprire le porte al pubblico per un altro indimenticabile appuntamento di solidarietà, che vedrà i suoi detenuti impegnati nella preparazione di una cena d'autore. Giovedì 5 agosto sarà tutto pronto all'interno del carcere per accogliere i partecipanti nello spazio all'aperto sotto il maschio delle fortezza medicea, storica struttura che ospita l'istituto.

L'anteprima estiva del ciclo delle Cene Galeotte 2010/2011, che si svolgeranno con cadenza mensile da novembre 2010 fino a giugno 2011, sarà una serata ancora più speciale perché vedrà come soggetto destinatario dei fondi raccolti, Libera, la nota associazione nata con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. A testimonianza dell'alto valore della serata sarà presente anche Don Ciotti, presidente e fondatore di Libera.

Circa trenta i detenuti impegnati nella preparazione di un menu d'autore, per l'occasione aiutati in cucina dallo chef Genuino Del Duca del ristorante Del Duca di Volterra (PI). Gli ospiti, una volta superate le porte del carcere, saranno accolti con  un piacevole aperitivo consumato all'interno del cortile. La cena sarà invece servita nello spazio sotto le antiche mura medicee, trasformato per l'occasione in una sala da pranzo con tanto di candele, camerieri/carcerati dall'impeccabile servizio, sommelier e vini a cura della Fisar di Volterra.


Questo il menu preparato per la serata:

APERITIVO
Ciliegini e mozzarella con menta
Tocchetti di melone con prosciutto


Pasta fritta
Tazzina di crème brûlée al paté di fegato di pollo


Crostino con mousse di pecorini
Crostino con paté di fegato di pollo

ANTIPASTO
Composizione di terrina di piccione e petto d’anatra, sformatino di ricotta al tartufo, tortino di verdure e controfiletto all’erbette aromatiche

PRIMO
Vellutata di lenticchie con ostriche
Raviolo di melanzane e pistacchi con emulsione di pomodoro e basilico


SECONDO
Filetto di pesce spada lardellato su letto di patate dorate

DOLCE
Mousse di ricotta con stracciatella di fondente, mandorle tostate e caramello
d’arancio

Come sempre, l'appuntamento è promosso da Unicoop Firenze, che fornirà le materie prime e assumerà i detenuti retribuendoli regolarmente, e realizzato in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia, Fisar, la direzione della Casa di reclusione di Volterra e il supporto organizzativo di Studio Umami (
www.studioumami.com).
Il ricavato sarà integralmente devoluto a “Libera”, grazie alla campagna internazionale “Il Cuore si scioglie” (
www.ilcuoresiscioglie.it), che dal 2000 vede impegnata Unicoop Firenze, insieme al mondo del volontariato laico e cattolico.
L'apertura del carcere al pubblico prenotato avverrà alle ore 19.30.
La cena avrà inizio alle ore 20.00 e avrà un costo di 35 euro a persona, devolute integralmente a l'associazione “Libera”.

Per informazioni e prenotazioni:
Agenzie Toscana Turismo (Argonauta Viaggi)
Tel. 055.2342777


Le notizie della settimana 27 luglio 2010

 

Giro del Mondo...partendo da Bolgheri

Tra settembre e ottobre, Le Macchiole invita l’Europa e non solo a conoscere le anteprime 2007  di Messorio, Paleo Rosso e Scrio

 

Saranno paesi come Belgio, Inghilterra, Svizzera e, naturalmente, Italia a darsi appuntamento a Le Macchiole dal 26 settembre al 10 ottobre. Obiettivo? Conoscere le anteprime di Messorio, Paleo Rosso e Scrio, tre delle etichette di punta Le Macchiole, azienda condotta da Cinzia Merli e considerata una delle realtà aziende più prestigiose di  Bolgheri.

Gli incontri vedranno protagonista l’annata 2007, che si presenta come un ottimo millesimo. L’andamento climatico si è caratterizzato per un inverno molto mite, un’estate con abbondanti precipitazioni, temperature mai eccessivamente alte e una buona escursione termica tra giorno e notte. Grazie all’andamento climatico molto regolare, alla raccolta le uve si sono presentate perfettamente sane e mature, qualità tradotta in vini profumati, di ottima struttura e non eccessivamente alcolici.

 

Le giornate in programma a Le Macchiole dal 26 settembre al 10 ottobre non offriranno una semplice degustazione ma diverranno un’occasione per conoscere meglio i paesi ospiti, grazie alle testimonianze degli importatori, cui si affiancherà l’interpretazione di grandi chef di Belgio, Inghilterra e Svizzera. La cucina dei paesi ospiti si sposerà quindi ai vini Le Macchiole per dimostrare che, sebbene il legame con il territorio di Bolgheri rimanga molto forte, la dimensione internazionale è in costante crescita. Presente oggi in 33 paesi,  Le Macchiole si è affermata perché rappresentativa per il territorio e costante nel prodotto. La prima bottiglia venduta nel mondo è frutto quasi di un caso: andata ad un amico di un  amico, in Svizzera. A questo è seguita la costruzione di una vera e propria strategia che si è affiancata ad una qualità sempre più elevata.  La vera consacrazione dell’azienda nel mondo arriva con i 100 punti di Wine Spectator.  “Ricordo ancora con emozione come l’ho saputo. – Afferma Cinzia. - Per un attimo il vuoto. E poi, in sequenza, ho pensato a tutti i “miei uomini”. I figli, mio fratello Massimo, Luca D’Attoma, il nostro enologo, e tutti coloro che hanno contribuito a questo. La loro felicità è stata il regalo più grande!!!”

 

Gli incontri in programma dal 26 settembre al 10 ottobre riserveranno un’ultima sorpresa: la possibilità di partecipare al “Come eravamo”, una degustazione speciale riservata alle annate storiche, quasi introvabili, che racconteranno alcuni dei momenti più importanti per l’azienda.

L’evento permetterà, quindi, di conoscere in prima persona Le Macchiole attraverso un ideale percorso tra passato e futuro.


Debutta on-line il portale Design Made in BO

e si prepara a sbarcare all’Expo di Shangai



Realizzato dall’agenzia Noetica di Bologna su piattaforma WebHat di KeyCode, debutta on-line il portale Design Made in BO per valorizzare e promuovere la creatività e l'eccellenza del design bolognese e di tutta la Regione Emilia Romagna.


Brescia, 21.07.10. Promosso da Unindustria Bologna, con la collaborazione di Legacoop e il contributo della Regione Emilia Romagna, Design Made in BO è il nuovo portale dedicato alla creatività e al design realizzato dall’agenzia Noetica su piattaforma WebHat di KeyCode. Presentato a Bologna presso la sede di Unindustria il 14 luglio scorso, il portale rappresenta una vetrina delle realtà del design del capoluogo emiliano e della Regione Emilia Romagna ed ha coinvolto finora più di 200 tra aziende, progettisti, scuole e riviste di design, per la prima volta riuniti per rappresentare e promuovere il Made in Italy all'Expo di Shanghai. Il portale infatti - dopo l'anteprima bolognese - viaggerà verso Oriente dove verrà presentato il prossimo 12 Settembre anche all'Expo di Shanghai.


Il portale fornisce informazioni sui protagonisti del processo creativo: aziende, scuole di design, professionisti e studi di progettazione, riviste specializzate e coinvolge diversi settori produttivi tra i quali abbigliamento e accessori, arredamento e illuminazione, auto e moto, macchinari e apparecchiature, oggettistica, materiali e componenti per l’edilizia, grafica e packaging. Ogni utente ha a disposizione un proprio spazio personale con i dati anagrafici e una breve presentazione dell’attività e 3 schede di prodotto, con immagini, didascalie e un testo descrittivo per illustrarne i caratteri innovativi, i materiali utilizzati, tecnologie e brevetti.


Tra i promotori di Design Made in BO, un ruolo di primo piano è stato svolto da Unindustria Bologna che ha partecipato al progetto “con la duplice finalità di promuovere commercialmente le eccellenze del design nella produzione del territorio emiliano – ha precisato Paolo Mascagni,


Presidente della sezione Legno, Mobili e Arredi di Unindustria Bologna - e di favorire la contaminazione creativa tra i soggetti interessati, perché a volte le aziende del nostro territorio conoscono la produzione di concorrenti americani e cinesi, mentre magari ignorano quello che fa il vicino di capannone. In quest’ottica – ha aggiunto Mascagni - Design Made in BO intende promuovere lo scambio di informazioni e di idee, per fare finalmente sistema e fare collaborare aziende, professionisti, scuole di formazione e mondo dell'editoria".


Anche ADI Emilia Romagna (Associazione per il Disegno Industriale), ha sostenuto attivamente il progetto: "l'Emilia Romagna – ha sottolineato Massimo Iosa Ghini, Presidente di ADI - produce un ottimo design, che incarna l'idea di buon vivere tipica del nostro territorio. Questo spirito, a mio parere, finisce anche nei prodotti, di qualsiasi categoria essi siano e ne determina, insieme al livello di innovazione raggiunto, il successo. Tutte le iniziative di ricognizione del design, come Design Made in BO, sono assolutamente da promuovere – ha affermato Iosa Ghini - poiché permettono alle aziende di prendere coscienza del sistema che hanno intorno e in un certo senso anche di "contarsi". Ne traggono giovamento anche le scuole, i laboratori creativi e soprattutto i giovani che in questo modo capiscono che intorno a loro c'è realmente un sistema in movimento e ne possono intuire la direzione."

www.keycode.it


Premiato Luciano Scarzello

 

In occasione della consegna del 22.mo Premio giornalistico del Roero-Arneis (sei premi e cinque segnalazioni) avvenuta il 22 luglio al Castello di Castellinaldo, il giornalista Luciano Scarzello, collaboratore di diverse testate nazionali tra cui la RAI, ha ricevuto un riconoscimento per la promozione del territorio dal consigliere regionale (e ora anche provinciale di Cuneo) Giovanni Negro, “storico” promotore dell’immagine non solo del Roero-Arneis ma anche degli altri vini delle colline della sinistra Tanaro.


Luciano Scarzello aveva ricevuto il primo Premio giornalistico nel 1998 per un ampio servizio pubblicato su un quotidiano milanese (“Il Giornale”) e poi una “Menzione” nell’edizione del 2005.


 

La Scuola de La Cucina Italiana aperta per ferie

 

La scuola di cucina è l’unica aperta a Milano in agosto e propone due corsi per chi non ha avuto modo di sviluppare questa passione nel corso dell’anno: la Settimana intensiva (dal 2 al 6 agosto) per diventare un abile chef e Quando la moglie è in vacanza (giovedì 5 agosto) per gli uomini che vogliono sopravvivere durante le vacanze della moglie o, meglio, le vogliono riservare una sorpresa al loro rientro.


Per chi invece vuole unire il piacere della vacanza al sapore dei corsi di cucina, La Scuola de La Cucina Italiana diventa itinerante proponendo dei “soggiorni-studio” all’insegna del divertimento e della buona cucina.


Settimana intensiva

Dal 2 al 6 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Prezzo: euro 600,00 per l'intero corso; euro 150,00 per la singola lezione.


Piano didattico

LUNEDÌ (Pasticceria)
Mattina: Plumcake al limone; Crostata di frutta; Profiteroles; Cantucci


Pomeriggio: Granita al caffè; Crema catalana; Ananas caramellata con gelato; Mousse di fragole e yogurt

MARTEDÌ (Finger in bicchiere, piatti freddi/unici)


Mattina: Crema di ceci alle spezie e yogurt; Grano spezzato e verdure, limone e menta; Polpette di pollo ai pistacchi; Insalata di polpa di granchio e patate


Pomeriggio: Parmigiana di melanzana e zucchine; Rotolo di spada e caprino al basilico; Guacamole e rombo impanato alla milanese
 
MERCOLEDÌ (primi piatti)


Mattina: Spaghetti in insalata con salmone, zucch e mozzarella; Tagliolini bottarga e pomodori secchi; Riso mantecato alla soia con gamberi, zucch e zafferano


Pomeriggio: Cannelloni di ricotta e salsa carbonara; Risotto limone zenzero e rosmarino; Tagliatelle al nero di seppia
 
GIOVEDÌ
Mattina (PESCE): Insalata di gamberi e melone; Scaloppa di salmone con pomodoro fresco, timo e rucola; Filetti di triglia impanati alle erbe; Branzino al forno
Pomeriggio (CARNE): Vitello tonnato; Tournedos alle erbe; Spiedini impanati ai pinoli con misticanze


VENERDÌ (PANE, PIZZA & CO)


Mattina: Pane casereccio; Ciabatta; Pane alle noci; Grissini


Pomeriggio: Focaccia; Pizza margherita; Quiche alle verdure


QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA

Giovedì 5 agosto dalle 19 alle 22

Prezzo: 80 euro

Piano didattico

  • Melone e polpa di granchio allo zenzero
  • Crema di tonno, melanzane e caprino
  • Scaloppa di salmone con pomodoro e timo
  • Zuppa di melone con gelato al caffé


In vacanza con la scuola de la cucina italiana


Per i mesi di luglio, agosto e settembre la meta sarà la VALLE D’AOSTA e, in particolare l’Hotel Le Roche di Champoluc: un fine settimana (dal 29 luglio al primo agosto – 237 euro per persona - trasferimento non compreso nel pacchetto) oppure un soggiorno di una settimana (dall’11 al 18 settembre - 483 euro per persona - trasferimento escluso) per cucinare, imparando delle ricette della tradizione valdostana, rilassarsi nel centro benessere dell’albergo e degustare prodotti tipici locali.


E un’altra proposta: la SARDEGNA, dal 26 settembre al 3 di ottobre, presso l’Hotel Capocaccia di Alghero.


Un modo diverso di fare turismo, all’insegna della qualità, della buona cucina e della giovialità.


La scuola de la Cucina Italiana

La Scuola de La Cucina Italiana, diretta da Anna Prandoni, ha sede a Milano, in Piazza Aspromonte 15. Nata nel 1988, la Scuola promuove la diffusione della cultura alimentare italiana. Ogni anno più di 6.000 iscritti frequentano i corsi di cucina rivolti sia agli appassionati che agli addetti ai lavori, senza dimenticare i bambini che possono sperimentarsi “piccoli chef”.

La cucina della Scuola è dotata di una grande cattedra da cui gli allievi possono seguire le spiegazioni dei maestri e collaborare alla realizzazione dei piatti.
 Per i corsi di base (Basi di cucina, Cucina classica) c'è la possibilità di utilizzare le postazioni individuali dotate di fornelli, forno e lavello.
 Per chi sceglie invece i corsi di pasticceria è a disposizione un’aula con un grande tavolo di marmo e tutte le attrezzature per realizzare i dolci ma anche pane, pizze e pasta fresca.
 Nell’aula ristorante arredata in stile moderno si svolgono le degustazioni guidate e alcuni corsi (bon ton e decorazione della tavola, angolo cottura).


Per informazioni e prenotazioni:

Scuola de La Cucina Italiana

Piazza Aspromonte 15, 20131 Milano

tel. 02 70642242 - www.scuolacucinaitaliana.com



Associazione Culturale Trullando: la Scappata e l'Imboscata



Nei mesi di agosto e settembre, l’Associazione Culturale Trullando propone una visita guidata notturna nella città del Carnevale, degustazioni di prodotti tipici locali ed un simpatico intrattenimento folkloristico.

Un vero e proprio evento rivolto a gruppi e comitive di minimo 10 persone ai quali sarà offerto un simpatico connubio tra cultura e divertimento per una serata nella fresca collina Putignanese.


Per chi ha poco tempo consigliamo… LA SCAPPATA: visita guidata nel borgo antico di Putignano della durata di 40 min circa, degustazione di piccola gastronomia locale, musica popolare.

Per chi invece vuole trattenersi sino a notte….

L’IMBOSCATA – visita guidata alla Grotta del Trullo con aperitivo paesano; visita nel borgo antico di Putignano; cena completa a base di prodotti e pietanze tipiche locali con esibizione folkloristica a cura di artisti locali.


Gradita la prenotazione.


Infotel: 366/5072676

e-mail: trullando@libero.it



Dal mondo del vino affetto e speranza per l’Aquila 

Il Banco del Vino consegna il “capitale liquido” ai locali che hanno riaperto

 

L’Aquila 21 luglio 2010. Un piccolo esercito di coraggiosi, molti dentro la “zona rossa”. Sono i proprietari dei ristoranti, dei wine bar, delle enoteche che hanno deciso di riaprire i battenti a L’Aquila. Questa mattina si sono ritrovati nella sala conferenze della Fiamme Gialle per ricevere una simbolica “dote” - circa 80 bottiglie a locale - generosamente offerta da decine di produttori e da due fra i principali Consorzi italiani: quello del Soave e la Confraternita del Sagrantino, quest’ultima presente alla cerimonia di consegna con i suoi vertici.

 

“Felice e onorato di aver custodito anche queste preziose bottiglie  a nome degli aquilani” ha dichiarato il generale Fabrizio Lisi ricordando che nella Caserma della Guardia di Finanza di Coppito, di cui è il Comandante, si trovano molti dei piccoli e grandi tesori del capoluogo abruzzese e fra questi la storica Bolla del papa Celestino V.

 

E’ stato grazie alla collaborazione delle Fiamme Gialle, infatti, che si sono poture “stoccare” quasi 2000 bottiglie (le ultime casse sono arrivate qualche giorno fa) spedite all’Aquila dalle decine di produttori italiani che hanno risposto all’appello del giornalista Antonio Paolini il quale, dopo il terremoto, in occasione delle presentazioni delle maggiori Guide di settore (Espresso, Gambero Rosso, Vini Buoni d'Italia Touring Club) ha promosso il progetto “Piccolo banco solidale del vino” con l’idea di ricostituire, almeno in parte, le cantine andate distrutte dal sisma.  “Un messaggio di speranza in bottiglia” aveva dichiarato allora Paolini: quel messaggio è arrivato, forte e chiaro e le adesioni si sono moltiplicate.

 

Alla consegna simbolica della prima bottiglia della dote a ciascun locale hanno partecipato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e l’assessore al Commercio del Comune di Teramo, Giorgio D’Ignazio, in rappresentanza della “città sorella e solidale”. Una vicinanza, questa dell’amministrazione comunale di Teramo, sottolineata anche con il dono: una tre litri di DOCG delle Colline Teramane.

Cialente, riferendosi ai ristoratori, ha elogiato il “loro coraggio” che, ha detto:  “mi auguro sia di buon esempio a tanti altri. Noi saremo al fianco di chiunque voglia tornare a intraprendere a L’Aquila impegnandoci a svolgere tutte le procedure nel più breve tempo possibile nonostante i tempi siano molto difficili e non ce lo nascondiamo. Intanto grazie a voi che siete qui”.

 

A margine, il Sindaco, ha confermato la realizzazione del progetto della “Cassa armonica” di Renzo Piano: una sede per i concerti per riportare a L’Aquila, come da tradizione “I più grandi concertisti del mondo”.

E nel corso della piccola cerimonia sono stati gli stessi ristoratori a raccogliere il testimone ideale del Piccolo Banco Solidale del Vino con un progetto che dovrebbe prendere vita nelle prossime settimane: “una manifestazione gastronomica da organizzare tutti insieme, lungo uno dei percorsi della citta storica,  per continuare a mantenere viva l’attenzione sull’Aquila e per testimoniare la coesione di quanti non si vogliono rassegnare al rischio di vedere la loro città estinguersi” .

Questo era l’obiettivo del Banco solidale del Vino: una fiammella, minima e di misurata rilevanza, accesa in un panorama mai forse così gravato di incognite a partire dal grande disastro del sisma e dalle tante speranze accesesi subito dopo. Questa fiammella vuol costituire un segnale: un luogo, uno spazio, una città, una "agorà", una comunità, per rinascere hanno bisogno di molte, nodali, fondamentali, importantissime cose.

“Questa mattina tutti avete letto sui giornali e avete ascoltato dai notiziari radio e tv che L’Aquila ha urgente bisogno di liquidi: lo ha detto il Sindaco, lo dice il presidente Chiodi – ha affermato scherzosamente l’ideatore del Banco Solidale del Vino, Antonio Paolini – anche noi abbiamo portato dei liquidi. Una goccia nel mare nei bisogni della città. Ma i nostri ci sono. Li avevamo promessi e sono arrivati”.

I destinatari delle bottiglie:

Ju Boss; La conca dell’antica posta; Percorsi di gusto; Ernesto;  le 99 Cannelle; Elodia; Evoè; Il dragoncello; La rupe; Il rugantino; La torretta; La locanda dei mugnai; Gente di mare; La locanda di San Marciano; Fratelli Stratta;  Le fontanelle; Villa Feronia; La Fenice, La Piazzetta; Maccarone; Percorsi di gusto




Il 10 agosto il lungolago di Bardolino ospita l’Aperitivo sotto le Stelle:

di scena il Chiaretto Spumante



Nella notte di San Lorenzo i ristoratori ed i baristi della cittadina rivierasca allestiscono un lounge bar lungo 200 metri dove sarà possibile brindare con le bollicine del lago di Garda aspettando di ammirare le stelle cadenti.

 

Sarà il Bardolino Chiaretto Spumante il protagonista della terza edizione dell’Aperitivo sotto le Stelle, l’evento estivo organizzato a Bardolino, sulla sponda veronese del lago di Garda, martedì 10 agosto dall’associazione De Gustibus, che riunisce i ristoranti, i bar e le gelaterie della cittadina rivierasca, e dall’Associazione albergatori Aba, in collaborazione con il Comune di Bardolino e con il Consorzio di tutela del Bardolino.


Nella notte di San Lorenzo, quando la tradizione vuole che si assista al fenomeno delle stelle cadenti, dalle 19.30 alle 22.30 il lungolago bardolinese, in direzione del lido Mirabello, dall’altezza del Caffè Italia sino alla sede del circolo della Canottieri Bardolino, si trasformerà in un grande lounge bar, lungo più di duecento metri, all’interno del quale i ristoratori e i baristi di Bardolino proporranno assaggi dei loro piatti e delle loro creazioni in abbinamento al Chiaretto Spumante, le bollicine rosate prodotte da una ventina di vignaioli della riva veneta del Garda. Una produzione, quella del Chiaretto Spumante, ancora piuttosto limitata (in tutto sono circa 300mila bottiglie), ma sempre più al centro dell’attenzione del pubblico e della critica, al punto che di recente un Chiaretto Spumante prodotto da una piccola azienda della zona si è addirittura aggiudicato la medaglia d’oro a Le Mondial du Rosé, il concorso internazionale dei vini rosato svoltosi a Cannes, in Costa Azzurra, a cura dell’associazione degli enologi francesi. In crescita anche il numero di produttori: dai soli quattro di cinque anni fa ai circa venti di oggi.


Nell’attesa dunque di vedere la pioggia di meteore che rende unica, speciale e quasi magica la notte del 10 di agosto, gli appassionati di vino potranno brindare con i calici dello spumante rosato di Bardolino, assaporando sfiziosità gastronomiche ed ascoltando musica dal vivo.

Tra i partner dell’edizione 2010 si evidenzia la partecipazione del Consorzio Tutela Grana Padano.

Infatti per questo speciale appuntamento sul lago di Garda, è stato scelto uno dei più pregiati prodotti del made in Italy che grazie alle sue proprietà organolettiche si accompagna perfettamente al Bardolino Chiaretto Spumante: il Grana Riserva 27 mesi, frutto di una lunga affinatura che lo rende un prodotto d’eccellenza adatto a dei veri intenditori.


“Sarà una maniera gioiosa e piacevole – dicono all’unisono il presidente della De Gustibus, Giorgio Sala, e dell’associazione albergatori Aba, Enrico Padovani – per presentare ai nostri ospiti il meglio dell’enogastronomia del nostro territorio”. Un evento all’insegna del Bardolino lifestyle che coinvolgerà più di mille persone.



L’Associazione Città del Vino condivide le preoccupazioni sulla coltivazione e l’impiego degli organismi geneticamente modificati espresse dalla

Task Force per un Italia libera da OGM



Obsoleti, pericolosi per salute e ambiente e dannosi per la nostra economia: ancora una volta ribadisce la propria contrarietà alla coltivazione e all’impiego degli organismi geneticamente modificati il nutrito fronte degli agricoltori, delle forze ambientaliste, dei consumatori, della cooperazione e della distribuzione che nel 2007 hanno messo insieme la Task Force della Coalizione Italia Europa Liberi da OGM. Il convegno scientifico organizzato a Roma sul tema “Agricoltura e biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata” è stata l’occasione per ribadire le preoccupazioni già più volte espresse dalla Task Force, di cui fa parte anche Città del Vino. A sostegno dei dubbi e delle forti preoccupazioni le relazioni sui risultati del lavoro di ricerca e sperimentazione svolto negli ultimi anni in alcune università italiane si sono alternate ai contributi dei componenti dell’intergruppo parlamentare, della Coldiretti e delle Acli.


