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Le
notizie della settimana 21
dicembre 2010
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Balocco: “Dolci” previsioni per la chiusura
del 2010
Con
l’arrivo delle festività natalizie, momento clou per il mercato
dolciario da ricorrenza, settore di riferimento per la Balocco Spa,
arriva anche il momento dei bilanci.
Nonostante
le difficoltà che hanno caratterizzato il mercato, incertezza dei
consumi ed importante l’incremento delle materie prime (burro e
farina innanzitutto), le previsioni della famiglia Balocco, da
ottant’anni alla guida della storica azienda di Fossano, sono più
che positive mantenendo le importanti percentuali di crescita
registrate negli ultimi anni.
L’Azienda
prevede infatti di chiudere il 2010 con un fatturato che sfiorerà i
130 milioni di euro, con una crescita pari a circa il 7,5% rispetto
al 2009. Non
si tratta di un episodio, ma della conferma di un trend di costante
crescita che ha caratterizzato gli ultimi esercizi: fra il 2005 ed il
2009 il giro d’affari è salito del 76%. Si è passati così dai
67 milioni di euro di fatturato del 2005 ai 118 milioni di euro
del 2009, registrando un incremento medio annuo del 15%. In
particolare negli ultimi 48 mesi l’Azienda è cresciuta di oltre un
milione di euro al mese.
Sono
grandi le aspettative sulle risposte del mercato in questo periodo
natalizio: ad oggi sono infatti oltre 14 milioni i prodotti lievitati
del Natale venduti, distribuiti capillarmente in Italia e per il 15%
all’estero.
Grande
impulso è stato dato all’export: i prodotti Balocco
oggi sono presenti
in oltre 50 paesi (Europa, Nord America, Medio Oriente, Sud Est
Asiatico, Australia, sud Africa e Sud America); il 62% dei volumi è
realizzato all’interno della UE, il 38% nei paesi extra UE.
L’antica
pasticceria si è trasformata in uno stabilimento produttivo tra i
più moderni e all’avanguardia. Un successo importante anche per le
ricadute occupazionali di un intero territorio: oggi Balocco impiega
infatti un organico medio di circa 300 addetti (con punte di 370 nel
periodo natalizio). La
crescita è stata sostenuta inoltre anche da un importante piano
di investimenti destinati all’acquisizione di nuove tecnologie ed
al miglioramento di quelle esistenti:
grazie ad uno sforzo di oltre 30 milioni di euro investiti, la
Società dispone oggi di uno fra gli stabilimenti più moderni ed
efficienti d’Europa, esteso su 70.000 metri quadrati di cui circa
44.000 coperti. Il 2010 ha visto inoltre l’avvio di una nuova linea
di produzione per biscotti da prima colazione, che ha portato ad otto
il totale degli impianti installati nel sito produttivo di Fossano.
Inoltre entro la fine dell’anno sarà inaugurato uno
dei più grandi impianti fotovoltaici su copertura industriale del
Piemonte, instaurato sulle coperture del complesso industriale
Balocco di Fossano (CN) e con una potenza nominale di 1.860 2010
kWp.
Fondata
nel 1927 a Fossano (CN) come pasticceria artigianale, Balocco è oggi
diventata il secondo player del mercato dolciario italiano,
grazie ad una strategia che punta alla qualità del prodotto,
all'attento e diretto controllo delle materie prime e di tutte le
fasi di lavorazione, e alla proposta di una vasta gamma di prodotti
dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Una strategia vincente quella
di Balocco, azienda 100%
italiana e di proprietà della famiglia Balocco,
oggi guidata dalla III
generazione.
Cesarini
Sforza brinda alla Accademia
nazionale di
Santa
Cecilia
Bologna
20 dicembre 2010. Le nobili bollicine degli
spumanti Cesarini Sforza brinderanno alla prossima iniziativa di
raccolta fondi a beneficio dell’Accademia Nazionale di Santa
Cecilia di Roma.
Con l’obiettivo di
ripetere il successo che un’analoga iniziativa ebbe lo scorso anno,
martedì 21 dicembre 2010 alle ore 19.30, presso la Sala “Santa
Cecilia” dell’Auditorium Parco della Musica, il Maestro Antonio
Pappano – Direttore Musicale dell’Accademia – dirigerà il
Concerto Note di Natale, in cui verranno eseguite musiche di
Rossini, Honegger e il celebre secondo atto de Lo Schiaccianoci di
Čajkovskij. Al Concerto farà seguito una cena di gala nello “Spazio
Risonanze” dell’Auditorium, a cui parteciperanno Antonio Pappano,
Ennio Morricone e un gruppo di celebri artisti mobilitati a sostegno
dell’Accademia. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto
all’Accademia stessa.
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche
istituzioni musicali del mondo. Fondata ufficialmente nel 1585, e
trasformatasi nei secoli da sodalizio di musicisti di valenza locale
a moderna accademia ed ente concertistico sinfonico di fama
internazionale, unisce un corpo accademico composto di 100 membri fra
i più illustri esponenti della cultura e dell’arte musicale a
un’orchestra e a un coro sinfonici fra i più accreditati in campo
internazionale; svolge altresì attività di alta formazione musicale
e conserva un patrimonio storico ricchissimo, riflesso della sua
storia plurisecolare.
Ancora una volta la
Cesarini Sforza Spumanti ha voluto legare il proprio marchio a un
evento di grande rilevanza artistica, a ennesima conferma del suo
claim storico: qualità, immagine, cultura. Il consolidato prestigio
degli spumanti Cesarini Sforza contribuisce in questo modo al
sostegno della preziosa iniziativa mobilitata a favore
dell’Accademia.
Gli Spumanti Cesarini
Sforza sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Fratelli
Rinaldi Importatori (tel. 051 4217811, fax 051 242328,
info@rinaldi.biz),
e per l’estero da Ethica (Gruppo La Vis, tel. +39
0461 380800, fax +39 0461 380846, info@ethica.biz).
Ekk Abruzzo: sarà Gabriele
Marrangoni il patron del ristorante di Ekk
Eclettico,
appassionato, professionale: Gabriele Marrangoni è completamente in
linea con la filosofia di Ekk “Abruzzo in sintesi”, il polo del
tipico e del verde abruzzese che nascerà a Città Sant’Angelo
(Pe). Per questo motivo sarà lui lo chef patron del ristorante di
Ekk Abruzzo in sintesi.
Già chef della
nota country house “Borgo Spoltino” di Mosciano Sant’Angelo
(Te), dove propone una cucina esclusivamente a base di prodotti
tipici, Gabriele Marrangoni ha vissuto e continua a vivere numerose
esperienze culinarie fuori regione e all’estero (Novara, Cuneo,
Spagna), e di docenza in Brasile, in Oregon e in Danimarca per la
valorizzazione dei prodotti tipici e in particolare dell’olio
extravergine di oliva, insieme alla Facoltà di Agraria
dell’Università di Teramo e a Slow Food. È sommelier e abilitato
alla cucina senza glutine.
Nel
2003 ha fondato insieme al suo amico e socio Mauro Angeloni “Borgo
Spoltino”, accanto al quale ha realizzato un orto per la
coltivazione di verdure ed ortaggi, e che è sede di una rassegna
jazz invernale dove si promuove il connubio tra musica e gastronomia
di qualità.
Sempre insieme a
Mauro Angeloni, nel 2006 ha aperto il primo punto di “Terra del
Gusto”, una nuova filosofia di ristorazione per la pausa pranzo con
prodotti a filiera corta e richiami alla cucina tipica del
territorio. Oggi i punti sono sei, dislocati sul territorio
abruzzese, e sono luoghi di riferimento per chi ama tenersi leggero
senza sconti sulla qualità.
Sarà lui a
condurre gli eventi enogastronomici che si svolgeranno in Ekk Abruzzo
in sintesi. La
struttura, in corso di ultimazione all’interno della storica
Cantina Santangelo ai piedi del borgo di Città Sant’Angelo, sarà
aperta al pubblico il prossimo febbraio.
Il progetto di recupero della Cantina (le stanze dell’albergo di
Ekk, infatti, sono ricavate dalle botti e delle botti conservano le
pareti in cemento armato) è stato presentato durante la prima
biennale di Habitat appena conclusasi nell’ex Aurum di Pescara. Si
allegano foto delle tavole esposte e di Gabriele Marrangoni.
In diretta sul web
la
Scuola
Italiana di Potature della Vite
Da gennaio in 7 regioni
In
diretta sul Web
i
corsi della Scuola
Italiana di Potature della Vite,
che si svolgeranno in gennaio e febbraio nelle 7 principali regioni
vinicole italiane ( Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige,
Friuli Venezia Giulia, Lombardia-Franciacorta, Toscana, Campania).
Grazie all’attivazione di un servizio di streaming
Web sarà
infatti
possibile seguire in
diretta e di rivedere a piacimento on demad
le
lezioni teoriche in aula e quelle pratiche in vigna della Scuola
ideata da Marco
Simonit e Pierpaolo Sirch,
i Preparatori d’Uva, e coglierne lo spirito e la sapienza: uno
strumento a disposizione di chi non può partecipare in prima persona
ai corsi, addetti a lavoro e no, viticoltori o persone semplicemente
interessate all’ambiente e alla natura.
Non
solo. La
Scuola
-
venendo incontro alle molteplici richieste - aumenta rispetto al 2010
il numero dei corsi e, per ciascuno di essi, consolida la
collaborazione con prestigiose
università ed istituti di ricerca
legati al mondo della vite, interessati al Metodo
Simonit e Sirch di potatura soffice della vite:
l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in
Piemonte, il CERVIM - Centro di Ricerche, Studi e
Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna e l’Istitut
Agricole Régional in Valle d’Aosta, l’ Istituto Agrario di San
Michele all’Adige e l’Istituto Sperimentale di Laimburg in
Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università
di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a
Castelnuovo Berardenga e il Dipartimento di patologia del Corso
di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in
Toscana.
“Riteniamo
che la ricerca sia il futuro – spiega Marco Simonit- Perciò,
oltre ad aprire le Scuole, stiamo investendo molto in questo settore
e stiamo allacciando rapporti con importanti istituti e università
italiani e stranieri affinché il nostro lavoro di potatura sia
studiato e monitorato. Non siamo gelosi del nostro Metodo, anzi
desideriamo che il mondo scientifico lo studi. Siamo partiti oltre 20
anni fa dall’osservazione e dallo studio delle antiche vigne;
abbiamo poi messo a punto empiricamente il Metodo Simonit&Sirch
e lo abbiamo applicato nei vigneti di molte importanti aziende
italiane, dal Nord al Sud; il prof. Attilio Scienza del Dipartimento
di viticoltura Università di Milano e poi la prof.ssa
Mugnai del Dipartimento di patologia del Corso di laurea di
viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze sono stati i
primi a seguirci passo passo e a raccogliere dati. Oggi siamo
orgogliosi di poter lavorare e di confrontarci anche con altre
realtà scientifiche, perché crediamo che grazie allo studio si
potranno individuare metodologie operative sempre
più mirate ed efficaci .”
Ma
come nasce l’idea della Scuola
Italiana di Potature della Vite?
Marco Simonit e Pierpaolo Sirch l’hanno ideata dopo oltre
20 anni di lavoro
sperimentale nei vigneti di tutt’Italia. Unica nel suo genere non
solo in Italia, ma a livello internazionale, é un centro di
formazione permanente. Una scuola itinerante, con sedi nelle grandi
regioni del vino italiane, aperta a viticoltori e non, le cui lezioni
si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e
la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di
potatura. Altre 12 ore in tarda primavera, per la gestione del verde.
L’obiettivo
della Scuola è quello di recuperare
l’antico mestiere del potatore
che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il
più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono
addirittura di raddoppiarne
l'età: spesso
infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle
potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al
legno. Il che comporta una valorizzazione del vigneto Italia, bene da
salvaguardare sotto il profilo economico, storico e ambientale
paesaggistico. Non solo: un importante
risparmio
per
le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la
diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto,
piante
più sane e longeve
che
danno uve, e quindi vini, di qualità superiore (le malattie infatti
sono causate anche, e spesso, da una dissennata impostazione delle
potature che hanno fatto crescere, in misura esponenziale, le
infezioni al legno della vite).
Un
nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, a torto considerato
umile, che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani
interessanti prospettive nel settore della green economy.
Date e programmi dei corsi, nonchè
delle dirette streaming Web su www.simonitesirch.it.
Per informazioni:
Tel. 0432.752417.
Da Papillon una guida
ai ristoranti solo per iPad
oltre 2050 ristoranti recensiti e
giudicati coi faccini sorridenti
La guida I Ristoranti
del Golosario 2011 è una realtà, ma - segno dei tempi -
è stata
concepita solo per iPad.
Contiene oltre 2.000
segnalazioni che annoverano tutte le recensioni delle due
GuideCriticheGolose, ovvero di Piemonte, Lombardia, Valle D'Aosta,
Liguria e Costa Azzurra e poi i 500 ristoranti del Golosario del
resto dell'Italia, ma anche le cantine, i negozi, i produttori di
cose buone che offrono un servizio di ristoro.
"Una guida
preziosissima per il turismo enogastromico in Italia - dice
soddisfatto Paolo Massobrio - che va a valorizzare il lavoro di tanti
bravi cuochi". Paolo Massobrio, che firma libri di successo come
Il Golosario, guida alle mille e più cose buone d'Italia e il libro
per la famiglia Adesso, ha raccolto in questa nuova guida nazionale
tutto il meglio che la sua squadra di collaboratori, insieme ai Club
di Papillon, hanno scoperto sul territorio. Il giudizio viene dato
con i "faccini" più o meno sorridenti accanto a tutte le
indicazioni utili per recarsi a pranzo o a cena.
Su App Store, dunque
sono disponibili 2 guide: la prima riguarda i 3.700 negozi del
Golosario (gratuita), la seconda I Ristoranti del Golosario,
disponibile ad un prezzo di 7,99 euro.
Con l'applicazione è
possibile: cercare i ristoranti attraverso il ricchissimo database,
organizzato per regioni; utilizzare il motore di ricerca interno per
cercare i ristoranti per prezzo, categoria, cibo cucinato,
località...; scoprire i ristoranti vicini a voi, attraverso un
utilissimo sistema di navigazione GPS. E tanto altro
ancora...Edita da Comunica edizioni srl l'applicazione è disponibile
attualmente per piattaforma iPad, ed è stata realizzata dalla
società Netguru e Fotonica.
Asiago
e Speck per la “Pizza Altopiano”: omaggio
gastronomico all’Unità d’Italia
Garibaldi non
fu ferito invano: oggi l’Italia è unita attorno alla nuova pizza,
con Speck Alto-Adige, Asiago mezzano, pomodorini di Pachino ed olio
extra vergine. La delizia messa a punto dai maestri pizzaioli di
Vitulazio (Caserta).
20 dicembre 2010. E’ una rivoluzione di equilibrio, un
risorgimento di buon gusto, quello architettato dai maestri pizzaioli
delle pizzerie “Napulèone” (leggi “Napule Uan”) di Caserta e
Napoli. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia,
con la creatività dirompente di cui i meridionali sono capaci nel
creare con la massima naturalezza dei veri nuovi classici, hanno
sfornato una ricetta di pizza che hanno voluto intitolare
all’Altopiano, in omaggio alla terra di provenienza di uno dei suoi
ingredienti: l’Asiago DOP stagionato. Sulla Pizza Altopiano,
l’Asiago mezzano si accompagna ad alcune fra le più felici
specialità alimentari del nostro Paese: lo Speck Alto-Adige IGP, i
pomodori ciliegini di Pachino IGP e l’olio Extra Vergine di Oliva,
sempre meglio se DOP.
Il gastronomo casertano Vincenzo D’Antonio racconta: «Una
volta nelle pizzerie di Napoli, quelle vere, anzi "veraci",
si facevano sì e no soltanto una mezza dozzina di pizze. Se la
memoria mi soccorre, provo a dirle: la napoletana, ovvero la
semplicità difficile a farsi (olio, aglio, origano e pomodoro), la
marinara, come sopra ma con aggiunta delle acciughe, la margherita,
senza origano, bensì fiordilatte e qualche fogliolina di basilico,
il calzone, ovvero con ripieno di ricotta e salame (in origine, i
cicoli, ovvero pezzetti di lardo di maiale) e variazioni semplici
quali capricciosa e quattro stagioni. Tant'era».
«Poi, con il proliferare delle pizze, si cominciò a ritenere che
vinceva chi... la sparava più grossa con la fantasia. Adesso le cose
sembra tendano ad un savio riequilibrio», prosegue D’Antonio: «Mai
più si tornerà allo spartano assortimento della mezza dozzina di
pizze, ma nel contempo speriamo che ci si stia allontanando per
sempre da "mare e monti", "panna e würstel",
"patatine fritte e mais" ed altre nefandezze del genere.
Una pizza innovativa nella meritoria accezione, ovvero laddove
l'aspetto di innovazione si addentella alla tradizione, è la pizza
dell'Altopiano. Base ben lievitata ed in entrata forno sottili fette
di Asiago mezzano DOP (in assenza, Asiago fresco DOP) e pomodorini
ben maturi tagliati a metà. A metà cottura, si appongono sulle
fette di Asiago che hanno preso nel mentre la giusta morbidezza,
delle sottili fette di Speck dell'Alto-Adige IGP. La cottura in forno
prosegue per un altro minutino. In uscita forno, cadono sulla pizza
auree gocce di olio extravergine di oliva. La pizza, caldissima, è
pronta per il tavolo. E beato sia il commensale».
http://www.ilnomedelrosato.it
Successi
per Carpené Malvolti
Un
fine anno con i fuochi d'artificio per Carpené Malvolti, che dopo il
premio
Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo
ottenuto
dal Gambero Rosso con la Cuvée
Brut del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG,
si aggiudica anche due
medaglie d'argento
all'ottava
edizione del concorso
Effervescent
du Monde 2010,
una delle rassegne enologiche più attese interamente dedicata al
mondo della spumantistica a cui hanno preso parte oltre 500 vini
provenienti da 24 paesi. Ad aggiudicarsi le medaglie d'argento, il
Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica
e il
Petit
Manseng de L'Arte Spumantistica.
I
prodotti della storica azienda spumantistica di Conegliano hanno
ricevuto in questi giorni anche una ulteriore manifestazione di
stima, piazzandosi al primo
posto -
con un distacco di parecchi punti sul secondo -
della classifica
stilata
da Altroconsumo
giudicato
il miglior vino 'per le feste' attribuito al Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extradry.In
previsione delle festività natalizie Altroconsumo
ha voluto confrontare qualità e prezzi delle principali etichette di
spumante; 15 produttori per altrettanti vini sfilano nella classifica
pubblicata dalla rivista, capeggiati da Carpenè Malvolti. Un trionfo
significativo, che testimonia l’attenzione costante della cantina
storica di Conegliano verso l’alta qualità dei propri prodotti,
strizzando l’occhio al portafogli dei consumatori.
Riconoscimenti
da aggiungersi ai già numerosi premi ottenuti nell'arco del 2010
dagli alfieri di Carpené Malvolti, che si avvia a chiudere un anno
ricco di successi. Come quello che si festeggia questa sera a
Roma alla Città del Gusto del Gambero Rosso ovvero la premiazione
con l'Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo durante la prima
delle due degustazioni fissate in occasione dell’uscita in
distribuzione della nuova guida Bollicine
d’Italia 2011,
la
guida che raccoglie il meglio della produzione spumantistica
italiana. E stasera il Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica
sarà anche protagonista della prima puntata di "ViNovità",
rubrica televisiva enologica realizzata da Zeta Group in
collaborazione con AIS Veneto e l'Enoteca Veneta di Conegliano che si
inserisce all'interno del settimanale televisivo Cronache Trevigiane,
in onda su Telenuovo alle 13 e alle 23,45 e su Telechiara alle
13.
Il
secondo appuntamento con le Città del Gusto del Gambero Rosso,
domenica 19 dicembre a Napoli, dove dalle 20 alle 24 si riempiranno i
calici accompagnati dalle creazioni degli chef del Gambero Rosso,
ovvero sfiziosi finger food dolci e salati e una selezione di salumi
e formaggi.
Natale
Fipe, a tavola al Ristorante
Alla
tavola di Natale apparecchiata nei ristoranti farà la sua comparsa
la Finanziera. Non si tratta però dell’ennesimo controllo da parte
delle Fiamme Gialle, né di un bieco e deplorevole tentativo di
corruzione da parte degli esercenti!
La
Finanziera è il nome di un’antica ricetta piemontese che alcuni
ristoratori sono andati a riesumare dai bauli impolverati nelle
soffitte per proporla, assieme ad altre, in una chiave moderna e
salutistica in occasione delle festività natalizie.
La
novità al ristorante del Natale 2010 è rappresentata proprio dalle
ricette tradizionali regionali di cui si era persa la memoria. La
Vecchia di cavallo parmense, il Cappone
in carpione
lombardo, la Minestra maritata in Campania, La Torta Bronse in
Veneto, i Vincisgrassi ad Ancona, Il Timballo alla Bonifacio
ciociaro, la Sbroscia viterbese, i purceddhruzzi
a Lecce o il Cunigghiu senza cunigghiu a Palermo
(scarica dal sito www.fipe.it le ricette e i ristoranti che le
propongono) non sono che antichi piatti talmente tanto caratteristici
e legati al territorio da essere stati sopraffatti nella fama dei più
comuni risotti e cotolette alla milanese, coda alla vaccinara,
polenta con gli osèi e orecchiette alle cime di rapa.
I
ristoranti che stanno proponendo le ricette popolari perdute e
rivisitate in chiave moderna hanno colto proprio questo spunto per
proporre un Natale originale e all’insegna dell’italianità.
Tanto è vero che anche i ristoratori che non si avventurano nelle
ricette storiche, prevedono comunque di offrire ai clienti un menù
meno esotico e più stagionale: l’ananas lascia il posto alle
arance; legumi e ortaggi compariranno in maniera forte; la carne va
più del pesce anche se di allevamento.
«Il
Natale è la festa della famiglia per definizione – ha commentato
il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – e il ristorante è il
posto più adatto per accogliere le grandi tavolate di parenti ed
amici con lo stesso calore della casa. Con queste ricette storiche
rivisitate si sta aprendo una nuova fase rinascimentale della
cucina».
La
scelta culinaria dei ristoranti sembra essere stata apprezzata dai
consumatori che hanno già fatto registrare il tutto esaurito in
molti locali. I prezzi, infatti, sono rimasti contenuti: il menu
composto da antipasto, due primi piatti, due secondi, contorni di
stagione, dolci natalizi, caffè, bevande costa in media 43,50
euro,
appena l’1,2% in più del 2009. La spesa complessiva ammonterà a
217
milioni di euro,
pari al 4% in più del 2009. La conferma arriva anche dalla crescita
del numero di chi consumerà il pranzo di Natale nei 60mila
ristoranti aperti da nord a sud della penisola. Forti anche di alcune
iniziative di intrattenimento (la presenza di Babbo Natale nel locale
e i menu bambini, per esempio), i 5 milioni di italiani che andranno
al ristorante rappresentano un aumento del 2,8% di clientela rispetto
al 2009.
I
NUMERI DEL PRANZO DI NATALE AL RISTORANTE
|
|
Natale
2010
|
var.
% 2010/2009
|
|
ristoranti
aperti (n.)
|
54.863
|
0,8
|
|
clienti
(n.)
|
4.993.794
|
2,8
|
|
prezzo
medio (in euro)
|
43,54
|
1,2
|
|
spesa
complessiva (in euro)
|
217.421.113
|
4,0
|
|
Fonte:
elaboraz. C.S. Fipe
|
|
|
Almaverde Bio fa il boom
di contatti con la campagna tv
Oltre 63 milioni di
contatti per tre messaggi che spiegano ai consumatori l’importanza
di mangiare biologico.
Cesena 17 Dicembre 2010.
Un Natale all’insegna del biologico per i consumatori italiani che
dal 19 dicembre vedranno la nuova campagna pubblicitaria Almaverde
Bio su le reti RAI (Rai 1, Rai2, Rai 3, Rai news) e su La7.
Si tratta di una
programmazione che raggiungerà 43,8 milioni di contatti utili per
una frequenza media pari a 9.8. (dati Starcom Italia); la messa in
onda della campagna che Almaverde Bio ha ideato porterà
all’attenzione dell’opinione pubblica i valori dell’agricoltura
biologica avvalendosi della testimonianza dell’etologo Giorgio
Celli, dell’esperta in nutrizione Alessandra Bordoni e
dell’oncologo Dino Amadori.
Lo spot è visionabile
dal 20 dicembre nel sito www.almaverdebio.it.
La campagna televisiva
sarà potenziata da una campagna su Radio Rai di sponsorizzazione del
segnale orario che svilupperà oltre 20 milioni di contatti utili.
CHI E’ ALMAVERDE BIO
ITALIA
Almaverde Bio Italia è
un Consorzio che associa 11 imprese dell’agroalimentare italiano
con una comprovata esperienza nel settore biologico.
Il Consorzio ha il
compito di sviluppare strategie di comunicazione e promozione del
marchio investendo le risorse messe a disposizione dei soci.
Le imprese sono
licenziatarie in esclusiva per l’uso del marchio per il proprio
settore merceologico, svolgono autonomamente la commercializzazione,
fanno sinergia per lo sviluppo del mercato
Nato nel 2000, il
Progetto Almaverde BIO è oggi il primo marchio di biologico in
Italia con una notorietà del 69% ( Fonte Call Word).
Nel 2009 i prodotti
Almaverde Bio hanno raggiunto un fatturato di 26,186 milioni di euro
realizzando un incremento del 7.5% sul fatturato 2008.
Nel 2010 il trend si
mantiene positivo con un + 12% sul pari periodo 2009.
PIÙGUSTO,
il successo dell'eccellenza
Trionfo
della manifestazione e grande partecipazione di pubblico: i golosi
hanno avuto quel che si meritavano!
Lugano
saluta PIÙGUSTO, il Salone Internazionale dell’eccellenza
enogastronomica ed agroalimentare della Svizzera, che chiude i
battenti della sua quarta edizione con un bilancio più che positivo.
Ottima
partecipazione di pubblico, sempre più affezionato alla
manifestazione che, ogni anno in numero maggiore, porta in città
prodotti di qualità assoluta, facendo conoscere ad adetti ai lavori
e curiosi il meglio del mercato enogastronomico internazionale.
Buona
partecipazione anche di pubblico italiano, che in questa edizione più
che mai ha potuto apprezzare il Made in Italy, presente in forza alla
fiera e che continua a stupire per varietà e qualità proposta.
PIÙGUSTO ha rappresentato anche una vetrina d’eccellenza per i
prodotti di casa nostra, con una intera sezione dedicata alle
eccellenze ticinesi, dai formaggi ai salumi ai dolci per arrivare ai
vini ed ai distillati della nostra regione.
Il
calendario di eventi, incontri e degustazioni guidate ha riscontrato
grande successo nella tre giorni luganese ricca di appuntamenti:
dall’incontro dedicato ai problemi della celiachia, alle
degustazioni di vini biologici, distillati e pasta fatta in casa, gli
espositori hanno potuto farsi conoscere meglio al pubblico con
incontri ad hoc, facendo apprezzare tipicità e sapori unici.
Anche
la Regione Piemonte, presente con diversi produttori di nicchia, ha
avuto il suo momento di gloria con la presentazione a stampa e
visitatori di una delle sue eccellenze: la pera Madernassa.
L’incontro ha contato anche la partecipazione dell’assessore
regionale al Turismo, Alberto Cirio, che ha dichiarato non casuale la
scelta della vetrina di PIÙGUSTO per i prodotti dell’eccellenza
piemontese, che qui possono trovare un mercato nuovo e un’apertura
per nuovi rapporti commerciali.
Spazio
anche al resto del mondo, all’interno del percorso espositivo
dedicato ai golosi: da Austria, Germania, Grecia, Norvegia, Francia e
altri paesi, il Salone del gusto di Lugano si riconferma un evento
che piace agli espositori esteri. In questa edizione di PIÙGUSTO,
infatti, il sapore ha parlato in 15 lingue diverse, proponendo una
varietà di scelta enogastronomica mondiale davvero notevole.
PIÙGUSTO
rinnova l’appuntamento a tutti gli enogastronauti al prossimo anno,
per l’edizione numero 5 che ha già diverse novità in cantiere,
contando di bissare il successo di quest’anno, per un salone che si
candida a diventare un appuntamento tra i più attesi dai golosi e
dai curiosi della Svizzera intera.
Sotto
l’albero? Tante “esperienze” firmate Evinia.it Visite in
cantina, corsi di enogastronomia, degustazioni guidate, lezioni dalle
cesarine
Basta navigare su www.evinia.it
per scegliere il regalo che sorprende anche chi ha già tutto.
Il Natale sposa
l’enologia e la gastronomia e porta sotto l’albero regali di
gusto ed emozioni. Sul portale www.evinia.it, è possibile
trovare una selezione di esperienze, da regalare, dalle visite in
cantina alle lezioni di cucina, così da lasciarsi trasportare in un
mondo di sapori e profumi dimenticati e sorprendere anche chi ha
davvero già tutto.
Per il marito che
vuole approfondire la conoscenza di cosa beve, il cadeaux giusto è
una visita presso un’azienda vitivinicola (sia in Italia che
all’estero), che produce quella particolare etichetta. Per le
mamme che vogliono diventare ancora più brave ai fornelli si può
prenotare e regalare una delle lezioni di cucina insieme alle
Cesarine, ovvero talentuose chef che aprono le porte della loro casa.
Sarà sicuramente un pensiero gradito perché potranno apprendere la
magistrale tecnica per fare la sfoglia, o i trucchi per fare un
fragrante pane.
Per il fratello
negato in cucina? Niente di meglio che iscriverlo ad un corso di
enogastronomia. Per l’amica del cuore o il collega di lavoro
che ama assaggiare di tutto? L’ideale è “impacchettare” un
voucher per una degustazione guidata.
E tutto sempre
garantito da Evinia che provvede poi direttamente alle prenotazioni
(arriva successivamente via email). Ma visto che la
tradizione vuole che ci si scambiano i pacchi dono, anche Evinia fa
un regalo ai suoi utenti e così al momento della registrazione al
portale, offre subito un Bonus del valore di 50 euro che rende più
convenienti gli acquisti (sul portale si può scegliere tra vini,
champagne liquori e specialità gastronomiche, oltre che eleganti
confezioni regalo, e tutto viene consegnato in due giorni).
Evinia - The Wine & Food
Experience. INFO: www.evinia.it
|
Le
notizie della settimana 16
dicembre 2010
|
A Priverno il Natale del
Cuoco
Gran
galà per gli chef della provincia di Latina che lunedì prossimo si
riuniranno a Priverno (LT) per il tradizionale “Natale del Cuoco”.
Ad ospitare l’evento, organizzato come ogni anno dalla Federazione
Italiana Cuochi, il ristorante Il Ritrovo.
Un
appuntamento unico nel suo genere per celebrare la gastronomia
pontina e permettere agli associati di scambiarsi, anche se con
qualche giorno di anticipo, gli auguri di Natale. Una serata
interamente dedicata ai sapori più autentici della tradizione tra
assaggi con le tipicità locali reinterpretate per l’occasione dai
migliori chef del comprensorio.
Tra
loro la lady chef Graziella
Sangemini,
terza classificata per la sezione “artistica” ai recenti
campionati mondiali disputati a Lussemburgo, il presidente
della FIC Lazio Carlo
Zappulla,
il presidente dell’ Associazione Provinciale Cuochi Luigi
Lombardi,
il segretario generale del Nastro Verde d’Europa Antonio
Iadanza
e i possessori del prestigioso collare del Collegium Cocorum: un
riconoscimento conferito esclusivamente ai professionisti che operano
da oltre cinque lustri nell’arte culinaria con dignità e passione,
onorando sempre e ovunque la millenaria tradizione della cucina
italiana. Obiettivo della Federazione è infatti quello di dare
risalto alle eccellenze del territorio attraverso l'organizzazione di
manifestazioni che facciano crescere l'enogastronomia locale e diano
professionalità alle circa duecentocinquanta giacche bianche che
operano nel settore. Artigiani capaci di trasformare le loro cucine
in veri e propri laboratori del gusto in cui la sensibilità e la
maestria si esprimono nel saper sapientemente coniugare i vecchi
sapori con i nuovi saperi per dar vita a piatti gustosi e innovativi
sempre capaci di stupire ed emozionare.
Ricco
il menu della serata che dopo l’aperitivo di benvenuto vedrà il
Girello di vitello con verdure croccanti, germogli e salsa di soia;
il fagottino con radicchio e ricotta infornata su vellutata di
topinambur e tartufo; l’Orzotto mantecato con ragù di fagiano e
zafferano; il Lombetto di maiale farcito alle prugne con verdure
saltate; il Semifreddo ai due cioccolati con cuore di amarena e
sorbetto di arancia.
Fondamentale, anche in
questa occasione, la partecipazione degli istituti alberghieri di
Formia e Terracina che con i propri allievi affiancheranno gli chef e
i maitre nel servizio di sala e di cucina.
E’
il miele bio di acacia “Apicoltura Cassian” il migliore
dell’annata
Da
Catania i verdetti del III Premio BiolMiel La
Giuria internazionale ha prescelto il prodotto dell’azienda veneta
tra i 154 in concorso. Si è chiusa la tre giorni dedicata
ad
apicoltura
e biodiversità, che ha visto svolgersi anche degustazioni, incontri
e mercatini
Catania
dicembre 2010. – E’ il miele biologico di acacia dell’azienda
“Apicoltura Cassian” di Treviso il migliore di quest’annata. E’
il principale verdetto del III Premio BiolMiel, il concorso
internazionale per mieli da produzione bio svoltosi a Catania. Il
prodotto veneto è stato proclamato dalla Giuria internazionale che
lo prescelto tra i 154 in gara (circa il 20 per cento in più
rispetto alla scorsa edizione) provenienti da varie zone d’Italia,
ma anche da Slovenia, Croazia, Grecia, Spagna, Messico, Argentina,
Turchia e Libano.
Sempre
tra gli uniflorari, secondo posto per il miele di castagno pugliese
dell’azienda “ApiPuglia”; terzi, ex aequo, il miele di
giuggiolo prodotto dall’azienda araba “Abu Dhabi Organics” e
quello di sideritis dell’azienda abruzzese “Premiata Apicoltura
La Ghirlanda”. Tra i prodotti padroni di casa, ossia i siciliani,
miglior piazzamento – sesto posto - per il miele di rosmarino
dell’azienda trapanese “Isola Del Miel”. Infine, miglior
millefiori è stato proclamato quello prodotto dal’azienda lombarda
“Apicoltura Zipoli”.
Per
tre giorni dunque il Convitto Cutelli, nel centro storico della
città, ha ospitato i lavori della giuria presieduta da Gian Luigi
Marcazzan del CRA-Api di Bologna, ma anche un convegno internazionale
su apicoltura e biodiversità, i “Laboratori del gusto” del
miele, i lavori del comitato nazionale Premi Biol, la riunione dei
tecnici apistici Icea e un mercatino bio dei prodotti dell’alveare.
Nato
come occasione per incontrare produttori di miele e tecnici, per
dibattere e sostenere l’agricoltura biologica e sostenibile e per
promuovere i prodotti biologici di qualità, il BiolMiel –
www.biolmiel.it
- è stato promosso da Icea - Istituto Certificazione Etica e
Ambientale, in collaborazione con il CRA - Unità di ricerca di
apicoltura e bachicoltura di Bologna e con il C.I.BI. - Consorzio
Italiano per il Biologico (organizzatore e depositario del marchio
del Premio Biol), col patrocinio di Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali, Camera di Commercio di Catania e
AgriBioMediterreneo.
Per
tutti i partecipanti è stato previsto il rilascio di un attestato di
partecipazione, mentre i mieli che nelle selezioni hanno raggiunto
risultati di eccellenza riceveranno anche la certificazione “Biol
High Quality”.
Esce
«Flos Olei 2011», la bibbia mondiale dell'olio extravergine d'oliva
Ci sono tutti i Paesi produttori di
olio extravergine d'oliva del mondo. Anche India e Nepal, che solo
oggi si affacciano alla produzione di questo straordinario alimento
ma che promettono di essere future sorprese. C'è il meglio del
pianeta nella guida «Flos Olei 2011», scritta da Marco Oreggia e
Laura Marinelli per la MO editore e in vendita al prezzo di 26 euro
nella versione cartacea ma disponibile da quest'anno anche come
applicazione su iPhone (7,99 euro) e iPad (12,99 euro ma in
promozione per il primo mese a 9,99).
Un volume che si pone come
un punto di riferimento internazionale del settore (per questo è
bilingue: italiano-inglese) nel quale naturalmente è il Mediterraneo
(e l'Italia in primis) a fare la parte del leone, ma nel quale già
da anni mietono successo nazioni olivicole «nuove» come la Nuova
Zelanda, l'Australia (vincitrice del premio al miglior frantoio
emergente, Talbot Grove), gli Stati Uniti (che vincono il premio per
il frantoio di frontiera con Apollo Olive Oil). Ma naturalmente gran
parte delle 455 aziende produttrici esaminate e delle 624 etichette
recensite appartengono al bacino mediterraneo, culla di questo
straordinario prodotto. L'Italia vince undici dei venti premi
assegnati dai curatori: è italiano il frantoio dell'anno (la
calabrese Azienda agricola Pasquale Librandi), il frantoio del cuore
(frantoio Figoli), il migliore olio extravergine dell'anno (azienda
agricola biologica Americo Quattrociocchi), il migliore olio
extravergine d'oliva per metodo di estrazione (azienda agricola
Comincioli), il migliore olio extravergine d'oliva monovarietale
fruttato leggero (azienda agricola Decimi), il migliore blended
fruttato leggero (frantoio oleario Gabrielloni), il migliore blended
fruttato medio (azienda agricola Ravidà), il migliore olio
extravergine d'oliva blended fruttato intenso (frantoio Franci), il
miglior dop/igp fruttato leggero (frantoio Bonamini), il migliore
dop/igp fruttato medio (società agricola Disisa) e il migliore
dop/igp fruttato intenso (Castello di Ama). Vanno alla Spagna tre
premi: migliore dop/igp da agricoltura biologica (Almazaras de la
Subbètica), migliore olio qualità/quantità (Aroden) e migliore
packaging (LA Organic con una bellissima bottiglia squadrata firmata
da Philippe Starck). Concludono il quadro, oltre ai due premi a Usa e
Australia già detti, due premi alla Croazia (miglior monovarietale
fruttato intenso a Obitelj Ipsa e miglior monovarietale fruttato
intenso a Meloto), uno al Portogallo (miglior olio da agricoltura
biologica a Risca Grande) e al Marocco (miglior olio qualità/prezzo
(Les Délices du Saiss). «L'Italia è il secondo produttore dopo la
Spagna - dice Oreggia - ma quello italiano resta un modello da
seguire. Anche Spagna e Croazia stanno investendo molto in impianti
con modelli che guardano all'alta qualità».
Il volume
rappresenta un utile strumento per addetti al settore come
importatori e ristoratori per orientarsi tra le migliori produzioni
nazionali e internazionali. Nelle schede ci sono riferimenti
aziendali e tutte le caratteristiche organolettiche degli oli fino ai
possibili abbinamenti.
Sergio
“small” da
Mionetto la “mezza bottiglia”
per la sua prestigiosa cuvèe
Valdobbiadene,
7 dicembre 2010.
Mionetto guarda da sempre con grande attenzione al canale Ho.Re.Ca. e
risponde alla sua domanda di innovazione lanciando ora la
nuova “mezza
bottiglia” della sua prestigiosa cuvèe Sergio.
Una soluzione ideale per le
carte dei vini, anche le più rinomate, e le nuove forme di
ristorazione, comprese quelle veloci, che faciliterà il consumo di
Sergio in ogni occasione, come romantico o raffinato aperitivo,
ideale per accompagnare piatti a base di pesce nobile e crostacei o
per sperimentare diversi e speciali abbinamenti.
Sergio, insignito nel 2010
della Medaglia d’Oro al Premio Internazionale MUNDUSvini, e
premiato con i 4 Grappoli assegnati dalla Guida vini “Duemilavini
2011” dell’Associazione Italiana Sommelier, è frutto delle uve
di diversi vitigni quali Prosecco (oggi Glera, secondo il nuovo
Disciplinare che ha cambiato il significato della parola Prosecco da
nome di varietà di uva a vino a Denominazione di Origine), Verdiso,
Bianchetta, Chardonnay e Perera, tutti autoctoni del territorio di
Valdobbiadene.
Sergio è un blend creato
secondo un’antica tradizione del luogo e una sapienza che
appartiene esclusivamente a Mionetto. Il risultato è uno
spumante armonioso e fresco, dal colore giallo paglierino
delicato e dall’aroma di miele e mele selvatiche, che stupisce per
equilibrio e armonia.
Mionetto spa
Icona
della D.O.C.G di Valdobbiadene e sinonimo da sempre di Prosecco,
Mionetto è una delle Cantine italiane più importanti per il pregio
delle sue etichette e
per quantità prodotte. Nota come una delle prime cantine della
Denominazione a esportare il Prosecco negli Usa, aveva fondato già
nel 1998 a New York la Mionetto Usa Inc. e oggi esporta le sue
preziose bollicine nel Centro e Sud America e nei principali Paesi
europei, Germania in primis, senza però perdere un forte legame con
il territorio di origine del quale è considerata simbolo.
Per
informazioni:
Mionetto
SpA
via
Colderove, 2 - 31049 Valdobbiadene (TV) tel
+390423 9707 fax +390423 975766
mionetto@mionetto.it
www.mionetto.com
Un
po' di Cibo di strada tra i Mercatini a Natale
L'associazione
Streetfood ha individuato i prodotti da inserire nel paniere dei cibi
di strada che nel periodo natalizio si possono reperire e gustare nei
tipici mercatini d’Italia e d’Europa
Cibo
di strada a Natale? Sì e molto è la risposta che arriva da una
ricerca che l’Associazione Street Food ha compiuto tra i prodotti
che si possono trovare e gustare nei tradizionali mercatini dell'area
nord Italia e nord Europa. Tra questi la fanno da padrone i dolci
quali i Krapfen
( i bomboloni e ciambelle) o il Gaufre (francese), o il Waffel
(tedesco) o il Gofri,
prodotto promosso e riscoperto dall’impegno che le co-fondatrici
dell'Associazione Streetfood, Erica
e Marzia con l'attività ambulante “Io Mangio Gofri”
(www.iomangiogofri.it),
hanno rintracciato nella tradizione della Val Chisone, area a nord
ovest di Torino al confine con la Francia. Nel portale di Io Mangio
Gofri vi sono per esempio le date in cui il camioncino azzurro con le
piastre per cuocere le gustose cialde (con il dolce o il salato)
toccherà le varie località della provincia di Torino da Pinerolo
fino al confine.
Il
mercatino di natale nel tipico paesaggio nordico è una tradizione
più frequente dei luoghi di montagna, coperti di neve al confine con
le alpi dall'Austria fino alla Francia e chiaramente anche di paesi
come la Germania, il Belgio e l'area franco-normanna per non parlare
dei paesi scandinavi e del Nord Est europeo. Anche se negli ultimi
anni il fenomeno si è sviluppato anche lungo tutto lo Stivale, dal
Centro al Sud Italia.
Oltre
ai gofri, i gaufres francesi o i waffel tedeschi non può mancare
all'appello il bretzen,
il biscotto a forma di otto venduto nell'Alto Adige e nell'area lungo
lo storico asse Roma-Berlino. In
area nord europea si sprecano anche i wurstel con crauti e tutta la
salumeria cotta (come
la emiliana spalla
cotta di San Secondo) accompagnata
da piada o michette o “il” gnocco
fritto emiliano
o la torta
fritta
parmense. Senza dimenticare i dolci a base di farina di castagne,
come il “baldino”, tipico del Centro Italia e delle aree
appenniniche. Nell'area dei paesi bassi imperano invece le produzioni
di dolciumi, primo fra tutti il cioccolato
in tazza (d'asporto) o la pralineria.
Non si tratta di storico e tradizionale cibo di strada ma non
possiamo disdegnare di fare due passi in Grand Platz a Bruxelles
sorseggiando del buon cacao disciolto nel latte.
Per
chi preferisce il salato
i
cibi citati possono essere abbinati con il più tradizionale vin
brulé
che scalda e dà forza nelle rigide notti invernali. Non stiamo a
guardare la qualità del vino e la sua provenienza in questo caso ma
alla tradizione e al peso culturale che il venditore di bicchierini
di questo liquido caldo, speziato e corroborante ha nella tradizione
della società locale. Chi
invece ama il dolce,
oltre al citato cioccolato in tazza si
può abbinare con la cioccolata o la pasticceria anche della buona
birra,
magari artigianale italiana o belga, dalla spuma spessa e corposa a
fermentazione spontanea (come quella d'Abbazia o trappista), o la
Lambic
al
retrogusto di fragola o lampone.
L'associazione
Streetfood si prepara al Natale guardando al ricco calendario eventi
2011
che
vedrà un vero e proprio tour dei cibi di strada. Presto on line
saranno presenti le prime date in programma.
Al CSO il progetto
europeo per promuovere l'Ortofrutta nel mondo
E’ stato confermato
dall’Unione Europea il rifinanziamento fino al 2014 del progetto
Sapori d’Europa presentato dal CSO per proseguire le attività già
in corso da tre anni.
Il Progetto, dal valore
complessivo di quasi 4,7 milioni di euro è co-finanziato dalla
Commissione Europea, dal Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali e dal CSO.
Le attività vedranno
coinvolte 14 imprese del calibro di Apo Conerpo, Apofruit, AFE,
Mazzoni, Pempa Corer, Orogel Fresco, Granfrutta Zani, OPO Veneto,
Lagnasco, Conserve Italia, Oranfrizer e prevede la realizzazione di
iniziative promozionali sull’ortofrutta fresca e trasformata.
I Paesi coinvolti
saranno: Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone.
“Si tratta di un
risultato importante , dichiara Paolo Bruni – Presidente del CSO –
abbiamo la possibilità con questo progetto di proseguire le attività
messe in campo in questi tre anni e che hanno portato risultati
molto positivi per la produzione italiana. Basti pensare che –
continua Paolo Bruni – in questi tre anni l’export ortofrutticolo
ha segnato una crescita importante, in Russia ad esempio, siamo a
+50% nel triennio”.
Il Progetto Sapori
d’Europa si propone, attraverso diverse azioni promozionali e
pubblicitarie di far conoscere ed apprezzare ai consumatori
internazionali la qualità e il valore dell’offerta italiana
facendo leva sugli aspetti della dieta mediterranea, con una
particolare attenzione ai prodotti che più ci rappresentano come
pere, pesche e nettarine, agrumi, susine, kiwi e radicchi. Non
mancheranno naturalmente i trasformati, dalla passata di pomodoro
alle verdure in scatola che rappresentano ingredienti di qualità per
la cucina mediterranea ed i succhi di frutta e spremute.
“ Il nostro Progetto –
dichiara Luciano Trentini – direttore di CSO presenta delle
novità nella riedizione appena approvata che riguardano
l’ampliamento dei Paesi destinatari con l’ingresso del Canada e
la possibilità di realizzare in Giappone azioni promozionali su
tutti i prodotti e non solo sull’arancia rossa. Ritengo –
conclude Trentini – che le imprese associate al CSO che sostengono
il progetto avranno una grande opportunità in questi tre anni per
poter consolidare la loro presenza in paesi terzi , sempre più
interessati al nostro modello di produzione.”
Un
inverno dal sapore tutto nuovo: firmato Giuso
Acqui
Terme, dicembre 2010 –
Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra
tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di
semifreddi da banco 100% naturali.
Se
fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non
si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è
dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è
qualitativamente comparabile ai gelati estivi.
Il
gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta
una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto
che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso,
contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale. I
“Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente
innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti,
con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi
prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante
(dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base
di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono
essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali
temperature di funzionamento. Le
proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin,
Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti,
ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale”
per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base
“Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente
la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad
esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi”
e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava
per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi
cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni. Se i
“Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna
dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea
storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda
acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente
diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da
un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la
lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre”
che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze
degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno
di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco. Entrambi i
prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati
unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente il
gusto. Ma
Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della
“Marmellata di limoni”: realizzata con il 25% di frutta e
il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la
realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura
particolarmente gustoso e vellutato.
Ulteriori
informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it
|
Le
notizie della settimana 9
dicembre 2010
|
A
Milano il 15 dicembre
la conferenza stampa di presentazione della nuova
fiera
internazionale
dedicata al BIOLOGICO
certificato:
BtoBIO
Expo,
biennale, in contemporanea e sinergia con TUTTOFOOD,
rigorosamente B2B
Nata
dalla partnership tra Fiere
e Comunicazioni
e Fiera
Milano,
occuperà dall’8
all’11 maggio
2011
il padiglione 18
del quartiere fieristico di Rho, a diretto contatto coi padiglioni di
TUTTOFOOD.
Fiere
e Comunicazioni da
oltre 30 anni è protagonista nel panorama fieristico italiano e
internazionale, anche nella ideazione, creazione e gestione di grandi
manifestazioni dedicate al ‘BIO’: tra le esperienze più
qualificanti si ricordano SUN, Giosun, Sana, Sana USA, Sana a Roma,
Sana a Napoli, Congresso mondiale IFOAM, La PrimaVera in Fiera,
Musicaincontri, Aedilsana, FUN&Games exhibition, le
collaborazioni per Cosmoprof, SAIE, Fierarredo, B! come Bambino.
“Sono
stati gli operatori del mercato a chiederci una manifestazione come
BtoBIO – spiega Sergio
Rossi,
AD di Fiere e Comunicazioni. Un nuovo appuntamento biennale e solo
professionale, che avesse finalmente un carattere e una caratura
internazionale e che raccogliesse i protagonisti della filiera del
biologico
certificato.
Prodotti di qualità assoluta per buyer, distributori stranieri e
nuovi canali oltre allo specializzato, come il normal
trade,
la ristorazione, e la ristorazione collettiva e così via. Una fiera
al servizio del business, con in più l’Expo 2015 sullo sfondo…”.
Fiere
e Comunicazioni, protagonista da decenni del panorama fieristico
italiano e internazionale, è la società che negli anni Ottanta
inventò la prima fiera dedicata al biologico. Parliamo di anni in
cui non esisteva ancora la cultura del biologico, in cui le
produzioni erano ancora molto limitate e a livello legislativo in
Italia e in Europa, nulla era ancora stato fatto.
Gastone
Rossi, Presidente della società e convinto consumatore e promotore
del ‘BIO’ mise a disposizione le sue competenze professionali a
vantaggio del settore.
La
fiera nacque come incubatore di un settore che, secondo le intuizioni
della direzione di Fiere e Comunicazioni, aveva davanti a sé un
enorme potenziale di crescita, sviluppo, ricchezza e contenuti. Anche
valoriali: non solo business, ma anche un ‘buon business’ che
poggiasse su valori etici sentiti e auspicati: la sostenibilità, la
salvaguardia dell’ambiente, del territorio, delle biodiversità.
Questo
potenziale di mercato, a distanza di decenni, è ancora in costante
crescita e dopo tanti anni di sviluppo – in taluni casi impetuoso –
molti protagonisti del settore (produttori, trasformatori, consorzi,
associazioni ecc.) hanno sentito la necessità di una nuova
piattaforma di accelerazione di questo comparto per una maggiore e
migliore diffusione dei prodotti bio all’estero e in tutti i
canali.
La
temporalità di BtoBIO Expo, fa sì che, dopo le edizioni 2011 e
2013, l’edizione del 2015 coincida con l’inaugurazione
dell’esposizione universale.
Wilma De Angelis
protagonista
dell’Aperitivo di Mangia come scrivi
Sabato 11 dicembre la
cantante e conduttrice milanese presenterà, insieme allo scrittore
Lucio Nocentini, il suo libro “Spaghetti, Wilma, insalatina e una
tazzina di caffè”
Montechiarugolo (Parma) 9
dicembre 2010. – Dopo il tutto esaurito del primo appuntamento di
novembre, tornano gli Aperitivi di Mangia come scrivi. SABATO 11
DICEMBRE, alle 18, all’interno della mostra “Mangia come scrivi
2006-2010: cento di questi scatti e… di questi libri” allestita
fino al 23 gennaio nel Palazzo civico di Montechiarugolo, andrà “in
scena” il secondo dei tre appuntamenti letterari e gastronomici
condotti dal giornalista Gianluigi Negri.
L’ospite d’onore
sarà, questa volta, Wilma De Angelis che, insieme allo scrittore
Lucio Nocentini, presenterà il libro strenna “Spaghetti, Wilma,
insalatina e una tazzina di caffè” (Mursia, 304 pagine, 16 euro),
curato dallo stesso Nocentini.
Tra ricordi, ricette e
battute sono previste anche tre degustazioni gratuite di salumi del
territorio (accompagnate da calici di vino ed offerte dal Caffè ‘900
di Montechiarugolo) che scandiranno i tempi della presentazione.
Tra un assaggio e l’altro
si parlerà con la De Angelis dei budini di Platinette, della
peperonata di Rossana Casale, degli gnocchetti di Francesco Renga,
degli involtini di Carla Fracci e persino di un’insospettabile
pasta e fagioli di Irene Grandi: sono queste, infatti, alcune delle
ricette e degli aneddoti delle star a tavola che l’autrice racconta
nella sua autobiografia gastronomica.
La cantante milanese è
stata l’antesignana delle padelle in tv: era il 1978 quando debuttò
ai fornelli televisivi in “Telemenù” grazie a Paolo Limiti. In
tanti anni di spettacolo e di cucina la De Angelis ha avuto in regalo
da cantanti, attori, ballerini, amici non famosi, centinaia di
ricette che ora mette a disposizione del pubblico con una formula
originale: il risultato è un libro che si legge e che si usa anche
in cucina. In questa strenna c’è di tutto: dalla Milano del
dopoguerra, ai rutilanti anni Sessanta, da una giovane Mina al suo
debutto a Maria Scicolone (sorella di Sophia Loren e madre
dell’onorevole Mussolini) che si appropria di una ricetta di Carla
Fracci. E tra un aneddoto e l’altro Wilma propone ricette, tutte da
provare, di vera cucina casalinga.
Il prossimo Aperitivo di
Mangia come scrivi si terrà sabato 22 gennaio ed avrà per
protagonisti gli artisti che hanno allestito, nel Palazzo civico, le
tre mostre collaterali: Maurizio Zaccardi, Fabrizio Bertolini, Deda
Artusi.
INFO E ORARI MOSTRA:
www.comune.montechiarugolo.pr.it www.mangiacomescrivi.it
Strenne "lu
Furnarille" a Vasto
Se non avete ancora
pensato ad un regalo delizioso ecco la proposta Lu Furnarille con i
suoi i suoi prestigiosi e genuini prodotti dell'antica tradizione
dolciaria abruzzese.
:
I panettoni artigianali
dai gusti variegati, l'unico Furnarozzo classico, ai pistacchi e
adesso anche alle nocciole, l'immancabile Torrone Vastese, il nobile
Pandolce Aragonese, classico o fruttato all'amarena, il Torrone di
Natale al cioccolato,il nuovo "cupolone di cioccolato", i
tipici Dolcetti Vastesi, e gli squisiti Salumi di nocciole e
cioccolata, desiderati da grandi e piccini.
Il punto vendita a Vasto
(Chieti) in Corso Plebiscito n.51, o sul sito internet
www.lufurnarille.it.
Grande
successo per la Seconda Edizione di Showcolate
Il
napoletano Francesco Boccia vince la gara finale per le preselezioni
italiane del World Chocolate Masters di Parigi
Napoli,
8 dicembre – Cioccolato che passione! È tutta in questa frase il
successo della seconda edizione di Showcolate che si chiude oggi 8
dicembre.
Migliaia
le famiglie ed i ragazzi che hanno visitato i padiglioni della Mostra
d’Oltremare di Napoli.
Decine i bus di turisti provenienti dalle regioni limitrofe, che
hanno programmato una gita nel regno della bontà o semplicemente
hanno scelto di fare una sosta al cioccolato, prima di raggiungere le
loro destinazioni. E se i dati definitivi saranno resi noti solo a
fine serata, i numeri finora raggiunti decretano già un successo
superiore a quello della passata edizione.
“Showcolate
è molto più di una festa del cioccolato –
ha affermato Angelo
De Negri, Presidente della Progecta -
La
fiera è stata ancora una volta un grande attrattore sociale e
soprattutto un evento in grado di favorire un enorme indotto
economico per gli operatori dell’offerta turistica della città di
Napoli e per gli stessi espositori che hanno promosso le loro
produzioni artigianali”.
Per
le 60 aziende espositrici in arrivo da varie regioni d’Italia
Showcolate
si è confermata, infatti, una grande piazza dove presentare il
meglio dei loro prodotti, facendo conoscere ad un vasto pubblico le
tipicità delle loro terre d’origine. I visitatori hanno apprezzato
anche quest’anno la grande offerta di cioccolato presente presso
gli stand. Una varietà di forme e sapori che ha catturato lo
sguardo, rapito i sensi e deliziato il palato dei grandi e piccoli
golosi. Durante i cinque giorni di fiera, in tanti si sono lasciati
tentare non solo dai cioccolatini classici ma anche da quelli dai
gusti più originali come il farro o la birra.
E
vincente si è confermata anche la scelta di affiancare all’area
espositiva numerosi eventi che, nel corso della kermesse, hanno visto
gli esperti del settore raccontare i segreti del cacao ed i bravi
maestri cioccolatieri creare in diretta delle golose sculture. Evento
clou è stata la gara finale per le preselezioni italiane del World
Chocolate Masters di Parigi,
la più importante competizione internazionale di cioccolateria
dedicata all’uso creativo del cioccolato in tutte le sue forme.
Vincitore della gara ispirata al tema “Il
Cacao, un dono del Dio Quetzalcóatl” è
stato il napoletano Francesco
Boccia
che si è aggiudicato la medaglia sia per la prova del Mistery
Box,
ovvero la realizzazione di una torta preparata con ingredienti
segreti svelati solo all’inizio della gara, che per la creazione di
un
pezzo artistico
(dimensioni massime: 30 x 30 di lato e 50 cm altezza), preparato solo
con cioccolato e derivati.
Cala
il sipario sulla bontà, ma Napoli già dà appuntamento per la Terza
Edizione di Showcolate che si terrà dall’8 all’11 dicembre 2011.
Per
maggiori informazioni www.showcolate.it
Girolio
D'Italia, gran finale ad Ancona
Si avvia
verso la chiusura la prima edizione del tour del gusto attraverso le
strade dell’olio italiane. Sabato 11 dicembre nel capoluogo
marchigiano l’Assemblea Nazionale di Città dell’Olio e la
premiazione per la migliore tappa del Girolio 2010
E’
arrivato il grande giorno di Ancona, meta dell’ultima
tappa del Girolio d’Italia, il viaggio alla scoperta dell’Olio
nuovo partito il 6 novembre da Foggia e arrivato nelle Marche dopo
aver attraversato in lungo e in largo l’Italia delle 17 regioni
olivetate.
L’evento
più importante della tappa marchigiana è rappresentato
dall’Assemblea Nazionale di Città dell’Olio, in programma
sabato 11 dicembre presso la Loggia dei Mercanti,
durante la quale verranno annunciate le attività
dell’Associazione per il 2011 e rinnovate le cariche
elettive per il prossimo quinquennio. A margine dell’Assemblea,
ci sarà spazio anche per la proclamazione della migliore tappa
regionale del Girolio, valutata dal Consiglio Nazionale delle
Città dell’Olio in base alla rispondenza del programma della tappa
con gli obiettivi istituzionali dell’Associazione Nazionale Città
dell’Olio. L’organizzazione vincitrice riceverà dalle mani del
Presidente dell’Associazione una pergamena attestante la vittoria.
Gli
appuntamenti di rilievo ospitati da Ancona durante la tappa del
Girolio però non si esauriscono con l‘Assemblea e la premiazione
della miglior tappa. Negli stessi giorni, infatti, in Piazza Pertini
andrà in scena Tipica - Mostra Mercato dei prodotti tipici locali
con una “area olio” dedicata agli oli dei 29 comuni soci delle
Marche e che farà da sfondo alla premiazione del Miglior
Uliveto. Presente anche uno stand, curato dall’Associazione,
con una campionatura di oli di tutti i comuni italiani soci di
Città dell’Olio suddivisi per regione. Tutto l’olio raccolto
e presentato dalle varie regioni non sarà però destinato alla
vendita, ma devoluto in beneficenza ad una associazione che
l’amministrazione provinciale di Ancona individuerà tra quelle più
bisognose del territorio.
Giunge
quindi a conclusione, dopo migliaia di chilometri percorsi su e giù
per lo Stivale, il viaggio alla scoperta dei segreti dell’oro verde
organizzato secondo i tempi di raccolta e frangitura delle olive che
cambiano da regione a regione. Una sublime avventura partita con
l’anteprima in Umbria e proseguita con la prima tappa di Foggia il
6 e 7 novembre, in Toscana a Rosignano Marittimo e in Sicilia a
Partanna (TP) il 14 novembre, in Abruzzo a Pianella il 20 e 21
novembre, in Liguria a Imperia per OliOliva il 27 al 28 novembre e in
Veneto ad Arquà Petrarca (PD) il 28. Nel mese di dicembre, il
Girolio ha toccato il 4 e 5 la Sardegna con Santadi (CI) e il Molise
con Poggio Sannita (IS), fino al Ponte dell’Immacolata nel Lazio a
Canino (VT) e in Calabria a Saracena e Cerchiara di Calabria (CS).
Confagricoltura.
Allberi
di Natale:
le
piante “vere” fanno bene all’ambiente
I
vivaisti si augurano che il 2010 sia un anno di ripresa per la
commercializzazione degli alberi di Natale. Nelle Feste natalizie
2009, infatti, le vendite sono crollate pesantemente (-70%) e
Confagricoltura aveva stimato 2 milioni e mezzo di famiglie che
avevano rinunciato all’acquisto dell’albero “vero”.
Confagricoltura
ricorda che utilizzare alberi di natale “veri”, invece di quelli
di “plastica” spesso di provenienza asiatica, è la migliore
scelta ecologica ed ambientale.
“La
maggior parte degli alberi di Natale veri - spiega l’Organizzazione
degli imprenditori agricoli - sono piantati nelle aziende agricole
allo scopo specifico di essere venduti in questo periodo. ‘Coltivare’
alberi di Natale fa bene all’ambiente perché le piante per
raggiungere la dimensione di vendita sottraggono, per la loro
fisiologica crescita, CO2 all’atmosfera.
L’utilizzo di alberi di plastica, al contrario, concorre
all’aumento dei gas inquinanti, perché derivati del petrolio,
nonché all’aumento di rifiuti di difficile smaltimento”.
Non
va dimenticata poi la possibilità di conferire le piante, terminate
le feste, a strutture ad hoc, che si impegnano a trapiantarle in
montagna.
Il
nuovo Presidente di Associazione Res Tipica,
Fabrizio Montepara
“Trasferire
l’esperienza di Città del Vino, la più antica e la più grande
delle associazioni, alle associazioni di identità per rendere Res
Tipica vero strumento di crescita del turismo enogastronomico nel
nostro Paese”. Così il nuovo Presidente di Associazione Res
Tipica, Fabrizio Montepara, eletto il 27 novembre nell’Assemblea
tenutasi a Pollica(Sa) per onorare la memoria del Sindaco Vassallo.
Montepara,
vicesindaco di Orsogna(Ch) e consigliere provinciale a Chieti, dal
2006 è vicepresidente di Città del Vino. Per il prossimo triennio
guiderà Res Tipica, la rete delle associazioni di identità creata
da ANCI che include 27 associazioni di identità in rappresentanza di
circa 2000 Enti Locali.
“Res Tipica –
spiega il neopresidente Montepara- vuole continuare a dar voce agli
ideali di un territorio, portando avanti politiche per la tutela
della biodiversità, per preservare e favorire l’immenso patrimonio
che incorpora i saperi delle comunità, le caratteristiche
dell’ambiente e le produzioni tipiche, trasformando questo grande
capitale culturale e sociale in qualità della vita per chi in quei
luoghi risiede anche solo temporaneamente e in occasioni di sviluppo
sociale ed economico rispettoso dei valori e della cultura locale. Ho
l’onore di rappresentare 1850 Comuni, 62 Comunità Montane, 2
Unioni di Comuni, 40 Province, 9 Camere di Commercio, 8 Enti Parco, 8
Strade del Vino, e di dar valore alle loro politiche in campo
ambientale, turistico, culturale ed artigianale”.
Bilancio
Conserve Italia
A fronte di una
leggera diminuzione del fatturato, il bilancio 2010 evidenzia un
netto miglioramento della posizione finanziaria, passata da 316 a 278
milioni di euro (-12%)
Bologna, 2010. Bilancio rassicurante per Conserve
Italia: nonostante la pesante crisi economica mondiale, infatti, il
gruppo cooperativo, leader europeo nel settore dell’ortofrutta
trasformata, ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un significativo
miglioramento della posizione finanziaria a fronte di una leggera
diminuzione del volume d’affari. Il fatturato consolidato si è
attestato, infatti, sui 933 milioni di euro (-3,1% rispetto
all’esercizio precedente), mentre il fatturato aggregato ha
raggiunto quota 1.018 milioni di euro (-3,2%).
Andamento analogo anche per i margini reddituali,
che hanno fatto registrare una lieve contrazione rispetto all’annata
2009/10: l’Ebitda si è attestato sui 60,6 milioni di euro (con
un’incidenza del 6,2% sul fatturato lordo), mentre l’Ebit si è
collocato sui 25 milioni (pari al 2,6% del fatturato lordo). Buone
performance per il risultato di esercizio chiuso con un utile netto
di 1,4 milioni di euro.
Notizie decisamente positive anche sul fronte
dell’indebitamento: nell’ultimo esercizio, infatti, il Gruppo ha
consolidato la durata del proprio debito, trasformandolo da breve a
medio-lungo termine per garantirsi futuri piani di sviluppo.
Complessivamente, la posizione finanziaria netta di Conserve Italia
ha fatto registrare una sensibile contrazione (-12%), passando da
oltre 316 a poco più di 278 milioni di euro con una diminuzione di
quasi 38 milioni sull’esercizio precedente. Un risultato
estremamente importante ottenuto attraverso la generazione di cassa
della gestione ordinaria nonché grazie all’attento controllo del
capitale circolante ed alla oculata politica di investimenti
effettuata dal Gruppo.
Il patrimonio netto ha raggiunto i 224 milioni di
euro facendo registrare un incremento di 4 milioni rispetto
all’esercizio 2009/10, frutto dell’aumento del capitale sociale.
Questo ulteriore consolidamento porta il rapporto debiti/patrimonio a
1,2, un livello mai raggiunto nell’ultimo decennio di attività di
Conserve Italia.
Gli
investimenti sviluppati dal Gruppo nell’annata 2009/10 hanno
sfiorato i 70 milioni di euro, con oltre 40 milioni destinati agli
investimenti tecnici e 29 milioni indirizzati all’area
marketing/commerciale.
“Nell’esercizio
2009/10 – afferma il direttore generale di Conserve Italia, Angel
Sanchez – l’andamento di mercato è stato influenzato dalla
pesante crisi economica globale, che ha provocato tra l’altro una
sensibile contrazione dei consumi. Ciò nonostante il nostro Gruppo
ha mantenuto un ottimo livello di redditività, che ha generato
cospicue risorse indirizzate al sostegno delle moderne politiche di
marca. Contemporaneamente, Conserve Italia ha ottenuto un risultato
economico positivo ed una significativa diminuzione dell’esposizione
finanziaria”.
“Conclusa la fase dei grandi investimenti –
sottolinea il presidente, Maurizio Gardini – Conserve Italia ha
potuto rispondere al meglio alla propria mission cooperativa
garantendo alla base sociale una adeguata remunerazione e regolari
sbocchi di mercato per la produzione e confermando la mutualità
prevalente: in pochi anni, infatti, la percentuale di prodotto
lavorato conferito dai soci è passata dal 64% (esercizio 2006/07)
all’86% (campagna 2009/10). Contemporaneamente, è proseguita la
politica di consolidamento del patrimonio del Gruppo indispensabile
per garantire quelle risorse finanziarie necessarie per adottare
strategie di mercato vincenti ed affrontare con successo le sfide
globali”.
Una rivoluzione nel
mondo del vino piemontese: nasce Già
rosso
A
soli due mesi dalla vendemmia Già vino, Già buono!
Fontanafredda,
la storica tenuta piemontese nelle Langhe del Barolo, mantiene fede
al suo credo che l’ha vista, negli anni, cercare di assecondare
l’evoluzione dei mercati e del gusto dei consumatori, operando pur
sempre nel rispetto della tradizione: una filosofia produttiva che la
casa di Serralunga d’Alba ribadisce in ogni occasione con grande
fermezza.
Questa volta Fontanafredda propone al mercato quella che si
presenta come una novità assoluta per quanto riguarda il mondo del
vino piemontese: un Langhe rosso giovanissimo, proposto a poco più
di due mesi dalla raccolta, quindi frutto dell’ultima vendemmia,
destinato a rivoluzionare il concetto stesso di vino di qualità e
con un nome accattivante e curioso,: “Già”.
“Già”
sarà a disposizione del pubblico, per l’assaggio e per l’acquisto,
a partire “già” dal prossimo 8 dicembre, momento in cui,
avvicinandosi il Natale, più forte è l’attenzione e la curiosità
nei confronti di nuovi prodotti mentre di norma il mercato non
propone invece alcuna novità, poiché le annate dei vini nuovi
vengono d’abitudine presentate solo nella primavera successiva.
“Già
si propone come vino intelligente e trasversale
- commenta il direttore commerciale di Fontanafredda, Roberto Bruno –
ed è il
vino davvero per tutti, da consumare al ristorante o a casa durante i
pranzi in famiglia o nelle cene tra amici nei tanti momenti
conviviali che più caratterizzano quest’ultimo periodo dell’anno
e - a maggior ragione - le festività di fine anno”.
Ma
Già
non è solo una novità commerciale, quanto piuttosto un vino ricco
di valenze innovative che nasce a Fontanafredda dopo anni di ricerca
e di sperimentazione in vigneto e in cantina. “GiA’
è
una
vera e propria anteprima della vendemmia appena terminata
- spiega
Danilo Drocco, direttore tecnico dell’azienda -. Non
ha nulla a che vedere con i vini novelli ma è invece un prodotto che
recupera
un’antica tradizione delle campagne albesi, dove si era soliti
imbottigliare il vino nuovo già a novembre. Noi non abbiamo fatto
altro che riprendere la stessa tradizione, per riproporla ovviamente
con in più il bagaglio delle conoscenze tecniche di cui oggi
possiamo disporre. Il risultato
- conclude Drocco - è
un vino fresco e fragrante, di
colore rosso rubino giovane. Al naso il profumo è intenso e
fruttato, mentre in bocca il sapore è piacevolmente secco, con buona
stoffa, armonico e vellutato, e uno spiccato retrogusto di mandorla”.
GiA’
rosso, GiA’
vino, GiA’
pronto e
GiA’
buono: GiA’
anticipa quindi i tempi di uscita al consumo pur mantenendo le
potenzialità evolutive e le caratteristiche di longevità simili a
quelle di qualsiasi altro vino rosso giovane. E’ poi è un vino
dalla straordinaria leggerezza: con soltanto 11 gradi di alcool,
rappresenta il vino a più bassa gradazione di tutta la D.O.C.
Langhe.
“La
riduzione del grado alcolico
- riprende Drocco - è
stata perseguita sia in vigna, con la selezione dei vigneti più
adatti, con la gestione dei tempi di vendemmia e con un particolare
controllo delle rese per ettaro, sia in cantina, con l’impiego di
metodi di vinificazione e di tecnologie naturali adatte a questo
specifico scopo”.
Il
risultato è che la contenuta gradazione alcolica fa di
Già un
vino particolarmente adatto alle esigenze di consumo attuali. Già è
quindi un vino innovativo nel contenuto, ma anche nella forma, perché
è presentato esclusivamente nella bottiglia da un litro, un formato
ideale tanto per il consumo in famiglia quanto per le più svariate
occasioni di festa, in vineria o al ristorante.
“Il
contenitore in cui Già è confezionato
– spiegano a Fontanafredda - intercetta
anche la sensibilità del consumatore più attento alle tematiche
ecologiche: è infatti una bottiglia realizzata con l’85% di vetro
riciclato e l’etichetta è stampata su carta riciclata utilizzando
colori a base vegetale”.
“Le
principali valenze di “Già”
- riassume Giovanni Minetti, direttore generale della tenuta -
rimangono certo quelle
legate alla tradizione, espressa sia nel rievocare l’antica
abitudine dei vignaioli piemontesi di imbandire le mense con il vino
“nuovo” spillato da San Martino in poi, sia per la materia prima,
perché GiA’ nasce dalle uve più tipiche e apprezzate delle
Langhe: il Dolcetto, il Barbera e il Nebbiolo vendemmiate e
vinificate separatamente e poi sapientemente assemblate. Credo però
che il vero punto di forza di GiA’ sia la sua bassa gradazione
alcolica, che lo rende piacevole, leggero e buono da bere subito,
unita ad un carattere tipicamente piemontese”.
“Tipico
a tavola”
La
rete dei ristoratori Emiliano romagnoli
In
un solo anno è più che triplicata, e ora copre tutte le province
dell’Emilia Romagna, la rete dei ristoratori emiliano romagnoli che
hanno aderito al TIPICO
A TAVOLA - un
progetto del CAT Confesercenti Emilia Romagna, patrocinato dalla
Regione Emilia-Romagna e da APT Servizi E.R. che si impegna a
promuovere la cultura
enogastronomica locale
attraverso la proposta di piatti realizzati con ricette
e prodotti tipici locali,
tramandando e mantenendo vivi i sapori e l’ospitalità
caratteristici di questa terra.
Un
vero successo per la cucina della tradizione e dell’ospitalità
emiliano romagnola, immagine e sostanza della creatività e
dell’operosità del mondo della ristorazione di una regione
conosciuta ovunque per l’attenzione alla buona tavola.
In
montagna o al mare, nelle campagne o tra le colline, in piccoli
borghi storici o nelle città d’arte, TIPICO A TAVOLA propone
ristoranti, trattorie, osterie in cui è possibile gustare menù
tipici locali, realizzati secondo ricette tradizionali, o rivisitate
dalla creatività degli chef, utilizzando prodotti del territorio.
Offrendo l’ospitalità caratteristica della nostra regione,
nell’illustrare e raccontare i piatti, le ricette e gli
ingredienti, gli stessi ristoratori si fanno mediatori culturali
dell’enogastronomia di questa terra, custodendola e divulgandola al
contempo.
“TIPICO
A TAVOLA,
Emilia-Romagna, tradizioni
e sapori mediterranei” è
promosso da CAT
Confesercenti Emilia-Romagna
e dalla FIEPET Federazione
Italiana Esercenti Pubblici e Turistici,
con la collaborazione del
Conservatoire International
des Cuisines Méditerranéennes.
Il
portale www.tipicoatavola.it
(ora anche in versione inglese: www.tipicoatavola.com)
è il punto di riferimento principale: quasi settanta i locali, più
di duecento le ricette scritte dagli stessi ristoratori, tutte le
informazioni su dove come e quando trovare e prenotare un pranzo o
una cena da soli o in compagnia, in occasione di feste e cerimonie o
per pranzi di lavoro. Una particolare attenzione alle famiglie, con
menù e spazi dedicati ai bambini, ma anche a chi ha problemi di
intolleranze alimentari, e persino a chi ha con sé piccoli animali
domestici.
Per
il primo “compleanno” del TIPICO A TAVOLA è uscita la seconda e
ampliata edizione della “Guida
ai Locali e Ricette”,
presentata l’1 dicembre a Bologna in conferenza stampa da: Massimo
Montanari, storico, docente
presso l'Università
di Bologna e l'Università
di Scienze Gastronomiche, Presidente del comitato scientifico
di Casa Artusi - Andrea
Babbi, Amministratore APT
Servizi Emilia Romagna - Roberto
Manzoni, Presidente
Confesercenti Emilia Romagna - Stefano
Bollettinari, Direttore
Confesercenti Emilia-Romagna - Giulia
Gervasio, CAT Confesercenti
Emilia-Romagna - dai ristoratori
di TIPICO A TAVOLA - e alla
presenza di rappresentanti della
Regione Emilia-Romagna e
dell’Accademia Italiana
della Cucina.
“Noi
imprenditori siamo molto entusiasti di questo progetto – afferma
Andrea Cavallina Presidente
Fiepet Federazione
Italiana Esercenti Pubblici e Turistici dell’Emilia
Romagna - che rappresenta
forti elementi di innovazione pur valorizzando la nostra migliore
tradizione. È un progetto di crescita per noi ristoratori e offre
elementi di qualità e garanzia ai consumatori. Per questi motivi
riterremmo molto importante che tutti i soggetti istituzionali, a
partire dalla Regione, prendessero come punto di riferimento la rete
del Tipico a Tavola nei vari eventi di promozione del nostro
territorio e della sua offerta turistica, in Italia e all’estero”.
“Confesercenti
Emilia Romagna ha creduto e crede molto in questo progetto che
rappresenta un modo nuovo e moderno di essere associazione di
imprenditori” –
spiega
Roberto Manzoni, Presidente
Confesercenti Emilia Romagna –
“Mentre sviluppiamo,
infatti, attraverso la formazione, la professionalità dei
ristoratori, mettiamo a loro disposizione uno strumento formidabile
per rimanere sul mercato in modo competitivo. Tipico a Tavola
rappresenta bene, inoltre, l’attenzione che le nostre imprese
pongono alla loro clientela, garantendo loro qualità, trasparenza,
tradizione e rispetto delle loro esigenze. Per questo lavoreremo nel
futuro per incrementare ulteriormente la rete dei ristoratori
aderenti”.
“La
valorizzazione sempre maggiore della tipicità e della qualità della
nostra ristorazione a cui punta questo progetto – spiega
Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna
– rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo del turismo,
che vede una domanda sempre più interessata alla scoperta del
territorio, delle tradizioni, dell’autenticità dei prodotti e dei
piatti di cui è ricca la nostra regione che, oltre ad essere
serviti, meritano di essere raccontati ai turisti e ai visitatori
dell’Emilia Romagna”
TIPICO
A TAVOLA è un
progetto in crescita anche perché innovativo: va incontro alle
esigenze del consumatore, promuove il territorio, e permette al
contempo ai ristoratori di cogliere nuove opportunità di mercato e
di accrescere le proprie competenze e capacità professionali
attraverso lo scambio di esperienze e la partecipazione a seminari
formativi. Con TIPICO A TAVOLA l’essenza
dei valori e della cultura enogastronomica si rinnova nel tempo,
valorizzando le imprese e i luoghi della Regione.
La
rivista Esquire premia la cucina italiana di Alon Shaya,
allievo dei
locali parmigiani Al Vedel e Il Gabbiano
Per
il magazine americano lo chef del ristorante “Domenica” di New
Orleans è fra i quattro migliori giovani ristoratori degli Stati
Uniti. Merito anche degli insegnamenti ricevuti durante i suoi
soggiorni a Parma
Colorno
(Pr), 02 dicembre 2010 – La cucina dello chef Enrico Bergonzi e
della moglie Edgarda Meldi, del ristorate Al Vedel di Colorno (Pr),
fa scuola oltreoceano. Un traguardo importante per lo storico
ristorante, che chiude un 2010 di intensa attività, rivolta anche
alla formazione di giovani chef internazionali. Fra questi vi è Alon
Shaya, responsabile del locale italiano “Domenica” a New Orleans,
che al Vedel, prima, e alla pizzeria Il Gabbiano di Parma, poi, ha
potuto sviluppare una profonda conoscenza della ricca cultura
gastronomica della nostra penisola.
Una
passione per la cucina italiana, quella di Shaya, che la rinomata
rivista americana “Esquire” - nell’annuale classifica “Best
new restaurants of 2010” - ha da poco premiato, indicando il
ristoratore di New Orleans come uno dei “quattro giovani chef che
speri possano aprire un locale nella tua città”. In particolare il
magazine americano riconosce alla cucina di Shaya la capacità di
distinguersi fra i ristoranti italiani di New Orleans, attingendo
dalla tradizione italiana e cucinando con indiscussa passione.
Un
merito che è anche frutto degli insegnamenti ricevuti durante la
permanenza al Vedel, dove la famiglia Bergonzi, da generazioni
proprietaria dello storico locale, ha accompagnato Shaya alla
scoperta della culturale gastronomica emiliana, dai segreti per
ottenere una perfetta pasta sfoglia alla capacità di creare in sala
un equilibrato connubio fra raffinatezza e familiarità. A questo
vanno poi aggiunti i preziosi consigli ricevuti dallo staff del
Gabbiano, dove Shaya ha appreso la ricetta di uno dei piatti più
tipicamente italiani, la pizza, rigorosamente a lievitazione
naturale.
«Siamo
molto orgogliosi del riconoscimento ricevuto da Alon – ha
commentato Edgarda Meldi – che gli da merito dell’accuratezza con
cui ha saputo ricreare nel ristornate “Domenica” l’atmosfera
dei locali italiani e dell’attenzione per la scelta del menu, dove
è possibile ritrovare molti dei piatti del Vedel».
Le Terme Antica
Querciolaia, in provincia di Siena, propongono un fine d’anno tra
benessere, relax e gusto
Un Capodanno immersi
nelle acque termali delle suggestive Crete Senesi
Cominciare il 2011
all’insegna di benessere e gusto. E’ quanto propongono le Terme
Antica Querciolaia di Rapolano Terme, piccolo tempio del relax in
provincia di Siena, per la notte di Capodanno: dalle ore 21 del 31
dicembre, fino alle ore 5 del mattino del 1 gennaio, chi sceglierà
le Terme di Rapolano potrà godersi una piacevole serata immersi in
un’atmosfera mistica e suggestiva generata dai vapori termali e
dall’incantevole paesaggio delle colline senesi, il tutto
accompagnato da musica dal vivo. Durante la lunga notte di San
Silvestro sarà offerto un brindisi a base di spumante e dolci
natalizi per salutare il nuovo anno e una divertente e gustosa
spaghettata alle 2 di notte. E non è finita qui: per chiudere i
festeggiamenti, le Terme Antica Querciolaia propongono una gustosa
colazione alle 4 di notte a base di bomboloni caldi.
LE PROPRIETA’ DELLE
ACQUE e LE CURE TERMALI
Territorio, benessere,
natura e relax sono i quattro elementi che caratterizzano la fonte
termale Antica Querciola, immersa fra le rocce di travertino dalle
quali sgorga l'acqua “risorgente naturale” che alimenta le Terme.
Le acque dell'Antica Querciolaia zampillano dal sottosuolo a una
temperatura di 39-40 gradi, sono acque sulfuree-bicarbonato-calciche
e come tali si caratterizzano per la presenza di grandi quantità di
calcio, magnesio, sodio e potassio. Antica Querciola offre anche
trattamenti e cure frutto della ricerca medica e di un sapiente
sfruttamento delle acque termali che, nei differenti impieghi,
sprigionano le naturali virtù terapeutiche. Il benessere, inoltre,
parte da un controllo costante dello stato di salute; per questo, le
Terme Antica Querciolaia mettono a disposizione dei clienti personale
altamente specializzato e apparecchiature all'avanguardia per
effettuare visite mediche, check-up e consulenze.
OFFERTE e INFORMAZIONI
In occasione dell’ultimo
dell’anno, il biglietto di ingresso alle terme è di 60 euro
(comprensivo di armadietto) con ingresso alla piscina, brindisi di
mezzanotte, spaghettata e colazione al mattino. Per i bambini sotto i
sei anni il costo del biglietto è di 30 euro. La struttura sarà
aperta dalle ore 21 alle ore 5 del mattino.
La serata è a numero
chiuso e si accettano prenotazioni per telefono al numero 0577 724091
o per email all’indirizzo infoterme@termeaq.it.
Per informazioni è
possibile visitare il sito internet www.termeaq.it
Un
inverno dal sapore tutto nuovo:
firmato Giuso
Acqui
Terme, novembre 2010 –
Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra
tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di
semifreddi da banco 100% naturali. Se
fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non
si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è
dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è
qualitativamente comparabile ai gelati estivi. Il
gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta
una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto
che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso,
contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale. I
“Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente
innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti,
con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi
prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante
(dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base
di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono
essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali
temperature di funzionamento.
Le
proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin,
Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti,
ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale”
per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base
“Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente
la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad
esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi”
e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava
per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi
cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni. Se i
“Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna
dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea
storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda
acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente
diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da
un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la
lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre”
che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze
degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno
di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco. Entrambi i
prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati
unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente il
gusto. Ma
Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della
“Marmellata di limoni”: realizzata con il 25% di frutta e
il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la
realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura
particolarmente gustoso e vellutato.
Ulteriori
informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it
|
Le
notizie della settimana 28
novembre 2010
|
A
Tavola col Dottore
Gli
alimenti sono i veri farmaci naturali
Una
conferenza del dottor Norcia seguita da una cena
Firenze
dicembre 2010.
C’è uno strano
paradosso in cui rischiamo di cadere nella società in cui viviamo:
da una parte siamo estremamente interessati ad allungare la nostra
vita e dall’altra facciamo di tutto per peggiorarne la qualità.
La
pubblicità ci spinge a consumare grandi quantità di cibi a
cominciare da merendine iperproteiche e ipercaloriche, spesso inutili
e dannose per la nostra salute. Ritmi di vita stressanti e alienanti
creati da una società che esalta come autentici valori la
competitività, il successo e l’esteriorità, creano sempre più
disturbi psichici (ansia e depressione),
che portano molte persone a rifugiarsi in un’alimentazione errata
ed eccessiva, o al contrario insufficiente. Scarsi o nulli sono,
d’altra parte, gli aiuti che riceviamo dall’esterno, e in molti
casi proprio dalle autorità preposte alla difesa della nostra
salute: le politiche volte a favorire l’uso della bicicletta e dei
mezzi pubblici, all’utilizzo di cibi sani e utili alla salute, il
controllo delle emissioni delle sostanze tossiche, la repressione nei
confronti di chi inquina acque e terreni, la lotta alle frodi
alimentari sono spesso mal condotte o addirittura inesistenti. Una
recente indagine voluta dalla Commissione ci relega all’ultimo
posto in Europa per attività fisica, coscienza dei pericoli legati
all’obesità, tempo dedicato a sport e tempo libero all’aria
aperta. Non c’è da meravigliarsi allora se gli Italiani si
alimentano male, mangiano troppo, fanno poca attività fisica, bevono
e fumano in abbondanza. Oltretutto, secondo i dati
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi nove decessi su
dieci e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono
legati alle cosiddette patologie-killer (malattie cardiovascolari a
cominciare dall’ipertensione e dall’infarto del cuore e del
cervello, tumori, diabete, affezioni respiratorie croniche, disturbi
mentali e muscolo-scheletrici) che hanno in comune stili di vita e di
alimentazione sbagliati.
Ci sono alimenti che ci
proteggono dalle malattie altri che ci fanno ammalare. Per questo è
importante imparare a scegliere quelli giusti. Il cibo infatti è la
prima e più importante medicina da utilizzare al posto dei farmaci
chimici che consumiamo in quantità sempre crescenti. La cucina può
così diventare la migliore farmacia e la madia o il frigorifero il
posto dove conservare queste speciali medicine. Gli alimenti dunque
possono divenire i veri farmaci per eccellenza. Si tratta della più
naturale delle terapie naturali, fatta con gli alimenti: sono farmaci
assolutamente naturali, non hanno effetti collaterali, costano il
giusto, fanno risparmiare un sacco di soldi a noi e allo Stato e “si
assumono esclusivamente all’ora dei pasti”. Da queste premesse
nasce il progetto A tavola col dottore che si prefigge lo scopo di
venire in aiuto a chi desidera cambiare stile di vita ed in
particolare per quello che riguarda l’alimentazione. L’idea è
venuta al dott. Fabio Norcia, un medico fiorentino molto conosciuto
ed apprezzato, perché da oltre trent’anni si dedica a divulgare
informazioni nel campo della salute fisica e mentale attraverso
conferenze, riviste, quotidiani, saggi e programmi televisivi.
Franco Iandelli che
gestisce il Ristorante Klab-House (Via del Ferrone 7 - Firenze) ha
aderito con entusiasmo a questa iniziativa e ha messo a disposizione
la cucina e la professionalità del suo chef. Così ogni martedì
alle 20,30 organizza all'interno del suo ristorante una conferenza
dedicata alla salute e al mangiare sano, con l’intento di offrire
un contributo pratico per un cambiamento delle nostre abitudini a
tavola, a favore di una saggia e corretta alimentazione.
Ad ogni singola
conferenza segue una cena, appositamente creata dal dott. Norcia, per
portare concretamente a tavola e nella stessa serata i temi trattati
di volta in volta. Secondo il medico lo stare insieme a cena, per
sperimentare in preparazioni ricche di creatività e di aromi
profumati, quei cibi utili di cui si è parlato nel pomeriggio è il
modo più convincente per correggere cattive abitudini alimentari e
sostituirle con altrettante sane e salutari. Inoltre partecipare a
queste cene permette di acquisire velocemente e senza fatica tutta
una serie di conoscenze utili per gestire un buon rapporto con la
propria mente e il proprio corpo. Una vera e propria Scuola di Cucina
della Salute per ottenere il più importante fra tutti i diplomi,
quello che serve per vivere più a lungo ed in buona salute.
Si è iniziato lo scorso
9 novembre con un argomento molto importante per la salute: il
colesterolo e continua.......tutti i martedì sera. Per informzioni
telefonare al 388.8290109.
Biografia
di Fabio Norcia
Fabio Norcia, nato a
Siena il Siena 1948, si è laureato in Medicina e Chirurgia. Nel 1976
ed è iscritto all’Ordine dei Medici di Firenze. Vive e lavora a
Firenze. Si è specializzato in Pediatria nel 1980. Svolge attività
di medico di famiglia per l’ Usl 10 di Firenze, e di medico di
assistenza continuativa per l’Usl 8 di Pistoia. È membro della
International Neuro-Psychoanalysis Society e della Società Italiana
di Nutraceutica (SINut) e presidente dell’Associazione Culturale
“Anima la tua Anima”. Collabora con importanti emittenti
radiofoniche e televisive italiane in programmi di educazione
sanitaria. È autore di numerosi lavori scientifici
sull’alimentazione e sulla salute mentale, da lui considerati,
insieme all’attività fisica, i pilastri del benessere psicofisico
di ogni individuo. Organizza conferenze e seminari per divulgare le
sue conoscenze sulla psiche e il suo metodo di cura.
Ha
pubblicato Il libro dell’Anima (Sassoscritto
editore, Firenze, 2004), una serie di volumi della collana A tavola
col dottore (Sassoscritto Editore, Firenze, 2007), Ho fotografato
l’Anima (Armando Editore, Roma, 2008), Il codice genetico di Dio
(Anima la tua Anima Editore, 2009), La prevenzione vien mangiando
(Cornelio Timpani Image Edition, Firenze, 2009) e La dieta per
l’Anima (Sassoscritto Editore 2010).
Il 21 dicembre
a Roma Enoteca italiana
incontra i giovani
All’
Universita’, per parlare di vino, della sua cultura e di un settore
che dopo gli studi puo’ offrire possibilita
Fare
vino è un’attività economica a tutti gli effetti, un settore
importante dell’economia dove la presenza di figure specializzate
al servizio delle aziende - dalla produzione alla comunicazione,
dalla ricerca alla commercializzazione - è fondamentale come lo è
la loro preparazione. Sempre di più i giovani devono conciliare i
loro studi guardando al futuro, e l’agricoltura è un settore che
può offrire molte possibilità. E’ così che una passione, se
fatta di valori sani e consapevoli come il consumo moderato di una
bevanda dalla cultura secolare come il vino, che per molti giovani
non è uno sballo, ma stile di vita, può trasformarsi in
professione. Ai giovani, il 21 dicembre alla Facoltà di Economia
dell’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, è dedicato
l’appuntamento di “Vino
e Giovani”, la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad
hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle
Politiche Agricole,
in partnership con il progetto europeo “WineInModeration. Art de
vivre”, con la partecipazione prevista del Ministro delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, e l’attore Beppe
Fiorello, testimonial della giornata (info: www.vinoegiovani.it).
“Con
questa campagna promuoviamo non solo la conoscenza del vino come
cultura e stile di vita, ma anche come fonte di ricchezza - spiega il
segretario
generale di Enoteca Italiana Fabio Carlesi
- e questo è fondamentale in un momento in cui proprio questi stili
di vita sono a rischio, come dimostra il preoccupante calo dei
consumi, conseguenza anche di una campagna che demonizza il vino,
anziché ricordare, come diceva Paracelso, precursore della medicina
moderna nel Rinascimento, che “è la dose che fa il veleno”, non
questo o quel cibo ma la quantità. L’educazione al consumo
consapevole delle nuove generazioni - aggiunge Carlesi - è
fondamentale, così come far capire ai giovani che il mondo del vino
è un settore che può offrire possibilità, nel nostro Paese ma
anche al di fuori, perché ora più che mai occorre puntare
sull’export, e per farlo ci vogliono persone preparate”.
A
confrontarsi con i più giovani nel talk show “Il vino: giovani
a confronto su idee e valori” - promosso in collaborazione con
Assessorato alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti
Locali della Regione Lazio e Università degli Studi di Roma “Tor
Vergata” - saranno importanti personalità del mondo del vino,
dell’università, della politica e della comunicazione: dal preside
della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma
“Tor Vergata” Michele Bagella al direttore del Master Economia e
Management delle Attività Turistiche e Culturali della Facoltà di
Economia dell’Università “Tor Vergata” Paola Paniccia, da
Adriano Rasi Caldogno, capo Dipartimento Politiche Competitive del
Mondo Rurale e della Qualità del Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali, ad Angela Birindelli, assessore alle
Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione
Lazio, da Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice del Programma
“Cultura che nutre”, a Omar Calabrese, docente di Semiotica delle
Arti Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università
degli Studi di Siena, al presidente di Enoteca Italiana Claudio
Galletti, moderati dal vice-direttore del Tg1 Susanna Petruni.
Protagonisti del talk show saranno anche i giovani vincitori
dell’edizione n. 2 del concorso di idee “PerBacco” per
dare un nuovo volto alla comunicazione del vino, dedicato ai ragazzi
tra i 18 e 30 anni di età, promosso da Enoteca Italiana in
collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, i cui lavori -
miglior slogan, immagine, immagine con slogan e spot - saranno
svelati proprio in occasione dell’appuntamento di “Vino e
Giovani” a Roma. I ragazzi si cimenteranno poi nella degustazione
guidata “Alla scoperta del vino”, in collaborazione con
l’Agivi-Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani sezione
Lazio, e in una degustazione libera dedicata alle etichette
del Lazio, promossa con l’Assessorato alle Politiche Agricole e
Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio ed il
Movimento Turismo del Vino del Lazio.
Bocciatura
Ue della dicitura “Puro cioccolato”
Altromercato
sostiene l’impiego di solo burro di cacao
“La recente
bocciatura Europea della dicitura “puro cioccolato” – che, in
Italia, consentiva ai consumatori di identificare immediatamente i
prodotti di alta qualità realizzati a base di solo burro di cacao è
per noi – dice Guido
Vittorio Leoni presidente del Consorzio Ctm Altromercato-
un’occasione per tornare a sostenere l’impiego dei grassi nobili
del cacao nei prodotti dolciari, a tutto beneficio sia dei
consumatori sia dei produttori del Sud del Mondo.
Pur
adeguandoci alla normativa europea, abbiamo quindi scelto di
continuare ad informare il consumatore segnalando sui pack delle
nostre tavolette che ‘questo
cioccolato non contiene grassi vegetali diversi dal burro di cacao’.
Un modo in più per orientare le scelte di consumo in direzione della
qualità, dal momento che l’impiego di oli vegetali – certamente
più economici e vantaggiosi per i grandi gruppi dolciari –
rende il cioccolato meno sano e gustoso.
Crediamo
che la garanzia di qualità per i consumatori debba andare di pari
passo con la tutela dell’ambiente e dei diritti dei piccoli
coltivatori. Scegliere prodotti a base di burro di cacao significa,
infatti, sostenere l’accesso al mercato dei produttori che, nel Sud
del Mondo, fondano il proprio sostentamento su questa materia prima”.
La
“risposta” delle organizzazioni equosolidali, come Altromercato,
è quindi proporre ai consumatori cioccolato realizzato con burro di
cacao, per offrire un prodotto sano, sicuro e di alta qualità e per
sostenere l’accesso al reddito da parte dei produttori di cacao.
Alla
luce delle recenti evoluzioni normative, il ruolo dei consumatori
diventa ancora più centrale: a loro chiediamo di leggere con
attenzione le etichette, per acquisti consapevoli, sostenibili e
solidali”.
Festa
dell’Olio Nuovo nella
Cantina Pieve Vecchia (Campagnatico
Grosseto)
Sabato
11 Dicembre ritorna l’attesa
Festa dell’Olio Nuovo,
proposta ormai da molti anni dalla Locanda del Glicine. Quest’anno
questa iniziativa speciale cambia location e anima i
nuovi spazi della Cantina Pieve Vecchia,
gioiello enologico della Doc
Montecucco, progettata
dall’architetto e designer Cini
Boeri e dall’architetto
Enrico Sartori.
Un’occasione imperdibile per degustare
l’olio nuovo dei produttori locali
partecipanti, conoscere le
caratteristiche del
loro territorio di provenienza e
approfondirne gli aspetti più tecnici.
L’edizione di quest’anno promette di
essere davvero ricca:
nel pomeriggio, a partire dalle
h. 16:30, tante attività
legate all’olio nuovo a cui parteciperà la Strada
del Vino Montecucco
e dei Sapori D’Amiata,
degustazioni guidate
degli oli dei produttori
partecipanti, vincitori
delle ultime 5 edizioni de
L'Ulivo della Strega,
importante manifestazione sull'olio maremmano che si tiene ogni anno.
All’iniziativa, organizzata con il patrocinio della
Provincia di Grosseto,
sarà presente anche “Il
Gastronauta”.
La giornata si conclude
alle h. 21:00
con la cena
preparata da un ospite d’eccezione: Giancarlo
Morelli, chef stellato e
patron dell’Osteria del
Pomiroeu di Seregno propone un
menù speciale
in abbinamento ai vini della
Cantina Pieve Vecchia,
assicurando una serata esclusiva, ricca di profumi e di sapori.
La
Festa dell’Olio chiude il calendario degli appuntamenti proposti
per l’autunno 2010 dalla Cantina Pieve Vecchia e dalla Locanda del
Glicine: avventure gastronomiche dedicate ai prodotti
tipici della tradizione culinaria italiana, come
i formaggi e il cinghiale, per degustare
nuovi piatti e apprendere
diverse modalità di preparazione e di cottura.
Iniziative che confermano ancora una volta l’attenzione profonda
verso il valore dell’ospitalità
e l’entusiasmo
nel promuovere il territorio,
insieme ai suoi prodotti, i suoi sapori e la sua storia.
Cantina Pieve Vecchia - Loc. La Pieve
Vecchia - Campagnatico (Gr)
Tel.
+ 39 0564 996452 – http://www.cantinapievevecchia.com/
Gipo Farassino a Priocca d’Alba con le specialità albesi
Genuino interprete
dell’anima torinese ma anche piemontese più in generale, Gipo
Farassino è tornato a solcare il palcoscenico cuneese con il recital
svoltosi la sera del 26 novembre al cinema-teatro di Priocca d’Alba
su invito personale del sindaco Marco Perosino e
dell’amministrazione comunale.
Oltre due ore di intenso
e divertente spettacolo nel corso del quale Gipo con le sue canzoni,
dialoghi e aneddoti ha rappresentato la Torino popolare, il mondo
della periferia industriale, Porta Palazzo, l’universo dei
quartieri operai, vicende di belle (ma anche brutte) donne che
attiravano o meno l’interesse degli uomini. Stupenda la storia
,messa in musica al ritmo di un veloce swing, della “Fumna
d’Gustin” ( “La moglie di Agostino”) la signora della
periferia, la più avvenente, che al momento di andare a comprare il
latte al mattino presto trova molti uomini che non si capisce bene se
siano andati per fare lo stesso acquisto o per commentare anche con
espressioni colorite la sua bellezza o la ballata del folle “Che ha
visto i marziani..” .
Per concludere con uno
dei suoi pezzi più famosi “Avere un amico vuol dire sentirsi
qualcuno…”. Ovviamente anche questa volta la forza evocativa
delle canzoni e dei dialoghi era legata al dialetto soprattutto
quello che si parla a Torino che Farassino ha usato con sensibilità
e intelligenza ma con qualche eccezione per quello più “robusto”
che si parla nell’albese.
Dopo lo spettacolo
Farassino è stato ospite del noto ristorante “Centro” dove ha
degustato alcuni specialità tipiche albesi e un ottimo e
amabilissimo “Roero” dell’azienda “Negro” di Monteu Roero.
(Luciano Scarzello)
Golosaria
lancia un Piemonte fatto di "sistemi"
Erano
dieci
i "sistemi del gusto"
che hanno animato Golosaria
a Torino,
la manifestazione ideata da Paolo
Massobrio
che fa il verso al suo libro best seller Il
Golosario.
Dieci realtà fra cui il Paniere dei Prodotti Tipici della
Provincia di Torino, presentato dall'assessore Marco Balagna e dallo
chef Davide Scabin, accanto a Valli Unite del Giarolo, Associazione
Monferralto, Comunità Collinare della Valrilate & Associazione
Valrilate in Rete, Museo del Gusto di Frossasco, Biella&Buona,
Pro Loco di Vigezzo, Parco Enogastronomico dell'Alta Langa, Le Terre
di Savoia, Consorzio Pro Loco Lago d'Orta e Alto Novarese, fino
all'Acai, l'Associazione dei cioccolatieri professionisti.
"Il
Piemonte di domani potrà promuoversi solo così - ha spiegato Paolo
Massobrio - e da 19 anni, la nostra GuidaCriticaGolosa mette insieme
questi mondi che si alimentano a vicenda: il mondo contadino col
mondo della ristorazione". Il
pubblico di ristoratori presenti al Regio era infatti da grandi
numeri, segno del forte radicamento del lavoro di Paolo Massobrio in
questi anni, in tutto il Piemonte, dove è nato il movimento di
consumatori Papillon, che annovera circa 6 mila associati.
Ma
a Golosaria si è anche parlato di vino, rendendo omaggio a Luigi
Veronelli a sei anni dalla scomparsa e della quotidianità che non
può lasciare al caso le scelte alimentari. Il libro per la famiglia
Adesso,
giunto alla quarta edizione, segna un successo editoriale unico
(oltre 30 mila le copie prenotate) e va nella direzione di far
scoprire il valore del gusto alla famiglia.
Durante
Golosaria, sono stati anche premiati gli artigiani che con il proprio
lavoro fanno cultura del territorio, presenti gli assessori regionali
alla Cultura Michele Coppola e al Commercio William Casoni, mentre i
sindaci del Piemonte che hanno adottato la De.Co. (denominazione
comunale) sono giunti a Golosaria per raccontare il loro lavoro
efficace di marketing territoriale.
Dopo
Golosaria, la GuidaCriticaGolosa
al Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria e Costa Azzurra,
che recensisce 745 ristoranti piemontesi, 274 liguri e 69 valdostani)
giudicati dai collaboratori di Papillon, sarà in libreria, mentre su
Ipad e Iphone si troverà la Guida ai ristoranti del Golosario,
con
oltre 2.000 segnalazioni.
L’Asiago Fresco conquista la
Francia
Diecimila forme di Asiago vendute
Oltralpe
in cinque settimane per un nuovo
panino
Vicenza,
30 novembre 2010.
Quasi diecimila forme di formaggio Asiago DOP, pari a
oltre 120 tonnellate di prodotto, nelle prossime cinque settimane
prenderanno la via della Francia, dove saranno utilizzate da
McDonald’s France per preparare il nuovo panino chiamato “Italian
Focaccia”. L’ordinativo proveniente dalla sede francese della
nota catena di ristorazione veloce americana fa seguito al successo
ottenuto in Italia dal panino McItaly, prodotto sviluppato dallo
staff italiano di McDonald’s e commercializzato nel nostro Paese lo
scorso inverno.
L'iniziativa italiana
aveva avuto il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali e lo stesso Ministro Luca Zaia aveva
presentato il panino "McItaly" a Roma nel primo ristorante
McDonald's aperto in Italia 25 anni fa. Il panino “Italian
Focaccia” è composto da pane tipo focaccia, una fetta di carne,
una fetta di formaggio Asiago DOP da 25 grammi, una fetta di
pomodoro, 12 grammi di insalata batavia e 15 ml di pesto.
L’acquisto di Asiago
Fresco da parte di McDonald’s France è accolto con soddisfazione
dal Consorzio di Tutela, poiché testimonia la diffusione, presso un
pubblico sempre più vasto, della sensibilità verso i prodotti di
qualità riconosciuti dall'Unione Europea.
Il sistema valoriale che
sta alla base del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine
Protetta) e della catena di valore che esso è in grado di creare si
sposa quindi anche con il simbolo della ristorazione veloce mondiale.
Anche in questo caso il
prodotto sarà consegnato a McDonald's France già porzionato a
fette, pronte per l’impiego nei ristoranti. Ad assoluta garanzia
dell’autenticità del prodotto lungo tutta la filiera, anche questa
delicata operazione avviene in uno stabilimento di confezionamento
ricadente proprio nella zona di produzione dell’Asiago DOP.
Il presidente della
Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Sono felice che da
una buona esperienza nascano frutti utili ai produttori. Uno degli
obiettivi che ci eravamo prefissi con McDonald’s era proprio
questo. Auguri di cuore per un prosieguo che sappia mettere assieme i
campi italiani di qualità e quei tanti giovani che attraverso
McDonald’s consumano magari per la prima volta la nostra
straordinaria “pietanza”».
«Duemila forme di Asiago
a settimana per il nostro formaggio sono un ordine significativo»,
ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago,
Roberto Gasparini. «Al mero valore economico dell’iniziativa
di McDonald’s voglio aggiungere quello, per me forse ancor più
importante, di un approccio culturale nuovo, che in Italia ha seguìto
il lancio di McItaly. Credo che l’aggiunta di Asiago ai menù di
Mcdonald’s sia la miglior dimostrazione dell’importanza di un
marchio in grado di certificare la filiera di un formaggio che spazia
dalle forme di Asiago Stravecchio, certamente più adatto ad un
consumo nei momenti di meditazione, fino all'Asiago Fresco, che più
si presta ad un consumo quotidiano».
«Con questa operazione
si conferma la bontà del progetto McItaly, promosso a gennaio di
quest’anno, che vedeva proprio l’Asiago DOP come protagonista di
una tra le ricette più apprezzate dal consumatore italiano,
affermandosi come volano per l’esportazione di prodotti italiani
nel mondo», dichiara Roberto Masi, amministratore delegato
McDonald’s Italia. «L’apprezzamento di queste nostre proposte ha
anche valicato i confini nazionali».
Il
presidente Gasparini ha concluso: «Voglio aggiungere che vendere un
quantitativo così importante di Asiago oltralpe inorgoglisce il
nostro Consorzio, poiché la Francia, Paese di grande tradizione
casearia, è uno di quelli che, insieme all’Italia, ha deciso di
puntare maggiormente sulla tutela delle produzioni DOP».
Colli Berici doc e Vicenza doc:
via alla
fusione dei consorzi
Il
convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di
zonazione alla sfida della Dop” ha offerto nuovi spunti per la
promozione delle produzioni vicentine Dalla
consapevolezza delle proprie potenzialità all'esigenza di maggiore
coordinamento tra organismi di promozione: è quanto emerso al
convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di
zonazione alla sfida della Dop” tenutosi sabato 27 novembre alla
Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza. Sono intervenuti
Mario Bagnara,
presidente Biblioteca La Vigna; Luigino
Disegna direttore Servizi per
l'innovazione e lo sviluppo rurali di Veneto Agricoltura; Luca
Toninato, ricercatore Ager-Agricoltura e Ricerca; Elena
Piccoli, all'epoca della zonazione
responsabile tecnico Consorzio Tutela vini Colli Berici DOC; Andrea
Monico, attuale coordinatore dello
stesso consorzio; Fabio Piccoli,
giornalista ed esperto di marketing vinicolo.
Durante
l'incontro è stato presentato ufficialmente il nuovo Manuale d'uso
del territorio, frutto dello Studio di zonazione realizzato da Veneto
Agricoltura in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini Doc
Colli Berici, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio di Vicenza.
Il lavoro, coordinato dal professor Attilio Scienza, ha preso in
esame 33 vigneti di 20 aziende per quattro stagioni (dal 2002 al
2006). In ciascuna vendemmia sono state operate le microvinificazioni
di quattro varietà (Tai Rosso, Cabernet, Merlot, Pinot Bianco) di
cui sono stati valutati successivamente una serie di parametri
chimici ed organolettici. La rielaborazione dei risultati ha permesso
di identificare l'esistenza sul territorio di 11 unità vocazionali,
che nel Manuale d'uso del territorio vengono descritte con precise
indicazioni di coltivazione.
“Abbiamo
riscoperto - ha spiegato Federico Tassoni, presidente del Consorzio
Colli Berici DOC - con grande stupore e ammirazione, una viticoltura
fatta di enormi doti di dinamicità e professionalità, fattori che
hanno reso possibile la trasformazione produttiva che sta conducendo
a ottimi livelli di espressione qualitativa delle produzioni”.
Il
dibattito ha quindi affrontato le novità introdotte dal Decreto
Legislativo 61/2010 che disciplina le denominazioni di origine e
riforma il ruolo dei consorzi. In ottemperanza allo spirito della
legge il Consorzio tutela Vini DOC Colli Berici ha annunciato
l'intenzione di fondersi con il Consorzio tutela Vini Vicenza DOC.
“Le denominazioni rimarranno invariate – ha spiegato Andrea
Monico – ma avremo una sola struttura che gestirà la promozione di
entrambe. In questo modo disporremo di una struttura più agile, meno
costosa, ma sicuramente più incisiva”.
Il
nuovo consorzio, che prenderà forma nei prossimi mesi, si è già
posto l'obiettivo di intrecciare nuove collaborazioni con altre DOC e
DOP del territorio. Un primo riuscito esempio si è avuto durante
l'ultimo finesettimana con ViViDOC, l'aperitivo che ha coinvolto i
consorzi DOC Colli Berici e Vicenza con le DOP Sopressa Vicentina,
Prosciutto Berico-Euganeo e Formaggio Asiago in un happy hour
all'insegna della vicentinità.
MATTIA SPADONE si aggiudica
IL
‘TARTUFO DI GUBBIO 2010’
di
Claudio
Zeni
Mattia
Spadone, arriva dall’Abruzzo, il ventiduenne cuoco che si è
aggiudicato l’edizione 2010 del concorso gastronomico “Tartufo di
Gubbio”, la competizione intorno ai fornelli organizzata dal
Comune di Gubbio, dalla Comunità montana Alta Umbria e dalla E20
Comunicazione per far conoscere sempre di più e meglio la qualità e
la prelibatezza del tartufo bianco dell’Alto Chiascio.
In gara, tra
sana competizione e un forte spirito di collaborazione, oltre a
Mattia Spadone, in rappresentanza del ristorante di famiglia “La
Bandiera” di Civitella Casanova (Pe), c’erano anche gli chef
Fabio Coluccino di “Amici miei” di Montecarlo, Baciòt del “Grand
Hotel Parker’s” di Napoli, Natale Giunta dell’omonimo
ristorante di Termini Imerese (Palermo), direttamente dalla “Prova
del cuoco” di Rai Uno. Padroni di casa, invece, Claudio Ramacci del
“Mencarelli Group”, Adilgerio Tosti del “Park Hotel Ai
Cappuccini”, Paolo Pascolini de “La Cia”, Massimo Carleo del
“Castello di Petroia” e Vito Favuzzi del “Fabiani”.
Questo lo
sfizioso menù tartufato presentato in forma anonima ad una giuria di
esperti gourmet presieduta dal caposervizio e conduttore del Tg1 Rai
Uno Attilio Romita, che ha portato all’incoronazione di Spadone:
come antipasto ha proposto ‘Uovo croccante, spuma di formaggio,
patate e tartufo bianco di Gubbio’, mentre il primo piatto erano
‘Raviolini di pecorino con salsa di porri e tartufo bianco di
Gubbio’ e per secondo ‘Faraona farcita con i suoi fegatini,
purea di fagiolini Tondino e tartufo bianco di Gubbio’.
“Sono un
presidente che non ha titoli come altri colleghi della giuria,
enogastronomi e grandi firme del settore, ma non avendo conoscenze,
non avevo neanche condizionamenti e sono stato un presidente
assolutamente imparziale – ha ironizzato Attilio Romita nel corso
della serata di premiazione - tutta la giuria è stata serissima,
meticolosa, abbiamo ricontato le schede tre volte per decretare il
vincitore, davvero sul filo di lana”.
Il premio “Tartufo di
Gubbio” è stato consegnato a Mattia Spadone dal sindaco di Gubbio,
Maria Cristina Ercoli, che nella serata di gala al Park Hotel Ai
Cappuccini ha fatto “gli onori di casa”.
Carrefour
premia Lucart Group per
lo Sviluppo Sostenibile
Diecimo (LU), 26
novembre 2010 – Cartiera Lucchese spa, azienda a capo del
Gruppo multinazionale Lucart Group, ha vinto la seconda edizione del
premio Trophées Développement Durable, indetto da Carrefour e
dedicato al tema dello Sviluppo Sostenibile. La cerimonia di
premiazione si è tenuta ieri sera a Parigi, occasione nella quale
Lucart Group ha avuto modo di presentare i progetti e le strategie
dell’azienda sui temi della salvaguardia dell’ambiente.
La giuria
del premio, che ha visto la partecipazione di 2200 fornitori del
gruppo Carrefour, ha classificato Lucart Group al primo posto nella
categoria “Progression” soprattutto grazie all’impegno
dimostrato dall’azienda toscana nella riduzione di emissioni CO2 e
nella gestione degli acquisti sostenibili. L’assegnazione
dell’importante riconoscimento è giunta al termine di un lungo
iter che ha visto il management di Lucart Group, e gli altri
partecipanti al premio, impegnati nella compilazione di un complesso
e approfondito kit di autovalutazione seguito da un audit eseguito da
terze parti per la verifica della corretta compilazione dei documenti
legati al premio.
Il premio Trophées
Développement Durable è inserito nell’ambito di un progetto a
lungo termine promosso da Carrefour che mira a riunire tutti i
fornitori del gruppo intorno al tema dello Sviluppo Sostenibile e,
attraverso loro, sensibilizzare anche il grande pubblico.
Lucart Group
Il gruppo multinazionale
Lucart Group è il principale produttore a livello europeo di carte
monolucide sottili per imballaggi flessibili e rientra tra i primi 10
produttori europei di carte e prodotti tissue.
Gli oltre 50 anni di
esperienza hanno permesso all’azienda di sviluppare il know-how,
l'esperienza e la tecnologia necessari per realizzare prodotti di
qualità in grado di rispondere al meglio alle esigenze della
clientela.
Gli impianti produttivi
nei vari stabilimenti del Gruppo consentono di realizzare un'ampia
gamma di prodotti avendo il controllo su tutte le fasi del processo
produttivo, dalla scelta delle materie prime, pura cellulosa o carta
da macero, fino alla definizione delle caratteristiche del prodotto
finito.
La capacità produttiva
di carta di Lucart Group è superiore a 280.000 tonnellate/anno,
ripartita su 9 macchine continue e 53 linee di converting.
Le attività produttive
dell’azienda sono distribuite su 3 Business Unit (Business to
Business, Professional e Consumer), impegnate nello sviluppo e nella
vendita di oltre 10 brand che includono prodotti nati per soddisfare
le esigenze di diverse tipologie di utenza, dalla grande impresa al
consumatore finale.
Il fatturato consolidato
di Lucart Group nel 2009 è stato di oltre 318 milioni di euro e le
persone impiegate sono più di 1.000. La superficie totale degli
stabilimenti produttivi è superiore a 860.000 m2. Lo stabilimento di
Diecimo (Lucca) è uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati
alla produzione e trasformazione di carta tissue.
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Le
notizie della settimana 28
novembre 2010
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Domani
lunedì presentazione
della
guida
“La Puglia è servita” 2011
Lunedì
29 novembre alle ore 18.30 a Bari presso
la masseria Pietrasole, splendida dimora d'epoca
alle
porte della città (Strada Scanzano 243 – tel. 080 5461217)
appuntamento per
la
presentazione della 15a
edizione della guida La
Puglia è servita
(edizioni
Tirsomedia, € 18,00).
L'evento,
con ingresso libero, vedrà la partecipazione di giornalisti,
operatori del settore turistico ed enogastronomico, autorità
istituzionali e lettori-viaggiatori. Già confermata la presenza
dell'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario
Stefàno.
La
serata sarà presentata da Antonio
Stornaiolo
e
prenderà
avvio con la premiazione delle strutture di eccellenza 2010, alla
presenza dell'editore
Vittoria
Cisonno
e
degli autori Pasquale
Porcelli
e
Alma
Sinibaldi.
Da
quest'anno, inoltre, la presentazione della guida sarà anche
l'occasione per accendere i riflettori sui distretti gastronomici più
rappresentativi della nostra regione.
Prima
tappa sarà il
Gargano,
territorio che
per
anni ha rischiato di essere annichilito dalla nefasta tendenza dei
“menu a prezzo fisso” ma che ora, proprio grazie all'impegno di
alcuni ristoratori “illuminati”, sta risorgendo attestandosi fra
le mete golose più ambite. La dimostrazione sarà data proprio in
occasione della serta attraverso la preparazione dal vivo di alcune
specialità tipiche del territorio del Gargano.
Per
l'occasione interverranno: Gegè
Mangano de “Taverna Li Jalantùumene” (Monte Sant'Angelo),
Leonardo Vescera de “Il Capriccio” di Vieste, Domenico Cilenti di
“Porta di Basso”, Mario Ottaviano de “Al Trabucco” e
Antonella Martucci de “La Chiusa delle More” (tutti di Peschici),
Lucia Schiavone e Nazario Biscotti de “Le Antiche Sere” (Lesina).
Al
termine dell'evento le specialità preparate “in diretta” dagli
chef ospiti saranno degustate in abbinamento ai vini offerti dalle
aziende socie del Movimento Turismo del Vino Puglia.
IX
Selezione dei Vini di Toscana:
promosso il 70% delle etichette
Il 37,5 % guadagna la menzione
speciale. Prato è la provincia più “Rosa”, Livorno la più
“Giovane”
Continua anche per oggi
con il Buy Wine alla Stazione Leopolda di Firenze la IX edizione
della Selezione dei Vini di Toscana, decretando, una volta di più,
il successo dell’enologia regionale. Delle 1364 etichette ammesse,
infatti, ben 960 hanno superato la severa selezione svolta dai 77
commissari internazionali secondo il metodo utilizzato dall’Union
International des Oenologues, ossia il 70,3%: il 3,3% in più
rispetto alla passata edizione (2008), quando era stato promosso il
67% dei vini presentati. Dei 960 vini entrati a far parte del
catalogo della IX Selezione dei Vini di Toscana, inoltre, il 37,5%
(360) si è guadagnato la tanto ambita menzione speciale raggiungendo
o superando quota 85 punti: +15,5% rispetto al 2008.
Dopo le valutazioni
estremamente positive della Guida dell’Espresso “I vini d’Italia
2011” (41 vini segnalati di cui ben 6 con tre stelle su un totale
di 14) e 23 vini premiati con ‘tre bicchieri’, massima
valutazione del Gambero rosso e di Slow food, l’enologia toscana
guadagna un nuovo riconoscimento.
Terminato il lavoro dei
77 commissari suddivisi in 11 commissioni composte da enologi,
sommelier e giornalisti, inizia adesso il tour promozionale che avrà,
come protagoniste, proprio le 960 etichette selezionate. Prima tappa:
Firenze dove, dal 25 al 26 novembre si terrà la prima edizione del
Buy Wine, workshop internazionale dedicato solo ai vini della IX
Selezione. Sarà, poi, la volta della Italian Wine Week di New York e
di un altro workshop dedicato alla Selezione che si terrà a Londra.
Ma ecco nel dettaglio i risultati:
Le Province –
Ancora una volta, ad uscire vincenti dalla Selezione dei Vini non
sono unicamente le province storiche dell’enologia toscana, Firenze
e Siena – rispettivamente con il 68,0% e l’75,5% dei vini
selezionati -, ma anche quelle che da minor tempo si sono affermate
in questo campo di produzione. Se Firenze e Siena hanno avuto l’83,4%
e il 90,7% delle aziende promosse, infatti, non sono da meno le
performance delle province di Prato (76,9% e il 72,7% dei vini
selezionati); Pisa (93,1%; 64%); Livorno (91,1%; 76,9%); Grosseto
(89,5%; 71,3%); Arezzo (86,8%; 64,5%); Lucca (83,3%; 55,4%) alle
quali seguono Pistoia e Massa-Carrara che, pur avendo un numero
minore di aziende partecipanti hanno comunque ottenuto ottimi
risultati.
Le Categorie –
Dando uno sguardo alle categorie, 11 su 19 hanno superato il 72% dei
vini promossi e, tra queste, 8 sono andate oltre l’80%. Il 37,5%
dei vini selezionati (360) ha, inoltre, raggiunto o superato la
soglia degli 85 punti necessari al conseguimento della “menzione
speciale” della giuria.
Le performance migliori
si registrano tra i Rossi IGP Alloctoni (Vendemmia 2009/2008) con
l’89,6% dei vini selezionati - dei quali il 42,3% ha
guadagnato la “menzione” della giuria -, seguiti dai Passiti DOP
e IGO - 87,5% di promossi e 66,7% di “menzionati” - e dai Rossi
DOP Riserva: 86,2% di selezionati e il 46,7% con “menzione
speciale”. Al quarto posto i Rossi IGP Alloctoni (vendemmie 2007 e
precedenti): 84,4% promossi e 55,6% con 85 punti o più.
Le Tipologie –
Nella classifica per tipologia, i Vini Passiti sono in testa con
l’87,5% dei promossi dei quali il 58,3% con “menzione
speciale”. Seguono: i Vini Rossi (74,1%; 27,7%); i Vini Bianchi
(46,9%; 13%) e i Vini Rosati (34,8% selezionati).
Per quanto riguarda le
“denominazioni”, i Vini DOCG guidano la classifica con il 71,6%
dei promossi e il 25,9% dei “menzionati”. Seguono: i Vini DOC
(69,2%; 24,5%) e i Vini IGT (67,5%; 27,8%).
I Vini delle Donne e
dei Giovani – Nella prima delle due categorie particolari, non
previste dal regolamento ma che premiano la passione e l‘attenzione
dei produttori, sono stati 217 i vini promossi e 103 le aziende,
mentre tra i vini dei giovani sono stati premiate 152 etichette e 75
aziende. Una curiosità: la provincia più “rosa” è risultata
quella di Prato con il 60% delle aziende provinciali selezionate,
mentre quella più “giovane” è la provincia di Livorno (21,9%).
Partecipazione:
aumentati vini e aziende - 467 aziende partecipanti e 1364 vini
iscritti. Rispettivamente, il 3,3% e il 13% in più rispetto
all’edizione 2008. Un merito che va, prima di tutto, alla Toscana
del vino che, di edizione in edizione, accetta con sempre maggior
entusiasmo la sfida di qualità lanciata dalla Selezione, come
testimonia la crescita esponenziale dei vini partecipanti passati dai
317 del 1989 ai 1206 del 2008, fino ai 1364 di quest’anno.
Un’edizione ricca di
novità - Tante le novità presenti nell’edizione 2010 della
Selezione, sia per quanto riguarda le categorie che le commissioni.
La grande novità dell’edizione 2010 del concorso è l’introduzione
di due nuove categorie (la n. 10 e la n. 12) dedicate esclusivamente
ai Vini Rossi DOP che entreranno in commercio il 1 gennaio 2011. Due
nuove categorie che permetteranno a Toscana Promozione di promuovere,
il prossimo anno, vini appena entrati in commercio rendendo ancora
più efficaci le iniziative in programma. Le commissioni, per
affrontare l’alto numero di vini iscritti, sono salite da 10
a 11 ed erano composte da 7 membri: 5 enologi, 1 sommelier e 1
giornalista. E tra questi ultimi erano presenti giornalisti
provenienti da Stati Uniti, Inghilterra, Corea del Sud, Giappone e
Belgio.
Avellino, sabato 4 dicembre
2010 a partire dalle ore 10,30
Presentazione
della guida Slow Wine 2011
Il
meglio dell’enologia campana e lucana,
secondo
Slow Food, si presenta al grande pubblico:
un
momento di festa, degustazioni e riflessioni
Il
meglio dell’enologia della Campania e della Basilicata, secondo
Slow Food, si dà appuntamento, sabato
4 dicembre 2010, ad Avellino,
Auditorium
Banca della Campania (Collina Liguorini).
Il pretesto è la presentazione della nuova
guida di Slow Food
dedicata al vino, Slow
Wine 2011,
l’occasione però è quella di far incontrare i produttori della
Campania e
della Basilicata
con il grande pubblico, di far conoscere vini e vignaioli, insomma un
momento di festa e di riflessioni attorno al vino in Campania e
Basilicata. «Uno dei tratti fondamentali di Slow Wine è quello di
aver dato finalmente il giusto spazio alle regioni del Sud. Tra
queste la Campania fa la parte del padrone con quasi 90 schede.
Un'enormità se paragonata ad altre guide di settore. Questo perché
siamo convinti della bontà dei vini di questa regione e delle
incredibili potenzialità di crescita sia dei suoi bianchi sia dei
rossi. La Campania tra l'altro ha un sistema produttivo fortemente
radicato e basato sulla produzione contadina, una tradizione che non
potrà che favorire il controllo diretto della qualità e una
produzione di chiaro stampo artigianale. La Basilicata, pur essendo
una regione piccola, ci ha regalato dei rossi di struttura e grande
longevità, il tutto condito da un'ottima dose di personalità»,
sostiene Giancarlo Gariglio, curatore della guida.
«Il lavoro svolto
nelle regioni del Sud – aggiunge
Luciano Pignataro,
responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria - è
straordinario. Si è riusciti ad andare oltre la banalità e centrare
con precisione quelle aziende capaci di coniugare rispetto per
l'ambiente, etica della vinificazione e qualità in bottiglia. Questo
è stato possibile anche grazie alle visite e all'impegno del gruppo
Slow Wine».
Alle
ore 10,30 si inizia con un convegno dal titolo “Ambiente,
tipicità, qualità. Una viticoltura etica è possibile”,
al quale partecipano: Roberto
Burdese,
presidente di Slow Food Italia, il curatore della guida Giancarlo
Gariglio, e
Luciano
Pignataro,
responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria.
Cosimo
Lombardi,
Large Corporate Banca della Campania, e Lucio
Napodano,
fiduciario Slow Food di Avellino, introducono il convegno che sarà
presieduto da Gaetano
Pascale,
presidente di Slow Food Campania.
A
seguire si terrà la degustazione dei vini della Campania e della
Basilicata che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nella guida,
come Grande Vino e Vino Quotidiano, e di quelli appartenenti alle
cantine che hanno ottenuto la Bottiglia e la Moneta. Riconoscimenti
che prendono in considerazione non solo i vini degustati, ma anche il
lavoro in vigna. Perché Slow Wine non è semplicemente una guida, è
anche un progetto di forte valorizzazione dei territori italiani e
del mestiere di vigneron.
Una guida che pone un forte accento sul rapporto tra l’uomo e la
terra, una fotografia dell’enologia italiana fatta non limitandosi
alla degustazione. Questo è stato possibile grazie al nutrito gruppo
di collaboratori, oltre 200, che hanno visitato tutte le cantine.
L'ingresso
alla presentazione è libero, l’accesso alla degustazione ha un
costo di 27 € (25 € per i soci) e dà diritto alla degustazione
dei vini presenti, al bicchiere, alla sacchetta porta bicchiere e a
una copia della guida Slow Wine 2011.
Centro
Software lancia “Impresa24
Food
Industry”,
l’ERP che massimizza l’efficienza dei processi
dell’impresa alimentare
In
risposta alle specifiche esigenze del comparto alimentare, il nuovo
“Impresa24
Food Industry” valorizza ogni tipo di azienda del settore,
assicurando la crescita delle performance, la tracciabilità e la
redditività in tempi brevi.
Bologna,
25 novembre 2010 – Centro Software, leader nel settore
dell’informatica per la gestione aziendale e partner del Sole 24
Ore per lo sviluppo software, ha presentato “Impresa24
Food Industry”, il nuovo ERP progettato sulla base delle specifiche
esigenze e caratteristiche delle aziende alimentari italiane.
Impresa24
Food Industry permette di gestire in modo ottimale non solo i
processi amministrativi, finanziari e commerciali dell’impresa, ma
anche tutte le fasi legate all’acquisizione delle merci, al loro
immagazzinamento, alla loro trasformazione, ai controlli di qualità,
alla rintracciabilità e tracciabilità alimentare per la tutela del
consumatore.
Tra
le funzioni più importanti spiccano la completa organizzazione dei
processi di vendita e tentata vendita, la gestione dei rapporti con
la GDO, così come l’identificazione e la localizzazione immediata
del prodotto e un’estrema attenzione ai controlli qualità nei
flussi operativi.
Con
riferimento al settore alimentare sono stati inoltre previsti alcuni
automatismi che non si riscontrano in altri ERP standard
internazionali, come la gestione di ricette e cicli di lavorazione
per un’efficace pianificazione delle linee di lavorazione e delle
fasi di conto c/terzi, M.R.P. e M.E.S. che consentono di pianificare
e monitorare in tempo reale l’avanzamento di produzione,
un’efficiente gestione dei lotti che permette di ottimizzare le
scorte e proporre sempre all’operatore l’utilizzo del materiale
più idoneo.
Completano
il quadro operativo la gestione della logistica avanzata (con
supporto degli standard INDICOD “UCC / EAN-128” e “SSCC” la
collegabilità a magazzini automatici (celle di carico e magazzini
“silos”) e la gestione integrata delle movimentazioni con
terminalini WiFi.
Dotato
di interfacce intuitive che lo rendono molto semplice da utilizzare,
integrato con la telefonia IP (VOIP) e con gli strumenti di
produttività Microsoft Office, questo ERP è uno strumento di
supporto fondamentale non solo per un controllo di gestione
automatico ma anche per certificare la qualità dei processi
aziendali e dei relativi prodotti lungo tutta la filiera.
L’integrazione
con MapPoint e Google Maps consente, inoltre, un puntuale e veloce
controllo della distribuzione nel territorio e delle distanze
chilometriche, permettendo così un calcolo preventivo dei costi di
trasporti, una migliore pianificazione logistico-commerciale e
un’ottimizzazione nell’utilizzo di ogni risorsa.
Grande
fermento a Radici Wines Experience
Cala il
sipario sul tradizionale appuntamento enogastronomico tra gli
applausi convinti dei partecipanti.
I
riflettori, ora, si accendono sul comune progetto futuro degli
addetti ai lavori:
Radici del Sud
2011
Oltre 500, tra
visitatori e operatori del settore, sia locali che internazionali,
hanno condiviso il clima di appassionato entusiasmo che l'evento ogni
anno è in grado di suscitare. Sotto l'egida della Regione
Puglia, degli
Assessorati al
Turismo e alle
Politiche
Agricole nonchè
dell'APT - Bari,
l'Associazione
ProPapilla,
nella persona del suo presidente, Nicola
Campanile, ha
presentato le coinvolgenti iniziative in programma nella giornata che
ha concluso la manifestazione.
La verticale
comparativa ha registrato il tutto esaurito e ha offerto importanti
spunti di confronto circa i vini tradizionali del Sud.
Molto
apprezzate le tre guide bilingui che sono state illustrate
sottolineando con forza la funzione che si ripropongono di promuovere
anche all'estero i territori e i sapori unici della Puglia. Assoluta
novità Pizzaviaggiando,
alla prima edizione, che ha premiato le eccellenze del comparto delle
pizzerie: Le
Vecchie Cantine
di Taranto,
Bella
Napoli
di Cerignola e Il
Borbone
di Gioia del Colle.
A
seguire è stata la volta di Dolce
Guida - Percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni;
l'ottava edizione, presentata da Vincenzo
Rizzi e Nicola
Campanile,
ha premiato, nelle varie categorie, chef ed operatori che quest'anno
si sono distinti meritando la speciale menzione: Dona
Flor
di Bari
("Enoteca
con cucina"), Le
Vecchie Cantine
di Taranto
("Ricerca
qualità e ospitalità"), U'Vulesce
di Cerignola (Ristorante tipico"), Galeone
Cosimo
del ristorante La Barca di Ciro di Pulsano (TA) (categoria"Giovane
Chef dell'anno"), Ristorante
Modò
(Novità dell'anno) di Nardò, Taverna
Bio Mediterranea Le Rune
(Ristorante atipico dell'anno) di Bari e La
Bul
(Ristorante dell'anno) di Bari. E' apparso evidente come anno dopo
anno sempre meglio, attraverso le indicazioni spassionate che riesce
a offrire, la rinomata guida vada incontro alle aspettative del
pubblico, anche straniero, che ricerca non solo l'originalità ma
anche l'autenticità delle esperienze in questo settore.
Infine,
ha avuto la sua ribalta l'impegnativa rendicontazione dell'omonimo
festival che da cinque anni premia, in Giugno, i migliori vini
prodotti da uve di vitigni autoctoni pugliesi, Radici
Wines - Guide on Apulia Wines for experts and lovers.
La guida, alla sua seconda edizione, contiene il minuzioso lavoro
delle recensioni di tutti i vini in concorso nell'edizione 2010 del
Festival, quest'anno redatto dall'autorevole penna di Franco
Ziliani
e impreziosito dall'appassionato apporto di Vincenzo
Rizzi.
In occasione
del convegno conclusivo condotto dal giornalista Luciano
Pignataro ha
preso corpo tra l'approvazione generale il progetto che estenderà a
tutto il Sud il festival del vino da vitigno autoctono, Radici
del Sud 2011. La
ferma volontà di collaborazione tra le regioni coinvolte è stata
caldamente auspicata da Elena
Martuscello che,
insieme a Alessia
Perrucci, ha
garantito per l'iniziativa un significativo contributo in termini
logistici da parte dell'Associazione
delle Donne del Vino
che rappresentano rispettivamente a livello nazionale e regionale. Il
nuovo appuntamento si avvarrà anche della pregiata collaborazione di
Franco Ziliani
e Luciano
Pignataro.
Il presidente
dell'Associazione
ProPapilla,
Nicola
Campanile,
ha voluto evidenziare la necessità, in un presumibile scenario di
ridimensionamento di fondi destinati alla promozione da parte di
istituzioni pubbliche e dei privati, di aggregare e coordinare al
meglio le iniziative di promozione di più associazioni per non
incorrere nel rischio di disperdere in isolate iniziative importanti
risorse.
Anche la stampa straniera, nelle persone di Kerin
O'Keefe,
Charles
Scicolone,
Gregory
Dal Piaz
(U.S.A.) e Marek
Bienczyk
(Polonia) e i buyers internazionali, invitati da Franco
Ziliani
a un eductour organizzato da Radici
Wines,
Associazione
ProPapilla,
ha dimostrato trasporto e consenso per l'iniziativa di questi giorni
e Radici del Sud 2011.
La serata è
proseguita in un piacevole momento conviviale e nel vivace confronto
di tutti i partecipanti che hanno potuto godere della cena e
degustare i vini vincitori di Radici
2010. I sette
chef che con grande perizia hanno realizzato i piatti, Mario
Ottaviano di Trabucco
di Peschici(FG), Peppe
Zullo di Orsara di
Pugli (FG), Vito
Netti
del Ristorante La Strga di Palagianello (TA), Domenico
Minervini (Masseria
San Giovanni), Franco
Rizzuti dell'Osteria
Marconi di Potenza, Pietro
Lecce della
Tavernetta di Camiliatello Siliano (CS) e Raffaele
Vitale di Casa del
Nonno 13 di Mercato San Severino (SA) hanno mirabilmente reso omaggio
allo spirito che anima la manifestazione e all'idea che essa intende
promuovere, coniugare al futuro talento, creatività e tradizione del
Sud.
Nella
soddisfazione e ottimismo generali, infine, i partecipanti si sono
congedati e ripromessi di dare incoraggianti riscontri in merito alla
distribuzione dei tre prodotti editoriali presentati.
Carpene’ Malvolti, un
bridisi da “Festivity” a Napoli
Nella suggestiva
atmosfera di Città del Gusto del Gambero Rosso di Napoli, un evento
esclusivo firmato Carpené Malvolti con degustazione di spumanti
accompagnati da originali finger food
Si chiama Festivity ed è
l’evento mondano più atteso ed esclusivo del periodo prenatalizio
a Napoli. Una grande degustazione aperta al pubblico - ma con un
tetto massimo di 250 persone che lo rende un appuntamento ancora più
ambito - che Carpené Malvolti, la storica casa spumantistica di
Conegliano, sta organizzando per mercoledì 1 dicembre a Città del
Gusto del Gambero Rosso con una raffinata offerta di originali finger
food realizzati per l’occasione dai migliori chef in abbinamento
con le bollicine.
In degustazione il Conegliano Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG Cuvée Brut, Cuvée oro e Cuvée Storica, e
l'Arte Spumantistica, un'ambiziosa strategia, aperta alla ricerca di
nuovi grandi vini adatti ad essere elaborati con i Metodi di
spumantizzazione scelti da Carpenè. Questa progetto
vede impegnati i maestri enologi della Casa, sotto la guida attenta
ed esperta di Etile Carpenè, nella spumantizzazione, ogni anno dal
2005, di un vino di alta qualità, del panorama Italiano ed Europeo
per proporre ai consumatori esclusivi ed unici spumanti prodotti
da uve da vitigni mai spumantizzati prima.
Come il Rosè Cuvée Brut
che nasce da due vitigni coltivati nel territorio della zona del
Piave caro alla famiglia Carpenè, il Pinot Nero e il Raboso, che
Antonio Carpenè già nel 1881 indica come vitigno nobile ed
importante del trevigiano; il Kerner un vitigno con storia
recente, risultato di un incrocio fra i vitigni Riesling renano
e la Schiava, creato da A. Herold nel 1929 nella stazione
sperimentale di Weinsberg / Württemberg in Germania.
Di recente
coltivazione in Italia, è stato introdotto in Alto Adige negli anni
‘70, è coltivato nelle dorsali dolomitiche della Valle
Isarco, stretta gola che si allarga fino a diventare un'ampia e verde
conca valliva, ed ha ottenuto la DOC Valle Isarco nel 1993. Poi il
Viogner, vitigno a bacca bianca originario della Valle del
Rodano. Predilige terreni poveri, secchi e ciottolosi. Si narra che
il vitigno Viognier sia stato portato nella zona della Côte du Rhône
dalla Dalmazia dall'Imperatore romano Probus nel 218 dopo Cristo. In
questo territorio ha trovato le zone ad esso più congeniali dando
vita a due piccole appellations come Condrieu e Château-Grillet.
Il
2010 è l’anno del Petit Manseng, vitigno che il Collegio Enologi
Carpenè Malvolti ha amato per la sua singolare personalità, il
carattere bizzarro e al tempo stesso composto, così simile al
territorio da dove proviene: le splendide regioni francesi ai piedi
dei Pirenei. ed inoltre i distillati della storica casa di
Conegliano: le Grappe e l'esclusivo Brandy. La location che
ospiterà l’evento, per l’occasione allestita dall’atelier IF
DESIGN sul tema di Carpenè e sulla sua storia, sarà dunque proprio
la Città del Gusto del Gambero Rosso, allietata da sottofondo di
musica soffusa in stile glamour a partire dalle ore 20.00 – quando
sarà servito un aperitivo a base di friandise salate in attesa
dell’arrivo di tutti gli ospiti per dare inizio alle degustazioni e
all’apertura ufficiale di un dopo-serata danzante alle ore 23.00
con il Direttore Artistico di Radio Capri, Roberto Barone, presso il
Wine Bar di Città del Gusto dove saranno serviti i
cocktail realizzati con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco
Superiore DOCG, Grappe e Brandy.
Il
costo
della degustazione è 18€,
ridotto a 15€
per gli abbonati speciali al Gambero Rosso.
I biglietti possono essere acquistati anche presso la Città
del Gusto di Napoli i giorni precedenti l'evento. (Segreteria aperta
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, orario continuato).
Serate gastronomiche e spettacoli al “Relais Rocca Civalieri”
A Quattordio, località
a pochi chilometri da Asti, immerso nel verde della campagna e delle
colline dalle quali hanno origine vini famosi come la Barbera docg,
si trova il “Relais Rocca Civalieri” splendido esempio di
recupero architettonico che coniuga in modo armonioso elementi tardo
medioevali con linee moderne del design essenziale.
Il “Relais” è in
parte ristorante e in parte hotel oltre a luogo ideale per
ricevimenti, matrimoni e meeting. La cucina è una ricercata
interpretazione delle tradizioni piemontesi: la genuinità e
l’elevatissima qualità delle materie prime ne esaltano i profumi,
la freschezza e la fragranza. La stessa ricercatezza traspare nella
ricca carta dei vini che raccoglie quelli locali e del Piemonte
oltre a diverse etichette internazionali. Il “Relais” è un luogo
molto elegante che rende questa residenza piena di charme e , quindi
luogo prestigioso adatto ad una clientela esigente e raffinata.
Dispone di 29 camere (tra
cui suites e junior suites) riccamente arredate e dotate di ogni
comfort.
Per queste ultime
settimane che precedono Natale al “Realis” è stato organizzato
un calendario di spettacoli: dopo la serata del 27 novembre alle 22
con “Il cuoco, la moglie e l’amante”, recital con Chiara
Buratti e Fabio Pasciuta, seguirà il 3 dicembre alle 20,30 “Invito
a cena con delitto” con la Compagnia Teatro dell’Unicorno Nero di
Torino. Il 17 dicembre lo spettacolo verrà replicato con la
partecipazione di Alessio Bertoli mentre il 18 dicembre, alle 22,
toccherà a “Spiriti di…vini” con Mario Nosengo, recital-
spettacolo sul vino.
Per le serate del 3 e 17
dicembre è prevista anche la cena con un menù che comprenderà
l’entrèè dello chef, tortino di Castelmagno con fonduta di
formaggi dop al profumo di tartufo bianco, maltagliati di pasta
fresca al ragù d’anatra, medaglioni di filetto di maialino da
latte con giardinetto di verdure di stagione. Per concludere il
pudding di zabaione al moscato con salsa al Barolo chinato.
I vini serviti in tavola
spazieranno dal Prosè Blanc Gancia, dolcetto di Diano d’Alba doc
“Scanavino” e moscato d’Asti Vallebelbo. Costo delle serate 50
euro, cena compresa, 20 euro gli spettacoli del 27 novembre e 18
dicembre.
Info
e prenotazioni tel. 0131 / 797333 info@hotelroccacivalieri.it
www.hotelroccacivalieri.it
A
Prato Eccellenza Birra
Dal 3 al 5 dicembre
2010, si terrà a Prato, nell'Area Fabbricone di Via Targetti, la
prima edizione di "Eccellenza Birra". La rassegna dedicata
alle birre artigianali, con uno speciale focus sulle birre natalizie,
tradizione del Nord Europa che si sta diffondendo anche nel nostro
Paese.
Tre giorni densi di
appuntamenti, laboratori sensoriali e di degustazione dell! e birre
artigianali, incontri a tema e dimostrazioni, utili a conoscere il
valore della birra artigianale, locale, nazionale e internazionale.
Un'occasione che non solo esalterà il buon bere ma anche i prodotti
gastronomici tipici della provincia di Prato attraverso i numerosi
stand allestiti all'interno della manifestazione.
Fra le tante iniziative
anche il concorso rivolto alle classi IV e V dell'Istituto
Alberghiero Datini di Prato, dove i ragazzi si cimenteranno nella
preparazione di piatti in cui è presente l'ingrediente birra, e che
prevede la proclamazione del vincitore assoluto come Junior Chef
d'"Eccellenza Birra"!
Il programma completo è
visibile sul sito www.eccellenzabirra.it
Santa
Margherita: premiati a Roma
gli “Esploratori del Gusto” 2010
Nel
corso di un’originale serata alla Città del Gusto di Roma,
si
è svolta la cerimonia di premiazione del Premio
Esploratori del Gusto, ideato da Santa Margherita, per rendere ancora
più incisiva la sua presenza nell’affascinante mondo della cultura
eno-gastronomica.
Particolarmente
significativa ed “emozionale” la lettura dei tre racconti
vincitori del Premio Eno-Letterario da parte di Monica Guerritore,
seguita dall’accurata preparazione delle tre ricette vincitrici del
Premio Eno-Gastronomico.
Ricette realizzate
nella cucina
del Gambero Rosso con la supervisione dello chef Luca Ogliotti, che
hanno interpretato in modo originale l’abbinamento con il Pinot
Grigio Valdadige D.O.C. Santa Margherita, da
50 anni emblema del vino bianco italiano nel mondo.
I
tre racconti diventeranno subito dei best seller, stampati sulle
retro etichette dei bianchi classici Santa Margherita , con una
tiratura complessiva di oltre 700.000 copie.
Giunto
alla quinta edizione, con la collaborazione di Librerie Feltrinelli,
il Premio Eno-Letterario deve il suo successo ad un equilibrato mix
tra cultura del bere, dello scrivere e del leggere, che ha già
coinvolto negli anni migliaia di appassionati.
I
vincitori:
Premio
Eno-Letterario
1°
classificato: Antonello Farris, con “Abitudini”
2°
classificati: Isabella Terrano,
con “Il piacere della lentezza”
3°
classificato: Gianni Mario Molteni, con
“In vino veritas”
Premio
Eno-Gastronomico
1°
classificato: Arabella Pezza, con “Stocco in potacchio”
2°
classificato: Antonio Fiori, con “Paella di fregula sarda”
3°
classificato: Donatella Simeone, con “Paccheri allo scorfano”
www.santamargherita.com
Agnello
Gallese Igp nell’alta ristorazione con Selecta
Milano,
novembre 2010. La
carne di agnello gallese igp consolida la propria presenza nell’alta
ristorazione italiana e lo fa siglando una partnership con Selecta,
azienda leader di settore che seleziona ed importa da tutto il mondo
solo alimenti di prima qualità.
Guido
Bruzzo, uno dei titolari di Selecta, si dichiara molto soddisfatto
della collaborazione con HCC: “Abbiamo visitato di persona la ditta
gallese Vion e il macello Welsh Country Food da cui provengono le
carni che noi importiamo. Abbiamo visto pascoli naturali, strutture
specializzate e operatori qualificati: una bella realtà da cui
proviene un prodotto dalle eccellenti qualità”.
L’accordo
fra le due società è stato inaugurato proprio da un viaggio in
Galles, tenutosi ai primi di ottobre, che ha avuto come obiettivo la
messa a punto di nuovi tagli per la ristorazione italiana. Le
“sperimentazioni” sulla carne ovina eseguite dallo chef Bruno
Barbieri, anch’egli presente alla missione in Galles, sono state
numerose ed interessanti: dalla coscia di agnello sono stati ricavati
singoli muscoli che si sono dimostrarti particolarmente duttili per
le cotture veloci, si è applicata la cottura a bassa temperatura per
il reale, si sono realizzati piatti a base di frattaglie e si sono
utilizzate le rifilature per preparare polpettine farcite e hamburger
(insaporiti dal pregiato sale Halen Mon).
I
nuovi tagli saranno commercializzati in Italia da Selecta a partire
dagli inizi di novembre. Nello specifico verranno distribuiti il
french
rack
(o costolette) ossia la parte anteriore del carrè, un taglio
“classico” ma molto utilizzato in cucina perché si presta a
preparazioni d’effetto e lo
scamone,
un’assoluta novità in quanto si tratta di un taglio tipico della
carne bovina, ma che risulta, anche nella “versione ovina”, molto
versatile e adatto a numerosi tipi di cottura.
Assolutamente
positivo è il commento di Jeff Martin, responsabile HCC in Italia:
“L’accordo con Selecta è un passo avanti molto importante nel
percorso di affermazione dei nostri prodotti nell’alta
ristorazione. Selecta è un marchio riconosciuto nel settore e siamo
perciò felici che anche l’agnello gallese igp faccia parte della
loro scuderia”.
L’agnello
gallese igp sta riscuotendo grande successo fra i più importanti
chef e ristoratori italiani. E’ apprezzato per le sue qualità
organolettiche (gusto e tenerezza su tutte) e per la versatilità che
gli permette di essere proposto in svariate ricette e preparazioni,
senza dimenticare il marchio igp che conferisce sicuramente il valore
aggiunto.
Per
maggiori informazioni visita il sito: www.carnigallesi.it
Federalimentare
porta nelle aziende alimentari oltre 80.000 visitatori
Nel
2010 l'export crescerà del 9%
Roma
novembre 2010.
Il 2010 segnerà la riscossa dell'idustria alimentare italiana dopo
due anni di difficoltà soprattutto nei consumi interni.
“Chiuderemo
l'anno con un +2% di produzione e con +9 di export” ha dichiarato
Daniele Rossi, dg di federalimentare, in occasione di “Apertamente”,
promossa da Federalimentare, che ha mostrato al pubblico i progressi
delle aziende in ambito ambientale.
La
IV edizione di Apertamente si è svolta nell’ambito dei 100 anni
di Confindustria, con l’apertura al pubblico delle aziende
alimentari dislocate sull’intero territorio nazionale.
Quest’anno
al centro dell’iniziativa intitolata “Gusto Sostenibile” il
tema della sostenibilità ambientale.
Sono
stati oltre 80 mila i visitatori tra giornalisti, istituzioni, scuole
e cittadini che hanno avuto modo di vedere con i propri occhi, nelle
oltre 50 aziende partecipanti (per un totale di 72 stabilimenti)
quanto le imprese alimentari fanno ogni giorno per salvaguardare
l’ambiente.
Di
seguito alcuni dati che evidenziano lo sforzo compiuto dall’industria
alimentare nel corso degli ultimi 20 anni: dai primi anni Novanta a
oggi c’è stata una riduzione dei consumi di acqua di circa il
30/40%.
Nell’ultimo
decennio si è conseguito un risparmio energetico di circa il 15/20%
e ci sono stati tagli nell’intensità delle emissioni di CO2 di
circa il 30%. Nello stesso arco di tempo si sono ridotti del 40% il
peso e il volume degli imballaggi utilizzati e sono diminuiti del 17%
i costi relativi al loro trasporto incrementando del 10% la quantità
di materiale riutilizzato. Il che equivale a non aver immesso sul
mercato 300 milioni di imballi primari ed un risparmio del 20% circa
delle emissioni di CO2.
Tra
le aziende che hanno partecipato figurano le più importanti realtà
del panorama alimentare del
Paese.
A San Quirico d’Orcia
(Siena) dal 4 all’8 dicembre,
degustazioni ed eventi
per celebrare le produzioni di qualità
Extravergine che
passione: San Quirico alza il sipario sul festival
dell’olio nuovo.
L’Extravergine 2010 alla memoria di Angelo Vassallo
Degustazioni
e corsi di assaggio; il trekking dell’olio fra sapori e tesori
artistici e un premio per i produttori. Poste Italiane emetterà un
francobollo speciale. Concerti e spettacoli lungo le vie del borgo
Una
passione tutta extravergine. Cinque giorni a San Quirico d’Orcia
(Si) dedicati al prodotto principe della terra di Valdorcia, con la
Festa dell’Olio, in programma da sabato 4 a mercoledì 8 dicembre.
Degustazioni
di olio nuovo, abbinamenti enogastronomici, massaggi, cultura
dell’olio e divertimento. E’ l’edizione delle conferme quella
presentata e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia in
collaborazione con la Pro Loco e che si svolgerà a cavallo del ponte
dell’Immacolata: un vero e proprio festival dell’extravergine che
vedrà la seconda edizione del premio per le aziende olivicole e
mini-corsi di degustazione per il pubblico. Per gli appassionati di
enogastronomia e paesaggio ci sarà poi il trekking dell’olio, un
percorso fra olivi e le bellezze storico-architettoniche del centro
storico di San Quirico, che si concluderà con l’assaggio di
bruschette appetitose. Per gli amanti del benessere la possibilità
di ricevere massaggi nelle splendide sale del Palazzo Chigi Zondadari
a base di olio extravergine di oliva.
Inoltre,
dopo il Prof. Giorgio
Calabrese,
il premio L’Extravergine 2010 verrà consegnato quest’anno alla
memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica barbaramente ucciso
lo scorso 5 settembre. A ritirare il riconoscimento mercoledì 8
dicembre sarà il figlio Antonio. In occasione della Festa dell’olio
2010 Poste Italiane emetterà un francobollo celebrativo che sarà
annullato in apertura del Festival.
La
festa dell’olio, che si svolge fin dal 1993, è un esplosione di
sapori, profumi e folclore popolare, e l’occasione per visitare la
cittadina nel cuore della Valdorcia e i suoi paesaggi famosi nel
mondo, nonché per degustare la nuovissima annata dell’olio
extravergine, in abbinamento con i vini Orcia, i formaggi pecorini,
carni di chianina e salumi, oltre ai molti piatti tipici
tradizionali. Per tutta la durata del Festival musica e concerti
lungo le vie del borgo con il concerto spettacolo dei
Camillocromo.
Per
info e prenotazioni alle degustazioni, trekking dell’olio e
massaggi: Ufficio turistico San Quirico d’Orcia.
Tel.
0577.897211/0577.899724 - ufficioturistico@comunesanquirico.it
www.comunesanquirico.it
Intervista
al Presidente del Consorzio Dolce Nord Est:
prospettive
e attività in un’ottica di marketing territoriale
Si
chiama Consorzio del Dolce Nord Est e sono già in molti a conoscerlo
per le sue attività di valorizzazione del turismo enogastronomico e
per la diffusione del prodotto tipico e a km zero in Friuli Venezia
Giulia, abbiamo incontrato Pio
Costantini, il Presidente del Consorzio,
per conoscerne finalità e sviluppi.
Presidente,
qual è l’obiettivo primario che preme raggiungere al Consorzio? Il
nostro obiettivo è senza dubbio quello di far diventare il “marchio”
Dolce Nord Est sinonimo delle eccellenze che caratterizzano dal punto
di vista enogatronomico il territorio, essere uniti significa per noi
essere più forti nel promuovere le nostre tipicità rispetto al
mercato e in grado di portare avanti le tradizioni. Più
in generale di cosa vi occupate e cosa andrete a definire a livello
di attività per il 2011. Il
Consorzio riunisce i comuni di: Attimis, Faedis, Lusevera, Magnano in
Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Tarpana e Tarcento e per
ognuno di loro mette in “rete” le eccellenze enogastronomiche
attraverso iniziative come ad esempio “Sapori in tavola del
DolceNordEst” e “Il Parco didattico del Territorio”. Sapori in
tavola è una rassegna che coinvolge tutti i ristoranti aderenti al
consorzio e dal mese di ottobre al mese di dicembre propone una serie
di serate con menù tipici creando un itinerario ideale su tutto il
territorio, proprio per questa iniziativa è previsto un ampliamento
in vista del 2011, infatti vogliamo rendere ancora più ricco il
programma e la guida che distribuiamo presso tutti gli uffici
turistici per promuovere l’iniziativa. Ad oggi accoglie solo i
menù, dal prossimo anno desideriamo che racconti nel dettaglio anche
i luoghi dove possono essere acquistati i prodotti tipici. La guida
grazie alla collaborazione con Federalberghi avrà una diffusione
ancora più capillare e pertanto desidera diventare uno strumento di
marketing territoriale. In quest’ottica a novembre ci saranno nuovi
incontri tra i consorziati per potenziare il programma 2011 e
trovare nuove sinergie.
Parlava
inoltre del “Parco Didattico del Territorio”, in cosa consiste?
Una
vera e propria mappa che unisce tutte le informazioni relative non
solo all’offerta enogastronomica del territorio ma anche quella per
il relax con l’indicazione ad esempio dei sentieri, del
cicloturismo, dei punti wellness, lo sport con le escursioni e le
diverse attività praticabili, la cultura con i punti di maggiore
interesse. In questo senso la cartina che viene distribuita nei punti
di informazione turistica, è uno strumento per il visitatore ma
anche per chi in Regione ci abita e magari non conosce i luoghi
particolari e unici che è possibile visitare.
Il
consorzio si occupa anche dei cosiddetti prodotti a km zero, cosa
sono?
Sono
i prodotti delle nostre terre che oltre a garantire freschezza
consentono alla cucina di essere a basso impatto ambientale in quanto
la materia prima viene consumata nello stesso luogo e quindi non
comporta problematiche logistiche di trasporto e l’annesso
inevitabile inquinamento.
Prossime
iniziative? Come
Ristorante Costantini, partecipiamo al calendario di “Sapori
in Tavola” venerdì 26 novembre sempre presso il nostro ristorante
con la cena tipica.
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Le
notizie della settimana 23
novembre 2010
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A Milano alla scoperta della Slovenia
viticola
Onav
Lombardia porta nella metropoli un altro sorso d’Europa, grazie
alla degustazione di vini della Slovenia, certamente uno dei paesi
che più sta facendo parlare di sé
Lunedì
29 novembre ore 18.30 - 21.30 – Hotel Marriot Via Washington, 66 –
Milano
Con
"Alla
scoperta della Slovenia viticola: piccole realtà crescono",
Onav Lombardia porterà a Milano una delle più interessanti regioni
vinicole d’Europa. L’evento, organizzato da
Japti-Ufficio di Rappresentanza dell’Economia slovena di Milano in
collaborazione con la Camera agro-alimentare slovena e l’Ufficio
del Turismo. sloveno si
terrà il 29 novembre dalle 18.30 alle 21.30 presso l’Hotel
Marriot in Via Washington 66 a Milano.
Grazie
alla presenza di 20 piccole aziende di alta qualità, Onav Lombardia
farà conoscere un paese ormai noto agli intenditori per i suoi vini
ma ancora sconosciuto per il grande pubblico. Eppure in Slovenia, la
coltura della vite risale al periodo delle tribù Celtiche e
Illiriche, 500-400 anni a.C., cui seguirono i Romani e il
cristianesimo, che diedero ulteriore impulso alla viticultura. Questa
raggiunse una notevole importanza durante l’Impero Austro-Ungarico,
ma in tempi più recenti rischiò l’abbandono. Dopo la nascita
dello stato sloveno (1991), la viticoltura si è rinnovata e
sviluppata puntando fortemente sulla qualità. Ancora una volta,
quindi, Onav Lombardia porterà l’Europa del vino a Milano e,
durante la degustazione, si potranno assaggiare i vini delle
principali regioni vinicole e alcuni dei produttori più noti, come
Cotar, Batic, Simcic e Skurek.
L’evento
sarà quindi anche una preziosa occasione per conoscere la cultura di
un paese vicino. Attraverso il calice, Onav farà compiere ai
presenti un vero e proprio viaggio virtuale alla scoperta di queste
aree:
-
Posavje, la zona confinante con la Croazia, è l’unica dove la
produzione di vini rossi predomina sui bianchi. Il vino più
importante è il Cviček, uvaggio di uve rosse e bianche autoctone
(Kraljevina and Žametovka) di colore rosato con un titolo
alcolometrico volumico non superiore al 9%, deroga autorizzata
dall’UE;
-
Podravje, la zona confinante con l’Ungheria e l’Austria
attraversata dal Drava, presenta vini con caratteristiche
simili a quelli austriaci per struttura, cultivar e vinificazione;
- Primorska
(Litoranea), zona confinante con l’Italia, si suddivide a sua
volta in quattro zone: Goriška Brda (Collio sloveno), Vipavska
dolina (Valle del Vipaca o Vipacco), Kras (Carso sloveno) e Koper
(Capodistria). Qui la viticoltura risente dell’influsso
del mare e delle Alpi.
L’evento é aperto a
tutti. Ingresso: € 10 per i soci Onav, € 20 per i non
associati
"BenTorrone"
nel centro cittadino di Benevento
Scatta l'ora di
"BenTorrone", la rassegna del torrone tradizionale sannita
che apre la serie di manifestazioni natalizie nel centro cittadino di
Benevento.
A fare da sfondo alla
Kermesse, l’incantevole e mistico spettacolo di luci e colori
natalizi nello storico Corso Garibaldi e nella romantica piazza
S.Sofia.
Quest’anno, dal 26
al 28 novembre, la sesta edizione.
L'iniziativa è promossa
dal Comune di Benevento per valorizzare, sviluppare e recuperare
l'antica tradizione produttiva beneventana.
Una tre giorni di
degustazioni, rappresentazioni, esposizioni, mostre, parate, visite
guidate. Celebrare il torrone a Benevento, significa celebrare una
parte importante della sua storia, ricordando uomini, tradizioni,
lavoro, profumi e doni semplici di un tempo lontano.
Lungo Corso Garibaldi,
sarà possibile assaggiare le ricette tradizionali e le ultime novità
dolciarie delle maggiori aziende produttrici sannite nonché i
prodotti di famose ed importanti aziende italiane.
Durante la rassegna, una
sorta di Sweet Torrone meridionale, il corso Garibaldi e le
principali vie ad esso adiacenti saranno allestiti in modo da
realizzare un percorso gastronomico-culturale che ripercorre la
storia del torrone di Benevento tra gli stand di degustazione.
Accanto alla rassegna
tematica sono previste numerose attività collaterali per animare il
centro storico, concerti ed artisti di strada ad allietare i
visitatori.
L’importanza della
rassegna è arricchita dalla partecipazione delle industrie dolciarie
di San Marco dei Cavoti e della città di Cremona, uno dei principali
centri nazionali di lavorazione del “Torrone”, con la quale è
stata costituita l’associazione "Città del Torrone" che
vede sempre nuove adesioni di produttori nazionali, presenti a
Benevento, e di partner internazionali, tra i quali spetta un ruolo
di spicco ai produttori spagnoli della provincia di Xixona che
porteranno i loro prodotti in degustazione nella rassegna sannita.
Anche il Consorzio
Turismo Matese sarà presente con uno stand che proporrà per la
degustazione e la vendita Torrone, Cioccolato, Nocciolato, Miele,
Confetture e manufatti artigianali dedicati al Natale.
Chi sarà presente nel
centro storico di Benevento in questi tre giorni avrà modo
di assistere a spettacoli di assoluto richiamo, godrà della presenza
di artisti da strada, vedrà una mostra di artisti dei presepi nel
palazzo Paolo V e dimostrazioni dal vivo della produzione del
torrone, il tutto in una festosa atmosfera natalizia.
Paolo Massobrio al
Regio di Torino con Golosaria
Il 29 novembre il
debutto della GuidaCriticaGolosa, ma anche dei "Sistemi del
Gusto"
Sarà il Teatro
Regio di Torino, coi suoi foyer, lo scenario scelto da Paolo
Massobrio per presentare la sua 19^ edizione della GuidaCriticaGolosa
al Piemonte.
Sul sito
www.golosaria.it
c'è tutto il programma della giornata, ricca di novità, ed anche
l'anticipazione delle "Corone radiose" ossia il massimo
riconoscimento che viene dato ai ristoranti dall'equipe coordinata
dal giornalista col Papillon.
Sono in tutto 33, in
Piemonte, i ristoranti coronati, cui seguono a ruota di una sottile
distanza 45 faccini radiosi. In tutto 381 ristoranti "titolari"
recensiti con tanto di descrizione e giudizio di valore. Ma
Golosaria avrà come sfondo proprio i "Sistemi" dedicati al
gusto, ovvero quelle realtà (saranno 10) che hanno deciso di
mettersi insieme per promuoversi. In tutto più di 60 produttori di
cose buone che saranno presenti al Teatro Regio con i cioccolatieri
dell'Acai (Associazione Artigiani Cioccolatieri Italiani) e con
Guffanti dal 1876, che è stato valutato tra i migliori Cheese Shops
al mondo.
Golosaria è infatti anche un laboratorio dove
vengono dati i riconoscimenti, ad esempio agli "artigiani
radiosi" che con il loro lavoro fanno cultura del territorio. La
giornata torinese avrà un prologo a Mercenasco, sabato 27 e domenica
28 novembre, al Garden Center Peraga, dove altri 40 produttori di
cose buone allestiranno un mercato del gusto realizzato dalla
Compagnia dei Sapori e Paolo Massobrio presenterà il suo libro per
la famiglia Adesso, 365 giorni da vivere con gusto.
Ma per Golosaria,
debutterà su Ipad anche Il Golosario 2011, la cui parte dedicata ai
negozi si potrà scaricare gratuitamente, mentre alla vigilia di
Natale sarà disponibile anche la nuova Guida Ai Ristoranti del
Golosario, con 2000 segnalazioni. Un lavoro importante di
valorizzazione, quello di Massobrio e del Club di Papillon, che muove
e indirizza migliaia di persone verso le produzioni più autentiche e
meritevoli.
L'ultimo atto di
Golosaria al Teatro Regio, lunedì 29 novembre alle ore 18, sarà
dedicato al vino e in particolare alla memoria di Luigi Veronelli,
con un'iniziativa a sorpresa.
Su
32 milioni di bottiglie di Bardolino e di Chiaretto
obbligatoria
la fascetta di Stato a tutela del consumatore
Cavaion Veronese 17
novembre 2010. È deciso: dalla vendemmia 2011 tutti i 22 milioni
di bottiglie di Bardolino e i 10 milioni di bottiglie della sua
versione rosata, il Chiaretto, recheranno obbligatoriamente la
fascetta di Stato. Lo ha deciso oggi l’assemblea dei soci del
Consorzio di tutela del Bardolino, con l’83,5% di voti favorevoli.
“Con questa decisione –
spiega il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio
Tommasi – si chiude di fatto il cerchio di un lavoro triennale
che ha portato al riassetto complessivo della nostra denominazione,
in primo luogo tornando a costruire una precisa identità basata
sulla tradizione, poi approvando un nuovo disciplinare di produzione,
orientato verso una più marcata affermazione del ruolo dei vitigni
autoctoni, ed ora decidendo di apporre la fascetta di Stato su tutte
le nostre bottiglie, a tutela del consumatore: vogliamo che chi
acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto abbia la piena
garanzia sul vino che beve. Credo che per una denominazione d’origine
delle nostre dimensioni, quindicesima in Italia per volumi prodotti,
si tratti di un atto di serietà e di coraggio che ha pochi paragoni
al di fuori del panorama delle docg, per le quali la fascetta è
obbligatoria per legge e non per libera scelta della filiera”.
Da due anni a questa
parte, la denominazione bardolinese ha conosciuto una vera e propria
rinascita, dopo un lungo periodo di difficoltà. Stabilito per due
anni consecutivi il record di vendite, nell’ultima vendemmia anche
i prezzi delle uve e del vino hanno cominciato a conoscere un trend
di crescita: il valore delle le uve è aumentato mediamente del
20-30% e in parallelo anche le vendite di vino all’ingrosso hanno
cominciato a segnare incrementi nell’ordine del 20%. E se in
origine era soprattutto il Chiaretto a trainare la filiera, ora
corrono con la stessa andatura sia il rosso Bardolino che la sua
interpretazione rosata. “I nostri produttori – dice Tommasi –
hanno riscoperto l’orgoglio di produrre il Bardolino della
tradizione, scarico di colore, leggero, fruttato, speziato, fresco, e
la clientela è tornata a premiarci, ritrovando il piacere dei vini
come i nostri, che, con la loro straordinaria abbinabilità, riescono
ad accompagnano la tavola d’ogni giorno, ma anche i piatti più
raffinati della cucina creativa”. Tanto successo rappresenta un
motivo di soddisfazione, ma anche una possibile fonte d’allarme per
il futuro: “I prodotti di successo – afferma il presidente del
Consorzio del Bardolino – corrono sempre il rischio di essere
imitati e falsificati, e noi questo rischio non vogliamo farlo
correre a chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto: per
questo abbiamo liberamente scelto di adottare l’obbligo della
fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie già fin dalla
prossima vendemmia, quando tra l’altro entrerà in vigore anche il
nuovo disciplinare di produzione, che ha aumentato fino al 20% il
possibile apporto della corvina veronese all’uvaggio del Bardolino
e del Chiaretto, in accostamento alla rondinella, esaltando in questa
maniera il ruolo delle più classiche uve tipiche delle nostre
colline”.
Una decisione, quella
adottata dai soci del Consorzio del Bardolino, non priva di forti
dibattiti interni: l’iter di approvazione è stato avviato già in
febbraio ed ha previsto vari incontri assembleari. In particolare,
era forte la preoccupazione di vari piccoli produttori non già sul
tema della tutela, quando sugli oneri che con questa scelta dovranno
assumersi per l’acquisto delle etichettatrici e per la gestione
delle fascette. “Certamente – osserva Tommasi – alla filiera
del Bardolino e del Chiaretto viene chiesto un nuovo importante
impegno, ma ci conforta la pacatezza e la professionalità con cui la
questione è stata affrontata da tutte le componenti della nostra
denominazione, cui rivolgo un sentito ringraziamento per la coesione
dimostrata in tutto questo triennio, che ci ha visti impegnati in
scelte di considerevole portata. Scelte che, peraltro, già sin d’ora
ci stanno premiando con risultati di notevole rilievo”.
Si apre la stagione del Radicchio Rosso
di Treviso
Zero Branco, 17
novembre 2010 – Il freddo si fa attendere ma, grazie alle prime
brinate, dal 1° novembre il Radicchio Rosso di Treviso è tornato a
far bella mostra sulle nostre tavole.
l
Considerato sinonimo di
certificazione, genuinità e ricercatezza, il Radicchio Rosso di
Treviso IGP è richiesto soprattutto dalle grandi catene distributive
che ne garantiscono la costante presenza nei banchi frigo.
Si consolida infatti
l’esportazione verso la Germania, prima importatrice di prodotti
biologici, che ne riconosce l’assoluta componente naturale, verso
Austria e Francia, particolarmente attenta alle specialità
alimentari, ma soprattutto verso i paesi dell’est, con la Russia
come realtà emergente che dimostra un forte interesse esigendone
sempre maggiori quantità.
Intanto
il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di
Castelfranco continua la propria attività di comunicazione in
rubriche televisive enogastronomiche e promozione presenziando e
facendo parlar di sé ad alcuni dei più rilevanti eventi e fiere
nazionali ed internazionali, quali Fruitlogistica a Berlino, la fiera
di Anuga ed altre.
Con
gli Aperitivi del Contadino di Nostrale
la campagna arriva in città
Milano,
novembre 2010
- Martedì
23 novembre 2010
alle ore 21 presso il negozio a filiera minima Bottegas
di Milano parte l'Aperitivo
con il contadino,
il primo di una nuova serie di appuntamenti organizzati dalla
cooperativa senza scopo di lucro Nostrale
(www.nostrale.it).
I presenti assaporeranno i sapori e scopriranno i segreti del vino
insieme al sommelier e delegato FISAR (Federazione Italiana Sommelier
Albergatori e Ristoratori) Roberto
Pace.
Tre i vini che verranno degustati: il
Pinot
Nero Coste del Roccolo,
il
Bonarda
Staffolo di Rovescala,
e lo Cuvée
Pinot Nero Marne Bianche
dell'azienda agricola Anteo
Vini.
Nel
corso della degustazione il sommelier Roberto Pace spiegherà agli
ospiti le tecniche di degustazione e di valutazione adottate dagli
assaggiatori e le basi teoriche sui processi produttivi di
vinificazione. Il produttore, insieme a un agronomo di Nostrale,
svelerà i segreti della viticoltura e “quello che c’è” nel
bicchiere che abbiamo tra le mani.
L'Aperitivo
del Contadino, il
primo format di serata a filiera corta per l'agro-alimentare ideato
da Nostrale,
è solo il primo di una serie di eventi itineranti che coinvolgeranno
tutti quei locali di Milano e Provincia dove cultura alimentare e
contatto diretto con il produttore sono una regola.
Il
costo dell'aperitivo è di soli 10 € per degustare tutti e tre i
vini presentati.
Bottegas è a Milano in via Colletta, 31 (ang. via Friuli - MM3
Lodi). E' gradita la prenotazione scrivendo una mail a
nostrale@nostrale.it o chiamando i numeri 339 5976553 (Davide) o 346
3641170 (Fabio).
Le
caratteristiche dei vini:
-
Pinot
Nero Coste del Roccolo
proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Ha gradazione alcolica di
13.1% e profuma di fragoline selvatiche e frutta rossa;
-
Bonarda
Staffolo di Rovescala
proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Vino leggermente frizzante
con gradazione 12.6%. I vitigni diRovescala son i vitigni madre del
Bonarda;
Cuvée Pinot Nero
Marne Bianche
è uno spumante pregiato con gradazione 12.4% e una presa di spuma
in autoclave secondo il metodo inventato da Martinotti e
perfezionato dall'inventore dello champagne, Charmat.
Nostrale
è una cooperativa senza scopo di lucro nata da un’idea
dell’agronomo Davide Ciccarese e realizzata insieme a Fabio
Sangiorgi, Jacopo Caracci e Simone Sanvito, tre giovani tra i 26 e i
28 anni con esperienze professionali ed educative qualificate alle
spalle. L’obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sostenibile
in ambito agricolo e promuovere il consumo etico, per avvicinare i
produttori che lavorano la terra agli abitanti delle città, che
spesso non hanno l'opportunità di entrare in contatto con la natura
e l’agricoltura. Nostrale sostiene lo sviluppo rurale con una forte
attenzione verso l'ambiente, seguendo i modelli di economia solidale
e cooperazione tra le aziende e le persone.
Il
progetto “BotteGas filera minima”, nasce dall’idea di creare un
punto vendita di nuova concezione, che ricalca nell’immaginario
collettivo il vecchio “Bottegaio”, incarnando i valori, gli
antichi sapori e le sensazioni oramai sopite; ma allo stesso tempo
introducendo nuovi concetti e una nuova ”cultura”, da trasmettere
al consumatore al fine di elevarlo e renderlo più consapevole di ciò
che consuma e soprattutto per renderlo consapevole dell’economia
potenziale che può innescare.
English
Beef: export in crescita
Milano,
novembre 2010 –
Il 2010, secondo i dati diffusi da Eblex a ottobre, si è avviato in
modo più che positivo per quanto riguarda le esportazioni di English
Beef. L’analisi effettuata dall’Ente che si occupa della
promozione e dell’esportazione di carni rosse inglesi in Europa
evidenzia, nel periodo che va da gennaio ad agosto 2010, un aumento
dell’export pari al 21.7% comparato allo stesso periodo dell’anno
precedente. Tradotto in quantità significa che l’Inghilterra ha
esportato in tutto il mondo nei primi otto mesi del 2010 ben 64727
tonnellate di manzo, contro le 53186 del 2009.
Per
quanto riguarda nello specifico il nostro Paese, l’Italia ha
importato 6077 tonnellate di carne di manzo inglese, rispetto alle
4621 tonnellate dello scorso anno, pari a un + 31.5%. Con questi
numeri l’Italia si conferma uno dei mercati più importanti per
l’export di carne inglese, meglio del Bel paese solo la Francia
(con 6.684 tonnellate importate), l’Irlanda (16.359) e i Paesi
bassi (22.338).
Gli
ottimi risultati registrati nell’export sono dovuti essenzialmente
alla qualità di questo prodotto e alla notorietà di cui gode in
particolare nel nostro Paese: il consumatore italiano si
aspetta che dall’Inghilterra arrivi una carne bovina fortemente
caratterizzata dal punto di vista gustativo, con un prezzo in linea
con quello italiano, ma soprattutto con garanzia e certificazione di
qualità, richieste che l’industria zootecnica d’oltremanica
riesce a soddisfare pienamente. Non dobbiamo infine dimenticare che
l’Italia resta un paese fortemente legato all’estero per quanto
riguarda l’approvvigionamento di carne, è naturale pertanto che
gli italiani si rivolgano verso un consumo di carni estero
conosciuto, controllato, credibile come quello inglese che vanta una
tradizione secolare nell’allevamento.
(i
dati si riferiscono al periodo gennaio-agosto 2010. Fonte: Eblex)
Piccoli
chef crescono a Catania con
Congusto, Sale&Pepe e Cucina Moderna
Dalla
collaborazione tra la scuola di cucina Congusto,
Sale&Pepe e Cucina Moderna nasce
un percorso
dedicato ai bambini che
inizierà a dicembre e proseguirà anche nel mese di gennaio.
Congusto
Catania apre
le porte della sua cucina ai piccoli per un incontro consapevole e
coinvolgente con il mondo del food.
La
sede di Catania ospiterà due differenti tipologie di corsi, quelli
dedicati esclusivamente ai bambini dal titolo “Piccoli
Chef”, con
ricette semplici e realizzabili insieme ad uno Chef, e quelli per i
genitori e i bambini “Cucina
a 4 mani” .