L’elemento forse più inquietante emerso dagli interventi è la scarsa informazione che viene lasciata circolare sugli sviluppi del lavoro scientifico di rilievo internazionale che ha evidenziato le conseguenze dell’introduzione dei prodotti transgenici sotto i diversi punti di vista: medico, nutrizionale, economico, agricolo ed ecologico. Secondo i recenti studi condotti dal premio Nobel per la medicina Luc Muntagner, tra l’altro, è possibile ottenere i risultati e le innovazioni desiderate grazie ai trattamenti elettromagnetici, che non si trasmettono geneticamente e non alterano gli ecosistemi. Il recente orientamento della Commissione Ue teso a riconoscere  ai singoli Stati membri la libertà di praticare o meno le coltivazioni geneticamente modificate sui propri territori autorizzerebbe di fatto quella coesistenza tra coltivazioni OGM e non OGM, che porterebbe le prime ad inquinare irreversibilmente le seconde con gravi conseguenze, oltre che sul piano della salute, su quello dell’agribusiness e della qualità della produzione agroalimentare italiana. Solo una proroga della moratoria sulla coltivazione di OGM in Europa permetterebbe di approfondire e divulgare maggiormente la ricerca sia sui danni già  conosciuti - alterazioni nella qualità e nel valore nutrizionale dei cibi, resistenza agli antibiotici, tossicità, allergenicità, creazione di nuovi virus, aumento dell’agricoltura industrializzata a scapito della piccola agricoltura di qualità, perdita della biodiversità naturale vegetale e animale, alterazione della biodiversità delle popolazioni umane - sia sugli effetti imprevedibili derivanti non tanto dall’interessamento di un singolo comparto quanto dalla perturbazione dei sistemi nel loro complesso.


Le Cdv condividono l’allarme, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Friuli, dove la magistratura ha sequestrato campi che si pensa siano stati seminati con mais transgenico, e invitano i Comuni a compiere un gesto concreto aderendo al Progetto Comune OGM FREE. Nata nel 2004 in accordo con Legambiente, l’iniziativa ha raccolto il consenso di numerose amministrazioni locali che si sono dichiarate non contaminate né contaminabili da organismi geneticamente modificati.

”Essere contro gli OGM non significa essere contro la ricerca e l’innovazione tecnologica” - puntualizza Paolo Benvenuti, Direttore dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino - “Significa contrastare una certa idea di agricoltura e di utilizzo dell’ambiente, che danneggerebbe enormemente la qualità della vita, dei paesaggi e delle produzioni tipiche che sono espressione della cultura materiale dei  territori. E’ proprio la tutela di questa ricchezza il vero fattore di modernità, che ci può permettere di migliorare il sistema produttivo e sostenere la sfida della competizione economica. Anche se in Italia il problema della coltivazione non sembra profilarsi in maniera concreta, non vanno sottovalutati i problemi di “coesistenza” nelle filiere agroindustriali che potrebbero derivare dall’utilizzo negli allevamenti zootecnici di mangimi provenienti da Paesi produttori di OGM. Il rischio è che il mais e la soia trasgenici con cui vengono alimentati gli animali contaminino sia i prodotti che se ne ricavano (latte e derivati, carne e uova) sia l’ambiente, attraverso i liquami che verrebbero dispersi nei campi e nei sistemi di irrigazione”.




La Lombardia capitale del Vino: i Corsi Onav

Onav Lombardia: ai nastri di partenza il nuovo calendario autunnale per gli appassionati del vino I corsi di degustazione diventano  vere e proprie lezioni di educazione al consumo consapevole, rivolto soprattutto ai giovani.


Da anni è il punto di riferimento nella diffusione della cultura del vino tra gli appassionati, e dalla fine del 2009, con la presidenza di Giorgio Calabrese, noto nutrizionista, questo ruolo si è arricchito anche di un nuovo impegno. Portare un fondamento scientifico nel consumo moderato di vino, perfettamente compatibile con uno stile di vita salutare. Onav Lombardia riparte con i corsi di degustazione da settembre con una marcia in più, un messaggio arricchito di valenze salutistiche.

 

Onav Lombardia è la delegazione regionale più forte all’interno dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino. La scorsa stagione si è conclusa con un tutto esaurito negli oltre 400 appuntamenti regionali in tutte le province. I corsi sono aperti a tutti, in particolare ai giovani, il target che più necessita di apprendere la cultura del bere.  Per questo sono state create le sezioni speciali come Onav Junior, per gli iscritti appena maggiorenni che per la prima volta si avvicinano al vino. A questo si affiancano i corsi per non vedenti, organizzati su richiesta, per permettere anche ai meno fortunati di accedere al mondo del vino.


Per chi ha già concluso i corsi, si apre invece l’opportunità di partecipare a “Radici del vino”, quattro giornate in vigneto e quattro in cantina per mettere in pratica quanto appreso nelle 18 lezioni del corso.

Ma c’è di più, come racconta Simonetta Carminati, delegato regionale, Onav ha un ruolo fondamentale anche nella difesa del patrimonio enologico della Lombardia.

E’ stato infatti uno dei principali fautori dell’ottenimento della DOCG per il Moscato di Scanzo, vino raro e prezioso prodotto nel bergamasco, uno dei pochissimi vini passiti rossi.  “Onav non ha solo un ruolo di promozione della cultura del vino ma anche nella difesa di questo prodotto straordinario. Oltre ad esserci battuti per il riconoscimento di un vino storico, il Moscato di Scanzo, a Docg, ovvero il massimo livello qualitativo per i vini italiani, abbiamo promosso la creazione del progetto Vitigni Storici, dove avviene la classificazione e la diffusione della conoscenza dei vitigni antichi rivolta al grande pubblico. “

 

Diventare assaggiatore Onav è facile. Tutti gli interessati possono accedere ai corsi organizzati nella propria città. La quota di partecipazione comprende 18 lezioni, il testo didattico, una valigetta con 6 bicchieri ISO da degustazione e l’iscrizione all’Associazione per due anni. Al termine del corso, dopo un esame finale, viene rilasciata la “Patente di Assaggiatore” riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che permette l'iscrizione nell'albo nazionale degli Assaggiatori. L’Onav è infatti un’associazione legalmente riconosciuta.

 

Ecco le date di partenza dei corsi Onav città per città:

27.09 Como

27.09 Varese

28.09 Monza 

30.09 Mantova

01.10 Sondrio

04.10 Milano

05.10 Lodi

05.10 Pavia  

21.10 Bergamo

18.11 Brescia

25.01 2011 Cremona

 

Responsabile  stampa e relazioni con il pubblico Onav Lombardia:

Cinzia Trulli  cinzia.trulli@gmail.com 334 6782041




Oro Vivo: la nuova bottiglia di Pasqua Vigneti e Cantine

 

Vecchie locande in cui il bere bene a buon prezzo era la regola principale; pareti e muri colorati da manifesti semplici ed essenziali tipici di quell’epoca; i mitici Fifties che invadono l’atmosfera veronese durante l’estate: un Amarcord di emozioni che finalmente sbarca e conquista anche il mondo del vino. E’ così che nasce Oro Vivo, un bianco frizzante creato da Pasqua Vigneti e Cantine per celebrare gli 85 anni dalla fondazione dell’azienda. Un’originale veste custodisce il nuovo nato dell’azienda vinicola veronese, un’etichetta spiccatamente anni ’50 e dal gusto retrò che ripropone una vecchia locandina della metà del secolo scorso, trasmettendo ai numerosi amanti del vino tutta l’esperienza e la tradizione che continua dal 1925.

 

Una veste inedita e innovativa, capace di stupire per i suoi colori accesi e per la freschezza della sua immagine: il profilo di un sontuoso Bacco, circondato dai classici grappoli d’uva e da foglie di vite, sorseggia soddisfatto un calice di vino; in alto la scritta porpora del prodotto, Oro Vivo. Questa etichetta in puro stile anni ’50 è posta su una delicata e semplice bottiglia stile Renana, il cui vetro verde fa esaltare la scritta oro del marchio Pasqua. Un nome che trasmette i vivi e ricchi vigneti italiani, l’oro delle uve che producono un vino fresco e delicato, con note frizzanti adatte agli aperitivi e alle pause estive.

 

Le bollicine di un bianco piacevole e dissetante, un’etichetta retrò giovane e colorata, un vino adatto a giovani e famiglie da degustare in ogni momento della giornata: è questo Oro Vivo, una produzione rivolta al consumatore attento ed esigente, amante del sapore frizzante da gustare in compagnia per un aperitivo. E’ un vino con cui Pasqua Vigneti e Cantine vuole festeggiare e ringraziare l’alta fedeltà dei suoi più fedeli estimatori.

 

Oro Vivo è in vendita nella grande distribuzione al prezzo consigliato di € 2,00.



All’Expo 2010 di Shanghai si brinda con le eccellenze

della Tenuta del Buonamico


L’Esposizione del Shanghai Expo 2010 è l’opportunità concreta che l’Italia aspettava per una ulteriore e più profonda penetrazione nel mercato cinese.


Con questa premessa uno dei prodotti leader dell’export italiano – il vino – non poteva mancare questo appuntamento e tra i rappresentanti più autorevoli troviamo Tenuta del Buonamico con tre delle sue eccellenze: Montecarlo Doc Bianco 2008, Montecarlo Doc Rosso 2008 e il Toscana IGT Rosso Cercatoja 2006.


Inaugurato il 1° maggio ed aperto al pubblico fino al 31 ottobre 2010, l’Expo celebra la tradizione, la creatività e l’innovazione del settore vitivinicolo al Padiglione Italia, tra cui le etichette prodotte a Montecarlo dalla Famiglia Fontana, protagoniste delle degustazioni dei visitatori in arrivo da tutto il mondo (ne sono attesi oltre 70 milioni).


Un mercato interessante ed in piena espansione come quello cinese, oggi è al centro delle attenzioni di molti produttori italiani, in effetti i dati sul consumato e sui trend di acquisto sono straordinari: il numero dei consumatori cinesi di vino supera i 10 milioni e questa cifra tenderà ad aumentare. Proprio i vini esteri – e tra i primi quelli italiani - hanno conquistato l’80% del mercato del vino a Shanghai, città da sempre sensibile all’influenza di gusti e mode occidentali. Il consumatore tipo preferisce vini giovani ed invitanti, secondo i dati Ice, dal 2003 al 2008, le esportazioni italiane sono passate da 400.000 a 26 milioni di dollari.


La scommessa per Tenuta del Buonamico sarà quella di inserirsi in un mercato tutto da esplorare, con vini eccellenti come quelli portati all’Expo, esportando non solo i bouquet della Doc Montecarlo e del Toscana IGT ma anche la sua personale interpretazione di cultura dell’eccellenza.




Continua la crescita del Bardolino: +10% nei primi sei mesi del 2010

 

Nel primo semestre dell’anno sono state vendute quasi 13 milioni di bottiglie di Bardolino e più di 5 milioni e mezzo di Chiaretto. La denominazione cresce del 10% sul primo semestre del 2009 e del 5% sul semestre record del 2008, nonostante un calo della produzione.

 

Con quasi 18 milioni e mezzo di bottiglie vendute complessivamente nel primo semestre del 2010, il Bardolino e la sua versione rosata, il Chiaretto, segnano un nuovo brillante risultato: +10% rispetto ai primi sei mesi del 2009 e +5% nei confronti dello stesso periodo del 2008, quando la denominazione gardesana conobbe un record di vendite. “Si tratta di dati assolutamente positivi – sottolinea il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – anche alla luce del fatto che in entrambe le ultime due vendemmie abbiamo ridotto la produzione delle uve. Di fatto, con questi trend di mercato abbiamo potuto azzerare le giacenze, pur in un periodo di forti difficoltà dell’economia internazionale. Sia la critica che i consumatori stanno guardando con favore ai nostri vini, e questo anche grazie all’impegno produttivo di tutta la nostra filiera”.

Esaminando nel dettaglio l’andamento della denominazione rivierasca, si nota come il tradizionale Bardolino “in rosso” stia tenendo nel 2010 una media di imbottigliamenti attorno ai 2 milioni di bottiglie al mese, una dinamica che ha portato a segnare nei primi sei mesi dell’anno in corso un incremento di vendite del 15% rispetto allo stesso periodo del 2009, piazzando sul mercato qualcosa come 12,7 milioni di bottiglie.

 

Il Chiaretto, vino tipicamente legato ad un andamento più stagionale del mercato, ha visto una continua progressione degli imbottigliamenti, passando dal mezzo milione di pezzi di gennaio al milione di bottiglie circa di ciascuno dei mesi tra febbraio e maggio e poi al milione e mezzo di giugno. Complessivamente, la versione “in rosa” del Bardolino ha venduto nei primi sei mesi dell’anno 5,7 milioni di bottiglie, segnando un incremento su base annua del 2%, un dato che aumenta di significatività se si considera che nell’ultimo quadriennio il Chiaretto ha già messo a segno sviluppi nell’ordine del 60% (e questo senza andare a discapito del rosso: rispetto al 2006 il Bardolino cresce comunque dell’8%), ma soprattutto che le tendenze del primo mese estivo indicano un’accelerazione delle vendite: i pezzi piazzati nel solo mese di giugno del 2010 sono superiori addirittura del 22% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Guardando poi alla composizione delle vendite, nel primo semestre del 2010 il Chiaretto ha rappresentato il 31% del mercato della denominazione bardolinese.

 


Presentato a Firenze l’evento realizzato dal Comune di Firenze con il Comitato Wine Town Firenze 
F
irenze e Ais Toscana, re per un week end nella Wine Town

Attesissimo appuntamento di inizio autunno per gli enoappassionati che potranno degustare vini d’autore in un itinerario sensoriale disseminato negli angoli più suggestivi del capoluogo toscano


Firenze capitale del vino. Lo è da sempre, ma si prepara a esserlo in modo assai più vivace in occasione di WINE TOWN FIRENZE 2010, un incontro internazionale coi produttori del vino di grande qualità, un appuntamento che mira a diventare annuale, organizzato dal Comune di Firenze e dal Comitato Wine Town Firenze di cui fa parte anche l’ A.I.S. Associazione Italiana Sommelier Sezione Toscana.


L’evento, che si terrà nel capoluogo toscano dal 30 settembre al 3 ottobre, è stato presentato sabato mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vecchio.


Un partner insostituibile e fondamentale, l’AIS Toscana, perché proprio da questa provengono tutti i sommelier che saranno impegnati nelle innumerevoli degustazioni in programma tra piazze, monumenti, chiostri, logge, palazzi e giardini nel centro storico di Firenze. Numerose locations itineranti che per l‘occasione verranno denominate con nomi attinenti all’enologia, creando una collegamento continuo di interessanti avvenimenti, incontri, degustazioni esperimenti e workshop.

La nostra associazione è presente in questo Comitato- dichiara il Presidente di Ais Toscana Osvaldo Baroncellicon l’intento di promuovere e valorizzare il territorio ed i suoi prodotti. I nostri sommelier saranno i comunicatori del vino che si pongono da sempre tra il produttore ed il consumatore, in sinergia con le istituzioni e gli enti per offrire una immagine nuova ed accattivante della vitivinicoltura  made in Italy ”.
 

Le degustazioni saranno offerte dalle Cantine espositrici mediante l'utilizzo di una WineCard pre- caricata dai visitatori. Le WineCard sono delle tessere prepagate e ricaricabili da presentare nei chiostri dei Palazzi fiorentini indicati nella mappa dell’evento con le quali è possibile degustare i vini selezionati dalle prestigiose aziende vinicole presenti.La WineCard costa € 10,00 ed è caricata con 5 punti; da diritto all'acquisto di 1 bicchiere con sacchetta (1 punto) ed un numero di degustazioni di vino variabile a seconda del vino scelto. Ogni degustazione ha un “ costo” minimo di 1 punto. La WineCard GOLD costa € 30,00 ed oltre ai 5 punti per la degustazione da diritto ad alcuni servizi inclusi nel prezzo nei soli giorni dell'evento. Per i soci AIS sono previste degustazioni gratuite. Con la WineCard si potranno anche visitare i Musei comunali, prendere gli autobus di Firenze e utilizzare i parcheggi. Con indubbi vantaggi economici. La città fa’ SISTEMA.
Wine Town è solo il primo appuntamento nella città di Firenze, destinato a diventare una presenza fissa nel calendario degli eventi dedicato a chi ama il “Vino d'autore”, la sua conoscenza, la sua storia e le sue evoluzioni. Sommelier, acquirenti professionali, amatori e gourmet, connoisseurs,  giornalisti e turisti di tutto il mondo alla ricerca dell’arte di vivere italiana.


Il percorso di Wine Town si snoderà attraverso dieci tracce con altrettanti percorsi sensoriali dedicati ai “vini d‘autore“ suddivisi per tipologia. Ogni traccia è collegata ad un vitigno: Sangiovese, Aleatico, Ansonica, Cabernet, Vermentino, Vernaccia, Merlot, Sirah, Moscato e Chardonnay.

 

Piazza Pitti sarà la piazza internazionale che ospiterà le altre 8 Capitali del Vino (Bilbao, Bordeaux, Christchurch, Città del Capo, Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco), le produzioni, il vino, le informazioni sul loro territorio. 

Firenze, un calice per città. La migliore vetrina che il Vino italiano può presentare al mondo.





        Nuova sessione di laurea giovedì 22 luglio all’Università di Scienze Gastronomiche
                        Si laureano studenti della laurea magistrale e della triennale


Ultima sessione estiva di laurea presso l’ateneo pollentino,
giovedì 22 luglio: ragazzi da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e dalla Svizzera discuteranno le loro tesi a partire dalle 9.30, nell’Aula Magna di Cascina Albertina, sede dell’attività didattica dell’UNISG.

Aprirà la sessione
Matteo Massari, 26 anni da Reggio Emilia, studente della laurea magistrale di Promozione e Gestione del Patrimonio Gastronomico e Turistico, che discute la tesi “Slow Food ai tempi della crisi”, con il prof. Claudio Malagoli, docente di Economia dell’azienda agroalimentare e di Estimo.

Di seguito i triennalisti del
corso di laurea in Scienze Gastronomiche.
Elisa Pedrazzini, 25 anni da Locarno (Svizzera), presenta la tesi “Analisi economica della produzione di formaggio d’alpe Vallemaggia”, sempre con il prof. Claudio Malagoli.
Quindi
Mauro Avino, 41 anni da Castellammare di Stabia (Na), discute la tesi “Progettazione ristorativa: un approccio sistemico e relazionale al territorio”, con i prof. Antonio Montanari, docente di Sistemi di ristorazione e Nicola Perullo, docente di Estetica
Sara Maule, 22 anni da Sondrio presenta la tesi “La Nino Negri: una piccola azienda fronteggia il mercato oltremare”, con la prof.ssa Danielle Borra, docente di Marketing dei prodotti alimentari di qualità.
Enrico Safina, 25 anni da Firenze, discute la tesi “La celiachia e il marchio "Spiga Sbarrata": analisi di un mercato appena nato costantemente in crescita” con la prof.ssa Danielle Borra.
Infine,
Edoardo Moussanet, 24 anni da Ivrea (To), presenta “Tempi grassi e tempi magri. Il cibo rituale nel Carnevale di Ivrea” con il prof. Piercarlo Grimaldi, docente di Antropologia.

 


Il Salumificio Franchi rinnova il sito internet

Lo storico salumificio di Borgosesia, rinnova il sito web per spiegare qualità e tradizione dei salumi italiani


Lo storico salumificio Franchi, una firma d’eccellenza per la tradizione italiana dei salumi, presenta il suo nuovo sito internet, ricco di contenuti, immagini e curiosità.


Il nuovo sito web è stato pensato e realizzato per consentire un agevole ed immediato accesso e una semplice navigazione: grazie ad una struttura lineare ed intuitiva, testi completi e interessanti, animazioni dinamiche e accattivanti sarà un piacere scoprire la gamma di gustosi prodotti Franchi, le loro caratteristiche, le specialità locali, la storia dell’azienda e le curiosità del mondo dei salumi.


Un sito più user-friendly e dotato di tecnologia CMS (Content Management Syistem), che permetterà di avere contenuti sempre aggiornati e attuali.


L’obbiettivo del Salumificio Franchi non è solo di svelare le sue eccellenze e far conoscere la varietà, la storia e la qualità dei propri prodotti, ma anche avvicinare i consumatori ad alcune produzioni locali che regalano risultati d’eccellenza e sapori unici e che grazie all’impegno della famiglia Franchi sono disponibili in tutta Italia. Un esempio fra queste è lo Jambon de Bosses Dop prodotto nel comune Saint Rhémy en Bosses in Valle d’Aosta, l’ultimo centro abitato prima della frontiera svizzera. E’ un prodotto antico dal gusto unico e di carattere, un tesoro di nicchia che il Salumificio Franchi rende accessibile anche al grande pubblico, incrementandone la produzione e la notorietà.


Da quando nel 1924 il fondatore Francesco Franchi diede il via a questa azienda da sempre fedele alla sua tradizione famigliare, l’azienda ha continuato a crescere e ancora oggi, guidata dalla III generazione di famiglia, continua a guardare lontano.

Da piccola bottega artigiana, oggi il Salumificio Franchi dà lavoro a 130 persone impiegate nei quattro stabilimenti: oltre alla sede storica di Borgosesia, la famiglia ha acquisito negli ultimi vent'anni siti produttivi nelle migliori zone di produzione del Prosciutto Crudo Dop, a Langhirano (Parma) e San Daniele del Friuli, fino alla più recente di Saint-Rhémy-en-Bosses, in Val d'Aosta, per il recupero e la valorizzazione dei migliori salumi di montagna.


Uno strumento moderno e in continua evoluzione come il web, sarà un utile supporto al consumatore che desidera essere sempre informato sui prodotti che acquista per la propria sicurezza e per il piacere del gusto che solo l’attenzione alla qualità delle materie prime e ai processi di produzione può garantire. Un punto di contatto e scambio fra l’azienda e il consumatore finale che potrà conoscere a fondo tutte le squisite proposte del Salumificio Franchi, la sua storia, la sua tradizione e la sua crescita nel tempo.


Il nuovo sito Franchi è così ricco di immagini e informazioni che farà venire l’acquolina in bocca e mancherà solo il profumo delle loro gustose proposte!

Intanto, per soddisfare la vista, è consigliata una visita al sito www.salumifranchi.com


Le notizie della settimana 19 luglio 2010

 

Domani, Martedì 20 luglio dalle ore 10,00 a Roma in Piazza Montecitorio 

Quote latte: gli allevatori scendono in piazza

“Quote latte: intanto ridateci i soldi”

 

Migliaia di allevatori provenienti da tutte le Regioni scenderanno in Piazza a Roma davanti Montecitorio durante la discussione della manovra alla Camera dei deputati, insieme al presidente della Coldiretti  Sergio Marini.

 

La mobilitazione della piu’ grande organizzazione agricola italiana ed Europa è stata decisa dal Consiglio Nazionale della Coldiretti a partire da domani martedì 20 luglio alle ore 10,00 in piazza Montecitorio a Roma per chiedere chiarezza sulle quote latte.


“Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetti noi - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini -nell’annunciare la mobilitazione. Se gli accertamenti in corso sono cosi’ “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi”.

 

Se - conclude Marini - sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato.



Degustiviae a Sambuca di Sicilia, pubblico e produttori soddisfatti


Palermo, 19 luglio 2010. Si è chiusa con il concerto del gruppo Le Cozze, la prima edizione di “Degustiviae”, la due giorni dedicata a degustazioni di vino, produzioni di qualità e mondo dell’agricoltura che ruota intorno alla Statale 624 che collega Palermo con Sciacca.

In centinaia hanno preso parte Palazzo Panitteri, a Sambuca di Sicilia, sabato 17 e domenica 18, agli assaggi e alla tavola rotonda che ha avuto come protagonisti personaggi del mondo del vino (col presidente del Consorzio della Doc Monreale Mirella Tamburello), dell’informazione (con il giornalista enogastronomico Fabrizio Carrera) e del turismo (con il presidente dell’Associazione guide turistiche Anne Gabriella Von Gool).