Entrambi
hanno l'obbiettivo di avvicinare
i bambini al mondo della cucina e del cibo in modo divertente e
coinvolgente per
un primo approccio, anche in compagnia della propria mamma o papà.
Gli
Chef professionisti sapranno stimolare
la fantasia dei partecipanti, coinvolgendoli nella preparazione di
ricette dal
titolo accattivante e simpatico. Menù diversi a seconda del tema
dell'incontro: dalle “Pizze e Pizzette” di Sabato 11 dicembre e
29 gennaio, alle “Mani di Pastafrolla” di Domenica 12 dicembre e
Sabato 22 gennaio, passando per i “Biscotti e Dolcetti per il
Natale” di Sabato 12 dicembre e concludendo con il “Cioccolato”
di Sabato 15 gennaio. Tutti questi corsi per “Piccoli
Chef”
avranno una durata di due ore dalle 15.00 alle 17.00.
Insieme
ai genitori nei corsi “Cucina
a 4 Mani” invece
i bambini conosceranno temi più ampi per un menù
completo dall'antipasto al dolce, che conquisterà grandi e piccini,
Giovedì 16 dicembre dalle 15.00 alle 18.00 e Domenica 23 gennaio
dalle 11.00 alle 14.00.
Le
iscrizioni sono aperte per i bambini dai 4 ai 12 anni e in ogni
lezione verranno preparate tre ricette da gustare al termine tutti
insieme, in un'atmosfera di festa.
Congusto
Catania è
a pochi passi dal centro storico all'interno di un antico palazzo
siciliano. Un ambiente solare e caloroso dove ogni dettaglio è
studiato per creare uno stile accogliente e colorato.
Congusto
è
il salotto della “cultura contemporanea culinaria”, un network
italiano di scuole di cucina. Delizie, curiosità e laboratori di
gusto adatti a diverse ambientazioni, che si adattano alle esigenze
di aziende partner e del pubblico di visitatori. Nel cuore della
città di Milano, a due passi dal Duomo di Catania, e presto anche a
Roma e Lecce, la scuola organizza corsi di cucina per tutti i
livelli, neofiti, appassionati e professionisti e mette a
disposizione i propri chef e il proprio staff per interventi creati
ad hoc.
li
spazi di Congusto sono una vetrina corner-shop, dove è possibile
presentare i prodotti delle aziende. www.congusto.it
A Roma “Panettone Day” e “Bollicine
d’Autore”
27
Novembre - 4 Dicembre - 18 Dicembre
ore
11:00 - 18:00
Brindiamo
all’avvicinarsi del Natale e cominciamo ad assaporarne le delizie
tipiche al Bar - Pasticceria di Massimo
e Rosella Dall’Armi che
ci propongono tre appuntamenti di qualità: due giornate dedicate al
Panettone e una all’insegna del Prosecco d’Autore.
Situato
in un punto strategico di passaggio all’uscita da Roma, in
direzione dei Castelli Romani, e a due passi dal Santuario del Divino
Amore, sulla via Ardeatina, il Bar
- Pasticceria N Y
offre una produzione artigiana
fatta di un ampio assortimento di lieviti, a cominciare dal cornetto
semplice - il fiore all’occhiello - dalle notevoli qualità
gustative. Una sosta golosa per chi ama fare colazione fuori casa,
per i cultori del rito del “cappuccino e cornetto” e per chi
vuole cominciare la giornata con un dolce peccato di gola.
Già
si sente l’atmosfera del Natale al Bar
- Pasticceria NY.
Il 27 Novembre 2010
Massimo e Rosella ci invitano al primo dei due appuntamenti dedicati
al “Panettone Day”
che si ripeterà il
sabato successivo, 4
Dicembre: due
giornate all’insegna del re dei dolci natalizi. Dalle ore 11.00 di
mattina fino alle ore 18.00 si potrà degustare una nutrita gamma di
vere e proprie delizie per il palato: il
Panettone Classico, quello Mandorlato senza canditi, il Panettone al
Cioccolato, il Classico all’Olio Extravergine di Oliva e, la novità
di quest’anno, il Panettone alla Birra Artigianale.
Accompagnati dal Moscato d’Asti dell’azienda Degiorgis.
Un’occasione
per acquistare o prenotare (anche nei grandi formati) i dolci delle
Feste con tranquillità, scegliendo prodotti di livello eccellente,
preparati con ingredienti freschi, genuini, senza prodotti
artificiali aggiunti. I punti di forza della famiglia Dall’Armi
sono infatti la scelta rigorosa delle materie prime, sempre e solo di
alta qualità, e la lavorazione artigianale.
Una
giornata per cominciare a farci gli auguri in modo semplice e
cordiale, in attesa dell’appuntamento del 18
Dicembre con le
“Bollicine
d’Autore”, che
non possono mancare sulla tavola delle Feste: un sabato in cui
potrete degustare il Prosecco di Valdobbiadene dell’azienda
agricola Bisol
Desiderio & Figli.
Bar
- Pasticceria NY
via
Ubaldo Montelatici, 6/8
(G.R.A.
uscita 24 – ARDEATINA) 00134 Roma - Italia
tel.:
+39 06.71355750 - e-mail: n.y.barpasticceria@gmail.com
Emilia
Romagna, nuovo polo logistico
nel settore dell’ortofrutta
GF Group
apre il capitale di Tecnolog Italia ad Apofruit Soc. Coop. Agricola e
C.P.R. System per sviluppare sinergie nel trasporto refrigerato su
gomma
Cesena 16
novembre 2010 - GF Group, attraverso la sua
sub holding GF trasporti, nel corso del 2010 ha perfezionato
l’acquisizione dell’intero capitale della società Tecnolog
Italia S.r.l.. Attualmente è in corso di formalizzazione
un’operazione per la cessione del 10% delle quote alla società
Apofruit Soc. Coop. Agricola ed un’ulteriore 10% alla società
C.P.R. System.
Tecnolog
Italia ha sede a Cesena ed opera nel settore del trasporto terrestre
con specializzazione nella movimentazione di merce a temperatura
controllata e nella logistica di prodotti alimentari e beni di largo
consumo verso la GDO ed i mercati ortofrutticoli nazionali ed
internazionali.
La società
gestisce la propria attività attraverso un centro di distribuzione e
stoccaggio dei prodotti ubicato in Pieve Sestina ed ha un fatturato
di 15 milioni di Euro e 35 dipendenti.
“Guardiamo
con grande interesse e abbiamo aderito a questa iniziativa
imprenditoriale - dichiara, Renzo Piraccini,
Direttore Generale Apofruit Soc. Coop. Agricola - non
solo perché Tecnolog è il nostro più importante fornitore
nell’area dei trasporti, ma perché attorno a questa società si
può costruire un polo logistico nel settore dell’ortofrutta
nell’area romagnola. Inoltre abbiamo da anni rapporti con il gruppo
GF di cui conosciamo serietà e professionalità “.
“Ritengo
– dichiara Gianni Bonora, AD di CPR System– che
l’integrazione logistica e le sinergie tra filiere rappresenti
oggi uno degli elementi chiave per dare competitività al settore
ortofrutticolo ed è in questa ottica che CPR System sta
consolidando la sua attività nella movimentazione degli imballaggi
in plastica riciclabile a sponde abbattibili”.
Antonio
Orsero, Presidente e AD di GF Group – “Il
nostro posizionamento in Romagna attraverso l’acquisizione di
Tecnolog Italia è strategico per la crescita nel settore del
trasporto frigorifero su gomma, dopo la positiva esperienza maturata
con la controllata Siter Trasporti, che opera nello stesso settore
con basi ad Albenga, Savona e Verona. Siamo soddisfatti della
partnership con Apofruit Soc. Coop. Agricola e C.P. R. System, che
ringraziamo per la decisione di aderire al progetto, ed auspichiamo
che altre società di rilievo possano trovare interesse ad entrare
nel capitale di Tecnolog Italia per sviluppare insieme ulteriori
sinergie”.
Profili
delle società
Apofruit
Italia è un gruppo cooperativo
specializzato in produzione e condizionamento di ortofrutta fresca.
Ha sede a Cesena e conta oggi 4 mila soci distribuiti nelle
principali regioni ortofrutticole italiane come Sicilia, Campania,
Emilia Romagna, Puglia, Calabria e Veneto. Apofruit Italia oggi vanta
una produzione totale di 250 mila tonnellate di ortofrutta; possiede
12 stabilimenti di lavorazione e conservazione e 6 centri di ritiro e
stoccaggio. Apofruit Italia occupa 165 dipendenti fissi e 2.240
stagionali. Il valore della produzione del Gruppo, di cui fa parte
anche Moc Mediterraneo e Canova, raggiunge oggi 250 milioni di euro.
C.P.R.
System è una cooperativa con sede a Gallo
(Ferrara). E’ leader italiano degli imballaggi a sponde abbattibili
e riciclabili a ciclo chiuso. Conta oggi 946 soci di filiera che
comprendono sia i produttori che i distributori italiani oltre che i
fornitori di servizi accessori. Raggiunge annualmente 110 milioni di
movimentazioni di casse, 4 milioni di pallets e 500 mila
movimentazioni di minibins. Possiede 3 centri di lavaggio
all’avanguardia in Italia.
GF
Group è un Gruppo internazionale con sede ad
Albenga. Leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la
distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, GF Group nel tempo
ha esteso i propri interessi nei settori della produzione ed
esportazione di ortofrutticoli, terminalistica portuale, trasporti
marittimi e terrestri, servizi ed immobiliare. Con un fatturato
consolidato di circa 1 miliardo di Euro e più di 4 mila dipendenti è
presente principalmente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
Grecia, Slovenia ed Argentina.
San Patrignano 29
aprile - 2 maggio: Squisito! 2011
Ovvero “Semplicemente Qualità”
Anche
nell’edizione 2011 propone a tutti i partecipanti un tema che
legherà tutte le iniziative, gli eventi e le moltissime proposte
enogastronomiche, destinate a essere protagoniste della
manifestazione. Dal “Ritorno
alla Semplicità”
dello scorso anno si passa a “Semplicemente
Qualità”.
È
un richiamo e un’indicazione su quanto dobbiamo sempre cercare e
richiedere da tutti i nostri cibi. Da quanto compriamo facendo la
spesa, a quanto mangiamo nelle nostre case o in un ristorante, o
troviamo nelle ricette di un grande chef. La
qualità deve essere la "regina" della nostra tavola
e Squisito vuole aiutarci a scoprirla e assaggiarla. Spesso, è molto
vicina a noi nella bottega di un artigiano del cibo del Buonpaese,
nella cantina di chi ama e cura la vigna per presentarci un grande
vino, ma noi non lo sappiamo.
Squisito!
2011, con il suo “Semplicemente Qualità” vuole avvicinarcela e
raccontarci la grandissima semplicità con cui nascono alimenti e
vini straordinari. Cibi e ricette buone per il nostro palato, buone
per la nostra salute. Buoni per chi li consuma e per chi li produce.
E in questo prima uscita della newsletter che vi accompagnerà fino
al prossimo aprile, desideriamo aggiornarvi
su novità e notizie
riguardo ai cibi di San Patrignano, che come ogni anno saranno tra i
protagonisti di Squisito!. Buon Squisito! a tutti.
Intervista in esclusiva
di Fieragricola-Veronafiere al ministro
delle Politiche
agricole Giancarlo Galan
Verona, 16 novembre
2010. Con una lunga intervista rilasciata in esclusiva a
Fieragricola – Veronafiere, che pubblichiamo integralmente sul sito
(completamente ristrutturato) della manifestazione
(www.fieragricola.com),
il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali,
Giancarlo Galan, analizza i principali problemi del settore ed
espone la posizione del Mipaaf e del Governo italiano su tematiche di
respiro internazionale come la Politica agricola comunitaria (Pac),
l’etichettatura delle produzioni agricole ed agroalimentari.
Sotto la lente del
dicastero di via XX Settembre si avvicendano così questioni sul filo
della cronaca (si pensi alla recentissima crisi dei pomodori o alla
fiammata dei listini cerealicoli) e problematiche più «datate»,
come la mancanza di una strategia efficace nella bovinicoltura da
carne italiana o la pesante crisi che da molti mesi sta travolgendo
il segmento dei suini. Senza distogliere l’attenzione dalla
programmazione, con riferimento ai Programmi di sviluppo rurale.
Il ministro Galan scinde
lo scenario della cerealicoltura europea da quella italiana. «La
Commissione europea ha evidenziato che il bilancio cerealicolo è,
sostanzialmente, in equilibrio – osserva il ministro – mentre le
previsioni di semina per il 2010-2011 indicano una flessione del 2-3
per cento. A livello nazionale, la situazione è notevolmente
diversa. L’Italia, in condizioni normali, per soddisfare le proprie
esigenze importa circa il 40 per cento di cereali e attualmente,
considerata la riduzione degli investimenti registrati già nel corso
dell’ultimo periodo, è aumentata la quota di importazione».
Un ruolo strategico,
secondo Galan, potranno giocarlo gli accordi di filiera. Politiche
condivise alla base di una seria programmazione produttiva. «Bisogna
attivare una nuova azione di concertazione di filiera – riconosce
il ministro - per riequilibrare il rapporto tra il continuo aumento
dei costi e la speculare riduzione della redditività del prodotto. E
occorrerà ottimizzare ulteriormente l’azione di programmazione
prevista nei Psr, coniugando qualità, produttività, salubrità e
salvaguardia dell’ambiente. Bisogna prevedere servizi specifici per
i cerealicoltori che coltivano in ambienti non ottimali, al fine di
recuperare competitività che si possa tradurre in una migliore
produttività».
Galan lancia un appello
alle Regioni, «affinché utilizzino al più presto, e nel miglior
modo possibile, i fondi che sono stati messi a disposizione dei
nostri agricoltori dall’Unione europea e dallo Stato italiano
attraverso i Psr».
Per garantire una
adeguata redditività delle imprese agricole, il Mipaaf si farà
promotore «di una legge che implementi le assicurazioni o
l’istituzione di un fondo contro i rischi del mercato. Sul piano
nazionale, inoltre, ritengo fondamentale sostenere il reddito degli
agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni.
Per questo i nostri sforzi saranno concentrati ad accorciare la
filiera».
Sulla Pac del «dopo
2013», Galan è convinto che servano «norme che tutelino il modello
agro-alimentare europeo e risorse finanziarie che consentano ai
nostri produttori di competere sul mercato mondiale. La Pac del
futuro sarà una buona politica se saprà far crescere la
competitività delle imprese europee e se saprà aiutarci a gestire
in modo adeguato le crisi di mercato e la volatilità dei prezzi. Ma
non sono convinto che gli strumenti attuali della Pac siano idonei ad
affrontare le sfide che abbiamo davanti. La nuova Politica agricola
comune dovrà essere concepita a tutela di tutte le esigenze
regionali, evitando semplificazioni troppo sbrigative e con la giusta
dose di sussidiarietà».
La zootecnia italiana
resta al centro dell’agenda politica del Mipaaf. «Dobbiamo
cogliere ogni opportunità di rilancio – chiosa Galan - istituendo
tavoli di filiera ad hoc per affrontare le emergenze. In questo
momento, stiamo portando a termine una fase di rilancio del settore
suinicolo, attraverso l’attuazione della normativa che prevede la
classificazione delle carcasse».
Dai suini ai bovini da
carne, la ricetta si basa sulla medesima concretezza: «Dobbiamo
tutelare il nostro patrimonio bovino a favore di un incremento delle
razze da carne. Stiamo anche predisponendo un decreto per
l’istituzione di sistemi di qualità nazionali nelle filiere
zootecniche, in collaborazione con le Regioni e le Province
autonome».
Sull’etichettatura, la
palla passa all’Ue. «Noi sosteniamo la trasparenza e la
rintracciabilità dei prodotti, ma abbiamo solo un potere
propositivo, perché poi le decisioni si prendono a Bruxelles, di
concerto con gli altri Paesi. La nostra politica è quindi quella di
puntare sulle certificazioni e le denominazioni, che possono
certificare la qualità del nostro made in Italy, che ci viene
riconosciuta in tutto il mondo».
Torna DolcementePrato
Giorni da golosi a Prato
11-12 dicembre 2010
con Paco Torreblanca e Paolo Lopriore
Sabato 11 e domenica 12
dicembre torna DOLCEMENTEPRATO, due giorni golosi nella capitale
della sweet valley toscana nota per la tradizione pasticcera
d’eccellenza e per i grandi nomi tra i maitre chocolatier. Ben 66
infatti le pasticcerie tra città e dintorni! Un vero patrimonio
culturale da reintepretare. Da quest’anno infatti Prato fa
scuola e tutti, golosi o solo curiosi, la mattina di sabato 11
dicembre potranno sedere su dei banchi un po' speciali con a
disposizione un maestro assolutamente straordinario. Ad aprire
simbolicamente le lezioni infatti della Scuola di Pasticceria
Dolcementeprato (via Galcianese 20F), sarà Paco Torreblanca, il più
grande chef patissier spagnolo, e non solo.
Autore di vere e
proprie opere d'arte, la star spagnola animerà il laboratorio
permanente con dimostrazioni, saggi e assaggi on demand e mini
lezioni su misura. Insieme a lui per l'opening dell'atelier il
gotha dei maestri pasticceri italiani, tra cui Gino Fabbri, Paolo
Sacchetti, Andrea Bianchini, Vittorio Santoro, Luca Mannori,
Salvatore De Riso.
Per tutta la
mattinata si vedranno i maestri all’opera “in aula”, si
carpiranno tecniche e segreti, ma soprattutto si valuteranno le
leccornie in prima persona con degustazioni guidate e libere. Dai
giorni successivi poi si comincia a studiare sul serio perché
iniziano corsi, lezioni a tema e training per amatori e per
professionisti alla ricerca di un diploma d'eccellenza.
Nel pomeriggio di
sabato 11 dicembre cambia la location dell'appuntamento e dalla
scuola ci si sposta al Wall Art (viale della Repubblica 4), spazio
multifunzionale, che diventerà una temporary patissery allestita
come una suggestiva camera delle meraviglie. Si prosegue anche la
domenica (10.00-19.00). Una scenografica camera oscura dalla quale
emergono in un gioco di luci sculture di alta pasticceria dal design
essenziale ed evocativo o torte dai decori sontuosi, creazioni
minimal e astratte o icone iperrealiste. Con tanto di colonna sonora
in abbinamento ai peccati di gola con dj set . Sarà come veder
sfilare la collezione autunno inverno dell'Alta Pasticceria...! Una
carrellata di creazioni di panna, crema, cioccolata, frutta dalle
forme artistiche. Artisti che invece dei colori usano uova e farina,
burro e zucchero, latte e cacao, creano armonie e contrasti
muovendosi tra profumi, colori, sapori senza mai dimenticare la
bontà, per quanto chic. Insomma, una performance, in scena anche la
domenica, dolce e commestibile, da divorare con gli occhi, ma non
solo...! In un ambiente così ...non poteva che entrare in scena a
questo punto l'altra star testimonial di DolcementePrato 2010, Paolo
Lopriore, lo chef de Il Canto - Certosa di Maggiano (SI) che nel 2010
si è posizionato tra i primi nella classica dei 50 migliori al
mondo, per Gualtiero Marchesi il suo "miglior allievo".
Uno chef dalla cifra stilistica unica, dai contrasti intensi e
dagli effetti estremi. Una "cucina che fa scandalo" si è
detto.
E allora lasciamo
aperta la sorpresa perché a lui è lasciata mano libera per
l'Aperitivo. Dimenticate l'Happy Hour, rito ormai obsoleto
e optate invece per la SWEET HOUR.
Chissà, forse una nuova
moda: l’Aperitivo in Pasticceria, snack sweet & savoury da
provare per la prima volta al Wall Art di Prato.
Sarà sicuramente
una piacevole provocazione, cucina/pasticceria "d'avanguardia"
in edizione limitata da prenotare per poter dire "c'ero
anch'io". E in ogni caso per tutto il weekend le mini creazioni
di Paolo Lopriore si potranno trovare, declinate diversamente, in
tutte le pasticcerie del Consorzio Pasticceri Pratesi realizzate in
questo caso dai pasticceri locali. E non è tutto perché "a
giro per la città" (come si dice in Toscana) c'è
un'Aperisweet, una vecchia Ape a tre ruote per gustare aperitivi
dolci e salati pop on the road. DOLCEMENTEPRATO
è promosso e organizzato da Confartigianato Imprese Prato in
collaborazione con Artex - Centro per l’Artigianato Artistico e
Tradizionale della Toscana e Consorzio Pasticceri
Pratesi
DOLCEMENTEPRATO 2010 è gratuita ma si partecipa
prenotando allo 0574/5177804
www.dolcementeprato.it
Doppietta
romagnola al Master del Sangiovese 2010
Il
cervese Rudy Travagli si aggiudica la decima edizione del prestigioso
concorso enologico davanti ad Annalisa Linguerri di Cotignola
La
decima
edizione
del "Trofeo
Consorzio Vini di Romagna – MASTER DEL SANGIOVESE"
andata in scena il 15 novembre nella prestigiosa sede del MIC - Museo
Internazionale delle Ceramiche di Faenza, ha visto trionfare due
romagnoli: Rudy
Travagli
che nel corso di una esuberante finale ha preceduto la corregionale
Annalisa Linguerri. Al terzo e quarto posto, invece, due toscani:
Claudia Bondi e Daniele Arcangeli.
Era
dal 2003 che un romagnolo non si aggiudicava il Master del
Sangiovese. Allora fu Luca Gardini ad aggiudicarsi il concorso e fu
per lui un buon trampolino di lancio che lo ha poi portato a
diventare Primo sommelier d’Italia e recentemente Campione d’Europa
e del Mondo. Gardini, che quest’anno era proprio in giuria del
Master per celebrare il decennale della manifestazione.
I
quattro finalisti di questo 2010 erano emersi, tra una ventina di
partecipanti, dalle prove scritte del primo pomeriggio di lunedì 15.
Poi nel corso della serata è andata in scena la prova finale
pubblica, dalla quale è emersa tutta la bravura e la professionalità
di Rudy Travagli. Cervese, Travagli svolge l’attività di
consulente per ristoranti ed enoteche. In questo 2010 aveva già
raccolto un ottimo terzo posto al Gran premio del Sagrantino. Lo
scorso anno aveva partecipato al Master del Sangiovese
classificandosi terzo. Oltre al titolo, Rudy si è anche aggiudicato
un assegno di 2.500 Euro
Onore
al merito anche per la seconda classificata, la cotignolese Annalisa
Linguerri. Bravissima e preparatissima anche lei, salvo pagare un po’
di emozione sul finale.
Il
Master del Sangiovese è stato organizzato dal Consorzio Vini di
Romagna e dall’Associazione Italiana Sommelier, in collaborazione
con l’Enoteca Regionale Emilia Romagna
Ad Andora si aspetta il
Natale con la Fiera del Vino
Domenica 5 dicembre torna ad Andora
(SV), in Località Molino Nuovo, la XIV della Fiera del Vino
La manifestazione, divenuta negli anni
un punto di riferimento tra gli appassionati di prodotti
enogastronomici di qualità, è costituita da una parte espositiva
con circa 50 espositori e dalla XI edizione del Premio Degustandora
a cura della Fisar e –novità 2010- una parte dedicata agli
eventi collaterali ed al Natale.
I prodotti presenti sono rappresentati
da vino (il padrone di casa), prodotti tipici ed idee regalo per il
Natale 2010.
Gli eventi collaterali seguiranno un
calendario fitto ed interessante dedicato ai grandi ed ai più
piccoli.
Per gli adulti si terranno corsi di
degustazione di vini e prodotti tipici ed un incontro dedicato alla
corretta alimentazione, per i più piccoli ci sarà l’animazione a
cura di Babbo Natale che intratterrà i bambini con laboratori di
pittura su temi natalizi, laboratori di canto con canzoni di natale,
Laboratori sulle decorazioni natalizie per tutta la famiglia ci sarà
la Castagnata a cura del Gruppo Alpini Val Merula.
A cura degli esperti della FISAR –
Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori si terrà la
XI edizione D egustandora.
“Premio Miglior stand”
Inoltre un’altra novità 2010 sarà
costituita dal concorso vota lo stand a cui potrà partecipare il
pubblico della Fiera del Vino.
La manifestazione sarà aperta dalle
ore 10.00 alle ore 19.00 (orario continuato) ed è ad ingresso
libero.
Organizzazione a cura del Comune di
Andora www.comune.andora.sv.it
Novembre
al sapor d’olio
Mentre
tra lago d’Iseo e Franciacorta si raccolgono piccole e gustosissime
olive che regaleranno nuove pregiate bottiglie di oro verde, l’olio
del Sebino Dop è protagonista di un mese all’insegna della
gastronomia di qualità, che ha tutto il sapore della tradizione… A
Rovato va in scena il Mese del Manzo all’Olio, poi per chiudere in
bellezza il 27 e 28 novembre a Marone tocca a Pane e Olio in
Frantoio.
Quel
lembo verde di Lombardia che si distende tra le colline di
Franciacorta e le sponde del lago d’Iseo, noto al mondo intero per
le sue Bollicine, custodisce un segreto per pochi intenditori: altre
bottiglie, altrettanto pregiate anche se meno conosciute. Non
contengono vino ma quell’oro verde che regala salute e sa esaltare
al meglio ogni piatto. E’ l’olio del Sebino Dop, a produzione
limitata, frutto del sapiente lavoro dei coltivatori locali, di
gesti ancora artigianali e attenti, del clima mite di queste terre e
del rispetto di un rigoroso disciplinare. I rami contorti di antichi
ulivi che popolano le sponde del lago e convivono con i filari di
vigne in Franciacorta offrono tutto l’anno paesaggi dolcissimi e
ora, piegati sotto il peso di piccoli ma succosissimi frutti,
promettono nuove bottiglie del prezioso nettare.
A
novembre, mentre le olive cadono nella rete, i palati più fini
vengono catturati da rassegne gastronomiche al sapor d’olio. Un
olio fruttato e delicato, seppure di carattere che se da un lato ha
visto riconosciuta solo in tempi recenti la sua eccellenza, da sempre
è protagonista della tradizione gastronomica locale.
Mese
del Manzo all’Olio
Il
manzo all’olio -piatto tipico di Rovato, della Franciacorta e
specialità regionale- non poteva che scaturire dall’inventiva di
una civiltà rurale dedita ad allevamento e agricoltura. Se oggi la
Franciacorta è prevalentemente impegnata nell’arte nobile della
viticoltura e della vinificazione ad altissimi livelli, non vanno
dimenticate le sue origini contadine. Nel centro di Rovato campeggia
ancora il Foro Boario che in passato ospitava uno dei mercati di
bestiame più importanti e affollati del Nord Italia (le cui radici
affondano lontano, fino all’epoca longobarda) e che ancora è
teatro di storiche e accreditate fiere zootecniche ed agricole. Per
tutto novembre, nei ristoranti e agriturismi che aderiscono al Mese
del Manzo all’Olio,
è possibile assaggiare il piatto principe e altri sapori della
tradizione locale a prezzo convenzionato. Come tutte le ricette
semplici, che lasciano “parlare” gli ingredienti genuini (carne
scelta, olio extravergine d’oliva, vino bianco e aromi), anche il
manzo all’olio si presta all’interpretazione di cuochi e chef.
Chi aggiunge il pan grattato, chi l’acciuga o il formaggio
d’alpeggio, chi il sedano o i capperi… Perché allora non
provarne più di uno? La rassegna rovatese è pensata anche per
questo, per sedurre e per sorprendere il palato.
Pane
e olio in frantoio
In
riva al lago, a Marone –membro dell’Associazione Nazionale Città
dell’Olio- il 27 e 28 novembre va in scena una duegiorni
all’insegna dell’olio nuovo, da degustare sul pane locale e in
abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. In occasione di
Pane e Olio in
Frantoio –che
da quest’anno rientra nella rassegna nazionale GirOlio d’Italia-,
sono possibili visite guidate agli uliveti dei dintorni e ai frantoi
locali, dove scoprire tutti i passaggi che conducono dall’oliva
all’olio. Inoltre, al pubblico viene offerta la rievocazione del
rito della raccolta e della molitura. A fare da corollario, anche
spettacoli folkloristici e figuranti in costume.
Per informazioni: IAT Iseo,
Lungolago Marconi 2, tel. 030.980209,
e-mail iat.iseo@tiscali.it, Internet
www.agtiseofranciacorta.it.
Torrefazioni aperte in
tutta Italia il 28 novembre
Domenica 28
novembre la seconda edizione di Io Bevo Espresso: visite guidate e
degustazioni in 13 torrefazioni in tutta Italia. A novembre,
quando il freddo inizia a farsi sentire, è ora di entrare in
torrefazione. E non solo per godere del tepore della tostastrice, ma
soprattutto per scoprire come lavorano gli uomini e le donne che
preparano il caffè che poi beviamo al bar tutti i giorni.
Domenica 28 novembre sarà quindi l'occasione giusta per capire
meglio come funziona il mondo del caffè: torna infatti Io Bevo
Espresso, la manifestazione dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano
che apre le porte delle torrefazioni al pubblico.
Dal Nord al Sud
13 torrefazioni saranno a disposizione dei visitatori per illustrare
una delle filiere più lunghe dell'intero mondo agroalimentare. Il
percorso inizia infatti nei paesi della fascia tropicale dove viene
coltivato e si conclude in Italia con la selezione e la tostatura dei
chicchi e il servizio al bar. Un percorso che sarà affrontato
attraverso visite ai magazzini del caffè crudo e agli impianti di
tostatura e che culminerà in assaggi guidati dagli stessi
torrefattori.
"Si dice
spesso che il caffè è il nuovo vino, ma mentre sul vino si è detto
davvero tanto, del caffè si conosce ancora relativamente poco -
racconta Gianluigi Sora, presidente dell'Istituto Nazionale Espresso
Italiano - Fuori dall'Italia l'espresso è considerato una
specialità, mentre nel nostro paese è vissuto come una bella
tradizione ma spesso non ci si domanda cosa c'è dietro. Noi vogliamo
dare alla gente comune la possibilità di vedere con i propri occhi
cosa succede nelle torrefazioni".
L'elenco dettagliato
sarà disponibile all'inizio di settembre a
www.espressoitaliano.org
Chi è l’Istituto Nazionale
Espresso Italiano L’Istituto
Nazionale Espresso Italiano, di cui fanno parte torrefattori,
costruttori di macchine e macinadosatori e altri sodalizi che volgono
la loro attenzione all’espresso di qualità, oggi conta 43
associati con un fatturato aggregato di più di 650 milioni di euro.
Maggiori info: www.espressoitaliano.org
|
Le
notizie della settimana 16
novembre 2010
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Sabato e domenica con
i vini del Montecucco Doc
Al Maremma Wine Shire
Milano
Milano 16 novembre
2010. Il Consorzio Montecucco, affiancato dalla Strada del Vino,
sara' presente alla prima edizione del Maremma Wine Shire Milano, in
programma domenica 21 e lunedì 22 novembre, al Pelota, in via
Palermo 10, zona Brera.
Tra le 31 cantine del
territorio presenti direttamente alla manifestazione, 21 sono
associate al Consorzio, che partecipa con l’obiettivo di far
conoscere al pubblico milanese l’area del Monte Amiata e la qualità
dei vini prodotti nella zona del Montecucco Doc.
Queste le cantine
consorziate che saranno presenti: Agricola Niccolini; Assolati;
Basile; Begnardi; Collemassari; La Querciolina; Le Calle; Le Vigne;
Macchialanzi; Marinelli; Montebendico; Parmoleto; Podernuovo; Poderi
Firenze; Poggio Mandorlo; Pierini&Brugi; Pieve Vecchia; Salustri;
Tenuta Montecucco; Toscaberna; e Vegni Medaglini.
Al via l'appuntamento con
Radici
Wines Experience 2010
Avrà
luogo lunedì 22 Novembre ad Altamura presso Masseria San Giovanni
l’intensa giornata conclusiva di Radici Wines Experience dedicata
al cibo, al vino e ai territori del Sud.
Come nutrito
epilogo Lunedì 22 Novembre riserverà anche al pubblico molte
occasioni di assoluto interesse per entrare nel merito dei sapori e
delle emozioni che le terre del sud offrono con tanta intensità.
Attraverso
il contributo di noti giornalisti, ristoratori, opinion leader e col
rinnovato e appassionato sostegno della Regione Puglia, tramite gli
Assessorati alle Politiche Agricole e al Turismo, e dell’APT-Bari,
l’Associazione Propapilla, introduce un’importante elemento
innovativo: insieme alla Puglia saranno protagoniste la Calabria, la
Campania e la Basilicata ognuna portando testimonianza delle proprie
eccellenze in campo enogastronomico. Ci si aspetta che la sinergia di
identità culturali diverse ma sotto la stessa egida della "veracità"
e la condivisione di strategie comunitarie nell'affacciarsi oltre
confine, possa avere un impatto più forte nella promozione di questi
territori e nella commercializzazione dei loro prodotti.
Questi gli
appuntamenti clou: I vini vincitori del Premio Radici 2010, la
presentazione delle tre guide enogastronomiche di Puglia e
l’anteprima del nuovo evento RADICI DEL SUD 2011.
Si parte
alle 16.00 con l’omaggio al Sud: Verticale comparativa di due
grandi vitigni del Sud presentata e guidata da Franco Ziliani
e Luciano Pignataro; in contemporanea, Nicola Campanile,
presidente della fortunata associazione Propapilla, illustrerà,
insieme agli altri curatori Pizzaviaggiando - guida alle pizzerie di
Puglia, alla sua prima edizione.
Alle ore
17,00 sarà la volta di Dolceguida - percorsi enogastronomici di
Puglia e dintorni. Nicola Campanile e Vincenzo Rizzi, che ne
sono i curatori, illustreranno i tratti innovativi dell’ottava
edizione della rinomata guida bilingue
che ci accompagna alla scoperta delle realtà più autentiche ed
accoglienti del mondo della ristorazione pugliese. Alle ore 18,30 ci
sarà la presentazione di Radici Wines - guide on Apulia wines for
expert and wine lovers, ideata e curata da Nicola Campanile,
quest’anno insieme a Franco Ziliani e Vincenzo Rizzi. E’ con
grande interesse che si attendono gli interventi del Presidente
nazionale Donne del Vino Elena Martusciello, dell'assessore
regionale pugliese alla Politiche Agricole Dario Stefàno, di
Luciano Pignataro, Franco Ziliani e di giornalisti del calibro di
Kerin O’Keefe, Charles Scicolone e Gregory Dal
Piaz (Usa), Marek Bienczyk (Polonia) e di tutto il gruppo
dei wine buyers stranieri per la presentazione del nuovo festival dei
vitigni autoctoni Radici del Sud – il concorso degli
autoctoni esteso all’intero Sud della penisola. Progetto ambizioso
ma fortemente condiviso e partecipato da numerosi e autorevoli
partners istituzionali e pronti a scommettere sul successo
dell’iniziativa.
Dalle 20,00
si darà inizio all'assaggio dei 35 vini pugliesi da vitigno
autoctono che dei 178 in concorso sono risultati vincitori a Radici
2010 e al ricco evento finale, a cura di sette prestigiosi chef di
Puglia, Calabria, Campania e Basilicata: Mario
Ottaviano, Trabucco di Peschici (Fg), Peppe
Zullo Orsara di Puglia (Fg), Vito
Netti Ristorante La Strega di Palagianello
(Ta), Domenico Minervini
Masseria San Giovanni, Franco Rizzuti Osteria
Marconi di Potenza, Pietro Lecce
Tavernetta di Camiliatello Silano (Cs) e Raffaele
Vitale Casa del Nonno 13 di Mercato San
Severino (Sa). Ciascuno di loro realizzerà, nei suggestivi saloni di
Masseria San Giovanni www.iluoghidipitti.it,
dove infatti saranno allestite sette aree ristorante, una portata a
base di uno tra i prodotti più rappresentativi del territorio di
pertinenza servita in abbinamento con quello che più si addice dei
35 vini premiati. I prodotti, inoltre, saranno esposti al pubblico in
un’area apposita in modo da poterne raccontare le caratteristiche e
i riferimenti alla loro terra d’origine. "Una Puglia - spiega
Nicola Campanile - con tanta voglia di cooperare insieme ad altri
territori che come lei racchiudono e intendono conservare preziosi
patrimoni materiali e culturali, per una affermazione ancora più
incisiva del brand "SUD".
Info:
346.4076012 www.ivinidiradici.com
info@ivinidiradici.com
Le Enoteche Vinarius
celebrano il Franciacorta degustazioni
ed approfondimenti
all’Enoteca
Il Tralcio di Monopoli
(Ba)
Un’occasione
unica per conoscere le migliori bollicine italiane
Una
settimana dedicata alla scoperta delle più rinomate etichette del
Franciacorta, il re delle bollicine italiane d’eccellenza.
È
questo il programma offerto dall’Enoteca Il Tralcio, che da lunedì
22 e sino a sabato 27 novembre in orari di apertura negozio offrirà
a tutti i curiosi e gli enoappassionati una serie di degustazioni
delle migliori etichette, per poter assaporare le cuvèe che hanno
reso celebre nel mondo il Franciacorta e sperimentare
contemporaneamente diversi abbinamenti con le pietanze più svariate.
Durante
la settimana di degustazione sarà anche a disposizione del materiale
informativo
L’evento
nasce a seguito della collaborazione nata fra il Franciacorta
e l’associazione Vinarius, che vede coinvolte 50 fra
le migliori Enoteche italiane.
“La
partnership con Vinarius nasce con l’intento di offrire ai tutti
gli appassionati l’occasione di degustare nuove etichette –
spiega Maurizio
Zanella,
Presidente del Franciacorta – potendo
allo stesso tempo sperimentare gli infiniti abbinamenti a tavola che
offrono le diverse tipologie di Franciacorta: Brut, Rosé,
Millesimati e Satèn. L’idea di un evento che si svolga interamente
nelle migliori enoteche – continua Zanella
– vuole
però anche essere un’occasione per far conoscere la qualità
superiore del Franciacorta anche a chi, fino ad oggi, non è stato un
cultore di questa tipologia di vino”.
“La
Vinarius – spiega Francesco
Bonfio, Presidente di Vinarius - è
molto onorata di questa costante collaborazione con il Franciacorta,
che non si limiterà alle degustazioni ma permetterà di approfondire
a tutti gli associati Vinarius la realtà franciacortina per poterla
trasmettere poi agli appassionati. Ritengo che fra i molti compiti
dell’enotecario, quello della divulgazione ed illustrazione di un
vino e del suo territorio sia in questo momento storico qualcosa di
molto significativo, anche per sottolineare quel concetto di cultura
proprio del vino rispetto ad altri prodotti alcolici”.
L’elenco
delle Enoteche Vinarius aderenti, è consultabile sul sito internet
www.franciacorta.net
e su www.vinarius.it.
Treviso conquista il terzo Trofeo Divinando La
delegazione veneta si afferma sia nel concorso a squadre sia nel
Trofeo Rastal con Karen Casagrande Miglior Sommelier Fisar
dell’anno. A Treviso anche il premio come miglior delegazione
E’
Treviso
a conquistare il terzo
Trofeo Divinando -
concorso a squadre riservato alle delegazioni di sommelier
provenienti da tutta Italia e organizzato da Fisar insieme a Carpené
Malvolti - e a
piazzare sul gradino più alto del podio del Trofeo
Rastal per Miglior Sommelier dell’anno 2010
Karen Casagrande,
sommelier trevigiana di 24 anni.
Un
en plein arrivato al termine di una lunga giornata iniziata con la
visita in cantina di Carpené Malvolti a cui hanno preso parte oltre
130 sommelier e l’annuale congresso Fisar che quest’anno ha
scelto come location il suggestivo castello di Castelbrando
a Cison di Valmarino (TV).
La
delegazione
trevigiana, già
vincitrice del Trofeo nel 2008 e seconda classificata nel 2009,
quest’anno ha messo in campo cinque “alfieri” che hanno
dominato la sfida combattuta a colpi di bicchiere - ovvero Michela
Taffarel (capitano) con Francesco Del Bello, Matteo Bruniera, Sara
Fracassi e Cinzia Sandre
- e hanno avuto la meglio sulle delegazioni di Firenze
- seconda classificata con Anna Paola Coppi capitano, Leonardo
Finetti, Marco Naldi, Livio Del Chiaro e Giovanni d'Alessandro - e
Varazze, sul terzo
gradino del podio con
il capitano Antonio Zinno, Gloria Freddini, Donatella Ribaudo,
Alessandro Pellegrini e Angelo De Gasparis.
Quarto
posto ex aequo per le altre tre squadre di Torino, Livorno e Castello
di Jesi, tutte meritevolmente giunte nella finale a sei dopo una
lunga serie di quesiti sulle tipologie di vino, sui territori di
produzione e il riconoscimento “bendato” di un vino.
Ma
Treviso
non si è accontentata di vincere il Trofeo Divinando e ha voluto
stravincere, aggiudicandosi anche il titolo di Miglior
Sommelier dell’anno Fisar
con Karen
Casagrande,
sommelier ventiquattrenne che si è imposta su Luigi
Valter Piaggesi della delegazione di Varazze
e Piero D’Acunto
della delegazione di Roma
e anche il premio come miglior
delegazione per la
più alta crescita di iscritti.
La
premiazione del Trofeo Divinando è avvenuta alla presenza del
Presidente
nazionale Fisar Vittorio Cardaci Ama,
che ha consegnato nelle mani dei vincitori la targa premio.
La
XII edizione dell'Asta mondiale del tartufo bianco d'Alba
Ammonta
a 305 mila euro il ricavato dell'asta mondiale che si e' tenuta al
castello di Grinzane Cavour
L'imprenditore
cuneese Antonio Bertolotto si e' aggiudicato per 100mila euro uno dei
pezzi piu' pregiati. Ne regalera' metà al Papa e metà
all'imprenditore Michele Ferrero, come simbolo dell'imprenditoria
italiana. L'asta si e' tenuta in collegamento via satellite con Hong
Kong, dove e' stato battuto un tartufo da 936 grammi che e' stato
aggiudicato per 105 mila euro. Ed è stata l'imprenditrice di Hong
Kong Jeannie Cho Lee ad aggiudicarsi il lotto più pregiato dell'Asta
Mondiale del Tartufo.
L’evento, nato nel
1999, è promosso dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour d’intesa
con la Regione Piemonte e la Città di Alba. La sede principale è la
Sala delle Maschere nel Castello di Grinzane e, tramite un
collegamento satellitare, si comunica in diretta con altre due
destinazioni mondiali (nelle scorse edizioni hanno toccato mete come
Parigi, Hong Kong, Mosca, Las Vegas, Londra, Monaco di Baviera,
Tokio, New York, Los Angeles, Hollywood). Vengono presentati cinque
lotti di tartufi da ogni destinazione e gli invitati all’evento,
possono acquistarli come in una tradizionale asta, un lotto invece
viene presentato dalla Sala delle Maschere e può essere acquistato
dagli invitati di tutte e tre le destinazioni . Fin dal primo anno la
manifestazione si è caratterizzata come evento internazionale
destinato a incrementare la notorietà del Tartufo Bianco d’Alba in
Italia e all’estero. Il valore toccato da uno o più tartufi, i
personaggi coinvolti, l’originalità di diversi collegamenti con
luoghi di grande notorietà (ristoranti esteri di chef di grande
fama) hanno contribuito ad affermare l’assoluto livello di questo
avvenimento.
Ogni anno l’iniziativa ha avuto ospiti importanti, fra
gli altri ricordiamo: Massimo Giletti, Piero Chiambretti, Natasha
Stefanenko, Natalia Estrada, Alessandro Del Piero, Adriano Galliani,
Giancarlo Magalli, Lamberto Sposini, Jerry Scotti, Ricky Tognazzi e
Simona Izzo ed ha potuto contare sulla collaborazione e conduzione
del noto giornalista “gastronauta” Davide Paolini.
L’Asta Mondiale del
Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un esclusivo evento
mediatico, ma rappresenta il “trait d’union” fra il mondo della
comunicazione e degli estimatori del Tartufo Bianco d’Alba con le
Associazioni e Istituzioni che con il loro operato di ricerca e
sostegno aiutano le persone meno fortunate.
Vinitaly all’Hong
Kong International Wine & Spirits Fair
Vinitaly a Tokyo il 10
e 11 dicembre
Hong Kong è il
più importante hub verso la Cina e i Paesi asiatici. Il protocollo
d’intesa tra Veronafiere e Trade Development Council di Hong Kong
(HKTDC) firmato nell’aprile scorso, ha visto dal 4 al 6 novembre la
realizzazione di eventi e attività promozionali firmati Vinitaly
nell’ambito dell’Hong Kong International Wine &
Spirits Fair.
Verona, novembre
2010. «Bene la qualità delle uve e la
tenuta dei consumi pro capite interni che, rispettivamente,
garantiscono vini all’altezza della tradizione italiana e il
presidio del secondo mercato mondiale per il settore. Ma ora
l’obiettivo primario è creare un sistema di distribuzione sui
mercati esteri per favorire al massimo la conoscenza e penetrazione
dei nostri prodotti. In un mondo globale la frammentazione interna
delle attività promozionali e le dimensioni medie aziendali non
consentono di perdere altro tempo».
E’ il commento di
Veronafiere ai dati diffusi da Assoenologi (45.5 milioni di ettolitri
prodotti, qualità buona ed export in crescita in valore del 7%
dell’imbottigliato) nel giorno di chiusura di Vinitaly Hong Kong,
la prima in collaborazione con l’ HK International Wine &
Spirits Fair (seguita alle tre tappe di fine ottobre del Vinitaly USA
Tour a New York, Philadelphia e Washington), che ha visto un intenso
programma di degustazioni e abbinamenti con la cucina italiana alla
presenza dei più importanti Masters of Wine asiatici e opinion
leader del mercato.
Proprio l’Estremo
Oriente, indicato da Assoneologi come uno dei mercati esteri che
stanno maggiormente trainando la ripresa dell’export enologico nei
primi sette mesi di quest’anno, è dal 1998 oggetto di iniziative
di Vinitaly, presente in Cina, Singapore, Corea del Sud e Giappone
(la prossima tappa sarà a Tokyo il 10 e 11 dicembre,
www.vinitaly.com).
Vinitaly tramite
l’accordo con il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) è
diventata la porta di accesso, grazie all’importante collaborazione
con Ministero delle politiche agricole, Buonitalia, Ice, Federvini e
Unione italiana vini, su un mercato che, dopo la decisione del
governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008,
è cresciuto in un solo anno del 20% per i vini italiani per un
controvalore di 12 milioni di dollari.
Accordo
rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano
e il campione
olimpico Giuliano Razzoli Il
contratto durerà sino al giugno 2014, coprendo Mondiali e Olimpiadi
in Russia
Reggio
Emilia, 11 novembre 2010.
Accordo rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano e il
campione olimpico Giuliano Razzoli, che continuerà ad essere
testimone del formaggio più noto al mondo. “Sono
orgoglioso e soddisfatto – sottolinea l’atleta – di continuare
questa collaborazione; è iniziata quando ho intrapreso la mia
avventura in Coppa del Mondo, con un atto di fiducia da parte del
Consorzio che credo di avere ben ricambiato e che oggi mi sento
impegnato ad onorare con risultati che mi auguro siano proporzionati
alla fatica di una preparazione che mai come quest’anno è stata
intensa”. “Mi sento in grandi condizioni – prosegue l’atleta
residente a Razzolo, piccola borgata in comune di Villa Minozzo,
nell’Appennino reggiano – e sono sereno, grazie alla mia
famiglia, ai tanti amici e alla vita in un ambiente che sa apprezzare
i successi ma non ti mette sotto pressione; al contrario mi dà
molta carica”.
Soddisfazione,
ovviamente, anche da parte del Consorzio: “Razzoli – sottolinea
il presidente del Consorzio, Giuseppe
Alai –
ci ha regalato imprese strepitose ed emozioni straordinarie con la
vittoria olimpica e i risultati in Coppa del Mondo: nella scorsa
stagione ha confermato quelle doti tecniche e umane che di lui
conosciamo e che hanno portato il Consorzio del Parmigiano-Reggiano a
sostenerlo in una carriera sportiva che in poco tempo si è
arricchita del risultato più ambito da ogni atleta”. “Razzoli
– prosegue Alai – è esploso a Vancouver, ma lo conosciamo da
tempo e siamo certi che proseguirà una carriera brillante, perché
non è solo un grande atleta sostenutodal Consorzio, ma un giovane
semplice, solido, che conosce la fatica del lavoro, il valore
dell’impegno, proponendosi così come compagno di viaggio ideale
per il nostro prodotto, interprete dei suoi valori e della cultura di
cui sono portatori i nostri produttori”. Il
contratto firmato dal Consorzio e Giuliano Razzoli
durerà fino al
2014, e coprirà dunque anche i prossimi Mondiali e le Olimpiadi del
2014 che si terranno a Sochi, in Russia. “E’
un investimento, dunque, di lungo periodo – sottolinea Alai – e
ci auguriamo che i risultatiper noi, per il nostro prodotto, per i
nostri produttori e soprattutto per Giuliano, ci auguriamo siano
quelli per i quali ogni giorno compie quelle fatiche che non si
vedono, così come accade per i nostri soci, ma che alla fine danno
origine a straordinari primati”.
I seminari dell'Associazione
Spaghettitaliani
l'Enogastronomia e Internet visti
da spaghettitaliani
Conosciamo
internet?
Impariamo
a sfruttarlo senza subirlo
Relatori:
Luigi Farina (Associazione Spaghettitaliani) e Roberto Dentice
(Associazione OpenMind)
Moderatrice:
Laura Gambacorta
La
Comunicazione negli ultimi decenni ha visto una velocissima
evoluzione per merito di Internet, che, se usato con la giusta
conoscenza, può diventare un mezzo di divulgazione senza pari.
L'Associazione
Spaghettitaliani, in collaborazione con l'Associazione OpenMind e con
il patrocinio del Comune di san Giorgio a Cremano, ha indetto un
seminario per aiutare gli operatori del settore enogastronomia a
conoscere meglio Internet e per presentare le ultime evoluzioni del
portale Spaghettitaliani.
Durante
il seminario saranno presentati, la nuova Home Page di
Spaghettitaliani e i nuovi servizi che l'Associazione
Spaghettitaliani offre e offrirà al settore dell'enogastronomia.
Nella
parte più strettamente tecnica sarà presente un rappresentante
dell'Associazione OpenMind che potrà aiutare i partecipanti a
conoscere meglio il mondo di Internet nelle sue innumerevoli
sfaccettature.
Programma
Seminario
1 - INTRODUZIONE
· Saluto di Giorgio Zinno Vice-Sindaco
di San Giorgio a Cremano
· Perchè un seminario su Internet:
farsi conoscere in rete e perchè
2 - VISIONE GENERALE
· Dalle Chat a Facebook
· I Social Network e i Blog
· Avere un sito, come e perchè
· Popolarità, come ottenerla
(PageRank e Web usability)
· Directory e Motori di ricerca
3 - APPROFONDIMENTO VERSO IL MONDO
DELLA RISTORAZIONE
· Cosa vogliamo dal nostro sito e come
ottenerlo
· I Portali, come conoscerli e come
difendersi (servizi online gratuiti e a pagamento)
· Sfruttiamo FaceBook conoscendone i
limiti
· Le Guide cartacee e le Guide online
(la ristorazione in internet)
4 - SPAGHETTITALIANI E THE FOOD CENTER
· Il nuovo Spaghettitaliani
· The Food Center e Speciale Vini
· Proiettandoci verso domani
· Spaghettitaliani è di tutti:
l'Associazione Spaghettitaliani
5 - CONCLUSIONI
· Conclusioni e dibattito
l'ingresso è libero, per motivi
organizzativi è gradito un cenno di assenso.
20 Novembre 2010 ore 10.00
Villa Vannucchi - Corso Roma, 43/47
San Giorgio a Cremano (NA) in
collaborazione con l'Associazione OpenMind e il patrocinio del Comune
di San Giorgio a Cremano
Tutto
il gusto dell’ “olio novo” nella sedicesima
edizione della
Festa di Pianella
Per
assaporare tutto il gusto dell’olio nuovo, ingrediente principe
della bruschetta e
prodotto di eccellenza del territorio, la Filarmonica
di Pianella - in collaborazione con il Circolo
Arci “La Società” e il Gsd Pianella
- organizza la sedicesima edizione della Festa dell’Olio Novo, con
il patrocinio del Comune di Castelnuovo Berardenga e della Provincia
di Siena. Da venerdì
19 a domenica 28 novembre,
la frazione ospiterà
il tradizionale appuntamento per salutare l’arrivo del nuovo
extravergine d’oliva offrendo un mix di buona gastronomia, eventi
culturali, conferenze
e dibattiti, la poesia popolare dell’arena letteraria “Uliverso”,
spettacoli e divertimento.
Il
primo week end della Festa, venerdì 19 novembre, aprirà con una
raffinata cena
di pesce,
per cui è possibile prenotarsi entro lunedì 15, e a seguire, lo
spettacolo
teatrale
realizzato dalla compagnia dilettantistica “Quelli dell’ultimo
minuto”. Ancora una commedia, dal titolo “Amore mio ti odio”,
peripezie e baruffe coniugali di Guido Bocci, e buona cucina nella
serata di sabato 20, mentre domenica 21 novembre sarà la volta del
Mercatale
dei prodotti in terrazza,
con assaggi di bruschetta e vendita di prodotti della
filiera corta, dalle ore 10 alle ore 19; del raduno
di Fiat 500, in
programma alle ore 10, e della cena con menù della Festa, seguita
dal ballo. Tra i piatti più significativi e tradizionali del menù
di Pianella ci sono le immancabili bruschette, ma anche la ribollita,
il passato di ceci, i pici al ragù bianco, la tagliata con olio
nuovo e porcini, la tegamata, il baccalà alla griglia e il bollito
con salse.
Tanti gli
appuntamenti che animeranno la settimana
dal 22 al 28 novembre,
dove la bontà dell’olio nuovo farà da filo conduttore: mercoledì
24, protagoniste della Festa saranno le associazioni del territorio,
con la cena a loro dedicata, su prenotazione entro lunedì 22
novembre. A seguire, la conferenza dal titolo “Associazionismo
e volontariato dopo la crisi economica”.
Sarà invece la caccia il tema dell’incontro promosso giovedì 25
novembre alle ore 19, dove saranno affrontate le vecchie e nuove
problematiche della stagione venatoria in provincia di Siena, alla
luce delle nuove norme regionali e nazionali.
Venerdì 26
novembre sarà la
volta dell’happy
hour “Il sapore
dell’olio”, mentre sabato 27, il dopo cena sarà animato da uno
spettacolo di tango
Argentino. Il gran
finale delle Festa, domenica 28 novembre, vedrà protagonisti lo
sport e la poesia: alle ore 9.30 partirà da Pianella una giornata di
trekking alla
scoperta del Chianti,
mentre alle ore 17.30, durante
uno spettacolo di poesia e musica, si
terrà la premiazione
della sesta edizione
dell’Arena
letteraria “Uliverso”,
la mostra concorso di poesia dedicata quest’anno al tema del
“viaggio”, promossa dall’associazione culturale Sylloge
Officina per l’Arte.
Tutti
gli appuntamenti promossi in occasione della Festa dell’Olio Novo
si terranno presso i locali della Filarmonica di Pianella, in via
della Pace, 2 e nei locali del Ristorante “Il Ponte”, adiacenti
alla sede dell’associazione. Per le cene a tema è necessario
prenotare chiamando i numeri 0577 363100, dalle ore 11 alle ore 14 e
dalle ore 18 alle ore 23; 340 8476114 e 333
4948908,
oppure
inviare una e. mail all’indirizzo info@filapianella.it.
La Festa dell’Olio Novo è anche su Facebook alla pagina
Filarmonica Pianella.
Gli accessori novità di Silikomart
per realizzare i cioccolatini perfetti
Silikomart
arricchisce la sua collezione di accessori con il nuovo
colino dosatore, la spatola
termometro in silicone
color cioccolato e la cocotte
in silicone color cioccolato. Tutti questi pratici utensili
serviranno per semplificare la lavorazione del cioccolato e per
ottenere cioccolatini lucidissimi e perfetti come un vero maestro
cioccolatiere. Di seguito la descrizione nel dettaglio di ogni
singolo prodotto.
Choco
Funnel (colino
dosatore)
Descrizione
prodotto Il Choco Funnel di
Silikomart è un colino dosatore eccellente per la preparazione dei
vostri piatti, per riempire gli stampi versando la dose perfetta di
prodotto,senza spreco e con estrema precisione. Adatto per liquidi,
fondenti, gelatine, cioccolato, creme, etc.Descrizione
tecnica: base in acciaio
inox 18/10. Diametro cm. 14.5. Capienza 0.8 l . Altezza 17 cm.
Istruzioni
d’uso
- Riempire
il colino dosatore
- Far
scendere il liquido sopra la preparazione scelta
- Premere
il bottone dosatore e far scendere la preparazione
- Bloccare
la fuoriuscita del liquido secondo necessità
Da
sapere: non adatto ad
essere inserito nel microonde. Lavabile a mano e in lavastoviglie
Prezzo
al pubblico: 19,90
Euro
Thermo
Choc (Spatola in silicone con termometro)
Descrizione
prodotto Il Thermo Choc di
Silikomart è la spatola in silicone con termometro per il controllo
della temperatura (da 0° a 200° C) di cioccolato fuso, creme,
salse, marmellate, sciroppi, meringa all’italiana, etc.
Descrizione
tecnica: Lunghezza 32 x 7cm (larghezza)
Da
sapere: La spatola in
silicone è lavabile a mano e in lavastoviglie. La sonda è lavabile
solo a mano. Non adatto ad essere inserito nel microonde.
Istruzioni
per l’uso:
1
posizionare il cucchiaio termometro e la sua sonda direttamente
all’interno della preparazione
2
accendere il dispositivo e attendere qualche istante affinchè il
sensore rilevi la temperatura
3.verificare
la temperatura sul display del cucchiaio termometro
Prezzo
al pubblico: 17,90
Euro
Cocotte
o Vaschetta in silicone
Descrizione
prodotto Una
praticissima vaschetta in
silicone, dotata di
coperchio e adatta ad essere utilizzata per sciogliere il cioccolato
nel microonde. Ormai anche i professionisti utilizzano la tecnica di
sciogliere il cioccolato nel microonde con risparmio di tempo e con
ottimi risultati. Il silicone con cui è fatta la vaschetta
garantisce la sicurezza di utilizzo nel microonde.
La vaschetta comunque
può essere anche utilizzata, adattandosi perfettamente, per la
classica tecnica del bagnomaria. Dimensioni
cocotte: Ø
125 h 50mm 0.4 L
Prezzo
al pubblico: 14,90
Euro
Kit
cioccolato
I prodotti sono vendibili singolarmente
o nel pratico kit cioccolato che contiene il colino dosatore, la
vaschetta in silicone e il termometro spatola. Prezzo al pubblico del
kit: 49,90 Euro
Il Premio Biol vola in Spagna
A Cordoba,
nell’ambito della Fiera del Bio del 19 e 20 novembre, la
manifestazione nata in Puglia dedicata ai migliori oli extravergini
biologici al mondo consegnerà premi agli oli spagnoli, proporrà
degustazioni guidate e curerà seminari nell’ambito del progetto
BiolMed
Bari novembre 2010
– Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che da ormai quindici
anni pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei
vari continenti, vola a Cordoba per il “Biol Spagna”. Il 19 e 20
novembre, in occasione della Fiera BioCordoba 2010, la kermesse
pugliese organizzata dal CiBi-Consorzio Italiano per il Biologico,
sarà presente alla due giorni con un proprio programma ricco di
eventi. Nella giornata inaugurale, lo staff guidato dal coordinatore
Nino Paparella, parteciperà a una serie di meeting tecnici, curando
in particolare quelli del progetto europeo BiolMed (il “Biol
Spagna” rappresenta infatti il quarto e ultimo appuntamento
internazionale previsto dal BiolMed, progetto finalizzato a
rafforzare la competitività dei prodotti bio e in particolare
dell’olio). In programma, inoltre, la consegna delle targhe Biol
2010 ai migliori oli spagnoli dell’ultima edizione.
Il secondo giorno il Biol
curerà poi sia un seminario di aggiornamento sull’armonizzazione
dei criteri di assaggio utilizzati dagli esperti nei panel, sia
sedute guidate di assaggio degli oli dell’ultimo concorso.
Nella Fiera iberica
saranno naturalmente illustrate anche le linee guida della prossima
edizione del Premio Biol, in programma dal 25 al 30 aprile.
L’organizzazione tecnica del CiBi sta infatti già lavorando al
programma della XVI edizione, come di consueto ricco di eventi
culturali, gastronomici e tecnici, che affiancheranno il concorso
internazionale. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare le
differenze - e i diversi patrimoni culturali connessi - che
caratterizzano il variegato mondo dell’olio extravergine d’oliva
biologico.
Il Premio Biol
(www.premiobiol.it)
è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si
svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore,
tra cui Regione Puglia, Icea - Istituto per la Certificazione Etica e
Ambientale, Consorzio Puglia Natura.
Premio
Enologica 2010 allo chef Luca Marchini
Si
chiama “Puntinismo”. Non è una corrente pittorica o di pensiero,
né una nuova regola grammaticale bensì un dolce. Preparato con
Parmigiano Reggiano e pere Igp è il piatto che si è aggiudicato il
premio Enologica 2010 durante la sfida tra chef che si è svolta alla
Locanda Vite di San Patrignano, anticipazione del Salone del vino e
del Prodotto Tipico dell’Emilia-Romagna in programma a Faenza dal
19 al 21 novembre (22 novembre giornata dedicata agli operatori). Ad
interpretare la cucina modenese con il paniere di prodotti tipici del
territorio (Parmigiano Reggiano e pere Igp) lo chef Luca Marchini
del Ristorante “L’erba del Re” di Modena. Abbinato al
Lambrusco di Sorbara del fondatore 2009 dell’azienda Chiarli di
Modena, il piatto si è aggiudicato la seconda edizione di questo
riconoscimento, degustato e valutato da una giuria di esperti.
A contendersi gli
altri Premi i migliori chef dell’Emilia Romagna che hanno preparato
e presentato un piatto utilizzando prodotti Dop o Igp dell’Emilia
Romagna, abbinandovi un vino scelto dall’Enoteca regionale. Nove le
province coinvolte, da Piacenza a Rimini, ognuna rappresentata da un
cuoco (aderente all’Associazione Chef to Chef dell’Emilia Romagna
che riunisce i migliori chef della Regione).
Oltre al riconoscimento
del Premio Enologica la giuria ha assegnazione altri premi:
Il
Premio
per il miglior Matrimonio
è stato assegnato ad Andrea
Bartolini
della Terrazza Bartolini di Milano Marittima (Ravenna).
Con un paniere di prodotti composto da pesce dell’Adriatico e Olio
Extravergine di Brisighella, ha realizzato un piatto con saraghina,
patate e fumo, abbinato a un’Albana di Romagna secca AS 2009 della
Fattoria Zerbina.
Il
Premio
per il miglior Tradimento
è andato allo chef Pierluigi
Di Diego
del Ristorante Don Giovanni (Ferrara).
Con un paniere composto di Caccia di valle e Riso del Del Delta, ha
realizzato un riso del Delta con ragù di caccia, salsa di carrube, e
petto glassato di alzavola, abbinato a un Bosco Eliceo Fortana
frizzante 2009, dell’azienda Mattarelli. Il riconoscimento del
Piatto
rispettoso
della classicità
è andato a Carla
Aradelli
del Ristorante Riva di Ponte dell'Olio (Piacenza).
Il piatto realizzato ha visto pisarei con salsiccia e Gutturnio su
passata di fagioli borlotti (paniere di salumi piacentini), a cui è
stato associato un Ageno 2005 dell’azienda La Stoppa. La
Miglior
valorizzazione del Prodotto
a Roberto
Pongolini
del Ristorante La Cucina di Roberto a Felino (Parma).
Il piatto ha visto una torretta di maialino marinato alla birra di
Parma, con pop corn di cotenna di prosciutto e balsamico al pomodoro,
con un paniere composto dal Prosciutto di Parma. Il vino è stato un
Lambrusco 2009, dell’azienda Monte delle vigne.
L’interpretazione
più creativa
arriva da Reggio
Emilia,
con Andrea
Incerti Vezzani
del Ristorante Ca' Matilde di Quattro Castella. Con un paniere di
Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio
Emilia, ha realizzato una Creme broule di zucca, sbrisolona di
Parmigiano Reggiano e animelle all’Aceto Balsamico tradizionale di
Reggio Emilia, abbinato a un Reggiano lambrusco concerto 2009 di
Ermete Medici. Miglior
paesaggio di produzione
è stato giudicato il piatto di Marco
Fadiga,
del Marco Fadiga Bistrot di Bologna.
Con un paniere di cipolla di Medicina, ha realizzato un soufflé di
formaggi freschi con composta di Cipolla di Medicina e ananas, frutta
secca e cerfoglio. Il vino abbinato è stato un Pignoletto frizzante
dei Colli bolognesi 2009 dell’azienda agricola Isola.
La
migliore Interpretazione
che ha reso omaggio alla semplicità
arriva da Cesenatico
con Alberto
Faccani
del Ristorante Magnolia, che ha realizzato un Royale di carni con
pecorino di fossa e vitellone di Razza Romagnola (Paniere: Formaggio
di Fossa, Cardo gobbo, vitellone di razza romagnola), abbinato a un
Sangiovese di Romagna Superiore Prugneto 2008 del Podere dal
Nespoli. Il Miglior
Racconto
è di Fabio
Rossi
del Ristorante Vite di San Patrignano (Rimini).
Con un paniere composto da Squacquerone e Maiale di Mora Romagnola,
ha realizzato il Risotto vite.
Il
vino che ha accompagnato il piatto un Sangiovese di Romagna riserva
avi 2006 di San Patrignano. La giuria
che ha degustato e valutato i piatti era composta da Giorgio Melandri
(giornalista e curatore Enologica), Matteo Tambini (cuoco e
collaboratore Enologica), Andrea Grignaffini (giornalista
enogastronomico), Fabio Ravaioli (produttore), Alessandra Meldolesi
(giornalista), Paola Mambelli (dirigente scolastico IIS Bartolomeo
Scappi Castel San Pietro), Alberto Rinieri (gourmet).
La
premiazione ufficiale di tutti i vincitori avverrà nel Teatro dei
Cuochi in programma lunedì 22 novembre, ultima giornata di Enologica
a Faenza, dedicata agli operatori del settore.
La
Provincia di Pisa promuove il marchio Amico del Tartufo
ed i
ristoratori aderenti a caccia di prelibatezze
Il
marchio Amico del
Tartufo a sostegno e
tutela dei ristoratori e dei consumatori è stato voluto e promosso
dalla Provincia di Pisa e successivamente adottato dall’Associazione
Nazionale Città del Tartufo (ANCT).
Il
progetto nasce dall’intento di valorizzare
il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi,
grazie alla creazione del marchio
Amico del Tartufo,
assegnato secondo specifico regolamento e disciplinare d’uso ai
ristoranti che utilizzano esclusivamente tartufo fresco o
trasformato, escludendo l’utilizzo di prodotti chimici.
Un’occasione
da non perdere dunque per tutti gli amanti del tartufo che per tutto
il mese di novembre potranno
degustare nei ristoranti aderenti, solo tartufo fresco e del
territorio in abbinamento ai vini locali.
Il
marchio Amico del
Tartufo rientra in una strategia globale di valorizzazione e di
protezione dei prodotti tipici del territorio pisano,
per favorire lo sviluppo del turismo enogastronomico provinciale. Il
marchio attribuisce ad
ogni ristorante una classificazione da uno a quattro tartufi
in base alla provenienza del tartufo fresco utilizzato ed al numero
di portate con tartufo proposte nei menu.
Prezzi, avviata
indagine sulla Gdo
Concorrenza nel mirino dell'Antitrust
Roma novembre 2010. L'Antitrust ha
avviato un'indagine sul ruolo della grande distribuzione
organizzata. L'Autorità approfondirà "le
dinamiche competitive del settore, anche alla luce della loro
importanza sulla formazione dei prezzi finali". L'analisi
riguarderà "l'effettivo grado di concorrenza esistente tra i
vari gruppi della GDO, le dinamiche contrattuali con le quali si
determinano le condizioni di acquisto e di vendita dei prodotti
agroalimentari".
Nel mirino anche i comportamenti tenuti dagli
operatori della grande distribuzione nella contrattazione delle
condizioni di acquisto con i fornitori.
Secondo l'Antitrust il processo di modernizzazione
del settore distributivo ha portato non solo a un aumento del grado
di concentrazione ma anche alla messa in comune, da parte delle
imprese, di alcune funzioni aziendali (rapporti di affiliazione,
consorzi, centrali e supercentrali di acquisto): si tratta di un
fenomeno in grado di avere effetti sulle dinamiche competitive,
soprattutto con l'aumento del peso delle centrali di acquisto che ha
prodotto un considerevole rafforzamento del potere contrattuale delle
imprese della Gdo nei confronti delle piccole e medie imprese
produttrici.
Tra i fenomeni segnalati all'Antitrust anche
forme di contribuzione all'attività espositiva, promozionale e
distributiva, sganciate dalle quantità e dai prezzi di acquisto,
richieste dalla GDO ai produttori. Parallelamente si è intensificata
la concorrenza diretta effettuata dai distributori nei confronti dei
propri fornitori attraverso le marche private.
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Le
notizie della settimana 11
novembre 2010
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Peck cambia la società
Lasciano i
due fratelli Stoppani
Milano 10 novembre 2010.
0Peck cede parte del pacchetto azionario e si avvia a diventare un
brand.
Dal 2011 la maggioranza
delle azioni passerà al gruppo Bca, holding rappresentata da
Cristian Cantaluppi di Pappafood e Luca Monica, imprenditore del
settore, anche se Mauro e Lino Stoppani resteranno comunque
all'interno in qualità di soci-amministratori.
Per saperne di più ecco
la cronaca del Corriere della Sera Milano.
Forum
del Vino Italiano della Banca Monte dei Paschi
Carpenè
Malvolti è stata invitata a illustrare le peculiarità del prodotto
principe del territorio della Marca, nell’ambito del primo forum
del vino italiano
“Una
ricchezza italiana da valorizzare e promuovere“. Questo il titolo
del primo Forum del Vino Italiano che andrà in scena venerdì 12
novembre a Siena, presso il Salone della Rocca della Banca Monte dei
Paschi, e che avrà tra i protagonisti di una tavola rotonda dedicata
alle strategie di vendita anche Carpenè Malvolti, in rappresentanza
del comparto del Prosecco.
“Il
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG - spiega Etile
Carpenè, Presidente della nota casa spumantistica di Conegliano -
riconosciuto come Denominazione di Origine Controllata Garantita nel
2009 viene prodotto su una superficie vitata di circa 6000 ettari,
distribuiti su un territorio che attraversa 15 comuni. L’area
del Conegliano Valdobbiadene ha sempre contribuito in maniera
determinante a costruire il successo del Prosecco, esempio di Stile
Italiano del bere moderno, informale e allegro, apprezzato e amato in
tutto il mondo. I valori dichiarati dal Consorzio del Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG per l‘anno 2009 - continua
Carpenè - ammontano a circa 60 milioni di bottiglie, di cui un 20%
destinato all’esportazione“.
Il
convegno è l’occasione per presentare la nuova ricerca condotta
dall’Area Research di Banca MPS sul settore vitivinicolo e
discuterne insieme al Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e
Forestali Giancarlo Galan, il Presidente di Banca MPS Giuseppe
Mussari e il Direttore Antonio Vigni, il Presidente di Ente Vini -
Enoteca Italiana Claudio Galletti, il Presidente di Federvini
Lamberto Vallarino Gancia e il Presidente dell’Unione Italiana Vini
Lucio Mastroberardino, durante la prima tavola rotonda moderata dalla
giornalista Anna Scafuri.
L’intervento
di
Etile Carpenè,
Presidente della omonima casa spumantistica di Conegliano, è
previsto nella seconda parte della tavola rotonda, dedicata alle
nuove vie del marketing e anche in questo caso moderata dalla
giornalista Anna
Scafuri.
Il paradiso degli chef e dei maitre:
a
Il BonTà la cucina e la sala da pranzo perfette
Per
esaltare i sapori delle eccellenze agroalimentari servono strumenti
altrettanto eccellenti: a Cremona dal 12 al 15 novembre 2010 i
ristoratori e gli chef trovano le migliori attrezzature professionali
sul mercato.
Cremona, 9 novembre 2010
– Sono le due anime della ristorazione tradizionale: la cucina,
dove i prodotti tipici si mescolano e cambiano forma, e la sala da
pranzo, che deve creare l’ambiente ideale per gustare appien i
sapori e i profumi delle pietanze. Due mondi separati ma sempre a
strettissimo contatto, in cui le attrezzature e l’allestimento
ricoprono un ruolo fondamentale.
Le eccellenze
dell’agroalimentare meritano infatti di essere trattate nel
migliore dei modi, con gli strumenti adatti che ne esaltino le
caratteristiche. Per questo le attrezzature degli chef sono così
importanti, e Il BonTà, il cui pubblico è composto per gran parte
da cuochi e ristoratori, fa in modo che i professionisti del settore
possano trovare a Cremona tutto il meglio che offre questo mercato:
dalle pentole ai forni, dai robot alla coltelleria, fino
all’abbigliamento.
E che dire di piatti,
bicchieri, posate, biancheria da tavola? I buongustai sanno bene
quanto sia importante l’ambiente per accompagnare un buon pranzo, e
l’attenzione di un ristoratore per questi particolari deve essere
massima.
Il BonTà si propone
quindi non solo come il “paniere” delle migliori produzioni
tipiche nazionali, ma anche come guida per le più moderne e
innovative attrezzature professionali per la ristorazione, perché se
da un lato tutto il mondo invidia e copia le nostre eccellenze,
dall’altro i ristoratori hanno l’”obbligo” di fare in modo
che tutti possiamo godere di questi tesori nel migliore dei modi!
A Milano i
vini migliori, per bere bene ma rigorosamente low cost:
a
fieramilanocity il 12 novembre una degustazione aperta a tutti
di
etichette scelte da Gambero Rosso
Prosegue la
collaborazione tra Fiera Milano e Gambero Rosso, per valorizzare
l’enogastronomia di qualità.
Si chiama Berebene
Low Cost la degustazione aperta a tutti che si terrà per la
prima volta a Milano, il 12 novembre dalle 17.00 alle 21.00 a
fieramilanocity: un’occasione unica per gustare centinaia di
etichette scelte e raccolte da Gambero Rosso nell’Almanacco
del Berebene Low Cost 2011, dedicato al vino più buono
dal prezzo più conveniente.
I vini presenti nella
guida edita da gambero Rosso, infatti, sono stati scelti per il loro
miglior rapporto qualità prezzo, tutti rigorosamente entro gli 8
Euro. Proprio in occasione della degustazione, la nuova edizione
della guida verrà presentata in anteprima assoluta e per la prima
volta a Milano: L’Almanacco del Berebene Low Cost raccoglie
centinaia di etichette provenienti da ogni parte d’Italia: la
degustazione ne offrirà una ricca selezione, attraverso un percorso
unico e piacevole di sorsi e assaggi.
Alla degustazione
verranno proposti vini per tutti i gusti, da quelli di carattere a
quelli più delicati, e ogni visitatore potrà individuare quelli più
adatti da bere in compagnia, da regalare o da conservare per brindare
a un’occasione speciale.
La serata diventerà un
momento per sperimentare il piacere del vino da soli o con gli amici,
un evento originale e diverso dal solito, dove sorseggiare la qualità
del bere bene accompagnandola con golose portate di salumi e
formaggi.
Con Berebene Low
Cost Gambero Rosso si prefigge di far conoscere le migliori
produzioni italiane e diffondere la cultura del bere bene dimostrando
come la qualità del buon vino può anche non essere venduta a caro
prezzo: così, al solo costo dell’ingresso, i visitatori della
serata impareranno a conoscere, apprezzare e scegliere i vini che il
giorno dopo potranno acquistare nella loro enoteca di fiducia o nei
centri della grande distribuzione, spendendo meno di 8 euro per una
bottiglia.
Berebene Low Cost
è un evento nato dalla collaborazione tra Gambero Rosso e Fiera
Milano, per offrire alla metropoli ghiotte occasioni per gustare vini
e cibi di eccellenza, quella eccellenza che da sempre Fiera Milano
espone in ogni campo e che Gambero Rosso scopre e valorizza
attraverso le sue guide.
Dopo la degustazione
Berebene Low Cost, questa collaborazione porterà a Milano un
altro grande evento aperto al pubblico, il 23 novembre e una serata
esclusiva di beneficienza il 22 novembre.
Il 23
novembre a fieramilanocity sarà infatti organizzata la prestigiosa
degustazione Tre Bicchieri, che ospiterà i vini premiati
dagli esperti di Gambero Rosso con il massimo riconoscimento della
guida Vini D’Italia 2011.
La sera del 22 novembre
sempre nelle location offerte da Fiera Milano, sarà dato spazio alla
beneficienza, con una cena di gala esclusiva su invito, in cui
saranno offerti vini scelti da Gambero Rosso, per raccogliere fondi a
favore dei progetti dell’Associazione Amici di Edoardo Onlus.
Berebene low cost
Organizzato da:
Fiera Milano con Gambero Rosso
Dove:
fieramilanocity – Padiglione 2 - Entrata Porta Scarampo 13
Biglietto Ingresso:
18 Euro intero, 15 Euro per gli abbonati speciali
Acquista online i
biglietti d’ingresso! Vai qui.
Cosa si degusta: i più
buoni vini d’Italia caratterizzati dal migliore rapporto
qualità/prezzo, tutti dal costo di max 8 Euro a bottiglia
accompagnati da portate di salumi e formaggi. I vini sono in
degustazione e non possono essere acquistati sul posto.
Il Montepulciano
d'Abruzzo Villa Gemma dell'Azienda Masciarelli
a rappresentare
l'Unità d'Italia in dono al Presidente della Repubblica
Il
Montepulciano d'Abruzzo Villa Gemma dell'Azienda Masciarelli
per "Il Taglio dell’Unità d’Italia", la cuvée di vini
da vitigni autoctoni realizzata dall'Associazione Nazionale Città
del Vino in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario
dell’Unità d’Italia.
150
bottiglie magnum
che saranno donate
al Presidente della Repubblica
e alle più importanti cariche istituzionali del Paese tra cui i
Presidenti delle Regioni, quali figure chiave nella esaltazione del
concetto di unità nella differenza.
La
speciale cuveé, che porta la firma del winemaker Roberto Cipresso,
per le sensazioni olfattive e gustative che è in grado di offrire a
chi la assaggerà, e per le modalità con le quali è prodotta,
rappresenta l’essenza stessa dell'Italia. Il vino, infatti,
contenuto nelle bottiglie è il risultato di un raffinato
assemblaggio eseguito personalmente da Roberto Cipresso che ha unito
i vini prodotti esclusivamente con 25
vitigni autoctoni italiani
messi a disposizione da 38
aziende selezionate
dallo stesso Roberto Cipresso, in
rappresentanza di tutte le regioni italiane.
A
rappresentare l'Abruzzo è la sola Azienda Masciarelli. Fatto tanto
più significativo considerata l'opera compiuta negli anni da Gianni
Masciarelli
che ha saputo fin dall'inizio della sua trentennale attività di
viticoltore rendere famoso l'Abruzzo nel mondo e far parlare di
questa splendida terra proprio a partire dal vino e dal Montepulciano
in particolare. Impresa continuata ora da sua moglie, Marina
Cvetic Masciarelli,
nominata Ambasciatrice per l'Abruzzo nel mondo.
Il
disegno dell’etichetta delle bottiglie è stato realizzato da
Annibale
Parisi,
un artista la cui sensibilità artistica è stata capace di
sintetizzare i concetti i “taglio” e di “unione” che hanno
trovato un’efficace rappresentazione grafica. Una vera e propria
opera d’arte in forma di vino. La parola “taglio”, usata per
identificare l’iniziativa in questo caso non intende certo una
divisione bensì l’unione di uno o più vini, a ribadire il valore
del concetto di "unità". La bottiglia, così come
appare, è il frutto di una accurata realizzazione: le magnum sono
state messe a disposizione dalla Bruni Glass di Trezzano sul Naviglio
(Milano), una delle vetrerie più prestigiose d’Italia; i tappi
sono stati realizzati con una esclusiva stampigliatura dalla
Italsughero F.lli Correggi di Montecchio Emilia (Reggio Emilia); le
esclusive cassette di legno che custodiscono ogni singola bottiglia
sono state realizzate dalla FAAG di Buonconvento (Siena) con
materiale riciclato della Riciclandia di Croce di Lucignano (Arezzo).
“L’obiettivo di questo “progetto” - afferma
Gianpaolo Pioli, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del
Vino – consiste nel realizzare un vino che sappia esprimere il
concetto di unità del Paese, intensamente desiderata nel momento in
cui fu conseguita nonostante la condizione di frammentazione e la
presenza di realtà complesse, differenti, che comunque riuscirono a
sentirsi una cosa sola, forse proprio in virtù di quelle differenze.
Oggi c’è bisogno di riscoprire quell’entusiasmo”.
"Per
trasmettere, attraverso il vino, il fascino dell’Italia quale Paese
reso straordinario dai processi di contaminazione di tante culture
differenti, è stato inevitabile per la realizzazione della cuvée
intraprendere la strada della mescolanza di varietà viticole
autoctone italiane che, per motivi storico-culturali, ma anche per le
proprie caratteristiche organolettiche, e per il loro terroir,
risultano le più rappresentative delle singole regioni”: ha
spiegato Roberto Cipresso.
Villa Franciacorta
promuove “Una Bollicina per un Sorriso”
Villa Franciacorta,
nell’ambito del 50° anniversario di fondazione della Cantina, è
lieta di promuovere in collaborazione con la Fondazione Francesca
Rava N.P.H. Italia il Progetto “Una Bollicina per un Sorriso”.
In occasione del Natale
2010 il catalogo N.P.H. Italia si arricchisce del Franciacorta
Riserva RNA (Riserva Nobile Alessandro Bianchi) Extra Brut 2004 a
sostegno della ricostruzione delle scuole di strada in Haiti.
Con questo progetto,
Villa Franciacorta desidera riportare l'attenzione sui bambini di
Haiti in questi giorni minacciati da una gravissima epidemia di
colera. Comunicare, in queste occasioni, diventa ancora più
importante.
Sul sito
tutte le informazioni sul progetto.
www.villafranciacorta.it
11
novembre 2010 III Festa nazionale dell'Orto in Condotta gli
orti di Slow Food pensati per le scuole Protagonista
quest’anno il miele
Anche
quest'anno studenti e insegnanti, ma anche genitori, nonni, cuochi e
produttori locali festeggiano l’11
novembre,
il giorno dell'estate di San Martino, mettendo a riposo l’orto
scolastico coltivato con cura durante l’anno. Il
momento centrale della festa è il Gioco
del Piacere sul Miele: negli
oltre 300 orti
che aderiscono al progetto i bambini assaggiano alla
cieca
3 mieli e indicano il più gradito, mentre dalla sede nazionale di
Slow Food si raccolgono le preferenze e a fine giornata si stabilisce
il “miele preferito dell’Orto in Condotta”. Ogni
scuola inoltre, con la propria Condotta e le comunità locali,
organizza altri momenti ludici e conviviali per festeggiare la fine
dell'anno agrario: incontri con un apicoltore del territorio,
laboratori gastronomici e la presentazione di ricette che abbiano
come ingrediente fondamentale il miele. Le ricette che più
valorizzano la tradizione gastronomica locale verranno raccolte in un
ricettario e il 10 dicembre, in occasione del Terra Madre Day, il
giorno in cui le comunità del cibo e le Condotte Slow Food celebrano
il cibo locale in tutto il mondo. Il
programma e l’elenco delle scuole che aderiscono alla Festa
nazionale dell’Orto in Condotta:
Il
progetto Orto in Condotta conta in Italia 312 orti scolastici. A metà
degli anni Novanta nasce a Berkeley (California) il primo School
Garden di Slow Food, pensato e "coltivato" da Alice Waters,
vice-presidente Slow Food Internazionale. In Italia l'Orto in
Condotta prende avvio nel 2004 divenendo lo strumento principale
delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle
scuole. L’obiettivo è quello di educare i bambini a un rapporto
con il cibo, partendo dalla cura dell'orto, a conoscere i prodotti
locali, a scoprire l'importanza della biodiversità, del rispetto
dell’ambiente, del recupero dei saperi e dei sapori degli
anziani. Proprio in quest’ottica Slow Food da anni promuove la
rete degli school garden in tutto il mondo, ma non solo, da
quest’anno, in occasione di Terra Madre 2010 rilancia con una
grande sfida: realizzare 1.000 orti in Africa. Un progetto che vuole
esser educativo, per tutte le età e le professioni, nell’ottica di
riconsegnare le terre ai loro popoli. Nelle varie regioni africane
saranno avviati orti scolastici, comunitari, urbani e periurbani per
offrire, a fianco dello strumento educativo, un mezzo di sussistenza
e di rilancio un’economia locale sostenibile. Tutti quanti verranno
infatti coltivati secondo le tecniche dell’agroecologia,
privilegiando le varietà locali e prevedendo la consociazione fra
alberi da frutta, ortaggi ed erbe medicinali.
Novembre
gustoso sotto i colli di Brisighella
Le carni
di maiale, la pera volpina ed il formaggio “stagionato”, il
tartufo
e il
rinomato olio locale sono i protagonisti della rassegna “4 sagre x
3 colli”
La cittadina
di Brisighella,
splendido borgo medioevale sulle colline delle Terre di Faenza in
provincia di Ravenna, si trova nel cuore della verde vallata del
Lamone e del Parco Regionale della Vena dei Gessi Romagnola ed è
“dominata” da 3 colli di gesso. Su ognuno di essi si trovano:
l’imponente Rocca Veneziana, la Torre dell’Orologio e il
Santuario della Madonna del Monticino. Ma Brisighella non è nota
solo per le sue bellezze architettoniche e naturali. È conosciuta e
apprezzata da tutti i buongustai d’Italia per le prelibatezze
gastronomiche che la caratterizzano. Ad alcune di esse, nel corso di
un intensissimo mese di novembre, sono
dedicati eventi ad hoc che compongono una gustosa rassegna dal titolo
“4 sagre x 3 colli”:
Sagra del porcello
il 7 novembre, Sagra
della pera volpina e del formaggio “stagionato”
il 14, Sagra
del tartufo il 21
e Sagra dell’Ulivo
e dell’Olio
il 28 novembre.
SAGRA DEL
PORCELLO
La festa ripropone l’antico rito che
si svolgeva nell’aia di ogni casa colonica con l’uccisione del
maiale e la lavorazione della carne da parte di abilissimi norcini.
L’appuntamento offre la possibilità di assaggiare gustose
specialità: saporiti ciccioli, profumata coppa di testa, rosei
prosciutti, salsicce e salami di Mora Romagnola, pregiatissima
razza suina autoctona, e dolce al migliaccio. Sarà inoltre possibile
acquistare e degustare tutti gli altri prodotti tipici dell’Appennino
romagnolo.
SAGRA DELLA PERA VOLPINA E DEL FORMAGGIO STAGIONATO
È un originale mercato
dei frutti autunnali e dei prodotti tipici della collina, dove la
regina ed il re della giornata saranno la pera volpina ed il
formaggio “stagionato”.
Le pere volpine, piccole,
tonde e dure erano un prodotto tipico della valle del Lamone. La
sagra ha contribuito nel corso degli anni alla riscoperta delle
proprietà di questo frutto dimenticato, offrendo la possibilità di
riassaporarlo. Le pere volpine vengono consumate bollite, cotte in
acqua o vino, oppure al forno. Ottimo è l’abbinamento con il
formaggio stagionato di Brisighella, un pecorino che viene
invecchiato in grotte di gesso con procedimento di antica tradizione
locale.
SAGRA DEL TARTUFO
Il tartufo è uno dei prodotti più
ricercati della collina faentina. I tartufai della zona sono abili
nel ricercare questo prezioso prodotto del sottosuolo. Durante la
sagra sono in vendita i caratteristici tuberi nella varietà del
bianco autunnale e del tartufo nero. Nei ristoranti locali si
potranno poi assaggiare ricette raffinate a base di questo prodotto.
SAGRA DELL’ULIVO E
DELL’OLIO (51^ edizione)
La coltivazione dell’Ulivo, in terra
brisighellese, risale a tempi antichissimi: già in epoca romana
l’ulivo e i suoi prodotti erano conosciuti e apprezzati.
Nell’ultima domenica del mese di novembre si celebra il
preziosissimo olio extra vergine “Brisighello” DOP, al
quale è stato assegnato l’ambito riconoscimento della
Denominazione di Origine Protetta nel 1996. Al suo fianco anche la
selezione varietale “Nobil Drupa”, il “Brisighella” DOP, il
tipico “Pieve di Tho”. Durante la festa l’olio può essere
degustato e acquistato allo stand allestito dalla Coop. Agricola
Brisighellese. A completare l’evento anche un mercato dei prodotti
tipici locali.
Per informazioni: Tel
0546 81166 www.terredifaenza.it
San Martino per i
bambini al Museo del Salame a Felino sabato
Sabato 13 novembre,
alle 16, nelle cantine del castello di Felino (PR) verrà
proposto per il secondo anno un laboratorio didattico per bambini,
organizzato dai Musei del cibo della provincia di Parma in
collaborazione con l’Associazione Googol
Perché
in autunno e in inverno il sole non scalda più come in estate? Cosa
fa l’aria quando si scalda? Perché i trichechi sono così grassi?
Ma i microbi gelano al freddo? E perché, in particolare, il
salame si produceva nei mesi più freddi? Sono queste alcune delle
domande alle quali daranno risposta le studiose dell’Associazione
Googol durante il laboratorio didattico organizzato dai Musei del
cibo della provincia di Parma sabato 13 novembre alle 16 al Museo del
Salame di Felino. L’iniziativa, proposta per il secondo anno
consecutivo e intitolata “L’estate di San Martino”, coinvolgerà
domani anche il Museo del Parmigiano-Reggiano a Soragna e il museo
del prosciutto a Langhirano. Prendendo spunto dalla recente
ricorrenza di San Martino che un tempo segnava l’arrivo della
stagione fredda, i laboratori vogliono essere l’occasione per
riflettere sul tempo.
Non quello frenetico degli impegni quotidiani,
ma il tempo del grande ciclo delle stagioni che ogni anno si ripete e
la cui interiorizzazione “può portare a cercare una conoscenza
meno legata a ritmi obbligati dello sviluppo e forse più rispettosa
di equilibri naturali da difendere” (Franco Lorenzoni, Con il cielo
negli occhi). Attraverso giochi, esperimenti, attività scientifiche,
racconti e curiosità legati alla stagione autunnale si cercherà di
esplorare con i bambini della scuola primaria (6-10 anni) il tema del
caldo e del freddo. Si prenderanno in considerazione fenomeni più
generali osservabili nella vita di ogni giorno ma anche fenomeni che
sono alla base delle tecnologie e delle caratteristiche dei prodotti
dei Musei. Un modo divertente per scoprire quanta scienza può
nascondersi nei cibi che portiamo in tavola tutti i giorni. I Musei
del Cibo sono il teatro ideale di questi laboratori perché sono
luoghi nei quali si conserva quella cultura così fortemente legata
alla natura, capace di ascoltarla e di seguirla e capace di creare
alimenti in grado di sfidare le mode dei tempi e la cui produzione
era, una volta, assolutamente legata alle stagioni. Durante il
laboratorio, allestito nei locali settecenteschi delle cantine del
castello di Felino dove ha sede il museo, non si trasmetteranno ai
bambini semplicemente delle nozioni scientifiche, si cercherà
invece di appassionarli al metodo scientifico per indagare la realtà
che li circonda, con osservazioni, domande, ipotesi e verifiche. E
come sempre sarà una piacevole sorpresa scoprire dove i bambini
arriveranno con le proprie considerazioni.
La partecipazione ai laboratori è gratuita e per ragioni di spazio è
necessaria la prenotazione inviando una mail a museidelcibo@googol.it
o telefonando al numero 0521.821139. L’ingresso al Museo sarà
gratuito per i bambini e per un adulto accompagnatore.
Il Museo del salame, come gli altri musei del circuito (ad esclusione
del Museo del Pomodoro che sarà chiuso dal 1 novembre), è
aperto fino all’8 dicembre il sabato, la domenica e i giorni
festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
In settimana il museo è
aperto, su prenotazione, per le scuole e i gruppi. Per informazioni e
prenotazioni Museo del Salame: www.museidelcibo.it/salame.asp oppure
contattare la Cooperativa Parmigianino allo 0521.821139 (durante la
settimana) o allo 0521.831809 (nei weekend).
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Le
notizie della settimana 5
novembre 2010
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Franciacorta
Gran Galà a Roma
Percorsi
e degustazioni nelle enoteche della capitale
L’Arte
dei Vinattieri incontra l’Arte del Franciacorta
La
collaborazione fra il Franciacorta
e
l’associazione Arte
dei Vinattieri dà
vita a Franciacorta
Gran Galà:
un nuovo evento ideato per tutti gli enoappassionati di Roma, che
avranno la possibilità di scoprire il mondo del Franciacorta
partecipando ad una degustazione, oltre che ad una serie di eventi
organizzati nelle 17
enoteche
della capitale aderenti all’associazione.
Il
programma prevede per l’11
novembre il
primo grande appuntamento. Un’elegante serata presso l’Hotel St.
Regis di via V.E. Orlando 3, con la possibilità di degustare i
Franciacorta di 26
aziende del
territorio per un totale di 100
diverse etichette.
L’orario previsto è dalle 17.00 alle 21.30.
Franciacorta
Gran Galà si sposterà quindi nelle migliori enoteche di Roma, per
una serie di serate dedicate alle principali tipologie di
Franciacorta: Brut,
Satèn, Rosé e Millesimati.
Ogni locale aderente all’iniziativa ospiterà, dal
15 novembre al 6 dicembre,
quattro serate durante le quali saranno proposte degustazioni
ed abbinamenti per
consentire a tutti gli appassionati di sperimentare direttamente la
ricerca della qualità, firmata Franciacorta.
“Franciacorta
Gran Galà rappresenta una splendida occasione sia per chi vuole
degustare nuove etichette, sia per chi si diverte ad andare alla
ricerca di nuovi e suggestivi abbinamenti a tavola –spiega
Maurizio
Zanella,
Presidente del Franciacorta –
siamo convinti che la collaborazione con l’Arte dei Vinattieri
contribuisca al raggiungimento dell’obiettivo che i produttori del
nostro territorio da sempre perseguono: la ricerca della qualità”.
“Il
nostro proposito –
dichiara Claudio
Arcioni,
Presidente dell’Arte dei Vinattieri - è
quello di segnalare agli enoappassionati il mondo enologico del
Franciacorta, la sua storia, il suo territorio, le specialità
gastronomiche e, in un’ utile sintesi, la grande ospitalità che le
sue strutture e i suoi operatori assicurano. La Franciacorta è un
pezzo d’Italia d’avanguardia che, nei calici, offre la più
ricercata ospitalità”.
Il
calendario delle serate nelle enoteche e l’elenco dei locali
aderenti, sono consultabili sul sito
www.franciacorta.net
E' una giovane donna la regina dei baristi italiani
Alessandra
Casula, sarda, 25 anni, vince la finale di Espresso Italiano
Champion, il campionato nazionale organizzato dall'Istituto Nazionale
Espresso Italiano e dall'Associazione Italiana Barmen e Sostenitori
(Aibes)
Brescia, 4 novembre - Alessandra Casula,
barista di Porto Torres (Sassari), 25 anni, ha vinto Espresso
Italiano Champion, il campionato di caffetteria organizzato
dall'Istituto Nazionale Espresso Italiano e dall'Associazione
Italiana Barmen e Sostenitori (Aibes). Nelle finali di Mestre ha
sbaragliato gli altri nove colleghi baristi, tutti uomini, e si è
aggiudicata la corona di miglior barista d'Italia.
Alessandra
Casula è figlia d'arte. Ha mosso infatti i primi passi nel bar
ristorante gestito dai genitori e ha poi frequentato l'istituto
alberghiero spostandosi successivamente in Inghilterra per completare
il suo percorso formativo. Rientrata a Porto Torres ha aperto il suo
locale, The Signor G. La sua missione è convincere i clienti che
l'espresso va bevuto in purezza per apprezzarne appieno le
caratteristiche, no quindi alle varianti tanto di moda come il
marocchino e similari.
"E' stata dura essere una ragazza
in questo ambiente perché mi sono dovuta sempre confrontare con
persone più anziane di me e per lo più uomini, dei veri
professionisti che mi hanno insegnato molto - ha dichiarato
Alessandra Casula - Ai ragazzi che si approcciano a questo mestiere
consiglio di compiere studi approfonditi e scegliere per il proprio
lavoro macchine e prodotti certificati per offrire sempre un
espresso eccellente".
Novembre
goloso al Wine Food Festival:
Sangiovese,
salumi parmensi, ciccioli e “intingoli”
Si
abbassa la temperatura, si alzano calice e forchetta. Niente di
meglio per affrontare l’umidità e il freddo novembrini di un buon
bicchiere di Sangiovese e una fetta di Culatello, un pugno di
ciccioli o un intingolo bollente in cui fare “la scarpetta”.
Le
occasioni con il Wine Food Festival, il cartellone enogastronomico
regionale, non mancano. A Sissa, nel parmense, si apre, già da
giovedì 4 novembre, “November Porc”, la staffetta più golosa
d’Italia. Quattro tappe, ogni fine settimana, in altrettante
località della “bassa”, tra esposizioni di prodotti parmensi e
la degustazione, ogni domenica, di un salume tipico da record: si
apre il 6/7 novembre a Sissa con il “mariolone” più grosso, il
13/14 novembre tappa a Polesine Parmense, con il “prete” più
pesante, il weekend del 20/21 novembre è il turno di Zibello con lo
“strolghino” da Guinness dei Primati, e si conclude il 27/28
novembre a Roccabianca, con la “cicciolata” più Grande.
Da
venerdì 5 a lunedì 8 novembre, al Pala de Andrè di Ravenna, sarà
protagonista il Sangiovese di Romagna, con “Giovinbacco”,
rassegna che mette in vetrina circa 80 cantine romagnole, con oltre
150 vini in degustazione. A pochi chilometri di distanza, a Imola
(Bo), da sabato 6 novembre, ecco Baccanale, kermesse gastronomica
dedicata quest'anno a tutti gli intingoli che danno il piacere di
"fare la scarpetta". Nelle prime colline reggiane, ad
Albinea, si tiene, sabato e domenica, “Ciccioli Balsamici”,
passerella di prodotti tipici, con i ciccioli di maiale e l'Aceto
Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia protagonisti incontrastati,
mentre le produzioni biologiche dell’appennino bolognese
“sfileranno”, sempre nel weekend, nella Rocca Corneta di Lizzano
in Belvedere (Bo) per la Festa di San Martino. Proseguono infine,
sabato 6 e domenica 7 a Calestano (Pr) la "Fiera nazionale del
Tartufo Nero di Fragno", e domenica 7 novembre, a Savigno,
Camugnano e Sasso Marconi, nel bolognese, “Tartufesta”, la
rassegna dedicata al "Tartufo Bianco Pregiato dei Colli
Bolognesi", mentre lungo la “Strada del Po e dei Sapori della
Bassa Piacentina” continua la proposta dei 100 piatti tipici del
territorio di “Un PO di Gusto”. Per ogni appuntamento
enogastronomico, il sito www.winefestival.it
riporta programmi dettagliati degli eventi, schede informative sui
prodotti tipici protagonisti e tutti i pacchetti soggiorno ad hoc,
creati appositamente per godersi al meglio non solo le
manifestazioni, ma anche i luoghi che le ospitano, tra arte, cultura
e natura.
November
Porc 9a edizione: prima tappa a Sissa
La staffetta più golosa
d’italia entra nel vivo a Sissa già sabato 6 novembre. Dopo
l’inaugurazione e l’apertura del mercato di prodotti tipici
“Antichi Sapori e Tradizioni” in piazza Roma, dove assaggiare e
acquistare Culatello di Zibello, Spalla Cruda di Palasone, Spalla
Cotta, Fortana del Taro IGT, Parmigiano Reggiano e tanto altro
ancora, alle ore 15,30 si terrà il “Palio della Spalla Cruda di
Palasone-Sissa”, gara culinaria che vedrà premiate le migliori
Spalle Crude di Palasone. Alle ore 16,30 merenda in piazza con la
polenta “cònsa” (condita) e apertura di vari stand gastronomici.
Dalle ore 19, in Piazza Scaramuzza, sarà in funzione il famoso
takeaway “McPorc” con i suoi panini american style, preparati
rigorosamente con prodotti locali, e si potranno assaporare le
buonissime specialità tipiche della Bassa Parmense, il tutto
accompagnato da birra e dj set. Domenica mattina si potrà assistere,
al Parco della Montagnola situato nel centro del paese, alla
dimostrazione pratica della lavorazione delle carni del suino e del
confezionamento dei salumi che hanno reso celebre la Bassa e, alle
ore 10, lavorazione del latte in caldaia per trasformarlo nel re dei
formaggi, il Parmigiano Reggiano. Nel pomeriggio, alle ore 15,30, il
momento più atteso: l'estrazione dal fuoco del gigantesco Mariolone,
che dopo lenta e prolungata cottura sarà distribuito a tutti i
presenti. La manifestazione proseguirà per tutta la giornata tra
complessi folcloristici, gag e le canzoni in vernacolo della
scatenata “Minestron Band” di Mauro.
Tonino
Guerra “veste” Giovinbacco
Saranno
i disegni di Tonino Guerra, dal titolo "Sangiovese dell'anima",
il leit motiv di Giovinbacco, la rassegna enologica ospitata, da
venerdì 5 novembre a domenica 7 novembre, al Pala de Andrè di
Ravenna e dedicata al Sangiovese di Romagna. Il pubblico potrà
acquistare i poster e le cartoline con l'opera di Guerra, che ha
realizzato anche la scultura, raffigurante una grande foglia di
quercia, che dominerà dai suoi 5 metri d’altezza gli spazi del
Pala de Andrè. Circa 80 le cantine ospiti della manifestazione, per
oltre 150 vini in degustazione, con il Sangiovese Riserva, Superiore
e il Novello a far la parte del leone, senza escludere gli altri vini
rossi di produzione locale. Una doppia giuria, popolare e
qualificata, premierà domenica 7 i migliori Sangiovese di Romagna
Riserva, degustati nei giorni precedenti, mentre sabato 6, alle ore
18, si terrà la presentazione della nuovissima "Guida SlowWine.
Uomini vigne vini in Italia 2011"
A
Imola si fa la scarpetta, con Baccanale 2010
La
manifestazione imolese (6-21 novembre) è dedicata quest'anno a tutti
gli intingoli che danno il piacere di "fare
la scarpetta"
abbinati a pasta, polenta, bolliti, arrosti, perfino formaggi. Regine
di questa edizione saranno salse a cottura o crude, salate o dolci,
tradizionali o etniche, a base di carne, pesce, ma anche di verdura e
frutta. Ricchissimo il programma, con laboratori per bimbi, cene a
tema, degustazioni, visite ad aziende produttrici, incontri sul tema
del cibo, mostre, animazioni, spettacoli e tante altre attività, per
una full immersion nel magico mondo della cucina. I ristoranti della
zona proporranno per l’occasione speciali menù, capaci di
soddisfare anche i palati più esigenti.
Albinea
festeggia i ciccioli e l’Aceto Balsamico tradizione di Reggio
Emilia
La
gara tra cinquanta paioli di ciccioli, presidiati da maestri norcini,
è solo una delle gustose attrattive di “Ciccioli Balsamici”, la
grande festa dei sapori delle colline reggiane ospitata nel fine
settimana ad Albinea. Negli stand gastronomici allestiti in centro si
potranno assaporare, sabato e domenica, gnocco fritto, erbazzone,
Lambrusco, castagne, castagnaccio, pane e ciccioli, sugo d’uva,
formaggio, salsiccia, “frittellotti” con farina di castagne e,
ovviamente, ciccioli e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.
E ancora, visite all’Acetaia Comunale, mostra del fungo, rassegna
di antichi mestieri, esibizione degli Sbandieratori e dei Musici
della contrada di Monticelli.
Le
Cantine del Leone aperte per un weekend di degustazioni
Aziende
Aperte per la Biennale Enogastronica Fiorentina
Firenze
4 novembre 2010. Sabato 13 e domenica 14 novembre, dalle 10 alle
18, le cantine del Consorzio Chianti Colli Fiorentini saranno aperte
per eventi e degustazioni nell’ambito della Biennale
Enogastronomica Fiorentina. Il leone, simbolo del Chianti Colli
Fiorentini, parteciperà alla manifestazione per permettere al
pubblico di conoscere le aziende e i produttori, visitare le cantine
e le zone collinari di Firenze, assaggiare il vino più
rappresentativo dell’area produttiva legata alla tradizione
fiorentina ed anche l’olio extra vergine d’oliva del nuovo
raccolto, così apprezzato ed atteso.
Sono
tredici le aziende del Consorzio che partecipano a “Le Cantine del
Leone”. Diverse di loro organizzeranno iniziative che
coinvolgeranno il pubblico in una giornata all’insegna del gusto e
dei sapori tradizionali. Sul sito del Consorzio si può visionare
l’elenco completo delle aziende partecipanti, le singole
iniziative, il geo-posizionamento e una cartina delle zone dei Colli
Fiorentini.
In
occasione della Biennale Enogastronomica Fiorentina, che si svolgerà
dal 6 al 22 novembre a Firenze, si svolgeranno spettacoli,
iniziative, degustazioni, itinerari del gusto ed incontri dedicati
all’enogastronomia. Per maggiori informazioni
www.biennaleenogastronomica.it.
Il
Consorzio Chianti Colli Fiorentini è
nato il 20 settembre 1994,
con lo scopo di valorizzare il territorio e la denominazione del
Chianti Colli Fiorentini, e oggi associa 27
aziende.
Il territorio, la vera ricchezza del Chianti Colli Fiorentini,
grazie alle sue caratteristiche geologiche e climatiche, è
conosciuto sin dall’antichità come particolarmente
adatto alla viticoltura.
Le prime testimonianze del “vino
di Firenze”,
infatti,
risalgono all’epoca romana. Da allora questo prodotto si è evoluto
e trasformato, portando con sé la storia e le vicende di una città
e di un territorio dove si sono incrociati cultura, arte, grandi
personaggi e passioni.
Il
Chianti Colli Fiorentini copre l’area
collinare intorno a Firenze,
abbracciando la città da sud-ovest a sud-est (da Montelupo
Fiorentino fino a Fiesole, passando per Lastra a Signa, Scandicci,
Impruneta, Bagno a Ripoli, Rignano sull’Arno e Pontassieve), con
tre propaggini che scendono verso sud e che comprendono
rispettivamente: a ovest i comuni di Montespertoli, San Casciano Val
di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Certaldo e Barberino Val d’Elsa;
più a est, Incisa e Figline; all’estremo orientale, una stretta
fascia di territorio da Pelago a Reggello. In tutto, i comuni che
rientrano interamente o in parte nel territorio del Chianti Colli
Fiorentini sono, con Firenze, diciotto.
A Lucca la
manifestazione “Esco dal Desco
(Antonella
Fiorito)
Dal
20 novembre al 12 dicembre 2010 sono di scena le specialità
lucchesi: Fagiolo, farro, castagna, olio, pane, sigari e cioccolata e
uno speciale “Esco dal Desco” che coinvolge tutta la città in
iniziative originali
Da
novembre a dicembre 2010 Lucca omaggia le sue tradizioni con quattro
weekend dedicati a “mostre personali” dei prodotti tipici
dell’enogastronomia e del turismo culturale. Il Desco 2010, mostra
mercato dei sapori tradizionali giunta alla sesta edizione, nasce con
l’intento di valorizzare e promuovere i prodotti tipici più
caratteristici del territorio lucchese abbinando le degustazioni di
prodotti ad eventi all’interno delle sale del rinomato Real
Collegio.
Sul
calendario si appunta con i fine settimana di sabato e domenica 20 e
21 novembre in onore al “Fagiolo”, il seguente 27 e 28 novembre a
dettar legge è il “Farro”, prosegue poi il 4 e il 5 dicembre con
l’appuntamento dedicato alla “Castagna”, mercoledì 8 dicembre
è la volta di “Sigari e Cioccolata”, mentre sabato e domenica 11
e 12 dicembre si conclude l’evento con i prodotti cult della
Toscana: l’”olio e il pane”, con la premiazione dei migliori
Oli della Costa.
In
quei giorni si potrà trovare il meglio della produzione lucchese,
con un assortimento che va dalla collina, dalla Valle del Serchio
fino ad arrivare sulle montagne della Garfagnana, insieme ad un
corposo calendario di eventi, che arricchisce la manifestazione.
Verranno
presentate anche specialità esotiche preparate direttamente dalle
aziende produttrici e da selezionati ospiti. I Sapori, dell’olio e
del vino, attraverso un percorso che si snoda anche attraverso
collaborazioni e partecipazioni sempre più varie.
Quest’anno
il Desco, divenuto in pochi anni un appuntamento irrinunciabile e un
punto fermo nella promozione della qualità dei prodotti lucchesi e
giunto alla sua sesta edizione, darà il via a una nuova
manifestazione: “Esco dal Desco” che oltre alla mostra mercato
dei prodotti tipici nella suggestiva cornice dell’ex Real Collegio,
coinvolgerà l’intera città. Per i Saperi la mostra propone uno
spaccato dell’ artigianato locale applicato al tema della tavola.
Antiquari, ceramisti, orefici, tappezzieri, professionisti del
mobile, artisti e pittori presenteranno la loro idea sulla tavola.
Le botteghe di Lucca saranno adibite a tema, per le vie sarà
possibile degustare i diversi prodotti e i ristoranti e le enoteche
prepareranno piatti o menu in relazione al prodotto di eccellenza
della settimana. Sono inoltre previsti laboratori del gusto,
esperienze multisensoriali con il vino, workshop itineranti ed eventi
collaterali davvero curiosi. Tra questi una mostra di reperti
archeologici di un’antica osteria del ‘500, un reportage
fotografico della vita lavorativa in manifattura e della figura
femminile, un’ originale esposizione di immagini sul tema del cibo.
Presentato il “Premio
Le 5 Stagioni – Concorso di design
per progettare il futuro dei
locali pizzeria
Nuove aperture, spazi e concept innovativi”:
il concorso promosso da Agugiaro & Figna Molini SpA e organizzato
in collaborazione con POLI.design- Consorzio del Politecnico di
Milano.
E’ stata l’occasione
per approfondire un’analisi molto attuale sulla trasformazione dei
locali pizzeria in rapporto all’evoluzione del settore, dei consumi
e dei consumatori, la presentazione del nuovo “Premio Le 5 Stagioni
– Concorso di design per progettare il futuro dei locali pizzeria.
Nuove aperture, spazi e concept innovativi”, promosso dalla linea
di farine specializzate “Le 5 Stagioni” di Agugiaro & Figna
Molini SpA in collaborazione con POLI.design- Consorzio del
Politecnico di Milano. che si è svolta nella sala convegni di A.B.
Tech Expo/A.B Tech Pizza Expo 2010 - Salone Internazionale delle
Tecnologie e Prodotti per Panificazione, Pasticceria, Dolciario,
Pasta Fresca e Pizza (Fieramilano 23-27 ottobre).
Davanti ad un pubblico di
architetti, giornalisti e operatori del settore, sono intervenuti sul
tema Giorgio Agugiaro, Presidente di Agugiaro & Figna Molini SpA,
Paolo Barichella delegato ADI - Commissione Food Design, Carlo Meo,
sociologo dei consumi e Gianpietro Sacchi, docente dei corsi
POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano.
Il Premio Le 5 Stagioni è
aperto a designer, architetti, studi di progettazione, progettisti di
aziende contract, gruppi di progettisti, italiani e stranieri.
E’ il primo concorso di
progettazione che ha come tema nuove soluzioni nel settore dei locali
pizzeria, nuovi spazi che esprimano la qualità del prodotto e del
servizio, pensati non solo per la vendita o il consumo ma anche per
la comunicazione, l’interazione con il cliente, l’aggregazione.
“Ci occupiamo di
macinazione del grano tenero – introduce Giorgio Agugiaro,
Presidente di Agugiaro & Figna Molini SpA – e qualcuno potrà
chiedersi qual è il ruolo di un’azienda come la nostra in
un’iniziativa come un concorso di architettura e design. Un paio
d’anni ci siamo incontrati noi e POLI.design, che cercava un
rapporto con produttori di materie prime, perché è sempre più
importante che gli architetti che operano in alcuni settori, come ad
esempio la progettazione di locali pizzeria, conoscano anche i
processi produttivi a partire dall’origine. Abbiamo tenuto a
POLI.design alcuni interventi su questi temi e abbiamo riscontrato un
grande interesse da parte dei progettisti, e questo incrocio di
conoscenze è stato per noi di grande stimolo. Siamo leader nel
settore con il marchio Le 5 Stagioni, e abbiamo capito che il
prodotto, anche eccellente, non era più sufficiente, ma era
necessario esplorare il mondo del concept, perché senza un ambiente
adeguato un locale non può più avere successo. Allora ci siamo
chiesti – prosegue Giorgio Agugiaro - perchè non dare uno stimolo
nuovo al settore, creando un premio che faccia crescere un mercato
dove i consumi possono ancora aumentare, anche in un mondo dove la
capacità di spesa decresce. Siamo, da sempre, e ora in particolare,
molto attenti a questi aspetti, alle innovazioni che possono avere
influssi positivi sul settore.”
“C’è una sensibilità
importante da parte dell’imprenditore nello stimolare e dare un
incentivo ad un concorso così innovativo- commenta Gianpietro
Sacchi, docente dei corsi POLI.design - Consorzio del Politecnico
di Milano - Il tema è la pizzeria del futuro, coerente con i
concetti di qualità, professionalità di gestione e la caratura del
progetto, che sono i punti essenziali del successo di un locale.
Viviamo nel Paese che ha inventato la pizza ma, per quanto la nostra
imprenditoria sia a volte eccellente, non siamo riusciti a creare
catene come ad esempio l’americana Pizza Hut, presente in tutto il
mondo. Qui da noi il fenomeno delle catene è ancora molto ridotto e
recente, e solo ora dà segnali di espansione. Le categorie che
vogliamo prendere in considerazione per il concorso sono tre: i
Concept, cioè le idee ancora non realizzate, gli stimoli di ricerca
che provengono dagli Istituti di formazione e dalle università che
inseriscono questo aspetto nei loro programmi, e gli Opening, le
realizzazioni effettuate negli ultimi 12 mesi. Il sito del Premio
www.premiole5stagioni.it è stato strutturato per offrire tutte le
informazioni necessarie ai progettisti – conclude l‘architetto
Gianpietro Sacchi – Il concorso ha come termine il 15 settembre
2011. Tutta l’organizzazione è affidata a POLI.design mentre le
idee e l’energia necessaria per istituire un’iniziativa così
innovativa provengono da Agugiaro & Figna Molini SpA, e in
particolare da Giorgio Agugiaro“.
“La pizza ci accompagna
per tutta la vita. Non sono molti i prodotti con questa
caratteristica. – analizza Carlo Meo, sociologo dei consumi
– La pizza, inoltre è un prodotto molto serio, ed è ancora uno
dei pochi prodotto economici e abbordabili con cui ci si può
nutrire, ed è buono e sano perché è fatto con ingredienti semplici
e digeribili. La pizzeria è, poi, l’entry level per tutti i
ragazzi che iniziano ad uscire, è il primo locale che si inizia a
frequentare. E’ tradizionale ma può offrire molta innovazione.
Stanno aprendo ad esempio anche in Italia locali pizzeria dove è
possibile avere una pizza preparata e cotta alla perfezione a
qualsiasi ora, non soltanto negli orari classi del pranzo e della
cena.”
Regolamento e
informazioni per partecipare su www.premiole5stagioni.it.
A Firenze "dolci tentazioni":
viaggio del gusto
fra eccellenze vinicole e gastronomiche
Domenica
prossima 7 novembre,
dalle 15 alle 20, nel calendario della Biennale Enogastronomica
Fiorentina (www.biennaleenogastronomica.it)
in programma dal 6 al 22 novembre a Firenze un evento
dedicato al mondo dei vini dolci,
dalla tradizione toscana del Vin Santo fino alle diverse espressioni
a cui aziende e territori hanno dato vita nel corso degli anni,
affiancati
da una selezione di specialità dolciarie e di biscotteria presentate
da artigiani e laboratori del gusto della scuola toscana.
A
fare da cornice all'evento sarà l’antico Chiostro
delle ex Leopoldine di Piazza Santa Maria Novella 14/A,
che ospiterà un goloso percorso pieno di Dolci Tentazioni con cui
sedurre gola e palato dei visitatori. L'ingresso ha
un costo di 7 euro a persona, comprensivo di bicchiere e relativa
tracolla, con possibilità di assaggiare tutti i vini presenti e due
piattini di specialità gastronomiche in abbinamento.
Per
rendere più fruibile l’evento a tutte le famiglie all’interno
del Chiostro verrà inoltre allestito uno spazio
di intrattenimento dedicato ai bambini, con organizzazione di giochi
di gruppo, animazione e piccoli laboratori
a cura dell’Associazione “Pensa e Crea” di Scandicci,
specializzata in questo genere di attività. Un momento di svago che
permetterà a babbi e mamme di lasciarsi tentare ai banchi di
assaggio in tutta tranquillità…
I
banchi di assaggio comuni a più produttori saranno serviti da
sommelier Fisar – Federazione Italiana Sommelier Albergatori
Ristoratori.
La
Biennale Enogastronomica Fiorentina è un evento organizzato da
Studio Umami e Confesercenti Firenze, con la direzione artistica di
Leonardo Romanelli e il contributo della Camera di Comercio di
Firenze.
NEL
BICCHIERE....
Bindella
(Montepulciano - SI): Vinsanto
di Montepulciano Doc "Dolce Sinfonia" 2006;
Castelvecchio
(S. Casciano V.P. – FI): Vinsanto
del Chianti Doc “Chiacchierata Notturna” 2003; Donnafugata
(Marsala – TP): Passito
di Pantelleria Doc "Ben Ryè"
2008;
Fattoria
Ambra (Carmignano – PO): Vinsanto
di Carmignano Doc 200; Fattoria
I Veroni (Pontassieve – FI): Vinsanto
del Chianti Rufina Doc 200; Il
Colombaio di S. Chiara (San Gimignano – SI):
Vinsanto
di S. Gimignano Doc “di Mario”; Petreto
(Bagno a Ripoli - FI): Pourriture
Noble 2004;
Podere
Fortuna (S. Piero a Sieve – FI): Passito
“Campo de’ Tre Filari” 2007;
Podere
La Regola (Riparbella – PI): Vino
passito “Sondrete” 2003;
Rocca
delle Macie (Castellina in Chianti – SI): Vinsanto
del Chianti Classico Doc 2005; Travignoli
(Pelago – FI): Vinsanto
del Chianti Rufina Riserva Doc 2000 ; Villa
Petriolo (Cerreto Guidi – FI):
Vinsanto
del Chianti Doc 2004 - Consorzio
Chianti Colli Fiorentini: Selezione
etichette del territorio (Az. Agr. Lanciola: Vinsanto del Chianti
Colli Fiorentini Doc 2005, Az. Agr. Le Torri: Vnsanto del chianti Doc
2006, Castello di Poppiano: Vinsanto del Chianti Colli Fiorentini Doc
“Della torre grande” 2003, Castelvecchio: Vinsanto Colli
dell'Etruria Centrale Doc 1999, Fattoria di Bagnolo: Vinsanto
del Chianti Doc Riserva 2001, Fattoria di Fiano: Vinsanto del Chianti
Doc 1998, Fattorie Giannozzi: Vinsanto del Chianti Doc 1999, Fattoria
Torre a Cona: Vinsanto del Chianti Doc “Merlaia” 2000, La
Colombaia: Vinsanto del Chianti Colli Fiorentini Doc “Torri della
Colombaia” 2006 e Bianco Igt Passito “Duca Alessandro” 2006,
Tenuta il Corno: Vinsanto del Chianti Doc 1997, Tenuta San Vito in
Fior di Selva: Vinsanto del Chianti Doc “Malmantico” 2001)
..E
NEL PIATTO Biscottificio
Mattei (Prato):
cantucci alle mandorle e al cioccolato; Cioccolateria
De Bondt (Visignano
Navacchio – PI): selezione prodotti; Andrea
Bianchini – La Bottega del Cioccolato (Firenze):
selezione prodotti; Corsini
Biscotti (Castel
del Piano, GR): selezione prodotti
A “Biodiversamente”
in mostra l’Abruzzo con “Uomini in oasi”
Casa Vinicola Caldirola
al festival dell’Ecoscienza
Missaglia, 3 novembre
2010 – Sabato 23 e domenica 24 ottobre, in occasione di
Biodiversamente, il primo festival dell’Ecoscienza, ha avuto luogo
la quinta tappa del reportage fotografico “Uomini in Oasi”,
realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Arte Vincenzo
Bellisario di Pescara a supporto di “Abruzzo, Terra di Natura”,
progetto nato dalla partnership biennale tra Casa Vinicola Caldirola
e WWF Italia con lo scopo di promuovere la corretta gestione delle
risorse naturali per lo sviluppo sostenibile del territorio.
La collettiva è stata
esposta durante il weekend del Festival presso il Museo di Scienze
Naturali a Torino e l’Orto Botanico di Brera a Milano. Un centinaio
di persone a Torino e oltre 350 a Milano hanno potuto apprezzare i 30
scatti in bianco e nero raffiguranti il volto e il lavoro quotidiano
degli uomini e delle donne che operano presso le aziende agricole
attive all’interno del territorio della Riserva Regionale Naturale
Oasi WWF Calanchi di Atri (TE), che Caldirola ha scelto di sostenere
nell’ambito della partnership con WWF Italia. L’esposizione è
stata accompagnata dalla degustazione di Montepulciano d’Abruzzo
doc, Nero d’Avola doc e Barbera d’Asti docg La Cacciatora.
Non potevano poi mancare
appuntamenti in Abruzzo, dove in diverse location sono state
allestite degustazioni dei vini Caldirola. A Teramo presso la Villa
Comunale, che sabato ha aperto le sue porte alle scuole e domenica a
tutta la popolazione; a San Salvo (CH) presso il Giardino Botanico
Mediterraneo e infine a Chieti presso il Museo Universitario. Non
solo assaggi per i visitatori ma anche la possibilità di acquistare
i prodotti in degustazione per offrire il proprio contributo alla
natura: il ricavato delle vendite dei vini Caldirola è stato infatti
totalmente devoluto a favore della raccolta fondi per i progetti del
WWF Abruzzo.
Il WWF Italia ha
commentato “L’adesione di Caldirola all’iniziativa rappresenta
un ulteriore tassello di successo per una partnership che ha
contribuito fortemente alla realizzazione di un progetto a supporto
dello sviluppo locale sostenibile in realtà cruciali quali le oasi
abruzzesi, e che si mostra oggi pronto ad essere promosso su scala
nazionale.”
Gli appuntamenti di
Eataly a Torino
-CUOCHI SI DIVENTA: IL
PERFEZIONAMENTO da sabato 13 novembre, 6 lezioni dalle 10 alle 14
nella Sala dei 200. 400 €
-LE CHICCHE DI EATALY: IL
CULATELLO E LO CHAMPAGNE mercoledì 17 novembre alle 20
degustazione guidata con Culatello di Zibello di tre stagionature e
champagne della maison Drappier - 35 €
-IL GUSTO E
L'OLFATTO. FILIPPO LA MANTIA E LAURA TONATTO domenica 21 novembre
una cena - evento per esplorare in mondo raffinato e
primordiale il mondo gastronomico attraverso l'olfatto - 120
€
-THANKSDINNER - IL RINGRAZIAMENTO SECONDO
EATALY GuidoperEataly - Casa Vicina, Il Baluardo e Agrigelateria
SanPè insieme per la seconda edizione del Thanksdinner di
beneficenza ideato dall'attore americano Daniel McVicar e
Virginia De Agostini. Giovedì 25 novembre - 100 €
-CORSO
SUL COUS COUS - WEEK END sabato 27 novembre al pomeriggio e
domenica 28 al mattino dedicati a scoprire tutti i segreti del cous
cous all'italiana, piatto antichissimo della nostra tradizione -
100 €
-LE CHICCHE DI EATALY: IL CASTELMAGNO E IL
BAROLO martedì 14 dicembre alle 20 degustazione guidata con
Castelmagno di diverse stagionature e Barolo Borgogno e Fontanafredda
di tre annate. 35 € Per prenotare, per scoprire i menù
delle cene e per vedere i programmi dei corsi: www.torino.eataly.it
Antonelli San Marco, ora sul web
con il Media Lab
Nuovi contenuti e una nuova veste grafica per la
cantina più enoturistica di Montefalco
Nuovo sito web per Antonelli San Marco,
una delle cantine leader del Sagrantino di Montefalco Docg. Tra le
novità direttamente sull’home c’è “Antonelli Media Lab”,
una sezione di video musicali, servizi di web tv, fatti tra le vigne
del Sagrantino, nel bel Casale Satriano, tra gli oliveti dell’azienda
o nella originale Cucina in Cantina, la scuola-laboratorio di alta
gastronomia creata dal vignaiolo Filippo Antonelli.
Sugli altri canali la presentazione dei
vigneti, dei vini e della cantina (Azienda); la sezione News
ed Eventi, aggiornata settimanalmente; la sezione Visite e
Cucina, per partecipare a itinerari in cantina, degustazioni
guidate, corsi di cucina. E altri contenuti pensati nell’ottica di
una cantina enoturistica come Antonelli San Marco, concentrata non
solo sulla qualità dei vini e degli olii extravergini, ma sempre di
più sull’accoglienza e l’esperienza enoturistica.
Internet www.antonellisanmarco.it
|
Le
notizie della settimana 2
novembre 2010
|
“Chef for events” ri-nasce la
Unione Italiana Ristoratori
Da quasi 40 anni punto di
riferimento della ristorazione tradizionale di qualità, la U.I.R.
ufficializzerà, i prossimi 8 e 9 Novembre presso il Grand Hotel
Savoia di Genova (sede per l’occasione del 39esimo Congresso
Nazionale) il nuovo progetto “CHEF FOR EVENTS”.
Istituzioni, media,
opinion leaders potranno conoscere il nuovo team operativo di U.I.R.
composto da Chef associati che, a partire dal 2011, si farà
promotore ed ambasciatore in tutto il mondo della “CUCINA DI
PRODOTTO”.
L’ambizioso progetto si
snoderà attraverso intensi e nuovi eventi, manifestazioni, show
coking avvalendosi della partnership di aziende del calibro di CONAD
e del suo brand “Sapori&Dintorni”, del patrocinio del
Ministero delle Politiche Agricole, del coinvolgimento di numerose
Istituzioni e di valenti produttori nazionali.
U.I.R. corona così, con
la neonata squadra di Chef Ambasciatori del prodotto tipico italiano,
decenni di rappresentanza e voce autorevole del settore oltreché, da
ora in poi, avere come mission la valorizzazione delle risorse più
importanti del comparto agroalimentare italiano.
Attività che vedranno
anche tutti gli attori della U.I.R. coinvolti- a partire dal 7
Novembre 2010 sul Network nazionale 7 GOLD- nel programma televisivo
“SAPORI E PIACERI magazine tv”, in palinsesto tutte le domeniche
alle ore 19,00.
Ghiotta opportunità per
scoprire in questo nuovo viaggio itinerante -guidato dagli Chef della
Unione Italiana Ristoratori- suggestioni enogastronomiche, leccornie,
persone, arti e creatività del Bel Paese.
Congresso Nazionale F.I.S.A.R. Dal 12
al 14 novembre
Castelbrando, presso lo storico
Castello Brandolini di Cison di Valmarino (Tv)
Domenica 14 novembre ore 9,30 - Teatro
Magno di Castelbrando Convegno
Enoturismo: una importante
risorsa per la nostra economia
Moderatore del Convegno: Filippo
Terrasini, Consigliere Nazionale F.I.S.A.R.
Relatori
Vasco Boatto, Presidente Venezia Wine
Forum; Luca Giavi, Direttore Forum Spumanti d' Italia;
Giampaolo Pioli, Presidente Città del
Vino; Roberto Rabachino, Direttore Responsabile del portale
giornalistico Turismo del Gusto; Michele Zanardo, Vice Presidente
Comitato Nazionale tutela Doc e Igt
Conclude il Convegno Vittorio Cardaci
Ama Presidente Nazionale F.I.S.A.R.
Il
programma completo del Congresso Nazionale: clicca
qui
PisaUnicaTerraDiVino
ai nastri di partenza
I
vini del territorio pisano protagonisti di un weekend tutto da
degustare
PisaUnicaTerra
DiVino
presenta per l’edizione 2010 un denso programma di incontri e di
eventi dedicati ai vini del territorio.
Novità
della manifestazione la nuova
sede di Pontedera.
Durante il weekend di
sabato
13 e
domenica 14 novembre,
nel centro
Sete
Sois Sete Luas
gli esperti e tutti i wine lovers potranno conoscere e degustare i
vini delle 67
aziende presenti
all’edizione 2010, presentati direttamente dai produttori con il
supporto delle associazioni dei sommeliers
Per
valorizzare al massimo le denominazioni tipiche del territorio,
la provincia di Pisa ha pensato di organizzare per l’8 novembre
due degustazioni
mirate alla stampa enogastronomica ed agli operatori del settore
ristorazione e commercio.
Lunedì
8 novembre al Teatro ERA di Pontedera:
alle
10,30
si parlerà di “Sangiovese
d’eccellenza”,
degustazione di 14 vini delle Colline Pisane a cura della Strada
del Vino delle Colline Pisane
mentre alle
16,30
si terrà il tasting
“Dulcis in…..Costa”,
protagonisti 10 vini passiti, santi & Co. della Costa Toscana, a
cura della Associazione
Grandi Cru della Costa Toscana.
Interpreti
del territorio
le
denominazioni tipiche:
il Chianti Docg delle Colline Pisane, il Bianco Pisano di San Torpé
Doc, Colli dell'Etruria Centrale Doc nelle tipologie bianco e rosso,
il Vin Santo del Chianti Doc, prodotti nella zona situata tra le
colline della Valdera e del Valdarno Inferiore; il Montescudaio Doc e
Val di Cornia Doc prodotti tra i territori collinari più vicini al
mare posti tra le province di Pisa e Livorno fino ad entrare in Val
di Cecina; l’IGT Toscano prodotto su tutto il territorio, con una
grande varietà di tipologie che, secondo peculiari scelte aziendali,
riflette il legame con il territorio.
Presentata
a Washington l’iniziativa
Veronafiere-Vinitaly
in accordo con la Presidenza
della
Repubblica per il 150° dell’Unità d’Italia
La Bottiglia dell’Unità d’Italia racchiude un progetto ampio
di valorizzazione e promozione del sistema Paese all’estero e di
identità nazionale in Italia. Conferenza stampa e wine tasting con
sei dei più grandi produttori che hanno fatto la storia del nostro
vino nel mondo: Zonin, Antinori, Pio Cesare, Banfi, Santa Margherita
e Masi.
Washington, 28 Ottobre
2010 – Un progetto celebrativo del 150° dell’Unità
d’Italia, per rafforzare l’identità nazionale nel nostro Paese e
al contempo di respiro internazionale per valorizzare il vino e con
esso le eccellenze italiane: cultura, turismo, paesaggio, bellezza,
buon vivere, qualità della vita e dei prodotti.
È quello presentato oggi
(giovedì 28) all’Ambasciata d’Italia, nell’ambito di una
conferenza stampa a cui è seguito un wine tasting di alcuni tra i
migliori vini del nostro Paese. Tutto alla presenza dell’ambasciatore
Giulio Terzi di Sant’Agata, che ha sottolineato «il grande
valore culturale delle celebrazioni dell’Unità d’Italia»,
del Presidente di Veronafiere, Ettore Riello, del consigliere di
amministrazione Nicola Moscardo, del direttore generale, Giovanni
Mantovani, di numerosi giornalisti italiani, americani, dei
rappresentanti del Governo, enti ed istituzioni statunitensi e di
alcuni dei grandi produttori che hanno fatto con le loro aziende la
storia del vino italiano nel mondo: Antinori, Banfi, Zonin, Masi,
Santa Margherita e Pio Cesare.
«Veronafiere, come
l’Unità d’Italia, nasce nell’ Ottocento e attraversa tre
secoli di storia del nostro Paese», ha esordito nel suo
intervento il presidente Ettore Riello, che ha
proseguito: «La storica visita del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, alla 44^ edizione di Vinitaly nell'aprile di
quest'anno a Verona, è stata l'occasione per Veronafiere di lanciare
un'iniziativa di ampio respiro per le celebrazioni del 150°
anniversario. Tale progetto, denominato “La Bottiglia dell'Unità
d'Italia”, ha ottenuto l'immediato gradimento della Presidenza
della Repubblica e una richiesta, da parte della stessa, di darne la
massima amplificaione attraverso diverse forme, sia nell’ambito
dell’edizione 2011 del Vinitaly a Verona, sia all’estero durante
i Vinitaly Tour nelle piazze di tutto il mondo, contribuendo a
rafforzare al contempo l’identità nazionale e a valorizzare
attraverso il vino le eccellenze che il nostroPaese ha in molti
campi».
Il progetto e il relativo
programma esecutivo sono stati in seguito
sottoposti al vaglio dell’Unità Tecnica di Missione della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha accolto l’idea
concedendo l’utilizzo del logo ufficiale delle celebrazioni per il
150° anniversario dell’Unità d’Italia.
La macchina organizzativa
di Veronafiere è in moto da alcuni mesi e vede coinvolte tutte le
regioni, le province autonome italiane e l'Associazione degli Enologi
ed Enotecnici: organismo super partes che garantisce
professionalità, controllo, tempistica, qualità e rigore notarile
di tutti i procedimenti.
“La Bottiglia
dell'Unità d'Italia” assumerà per l'enologia italiana, tramite la
piattaforma del Vinitaly World Tour, un importante valore
promozionale anche verso l’estero.
L’Italia è
infatti il primo esportatore di vino al mondo in quantità, secondo
in valore, il quarto per entrate derivanti dal turismo, il primo con
44 siti nella lista del patrimonio culturale dell’Unesco, il primo
in Europa nella graduatoria dei prodotti certificati di qualità Dop
e Igp e ha un giacimento di 4.470 prodotti agroalimentari tipici
delle regioni italiane.
Tramite tale progetto,
che verrà illustrato in dettaglio nel marzo del prossimo anno
nell’ambito di una presentazione in programma a Roma, Veronafiere
intende consolidare anche il ruolo di Vinitaly nella promozione
del made in Italy enologico nel mondo.
La rassegna, oggi
la più grande del pianeta con oltre 4.200 espositori e 152 mila
visitatori dei quali 47 mila esteri da 114 Paesi, è presente anche
negli Stati Uniti d’America, in Russia, India, Cina, Giappone,
Singapore, Corea del Sud, Svezia e Brasile.
Nell’operare sui
mercati internazionali Veronafiere, attraverso le sue rassegne più
rinomate, diviene piattaforma per l’estero nei confronti del
sistema impresa e strumento di servizio per l’attuazione delle
politiche commerciali e promozionali delle Istituzioni e degli enti
preposti.
In tal senso, ha una
consolidata attività di collaborazione con i Dicasteri delle
Politiche Agricole e Alimentari, degli Affari Esteri, dello Sviluppo
Economico, dell’Economia e Finanze, dei Beni Culturali, con le
Ambasciate, i Consolati, l’ ICE e Buonitalia Spa.
In Baviera, giornalisti
e buyers incantati dai vini marchigiani
In
Germania grande successo del
“Marche
day” con Verdicchio & Co!
Ben
ventisei produttori marchigiani hanno partecipato all’iniziativa
organizzata
da I.M.T. nella prestigiosa Künstlerhaus di Monaco di Baviera
Per
un giorno la capitale della Baviera si è tinta di … Marche! Ben
200 buyers e 25 giornalisti tedeschi hanno preso parte all’evento
“0”, organizzato da IMT-Istituto Marchigiano di Tutela Vini con
l’obiettivo di promuovere i vini marchigiani in uno dei mercati più
importanti per l’offerta vitivinicola italiana. Una missione
intensa e proficua, con un fitto calendario di eventi per le 26
aziende vitivinicole partecipanti.
Di
grande interesse si è rivelata la presentazione-degustazione
riservata alla stampa, alla quale hanno partecipato anche Adriano
Chiodi Cianfarani,
Console Generale d’Italia a Monaco di Baviera, e Steffen Maus, noto
sommelier-giornalista tedesco. Presente anche Paolo Petrini,
Vicepresidente e Assessore all’agricoltura della Regione Marche, il
quale ha sottolineato che “ … il livello qualitativo raggiunto
dai nostri vini è frutto di un lungo ed impegnativo percorso che
oggi ci consente di proiettarci sullo scenario internazionale con
determinazione e senza timori reverenziali!”.
Il
presidente I.M.T, Gianfranco
Garofoli,
nel commentare l’iniziativa ha affermato che “… si è trattato
di un momento significativo che va inquadrato nell’ambito di una
strategia complessiva finalizzata a promuovere nel mondo, non solo i
nostri vini, ma tutta la regione e le sue molteplici risorse!”.
Nel
descrivere l’ampia offerta che oggi le Marche sono in grado di
esprimere, il direttore di I.M.T., Alberto
Mazzoni,
ha spiegato ai giornalisti tedeschi che la chiave di lettura dei vini
marchigiani è insita nello stretto rapporto esistente tra prodotto e
territorio, il quale caratterizza fortemente le nostre produzioni
vinicole, rendendole profondamente riconoscibili e sempre più
apprezzate sui mercati. Obiettivo di I.M.T. è quello di promuovere
questo grande e variegato patrimonio, rappresentato da ben 14
DOC, quattro delle quali sono anche DOCG.
Grande
soddisfazione per il risultato della missione è stato espresso dai
produttori presenti, alcuni dei quali in rappresentanza di piccole e
piccolissime aziende. Nel corso del workshop, infatti, sono stati
avviati interessanti contatti con enotecari, ristoratori e
distributori bavaresi ed è stato riscontrato un elevatissimo
interesse per i vini presentati, con in testa il Verdicchio che a
riprova delle sue grandi doti, quest’anno ha ricevuto
ben 10
riconoscimenti “3 Bicchieri” dalla Guida del Gambero Rosso, il
numero più alto tra le denominazioni di vini bianchi in Italia!
AZIENDE
PARTECIPANTI:
CONTI DEGLI AZZONI; GIUSTI; BADIALI & CANDELARESI;
CANTINE BELISARIO; MONTE SCHIAVO; MORODER; SARTARELLI; TENUTE RIO
MAGGIO; SERENELLI; MANCINELLI; BRUNORI; CONTI DI BUSCARETO; PODERE
SANTA LUCIA; FINOCCHI; COLLELUCE; LUCARELLI ROBERTO; MADONNABRUNA;
CANTINE CIGNANO; TERRACRUDA; LUCCHETTI; STROLOGO SILVANO; FIORINI;
MECELLA; METAURO VINI; DI RUSCIO; MONCARO
A
novembre torna Cheese of the year,
Campionato mondiale dei formaggi
Cremona 2
novembre 2010. - I 35 formaggi
DOP (Denominazione Origine Protetta) italiani sono pronti a sfidarsi
tra loro e con alcuni tra i più prestigiosi "colleghi"
internazionali; mancano ormai poco più di due mesi al quarto
appuntamento con il Cheese Of The Year, il campionato mondiale dei
formaggi che ogni anno si svolge all'interno de Il BonTà, il salone
delle eccellenze enogastronomiche artigianali in programma a Cremona
dal 13 al 16 novembre prossimi.
Un settore,
quello delle DOP, che viaggia fortissimo: assorbe il 50% del latte
nazionale per una produzione che sfiora le 460.000 tonnellate, l'85%
della quale utilizza latte vaccino (391.870 tonnellate). La parte del
leone, nella produzione di formaggio DOP con latte vaccino, è
ricoperta dal Grana Padano con 163.341 tonnellate; al secondo posto
si classifica il Parmigiano Reggiano con 116.064 tonnellate, mentre
la medaglia di bronzo va al Gorgonzola con 48.721 tonnellate. Anche
le DOP prodotte con latte di pecora, tuttavia, si sono conquistate
una discreta fetta di mercato con 34.878 tonnellate, di cui ben
29.461 di solo Pecorino Romano.
E il Cheese Of
The Year sarà l'occasione per i professionisti della ristorazione
(ma anche per migliaia di buongustai!) per assaggiare le migliori
produzioni casearie italiane ed estere del 2009. Il concorso, che in
questi anni ha visto sfidarsi centinaia di formaggi eccellenti
provenienti da tutto il mondo, ha visto trionfare l'anno scorso un
Parmigiano Reggiano di Campegine (RE), mentre tra gli stranieri ha
primeggiato un sorprendente Kefalograviera greco. Chi sarà il re dei
formaggi 2009?
Gusti senza confini per la XII edizione di Ein
Prosit
Dal 18 al 22 novembre 2010 Tarvisio e Malborghetto
saranno la vetrina dei prodotti di qualità
Villa Manin di Passariano, 3 novembre 2010 - Dal 18
al 22 novembre 2010 i palati raffinati si danno appuntamento a
Tarvisio e Malborghetto per la dodicesima edizione di Ein Prosit, una
delle manifestazioni enogastronomiche più importanti del Friuli
Venezia Giulia che anche quest’anno viene organizzata dal Consorzio
Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo
Pramollo in collaborazione con l’Agenzia TurismoFVG.
Grazie alla posizione geografica del comprensorio
del Tarvisiano, Ein Prosit è un evento che richiama appassionati da
tutta Italia e dalle vicine Austria e Slovenia grazie a un programma
che presenta il meglio della produzione enogastronomica nazionale e
internazionale, con una particolare attenzione ai prodotti del Friuli
Venezia Giulia.
Le giornate di Ein Prosit si svilupperanno
attraverso degustazioni guidate, incontri, laboratori dei sapori,
itinerari del gusto e la mostra assaggio che avrà luogo nelle sale
del cinquecentesco Palazzo Veneziano di Malborghetto.
La mostra assaggio
Riuniti nella suggestiva cornice del Palazzo
Veneziano di Malborghetto, nei giorni 20 e 21 novembre 2010, circa
160 aziende enogastronomiche rappresentate dai produttori, nelle
rispettive sezioni “Vigneto” e “Culinaria”, offriranno al
visitatore la possibilità di assaggiare e di degustare il meglio
della loro produzione.
La mostra sarà aperta sabato 20 e domenica 21
novembre dalle 10.00 alle 19.00. Il costo dell’ingresso è di 25
euro.
Le degustazioni guidate
Durante il week-end nel Palazzo Veneziano di
Malborghetto si terranno anche degustazioni guidate con il meglio
della produzione vitivinicola nazionale e internazionale.
Le degustazioni, curate da Sandro Sangiorgi e Gian
Luca Mazzella, saranno costituite da un percorso sviluppato in sei
incontri unito da un filo dialettico: “Il vino buono? È
questione di contatto!”. Gli ospiti alle degustazioni
intraprenderanno un viaggio alla scoperta del senso di partecipazione
del sapore e di come i vini naturali stanno rivoluzionando
l’espressione gustativa e la durata delle sensazioni finali.
In particolare, due degustazioni, curate da Gianluca
Mazzella, saranno dedicate a due dei vitigni italiani più
rappresentativi: il Sangiovese, dalle cui uve si producono il
Brunello di Montalcino e il Chianti, e il Nebbiolo, con le cui uve si
producono il Barolo e il Barbaresco.
Gli incontri
Tematiche di attualità legate al mondo del vino,
invece, saranno gli argomenti di cui si parlerà nel corso delle
tavole rotonde della sezione “Incontri” di Ein Prosit.
Nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 novembre,
Aurora Endrici (Donne del Vino FVG) coinvolgerà il pubblico con le
appassionanti testimonianze di alcuni produttori che racconteranno e
faranno degustare i loro vini.
Sono previsti, inoltre, due incontri con le “Donne
del Vino” del Friuli Venezia Giulia e l’ormai consueto
appuntamento con i premiati della guida ViniBuoni d’Italia edita da
Touring Club Editore.
I laboratori dei sapori
Bepi Pucciarelli (tra gli ideatori della
manifestazione Alpe Adria Cooking), Paolo Marchi (ideatore di
Identità Golose e del Congresso Italiano di cucina d'autore) e
Daniele Savi (ironico e provocatore “pArtigiano dei Sapori”)
accompagneranno il pubblico, nelle giornate di sabato 20 e domenica
21 novembre, in un viaggio allettante fra i profumi e i sapori del
nostro paese, proponendo appetitosi abbinamenti cibo-vino, con vere e
proprie escursioni che abbracceranno tutto l’eccellente patrimonio
enogastronomico regionale e nazionale.
Gli itinerari del gusto
Grazie alla collaborazione con Emanuele Scarello
Presidente dell’Associazione “Jeunes Restaurateurs d’Europe”,
anche quest’anno gli ospiti di Ein Prosit godranno della presenza
di prestigiosi chef, impegnati a presentare la loro cucina abbinata
ai grandi vini del Friuli Venezia Giulia.
Sono previste tre serate imperdibili al Ristorante
Edelhof di Tarvisio che vedrà alternarsi, fra venerdì e domenica,
Chicco Cerea del Ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto, Davide
Scabin del Ristorante “Combal.Zero” di Rivoli e il gradito
ritorno a Tarvisio di Mauro Uliassi del Ristorante “Uliassi” di
Senigallia.
Alberto Tonizzo del Ristorante “Ferarut” e
Antonia Klugmann del Ristorante “Antico Foledor” saranno,
inoltre, saranno di scena rispettivamente venerdì 19 e sabato 20 al
ristorante dell’albergo Valbruna Inn di Valbruna. Giovedì 18
novembre, invece, Fabrizio Nonis, Franco Cazzamali e Simone Fracassi
interpreteranno i loro bolliti in una serata dal titolo “Passioni
carnali: il bollito è servito”.
Per la serata dedicata alla pizza, invece, arriverà
a Tarvisio un vero e proprio maestro: Enzo Coccia della “Pizzaria
La Notizia” di Napoli.
La cucina della Valcanale e i vini autoctoni
Come ogni anno, molto articolata è anche la
proposta della ristorazione del Tarvisiano: grazie alla creatività
dei ristoratori, con i “menu assaggio” gli ospiti potranno
scegliere fra diversi menu che saranno proposti in abbinamento ai
vini delle aziende presenti a Ein Prosit.
Per partecipare alle degustazioni guidate, ai
laboratori dei sapori e agli incontri è necessario prenotarsi
contattando il numero +39 0428/2392 o scrivere a info@einprosit.org.
Per coloro che, invece, desiderano approfittare della
manifestazione per trascorrere alcuni giorni in Friuli Venezia
Giulia, il Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella
Nevea e del Passo Pramollo ha realizzato degli speciali pacchetti per
il soggiorno in hotel tre stelle o B&B, in camera doppia con
servizi privati, trattamento di pernottamento e prima colazione.
L'offerta comprende:
• 2 notti con trattamento di
pernottamento e prima colazione;
• 1 degustazioni guidate a
scelta fra quelle in calendario.
• 1 ingresso alla mostra
assaggio per la giornata di sabato;
• 1 ingresso alla mostra
assaggio per la giornata di domenica.
Prezzo per persona in hotel tre stelle € 99,00, in B&B €
85,00, supplemento singola € 20,00.
Per informazioni sui pacchetti è possibile consultare il link
o contattare l'Agenzia TurismoFVG al numero 800 016 044 o scrivendo a
info@turismo.fvg.it.
Ein Prosit è organizzato con il contributo della
Banca Friuladria / Credit Agricole, della Fondazione CRUP, della
Provincia di Udine, della Comunità Montana del Gemonese, Canal del
Ferro e Val Canale, del Comune di Malborghetto, del Comune di
Tarvisio, dell’ERSA e della Camera di Commercio di Udine.
Autochtona 2010 - 7° Forum dei vini
autoctoni
Il "Premio Visitatori" del
concorso "Autoctoni che passione!" va all'Emilia Romagna A
Bolzano il Pignoletto Badianum di Erioli vince il quinto Autochtona
Award 2010
Bolzano, 28
ottobre 2010. "Autochtona" continua a premiare i
produttori dei vini autoctoni italiani. Ad aggiudicarsi il premio
assegnato dai visitatori della rassegna è l'azienda bolognese
"Malaguti Laura - Erioli" di Giorgio Erioli,
presente a Bolzano con il Consorzio Vini Colli Bolognesi, che ha
portato in esposizione una selezione di Pignoletto Classico tra i
quali il Badianum - Pignoletto Classico DOC 2007.
Dopo che nei giorni
scorsi una prestigiosa giuria composta da giornalisti e sommelier ha
assegnato il premio "Autoctona award 2010" per le categorie
di "Miglior vino rosso", "Miglior vino bianco",
"Miglior vino dolce", "Premio speciale Terroir"
alle aziende Cascina delle Rose (Piemonte), Giogantinu (Sardegna),
Agricola Biava presente con il Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo
(Lombardia) e Fattoria Carsica Baijta (Friuli), è stato consegnato
oggi l'atteso"Premio Visitatori", il riconoscimento
attribuito sulla base delle degustazioni effettuate durante la
manifestazione dagli ospiti.
Già riconosciuto come
migliore Pignoletto dalla edizione 2010-2011 della guida "Emilia
Romagna da bere e da mangiare" curata dalle associazioni dei
sommelier Ais Emilia e Ais Romagna, il Badianum di Erioli nelle
schede di valutazione compilate dagli ospiti della manifestazione ha
raccolto non solo il maggior numero di voti ma ha anche ricevuto
apprezzamenti sulle stesse schede ("una meraviglia dall'aroma
delicato", "sorprendente"...).
In generale il Pignoletto
è stato il vitigno quantitativamente più apprezzato da coloro che
hanno avuto modo di assaggiare i prodotti in esposizione.
L'azienda Erioli, con
sede a Bazzano nella campagna bolognese, ha conquistato, con la sua
etichetta, il gusto di esperti e meno esperti, evidenziando le
caratteristiche di un vitigno che, in un territorio noto per i suoi
vini frizzanti, è riuscito ad emergere nella versione ferma.
Tutte le informazioni:
www.autochtona.it
Apre
a Venezia il decimo “Emisfero” associato
Selex
A
Mirano un centro commerciale di 7 mila mq, ampliato e totalmente
rinnovato
Mirano,
Venezia, 28 ottobre 2010.
- Si
inaugura oggi a Mirano (Ve), il nuovo ipermercato Emisfero di Unicomm
srl di Dueville (Vi), associato Selex. Un’apertura particolarmente
significativa perché si tratta del decimo Emisfero inaugurato dal
Gruppo.
L’iper
rappresenta la “locomotiva” del centro commerciale Mirano 2, e
sostituisce un preesistente punto di vendita Famila di dimensioni più
contenute, attivo dal 1994.
Il
centro, che ha una superficie complessiva (gla) di 7.316 mq, è
ubicato in una zona strategica di Mirano, cittadina di 25.000
abitanti a 20 km dal capoluogo, ed è facilmente raggiungibile anche
dai comuni limitrofi, tutti ad alta densità di popolazione, come
Salzano, Spinea, Mira, Noale.
Al
suo interno, oltre all’iper Emisfero, 7 negozi: Na’e
(abbigliamento), Samarcanda (oggettistica etnica), Meggetto
(calzature), Intimar (corsetteria, lingerie), Oroline (oreficeria),
Zoo Planet (articoli per animali), Beauty Star (profumeria). Inoltre
il bar pizzeria, il lavasecco e la banca.
Così
ampliato e rinnovato, e dotato di moderne attività commerciali, di
ristorazione e di servizi, il centro commerciale si candida a
diventare, per tutte le famiglie della zona, punto di ritrovo
privilegiato per lo shopping e per lo svago.
L’Emisfero
di Mirano, che ha un organico di 80 addetti, si sviluppa su un’area
coperta di 5.775 mq per una superficie netta di vendita di 3.859 mq
ed è dotato di 17 casse. Una dimensione che è stata felicemente
collaudata dal Gruppo Unicomm e dalle altre Imprese del Gruppo Selex
proprio perché in grado di abbinare la facile fruibilità e l’alto
contenuto di servizio a un assortimento completo, per soddisfare ogni
esigenza di acquisto sia nell’alimentare sia nel non food.
Dotato di un comodo parcheggio di 345
posti auto, l’iper è infatti caratterizzato da corsie larghe e
luminose, per permettere ai clienti di muoversi con comodità tra gli
scaffali e scegliere tra una proposta articolata in tutti i comparti,
specie in quelli più attrattivi e innovativi.
L’assortimento
punta su scelta, qualità e massima convenienza, per un totale di
circa 30.000 referenze. Particolarmente significativa l’offerta nel
mondo del fresco e del freschissimo. Gli spaziosi banchi, a servizio
e a self service, assicurano infatti una scelta tra oltre 3.000
prodotti, con una forte incidenza di prodotti del territorio.
Privilegiati
in modo particolare i reparti della macelleria con vendita assistita
e prodotti preparati all’interno del punto vendita, l’ortofrutta,
con banco assistito di gastronomia, latticini e salumi, disponibili
anche nei banchi take away.
Di
grande attrazione il reparto pesce, con tante proposte di specialità
già pronte da cucinare e lo spazio friggitoria, il massimo del
servizio. Pane, pizze, focacce sono sempre appena sfornati, perché
prodotti direttamente nel punto di vendita. Lo stesso vale per la
pasticceria.
Massima
cura e scelta anche negli altri reparti dell’iper. Dallo scatolame
al beverage al toiletries, alla detergenza, l’assortimento è ampio
e profondo, con una forte presenza di grandi marche e di prodotti a
marchio Selex, presenti in tutte le principali categorie
merceologiche.
Come
negli altri iper contrassegnati dall’insegna Emisfero, anche a
Mirano è stato dedicato ampio spazio al non food (684 mq di
vendita), che comprende articoli di elettronica, video hi-fi,
telefonia, piccoli elettrodomestici, ma anche tessile e bazar.
Personale preparato e qualificato assicura un elevato grado di
assistenza all’acquisto e post vendita.
E
proprio la competenza e la disponibilità degli addetti di vendita
rappresenta un importante fattore di successo e un innegabile punto
di forza delle unità di Unicomm.
Il
nuovo iper riassume insomma le istanze innovative che guidano le
scelte del Gruppo, per essere ancora più vicini alla clientela. Come
la presenza di due casse veloci “fast line” che permettono di
ridurre sensibilmente i tempi della spesa.
Il Gruppo Unicomm
Il
Gruppo Unicomm, associato a Selex, ha una presenza considerevole
nelle Aree Nielsen 2 e 3, con una rete di vendita che comprende 10
ipermercati Emisfero, 50 Grandi Superfici Famila, 103 Supermercati
A&O, 37 Cash & Carry e numerosi supermercati e negozi
associati ed affiliati.
Il Gruppo Selex
Il
Gruppo Selex opera nel settore della grande distribuzione con 23
imprese regionali che gestiscono 3.315 punti di vendita in tutta
Italia, per un fatturato al consumo 2009 di 8.385 milioni di euro e
30.000 addetti. Con una quota di mercato del 9,7%, è il terzo player
nazionale.
Oltre
che con i marchi di Gruppo Famila, A&O e C+C, Selex opera con una
pluralità di insegne radicate sul territorio e da tanti anni vicine
ai consumatori.
Il
Gruppo Selex fa parte della Centrale ESD Italia che, a livello
internazionale, è partner della Centrale EMD.
Hcc: nuove
nomine e importanti progetti per il futuro
Dai Davies
nuovo direttore dell’Ente che si occupa della promozione delle
carni rosse gallesi
Affiancherà
Laura Dodds, direttore marketing di nuova nomina
Milano,
ottobre 2010. Hcc
Meat promotion Wales, l’Ente che si occupa della promozione di
carne rossa gallese in Europa, è stata protagonista di un riassetto
di grande rilievo che porterà importanti sviluppi nel futuro
prossimo della società e di tutta l’industria delle carni gallese.
La
nomina di maggior rilievo è quella di Dai Davies che diventa il
nuovo Direttore Generale di HCC. Nominato dal Ministro
dell’Agricoltura gallese Elin Jones, Mr Davies sarà a capo della
società per tre anni partire dal 1 novembre.
Davies
è stato scelto per la sua esperienza e grande conoscenza del
comparto agroalimentare e non solo per quello. Davies ha infatti
ricoperto il ruolo di Presidente della National Farmers Union del
Galles (Associazione nazionale agricoltori del Galles), è stato
nominato “cavaliere” (Order of the British Empire), ha lavorato
per il Governo gallese su importanti progetti per lo sviluppo
dell’agricoltura locale, è Socio della Royal Agricultural
Societies ed è Giudice di Pace in quanto vice presidente del
tribunale della città di Carmarthen. Con la moglie Jean gestisce
inoltre la propria fattoria dove produce carne, latticini e cereali.
Laura
Dodds, laureata in marketing con master in economia, è invece la
nuova responsabile per lo sviluppo dei mercati. La Dodds vanta più
di 10 anni di esperienza come responsabile marketing di aziende del
comparto food (è stata brand manager della Ty Nant Spring Water Ltd)
ed ha inoltre ricoperto il ruolo di account manager di una delle più
importanti agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni del Galles.
Molti
sono i progetti per il futuro, soprattutto per promuovere il Welsh
Lamb IGP, vero fiore all’occhiello di tutta la produzione gallese,
un prodotto che sta riscuotendo sempre più successo non solo in Gran
Bretagna ma in tutto il mondo. L’Italia rappresenta sicuramente uno
dei mercati-chiave per lo sviluppo dell’agnello gallese, così come
afferma Jeff Martin, responsabile HCC nel nostro Paese: “L’Italia
è un mercato molto importante, siamo presenti con il Welsh Lamb
ormai da diversi anni ed abbiamo ottenuto ottimi consensi, sia presso
il consumatore finale che nella ristorazione. Il nostro obiettivo per
il 2011 è quello di incrementare la presenza sul mercato e di
rafforzare la nostra immagine”.
Del
resto anche i vertici di HCC sono fortemente convinti dell’importanza
che i mercati esteri rivestono per lo sviluppo di tutta l’industria
delle carni gallesi. Per questo motivo e per far fronte agli
investimenti che richiede una campagna all’estero, HCC ha chiesto
un aumento nel prelievo parafiscale che viene pagato su ogni capo
macellato.
Per
maggiori informazioni visita il sito: www.carnigallesi.it
Hcc,
Hibu
Cig Cymru,
è l’ente responsabile per lo sviluppo, la promozione e la
distribuzione delle carni del Galles. Tra i compiti di HCC vi
sono:
la
promozione di tutti i prodotti di carne provenienti dal Galles,
l’evidenziazione delle caratteristiche che differenziano i prodotti
di carne Gallese, la collaborazione con le aziende agricole per
diffondere la qualità, ridurre i costi e migliorare la salute degli
animali, la collaborazione con tutta la catena di fornitori per
migliorare l’efficienza e sviluppare la garanzia di qualità,
l’attività per la diffusione e il miglioramento della
comunicazione della qualità di questo settore. HCC rappresenta per
vasta parte l’industria agricola del Galles e trae esperienza dai
diversi componenti dei suo Board of Directors e dalle aziende a cui
essi appartengono.
Oltre 30.000 copie
prenotate Adesso, 365 giorni da vivere con gusto è il libro per
la famiglia Ne è autore Paolo Massobrio che firma il
Golosario
Adesso, 365 giorni da vivere con gusto è il
libro per la famiglia, ideato dal giornalista Paolo Massobrio
(anche autore de il Golosario) che esce per il IV anno consecutivo.
L'intento dell'autore, coadiuvato da altri 20 esperti di materie
varie, è quello di riportare nelle case degli italiani quelle
piccole nozioni di saggezza popolare riferite alla vita familiare,
con un pizzico di novità. Il libro segue la scansione quotidiana di
un'agenda, dove ogni giorno vengono pubblicate "pillole"
conoscitive per stare bene nella propria casa. Un vero e proprio
scrigno di informazioni, curiosità e segreti che ruotano intorno
alla casa, alla cucina, al vivere insieme. Molte le novità di questa
quarta edizione, corredata dai quadri della pittrice Anna L'Altrella
e dalle vignette di Guido Clericetti.
Nel volume, suddiviso in
dodici mesi, trovano spazio i suggerimenti per colorare la casa di
Monica Deevasis, le "parole di gusto" e gli assaggi
letterari di Paola Gula. E poi alcune pillole sugli animali domestici
scritte da Andrea Voltolini, notizie in tema di piante da interni e
da esterni di Maurizio Lega con una guida mese per mese per coltivare
nel proprio orto: fragole, pomodori, broccoli, spinaci e cicoria.
Novità di quest'anno sono poi le pillole del medico dietologo Lucio
Sotte che accompagna il lettore in un sorprendente e illuminante
percorso di dietetica cinese.
La birra è protagonista
delle pillole dell'homebrewer Tex, il formaggio è raccontato da
Carlo Fiori e l'olio da Sarah Scaparone, mentre Fabio Molinari si
occupa dei prodotti tipici d'Italia, simpatici aneddoti sulla storia
del cibo e un excursus speciale sul cioccolato e sulla storia delle
straordinarie invenzioni gastronomiche dei monasteri benedettini,
dallo Champagne al Grana. Andrea Nicola ed Enrico Bernero ogni mese
consigliano come curare un malanno con le erbe, mentre l'erborista
Mauro Raffa spiega i pregi di erbe medicamentose.
Tornano, come sempre,
le ricette di Giovanna Ruo Berchera che quest'anno si affiancano alle
ricette di pesce di Manuela DiChiara e di pasticceria e pane curate
da Emanuela Isoardi e Gianfranco Fagnola; quindi gli abbinamenti con
il vino a cura di Paolo Massobrio e Marco Gatti, i coloratissimi
cocktails del Milani 9 Bar, i centrotavola golosi di Anna Ghisolfi, i
consigli di buone maniere di Barbara Ronchi della Rocca, le pillole
sull'universo di Elena Notari dedicate alla conoscenza delle
costellazioni. Tra le pagine di Adesso si parla ancora di sicurezza
alimentare con Gabriele Crescioli, ma c'è anche la sezione dedicata
ai bambini con filastrocche e giochi all'aperto, a cura a Silvia
Benzi, e un percorso sulla fiaba curato da Annalena Valenti; quindi i
giochi in casa di Donata Carmo Ferrari che dà anche piccoli
suggerimenti di economia domestica e cucito. Infine, come avvicinarsi
alla musica da parte di Walter Muto. A breve l'Adesso 2011 sarà
in vendita in tutte le librerie d'Italia ed è già prenotabile sul
sito www.comunicaedizioni.it
Un
francobollo celebra le bollicine Berlucchi
L’iniziativa
di Poste Italiane dedicata all’azienda di Borgonato, icona del
“Made in Italy”
Brescia,
28 ottobre 2010 – Poste
Italiane emetterà il 5 novembre prossimo un francobollo della serie
tematica “Made in Italy” dedicato alla Guido Berlucchi & C.
Spa, la storica azienda di Borgonato in Franciacorta cui si deve la
creazione, grazie all’intuito del patron, Franco Ziliani, del primo
metodo classico del territorio bresciano. Una produzione che ha dato
avvio all’importante sviluppo in campo enologico della
Franciacorta, oggi tra i leader del settore vitivinicolo.
È la
prima volta che un francobollo di questa serie, stampata
dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato e nata per celebrare il fiore all’occhiello della
produzione italiana, è dedicato a un’azienda del vino. Ziliani ha
così commentato la notizia: “Siamo molto onorati, tutti noi della
Guido Berlucchi, del privilegio che il Ministero dello Sviluppo
Economico e Poste Italiane ci riservano con l’emissione del
francobollo dedicato alla nostra azienda quale espressione del made
in Italy. Siamo grati per questa irripetibile opportunità, che
suggella l’impegno di un’azienda, di una terra e di tanti
produttori, e brindiamo idealmente ai prossimi successi del vino
italiano”.
Con oltre
4,6 milioni di bottiglie vendute, corrispondenti al 26% del mercato
italiano dello spumante, e 40 milioni di euro di fatturato nel 2009,
in crescita rispetto all’anno precedente, la Berlucchi non sembra
toccata dalla crisi e per fine 2010 prevede risultati altrettanto
positivi. Nel 2011, infine, l’azienda di Borgonato si prepara a
festeggiare altre due importanti ricorrenze: gli ottant’anni del
presidente Ziliani e i cinquant’anni del Franciacorta, nato proprio
nel 1961 nelle sue storiche cantine.
Concorso internazionale del caffè
2010:
tutti i vincitori città per città
Proclamati
i vincitori di International Coffee Tasting 2010, il concorso
internazionale tra caffè organizzato dall’Istituto Internazionale
Assaggiatori Caffè. Per gli italiani vincono caffè di Savona,
Napoli, Perugia, Parma, Brescia, Cuneo, Modena, Torino, La Spezia,
Rieti, Bologna, Verona, Firenze, Bari, Arezzo, Palermo e
Trapani
Brescia,
28 ottobre - Si è chiusa ieri a Brescia la
terza edizione di International Coffee Tasting, il concorso
internazionale tra caffè organizzato dall’Istituto Internazionale
Assaggiatori Caffè. Per due giorni 27 assaggiatori provenienti
da 9 paesi (Italia, Giappone, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Svezia,
Svizzera, Serbia, Germania) hanno valutato 121 caffè provenienti da
Italia, Germania, Messico, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera,
Tailandia, Stati Uniti.
In gara le preparazioni del
caffè più importanti: espresso bar, moka, cialde, capsule, filtro.
Tutti i prodotti sono stati preparati da baristi professionisti e
valutati in modo completamente anonimo dagli assaggiatori tramite
delle schede di assaggio. Queste sono state successivamente elaborate
statisticamente.
"Stanno affacciandosi
sulla scena caffè espresso di straordinaria eleganza che rinunciano
a stupire con esuberanza di corpo e quantità di crema per sedurre
con incredibile freschezza e straordinaria complessità aromatica -
ha commentato Luigi Odello,
segretario generale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè
e professore di Analisi sensoriale in diverse università in Italia e
all’estero - Rappresentano sicuramente la
punta di diamante nel futuro dell’espresso di qualità, soprattutto
in quei paesi che non sono tradizionali consumatori di espresso".
“Si registra inoltre un
notevole miglioramento nel settore monodose – ha continuato Odello
– Abbiamo infatti ora cialde che consentono un’estrazione
ottimale e capsule innovative, entrambe non di rado pensate per una
carta del caffè al ristorante”. Di seguito i vincitori per
categoria.
Categoria
Miscele italiane per espresso
- Caffè Qualità Oro
- La Genovese, Albenga (SV)
- Bar - Caffen, Napoli
- Bar 100% Arabica
- Holly Caffè, Città di Castello (PG)
- Caffè Tonino
Lamborghini - Officina Gastronomica, Parma (PR)
- Miscela Degustazione
- Trismoka, Paratico (BS)
- Cinquestelle - Caffè
Cartapani, Brescia
- Extra Bar - Caffè
Fantino, Peveragno (CN)
- Superoro - Caffè
Cagliari, Modena (MO)
- Oro Oro -
Torrefazione Caffè Gran Salvador, Brescia
- Natura Equa Bio
Fairtrade - Caffè Agust, Brescia
- Caffè Alberto
Miscela Pappagallo Rosso - Taurocaf, Caselle Torinese (TO)
- Caffè Elite Bar 100%
Arabica - Italcaffè, La Spezia
- Faraglia Espresso
100% Arabica - Torrefazione Olimpica, S. Rufina Cittaducale (RI)
- Espresso
Bendinelli 100% Arabica Gourmet - Caffè Roen, Verona
- Olimpia -
Torrefazione Parenti, Bologna
- Noir - Paladini,
Borgo San Lorenzo (FI)
- Master Club Coffee -
Costadoro, Torino
- Pelourinho 100%
Arabica - Magazzini del Caffè, Brescia
- Super Bar -
Torrefazione S. Salvador, Brescia
- Battistino - Torrefazione Caffè Michele
Battista, Triggiano (BA)
Categoria Monorigini o miscele non italiane per
espresso
- Barcaffè Prestige
100% Arabica - Droga Kolinska, Slovenia
- Espresso Single
Origin Malawi Mzuzu Geisha Viphya - Adesso, Polonia
- P&F Espresso
Blend - P&F Coffee Limited, Tailandia
- Bizzarri Blend - 100%
Arabica Coffee - Caffè Umbria, Stati Uniti
- Bacio Espresso
Miscela Italiana - Bontà, Messico
- Extra Milano -
Massimo Cerutti, Svizzera
- P&F Splendid Espresso Blend - P&F Coffee
Limited, Tailandia
Categoria Monorigini o miscele per moka
- Oro Oro -
Torrefazione Caffè Gran Salvador, Brescia
- Gayo Mountain Sumatra
Indonesia - Corsino Corsini, Badia al Pino (AR)
- Caffè Alberto Miscela Espresso Casa 100%
Arabica - Taurocaf, Caselle Torinese (TO)
Categoria Monorigini o miscele confenzionate in
monodosi (cialde e capsule)
- Bacio Pods - Bontà,
Messico
- Caffè Morettino 100%
Arabica Espresso - Angelo Morettino, Palermo
- Espresso Made In
Italy - Caffè Agust, Brescia
- Costadoro Coffee Pod
- Costadoro, Torino
- Caffè Roen Cialda
Monodose - Caffè Roen, Verona
- Cialda Densacrema - Zicaffè, Marsala (TP)
Categoria Monorigini o miscele per filtro
- Barcaffè Filter 100% Arabica - Droga
Kolinska, Slovenia
Chi è l'Istituto Internazionale Assaggiatori
Caffè L’Istituto Internazionale
Assaggiatori Caffè è un'associazione senza fini di lucro che vive
delle sole quote sociali. E' stato fondato nel 1993 con l’obiettivo
di mettere a punto e diffondere un metodo scientifico per l'assaggio
del caffè. Dalla sua fondazione l’Istituto ha svolto
centinaia di corsi ai quali hanno partecipato più di 7.000 operatori
e amatori di tutto il mondo. Il manuale “Espresso Italiano
Tasting”, edito in italiano e in inglese, è stato tradotto in
spagnolo, portoghese, tedesco, francese, russo, giapponese e
tailandese. L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè è dotato
di un importante comitato scientifico che pianifica la ricerca per
garantire l’innovazione del settore: ne fanno parte docenti
universitari, tecnici e professionisti. Maggiori informazioni a
www.assaggiatoricaffe.org.
Successo della
provincia di Latina a Roma per la presentazione
della via Francigena del
Sud
Latina 27 ottobre
2010. Apprezzamenti unanimi allo stand della La
Provincia di Latina allestito a Roma nei giardini di
Castel Sant’Angelo nell’ambito della manifestazione
della "Giornata dei cammini 2010".Ad essere riconosciuto e
a decretarne il successo, il lavoro sinergico fortemente voluto
dall’Ente di via Costa ed in particolare dall’assessorato
provinciale allo Sviluppo Economico rappresentato dall’Assessore
Silvio D’Arco, tra l’APT di Latina, i Parchi regionali
Monti Ausoni Lago di Fondi, Monti Aurunci e Riviera di Ulisse;
le aree integrate Latina Tellus, Monti Ausoni e Monti Aurunci;
Formia, l’Associazione Agroalimentare in Rosa, l’Istituto
Alberghiero di Formia e i Sindaci dei Comuni interessati dal
tracciato che da Castelforte conduce fino a Roma.
È da qui infatti che è
partito il progetto di unire, attraverso la cultura del cammino,
l’intero territorio in un sistema finalizzato alla realizzazione
delle vie che portano al cuore pulsante della Cristianità e segnano
i principali itinerari della fede proprio come già avviene in Spagna
e Portogallo per Santiago di Compostela.
Motivo per cui poco meno
di un mese fa la Regione Lazio-Assessorato Cultura, Arte e Sport,
l’Opera Romana Pellegrinaggi, le Province e i referenti sul
territorio hanno avviato un “tavolo” di lavoro sulle Vie
Francigene con l’obiettivo primario di individuare la strategia
volta a valorizzare l'importanza religiosa, turistica, culturale,
sociale, enogastronomico e di sviluppo del territorio interessato dai
Cammini attraverso un attivo coinvolgimento delle realtà sociali.
"Un iniziativa
straordinaria, ma soprattutto un passo per andare nella direzione di
sentirsi tutti i cittadini del Lazio, senza divisioni in base alle
province" ha dichiarato la presidente della Regione Lazio
Renata Polverini, partecipando all'iniziativa che ha
avuto il plauso anche dell’assessore regionale al turismo Stefano
Zappalà e che per la prima volta ha visto il territorio pontino
rappresentato in tutta la sua interezza con le peculiarità che lo
caratterizzano e lo rendono unico.
A risultare
particolarmente vincente per la promozione della via Francigena
del Sud, l’idea dell’Ipssar di Formia con il
supporto della giornalista Tiziana Briguglio di dar vita
ad una vera e propria Strada delle Minestre dove ad essere proposti
agli oltre quattromila visitatori dello stand sono stati gli stessi
piatti della cucina povera che a partire dai primi anni del 1000
venivano offerti ai pellegrini durante il cammino. Un’iniziativa
resa possibile grazie al lungo lavoro di ricerca sugli antichi
mangiari condotto dal docente di scienze dell’alimentazione
Giuseppe Nocca e dalla stessa Tiziana Briguglio e che ha visto
ambasciatori del prezioso giacimento enogastronomico delle terre
pontine i cosiddetti prodotti "della bisaccia" (perché di
più lunga conservabilità e dunque idonei ad accompagnare il viaggio
dei fedeli) e le diverse tipologie di zuppe, tipiche ognuna dei
comuni interessati dal tragitto, abbinate di volta in volta dalle
prelibatezze alimentari esclusive di questa porzione del Lazio
meridionale così come anche il pane, i formaggi, i vini autoctoni, i
dolci e l’olio extravergine di oliva novello.
Preziosissima, a tal
fine, l’alta professionalità mostrata dallo Staff di cucina e di
sala dell’Alberghiero di Formia e la collaborazione del Mof
di Fondi, dell’Associazione dei Panificatori della provincia di
Latina aderenti a Confcommercio, dell’Associazione Salsiccia di
Monte San Biagio, della Cooperativa dei Pescatori del Lago di Fondi,
dell’Acqua di Suio, della Cantina Sant’Andrea, della Masseria
Schettino, dell’azienda Raffaele Peppe, della cooperativa
vitivinicola Cincinnato, delle aziende agricole biologiche Marco
Carpineti, Paola Orsini e Franca Battista, oltre che di Colle Saba,
Lucia Iannotta e La Tenuta dei Ricordi di Ilenia Labbadia che con il
loro contributo hanno fatto in modo che il percorso si realizzasse.
Dunque una giornata
particolare e densa di emozioni, quella offerta l’altro ieri a Roma
dalla Provincia di Latina, che ha permesso a tutti di vivere,
scoprire e in alcuni casi riscoprire la ricchezza delle
tradizioni, dell’enogastronomia e della cultura di questa
parte dell’Italia.
Torna "Appassimenti aperti"
Il 14 e il 21 novembre a
Serrapetrona degustazioni e visite in cantina
Nelle domeniche del 14 e del 21 novembre torna "Appassimenti
aperti", la manifestazione dedicata alla valorizzazione della
Vernaccia di Serrapetrona docg e del Serrapetrona doc, giunta
quest’anno alla 5a edizione. Un evento nato per raccontare la
storia affascinante di uno dei vini simbolo delle Marche e del suo
profondo legame con il territorio. L'iniziativa è organizzata
dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e dai Comitati di tutela
delle due denominazioni.
Nei pomeriggi delle due
giornate nella piazza della deliziosa cittadina nel cuore del
Maceratese, sarà possibile degustare presso gli stand dei produttori
le eccellenti qualità ottenute dal vitigno autoctono Vernaccia Nera.
Da qui, grazie ad un servizio navetta gratuito, si potranno
raggiungere le cantine e gli ‘appassimenti', dove le uve vengono
lasciate per mesi ad appassire. Un viaggio tra i segreti di uno dei
vini più difficili da produrre, coltivato in zone impervie di
montagna e attraverso complesse tecniche di lavorazione: basti
pensare che la Vernaccia di Serrapetrona docg è l'unico
spumante rosso che subisce tre fermentazioni, conquistando una
complessità senza uguali e una sorprendente aromaticità; mentre si
impiega molto tempo per portare a maturazione le uve e
successivamente in affinamento il Serrapetrona doc, vino dai
particolari sentori speziati e dalla spiccata mineralità.