“Sono stati molti i turisti a venirci a trovare in questi due giorni – dice Giuseppe Ferraro, presidente dell’associazione Enos, che organizzato la manifestazione –. Molti hanno apprezzato i vini e acquistato i prodotti e le eccellenze del territorio, ben rappresentato da aziende che hanno fatto dell’alta qualità il loro unico obiettivo”.


Cos’è Degustiviae. L’Associazione Enos, che per un decennio ha avvicinato l’enologia di qualità agli esperti e ai semplici curiosi, ha deciso di investire sul percorso inverso: portare chi ama le eccellenze enogastronomiche direttamente sulla Fondovalle 624, la Palermo-Sciacca, un territorio che rappresenta il 60% della produzione vitivinicola siciliana, su cui si affacciano decine di produttori, alcune delle più rinomate Doc della Sicilia (Monreale, Contessa Entellina, Menfi, Sciacca, Salaparuta), per non parlare della Strada del vino Terre Sicane.


Giuseppe Ferraro e Piero Buffa di Enos hanno proprio l'obiettivo di mettere in collegamento il mondo del vino di qualità con quella della cultura della Valle dello Jato attraverso la direttrice 624 che collega Palermo con Sciacca, attraversando la Valle dello Jato.

 

“Quello sulla Valle dello Jato e in particolare sulla Fondovalle 624 è un progetto che va avanti dal 2008 – spiega Piero Buffa, vicepresidente dell’associazione Enos -. Con ‘Degustiviae’ ci proponiamo l’obiettivo di una integrazione fra produzione di vino di qualità, visto che in quella zona si produce circa il 60% del vino siciliano, e mondo della cultura, dati i siti archeologici che insistono sul territorio. Lo scopo, insomma, è fare rete intercettando i circa 30 milioni di enoturisti europei”.



Edizione “da favola” per CocoFungo 2010 tra il

21 settembre e il 29 ottobre 2010

I sogni, le emozioni e i ricordi delle favole più belle rivivono grazie alla creatività degli chef CocoFungo e ai loro sette mestoli magici

 

Treviso, 15 luglio 2010 - Una 34esima edizione “da favola” per CocoFungo, la rassegna gastronomica organizzata dall’omonima Associazione e promossa dal Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana con il supporto della Provincia di Treviso e dell’Unascom/Confcommercio e in collaborazione con i giovani artisti dell’associazione 45°parallelo.

Saranno proprio le favole il tema dell’edizione 2010, cornice e ispirazione per l’ingrediente speciale della ricetta e per la scenografia delle serate proposte dai sette ristoranti della rassegna. Chiamati in causa con ironia e trasformati in protagonisti delle favole che hanno scelto di interpretare, i sette ristoratori svilupperanno le loro serate CocoFungo 2010 tra il 21 settembre e il 29 ottobre 2010.

Ad aprire la rassegna il tradizionale doppio appuntamento da Celeste di Venegazzù, il 21 e 22 settembre, che ospiterà “Biancaneve e i sette nani” e preparerà un piatto speciale dedicato alla mela. Seguirà il ristorante Alla Torre di San Zenone degli Ezzelini che il 1°ottobre rievocherà “Raperonzolo” e dedicherà un piatto del suo menu al carciofo, Barbesin di Castelfranco Veneto il 7 ottobre ci porterà in viaggio con “Alice nel paese delle meraviglie” ad assaporare specialità di gamberi e al Der Katzlmacher di Monaco di Baviera giungeranno l’11 ottobre “Hansel e Gretel” per una delizia al cioccolato. La rassegna continua dal 13 al 17 ottobre da Miron di Nervesa della Battaglia che seguirà le tracce di “Cappuccetto Rosso” esplorando le castagne, il 18 ottobre al Terme di Vittorio Veneto, con protagonista “Cenerentola”  e la sua zucca, per poi infine concludersi da Gigetto di Miane con “Giacomino e il fagiolo magico”.

 

Ad allietare la serata interverranno i giovani artisti emergenti della provincia di Treviso protagonisti di Gustarte, parentesi culturale ideata dall’arch. Maria Grazia Lizza e promossa dall’Associazione 45°parallelo, che racconteranno su tela le favole della rassegna in un connubio tra arte e cucina.

Fondata nel 1976, l’Associazione CocoFungo nasce da un’idea di Beppe Maffioli, uomo di grande cultura e infinito cuore, portabandiera della cultura gastronomica trevigiana (e non solo) assieme all’amico giornalista, appassionato “scienziato” della tavola, Fernando Raris. CocoFungo, simpatico gioco di parole tra il nome del fungo ovulo, detto “Coco”, e la contrazione della parola “Cuoco”, Il loro intento era quello di nobilitare il fungo, prodotto basilare per l’economia e la cucina rurale delle colline e delle Prealpi trevigiane, ponendolo al centro di una serie di serate organizzate nei migliori ristoranti della Marca Trevigiana. Grazie all'entusiasmo del ristretto gruppo di amici ristoratori che hanno creduto in questa iniziativa, questa avventura è divenuta il manifesto della grande gastronomia della Marca Trevigiana, che ha fatto riscoprire ed ha esaltato la versatilità, la varietà, ma soprattutto il grande e esclusivo gusto dei funghi della nostra terra.

 

CocoFungo ha precorso le tante rassegne gastronomiche a tema che si sono diffuse in tutta Italia, costituendo un vero e proprio primato nel panorama del turismo enogastronomico. La rassegna s'è imposta all'attenzione del pubblico nazionale e internazionale grazie ad una precisa e costante attenzione alla qualità e a una capacità di rinnovamento che ha stupito anche i palati più attenti e raffinati: una vera e propria tradizione in continua evoluzione, un appuntamento con il gusto che segnala sempre un maggior numero di adesioni anche da Oltralpe.

 

L’Associazione è costituita da sei ristoranti della provincia di Treviso: Alla Torre, Barbesin, Celeste, Gigetto, Miron e Terme, ai quali si è aggiunta dal 2008 l’Osteria Der Katzlmacher di Monaco di Baviera, impegnata nel promuovere la cucina italiana in terra tedesca.

 

 

È Enzo Righetti il vincitore della seconda edizione del trofeo

San Michele dedicato al Bardolino Chiaretto Spumante

Un inusuale gioco popolare ha visto cento commensali giudicare a Cavaion Veronese 17 etichette di Bardolino Chiaretto Spumante. “Una tipologia – dice il presidente del Consorzio del Bardolino – che sta conoscendo un crescente successo di pubblico e di critica”.


È andata ad Enzo Righetti la seconda edizione del Trofeo San Michele, un curioso “gioco enogastronomico” che il Comune di Cavaion Veronese ha voluto dedicare al Bardolino Chiaretto Spumante, un vino “in rosa” che, pur prodotto in un numero ancora abbastanza limitato di bottiglie, vede progressivamente crescere i produttori: a fronte dei soli 4 presenti cinque anni fa, oggi se ne annoverano una ventina, e per loro fioccano successi anche a livello internazionale.


Sono stati ben cento commensali a giudicare le diciassette etichette di Chiaretto Spumante in lizza in una cena-degustazione allestita nello storico edificio di Corte Torcolo, a Cavaion. Una selezione “popolare” per decretare chi, dopo l’azienda agricola Costadoro di Bardolino, vincitrice della passata prima edizione, potesse avere il diritto di conservare per un anno in cantina l’artistico trofeo realizzato in pietra, legno ed oro da due artisti cavaionesi: Adelino Rossi e Sebastiano Zanetti. "Un oggetto d'arte - raccontano i due scultori - che porta il nome di Sorgente, come omaggio a chi, nella lavorazione del proprio prodotto, tiene alti i valori di equilibrio, natura, condivisione".


Fra i selezionatori del vini in competizione anche il sindaco di Cavaion Veronese, Lorenzo Sartori, che ha sottolineato come il Chiaretto Spumante abbia “mosso i suoi primi passi venticinque anni fa proprio a Cavaion Veronese”.

A prevalere è stata l’azienda agricola intitolata ad Enzo Righetti, condotta dai figli Flavio, che si occupa prevalentemente della cantina, e Franco, impegnato soprattutto nel vigneto, affiancati dall’altro fratello, Roberto, che li assiste nelle questioni burocratico-amministrative. Una piccola realtà a conduzione familiare, con nove ettari di vigneto sulle colline moreniche di Cavaion Veronese, che si aggiudica il Trofeo San Michele con la sua prima produzione di Chiaretto Spumante in assoluto: un exploit considerevole. Ma che le “new entry” nel mondo del Chiaretto Spumante siano in grado di partire a razzo non è una novità: basti pensare che appena due mesi fa le sorelle Claudia e Giulia Benazzoli, alla loro prima esperienza produttiva, con le loro bollicine rosate bardolinesi si sono aggiudicate la medaglia d’oro al prestigioso Mondial du Rosé organizzato a Cannes, in Costa Azzurra, patria di grandi rosé, dall’associazione degli enologi francesi. Ben tre Chiaretti Spumante di recente hanno anche vinto il concorso Verona Wine Top indetto dalla camera di Commercio scaligera: sono quelli dei Fratelli Zeni di Bardolino e della Cantina Caorsa di Affi, oltre di nuovo a Benazzoli.


“La tipologia spumantizzata del Chiaretto – sottolinea il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – sta aprendo una nuova strada per il nostro territorio ed è confortante vedere come il pubblico e la critica ne stiano apprezzano la qualità. Il tutto mentre il tradizionale Chiaretto ‘fermo’ sta addirittura superando i due consecutivi record di vendite dell’ultimo biennio e il tipico Bardolino ‘in rosso’ sta pure crescendo a ritmi intorno al 10%”.



Al via il Tour 1000 bolle Valdo

si punta alla roulette per vincere il prestigio


Parte il 1000 Bolle Valdo, l'evento itinerante più "cool" dell'estate targato Valdo Spumanti, azienda di Valdobbiadene numero uno in Italia per la produzione di Prosecco e Spumante. 20 date per portare il binomio "glamour-perlage" nelle top location delle principali località turistiche di Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Nel road show la possibilità di sfidare la fortuna con il gioco della roulette per vincere l'esclusività della Linea Prestigio.


Valdobbiadene,  16 luglio 2010 – Musica, giochi, divertimento, premi ma soprattutto tante bollicine: sono questi gli ingredienti di 1000 bolle Valdo. Partito dall’esclusivo BBK Beach di Marina di Ravenna fino ad arrivare a OroSullaSpiaggia di Jesolo, l’evento itinerante più trendy dell’estate segnerà 20 tappe in tutto, in cui oltre a poter gustare il raffinato perlage di Linea Prestigio sarà possibile partecipare al gioco 1000 Bolle Valdo e vincere ogni sera 250 premi brandizzati Valdo Spumanti.


Location

Glamour, tendenza e divertimento ma soprattutto tanto gusto in 1000 bolle Valdo, una serie di appuntamenti unici, che si svolgeranno in 20 locali selezionati tra le mete più hot dell’estate, in cui lo stile unico di Valdo Spumanti con i suoi colori oro, nero e bianco del brand personalizzerà, in esclusiva per l’evento, le location che verranno allestite con tele quadro, cuscini, banco bar, maxi flute, tavolini e pouf cubo.


Il gioco

Un’esperienza inedita e vivace all’insegna delle bollicine di alta qualità e del divertimento in esclusiva. In occasione dell’evento, infatti, sarà possibile tentare la fortuna con l’elegante roulette oro-nero, creata ad hoc per Valdo Spumanti. Nel corso della serata, acquistando un flute della Linea Prestigio si riceverà una bolla Valdo che darà la possibilità di partecipare al gioco 1000 Bolle Valdo. Consegnando la bolla allo staff si avrà diritto ad un giro di roulette. Ogni sera sarà possibile vincere 250 gadgets brandizzati Valdo e, per i più fortunati, il 2night Pass, un buono cena per 2 persone da consumare all’interno dei locali selezionati Valdo.


I prodotti

Le serate 1000 Bolle Valdo sono firmate dall’esclusività della Linea Prestigio di Valdo Spumanti, una gamma di Spumanti, distribuita nella ristorazione di alto livello, unici per caratteristiche fisiche e di gusto, qualità e personalità, di cui fanno parte Valdo Numero 10, Cuvée di Boj, Cuvée Viviana Cartizze, Cuvée dei Dogi e Cuvée del Fondatore, che rappresentano la massima espressione della “Scuola spumanti Valdo” per rispondere alle esigenze della ristorazione qualificata.


“La presenza di Valdo Spumanti in location altamente glamour e di tendenza, è per noi – ha dichiarato Giovanni Negri, Trade Marketing Manager di Valdo Spumanti – una collocazione naturale. Il prestigio della tradizione delle nostre bollicine, infatti, si inserisce al meglio nell’aperitivo e in vari momenti di consumo all’interno di locali high livel e di tendenza”.


Versatili, eleganti e briose le bollicine stanno bene con tutto, ed è proprio per la completa versatilità di un prodotto come il Prosecco e per la raffinatezza del proprio perlage che Valdo Spumanti si inserisce nelle notti più glamour dell’estate, dall’aperitivo al cocktail del dopo cena, per momenti di vero “prestigio”.


Corporate background Valdo Spumanti

Valdo Spumanti nasce nel 1926 ed è oggi leader in Italia per la produzione di spumante. L’azienda, con headquarter a Valdobbiadene, vanta un organico di 50 dipendenti, una superficie industriale di 20 mila metri quadrati, 2 punti produttivi per vinificazione, imbottigliamento e logistica e una superficie controllata di vigneti “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg” di 155 ettari. Sono 8.2 milioni le bottiglie prodotte nel 2009, +7% rispetto al 2008, e il fatturato ha registrato un incremento del +8% con 32,5 milioni di euro, realizzato per il 70% in Italia e per il 30% all’estero.


Le notizie della settimana 13 luglio 2010


Al di fuori dei confini comunitari DOP e IGP non sono giuridicamente tutelate


Lotta alla frode alimentare, tolleranza zero

con chi danneggia il made in Italy


Azione congiunta di istituzioni, associazioni e Consorzi di Tutela per salvaguardare i prodotti a Denominazione di Origine o Indicazione Geografica Protetta da imitazioni e contraffazioni



Roma 15 luglio 2010. Una azione congiunta per salvaguardare il Made in Italy agroalimentare dalle condotte fraudolente di paesi terzi che imitando i nostri prodotti a Denominazione di Origine o Indicazione Geografica Protetta, cercano di farsi spazio sul mercato sfruttando la notorietà dell’originale. Questo l’obiettivo che le parti interessate - Ministero, Associazioni e Consorzi di tutela - si sono poste e hanno scelto di discutere insieme ieri a Roma, in occasione del convegno “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni” tenutosi presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

Un incontro fortemente voluto dai Consorzi per la Tutela dell’ Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e il Consorzio Aceto Balsamico di Modena ad un anno dal riconoscimento dell'IGP per la'Aceto Balsamico di Modena per fare il punto della situazione e riunire gli attori intorno a un tavolo per studiare una strategia condivisa di difesa del marchio, come testimonia il Presidente Cesare Mazzetti: “Per noi, essere il prodotto simbolo dell’Italian Food all’estero (75% della produzione esportata) significa anche esporsi maggiormente alle imitazioni, come confermano i dati che ci piazzano nelle prime posizioni tra i prodotti più “taroccati”, insieme al Parmigiano Reggiano, al Pecorino Romano e al Grana Padano. Per questo riteniamo fondamentale sviluppare una concreta attività di tutela sia per la nostra che per le altre denominazioni”.

Una panoramica a tutto tondo  che quantifica, con un’analisi attenta sotto il profilo economico, politico e giuridico, l’enorme giro d’affari che si sta venendo a creare intorno all’agropirateria.

Il lato economico della pirateria alimentare presenta numeri da capogiro, come ha illustrato e spiegato nel suo intervento
Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria alimentare di Nomisma.

Le DOP e IGP italiane rappresentano ben il 23% di tutte le denominazioni e indicazioni geografiche dell’Unione Europea e danno lavoro a oltre 80.000 imprese, che insieme producono un valore di 5,4 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi realizzato con le esportazioni. Proprio le esportazioni sono la croce e delizia del Made in Italy alimentare. Se dall’anno 2000 il valore delle esportazioni di DOP e IGP è infatti letteralmente raddoppiato, passando da 704 milioni di euro ai 1.390 del 2008 e, parallelamente è cresciuto anche il numero delle DOP e IGP, passando dai 108 del 2000 ai 175 del 2008 ai 206 del 2010, in maniera esponenziale e preoccupante è cresciuto anche il fenomeno della contraffazione: +950% il numero dei casi di contraffazione e +608% i prodotti sequestrati. Queste cifre, a causa della difficoltà di quantificare gli illeciti, sono pero’ insufficienti a rendere il quadro effettivo delle situazione, che è certamente molto peggiore ”.

Sulle iniziative che il Ministero ha intrapreso e ha intenzione di continuare a perseguire in direzione di una politica “protezionistica” delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche, è intervenuto Riccardo Deserti, della Direzione Generale Qualità e Tutela del consumatore del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

Il Mipaaf, per la sua parte, ha tra le priorità assolute di azione quella di sostenere la più completa tutela dei prodotti da ogni tipo di contraffazione o imitazione, che continua a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo e in maniera preoccupante, soprattutto su quei mercati dove i guadagni per i produttori sarebbero maggiori. La discrasia tra il nostro incessante lavoro e il perdurare dell’attività imitativa da parte di altri paesi, si giustifica con il fatto che la tutela dei prodotti da contraffazioni e imitazioni è attualmente limitata solo all’interno dei confini dell’Unione Europea. Al di fuori di tali confini, purtroppo, i prodotti agroalimentari italiani non godono di alcuna forma di protezione. Il Ministero si oppone e si opporrà sempre a tutto quello che può generare confusione nel consumatore e ci opporremo con altrettanta forza alla registrazione da parte di terzi di un marchio che evochi una nostra identità geografica specifica. Anche nel caso dell’aceto balsamico, Deserti ha affermato che verrà seguita la linea generale di ‘tolleranza zero’ che viene adottata per le altre grandi denominazioni: in particolare nei confronti dei produttori italiani, e di eventuali contraffattori europei, verranno perseguiti quei comportamenti che utilizzeranno la parola ‘balsamico’ per prodotti che non siano i tre aceti registrati come IGP e DOP.

Tesi rafforzata dalle parole del giurista Fausto Capelli, docente di Diritto Comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma.

Mentre in sede comunitaria si stava negoziando il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per l’Aceto Balsamico di Modena, il governo greco ha avviato una procedura che – senza l’opposizione del Governo Italiano e della Commissione Europea, finirebbe per vanificare tutti i vantaggi che i produttori italiani avrebbero diritto di ottenere con la registrazione dell’IGP e si andrebbe incontro, per la prima volta, a un caso di “italian sounding” regolamentato da un atto normativo nazionale autorizzato dall’Unione Europea. La Direttiva 98/34 CE di per sé, tenta però di escludere l’applicazione delle norme comunitarie in materia di libera circolazione delle merci al settore delle DOP e delle IGP ed evitare lo svilimento ad opera di un qualsiasi stato membro di una DOP o IGP di un dato paese. La complessità della questione “aceto balsamico” è data dal fatto che vi è un interesse da parte dei Paesi europei all’’utilizzo dei termini presi singolarmente, o, meglio all’accostamento dei due termini “aceto” e “balsamico”.Ma un apposito considerando, inserito nel testo del Regolamento IGP dell’Aceto Balsamico di Modena, sostiene che ciò possa essere fatto solo quando non costituisce una evocazione o una imitazione, generando quindi confusione nel consumatore: in pratica, quando non si riferisce a prodotti che abbiano aspetto e funzioni simili a quelle dei tre aceti balsamici DOP e IGP.  L’utilizzo congiunto di due termini, “aceto” e “balsamico” rientra tra le cosiddette denominazioni composte, la cui validità può essere valutata soltanto a discrezione di giudici nazionali. In favore delle tesi italiane, sta il fatto che mai, prima della richiesta di registrazione delle DOP e IGP per l’aceto balsamico, vi era una produzione di aceti con tale nome nei Paesi al di fuori dal’Italia.

Una lotta analoga, per il riconoscimento del diritto a sfruttare in via esclusiva la Denominazione e quindi a vietare qualsiasi riproduzione anche parziale del nome ed evitare l’Italian Sounding, è stata combattuta dal Parmigiano Reggiano, che di recente ha visto concludersi con successo il ricorso presentato alla Corte di Giustizia Europea contro la Germania.

In seguito all’uso illegittimo di una società tedesca del nome Parmesan, chiaramente evocativo del formaggio italiano Parmigiano Reggiano, abbiamo ricercato a livello comunitario una forma giuridica di tutela. Il cammino è stato lungo e difficile, ma il successo ottenuto continua a rinnovarsi, come nel recentissimo successo ottenuto in Germania nei confronti di un formaggio industriale denominato ‘Parmetta’ - ha spiegato il Presidente del Consorzio di Tutela Parmigiano Reggiano, Leo Bertozzi, intervenuto al convegno per testimoniare la propria esperienza - dimostra come una azione costante e determinata possa permettere di ottenere risultati concreti per tutelare i diritti degli attori della filiera produttiva, dando garanzia ai consumatori sulla vera origine del prodotto ed impedendo ogni sfruttamento della reputazione della Denominazione d’Origine da parte di terzi. In un contesto globalizzato, la protezione della Denominazione d’Origine è l’elemento basilare che permette di operare una competitività su basi eque. E ciò non può prescindere da uno specifico quadro normativo che garantisca una protezione leale in ogni ambito territoriale”.

 


Pane, Prosciutto e Fantasia 

Il 17 e 18 Luglio 2010 a Preci (PG) si festeggiano il prosciutto e gli antichi mestieri

Si rinnova anche quest’anno a Preci, in Umbria, il tradizionale appuntamento con la manifestazione Pane, Prosciutto e Fantasia, giunta alla sua decima edizione.

L’evento, organizzato dal Comune del borgo perugino, è dedicato ai prodotti del territorio e in particolare al prosciutto I.G.P. di Norcia.

L’iniziativa abbraccerà il weekend del 16 e 17 luglio, per due giorni interamente dedicati alla scoperta delle eccellenze locali. Il clou dell’evento sarà anche quest’anno la Notte Bianca del Gusto, con musica e artisti di strada nelle piazze principali e degustazioni e monumenti aperti fino alle 2.00 di notte.

Diversi gli appuntamenti pensati per promuovere le bellezze che caratterizzano Preci e il territorio circostante: dalla passeggiata a dorso d’asino alle visite guidate all’antico Museo della Chirurgia e all’Abbazia di Sant’Eutizio.

Accanto al prosciutto, si potranno degustare tutti i prodotti tipici locali, dalle norcinerie al farro di Monteleone, dalle lenticchie di Castelluccio I.G.P. al miele, dai formaggi alla trota, dallo zafferano ai biscotti, dai vini all’olio e ai tartufi.

Anche quest’anno sarà presente all’interno della manifestazione una mostra-mercato di prodotti tipici ospitata nelle cantine del centro storico.

Altro importante appuntamento della manifestazione è la Rievocazione degli antichi mestieri. Nelle cantine sarà possibile vedere all’opera come un tempo il fornaio, il norcino, il pastore,  il contadino, il ceramista, la tessitrice, la ricamatrice e il canestraio.

Novità assoluta di quest’anno è il Matrimonio del Gusto tra il Prosciutto di Norcia IGP e l’Asiago DOP, un momento educational durante il quale due esperti dei due sapori principi della manifestazione ne illustreranno i possibili abbinamenti. L’appuntamento, al quale presenzieranno il Presidente del Consorzio del Prosciutto di Norcia IGP e il Presidente dell’Asiago DOP, sarà l’occasione per degustare i due prodotti e le combinazioni suggerite dagli esperti del gusto.



Per i più piccoli saranno organizzati appositi momenti ricreativi, dalla La fattoria dei bambini alla Strega delle Erbe. I bambini potranno “giocare” e imparare a preparare il pane e le salsicce. 

Per ulteriori informazioni sul programma e sulle iniziative si può visitare i siti www.paneprosciuttoefantasia.com, www.mulinodipreci.it, o in alternativa contattare la Segreteria Organizzativa del Comune di Preci al seguente numero 0743.99161.