"Appassimenti aperti" rappresenta un'occasione unica per
ammirare le bellissime ‘pareti di grappoli' appesi ad appassire, ed
ascoltare dai produttori stessi una storia antica: apparteneva
infatti alla civiltà contadina l'usanza di mettere ad appassire
l'uva per assicurarsi buon vino, superando le difficoltà che la
natura opponeva; oggi quella necessità è diventata un'eccellenza,
simbolo di un territorio che basa su enogastronomia, cultura e
tradizioni il suo sviluppo. "Appassimenti aperti" promuove
la conoscenza di vini inconfondibili ottenuti da vitigno autoctono,
dunque inestricabilmente legati alla loro terra e non riproducibili
altrove.
Dopo il successo delle
precedenti 4 edizioni, "Appassimenti aperti"
promette di crescere ancora, per consolidarsi come uno degli
appuntamenti di punta del settore enologico per il Centro Italia. Un
evento imperdibile per appassionati, turisti e semplici curiosi, e
per tutti quelli che vivono il mondo del vino come cultura del
territorio.
Il tutto inserito nella
cornice particolarmente affascinante di Serrapetrona, paese-presepio
incastonato all'interno dei Monti Azzurri, in uno scenario di
incomparabile bellezza.
|
Le
notizie della settimana 26
ottobre 2010
|
Un summit sulle tendenze
dei consumi fuori casa
Una
giornata di incontri e confronti realizzata dal Gruppo 24 ORE in
collaborazione con le testate Bargiornale, Ristoranti- Imprese del
Gusto, Pianetahotel, Ristorazione Collettiva e la scuola di
formazione Bar University dedicata ai professionisti del fuori casa:
titolari, gestori operatori di bar, alberghi, ristoranti,
collettività e manager della distribuzione e dell’industria, con
l’obiettivo di fornire ai partecipanti spunti concreti per
ripensare il futuro in termini propositivi e veder crescere il
successo delle proprie imprese.
“Progetto futuro” è il titolo del primo Summit che avrà luogo
a Milano lunedì 8 novembre.
Durante l'evento
-affermano gli organizzatori- “si analizzeranno le tendenze dei
consumi fuori casa per tracciare il profilo dei luoghi di consumo e
dei nuovi target di riferimento e ripensare il futuro in termini
propositivi, consapevoli delle opportunità che lo scenario attuale
riserva, grazie al contributo degli esperti del settore e dei docenti
di Bar University”.
Sono in programma tre
tavole rotonde:
I luoghi del Fuori
casa: scenari attuali e futuri (Le tendenze internazionali del
food&beverage e le opportunità).
Il consumatore di
domani: vecchie e nuove abitudini di consumo (Come cambiano gli stili
di vita e l'impatto sui luoghi di consumo)
Verso la ripresa:
strategie distributive non convenzionali (Quale sarà il ruolo del
distributore nello scenario futuro?).
Al
termine verrà presentata la guida ai Ristoranti curata dal
gastronomo Davide Paolini.
L'evento si svolgerà
presso la sede de Il Sole 24ORE in via Monte Rosa, 91 a Milano (
Linea metro: rossa, fermata Lotto). La Partecipazione è
libera e gratuita fino a esaurimento posti.
Primo Forum
Montepaschi sul vino italiano
con Galan e Mussari
Confronto sulle
prospettive del settore tra rappresentanti delle istituzioni, dei
produttori e degli enotecari. Partecipano anche le principali società
di distribuzione di etichette sui mercati di Stati Uniti Usa e Cina
Siena,
26 Ottobre 2010 - Le
massime istituzioni italiane, i rappresentanti della filiera
vitivinicola nazionale e alcuni fra i più significati importatori
dei mercati internazionali, sono i protagonisti del primo “Forum
Montepaschi sul vino italiano”.
Venerdì
12 novembre, il salone della Rocca della Banca Monte dei Paschi di
Siena ospiterà, dalle ore 15,30, due tavole rotonde che, partendo
dalla nuova ricerca MPS sul settore vitivinicolo, discuteranno
degli scenari e delle prospettive future di questo fondamentale
comparto produttivo del made in Italy.
La
prima parte del Forum “Il futuro che ci aspetta”, vedrà
protagonisti il ministro delle Politiche Agricole e Forestali,
Giancarlo Galan, con il presidente, Giuseppe Mussari, e il direttore
generale di Banca MPS, Antonio Vigni, insieme al presidente di Ente
Vini – Enoteca Italiana (che associa oltre seicento produttori),
Claudio Galletti, al presidente di Federvini, Lamberto Vallarino
Gancia, e al presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv) Lucio
Mastroberardino.
Nella
seconda parte del Forum (inizio ore 17) la tavola rotonda metterà a
confronto i diversi punti di vista della filiera commerciale
vinicola.
I
produttori sono rappresentati da Chiara Lungarotti (amministratore
delle “Cantine Giorgio Lungarotti” e presidente del Movimento
Turismo del Vino), Etile Carpenè (presidente di “Carpenè
Malvolti”) e Giovanni Poggiali (amministratore delegato di
Felsina).
Per
gli enotecari sarà presente Francesco Bonfio, presidente
dell’associazione Vinarius che comprende oltre centocinquanta
enoteche distribuite su tutto il territorio italiano. In
rappresentanza del mondo della distribuzione interverranno a Siena
Marc Taub, presidente della “Palm Bay International” e Sen
Liu, presidente della “Beijing Zhengyuan Youshi Inc”.
“Palm
Bay International” è una delle maggiori società statunitensi per
l’importazione di vini e liquori. Opera da oltre trenta anni e
distribuisce in tutti gli Usa, in Messico e nei Caraibi. Oggi
rappresenta oltre 75 marchi provenienti da quattro continenti ma il
suo successo commerciale è iniziato proprio dal vino italiano.
La
“Beijing Zhengyuan Youshi
Inc”, invece, è la società leader per la distribuzione del vino
italiano in Cina.
Il
5 novembre si inaugura la 29° Festa del Radicchio a Rio San
Martino (Scorzé - Venezia)
Rio San Martino di Scorzè
(VE), 25 ottobre 2010. Fervono gli ultimi preparativi per
l’inaugurazione della 29°
edizione della Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Rio San
Martino (Scorzè – Venezia)
che si prepara anche quest’anno a incoronare la rinomata cicoria
trevigiana come prodotto principe e protagonista della stagione.
Venerdi 5 novembre
alle 19 ci sarà la prima
apertura ufficiale degli stand gastronomici e a seguire nella serata
il concerto gratuito dei Cugini di Campagna, presentato dagli Amici
del Radicchio in collaborazione con IN'S Mercato. Sabato
6 novembre
alle ore 18.30 ci sarà un’esibizione di Ginnastica Artistica, Hip
Hop e Step del NOI di Cappella di Scorzè, l’apertura stand
enogastronomici alle 19 e alle 21 si balla con l'orchestra CHECCO e
B.BAND.
Domenica
7 novembre, la
festa inizia già alle 8.30, con la 9° Sfilata di Ferrari da Strada
in collaborazione con Scuderia Ferrari club Rio San Martino. Alle 9
parte la Gara regionale di Bocce per cat. B-A / C-D, 18° Trofeo
Radicchio d'Oro, presso il Bocciodromo di Scorzè, e alle 10 i
ragazzi della scuderia Ippogrifo si esibiranno nel Carosello, con
figure a cavallo a tempo di musica, nelle tre andature, passo, trotto
e galoppo, nell'atmosfera suggestiva di una festa tradizionale di
campagna.
Alle
11,30 partirà il Corteo inaugurale delle Mostre ortofrutticole
aperto dalla banda musicale di Obertilliach, Osttirol – Lienz, e
contemporaneamente avverrà l’inaugurazione della mostra
fotografica La
festa, le feste
a cura del Rivolo e la Rassegna degli Artisti di Rio San Martino.
Alle 12 la Premiazione del miglior radicchio e l’apertura degli
stand enogastronomici.
La
domenica pomeriggio la manifestazione proseguirà con la
Dimostrazione di Salto Ostacoli a cura della scuderia Ippogrifo alle
ore 14 e alle 15 con lo Spettacolo folcloristico della banda
Obertilliach, Osttirol – Lienz. Alle 15.30 ci sarà la Gara
nazionale di Tiro alla fune 7°
Trofeo Scattolin Luigi e
infine alle 18 l’apertura degli stand enogastronomici condurrà gli
ospiti alla serata danzante condotta dall'orchestra MARCO E IL CLAN.
Durante
l’intera giornata saranno proposti inoltre giochi
all'aperto “Giocando sull’aia”,
organizzati in collaborazione con i gruppi parrocchiali Scout e ACR,
e saranno visitabili la 29°
Mostra del Radicchio Rosso di Treviso, l’11° Mostra della patata
dolce americana e la 19° Mostra del Prodotto ortofrutticolo
Ecocompatibile e Biologico.
Gli
eventi riprenderanno poi a partire da mercoledi 10 novembre con il
“Gala
di San Martino”
dalle ore 20.30 in collaborazione con l’Istituto Professionale di
Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Maffioli”
di Castelfranco (Treviso) detentore del premio Challenger San
Martino. Cena a tema su prenotazione, info 041.446786 - 041.446169.
Ospite della serata il TEAM VENETO CHEF in partenza per il mondiale
2010. Serata in collaborazione con Banca Mediolanum.
Proposta Turistica:
Domenica 7, come le domeniche
14 e 21, al ricco calendario di eventi si aggiunge anche una proposta
turistica per
una domenica mattina alla scoperta dei luoghi del radicchio rosso e
della sua festa, in collaborazione con Strada del Radicchio e
Bonaventura Express. Nel programma la visita a Villa Emo di Fanzolo e
ad un’ azienda agricola, dove si produce il Radicchio Rosso tardivo
di Treviso – IGP, segue il pranzo nello stand gastronomico della
Festa.
La quota
di partecipazione è di 38€ e comprende: Viaggio con bus GT
Bonaventura Express, Accompagnatore, Ingresso e servizio guida a
Villa Emo, Visita in azienda agricola, Pranzo presso lo stand
gastronomico. L’escursione si effettuerà con minimo 40
partecipanti. Per prenotazioni e informazioni: Viaggi Bontour entro
il mercoledi precedente l’evento. tel. 0422/837122 email.
agenzia@bontur.it
LA
FESTA DEL RADICCHIO A RIO SAN MARTINO
Organizzata dal Gruppo
Amici del Radicchio della Pro Loco di Scorzé
in collaborazione con la Strada
del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP
e
realizzata grazie alla passione e all’impegno di più di 200
volontari, la rassegna è cresciuta negli anni arrivando a
coinvolgere, nell’edizione 2009 oltre 70.000 persone e giungendo a
mettere in piedi un ricchissimo calendario di appuntamenti,
iniziative ispirate al recupero delle tradizioni, dedicate agli
amanti dello sport, della musica e della cultura, senza mai
dimenticare la solidarietà. E poi naturalmente serate
enogastronomiche a tema, come
l’ormai tradizionale Galà di S. Martino “A
tavola con il Radicchio” che
si svolgerà mercoledi 10 novembre con la partecipazione degli
studenti dell’Istituto Alberghiero di Castelfranco (ingresso su
prenotazione al numero 041.446786 - 041.446169).
La rassegna raggiungerà il
suo apice nel terzo week end, quello conclusivo, in programma venerdì
19, sabato 20 e domenica 21 novembre, denominato “La Strada del
Radicchio incontra...”,
durante il quale proprio sulla Strada
del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP
si incroceranno in suo onore le diverse Strade dei prodotti tipici
veneti rappresentate dal Coordinamento Strade del Veneto e in
particolare la Strada
dei vini D.O.C. Lison Pramaggiore,
la Strada dei
Vini del Piave,
la Strada del
Vino Montello e dei Colli Asolani,
la Strada del
Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene,
la Strada del
Vino dei Colli Euganei, la
Strada del
Riso Vialone Nano Veronese I.G.P. e la Strada del Recioto e dei Vini
Gambellara DOC, offrendo
così ai visitatori una colorata e suggestiva panoramica delle
ricchezza agroalimentari e turistiche del nostro territorio. Nella
serata di sabato 20 novembre è atteso anche Beppe Bigazzi.
Il concorso
gastronomico per Istituti Alberghieri “Premio San Martino”
Challenge
concluderà domenica 21 novembre il ricco cartellone degli eventi
dedicati al Radicchio Rosso di Treviso IGP, protagonista anche nelle
ricette originali dei giovani chef che si contenderanno l’ambito
premio. A giudicare i piatti una giuria d’eccezione, presieduta da
Beppe Bigazzi.
Per informazioni:
www.prolocoscorze.it
Daniele Cravero,
titolare del ristorante "Alla Osteria" di Pechino,
ricevuto dal Presidente Napolitano
Il
locale aprì tre anni fa grazie a un’idea del presidente
dell'azienda Torraccia del Piantavigna
Daniele Cravero, titolare
del ristorante "Alla Osteria" di Pechino, è stato ricevuto
dal Presidente Napolitano, nel corso di una serie di incontri con
imprenditori italiani programmata in occasione della visita in Cina
del Presidente della Repubblica.
Il ristorante "Alla
Osteria", aperto tre anni or sono grazie ad una intuizione di
Alessandro Francoli, presidente dell'azienda Torraccia del
Piantavigna di Ghemme, rappresenta oggi un punto di riferimento per
la cucina italiana nella capitale cinese e un qualificato centro di
promozione dei vini delle colline novaresi e vercellesi, in
particolare il Ghemme e il Gattinara DOCG.
<<Daniele ha potuto
stringere la mano di Napolitano - commenta soddisfatto Alessandro
Francoli - vedendo così riconosciuto il lavoro tenace e
professionale di questi tre anni di appassionante sfida nella
capitale cinese, dove la ristorazione italiana, purtroppo, deve
ancora ... mangiare tanta minestra. Infatti, al di là dei soliti
proclami trionfalistici, la verità è che il mercato cinese è
ancora molto difficile per un certo Made in Italy di qualità. La
stessa esportazione di vini e distillati si scontra con normative di
tipo protezionistico che impediscono a volte addirittura il buon fine
della spedizione, con merci bloccate alle dogane cinesi e autorità
italiane incapaci di intervenire.
Conoscendo le difficoltà
del mercato, noi abbiamo pensato di affrontarlo "dall'interno",
investendo in una attività che ci consenta il contatto diretto con
il consumatore. È una strada difficile dove nulla si può dare per
scontato. Al momento ne siamo soddisfatti, ma è presto
per cantare vittoria!
Intanto ci godiamo questa
giornata di "gloria" e annotiamo che in particolare il
Ghemme DOCG della nostra azienda Torraccia del Piantavigna sembra
essere gradito alla ristrettissima fascia di consumatori cinesi
di vino di qualità>>.
Al ‘Ferrari World’ di Abu Dhabi
solo vera pizza napoletana
L’Associazione Verace Pizza
Napoletana vola negli Emirati Arabi Uniti per certificare due
ristoranti del più grande parco coperto al mondo
La vera pizza napoletana
approda anche negli Emirati Arabi Uniti e fa il suo debutto ufficiale
al ‘Ferrari World’, l’unico parco tematico al mondo dedicato
alla ‘rossa’ di Maranello che è stato inaugurato oggi 27
ottobre nella capitale Abu Dhabi.
Infatti, due dei sei
ristoranti presenti nella mega-struttura, gli unici muniti di forno a
legna,
sono stati ‘certificati’
dall’Associazione Verace Pizza Napoletana, che da oltre 25 anni
tutela e promuove la vera pizza napoletana in Italia e all’estero.
Nei due ristoranti
(‘Mamma Rossella’ e ‘Ristorante Cavallino’) si potrà
gustare, quindi, solo ed esclusivamente la pizza realizzata secondo
il disciplinare ‘Vera Pizza Napoletana’. A prepararla saranno
sei chef provenienti da ogni parte del mondo, che, nelle scorse
settimane, hanno seguito un corso di formazione tenuto dal maestro
pizzaiolo dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Gaetano
Fazio.
L’ingresso della vera
pizza napoletana al ‘Ferrari World’ sarà salutato con una
cerimonia, in programma domani alle 20.30, cui parteciperanno Antonio
Pace e Massimo di Porzio, rispettivamente presidente e direttore
generale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.
“Siamo orgogliosi di
aver raggiunto un altro importante traguardo per la vera pizza
napoletana – sottolinea il presidente Antonio Pace –
Essere presenti in una struttura come il ‘Ferrari World’, che
farà centinaia di migliaia di presenze all’anno, rappresenterà
una vetrina importantissima per Napoli e per l’Italia, anche in
chiave turistica. Senza dimenticare che ne beneficerà l’intera
filiera dei prodotti campani che, in virtù del nostro disciplinare,
devono essere impiegati per la preparazione della vera pizza
napoletana.”
“Quello tra le due
eccellenze del made in Italy, la Ferrari e la pizza, è un sodalizio
vincente – conclude il direttore generale Massimo di Porzio
– Noi crediamo che il lavoro di squadra sia il modo migliore per
promuovere il nostro paese all’estero. Essere stati scelti dal
‘Ferrari World’ per certificare la pizza napoletana è
un’attestazione di stima che ci premia per il lavoro svolto in
questi anni, in tutto il mondo, a tutela e promozione del nostro
prodotto tipico per eccellenza”.
«World Pasta Day»: crescono i
consumi e l'export,
in Cina +17%
Roma 26 ottobre 2010. E' stata celebrata ieri la festa
mondiale della pasta, il World Pasta Day, in un momento in cui i
consumi crescono e conquistano persino la patria del riso (+17%
l’export in Cina di pasta italiana nel primo semestre). E mentre la
pasta è sempre più presente sulle tavole mondiali, diventa anche
protagonista della sana alimentazione.
Il World Pasta Day
riunisce a Rio de Janeiro fino a domani scienziati e nutrizionisti e
la scelta del Brasile si deve al crescente aumento della domanda di
pasta da parte della popolazione locale, con ben 1,2 milioni di
tonnellate consumate e il terzo posto nella graduatoria assoluta
mondiale, alle spalle degli Stati Uniti e dell’Italia dove il
consumo pro capite è di 26 kg annui. Nell’occasione si tiene anche
una conferenza scientifica per l’aggiornamento dello Scientific
Consensus Statement «Healthy Pasta Meals». Il Congresso mondiale
della pasta affronta anche i temi economici e di marketing, assieme
agli aspetti tecnologici della produzione, dalla sicurezza alla
tracciabilità. In 10 anni la produzione di pasta a livello mondiale
è passata da 7 a 12 milioni di tonnellate. L’Italia è primadonna
nella produzione: con 3,2 milioni di tonnellate rappresenta il 26%
della produzione mondiale. E l’export va a gonfie vele, anche nei
primi sei mesi del 2010 ha messo a segno risultati positivi, con un
incremento dei volumi del 2,5%.
Frantoi
Celletti & Cultivar chiude ...
per
una massiccia ristrutturazione adiacente, e putroppo coinvolgente,
che durerà per almeno 3 anni
Non
possiamo chiedere alla nostra Clientela di sopportarne così
a lungo i disagi correlati
né
possiamo far vanificare da altri la nostra professionalità.
...ma
Frantoi Celletti & Cultivar riaprirà, a Milano e presto !
Stiamo
vagliando la nuova sede con cura, pensando soprattutto ad agevolare
chi
ci ha stimato e seguito fin'ora e chi vorrà conoscerci per la prima
volta.
La
invito quindi domenica sera 24 ottobre 2010
(dalle ore 20,00 in poi)
per
ringraziarla insieme a mia moglie della sua stima
e
per
darci appuntamento a prestissimo.
Ospiti
d'onore: Bruschette con gli Oli Monocultivar, Salsicce
Umbre, Vino e Castagne ...
e le sorprese dello Chef
L'invito
è assolutamente gratuito
Gino
Celletti
"Don't
cry form me Argentina..."
Dr
Gino Celletti
www.frantoicelletti.com www.monocultivaroliveoil.com
Conferme e sorprese per i vini
dell’Emilia Romagna nelle guide 2011
L’uscita delle guide enologiche 2011 ha regalato all’Emilia
Romagna una ragione in più per brindare nel quarantesimo della sua
Enoteca Regionale.
Il Gambero Rosso e la guida Duemilavini confermano i giudizi
precedenti, con qualche novità. Tra i 12 tre bicchieri assegnati dal
Gambero spicca l’attenzione ottenuta da alcune piccole aziende e da
alcune tipologie che meritano di essere scoperte, come l’Albana
Secco. Anche l’Associazione Italiana Sommelier presta attenzione
all’Albana di Romagna, questa volta passito, premiandone
un’etichetta con i cinque grappoli. La guida dell’Espresso sembra
invece in questa edizione scoprire la regione nel suo insieme, con 8
etichette premiate nell’edizione 2011 (erano 4 nel 2010). Il
Piacentino e la Romagna si fanno notare quali terre d’eccellenza
soprattutto per i vini passiti.
Gambero Rosso: molte conferme
e qualche novità
Tra i 12 tre bicchieri emiliano romagnoli del Gambero Rosso
a spiccare, con le sue 7 etichette premiate, è il Sangiovese di
Romagna riserva, annata 2007. Si confermano al top
dell’enologia romagnola i Sangiovese Avi di San Patrignano
(Coriano-RN), Il Nespoli di Podere dal Nespoli (Civitella di
Romagna-FC), il Pruno di Drei Donà Tenuta La Palazza (Forlì), il
Michelangiolo di Calonga (Forlì), il Petrignone dell’azienda
imolese Tre Monti.
Piccoli produttori crescono, e a riprova della cura quasi
maniacale che diverse piccole aziende romagnole portano al loro vino,
tre bicchieri sono stati assegnati al Colli di Faenza Sangiovese
Riserva Mantignano Vecchie Vigne 2007 dell’azienda agricola Il
Pratello (Modigliana-FC) e, per la prima volta, a un Sangiovese
Superiore (annata 2008), quello della giovane Villa Venti
(Roncofreddo-FC).
Tra i bianchi romagnoli, la novità più significativa è
l’attenzione risvegliata dall’Albana, non solo nella sua
versione passito – premiato l’ Albana di Romagna Passito
Riserva AR di Fattoria Zerbina (Faenza-RA), che ha ottenuto anche il
titolo di Miglior vino dolce italiano – ma anche come vino
secco, con i tre bicchieri al Codronchio di Fattoria del
Monticino Rosso (Imola-BO).
In Emilia si conferma l’interesse per il Lambrusco,
sia esso il modenese Lambrusco di Sorbara del Fondatore di Cleto
Chiarli (Modena), oppure il reggiano Concerto di Medici Ermete e
figli (Reggio Emilia), che recentemente si è aggiudicato la medaglia
d’argento all’International Wine Challenge di Londra.
Muovendosi all’estremo ovest sui Colli Piacentini
troviamo due tre bicchieri: il Gutturnio Riserva La Macchiona 2006
dell’azienda agricola La Stoppa (Rivergaro-PC) e il Vin Santo
Albarola Val Nure 2000 dell’azienda agricola Otto Barattieri
(Vigolzone-PC).
L’Espresso: l’Emilia e la Romagna, terre di grandi passiti
Con l’edizione 2011, l’Espresso scopre l’Emilia Romagna,
raddoppiando rispetto al 2010 le etichette insignite delle cinque
bottiglie. In particolare i riflettori si accendono sui Colli
Piacentini, ma anche sulla Romagna, per l’eccellenza dei
passiti: cinque bottiglie per l’Albana di Romagna Passito
Riserva AR 2006 di Fattoria Zerbina (Faenza-RA), per il Vin Santo
Albarola Val Nure 2000 di Otto Barattieri (Vigolzone-PC), per il
Colli Piacentini Malvasia Passito 2008 dell’azienda Il Negrese
(Ziano Piacentino-PC) e per il Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno
2000 di Lusignani Alberto (Vernasca-PC). Cinque bottiglie anche per
il Barbera Frizzante 2008 di Donati Camillo (Arola-PR), il taglio
bordolese I Casoni 2004 di Tenuta La Piccola (Montecchio Emilia-RE),
il Lambrusco di Sorbara Frizzante Etichetta Bianca Fermentazione
Naturale di Paltrinieri (Sorbara-MO), il Lambrusco Rifermentazione
Ancestrale 2008 di Bellei Francesco & C. (Bomporto-MO) e il
Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Michelangiòlo 2007 di
Calonga (Forlì) e il Bianco Ravenna IGT Anime di Vigne dei Boschi
(Brisighella-RA).
Duemilavini: la Romagna fa la parte del leone
L’AIS continua a cercare l’eccellenza emiliano romagnola nella
parte est della regione, con i Sangiovese di Romagna che si
aggiudicano la quasi totalità dei cinque grappoli assegnati alla
regione. Da est a ovest, sono stati premiate le riserve 2007 Avi di
San Patrignano (Coriano-RN), Domus Caia di Ferrucci
(Castelbolognese-RA), Pruno di Drei Donà Tenuta La Palazza (Forlì),
Vigna del Generale di Fattoria Casetto dei Mandorli (Predappio
Alta-FC) e la riserva 2008 Thea dell’azienda agricola Tre Monti
(Imola-BO). Completano il medagliere emiliano romagnolo l’Albana di
Romagna Passito Scacco Matto di Fattoria Zerbina (Faenza-RA), il
Colli di Rimini Cabernet Montepirolo di San Patrignano (Coriano-RN) e
l’Otello di Cantine Ceci (Torrile-PR).
La soddisfazione a Dozza come nel resto del territorio costituisce
un importante sprone per continuare sulla strada intrapresa. “Il
bere bene è ormai una realtà consolidata in Emilia Romagna, ora la
sfida è far conoscere nel mondo questa qualità. La difficile
contingenza economica e l’innalzamento della competizione
internazionale richiedono un approccio ai mercati che associ alla
qualità altri fattori come l’accorciamento della filiera e la
flessiblità e rapidità nella logistica: in una parola, un approccio
improntato a offrire un importante valore aggiunto di servizio.”
commenta il Presidente di Enoteca Regionale Gian Alfonso Roda,
“Enoteca Regionale Emilia Romagna sta lavorando con i produttori
coordinandone le attività di fund raising e di promozione in Italia
e sui mercati internazionali, in modo da aumentare la competitività
e l’immagine del vino della regione in maniera organica e
coerente.”
Sigep
Bread Cup 2011: Campionato
Internazionale
della Panificazione a Rimini
10
squadre di panificatori internazionali si contenderanno l’ambito
trofeo Sigep
Rimini,
21 ottobre 2010 – Scambio
di know-how, informazione, formazione, business e gara, così ritorna
la Sigep
Bread Cup,
Campionato Internazionale della Panificazione, organizzato da Rimini
Fiera
e coordinato dal Club
Arti e
Mestieri,
con il suo carico
di esperienze e di occasioni di incontro per chi ha per mestiere la
produzione di pane artigianale e prodotti da forno.
La
manifestazione si svolgerà all’interno del 32°
SIGEP, Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e
Panificazione artigianali,
in programma a Rimini
Fiera dal
22
al 26 gennaio 2011.
In
questa nuova edizione della Sigep Bread Cup si respirerà un’aria
nuova perché soffierà più forte il vento dell’innovazione, del
progresso di una professione che non rinuncia al consolidato
patrimonio di tradizioni e sapienze ma non smette di cogliere le
opportunità offerte dalle nuove conoscenze e dalle nuove tecnologie.
Il
cuore pulsante della Sigep Bread Cup resta la gara internazionale tra
squadre di panificatori che quest’anno provengono da Portogallo,
Slovenia, Inghilterra, Australia, Stati Uniti, Germania, Italia,
Israele, Russia e Francia.
Il
V Campionato ha per tema Gusti
e sapori del mondo
e i partecipanti dovranno affrontare quattro prove: durante la prima
prepareranno il pane
tradizionale
della propria Nazione (sabato, 22 gennaio), e nelle successive prove
si misureranno su: il pane
salutistico
(domenica, 23 gennaio), un dolce
da forno secco
o lievitato (lunedì, 24 gennaio), pane
artistico
su ‘Eco-sostenibilità e il risparmio energetico. Interpretazioni
per un mondo rispettoso della natura’, (martedì, 25 gennaio).
Sarà
assegnato pure un Premio
Speciale alla Produzione
alla squadra che nei quattro giorni della fiera avrà realizzato la
maggiore offerta di prodotti da forno per la degustazione (almeno 20
kg al giorno).
Gli
elaborati in gara saranno giudicati da due giurie: una Giuria
Professionale, composta
da 14 membri (Presidente, Presidente onorario, due giornalisti
esperti del settore e i dieci capitani delle squadre in gara) e una
Giuria
Popolare, formata
dai visitatori della manifestazione che accederanno all’area
degustazione per assaggiare i prodotti in concorso.
L’introduzione
di una nuova categoria nella gara internazionale, ‘Il pane
artistico’, dà lo spunto per avviare approfondimenti
sul tema della sostenibilità energetica dei luoghi di produzione e
su come semplici “green
solution”
possano aumentare la redditività delle imprese artigiane.
Al
fine di proporre soluzioni concrete, saranno allestiti speciali
laboratori, esemplificate alcune buone pratiche e programmati
seminari sul tema della sostenibilità ambientale delle imprese
artigiane di panificazione.
In
sostanza, si apprenderà come organizzare un luogo di lavoro
adottando accorgimenti e comportamenti utili ai fini del risparmio
energetico e del rispetto dell’Ambiente. Inoltre, verranno
illustrati nuovi cicli lavorativi che consentono al panettiere di
svolgere l’attività nell’arco della giornata, sfornando pane
caldo nei tempi desiderati, evitando turni notturni ed elevando la
qualità della propria vita.
Il
Forum della Sigep Bread Cup sarà inserito nel percorso di SigepNeo,
servizio dedicato all’assistenza ai nuovi imprenditori del settore
artigianale, organizzato in collaborazione con le Associazioni di
categoria. Sarà un momento in cui fare spazio alle scuole, anche
straniere, consolidando così una delle tante missioni di Sigep,
ossia sostenere le nuove generazioni di operatori artigianali,
promuovendo l’incontro di culture, saperi e mostrando il meglio
delle attrezzature e delle tecnologie presenti sul mercato.
Triennale
Design Museum presenta Instant
Design Capitolo primo: pensieri commestibili Triennale
DesignCafé 26 ottobre-14 novembre 2010 Inaugurazione
26 ottobre 2010, ore 18.30
Triennale
Design Museum presenta il progetto Instant
Design, a
cura di Federica
Sala
con Michela
Pelizzari,
una selezione di progetti e progettisti, sia affermati che emergenti,
che nel loro lavoro indagano il tema dell’effimero, del caduco e
del design come atto di fruizione.
Instant
Design si
articola in due mostre, come fossero i due capitoli di una stessa
narrazione.
Capitolo
primo: pensieri commestibili
Il
primo capitolo si concentra su alcuni esempi e esperienze legate al
cibo ed alla sua sperimentazione, un design “prêt-à-consommer”
in cui il visitatore è chiamato a fruire mentalmente e
sensorialmente di un’idea.
Barbara
Uderzo disegna gioielli commestibili fatti per sciogliersi al collo,
Pablo Matteoda inventa un dispensatore di thé che fa l’occhiolino
allo Squalo
di Spielberg e Riccardo Blumer tiene all’Accademia di Architettura
di Mendrisio un workshop su “Progettare il formaggio”.
Il
cibo quindi come applicazione del progetto, della mente o del
linguaggio.
L’Associazione
Fooda, presenta una ricerca sul linguaggio volta a tramutare in
ricetta alcune espressioni tipiche legate agli alimenti: “Com’è
una faccia da pesce lesso?”, “Come si mangiano i cavoli a
merenda?”, “Avete mai reso pan per focaccia?”
Il
cibo e gli alimenti si trasformano da materie prime di immediato
consumo anche in materie lavorate, come nella collezione di ceramiche
a base alimentare Baked
dei Formafantasma, nei merletti tessuti con lo zucchero delle Ciboh o
nei tessuti alimentari di Emily Crane, che sintetizza (a caldo e a
freddo) schiume alimentari modellandole in corpetti e tessuti con
risultati innovativi.
Dall’immediato
consumo quindi a una forma lavorata o a una seconda vita come gli
oggetti creati dai Tour de Fork per rianimare le parti di scarto del
nostro alimentare quotidiano.
In
mostra:
Riccardo Blumer e
l’Accademia di Architettura di Mendrisio con alcuni dei risultati
del workshop “Progettare il formaggio”, 2010 Ciboh con
“Royal Ciboh”, progetto nato in occasione della mostra.
Emily Crane con i
tessuti alimentari di “Micro-Nutrient Couture”, 2009
Density Design con il
volume “Visual Cooking”, 2009,
Edizioni POLI.design
DesignMarketo con FoodMarketo attraverso i progetti di Mischer
Traxler “Reversed Volume”),
Peter Marigold (“Swede Light”) e Nelly Ben Hayoun (“Food
progressor” e “ Baby sink”), 2010.
Florence Doléac con
i “Couvercle à biscuits”, 2003
Emiliana Design con
“Chocodosis” e “Chocolate Accents”, 2000 Fooda con “Mordi e
fuggi”, progetto nato in occasione della mostra.
Formafantasma con le
ceramiche alimentari “Baked”, 2009
Christiane Hoegner con
“Made in Switzerland” e “Sugar bags”, 2005
Pablo Matteoda, Sharky /
tea-infuser 2010
Cygalle Shapiro con
“Salad on salad”, 2006
Tour de fork con “Second
chance”, progetto nato in occasione della mostra.
Barbara Uderzo con i
gioielli commestibili “Boules” e “Ruggine”, 2004
Le
mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura
di Silvana
Annicchiarico, direttore del museo.
Amedeo Gerolimetto
Commissario Straordinario dell’INRAN
Roma, 20 ottobre 2010.
Dal 15 ottobre scorso, con proprio decreto il Ministro delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali On.le Giancarlo Galan ha
nominato Commissario Straordinario dell’INRAN il dott. Amedeo
Gerolimetto, che è coadiuvato da due Sub Commissari, la dott.ssa
Simona Angelini ed il dott. Salvatore Pruneddu, dirigenti del
MiPAAF.
La nomina del Commissario
Straordinario si è resa necessaria per le dimissioni del Presidente
uscente, prof. Carlo Cannella.
Dimostrando grande
attenzione e sensibilità nei confronti delle richieste dell’Istituto
di rendere possibile l’adozione di provvedimenti urgenti, che
avrebbero richiesto la convocazione del Consiglio di Amministrazione,
il Ministro Galan ha nominato un Commissario Straordinario, fornendo
così all’Istituto il necessario potere giuridico per deliberare i
provvedimenti necessari all’accorpamento con l’ENSE.
Il
Frantoio Galantino sui manuali universitari
Indicato
come modello di accoglienza nel Manuale di Turismo Enogastronomico in
lingua italiana ed inglese
Gli
studenti universitari europei durante l’esame di “Turismo
Enogastronomico” d’ora in avanti potranno essere interrogati
anche sul Frantoio Galantino. La storica azienda biscegliese,
premiata in molti concorsi internazionali e presente con i suoi oli
nelle “boutique del gusto” di tutto il mondo, è stata indicata
come modello di “best practice” e caso di studio nel Manuale di
Turismo Enogastronomico. Il testo scientifico, scritto dai docenti
Erica Croce e Giovanni Perri e pubblicato in lingua italiana da
Franco Angeli ed in lingua inglese da Cabi, è adottato come manuale
in prestigiose università italiane e straniere fra cui l’Università
delle Scienze Gastronomiche fondata da Slow Food a Pollenzo, in
Piemonte.
Gli
autori si soffermano sulla capacità del Frantoio Galantino di
attrarre e di accogliere turisti da tutto il mondo, offrendo loro
un’interessante visita guidata agli impianti di produzione, una
ricca degustazione, ma anche l’opportunità di conoscere le
specificità del territorio, le varietà autoctone Coratina e
Ogliarola Barese, la storia dell’olivicoltura, l’abbinamento
degli oli con i piatti, la valenza salutistica dell’extravergine.
L’antica struttura ottocentesca che ospita il frantoio con le
macine in granito ancora attive, la suggestiva sala ipogea scavata
nel tufo, l’elegante show-room con area degustazione costituiscono,
secondo gli autori, l’ambiente ideale per una visita piacevole ed
educativa al tempo stesso.
Ancora
una volta, dunque, sulla stampa nazionale e internazionale si parla
di Bisceglie e di Puglia grazie al Frantoio Galantino.
Nelle
scorse due settimane due riviste allegate al Corriere
della Sera, “Il Mondo” e “Style”, hanno dedicato ampio spazio
all’azienda.
Anche
la prestigiosa e diffusa Guida Verde Puglia del Touring Club
consiglia di fermarsi a Bisceglie per una visita al Frantoio di
Michele Galantino e magari di portare a casa come souvenir qualche
bottiglia di quello “squisito olio extra vergine di oliva” che
“Il Mondo” definisce “olio di rara eleganza, giocato sui toni
della dolcezza, con un ventaglio di scelte, anche
biologiche o aromatizzate”.
Tre
Bicchieri alla Cantina Orsolani
La prestigiosa guida “ Vini d’Italia”
edita dal Gambero Rosso per l’edizione 2011 incorona per la prima
volta un Erbaluce di Caluso con il massimo del punteggio dei “Tre
Bicchieri”. Un riconoscimento importante per il “La Rustia 2009”
dell’azienda vinicola “Orsolani” di San Giorgio Canavese
(Torino) che lo ha ottenuto ma anche per il territorio ed il vitigno
che con questa consacrazione esce da una marginalizzazione in cui è
stato relegato nel moderno corso dell’enologia di qualità.
La premiazione è avvenuta a Roma
domenica 17 ottobre ed a seguire presso “La Città del Gusto”
una degustazione di tutti i vini
italiani premiati.
Nel corso dell’estate
le commissioni di degustazione hanno testato oltre 20.000 diversi
campioni di vini provenienti da tutta Italia e pensare che un vino
prodotto in Canavese abbia raggiunto il massimo del punteggio deve
generare orgoglio in tutte quelle persone che abbiano a cuore questo
angolo del mondo.
Per
l’azienda “Orsolani” questo risultato oltre a ripagarla di
tutti gli sforzi e investimenti sostenuti è l’ultimo tassello del
progetto, messo in campo nel 1985 dal “patriarca” dell’azienda
Gian Francesco Orsolani , coadiuvato dal figlio Gian Luigi, e che
aveva ed ha come unico slogan “ Solo con le uve migliori puoi fare
il migliore dei vini “. Il nome stesso de “La Rustia” indica
nel dialetto locale le migliori uve del vigneto a Erbaluce.
Fantasia
e Riso gallo per il Pranzo di Natale
Il
periodo più magico dell’anno è alle porte! Il conto alla rovescia
per il Natale è iniziato!
Siamo
tutti impegnati a cercare il regalo particolare per la nostra
migliore amica, per il nostro compagno e quella collega così dolce e
disponibile che ci aiuta quando siamo in difficoltà… la parola
d’ordine è FANTASIA
per stupire e lasciare un segno con il nostro dono!
Perché,
oltre ai regali, non pensate di organizzare un bel pranzo di Natale e
sbalordire tutti con il vostro estro, la vostra creatività
e fantasia
in cucina?
Come
fare? Semplicissimo!
Riso
Gallo
è con voi. Basta scegliere uno dei suoi risi per preparare piatti
prelibati: risotti, antipasti, dolci… e il tutto scegliendo anche
il tempo! Potrete preparare ottimi primi con la Linea
Expresso
che cuoce in soli due minuti o, se amate stare ai fornelli, usare il
Carnaroli
Gran Riserva
Gallo
che con la sua stagionatura di un anno esalterà il gusto della
vostra ricetta!
Se
volete, invece, stupire i vostri commensali portando a tavola un riso
inconsueto, esotico, dai profumi lontani, non avete che da scegliere
tra i Grandi
Risi del Mondo:
il Basmati,
con i suoi inconfondibili chicchi allungati e profumati per un piatto
speziato, il Jasmine
con il suo caratteristico aroma al gelsomino per un piatto a base di
curry, il riso nero Venere
con
il suo
inconfondibile
profumo per una portata con gamberi e zucchine, il Riz
Rouge
unico nelle sue qualità e dal gradevole aroma di nocciole, da
accompagnare a carne e verdure. E se invece siete tra i milioni di
persone che amano il Sushi e per Natale volete prepararlo con le
vostre mani, Riso Gallo ha creato proprio il Riso
per il Sushi.
Se
desiderate qualche consiglio in più per stimolare fantasia e
creatività sfogliate le pagine della “GUIDA
GALLO 8a edizione - 101 risotti dei migliori ristoranti del mondo”
illustrati da splendide fotografie, capolavori dell’estro creativo
di grandi chef italiani e stranieri.
Potrete
offrire
ai vostri ospiti piatti
ricchi di fantasia
e dai gusti sorprendenti realizzati in pochi minuti: oggi il risotto,
infatti, accoglie ingredienti inusuali, diventa piatto unico, si
trasforma usando stampi a cono, a cilindro, a spirale, a piramide. Le
classiche fondine da risotto vengono sostituite con piatti quadrati,
ovali, spesso colorati o in vetro trasparente, oppure piccoli
bicchieri o tazzine di vetro che valorizzano la ricetta
trasformandola da primo piatto in un appetitoso antipasto o in
accompagnamento a un secondo, come piatto unico oppure come dolce. Il
riso è il primo piatto che ha vissuto la più grande trasformazione
in pochi anni, con il miglior rapporto costo/realizzazione, perché
anche con semplici ingredienti, abbinati con grande estro, diventa un
piatto creativo e mai banale grazie alla maestria, all’abilità, ma
soprattutto alla fantasia.
L’artefice
di tutta questa vitalità? La vostra fantasia e Riso Gallo! E adesso…
tocca a voi!
Buon
Natale e buon appettito!
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Le
notizie della settimana 20
ottobre 2010
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Sapori di confine
sabato e domenica a a Molinella (BO)
Bologna
8 ottobre 2010 - Ai margini della provincia di Bologna, nel
territorio di Molinella, si intersecano alcune realtà produttive
agricole e gastronomiche di rilievo, in un luogo ove i sapori e le
tradizioni subiscono l'influenza delle diverse territorialità
confinanti come quella dell'area ferrarese-argentana che si interseca
con la Romagna e la provincia di Ravenna, in zone umide vallive
uniche nel loro genere.
In
questi territori difficili, caratterizzati da forte umidità e fitte
nebbie invernali, dove serve quasi un ora di auto per raggiungere il
centro del capoluogo provinciale, l'ingegnosità di una famiglia di
origine agricola, che si è rimboccata le maniche senza perdersi
d’animo, é sfociata in quello che possiamo definire certamente
come uno dei principali esempi europei di vera produzione a "km
zero" e quindi un' autentica filiera corta rappresentata da un
punto vendita unico nel suo genere, su una superficie di 1000 mq
caratterizzata da prodotti tipici ed autentici: un vanto assoluto per
la comunità e le istituzioni.
Si
tratta dell’azienda “GOLINELLI 1975”, che fonda le proprie basi
su radici centenarie ma ci tiene a rimarcare l’autonomia e
l’attualità che la caratterizza oggi, con un “gourmet market”
che propone i prodotti tipici più famosi del territorio
rigorosamente fatti a mano proprio come una volta: lasagne, ragù
bolognese, tortellini e tortelloni, salsiccia di mora romagnola,
carni di vitellone bianco IGP, torta di tagliatelline, e tanti altri
prodotti sono solo alcune stelle del firmamento produttivo curato in
ogni aspetto della filiera da Roberto Golinelli e dal figlio Paolo.
Un reparto carni unico derivato da 2 allevamenti bovini di proprietà
per un totale di 300 capi e dalla collaborazione con pochi e
selezionati allevatori locali, una salumeria e gastronomia da veri
intenditori che arriva tra l’altro alla produzione propria di
ottimo prosciutto cotto e poi la pasticceria e i prodotti pronti in
tavola, pensati dai Golinelli per le esigenze del consumatore di
oggi. Un tempio enogastronomico che fa onore a sforzi e sacrifici
dell’agricoltura locale, recentemente arricchito anche di un punto
ristoro che vi consente di scegliere carni e prelibatezze
direttamente dal banco e poi cotte a puntino sotto i vostri occhi.
Forti
di queste basi di autenticità agroalimentare e gastronomica, oggi
sempre più conosciuta, pubblicizzata e apprezzata e giunta al
compimento del 35° anni di attività, la “GOLINELLI 1975” ha
pensato di festeggiare insieme a clienti ed amici questo momento così
importante, senza dimenticare il senso di ospitalità che da sempre
contraddistingue l’azienda: sarà il comune di Monghidoro, ubicato
sui monti e anch’esso terra di confine, con la bella iniziativa del
“Futa Point” e di tutti i prodotti e produttori della montagna
monghidorese, l’ospite della manifestazione che porterà a
Molinella lembi di cultura montanara fra prodotti tipici e saperi
autentici, talvolta contaminati da abitudini culinarie trasmesse dai
viandanti che valicavano l’Appennino tosco emiliano.
Sabato
23 e domenica 24 ottobre dunque il gustoso appuntamento per tutti gli
appassionati del buon cibo e delle tradizioni è a Molinella: nel
contesto di un clima festoso saranno proposte continue degustazioni
di ottimi prodotti locali. Si potrà visitare il punto vendita
“Golinelli 1975” che per l’occasione proporrà numerose
promozioni, anche all’intento di avvicinare le famiglie ai buoni
sapori del territorio di pianura e della montagna e addirittura far
cogliere loro la palla al balzo per un pranzo a base di buoni sapori.
Naturalmente non mancheranno iniziative collaterali, tra cui una
mostra di autentici bovini di razza Romagnola e la presenza di auto e
moto sportive oltre ad un simpatico omaggio per tutti gli
intervenuti.
In
particolare domenica 24, ore 11,00 all’interno del negozio di
Molinella, in Via Provinciale Inferiore nr 69, alla
presenza dell’assessore al turismo e attività produttive della
provincia di Bologna, Graziano Prantoni, si svolgerà un momento di
celebrazione con la presentazione del nuovo libro di Gabriele
Cremonini, scritto con il contributo di Cristina Tossani e Roberto
Golinelli, per raccontare con un linguaggio semplice, mai
superficiale ma anzi a tratti divertente, la storia della vacca
Romagnola attraverso i secoli. Subito dopo, la premiazione di alcuni
imprenditori e personaggi che si sono particolarmente distinti
nell’ambito della loro professione ed infine, esattamente come si
usava fare nelle campagne nei giorni di festa, immancabilmente alla
mezza… tutti a tavola!
Vicenza qualità: La
settimana della
Pasta
La
pasta fresca vicentina protagonista della Settimana della Pasta, promossa
da Vicenza Qualità per celebrare l’alimento italiano per
eccellenza
Vicenza
Qualità, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Vicenza,
organizza dal 23
al 30 ottobre la
Settimana della
Pasta. Sette
giorni interamente dedicati al gusto autentico della pasta fresca,
unita ai sughi più saporiti della tradizione vicentina. L’evento è
promosso in occasione della Giornata Mondiale della Pasta 2010,
festeggiata con manifestazioni ed eventi in tutto il mondo il 25
ottobre. Anche quest’anno la
gustosa rassegna vedrà coinvolti produttori, ristoratori, operatori
del settore e commercianti
per celebrare la storia di un piatto simbolo dell’Italia, pilastro
della buona tavola berica.
Due in particolar modo le iniziative proposte
dall’Azienda Speciale della Camera di Commercio.
Da un lato, diversi produttori
di pasta fresca e gastronomie, localizzati in tutta la provincia,
offriranno uno sconto del 20% sull’acquisto dei prodotti freschi.
Gnocchi, gargati, bigoli e tutta una serie di altre produzioni
tipiche del territorio potranno essere acquistati a un prezzo
vantaggioso, con l’obiettivo di promuovere il consumo della pasta
fresca nelle sue differenti varianti.
Dall’altro
lato, nel corso della Settimana, oltre
quaranta ristoranti della provincia proporranno speciali menù a base
di pasta con la formula 2x1:
ogni due pasti completi costituiti da due primi a base di pasta e due
secondi, un primo verrà stornato dal totale. Si potranno così
gustare menù di pasta fresca condita con i sughi tipici della
tradizione vicentina e piatti con gli ingredienti più freschi e di
stagione: dai bigoli all’anitra ai gargati col consiero, dai bigoli
col broccolo fiolaro ai gargati con radicchio rosso e sopréssa,
tanto per citarne alcuni.
L’evento,
promosso in collaborazione con l’Associazione Artigiani di Vicenza
e FIPE – Confcommercio di Vicenza, mira a ribadire l’importanza
della pasta fresca nella dieta giornaliera di ogni persona. Regina
incontrastata della dieta mediterranea, la pasta è un alimento
dall’elevato apporto energetico e si contraddistingue inoltre per
la facile digeribilità e la scarsità di scorie. Oltre tutto la
grande versatilità della pasta stimola la creatività in cucina,
permettendo una grande varietà di abbinamenti e l’elaborazione di
ricette semplici o sofisticate, in base ai gusti ed alle preferenze.
Durante la Settimana della Pasta in tutti i
negozi e le gastronomie interessate sarà distribuito l’opuscolo
tascabile realizzato da Vicenza Qualità. Un’agile strumento
informativo che si propone di divulgare informazioni su
caratteristiche e valori nutirizionali dell’alimento, fornendo
inoltre pratici consigli d’uso e sfiziose ricette alla portata di
tutti.
Per
informazioni sulla lista dei ristoratori e produttori coinvolti
nell'iniziativa è possibile contattare Vicenza Qualita' al numero
0444/994750 oppure collegarsi al sito www.vicenzaqualita.org
Concorso
fotografico: Green economy e fotografia
Sarà
possibile inviare le fotografie fino al 24 gennaio
Ministero
Ambiente, Regione Marche,Kyoto
club e di Alleanza per il Clima Italia
Gianni
Berengo Gardin presidente giuria
Ancona,
19 ottobre 2010. Fotografi professionisti e semplici
appassionati potranno ispirarsi alla green economy. Il
24 gennaio 2011 è il termine improrogabile di scadenza
del concorso fotografico nazionale “Sustainable living in changing
economy”, promosso e organizzato da Svim, la società di sviluppo
della Regione Marche, per informare e promuovere i temi della
transizione energetica e dei processi innovativi indotti dalla Green
Economy. Il concorso ha ricevuto il patrocinio del Ministero
dell’Ambiente, della Regione Marche, del Kyoto club e di Alleanza
per il Clima Italia. A presiedere la giura del concorso ci sarà
Gianni Berengo Gardin, grande maestro della fotografia, che
nel corso della recente presentazione di Roma ha avuto modo di
sottolineare il contributo che la fotografia può dare
nell’evoluzione del gusto e del concetto di bello e nell’
‘educare’ lo sguardo ai cambiamenti generati da un nuovo modello
sviluppo. Della giuria fanno parte anche Ziva Kraus, fotografa e
direttrice dell’Ikona Gallery di Venezia; Enzo Carli, storico della
fotografia, Antonio Cianciullo, giornalista esperto di tematiche
energetiche e ambientali, oltre ad esperti dell’Unione europea.
Il
concorso è aperto a tutti i fotografi, professionisti ed amatori,
anche a chi non ha compiuto i 18 anni. I lavori, a colori o bianco e
nero, dovranno avere per oggetto i due temi scelti per le due sezioni
di concorso: “Nuova Economia - Green Economy: valori culturali e
opportunità”, personaggi, realtà, luoghi e azioni della
transizione energetica e di un nuovo sistema economico e produttivo
nato dall'innovativo rapporto tra uomo e ambiente, con conseguenti
benefici sociali e occupazionali; “Viaggio nella sostenibilità”,
le azioni di un turismo eco-sostenibile: comportamenti, itinerari,
luoghi e avvenimenti improntati a esaltare l’espressività di un
territorio tra tradizione e innovazione.
Le immagini dovranno
pervenire, su supporto digitale (cd o dvd), a Sviluppo Marche SpA ,
via Martiri della Resistenza 24, 60125 Ancona, oppure a
photoforchange@svimspa.it
Il
concorso “Sustainable living in changing economy” è promosso
nell’ambito del progetto europeo SetCom, con il supporto
finanziario del Programma Intelligent Energy Europe.
Tutti
i dettagli sono disponibili su www.bioforenergy.eu.
Il Barolo
a La Morra: il 23 e 30 ottobre
L’autunno è la stagione della
vendemmia ma si presta anche alle degustazioni. “Ottobre con il
Barolo di La Morra” è la manifestazione che vede protagonisti i
vini rossi delle Langhe prodotti nel territorio del Comune.
L’evento è organizzato dalla nota
Cantina Comunale nata nel 1973 e situata nelle sale del
settecentesco palazzo “Marchesi di Barolo” in pieno centro
storico. Si potranno assaggiare il “Re dei vini” prodotto da una
dozzina di viticoltori aderenti alla Cantina il 23 e 30 ottobre
con il seguente orario: dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle
18,30. Per ogni “tornata” saranno tutte le volte altri 12
viticoltori ad alternarsi nel presentare il loro Barolo spiegandone
le caratteristiche ai partecipanti.
Anche nel corso delle domeniche di
ottobre si può cogliere l’occasione per degustare ed acquistare
gli altri vini rossi come nebbiolo, barbera e dolcetto d’Alba. Una
gamma di produzione pregiata tanto più proprio a La Morra che degli
11 comuni che rientrano nel disciplinare docg del Barolo è quello
che ne produce la maggiore quantità. Per informazioni e prenotazioni
tel. 0173-509204.
Mail: info@cantinalamorra.com -
www.cantinalamorra.com
Il tortellino di Valeggio
a Venezia. dal nodo d’amore ai pastifici artigiani,
ristoranti e
agriturismi attuali
Venezia, 19 ottobre 2010.
Sulla tradizione secolare del tortellino, del tutto diverso da quelli
emiliani o mantovani, Valeggio ha reso reale la leggenda della sua
nascita, quella del Nodo d’Amore, che risale all’epoca
dell’arrivo dei Viscontei nel veronese, alla fine del XIV secolo.
Un giovane nobile, capitano delle truppe viscontee, incontrò
nottetempo a Valeggio una ninfa del Mincio della quale si innamorò.
La storia d’amore non
poteva rimanere segreta e la gelosia della promessa sposa costrinse
il giovane capitano a fuggire, sparendo nel fiume assieme alla ninfa
amata. Di loro null’altro rimase sulla riva del fiume che un
fazzoletto di seta dorata, annodato in ricordo del loro amore. Da
allora le donne di Valeggio stendono nei giorni di festa una pasta
sottile come la seta e, dopo averla riempita con un gustoso insieme
di carni diverse, la annodano come quel fazzoletto, per perpetuare il
tenero sentimento che ha unito per sempre i due amanti fuggiaschi.
Oggi questa tradizione
viene onorata non solo dalle massaie, ma da numerosi pastifici
artigiani (dove è possibile acquistare i tortellini di Valeggio e
numerose altre specialità locali), dagli agriturismi e dai
ristoranti, locande e trattorie della zona (oltre una quarantina,
circa la metà dei quali riuniti nell’Associazione Ristoratori
Valeggio) che li propongono come primo piatto “assoluto”.
Indirizzi, numeri
telefonici, email e siti internet si possono trovare nel sito
www.valeggio.com, email: tourist@valeggio.com.
Calabria
Wine day in Lombardia
I vini e i prodotti calabresi, protagonisti della
degustazione organizzata da Onav Lombardia in collaborazione con AIS
Calabria.
Lunedì 25 Ottobre - ore 19.00-21.30
Hotel Enterprise – Corso Sempione 91 – Milano -
Nell’antichità era
chiamata Enotria, terra del vino, oggi è la Calabria, che lunedì 25
ottobre si presenterà a Milano con CALABRIA WINE DAY. Da una
collaborazione fra ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino)
Lombardia e AIS Calabria, è nata l’idea di organizzare una serata
di presentazione e degustazione dei migliori vini calabresi. L’evento
aperto al pubblico si terrà lunedì 25 ottobre 2010, presso l’Hotel
Enterprise, in Corso Sempione 91 a Milano dalle 19.00 alle 21.30.
La storia di Enotria
che aveva reso l’odierna Calabria terra conosciuta in tutto il
mondo antico per i suoi grandi vini rivive oggi grazie all’impegno
di tante aziende che hanno recuperato molte varietà storiche ancora
tutte da scoprire. Queste saranno le vere protagoniste della
degustazione.
Durante la serata si
percorreranno le quattro province viticole della regione attraverso
le principali DOC e IGT, ma sopratutto si scoprirà l'ampissima
piattaforma ampelografica calabrese e si apprezzeranno, tra gli
altri, il Magliocco Canino ed il Magliocco Dolce, il Gaglioppo nelle
sue differenti espressioni, il Nerello Calabrese, il Castiglione e la
Nocera per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa; mentre per quanto
riguarda i vitigni a bacca bianca, ci sarà l'opportunità di
degustare il Greco Bianco o Gurdavalle, il Greco di Bianco, il
Pecorello ed il Mantonico. Inoltre si potranno riscoprire autentici
tesori dimenticati quali il Moscato Passito di Saracena prodotto con
un'interessante e curioso metodo.
Infine vi sarà
l'opportunità di apprezzare alcune specialità gastronomiche della
terra di Calabria, quali il Caciocavallo Silano, la Sopressata, il
Capocollo, i Fichi e la Liquirizia.
La Lombardia si presenta
in America con due missioni
per il turismo e l’enogastronomia
La Lombardia si presenta
in America nel segno delle sue eccellenze turistiche ed
enogastronomiche. Gli appuntamenti, iniziati nel settembre scorso,
proseguono fino al 22 ottobre con il progetto “Flavors of
Lombardy”, “Sapori di Lombardia”, che vede la forte
collaborazione dei massimi Enti territoriali lombardi: Regione
Lombardia, Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Mantova
(soggetto capofila), Camera di Commercio di Lecco, Camera di
Commercio di Brescia, Camera di Commercio di Cremona, Camera di
Commercio di Pavia, ENIT New York, Provincia di Mantova, Federazione
delle Strade dei Vini e dei Sapori di Lombardia (soggetto attuatore).
Il progetto, che
rappresenta una grande opportunità per gli operatori lombardi del
settore, ha lo scopo di proporre oltreoceano la Lombardia come
destinazione turistica d’elezione grazie ai suoi articolati
patrimoni ambientali e di tradizioni.
Montagna, laghi,
percorsi d’acqua, città d’arte, cultura, enogastronomia, ma
anche terme, impianti sciistici, golf, straordinarie opportunità di
shopping, moda, lifestyle, strutture ricettive di alto livello: tante
le voci attrattive che la Lombardia può mettere in campo e che
veicolerà negli Stati Uniti attraverso “Flavors of Lombardy”, in
vista anche dell’appuntamento di Expo 2015.
Sono tre le città
americane che ospitano il progetto: Chicago, Boston e New York. Si
è iniziato a Chicago, con un’anteprima inserita nella
manifestazione Italian Expo Chicago (17 / 19 settembre).
Nell’occasione è stato allestito all’interno del Padiglione
Lombardia uno stand dedicato alla promozione turistica territoriale.
Il 19 ottobre, all’Hotel
Millenium Bostonian di Boston, nel pomeriggio, si aprirà il Workshop
cui farà seguito la conferenza stampa di presentazione delle
eccellenze turistiche lombarde.
La Conferenza Stampa
coinvolgerà autorità e media americani. Al termine, in serata, è
in programma la cena di gala nella Vinoteca di Monica, evento che
darà il via a un’intera settimana di promozione del gusto lombardo
presso il medesimo ristorante.
Sarà New York ad
ospitare il terzo appuntamento di “Flavors of Lombardy”, il 20
ottobre. In programma, la conferenza stampa al ristorante San
Domenico, nel pomeriggio, e, a seguire, la cena di gala nello stesso
ristorante. Il giorno successivo, apertura del Workshop in mattinata
al Ristorante “Etcetera, Etcetera”, con successivo buffet per i
partecipanti. Per una settimana le eccellenze lombarde saranno
proposte dai ristoranti “San Domenico”, “Etcetera, Etcetera”
e “Viceversa”.” Sia nei ristoranti di Boston sia in quelli
di New York, individuati per l’iniziativa perché particolarmente
frequentati e fra i più di tendenza in questo periodo, i prodotti
lombardi saranno inseriti in un’apposita sezione dei menù. Durante i 3
appuntamenti sarà distribuito materiale promozionale con
informazioni relative a turismo ed enogastronomia della Lombardia. Un
corner con materiale illustrativo sarà predisposto in ogni
ristorante che ospita i menù tematici lombardi.
“Lo
scopo di tale missione è quello di aumentare i flussi turistici
provenienti dal Nord America, in particolare dall’area centro
orientale degli USA, che vede come destinatari i tour operators, le
agenzie di viaggio, gli alberghi, i centri benessere, i consorzi
turistici, le agenzie di promozione turistica ed altri operatori di
settore della Lombardia – commenta
Carlo Zanetti, Presidente della Camera
di Commercio di Mantova, Ente capofila del progetto -. Attraverso
incontri dedicati, con partner accuratamente selezionati, le imprese
e gli operatori turistici lombardi saranno supportati nelle loro
relazioni con i buyers dell’area al fine di valorizzare i numerosi
fattori di eccellenza della Lombardia: città d’arte e cultura,
attività sportive e di relax, bellezze naturalistiche. La
delegazione imprenditoriale è costituita da circa mille aziende
della quasi totalità delle province lombarde, riunite in consorzi e
associazioni in rappresentanza dell’intera filiera turistica
regionale. Particolarmente nutrita è la partecipazione degli
operatori mantovani (circa 100 rappresentati), che hanno prontamente
colto l’occasione di ampliare i propri mercati di riferimento.
Accanto alla promozione turistica vi sarà anche quella
enogastronomica”.
Concluso
a Roma il convegno “Biodiversità agraria e Ogm” organizzato dal
Conaf
Ogm,
nasce commissione tecnico – scientifica dei dottori agronomi
Il
presidente Conaf Andrea Sisti: <<Il contributo allo sviluppo
della scienza è uno dei punti cardine della nostra missione di
professionisti al servizio del sistema Italia>>
Roma,
19 ottobre 2010.
<<Per affrontare il tema degli Ogm dal punto di vista della
correttezza scientifica e professionale è necessario che gli esperti
presenti all’interno della nostra categoria si riuniscano in una
commissione consultiva per il Consiglio Nazionale. Questo con l’unico
obiettivo di stabilire, come dottori agronomi e dottori forestali,
una linea scientificamente corretta, stabilire regole deontologiche e
un metodo comune validi per tutti i colleghi impegnati attivamente in
questo settore. Il contributo allo sviluppo della scienza è uno dei
punti cardine della nostra missione di Consiglio Nazionale.
Rispetteremo il lavoro di ogni commissione e accetteremo anche
posizioni contrapposte. La mia personale è di profondo rispetto per
la scienza. Da uomo di scienze dico che questa tecnica e la ricerca
più in generale, non si possono fermare, soprattutto se finalizzate
al miglioramento della vita umana>>. Lo ha detto il presidente
Conaf Andrea
Sisti,
al convegno “Biodiversità agraria ed Ogm” che si è svolto oggi
a Roma (Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari)
organizzato dal Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori
agronomi e dottori forestali (Conaf), in collaborazione con l’Ordine
di Roma, Federazione italiana dottori in agraria e forestali (Fidaf)
e Accademia dei Georgofili. Il convegno ha fornito un approfondimento
scientifico, utile e doveroso, su un tema quanto mai attuale degli
Ogm e della biodiversità.
<<Oggi
soltanto quattro varietà di cereali – ha aggiunto Sisti -
soddisfano il 66% del fabbisogno calorico totale dell’essere umano,
altre 15 il restante 34%. Partendo da queste premesse, da tecnico,
ritengo che ci sia la possibilità di migliorare la biodiversità
agricola e al tempo stesso di andare avanti con la ricerca per
favorire l’economia di alcune realtà più marginali. Ma tutto
questo non deve servire ad esportare nuovi modelli. D’altra parte è
anche vero che la ricerca pubblica non ha investito abbastanza in
questo settore dove invece occorre fare sistema e lavorare con le
professionalità più adeguate. Le facoltà di agraria e il mondo
della ricerca scientifica su questo tema devono osare di più. Devono
poter dare un contributo ai livelli amministrativi locali e
regionali. Procedere per slogan e portare avanti una battaglia a
colpi di pro e di contro non giova a nessuno>>. <<Non è
possibile assicurare un futuro all’agroalimentare italiano senza
ricerca ha detto Luigi Rossi, presidente Fidaf, Federazione Italiana
dottori agronomi e forestali. E’ auspicabile – ha aggiunto Rossi
– una ripresa della ricerca delle biotecnologie agrarie come
avviene negli altri paesi europei>>.
Emilie
Frison,
direttore generale di Bioversity International ha ricordato come nel
futuro ci sia sempre più bisogno di cibo: oggi 1 miliardo di persone
(1 su 6) è affamato, mentre 1,1 miliardi sono in sovrappeso. Nel
2050 avremo una popolazione di 9,2 miliardi – con una popolazione
aumentata di circa il 37% -, questo porterà ad una richiesta di cibo
maggiore ad oggi del 70%, alimenti che siano nutritivi e che possano
soddisfare il fabbisogno mondiale. Altra variabile - secondo Frison –
quella del clima, più caldo nel prossimo futuro e che condizionerà
il tipo di agricoltura, con frequenza di eventi estremi, siccità e
piogge torrenziali anomale. “La biodiversità – secondo Frison -
offre di più nel sistema di produzione: una produzione stabile,
permette migliore controllo di parassiti e malattie e porta ad una
agricoltura più sostenibile”.
Il
professor Michele
Stanca,
fra l’altro accademico dei Georgofili ed ex presidente della
Società italiana di genetica agraria, ha ripercorso la storia della
genetica molecolare e il rapporto con l’agricoltura: “la scienza
non va fermata – ha detto Stanca - e gli Ogm sono soltanto una
tecnica di produzione che può essere utilizzata o meno. E’
necessario come sistema Italia organizzare progetti in forma
integrata in modo che, - ha sottolineato - dai risultati di alta
tecnologia si passi allo sviluppo di nuovi prodotti senza disperdere
risorse e intelligenze, oltre che rimanere competitivi su scala
internazionale”.
“La
questione Ogm – Edoardo Corbucci, presidente dell’Ordine di Roma
- non va affrontata in primis da scelte di ordine economico,
politico, e sociale; ma nella consapevolezza che la conoscenza
scientifica, anche in campo genetico, sia un elemento imprescindibile
dell’attività professionale di agronomi e forestali”
Il
Molise da gustare in Sedici tappe
con Paolo Massobrio
Il Molise è
il protagonista del nuovo itinerario on line “ Se dici gusto, dici
Sedici”, la newsletter del giornalista Paolo Massobrio, autore del
Golosario e fondatore di Papillon, nata nel 2008 con la
collaborazione di Fiat e che coinvolge una community di oltre 20mila
persone. Come di consueto, anche questo itinerario (dodicesimo del
2010, 43° in totale), è introdotto da un video di Paolo Massobrio e
da una ricetta filmata, in questo caso la zuppa di riso con le verze,
piatto tipico di questa terra.
L'itinerario
parte da Termoli e la costa, con i suoi trabucchi, le tradizionali
costruzioni in legno utilizzate per la pesca. A Campomarino si
incontra un'istituzione enogastronomica della regione, Di Majo
Norante, nome storico nel panorama enoico nazionale. Ma è
soprattutto un lungo viaggio nell'entroterra, che tocca paesi vocati
alla coltivazione dell'ulivo, come Larino, e terre di vigne, con il
vitigno autoctono Tintilia a regalare le migliori espressioni
territoriali. Dopo aver visitato il curioso museo del Bufù di
Casacalenda e ammirato la Chiesa di San Giorgio Martire di Petrella
Tifernina, si arriva a Campobasso, capoluogo di regione, dove si va
alla scoperta delle migliori botteghe, dei caffè e dei ristoranti.
Assaggiate le eccellenti produzioni casearie di Bojano e dintorni,
l'itinerario scivola in provincia di Isernia, in una zona montana
ricca di tartufi e funghi, toccando Frosolone, Carovilli,
Vastogirardi e la stazione sciistica di Capracotta. Ad Agnone, dove
opera la Pontificia Fonderia Marinelli, la più antica fonderia di
campane conosciuta, si assaggiano mandorle ricce, ottimi formaggi e
dolci tradizionali. L'itinerario si conclude ad Isernia, antico
capoluogo dei Sanniti Pentri, e nei suoi dintorni, dove spicca
Venafro, con la barocca chiesa dell'Annunziata.
“Il Molise
è una regione piccola, e poco conosciuta - spiega Paolo Massobrio-
ma cela paesaggi dispiegati tra mare e alta montagna e tradizioni
gastronomiche di grande rilevanza, a partire dalla sapienza casearia.
Lungo le strade e i tratturi della transumanza, siamo andati alla
scoperta di questa terra, rimanendo colpiti dalla ricchezza di
prodotti, e produttori, per cui merita mettersi in viaggio”.
Per entrare
nella Community di Fiat Sedici e ricevere gratuitamente on line gli
itinerari del gusto di Papillon occorre iscriversi su
www.italiadigolosaria.it o www.clubpapillon.it
Slow Wine 2011
al PalaOlimpico
Presentazione
della nuova guida ai vini: PalaOlimpico (Isozaki), corso Sebastopoli
123 – Torino
Slow
Wine 2011,
la nuova guida ai vini d’Italia di Slow Food Editore viene
presentata mercoledì 20 ottobre dalle ore 10.00 presso il
PalaOlimpico (Isozaki) di Torino (corso Sebastopoli 123). Illustrano
le peculiarità e le novità della guida i curatori Giancarlo
Gariglio
e Fabio
Giavedoni,
Marco
Bolasco,
direttore editoriale Slow Food Editore, Carlo
Petrini,
presidente di Slow Food, Alberto
Cirio, Assessore
all'Istruzione, Sport e Turismo Regione Piemonte, Alessandro
Altamura,
Assessore al Commercio, al Turismo, alle Attività Produttive e al
Marketing Urbano Città di Torino, e altri ospiti a sorpresa. A
moderare il dibattito sarà Roberto
Burdese,
presidente di Slow Food Italia. Al pomeriggio, nella suggestiva
cornice della Reggia di Venaria Reale presso la Galleria di Diana,
ingresso da via Carlo Emanuele II, dalle 15 alle 20 si svolge
la degustazione dei i vini delle 160
aziende insignite della Chiocciola
(costo del biglietto comprensivo di una copia della guida: 65
euro, 40 euro per i soci Slow Food).
Slow
Wine fin dal suo concepimento ha voluto essere una fotografia reale
dell’attuale situazione del vino in Italia. Per descrivere la
realtà si doveva perciò conoscerla uscendo dalle sale degli
assaggi, per compiere un viaggio su e giù per la nostra penisola.
Più
di 2.100 cantine visitate, migliaia di vigneti calpestati, tante
domande e interviste vis-à-vis.
E proprio grazie a questa nuova concezione, il testo racconta degli
sforzi agronomici compiuti dall’azienda oggetto della recensione:
un insieme di informazioni che ne descrive le vigne, i vitigni
piantati e la filosofia che accompagna il lavoro dei
viticoltori.
Slow
Wine ha quindi abbandonato il metodo di giudizio a punteggi,
troppo limitante per poter raccontare le 1850
aziende presenti in guida.
Tre sezioni descrivono le cantine nel loro insieme: Vita, le storie
degli uomini e delle donne che sono stati i protagonisti di queste
realtà; Vigne, i vigneti visitati e descritti nelle loro
caratteristiche e modalità di conduzione; Vini, raccontati in modo
semplice e correlati da una buona serie di dati. Per offrire una
chiave di lettura su ogni singola azienda recensita, perché la
valutazione che più ci piace è quella che prende in considerazione
la cantina nella sua interezza, sono stati adottati tre simboli per
altrettante possibili chiavi di lettura. La Chiocciola
(emblema di Slow Food), come simbolo assegnato a una cantina che ci
piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici,
territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con Slow Food; la
Bottiglia,
simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un’ottima
qualità media per tutte le bottiglie presentate alle nostre
degustazioni; infine la Moneta,
simbolo assegnato a quell’azienda che ha espresso un buon rapporto
tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie presentate alle
nostre degustazioni. Le stesse tre categorie sono poi state
applicate anche ai vini. Vini
Slow:
bottiglie che, oltre a una qualità organolettica eccellente,
riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio,
storia e ambiente. Grandi
Vini:
le migliori bottiglie sotto il profilo organolettico. Vini
Quotidiani:
bottiglie che costano fino a 10 euro in enoteca, dall’eccellente
rapporto tra la qualità e il prezzo.
I numeri di questa opera
editoriale: 2.100
cantine visitate
e 1.850
raccontate,
21.000
vini degustati,
operando una selezione molto rigorosa sono
stati recensiti esclusivamente i migliori 8.400.
Tutto questo grazie a una squadra di 200
collaboratori,
che hanno percorso in lungo e in largo la nostra penisola. Inoltre 56
carte geografiche
condurranno il lettore alla scoperta del vigneto Italia.
«Siamo
convinti che la battaglia contro l’omologazione dei gusti e
l’appiattimento delle caratteristiche organolettiche dei vini possa
passare solo attraverso la conoscenza dei territori, dei vitigni e
degli uomini che compongono il terroir italiano». (Giancarlo
Gariglio e Fabio Giavedoni).
Prezzo
della guida in libreria: 24 euro
Quest’anno
sotto l’albero porta l’aroma dei prodotti appena
sfornati dalle
macchine per il pane Kenwood
Grazie
al timer per programmare l’accensione e l’esecuzione del
programma impostato con partenza ritardata e alla funzione di
mantenimento della temperatura le macchine per il pane Kenwood
regalano, per le fredde giornate natalizie, dolci e caldi momenti di
gusto.
Treviso,
14 ottobre 2010
- Dal pane tradizionale, agli impasti per sfilatini dolci con zucca e
uvetta senza tralasciare le golosità salate, le macchine del pane
Kenwood permettono di impastare, lievitare e, infine, cuocere
qualsiasi tipo di pane.
Selezionando
i tre livelli di doratura è possibile scegliere il tipo di nuance
desiderata tra chiara, media e scura. Inoltre, l’esclusivo sistema
di cottura ventilata presente nei modelli BM450 3 BM350 consente di
cuocere il pane in modo uniforme.
I tempi
di preparazione variano in base al programma scelto: quello rapido,
permette di ottenere un pane a regola d’arte in soli 58 minuti, i
tempi e le modalità si diversificano in base alla funzione impostata
fino ad arrivare a 3 ore e 30 per i programmi più elaborati. Due
funzioni specifiche sono, inoltre, dedicate alla realizzazione di
marmellate e di pane realizzato con farine senza glutine ideale
quindi per chi ha intolleranze alimentari.
Lasciatevi
guidare dalla vostra fantasia sorprendendo, nelle festività
natalizie, tutta la famiglia con alimenti ricchi di ingredienti e
spezie tipiche del Natale. Pane senza glutine, all’uvetta e
canditi, alla frutta secca, allo zenzero o alla cannella sono solo
alcuni dei desideri che si possono realizzare.
Struttura
in metallo, finiture in acciaio spazzolato, pannello comandi touch
screen e potenza da 780 W caratterizzano il modello top di gamma BM
450 disponibile ad un prezzo di 180 euro. Bianco e acciaio sono i
colori che contraddistinguono la macchina del pane BM 350, la cui
potenza è di 645 W e il prezzo 130 euro. Bianco come la neve, dal
design semplice e compatto è il modello BM 250 disponibile ad un
prezzo di 90 euro.
Kenwood Fondata
in Inghilterra nel 1947 dall’imprenditore Kenneth Wood, Kenwood è
un brand di riferimento nel settore degli elettrodomestici per la
preparazione dei cibi grazie all’innovazione, qualità, design e
funzionalità delle sue proposte. Kenwood è entrata, nel 2001, a far
parte del Gruppo De’ Longhi, leader nel settore degli
elettrodomestici e della climatizzazione, andando a consolidare
ulteriormente le linee di prodotto del gruppo trevigiano. Oggi
Kenwood è una dinamica realtà internazionale presente in oltre 80
Paesi. L’Headquarters si trova ad Havant, nella contea inglese
dell’Hampshire, mentre la sede italiana è presso l’headquarters
di De’ Longhi Appliances a Treviso.
Per
maggiori informazioni visitare il sito www.kenwoodworld.com
|
Le
notizie della settimana 14
ottobre 2010
|
A
Milano il 21 ottobre
Convegno su
“Innovazione Tecnologica per il Commercio Alimentare”
a cura di Comufficio – FIDA
In occasione di Smau 2010
(Fieramilanocity – Pad. 3 - Porta Teodorico) il giorno Giovedì 21
ottobre 2010 – dalle ore 13,30 alle 15,30 si svolgerà il
convegno “Innovazione Tecnologica per il Commercio
Alimentare” a cura di Comufficio – FIDA presso
l’AREA INNOVAZIONE PER IL RETAIL / GDO.
Il programma sarà il seguente:
Coordinano Donatella Prampolini
- Vice Presidente Federazione Italiana Dettaglianti
dell’Alimentazione
Marco Schianchi
- Presidente Comufficio
Saluti Dino Abbascià -
Presidente Nazionale Federazione Italiana Dettaglianti
dell’Alimentazione
Interventi Riccardo
Mangiaracina - Responsabile Ricerca Ossevatorio Commerce B to C –
Politecnico di Milano
Daniele Tirelli - Presidente
POPAI
Quale futuro per il negozio
tradizionale alimentare milanese:
Testimonianze Eugenio Casucci
– ADICO; Gianfranco Gentile - Frutteto Casagrande
S.r.l.; Oddone Sangiorgi - Consorzio FIA
La parola ai fornitori di soluzioni
tecnologiche
· Il
marketing digitale
· Il progetto
Innovhub
· Le
etichette elettroniche
· Nuovi
business dai giochi di sorte legati al consumo
Claudio Vailati Proxima
Centauri
Antonio Zulianello - Nec Italia
Nasce il
primo Master in Comunicazione e Giornalismo
Multimediale
Enogastronomico
Un’iniziativa
di Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e Gambero Rosso in
collaborazione con la Città del gusto di Napoli
Conferenza
Stampa di Presentazione: Lunedì
18 Ottobre ore 11 Città
del gusto Via Coroglio 104, Napoli
Lunedì
18 Ottobre alle ore 11 presso
la Città del gusto di Napoli (Via Coroglio 104, Napoli) verrà
presentata alla stampa la
prima edizione del
Master in
Comunicazione e Giornalismo Multimediale Enogastronomico.
Alla
presentazione prenderanno parte Vito
Amendolara,
Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Lucio
d’Alessandro,
Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università
Suor Orsola Benincasa e direttore scientifico del Master, Paolo
Cuccia, presidente
di Gambero Rosso e membro del comitato scientifico del Master,
Daniele Cernilli,
direttore responsabile di Gambero Rosso e Alfonso
e Livia Iaccarino
del ristorante Don Alfonso 1860.
Università degli Studi
Suor Orsola Benincasa Tel-Fax 081-2522347; Cell.
380-7123104 ufficiostampa@unisob.na.it
Il
workshop di Google sulla pubblicità online
21
ottobre 2010 , ore 10.00
Hotel
Brufani - Piazza Italia 12, Perugia
Perugia,
13 ottobre 2010 – Branding
online per affermare il marchio e aumentarne
visibilità e riconoscibilità su
Internet e advertising online per raggiungere milioni di
potenziali “golosi” con annunci
pertinenti sulla pagina dei risultati dei
motori di ricerca. Questi sono alcuni dei temi che Google affronterà
con i responsabili marketing delle aziende dolciarie e del comparto
alimentare nel corso di un workshop organizzato ad hoc in
collaborazione con il Gruppo APICE all’interno della 18° edizione
della prestigiosa manifestazione Eurochocolate di Perugia.
L’appuntamento
è per giovedì 21 ottobre a partire dalle ore 10.00
presso la Sala Convegni dell’Hotel Brufani (p.za Italia, Perugia)
con il workshop dal titolo: “Google@Eurochocolate:
il cioccolato e la pubblicità online”.
Obiettivo
dell’incontro è illustrare le opportunità che
il motore di ricerca mette a disposizione delle aziende alimentari
per migliorare in rete il posizionamento
del brand e dei prodotti
di largo consumo grazie a operazioni di
marketing online.
Nel
corso del workshop, i responsabili di Google illustreranno le
strategie di marketing integrato che permettono di potenziare,
attraverso Internet, gli effetti delle campagne tradizionali e
migliorare la visibilità del marchio per aumentarne la conoscenza e
le visibilità attirando gli utenti sul sito aziendale. Esempio
concreto delle campagne search e display della stessa Eurochocolate e
i risultati positivi raggiunti nel caso del festival del cioccolato.
Verranno
inoltre approfonditi concetti come l’importanza del branding online
per le aziende del settore e il fenomeno della ricerca di
informazioni su un prodotto online, a cui fa seguito l’acquisto sui
canali tradizionali, oltre all’ottimizzazione del costo per
conversione e la misurabilità del ROI utilizzando piattaforme di
e-commerce nel mercato del Largo Consumo.
Al
termine dell’incontro, sarà inoltre possibile partecipare a
sessioni individuali offerte dai consulenti di Google.
La partecipazione al workshop è
gratuita ma è necessaria la registrazione a “Google@Eurochocolate: il
cioccolato e la pubblicità online”.
Vini
di Puglia nei paesi extra Ue:
prossima
tappa la Svizzera
Prosegue
il tour dei vignaioli pugliesi nei Paesi extra UE. Mancano infatti
pochi giorni al via della terza tappa del progetto VinidiPuglia,
straordinaria iniziativa
di valorizzazione ed esportazione del made
in Puglia
ideata e coordinata dall'omonima associazione temporanea composta da
24 imprese produttrici di vino.
Dopo
Canada e Stati Uniti, quindi, il progetto approda in Svizzera, a
Zurigo,
dove da lunedì
18 a sabato 23 ottobre
le aziende pugliesi saranno
protagoniste di un intenso calendario di appuntamenti: un seminario
introduttivo,
riservato a esperti del settore fra cui ristoratori, enotecari,
buyer, giornalisti, scrittori, sommelier ed educatori del vino, con
presentazione dei territori dei vini di Puglia e degustazioni guidate
dal giornalista Christian
Eder,
che si terrà presso il Renaissance
Zürich Hotel (www.renaissancezurich.ch).
Gli stessi ospiti parteciperanno poi al workshop
che consentirà a ciascun produttore di presentare la propria azienda
e far degustare i vini più rappresentativi della produzione. Gran
finale con un evento
aperto al pubblico
organizzato in uno dei luoghi più noti e frequentati dagli
appassionati di enogastronomia: la degustazione
dei vini delle aziende partecipanti nel winebar del grande magazzino
Shoppi Tivoli (www.shoppitivoli.ch).
La promozione delle aziende e la degustazione guidata saranno
affidati a sommelier di consolidata esperienza e profondi conoscitori
dei vini pugliesi. Autorevole partner della tappa svizzera (in
particolare per quanto concerne il seminario e l'evento allo Shoppi
Tivoli) è “Vinum”,
periodico di settore di grande prestigio grazie al quale l'iniziativa
ha già raggiunto e superato i 27.000 contatti, pari al numero degli
abbonati alla rivista, tutti appartenenti a un target particolarmente
interessante in quanto composto da enotecari, ristoratori, titolari
di piccole boutiques enotegastronomiche.
Il
progetto “VinidiPuglia” beneficia dei contributi del Ministero
delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali italiano -
Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 479/08 del
Consiglio - per la promozione di vini DOP, IGP e Spumanti di qualità
sui mercati dei Paesi terzi. Imponente l'investimento complessivo,
pari 1.561.952.50 euro, di cui ben il 30% a carico dei produttori, il
50% a carico del Ministero e il restante 20% della Regione
Puglia (assessorato Risorse Agroalimentari).
Dunque un significativo esempio di sinergia
fra pubblico e privato
uniti dal comune intento di rendere efficace e mirata ogni singola
azione prevista, garantendo una positiva ricaduta sull'intero
territorio.
Per
la prima volta in Puglia alcune fra le migliori aziende della regione
hanno scelto di unirsi per creare ed esportare un
unico brand,
per un progetto quinquennale (2010-2015) che comprende sia azioni di
esplorazione e penetrazione di nuovi mercati, sia azioni di
consolidamento.
Promotori
di questa sinergia tre autorevoli esponenti del settore
agroalimentare: Giuseppe
Palumbo,
presidente di Assindustria Bari-sezione Vini, Paolo
Leccisi,
presidente Confagricoltura
Puglia, Vittoria
Cisonno,
presidente Movimento Turismo del Vino Puglia che, grazie al soggetto
attuatore Agriplan s.r.l., hanno costituito un'ATI (associazione
temporanea d'impresa) presieduta dallo stesso Palumbo.
Tre
gli obiettivi:
presentare il territorio attraverso notizie, immagini e suoni
significativi (i seminari), creare il contatto commerciale con gli
operatori esteri (workshop one
to one),
far conoscere i vini di Puglia al grande pubblico attraverso una
serie di iniziative mirate.
Di particolare interesse a tal proposito
il portale www.winesofpuglia.com
realizzato in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco)
e continuamente aggiornato sia con le iniziative legate al progetto
sia con varie notizie sui vini di Puglia che saranno segnalate nel
corso di tutto l'anno, contribuendo così a mantenere viva
l'attenzione degli utenti di ogni parte del mondo.
A
rendere ancor più articolato ed efficace il progetto, anche
un'iniziativa extra, interamente a carico di privati coinvolti in
qualità di sponsor: la prima è il Premio
giornalistico “Wines of Puglia”,
prima edizione riservata ai giornalisti che interverranno ai vari
appuntamenti in programma nei tre Paesi. Attraverso la pubblicazione
di articoli o la messa in onda di servizi televisivi o radiofonici
dedicati al comparto vitivinicolo pugliese, contribuendo alla
conoscenza e alla valorizzazione della nostra regione, essi potranno
aggiudicarsi un viaggio con soggiorno per due persone presso la
Masseria Torre Coccaro (hotel 5 stelle lusso) di Fasano (Br).
Tutte
le info sul progetto (programma, aziende partecipanti, strutture
coinvolte) cliccare qui.
Le Donne
del vino del Piemonte “adottano”
il vino della Georgia
La delegazione Piemonte
de Le Donne del vino, a partire dall’edizione 2010 di Terra Madre
ha deciso di supportare il Presidio del vino in anfora georgiano e
precisamente quello del villaggio Nakhshirgele, nella regione
di Imereti che si trova nella parte occidentale del paese. In
questa zona si produce vino bianco dall'uva Tsolikauri e Tsitska
essenzialmente per il consumo familiare, senza strutture, con una
interessante tecnica di vinificazione: grandi anfore di terracotta
sono interrate per consentire prima la fermentazione e poi
l’affinamento dei vini, sia bianchi sia rossi. Questa tecnica, che
esprime al meglio le varie aree pedoclimatiche del paese ed esalta le
diverse varietà di vitigni, è presente su tutto il territorio
georgiano, con pratiche leggermente differenti secondo le tradizioni
locali é a rischio di scomparsa. Il Presidio è stato avviato nel
2008 con lo scopo di aiutare i viticoltori di Imereti a produrre un
vino imbottigliabile e commercializzabile, dotandoli di strutture
elementari di vinificazione e di stoccaggio.
Domenica 24 ottobre
alle ore 11, la delegazione Piemonte incontrerà alcuni
rappresentanti dei produttori di Imereti, tra cui la signora Nestan
Kravishvili, presso lo spazio del Presidio per incrementare la rete
delle donne che si occupano di vino, per conoscerne le esigenze e
per uno scambio di informazioni.
Domenica 24 ottobre
alle ore 18 presso lo spazio della Regione Piemonte é previsto
un incontro dal titolo “Di vino e di riso con l’altra metà del
cielo”. Le associazioni Le Donne del vino e Donne& Riso
parleranno dei loro programmi futuri. Al termine é previsto un
assaggio di dolci di riso in abbinamento ai vini aromatici
piemontesi. Interverranno Michela Marenco, delegata del Piemonte
delle Donne del vino; Licia Vandone, presidente Donne & Riso.
Modera l’incontro la giornalista Piera Genta.
La delegazione “Le
Donne del vino” del Piemonte é composta da donne professioniste
nel campo vinicolo che in modo specifico sono impegnate a diffondere
la cultura del vino piemontese. Con 120 iscritte, di cui oltre 60
produttrici, circa 30 ristoratrici e le rimanenti distribuite in
altre categorie rappresentano la filiera vitivinicola dal vigneto
alla comunicazione e sono riconosciute come una delle espressioni più
interessanti dell’imprenditoria femminile.
Terra Madre è
l'incontro mondiale delle comunità del cibo, organizzato da Slow
Food, che riunisce attori della filiera agroalimentare da oltre 160
Paesi, impegnati a difendere e promuovere modi di produzione
rispettosi dell’ambiente, attenti alle risorse naturali, alla
conservazione della biodiversità, alla giustizia sociale.
Quest'anno il meeting è
giunto alla sua quarta edizione e si svolgerà dal 21 al 25 ottobre a
Torino - www.terramadre.org
EBNT. Guglielmi: “Preoccupante il ricorso al massimo ribasso
nelle gare d’appalto
della ristorazione collettiva”
Roma 8 ottobre 2010
– Sono stati presentati questa mattina a Bruxelles, nel corso della
riunione plenaria del Dialogo Sociale Settoriale Europeo
(EFFAT-FERCO), a cura di Elisa Camellini della Filcams-CGIL,
l'aggiornamento al primo semestre 2010 dell'Osservatorio sulle gare
di appalto nella Ristorazione Collettiva elaborato da EBNT e Angem.
Il dato più rilevante si
evidenzia nel calo del numero delle gare. Ma si tratta di: una
diminuzione fisiologica, dovuta quasi esclusivamente al settore della
ristorazione scolastica, che nei primi mesi dell’anno vede il
rinnovo dei propri appalti. Ma non è questo a preoccupare l'Ente..
"Quello di EBNT, ha
commentato il Presidente dell'Ente Bilaterale Nazionale per il
Turismo, Gabriele Guglielmi, é l'unico osservatorio di questo tipo
in Europa ed è l'unico strumento che consente di valutare sia
l'andamento del mercato, sia i comportamenti delle imprese e delle
stazioni appaltanti. Anche se la normativa europea sull'offerta
economicamente più vantaggiosa è ormai la procedura di riferimento,
ha continuato Guglielmi,dobbiamo purtroppo rilevare che anche nel
secondo semestre 2010, il criterio del massimo ribasso, interessa
ancora oltre un quinto delle procedure; con punte anche superiori
nelle gare indette da forze armate e università; così come risalta
il dato ancor più preoccupante delle scuole, dove oltre un quarto
delle gare è aggiudicato con il criterio del massimo ribasso".
Alle preoccupazioni di
Guglielmi, si aggiungono quelle di Ilario Perotto, Presidente di
Angem, il quale, parlando a una platea di enti appaltanti dal palco
di “Ristorazione 2010”, il convegno organizzato a Milano dal
mensile “Ristorando”, lancia un nuovo campanello di allarme.
“L’obiettivo del committente, ha detto, è
sempre più spesso il contenimento dei costi, piuttosto che la
qualità dei servizi. Le aziende di
ristorazione collettiva sono costrette a stressare verso il
basso il prezzo in quanto devono confrontarsi con bandi di gara nei
quali l’offerta è al massimo ribasso, andando ad incidere sulla
qualità del pasto”.
I
dati dell'Osservatorio sono riportati sul sito www.ebnt.it
Emilia
Romagna: Frutti “dimenticati”, tartufo, Lambrusco e delizie
piacentine
nel
terzo fine settimana di ottobre del Wine Food Festival
Ci sono
gli antichi sapori della terra nel terzo fine settimana di ottobre
del Wine Food Festival. Quelli dei frutti “dimenticati”
dell’omonima Sagra di Casola Valsenio, nel ravennate, che offre una
suggestiva sfilata di nespole, azzeruole, sorbe, corbezzoli,
corniole, mele cotogne e pere volpine, e dei prodotti da esse
ricavate, ma anche quelli del tartufo nero di Fragno a Calestano, nel
parmense, e di quello bianco di Dovadola (Fc) e Bondeno (Fe), senza
dimenticare lo spumeggiante nettare ricavato dalle uve Lambrusco, cui
si rende omaggio a Correggio, nel reggiano, con il “Raccontavino”.
Spazio
anche alla ricca tavola della bassa piacentina, con i “pisarei e
fasò”, gli stracotti, il fritto d’acqua dolce, la torta
sbrisolona, proposti per quasi due mesi nell’ambito di “Un PO di
gusto” dai ristoratori di sette comuni della Strada del Po e dei
Sapori della Bassa Piacentina. Proseguono anche nel weekend gli
appuntamenti con la Sagra del Tartufo Bianco a Sant’Agata Feltria,
nel riminese, e “Tartufesta” sull’appennino bolognese, la Sagra
del Marrone a Castel del Rio (Bo) e la Festa della Castagna a Tiedoli
(Pr), la Salamina da Sugo a Madonna Boschi (Fe) e la passerelle delle
eccellenze enogastronomiche modenesi a Carpi, con “Tipici Dop in
Festa”. Tutti i programmi degli appuntamenti sono consultabili su
www.winefoodfestival.it,
dove si può trovare anche l’elenco dei pacchetti soggiorno creati
appositamente per permettere ai turisti di godersi al meglio gli
eventi, andando contemporaneamente alla scoperta delle eccellenze
turistiche dell’Emilia Romagna.
A
Casola Valsenio “archeologia frutticola” con la Sagra dei Frutti
Dimenticati
E’
giunto alla 20a edizione il tradizionale appuntamento della località
romagnola con la festa dedicata alla riscoperta degli antichi sapori
dimenticati, ai prodotti d’autunno e a quei frutti di cui si è
perso l'uso. Sabato 16 e domenica 17 gli agricoltori casolani
esporranno i frutti autunnali, raccolti da antiche piante: nespole,
azzeruole, sorbe, avellane, castagne, corbezzoli, corniole, noci,
melagrane, mele della rosa, cotogne, pere volpine e tutti gli altri
piccoli frutti autunnali, consumati in passato dalla popolazione
contadina della collina e di cui ancora si ha memoria. Nel corso
della festa saranno premiati la confettura di marmellata più
gustosa, la miglior produzione di antichi liquori e la bancarella più
estrosa, mentre uno stand gastronomico offrirà specialità
autunnali. I ristoratori casolani prepareranno, per l'occasione,
piatti a base di frutti dimenticati.
Calestano,
Dovadola, Bondeno, Sant’Agata Feltria, Bologna: a tutto tartufo
Tanti gli
appuntamenti del weekend 16-17 ottobre dedicati al tartufo e alle sue
diverse varietà. A Calestano (Pr) si apre, il 17 ottobre, la prima
delle sei domeniche della XXa Fiera del Tartufo Nero di Fragno, tra
visite guidate in tartufaia, esposizione e vendita di tartufo e
prodotti tipici e specialità gastronomiche al tartufo nei ristoranti
locali. Sempre domenica si terrà la “Tartufo Trail Running”
(partenza Piazza Europa, ore 8.00) originale gara podistica sulla
distanza di 50 e 28 km attraverso i luoghi dove nasce il Tartufo Nero
di Fragno. Tartufo, ma questa volta della varietà bianco, anche alla
Sagra del Tartufo di Dovadola, nel forlivese, dove domenica 17 si
potranno gustare tagliatelle, polenta, crostini, panzerotti e uova al
tartufo, ma non mancheranno ovviamente piadina, salsiccia e
Sangiovese. Le tre varietà di tartufo presenti nel territorio di
Bondeno (Fe), ovvero il bianco pregiato, il nero liscio e
l’“invernale”, saranno in esposizione, da venerdì 15 a
domenica 17, al Centro Fiera Bondeno, dove si potranno anche
assaporare le tipiche ricette della cucina ferrarese tutte declinate
a base di tartufo. Infine a Sant’Agata Feltria e a Monzuno, Pianoro
e San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino Bolognese, proseguono
rispettivamente gli appuntamenti con la Fiera Nazionale del Tartufo
Bianco Pregiato e “Tartufesta”.
Lambrusco
in festa a Correggio con il “Raccontavino”
Non è
casuale che Correggio dedichi due giorni di festa al rosso
spumeggiante che anche il grande mondo dell’enologia sta
dimostrando di cominciare ad apprezzare. La cittadina vanta la
maggior superficie vitivinicola della provincia reggiana, la maggior
densità di vigneti e la più alta produzione complessiva di vino.
Oltre all’esposizione e degustazione delle produzioni locali di
Lambrusco, agli stand di prodotti tipici e lavorazione di sughi, saba
e “savor” e a un vasto programma di esposizioni, spettacoli e
mostre d'arte, durante la festa si potrà assistere, domenica 17, a
tutte le fasi di lavorazione del maiale secondo l’antichissima arte
norcina. Per l’occasione Correggio esibirà tutta la sua grande
tradizione museale e architettonica, aprendo le collezioni e
ospitando eventi culturali di prestigio.
Sapori
piacentini in passerella, con “Un PO di gusto”
Per una
volta lontani dall’atmosfera vociante e talvolta confusionaria
delle sagre paesane, comodamente seduti al ristorante, per quasi due
mesi gli appassionati di enogastronomia avranno l’opportunità di
assaporare, in 14 ristoranti della Strada del Po e dei Sapori della
Bassa Piacentina, il meglio della tradizione culinaria locale. E’
“un PO di gusto”, rassegna gastronomica dedicata alla tavola
piacentina e ai suoi must, dai tre salumi Dop della provincia, ai
pisarei e faso, dai tortelli di ricotta e spinaci, agli
stracotti, senza dimenticare le divagazioni che si rifanno alle
tradizioni della Bassa Piacentina, come il culatello, il fritto
d'acqua dolce, l'anguilla in umido con piselli e polenta, la mariola,
la torta sbrisolona, la mostarda di fichi e tantissimi altri.
Info,
programmi e pacchetti sul sito www.winefoodfestival.it
IX Selezione dei Vini di Toscana,
prorogati
al 20 ottobre i termini per iscriversi
In programma un grande workshop con
sellers e buyers e giornalisti a novembre alla Leopolda
Firenze,
8 ottobre 2010.-
Proroga di dieci giorni del termine di scadenza per raccogliere
iscrizioni alla IX Selezione dei Vini di Toscana, inizialmente
fissato per il 10 ottobre. Dopo aver raccolto tra i produttori
innumerevoli richieste di prolungare l’apertura delle iscrizioni a
causa dell’accavallarsi con il periodo di vendemmia, Toscana
Promozione ha deciso – dopo aver chiesto e ottenuto
l’autorizzazione ministeriale alla proroga – di concedere un
ulteriore periodo di tempo, fino al 20 ottobre, per dare la
possibilità alle aziende che ancora non lo avessero fatto perché
impegnate ancora con la vendemmia, di iscrivere i propri vini alla IX
edizione della Selezione.
Una
opportunità da non perdere, che attira molto l’attenzione delle
aziende, soprattutto tra quelle che da sole non sarebbero in grado di
organizzare missioni all’estero o partecipare singolarmente alle
varie manifestazioni enologiche italiane e internazionali.
Il
“giro attorno al mondo” che si appresta a compiere il bouquet di
eccellenza che uscirà dal concorso in programma a terrà a Siena dal
19 al 21 novembre prossimi rimane dunque un ambìto obiettivo per i
produttori di vino, come testimonia la costante crescita di giorno in
giorno del numero dei partecipanti sia con nuove aziende, che al
momento costituiscono oltre il 30% delle iscrizioni, sia con
produttori ormai “storici” che hanno già partecipato a passate
Selezioni.
Rispetto
alle altre edizioni, la numero 9 si porta dietro numerose novità tra
cui spiccano l’opportunità di partecipare alla Selezione anche con
vini che ancora non sono in commercio ma che lo saranno dal prossimo
1 gennaio e la possibilità per i selezionati di entrare subito a
diretto contatto con il mercato, grazie al Workshop che Toscana
Promozione ha organizzato per i soli operatori del settore il 25 e 26
novembre alla Stazione Leopolda di Firenze. Circa 300 sellers
toscani, circa 100 buyers sia italiani che stranieri e soprattutto
una vetrina per la stampa, che sarà presente con esponenti del
giornalismo nazionale e internazionale di settore.
In Mostra l'Abruzzo
La casa vinicola
Caldirola a Biodiversamente,
il primo Festival dell’Ecoscienza
Milano 14 ottobre 2010
– Casa Vinicola Caldirola, azienda vitivinicola lombarda, rafforza
il dialogo con WWF Italia, avviato ad inizio 2010 con il progetto
“Abruzzo, Terra di Natura”, attraverso il sostegno e la
partecipazione a Biodiversamente, il primo Festival dell’Ecoscienza
che ha l’obiettivo di promuovere e divulgare il valore della
biodiversità e l’importanza delle istituzioni museali per la sua
conservazione.
La presenza attiva
dell’Azienda si tradurrà, sabato 23 e domenica 24 ottobre, in tre
appuntamenti su tre diverse città: Milano, Torino e Teramo.
A Milano, presso l’Orto
Botanico di Brera, e a Torino, presso il Museo di Scienze Naturali,
verrà esposta la quinta tappa della mostra fotografica itinerante
“Uomini in Oasi”, realizzata nell’ambito del progetto biennale
“Abruzzo, Terra di Natura”, nato nel 2010 – in concomitanza con
l’Anno Internazionale della Biodiversità – con lo scopo di
promuovere la corretta gestione delle risorse naturali per lo
sviluppo sostenibile del territorio.
Gli scatti, affidati ai
giovani dell’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario di Pescara,
raccontano con un linguaggio altamente emozionale, il volto e il
lavoro quotidiano degli uomini e delle donne che operano presso le
aziende agricole attive all’interno del territorio della Riserva
Regionale Naturale Oasi WWF Calanchi di Atri (TE) , che l’Azienda
ha scelto di sostenere con interventi di riqualificazione durante i
due anni di partnership con WWF Italia.
Il reportage ha in
particolare l’obiettivo di valorizzare l’Oasi WWF nelle sue
attività agricole e tipicità gastronomiche: tra i visi e le mani
degli agricoltori compaiono le lame dell’erpice meccanico, i rami
dell’ulivo da potare, il barattolo di miele che si accompagna al
pecorino, le occhiate pacifiche delle mucche da latte. Contesti
sempre più rari ma simbolo del grande rispetto di questi agricoltori
verso le tradizioni della propria terra.
In occasione
dell’esposizione, verranno distribuite al pubblico le eco-shopper
personalizzate con alcune immagini della mostra e il vademecum
informativo che propone un viaggio alla scoperta delle biodiversità,
animali e vegetali, dell’Abruzzo.
Il terzo appuntamento è
in programma a Teramo, presso la Villa Comunale, dove verrà
allestita una degustazione di Montepulciano d’Abruzzo doc La
Cacciatora e altri prodotti Casa Vinicola Caldirola, che i visitatori
avranno anche la possibilità di acquistare. Il ricavato delle
vendite sarà devoluto a favore della raccolta fondi per i progetti
del WWF Abruzzo.
“L’adesione a questa
iniziativa – ha dichiarato Michele Radaelli, amministratore
delegato Casa Vinicola Caldirola – supporta il progetto avviato in
Abruzzo e conferma la nostra volontà di intraprendere un percorso
sempre più verde e attento ai temi legati alla sostenibilità
ambientale che si possa sviluppare in eventi su tutto il territorio
nazionale.
Per maggiori informazioni
Fare
industria oggi a Torino: l’Innovation
Center del Gruppo Lavazza
Istituzioni e aziende si confrontano
sul futuro della città e sull’importanza
dell’innovazione
per vincere le sfide della
globalizzazione
Torino, 1° ottobre
2010 – Innovazione e ricerca, internazionalizzazione, qualità
del lavoro e dei saperi, nuove relazioni industriali, insieme con un
forte radicamento al territorio, sono i paradigmi del processo di
reindustrializzazione del Nord-Ovest. Questi i principali argomenti
della discussione che si è svolta oggi, in occasione dell’apertura
dell’Innovation Center del Gruppo Lavazza, nell’ambito di una
tavola rotonda sul tema “Fare industria a Torino: l’esperienza
Lavazza”.
Dopo il tradizionale
taglio del nastro da parte del Presidente Alberto Lavazza e dei tre
Sindaci - di Torino, Sergio Chiamparino, di San Mauro Torinese,
Giacomo Coggiola e di Settimo Torinese, Aldo Corgiat - si è dato
inizio ai lavori, introdotti da Giuseppe Berta, Direttore del Centro
di Ricerca EntER dell’Università Luigi Bocconi, che ha presentato
la ricerca sull’esperienza Lavazza, seguita dal commento di
Fabrizio Onida, Professore di Economia Internazionale sempre presso
la Bocconi.
Paolo Bricco, inviato
speciale de Il Sole 24 Ore, ha poi moderato la tavola rotonda, alla
quale hanno partecipato Sergio Chiamparino, Susanna Camusso,
Segretario Confederale CGIL, Francesco Profumo, Rettore del
Politecnico di Torino, Giuseppe Gherzi, Direttore dell’Unione
Industriale di Torino, Antonio Calabrò, Direttore Corporate Culture
di Pirelli & C. SpA e il Direttore Centrale Corporate Lavazza
Alessandro Lorenzi.
“E’ con particolare
orgoglio che inauguriamo oggi l’Innovation Center Lavazza, simbolo
dell’evoluzione dell’azienda e che, non a caso, sorge proprio nel
luogo chiave della nostra storia, lo stabilimento di Settimo Torinese
- ha dichiarato Alberto Lavazza, Presidente dell’azienda -.
La ricerca è per Lavazza condizione essenziale della propria
crescita e capacità competitiva internazionale. La scelta di
mantenere il centro propulsivo dell’azienda, cioè della sua
capacità di guida strategica e coordinamento operativo, sul
territorio torinese è coerente con il piano di crescita industriale
che supera i confini nazionali e guarda ai mercati internazionali,
sia quelli storicamente evoluti sia quelli di recente sviluppo.
Proprio in questi luoghi – il nascituro centro direzionale di
Torino e questa sede oggi inaugurata – si attiveranno i nuovi
progetti che vedranno partecipi, ad esempio, il Politecnico di Torino
e l’Università di Torino quali partner di eccellenza”.
Il centro per
l’innovazione Lavazza è stato realizzato grazie a un’imponente
opera di trasformazione di quella che era la palazzina di direzione
dello stabilimento di Settimo, con un investimento di 10 milioni di
euro, applicando per la prima volta le Linee Guida di Architettura
Coordinata di cui si è recentemente dotato il Gruppo Lavazza.
Progettazione e
realizzazione degli spazi esterni e degli oltre 4.000 mq di
laboratori, aule e uffici interpretano, infatti, il sistema di valori
in cui si riconosce l’azienda: sostenibilità, trasparenza,
flessibilità, comfort sono infatti i principi ispiratori che
caratterizzano l’Innovation Center. Saranno oltre 100 le persone
che lavoreranno stabilmente nel centro di competenza, che accoglierà
tre Direzioni: Ricerca e Sviluppo, Design e Ingegneria di Macchine e
Sistemi, e il Training Center, centro di formazione e diffusione
della cultura dell’espresso italiano nel mondo.
Questa nuova scommessa
sul futuro industriale di Torino da parte di Lavazza si basa, oltre
che sulla considerazione delle doti e delle risorse accumulate dal
territorio in oltre un secolo di storia industriale, sulla
convinzione che sia possibile rilanciare la dimensione della
produzione attraverso processi volti a elevare, in una prospettiva
congiunta, la qualità del prodotto e del capitale umano.
“L’innovazione –
ha osservato Alessandro Lorenzi, Direttore Centrale Corporate
Lavazza - incide oggi significativamente sul processo produttivo, che
deve rispondere a standard sempre più elevati di produttività,
qualità e flessibilità. Tutto questo implica un cambiamento esteso
e profondo dei processi aziendali, che devono essere supportati da
un’organizzazione del lavoro migliorata anche attraverso una
partecipazione più attiva dei lavoratori e da una maggiore qualità
delle risorse umane. La sfida del nuovo processo di
reindustrializzazione – prosegue Lorenzi – deve quindi prevedere
un nuovo patto di cooperazione tra impresa, sindacati, lavoratori e
istituzioni locali”.
Su questo tema si è
sviluppata la ricerca svolta da Giuseppe Berta, che ha
sottolineato: “Si è ripetuto spesso negli ultimi tempi che manca
all’Italia una politica industriale. A livello territoriale,
davvero urgente è una politica per l’industria, un complesso di
interventi che favoriscano il rilancio e il miglior funzionamento
possibile dell’attività produttiva. Il caso di Lavazza va
riportato a questo contesto, volto a potenziare un caposaldo della
produzione industriale dell’area di Torino. Con le sue ultime
decisioni Lavazza ha confermato la propria presenza industriale nel
territorio dove è nata e si è sviluppata, proprio nel momento in
cui ha varato alcuni importanti progetti destinati ad assicurarle una
consistente proiezione internazionale. Il made in Italy, anche in un
prodotto di largo consumo, come il caffè, può costituire il volano
per uno sviluppo massivo a livello internazionale”.
Il commento di Fabrizio
Onida ha completato il quadro degli interventi: "Da più di 20
anni anche le medie imprese italiane - il "quarto capitalismo"
- hanno intrapreso strategie di crescita internazionale che
comportano un contenuto crescente di servizi come condizione di
eccellenza manifatturiera. A maggior ragione ciò vale quando - come
nel caso di Lavazza che entra da protagonista in grandi mercati
globali - il "prodotto" finale è per definizione un
insieme di prodotto di qualità e servizio al cliente finale. Una
continua attenzione al controllo di qualità e all'innovazione nei
processi e nei servizi, valorizzando al massimo la tradizione e le
risorse del territorio d'origine, è condizione fondamentale
per lo sviluppo competitivo del Paese".
Il caso Lavazza
rappresenta quindi un esempio e anche un banco di prova della
capacità di fare della competitività del territorio un asset per la
crescita aziendale e la conquista dei mercati internazionali.
Nel suo intervento, il
sindaco Sergio Chiamparino ha ricordato quanto sia importante oggi
individuare un modello d’impresa nel quale tecnici, manager,
operai, impreditori ritrovino la reciproca affidabilità come cardine
per recuperare contemporaneamente salari e produttività. Il rettore
del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, ha dichiarato che il
futuro delle imprese può essere costruito soltanto su due pilastri
portanti: “Smart and Green”, cioè essere sempre più
intelligenti e attenti alla sostenibilità. Giuseppe Gherzi ha
ricordato che la moneta unica europea non concede più di nascondere
le nostre inefficienze, ora occorre cambiare, e farlo in fretta, il
tempo non fa sconti.
Susanna Camusso ha puntato il dito sulla
mancanza di valori e condivisioni. La vera sfida è quella costituita
dell’individuazione di nuovi punti di mediazione che favoriscano lo
sviluppo di tre cose: competenze, lavoro e innovazione.
“Bere
consapevole” con Agraria: tre
appuntamenti in ottobre
Continua in autunno il
percorso enogastronomico abbinato al “bere consapevole” di
Agraria Riva del Garda: l’azienda rivana sarà ospitata, con i suoi
vini e i suoi prodotti, presso tre importanti realtà locali, per
piacevoli serate all’insegna del “buon bere”, il 15, 22 e 29
ottobre
Torna il 15 ottobre,
presso il Rivabar di Riva del Garda, la proposta enogastronomiche
di Agraria: l’azienda rivana è ospitata, per il primo di tre
appuntamenti nel mese di ottobre in alcuni locali del circondario, al
Riva Bar per proporre un piccolo percorso enogastronomico, con
degustazioni di prodotti tipici abbinati a suoi vini. La volontà è
quella di valorizzare i prodotti del territorio, dei quali la qualità
e sostenibilità sono ormai noti.
L’iniziativa si ispira,
infatti, anche questa volta ai principi del bere consapevole,
sostenuti dal barman del Rivabar, Leonardo Veronesi: «Il bere non
deve essere un disagio, il bere deve essere un godimento, un momento
piacevole, deve essere un’emozione, il bere è un divertimento,non
dobbiamo farci del male, ed è per questo che i pubblici esercizi
dovrebbero vendere emozioni e non disagi». Già nel mese di agosto
Agraria era stata al centro di serate all’insegna del “buon bere”
presso il Riva Bar, per appuntamenti che hanno attirato nel locale
rivano turisti e locali curiosi di assaggiare i vini e i prodotti
dell’azienda.
Tra le proposte del
Rivabar per la serata del 15 ottobre, prevista tra le 18.00 e le
22.00, La Prea “gewurztraminer” e formaggella di Tremosine e
altri abbinamenti tra i vini Lorè, Maso Lizzone e Rosa Riva di
Agraria e prodotti tipici del territorio. Durante la serata, DJ set a
cura di Don-J, con musica lounge e fusion.
Il 22 ottobre vedrà
invece Agraria protagonista di una serata presso il Sol&Luna
Lounge Bar di Arco, il locale trendy di via S. Caterina 40 dove
l'aperitivo ogni giorno può trasformarsi in 'aperi/cena' grazie alle
sfiziosità calde e fredde proposte dallo chef Simone e sempre
incluse nel prezzo delle consumazioni. Il Sol&Luna Lounge Bar
ospiterà i vini dell’azienda rivana che saranno quindi
sapientemente abbinati a degustazioni gastronomiche.
Un’altra serata è
prevista il 29 ottobre presso La Contrada Elegante e raffinata
Osteria situata alle porte della città vecchia di Riva del
Garda
Lo Chef propone una
cucina che tende a valorizzare gusti e profumi di ricette nate
nellalto Garda e nelle valli limitrofe. Il proprietario Luca Zini per
questa serata abbinerà sapientemente prodotti tipici e vini
dell’ Agraria di Riva del Garda
***
Agraria Riva del
Garda, azienda storica nel settore vitivinicolo e oleario
dell’Alto Garda, con le sue produzioni eccellenti promuove non solo
una personale cultura della qualità, ma anche una forte attenzione
verso il proprio territorio.
La cooperativa, fondata
nel 1926, oggi riunisce 350 soci valorizzando la produzione agricola
locale - dalla raccolta alla lavorazione fino alla
commercializzazione dei prodotti - e puntando sul concetto di filiera
corta, dal produttore al consumatore. Queste caratteristiche fanno
dell’Agraria un sistema economico integrato per lo sviluppo del
territorio del Garda Trentino.
|
Le
notizie della settimana 8
ottobre 2010
|
Il
15 e il 16 ottobre a Cernobbio il Forum internazionale
dell’agricoltura e dell’alimentazione
L’edizione
2010 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e
dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la
collaborazione dello studio Ambrosetti, si terrà a Villa d’Este a
Cernobbio, sul lago di Como, dal 15 al 16 ottobre. Il Forum, giunto
alla decima edizione, costituisce l’appuntamento annuale del
settore che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti
del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali,
responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche
nazionali ed estere.
L’edizione
di quest’anno approfondirà, tra l’altro, i temi del contributo
del Made in Italy agroalimentare alla crescita del Paese e le
esigenze di tutela nei confronti delle frodi e contraffazioni.
Al
centro dei dibattiti anche l’impatto internazionale dei flussi
commerciali dei prodotti agroalimentari sull’economia e sulla
società e il nuovo protagonismo delle forze sociali tra Stato e
mercato.
Il
ministro Galan sull'etichettatura: le parole del Commissario europeo
Dacian Ciolos sono motivo di soddisfazione per l'Italia
Roma 7 ottobre 2010.
“Dopo il voto di ieri alla Camera sulle etichette trasparenti, le
parole del Commissario europeo Dacian Cioloş sono motivo di
soddisfazione e anche di autentica rassicurazione per il sistema
agroalimentare italiano, dai produttori ai consumatori.
I prodotti alimentari
italiani saranno finalmente garantiti contro contraffazioni e
disinformazioni, a seguito delle conquiste politiche e legislative
ottenute in Italia.
Considero quindi quanto
dichiarato dal Commissario Cioloş un riconoscimento validissimo
della serietà e dell’impegno che il Ministero delle politiche
agricole italiano sta dimostrando in questo campo.
Pertanto l’appuntamento
indicato dal commissario Cioloş per il prossimo 8 dicembre
rappresenta per l’Italia un traguardo che, solo poco tempo fa
sembrava impossibile poter raggiungere”.
Questa la dichiarazione
del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
Giancarlo Galan.
Prima Festa del Pane salame
Il
16 e 17 ottobre a Villa Amistani Guarda di Pederiva di Montebelluna
(TV)
È
dedicata a uno dei più semplici e allo stesso tempo più grandi
piaceri della gola, all’abbinamento principe delle nostre tavole,
l’evento conclusivo del V° del Campionato Italiano del Salame.
Nella splendida cornice di Villa Amistani Guarda di Pederiva di
Montebelluna (TV), l’Associazione Accademia delle 5 T in
collaborazione con Sapori d’Italia chiama a convegno i migliori
produttori d'Italia di salumi e di pane. Sabato 16 la proclamazione
ufficiale dei Vincitori della V° edizione del Campionato.
Una
maratona del gusto alla ricerca del miglior abbinamento pane-salame:
il pane di Altopascio meglio si accompagna con l'insaccato salato,
mentre una michetta lombarda si sposa con un salame di Varzi e una
croccante ciabatta si apprezza con una morbida sopressa veneta…
Sarà
una kermesse culturale e gastronomica a chiudere l’edizione 2010
del Campionato Italiano del Salame, il concorso che premia i
salami d’Italia più buoni e genuini, ma anche più coerenti con la
tradizione del proprio territorio. Nasce così la 1°
Festa del Pane Salame,
che il 16 e 17 ottobre
porta a Villa Amistani
Guarda di Pederiva di Montebelluna (TV)
i migliori produttori di salame con le principali associazioni dei
panificatori, che sforneranno dal vivo la “merenda” per
antonomasia, il re dei panini imbottiti.
I
salumi sono un vanto assoluto della nostra gastronomia, realizzati
grazie alla perizia dell’uomo nell’utilizzare e lavorare ogni
parte del suino. È un prodotto quasi simbolico, che fa la storia e
il piacere del nostro mangiar bene.
Nel
corso della due giorni, un convegno dedicato al web per le piccole
aziende dell'agroalimentare di qualità e il lancio del nuovo portale
Solobuono, degustazioni
e abbinamenti con vini e birre, la cena a tema “Salami viventi!”
e itinerari del Pane Salame.
L’evento,
che ha il patrocinio del Ministero per le Politiche agricole,
alimentari e forestali e del Comune di Montebelluna, è promosso da
Accademia delle 5T e Sapori d’Italia in collaborazione con Ascom
Confcommercio Treviso, Camera di Commercio Industria Artigianato e
Agricoltura di Treviso, Cast Alimenti di Brescia, ICIF di Costigliole
d’Asti, Università degli Studi d Parma Facoltà di Scienze
Gastronomiche, IPSSAR “G. Marchitelli” di Villa Santa Maria (CH),
IPSSART “G. Varnelli” di Cingoli (MC), Alvise Amistani Wine &
Co e Consorzio Starting4.
Territorio,
Tipicità, Tradizione, Tracciabilità, Trasparenza: l'Associazione
Accademia delle 5T è un
movimento culturale che raccoglie aziende che producono o
somministrano prodotti legati al Territorio e che si distinguono per
Tradizione e/o Tipicità, ossia per quel genere di qualità che
contraddistingue l'agroalimentare italiano autentico. L'Accademia
delle 5 T si propone di tutelare il buon cibo quotidiano, quello che
viene innanzitutto dalla terra, legato al territorio e alle sue
tradizioni, tipico di una località, attraverso attività di
informazione e promozione.
Sapori
d'Italia è un magazine
bimestrale a diffusione nazionale dedicato ai prodotti tradizionali,
autentici e genuini. La testata cresce e si alimenta delle idee,
delle competenze, delle esperienze dei soci dell'Accademia delle 5T,
con la direzione editoriale di Guido Stecchi. Sapori d'Italia è
rivolta ai consumatori evoluti, che cercano di conoscere e capire i
prodotti e tutto ciò che portano in tavola, oltre che agli
imprenditori e gestori di qualsiasi attività nel settore
dell'alimentazione, ospitalità e ristorazione che desiderano
avvicinare e conoscere il mondo della produzione di qualità per
orientare efficacemente i propri acquisti.
Info:
www.panesalame.it
Serafino
Zani & Konstantin Grcic
Nasce
“Subito’’, la nuova pentola a pressione
Konstantin
Grcic firma per Serafino Zani Subito,
la nuova pentola a pressione dal design innovativo e dalla linea
essenziale e pulita - propria del tratto creativo del designer
tedesco e leit
motiv
di tutta la serie di oggetti creati in collaborazione con l’azienda
bresciana .
La
nuova proposta è caratterizzata da elementi di grande funzionalità:
la chiusura e l’apertura sono, infatti, di estrema semplicità.
Inoltre, le due valvole di cui è dotata permettono il perfetto
funzionamento e l’estrema sicurezza durante l’utilizzo.
Realizzata
in 4 diverse capacità - 3, 5, 7, 9 litri - Subito
soddisfa le esigenze del pubblico più diverso che può scegliere il
formato più congeniale.
La
nuova pentola a pressione è disponibile in due finiture - lucida
e nera
-
che sottolineano un grande fascino e una chiara potenza estetica.
Subito
è
prodotta in
acciaio inossidabile
18/10 di forte spessore ed è dotata
di fondo termodiffusore brevettato (un vero e proprio “sandwich”
di acciaio+alluminio+acciaio) a garanzia di una maggiore e omogenea
conducibilità del calore e di una conseguente ottimizzazione dei
consumi.
La
pentola a pressione disegnata da Grcic è compatibile con piani di
cottura a gas, piastre elettriche, vetroceramica e induzione.
La
collaborazione tra Serafino Zani e Konstantin Grcic risale al 2007.
Il designer tedesco, di fama internazionale e pluri-premiato per la
sua geniale creatività, ha dato vita con l’azienda di Lumezzane al
complesso e variegato programma ‘Passami
il sale’.
Gli
oggetti iniziali sono stati i vassoi
e i cestini
in acciaio realizzati con la tecnologia laser e le posate
insalata, create
un unico filo di acciaio piegato.
Successivamente
Grcic ha disegnato ‘Al
dente’
la linea di pentole in acciaio inossidabile che ripropone le
caratteristiche della produzione di Serafino Zani:
utilizzo di materiale di alta qualità e di elevato spessore,
attenzione ai particolari e alle finiture. Contemporaneamente è nata
anche la
posateria ‘Accento’
in acciaio inox 18/10, con finitura lucida che comprende, tra gli
altri, alcuni pezzi particolari come il cucchiaio da risotto, il
coltello per formaggi, la pala a servire e la coppia insalata. Il
progetto inoltre comprende Aiutante
e Nozze
(set olio+aceto e sale+pepe) e le portapirofile sempre ‘Al
dente’
in porcellana cordieritica.
Tutto pronto per Grapperie Aperte,
alla scoperta delle distillerie e
di un prodotto tricolore
dall’animo nobile
Domenica
10 ottobre
nelle
distillerie associate dell’Istituto
Nazionale Grappa,
si svolgerà nuovamente Grapperie
Aperte,
l’attesissimo evento aperto al pubblico che conduce dentro alle
distillerie, ad apprendere dalla voce dei distillatori le tecniche di
produzione, la storia dell’azienda e del prodotto, ma anche la
cultura e la tradizione che questa bevanda porta con sé.
Esclusivamente
italiana, la grappa è un prodotto consumato da molti, strettamente
legata al territorio, alla millenaria cultura vitivinicola italiana,
fondata sulle radici familiari delle distillerie.
È
una bevanda nobile, che si presta principalmente ad essere degustata
in tranquillità, accompagnata da un buon sigaro, golosi cioccolatini
o semplicemente quattro chiacchiere in buona compagnia.
Tema
della settima edizione di Grapperie Aperte il bere
responsabile,
tematica molto cara ai distillatori, al fine di prendere una
posizione all’interno del dibattito sull’alcool, offrendo una
collaborazione ad evitare un consumo smodato di alcol, e dimostrare
che i produttori incentivano la moderazione e la consapevolezza.
“La produzione
del 2010 dovrebbe chiudere senza variazioni rispetto al 2009,
per circa 26 milioni di litri di grappa.
– dichiara
il Presidente
ING Cesare Mazzetti
– La
giornata di Grapperie Aperte vuole non solo promuovere la grappa a
livello nazionale, ma anche tutelarla dalle contraffazioni che
possono verificarsi. Nel 2009
infatti sono stati esportati 1.913.300 litri anidri di grappa di cui
2/3 nel solo mercato tedesco. Di quanto esportato in Germania, il 64%
è “imbottigliato”, mentre il restante 36% viene importato
“sfuso” ovvero con la possibilità di mischiarlo ad acqueviti
locali e dar vita a un prodotto che grappa italiana al 100% non è
più. Stesso rischio anche in Svizzera, mentre il terzo paese
importatore, l’Austria con 74.600 litri anidri, è positivamente
orientata all’importazione di grappa in bottiglia così come anche
il Belgio e i Paesi Bassi”.
La
grappa domenica 10 ottobre incontra il pubblico attraverso seminari
sul bere consapevole ma anche appassionanti percorsi didattici, senza
però rinunciare al sapore del cioccolato dei maestri pasticceri o
all’arte dei barman nella preparazione di esuberanti cocktail.
Il
programma delle distillerie aderenti sul sito www.grapperieaperte.it
Corsi
Accademia del Gusto
a Bergamo promuove Ascom
OTTOBRE
LA FILOSOFIA DI ENRICO
CEREA
Seminario-degustazione di
sette ore in nel corso del quale lo chef orobico presenterà alcune
delle ricette a lui più care, spiegandone la preparazione.
Per professionisti
lunedì 11 ottobre dalle
10 alle 17
IL BRUNCH: LE NUOVE FORME
DELLA TAVOLA CONTEMPORANEA
Due lezioni che insegnano
con la guida dello chef Federico Coria, ricette e abbinamenti per
dare risposte buone, belle e sane a questa nuova abitudine, a metà
tra la colazione e il pranzo.
Per professionisti
18 e 25 ottobre –
lunedì dalle ore 15 alle 18
IMPARARE A CUCINARE
Corso pratico di 27 ore
tenuto da Marco Fabris che consente di apprendere le basi della
cucina professionale; nove incontri serali durante i quali i
partecipanti potranno realizzare direttamente le ricette in aula e
degustare i piatti realizzati.
Per appassionati
Dall’11 ottobre al 6
dicembre – lunedì dalle ore 20 alle 23
CONOSCIAMO IL VINO: CORSO
BASE
Dieci lezioni della
durata totale di 30 ore tenute da Andrea Alpi che trasmettono gli
strumenti di base per una corretta degustazione e comprensione del
vino di qualità
Per appassionati
Dall’11 ottobre fino al
20 dicembre – lunedì dalle ore 20 alle 23
LA MISCELAZIONE: CORSO
BARMAN BASE
Dieci lezioni
teoriche-pratiche per apprendere-facendo la professione di barman. Il
corso è tenuto da Pierluigi Cucchi e trasmette in 50 ore le
conoscenze essenziali sulle tecniche base di miscelazione. Si
realizzano direttamente in aula i cocktail.
Dal 25 ottobre all’8
novembre – dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19
CONVIVIUM
RISTORANTE DA VITTORIO
Pranzo-degustazione
guidato al Ristorante Da Vittorio, eccellenza della cucina italiana e
internazionale, segnalato da tutte le guide e recentemente insignito
della terza stella Michelin.
Gli chef Enrico e Roberto
Cerea presentano alcuni piatti a loro cari e lo fanno banchettando
con gli ospiti.
Martedì 26 ottobre –
partenza dall’Accademia ore 11.30
ANTIPASTI E STUZZICHINI
Laboratorio pratico con
ricette veloci e stuzzicanti da realizzare in aula con la guida dello
chef Fabio Borgonovo per aprire i propri pranzi e le proprie cene al
meglio.
Per appassionati
Martedì 26 ottobre –
dalle 20 alle 23
NOVEMBRE
IL SOTTOVUOTO COME
TECNICA DI COTTURA: CORSO BASE
Corso teorico-pratico di
nove ore per l’utilizzo delle tecniche di cottura, tenuto da
Fabrizio Ferrari. Permette di apprendere le regole della
conservazione, della cottura, dello stoccaggio e della rigenerazione
degli alimenti. Con particolare attenzione al risparmio in fase di
acquisto delle merci.
Per professionisti
Dal 3 al 17 novembre –
mercoledì ore 15-18
MENÙ A TRE PORTATE CON
FOOD COST A … 5 EURO
Seminario di sei ore con
ricette low cost. Federico Coria illustra menù a tre portate con
food cost a cinque euro.
per professionisti
9 e 16 novembre –
martedì dalle 15 alle 18
LE PASTE FRESCHE
Laboratorio pratico per
scoprire tutti i segreti delle paste fresche. Con la guida dello chef
Francesco Gotti si imparano tre ricette di paste fresche e ripiene,
realizzandole direttamente in aula.
Per appassionati
Martedì 9 novembre –
dalle 20 alle 23
LE COTTURE SECONDO ENRICO
BARTOLINI
Lo chef affronta le
principali tecniche di cottura mostrando come sia possibile
applicarle per rendere ogni piatto unico. L’incontro prevede anche
la degustazione.
Per professionisti
Lunedì 15 novembre –
dalle 10 alle 17
I RISOTTI
Un viaggio nel mondo dei
risotti per conoscerne le varietà, apprenderne i metodi di cottura e
preparare i condimenti più adatti. In cattedra, lo chef Roberto
Carcangiu.
Per appassionati
Martedì 16 novembre
TAPAS & FINGER FOOD
Seminario per imparare a
realizzare ricette sfiziose e creative e così rinnovare e dare un
tocco in più al proprio locale. A cura di Francesco Gotti.
Per professionisti
Giovedì 18 novembre –
dalle 14 alle 18
LA CAFFETTERIA AL BAR:
DALLA TRADIZIONE DEL CAFFÈ ALLE DECORAZIONI
Laboratorio
teorico-pratico di 20 ore condotto da Boris Andreoletti per conoscere
la storia e la divulgazione del caffè e apprendere le tecniche di
preparazione di espresso, cappuccino e bevande a base di caffè.
Da lunedì 22 a giovedì
25 novembre – dalle 14 alle 19
IL BUFFET A TEMA
Seminario firmato da
Emanuele Poli che offre, anche attraverso supporti video, esempi
pratici di buffet a tema, dai più eleganti, con l’argento, il
vetro, gli specchi a quelli di nuova generazione.
Martedì 23 novembre –
dalle 14.30 alle 18.30
CONVIVIUM
RISTORANTE DEVERO -
Cavenago Brianza
Pranzo-degustazione alla
tavola de cuoco toscano Enrico Bartolini, tra i migliori chef
emergenti d’Italia. Lo chef presenta alcuni piatti a lui cari
banchettando con gli ospiti.
Mercoledì 24 novembre –
partenza dall’Accademia del Gusto ore 11
IL MENÙ DI NATALE
Laboratorio pratico in
due incontri tenuto da Roberto Carcangiu per chi vuole festeggiare il
giorno più importante dell’anno con ricette nuove e speciali. Si
realizzano le ricette in aula.
30 novembre e 7 dicembre
– martedì dalle 20 alle 23
DICEMBRE
CORSO BASE DI
CIOCCOLATERIA
Corso pensato per chi
vuole imparare a realizzare cioccolatini, praline e altri prodotti di
cioccolateria in modo del tutto artigianale. Con degustazione.
Per appassionati.
Mercoledì 1 e giovedì 2
dicembre – dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
CONVIVIUM
TABLE DU CHEF: A PRANZO E
A LEZIONE DALLO CHEF SERGIO MEI
Pranzo degustazione
guidato al Four Seasons Hotel di Milano. Un corso da ascoltare e al
contempo da degustare con un pranzo che racconta la filosofia dello
chef Sergio Mei.
Lunedì 13 dicembre –
Partenza dall’Accademia del Gusto ore 10.30
Per
informazioni e iscrizioni:
Ascom
Formazione
tel. 035
4120180/183 o
035 4185706/7707
info@ascomformazione.it
– www.ascomformazione.it.
Automedonte: patto
etico con il consumatore
L’Osteria dei 5
piatti di Grugliasco in collaborazione con la delegazione ONAV di
Torino e provincia lancia l’iniziativa Automedonte: patto etico
con il consumatore.
Automedonte, mitico
cocchiere di Achille, diventa oggi un servizio per gli ospiti
dell’Osteria e prevede due opzioni: prenotazione di un autista che
al termine della serata conviviale accompagnerà l’ospite guidando
la sua autovettura. Il costo del servizio equivale al prezzo della
cena. In alternativa l’ospite guidatore potrà scegliere di
utilizzare durante la cena il bicchiere ISO dell’Onav per una sola
degustazione. Al termine della serata l’oste omaggerà al
guidatore una bottiglia di spumante “Gran riserva dell’Osteria”
da consumarsi al proprio domicilio.
Questa seconda formula è
quella che più rispetta la filosofia dell’Onav che “il vino va
degustato e non bevuto” e come afferma il presidente
dell’Organizzazione, prof. Giorgio Calabrese l’alimento vino
diventa un buon veicolo di socializzazione se consumato in modo
corretto, non a digiuno ma in abbinamento al cibo. Un plauso
all’iniziativa Automedonte dell’Osteria dei 5 piatti perchè con
l’educazione e l’informazione si combatte la strumentalizzazione
attuata per combattere l’abuso di alcol.
Il servizio Automedonte
sarà inaugurato giovedi 21 Ottobre in occasione del primo
anniversario di apertura dell’Osteria dei 5 piatti con una cena
dedicata alle “Ricette del vecchio Piemonte” .
L’Osteria dei 5 piatti,
situata in Grugliasco corso F.lli Cervi 57, si connota sempre di più
come centro di cultura del cibo e di gioia di vivere.
Per informazioni e
prenotazioni: tel. 377/2298853 (www.osteriadei5piatti.it).
Cesarini Sforza Aquila
Reale 2003 proclamato
miglior metodo classico da Luca Maroni
Cesarini Sforza “Aquila
Reale” Riserva 2003 – Trento D.O.C. ha conseguito il premio
“Miglior Metodo Classico” in assoluto nella categoria “Spumanti”
della Guida Luca Maroni 2011. Il premio verrà consegnato in
occasione del galà di apertura dell’evento “Sensofwine 2011”,
in programma la sera del 28 gennaio 2011 presso il Palazzo dei
Congressi – EUR di Roma.
La Cuvée Cesarini Sforza
“Aquila Reale” è prodotta dalla vinificazione di uve Chardonnay
provenienti dai vigneti situati a Maso Sette Fontane, in Val di
Cembra, su terreni detritici, leggermente calcarei, sabbiosi non
molto profondi, a 500 metri sul livello del mare. Dopo la vendemmia,
che avviene di solito nella prima metà di settembre, si procede alla
pressatura soffice delle uve; il mosto ottenuto, dopo una pulizia
statica a temperatura controllata, è avviato, tramite l’inoculazione
dei lieviti, alla fermentazione alcolica, fatta svolgere a
temperatura termoregolata per il 50% in legno e per il 50% in tank di
acciaio. Qui i vini svolgono la fermentazione malolattica e rimangono
12 mesi sur lies, durante i quali vengono effettuati bâtonnage
settimanali. Seguono poi l’assemblaggio delle partite, l’aggiunta
della liqueur de tirage per la presa di spuma e l’imbottigliamento.
Il vino resta in cantina sui propri lieviti per almeno 72 mesi,
quindi si dà avvio al remuage delle bottiglie, alla sboccatura e
all’aggiunta della liqueur d’expédition, costituita da vini di
riserva elevati in legno.
Cesarini Sforza “Aquila
Reale” si presenta con una spuma che risuona melodiosa nel calice,
lasciando una sinuosa corona di bollicine sul bordo del cristallo; il
perlage è molto fine, di valida trama e modulata persistenza. Veste
il bicchiere di un colore paglierino brillante, con riflessi quasi
zecchini; il bouquet risulta maturo, con sentori di composta di mele
cotogne, tarte tatin, crema pasticcera, scorza di agrumi canditi. Un
profilo olfattivo rotondo e opulento, di esuberante personalità e
decisa intensità, che chiude su note di fichi secchi e bonet
all’amaretto. In bocca è coerente con le sensazioni olfattive,
arricchito da un morbido ricordo di rovere. Cremoso, strutturato,
caldo, di bella intensità. La freschezza acida bilancia le note più
mature, instaurando un bell’equilibrio gustativo. La beva si chiude
persistente su sensazioni di frutta tropicale e nocciole tostate.
Cesarini
Sforza “Aquila Reale” è distribuito in Italia dalla Fratelli
Rinaldi Importatori di Bologna (tel. 051 4217811, fax 051 242328,
e-mail info@rinaldi.biz, www.rinaldi.biz).
Due
weekend, da venerdì 8 a domenica 17 ottobre con appuntamenti
gastronomici, animazione e visite guidate
Ad
Abbadia San Salvatore si rinnova
l’appuntamento con la Festa
D’Autunno
La Festa d’Autunno torna protagonista ad Abbadia
San Salvatore, per riscoprire e valorizzare le tradizioni e i sapori
tipici dell’Amiata in autunno. La manifestazione animerà il borgo
medievale del paese da venerdì 8 a domenica 10 e da venerdì 15 a
domenica 17 ottobre con un ricco calendario di appuntamenti: mostre
fotografiche, esposizioni di artigianato locale, mostre-scambio di
collezionismo e piccolo antiquariato, visite guidate al Castagneto e
al Seccatoio, escursioni in mountain bike e alla ricerca di funghi,
accompagnati da un esperto micologo, e visite in notturna alla
miniera, con il treno dei minatori. I veri protagonisti della Festa
d’Autunno, però, saranno i sapori, i colori e i profumi autunnali,
con vino, castagne, dolci e funghi cucinati negli stand gastronomici
in Piazzale Michelangelo e nel centro storico, aperti nei giorni
della manifestazione dalle ore 17 fino alla mezzanotte.
Il programma. Gli appuntamenti culturali
della Festa d’Autunno si apriranno venerdì 8 ottobre alle
ore 17 con la presentazione, nella Piazza del Mercato, del libro
“C’era una volta all’Abbadia” della Bottega del tempo passu.
Dalle ore 21 alla mezzanotte, poi, sarà possibile visitare la
miniera di Abbadia con il treno dei minatori in un suggestivo
percorso notturno della durata di circa 90 minuti. Durante la serata
ci sarà spazio anche per la pera picciola, prodotto tipico locale, e
per la degustazione di castagne Igp del Monte Amiata.
Sabato 9 ottobre la manifestazione entrerà
nel vivo a partire dalla mattina, con il “Mercato sotto le mura”
in Via Cavour, che proporrà, dalle ore 8 alle ore 20, oggetti di
artigianato locale, piccolo antiquariato e collezionismo. Il
mercatino tornerà domenica 10, sabato 16 e domenica 17 ottobre. Alle
ore 9 sarà possibile partecipare all’escursione in mountain bike
per castagni e faggete, con ritrovo al Totem in Viale Roma, mentre
alle ore 9.15 è in programma l’escursione naturalistica “Il
sentiero delle sorgenti”, con un percorso da Vivo d’Orcia
all’eremo dell’Ermicciolo. Il ritrovo è fissato presso la Coop
Vivo d’Orcia, in Via Fontana Vecchia. Per l’intera giornata,
dalle ore 10 alle ore 23, le vie di Abbadia saranno animate da
mostre, esposizioni e spettacoli itineranti, oltre a nuovi
appuntamenti con le visite guidate alla miniera di Abbadia San
Salvatore, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore
18.30.
Domenica 10 ottobre, la mattina della Festa
d’Autunno si aprirà con una doppia escursione per chi ama la
ricerca di funghi e la mountain bike. Alle ore 7.30 partirà un
gruppo accompagnato da un micologo, mentre alle ore 9 è fissato il
ritrovo per la partenza per gli amanti delle due ruote, in un
percorso di circa tre ore fra castagni e faggete. Alle ore 10, poi,
spazio al concorso letterario nazionale “Un monte di poesia”, che
ha visto partecipare aspiranti poeti da tutta Italia e anche da
Australia e Uruguay nelle tre sezioni: tema libero, montagna e
giovani. La premiazione del concorso si svolgerà presso la videoteca
del Comune di Abbadia San Salvatore. Anche nella giornata di domenica
non mancherà la possibilità di visitare la miniera, con due
appuntamenti, alle ore 10 e alle ore 16.
La Festa d’Autunno manterrà la sua formula fatta
di tradizioni, gastronomia e cultura anche nel weekend successivo, da
venerdì 15 a domenica 17 ottobre. Da segnalare, sabato 16 ottobre
alle ore 9.15 l’escursione “I segreti del bosco”, con un
percorso naturalistico da Rifugio Cantore al prato della Contessa
passando per il prato delle Macinaie, mentre alle ore 10 la videoteca
comunale ospiterà il convegno “Agresto Toscano – un’opportunità
per valorizzare le produzioni viticole locali”, a cura
dell’Associazione culturale “Pera picciola”.
Per ulteriori
informazioni e per le prenotazioni delle escursioni, è possibile
contattare l’ufficio della Pro Loco al numero 0577- 778324.
Accordo fra
Longino&Cardenal e Dawn Uk per la
distribuzione di carne
d’agnello a marchio Ridings Reserve in Italia
All’incontro erano
presenti anche Eblex, l’Ente che promuove le carni d’oltremanica
in Europa, lo Chef Andrea Berton, testimonial Eblex, e il macellaio
inglese Viv Harvey.
Milano, 5
ottobre 2010 - Ad un anno dalla presentazione dell’accordo fra
Longino&Cardenal, Dawn Uk e Eblex per la distribuzione in
esclusiva della carne di manzo inglese a marchio Ridings Reserve per
il mercato italiano, le tre società si sono riunite nuovamente per
suggellare una nuova collaborazione: Longino&Cardenal, azienda
milanese che da oltre 20 anni fornisce prodotti alimentari di alto
livello a ristoranti, alberghi e gastronomie, distribuirà infatti
anche la pregiata carne di agnello a marchio Ridings Reserve prodotta
nell’omonima Riserva nello Yorkshire. “Le carni Ridings
Reserve sono materie prime di eccezionale qualità” afferma
Riccardo Uleri di Longino&Cardenal che da 20 anni seleziona per
la propria attività solo i migliori prodotti alimentari provenienti
da tutto il mondo. “Con il manzo abbiamo ottenuto grande successo
presso i nostri clienti, per questo motivo abbiamo deciso di
allargare la nostra offerta a marchio Ridings Reserve anche
all’agnello, una carne molto interessante per la ristorazione che
presenta sicuramente una valida alternativa alle altre carni
comunemente consumate”. La carne di agnello
Ridings Reserve ha eccellenti qualità organolettiche e viene
prodotta seguendo norme ben precise, così come afferma Fabrizio
Pavesi, responsabile Dawn Uk: “Ridings Reserve è il brand di punta
dello stabilimento del Dawn Meats Group, Dawn Carnaby. Il
posizionamento del macello è nel cuore dell’ East Yorkshire, da
sempre riconosciuto come l’ oasi verde ed incontaminata della Gran
Bretagna. Grazie a questa collocazione strategica ed alla elevata
macellazione annuale (circa 1200 capi bovini alla settimana e 7500
ovini), Dawn Carnaby è in grado di selezionare settimanalmente,
dagli allevamenti che rispettano rigidi disciplinari di allevamento
controllati da Eblex, i migliori agnelli da destinare al Ridings
Reserve”.
Anche quest’anno,
a testimonianza dell’importanza dell’accordo, la presenza di
Eblex, l’Ente che rappresenta le carni inglesi in tutta Europa e
che promuove nel nostro Paese ormai da diversi anni i propri
prodotti. Afferma Jeff Martin responsabile della società inglese in
Italia: “L’accordo Longino&Cardenal - Dawn Uk rappresenta una
delle tappe più prestigiose all’interno del nostro percorso di
promozione. Sono sicuro che anche la carne di agnello, così come il
manzo, otterrà un grande successo sia presso la ristorazione che
presso il consumatore finale”. La giornata ha previsto inoltre
due autorevoli collaborazioni, quella con il macellaio inglese Viv
Harvey e con lo chef Andrea Berton. L’ English Butcher ha spiegato
attraverso una dimostrazione i tagli di carne tipici inglesi che
differiscono per diversi aspetti da quelli italiani, mentre lo Chef
“bi-stellato” ha spiegato, in un approfondito momento di
formazione, come preparare e cucinare a regola d’arte la carne
d’agnello. “Agnello tonnato”, “lasagna con ragù d’agnello”,
“spalla d’agnello arrosto con purea di patate al limone e panizza
fritta” e “spezzatino d’agnello alla pizzaiola” hanno chiuso
con una sapiente proposta di sapori una giornata all’insegna della
qualità.
La
finale si è tenuta a Perugia in occasione del 44° Congresso
Nazionale AIS
Miglior
sommelier d’Italia 2010, piazza d’onore
per
il toscano Gabriele Del Carlo
Il
titolo nazionale è andato al lombardo Nicola Bonera, ma il secondo
gradino del podio e le eccellenti prestazioni delle delegazioni
toscane in semifinale sottolineano la grande validità della scuola
concorsi del Granducato
Secondo
posto per il toscano Gabriele Del Carlo al concorso per il Miglior
Sommelier d’Italia che si è tenuto al Teatro Il Pavone di Perugia,
in occasione del 44° Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana
Sommeliers. A precederlo in classifica e ad aggiudicarsi il Premio
Franciacorta è stato il lombardo Nicola Bonera, trentuno anni di
Brescia, che lavora come wine
consultant.
Ventisei
anni, lucchese, attualmente Sommelier al Ristorante George V del Four
Seasons Hotel di Parigi, Gabriele Del Carlo ha dimostrato un’ottima
preparazione e sicurezza nell’affrontare le numerose prove del
concorso: degustazione descrittiva di tre vini alla cieca,
riconoscimento di quattro distillati, descrizione e degustazione di
un piatto con relativo abbinamento, una prova di accoglienza al
ristorante con apertura di una bottiglia di Franciacorta (prova in
lingua), abbinamento di un menu di sette portate con 5 vini italiani
e 5 vini europei, decantazione di un vino e correzione di una carta
dei vini piena di errori. Gabriele Del Carlo si è particolarmente
distinto per la prova di classe e stile, raccogliendo consensi e
ripetuti applausi per la prova in lingua.
Dopo
l’indimenticabile 1° posto raggiunto da Luca Martini (Arezzo) nel
2009, anche quest’anno la Scuola Concorsi Toscana ha ben figurato
sul podio con Gabriele Del Carlo e con gli ottimi piazzamenti in
semifinale delle altre promesse toscane come Valentina Merolli
(Firenze) Miglior Sommelier della Toscana in carica, Andrea Balleri
(Pistoia) e Daniele Arcangeli (Versilia).
Torna Pic, la festa
piccante
A Camaiore (Lucca),
centro storico, da venerdì 15 a domenica 17 ottobre
Si ride, si scherza,
si mangia piccante. Edoardo Raspelli incoronato personaggio
“Pic” dell’anno.
Torna Pic e la
festa si fa piccante. Da venerdì 15 ottobre per tre giorni fino a
domenica 17, il centro storico di Camaiore indossa i panni della
trasgressione. Quella a tavola. Con oltre 70 bancarelle a
colorare slarghi e vie del borgo che ha catturato il cuore di Jodie
Foster e Jennifer Beals (l’operaia con la danza nel sangue di
“Flash Dance”), ma soprattutto dei numerosi artisti che ne
hanno scelto le ville collinari come buen retiro.
Giunta alla
terza edizione la Festa Pic sarà un grande palcoscenico a cielo
aperto che racconterà quanto di buono ma anche di divertente sia
possibile inventarsi e realizzare con i peperoncini. Suo teatro la
cittadina versiliese incastonata sulle prime colline risalenti le
Alpi Apuane dagli oltre quattro chilometri di spiaggia allungati sul
Lido. Là dove Gabriele D’Annunzio incontrava Eleonora Duse, il re
Vittorio Emanuele III ma anche l’inventore della radio Guglielmo
arconi, scendevano a fare nobili bagni di sole.
Non solo dunque una
mostra mercato (a partire dalle 16 di venerdì) con tutto ciò che la
fantasia conia attingendo a questa solanacea originaria delle
Americhe, ma anche lezioni e curiosità per i ragazzi delle scuole
(venerdì), l’esposizione di varietà impensabili raccolte negli
angoli più remoti del pianeta, dibattiti con addetti ai lavori tra
cui il presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino e
degustazioni gratuite. Un mastro pastaio preparerà le sue
specialità raccontandone i segreti al pubblico, pronte da
insaporirsi grazie all’intervento di uno chef stellato versiliese.
Ancora una sfida alla forchetta per il miglior mangiatore del
classico spaghetto aglio olio e peperoncino (sabato ore 18),
una mostra satirica e fotografie a tema. Poteva mancare il
personaggio Pic?
Dopo Giovanni Rana e
Ciro Vestita, quest’anno il personaggio che in sé racchiude
l’acume e l’intraprendenza che trasforma in frizzantezza il
proprio essere Pic, va al giornalista enogastronomico Edoardo
Raspelli, acuto conduttore di Melaverde su Rete 4. Sarà premiato
domenica 17 alle 17 in piazza San Bernardino.
Madrina
della tre giorni la splendida miss cinema 2009 Kseniya Zanyak.
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Le
notizie della settimana 1
ottobre
2010
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Appuntamento con Benvenuto Brunello a Venezia
A Venezia, domenica 17 ottobre, presenti tutti i produttori
verranno presentati il Brunello 2005 e 2004, il Brunello 2004
"riserva", il Rosso di Montalcino 2009 e 2008 e il
Moscadello di Montalcino.
Appuntamento: Domenica 17 ottobre all' Hotel Monaco & Gran
Canal -San Marco 1332 - Venezia
Dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Ingresso con ricco buffet prodotti tipici territorio Montalcino,
sacca e bicchiere € 15.00.
Associazione Italiana
Consorzi Indicazioni Geografiche - “Confronto Commissario –
Presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo”
Bruxelles 30 settembre
2010. Per la prima volta dall’entrata in vigore del nuovo Trattato
di Lisbona, affrontando nello specifico il tema legato alle
produzioni Dop e Igp, si sono confrontati pubblicamente il
Commissario Dacian Ciolos e il Presidente della Commissione
Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro.
L’incontro, organizzato
dall’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche e da
Cnaol, in collaborazione con Origin, Efow e Qualivita, si è svolto
in Parlamento a Bruxelles alla presenza di un folto pubblico con
l’intervento di numerosi parlamentari.
Due gli argomenti
trattati: la definizione di un ruolo chiaro e preciso per i Consorzi
di tutela e la possibilità, per questi ultimi, di regolamentare i
volumi delle produzioni.
A supportare con forza le
richieste del settore sono intervenuti rappresentanti di produttori
(oltre a francesi e italiani) provenienti da Austria, Germania,
Polonia e Ungheria.
Il Commissario si è
detto favorevole all’inserimento di una definizione chiara dei
ruoli dei Consorzi di tutela. In merito alla seconda richiesta
avanzata dal settore relativa alla programmazione, il Commissario ha
specificato che è sua intenzione trattare l’argomento ma è
necessario individuare degli strumenti compatibili con la normativa
sulla concorrenza e comunque legati ad aspetti qualitativi.
Il Presidente De Castro
ha ribadito la posizione favorevole del Parlamento e si è detto
aperto ad un ampio confronto con la Commissione per definire i
contenuti della riforma.
Molto soddisfatto il
Presidente di Aicig Giuseppe Liberatore: “il Commissario Ciolos ed
il Presiente De Castro, insieme con tutti gli altri parlamentari
intervenuti, hanno dato forti segnali di apertura nei confronti delle
nostre richieste. È infatti fondamentale definire a livello
comunitario il ruolo dei Consorzi di tutela che da sempre si
occupano, con notevoli sforzi anche economici, della protezione e
della valorizzazione delle rispettive Dop e Igp. È poi importante
individuare degli strumenti di programmazione delle produzioni
adeguati per salvaguardare gli aspetti qualitativi e permettere ai
produttori di competere sui mercati”.
Il
presidente di Confagricoltura Vecchioni:
61
proposte per cambiare il volto all’agricoltura italiana
Roma
1 ottobre 2010.
«Il nostro obiettivo è aumentare la produttività del lavoro e
dell’impresa agricola andando incontro alle esigenze del Pil
nazionale. Se cresce l’agricoltura cresce l’economia ed il
Paese». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Federico
Vecchioni presentando, con una conferenza stampa, un disegno organico
di riforma normativa del settore agricolo.
Un
pacchetto di 61 proposte da recepire attraverso atti normativi,
operato con una visione complessiva del settore e delle risorse
disponibili. Le ha presentate oggi, in una conferenza stampa, il
presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni.
«Quella contenuta nel nostro progetto ”Futuro Fertile” – ha
detto - è una riforma che intende creare le condizioni per rendere
il quadro normativo all’altezza delle sfide di mercato che
l’imprenditore agricolo, sia esso ditta individuale o società di
capitale, deve realizzare in termini di ristrutturazione e
riorganizzazione della propria attività economica».
Quello
definito da Confagricoltura è un progetto “a budget” definito,
che punta tra l’altro: allo snellimento normativo, alla
semplificazione burocratica, alla riorganizzazione produttiva, che
definisce il rapporto agricoltura-ambiente, rilancia l’agroenergia,
favorisce l’insediamento dei giovani in agricoltura ed il ricambio
generazionale, dà efficienza ai settori produttivi, realizza
un’offerta organizzata, riposiziona il settore primario nelle
filiere di prodotti agroindustriali.
L’obiettivo
è anche quello del recupero di efficienza e del risparmio di spesa
che permette quindi di spalmare le risorse recuperate su altri
capitoli che ne hanno bisogno. Si rivela così, ad avviso di
Confagricoltura, una riforma al 90% a costo zero per lo Stato, ma i
cui effetti sono enormi per creare un contesto più favorevole e
rilanciare su nuove basi l’agricoltura italiana.
«Non
si veda quello presentato come uno studio accademico - ha aggiunto
Federico Vecchioni - il nostro è un impegno progettuale improntato
alla concretezza, con proposte immediatamente spendibili per
ridisegnare il volto dell’agricoltura italiana; le nostre sono
iniziative razionali, asettiche e non ideologiche, tecnicamente
condivisibili da tutti gli agricoltori italiani, indipendentemente
dalla “casacca sindacale” che indossano, perché sono dirette a
dare più reddito, più efficienza, più competitività. Sottolineo
che le nostre sono proposte “aperte”, integrabili con il
contributo di tutti quanti vorranno coadiuvare il nostro sforzo
propositivo».
«Confagricoltura
- ha concluso il presidente - vede il suo ruolo non come mero
organismo rivendicativo, ma come sindacato progettuale, che vuole
ridisegnare il futuro del settore e delle imprese, aggiornando gli
strumenti, le regole ed i contesti ai nuovi bisogni ed alle nuove
sfide di mercato».
I
primi segnali sull’annata secondo l’Istituto di Tutela della
Grappa del Trentino
Trentino Grappa: lieve flessione
sulla quantità, ma tiene la qualità
Alambicchi
accesi già da metà settembre; uve sane e una buona vendemmia,
seppure un po’ in anticipo, fanno sperare in una buona annata per
le grappe più apprezzate d’Italia per qualità degli aromi. Per
Grapperie Aperte, il 10 ottobre, le anteprime di produzione
Trento,
30 settembre 2010.
In
Trentino si potrà dire “è un’ottima grappa” solo alla fine
dei lavori di distillazione, prevista per novembre, ma nonostante
questo il parere comune dei produttori di grappa del Trentino è che
il 2010
sarà una buona annata
con profumi intensi e aromi spiccati.
Le previsioni sull’annata
compiute dall’Istituto di tutela grappa del Trentino fanno
parlare quindi di un 2010 dove la qualità non mancherà nei
prodotti.
A far presagire questo dato la qualità delle uve: sane (senza
fenomeni di botrite nella buccia), vendemmiate alla giusta
maturazione, seppure con qualche giorno di anticipo rispetto al
solito corso, ma giunte in tempi regolari alle distillerie pronte per
la conservazione della vinaccia. La distillazione ha già avuto
inizio intorno alla fine di settembre, nei tempi previsti insomma,
per questo il processo di trasformazione delle vinacce si compirà
entro il mese di novembre, primi di dicembre, con circa un mese di
anticipo rispetto a quanto stabilito dal disciplinare dell’Istituto
che prevede il 31 dicembre come data ultima.
Le
uve
che dovrebbero sorprendere in positivo di più sono quelle a
bacca bianca,
in particolare lo Chardonnay e il Pinot Grigio, che grazie al clima
ideale in tempo di vendemmia e alla particolare sanità delle uve,
potranno dare degli ottimi risultati sul distillato. Qualità buona
anche per quanto riguarda le altre uve aromatiche che hanno dato
delle vinacce sane e ricche di profumi, in particolare il Traminer e
il Moscato Giallo. Buona anche la qualità delle uve a bacca rossa,
soprattutto per quanto riguarda il Teroldego e il Pinot Nero. Per
quanto riguarda le quantità in linea con quanto avvenuto in vigna
durante la vendemmia, si dovrebbe percepire una leggera flessione del
10 per cento circa, rispetto allo scorso anno quando sono state
distillate circa 15mila tonnellate di vinaccia. Il KM “0”,
segreto della qualità delle grappe del Trentino, sarà ancora una
volta un elemento fondamentale per la qualità del prodotto ed è
anche uno dei punti forza della grappa prodotta in Trentino prodotta
per oltre il 70% da vinaccia locale. Questo elemento permette di
distillare la materia prima in tempi rapidi non rischiando di perdere
gli aromi principali.
Oltre
alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del
Trentino anche nel 2010 sarà la tradizione che da tempo ha portato i
distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità
attraverso l’impiego del sistema
trentino “bagnomaria”
che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si
utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il
paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata
lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di
alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il
sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più
costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori
profumi e aromi delle grappe. Insomma grande ottimismo in Trentino in
attesa di assaggiare le prime grappe del 2010. Nella precedente
annata sono stati prodotti in Trentino circa 10mila ettanidri di
grappa (circa il 10% del totale nazionale) distillando 15mila
tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa
prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata
all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa
il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa
genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per
l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia
prima.
Kenwood sarà tra i
partecipanti di Bio-Sapori:
il più grande temporary store d’Italia
dedicato al mondo Bio
Dal 1 di ottobre al 31
ottobre 2010, alla manifestazione milanese, Kenwood metterà in
mostra l’alta tecnologia che da sempre contraddistingue i prodotti
dedicati alla food preparation.
Treviso,
30 settembre 2010
– Cucina, ma non solo: tutto pronto per “Bio-sapori”,
l’originale temporary store di prodotti regionali italiani
biologici che aprirà allo SpazioLattuada di Milano (Via Lattuada 2)
e che vedrà tra i protagonisti Kenwood, brand leader nel settore
degli elettrodomestici da cucina. Aperto tutti i giorni
dalle 9,00 alle 19,30 con orario continuato, a Bio-Sapori le aziende
del settore
bio-food
inviteranno i visitatori ad assaggiare i prodotti selezionati per
qualità e regione con l’obiettivo di esaltare le straordinarie
qualità del nostro Bel Paese in fatto di gastronomia e di
genuinità. Il calendario è ricco di eventi e
appuntamenti quali ad esempio: dimostrazioni creative, degustazioni
gastronomiche, simpatici happy hour e momenti letterari. Il format
innovativo dello store permetterà ad appassionati e amanti dell’arte
culinaria di comprare in loco i prodotti esposti. In
occasione della manifestazione, Il celebre Cooking Chef Kenwood sarà,
utilizzato in diretta da rinomati cuochi per momenti di degustazione
e esclusivi corsi di cucina nei quali gli chef mostreranno come
realizzare in modo semplice e veloce i piatti della tradizione
culinaria locale. Mentre, presso l’area Kenwood le
vere star saranno: Kenwood Chef KM023 versatile kitchen machine
ideale per trasformare ogni ricetta in un trionfo di armonia e
sapore, Triblade l’unico mixer ad immersione con tre lame,
Tritacarne MG700 prezioso per realizzare qualsiasi ragù, Tostapane
TTM312 ideale non solo per tostare semplici toast ma anche baguette e
brioche, la Macchina per il Pane BM450 per avere ogni giorno pane
fresco in casa ed infine il Food Processor Multipro FP 920.
Per
maggiori informazioni e approfondimenti visitare:
www.kenwoodworld.com
e www.biosaporiregionali.spaziolattuada.it.
Kenwood Fondata
in Inghilterra nel 1947 dall’imprenditore Kenneth Wood, Kenwood è
un brand di riferimento nel settore degli elettrodomestici per la
preparazione dei cibi grazie all’innovazione, qualità, design e
funzionalità delle sue proposte. Kenwood è entrata, nel 2001, a far
parte del Gruppo De’ Longhi, leader nel settore degli
elettrodomestici e della climatizzazione, andando a consolidare
ulteriormente le linee di prodotto del gruppo trevigiano. Oggi
Kenwood è una dinamica realtà internazionale presente in oltre 80
Paesi. L’Headquarters si trova ad Havant, nella contea inglese
dell’Hampshire, mentre la sede italiana è presso l’headquarters
di De’ Longhi Appliances a Treviso.
Cerimonia
di premiazione in occasione del XIII Congresso nazionale a Reggio
Emilia
Agronomi
e Forestali, sette “emeriti” premiati alla carriera
I
dottori agronomi e dottori forestali sono di: Roma, Siena, Matera,
Cagliari, Caserta e Piacenza
Sono
sette i dottori agronomi e dottori forestali italiani “emereti”
premiati a Reggio Emilia durante il XIII Congresso nazionale dei
dottori agronomi e dottori forestali.
La
cerimonia di premiazione per chi ha svolto una brillante carriera sul
territorio nazionale, si è svolta durante la cena di gala del
Congresso della categoria che si è tenuto in Emilia Romagna, e ha
visto in quattro giorni la presenza di professionisti da tutta
Italia, rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’agricoltura,
ambiente e professioni, eventi, tavole rotonde e quattro tesi
congressuali su tematiche di attualità. I premiati per il 2010 sono
Giovanni
Mazzeo,
dottore agronomo iscritto all’Ordine provinciale di Roma;
Erveto
Giordano,
dottore forestale di Roma;
il dottor agronomo Franco
Biondi Santi,
Ordine di Siena;
il dottor forestale Giulio
Cocca,
Ordine di Matera;
il dottor agronomo Umberto
Comparone
dell’Ordine di Caserta;
Angelo
Aru,
dottor agronomo, Cagliari;
e il dottore agronomo Pierluigi
Navarotto,
iscritto all’Ordine provinciale di Piacenza.
Ogm: due notizie positive per il futuro
dell’agroalimentare italiano
Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS
Nel giro di poche ore sono arrivate due notizie
positive per il futuro dell’agroalimentare italiano.
La prima è che stamattina, gli assessori regionali
all’agricoltura, riuniti nel Comitato agricolo della Conferenza
Stato-Regioni, hanno rigettato l’ipotesi di coesistenza
delle colture transgeniche, con quelle convenzionali e biologiche.
Una decisione fondamentale che segna uno spartiacque
tra una realpolitick che si piega al compromesso voluto dalle
multinazionali agro-chimiche e una politica che difende i cittadini,
l’agricoltura, l’ambiente.
VAS chiede ora che il Ministro dell’agricoltura
Galan prenda atto di questa svolta e che coerentemente richieda
per l’Italia, come hanno già peraltro fatto i suoi colleghi in
Europa, una clausola di salvaguardia che bandisca dal nostro Paese
l’utilizzo del mais Mon810 e la patata Amflora, gli unici due Ogm
autorizzati per la coltivazione dall’Unione.
Chiede, inoltre, che il Ministero si faccia carico
di valutare, con l’ausilio di esperti e con la partecipazione della
società civile, l’ultima proposta avanzata dalla Commissione
Europea sugli Ogm, affinché l’Italia possa partecipare al
dibattito in modo propositivo e possa contribuire a rendere concreta
l’ipotesi Ogm-free in Europa.
La seconda notizia, giunta ieri sera, è che la
magistratura ha ordinato la distruzione del campo di Fanna
(quello di Vivaro era già stato distrutto dall’associazione Ya
Basta!) e nello stesso pomeriggio il corpo forestale ha raccolto il
mais Mon810 della Monsanto, illegalmente coltivato. Una conclusione
questa che consente di dare un sospiro di sollievo a tutti quelli che
hanno seguito, per ben 3 mesi, con il fiato sospeso le vicende del
multimediale biotech-coltore Fidenato.
Anche se un dubbio rimane: perché il mais biotech
sequestrato è stato sistemato adeguatamente per poter essiccare e
“mantenere le sue qualità inalterate”?
VAS ritiene che quel mais, che ha già contaminato i
campi adiacenti (con conseguenze economiche per gli agricoltori) non
possa essere commercializzato e chiede che venga immediatamente
distrutto.
L’Olivicoltura
triveneta
progetta
il proprio futuro
Un Convegno ad Este,
venerdì 8 ottobre con il ministro Galan
Este 2 ottobre 2010.
“Rappresenterà l’occasione per una riflessione, con le aziende
associate, su quanto realizzato sin’ora e sui programmi futuri per
rimarcare gli elevati livelli qualitativi raggiunti nella produzione
olearia del comprensorio, sulle iniziative per sostenere l’attività
commerciale delle imprese, sulle collaborazioni da realizzare nel
perseguimento della sempre più necessaria internazionalizzazione,
sulla organizzazione, con sempre più avanzate tecnologie, del
processo di molitura delle olive e lo smaltimento dei residui nel
rispetto ambientale”.
Questo e molto altro,
sottolinea il presidente dell’Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli (AIPO), Albino Pezzini, sarà al centro
del confronto dibattito che si svolgerà a Este, venerdì 8 ottobre
nella Sala Convegni (ex chiesa) dell’Istituto Manfredini (ore 16),
presenti il Ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, e
l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato,
oltre ad una nutrita rappresentanza di amministrazioni pubbliche e di
enti del Triveneto, della Lombardia, di Croazia e Slovenia.
“Sarà anche un
confronto per omogeneizzare i nostri programmi di lavoro – prosegue
il presidente dell’AIPO – con le nuove normative nazionali e
comunitarie in materia e in particolare, grazie alla diretta
partecipazione del presidente di Unaprol, Massimo Gargano, con le
iniziative che il Consorzio nazionale, cui facciamo riferimento, sta
realizzando nell’intento di garantire al mercato del consumo
genuinità e provenienza degli oli di qualità”.
Un dibattito
fondamentale, dunque, di un sistema olivicolo che continua a crescere
e oggi, per i traguardi raggiunti a livelli imprenditoriali e
professionali, rappresenta uno dei cardini dell’originale offerta
di prodotti agroalimentare tradizionali del comprensorio.
A conclusione dell’evento
si effettuerà la consegna dei riconoscimenti alle aziende vincitrici
della 7a edizione del Concorso Oleario AIPO che, quest’anno, ha
sfiorato il “traguardo” dei cento campioni provenienti da
Sicilia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Puglia, Campania, Trentino,
Friuli V.G., Lazio, Croazia, Slovenia e Veneto. Una crescita
esponenziale che sottolinea, per la rigorosità e l’imparzialità
della selezione, l’importanza raggiunta, fuori degli stretti
confini del triveneto, da questa iniziativa nata per rappresentare,
come ha dimostrato di essere, una stimolante occasione di analisi per
le aziende partecipanti ed un volano al miglioramento dei livelli
qualitativi dei propri oli.
Girogustando
– i cuochi d’Italia s’incontrano
Primo
appuntamento giovedì
7 ottobre
a Chianciano Terme
Girogustando
e l’autunno all’insegna della Liguria
Aria
di Ponente in provincia di Siena
Ultimi
sei appuntamenti con Girogustando 2010. Partenza prevista per il 7 di
ottobre, ultima serata il 4 novembre. Per
il terzo anno consecutivo torna
la sessione autunnale della manifestazione grazie alla quale “i
cuochi d’Italia, - e non solo - s’incontrano a Siena”.
Quest’anno
in calendario
diciotto
serate, con le prime 12 svoltesi tra febbraio e marzo: dal 7 ottobre
gli ultimi appuntamenti, e come di consueto saranno due chef i
protagonisti della serata. Torna così la manifestazione ideata da
Confesercenti Siena per far incontrare i cuochi senesi con colleghi
provenienti dalle altre regioni italiane, presentando al pubblico
menu “a quattro mani” secondo l’originale formula che si ripete
dal 2002.
Per
la ripresa di Girogustando in autunno arriva nelle terre di Siena
dalla porta orientale della Riviera Ligure
il Ristorante “Gente di Ponente” di Cogoleto. Stefano Durante,
chef del locale in provincia di Genova, si esibirà all’Hostaria Il
Buco di Chianciano Terme: con lo chef locale Silvano Caroti
delizieranno i commensali con vere e proprie gratificazioni per il
palato. La settimana successiva, mercoledì 13 ottobre, sarà ancora
la Liguria protagonista sul territorio senese: di scena in questa
occasione il Ristorante “U Pin” di Portofino (GE) e il Ristorante
Il Convito di Curina di Castelnuovo Berardenga, dove la chef Stefania
Frache accoglierà i colleghi liguri con una ricca selezione di
piatti tradizionali toscani curati nei minimi dettagli e impreziositi
dalle rivisitazioni del suo estro creativo, il tutto “condito”
con una vista mozzafiato sulle colline senesi.
Non
finisce qui.
Il sapore marino continua il suo viaggio verso le terre senesi e
stavolta arriva direttamente da Carloforte (CA): “Tonno di corsa”,
il ristorante specializzato come dice il nome stesso nella cucina del
tonno in tutte le sue sfumature, sarà ospite della “Grotta Santa
Caterina” di Siena mercoledì 20 ottobre per un duello all’ultimo
mestolo. Per gli amanti del menù di terra invece, da non perdere
l’appuntamento di mercoledì 27 ottobre con i genuini piatti del
ristorante “Al vecchio tagliere” di Zanica, che preparerà un
delizioso “menù a quattro mani” in collaborazione con il
ristorante “Officina della Cucina Popolare” di Colle Val d’Elsa.
Mercoledì 3 novembre sarà di nuovo il sapore del mare, portato
dall’ “Antica Locanda da Luca” di Viareggio, a spandersi nelle
colline senesi di S.Gimignano, dove il ristorante “Perucà”
accoglierà il collega viareggino nell’atmosfera unica dei suoi
locali. Dulcis in fundo, giovedì 4 novembre l’aroma di Sicilia
dell’osteria palermitana “Vinvito” sarà in grado di creare un
interessante mix con i sapori nostrani della “Trattoria dell’Oste
di Mezzo” di Siena, specializzata in piatti a base di Chianina e
Cinta senese.
Incontri
enogastronomici e tanto divertimento.
Tra una portata e l’altra in sala torneranno gli intrattenimenti
creativi: esibizioni musicali, mimo e tanto altro ancora per
coinvolgere il pubblico presente, assieme ai Sommelier AIS per gli
abbinamenti cibo-vino ed ai “Giro-quiz”. Una serata per
settimana, tranne che a novembre in cui verranno impegnati, come da
tradizione, il mercoledì ed il giovedì; inoltre sarà ancora
possibile scegliere tra due opzioni di prezzo (35 o 40 euro) in virtù
dei gusti e della serata. Tutto questo grazie al contributo della
Camera di Commercio di Siena, al patrocinio di Provincia e Comune di
Siena, ed all’insieme di sinergie e partnership che, ogni anno di
più, permettono al pubblico di Girogustando di vivere nuove
esperienze culturali, oltre che gastronomiche.
Dettagli,
immagini e retroscena delle serate saranno presenti anche su
Internet, all’indirizzo www.girogustando.tv.
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Le
notizie della settimana 29 settembre
2010
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A Sarnano, in provincia di Macerata,
ritorna Sapori d'Autunno 2010
La due giorni di “Sapori d'Autunno” che ogni
anno si svolge a Sarnano, in provincia di Macerata, ritorna anche
quest'anno, sabato 16 e domenica 17 ottobre, con un programma denso
di iniziative eno-gastronomiche.
Nell'ameno e ridente
borgo medievale ai piedi dei Monti Azzurri, la fiera mercato "SAPORI
D'AUTUNNO" rappresenta il palcoscenico ideale per far conoscere
le tradizioni e gli antichi sapori del territorio.
A Sarnano, in alta
collina, di fronte allo scenario della catena montuosa dell'appennino
umbro-marchigiano, si danno appuntamento piccole aziende artigianali
dell'eccellenza gastronomica che si impegnano a difendere e
valorizzare i sapori e le fragranze di una volta.
Per informazioni: Comune di Sarnano
www.sarnano.com - Sig Fabio
Virgili 339 70 31 451
Tre
Bicchieri del Gambero Rosso 2011 al Franciacorta Cabochon 2005
che così
guadagna la sua prima Stella
La
Stella, un premio alla continuità
“L’orgoglio
per la conquista dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso è sempre forte,
raggiungere
questo riconoscimento per la decima volta è un premio alla mia
famiglia, a tutta la mia azienda, al mio lavoro, alla ricerca
spasmodica di una qualità che
mi ha guidato fin dall’inizio della mia carriera”. Emanuele
Rabotti.
Stagione di
grandi emozioni in casa Monte Rossa: il Franciacorta Cabochon 2005 ha
ottenuto per la decima volta il riconoscimento dei Tre Bicchieri per
la Guida ai Vini d’Italia 2011, conquistando così la sua
prima Stella, una
tappa importante sul percorso iniziato nel 1999, quando raggiunse per
la prima volta i Tre Bicchieri con il Cabochon del ’93.
Con
questo riconoscimento Monte Rossa è entrata a far parte del gotha di
aziende che hanno saputo dimostrare negli anni una presenza continua
ai vertici dell’eccellenza italiana, un
gruppo di produttori selezionati per la qualità dei loro vini, che
diventa ancora più esclusivo se si parla di bollicine.
Nel campo
della spumantistica italiana, infatti, le aziende che hanno una
qualità riconosciuta e costante nel tempo si contano sulle dita di
una mano, e sono quasi tutte della
Franciacorta. “La nostra Franciacorta è il territorio che sta
portando a livelli sempre più alti la qualità delle bollicine
–afferma Emanuele Robotti-
a dimostrazione della sua vocazione inconfutabile e di un successo
dovuto all’impegno che nasce da lontano ed è continuo negli anni,
una strada che non può che dare frutti sempre migliori”.
Come per il
Cabochon 2005, dunque, che nasce da un insieme di elementi vincenti:
da un territorio unico e inimitabile, da un’annata importante e
dalla determinazione a raggiungere l’eccellenza, da tanta
esperienza e volontà di ottenere il massimo. “Lasciare per quattro
anni il Cabochon 2005 sui lieviti è stato un impegno forte,
riconosciuto dalla critica e di sicuro dai consumatori che sapranno
ritrovarci quella personalità e quelle caratteristiche che ne hanno
decretato il successo negli anni”.
I tre bicchieri negli
anni:
1999
- Franciacorta Brut Cabochon 1993
2000
- Franciacorta Brut Satèn
2001
- Franciacorta Brut Satèn
2002
- Franciacorta Brut Cabochon 1997
2003
- Franciacorta Brut Cabochon 1998
2004
- Franciacorta Brut Cabochon 1999
2006
- Franciacorta Brut Cabochon 2001
2008
- Franciacorta Brut Cabochon 2003
2009
- Franciacorta Brut Cabochon 2004
San Zeno Castagne,
Bardolino & Monte Veronese
Alla scoperta dei sapori
del monte Baldo dal 14 ottobre al 14 novembre a San Zeno di Montagna
(Verona) patria del marrone di San Zeno dop
Tredicesima edizione
della rassegna gastronomica che propone interi menù degustazione a
base di castagne del Baldo e marroni di San Zeno dop in abbinamento
con il Bardolino, il vino del territorio. Dalle malghe arriva il
formaggio Monte Veronese dop dell’alpeggio estivo.
Dal 14 ottobre al 14
novembre 2010 a San Zeno di Montagna (Verona), sul monte Baldo,
balcone affacciato sul lago di Garda e patria del marrone di San Zeno
dop, la cucina autunnale delle castagne incontra il vino del
territorio, il Bardolino, e il formaggio Monte Veronese in cinque
menù degustazione. La tredicesima edizione di "San Zeno
Castagne, Bardolino & Monte Veronese" vede di scena gli chef
dei ristoranti Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna
kus, che continuativamente, per un mese intero, propongono piatti fra
tradizione e innovazione: dal classico minestrone di castagne alla
polenta di farina di castagne con funghi e Monte Veronese mezzano,
dai maltagliati di castagne con salamella, zucca e nocciole alla
vellutata di castagne con zucca al rosmarino, dal brasato di manzo
con castagne e polenta di grano saraceno al baccalà mantecato alle
castagne. In tutti i ristoranti è prevista anche una piccola
degustazione di Monte Veronese con miele di castagno. Il tutto
accompagnato dalla fragranza fruttata e speziata del Bardolino,
preabbinato ai menù (presso ciascun ristorante è possibile
scegliere fra due diverse etichette, con una bottiglia compresa nel
prezzo ogni due persone). I prezzi vanno dai 35 ai 43 euro. E per chi
volesse approfittare dell’occasione per un week end alla scoperta
dei panorami baldensi e gardesani, quattro dei cinque ristoranti
offrono anche la disponibilità di stanze per il soggiorno.