 


Wine Town Firenze dal 30 settembre al 3 ottobre


Firenze 19 luglio 2010. Si svolgerà a Firenze dal 30 settembre al 3 ottobre la prima edizione di Wine Town Firenze, http://www.winetownflorence.com/l'incontro Internazionale con i Produttori del Vino di qualità.
Firenze è infatti riconosciuta come una delle nove capitali del mondo del vino.


È un grande evento promosso dal Comune e dal Comitato Wine Town Firenze, che ne cura anche l'organizzazione, con la consulenza dell’A.I.S. Associazione Italiana Sommelier e dell' A.D.S.I. Associazione Dimore Storiche Italiane.


Un evento innovativo che diventerà un appuntamento annuale permanente.
Si rivolge a chi ama il “Vino d'autore”, la sua conoscenza, la sua storia e le sue evoluzioni; ai sommelier, agli acquirenti professionali, ai connaisseurs ed ai giornalisti, ai turisti di tutto il mondo alla ricerca dell’arte di vivere italiana, ma soprattutto alla gente ed ai Fiorentini.
"
Firenze così non l'hai mai vista!" è lo slogan della manifestazione.




Nasce a Firenze una società privata per il sostegno delle attività

del vino Chianti “Progetto Chianti srl”

per lo sviluppo delle attività delle aziende associate al Consorzio Vino Chianti


Firenze, 7 luglio 2010. In Toscana nasce una società partecipata da Fidi Toscana SpA e dal Consorzio vino Chianti.

La Progetto Chianti srl, ponendosi come punto di incontro fra produttori ed operatori di filiera nella produzione di maggior pregio nell’ambito della denominazione, si occuperà principalmente della produzione e, soprattutto, del miglioramento qualitativo e distributivo del vino Chianti docg.

Fidi Toscana darà il necessario supporto per il buon esito dell’iniziativa il cui fine, tra l’altro, è di fornire supporto alla razionalizzazione del settore e delle singole imprese consorziate. Si preoccuperà inoltre di rafforzare il legame tra le aziende della filiera viti-vinicola del Consorzio Chianti e favorire così i processi di aggregazione e di rafforzamento patrimoniale e finanziario delle imprese del settore.

Alla società Progetto Chianti si assoceranno inoltre aziende produttrici e distributrici del territorio.


A tal fine la società potrà:

  • fornire assistenza tecnica ed amministrativa ai propri soci tramite la predisposizione di prodotti finanziari e/o finanziamenti bancari a copertura anche dello stoccaggio eventuale del prodotto;
  • predisporre disciplinari per la definizione di standard qualitativi di eccellenza;
  • emanare regolamenti produttivi ed eventualmente contraddistinguere le produzioni attraverso l’uso di marchi e/o altri segni distintivi;
  • intervenire presso le aziende associate per fornire servizi di supervisione e controllo di tutte le fasi tecnico produttive;
  • controllare e quindi fare certificare le produzioni degli associati;
  • promuovere poi l’offerta di vino sfuso certificato in accordo fra aziende produttrici e distributrici, ed agevolare anche lo stoccaggio del prodotto ed il suo finanziamento;
  • regolare l’immissione sul mercato del prodotto attraverso gli associati distributori;
  • la società potrà inoltre svolgere studi e ricerche nel campo della produzione vitivinicola e della distribuzione;
  • utilizzare marchi, segni distintivi propri od i terzi;
  • ricevere contributi e finanziamenti da soggetti ed enti;
  • svolgere attività di pubblicità e promozione;
  • fornire servizi attinenti allo scopo sociale sia ai propri associati che a terzi;
  • stipulare accordi, convenzioni, protocolli con società, persone od enti di qualsiasi natura, sia pubblici che privati.


Le aziende produttrici associate si impegneranno a:

rispettare i disciplinari di produzione approvati dal Consiglio di amministrazione; rispettare il prezzo di vendita nei confronti dei soci distributori, determinato annualmente dal comitato di gestione del prodotto; rendere disponibile per i soci distributori un determinato quantitativo di prodotto, stabilito annualmente dal comitato di gestione del prodotto; rispettare i termini stabiliti dal comitato di gestione del prodotto per la messa a disposizione della produzione; consentire l’accesso presso le aziende per i controlli e le verifiche finalizzate alla certificazione del prodotto; rispettare le decisioni del comitato tecnico per quanto riguarda la rispondenza del prodotto ai disciplinari; rispettare i regolamenti societari per l’uso dei marchi, denominazione ed altri segni distintivi del prodotto.


Le aziende distributrici associate si impegneranno a: acquistare dai soci produttori un determinato quantitativo di prodotto, stabilito annualmente dal comitato di gestione; rispettare il prezzo di acquisto nei confronti dei soci produttori determinato pure annualmente dal comitato di gestione; rispettare i regolamenti societari per l’uso dei marchi, denominazione ed altri segni distintivi del prodotto.

Un primo processo di aggregazione in Toscana ed un progetto trainer per l’intera produzione qualificata di Chianti.

 

Di vino in vino nelle Marche 

A Offida dal 3 al 5 settembre si svolgera’ la 19sima edizione della piu’ importante rassegna enologica regionale

 

Da sempre Offida, nelle Marche, è sinonimo di vino. Non a caso, l’ultima DOC nata nella regione è denominata proprio Offida.

 

La bella cittadina Picena, ricca di tesori artistici e architettonici, patria del merletto a tombolo, è, infatti, al centro di una delle aree marchigiane più vocate sotto il profilo enologico.  Ed è qui, tra verdi colline percorse da ulivi e vigneti, che si svolgerà,  dal 3 al 5 settembre prossimo, la rassegna Di Vino in Vino ospitata all’interno del trecentesco Chiostro di San Francesco, sede dell’Enoteca Regionale di Offida.

A promuovere la manifestazione –che nell’ultima edizione ha registrato oltre 20mila presenze- è Vinea, consorzio che raggruppa circa 900 produttori agricoli del Piceno, dalle cui cantine esce circa il 60% della produzione complessiva di vino, pari a circa 390mila ettolitri. In occasione della diciannovesima edizione, quest’anno, entra però nell’organizzazione anche il Consorzio di Tutela dei Vini Piceni, a conferma di una rafforzata e convinta politica di valorizzazione del vino locale.

Tre giorni di presentazioni, degustazioni, laboratori del Gusto, su prenotazione, dedicati principalmente al vino marchigiano. Un’occasione imperdibile per degustare le doc regionali, ma anche numerosi vini ottenuti da vitigni autoctoni quali Pecorino e Passerina, sui quali negli ultimi anni si è concentrata l’attenzione di numerosi giovani produttori locali o quelli prodotti da uve Montepulciano, il cui utilizzo in purezza sta dando grandi soddisfazioni alle aziende del Piceno.

Ma Di Vino in Vino, negli anni, è diventata un’ illustre vetrina anche per tutte le produzioni tipiche di eccellenza del territorio Piceno, grazie alla collaborazione di Slow Food Condotta del Piceno.

Di Vino in Vino è promossa da Vinea, Consorzio di Tutela dei Vini Piceni, Comune di Offida, Regione Marche, in collaborazione Slow Food Condotta del Piceno e la delegazione Ais di Ascoli Piceno.

 

 

Giu’ le mani dal made in Italy”, il ministro Galan difende l’Aceto Balsamico:

battaglia che ci accomuna

Ministero, Associazioni e Consorzi di tutela raccolti attorno a un tavolo per elaborare strategie difensive per l’Italian Food


Roma 14 luglio 2010. Combattere è la parola d’ordine per salvaguardare le sorti dei prodotti Made in Italy. Si può riassumere così, in una parola il monito che il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo Galan ha lanciato in una nota inviata ai produttori di aceto balsamico e ai rappresentanti dei consorzi che sono intervenuti al convegno “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni” tenutosi presso il Mipaaf.

 

“Il convegno da Voi organizzato ha il grande merito di portare l’attenzione su uno dei più grossi problemi dell’agricoltura italiana: la contraffazione alimentare - dichiara Giancarlo Galan. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp sono dei prodotti di eccellenza del nostro made in Italy, che si stanno affermando sempre più sui mercati internazionali. Ritengo quindi un’urgenza prioritaria combattere falsificazioni e frodi agroalimentari, per tutelare la qualità e l’unicità del nostro patrimonio alimentare, che sono un segno distintivo del nostro made in Italy. È una battaglia che ci accomuna - afferma il Ministro - voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso lavoro che i Consorzi di Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è che questa collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.

 

Le priorità che si leggono nelle parole del Ministro coincidono con la richiesta di una azione concertata, da parte dei Consorzi di Tutela delle DOP Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e dell’IGP Aceto Balsamico di Modena, che vada nella direzione di una maggiore attenzione al rispetto del consueto uso delle denominazione, e alla repressione di ogni tentativo di imitazione.

 

“L’Aceto Balsamico di Modena, con un volume di produzione che si aggira sul centinaio di milioni di litri, è senz’altro uno dei prodotti agroalimentari tipici italiani che riscuote maggior interesse sui mercati internazionali - ha esordito il Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti – e di questo successo certamente una gran parte del merito va al conseguimento della IGP, a pieno regime dallo scorso aprile. Negli ultimi anni, però, nonostante un incremento dei volumi d’affari, l’Aceto Balsamico di Modena deve guardarsi da un nemico che va oltre la crisi economica, ovvero l’intensificazione di operazioni imitative e di contraffazione. Oggi il fenomeno assume dimensioni rilevanti solo nei Paesi terzi – prosegue - in particolare in USA anche se imitazioni sono stateriscontrate pure in Germania, Spagna, Grecia, e addirittura in Italia, ove è andato diffondendosi un prodotto chiamato semplicemente ‘balsamico’, con le stesse ingredientistiche e spesso in etichetta gli stessi claims che un consumatore vorrebbe vedere su una bottiglia di ABM (aggettivi qualificativi, anni, numeri, etc…) e che invece sono vietati per la IGP.  Per la salvaguardia del mercato e per uno sviluppo positivo ed equilibrato degli operatori, che hanno fatto del territorio e della qualità i punti forti della propria offerta, al punto da battersi per quindici anni per vedersi riconosciuta la registrazione IGP – termina Mazzetti - diventa indispensabile chiarire quali sono i legittimi limiti all’utilizzo smodato della parola ‘balsamico’, e quali siano gli strumenti per fare valere tali limiti su un mercato prima italiano, poi europeo, e infine mondiale”.

“L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un capolavoro che unisce storia e cultura di Modena e come tutti i capolavori è molto imitato – chiarisce Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena - ma il valore aggiunto è che lo si può trovare solo ed esclusivamente nella bottiglietta sferica disegnata da Giugiaro ed è un prodotto DOP. Pertanto tutti gli altri prodotti proposti sul mercato in confezione diversa non possono fregiarsi né del termine Aceto Balsamico Tradizionale di Modena né tantomeno della DOP”



“Goodwine” a Neviglie: Controlli di qualità sui vini. Ma chi deve farli?


Anche quest’anno è tornata puntuale il 9-10-11 luglio a Neviglie (Cuneo) “Goodwine”, la manifestazione tenuta a battesimo la prima volta nel 2004 in quest’angolo di Langhe che lega il suo nome ad un “rosso” di prestigio qual è il Barbaresco docg.

Per dare una dimensione non solo locale all’evento anche quest’anno la manifestazione aveva in programma l’accostamento dei vini albesi con altre realtà importanti ed “emergenti” del mondo. Barolo, barbera , dolcetto e Chardonnay, per citarne alcuni, sono così stati degustati la sera del 9 luglio nel corso della cena svoltasi sotto gli antichi ippocastani nella piazza centrale del paese confrontandoli con gli Shirah e i Cabernet del Sudafrica sotto la conduzione attenta dello “storico” enologo albese Armando Cordero mentre la sera dopo è toccato il confronto tra il Barbaresco docg e il “rosso” per eccellenza del Veneto che è l’Amarone. Molti i partecipanti ad entrambe le serate e ciò conferma – a parere del sindaco Roberto Sarotto – che “L’evento si è consolidato nel tempo ed è diventato un importante punto di riferimento per i buongustai e gli amanti del buon bere che hanno così occasione di conoscere il territorio”.


Già nelle precedenti edizioni “Goodwine” era uscita dai soliti appuntamenti incentrati su argomenti generici e di routine per puntare i riflettori su temi di attualità un po’ insoliti. Anni fa si discusse di un argomento ancora oggi considerato in parte tabù cioè come sono destinati a cambiare i nostri vini a fronte del cambiamento del clima mentre in questa edizione si è parlato del Piano dei controlli sui vini, quali criticità e quali vantaggi può avere. Come si saprà lo scorso anno la CEE nel varare le dop del vino ha dato disposizioni precise sulla certificazione di qualità dei vini. In Italia la nuova normativa ha sconvolto una situazione che vedeva le Camere di Commercio certificare, a tutti gli effetti, concedendo i bollini, la qualità dei vini i cui campioni che venivano e vengono tuttora presentati alle commissione di degustazione. Dallo scorso anno opera però anche Valoritalia alla quale spettano altri controlli in cantina per verificare l’effettiva qualità di tutto il vino, l’estensione dei vigneti ecc.


Ma la nuova normativa CEE – secondo molti produttori – ha scompigliato ulteriormente le carte perché Valoritalia sarebbe un nuovo ente che viene ad aggiungersi alla pletora di organismi di controllo di cui fanno parte consorzi di tutela, Asl, Regioni e province senza dimenticare che esistono anche Nas e Nucleo repressioni frodi con il risultato che, hanno esclamato concitati alcuni di essi durante il convegno, “Ci tocca pagare tutti per eseguire i controlli e ciò significa spendere più soldi quanto sarebbe logico”.

Il dibattito ha visto soprattutto un confronto serrato, non privo di spunti polemici, tra Ferruccio Dardanello presidente della Camera di Commercio di Cuneo ed Ezio Pellissetti, amministratore delegato di Valoritalia. Pellissetti ha rivendicato il ruolo centrale dell’agenzia sminuendo quello delle Camere di Commercio mentre Dardanello ha rimarcato il compito decisivo, nelle certificazioni di qualità, del suo ente. E, nel frattempo, al Tar , sono piovuti 79 ricorsi presentati dalle Camere di Commercio di tutta la penisola.

Nel corso degli altri interventi il sindaco Sarotto ha rimarcato che i controlli sono necessari ma occorre evitare “Eccessivi pesi burocratici” e dello stesso parere si è pronunciato Giovanni Negro, consigliere regionale e noto produttore di Monteu Roero, sostenendo che si deve decidere una volta per tutte chi deve fare i controlli senza che i viticoltori debbano affrontare spese eccessive tagliando anche fuori i “furbetti” che hanno un prodotto scadente che oscura l’immagine di chi , invece, lavora bene. Tendenzialmente da queste parti, come è sembrato di capire, le Camere di Commercio sono preferite dai produttori ma forse, alla fine, si troverà una soluzione di compromesso.


(LS)


I risi di Cascina Venerìa al Concorso di Cucina Gusti Negrini

Come ogni anno Negrini, l’importatore dei prodotti Saiagricola per la Spagna, organizza un viaggio gastronomico in Italia per i vincitori del Concorso di Cucina Gusti Negrini: uno degli eventi più importanti dell`anno.


Le tenute La Poderina e Fattoria del Cerro hanno ospitato i vincitori dell’edizione 2010 del Concorso di Cucina Gusti Negrini : Juanjo López- de la Bodeguita de en Frente (1 stella Michelin) e Matías Fernández del Ristorante Quinoa di Tarragona “scortati da Gaspar Rey di “Cocina Futuro”.

Un’occasione per approfondire la conoscenza dei prodotti Saiagricola proprio nella ricorrenza dei 30 anni dall’ottenimento della docg al Vino Nobile di Montepulciano, prodotto principe della tenuta Fattoria del Cerro e recente “Oscar del Vino” AIS-Bibenda come miglior Vino Rosso d’Italia.

 

Il 7 luglio, nel corso di una cena davvero speciale presso il relais “Villa Grazianella” (www.villagrazianella.it), le stelle spagnole hanno “affrontato” i risi di Cascina Venerìa, con ricette curate in collaborazione allo chef resident Patrizia Cipollari.

 

Un bell’esempio di come la qualità – scherza il direttore Guido Sodano – al pari dello sport, superi i confini geografici e culturali mettendo insieme convivio e lavoro”.

I piatti della serata: (Juanjo Lopez) Carnaroli Cascina Venerìa in risotto alla mediterranea, sfumato con Martini Dry e (Matías Fernández) arroz caldoso con Vialone Nano alle zucchine sfumato con il Vino Nobile della Fattoria del Cerro (in foto il direttore Sodano ne brandisce la bottiglia).

Un evento che è stato anche di buon auspicio per i “colori” spagnoli, visto il successo, proprio nel corso della serata, della nazionale di calcio iberica contro la Germania, prologo della vittoriosa finale contro l’Olanda.

www.saiagricola.it




Cous Cous Fest, dal 21 al 26 settembre la 13^edizione

 

Lo slogan di quest’anno “what a colorful world”


E’ all’insegna dello slogan “What a colorful world” la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale in programma a San Vito Lo Capo (Trapani) dal 21 al 26 settembre 2010.

L’evento, che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione, celebra un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture.

La manifestazione, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia Feedback e i main sponsor Banco di Sicilia Unicredit Group ed Electrolux Professional, si ispira ad un mondo pieno di colori, un “colorful world” dove convivono le differenze tra culture, popoli e tradizioni, lo spirito appunto della rassegna sanvitese che vede come protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione.

Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione Melaverde, al timone per il secondo anno consecutivo della giuria di giornalisti che valuterà i cous cous in gara, sarà affiancato quest’anno dalla conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi e dalla giornalista del Gambero Rosso Laura Ravaioli, esperta di food. 


Infoline: Ufficio turistico di San Vito lo Capo, tel. 0923 974300.


Maggiori informazioni sul sito www.couscousfest.it



Arte e cibo”: A Montepulciano una ‘filiera corta’ innovativa

 
Doriano Bui sarà il nuovo presidente della Strada del Vino Nobile: «Obiettivo sarà quello di coinvolgere gli associati per una promozione integrata dell’offerta di Montepulciano». Il progetto Arte e Cibo è in collaborazione con la Regione Toscana

 

Montepulciano, 13 luglio 2010. Si chiama “Arte e Cibo” ed è il nuovo progetto che la Strada del Vino Nobile porterà avanti nei prossimi mesi per sviluppare un concetto nuovo di “filiera corta” unendo il patrimonio culturale a quello enogastronomico di cui entrambi Montepulciano è ricca. L’iniziativa, promossa dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto “FILIERA CORTA - Rete regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani”, vede appunto la Strada del Vino Nobile operare per conto dell’ Amministrazione Comunale di Montepulciano per rendere operativo il progetto dedicato alla conoscenza ed all’incontro fra i due patrimoni.

 

Il progetto in particolare prevede l’allestimento nelle location individuate, (Ufficio Turistico e Museo), di uno spazio dedicato alla cultura e alla tradizione enogastronomia, con l’esposizione e/o vendita dei prodotti di qualità. Sarà realizzato in collaborazione con i produttori già associati alla Strada del Vino Nobile, ma aperto anche a tutti le imprese agricole presenti nel territorio che vorranno partecipare. Punti di riferimento fisso, come detto, saranno l’Ufficio informazioni della Strada del Vino Nobile e il Museo Civico – Pinacoteca Crociani, l’uno individuato come punto ad alta concentrazione turistica e attiguo al Centro Espositivo Le Logge della Mercanzia sede di esposizioni d’arte periodiche, l’altro noto per la pregevole Pinacoteca Crociani, la collezione di Terracotte Robbiane e le Sezioni “poliziana” e “archeologica” e sede attuale della mostra I Mcchiaioli.

Subito da fare quindi per il nuovo consiglio di amministrazione della Strada del Vino Nobile, eletto di recente, che vede alla presidenza Doriano Bui. «Con questo progetto – spiega il neo presidente della Strada – vogliamo subito dimostrare l’importanza operativa della Strada e soprattutto rientra in quelle attività individuate dall’Amministrazione attraverso il Sistema Montepulciano, tese a promuovere il paese integrandone le ricchezze come l’arte e l’enogastronomia, con il Vino Nobile in testa». Il Consiglio è composto da altri 15 associati. Vicepresidente sono Simona Fabroni e Filippo Neri. Partecipa al consiglio anche la presidente uscente, Rosanna Turchi


Ed è proprio l’enogastronomia una delle maggiori risorse del borgo toscano: il turismo enogastronomico avrebbe portato a Montepulciano nel 2009, secondo i dati registrati dalla Strada del Vino Nobile, oltre 250mila enoturisti. Inoltre, Internet si conferma sempre di più il principale strumento di prenotazione per questa categoria di turisti, sempre secondo i rilevamenti della Strada del Vino Nobile c’è infatti chi sceglie di riservare posti e visite attraverso internet; il primo approdo è quindi il sito della Strada (www.stradavinonobile.it) che nel 2009 ha registrato oltre 90mila accessi. Successo anche per i pacchetti della Strada, come ad esempio quello dedicato alla visita ai luoghi del set di New Moon che in pochi mesi ha fatto registrare oltre 200 prenotazioni.


Degustiviae, due giorni di degustazioni

a Sambuca di Sicilia


Palermo, 13 luglio 2010. Due giorni di degustazioni, sedici aziende di vino, dodici produttori che rappresentano il mondo dell’agricoltura di qualità, incontri, tavole rotonde. Prende corpo Degustiviae il progetto dell’associazione Enos, che dieci anni fa ha creato il marchio Degustivina, la rassegna sul vino più longeva della Sicilia, e oggi porta avanti questo nuovo progetto.

E così sabato 17 e domenica 18 luglio, Palazzo Pannitteri, a Sambuca di Sicilia (Ag), sarà la sede della degustazione enogastronomica che permetterà un focus sul vino e sui prodotti agricoli della Fondovalle 624 Palermo-Sciacca.

Gli assaggi sono aperti al pubblico: biglietto di ingresso 5 euro che dà diritto alla possibilità alla degustazione libera di tutti i vini, ad un calice in omaggio e a quattro degustazioni di formaggio. Orari degustazioni: 17-23

La manifestazione, finanziata grazie ai fondi per la promozione dell’assessorato regionale Agricoltura e Foreste, è organizzata dall’Associazione Enos e dal Comune di Sambuca.


Cos’è Degustiviae. L’Associazione Enos, che per un decennio ha avvicinato l’enologia di qualità agli esperti e ai semplici curiosi, ha deciso di investire sul percorso inverso: portare chi ama le eccellenze enogastronomiche direttamente sulla Fondovalle 624, la Palermo-Sciacca, un territorio che rappresenta il 60% della produzione vitivinicola siciliana, su cui si affacciano decine di produttori, alcune delle più rinomate Doc della Sicilia (Monreale, Contessa Entellina, Menfi, Sciacca, Salaparuta), per non parlare della Strada del vino Terre Sicane.


Giuseppe Ferraro e Piero Buffa di Enos hanno proprio l'obiettivo di mettere in collegamento il mondo del vino di qualità con quella della cultura della Valle dello Jato attraverso la direttrice 624 che collega Palermo con Sciacca, attraversando la Valle dello Jato.

“Quello sulla Valle dello Jato e in particolare sulla Fondovalle 624 è un progetto che va avanti dal 2008 – spiega Piero Buffa, vicepresidente dell’associazione Enos -. Con ‘Degustiviae’ ci proponiamo l’obiettivo di una integrazione fra produzione di vino di qualità, visto che in quella zona si produce circa il 60% del vino siciliano, e mondo della cultura, dati i siti archeologici che insistono sul territorio. Lo scopo, insomma, è fare rete intercettando i circa 30 milioni di enoturisti europei”.

“Con Enos – dice Giuseppe Ferraro, presidente dell’associazione – abbiamo dato vita dieci anni fa a Degustivina, la più longeva manifestazione sul vino in Sicilia. Abbiamo creduto sin dall’inizio al binomio vino-cultura. Non è un caso che per il 17 e 18 luglio prossimi si sia deciso di realizzare un evento a Sambuca di Sicilia, ai piedi del sito di Monte Adranone, per dare la possibilità a chi verrà a visitarci di bere un buon bicchiere di vino e conoscere un posto in cui la cultura e di casa e troppo poco conosciuto”.