L’iniziativa è
organizzata dal Consorzio di tutela del Bardolino. “Anche
quest’anno, com’è ormai consolidata tradizione – dice
Giorgio Tommasi, presidente del Consorzio del Bardolino –,
proponiamo il nostro Bardolino in abbinamento con le tipicità del
monte Baldo, interpretate dalla ristorazione baldense, come una sorta
di chiave per accedere ad un ambiente straordinario come quello del
Baldo e del Garda, terra natale del nostro vino”. Insieme al
Consorzio del Bardolino, collabora alla realizzazione dell’iniziativa
il Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese: la produzione
casearia a marchio dop, concentrata soprattutto in Lessinia, è stata
di recente rivitalizzata anche in terra baldense con il ripristino di
un’antica malga. Offrono inoltre il loro contributo la Regione
Veneto, la Provincia e la Camera di Commercio di Verona,
l’Associazione albergatori di San Zeno di Montagna e Federalberghi,
con l’aggiunta del patrocinio del Comune di San Zeno di Montagna,
del Consorzio di tutela del marrone di San Zeno dop e di Slow Food
del monte Baldo.
I
ristoranti aderenti a “San Zeno Castagne, Bardolino & Monte
Veronese”
Ristorante
Al Cacciatore - Località Prada - San Zeno di Montagna - tel. 045
7285139
Ristorante
Bellavista - Contrada Cà Montagna, 21 - San Zeno di Montagna - tel.
045 7285286
Ristorante
Costabella - Via degli Alpini, 1 - San Zeno di Montagna - tel. 045
7285046
Ristorante
Sole - Via Cà Schena, 1 - San Zeno di Montagna - tel. 045 7285001
Taverna
Kus - Contrada Castello, 14 - San Zeno di Montagna - tel. 045 7285667
Da tutte le regioni per la 44ª Fiera
del Riso.
Prosegue fino al 10 ottobre ad Isola della Scala (Vr)
Proseguirà
fino al 10 ottobre la 44 Fiera del Riso di Isola della Scala,
il
più visitato evento enogastronomico nazionale che è stato
inaugurato alla presenza di numerosi ospiti, tra i quali Edoardo
Raspelli,
il noto critico gastronomico e conduttore della trasmissione
televisiva di Rete 4, Mela Verde, e Kseniya
Zaynak,
vincitricedel concorso “Una ragazza per il cinema” edizione
2009.
Nei
giorni scorsi sono state tantissime le iniziative che hanno attirato
nella cittadina veronese di 11 mila abitanti fino a 30.000 visitatori
in una sola domenica (oltre 500mila quelli a ciascuna edizione).
Oltre
ai numerosi concorsi gastronomici nazionali ed internazionali, la
Fiera si è arricchita con la presenza del premio
Nobel per la pace ed ex Presidente della Polonia Lech Walesa,
protagonista del convegno “Il valore del lavoro”. Molte
anche le iniziative di solidarietà, come il concorso gastronomico
“Un risotto senza barriere per Telethon”
riservato ai disabili, e organizzato dalla UILDM (unione italiana
lotta alla distrofia muscolare).
Nei
prossimi giorni alla Fiera si terranno incontri e convegni
sull’agroalimentare (Ogm), l’alimentazione e la cucina. Sono
oltre un centinaio le ricette con le quali viene servito il riso
durante la Fiera, in particolare il Vialone Nano Veronese Igp, primo
ad aver ottenuto in Europa il marchio di qualità.
Tantissimi
anche gli chef che si cimenteranno con piatti con protagonista il
cereale più consumato al mondo. Per loro l’occasione in fiera è
il top Show, dove ogni sera vengono preparati menù a base di riso
con ricette e prodotti tipici di diverse regioni italiane.
Programma
Top Show: Mercoledi
29
La stella dell’ Alto Adige: Appiano Ristorante Zur Rose chef
Erbert Hintner Giovedi
30
Il mare del Lison Pramaggiore Ass. Cuochi Ristolèmene Venerdi
1
La stella delle Marche: Fermo Ristorante Emilio e TIPICITA’
chef Danilo Bei Sabato
2
Sfida all’Ultimo Chicco Il miglior Risotto 2010 delle Strade del
Riso di Mn e VR per Mantova: Ristorante La Bazza; per
Verona: Ristorante Il Ventaglio Domenica
3
Il Fiore d’inverno Strade del radicchio di Treviso e del Riso
Vialone Nano Martedi
5
Il Piemonte: Vercelli Ristorante Balin chef Angelo Silvestro
Mercoledi
6
Vicenza e il Baccalà La Trattoria di Palmerino chef Antonio Chemello
Giovedi
7
La Strada del Piave: Eraclea La Tavernetta chef Andrea Vecchiato
Venerdi
8
Il Garda Bresciano: Calvagese Ristorante Borgo alla Quercia
chef Remo Fantoni Sabato
9
Riso dal mondo: Serata India a cura di Singh Balraj Coop Sociale
Hirundo
Consegnato
dal presidente Andrea Sisti a Parma a conclusione del
XIII Congresso
nazionale
dei
dottori agronomi e dottori forestali
Al
senese Giulio Surci
il Premio Ravà
Il
riconoscimento è legato alla figura dell’illustre agronomo e
cultore delle tematiche connesse allo sviluppo dell'agricoltura
attraverso il corretto utilizzo dello strumento del credito
E’
andato al senese Giulio Surci, classe 1983, il Premio di laurea
edizione 2009 Mario Ravà con la tesi dal titolo “Strutture di
governo e sicurezza degli alimenti nelle strategie organizzative
delle imprese agroalimentari: il caso di studio Coop Centro Italia”,
relatore Prof. Gaetano Martino.
Il premio che è stato conferito a
Parma dal Conaf dal presidente Andrea Sisti nel corso del XIII
Congresso nazionale dei dottori Agronomi e dottori Forestali, è il
risultato della tesi di laurea conseguita presso la Facoltà di
Agraria dell’Università degli studi di Perugia ed è valso al
giovane senese l’assegnazione del prestigioso riconoscimento del
valore economico di 5mila euro. La Fondazione "Mario Ravà"
- costituita per iniziativa dell'Associazione Bancaria Italiana, del
Consiglio Nazionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali e della Federazione Italiana Dottori in Agraria e
Forestali, è nata per onorare la memoria del dottor Mario Ravà,
illustre agronomo e cultore delle tematiche connesse allo
sviluppo dell'agricoltura attraverso il corretto utilizzo dello
strumento del credito.
L’elaborato
di tesi ha messo in luce possibili spunti di ricerca in un campo, il
mercato delle produzioni sicure, orientato verso modelli
organizzativi destinati a migliorare il grado di sicurezza dei
prodotti alimentari, che finora non ha ricevuto la dovuta attenzione
e che rappresenta, al contrario, una potenziale via di sviluppo della
competitività del comparto nazionale di fronte alle nuove sfide
mondiali.
Lunedì
4 ottobre: Bologna ospita il processo alla mortadella
Che
la mortadella sia uno dei salumi di punta del Made in Italy è
risaputo. Ma che la "Bologna" sia l'insaccato più... in
linea con le ultime tendenze della moderna scienza nutrizionale è
una novità. Merito dell'Inran che ha passato sotto la lente
d'ingrandimento il prodotto emiliano per eccellenza: sfatati i luoghi
comuni, l'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione sancisce definitivamente che la mortadella può entrare
nella dieta anche degli irriducibili del peso perfetto.
I
risultati della ricerca parlano chiaro: l'apporto di colesterolo è
basso e la presenza di sale limitata. La mortadella è ricca di
minerali come ferro e zinco e, per questo, risulta un alimento ideale
per chi, svolgendo una certa attività fisica, ha bisogno di un
corretto apporto energetico. La qualità raggiunta nella scelta delle
materie prime e nelle tecniche di lavorazione, permette di produrre
mortadelle particolarmente adatte alle esigenze del consumatore di
oggi.
Dal punto di
vista energetico, un etto di mortadella possiede meno calorie di un
piatto di pasta e le stesse calorie del formaggio da spalmare:
soltanto 60-70 milligrammi di colesterolo per etto, proprio come la
carne bianca più leggera e dietetica. Grazie all'opportuna scelta
delle carni e alla loro lavorazione in condizioni di temperatura
controllata, la presenza di proteine nobili è molto elevata. Per non
parlare poi delle vitamine. Il mantenimento del normale contenuto
vitaminico delle carni non è alterato dal trattamento termico
utilizzato. In un etto di mortadella, infatti, sono contenute
vitamine B1 (0,19 milligrammi), B2 (0,26 milligrammi), Niacina (3,59
milligrammi).
Nell'ottica di
divulgare al meglio storia, proprietà e nuovi valori dell'emblema di
Bologna, Vie del Gusto in collaborazione con la Provincia di Bologna,
l'Apt Emilia Romagna e l'Associazione "Strada dei vini e dei
sapori" metterà in scena un vero e proprio processo alla
mortadella. Quando? Lunedì 4 ottobre, proprio in occasione delle
celebrazioni del santo patrono Petronio.
L'appuntamento è in
piazza Santa Maria della Vita, a due passi da piazza Maggiore, a
partire dalle 15.30.
Nutrizionisti,
giornalisti enogastronomici, storici, produttori e consumatori
saranno i protagonisti di un'insolita contesa con un obiettivo
preciso: far scoprire le segrete peculiarità produttive,
nutrizionali e commerciali di sua maestà la mortadella.
L’Arte enoica di
Roberta Borghese,
L’Arte pittorica di Silvano Spessot e
L’Arte
casearia di Renzo Di Bidino si incontrano
Appuntamento Domenica 10 ottobre nelle
cantine dei Ronchi di Manzano dalle ore 10,00 alle 18,00.
Arti che appaiono diverse tra di loro
ma che in realtà sono intimamente legate da un unico denominatore,
la passione che crea, osa e stupisce.
Gli organizzatori invitano gli
appassionati per condividere assieme questo momento unico pieno di
sensazioni, profumi, gusti ed emozioni.
La cantina Ronchi di Manzano si trova
in via Orsaria, 42 a Manzano, telefono 0432740718 mail
info@ronchidimanzano.com
Per informazioni Daniele Galli
3317999666.
www.ronchidimanzano.com
Degustazione di 80
etichette di Moscato italiano e del Mondo
E non solo…
Sabato 2 ottobre 2010 dalle ore 18.00
alle ore 23.30. Centro Storico di Bologna Via Farini – Piazza
Cavour
L’Associazione Go Wine
in collaborazione con il Club di Bologna, presenta una serata tutta
dedicata a conoscere e scoprire un vitigno antico, ricco di storia e
di cultura.
Vengono presentate in
degustazione oltre 80 etichette di Moscato d’Italia e del Mondo,
ognuno dei quali racchiude un territorio da conoscere, un patrimonio
di storia e cultura cui è legata la presenza del Moscato.
Il banco d’assaggio
presenta in sequenza una selezione di Moscato d’Asti, i restanti
Moscato del Nord e del Centro Italia, i Moscato del Sud e delle
isole, i Moscato del Mondo.
Affianca la degustazione
una selezione di grandi rossi del Piemonte e di vini autoctoni
italiani.
Costo della degustazione:
€ 10,00 (Riduzione € 7,00 Soci Go Wine e Soci Ais)
Calice e taschina in
omaggio;
L’ingresso sarà
gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine
direttamente all'evento.
Per informazioni:
Associazione Go Wine – tel.
0173 364631 – fax 0173 361147
Club Go Wine Bologna – Francesco
Carboni – t. 051 443422
www.gowinet.it
– ufficio.soci@gowinet.it
New Entry nel listino Sarfati – La
Petite Baigneuse
rossi autentici, solidi e scalpitanti dal Sud della
Francia
Milano, 27 settembre
2010. Un nuovo produttore di vini naturali francesi entra nel
listino d’importazione Sarfati.
Ad arricchire l’offerta
di vini di vignaioli rispettosi ed espressivi del proprio terroir si
aggiunge Philippe Wies con il suo domaine, La
Petite Baigneuse, vera perla della viticoltura del Rossiglione.
Questa tenuta di 12
ettari e mezzo si trova a Maury, nel cuore di una
grande appellation del mediterraneo francese, a poche
decine di chilometri dal mare e altrettante dal confine spagnolo.
Una viticoltura
biologica rigorosa, nessun insetticida né diserbante, una
vinificazione naturale senza additivi enologici: così nascono i vini
di Philippe Wies, minerali, tesi, intensi.
Nella gamma della Petite
Baigneuse, la scelta Sarfati inizia dalla Trinquette, un Vin de
Pays des Côtes Catalanes prodotto con grenache noir in
purezza, vinoso, preciso e persistente.
Una grande bottiglia
della Francia del Sud a un prezzo molto attraente.
Informazioni: comunicazione@sarfati.it
La corretta gestione
del Frantoio oleario tra adempimenti
tecnici
e cavilli burocratici in vista dell’imminente apertura
Incontro
a Roma il 9 Ottobre
Roma
28 settembre 2010.
Un incontro di alta
formazione aperta a
tutti i produttori
olivicoli, frantoiani e aziende di confezionamento
e commercializzazione degli oli da olive, in vista dell’iminente
apertura stagionale
dei frantoi oleari.
Organizzata
da IRVEA per
fovorire la crescita professionale degli operatori e le aziende del
settore, nel contesto del progetto “Programma
di Certificazione delle Qualità Agro-Alimentari” presentato
da IRVEA a Roma lo scorso mese di Luglio, permetterà di
approfondire tutto
quel nucleo di conoscenze
fondamentali e indispensabili
per la corretta gestione
tecnica e burocratica
del frantoio oleario e dell’oleificio.
Il
personale ispettivo dell’ICQRF – Istituto Controllo Qualità e
Repressione Frodi di Roma approfondirà le tematiche fondamentali
sugli adempimenti
legali per la
commercializzazione
degli oli di oliva,
la
gestione e
la compilazione dei
registri aziendali di
carico e scarico,
la
normativa
sull’obbligatorietà
dell’origine- DOP,
BIO e 100% Italiano,
il
confezionamento,
l’etichettatura
e commercializzazione
dell’olio
sfuso e imbottigliato.
Particolare
attenzione verrà posta sulla nuova
normativa per la
gestione dei registri
telematici e la
trasmissione dei dati
al sistema informativo SIAN
(Sistema Informativo
Agricolo Nazionale) per ICQRF
e AGEA.
Verranno
approfondite inoltre tutte le tematiche
sulla
sicurezza in
materia di igiene e
qualità degli alimenti,
il
controllo e la gestione
dei punti critici
all’inizio dell’attività lavorativa in frantoio, inclusa la
gestione dei reflui
di lavorazione.
L’incontro
si terrà a Roma,
Sabato 09 Ottobre 2010,
a partire dalle ore
09.30 presso Sala
Celimontano, Via Bezzecca, 10 (angolo
via Palestro), a due passi dalla Stazione Termini.
Programma
e modulo di iscrizione sul sito: www.irvea.org
INFO:
Segreteria Organizzativa IRVEA – Istituto
per la Ricerca e la
Valorizzazione
delle Eccellenze Agroalimentari
Tel.+39
338 5393663 - +39 3385394299
Fax:
0743 778608 e-mail: segreteria@irvea.org
Wine
Town...degustazioni "internazionali"
con i sommelier di Ais
Toscana
La
Sezione Toscana
dell'Associazione
arricchisce con due giorni di eventi "formativi" aperti a
stranieri l'offerta della kermesse di Firenze
Welcome
at Wine
Town
Firenze.
L‘inebriante
appuntamento, organizzato dal Comune di Firenze e dal Comitato Wine
Town Firenze di cui fa parte anche l’ A.I.S.
Associazione Italiana Sommelier Sezione Toscana,
dal 30 settembre al 3 ottobre 2010 invaderà strade e monumenti del
capoluogo toscano e parla inglese, grazie alle degustazioni e agli
educational in lingua curati dai sommelier di A.I.S.
“Con
questa iniziativa -
dichiara il Presidente
di Ais Toscana Osvaldo Baroncelli
– i
nostri sommelier saranno a tutti gli effetti i veri “comunicatori
del vino” , capaci non solo di farsi portatori dell’immagine del
vino made in Italy con gli estimatori nazionali, ma anche con coloro
che - proveniendo dall’estero - il vino italiano lo apprezzano
soprattutto per il prestigio e la fama che si è costruito nel
mondo”.
Insostituibile
e fondamentale, dunque, la partnership di AIS Toscana al progetto. I
sommelier AIS del Granducato, oltre a servire il vino a tutti coloro
che prenderanno parte a questo spettacolare evento itinerante
articolato tra piazze, monumenti, chiostri, logge, palazzi e giardini
nel centro storico di Firenze “ribattezzate” per l‘occasione
con nomi attinenti all’enologia, proporranno una serie di
degustazioni ed educational, un percorso conoscitivo dell’enologia
italiana aperto anche a quegli stranieri interessati a saperne di più
del vino Made in Italy.
Il
primo appuntamento è per venerdì
1 ottobre
alle ore 16,00
all‘Westin Hotel Excelsior,
con un Seminario-degustazione per neofiti in inglese tenuto dal
Relatore e Degustatore ufficiale AIS Luigi Pizzolato. sul tema
“L’Italia del vino raccontata con 4 etichette: Asprinio d’Aversa
2009, Cabernet Sauvignon 2007 , Amarone della Valpolicella 2006 e
Chianti Classico Coltassala 2006“; alle 18,00
sempre
di venerdì
stessa location, Seminario-degustazione educational a cura del
Relatore e Degustatore ufficiale AIS Stefano Sandrucci sul
‘Bere consapevole’ in inglese per studenti americani che tratterà
i fattori di rischio dell’alcool etilico, il modo migliore per
consumare il vino, la degustazione come riflessione, l’abbinamento
tra cibo e vino, il valore culturale dell’enogastronomia di un
territorio e un invito alla moderazione del consumo di alcool. Si
degusteranno: Montecucco Sangiovese Vigne a Porrona DOC 2008, Chianti
Classico DOCG 2008, Bolgheri Rosato Scalabrone DOC 2009, Vin Santo
del Chianti Classico DOC 2006.
Ancora educational, stavolta
bilingue in italiano e inglese, sabato
2 ottobre,
su come si degusta e come si abbina il cibo con il vino - oltre a un
richiamo al bere consapevole - a partire dalle 10.30
del mattino presso la Biblioteca
delle
Oblate
a Firenze. Relatore in lingua italiana sarà Stefano Agnoletti, in
lingua inglese Leonardo Savelli. Dalle 16,00
alle 17,00
seminario con degustazione guidata dal vice campione italiano
Cristiano Cini sui vini dolci all’Westin Hotel Excelsior. Quota di
partecipazione di euro 50,00 previa prenotazione. La degustazione
verterà su cinque vini: Sauternes 2001, Eiswein 2008, Tokay Sei
Puttonyos 2000, Vin Santo 1999 e Montilla-Morilles Gran Reserva
1979. Chiusura in bellezza infine, dalle 18,00
alle 19,00
negli stessi
locali,
con un Seminario-degustazione sul Sangiovese e la sua interpretazione
nei vari terroir toscani come il Chianti, Montalcino,Montepulciano e
Costa Tirrenica accompagnati dal Relatore e Degustatore
Ufficiale AIS Massimo Castellani. Quota di partecipazione di
euro 20,00 previa prenotazione. Saranno in degustazione: Chianti
Classico Riserva Badia a Passignano 2006, Vino Nobile di
Montepulciano Riserva Lodola 2005, Brunello Vigna Spuntali 2003,
Chianti Rufina Riserva Villa Bossi 2005, Morellino di Scansano Vigne
a Porrona DOCG 2009.
Tutti
i seminari e gli educational sono soggetti a prenotazione, fino ad un
massimo di 60 persone per ogni evento.
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Le
notizie della settimana 25 settembre
2010
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Verso la nuova Pac.
Franco Manzato:
il Veneto con Galan per premiare il valore delle
produzioni
Venezia, 24 settembre
2010. “Come Veneto sosterremo compatti la battaglia che il
ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan ha annunciato oggi
per una modifica della futura Politica Agricola Comune, che non dovrà
basare il riparto delle risorse sull’estensione della superficie ma
sulla qualità e sul valore delle produzioni”.
Lo ha affermato
l’assessore regionale Franco Manzato, commentando la
proposta formulata oggi dal ministro a Parma.
“Il problema non è
solo della sperequazione attuale e potenziale degli aiuti –ha
aggiunto Manzato – ma anche di un sistema che in questo momento è
più premiale per la rendita e la staticità piuttosto che per
l’innovazione, l’idea imprenditoriale e la capacità di stare sul
mercato su fasce diverse da quelle della produzione modializzata e
dei relativi prezzi”.
“Quella del ministro
sarà una battaglia difficile ma è doverosa e intendiamo appoggiarla
a tutti i livelli. E non solo perché sulla qualità abbiamo
investito e raggiunto risultati di tutto rilievo in moltissimi
segmenti – ha detto ancora l’assessore veneto – ma perchè è
la strada maestra per un’agricoltura evoluta come la nostra e in
generale anche di molta parte dell’agricoltura europea, capace di
distinguersi e di dare garanzie oggettive ai consumatori di tutto il
mondo, di tenere alto il valore della biodiversità, della bontà non
artificiale e della varietà dei gusti”.
Conferenza stampa OGM-FREE alla Fiera
del Riso (Verona)
FIERA DEL RISO, ISOLA DELLA SCALA
(VERONA) Giovedì 30 settembre 2010 ore 18,00 Auditorium
S.M. Maddalena
Greenpeace e il Comitato Tecnico
Scientifico per la salvaguardia del Riso Vialone Nano organizzano un
convegno sulla valorizzazione alimentare “OGM-FREE”. Un incontro
per riflettere sull'importanza di salvaguardare il riso e
l'agricoltura italiana dagli OGM.
Interverranno: Luca Zaia,
Presidente della Regione Veneto* Ferdinando Sbizzera,
Comitato Tecnico Scientifico per la salvaguardia del Riso Vialone
Nano Prof. Gianni Tamino, Università di Padova Pietro
Piccioni, Direttore Coldiretti Verona Elisa Bianco, Slow
Food Stefano Frisoli, Presidente Aiab Lombardia Federica
Ferrario, Greenpeace Italia
Al termine dell'incontro verrà
offerto a tutti i presenti un piatto di risotto rigorosamente
NON-OGM!
Commissione
europea e delegazione turca in Italia
per concordare linee
commerciali settore nocciole
Roma,
24 settembre 2010
- Confagricoltura, Cia e Fedagri hanno organizzato il Summit annuale
tra Commissione Europea, rappresentanze agricole europee e una
delegazione del Governo e dei produttori turchi, per il
prossimo martedì 28 settembre a Caprarola, in provincia di
Viterbo, con l’obiettivo di determinare delle linee guida
sulla commercializzazione delle nocciole a livello mondiale.
“L’importante
incontro bilaterale tra Unione europea e Turchia cade al momento
giusto perché – sottolineano Confagricoltura, Cia e Fedagri -
con un recente provvedimento il governo turco ha
deliberato un aiuto a superficie per i suoi produttori di
nocciole che renderà ancor più competitivo sul piano economico il
prodotto turco rispetto a quello europeo. Ci si augura, di
conseguenza, di riuscire, grazie all’incontro, a mettere in atto
strumenti di controllo del mercato che evitino un possibile futuro
crollo dei prezzi a livello mondiale".
Dopo
la Turchia che, da sola, rappresenta il 65% della produzione
mondiale, l’Italia è infatti il secondo Paese al mondo per la
produzione di nocciole, concentrata per il 90% in quattro zone: il
Piemonte con Cuneo e Asti, il Lazio con Viterbo e Roma, la Campania
con Avellino, Salerno e Napoli, la Sicilia con Messina (Nebrodi) e
Catania.
Finora
il prezzo delle nocciole veniva condizionato dal governo turco
utilizzando lo strumento dei ritiri dal mercato e dello stoccaggio
del prodotto per non ingolfare troppo i mercati mondiali, ma la
chiusura dell’Agenzia di stato Fiskobirlik, che gestiva questi
ritiri, ed il progressivo ridimensionamento del prezzo mondiale degli
ultimi anni – spiegano le tre Organizzazioni - stanno
provocando molte preoccupazioni ai produttori europei, soprattutto
italiani, che non hanno, al pari dei turchi, visto aumentare i
sostegni comunitari. Si ricorda, inoltre, che il nocciolo viene
coltivato prevalentemente in zone marginali, svantaggiate e
montane dove l’alternativa sarebbe l’abbandono delle terre.
“Siamo
preoccupati per l’impatto delle decisioni del governo turco
sul prezzo del prodotto e sulle conseguenze per il reddito
degli agricoltori e delle cooperative italiane – dicono
Confagricoltura, Cia e Fedagri – e per questo abbiamo
lavorato per organizzare proprio in Italia questo incontro annuale
che, oltre agli aspetti commerciali, dovrebbe affrontare alla
presenza della Commissione Europea anche temi delicati come
l’armonizzazione delle normative fitosanitarie al fine di evitare
la concorrenza sleale che queste determinano”.
Conserve Italia
rafforza la sua presenza sul mercato svizzero
Il fatturato annuo sviluppato dal Gruppo
cooperativo
in terra
elvetica si attesta sui 5 milioni di euro
Bologna, 24 Settembre
2010. Conserve
Italia, leader europeo nel settore dell’ortofrutta trasformata con
oltre 650.000 tonnellate di prodotto lavorato e un fatturato di 1.100
milioni di euro, rafforza la sua presenza in Svizzera grazie alla
fattiva collaborazione con la società Comarsa. Realtà di punta nel
commercio dei prodotti alimentari sul mercato elvetico, con un
fatturato di 32 milioni di franchi, 2 filiali e 37 dipendenti, questa
azienda, costituita nel 1979 a Lugano, rifornisce tutti i principali
canali distributivi elvetici.
Dall’avvio
della collaborazione, nel 2000, il volume d’affari registrato da
Conserve Italia con Comarsa ha mostrato una crescita costante, fino a
superare oggi i 2 milioni di euro (+13% nell’ultimo anno), pari a
poco meno della metà dei quasi 5 milioni di euro realizzati in
Svizzera dal gruppo bolognese.
“Attualmente
– sottolinea il direttore commerciale estero, Cesare
Concilio – Conserve
Italia sta puntando in particolare sui prodotti Cirio, che
rappresentano l’80% del volume d’affari sviluppato in territorio
elvetico. Con questo marchio storico dell’agroalimentare italiano
ci rivolgiamo soprattutto al retail, dove recentemente siamo riusciti
a far entrare una importante referenza della nostra gamma, quali i
fagioli, sugli scaffali di Coop Swiss, ma anche al food service, che
sta registrando uno sviluppo sempre maggiore a livello europeo”.
“Grazie
alla collaborazione con Comarsa – dichiara Concilio – intendiamo
valorizzare sempre più anche in questo canale l’eccellente qualità
dei nostri prodotti, che sono ottenuti da materie prime coltivate
soltanto nelle aree italiane più vocate con tecniche rispettose
dell’ambiente e della salute e secondo rigidi protocolli e severi
controlli lungo l’intera filiera”.
Sempre
nel food service, poi, Conserve Italia sta mettendo a punto un
interessante progetto di promozione delle eccellenze ortofrutticole
italiane volto a far conoscere ai principali chef svizzeri le
caratteristiche qualitative delle migliori produzioni a marchio
Cirio.
La
partnership con Comarsa non si limita soltanto al retail ed al food
service: l’azienda presieduta da Gianfranco
Bortolato, affiancato
dal figlio Andrea, sta realizzando anche consistenti investimenti
nell’e-commerce: un canale distributivo senza dubbio innovativo,
con ampi margini di crescita, attraverso il quale oggi vengono
collocati sul mercato i pomodori e le verdure a marchio Cirio.
Una
qualità che i titolari della società di Lugano, insieme all’intera
rete vendita, hanno potuto “toccare con mano” nel corso di una
recente visita al moderno stabilimento Conserve Italia di Pomposa
(Fe), un impianto ai vertici mondiali per capacità produttiva (circa
300.000 tonnellate), livello tecnologico e specializzazione delle
produzioni. In questa occasione, la delegazione svizzera ha espresso
grande ammirazione per le eccezionali potenzialità tecniche e
produttive di questo stabilimento: uno straordinario esempio di
filiera corta in cui la fase industriale viene gestita dai produttori
soci delle cooperative, che collocano i loro prodotti direttamente
presso la grande distribuzione realizzando un collegamento reale tra
il territorio ed il mercato.
“Alla luce dei
brillanti risultati ottenuti in questi anni grazie alla partnership
strategica avviata con Comarsa – conclude Concilio – auspichiamo
di poter proseguire su questa strada sviluppando ulteriormente la
nostra presenza sul mercato svizzero nell’ambito del crescente
processo di internazionalizzazione portato avanti da Conserve Italia
per valorizzare al meglio la produzione degli associati puntando sui
valori tipici della filiera cooperativa e sugli elevati standard
organolettici e nutrizionali dei nostri prodotti”.
“Bere
consapevole” , campagna di sensibilizzazione
di
ING e ASSODISTIL per la grappa
I
produttori uniti nella tutela e promozione anche all’estero del
distillato di bandiera, per invertire la tendenza che mostra una
contrazione. Il
primo step di avvicinamento a un consumo responsabile di grappa
durante il convegno organizzato a Roma alla Stampa Estera,
grazie a una degustazione guidata con Camilla Guiggi, assaggiatrice
AIS e ANAG.
Conoscere
la grappa per apprezzarla ogni giorno di più nella sua unicità di
distillato Made in Italy.
Questo
in sostanza l'obiettivo del convegno “Grappa! Spirito Nazionale
verso il mercato mondiale” organizzato oggi alle ore 10.30
presso l'Associazione Stampa Estera di Roma da Istituto Nazionale
Grappa e Assodistil con il contributo del Mipaaf e il patrocinio
della Regione Emilia Romagna.
Guidati
dal giornalista e vicedirettore di RaiTre Franco
Poggianti in
qualità di moderatore, si è parlato di strategie comunicative, di
penetrazione commerciale sui mercati esteri e di campagne di
educazione al consumo di alcool e al bere responsabile, insieme
all'Amministratore Delegato di Advance Brand Appeal Angelo Faravelli,
al Direttore Accademico della European School of Economics e docente
di economia d'impresa dell'Università di Firenze Stefano Cordero di
Montezemolo, al sommelier della Locanda Locatelli di Londra Loris
Propedo e all'assaggiatrice AIS e ANAG Camilla Guiggi che ha condotto
una degustazione guidata di grappa, accompagnata a miele.
Il
convegno, che fa parte di una serie di iniziative promosse da ING e
Assodistil nell’ambito di un progetto supportato dal Ministero
delle Politiche Agricole per la tutela della Indicazione Geografica
‘Grappa’ e la sensibilizzazione al bere consapevole, è stata
anche l’occasione per presentare i dati economici della grappa,
introdotti dal Presidente dell‘Istituto Nazionale Grappa Cesare
Mazzetti: “la grappa è uno dei distillati che sul mercato
italiano ha registrato negli ultimi 15-20 anni una grande ripresa
nelle vendite e una positiva affermazione dell’immagine, dopo un
lungo periodo di stabilità. Il fatto che la tendenza positiva si sia
invertita negli ultimi due anni, è senz’altro imputabile ad una
serie di fattori, tra i quali la scarsa penetrazione all’estero e
gli effetti della normativa sulla guida. La grappa, come gli altri
alcolici, ne paga le conseguenze con una contrazione delle vendite e
ritengo pertanto necessaria una promozione del prodotto sui mercati
internazionali, e una “educazione al consumo” sul mercato
interno”.
Il
“ridimensionamento” del consumo di alcolici e superalcolici è
costato - e ancora oggi pur se in maniera molto meno marcata continua
a costare - in termini economici ai produttori di grappa. I dati
relativi al 2009 per il comparto, parlano di 136 distillerie, oltre
500 imbottigliatori per 3000 marchi, 38 milioni di bottiglie per 27
milioni di litri e un valore di mercato totale di 350 milioni di
euro. Complice anche la crisi economica globale che ha indotto molte
famiglie a rivedere il proprio “paniere“, nel 2008 il mercato
della grappa si era attestato su 29,5 milioni di litri.. Anche la
partenza del 2010 è stata piuttosto lenta, ma la stagione
particolarmente fredda, se vogliamo trovare un nesso tra causa ed
effetto, ha dato una mano alla ripresa dei consumi. La partenza
fiacca del 2010 è da imputare principalmente alla sfiducia degli
operatori che si sono trovati a fare i conti con politiche repressive
del consumo di alcool: la grappa è un alcolico da fine pasto e
l’incubo etilometro ha mandato di traverso in diversi casi “il
famoso bicchierino per aiutare la digestione.
“Il
2009 è stato caratterizzato da un leggero decremento della
produzione di grappa -
aggiunge
Antonio
Emaldi, Presidente di AssoDistil
– rispetto
all’anno precedente, complice di certo la riduzione dei consumi
dovuta alla crisi economica globale ed agli effetti di politiche non
sempre equilibrate di demonizzazione delle bevande alcoliche. Il
consumatore “tipo” della grappa, - continua
Emaldi- non
è quello che cerca nell’alcolico lo sballo a tutti i costi. E’
un consumatore adulto, attento ed esigente, che ama soffermarsi sul
prodotto e progredire nella formazione di un suo personale gusto tra
le numerose tipologie di prodotti presenti sul mercato. Per questa
ragione siamo da sempre sostenitori e fautori della diffusione della
cultura del “bere bene” soprattutto fra i giovani, i consumatori
di grappa di domani. “E vorremmo- conclude
Emaldi – che
questa fosse la percezione del nostro distillato di bandiera nel
mondo ed il convegno di oggi davanti ad una autorevole platea di
giornalisti della stampa estera è senza dubbio un primo passo verso
la giusta direzione”.
L'ultima
parte del convegno è stata dedicata alla presentazione
dell'imminente edizione di Grapperie
Aperte, in
programma per domenica
10 ottobre, e
alla degustazione guidata da Camilla Guiggi di grappa, accompagnata a
miele fornito per l'occasione dall'Accademia del Miele Mielizia.
Al
termine, i soci di ING e Assodistil insieme ai consorzi di Parmigiano
Reggiano (www.parmigiano-reggiano.it),
Prosciutto di Modena (www.consorzioprosciuttomodena.it)
e Lambrusco (www.lambrusco.net),
hanno offerto ai presenti un assaggio dei loro prodotti, in un
abbinamento che sottolinea il forte legame con il territorio
d’origine del quale la Grappa e le altre denominazioni emiliane
degustate in questa occasione si ergono a simbolo.
Torna
la scuola d’impresa al Rigoletto di Reggiolo
Dalla
collaborazione con Cis - Scuola per la gestione d’impresa nasce un
progetto di sinergia tra ristorazione di qualità e aziende del
“Territorio Emiliano”
Il
Rigoletto di Reggiolo e Cis - Scuola per la gestione d’impresa
continuano la loro collaborazione nell’organizzazione di eventi di
qualità rivolti agli imprenditori reggiani attenti alla formazione
tecnica e manageriale ma anche al… gusto!
Il
primo incontro si era tenuto nell’aprile scorso con la
presentazione della Teoria dei Vincoli (TOC - Theory of Constraints),
spiegata dal Prof. William Dettmer, uno dei massimi esponenti di
questa innovativa scuola di pensiero. Dopo questo primo seminario, il
5 ottobre dalle ore 18.00 alle 19.30, nella sala
conferenze de “Il Rigoletto”, Ristorante Due stelle Michelin che
si trova a Reggiolo in Piazza Martiri 29, è in programma un nuovo
appuntamento che ha come obiettivo ancora una volta superare le
difficoltà delle aziende in tempo di crisi, grazie a nuovi stimoli e
incontri con grandi studiosi.
Protagonista
sarà un esperto di livello internazionale, il Professor Paul
Green
di Chicago, interlocutore del Presidente Obama e Direttore
dell’Institute for Politics della Roosevelt University di Chicago.
Il
Professor Green tratterà il tema The
American recovery, the choices of President Obama in Economics and
the perspectives for Europe and Italy.
L’incontro,
introdotto dal dott. Federico Mioni, direttore di Cis, avrà ad
oggetto i temi della ripresa mondiale e delle politiche per
stimolarla. Un argomento certamente ambizioso, proposto per aiutare
le imprese reggiane a reagire ad una situazione di criticità.
La
collaborazione tra il Rigoletto e Cis si ripromette di elaborare una
cultura d’impresa e una strategia comune con le aziende
reggiane sulle sfide per il territorio.
<<
Da anni – afferma Fulvia D’Amato, titolare del Rigoletto assieme
al marito Gianni- ci impegniamo nel rappresentare un modello
competitivo emiliano, capace di interloquire con il panorama
internazionale. Ho fortemente voluto questa serie di incontri con gli
imprenditori e gli stakeholder del “Territorio
Emiliano”, perché credo sia importante creare una sinergia comune
capace di accresce la nostra competitività non solo a livello
locale, ma anche oltre i confini nazionali>>.
Per
informazioni: Il Rigoletto di Reggiolo – Tel. 0522 973520.
Federico
Vecchioni, al Congresso Nazionale dei dottori agronomi e forestali
“Guai
trasformare un prodotto alimentare in una medicina”
Parma,
25 settembre 2010. “Guai
a trasformare un prodotto alimentare in una medicina”,
l’avvertimento viene dal presidente di Confagricoltura, Federico
Vecchioni, nel suo intervento al XIII Congresso Nazionale dei dottori
agronomi e forestali. Perché, mentre certamente l’indicazione in
etichetta dell’origine della materia prima agricola e della
presenza o meno di allergeni possono aiutare il consumatore nelle sue
scelte, ci sono altri aspetti che preoccupano: “In questi
anni stiamo assistendo ad un proliferare di messaggi che rischiano di
non produrre effetti positivi – spiega Vecchioni – e, ferma
restando la necessità di adeguamenti normativi a livello europeo e
nazionale dell’etichettatura dei prodotti agroalimentari, per dare
sempre maggiori informazioni al consumatore guai a quelle etichette
che dichiarando la presenza di sostanze utili per l’organismo,
aggiunte a prodotti che ne sono stati precedentemente privati, fanno
intendere la loro bontà”.
“Questi
prodotti – prosegue il presidente di Confagricoltura - partono da
materie prime di qualità molto bassa, e vengono corrette con altre
sostanze per poter essere commercializzati a prezzi più alti. Un
esempio per tutti sono i prodotti cosiddetti light. Tutto ciò
mortifica la qualità delle produzioni agricole italiane e l’impegno
profuso dagli imprenditori per mantenerle tali”.
Una
situazione ancor più mortificante se si pensa che nei dieci anni di
vita del Libro Bianco sulla sicurezza alimentare pubblicato dalla
Commissione Europea nel 2000 le imprese agricole italiane hanno
risposto in modo esemplare al nuovo quadro normativo, divenendo il
settore produttivo con le minori percentuali d’infrazioni per la
sicurezza alimentare.
Per
quanto riguarda la sicurezza igienico-sanitaria, secondo il rapporto
annuale del ministero della Salute, le aziende agricole irregolari
sono calate dal 4,7% del 2008 al 2,6% del 2009, un dato che conferma
il trend in discesa degli ultimi nove anni per il settore (nel 2000
le aziende non regolari erano il 7,3%).
Anche
l’impegno per la riduzione e il corretto uso dei fitofarmaci, che
permette di avere prodotti sempre più “puliti”, rispettosi
dell’ambiente ed economicamente sostenibili ha dato risultati molto
positivi. Nel 2009 la percentuale di campioni che presentavano limiti
di residui superiori alla soglia di legge è stato solamente dello
0,8%, contro l’ 1,1% del 2008. In altre parole più del 99% della
frutta e degli ortaggi prodotti oggi in Italia sono in totale
sintonia con la legislazione vigente, mentre la media europea di
campioni irregolari nel 2009 si è attestata al 3,2%.
“Eppure
– commenta Vecchioni - c’è chi ancora cerca di dimostrare il
contrario, parlando di pesticidi nel piatto! Non possiamo più
tollerarlo. Gli adempimenti burocratici che gli imprenditori agricoli
quotidianamente eseguono a loro spese garantiscono la sicurezza
agroalimentare in Italia e non si possono chiedere ulteriori impegni
economici alle nostre aziende, con balzelli come quelli imposti dal
D.lgs. 194/08 sui controlli alimentari. Il tema dei controlli è
fondamentale, ma quel che temiamo è che vengano praticati doppi o
tripli controlli sulle stesse aziende”.
“La
questione dei doppi controlli - conclude il presidente di
Confagricoltura - la ritroviamo anche nelle produzioni DOP e IGP di
agricoltura biologica, controllate da enti riconosciuti secondo
norme, procedure e accordi condivisi a livello internazionale. Il
ruolo dello Stato è quello di vigilare che norme e accordi siano
applicati, e non quello d’interpretarli in modo più restrittivo,
perché politiche restrittive e fiscali in materia spesso hanno
causato gravi conseguenze di competitività per il sistema
agroalimentare nazionale. Penso ai costi di talune certificazioni,
che spesso non sono più ammortizzabili proprio per vincoli richiesti
solo in Italia. Tutti problemi che stiamo affrontando con specifiche
proposte di semplificazione inserite nel progetto ‘Futuro Fertile’
di Confagricoltura”.
Pomodoro: subito
l’etichetta d’origine per bloccare i tarocchi “made in Italy”e
contrastare le truffe. Basta all’inganno per i consumatori e al
danno per gli agricoltori La Cia
apprezza l’intenzione del ministro Galan di portare il problema
al prossimo Consiglio dei ministri agricoli Ue. Una sollecitazione in
tale direzione è contenuta nel documento della confederazione
presentato e illustrato alla Camera. Bisogna, comunque, sviluppare
un’azione complessiva e mirata per cercare di risolvere la grave
crisi che ha colpito il settore. Subito l’etichetta
d’origine per tutti i derivati del pomodoro. Bisogna porre fine ai
tanti tarocchi “made in Italy”, alle truffe e all’invasione,
anche clandestina, di prodotti da parte della Cina. Basta, quindi,
all’inganno per i consumatori e al danno, sempre più grave, per i
nostri agricoltori che stanno vivendo un momento di grande
difficoltà, con prezzi in drammatico calo e con costi sempre più
crescenti. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana
agricoltori che apprezza l’azione del ministro delle Politiche
agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan che intende portare
il problema all’attenzione del Consiglio agricolo Ue che si
svolgerà lunedì prossimo a Bruxelles.
Una sollecitazione
del genere, d’altra parte, è contenuta in un documento che la Cia
ha presentato e illustrato nell’audizione svolta nei giorni scorsi
presso la Commissione Agricoltura della Camera. Documento nel quale
si sottolinea che il governo italiano si impegni al più presto a far
adottare dalla Commissione Europea il testo di regolamento
sull’origine della materia prima per i derivati del pomodoro, che è
in Comitato di gestione già da 15-16 mesi. Con questa etichettatura
il pomodoro trasformato italiano potrà essere maggiormente difeso da
truffe sia in Italia che all’estero. Nello stesso documento, la
Cia evidenzia che riguardo all’import massiccio di prodotto dalla
Cina, è fondamentale che il ministero delle Politiche agricole attui
un monitoraggio continuo su tutti i campioni per controllare le
irregolarità.
Ovviamente, quello
dell’etichetta d’origine.-rimarca la Cia- non è che uno degli
strumenti indispensabili da sviluppare per contrastare la pesante
crisi che sta attraversando il settore del pomodoro nel nostro Paese,
soprattutto per quanto concerne il crollo dei prezzi sui campi e il
mancato rispetto degli accordi da parte dell’industria di
trasformazione. Tra le diverse azioni da portare avanti, la
confederazione propone di rafforzare gli strumenti di regolazione del
mercato per la prossima campagna, tenendo conto che nella prossima
annualità non vi sarà più l’aiuto comunitario parzialmente
accoppiato e verranno a mancare così una serie di obblighi e
adempimenti comunitari.
Per tale motivo
-afferma la Cia- nel documento dovrà essere posta la massima
attenzione ai contenuti del contratto-quadro che dovrà essere
stipulato entro il prossimo mese di gennaio dalle rappresentanze
della filiera con l’importante supporto istituzionale del ministero
delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Tutta
la qualità del Montecucco Doc al Firenze
Wine Town
L’1 e il 2 ottobre in degustazione le migliori
etichette di 25 cantine
Venticinque cantine del
Montecucco, rigorosamente selezionate in base ai punteggi delle guide
enologiche del 2010, parteciperanno alla prima edizione di Firenze
Wine Town con le loro migliori etichette. I vini Montecucco Doc,
prodotti alle pendici del Monte Amiata, in provincia di Grosseto,
saranno presentati dal Consorzio Montecucco e dalla Strada del Vino
durante le giornate di venerdì 1 ottobre (ore 15-23) e sabato 2 (ore
11-23) presso il palazzo Nonfinito, sede del Museo di Storia Naturale
(via del Proconsolo 12), alle spalle del Duomo di Firenze. In
degustazione ben 50 etichette delle 25 cantine, in uno spazio
allestito all’interno del chiostro e gestito dal Consorzio in
collaborazione con la Strada del Montecucco Doc. Negli spazi attigui
saranno presenti anche i vini degli altri territori vocati della
provincia di Grosseto.
Il
Firenze Wine Town, è una manifestazione dedicata al vino di qualità
e a un pubblico di addetti ai lavori e appassionati, ma anche ai
turisti alla ricerca dell’arte di vivere italiana. L’evento è
promosso dal comune di Firenze e dal comitato Wine Town Firenze, con
la consulenza dell’Ais e dell’Associazione Dimore Storiche
Italiane.
Le
cantine del Montecucco Doc presenti a Firenze, sono:
Agricola
Niccolini – Basile – Begnardi – Campinuovi - Cantina Pieve
Vecchia - Casal di Pari - Casale Pozzuolo – Civettaio –
Collemassari - Le Calle - Le Querciole - Le Vigne – Marinelli –
Montesalario – Orciaverde – Perazzeta – Piandibugnano –
Podernuovo - Poggio Leone - Poggio Stenti - Prato al Pozzo –
Salustri - Savelli Renato - Tenuta di Montecucco - Tenute Folonari
- Vigne a Porrona.
Al via la 14° edizione di ‘Distillerie
Aperte’, promossa da Vicenza Qualità
in collaborazione con
Assoartigiani Vicenza
Nei primi due fine settimana di
ottobre i ‘maestri grappaioli’ della provincia vicentina
rinnovano l’invito a visitare i
propri stabilimenti
Nel vicentino l’inizio d’autunno
è al sapor di grappa. Alambicchi e caldaiette delle grapperie
beriche sono infatti in grande fermento per il tradizionale
appuntamento con Distillerie
Aperte. La fortunata
manifestazione di Vicenza Qualità, giunta alla quattordicesima
edizione, avrà luogo da
domenica 3 a domenica 10 ottobre e
si annuncia già quale imperdibile occasione di incontro tra i
distillatori ed il grande pubblico.
Cinque storiche realtà si
apprestano ad accogliere intenditori e visitatori per accompagnarli
alla riscoperta di saperi e
sapori legati alla grappa,
autentico gioiello della cultura enoica italiana e tra i simboli del
gusto vicentino nel mondo.
Per
due domeniche consecutive e nei pomeriggi dei giorni infrasettimanali
Distilleria
F.lli Brunello di
Montegalda, Distillerie
Dal Toso Rino e figlio di
Ponte di Barbarano, Distilleria
Li.dia di
Villaga, Poli
Distillerie di
Schiavon e Distilleria
Schiavo di
Costabissara proporranno visite
guidate agli stabilimenti con
lezioni pratiche di
distillazione,
mostre fotografiche, degustazioni
di grappe in abbinamento ad altre tipicità enogastronomiche
ed
altro ancora, per insegnare al consumatore a riconoscere le
caratteristiche peculiari della grappa e dei distillati “made in
Vicenza”.
«L’iniziativa
vuole contribuire a diffondere la conoscenza della grappa –
afferma Germaine
Barreto, Direttore di Vicenza Qualità – promuovendo
il ricco patrimonio di acquaviti della terra berica e valorizzando al
contempo i saperi legati al mestiere del grappaiolo. E’ nostra
convinzione che per apprezzare al meglio questo sublime prodotto sia
essenziale conoscere anche la sua gente e il suo territorio».
Il
format della rassegna si arricchisce quest’anno di un’originale
iniziativa, simpaticamente battezzata “Sedute
Spiritiche”,
pensata per ‘testare’ il grado di conoscenza dei visitatori
maggiorenni su distillati e dintorni. Su prenotazione sarà possibile
partecipare a sessioni
di degustazioni tenute da preparati esperti,
durante le quali ci si metterà in gioco per riconoscere tipologia e
caratteristiche dei differenti distillati proposti in assaggio. Per
chi dimostrerà di aver carpito il maggior numero di nozioni e
segreti sull’arte distillatoria è previsto un gustoso omaggio.
Contestualmente,
per tutto ottobre, il tour nella cultura della grappa proseguirà
anche sulle tavole grazie alla rassegna enogastronomica ‘Metti
la grappa nel menù’.
L’iniziativa, organizzata dall’Azienda Speciale della Camera di
Commercio, raggruppa anche quest’anno numerosi
ristoranti di qualità del territorio (per
informazioni sui locali aderenti: www.vicenzaqualita.org)
che
proporranno
quotidianamente piatti a base di grappa;
stuzzicanti e fantasiose ricette, in cui non mancheranno sorprendenti
accostamenti tra ‘graspa’ ed altre tipicità vicentine, destinate
a deliziare anche i palati più esigenti.
Con
Distillerie Aperte e gli eventi collegati Vicenza Qualità rinnova
dunque l’impegno promozionale a sostegno di una perla
dell’agroalimentare locale. Perfetto mix di tradizione ed
innovazione, la grappa rientra tuttoggi nel novero dei prodotti che
hanno saputo rinnovarsi nel tempo senza mai dimenticare le proprie
radici. Una peculiarità che consente alla grappa vicentina di
inserirsi a pieno titolo tra le produzioni di qualità del territorio
e di ottenere diffusi apprezzamenti anche oltre i confini nazionali.
Per maggiori
informazioni è possibile contattare l’Azienda Speciale della
Camera di Commercio di Vicenza al numero 0444-994750 oppure inviando
una mail a info@vicenzaqualita.org.
Wine Town, il
vino d’autore protagonista con Ais Toscana A
Firenze quattro giorni all’insegna di degustazioni e arte che per
l’occasione ribattezzerà ogni strada e monumento con nomi del
mondo del vino
Vino
d'autore e AIS Toscana protagoniste a Firenze di un week end
inebriante ed originale, dove le strade e i monumenti porteranno
nomi e riferimenti al mondo del vino e dell'enologia. Una
degustazione collettiva, dove i sommelier di AIS Toscana giocheranno
un ruolo di primo piano, servendo insieme al vino anche tutto il loro
know how per rendere completa l'esperienza sensoriale che
appassionati ed enoturisti si preparano a compiere a Wine Town
Firenze, il primo appuntamento internazionale con i produttori
del vino di qualità in programma nel capoluogo toscano dal 30
settembre al 3 ottobre 2010. Un vero e proprio incontro
tra cultura del bere e arte. Degustazioni, suggestioni artistiche e
momenti di spettacolo, incastonati all'interno di chiostri e palazzi
del centro storico, a comporre un percorso sensoriale articolato in
10 tracce, che parlano delle varie “sfaccettature” del vino,
protagonista nell'architettura, nell'arte, nell'archeologia, nel
marketing, nelle viticolture eco-compatibili, nella comunicazione,
nell'innovazione.
“Diffondere
la cultura del bere consapevole e allo stesso tempo fornire
tutte le informazioni organolettiche e sensoriali del vino - spiega
il Presidente
dell’AIS Toscana, Osvaldo Baroncelli
- è
un modo per avvicinare il pubblico a una degustazione critica di ciò
che hanno nel bicchiere. Riuscire a interpretare ciò che si beve
attraverso le note sensoriali e la conoscenza dei vitigni di
provenienza, conferisce al momento della degustazione un sicuro
plusvalore. I nostri sommelier - aggiunge
Baroncelli -
sono altamente qualificati e la loro preparazione sarà un tassello
importante per la buona riuscita dell’evento, del quale sono sicuro
si renderanno positivamente protagonisti”. Per
quattro giorni la città gigliata diventerà quindi capitale del
vino, una delle nove disseminate all
over the world, che
saranno comunque ospiti della rassegna: Bilbao, Bordeaux,
Christchurch, Città del Capo, Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco
potranno infatti presentare in Piazza Pitti le loro tradizioni e i
loro vini.
Vas:
il Salmone transgenico costa 60 milioni di dollari,
ma i dati
non rassicurano sulla sua salubrita’…
Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS
Negli ultimi due giorni, negli Stati Uniti è stato discusso con
il pubblico il futuro del salmone transgenico e, almeno teoricamente,
sembra che il nuovo prodotto biotech non avrà vita facile.
La Commissione Consultiva dell’FDA, che ha raccolto informazioni
dal pubblico, ha affermato che non ci sono ancora dati scientifici
sufficienti che assicurano la salubrità del salmone.
Un duro colpo, per l’azienda produttrice AquaBounty, che in
dieci anni ha già speso 60 milioni di dollari per svilupparlo in
laboratorio.
A breve, non si sa bene quando, la stessa FDA dovrà prendere una
decisione sia sulla commercializzazione del salmone che sulla sua
etichettatura.
Il timore più grande è che, nonostante la stessa Agenzia abbia
classificato il salmone biotech come “New Animal Drug”
(considerando una “medicina” il pezzo di DNA introdotto per
modificarne le caratteristiche),
e nonostante i pareri della sua Commissione, possa successivamente
approvarlo come “equivalente” alla sua controparte naturale e,
addirittura, evitare che venga etichettato.
In questo modo si eviterebbe che i cittadini possano scegliere e
indirizzare il mercato. E siccome uno degli ultimi sondaggi rivela
che la maggioranza di essi (78%)
preferirebbe non ritrovarsi a tavola il salmone a crescita veloce,
la trasparenza delle etichette farebbe veramente la differenza!
Enoteca
Italiana sale in
cattedra
per insegnare il vino
Un
corso per apprezzare e conoscere uno dei prodotti principe del Made
in Italy: il vino. Enoteca Italiana apre le sue porte a “Piacere il
Vino”, cinque lezioni utili per conoscere il “nettare di bacco”
sotto ogni suo aspetto culturale ed enogastronomico.
La prima
lezione si svolgerà mercoledì 29 settembre alle 21 presso la sede
dell’Ente Nazionale Vini, Fortezza Medicea a Siena. Quattro i temi
trattati: dalla Mesopotamia a Roma, alla California ad oggi; saper
leggere l’etichetta; la spumantizzazione (metodo
Martinotti-Charmat, metodo Classico) e, infine, degustazione di due
vini spumanti. Il corso è organizzato in cinque lezioni (mercoledì
29 settembre, 6, 13, 20 e 27 ottobre) volte ad acquisire le nozioni
basi per saper degustare, scegliere e acquistare un buon vino e
poterlo abbinare in modo corretto ad un piatto.
Materiale
didattico per i partecipanti e dopo le 5 lezioni in aula è prevista
una visita in un’azienda vitivinicola con pranzo e degustazione. Al
termine del corso, infine sarà consegnato un attestato di
partecipazione nominativo.
“Dopo
il successo ottenuto nell’edizione passata – spiega Salvatore del
Lio, manager dell’Ente Nazionale Vini– noi di Enoteca Italiana
abbiamo deciso di riproporre ai tanti eno – appassionati il corso
“Piacere il Vino”. Inoltre per quest’anno abbiamo introdotto
una novità. In primavera 2011 attiveremo il corso di II livello che
svilupperà gli aspetti dell’analisi sensoriale e quindi tutti i
partecipanti, anche quelli che hanno aderito alla prima edizione,
potranno approfittare di questa nuova offerta per approfondire le
nozioni già acquisite”.
“Piacere
il Vino”, prevede un ricco programma di degustazioni, storia,
analisi e abbinamenti oltre ad importanti momenti di approfondimento
per conoscere e la cultura del vino. Il corso vuole essere uno
stimolo anche per chi volesse sviluppare una sua passione, è
propedeutico ai corsi da sommelier ed è utile per i professionisti
come Guide turistiche e personale di servizio di ristoranti ed
alberghi.
“Piacere
il Vino”, cinque lezioni (mercoledì 29 settembre, 6, 13, 20 e 27
ottobre) per conoscere il “nettare di bacco” sotto ogni suo
aspetto culturale ed enogastronomico.
Per
informazioni, costi ed iscrizioni: Niccolò Petrilli, 0577.228843
E-mail
enoteca@enoteca-italiana.it
Al
5° Triestespresso Expo (28-30 ottobre) tutto il mondo del
Caffe’ Espresso
Tutto
il mondo del caffè si dà appuntamento a Trieste. Dal 2002 la città
di Trieste è diventata la vetrina internazionale del caffè espresso
grazie alla fiera specializzata biennale TriestEspresso
Expo
arrivata quest’anno alla quinta edizione, che si svolgerà nel
comprensorio fieristico di Trieste dal
28 al 30 ottobre.
Industria, commercio e cultura del Caffè sono i tre pilastri di
questa fiera specializzata internazionale che Fiera Trieste Spa
organizza in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste.
La
stampa internazionale e gli operatori l’hanno accreditata quale
unico appuntamento al mondo capace di coinvolgere, presentare e
mettere a confronto tutta la filiera dell’industria del caffè
espresso, dove i più importanti operatori al mondo si
incontrano per concludere affari per milioni di euro.
Altri
Paesi stiano cercando di percorrere quanto fatto dalla Fiera di
Trieste ma il TriestEspresso Expo continua a restare punto di
riferimento di tutto il mercato. Nonostante la difficile situazione
economica, i più importanti produttori ed operatori non rinunciano
ad essere presenti a questo appuntamento, tra cui aziende quali Illy
Caffè, Petroncini, Cogeco, IPA Porcellane, ANCAP, Nuova Simonelli,
CMA Astoria, Sandalj, Pecorini, Brambati, Brasilia, Elektra.
Il
trend dell’evento è in continua crescita. Dal 2006 al 2008 gli
espositori sono aumentati del 15% e le presenze già confermate per
l’edizione 2010 faranno registrare un nuovo successo. L’obiettivo
del TriestEspresso Expo non è quello di mettere a segno un nuovo
record, ma quello di continuare a restare punto di riferimento del
mercato in una città che per la propria posizione geografica, al
centro della nuova Europa, è storicamente legata dai traffici
commerciali con tutti i Paesi dell’Europa allargata.
L’Italia
è il primo Paese al mondo per esportazione di caffè tostato con un
fatturato di 700milioni di euro all’anno, mentre il fatturato di
tutta la filiera del caffè a Trieste è di 500 milioni di euro
l’anno. Il legame tra la città giuliana ed il chicco verde
risale al 1700. Oggi il Porto di Trieste è uno dei più importanti
d’Italia e del Mediterraneo per questo mercato. L’andamento è in
continua crescita tanto è che le realtà territoriali chiedono più
spazi di retroportualità per le riserve finalizzate a maggiori
investimenti.
A
livello mondiale la produzione del caffè vale ca. 90 miliardi di
dollari e segna una stabilità dei consumi, sono però cambiati negli
ultimi anni i modi attraverso i quali il caffè viene consumato, con
una crescente domanda dell’”espresso all’italiana”.
Considerati questi movimenti del settore, oltre all’aspetto
prettamente commerciale dell’evento, il TriestEspresso Expo sarà
il luogo dove tutti gli attori del comparto elaboreranno le strategie
del mercato, analizzando le criticità, i punti di forza e le nuove
direttrici da percorrere.
L’edizione
2010 del TriestEspresso Expo sarà aperta il giorno 28 ottobre da un
Convegno che vedrà tra i relatori Nestor Osorio, Executive director
International Coffee Organization London che parlerà delle
prospettive
della produzione e dei consumi del mercato mondiale del caffè.
Il direttore dell’ICO non è voluto mancare al tradizionale
appuntamento biennale con il TriestEspresso Expo per indicare le
direttrici, nell’attuale quadro di crisi economica, sulle tendenze
del settore caffeicolo nel mondo attraverso un focus sui prezzi,
export, import, crescita dei principali paesi consumatori e
produttori, nuovi paesi emergenti e aree geografiche di maggior
consumo. Seminari e convegni caratterizzeranno tutti i tre
giorni della manifestazione, dove verrà presentato anche il Trieste
Coffee Cluster, l’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale
del Caffè.
Altri
eventi nel corso delle tre giornate di apertura del TriestEspresso
riuniranno operatori, professionisti del settore, baristi per
toccare con mano nuovi macchinari e degustare le più svariate
miscele di caffè espresso. L’edizione 2010 vedrà anche
l’organizzazione del 1° MittelEuropean Barista Open nonchè corsi
sugli aromi del caffè per raccontare il percorso dalla pianta alla
tazzina, con degustazioni e test olfattivi, a cura dell’Università
del Caffè di Trieste.La
più importante fiera B2B sull’intera filiera del caffè espresso
si chiama TriestEspresso Expo, dal 28 al 30 ottobre 2010 a Trieste.
Ulteriori informazioni, foto e logo ad alta definizione
sono scaricabili dalla sezione Press del sito:
www.triesteespresso.it
Dalla
cucina al 2.0, arriva on line
il primo corso di seduzione ai fornelli
Sbarca
sul web il tanto conosciuto corso di “Show Cucching” che aiuta a
trasformare la preparazione in un “gioco seducente” da fare con
il partner
Come
conquistare la dolce metà prendendola per la gola? Ormai ogni
stratagemma conosciuto risulta banale e obsoleto. Il cibo afrodisiaco
è diventato un escamotage già passato di moda. Per stupire ai
fornelli e ritrovare la serenità di coppia basta preparare e
cucinare insieme. Lo “Show
Cucching”
nasce infatti con lo scopo di svelare le 10 regole d’oro per
sedurre in cucina in modo originale e divertente, curando nei minimi
particolari l’ambiente e l’atmosfera in puro stile Wellness
Cucina.
E’ proprio in questo sito (www.wellnesscucina.com) che è ospitato
il mini corso tenuto dallo chef mediatico Simone Rugiati e
dal’imprenditrice Nicoletta Merlo, Amministratore Delegato
dell’azienda Emilio Mauri S.p.a. e creatrice del portale on line:
insieme, infatti, hanno giocato e hanno dato dimostrazione di quanto
è facile e creativo usare la cucina e le pietanze come mezzo di
seduzione.
Queste
mini lezioni hanno trovato nel 2.0 una strada in cui esprimersi e nel
quale proporre questa nuova tendenza, offrendo a tutti la possibilità
di imparare le 10 regole d’oro per la conquista ai fornelli. Tre
diverse piattaforme web con tre diverse tipologie di utenti: il sito
www.wellnesscucina.com,
che offre ai suoi già numerosi utenti tante novità e curiosità sul
mondo della cucina e sul meraviglioso atto del preparare; YouTube,
canale online che consente la condivisione di video tra gli utenti;
infine il famoso e sfruttatissimo Facebook, social network che si è
conquistato il primo posto nel mondo in quanto affluenza e numero di
iscritti. Lo “Show
Cucching”
ha destato interesse da parte dei giovani ragazzi pronti a rendere
più “frizzante” una serata con il partner; di uomini che per una
volta vogliono stupire la propria compagna; di tutte quelle coppie
che vogliono ritrovare feeling e passione dopo tanti anni.
La
culla ufficiale del corso di “cuccaggio” online rimane comunque
il sito della Wellness Cucina, che può svelare alcuni segreti per
ritrovare un’atmosfera rilassata e serena per tutti i cinque sensi,
insegnando quanto è salutare e positivo il “semplice” atto del
cucinare. Dalla grafica raffinata e semplice e dalla praticità delle
sue funzioni, il portale online www.wellnesscucina.com
offre spunti e iniziative per una sperimentazione multisensoriale
della cucina, non come ambiente per cucinare, ma come luogo in cui
ritrovare benessere psicofisico, da soli o in compagnia. E’ questa
la Wellness
Cucina,
tendenza lanciata dal Mauri
Lab,
il primo osservatorio/laboratorio internazionale che, attraverso la
sua esperienza e presenza in diversi paesi del mondo, rileva e
promuove tutti i nuovi stili di vita che traggono origine dalle
novità che si affermano nell’ambito della cucina di casa e nella
preparazione dei piatti.
Una
terapia di conquista e seduzione ai fornelli che dalla cucina sbarca
e conquista il grande mondo del 2.0, permettendo ancora una volta a
Nicoletta
Merlo,
ideatrice del mini corso e della Wellness Cucina, di condividere coi
suoi numerosi utenti le sue esperienze e le novità del suo portale.
Il 15 e il 16 ottobre a Cernobbio il Forum internazionale
dell’agricoltura e dell’alimentazione
L’edizione 2010 del
Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione,
organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio
Ambrosetti, si terrà a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di
Como, dal 15 al 16 ottobre.
Il Forum, giunto alla
decima edizione, costituisce l’appuntamento annuale del settore che
riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo
accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle
forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere.
L’edizione di quest’anno approfondirà, tra l’altro, i temi
del contributo del Made in Italy agroalimentare alla crescita del
Paese e le esigenze di tutela nei confronti delle frodi e
contraffazioni. Al centro dei dibattiti anche l’impatto
internazionale dei flussi commerciali dei prodotti agroalimentari
sull’economia e sulla società e il nuovo protagonismo delle forze
sociali tra Stato e mercato.
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Le
notizie della settimana 22 settembre
2010
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Sapori
d’autunno nella quarta settimana
del Wine Food Festival
in Emilia Romagna
Primo fine settimana
ufficialmente autunnale per il cartellone enogastronomico regionale,
che nel weekend del 24-25 settembre ospita la Fiera del Fungo Porcino
IGP a Borgotaro, il Valtidone Wine Festival a Pianello (Pc), la Sagra
della Salamina da Sugo a Madonna Boschi (Fe) e la Festa dell’Uva e
del Lambrusco Grasparossa a Castelvetro (Mo) – Fino a domenica,
circa 50 ristoranti del bolognese propongono originali piatti a base
di patata tipica di Bologna per “Patata in Bo” - Info, programmi
e pacchetti sul sito www.winefoodfestival.it
Con il 21 settembre è
ufficialmente iniziato l’autunno e la tavola del Wine Food
Festival, il cartellone enogastronomico regionale, si riempie di
sapori di stagione: funghi porcini, Lambrusco, patata tipica di
Bologna, salamina da sugo. Anche il weekend del 24-26 settembre
riserva tanti golosi eventi ai “astronauti”: a Borgotaro, nel
parmense, si tiene il secondo ed ultimo weekend della Fiera del Fungo
Porcino Igp, appuntamento dell’Autunno Gastronomico Valtarese,
mentre Pianello (Pc) ospita l’ultima tappa, domenica 26 settembre,
del Valtidone Wine Festival. Proseguono inoltre la Sagra della
Salamina da Sugo a Madonna Boschi (Fe), la Festa dell’Uva e del
Lambrusco Grasparossa a Castelvetro (Mo) e “Patata in Bo”,
l’iniziativa che vede circa 50 ristoranti del bolognese proporre,
fino al 26 settembre, deliziose ricette a base di patata tipica di
Bologna.
La patata tipica
bolognese sfila nei piatti di Patata in Bo
Tartare di patate e
mazzancolle, gnocchetti di patate astice e tartufo, cannelloni di
patate con scampi e cime di rapa, gelato alla patata. Sono solo
alcuni delle originali ricette dedicate alla patata tipica di Bologna
che si possono assaporare, fino a domenica 26 settembre, alla tavola
dei circa 50 ristoranti aderenti a “Patata in Bo”, manifestazione
per la valorizzazione del tipico tubero bolognese.
A Castelvetro tra
degustazioni e passeggiate nel Medioevo
Nel programma del weekend
conclusivo della Festa dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa a
Castelvetro, due interessanti degustazioni guidate all’Enoteca
Regionale di Castelvetro, sabato 25 settembre con “I Rosati di
Lambrusco” (ore 18:00) e domenica 26 settembre con “Lambrusco:
Abbinamenti gastronomici” (ore 17:00) e, sempre domenica 25,
“Vignaioli, trovatori e speziali – Transromanica”, passeggiata
sulle colline del Grasparossa, con visita a un vigneto e all’oratorio
romanico di San Michele, concerto di musica medievale e
rinascimentale e banchetto conclusivo con cucina medievale.
Al Valtidone Wine
Festival è tempo di vini frizzanti
Quarto ed ultimo
appuntamento a Pianello per il Valtidone Wine Festival, dedicato alle
eccellenze enologiche della Valtidone. Protagonisti delle
degustazioni saranno i vini frizzanti Doc, presentati da una
selezione di Aziende locali, affiancati dall’esposizione di
prodotti tipici della vallata (salumi, formaggi, pane e altre
specialità) e da assaggi di piatti tradizionali, proposti in
un'ambientazione rurale.
A
Verona Congresso mondiale sugli Oli d’oliva di qualità
Franco
Manzato: alleanze internazionali fra territori vocati
Verona,
20 settembre 2010. “L’appuntamento
mondiale sull’olio d’oliva di qualità deve diventare momento per
la creazione di un network internazionale che condivida l’impegno
per l’eccellenza, nel nome della qualità, dello stile e della
storia”.
Lo
ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco
Manzato, che questo
pomeriggio aprirà a Palazzo Giusti di Verona i lavori di “BEV IV
Beyond Extra Virgin”, che ha come relatori rappresentanti
dell’Associazione 3E (Ethics, Excellenxe, Economics), del Culinary
Institute of America la più grande scuola per gli Chef degli Stati
Uniti e del mondo, dell’ UCDavis Olive Center Università della
California, del Centro per gli studi sulla qualità dell’Accademia
dei Georgofili.
La
scelta di Verona e del Veneto come sede di una simile assise mondiale
non è per niente casuale: in questo territorio si producono gli oli
extra vergini di oliva più preziosi del mondo, i più richiesti
rispetto all’offerta produttiva, che spuntano in assoluto i prezzi
più alti alle borse merci. Nella Borsa della città scaligera, ad
esempio, si va dagli oltre 9 euro al kg per l’Olio Garda DOP
Orientale, agli 8 – 8,20 dell’Olio DOC Veneto, rispetto a prezzi
di olio d’oliva nazionale che oscillano attorno ai 3 euro, a quelli
spagnoli che sfiorano i 2,2 euro e agli oli d’oliva greci sui 2,5
euro. “Più in generale – ha aggiunto Manzato l’Olio d’Oliva
Extra Vergine Italiano, del quale quello Veneto è nel vertice della
piramide, è prodotto VIP nel mondo e la sua esportazione è
aumentata in valore dell’11 per cento nell’anno corrente rispetto
al medesimo periodo dello scorso anno”.
“Vogliamo
cogliere l’occasione di questo confronto con relatori ai massimi
livelli – ha detto ancora l’assessore Veneto – per costruire
una alleanza strategica nel nome della qualità, dell’eccellenza e
dell’Etica tra i territori vocati di tutto il mondo. Dobbiamo
impegnarci tutti per la qualità che nasce dalla storia e dal
terreno, per far sapere che ci sono eccellenze straordinarie che non
devono essere scalfite dall’omogeneizzazione dei gusti: il Veneto
può ben essere la Napa Valley d’Europa e la Napa Valley può ben
essere il Veneto d’America”
In
questa prospettiva, al termine del convegno gli esponenti del
Culinary Institute of America, i giornalisti statunitensi e gli
esperti di settore presenti visiteranno le terre dell’olio e del
vino del Veneto.
In
particolare, incontreranno nuovamente Franco Manzato a Villa
Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore nel pomeriggio di giovedì
23 settembre, per un confronto che inizierà alle 15,30 finalizzato a
organizzare una forte presentazione delle eccellenze venete in
California.
Petriolo
Spa Resort ospita in Toscana il primo Convegno di Culinary Nutrition
La
Cucina Wellness protagonista
di “Delicious&Nutritious 2010”
Petriolo
Spa Resort, l’hotel 5 stelle situato in una cornice naturale di
rara bellezza nella campagna toscana non lontano da Siena, ospita
sabato 9 ottobre, dalle 16 alle 19, il
primo convegno di Culinary
Nutrition:
“Delicious
& Nutritious 2010”,
organizzato dall’ASSIC – Associazione per la Sicurezza
Nutrizionale in Cucina.
L’incontro
sarà l’occasione per esporre i risultati delle più recenti
ricerche scientifiche internazionali sugli antiossidanti e
sull’incidenza della cottura sul valore nutritivo degli alimenti.
Petriolo Spa Resort è infatti il primo Hotel 5 stelle ad aver
ricevuto dall’ASSIC l’abilitazione all’erogazione di Cucina
Wellness, un nuovo concetto gastronomico che prevede la creazione di
menu specifici dove in ogni portata i grassi sono bilanciati sia
nella quantità che nella qualità e dove il gusto si sposa con le
ricerche scientifiche più recenti.
L’evento
di sabato è aperto a tutti e vede la partecipazione di diversi
esperti tra cui Pasquale
d’Ambrosio,
executive chef di Petriolo Spa Resort, che parlerà dei “Piccoli
gesti che fanno la differenza”. Tra gli altri, interverranno
Stefania
Ruggeri
dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la
Nutrizione), Alberto
Mantovani
ISS (Istituto Superiore di Sanità) - EFSA (Autorità europea per la
sicurezza alimentare) e Chiara
Manzi, presidente
ASSIC.
Il
team di cuochi guidato da Pasquale D’Ambrosio mostrerà ai presenti
i segreti della “pasticceria antiaging”, tra falsi
miti e diete mancate.
Nell’incontro
verrà anche dimostrato che il cibo sano può essere al contempo
anche goloso e fantasioso.
L’equipe
di medici e cuochi Wellness affronterà inoltre alcune tematiche di
grande attualità inerenti alle cattive abitudini alimentari della
società moderna, tra cui l’obesità infantile, i
radicali liberi nemici della giovinezza ed il declino del
mercato degli integratori.
A
conclusione dell’evento si terrà una cena di Cucina Wellness,
mentre la domenica i partecipanti al convegno prepareranno un pranzo
Wellness.
Il
riconoscimento di “Cucina Wellness” di Petriolo Spa Resort e il
fatto che ospiti il primo convegno di Culinary Nutrition sono
un’ulteriore conferma che l’attenzione al benessere dell'ospite a
Petriolo si riflette in tutti gli aspetti, anche nella ristorazione,
ed in modo particolare nella costante collaborazione e scambio di
idee fra il Team dell'Officina del Benessere guidata dal Dr. Brocchi,
e l'Executive Chef, Pasquale D’Ambrosio, che hanno portato alla
creazione di menu energizzanti, antiossidanti e antiaging.
A
testimonianza dell’importante riconoscimento di Cucina Wellness,
Petriolo Spa Resort espone il Tricuore, simbolo che certifica la
presenza di cuochi in grado di coniugare il sapere scientifico
all’arte culinaria per creare piatti salutari ed anti-age.
Petriolo
Spa Resort
Località
Grand Hotel Terme, Pari
58045
Civitella Paganico – Gr Tel. 0564 – 9091
info@petriolosparesort.com
- www.petriolosparesort.com
Cantina Torrevento: 12 annate del
Vigna
Pedale Castel del Monte
DOC
in degustazione
Nel
weekend del 10 - 12 Settembre presso la cantina Torrevento,
Francesco Liantonio, proprietario dell’azienda, ha invitato la
stampa internazionale per un fine settimana di degustazioni e relax
alla scoperta del meraviglioso territorio delle Murge.
La
cena di benvenuto degli ospiti si è svolta nella suggestiva cornice
della bottaia, durante la quale i giornalisti hanno avuto la
possibilità di degustare un’ampia panoramica della produzione
vinicola Torrevento. Sabato mattina si è tenuto l’evento più
importante dell’intero weekend: la prima degustazione verticale di
dodici annate del Vigna Pedale Castel del Monte DOC
(nero di Troia 100%). La degustazione è stata condotta da Daniele
Cernilli alla presenza di numerosi giornalisti provenienti da tutta
Europa, in rappresentanza delle principali testate enogastronomiche.
Nel pomeriggio, grazie anche al sole che ha fatto capolino tra le
nuvole, l’intero gruppo si è spostato in vigna per partecipare
insieme allo staff Torrevento a “Momenti di vendemmia”. Per
ringraziare i giornalisti di aver partecipato alla vendemmia,
l’azienda invierà agli ospiti una magnum del vino prodotto dai
grappoli raccolti. Il weekend si è concluso dopo una visita guidata
di Castel del Monte, patrimonio mondiale UNESCO, e un pranzo di
arrivederci presso il Park Hotel Castel del Monte, di proprietà
della famiglia Liantonio.
L’azienda
vitivinicola Torrevento, si trova nella striscia di territorio di
Corato, provincia di Bari, dove si erge la fortezza di Federico II,
nota come Castel del Monte, dominante le alture dell’Alta Murgia.
Il nome dell’azienda deriva dalla località stessa in cui essa
sorge, un luogo incantevole che abbraccia un suggestivo convento del
XVIII° secolo. La struttura, acquistata nel 1948 dai fratelli
Francesco e Domenico Liantonio, è stata utilizzata per l’attività
vitivinicola fin da allora e, nel 1989, ha acquisito la denominazione
attuale di Azienda Vinicola Torrevento. Negli ultimi anni, gli sforzi
portati avanti da Gaetano Liantonio e suo figlio Francesco, hanno
permesso l’utilizzo di tecniche più sofisticate così da poter
rimanere anche oggi uno dei più importanti produttori del settore.
Il
territorio collinare, che ospita i 400 ettari di vigneti di cui 200
di proprietà e 200 in gestione, è caratterizzato da un terreno
prevalentemente roccioso dove i vitigni Bombino (nero e bianco), uva
di Troia e Pampanuto hanno trovato l'habitat ideale per la loro
coltivazione, ed un microclima che consente loro di conservare tutti
i delicati componenti delle uve, quelli che poi si riscontrano nelle
2.500.000 bottiglie annuali firmate Torrevento.
Distillazione di crisi per far
ripartire il mercato
Asti, 20 settembre
2010 - Sono stati convocati la scorsa settimana a Roma i
Presidenti dei Consorzi di Tutela e Vignaioli Piemontesi per
affrontare, con la dirigenza del Ministero delle Politiche Agricole
rappresentata dal capo di gabinetto Giuseppe Ambrosio,
presente anche il capo dello sviluppo economico Luigi
Mastrobuono, il problema della distillazione di crisi per i vini
doc e dog Barbera, Dolcetto e Brachetto.
Dopo pochi giorni, Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche
Agricole, sembra aver espresso il proprio orientamento favorevole
all’attivazione della distillazione di crisi, prefigurando uno
scenario positivo, allo stato attuale dei fatti, raggiunto grazie
anche all’impegno di tutti i politici del territorio e della
Regione Piemonte.
Con questa operazione,
- spiega Paolo Ricagno Presidente del Consorzio Tutela Vini
d’Acqui, si garantisce il reddito agli agricoltori, ottenendo un
vigoroso impulso per affrontare la difficile situazione dei mercati
scongiurando, almeno nell’immediato, il rischio di un progressivo
fenomeno di abbandono del vigneto a causa dei bassi redditi
dell’attività agricola.
E’ indubbio che la
distillazione di crisi, da sola, non sarà la panacea per risolvere
tutti i problemi del comparto, ma è un primo ed importante segnale a
tutta la filiera per affrontare in modo concreto le problematiche
contingenti e future in un momento particolarmente delicato -.
E’ comunque opportuno
puntualizzare come la misura della distillazione di crisi sia una
strada già percorsa da altre regioni fortemente vocate alla
vinificazione, trattandosi di azione efficace e di effetto immediato
in caso di improvvise e drastiche riduzioni di richieste del mercato,
in particolare in scenari di crisi globale.
Per maggiori informazioni scrivere a
info@brachettodacqui.com
Università
di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) Sabato 2 ottobre
Giornata Aperta Laurea Magistrale Per
la prima volta una Giornata Aperta interamente dedicata alla Laurea
Magistrale in Promozione e Gestione del Patrimonio Gastronomico e
Turistico *.
Sabato
2 ottobre dalle 10 alle 13 nelle aule dell’Università
di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) si presenta la nuova
formula per la Laurea Magistrale, che prevede un anno in
aula e 9 mesi di tirocinio retribuito in azienda.
POLLENZO
(Bra, CN) - Cascina Albertina (via Amedeo di Savoia 8) Lo
staff dell’Università accoglierà i visitatori dalle ore 10
alle 13.
Nelle
aule di Cascina Albertina gli aspiranti studenti potranno dialogare
con i docenti, con studenti, con lo staff che fornirà tutte le
informazioni necessarie sulle modalità di iscrizione, servizi, borse
di studio, tirocini.
Ore
11,00 - Conferenza di presentazione dell’UNISG Seguirà
visita alla struttura Per
motivi organizzativi si consiglia di prenotare la visita per la
Giornata Aperta presso la segreteria di Pollenzo: tel. 0172
458511-507 comunicazione@unisg.it.
*
Un indirizzo per diventare comunicatori del cibo, l’altro per
gestire le politiche alimentari: a questo si aggiunge un tirocinio
lavorativo retribuito di 9 mesi presso oltre 30 aziende e istituzioni
legate all’eccellenza agroalimentare italiana.
Queste
sono le novità per l’anno accademico 2010/2011 della nuova Laurea
Magistrale: il corso si biforca in due ambiti specifici volti
all’inserimento professionale, l’area “Comunicazione”
e l’area “Diritto e Politiche Alimentari”, e porta gli
studenti direttamente in azienda dove metteranno in pratica quanto
imparato in aula. L’area “Comunicazione” si rivolge a
laureati triennali delle facoltà umanistiche o scientifiche che
vogliano operare all’interno di imprese o di istituzioni pubbliche
e private per occuparsi di marketing, promozione e valorizzazione
delle produzioni gastronomiche del territorio o per intraprendere
l’attività di giornalismo enogastronomico e di addetto stampa.
L’area
“Diritto e Politiche Alimentari” si rivolge a laureati
triennali delle facoltà economiche e giuridiche o medico
scientifiche che desiderino operare negli organismi locali, nazionali
o internazionali attinenti alla regolamentazione della filiera
alimentare come, ad esempio, assessorati, ministeri, istituzioni
sanitarie, organizzazioni internazionali.
La
peculiarità del corso è quindi la possibilità, per gli studenti,
di mettersi in gioco in un vero contesto lavorativo, e di conoscere
le dinamiche aziendali e produttive di grandi realtà del mondo
dell’alimentare.
In
corso a Reggio Emilia il XIII Congresso nazionale del Conaf
La
storia e il futuro dell’agricoltura italiana si incontrano in
Emilia Romagna. Agronomi pronti a nuove sfide per il futuro
Quattro
giorni di lavori sui temi della biodiversità, sicurezza
agroalimentare, futuro della professione, prevenzione nella gestione
del territorio e sviluppo rurale. Luca Cordero di Montezemolo
conferirà il premio Conaf per la storia dell’agricoltura italiana
ad Anna Maria Martuccelli
Tradizione rurale e
innovazione: la via Emilia una storia italiana. E’ questo il titolo
del XIII Congresso nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali
in Emilia Romagna dal 22 al 25 settembre, organizzato dal Conaf
(cerimonia inaugurale mercoledì 22 settembre ore 17 Teatro
municipale Romolo Valli di Reggio Emilia). Sarà ripercorso uno
spaccato della storia dell’agricoltura e dell’agroalimentare
italiano che nel corso dei decenni si è sviluppato lungo la via
Emilia, ma non solo. Sarà soprattutto l’occasione per tracciare un
aggiornamento puntuale e dettagliato sullo stato attuale di una
categoria al centro della società civile italiana, che conta 21.351
iscritti fra dottori agronomi e dottori forestali, che ogni giorno
operano in tutta Italia. Durante il congresso saranno approfonditi
temi di estrema attualità come la riforma delle professioni; della
qualità e sicurezza agroalimentare e dei cambiamenti della politica
comunitaria oltre il 2013. Inoltre quattro sessioni di lavoro saranno
dedicate ai processi di valutazione ambientale e biodiversità;
dell’uso sostenibile degli agrofarmaci; del governo del territorio
e delle prospettive dello sviluppo rurale. Non mancheranno eventi con
ospiti nazionali ed istituzionali, esperti delle diverse tematiche
toccate dal congresso, momenti dedicati alla valorizzazione della
professione e alla scoperta delle eccellenze agroalimentari
regionali. A chiudere la prima giornata di lavori sarà il Premio
Montezemolo istituito dal Conaf per la storia dell’agricoltura
italiana. Luca Cordero di Montezemolo premierà l’avvocato Anna
Maria Martuccelli direttore generale dell’Associazione Nazionale
delle Bonifiche delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari. Tra
gli ospiti attesi nei quattro giorni il Ministro della Giustizia
Angelino Alfano, il Ministro delle politiche agricole, agroalimentari
e forestali Giancarlo Galan.
La cerimonia d’apertura
– Alle ore 16 nel Palazzo del Municipio (Sala Tricolore) di Reggio
Emilia sarà donato al Conaf il primo tricolore da parte del sindaco
Graziano Delrio, mentre dalle ore 17, dopo la relazione introduttiva
del presidente Conaf Andrea Sisti interverranno Vasco Errani,
presidente della Regione Emilia Romagna, Graziano Delrio sindaco di
Reggio Emilia, Sonia Masini presidente della Provincia di Reggio
Emilia. Dopo i saluti istituzionali interverranno Alberto Bergianti,
presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di
Reggio Emilia, Andrea Segrè preside della Facoltà di Agraria di
Bologna, Sean Gaulle presidente CEDIA e Claudio Piva presidente della
federazione dei dottori agronomi e dottori forestali dell’Emilia
Romagna. Ad introdurre i lavori sarà invece il documentario “Alla
ricerca di Mario Soldati viaggio lungo il Po” con la partecipazione
del regista Paolo Aleotti; a chiudere il primo giorno congressuale il
“Premio Montezemolo”, premio Conaf per la storia dell’agricoltura
italiana e il concerto de I Nomadi. Alle 21.30 Le eccellenze
dell’Emilia Romagna, in piazza Martiri del 7 luglio cena di
benvenuto.
XIII
Congresso -
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica; con i
patrocini del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati,
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Politiche
Comunitarie, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche,
Agricole, Alimentari e Forestali; Ministero dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare; Regione Emilia Romagna; Provincia
di Reggio Emilia; Provincia di Bologna; Comune di Reggio Emilia;
Comune di Parma; Camera di Commercio di Bologna; Camera di Commercio
di Reggio Emilia; Facoltà di Agraria di Bologna; Facoltà di Agraria
di Piacenza, Facoltà di Agraria di Modena e Reggio. Official
sponsor: Unicredit, New Holland.
Enoteca
Italiana:
i
giovani e il vino?
Per
comunicarlo scelgono l’inglese ed immagini classiche ma
graficamente ispirate ai propri interessi, per tradurre
messaggi di socialita’ e cultura
Ecco
i vincitori del concorso di idee “Perbacco”
I
giovani e il vino? Per comunicarlo
scelgono l’inglese, consapevoli della sua universalità e capace di
raggiungere non solo i propri compagni, ma un più vasto pubblico
possibile, ed immagini classiche, come calici, grappoli e bottiglie,
ma graficamente ispirate ed elaborate secondo i propri interessi,
dall’arte al cinema, dalla musica al web, per tradurre messaggi
semplici legati al vino come
elemento di convivialità e prodotto della nostra tradizione.
E’ così per lo slogan di Mirko
Rovini, 29 anni di San Miniato Basso (Pisa), l’immagine di Alba Di
Gennaro, 21 anni di Mercogliano (Avellino), studente di ingegneria
all’Università degli Studi di Salerno, l’immagine con slogan di
Gabriele Maurizi, 26 anni di Arezzo, e per lo spot di Elia Agostini,
19 anni di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), studente
all’Istituto Statale d’Arte “O. Licini” di Ascoli Piceno:
ecco i vincitori di “PerBacco 2010”, il concorso di idee per i
ragazzi tra 18 e 30 anni di età, promosso da Enoteca Italiana,
quest’anno in
collaborazione con il
Movimento Turismo del Vino, per “Vino e
Giovani”, la campagna di educazione per le nuove generazioni di
Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali, in partnership con il progetto europeo “WineInModeration.