 

Programma

(si svolgerà interamente a Palazzo Pannitteri – Sambuca di Sicilia)

17 luglio:

17-23. Degustazione vini e prodotti agricoli del territorio

17. Tavola rotonda: “Enoturismo sulla SS 624... chimera o opportunità

Parteciperanno: Martino Maggio, sindaco di Sambuca di Sicilia; Alessandro Aricò, vicepresidente della Commissione Turismo all'Ars; Giuseppe Cassarà, vicepresidente nazionale di ConfTurismo; Gori Sparacino, direttore delle Strade del vino Terre Sicane; Leonardo Agueci, presidente dell'Istituto regionale della vite e del vino; Dario Cartabellotta; direttore dell'Istituto regionale della vite e del vino;

Modera: Fabrizio Carrera, direttore di www.cronachedigusto.it.


18 luglio:

17-23. Degustazione vini e prodotti agricoli del territorio

20.30. Concerto gratuito de Le Cozze nella piazza antistante a Palazzo Pannitteri.


Le notizie della settimana 13 luglio 2010

 

Convegno a Roma: Aceto Balsamico a rischio contraffazione.

A confronto ministero e Consorzi di tutela

L’impegno delle Istituzioni e dei consorzi verso una tolleranza zero delle frodi alimentari che danneggiano immagine e qualità del Made in Italy, in un convegno al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a Roma mercoledì 14 luglio


Agropirateria, ovvero quando la contraffazione del Made in Italy non è solo abbigliamento e accessori firmati. Su questo tema particolarmente attuale e delicato è in programma un convegno,
mercoledì 14 luglio alle 10.30 a Roma presso la Sala Cavour (Parlamentino) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal titolo “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni”, fortemente voluto e organizzato dai Consorzi di tutela dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP
e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Tali consorzi, in rappresentanza di oltre 300 produttori per le due DOP e circa 80 per l’IGP, hanno chiesto di poter fare - grazie al suddetto convegno - chiarezza una volta per tutte sulla qualità e sui disciplinari da rispettare per potersi fregiare di tali denominazioni, oltre a confrontarsi sulle azioni di tutela già intraprese o da intraprendere.

 

A circa un anno dalla registrazione dell’IGP Aceto Balsamico di Modena - commenta il presidente dell’omonimo consorzio Cesare Mazzetti in rappresentanza dei tre consorzi - abbiamo registrato un notevole incremento nell’interesse dei consumatori anche a livello internazionale, sia dell’Aceto Balsamico di Modena che delle due DOP Aceto Balscamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia. Purtroppo - continua - in parallelo, si sono registrati incrementi sia sul mercato estero che in quello interno, di prodotti imitativi che cercano di sfruttare l’immagine e il “sounding” per commercializzare condimenti alimentari che nulla hanno a che vedere con il “balsamico” se non l’assonanza con il nome. Il danno economico per il prodotto viene stimato in oltre 60 milioni di euro, rappresentanti il 25% della produzione totale. Per questo motivo - conclude Mazzetti - riteniamo sia di fondamentale importanza sviluppare una accurata attività di tutela che protegga queste denominazioni al pari di altre altrettanto famose dell’agroalimentare italiano”.


All‘incontro, moderato dal giornalista
Franco Poggianti e a cui è stato invitato anche 
il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, saranno presenti il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano Leo Bertozzi che porterà l’esperienza di alcune importanti azioni legali vinte dal Consorzio nella difesa del marchio Parmigiano Reggiano contro a recenti tentativi di imitazione, Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria alimentare di Nomisma che presenterà i dati relativi ai danni economici procurati dall’agropirateria soffermandosi in particolare sul caso del “balsamico”, Riccardo Deserti della direzione generale per lo sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del Mipaaf chiamato a intervenire sull’applicazione in Italia della normativa europea a tutela dei prodotti agroalimentari di qualità e Fausto Capelli, docente di diritto comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma che concentrerà l’intervento sulla tutela delle denominazioni composte come quella dell’aceto balsamico.



Al via i preparativi per la XIII edizione del Festival del Prosciutto di Parma

Parma e Provincia, dal 10 al 19 settembre 2010

 

Parma, 12 luglio 2010 - La Provincia e il Comune di Parma si apprestano a festeggiare il territorio del Re dei Prosciutti con una kermesse che – dal 10 al 19 settembre – coinvolgerà i comuni della zona di produzione del Prosciutto di Parma. Come sempre, il cuore della manifestazione sarà “Finestre Aperte”: le aziende produttrici si apriranno al consumatore offrendo la possibilità di assistere al ciclo di lavorazione e a degustazioni gratuite all’interno delle “Cattedrali” del Prosciutto di Parma.

 

Numerose le iniziative che animeranno le colline parmensi: visite al Museo del Prosciutto ubicato nello splendido ex Foro Boario di Langhirano, concerto di Cristiano De André (domenica 12 ore 21,00 in piazza Melli a Langhirano), laboratori di degustazione e lezioni sul vino in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Festival è un’occasione per visitare la Food Valley e i suoi tesori, non solo gastronomici.  Il Castello di Torrechiara, quello di Felino, la Badia Cavana di Lesignano, la Rocca di Sala Baganza e il Parco Regionale Boschi di Carrega sono solo alcune delle meraviglie del territorio da scoprire tra una degustazione di Prosciutto di Parma e di pani italiani e un assaggio dei vini dei colli parmensi.

 

Il Festival si concluderà con una grande festa in centro a Parma venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 settembre con stand per la degustazione allestiti nelle principali piazze della città (Piazza Garibaldi, Piazza della Steccata e via Garibaldi) e mostra mercato dei “tipici”. Sabato 18 settembre uno dei momenti più attesi di questa edizione del Festival: l’asta benefica che sarà battuta nella splendida cornice dei Portici del Grano in piazza Garibaldi.

I lotti saranno costituiti da una selezione accurata di esemplari di altissima qualità, scelti dagli esperti del Consorzio del Prosciutto di Parma in modo da poter rappresentare il meglio del dolce Re dei Prosciutti.

Per la prima volta il Festival è organizzato da Fiere di Parma che ha voluto dare un respiro internazionale alla kermesse, legandolo ad una delle manifestazioni più interessanti per gli amanti del turismo itinerante e allo stile di vita en plein air: il Salone del Camper (11-19 settembre Fiere di Parma).

 

Presso le Fiere di Parma sarà allestito un Festival Point dove i visitatori potranno ricevere tutte le informazioni sulle attività del Festival. Sarà attivo un servizio di navetta dalle Fiere di Parma ai 10 comuni della provincia di Parma dove si svolgeranno le attività della manifestazione.



Tutte le informazioni sono pubblicate nel sito www.festivaldelprosciuttodiparma.com



Nuovo riconoscimento dopo la vincita dell’Uovo d’oro alla Prova del Cuoco

 

Il Giardinetto di Cormòns (GO) premiato come “Ristorante Ideale 2009”

dai collezionisti dei piatti del Buon Ricordo

 

I Collezionisti dei Piatti del Buon Ricordo hanno scelto come “Ristorante Ideale 2009” il Giardinetto di Cormòns, in provincia di Gorizia. Il premio è stato conferito nel corso di una serata ospitata dalla Cantina Produttori di Cormòns, produttrice del Vino della Pace scelto per il suo forte valore simbolico per accompagnare gli Gnocchi con le Susine, pietanza della tradizione mitteleuropea scelta dal Giardinetto come suo piatto del Buon Ricordo.

Una conferma prestigiosa per il ristorante friulano e per l’intera famiglia Zoppolatti, che con lo chef Paolo ha inanellato quest’anno una serie di grandi successi e riconoscimenti, ad iniziare da quello – popolarissimo – sugli schermi televisivi di Rai Uno, ovvero il Torneo dell’Uovo d’Oro  all’interno della nota trasmissione La Prova del Cuoco, a cui Paolo partecipa fin dalla prima edizione: a consegnargli l’Uovo d’Oro era stato il famoso chef Gianfranco Vissani.

 

Sono felice - ha commentato Paolo Zoppolatti nel ricevere il riconoscimento da parte del presidente dei Collezionisti del Buon Ricordo Eugenio Manzato - soprattutto per la mia famiglia, che in questi ultimi dieci anni ha fatto dei grandissimi sacrifici per supportarmi e consentirmi di partecipare alla Prova del Cuoco. Sacrifici che sono diventati grandi soddisfazioni, come la vittoria nel trofeo dell’Uovo d’Oro ed il riconoscimento di “Ristorante Ideale” che ci viene consegnato in questa occasione dai Collezionisti del Buon Ricordo, un’associazione di cui ci onoriamo di fare parte, portabandiera della migliore e più autentica gastronomia regionale italiana”.

 

Dopo i premi, ad attendere il ristorante Al Giardinetto è un nuovo prestigioso appuntamento: è stato infatti fra i protagonisti della Crociera del Buon Ricordo nel fiordi norvegesi e nelle Repubbliche Baltiche a bordo della MSC Poesia, dove una rappresentanza di ristoratori del sodalizio ha proposto  ai croceristi in eleganti serate le proprie specialità del Buon Ricordo. Nel corso della navigazione Paolo Zoppolatti  assieme ad un altro grande chef dei Ristoranti del Buon Ricordo, Paolo Teverini, ha tenuto dei Corsi di Cucina per far conoscere al pubblico internazionale i valori della grande tradizione culinaria italiana.

 

Informazioni: Unione Ristoranti del Buon Ricordo

C.so Italia 10,  tel. 02 80582278, e-mail: info@buonricordo.com , www.buonricordo.com


Elisa Dal Bosco MANAGEMENT è lieta di annunciare il nuovo sito internet

www.elisadalbosco.com

 

Da oggi è online il nuovo sito internet www.elisadalbosco.com realizzato in 3 lingue, italiano inglese e russo, per offrire una maggiore accessibilità e disponibilità di informazioni per tutti gli interessati.



EDB MANAGEMENT è un team di professionisti votati ad un solo obiettivo: risultati concreti. La grande flessibilità del gruppo consente azioni di comunicazione e marketing incisive ed efficaci, basate su di una capillare ricerca ed analisi del mercato o settore di riferimento. Elisa Dal Bosco MANAGEMENT è un’azienda già conosciuta all’estero, soprattutto negli Stati Uniti ed in Russia, con la quale mantiene ottime relazioni sia con alcuni mercati di riferimento che con i media.

 

Il nuovo sito è stato completamente rinnovato dallo Studio PZ, con informazioni chiaramente strutturate per semplificare e rendere piacevole la navigazione. E’ stato arricchito con nuove immagini caratteristiche, comunicati stampa che sposano varie tematiche: turismo, servizi, aziende e  benessere, inoltre nella sezione dell’attualità si possono trovare sempre notizie nuove e coinvolgenti.

Il sito www.elisadalbosco.com è strutturato in 3 lingue: italiano, inglese e russo.

 

Elisa Dal Bosco MANAGEMENT offre un’ ampia gamma di servizi tra i quali: consulenza marketing strategico ed operativo, creazione ed invio press release, redazionali e cartelle stampa, promozione immagine aziendale/persona, inaugurazioni e sponsorizzazioni eventi /manifestazioni /mostre, gestione contatti con target di riferimento, opinion-leaders, enti /istituzioni, stampa specializzata, attività media on e off-line e molto altro che potete trovare direttamente sul sito www.elisadalbosco.com

Elisa Dal Bosco MANAGEMENT Communication & Pr, Sales&Marketing Turismo, Lusso, Moda, Eventi, Arte, Life Style, Musica




Just-Eat.it sbarca in Italia: ordinare cibo

a domicilio è da oggi più facile


Il leader europeo nelle ordinazioni on-line di cosegne a domicilio dai ristoranti approda nel nostro paese: www.Just-Eat.it, strumento ideale per scoprire dove ordinare pasti direttamente dalla propria casa o dal proprio ufficio, permette di scegliere tra oltre 2.000 ristoranti. Allora cosa aspetti? Order takeway: the smart way.


Torino, 8 luglio 2010 – “Non c’è uomo che non mangi e non beva; pochi, però, sono quelli che apprezzano il buon sapore”. Credete che quest’antica massima cinese sia in contrasto con la vita moderna, fatta di ritmi incalzanti, pause pranzo risicate e tempo che non basta mai?


Da oggi non è più così. Infatti, Just-Eat.it presenta in Italia la Guída Just-Eat, un nuovo servizio on-line per la ricerca di ristoranti che effettuano consegne a domicilio e takeaway. Grazie a questo nuovo servizio, sarà possibile, anche in Italia, scorprire via internet dove ordinare il proprio pasto a domicilio, comodamente seduti di fronte al proprio computer. Risparmiando tempo e gustando il proprio pasto dove si preverisce.


La finalità di Just-Eat.it è facilitare e sveltire le operazioni necessarie per ordinare un pasto da asporto. Il tutto tramite un unico strumento on-line, che permette di prescindere dagli strumenti tradizionali.


Just-Eat.it è, al momento, l’unico sito in Italia a fornire un servizio aggiornato di questo tipo. Sono oltre 2.000 i ristoranti convenzionati Just-Eat sul territorio italiano. Il sito offre inoltre un altro comodo servizio: la guida on-line mette a disposizione informazioni su offerta gastronomica, disponibilità del servizio di consegne a domicilio, cibo d'asporto, tipo di cucina, orari di ciascun ristorante. L’utente può inserire, per ciascun ristorante, il proprio commento/recensione. Inoltre, può aggiungere altri ristoranti all’elenco.


Just-Eat permette l'accesso on-line a un elenco di ristoranti nelle principali città italiane con tutte le informazioni necessarie sul tipo di cucina (pizza, sushi, cinese, indiana, fast food ecc...), indirizzo, numero di telefono e i servizi offerti (consegna a domicilio, takeaway...). Gli utenti di www.Just-Eat.it possono inoltre condividere le proprie opinioni sui ristoranti registrati al servizio e valutare i singoli ristoranti dando un voto da 1 a 10.


Facile da usare!

www.just-eat.it è un sito molto semplice da usare: è lo strumento per trovare il numero di telefono giusto per ordinare una pizza a domicilio o sushi a domicilio! Nella pagina principale gli utenti devono solo scegliere la città dove desiderano cercare i ristoranti ed eventualmente il tipo di cucina da abbinare alla ricerca.

I consumatori possono inoltre recensire i ristoranti che conoscono dando un punteggio agli stessi. È inoltre possibile iscriversi alla newsletter per tenersi informati sulle novità del sito: nuovi ristoranti, offerte eccetera.

Just-Eat

Just-Eat apre in Danimarca nel 2001 ed diventa velocemente il leader del settore. Nel 2006 la compagnia apre nel Regno Unito, mercato nel quale ottiene una crescita senza precedenti. Durante il 2008 Just-Eat lancia in Svezia, Irlanda e nel 2009 in Belgio, Canada e Norvegia.


Sempre nel 2009 il Gruppo Just-Eat riceve un investimento di 10,5 milioni di sterline (circa 12 milioni di euro) da Index Ventures (che aveva già partecipato a progetti come “Skype” e “Last.fm”) per accelerare ulteriormente la crescita dell’azienda.


A fine 2009, il Just-Eat Group operava in 8 paesi, offrendo acceso online a 8.000 ristoranti e processando più di 1,5 milioni di pasti a domicilio al mese attraverso i propri siti internazionali.

www.just-eat.it



On line il nuovo sito internet di Barone Ricasoli

con importanti innovazioni per rispondere in maniera ancora più

puntuale e tempestiva agli appassionati dei vini di Brolio

 

Brolio, 8 luglio 2010. E’ on line il nuovo sito internet di Barone Ricasoli, completamente rivisto sia nella parte concettuale che in quella grafica. La necessità di ripensare a fondo il sito internet dell’azienda di Francesco Ricasoli è nata dal fatto che Brolio - con le sue cantine, la sua enoteca, l’osteria e le visite al castello e alla Collezione Ricasoli – è diventata una realtà estremamente articolata e ricca di sfumature, tanto da poter essere fruita in maniera assai diversa a seconda degli interessi dei singoli visitatori. Un semplice aggiornamento del sito esistente non avrebbe dunque potuto comunicare la complessità dell’attuale offerta turistica del Castello di Brolio.

 

Per questo si è deciso di procedere alla realizzazione di un sito internet nuovo, che offre non pochi motivi di interesse anche da un punto di visto puramente innovativo. L’impostazione della home page non comporta particolari elementi di rottura con quella precedente, ma grazie al sottotitolo “I paesaggi del Chianti Classico” introduce immediatamente a quella complessità di cui si parlava sopra e alla particolare caratteristica dell’azienda che – grazie alla sua importante estensione – riassume in sé tutti i tratti più salienti dei panorami del Chianti Classico.


Le prime sezioni del sito sono quelle dedicate alla storia – riletta nei suoi momenti più salienti – e all’attualità, con ampi spazi dedicati alla ricerca e all’innovazione in vigna e in cantina che fanno parte di Brolio da sempre. Si passa quindi alla sezione riservata ai vini attualmente prodotti da Barone Ricasoli, e qui lo scarto rispetto al sito precedente diventa piuttosto marcato. Le schede tecniche sono state concepite in maniera molto chiara e sintetica, e già nella prima schermata vengono elencate informazioni importanti relative alla particolare etichetta presa in esame: descrizione del vino, zona di produzione, vitigni utilizzati, principali riconoscimenti italiani e internazionali. Con facilità e velocità si può poi passare da un’etichetta a un’altra, come pure da una vendemmia a un’altra del medesimo vino.

 

Segue poi la sezione riservata all’ospitalità, con pagine dedicate all’enoteca, all’osteria, alle visite al castello e ai pacchetti speciali che sono una delle novità di quest’anno. Fino a ottobre infatti è possibile (previa disponibilità) prenotare un pacchetto che prevede due notti all’Agresto - una splendida colonica del Settecento completamente ristrutturata e dotata anche di piscina -  pranzi e cene presso l’Osteria e le visite guidate in cantina e al castello. Da quest’anno poi Barone Ricasoli ha deciso di inserirsi anche nel settore dei meeting e degli incentives. A ottobre prossimo sarà infatti ultimata la splendida sala convegni realizzata all’interno della cantina e dotata di tutte le attrezzature necessarie al normale svolgimento di un meeting aziendale, di una sessione di team building o di un congresso. La sala ha una capacità di 100 persone.

Si arriva così alla sezione dedicata alla news, dove è possibile prendere visione e lettura di tutte le ultime novità relative all’azienda. Al suo interno si trova anche l’area stampa alla quale i giornalisti possono accedere per mezzo di un nome utente e di una password esattamente come già avveniva per il sito precedente.

 

L’ultima sezione è quella dedicata al wineclub, che esiste ormai da anni e che conta nel mondo qualche migliaio di appassionati e affezionati dei vini prodotti a Brolio. Anche per il wineclub c’è una importante novità che coincide con la messa on line del nuovo sito. Oltre al Club degli Amici Ricasoli che dà diritto ai soci a ricevere la newsletter, al 10% di sconto presso l’Osteria del Castello e sull’acquisto di vini on line, e a poter usufruire della disponibilità riservata sull’acquisto di annate di pregio, è stato inaugurato anche il Club 1141, che dà diritto a privilegi ancor più esclusivi. Per accedere al Club 1141 è necessario fare domanda di iscrizione e quindi pagare una quota annuale di 200 euro. Si può in tal modo usufruire del 20% di sconto all’Osteria e sugli acquisti di vino, della prenotazione riservata dei pacchetti turistici speciali che includono i pernottamenti all’Agresto, della disponibilità riservata per le annate di pregio e – per i soci italiani – della tessera annuale del Touring Club. Quest’ultimo privilegio dei soci del Club 1141 deriva da un accordo tra Barone Ricasoli e Touring Club che rivela l’attenzione con la quale il più grande sodalizio turistico italiano segue  l’impegno profuso dall’azienda nel campo dell’ospitalità in cantina.


Insomma, un nuovo sito che riflette il dinamismo di questa azienda che da secoli rappresenta il punto di riferimento per tutto il Chianti Classico e anche per buona parte della vitivinicoltura toscana.

 



Malenchini succede a Cantarelli alla guida

del Consorzio Agrario di Parma

 

Parma, 6 luglio 2010 – Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Agrario di Parma, nella sua prima seduta, ha eletto alla Presidenza dell’importante organo espressione del mondo agricolo di Parma Luigi Malenchini, già Vice presidente del CAP nella scorsa amministrazione.

 

Luigi Malenchini, 45 anni, sposato con due figli, succede a Fabio Massimo Cantarelli, alla guida del Consorzio Agrario. Laureato in agraria ed esperto imprenditore agricolo, Malenchini, sarà coadiuvato per i prossimi tre anni da due Vice presidenti, Paolo Bandini e Gianni Brusatassi, in rappresentanza rispettivamente dei più importanti comparti economici, lattiero caseario ed orticolo-industriale.

 

Con oggi – commenta Luigi Malenchini – noi tutti dobbiamo voltare pagina e porci come obiettivo unico il rilancio del nostro Consorzio nell’agricoltura parmense. Sono orgoglioso di presiedere questo Consiglio di amministrazione, non per aver vinto una battaglia politico-sindacale ma per avere la possibilità di mettere a disposizione, insieme a voi, le mie esperienze professionali in campo agricolo ed auspico che questo CdA diventi un “laboratorio di idee” e non sia utilizzato come terreno di scontro o luogo in cui si svolgano rese dei conti di qualsiasi genere. Io combatterò con tutte le mie forze contro le azioni strumentali volte alla delegittimazione di questo CdA in ragione del fatto che abbiamo la responsabilità di rilanciare l’azienda e salvaguardare il posto a 200 persone con le loro famiglie.”

 

Presidente: dott. Luigi Malenchini 

Vice presidenti: geom. Paolo Bandini e dott. Gianni Brusatassi 

Consiglieri: dott. Guido Baratta, dott. Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi, sig. Giuliano Borettini, geom. Luigi Comelli, rag. Angelo Corradi, rag.   Pier Giorgio Feci, sig. Greci Gian Carlo, p.i. Gianfranco Mantelli, p.i. Arnaldo Morsia, sig. Ezio Pederzani, p.a. Alessandro Rainieri, dott. Gian Carlo Ramella, dott. Gian Pietro Usberti e m.o Antonio Varoli

 

Comitato Esecutivo: dott. Luigi Malenchini, presidente; geom. Paolo Bandini e dott. Gianni Brusatassi, vice presidenti; dott. Guido Baratta, dott. Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi e rag. Angelo Corradi,consiglieri. 



Parmigiano-Reggiano in Riviera

per stupire con la cottura a fuoco

Un autentico spettacolo per turisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Degustazioni in abbinata con i vini.


Reggio Emilia, 7 luglio 2010. Per l’estate 2010, il Parmigiano-Reggiano si trasferisce al mare, sulla riviera adriatica. Anche quest’anno, infatti, il Consorzio del Parmigiano-Reggiano sarà presente a “È un mare di sapori”, la manifestazione che da luglio a settembre animerà la riviera romagnola con spettacoli, eventi, degustazioni di prodotti tipici della regione.

“Per il nostro prodotto – sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – si tratta di una vetrina particolarmente importante, soprattutto in considerazione del fatto che sulla riviera romagnola confluiscono sia turisti italiani che stranieri: abbiamo dunque modo di rafforzare, attraverso il contatto e l’informazione diretta rivolta ai consumatori, il valore di tutte le altre forme di comunicazione e di promozione in atto nel nostro Paese e sui mercati internazionali”.


E per catturare l’attenzione dei turisti non vi saranno solo degustazioni pressoché ovunque (ed in particolare nell’ambito di “Tramonto DiVino”, degustazione di vini emiliano romagnoli accompagnati da un assaggio di Parmigiano-Reggiano di diverse stagionature servito da esperti del Consorzio che illustreranno le proprietà organolettiche del prodotto), ma il Consorzio proporrà autentici spettacoli con “Fuoco al Mito”.


Si tratta di una serie di sei eventi caratterizzati dalla cottura con fuoco a legna del Parmigiano-Reggiano secondo tradizione. Il successo straordinario dello scorso anno ha dimostrato che si tratta di un’autentica “chicca” per i frequentatori della riviera romagnola; In uno spettacolo-evento organizzato in diverse piazze, i turisti, gli appassionati e i semplici curiosi potranno toccare con mano come l’abilità, la tecnica e la passione dei maestri casari abbiano perpetuato nel tempo la produzione di un formaggio inimitabile.

“Uno degli aspetti più interessanti – sottolinea Alai – è che in questo modo i consumatori potranno verificare direttamente che il Parmigiano-Reggiano non solo è un prodotto artigianale, ma è, soprattutto, un prodotto del tutto naturale che, senza l’aggiunta di elementi estranei al latte (additivi o conservanti), è in grado di sostenere una lunga stagionatura migliorando nel tempo le sue caratteristiche nutrizionali e organolettiche”.

“Fuoco al Mito” proposto il 3 luglio a Porto Garibaldi (sul molo), il 10 luglio a Riccione (Piazza Grand Hotel), il 16 luglio a Rimini (Piazzale Croce, Bagno 60), il 24 luglio a Belluria (Piazza Matteotti), il 28 agosto a Marina di Ravenna (Piazza Dora Markus) e l’11 settembre a Cervia (Piazza Pisacane).



Una selezione d’oro e d’argento per Carpene’ Malvolti

La nona edizione della Selezione del Sindaco ha premiato con due medaglie le bollicine della storica casa spumantistica di Conegliano 

Carpenè Malvolti conquista il podio alla Selezione del Sindaco 2010, concorso enologico internazionale che si propone di valorizzare le piccole partite di vino di qualità, frutto della tradizione di un preciso territorio e prodotte in Europa nei territori dei Comuni Soci di RECEVIN, delle Associazioni Nazionali delle Città del Vino e a forte vocazione vitivinicola, per favorirne la conoscenza e allo stesso tempo sostenere i Sindaci dei Comuni interessati nel loro ruolo di animatori dello sviluppo economico locale.

Una medaglia d’oro e una d’argento per la storica azienda spumantistica di Conegliano, entrambe nella categoria spumanti, rispettivamente con la cru Scudo d’Oro Viticoltori Conegliano - Valdobbiadene Prosecco Superio DOCG 2008 Carpenè Malvolti che si è imposta con un punteggio di 86,00 e con la  Cuvée Oro Conegliano - Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG 2009 che ha ottenuto 84,00 punti, vino spumante dry prodotto con metodo Charmat, dal perlage finissimo e dal gusto morbido e amabile.

“Il riconoscimento che ci è stato attribuito alla Selezione del Sindaco – ha commentato Etile Carpené, presidente della casa spumantistica di Conegliano – conferma che la nostra è una realtà profondamente legata al territorio e che il nostro rapporto ormai “storico” con i conferitori di uve rappresenta per noi un plus importante che intendiamo continuare a coltivare anche in futuro”. 

La premiazione ufficiale del concorso - che si è svolto lo scorso 21/23 maggio al Castello Svevo di Brindisi - si è tenuta nei giorni scorsi  a Roma presso l’Aranciera di San Sisto alla presenza del presidente dell'Associazione Nazionale Città del Vino Giampaolo Pioli e - per il Comune di Conegliano - l'assessore alle attività produttive, turismo e valorizzazione dei prodotti locali Loris Zava insieme al vicepresidente della Provincia di Treviso Floriano Zambon. Alla premiazione ha fatto seguito una novità assoluta di questa nona edizione, ovvero il Banco di Assaggio dei Vini premiati alla Selezione del Sindaco 2010, allestito a partire dalle 18.30 presso il Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo in via San Teodoro per giornalisti, operatori del settore e semplici enoappassionati.



Fancy Food show a New York

Boom del Bio Italiano e “Nocciolata” vince ai Sofi Award


Al salone del gusto di New York (Fancy Food Show) , che si chiude oggi, l’Italia punta sul biologico: tra 2.500 espositori di oltre 40 Paesi, il nostro Paese si è confermato leader della manifestazione alimentare più importante degli Stati Uniti. “Il crescente interesse per i prodotti organici sul mercato americano - spiega Aniello Musella, direttore dell’Ice Nord-America - può offrire all’Italia tante opportunità per far apprezzare l’alta qualità dei suoi vini e dei suoi prodotti alimentari. Nessun altro Paese al mondo può offrire di più in questo settore”.


Tutto questo, per altro, è stato dimostrato con i fatti. Durante il Fancy Food Show, infatti, si sono svolte le premiazioni della Sofi Awards Competition, probabilmente il più importante riconoscimento per il food negli Stati Uniti, visto che la giuria è composta da più di 300 buyers americani del retail e del food service. Ebbene, Nocciolata, la crema spalmabile di nocciole biologiche prodotta dalla Rigoni di Asiago ha ricevuto la statuetta d’argento, risultando il “best of the best” nella categoria confetture, conserve, miele e burro di arachidi.

Un riconoscimento che premia il lavoro di un’azienda diventata leader in Italia e che adesso sta conquistando anche il mercato americano, avendo aperto un ufficio commerciale a Miami.


La presenza italiana al Fancy Food ha visto la partecipazione di più di 250 espositori, sotto l’egida Ice, più la presenza di regioni come la Toscana, la Calabria e la Sicilia che hanno allestito stand indipendenti.

Dall’anno prossimo, per due edizioni, il Fancy Food andrà per la prima volta a Washington per consentire i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Javits Center, il centro congressi di New York.


Ogni anno la manifestazione porta in città circa 40mila visitatori e offre a tutti gli operatori del settore alimentare una vetrina d’eccezione per presentare novità e tendenze che influiranno sui gusti dei consumatori.

Il nuovo cuore della Birra FORST

La Sala di Cottura è il cuore di ogni birreria ed il tino di filtrazione una delle sue componenti più importanti. Il recipiente in acciaio inox diviso in quattro parti è stato consegnato oggi, venerdì 2 luglio 2010, e sarà assemblato sul posto. Tutti i recipienti di cottura sono ora giunti a destinazione presso lo stabilimento della Birra FORST. I lavori di costruzione per la realizzazione della quinta Sala di cottura nella storia della Birra FORST procedono, quindi, secondo i piani.


Il trasporto speciale con il tino diviso in quattro parti è avvenuto in più tappe. La parte superiore del tino pesa 4.400 chilogrammi, quella inferiore invece ha un peso di 17.000 chilogrammi, e la larghezza delle singole parti è di quattro metri. Da Bürgstadt in Baviera a Lagundo ha dovuto affrontare 550 chilometri di strada per giungere a destinazione. Al fine di non ostacolare il traffico, il convoglio ha viaggiato di notte dal confine di Resia fino a Lagundo. Non si è potuta evitare tuttavia la chiusura temporanea della strada a causa della larghezza del tino. Giunte a destinazione le quattro parti del tino saranno saldate, pertanto il tino avrà infine un diametro misurante otto metri.

 

Questa fase di costruzione è estremamente delicata. Le due parti che formano la base sono già state saldate e collocate nella loro posizione finale. Le due rimanenti parti della copertura del tino devono essere ora saldate e poste, con una gru speciale, sopra la base già installata. Siamo felici che i lavori procedano come previsto.” spiega Walter Unterthurner, Direttore Tecnico di Birra FORST.

Con il tino di filtrazione è stato consegnato l’ultimo recipiente della nuova Sala di cottura. Ci sono così tutte le condizioni necessarie affinché il nuovo cuore della Birra FORST possa iniziare a pulsare nella primavera del 2011. Ora manca solamente i silos per le trebbie, la cui consegna è prevista per l'ultima settimana di luglio.

“Grazie a questo investimento Birra FORST è pronta ad affrontare le sfide del futuro”, si felicita Manfred Biechl, mastro birraio della Birra FORST. “Grazie alla nuova Sala di cottura disporremo della tecnologia più moderna per garantire anche in futuro ai nostri clienti l’alta qualità delle birre FORST.”



Francesco Paiano il vincitore del

6° Premio della Cucina Mediterranea

Per il giovane chef uno stage del valore di 15mila euro presso Academia Barilla


Salerno 2010. Anche quest’anno sono stati i giovani i protagonisti del “Premio della Cucina Mediterranea” che, promossa dall’Associazione Vintage e dall’Academia Barilla, mira a scoprire i talenti della gastronomia mediterranea ed a valorizzare le tradizioni delle cucine regionali, di cui gli aspiranti chef - giovanissimi allievi degli Istituti Alberghieri di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Molise - saranno gli ambasciatori del domani.


Nella suggestiva cornice del Mediterranea Resort di Salerno, il Premio ha incoronato vincitore Francesco Paiano dell’Ipssar di Foggia. Il giovane rappresentante della Regione Puglia ha conquistato la giuria di esperti composta da Paolo Maianti, Responsabile Europa di Academia Barilla; Brendan Becht, executive chef; Mario Grimaldi, Presidente   Farmagourmet; Antonio Vacca, nutrizionista ed Enzo Landolfi, giornalista enogastronomico e si è aggiudicato uno stage del valore di 15mila euro presso l’Academia Barilla. Paiano ha dunque avuto la meglio sugli altri concorrenti, che si sono comunque distinti per impegno e qualità delle proposte: Francesco De Salvo dell’Ipssar di Trebisacce per la Regione Calabria; Simona Zucaro dell’Ipssar di Avellino per la Regione Campania; Domenico Lo Bosco dell’Ipssar di Potenza per la Regione Basilicata; Antonello Di Pilla dell’Ipssar di Termoli per la Regione Molise.


Anche quest’anno è stato accordato inoltre ampio spazio alla conoscenza e alla valorizzazione delle produzioni tipiche regionali: un focus sui prodotti e sui produttori mediterranei di qualità delle cinque Regioni in gara.

www.premiocucinamediterranea.com

 

 

Le notizie della settimana 6 luglio 2010

 

Bordeaux incorona il Turranio Bosco del Merlo


Il Sauvignon Turranio Bosco del Merlo, annata 2009, ha vinto la Medaglia d'Oro alla prima edizione del grande concorso internazionale  "Sauvignon Concours Mondial", svoltosi a Bordeaux, città simbolo del vino francese, il 25 e 26 giugno 2010.

Una grande soddisfazione per tutta la famiglia e per i collaboratori aziendali, da anni impegnati nella valorizzazione dell'eccellenza di questo vitigno.


Turranio lega il proprio nome a Rufino Turranio (monaco, storico e teologo cristiano del IV secolo d.C., nativo della vicina città romana di Concordia Sagittaria: è un omaggio al territorio tra Venezia e Friuli, ricco di storia, cultura e arte. 

 

L'azienda Bosco del Merlo ha meritato nel corso degli anni numerosi articoli di grandi firme del giornalismo enogastronomico e riconoscimenti nei maggiori concorsi nazionali ed internazionali, cui ora va ad aggiungersi questo prestigioso oro.

 

Il Sauvignon Turranio colpisce per l'intensità e l'ampiezza degli aromi, che spaziano dalle classiche note verdi al frutto esotico e alle spezie, rivelando al palato corpo asciutto e notevole lunghezza. 

Abbiamo il piacere di condividere questo successo con amici, clienti ed estimatori del buon bere e vi aspettiamo per una degustazione in cantina e nei migliori ristoranti di tutta Italia, dove il Turranio è ora proposto in abbinamento ai colorati piatti della cucina estiva. 

Anche noi di INformaCIBO brindiamo insieme a questo grande Sauvignon!



Cena spettacolo il 27 luglio a Villa Zoppolato

Appuntamento del gusto a Mogliano Veneto

con i “magnifici 20” della ristorazione

del Friuli Venezia Giulia

 

Il 27 luglio, appuntamento estivo in una location di rara bellezza, ovvero il parco secolare della seicentesca Villa Zoppolato a Mogliano Veneto, per i  “Magnifici 20” di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, affiancati da 20 vignaioli d’eccellenza e 10 artigiani del gusto, a dare prova del loro estro e delle loro abilità culinarie. Un vero e proprio spettacolo esclusivo ed elegante sarà quello inscenato dai 20 chef del rinomato sodalizio, che proporranno la propria cucina dell’estate eseguendo le creazioni in diretta davanti agli ospiti, in un alternarsi di emozionanti suggestioni culinarie.

 

Ad accompagnare le pietanze- esempi della più alta e innovativa gastronomia del Friuli Venezia Giulia- i pregiati vini dei 20 vignaioli partner del loro percorso di qualità, in un gioco di rimandi e seduzioni fatto di cibi raffinati e grandi vini.

 

I ristoranti che si esibiranno sono: Ai Fiori di Trieste; Al Ferarùt di Rivignano; Al Grop di Tavagnacco; Al Lido di Muggia; Al Paradiso di Paradiso di Pocenia; Al Ponte di Gradisca d’Isonzo; All’Androna di Grado; Campiello di S. Giovanni al Natisone; Carnia di Venzone; Cristofoli di Treppo Carnico; Da Nando di Mortegliano; Da Toni di Gradiscutta; Devetak di San Michele del Carso; Là di Moret di Udine; Là di Petròs di Mels; La Primula di S. Quirino;  La Subida di Cormòns; La Taverna di Colloredo di M.Albano; Sale e Pepe di Stregna; Vitello d’Oro di Udine.

 

In abbinamento saranno serviti i vini delle aziende Schiopetto e Villa Russiz di Capriva del Friuli; Castello di Spessa, Edi Keber e Livio Felluga di Cormòns; Eugenio Collavini di Corno di Rosazzo; Venica & Venica di Dolegna del Collio; Marco Felluga di Gradisca d’Isonzo; Ermacora di Ipplis; Giorgio Colutta di Manzano; Primosic di Oslavia; Vistorta di Sacile; Di Lenardo Vineyards di Ontagnano Gonars; Petrussa di Prepotto; Ronco delle Betulle di Rosazzo; Il Carpino di S. Floriano del Collio; Forchir di S. Giorgio della Richinvelda; Livon di S. Giovanni al Natisone; Jermann e Tenuta Villanova  di Villanova di Farra.

Il percorso alla scoperta dei profumi e dei sapori del Friuli Venezia Giulia vedrà protagonisti anche i salumi d’oca di Jolanda de Colò di Palmanova; il prosciutto Principe di San Daniele; il Montasio del Consorzio tutela Montasio; le marmellate artigianali e gli infusi di erbe di Ar-thè; le grappe e distillati di Nonino e il caffè di Orocaffè di Udine affiancati da QM, i magnifici coltelli di  Maniago, partner anch’essi di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori;

In degustazione, infine, anche le prelibatezze di Della Negra, con i suoi sorbetti d'autore, Il Forno panificio di Tarcento e Pasticceria Simeoni a Udine.

 

Gran finale a sorpresa con dolci, sorbetti, mousse, gelati, ovvero l’interpretazione che ciascuno dei 20 chef dà del dolce estivo.

 

Il prezzo a persona è di 55 €. 

Per informazioni e prenotazioni: Friuli Via dei Sapori, Tel.0432 538752, info@friuliviadeisapori.it, www.friuliviadeisapori.it.



Il Pastificio Gaetarelli riceve il Premio Ok Italia 2010

di Unicredit Group


Cunettone di Salò (BS), 30 giugno 2010. Pastificio Gaetarelli, che dal 1964 è specialista nella produzione di pasta fresca all’uovo lavorata a mano secondo le ricette tipiche bresciane, ha ricevuto ieri, 29 giugno 2010 a Verona, il Premio Ok Italia 2010 di Unicredit Group per la categoria “Eccellenza del territorio come leva per internazionalizzarsi”.


Il motivo della premiazione: L’azienda bresciana, che costituisce un esempio di passaggio generazionale di successo, è stata premiata perché ha saputo coniugare la tradizione della lavorazione artigianale, tipica del “piccolo negozio di paese”, con la produzione su larga scala grazie all’utilizzo di moderne tecnologie.


Massimo Gaetarelli, Amministratore di Pastificio Gaetarelli: “Vogliamo continuare a crescere sia in Italia sia all’estero andando alla ricerca di nuovi distributori nei mercati stranieri. Il nostro principale obiettivo è far conoscere sempre di più i nostri prodotti di qualità: desideriamo portare l’italianità e la cultura della buona cucina in ambiti dove non sono ancora presenti, consapevoli che la nostra pasta è buona e soprattutto garantita dal punto di vista igienico-sanitario. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel ricevere questo premio che la banca assegna alle aziende presenti su tutto il territorio nazionale; una vera soddisfazione, a riconoscimento dell’impegno da noi riversato in questi anni”.


* * *

Il Pastificio Gaetarelli nasce nel 1964 a Salò, da un piccolo negozio aperto da Bruno e Angelo Gaetarelli nel centro cittadino. Nel 2004 l’azienda, dedicata alla produzione e commercializzazione di pasta frasca all’uovo piana e ripiena, si è trasferita nell’attuale sede a Cunettone di Salò: una struttura di 2.300 mq dotata di moderne tecnologie di ultima generazione. Attualmente l’azienda è gestita da Massimo, Luca e Claudio Gaetarelli, figli di Bruno. L’azienda ha da sempre puntato a esportare anche all’estero i propri prodotti esclusivi, effettuando molti investimenti nella sicurezza igienico sanitaria e nella tecnologia, senza trascurare l’artigianalità e la genuinità del prodotto.

Nel corso degli anni, infatti, l’azienda ha generato importanti sinergie con i produttori locali per valorizzare il territorio, l’arte e la cultura culinaria, riuscendo a commercializzare i propri prodotti anche in Inghilterra, Irlanda, Belgio, Svizzera, Costarica.



                            Giuso lancia “Dolci del mondo”: il giro del mondo con gusto
  
Acqui Terme, giugno 2010 – Una nuova linea di Giuso si chiama “Dolci dal Mondo” e racconta di tradizioni lontane “tradotte” dall’impareggiabile arte gelatiera italiana. Una panoramica che seleziona i prodotti più rappresentativi per offrire il piacere di assaporare il gusto della tradizione anche attraverso forme innovative.

E’ così che nasce il gelato “Muffin”, fino ad oggi un gusto tipico per dolci da forno e “relegato” al momento della colazione o a un tipico thè del pomeriggio. Il gelato “Muffin” di Giuso è un equilibrio perfetto fra: Pasta Muffin, Chocomuffin e Variegato Mirtillo. Tre semplici prodotti per una proposta innovativa: Pasta Muffin è una pasta insaporente, dal classico gusto di prodotto da forno e dal colore giallo tenue, da variegare con la combinazione di:

  • Chocomuffin: una variegatura al cioccolato di struttura densa e compatta, ricchissima di pezzi di biscotto al cacao che impreziosisce il gelato fornendo anche una piacevole consistenza.
  • Variegato Mirtillo: una variegatura morbida e cremosa, che presenta frutti interi e il cui sapore vagamente acidulo bilancia perfettamente le componenti dolci della preparazione.

    Anche “Cheesecake” ha una struttura simile ed è composta da due componenti: il primo è Cheesecake base (realizzata con formaggio senza grassi idrogenati) che conferisce al gelato un colore giallo tenue e un gusto di formaggio fresco molto delicato; il secondo è la variegatura alla fragola. La variegatura è fondamentale in questa preparazione ed è indispensabile il “Variegato fragola” di Giuso che contiene moltissime fragole intere e consente una decorazione morbida e cremosa.
  • Dalle tradizioni anglosassoni si arriva a paesi mediterranei come la Spagna che ci regala la sua celebre “crema catalana”. Ben 3 ingredienti per ottenere lo stesso gusto caratteristico di questo dolce: la pasta catalana (una crema all’uovo con delicate note di vaniglia e cannella), un variegato Caramel particolarmente gustoso e la decorazione di granelle di zucchero caramellato perfetta per riprodurre lo strato di zucchero bruciato.
  • Tutti questi prodotti sono proposti da Giuso unitamente a stativi da banco e segnagusto che catturano immediatamente l’attenzione del cliente.

Allacciate le cinture quindi: il giro del mondo può iniziare. All’insegna del gusto.

Ulteriori informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it.



Il 10 luglio a Roma incontro sul ruolo degli

Assaggiatori e dei Panel Professionali di valutazione sensoriale

sul

Programma di certificazione delle qualita’ agro-alimentari

"Il ruolo dei Panel Professionali di valutazione sensoriale

nella certificazione merceologica e specialistica volontaria degli alimenti"


IRVEA, Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentari, indice per sabato 10 luglio alle ore 10:00, presso la Sala Celimontano – Fondazione Rui, in via Bezzecca, 10 Roma (Fermate della Metro: Termini e Castro Pretorio) un incontro introduttivo, per discutere il ruolo degli Assaggiatori e dei Panel Professionali di valutazione sensoriale, nella certificazione merceologica e specialistica volontaria degli alimenti.


L’incontro nasce dall’esigenza di organizzare e coordinare le attività di Analisi, Certificazione e Promozione delle Eccellenze Agro-Alimentari Italiane, al servizio delle imprese di produzione e distribuzionevalorizzando il ruolo degli “Assaggiatori Professionali” dei vari comparti merceologici (Vini, Oli vergini di oliva, Olive da tavola, Formaggi, Carni, Salumi, Liquori, Cereali, Orto-frutta) anche nella prospettiva della costituzione di nuovi specifici panel professionali, con caratteristiche operative diverse dagli attuali e comunque al servizio di tutti gli attori delle varie filiere.


Nell’occasione, un avvocato esperto del settore approfondirà le tematiche relative “il ruolo degli assaggiatori e l’ammissione e la validità dei corsi ufficiali di formazione per Capi Panel di assaggio: Luci e ombre della normativa vigente, tra fatto e diritto” tematiche queste molto sentite dalla maggior parte di coloro che hanno partecipato a corsi ufficiali di formazione per Capi Panel.


Seguirà una Tavola Rotonda sulle strategie commerciali e promozionali per la valorizzazione dei prodotti per l’incremento dei consumi del comparto agro-alimentare.


L’incontro è a ingresso libero con iscrizione obbligatoria entro il 7 luglio 2010 e aperto a tutti gli “Assaggiatori Professionali” iscritti e non ad Albi o Elenchi ufficiali, oltre agli studenti, dottorandi e le varie altre figure delle facoltà universitarie, anche senza esperienze specifiche del settore, interessati comunque ad approcciarsi all’analisi sensoriale nell’ambito dei diversi comparti merceologici dell'agro-alimentare, attività questa che, in relazione al Programma di Certificazione delle Qualità Agro-alimentari, potrà creare opportunità, anche economiche, in relazione alle prestazioni professionali che verranno di volta in volta accordate.

 

Agli iscritti partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione al “1° incontro di aggiornamento IRVEA sulle normative per i Comitati di Assaggio Professionali”


modulo di iscrizione e programma disponibile sul sito www.irvea.org oppure presso la segreteria organizzativa: cell. +39 338 5394663 - tel. +39 0743 49743 - fax +39 0743 4363 e-mail: segreteria@irvea.org




Romanticamente… a Milano

Il Salotto “Galleria V. Emanuele II” si arreda di musica

Grazie a G180 e Comune di Milano LUGLIO 2010

 

L’Assessore all’Arredo, Decoro Urbano e Verde, Maurizio Cadeo, con la collaborazione di Seven Stars Galleria 7*, ha confermato il proseguimento dell’ iniziativa per arredare Milano di Musica. La Galleria V. Emanuele II si arreda di musica, anche durante l’ESTATE ogni sera, presso l’Ottagono, nell’orario dell’Aperitivo, dalle 18.00 alle 19.30.

 

Chi passeggiando, chi sorseggiando un aperitivo negli storici caffè, chi facendo acquisti nelle boutique accanto… chiunque potrà apprezzare le note del piano nel rinnovato Salotto di Milano, la Galleria V. Emanuele II. Suoneranno:  

1, 2, 4, 7, 8, 9, 11 LUGLIO ANTONIETTA INCARDONA, vanta una lunga esperienza con il Conservatorio di Milano, ama suonare il repertorio romantico del ‘900, laureata in MUSICOLOGIA, ha studiato con il maestro Balzani e P. Masi. Suona Chopin, Mozart, Debussy, Bach e Schumann.

 

3, 10, 31 LUGLIO ROSSANO TORRE  ha iniziato a studiare pianoforte dall’età di dieci anni, tra i vari Maestri, si annovera il Maestro Franco Pinna (già  Direttore del Conservatorio di Napoli). Pianista accompagnatore e solista in occasione  di saggi presso  Teatri comunali. Durante il concerto suonerà Improvviso in sol  Op. 90 n.3 di F. Schubert, Carnaval   (7 brani estratti) di R. Schumann e altre opere di Chopin e Debussy.

 

14, 15, 16, 22, 23 LUGLIO THOMAS SCARDONI brillantemente diplomato al Conservatorio "G. Verdi" di Milano in Organo e Composizione Organistica. Ama suonare la musica classica, in particolare quella sinfonica e la musica sacra. Tra i suoi autori preferiti ci sono le "3 B" Bach, Beethoven, Brahms, ma anche Mozart.

 

28, 29, 30 LUGLIO PAOLO DI FRANCESCO un giovane pianista di Bari di soli 27 anni diplomato con vasto repertorio classico al conservatorio. Durante il concerto suonerà musica di repertorio classico come Bach, Beethoven e Chopin.


Per informazioni:

Seven Stars Galleria

t. 02 89058297

www.townhousegalleria.it



Successo al workshop degustativo ZAGO,

denominato “Champagne d’orzo”

 

Venezia 30 giugno 2010. Si è svolto lo scorso martedì 22 giugno, presso la terrazza dell’Hotel Palazzo Stern di Venezia il workshop degustativo organizzato da ZAGO, denominato “Champagne d’orzo”.

Un evento che ha visto protagonisti tutti i prodotti dell’azienda, tra cui i caffè 100% Arabica monorigine lavorati nella torrefazione di proprietà.

In una location davvero d’eccezione, i presenti hanno affrontato un percorso degustativo che li ha portati ad assaggiare l’intera gamma di birre ZAGO: partendo dalla linea Edikt 1516, a bassa gradazione, fresca e dissetante, sono poi passati a NUT, multicereale a tutto pasto; il passo successivo era rappresentato dalla linea Saint Hubert, composta da tre stili birrai diversi, tra cui anche Saint Hubert Premier Grand Cru, birra passita. Il girosi è completato con HY e HY Cuvèe, le due note birre a metodologia Champenoise.

 

Gli ospiti hanno potuto assaporare le Cuvèe di malto accompagnandole con stuzzicanti cicchetti veneziani rivisitati aggiungendo le birre come ingrediente, oltre che con prodotti d’eccellenza portati da alcuni ospiti: Simone Fracassi, noto macellaio aretino, ha presentato i salumi tipici del casentino e ha proposto una battuta al coltello preparata al momento e spruzzata con la birra HY; Paolo Ciapparelli, presidente dell’Associazione Produttori Valli del Bitto, ha tagliato la prima forma di Bitto della ZAGO. L’azienda, sostenitrice della biodiversità di questo prodotto e del mantenimento dell’antico disciplinare per la produzione dello stesso, ha infatti messo a stagionare alcune forme di Bitto prodotte per la ZAGO stessa insieme alle sue bottiglie di HY nella stessa casera, dato che entrambi i prodotti hanno la caratteristica di poter durare per oltre 10 anni, evolvendo nel tempo.

 

I presenti hanno potuto apprezzare anche interessanti interventi di cultura gastronomica, che hanno visto come protagonisti Carla Coco, giornalista veneziana, e Davide Paolini, il Gastronauta, accompagnato anche da Giancarlo Saran.

La prima ha raccontato ai presenti come è stata introdotta e come veniva usata la birra a Venezia sin dall’antichità; i secondi hanno presentato il loro nuovo libro “il Gastronauta nel Veneto”, una raccolta di itinerari inediti per assaporare le eccellenze della regione.

Una giornata davvero ricca di opportunità interessanti per conoscere, apprezzare e degustare oltre che i prodotti ZAGO, anche le eccellenze del nostro Paese.




In Puglia, lo scorso 25 giugno il secondo appuntamento nazionale

Portate il cuore”- A tutto cuore i fratelli Berlucchi

Dopo l’avvio siciliano del nuovo progetto di comunicazione, l’azienda di Borgonato si è mostrata in Friuli, in Puglia e Calabria. Dopo l’estate si riprende con Roma e Milano


Borgonato (BS), 28 giugno 2010 - Prende sempre più forza il progetto originale e dolcemente controcorrente di Fratelli Berlucchi. Sono 184 infatti gli ospiti selezionati che lo scorso venerdì 25 giugno a Gioia del Colle (BA) hanno seguito la scia dell’emozione, chiamata come unica testimone di un assaggio davvero speciale di Franciacorta Satèn.

Alla presenza delle autorità regionali e provinciali pugliesi, la serata si è svolta accompagnata dalle performance di due ballerini d’eccezione, giovanissimi neo campioni nazionali di danze latino-americane, che hanno incantato i presenti, comunicando emozione. Passione a tutto pasto naturalmente anche per la musica, i drappeggi rosso fuoco, le rose rosse ai tavoli tra fazzoletti di seta grigia.

Non a caso il progetto importante intrapreso per il 2010 dall’azienda franciacortina si chiama “Portate il Cuore”, perché racchiude l’invito alla passione e alla libertà di emozionarsi attraverso stimoli multisensoriali studiati e abbinati distintamente ai quattro storici Millesimati dell’azienda.


Il Satèn – che già si era mostrato agli ospiti di Sciacca lo scorso marzo alla corte di Fulvio Pierangelini e che sarà ancora protagonista mercoledì 30 giugno in Calabria a Fiumefreddo – si unisce perfettamente alla simbologia del tango, sia musica che passo di danza: sensuale, avvolgente, morbido e setoso. Un abbinamento che non ha a più – solo – a che fare con il palato, ma con la vista, l’olfatto, l’udito.


Anche il Rosé si è aperto al pubblico e mostrato attraverso insoliti affiancamenti emotivi. E’ successo lo scorso 19 giugno, in occasione della mostra sulla stilista di moda Raffaella Curiel, festeggiata dalla cittadinanza triestina.

Metodo classico a base di Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, volutamente questo sublime Millesimato è stato affiancato al mondo della moda internazionale; con la sua “armonia dei diversi”, dalle profonde e tradizionali radici unite al cosmopolitismo contemporaneo ed internazionale, fra il rosa femminile ed ammaliante del suo colore ed i sapori severi, secchi, profondi, quasi…maschili dall’altro.

Un “rosa” che si unisce solo nell’immaginario al mondo femminile, ma che ha forza e personalità volitiva, aperta e originale, proprio come deve essere l’arte creativa sartoriale che è capace, fra l’antico ed l’attuale, di guardare alle donne di tutto il mondo.


Se Tango e Satèn emozionano per la sinuosa armonia, ecco che arte creativa e geniale e Rosé propongono un binomio apparentemente contrapposto ma alla fine perfettamente complementare.


Le prossime fortissime sfide del progetto “Portate il Cuore” restano, per ora, segrete. Certe sono le emozioni che ci proporranno i Millesimati Pas Dosé e Brut che come le prime teatrali si mostreranno al pubblico a settembre nelle città ospitanti, Roma e Milano, per due eventi che chiuderanno in crescendo questo battito inaspettato e nuovissimo della storica cantina di Franciacorta Fratelli Berlucchi.



Quote latte, Fedagri: “Bene il Ministro Galan sul rispetto delle regole.

Il settore lattiero-caseario si avvia sulla strada della normalizzazione"


Roma, 30 giugno 2010 – “Esprimiamo vivo apprezzamento per quanto ha dichiarato oggi in tema di quote latte il Ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan durante l’audizione svolta in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

“L’equità e il rispetto delle regole: sono questi i capisaldi che Fedagri propone da anni richiedendo l'impegno di tutte le sedi istituzionali nazionali ed europee.  C’è una stragrande maggioranza di produttori che non può e non deve essere ancora una volta discriminata di fronte agli interessi di una minoranza di colleghi. Ciò a maggior ragione se si considera che i produttori che hanno sempre rispettato le normative hanno difficoltà finanziarie di gran lunga maggiori – causa la congiuntura negativa della crisi del comparto – di quanti hanno scelto la strada della disobbedienza, senza acquistare nuove quote e rifiutandosi di pagare le multe dovute”.


Questo il commento del presidente del settore lattiero-caseario di Fedagri-Confcooperative Tommaso Mario Abrate in merito alle dichiarazioni del Ministro Galan sulle quote latte.


“Bene ha fatto il Ministro – conclude Abrate – a ribadire che occorre rispettare le scadenze definite dall’Unione Europea e procedere nell’applicazione di quanto disposto dalla legge 33/2009: è su questa strada che il settore lattiero-caseario potrà finalmente avviarsi sulla via della normalizzazione, ponendo fine ad un sistema di gestione delle quote latte a doppio binario così come avvenuto sino ad oggi”.

 

Le notizie della settimana 30 giugno 2010

 

Lisa Ferrarini nuova Presidente Assica:

migliorare la redditività delle aziende

 

Pavia 25 giugno 2010 – L’Assemblea annuale di ASS.I.CA - Associazione Industriali delle Carni aderente a Confindustria - che si è svolta oggi a Pavia, ha eletto per acclamazione Lisa Ferrarini come nuovo Presidente.  E’ la prima volta dalla sua fondazione che l’Associazione è guidata da una donna.

La nuova Presidente guiderà circa 180  aziende italiane che raggruppano i marchi più prestigiosi della salumeria italiana.

Lisa Ferrarini subentra a Francesco Pizzagalli, Presidente di ASS.I.CA dal 2005 ad oggi.

Lisa Ferrarini nasce nel 1963 a Reggio Emilia, terra che ama e nella quale risiede. Inizia l’attività nell’azienda di famiglia subito dopo il diploma, dove ricopre il ruolo di Responsabile dell’organizzazione produttiva e della gestione degli approvvigionamenti per tutte le aziende del gruppo. Sin dall’esordio, si occupa delle attività legate al prodotto e alla produzione e svolge importanti studi e ricerche sulle materie prime in tutti i mercati del mondo, promuovendo ogni sforzo al fine di garantirne la completa sanità e sicurezza attraverso le più prestigiose certificazioni. Grazie alla sua esperienza, al forte legame famigliare e al costante lavoro di squadra con i fratelli, il gruppo Ferrarini, fondato nel 1956 dal padre Lauro, è oggi una delle più importanti realtà del settore agroalimentare. In tutti questi anni Lisa Ferrarini ha dato prova di spiccate capacità manageriali che la porteranno a ricoprire importanti cariche sia all’interno del gruppo, sia nelle principali istituzioni legate alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano.

In ambito associativo è stata Vicepresidente di Assica dal 2001 ad oggi. Anni importanti che l’hanno vista sempre presente ed impegnata nelle tematiche  più strategiche del settore.

 

Tra le priorità della nuova Presidente  il rapporto con la Grande Distribuzione Organizzata, gli  equilibri di filiera,  la penetrazione nei nuovi mercati.

Sono molto onorata di questo compito che mi avete affidato. Questa è una opportunità grandissima e  allo stesso tempo una grande responsabilità. Ringrazio il Presidente Pizzagalli per il lavoro svolto negli ultimi 5 anni. Eredito la guida di un’ Associazione forte, solida, capace di tutelare gli interessi collettivi del settore, in Italia e in Europa. Il mio mandato sarà all’insegna della continuità perché ritengo che la strada intrapresa dal mio predecessore sia quella giusta” ha affermato la nuova Presidente di ASS.I.CA.

Nel mio compito avrò bisogno di tutti gli Associati: la loro partecipazione e passione saranno elementi  indispensabili per  elaborare strategie e conseguire traguardi” ha concluso Lisa Ferrarini.

Il Presidente Francesco Pizzagalli nel fare gli auguri alla neo presidente Ferrarini ha affermato: "In questi anni, in cui abbiamo condiviso in Consiglio e in Giunta molte situazioni e problemi del nostro settore, ho sempre avuto la sensazione di lavorare con una persona molto determinata, attenta alle necessità dell’ Associazione, desiderosa di comprendere le trasformazioni e i cambiamenti in atto. L'esperienza e la passione per il proprio lavoro saranno valori che la guideranno nel suo nuovo incarico e che le permetteranno di far crescere ancora di più la nostra Associazione.

 


Appuntamento con la condotta Slow Food di

Casale Monferrato e Moncalvo il 2 luglio



Presso l’Osteria Le Corte di Odalengo Grande, alle ore 20.30, la “1° Alleanza a livello provinciale tra gli Chef italiani ed i Presìdi Slow Food”.


L’Alleanza dei cuochi e dei Presìdi è una grande rete solidale dove i primi incontrano e stringono un patto con i produttori dei Presìdi Slow Food, impegnandosi a cucinare e valorizzare i loro prodotti.

I cuochi che aderiscono all’Alleanza, garantiscono l’impiego regolare dei prodotti di almeno tre Presìdi, privilegiando quelli del proprio territorio, contrassegnandoli nei menu con l’apposito simbolo (vedi logo Presidio Slow Food) ed indicandone i produttori per garantire la tracciabilità.


I Presìdi Slow Food riuniscono piccoli produttori che, con il loro lavoro quotidiano, svolto spesso in aree marginali, preservano una grande tradizione gastronomica a rischio di estinzione. Coinvolgono oltre 1300 piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri che custodiscono saperi e pratiche produttive antiche. Sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale.


I cuochi hanno dunque un ruolo fondamentale in questo progetto: sono gli interpreti sapienti del territorio, e sanno bene che non si può separare il piacere di un grande piatto dalla responsabilità verso chi produce le materie prime. I cuochi dell'Alleanza scelgono materie prime locali, rispettano le stagioni, lavorano direttamente con i produttori, per farli conoscere e valorizzarli.


Marco Casalini, cuoco e titolare de Le Corte, sarà il primo Chef alessandrino a fregiarsi del prezioso Patto di Alleanza (la cui ufficialità seguirà nei tempi e metodi previsti dal regolamento), avendo per primo apprezzata e sposata l’idea.


Posti limitati. Info e prenotazioni 349-8071868, 0142-949044




Dai vini di bocca ai vini comuni: viaggio nel vino piemontese tra 1700 e 1800



La delegazione di Torino dell’ Onav ci accompagna in un viaggio nel vino piemontese tra 1700 e 1800. Il primo appuntamento è fissato per martedi 6 luglio alle ore 21 presso la sede del Museo Pietro Micca in via Gucciardini 7a per una insolita serata di cultura non solo enologica.


La nobiltà e la buona borghesia piemontese ben apprezzavano il vino che coltivavano nei vigneti delle loro dimore estive, le vigne della “montagna di Torino”. Il Chiaretto piemontese era ottenuto da uve nere, quella consigliata era il Nebbiolo. La “someglieria” della corte dei Savoia serviva due qualità di vino: quello  "di bocca" destinato al duca  e ai suoi ospiti e il vino "del comune" destinato al personale, il “vino claretto di Moncalieri” citato anche in un pometto che il conte Ludovico D’Agliè scrisse intorno al 1610 era uno di questi. Nelle cantine di corte erano presenti vini importati dalla Spagna, dalla Francia, dalla Liguria e dal Regno di Napoli.

La nostra città grazie all’istituzione della Società Agraria (1785) di cui facevano parte personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe di Rovasenda, con un orto sperimentale alla

Crocetta dove si tenevano lezioni di innesto e concimazione, il mercato del vino in Piazza Carlina ha avuto un ruolo fondamentale per il progresso ed il perfezionamento di questa coltura.


Giusi Mainardi e Pierstefano Berta, storici e giornalisti, parleranno della viticoltura del periodo proponendo in assaggio di due vini, Chiaretto e Freisa, mentre le guide dell’Associazione  "Amici del Museo Pietro Micca e dell'Assedio di Torino del 1706" illustreranno brevemente il Museo e ci accompagneranno nella visita della rete di gallerie.


Si tratta di una apertura straordinaria del Museo per i soci Onav. È obbligatoria la prenotazione al  numero 335/1317736 dalle 18 alle 20. Il costo per persona è di Euro 15.



Il Festival del Franciacorta incorona Valentina Merolli

miglior sommelier della Toscana 2010

Il padrone di casa del salotto all’aperto più mondano della Versilia, Romano Battaglia, esalta le caratteristiche del vino e il suo ruolo nella società odierna



Il vino rappresenta il più potente strumento di aggregazione che la storia ci insegni“. Ha esordito così Romano Battaglia, padrone di casa de La Versiliana di Fiumetto che sabato 26 e domenica 27 giugno ha ospitato per la prima volta in Versilia il Festival del Franciacorta. “Il vino crea atmosfera - ha continuato Battaglia - e  predispone le persone ad aprirsi a conviviali incontri, siano essi di lavoro o di evasione. Molti bevono senza capire cos’hanno nel bicchiere, tuttavia un vino di carattere riesce a trasmettere comunque emozioni positive a chi lo beve“. La stagione della Versiliana apre sabato 2 luglio, e l’appuntamento con le bollicine di Franciacorta può essere considerata come una preview della stagione 2010 del caffè letterario più frequentato della Versilia. “Non escludo - ha aggiunto Battaglia - che la Versiliana in futuro possa ospitare incontri dedicati al vino, esaltandone le proprietà anche terapeutiche che un uso moderato e consapevole può avere sul nostro organismo”.

I numeri della manifestazione danno ragione agli organizzatori che hanno scelto questa suggestiva location in piena stagione balneare. Oltre 1400 presenze in due giorni, grazie anche all’invitante happy hour del sabato e alla rilassante degustazione della domenica nella splendida cornice del Teatro all’aperto. Soddisfazione piena nel Consorzio del Franciacorta: “ La Versilia rappresenta per il Franciacorta un mercato importante, nel quale vogliamo consolidare l'immagine di grande prestigio che già oggi viene riconosciuta alla nostra denominazione - ha affermato il Presidente, Maurizio Zanella - è un onore per noi aprire il calendario 2010 alla Versiliana, in una location di grande fascino che si abbina perfettamente al Festival del Franciacorta. Abbiamo pensato di dar vita ad un evento che coniughi il bello ed il buono, lo splendore dei luoghi e il piacere di degustare le nostre bollicine“.

Nel corso della manifestazione, si è svolta la finale del concorso Miglior Sommelier della Toscana, che in questa edizione ha incoronato per la seconda volta una donna, Valentina Merolli di Firenze. Sommelier professionista da due anni e mezzo, lavora al Ristorante Onice di Villa La Vedetta a Firenze. “E’ una grande emozione - ha commentato a caldo la nuova campionessa - ci speravo tanto e ci ho investito tanto, lavorando e studiando contemporaneamente. Per me rappresenta un grande trampolino di lancio, dopo la vittoria al Master del Sangiovese questo premio rappresenta una grande occasione di crescita professionale”.

Gli altri due finalisti: Iacopo Tonelli di Firenze e Daniele Arcangeli di Viareggio si sono classificati al 2° posto pari merito.

L’Associazione Italiana Sommelier - ha spiegato Osvaldo Baroncelli Presidente AIS Toscana – si pone sempre a tutela del territorio vitivinicolo nazionale nel mondo, collaborando in stretta sinergia con i produttori e le istituzioni per la promozione, la conoscenza e la comunicazione del terroir ”.

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti l’assessore al bilancio del Comune di Pietrasanta Daniela Ferrieri e il consigliere del Consorzio Franciacorta Emanuele Rabotti, il quale ha consegnato alla vincitrice una targa ricordo Premio Franciacorta ed una serie di bollicine espressione del territorio del Franciacorta.

Per informazioni: Associazione Toscana Sommeliers - A.I.S. – Via Puccini, 35 – 50041 Calenzano (FI) – Tel. 0558826803 Fax 055882079,  ass.toscana@aistoscana.it - www.aistoscana.it

 

 

Alzato il sipario su Garda Endurance Lifestyle 2010

Sport, economia, relazioni internazionali e opportunità di sviluppo per il territorio grazie al grande evento in programma a Peschiera del Garda dall’1 al 4 luglio

 

Verona 29 giugno 2010. Garda Endurance Lifestyle ha aperto ufficialmente i battenti affermando ulteriormente il forte potenziale che l’endurance equestre, la faticosa e spettacolare maratona a cavallo, è in grado di sviluppare sotto forma di opportunità economiche e di legame con le eccellenze del territorio.

L’evento, in programma dall’1 al 4 luglio a Peschiera del Garda, è stato presentato nel corso di un talk show realizzato da Garda Endurance Lifestyle e Class Horse tv nella prestigiosa location della Sala Rossa della Provincia di Verona.

E’ stata l’occasione per declinare la manifestazione in ogni suo dettaglio, ponendo l’accento proprio su questa sua invidiabile caratteristica di essere evento contenitore di eventi: oltre alle gare di endurance di domenica 4 sui 120 e sui 93.5 chilometri , è previsto infatti un interessante programma economico e di relazioni internazionali: incontri B2B fra imprese degli Emirati Arabi Uniti e 80 imprese italiane selezionate all’interno delle oltre 600 candidature presentate; un Forum economico bilaterale Italia-Emirati Arabi Uniti con la partecipazione di esponenti di spicco del governo emiratino.

 

Un evento del genere – ha detto Aldo Brancher, chairman di Garda Endurance Lifestyle – rappresenta una grandissima opportunità per il territorio e per la sua economia perché li promuove all’interno di un progetto ricco di contenuti, messo a disposizione da coloro che ne sapranno cogliere le potenzialità, non solo in questa occasione, ma anche e soprattutto in prospettiva. Si tratta di un’occasione unica, che negli anni a venire verrà ulteriormente arricchita di potenzialità, ma che sin d’ora rappresenta una dimostrazione tangibile d’aiuto anche verso le nostre aziende, alle quali vengono fornite occasioni d’incontro e di confronto con mercati di una certa importanza”.

Garda Endurance Lifestyle – ha spiegato l’assessore provinciale allo Sport, Ruggiero Pozzani – è uno strumento efficacissimo di marketing territoriale concepito all’insegna della qualità, che è il valore indispensabile sul quale puntare soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo. Fase congiunturale, comunque, che proprio sulla scorta della qualità messa in campo ha pagato la provincia di Verona con numeri importanti per ciò che riguarda i flussi turistici: +9% per la provincia, +8% per il Garda, +13% per la città di Verona”.

Quelle che ci apprestiamo a vivere – ha anticipato Gianluca Laliscia, campione mondiale di endurance e punto di riferimento dell’organizzazione – saranno delle giornate intense, in cui lo sport dimostrerà di poter essere volano di sviluppo per un territorio di pregio come il comprensorio del Grada. Per tutti bastino alcuni dati: alla gara ci saranno oltre 100 binomi, per un totale di almeno 1.500 persone e circa 5.000 presenze alberghiere; i cavalieri arriveranno da 8 nazioni e 3 continenti”.


Altrettanto orgogliosi di poter tenere a battesimo Garda Endurance Lifestyle, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini e il presidente della Federazione italiana sport equestri, Andrea Paulgross. “E’ particolarmente importante – ha detto la Martini – che il territorio e l’economia vengano promossi attraverso un animale unico come il cavallo e una manifestazione speciale come questa. Ed è altrettanto significativo che all’interno dell’evento sia stato individuato uno spazio per promuovere la cultura della tutela della salute del cavallo attraverso un simposio veterinario internazionale”.

Le potenzialità dell’endurance in questo senso – ha continuato Paulgross – sono enormi, tanto più perché si realizzano in un territorio di grandissima tradizione equestre e grazie alle sinergie che, attraverso questo sport, è possibile sviluppare con una realtà di riferimento come quella degli Emirati

 Arabi Uniti”.

Le grandi valenze in ordine alle relazioni economico-internazionali sono state sottolineate da Patrizia Giarratana, vice direttore generale del Dipartimento per l´impresa e l´internazionalizzazione del ministero per lo Sviluppo Economico: “L’occasione a disposizione delle nostre aziende è unica, visto che attraverso una manifestazione del genere possono interfacciarsi con compagnie di grandi dimensioni e appartenenti a mercati particolarmente appetiti come quelli degli Emirati e, più in generale, dei paesi del Golfo”.

 

A confessare un orgoglio speciale è stato il sindaco di Peschiera del Garda, Umberto Chincarini, il cui territorio è stato identificato come quartier generale di Garda Endurance Lifestyle: “Si tratta di un’idea vincente, anche e soprattutto in considerazione della scelta di coinvolgere anche altri comuni, come Ponti sul Mincio, Valeggio sul Mincio e Monzambano, così da valorizzare al massimo territori ricchi di eccellenze”.

La Sala Rossa della Provincia di Verona a stento è riuscita a contenere i giornalisti della stampa e delle televisioni, alle quali è stato dato appuntamento per giovedì 1 luglio alle 9,30 a Villa Sigurtà, Valeggio sul Mincio, per i rapporti bilaterali Italia-Emirati Arabi Uniti.



Al via la nuova campagna istituzionale Maniva

L’Acqua alpina a denominazione d’origine”

 

Sarà on-air dall’estate la nuova campagna istituzionale Maniva, marchio bandiera del Gruppo Maniva Spa, che riunisce anche le etichette Balda, Verna, Vaia per l’acqua minerale e Aquidea per le bibite.

 

La strategia di comunicazione a fondamento della campagna si pone l’obiettivo  di riposizionare e rafforzare l’immagine di marca del prodotto attraverso l’uso di un elemento forte e centrale (la montagna Maniva) e di un pay-off “L’acqua alpina a denominazione d’origine” che ne sintetizza l’identità di marca.

 

La campagna stampa trae spunto dai risultati di una ricerca su un panel di consumatori, di cui sviluppa alcuni elementi valoriali riconosciuti come distintivi del brand: la forte identità territoriale (il nome dell’acqua è lo stesso del monte da cui sgorga), la leggerezza non “vuota” (perché contiene il giusto equilibrio di sali minerali ed oligoelementi che la rendono adatta anche per l’alimentazione dei neonati), la provenienza (un’acqua pura perché nasce in un ambiente incontaminato, nel cuore delle Alpi Retiche).

 

Questi tre elementi sono espressi visivamente attraverso un elemento grafico forte, il Monte Maniva, sfondo del packshot del prodotto, che spicca sul bianco e nero della montagna.

Il linguaggio è semplice e diretto (“monte”, “cuore”) come l’acqua che descrive, i colori sono smorzati, non da cartolina, i segni rimandano alla montagna (le curve di livello, la carta topografica), in un costante richiamo a quel territorio valoriale della marca che è proprio del brand Maniva.

 

La campagna, firmata dall’agenzia Argine di Treviso che ha curato anche il restyling delle confezioni Pet e Var di tutte le etichette del Gruppo, sarà pianificata a partire da luglio sui principali media locali del Centro-Nord Italia, sulla stampa a diffusione nazionale trade e consumer e in un bill-board su RAI1 in apertura e in coda al programma in prima serata “Festival di Castrocaro 2010”.




Si inaugura il progetto Piac(eccell)enza


Il 1 luglio, all’Hotel Colombara di Pigazzano le icone dell’enogastronomia piacentina in nuove simbiosi di gusto


Le morbide colline di Pigazzano ospiteranno l'evento d'inaugurazione del progetto Piac(eccell)enza, e la sua declinazione PiacenzAssapora 2010 - anno dedicato all'enogastronomia di città e provincia.

Il Gruppo Giovani Industriali ospiterà infatti l'evento di debutto all'interno dell'annuale Festa d'Estate, nella bellissima cornice dell'Hotel Colombara, edificio senza tempo nel cuore della Val Trebbia.

Un appuntamento all'insegna del gusto, dell'innovazione e dell'eccellenza, che vedrà impegnate in un menù tutto da scoprire, tra tradizione e nuove simbiosi, le migliori imprese del territorio, secondo una logica di vero e proprio Sistema delle Eccellenze Piacentine.

 

Obiettivo: la promozione delle realtà locali di prestigio, aziende e produttori di quegli ingredienti che da sempre fanno parte della nostra cultura enogastronomica: pomodori nostrani, formaggi e salumi DOP, pollame ruspante, vini e primi piatti unici al mondo.

Il menu propone dunque una degustazione delle icone della cucina piacentina, preparate da grandi Maestri e Chef professionisti secondo abbinamenti originali ed innovativi. Uno tra tutti il “tortello con la coda in barrique”: sfoglia con riduzione di Gutturnio delle nostre valli ripiena di ricotta e coppa DOP. Dimostrazione della forza e dell’identità culinaria territoriale anche in un'ottica più "globale" e meno legata alla mera riproposizione di ricette consolidate.

Appuntamento dunque il 1 luglio, presso l'Hotel Colombara Relais Wellness, Pigazzano – Piacenza, dalle ore 19.30.

Il ricavato della serata sarà devoluto alla preparazione dei pacchi alimentari Caritas.


www.piaceccellenza.it




Olio bio, in Puglia nasce il network transnazionale BiolMed



Bari 25 giugno 2010. - Si costituisce ufficialmente in Puglia il network transanazionale del BiolMed, progetto comunitario per la valorizzazione della competitività dell’olivicoltura biologica mediterranea, che coinvolge Italia, Spagna, Malta e Grecia. La firma tra i partner è in programma venerdì 25 giugno, alle 10, allo Iamb; interverrà l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Stefàno. Il progetto è nato nell’ambito del Premio Biol, la kermesse internazionale sull’olio bio, che da quindici anni pone la Puglia al centro dello scenario mondiale del settore.

 

Il BiolMed prevede infatti la creazione di una rete permanente transnazionale costituita dai “Circoli della Qualità del Biol”, sportelli regionali per sostenere lo sviluppo delle aziende agricole che mirano a migliorare la qualità dell’olio d’oliva biologico e promuovere incontri regionali e sostenere l’organizzazione delle esposizioni Biol a livello locale. Saranno inoltre realizzati manuali sulle produzioni di qualità ed un catalogo sulle innovazioni. Allo scopo di sviluppare i mercati locali, il progetto prevede anche la creazione di Gruppi d’Acquisto e Farmers Markets che favoriscano l’acquisto diretto dai piccoli produttori locali.

In coda alla firma saranno poi consegnati anche i Premi Biol Puglia assegnati ad aprile (il principale dei quali è stato assegnato all’olio dauno “Masseriola” di Ascoli Satriano) e il premio nazionale Biolpack (vinto dall’extravergine “De Carlo” di Bitritto).

 

Leader partner del progetto BiolMed è lo Iam di Bari, affiancato per l’Italia dagli assessorati al Mediterraneo e all’Agricoltura della Regione Puglia, dal Consorzio Italiano per il Biologico (Cibi), dall’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale (Icea); per la Grecia dall’Istituto di educazione tecnologica delle Isole Jonie e dall’Organizzazione di ispezione e certificazione dei prodotti biologici (Diò); per la Spagna dal Centro per l’educazione e la formazione sull’agricoltura biologica (Cafage), dalla Società spagnola di agricoltura ecologica (Seae) e dal Mgarr Local council di Malta.




Un itinerario di sapori tra la Civiltà delle Ville Venete, incontri con autori e Vini Doc, è in programma l’XI edizione di “Sorsi D'Autore”

Dal 3 al 25 luglio sette appuntamenti culturali, ad ingresso libero, presso le Ville Venete celebrano il patrimonio storico, paesaggistico e vitivinicolo della Regione.


 

Vivere la civiltà delle Ville Venete attraverso sette appuntamenti con grandi nomi dello spettacolo e del mondo scientifico che degusteranno assieme al pubblico le eccellenze vitivinicole dell’Unione dei Consorzi Vini Veneti doc. Questo è il programma dell’XI edizione di Sorsi d’Autore, la kermesse che promuove il patrimonio storico, culturale ed eno-gastronomico del Veneto attraverso incontri gratuiti che si svolgeranno dal 3 al 25 luglio in sette ville individuate dall’Associazione Ville Venete.
 
La manifestazione è organizzata da
Regione del Veneto, Unione Consorzi Vini Veneti Doc, Associazione Ville Venete e Fondazione Aida, in collaborazione con A.I.S. Veneto e ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle Ville Venete attraverso degli incontri informali presso i giardini e le barchesse con esponenti di spicco del mondo dello spettacolo, ai quali seguono degustazioni e assaggi.
 
Programma

Sabato
3 luglio ore 18.30_Villa Arvedi a Grezzana (Verona)
Il teatro: palcoscenico della vita?
incontro con l’attore e regista GABRIELE LAVIA
durante il quale il pubblico avrà modo di visitare della Villa e la Sala dei Titani affrescata da Ludovico Dorigny.

Domenica
4 luglio 18.30_Villa Tiepolo Passi Tesa dei Tiepolo a Carbonera (Treviso)
Ideare, creare,  comunicare
Incontro con l’attrice MARINA TAGLIAFERRI, volto noto di Un posto al sole, lo psicobiologo ALBERTO OLIVERIO e la psicologa ANNA OLIVERIO FERRARIS

Domenica
11 luglio 18.30_Villa Foscarini Rossi a Stra (Venezia)
Retroscena di una vita d’attore
Cinzia Tani modera l’incontro con il poliedrico attore televisivo ENZO DECARO


Sabato
17 luglio ore 18.30_Villa Fracanzan Piovene ad Orgiano (Vicenza)
Giallo di sangue, giallo di carta
incontro dal titolo con il criminologo di Cogne MASSIMO PICOZZI e GIAN ARTURO FERRARI, Presidente del Centro per il Libro e la promozione alla lettura.
 
Domenica
18 luglio ore 18,30_Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana (Padova)
L’astrofisica MARGHERITA HACK
presenta sua ultima fatica letteraria “
Libera scienza in libero Stato”, Rizzoli, 2010

Sabato
24 luglio ore 18.30 _Villa Buzzati San Pallegrino a Belluno
La magia di Buzzati e l’ironia di
ENRICO VAIME
L’autore radiotelevisivo incontra il pubblico presso la casa padronale fulcro dell’infanzia dello scrittore Dino Buzzati dov’è nato nel 1906 e dove ha trascorso gran parte della sua giovinezza.

Domenica
25 luglio ore 21.30_Villa Badoer di Fratta Polesine (Rovigo)
Il regista
PUPI AVATI presenta  “Il figlio più piccolo” Garzanti 2010 da cui è tratto il suo ultimo film.



Il Bardolino Chiaretto è il vino ufficiale

di Garda Endurance Lifestyle 2010



L’importante avvenimento sportivo ed economico in svolgimento a Peschiera del Garda dall’1 al 4 luglio vedrà protagonista in tavola il classico vino rosato della riviera gardesana: il Chiaretto si conferma vino anticrisi, con una crescita dell’80% negli ultimi quattro anni.

 

Sarà il Bardolino Chiaretto, il rosé del lago di Garda, il vino ufficiale di Garda Endurance Lifestyle 2010, straordinario evento dedicato allo sport del cavallo, ma anche all’economia, in programma a Peschiera del Garda dall’1 al 4 luglio. Attorno ad una gara di endurance equestre, la maratona a cavallo amata dagli sceicchi arabi, è prevista una serie di iniziative destinate a mettere in contatto l’economia del territorio con i mercati emergenti. Sport ed economia, dunque, vivranno a stretto contatto; l’uno legittimerà l’altra, con l’obiettivo di promuovere il Garda e le sue ricchezze, e fra queste il Chiaretto, vino anticrisi, in grado di sviluppare nell’ultimo quadriennio una crescita di vendite intorno all’80% e capace di conquistare di recente ben due medaglie d’oro al due medaglie d’oro e tre d’argento al Mondial du Rosé, il prestigioso concorso internazionale dedicato ai vini rosati organizzato in Costa Azzurra, la culla dei più grandi vini rosati del mondo, dall’Unione degli enologi di Francia. Intanto, all’interno del comparto “in rosa” della produzione del Bardolino sta emergendo con forza il Chiaretto Spumante: sono ormai quasi 20 le aziende che le producono, contro le 4 appena di tre anni fa.


“Quando gli organizzatori di Garda Endurance Lifestyle ci hanno proposto di essere presenti coi nostri vini e in particolare col Chiaretto – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – abbiamo aderito con entusiasmo, in considerazione della considerevole valenza dell’evento, che si svolge in buona parte all’interno della nostra area di produzione”. In effetti, il mix tra endurance equestre-economia-relazioni internazionali costituisce un format che ha già dato risultati di livello in Italia: un esempio tangibile è stato lo scorso anno l’Assisi Endurance Lifestyle, ora trasferito in un territorio “crocevia” di interessi e opportunità come è appunto quello del Garda.

Domenica 4 luglio, con partenza rispettivamente alle 5 e alle 6 del mattino, prenderanno il via due gare internazionali di endurance equestre di grande fascino sulla distanza di 120 e 90 chilometri. Le due maratone a cavallo attraverseranno i territori di Peschiera, Monzambano, Valeggio sul Mincio e Ponti sul Mincio.

 

Sull’asse ideale che unisce l’Italia agli Emirati Arabi Uniti, Paese leader del Golfo Persico in cui l’endurance equestre è sport nazionale, Garda Endurance Lifestyle 2010 si proporrà anche come punto di riferimento per un programma di relazioni internazionali concepito in vista della missione di sistema del Governo italiano, prevista per il prossimo mese di novembre. Le relazione con gli Emirati Arabi Uniti verrà alimentata ulteriormente dall’evento attraverso un importante progetto supportato dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Istituto per il Commercio estero, che consta in una serie di incontri selezionati tra imprenditori italiani ed operatori emiratini, oltre a un prestigioso Forum economico internazionale fondato sui rapporti bilaterali Italia-Emirati Arabi Uniti.




Presentata la 2° edizione di Forno Festival


E' stata presentata la 2° edizione di Forno Festival, l’evento dedicato al piacere di cucinare al forno, promosso da Pyrex, Buitoni, Angelo Parodi, Smeg, Lago e Fornet.

Tante sono le iniziative già partite e quelle pronte a partire per arrivare alla settimana clou, dal 9 al 16 ottobre 2010.

Il sito internet www.fornofestival.it è l’anima dell’evento, ricco di contenuti interessanti tra cui il ricettario, i consigli dello chef Massimiliano Tansini e la frizzante area bimbi. Sempre sul sito trovi anche la ricerca quantitativa “Cucinare bene per vivere meglio: sogno o realtà?” condotta da TomorrowSWG e la cartella stampa completa: questi materiali li puoi scaricare all’indirizzo
www.fornofestival.it/stampa.html In più puoi partecipare al gioco online per vincere il kit Forno Festival.

N
ella settimana dal 9 al 16 ottobre, ci saranno il concorso nei punti vendita della GDO che mette in palio una cucina Lago completa di elettrodomestici Smeg e i corsi gratuiti di cucina al forno offerti dalle scuole aderenti su tutto il territorio nazionale.

Tutti i dettagli sul sito internet.

Forno Festival 2010 ha tutti gli ingredienti per offrire un menu prelibato di appuntamenti emozionanti.


Anche il "Parmetta" non passa:
altra vittoria del Consorzio del Parmigiano-Reggiano in un tribunale tedesco



Reggio Emilia, 22 giugno 2010. Nuova vittoria del Consorzio del Parmigiano-Reggiano nell’ambito delle azioni a contrasto di imitazioni o evocazioni del nome della nostra Dop.
Il procedimento cautelare promosso dal Consorzio nei confronti della società tedesca Fuchs Gewürze GmbH si è concluso con una sentenza del Tribunale di Colonia che vieta  la commercializzazione e la pubblicità, sul territorio tedesco, di un prodotto a base di formaggio denominato ‘Parmetta’, in quanto in violazione della Dop Parmigiano Reggiano, condannando la società tedesca al pagamento integrale delle spese processuali.


La vicenda era iniziata il 22 gennaio scorso, e dopo un primo provvedimento cautelare del Tribunale, a nulla è valsa l’opposizione presentata dalla ditta tedesca.


Nella motivazione, in particolare, il Tribunale sancisce che il nome ‘Parmetta’ costituisce una chiara evocazione della Dop “Parmigiano-Reggiano” e, condividendo l’impostazione del Consorzio, evidenzia come il prodotto in questione sia un prodotto a base di formaggio (in quanto composto da formaggio a pasta dura per il 54% e da preparazione di formaggi per il 17%), e quindi del tutto comparabile con la Dop Parmigiano Reggiano, e non un condimento a base di spezie, come sostenuto dalla società tedesca.


A seguito della notifica della decisione i legali della società tedesca hanno comunicato  ai legali del Consorzio la decisione di non impugnare il provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Colonia, che diviene così definitivo.


“Siamo ovviamente molto soddisfatti della sentenza – sottolinea il direttore del Consorzio,
Leo Bertozzi – che nell’accogliere le nostre ragioni consolida una casistica di successi importante a fronte di altre azioni che abbiamo ancora in corso; al tempo stesso ci auguriamo e riteniamo possa costituire un ulteriore deterrente per chi continua a ricorrere a forme di evocazione del nome “Parmigiano-Reggiano” che risultano ingannevoli per i consumatori, anche perché spesso associate ad un packaging anch’esso evocativo della nostra Dop”.



Anna Brisotto eletta Presidente del Consorzio

Tutela Vini Doc Friuli Grave 

 

Anna Brisotto è la nuova Presidente del Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave. La nomina è avvenuta il 16 giugno 2010, da parte del Consiglio di Amministrazione che  le  ha affidato il compito di portare il Consorzio verso le grandi sfide della competizione globale nel rispetto delle nuove regole del mondo del vino.

La nomina di Anna Brisotto è stata felicemente accolta dai consorziati ed è avvenuta con  il consenso delle differenti categorie rappresentate all’interno del Consiglio, le quali hanno condiviso un approccio basato sulla necessità  sia  di accrescere  la qualità del prodotto, sia di incrementare le iniziative e le attività di promozione, tutela e valorizzazione della Denominazione.

La neoeletta Presidente dichiara: “Mi sento onorata e orgogliosa nell’accettare il prestigioso incarico, ne sento la particolare responsabilità consapevole che il Consorzio rappresenta uno strumento utile per tutti gli utilizzatori della Denominazione”. 

 

L’elezione di Anna Brisotto segue a una presidenza quasi ventennale di Piergiovanni Pistoni che afferma: “Sono compiaciuto della scelta fatta dal Consiglio, Anna appartiene a una delle famiglie storiche che hanno contribuito a diffondere il nome delle Grave. Auguro a lei e a tutto il Consiglio di operare sempre nell’interesse esclusivo del territorio che è il vero patrimonio del Consorzio”.

Anna Brisotto prosegue: “Il Consorzio svolge compiti di grande importanza, quello di armonizzare le esigenze di tutti i consorziati ed anche gli interessi  di tutto il territorio  per favorire lo sviluppo della Denominazione assicurando il rispetto delle regole previste dal Disciplinare. Si tratta di un percorso difficile e ambizioso e sono certa che con l’impegno,  il sostegno e la condivisione di tutti,  si possano mettere in campo iniziative allo scopo di promuovere in maniera ancora più efficace la conoscenza dei vini Doc Friuli Grave”. 

Insieme ad Anna Brisotto, titolare  dell’azienda San Simone di Porcia,  sono stati eletti  alla guida del Consorzio i Vicepresidenti Pietro Biscontin della Cantina La Delizia di Casarsa e Michelangelo Tombacco dell’azienda I Magredi di Domanins. Nel Consiglio di Amministrazione siedono anche Maria Pia Bianchi (Az. Bianchi di San Vito al Tagliamento), Giuseppe Crovato (Cantina di Bertiolo), Alessandro Gallici (Az. Banear di Treppo Grande), Fernando Pighin (Az. Pighin di Pavia di Udine), Gianni Tommasini (Cantina di Sacile e Fontanafredda), Stefano Trinco (Az. Vigneti Pittaro di Codroipo).

 

Da …incostieraamalfitana.it un appello per

unire i Piccoli Premi Letterari in Italia

 

Maiori 18 giugno 2010. Parte da …incostieraamalfitana.it, incontri con i libri, gli autori e gli editori di novità letterarie italiane e straniere in Costa d’Amalfi, l’appello al prolifico mondo dei piccoli premi e dei concorsi letterari in Italia per provare a costruire insieme un’Associazione a carattere nazionale.

L’appello è sottoscritto da Alfonso Bottone, per il Premio letterario nazionale “costadamalfilibri”, Franco Celenza, per il Premio letterario “Lago Gerundo. Europa e Cultura” Paullo (MI), Gianluca Ferrara, per il Premio letterario nazionale “Creativa” Torre del Greco (NA).

Un mondo, quello dei premi e dei concorsi letterari” - spiega il direttore organizzativo di “…incostieraamalfitana.it”, Alfonso Bottone - “che permette di offrire un servizio culturale a disposizione degli scrittori e degli aspiranti tali. Un messaggio culturale chiaro ed ambizioso, che promuove la letteratura in modo dignitoso, che avvicina il pubblico - e soprattutto quello giovanile - non solo al mondo della scrittura ma, e soprattutto, a quello della lettura”.

I piccoli premi e concorsi letterari hanno certamente anche un altro scopo, che ben sottolinea lo stesso Bottone, “quello di fare pubblicità al paese che li ospita, ai tanti “piccoli” borghi del nostro splendido Bel Paese che, spesso, riescono ad uscire dal proprio anonimato grazie a queste iniziative culturali che, anche per la sempre maggiore diffusione di Internet, raggiungono ogni angolo d’Italia”. Ma i problemi non mancano. Per Alfonso Bottone, infatti, “è innegabile che questi “piccoli” eventi hanno da combattere con “piccole” e “grandi” difficoltà, a cominciare, ovviamente, da quelle economiche, che spesso ne mettono in discussione il radicamento, nel tempo, sullo stesso territorio di appartenenza, rischiando anche di sparire per sempre. Da queste considerazioni nasce, appunto, l’auspicio di provare a riunire i promotori di piccoli premi e concorsi letterari sparsi per l’Italia in un’Associazione che ne garantisca la “qualità” culturale e la sopravvivenza, anche economica”.

 

Dopo aver raccolto le adesioni,” -spiega ancora Bottone- “saremo pronti ad indire un’iniziativa nazionale di confronto per dare vita ad un organismo forte e propositivo. Sede di questo primo incontro pubblico potrebbe essere anche la Costiera Amalfitana, perché no! Il primo passo sarà, intanto, il gemellaggio tra il Premio letterario nazionale “costadamalfilibri” ed il Premio letterario “Lago Gerundo. Europa e Cultura” Paullo (MI), che sarà sancito il 23 luglio a Maiori, nel corso di una delle tre serate finali di “…incostieraamalfitana.it” 2010”.

La rassegna, intanto, dopo la prima fase di incontri letterari, riprenderà il proprio cammino con un doppio appuntamento a Praiano.

Lo splendore delle terrazze di Casa Angelina Life Style Hotel ospiterà, infatti, il 30 giugno il criminologo Francesco Bruno e Laila Ohanian con “Stalking. Cronaca di un abuso” (Curcio), ed il 1 luglio Benedetta Cosmi con “Non siamo figli contro-figure” (Sovera).

Segreteria organizzativa: Via Nuova Chiunzi n.165 - MAIORI (Sa) 84010

tel/fax 089 2961004 - 348/7798939 - 334/2731902 - sms 3771431370

www.incostieraamalfitana.

 

Le notizie della settimana 22 giugno 2010

 

Fondazione Qualivita ed EXPO 2015.

Convegno il 30 giugno a Mantova sull'Italia dei Distretti

 

Fondazione Qualivita ed Expo 2015, con il sostegno della Banca Monte dei Paschi di Siena, iniziano un road tour  attraverso l’Italia dei distretti agroalimentari di eccellenza e scendono in campo per ascoltare il cuore pulsante dell’agricoltura italiana. Da giugno a dicembre 2010.

 

In un momento difficile dell’economia italiana e internazionale, Fondazione Qualivita, Expo 2015 e Banca Monte dei Paschi di Siena, iniziano un viaggio attraverso  i distretti agroalimentari italiani più importanti, per ascoltare  voci e testimonianze dirette di imprenditori, enti locali e  associazioni.

 

Obiettivo di questo itinerario, poter fare un vero e proprio check up del Paese, ascoltando da Nord a Sud  le testimonianze di chi opera nel settore agroalimentare, comparto di assoluto rilievo che con i suoi 120 miliardi di fatturato annuo, rappresenta  la seconda voce economica italiana. Il viaggio inizierà da Mantova per spostarsi in Maremma, a  Grosseto e proseguire nei mesi successivi nelle diverse regioni italiane, isole comprese.  “Tutti i nostri territori, con le loro peculiarità – commenta Mauro Rosati segretario generale della Fondazione Qualivita -, rappresentano attraverso le eccellenza dei prodotti tipici, un valore assoluto per il nostro Paese. Lo dimostrano i marchi dell’italian lifestyle, sempre più richiesti sulle tavole straniere. Nei momenti di crisi emergono più chiare le problematiche del settore, le difficoltà delle filiere, i troppi passaggi dal produttore al consumatore.

Uno dei problemi centrali, visto che  si parla di cifre attorno al miliardo di Euro di fondi già destinati, è l’incapacità nel gestire la complessa burocrazia per accedere a risorse fondamentali disponibili già stanziate dall’Ue, soprattutto in certe zone del Paese, per  questioni che potrebbero  essere superate se solo affrontate nel giusto modo. Per questo l’impegno deve essere massimo –  conclude Rosati -, promuovendo  iniziative finalizzate alla creazione di quelle sinergie che potrebbero portare benefici sull’intero comparto. Alla fine di questo viaggio nell’Italia dei distretti  avremo informazioni utili per percepire i nuovi trend, le  esigenze e le criticità del settore e  potremo capire come valorizzare  al meglio le opportunità offerte dall’evento Expo 2015”


Mantova - 30 giugno 2010 – ore 10