Art de vivre” (info: www.vinoegiovani.it).
“Molto
spesso tra generazioni si parlano linguaggi diversi perché legati ad
esperienze diverse - spiega il segretario
generale
di Enoteca Italiana Fabio Carlesi - e tra questi quello dei giovani è
sicuramente il più diretto ed incisivo. E l’idea è proprio quella
di raggiungere i ragazzi e parlare loro di vino utilizzando il loro
stesso linguaggio, accolta con piacere dai giovani di tutte le
regioni italiane, tra cui molte ragazze, che hanno presentato oltre
100 idee per comunicare il mondo dell’enologia, singolarmente o
insieme ai propri istituti ed università”.
A decretare i vincitori
la giuria composta da Omar Calabrese, docente di Semiotica delle Arti
del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università
degli Studi di Siena, la coordinatrice del progetto “Cultura che
nutre” Rosa Bianco, Michele Mariani del Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali, Francesca Smacchi del Movimento
Turismo del Vino e Patrizia Cantini del “Corriere Vinicolo”,
insieme al segretario generale di Enoteca Italiana Fabio Carlesi. I
quattro vincitori - che riceveranno in premio 1.000 euro e un weekend
da trascorrere nelle cantine del Movimento Turismo del Vino, da Livio
Felluga in Friuli Venezia Giulia al Castello d’Albola in Toscana,
da Villa Matilde in Campania alla Tenuta Scilio in Sicilia -
presenteranno i loro elaborati a novembre, nell’appuntamento del
progetto “Vino e Giovani” a Roma.
Percorsi
di....Vini nell’Oltrepò Pavese
Passeggiate guidate a tema con
degustazione finale di vini e prodotti tipici del territorio
Pomeriggi
immersi nello splendido paesaggio dell’Oltrepò Pavese. Oltre alla
visita delle aziende faremo una passeggiata che guiderà i
partecipanti alla scoperta di aspetti storici e naturali delle varie
zone di produzione da ritrovare poi “nel bicchiere”.
17
Ottobre VINO IN VILLA, una passeggiata
panoramica sulle colline che circondano Casteggio, la capitale
enologica dell’Oltrepò Pavese, ci porterà alla scoperta del mondo
e delle residenze dei “Gentlemen Farmers” che già alcuni secoli
fa avevano creduto ed investito in questo piccolo lembo di
Lombardia. La lezione di degustazione avverrà presso la tenuta
Frecciarossa, magnifica azienda immersa nei 2 ettari di parco della
ottocentesca Villa Odero, affacciata sui gessi e calcari della
cosiddetta “Valle del Riesling”. Una gioia per gli occhi e le
papille gustative…Il ritrovo è previsto per
le ore 15,00 presso la Tenuta Frecciarossa di Casteggio.
24
Ottobre TERME E VINO, ritrovo ore
15 presso l’Az. Agr. Marchese Adorno di Retorbido
per una passeggiata di un paio d’ore lungo il bucolico Sentiero
delle Fonti alle falde del Monte della Madonna, che la tradizione
popolare ritiene essere un antico vulcano. L’itinerario ci porterà
alla scoperta della più antica località termale dell’Oltrepò
Pavese e spiegherà l’origine degli aspetti minerali dei
prestigiosi vini bianchi dell’Azienda che saranno oggetto, insieme
ad altri vini della cantina della degustazione in abbinamento a
prodotti tipici.
LA
PARTECIPAZIONE E’ A NUMERO CHIUSO (MAX 30-35 persone) E SOGGETTA AD
ISCRIZIONE POSSIBILMENTE CON 4 o 5 GIORNI DI ANTICIPO RISPETTO ALLE
DATE DEI SINGOLI INCONTRI.
PER
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Associazione
Ricreativa Culturale CALYX, Salice Terme
Tel.
339-2044540 oppure 347-5894890
E-mail:
calyx_pv@alice.it www.calyxturismo.blogspot.com
Winett: vendiamo
compratori ai venditori
Solo compratori interessati, solo aziende
motivate: il mercato del vino cambia faccia
Venezia - 2 – 4 novembre 2010
Potrebbe sembrare un paradosso, invece è proprio
così: Winett T&T vende compratori ai venditori!
L’innovativo workshop Business to Business,
organizzato da MGS srl dell’imprenditore veneziano Marco Giol,
presenta una ricetta semplice e funzionale: basta con i banchi
d’assaggio e le fiere dispersive, basta con le degustazioni fine a
se stesse, basta con un pubblico eterogeneo. Al Winett si incontrano
solo addetti ai lavori: buyers, che si impegnano a comprare
“italiano” e aziende vinicole, di tutta la Penisola, interessate
all’internazionalizzazione.
Giunta alla X edizione, la
manifestazione, che si è avvalsa nelle precedenti edizioni anche del
patrocinio e sostegno del Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali e di Buonitalia, ha registrato una
costante crescita di concreti riscontri commerciali e successo, il
cui segreto è racchiuso in quattro punti:
- l’analisi dei mercati internazionali che
“tirano”;
- la ricerca di buyers dotati di buone capacità
di crescita e interessati ad ampliare il portfolio di
aziende;
- lo studio delle aspettative dei compratori;
- l’analisi dell’offerta delle aziende.
Il rigore degli incontri è uno degli aspetti
caratterizzanti la formula: di norma a Venezia, nelle splendide sale
del Westin Europa & Regina di Venezia, si trovano le postazioni
dei buyers. Ogni 25 minuti “suona la campana” e arriva un’azienda
che in questo tempo limitato deve presentare la propria realtà. Una
formula forse un po’ “teutonica”, ma che negli anni ha fatto
conquistare all’evento un’immagine di grande professionalità.
La prossima edizione di Winett in programma dal 2 al
4 novembre 2010, si arricchisce di un nuovo ed importante elemento:
la partnership con Gourmet’s International di Helmuth
Köcher, organizzatore del Merano International WineFestival &
Culinaria (MIWF), la vetrina più prestigiosa del vino italiano in
programma dal 5 all’8 di novembre, che al termine del Winett
ospiterà alcuni dei buyers presenti a Venezia. Tutte le aziende
partecipanti ai workshops B2B avranno diritto ad essere invitate alle
selezioni delle prossime edizioni del Merano International
WineFestival. Le aziende vinicole già partecipanti al MIWF, invece,
possono godere di condizioni economiche agevolate per prendere parte
al B2B . Marco Giol ed Helmuth Köcher affermano che quest’alleanza
contribuisce a qualificare meglio il mondo del vino. I buyers che
parteciperanno agli eventi ed agli educationals-field trips
collegati avranno l’opportunità di conoscere l’offerta vinicola
del nostro Paese sotto molteplici aspetti e con diverse modalità di
presentazione.
I due importanti eventi infatti, sono stati
programmati in modo tale da dare l’opportunità a buyers e aziende,
che fossero selezionate o semplicemente interessate, di partecipare
ad entrambi. Il primo giorno del Winett, sarà dedicato a
selezionati buyers provenienti da tutta Europa, il secondo giorno ai
buyers provenienti dagli USA & Americhe, il terzo ai buyers
provenienti dall’Asia. La selezione degli operatori sarà
effettuata da Michèle Shah, advisor di Winett, giornalista
vincitrice del premio “Grandi Cru d’Italia Awards” quale
miglior giornalista internazionale 2009 e consulente specializzata
nel vino italiano, con anni di esperienza nell’organizzazione di
importanti eventi enologici e workshops per importatori
internazionali. Ogni giornata vedrà
presenti un minimo di dieci buyers per area geografica e venti
aziende, con un massimo di due/tre per la stessa
denominazione/tipologia di vino.
Winett: alcuni numeri
Considerando solo gli eventi a partire dal 2009 in
cui si è affermata l’iniziativa, si riscontra che:
sono circa 100 le aziende che hanno partecipato
all’evento ad almeno due delle tre giornate delle ultime tre
edizioni: il 30% ha aderito a due edizioni della manifestazione, il
15% a tre edizioni, fino ad arrivare ad alcuni produttori che sono
stati presenti a tutti i giorni programmati per ciascuno dei tre
eventi. Nel tempo, Veneto e Toscana sono stati rappresentati
rispettivamente da circa 30 aziende; Friuli, Piemonte, Puglia,
Sardegna, Sicilia ed Umbria da circa 10 aziende ciascuna, mentre
variano da 1 a 5 i produttori che hanno partecipato per Abruzzo, Alto
Adige, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria,
Lombardia, Marche, Molise, Trentino. Ciascuna azienda presenta
mediamente 3/4 etichette. I buyers provenienti da oltre 40 paesi
nelle ultime tre edizioni sono stati 122, dei quali solo un 5% è
intervenuto in più di un’occasione.
E inoltre…
Non mancano le curiosità. All’ultima edizione di
Winett anche la Francia si è presentata come compratore di vini
italiani, interessata ai rossi importanti di Toscana e Piemonte, ma
anche agli emergenti di Puglia. E tra le aziende, al Winett ha
partecipato persino una cantina laziale di produttori israeliani
specializzati nei vini Kosher. Infine anche tra i buyers del B2B,
cresce la richiesta per i vini biologici e biodinamici.
Per informazioni: info@winett.it
www.winett.it
Ottobre con il Barolo di La Morra
Il 2 ottobre cade il primo appuntamento
con “Ottobre con il Barolo di La Morra”, la manifestazione che
durerà tutti i fine settimana del mese e che vedrà protagonisti i
vini rossi delle Langhe prodotti nel territorio del Comune.
L’evento è organizzato dalla nota
Cantina Comunale nata nel 1973 e situata nelle sale del
settecentesco palazzo “Marchesi di Barolo” in pieno centro
storico. Si potranno assaggiare il “Re dei vini” prodotto da una
dozzina di viticoltori aderenti alla Cantina e lo stesso accadrà il
9, 16, 23 e 30 ottobre con il seguente orario: dalle 10 alle 12,30 e
dalle 14,30 alle 18,30. Per ogni sabato saranno tutte le volte altri
12 viticoltori ad alternarsi nel presentare il loro Barolo
spiegandone le caratteristiche ai partecipanti.
Anche nel corso delle domeniche di
ottobre si potrà cogliere l’occasione per degustare ed acquistare
gli altri vini rossi come nebbiolo, barbera e dolcetto d’Alba. Una
gamma di produzione pregiata tanto più proprio a La Morra che degli
11 comuni che rientrano nel disciplinare docg del Barolo è quello
che ne produce la maggiore quantità. Per informazioni e prenotazioni
tel. 0173-509204. Mail:
info@cantinalamorra.com -
www.cantinalamorra.com
ONAV
Piemonte inaugura la stagione dei corsi
Dal
1951 Onav (Organizzazione Nazionale assaggiatori vino) si pone come
riferimento per tutti coloro che sono interessati ad approfondire la
propria conoscenza del vino, essenziale per godere le mille
sfacettature e per combattere con l’educazione l’abuso
dell’alcol. In Piemonte esistono 7 delegazioni provinciali sotto la
guida del vice presidente nazionale e delegato provinciale, Cav. di
Gran Croce Lorenzo Marinello.
Con
la presidenza del prof. Giorgio Calabrese si vuole portare nei corsi
una valenza scientifica e trasmettere un messaggio positivo sul
consumo consapevole e moderato dell’alimento
vino. Per interessare i giovani, destinatari del messaggio che il
vino non è uno sballo, ma un valore su cui costruire uno stile
corretto di vita, e’ stata creata la sezione “Onav junior”
aperta a coloro che hanno compiuto i 18 anni. Di prossimo
coinvolgimento anche gli allievi delle scuole superiori e delle
Università con serate a loro dedicate.
A
dicembre 2010 si inaugura a Torino un corso per non vedenti
organizzata con il Consiglio Regionale del Piemonte dell’Unione
Italiana Ciechi.
Onav
a partire dal giugno 2010 è diventata internazionale con il via del
primo corso di Assaggiatori in
collaborazione con l’Università di Pechino e Shanghai, seguirà
presto l’apertura di Onav New York, Parigi, Londra.
Per
diventare assaggiatore Onav basta richiedere l’iscrizione ai corsi
teorici-pratici organizzati nella sede provinciale più vicina. La
quota di partecipazione comprende 18 lezioni teorico-pratiche, una
visita in cantina, il testo didattico, una valigetta con 6 bicchieri
ISO da degustazione, l’iscrizione all’Onav per due anni,
l’abbonamento alla rivista L’Assaggiatore. Il programma del corso
mira a fornire un’informazione generale sulla vitivinicoltura,
sulla legislazione vinicola e preparare all’esame organolettico dei
vini, alle diverse tecniche di assaggio e all’espressione delle
valutazioni relative. La prova pratica per ogni lezione comprende
l’assaggio di 5 importanti vini. Al temine del corso, dopo l’esame
finale, viene rilasciata la “Patente di Assaggiatore”
riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con
diritto all’iscrizione nell’Albo nazionale degli Assaggiatori. La
presidenza del Comitato scientifico è affidata al prof. Vincenzo
Gerbi dell’Università di Torino.
Tutte
le delegazioni provinciali organizzano serate di assaggio mensili con
la partecipazione di tecnici qualificati e produttori per
rispondere alle domande del pubblico e per mettere a disposizione il
loro bagaglio professionale e svelare tutti i segreti dei vini
presentati.
L’Onav,
oltre ad organizzare il prestigioso concorso enologico “Douja d’Or”
di Asti, partecipa a manifestazioni enogastronomiche a carattere
regionale e nazionale ed organizza viaggi dedicati al vino e visite
guidate presso importanti produttori del territorio e non solo.
Il
calendario dei corsi gia’ programmati:
Alessandria:
inizio fissato per lunedi 4 ottobre alle ore 21 presso l’Hotel
“Alli Due buoi Rossi” via Cavour 32. Per informazioni: tel.
0131/52763
Torino:
inizio fissato per lunedi 7 febbraio 2011 alle ore 21 presso la
facolta di agraria dell’Universita’ di Torino Via leonardo da
Vinci 44 Grugliasco. Per informazioni: tel.
335/1317501 dalle 18 alle 20.
A breve anche le altre
delegazioni forniranno le date di partenza. Per contattare la sede
provinciale più vicina collegarsi al sito www.onav.it.
Per leggere tutte le notizie sull’Associazione: www.onavnews.it.
Cantina Produttori di
Valdobbiadene - Val D’Oca lancia il formato Demi per conoscere e apprezzare il
prosecco in modo responsabile
Il Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG disponibile
nella bottiglia da 375 ml
Il prosecco, un
vino da conoscere ed amare ma in modo responsabile. La Cantina
Produttori di Valdobbiadene-Val d’Oca lancia nella linea Ca’ Val
il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOGC in Demi, la bottiglia da 375
ml.
Il nuovo formato
intende dare una risposta a coloro che desiderano apprezzare la
qualità di questo vino, senza doversi impegnare nell’acquisto di
una bottiglia tradizionale.
Ideale per le
coppie e fruibile anche da single impenitenti, il Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG Ca’ Val si propone
soprattutto al target giovane, come veicolo per conoscere non solo il
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ma anche la cultura e la
tradizione di questo vino e del territorio che lo vede nascere.
Grazie al QR Code
posto nell’etichetta, infatti, è possibile accedere attraverso il
proprio cellulare o smart phone al sito internet della Cantina e a
tutte le informazioni. Si potrà così sapere che questo Prosecco va
servito freddo e che può essere abbinato ai frutti di mare o alle
carni bianche.
Il gusto
di questo spumante, dall’aroma che ricorda la mela e i fiori
campestri, sarà piacevole da assaporare anche in formato ridotto: il
messaggio che Cantina Produttori di Valdobbiadene - Val D’Oca
intende comunicare è quello di un consumo responsabile e moderato,
specie da parte dei giovani.
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Le
notizie della settimana 2
agosto
2010
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La prima carta dei
vini consultabile con iPad
a La Credenza di San Maurizio Canavese
San
Maurizio Canavese 2 agosto 2010. Giovanni Grasso e
Igor Macchia hanno sempre una grande attenzione per la clientela
che frequenta La Credenza e sono molto sensibili a tutto ciò che può
migliorare la qualità del servizio offerto.
Ancora una volta, dunque,
approfittando dell'uscita dell'ultimo gioiello di casa Apple, l'iPad,
hanno messo a punto un software estremamente duttile e funzionale,
finalizzato alla consultazione dell'intera cantina del ristorante.
Il cliente, all'atto
dell'ordinazione potrà, così, sfogliare la lista dei vini, potendo
scegliere diversi approcci nella selezione del vino preferito.
L'Applicazione,
infatti, permette di scorrere l'intero assortimento partendo da una
scelta geografica, piuttosto che da un vitigno, districandosi tra
bianchi e rossi oppure spumanti e champagne, volendo si potrà optare
per una selezione determinata dalle fasce di prezzo, in ogni caso di
ciascuna bottiglia si potranno sapere tantissime cose risalendo pure
ai siti web dei diversi produttori (connessione WiFi in tutto il
locale).
Si ha, così, uno
sguardo d'insieme finora impensabile, tanto da poter, alla fine,
scegliere con cognizione di causa, un vino anche solo al bicchiere,
confrontandosi anche con i suggerimenti del
sommelier. L'Applicazione, presto presente anche sul sito de La
Credenza per una scelta preventiva da casa, è stata ideata dai 2
cuochi torinesi, ma è personalizzabile per qualunque ristorante e, a
tal fine, in versione italiana e inglese, verrà commercializzata a
partire dal mese di ottobre.
A
buon diritto, dunque, si può affermare che, nel settore
ristorazione, Giovanni e Igor possano fregiarsi dell'appellativo de
“i Padrini dell'iPad”.
L'Italia
primo produttore di vino al mondo sorpassa la Francia
Roma 2 agosto 2010.
L’Italia si appresta a diventare il primo produttore mondiale di
vino se sarà confermato il sorpasso sulla Francia nella vendemmia
2010 grazie una produzione nazionale in aumento fino al 5
per cento rispetto allo scorso anno, su valori superiori a 47,5
milioni di ettolitri contro i 47,3 milioni di ettolitri
previsti per i cugini d’oltralpe da Franceagrimer. E’ quanto
afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un risultato
importante per un settore dove trovano oggi opportunità di lavoro
1,2 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e
nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di
servizio, con ogni grappolo raccolto in campagna che è in grado di
attivare ben 18 diversi settori, secondo una analisi della
Coldiretti.
Lo scorso anno - precisa
la Coldiretti - il raccolto francese è stato pari a 46,7 milioni di
ettolitri superiore a quello italiano fermo a 45,4 milioni di
ettolitri, secondo l’Istat. Il successo del vino italiano fa
infatti crescere anche le attività indotte che si sono estese negli
ambiti piu’ diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi,
dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come
cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e
formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al
mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai
programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di
potatura e dai sottoprodotti della vinificazione.
In Italia ci sono -
precisa la Coldiretti - 250mila aziende agricole con vigneti che
offrono occupazione a circa 200mila lavoratori dipendenti, dei quali
20mila extracomunitari: nel solo distretto di Montalcino lavorano
immigrati di 44 diverse nazionalità. Di queste ben 21.600 aziende
agricole vendono direttamente il proprio vino ai consumatori mentre
le altre lo cedono alle 35mila aziende imbottigliatrici presenti in
Italia che impiegano operai, agronomi, enologi, responsabili di
marketing, informatici e wine manager. Sono però anche le
attività legate all’indotto meno tradizionali ad avere avuto una
vera esplosione negli ultimi dieci anni con la nascita del fenomeno
dell’enoturismo che ha realizzato nel 2009 un fatturato di 1,8
miliardi di euro “muovendo” sei milioni di turisti con un
incremento del 20%, anche grazie a 150 strade del vino e oltre 500
città del vino.
Il
vino ha raggiunto un fatturato superiore ai 9 miliardi di euro dei
quali 3,5 realizzati grazie all’esportazione sui mercati comunitari
ed internazionali. “Come lo era durante la fase di crescita
economica, il vino rappresenta l’unico modello da replicare anche
in una situazione di crisi della quale, nonostante le difficoltà, il
vitivinicolo Made in Italy risente meno di quello di altri Paesi e
meno degli altri settori produttivi in Italia, perchè esprime i
valori dell’identità e del legame con il territorio che nel
mercato globale sono vincenti rispetto all’omologazione”. E’
quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini
nel sottolineare “la dinamicità di un settore che grazie
alla crescita economica ed occupazionale è una risorsa per l’intero
Made in Italy per il quale svolge una funzione da traino sui mercati
nazionale ed internazionale”.
Premio
Eno-Letterario 2010.
Le
firme prestigiose di Santa Margherita
Il
Premio Eno-Letterario Santa Margherita giunge quest’anno alla sua
quinta edizione e rinnova al suo interno la tradizionale
partecipazione di personalità di spicco della letteratura che, con
racconti inediti (fuori concorso) sul legame tra cibo e vino,
affiancano le centinaia di scritti proposti dai loro “colleghi”
emergenti.
In
passato, molte sono le firme prestigiose che Santa Margherita ha
potuto annoverare come testimoni di quest’importante iniziativa
culturale: Simonetta
Agnello Hornby, Michele Serra, Pino Cacucci, Vanni Santoni, Benedetta
Cibrario (Premio Campiello 2008), Ippolita Avalli e altri. Quest’anno
i tre autori D.O.C. che hanno aderito sono Dario Voltolini, Giulia
Villoresi ed Elisabetta Bucciarelli, impegnati ancora una volta nella
costante ricerca di nuovi intrecci letterari tra la cultura del vino,
la creatività personale e l’identità stilistica.
Scrittore
dal
talento “minimalista”,
Dario Voltolini
ha esordito nel 1990 con il romanzo Una
intuizione metropolitana.
Tra le sue opere ricordiamo anche Rincorse,
Forme
d’onda (Feltrinelli
1996),
la raccolta di racconti 10
(Feltrinelli
2000),
ma anche i radiodrammi scritti per RadioRai e Scrivere
sul fronte occidentale(Feltrinelli
2002),
volume curato insieme con Antonio Moresco. Collaboratore della Scuola
Holden di Torino, per la quale ha tenuto diversi corsi di scrittura,
Voltolini dirige la collana delle Holden Maps.
Giulia
Villoresi,
ventiquattrenne romana, giovane promessa della letteratura italiana,
gestisce le pubbliche relazioni per una piccola casa editrice e
scrive di cinema. Si sta specializzando in Storia Moderna ed è
l’autrice del romanzo La
Panzanella (Feltrinelli
2009): storia di disagio e di passaggio, quello dall’adolescenza
all’età adulta, raccontata con sagace
ironia e caratterizzata
da uno
stile immediato, tipico del pensiero
e da una trama verosimile costellata di osservazioni filosofiche.
Diplomata
in Drammaturgia a Milano, l’autrice poliedrica Elisabetta
Bucciarelli
sviluppa il suo percorso stilistico su diversi temi della scrittura.
Come giornalista ha collaborato con diverse testate occupandosi di
attualità, arte e nuove tendenze. Coinvolta nella stesura di testi
teatrali (tra questi Ginepraio
del 1992, selezionato da Franca Rame e A
cura di tutti
del 1994) e cinematografici (tra cui Amati
Matti
del 1996, Fame
chimica
del 1997) è autrice di saggi e di noir. Ha pubblicato i romanzi
Happy
hour,
Dalla
parte del torto,
Io
ti perdono e
Ti
voglio credere,
oltre a numerosi racconti su riviste e antologie.
Anche
quest’anno il Premio Eno-Letterario Santa Margherita potrà contare
su di una giuria d’eccezione altamente selezionata. La presenza
classica di Inge
Feltrinelli
in qualità di Presidente sarà accompagnata, in questa edizione, da
un ventaglio di ospiti illustri del mondo dell’enogastronomia e del
giornalismo: la regista e sceneggiatrice Maite
Bulgari,
il presidente della nota Griffe romana Gianni
Battistoni,
l’attrice italiana di cinema, teatro e fiction Monica
Guerritore,
la scrittrice e giornalista Laura
Laurenzi,
il direttore esecutivo del Gambero Rosso Carlo
Ottaviano,
il direttore delle guide enogastronomiche de l’Espresso Enzo
Vizzari,
la fotografa e food blogger Sigrid
Verbert ed
infine Paolo
Soraci Ufficio
Stampa Librerie Feltrinelli e Lorenzo
Biscontin,
direttore marketing di Santa Margherita.
Il
Premio Eno-Letterario, assieme al Premio Eno-Gastronomico, è parte
integrante di “Esploratori del Gusto”, un’iniziativa che unisce
l’impegno letterario alla passione per l’eno-gastronomia.
www.santamargherita.com
En
plein per L’Arte Spumantistica, che “piazza” tutti i suoi
alfieri tra i migliori
Carpene’
Malvolti nell’olimpo degli Spumanti d’Italia
Ottima
performance dei rappresentanti della storica azienda di Conegliano
alla nona edizione del concorso enologico nazionale dedicato alle
bollicine. A ottobre la premiazione a Venezia
Carpenè
Malvolti mattatore al "9°
Concorso Enologico Nazionale Spumanti d'Italia 2010”.
Sono infatti ben 5 le etichette che si sono aggiudicate un
riconoscimento al concorso organizzato dal Forum Spumanti d’Italia
- associazione Altamarca di Valdobbiadene con la collaborazione
dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani che ha curato la parte
“tecnico-operatica della selezione” e “patrocinato” dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Una grande
conferma per Carpené
Malvolti
e in generale per tutte le bollicine nazionali: 11 regioni
rappresentate con 313 campioni in valutazione alle cinque commissioni
composte ciascuna da 6 enologi e un giornalista e presiedute dal
direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli.
La
storica casa spumantistica di Conegliano si è aggiudicata infatti un
nastro d’oro, uno di bronzo e tre diplomi
di merito,
di cui uno nella categoria Vini spumanti DOCG ottenuti con
rifermentazione in grandi recipienti di acciaio tipologia extra brut
e brut con il Conegliano
- Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Spumante Brut "Cuvée"
2009 Carpenè Malvolti.
Praticamente
un en-plein, la performance di Carpenè Malvolti nella categoria
Altri vini spumanti ottenuti con rifermentazione in grandi recipienti
di acciaio tipologia extra brut e brut con i gioielli de “L’Arte
Spumantistica”. Nastro
d’oro
infatti per Viogner Brut
"L'Arte Spumantistica" 2008
e Nastro
di Bronzo
per il Kerner Brut
"L'Arte Spumantistica" 2008.
Diploma
di merito
per il Cserszegi Brut
"L'Arte Spumantistica" 2008
e il Vino Spumante
Brut Rosé' "L'Arte Spumantistica" 2009.
La
premiazione dei cinque alfieri della casa spumantistica di
Conegliano, insieme a tutti gli altri vincitori del concorso, avverrà
a Venezia nel prossimo mese di ottobre. Intanto, in Carpené Malvolti
il lavoro continua in vista della tanto attesa vendemmia di settembre
delle uve che provengono solo dalle zone più vocate del territorio:
250 ettari di vigneti curati come giardini da oltre 100 vignaioli
storici.
Ma
la scommessa di Carpené Malvolti, oltre a quella di esaltare la
tradizione e il territorio, è stata – da alcuni anni a questa
parte – di provare a spumantizzare per la prima volta vitigni mai
spumantizzati prima. Ecco allora che uno dopo l’altro sono apparsi
nella corona del marchio storico del Prosecco vitigni come il Raboso,
il Kerner, il Viogner, il Cserszegi Fuszeres e – ultimo nato – il
Petit Manseng.
Proprio
quest’ultimo, è stato al centro dell’attenzione mercoledì 28
luglio, in occasione della visita organizzata da Annie Martin
Stefanatto sommelier ed organizzatrice di eventi, presso
l’azienda spumantistica di Conegliano, di Alain Brumont, storico
produttore del Petit Manseng, accolto dal Direttore Generale Antonio
Motteran.
Nel
corso degli anni Ottanta, Alain Brumont è stato il primo vignaiolo
in Francia ad imporre questo vitigno regionale tra le altre grandi
varietà e con l’aiuto di un potente terroir ha contribuito in
maniera determinante alla classificazione del Petit Manseng tra i più
grandi vini ed ha portato in omaggio il suo 'Primaire', Petit
Manseng passito come da tradizione, è stato molto soddisfatto di
poterlo assaggiare in versione spumantizzata dalla
prestigiosa e storica Carpenè Malvolti, un'esperienza sensoriale
unica che lo ha entusiasmato.
La
premiazione a Castiglione Falletto domenica 25 luglio
A
Massimo Zanichelli il “Cappero d’Oro”
Al
giornalista l’edizione 2010 del premio
Massimo
Zanichelli,
giornalista degustatore milanese da anni collaboratore di Go Wine, ha
ricevuto il premio de il “Cappero
d’Oro”
promosso dalla Cantina
Comunale di Castiglione Falletto.
Il
riconoscimento è stato istituito nel 2006 e viene destinato dai
produttori vinicoli di Castiglione Falletto a favore di giornalisti e
personaggi che abbiano contribuito a dare risalto al territorio e ai
vini del Comune, favorendone la conoscenza al grande pubblico.
“L’idea
del Cappero d’Oro
– spiega il presidente della Cantina Comunale Maurizio
Rosso
- è
legata alla presenza di ciuffi di capperi che fioriscono ad inizio
estate sulle mura del castello. Un fatto insolito per il nostro
territorio. Così tutti noi produttori di Castiglione Falletto per
ricordare questo “miracolo” della natura, abbiamo indetto la
Festa dei Capperi e, da cinque anni, istituito il premio Cappero
d'Oro.”
Il
riconoscimento consegnato in questa edizione è in particolare legato
alla “storica” degustazione in verticale di oltre 100 Barolo,
tutti prodotti nei prestigiosi cru di Castiglione Falletto e
descritti da Massimo Zanichelli in un numero speciale della Rivista
di Go Wine, da pochi giorni in distribuzione.
Importanti
sono stati anche i premiati degli scorsi anni: la spilla d'oro,
inventata dal gioielliere del paese Gian Vietti, è stata consegnata
dal 2006 al giornalista Franco Ziliani, al presidente associazione
Sommelier Franco Maria Ricci, al giornalista Alessandro Masnaghetti
ed al musicista Giuseppe Nova.
Paolo
Raisa nominato direttore commerciale del gruppo CAFFO
E’
Paolo Raisa il nuovo Direttore Commerciale Distilleria Caffo, azienda
leader nella produzione di amari e distillati, famosa in tutto il
mondo con il Vecchio Amaro del Capo. Raisa, nato a Basilea 49 anni fa
ma residente nel milanese, dopo un’esperienza più che ventennale
nel mondo dei liquori, con ruoli significativi come quello di
“National key account” nel gruppo Stock, ed essere stato per
cinque anni Direttore Vendite Italia per Distilleria Caffo, si
appresta ora a portare l’azienda al raggiungimento di nuovi
obiettivi.
“Paolo
Raisa in questi anni ha avuto un ruolo determinante nell’inserimento
dei prodotti, ed in particolare il Vecchio Amaro del Capo, in tutta
Italia e in tutti i canali, in particolare in quello moderno
– afferma Sebastiano Caffo, amministratore di Distilleria Caffo –
L’azienda
ha potuto raggiungere in breve tempo traguardi che in passato
potevano sembrare lontanissimi.
Questo
conferma che per crescere, le aziende devono investire sulle persone
giuste. Ora gli obiettivi per il futuro saranno altrettanto
ambiziosi. La sfida per i prossimi anni è quella di aumentare
ulteriormente la distribuzione capillare dei nostri prodotti nel
canale Ho.Re.Ca. e di guadagnare una giusta quota di mercato anche
all’estero.”
Oggi Raisa è a capo di
una rete vendita che copre l’intero territorio nazionale, con 4
capi area e circa 70 agenti e in Europa l’azienda è presente con
distributori in vari stati. Vi è poi la Typical srl,
filiale commerciale in Germania controllata della Wild Orange Srl ,
con sede operativa a Lipsia, creata con l’obiettivo di
gestire una rete vendita diretta. Un format innovativo che sta dando
grandi risultati all’azienda non solo in Europa ma anche negli
Stati Uniti, dove Caffo possiede la Caffo Beverages INC.
Cene
Galeotte Casa
di Reclusione di Volterra (PI)
Giovedì 5 agosto
2010 Anteprima estiva delle Cene Galeotte 2010/2011 a favore di
“Libera”
apertura pubblico 19.30 -
inizio cena ore 20.00
Il carcere di
Volterra è pronto ad aprire le porte al pubblico per un altro
indimenticabile appuntamento di solidarietà, che vedrà i suoi
detenuti impegnati nella preparazione di una cena d'autore. Giovedì
5 agosto sarà tutto pronto all'interno del carcere per accogliere i
partecipanti nello spazio all'aperto sotto il maschio delle fortezza
medicea, storica struttura che ospita l'istituto.
L'anteprima
estiva del ciclo delle Cene Galeotte 2010/2011, che si svolgeranno
con cadenza mensile da novembre 2010 fino a giugno 2011, sarà una
serata ancora più speciale perché vedrà come soggetto destinatario
dei fondi raccolti, Libera, la nota associazione nata con l'intento
di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere
legalità e giustizia. A testimonianza dell'alto valore della serata
sarà presente anche Don Ciotti, presidente e fondatore di Libera.
Circa trenta i
detenuti impegnati nella preparazione di un menu d'autore, per
l'occasione aiutati in cucina dallo chef Genuino Del Duca del
ristorante Del Duca di Volterra (PI). Gli ospiti, una volta superate
le porte del carcere, saranno accolti con un piacevole
aperitivo consumato all'interno del cortile. La cena sarà invece
servita nello spazio sotto le antiche mura medicee, trasformato per
l'occasione in una sala da pranzo con tanto di candele,
camerieri/carcerati dall'impeccabile servizio, sommelier e vini a
cura della Fisar di Volterra.
Questo il
menu preparato per la serata:
APERITIVO Ciliegini
e mozzarella con menta Tocchetti di melone
con prosciutto
Pasta fritta Tazzina di crème
brûlée al paté di fegato di pollo
Crostino con mousse
di pecorini Crostino con paté di
fegato di pollo
ANTIPASTO Composizione
di terrina di piccione e petto d’anatra, sformatino di ricotta al
tartufo, tortino di verdure e controfiletto all’erbette aromatiche
PRIMO Vellutata
di lenticchie con ostriche Raviolo di melanzane
e pistacchi con emulsione di pomodoro e basilico
SECONDO Filetto di
pesce spada lardellato su letto di patate dorate
DOLCE Mousse
di ricotta con stracciatella di fondente, mandorle tostate e
caramello d’arancio
Come sempre, l'appuntamento è
promosso da Unicoop Firenze, che fornirà le materie prime e assumerà
i detenuti retribuendoli regolarmente, e realizzato in collaborazione
con il Ministero di Grazia e Giustizia, Fisar, la direzione della
Casa di reclusione di Volterra e il supporto organizzativo di Studio
Umami (www.studioumami.com). Il ricavato
sarà integralmente devoluto a “Libera”, grazie alla campagna
internazionale “Il Cuore si scioglie” (www.ilcuoresiscioglie.it),
che dal 2000 vede impegnata Unicoop Firenze, insieme al mondo del
volontariato laico e cattolico. L'apertura
del carcere al pubblico prenotato avverrà alle ore 19.30. La cena avrà inizio
alle ore 20.00 e avrà un costo di 35 euro a persona, devolute
integralmente a l'associazione “Libera”.
Per
informazioni e prenotazioni: Agenzie Toscana
Turismo (Argonauta Viaggi)
Tel. 055.2342777
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Le
notizie della settimana 27 luglio
2010
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Giro
del Mondo...partendo da Bolgheri
Tra
settembre e ottobre, Le Macchiole invita l’Europa e non solo a
conoscere le anteprime 2007 di Messorio, Paleo Rosso e Scrio
Saranno
paesi come Belgio, Inghilterra, Svizzera e, naturalmente, Italia a
darsi appuntamento a Le Macchiole dal 26 settembre al 10 ottobre.
Obiettivo? Conoscere le anteprime di Messorio, Paleo Rosso e Scrio,
tre delle etichette di punta Le Macchiole, azienda condotta da Cinzia
Merli e considerata una delle realtà aziende più prestigiose di
Bolgheri.
Gli
incontri vedranno protagonista l’annata 2007, che si presenta come
un ottimo millesimo. L’andamento climatico si è caratterizzato per
un inverno molto mite, un’estate con abbondanti precipitazioni,
temperature mai eccessivamente alte e una buona escursione termica
tra giorno e notte. Grazie all’andamento climatico molto regolare,
alla raccolta le uve si sono presentate perfettamente sane e mature,
qualità tradotta in vini profumati, di ottima struttura e non
eccessivamente alcolici.
Le
giornate in programma a Le Macchiole dal 26 settembre al 10 ottobre
non offriranno una semplice degustazione ma diverranno un’occasione
per conoscere meglio i paesi ospiti, grazie alle testimonianze degli
importatori, cui si affiancherà l’interpretazione di grandi chef
di Belgio, Inghilterra e Svizzera. La cucina dei paesi ospiti si
sposerà quindi ai vini Le Macchiole per dimostrare che, sebbene il
legame con il territorio di Bolgheri rimanga molto forte, la
dimensione internazionale è in costante crescita. Presente oggi in
33 paesi, Le Macchiole si è affermata perché rappresentativa
per il territorio e costante nel prodotto. La prima bottiglia venduta
nel mondo è frutto quasi di un caso: andata ad un amico di un
amico, in Svizzera. A questo è seguita la costruzione di una vera e
propria strategia che si è affiancata ad una qualità sempre più
elevata. La vera consacrazione dell’azienda nel mondo arriva
con i 100 punti di Wine Spectator. “Ricordo
ancora con emozione come l’ho saputo. – Afferma
Cinzia.
- Per un attimo il vuoto. E poi, in sequenza, ho pensato a tutti i
“miei uomini”. I figli, mio fratello Massimo, Luca D’Attoma, il
nostro enologo, e tutti coloro che hanno contribuito a questo. La
loro felicità è stata il regalo più grande!!!”
Gli
incontri in programma dal 26 settembre al 10 ottobre riserveranno
un’ultima sorpresa: la possibilità di partecipare al “Come
eravamo”,
una degustazione speciale riservata alle annate storiche, quasi
introvabili, che racconteranno alcuni dei momenti più importanti per
l’azienda.
L’evento
permetterà, quindi, di conoscere in prima persona Le Macchiole
attraverso un ideale percorso tra passato e futuro.
Debutta on-line il
portale Design Made in BO
e si prepara a sbarcare
all’Expo di Shangai
Realizzato
dall’agenzia Noetica
di Bologna su piattaforma WebHat di KeyCode,
debutta on-line il portale Design
Made in BO
per valorizzare
e promuovere la creatività e l'eccellenza del design bolognese e di
tutta la Regione Emilia Romagna.
Brescia,
21.07.10. Promosso
da Unindustria
Bologna,
con
la collaborazione di Legacoop
e
il
contributo della Regione
Emilia Romagna,
Design
Made in BO
è il nuovo portale
dedicato alla creatività e al design
realizzato dall’agenzia Noetica
su piattaforma WebHat
di KeyCode.
Presentato a Bologna presso la sede di Unindustria il 14 luglio
scorso, il portale rappresenta una vetrina delle realtà del design
del capoluogo emiliano e della Regione Emilia Romagna ed ha
coinvolto finora più di 200 tra aziende,
progettisti,
scuole
e riviste di design,
per
la prima volta riuniti per
rappresentare e promuovere il Made in Italy all'Expo
di
Shanghai.
Il portale infatti - dopo l'anteprima bolognese - viaggerà verso
Oriente dove verrà presentato il prossimo 12 Settembre anche
all'Expo
di Shanghai.
Il portale fornisce
informazioni sui protagonisti del processo creativo: aziende, scuole
di design, professionisti e studi di progettazione, riviste
specializzate e coinvolge diversi settori produttivi tra i quali
abbigliamento e accessori, arredamento e illuminazione, auto e moto,
macchinari e apparecchiature, oggettistica, materiali e componenti
per l’edilizia, grafica e packaging. Ogni utente ha a disposizione
un proprio spazio personale con i dati anagrafici e una breve
presentazione dell’attività e 3 schede di prodotto, con immagini,
didascalie e un testo descrittivo per illustrarne i caratteri
innovativi, i materiali utilizzati, tecnologie e brevetti.
Tra i promotori di Design
Made in BO, un ruolo di primo piano è stato svolto da Unindustria
Bologna che ha partecipato al progetto “con la duplice finalità di
promuovere commercialmente le eccellenze del design nella produzione
del territorio emiliano – ha precisato Paolo Mascagni,
Presidente della sezione
Legno, Mobili e Arredi di Unindustria Bologna - e di favorire la
contaminazione creativa tra i soggetti interessati, perché a volte
le aziende del nostro territorio conoscono la produzione di
concorrenti americani e cinesi, mentre magari ignorano quello che fa
il vicino di capannone. In quest’ottica – ha aggiunto Mascagni -
Design Made in BO intende promuovere lo scambio di informazioni e di
idee, per fare finalmente sistema e fare collaborare aziende,
professionisti, scuole di formazione e mondo dell'editoria".
Anche ADI Emilia Romagna
(Associazione per il Disegno Industriale), ha sostenuto attivamente
il progetto: "l'Emilia Romagna – ha sottolineato Massimo Iosa
Ghini, Presidente di ADI - produce un ottimo design, che incarna
l'idea di buon vivere tipica del nostro territorio. Questo spirito, a
mio parere, finisce anche nei prodotti, di qualsiasi categoria essi
siano e ne determina, insieme al livello di innovazione raggiunto, il
successo. Tutte le iniziative di ricognizione del design, come Design
Made in BO, sono assolutamente da promuovere – ha affermato Iosa
Ghini - poiché permettono alle aziende di prendere coscienza del
sistema che hanno intorno e in un certo senso anche di "contarsi".
Ne traggono giovamento anche le scuole, i laboratori creativi e
soprattutto i giovani che in questo modo capiscono che intorno a
loro c'è realmente un sistema in movimento e ne possono intuire la
direzione."
www.keycode.it
Premiato Luciano Scarzello
In occasione della consegna del 22.mo Premio giornalistico del
Roero-Arneis (sei premi e cinque segnalazioni) avvenuta il 22 luglio
al Castello di Castellinaldo, il giornalista Luciano Scarzello,
collaboratore di diverse testate nazionali tra cui la RAI, ha
ricevuto un riconoscimento per la promozione del territorio dal
consigliere regionale (e ora anche provinciale di Cuneo) Giovanni
Negro, “storico” promotore dell’immagine non solo del
Roero-Arneis ma anche degli altri vini delle colline della sinistra
Tanaro.
Luciano Scarzello aveva
ricevuto il primo Premio giornalistico nel 1998 per un ampio servizio
pubblicato su un quotidiano milanese (“Il Giornale”) e poi una
“Menzione” nell’edizione del 2005.
La
Scuola de La Cucina Italiana aperta per ferie
La
scuola di cucina è l’unica aperta a Milano in agosto e propone due
corsi per chi non ha avuto modo di sviluppare questa passione nel
corso dell’anno: la Settimana
intensiva (dal
2 al 6 agosto) per diventare un abile chef e Quando
la moglie è in vacanza (giovedì
5 agosto) per gli uomini che vogliono sopravvivere durante le vacanze
della moglie o, meglio, le vogliono riservare una sorpresa al loro
rientro.
Per
chi invece vuole unire il piacere della vacanza al sapore dei corsi
di cucina,
La Scuola de La Cucina Italiana diventa
itinerante proponendo dei “soggiorni-studio”
all’insegna del divertimento e della buona cucina.
Settimana intensiva
Dal 2 al 6 agosto dalle
10 alle 13 e dalle 14 alle 17
Prezzo: euro 600,00 per
l'intero corso; euro 150,00 per la singola lezione.
Piano didattico
LUNEDÌ
(Pasticceria) Mattina: Plumcake al limone; Crostata di frutta;
Profiteroles; Cantucci
Pomeriggio: Granita
al caffè; Crema catalana; Ananas caramellata con gelato; Mousse di
fragole e yogurt
MARTEDÌ (Finger in
bicchiere, piatti freddi/unici)
Mattina: Crema di
ceci alle spezie e yogurt; Grano spezzato e verdure, limone e menta;
Polpette di pollo ai pistacchi; Insalata di polpa di granchio e
patate
Pomeriggio:
Parmigiana di melanzana e zucchine; Rotolo di spada e caprino al
basilico; Guacamole e rombo impanato alla milanese MERCOLEDÌ
(primi piatti)
Mattina: Spaghetti in
insalata con salmone, zucch e mozzarella; Tagliolini bottarga e
pomodori secchi; Riso mantecato alla soia con gamberi, zucch e
zafferano
Pomeriggio:
Cannelloni di ricotta e salsa carbonara; Risotto limone zenzero e
rosmarino; Tagliatelle al nero di seppia GIOVEDÌ Mattina
(PESCE): Insalata di gamberi e melone; Scaloppa di salmone con
pomodoro fresco, timo e rucola; Filetti di triglia impanati alle
erbe; Branzino al forno Pomeriggio (CARNE): Vitello tonnato;
Tournedos alle erbe; Spiedini impanati ai pinoli con misticanze
VENERDÌ (PANE, PIZZA
& CO)
Mattina: Pane
casereccio; Ciabatta; Pane alle noci; Grissini
Pomeriggio: Focaccia;
Pizza margherita; Quiche alle verdure
QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA
Giovedì 5 agosto dalle
19 alle 22
Prezzo: 80 euro
Piano
didattico
- Melone
e polpa di granchio allo zenzero
- Crema
di tonno, melanzane e caprino
- Scaloppa
di salmone con pomodoro e timo
- Zuppa
di melone con gelato al caffé
In vacanza con la scuola
de la cucina italiana
Per i mesi di luglio,
agosto e settembre la meta sarà la VALLE D’AOSTA e, in particolare
l’Hotel Le Roche di Champoluc: un fine settimana (dal 29 luglio al
primo agosto – 237 euro per persona - trasferimento non compreso
nel pacchetto) oppure un soggiorno di una settimana (dall’11 al 18
settembre - 483 euro per persona - trasferimento escluso) per
cucinare, imparando delle ricette della tradizione valdostana,
rilassarsi nel centro benessere dell’albergo e degustare prodotti
tipici locali.
E un’altra proposta: la
SARDEGNA, dal 26 settembre al 3 di ottobre, presso l’Hotel
Capocaccia di Alghero.
Un modo diverso di fare
turismo, all’insegna della qualità, della buona cucina e della
giovialità.
La scuola de la Cucina
Italiana
La Scuola de La Cucina
Italiana, diretta da Anna Prandoni, ha sede a Milano, in
Piazza Aspromonte 15. Nata nel 1988, la Scuola promuove la
diffusione della cultura alimentare italiana. Ogni anno più di 6.000
iscritti frequentano i corsi di cucina rivolti sia agli appassionati
che agli addetti ai lavori, senza dimenticare i bambini che possono
sperimentarsi “piccoli chef”.
La cucina della Scuola è
dotata di una grande cattedra da cui gli allievi possono seguire le
spiegazioni dei maestri e collaborare alla realizzazione dei piatti.
Per i corsi di base (Basi di cucina, Cucina classica) c'è la
possibilità di utilizzare le postazioni individuali dotate di
fornelli, forno e lavello.
Per chi sceglie invece i corsi di
pasticceria è a disposizione un’aula con un grande tavolo di marmo
e tutte le attrezzature per realizzare i dolci ma anche pane, pizze e
pasta fresca.
Nell’aula ristorante arredata in stile moderno si
svolgono le degustazioni guidate e alcuni corsi (bon ton e
decorazione della tavola, angolo cottura).
Per informazioni e prenotazioni:
Scuola de La Cucina Italiana
Piazza Aspromonte 15, 20131 Milano
tel. 02 70642242 -
www.scuolacucinaitaliana.com
Associazione Culturale
Trullando: la Scappata e l'Imboscata
Nei mesi di
agosto e settembre, l’Associazione Culturale Trullando propone una
visita guidata notturna nella città del Carnevale, degustazioni di
prodotti tipici locali ed un simpatico intrattenimento folkloristico.
Un vero e
proprio evento rivolto a gruppi e comitive di minimo 10 persone ai
quali sarà offerto un simpatico connubio tra cultura e divertimento
per una serata nella fresca collina Putignanese.
Per chi ha
poco tempo consigliamo… LA SCAPPATA: visita guidata nel
borgo antico di Putignano della durata di 40 min circa, degustazione
di piccola gastronomia locale, musica popolare.
Per chi
invece vuole trattenersi sino a notte….
L’IMBOSCATA
– visita guidata alla Grotta del Trullo con aperitivo paesano;
visita nel borgo antico di Putignano; cena completa a base di
prodotti e pietanze tipiche locali con esibizione folkloristica a
cura di artisti locali.
Gradita la
prenotazione.
Infotel: 366/5072676
e-mail:
trullando@libero.it
Dal mondo del vino affetto e speranza per l’Aquila
Il Banco del Vino
consegna il “capitale liquido” ai locali che hanno riaperto
L’Aquila 21 luglio
2010. Un piccolo esercito di coraggiosi, molti dentro la “zona
rossa”. Sono i proprietari dei ristoranti, dei wine bar, delle
enoteche che hanno deciso di riaprire i battenti a L’Aquila. Questa
mattina si sono ritrovati nella sala conferenze della Fiamme Gialle
per ricevere una simbolica “dote” - circa 80 bottiglie a locale -
generosamente offerta da decine di produttori e da due fra i
principali Consorzi italiani: quello del Soave e la Confraternita del
Sagrantino, quest’ultima presente alla cerimonia di consegna con i
suoi vertici.
“Felice e onorato di
aver custodito anche queste preziose bottiglie a nome degli
aquilani” ha dichiarato il generale Fabrizio Lisi ricordando che
nella Caserma della Guardia di Finanza di Coppito, di cui è il
Comandante, si trovano molti dei piccoli e grandi tesori del
capoluogo abruzzese e fra questi la storica Bolla del papa Celestino
V.
E’ stato grazie alla
collaborazione delle Fiamme Gialle, infatti, che si sono poture
“stoccare” quasi 2000 bottiglie (le ultime casse sono arrivate
qualche giorno fa) spedite all’Aquila dalle decine di produttori
italiani che hanno risposto all’appello del giornalista Antonio
Paolini il quale, dopo il terremoto, in occasione delle presentazioni
delle maggiori Guide di settore (Espresso, Gambero Rosso, Vini
Buoni d'Italia Touring Club) ha promosso il progetto “Piccolo banco
solidale del vino” con l’idea di ricostituire, almeno in parte,
le cantine andate distrutte dal sisma. “Un messaggio di
speranza in bottiglia” aveva dichiarato allora Paolini: quel
messaggio è arrivato, forte e chiaro e le adesioni si sono
moltiplicate.
Alla consegna simbolica
della prima bottiglia della dote a ciascun locale hanno partecipato
il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e l’assessore al
Commercio del Comune di Teramo, Giorgio D’Ignazio, in
rappresentanza della “città sorella e solidale”. Una vicinanza,
questa dell’amministrazione comunale di Teramo, sottolineata anche
con il dono: una tre litri di DOCG delle Colline Teramane.
Cialente, riferendosi ai
ristoratori, ha elogiato il “loro coraggio” che, ha detto:
“mi auguro sia di buon esempio a tanti altri. Noi saremo al fianco
di chiunque voglia tornare a intraprendere a L’Aquila impegnandoci
a svolgere tutte le procedure nel più breve tempo possibile
nonostante i tempi siano molto difficili e non ce lo nascondiamo.
Intanto grazie a voi che siete qui”.
A margine, il Sindaco, ha
confermato la realizzazione del progetto della “Cassa armonica”
di Renzo Piano: una sede per i concerti per riportare a L’Aquila,
come da tradizione “I più grandi concertisti del mondo”.
E nel corso della piccola
cerimonia sono stati gli stessi ristoratori a raccogliere il
testimone ideale del Piccolo Banco Solidale del Vino con un progetto
che dovrebbe prendere vita nelle prossime settimane: “una
manifestazione gastronomica da organizzare tutti insieme, lungo uno
dei percorsi della citta storica, per continuare a mantenere
viva l’attenzione sull’Aquila e per testimoniare la coesione di
quanti non si vogliono rassegnare al rischio di vedere la loro città
estinguersi” .
Questo era l’obiettivo
del Banco solidale del Vino: una fiammella, minima e di misurata
rilevanza, accesa in un panorama mai forse così gravato di
incognite a partire dal grande disastro del sisma e dalle tante
speranze accesesi subito dopo. Questa fiammella vuol costituire un
segnale: un luogo, uno spazio, una città, una "agorà", una
comunità, per rinascere hanno bisogno di molte, nodali,
fondamentali, importantissime cose.
“Questa mattina tutti
avete letto sui giornali e avete ascoltato dai notiziari radio e tv
che L’Aquila ha urgente bisogno di liquidi: lo ha detto il Sindaco,
lo dice il presidente Chiodi – ha affermato scherzosamente
l’ideatore del Banco Solidale del Vino, Antonio Paolini – anche
noi abbiamo portato dei liquidi. Una goccia nel mare nei bisogni
della città. Ma i nostri ci sono. Li avevamo promessi e sono
arrivati”.
I
destinatari delle bottiglie:
Ju Boss; La conca
dell’antica posta; Percorsi di gusto; Ernesto; le 99
Cannelle; Elodia; Evoè; Il dragoncello; La rupe; Il rugantino; La
torretta; La locanda dei mugnai; Gente di mare; La locanda di San
Marciano; Fratelli Stratta; Le fontanelle; Villa Feronia; La
Fenice, La Piazzetta; Maccarone; Percorsi di gusto
Il 10 agosto il
lungolago di Bardolino ospita l’Aperitivo sotto le Stelle:
di scena il Chiaretto
Spumante
Nella notte di
San Lorenzo i ristoratori ed i baristi della cittadina rivierasca
allestiscono un lounge bar lungo 200 metri dove sarà possibile
brindare con le bollicine del lago di Garda aspettando di ammirare le
stelle cadenti.
Sarà il Bardolino
Chiaretto Spumante il protagonista della terza edizione
dell’Aperitivo sotto le Stelle, l’evento estivo organizzato a
Bardolino, sulla sponda veronese del lago di Garda, martedì 10
agosto dall’associazione De Gustibus, che riunisce i ristoranti, i
bar e le gelaterie della cittadina rivierasca, e dall’Associazione
albergatori Aba, in collaborazione con il Comune di Bardolino e con
il Consorzio di tutela del Bardolino.
Nella notte di San
Lorenzo, quando la tradizione vuole che si assista al fenomeno delle
stelle cadenti, dalle 19.30 alle 22.30 il lungolago bardolinese, in
direzione del lido Mirabello, dall’altezza del Caffè Italia sino
alla sede del circolo della Canottieri Bardolino, si trasformerà in
un grande lounge bar, lungo più di duecento metri, all’interno del
quale i ristoratori e i baristi di Bardolino proporranno assaggi dei
loro piatti e delle loro creazioni in abbinamento al Chiaretto
Spumante, le bollicine rosate prodotte da una ventina di vignaioli
della riva veneta del Garda. Una produzione, quella del Chiaretto
Spumante, ancora piuttosto limitata (in tutto sono circa 300mila
bottiglie), ma sempre più al centro dell’attenzione del pubblico e
della critica, al punto che di recente un Chiaretto Spumante prodotto
da una piccola azienda della zona si è addirittura aggiudicato la
medaglia d’oro a Le Mondial du Rosé, il concorso internazionale
dei vini rosato svoltosi a Cannes, in Costa Azzurra, a cura
dell’associazione degli enologi francesi. In crescita anche il
numero di produttori: dai soli quattro di cinque anni fa ai circa
venti di oggi.
Nell’attesa dunque di
vedere la pioggia di meteore che rende unica, speciale e quasi magica
la notte del 10 di agosto, gli appassionati di vino potranno brindare
con i calici dello spumante rosato di Bardolino, assaporando
sfiziosità gastronomiche ed ascoltando musica dal vivo.
Tra i partner
dell’edizione 2010 si evidenzia la partecipazione del Consorzio
Tutela Grana Padano.
Infatti per questo
speciale appuntamento sul lago di Garda, è stato scelto uno dei più
pregiati prodotti del made in Italy che grazie alle sue proprietà
organolettiche si accompagna perfettamente al Bardolino Chiaretto
Spumante: il Grana Riserva 27 mesi, frutto di una lunga affinatura
che lo rende un prodotto d’eccellenza adatto a dei veri
intenditori.
“Sarà una maniera
gioiosa e piacevole – dicono all’unisono il presidente della De
Gustibus, Giorgio Sala, e dell’associazione albergatori Aba,
Enrico Padovani – per presentare ai nostri ospiti il meglio
dell’enogastronomia del nostro territorio”. Un evento all’insegna
del Bardolino lifestyle che coinvolgerà più di mille persone.
L’Associazione Città
del Vino condivide le preoccupazioni sulla coltivazione e l’impiego
degli organismi geneticamente modificati espresse dalla
Task Force
per un Italia libera da OGM
Obsoleti, pericolosi per
salute e ambiente e dannosi per la nostra economia: ancora una volta
ribadisce la propria contrarietà alla coltivazione e all’impiego
degli organismi geneticamente modificati il nutrito fronte degli
agricoltori, delle forze ambientaliste, dei consumatori, della
cooperazione e della distribuzione che nel 2007 hanno messo insieme
la Task Force della Coalizione Italia Europa Liberi da OGM. Il
convegno scientifico organizzato a Roma sul tema “Agricoltura e
biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia
silenziosa e un’innovazione superata” è stata l’occasione per
ribadire le preoccupazioni già più volte espresse dalla Task Force,
di cui fa parte anche Città del Vino. A sostegno dei dubbi e delle
forti preoccupazioni le relazioni sui risultati del lavoro di ricerca
e sperimentazione svolto negli ultimi anni in alcune università
italiane si sono alternate ai contributi dei componenti
dell’intergruppo parlamentare, della Coldiretti e delle Acli.
L’elemento forse più
inquietante emerso dagli interventi è la scarsa informazione che
viene lasciata circolare sugli sviluppi del lavoro scientifico di
rilievo internazionale che ha evidenziato le conseguenze
dell’introduzione dei prodotti transgenici sotto i diversi punti di
vista: medico, nutrizionale, economico, agricolo ed ecologico.
Secondo i recenti studi condotti dal premio Nobel per la medicina Luc
Muntagner, tra l’altro, è possibile ottenere i risultati e le
innovazioni desiderate grazie ai trattamenti elettromagnetici, che
non si trasmettono geneticamente e non alterano gli ecosistemi. Il
recente orientamento della Commissione Ue teso a riconoscere ai
singoli Stati membri la libertà di praticare o meno le coltivazioni
geneticamente modificate sui propri territori autorizzerebbe di fatto
quella coesistenza tra coltivazioni OGM e non OGM, che porterebbe le
prime ad inquinare irreversibilmente le seconde con gravi
conseguenze, oltre che sul piano della salute, su quello
dell’agribusiness e della qualità della produzione agroalimentare
italiana. Solo una proroga della moratoria sulla coltivazione di OGM
in Europa permetterebbe di approfondire e divulgare maggiormente la
ricerca sia sui danni già conosciuti - alterazioni nella
qualità e nel valore nutrizionale dei cibi, resistenza agli
antibiotici, tossicità, allergenicità, creazione di nuovi virus,
aumento dell’agricoltura industrializzata a scapito della piccola
agricoltura di qualità, perdita della biodiversità naturale
vegetale e animale, alterazione della biodiversità delle popolazioni
umane - sia sugli effetti imprevedibili derivanti non tanto
dall’interessamento di un singolo comparto quanto dalla
perturbazione dei sistemi nel loro complesso.
Le Cdv condividono
l’allarme, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Friuli,
dove la magistratura ha sequestrato campi che si pensa siano stati
seminati con mais transgenico, e invitano i Comuni a compiere un
gesto concreto aderendo al Progetto Comune OGM FREE. Nata nel 2004 in
accordo con Legambiente, l’iniziativa ha raccolto il consenso di
numerose amministrazioni locali che si sono dichiarate non
contaminate né contaminabili da organismi geneticamente modificati.
”Essere contro gli OGM non significa essere contro la ricerca e
l’innovazione tecnologica” - puntualizza Paolo Benvenuti,
Direttore dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino -
“Significa contrastare una certa idea di agricoltura e di utilizzo
dell’ambiente, che danneggerebbe enormemente la qualità della
vita, dei paesaggi e delle produzioni tipiche che sono espressione
della cultura materiale dei territori. E’ proprio la tutela
di questa ricchezza il vero fattore di modernità, che ci può
permettere di migliorare il sistema produttivo e sostenere la sfida
della competizione economica. Anche se in Italia il problema della
coltivazione non sembra profilarsi in maniera concreta, non vanno
sottovalutati i problemi di “coesistenza” nelle filiere
agroindustriali che potrebbero derivare dall’utilizzo negli
allevamenti zootecnici di mangimi provenienti da Paesi produttori di
OGM. Il rischio è che il mais e la soia trasgenici con cui vengono
alimentati gli animali contaminino sia i prodotti che se ne ricavano
(latte e derivati, carne e uova) sia l’ambiente, attraverso i
liquami che verrebbero dispersi nei campi e nei sistemi di
irrigazione”.
La
Lombardia capitale del Vino: i Corsi Onav
Onav
Lombardia: ai nastri di partenza il nuovo calendario autunnale per
gli appassionati del vino I corsi di degustazione diventano vere
e proprie lezioni di educazione al consumo consapevole, rivolto
soprattutto ai giovani.
Da
anni è il punto di riferimento nella diffusione della cultura del
vino tra gli appassionati, e dalla fine del 2009, con la presidenza
di Giorgio Calabrese, noto nutrizionista, questo ruolo si è
arricchito anche di un nuovo impegno. Portare un fondamento
scientifico nel consumo moderato di vino, perfettamente compatibile
con uno stile di vita salutare. Onav Lombardia riparte
con i corsi di degustazione da settembre con
una marcia in più, un messaggio arricchito di valenze salutistiche.
Onav
Lombardia è la delegazione regionale più forte all’interno
dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino. La scorsa
stagione si è conclusa con un tutto esaurito negli oltre 400
appuntamenti regionali in tutte le province. I corsi sono aperti a
tutti, in particolare ai giovani, il target che più necessita di
apprendere la cultura del bere. Per questo sono state create le
sezioni speciali come Onav Junior, per gli iscritti appena
maggiorenni che per la prima volta si avvicinano al vino. A questo si
affiancano i corsi per non vedenti, organizzati su richiesta, per
permettere anche ai meno fortunati di accedere al mondo del vino.
Per
chi ha già concluso i corsi, si apre invece l’opportunità di
partecipare a “Radici
del vino”,
quattro giornate in vigneto e quattro in cantina per mettere in
pratica quanto appreso nelle 18 lezioni del corso.
Ma
c’è di più, come racconta Simonetta Carminati, delegato
regionale, Onav ha un ruolo fondamentale anche nella difesa del
patrimonio enologico della Lombardia.
E’ stato infatti uno dei
principali fautori dell’ottenimento della DOCG per il Moscato di
Scanzo, vino raro e prezioso prodotto nel bergamasco, uno dei
pochissimi vini passiti rossi. “Onav
non ha solo un ruolo di promozione della cultura del vino ma anche
nella difesa di questo prodotto straordinario. Oltre ad esserci
battuti per il riconoscimento di un vino storico, il Moscato di
Scanzo, a Docg, ovvero il massimo livello qualitativo per i vini
italiani, abbiamo promosso la creazione del progetto Vitigni Storici,
dove avviene la classificazione e la diffusione della conoscenza dei
vitigni antichi rivolta al grande pubblico. “
Diventare
assaggiatore Onav è facile. Tutti
gli interessati possono accedere ai corsi organizzati nella propria
città. La quota di partecipazione comprende 18 lezioni, il testo
didattico, una valigetta con 6 bicchieri ISO da degustazione e
l’iscrizione all’Associazione per due anni. Al termine del corso,
dopo un esame finale, viene rilasciata la “Patente di Assaggiatore”
riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che
permette l'iscrizione nell'albo nazionale degli Assaggiatori. L’Onav
è infatti un’associazione legalmente riconosciuta.
Ecco
le date di partenza dei corsi Onav città per città:
27.09
Como
27.09
Varese
28.09
Monza
30.09
Mantova
01.10
Sondrio
04.10
Milano
05.10
Lodi
05.10
Pavia
21.10
Bergamo
18.11
Brescia
25.01
2011 Cremona
Responsabile
stampa e relazioni con il pubblico Onav Lombardia:
Cinzia
Trulli
cinzia.trulli@gmail.com
334
6782041
Oro
Vivo: la nuova bottiglia di Pasqua Vigneti e Cantine
Vecchie
locande in cui il bere bene a buon prezzo era la regola principale;
pareti e muri colorati da manifesti semplici ed essenziali tipici di
quell’epoca; i mitici Fifties che invadono l’atmosfera veronese
durante l’estate: un Amarcord
di emozioni che finalmente sbarca e conquista anche il mondo del
vino. E’ così che nasce Oro
Vivo, un
bianco frizzante creato da Pasqua
Vigneti e Cantine per
celebrare gli 85 anni dalla fondazione dell’azienda. Un’originale
veste custodisce il nuovo nato dell’azienda vinicola veronese,
un’etichetta spiccatamente anni ’50 e dal gusto retrò che
ripropone una vecchia locandina della metà del secolo scorso,
trasmettendo ai numerosi amanti del vino tutta l’esperienza e la
tradizione che continua dal 1925.
Una veste
inedita e innovativa, capace di stupire per i suoi colori accesi e
per la freschezza della sua immagine: il profilo di un sontuoso
Bacco, circondato dai classici grappoli d’uva e da foglie di vite,
sorseggia soddisfatto un calice di vino; in alto la scritta porpora
del prodotto, Oro
Vivo.
Questa etichetta in puro stile anni ’50 è posta su una delicata e
semplice bottiglia stile Renana, il cui vetro verde fa esaltare la
scritta oro del marchio Pasqua. Un nome che trasmette i vivi e ricchi
vigneti italiani, l’oro delle uve che producono un vino fresco e
delicato, con note frizzanti adatte agli aperitivi e alle pause
estive.
Le bollicine di un bianco
piacevole e dissetante, un’etichetta retrò giovane e colorata, un
vino adatto a giovani e famiglie da degustare in ogni momento della
giornata: è questo Oro Vivo,
una produzione rivolta al consumatore attento ed esigente, amante del
sapore frizzante da gustare in compagnia per un aperitivo. E’ un
vino con cui Pasqua Vigneti e Cantine
vuole festeggiare e ringraziare l’alta
fedeltà dei suoi più fedeli estimatori.
Oro Vivo è in vendita nella grande
distribuzione al prezzo consigliato di € 2,00.
All’Expo
2010 di Shanghai si brinda con le eccellenze
della Tenuta del
Buonamico
L’Esposizione
del Shanghai Expo 2010 è l’opportunità concreta che l’Italia
aspettava per una ulteriore e più profonda penetrazione nel mercato
cinese.
Con
questa premessa uno dei prodotti leader dell’export italiano – il
vino – non poteva mancare questo appuntamento e tra i
rappresentanti più autorevoli troviamo Tenuta del Buonamico con tre
delle sue eccellenze: Montecarlo Doc Bianco 2008, Montecarlo Doc
Rosso 2008 e il Toscana IGT Rosso Cercatoja 2006.
Inaugurato
il 1° maggio ed aperto al pubblico fino al 31 ottobre 2010, l’Expo
celebra la tradizione, la creatività e l’innovazione del settore
vitivinicolo al Padiglione Italia, tra cui le etichette prodotte a
Montecarlo dalla Famiglia Fontana, protagoniste delle degustazioni
dei visitatori in arrivo da tutto il mondo (ne sono attesi oltre 70
milioni).
Un
mercato interessante ed in piena espansione come quello cinese, oggi
è al centro delle attenzioni di molti produttori italiani, in
effetti i dati sul consumato e sui trend di acquisto sono
straordinari: il numero dei consumatori cinesi di vino supera i 10
milioni e questa cifra tenderà ad aumentare. Proprio i vini esteri –
e tra i primi quelli italiani - hanno conquistato l’80% del mercato
del vino a Shanghai, città da sempre sensibile all’influenza di
gusti e mode occidentali. Il consumatore tipo preferisce vini giovani
ed invitanti, secondo i dati Ice, dal 2003 al 2008, le esportazioni
italiane sono passate da 400.000 a 26 milioni di dollari.
La
scommessa per Tenuta del Buonamico sarà quella di inserirsi in un
mercato tutto da esplorare, con vini eccellenti come quelli portati
all’Expo, esportando non solo i bouquet della Doc Montecarlo e del
Toscana IGT ma anche la sua personale interpretazione di cultura
dell’eccellenza.
Continua la crescita del
Bardolino: +10% nei primi sei mesi del 2010
Nel primo semestre
dell’anno sono state vendute quasi 13 milioni di bottiglie di
Bardolino e più di 5 milioni e mezzo di Chiaretto. La denominazione
cresce del 10% sul primo semestre del 2009 e del 5% sul semestre
record del 2008, nonostante un calo della produzione.
Con quasi 18 milioni e
mezzo di bottiglie vendute complessivamente nel primo semestre del
2010, il Bardolino e la sua versione rosata, il Chiaretto, segnano un
nuovo brillante risultato: +10% rispetto ai primi sei mesi del 2009 e
+5% nei confronti dello stesso periodo del 2008, quando la
denominazione gardesana conobbe un record di vendite. “Si tratta di
dati assolutamente positivi – sottolinea il presidente del
Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – anche alla
luce del fatto che in entrambe le ultime due vendemmie abbiamo
ridotto la produzione delle uve. Di fatto, con questi trend di
mercato abbiamo potuto azzerare le giacenze, pur in un periodo di
forti difficoltà dell’economia internazionale. Sia la critica che
i consumatori stanno guardando con favore ai nostri vini, e questo
anche grazie all’impegno produttivo di tutta la nostra filiera”.
Esaminando nel dettaglio
l’andamento della denominazione rivierasca, si nota come il
tradizionale Bardolino “in rosso” stia tenendo nel 2010 una media
di imbottigliamenti attorno ai 2 milioni di bottiglie al mese, una
dinamica che ha portato a segnare nei primi sei mesi dell’anno in
corso un incremento di vendite del 15% rispetto allo stesso periodo
del 2009, piazzando sul mercato qualcosa come 12,7 milioni di
bottiglie.
Il Chiaretto, vino
tipicamente legato ad un andamento più stagionale del mercato, ha
visto una continua progressione degli imbottigliamenti, passando dal
mezzo milione di pezzi di gennaio al milione di bottiglie circa di
ciascuno dei mesi tra febbraio e maggio e poi al milione e mezzo di
giugno. Complessivamente, la versione “in rosa” del Bardolino ha
venduto nei primi sei mesi dell’anno 5,7 milioni di bottiglie,
segnando un incremento su base annua del 2%, un dato che aumenta di
significatività se si considera che nell’ultimo quadriennio il
Chiaretto ha già messo a segno sviluppi nell’ordine del 60% (e
questo senza andare a discapito del rosso: rispetto al 2006 il
Bardolino cresce comunque dell’8%), ma soprattutto che le tendenze
del primo mese estivo indicano un’accelerazione delle vendite: i
pezzi piazzati nel solo mese di giugno del 2010 sono superiori
addirittura del 22% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Guardando poi alla composizione delle vendite, nel primo semestre del
2010 il Chiaretto ha rappresentato il 31% del mercato della
denominazione bardolinese.
Presentato
a Firenze l’evento realizzato dal Comune di Firenze con il Comitato
Wine Town Firenze Firenze
e Ais Toscana, re per un week end nella Wine Town
Attesissimo
appuntamento di inizio autunno per gli enoappassionati che potranno
degustare vini d’autore in un itinerario sensoriale disseminato
negli angoli più suggestivi del capoluogo toscano
Firenze
capitale del vino. Lo è da sempre, ma si prepara a esserlo in modo
assai più vivace in occasione di WINE
TOWN FIRENZE 2010,
un incontro internazionale coi produttori del vino di grande qualità,
un appuntamento che mira a diventare annuale, organizzato dal Comune
di Firenze e dal Comitato Wine Town Firenze di cui fa parte anche l’
A.I.S.
Associazione Italiana Sommelier Sezione Toscana.
L’evento,
che si terrà nel capoluogo toscano dal 30 settembre al 3 ottobre, è
stato presentato sabato mattina nel corso della conferenza stampa
tenutasi a Palazzo Vecchio.
Un
partner insostituibile e fondamentale, l’AIS Toscana, perché
proprio da questa provengono tutti i sommelier che saranno impegnati
nelle innumerevoli degustazioni in programma tra piazze, monumenti,
chiostri, logge, palazzi e giardini nel centro storico di Firenze.
Numerose locations itineranti che per l‘occasione verranno
denominate con nomi attinenti all’enologia, creando una
collegamento continuo di interessanti avvenimenti, incontri,
degustazioni esperimenti e workshop.
“La
nostra associazione è presente in questo Comitato-
dichiara il Presidente di Ais Toscana Osvaldo
Baroncelli
– con
l’intento di promuovere e valorizzare il territorio ed i suoi
prodotti. I nostri sommelier saranno i comunicatori del vino che si
pongono da sempre tra il produttore ed il consumatore, in sinergia
con le istituzioni e gli enti per offrire una immagine nuova ed
accattivante della vitivinicoltura made in Italy ”.
Le
degustazioni saranno offerte dalle Cantine espositrici mediante
l'utilizzo di una WineCard pre- caricata dai visitatori. Le WineCard
sono delle tessere prepagate e ricaricabili da presentare nei
chiostri dei Palazzi fiorentini indicati nella mappa dell’evento
con le quali è possibile degustare i vini selezionati dalle
prestigiose aziende vinicole presenti.La WineCard costa € 10,00 ed
è caricata con 5 punti; da diritto all'acquisto di 1 bicchiere con
sacchetta (1 punto) ed un numero di degustazioni di vino variabile a
seconda del vino scelto. Ogni degustazione ha un “ costo” minimo
di 1 punto. La
WineCard
GOLD costa € 30,00 ed oltre ai 5 punti per la degustazione da
diritto ad alcuni servizi inclusi nel prezzo nei soli giorni
dell'evento. Per i soci AIS sono previste degustazioni gratuite. Con
la WineCard si potranno anche visitare i Musei comunali, prendere gli
autobus di Firenze e utilizzare i parcheggi. Con indubbi vantaggi
economici. La città fa’ SISTEMA. Wine
Town è solo il primo appuntamento nella città di Firenze, destinato
a diventare una presenza fissa nel calendario degli eventi dedicato a
chi ama il “Vino d'autore”, la sua conoscenza, la sua storia e le
sue evoluzioni. Sommelier, acquirenti professionali, amatori e
gourmet, connoisseurs, giornalisti e turisti di tutto il mondo
alla ricerca dell’arte di vivere italiana.
Il
percorso di Wine Town si snoderà attraverso dieci tracce con
altrettanti percorsi sensoriali dedicati ai “vini d‘autore“
suddivisi per tipologia. Ogni traccia è collegata ad un vitigno:
Sangiovese, Aleatico, Ansonica, Cabernet, Vermentino, Vernaccia,
Merlot, Sirah, Moscato e Chardonnay.
Piazza
Pitti sarà la piazza internazionale che ospiterà le altre 8
Capitali del Vino (Bilbao, Bordeaux, Christchurch, Città del Capo,
Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco), le produzioni, il vino, le
informazioni sul loro territorio.
Firenze, un calice per città. La
migliore vetrina che il Vino italiano può presentare al mondo.
Nuova
sessione di laurea giovedì 22 luglio all’Università di Scienze
Gastronomiche Si laureano studenti della laurea magistrale e della
triennale
Ultima
sessione estiva di laurea presso l’ateneo pollentino, giovedì
22 luglio:
ragazzi da Piemonte,
Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e
dalla Svizzera
discuteranno le loro tesi a partire dalle 9.30, nell’Aula Magna di
Cascina Albertina, sede dell’attività didattica
dell’UNISG.
Aprirà la sessione Matteo
Massari,
26 anni da Reggio Emilia, studente della laurea
magistrale di Promozione e Gestione del Patrimonio Gastronomico e
Turistico,
che discute la tesi “Slow
Food ai tempi della crisi”,
con il prof. Claudio Malagoli, docente di Economia dell’azienda
agroalimentare e di Estimo.
Di seguito i triennalisti del
corso
di laurea in Scienze Gastronomiche. Elisa
Pedrazzini,
25 anni da Locarno (Svizzera), presenta la tesi “Analisi
economica della produzione di formaggio d’alpe Vallemaggia”,
sempre con il prof. Claudio Malagoli. Quindi Mauro
Avino,
41 anni da Castellammare di Stabia (Na), discute la tesi
“Progettazione
ristorativa: un approccio sistemico e relazionale al territorio”,
con i prof. Antonio Montanari, docente di Sistemi di ristorazione e
Nicola Perullo, docente di Estetica Sara
Maule,
22 anni da Sondrio presenta la tesi “La
Nino Negri: una piccola azienda fronteggia il mercato oltremare”,
con la prof.ssa Danielle Borra, docente di Marketing dei prodotti
alimentari di qualità. Enrico
Safina,
25 anni da Firenze, discute la tesi “La
celiachia e il marchio "Spiga Sbarrata":
analisi di un mercato appena nato costantemente in crescita” con la
prof.ssa Danielle Borra. Infine, Edoardo
Moussanet,
24 anni da Ivrea (To), presenta “Tempi
grassi e tempi magri. Il cibo rituale nel Carnevale di Ivrea”
con il prof. Piercarlo Grimaldi, docente di Antropologia.
Il Salumificio
Franchi rinnova il sito internet
Lo storico
salumificio di Borgosesia, rinnova il sito web per spiegare qualità
e tradizione dei salumi italiani
Lo
storico salumificio Franchi, una firma d’eccellenza per la
tradizione italiana dei salumi, presenta il suo nuovo sito internet,
ricco di contenuti, immagini e curiosità.
Il
nuovo sito web è stato pensato e realizzato per consentire un
agevole ed immediato accesso e una semplice navigazione: grazie ad
una struttura lineare ed intuitiva, testi completi e interessanti,
animazioni dinamiche e accattivanti sarà un piacere scoprire la
gamma di gustosi prodotti Franchi, le loro caratteristiche, le
specialità locali, la storia dell’azienda e le curiosità del
mondo dei salumi.
Un
sito più user-friendly e dotato di tecnologia CMS (Content
Management Syistem), che permetterà di avere contenuti sempre
aggiornati e attuali.
L’obbiettivo
del Salumificio Franchi non è solo di svelare le sue eccellenze e
far conoscere la varietà, la storia e la qualità dei propri
prodotti, ma anche avvicinare i consumatori ad alcune produzioni
locali che regalano risultati d’eccellenza e sapori unici e che
grazie all’impegno della famiglia Franchi sono disponibili in tutta
Italia. Un esempio fra queste è lo Jambon
de Bosses Dop prodotto nel comune Saint Rhémy en Bosses in Valle
d’Aosta, l’ultimo centro abitato prima della frontiera svizzera.
E’ un prodotto antico dal gusto unico e di carattere, un tesoro di
nicchia che il Salumificio Franchi rende accessibile anche al grande
pubblico, incrementandone la produzione e la notorietà.
Da
quando nel 1924 il fondatore Francesco Franchi diede il via a questa
azienda da sempre fedele alla sua tradizione famigliare, l’azienda
ha continuato a crescere e ancora oggi, guidata dalla III generazione
di famiglia, continua a guardare lontano.
Da
piccola bottega artigiana, oggi il Salumificio Franchi dà lavoro a
130 persone impiegate nei quattro stabilimenti: oltre alla sede
storica di Borgosesia, la famiglia ha acquisito negli ultimi
vent'anni siti produttivi nelle migliori zone di produzione del
Prosciutto Crudo Dop, a Langhirano (Parma) e San Daniele del Friuli,
fino alla più recente di Saint-Rhémy-en-Bosses, in Val d'Aosta, per
il recupero e la valorizzazione dei migliori salumi di montagna.
Uno
strumento moderno e in continua evoluzione come il web, sarà un
utile supporto al consumatore che desidera essere sempre informato
sui prodotti che acquista per la propria sicurezza e per il piacere
del gusto che solo l’attenzione alla qualità delle materie prime e
ai processi di produzione può garantire. Un punto di contatto e
scambio fra l’azienda e il consumatore finale che potrà conoscere
a fondo tutte le squisite proposte del Salumificio Franchi, la sua
storia, la sua tradizione e la sua crescita nel tempo.
Il
nuovo sito Franchi è così ricco di immagini e informazioni che farà
venire l’acquolina in bocca e mancherà solo il profumo delle loro
gustose proposte!
Intanto, per soddisfare la vista, è consigliata
una visita al sito www.salumifranchi.com
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Le
notizie della settimana 19 luglio
2010
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Domani, Martedì 20 luglio dalle ore
10,00 a Roma in Piazza Montecitorio
Quote latte: gli allevatori scendono in
piazza
“Quote latte: intanto ridateci i
soldi”
Migliaia di allevatori provenienti da
tutte le Regioni scenderanno in Piazza a Roma davanti Montecitorio
durante la discussione della manovra alla Camera dei deputati,
insieme al presidente della Coldiretti Sergio Marini.
La mobilitazione della piu’ grande
organizzazione agricola italiana ed Europa è stata decisa dal
Consiglio Nazionale della Coldiretti a partire da domani martedì 20
luglio alle ore 10,00 in piazza Montecitorio a Roma per chiedere
chiarezza sulle quote latte.
“Noi rispettiamo sempre la legge ma
la legge rispetti noi - ha affermato il presidente della Coldiretti
Sergio Marini -nell’annunciare la mobilitazione. Se gli
accertamenti in corso sono cosi’ “importanti” da determinare
nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote
latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti
ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto
restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe
non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo
stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi”.
Se - conclude Marini - sono ancora da
rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma
anche per lo Stato.
Degustiviae a Sambuca
di Sicilia, pubblico e produttori soddisfatti
Palermo, 19 luglio
2010. Si è chiusa con il concerto del gruppo Le Cozze, la prima
edizione di “Degustiviae”, la due giorni dedicata a degustazioni
di vino, produzioni di qualità e mondo dell’agricoltura che ruota
intorno alla Statale 624 che collega Palermo con Sciacca.
In centinaia hanno preso
parte Palazzo Panitteri, a Sambuca di Sicilia, sabato 17 e domenica
18, agli assaggi e alla tavola rotonda che ha avuto come protagonisti
personaggi del mondo del vino (col presidente del Consorzio della Doc
Monreale Mirella Tamburello), dell’informazione (con il
giornalista enogastronomico Fabrizio Carrera) e del turismo
(con il presidente dell’Associazione guide turistiche Anne
Gabriella Von Gool).
“Sono stati molti i
turisti a venirci a trovare in questi due giorni – dice Giuseppe
Ferraro, presidente dell’associazione Enos, che organizzato la
manifestazione –. Molti hanno apprezzato i vini e acquistato i
prodotti e le eccellenze del territorio, ben rappresentato da aziende
che hanno fatto dell’alta qualità il loro unico obiettivo”.
Cos’è Degustiviae.
L’Associazione Enos, che per un decennio ha avvicinato l’enologia
di qualità agli esperti e ai semplici curiosi, ha deciso di
investire sul percorso inverso: portare chi ama le eccellenze
enogastronomiche direttamente sulla Fondovalle 624, la
Palermo-Sciacca, un territorio che rappresenta il 60% della
produzione vitivinicola siciliana, su cui si affacciano decine di
produttori, alcune delle più rinomate Doc della Sicilia (Monreale,
Contessa Entellina, Menfi, Sciacca, Salaparuta), per non parlare
della Strada del vino Terre Sicane.
Giuseppe Ferraro e
Piero Buffa di Enos hanno proprio l'obiettivo di mettere in
collegamento il mondo del vino di qualità con quella della cultura
della Valle dello Jato attraverso la direttrice 624 che collega
Palermo con Sciacca, attraversando la Valle dello Jato.
“Quello sulla Valle
dello Jato e in particolare sulla Fondovalle 624 è un progetto che
va avanti dal 2008 – spiega Piero Buffa, vicepresidente
dell’associazione Enos -. Con ‘Degustiviae’ ci proponiamo
l’obiettivo di una integrazione fra produzione di vino di qualità,
visto che in quella zona si produce circa il 60% del vino siciliano,
e mondo della cultura, dati i siti archeologici che insistono sul
territorio. Lo scopo, insomma, è fare rete intercettando i circa 30
milioni di enoturisti europei”.
Edizione “da
favola” per CocoFungo 2010 tra il
21 settembre e il 29 ottobre 2010
I sogni, le emozioni e i ricordi delle favole più
belle rivivono grazie alla creatività degli chef CocoFungo e ai loro
sette mestoli magici
Treviso,
15 luglio 2010
- Una 34esima edizione “da favola” per
CocoFungo,
la
rassegna gastronomica organizzata dall’omonima Associazione e
promossa dal Gruppo
Ristoratori della Marca Trevigiana con
il supporto della Provincia
di Treviso e dell’Unascom/Confcommercio e
in collaborazione con i giovani artisti dell’associazione
45°parallelo.
Saranno proprio le
favole il tema dell’edizione 2010, cornice e ispirazione per
l’ingrediente speciale della ricetta e per la scenografia delle
serate proposte dai sette ristoranti della rassegna. Chiamati in
causa con ironia e trasformati in protagonisti delle favole che hanno
scelto di interpretare, i sette ristoratori svilupperanno le loro
serate CocoFungo 2010 tra il 21 settembre e il 29 ottobre 2010.
Ad aprire la
rassegna il tradizionale doppio appuntamento da Celeste
di
Venegazzù, il 21 e 22 settembre, che ospiterà “Biancaneve e i
sette nani” e preparerà un piatto speciale dedicato alla mela.
Seguirà il ristorante Alla
Torre di
San Zenone degli Ezzelini che il 1°ottobre rievocherà “Raperonzolo”
e dedicherà un piatto del suo menu al carciofo, Barbesin
di
Castelfranco Veneto il 7 ottobre ci porterà in viaggio con “Alice
nel paese delle meraviglie” ad assaporare specialità di gamberi e
al Der
Katzlmacher di
Monaco di Baviera giungeranno l’11 ottobre “Hansel e Gretel”
per una delizia al cioccolato. La rassegna continua dal 13 al 17
ottobre da Miron
di
Nervesa della Battaglia che seguirà le tracce di “Cappuccetto
Rosso” esplorando le castagne, il 18 ottobre al Terme
di
Vittorio Veneto, con protagonista “Cenerentola” e la sua
zucca, per poi infine concludersi da Gigetto
di
Miane con “Giacomino e il fagiolo magico”.
Ad allietare la
serata interverranno i giovani artisti emergenti della provincia di
Treviso protagonisti di Gustarte, parentesi culturale ideata
dall’arch. Maria Grazia Lizza e promossa dall’Associazione
45°parallelo, che racconteranno su tela le favole della rassegna in
un connubio tra arte e cucina.
Fondata nel 1976,
l’Associazione
CocoFungo
nasce da un’idea di Beppe Maffioli, uomo di grande cultura e
infinito cuore, portabandiera della cultura gastronomica trevigiana
(e non solo) assieme all’amico giornalista, appassionato
“scienziato” della tavola, Fernando Raris. CocoFungo,
simpatico gioco di parole tra il nome del fungo ovulo, detto “Coco”,
e la contrazione della parola “Cuoco”, Il loro intento era quello
di nobilitare il fungo, prodotto basilare per l’economia e la
cucina rurale delle colline e delle Prealpi trevigiane, ponendolo al
centro di una serie di serate organizzate nei migliori ristoranti
della Marca Trevigiana. Grazie all'entusiasmo del ristretto gruppo di
amici ristoratori che hanno creduto in questa iniziativa, questa
avventura è divenuta il manifesto della grande gastronomia della
Marca Trevigiana, che ha fatto riscoprire ed ha esaltato la
versatilità, la varietà, ma soprattutto il grande e esclusivo gusto
dei funghi della nostra terra.
CocoFungo ha
precorso le tante rassegne gastronomiche a tema che si sono diffuse
in tutta Italia, costituendo un vero e proprio primato nel panorama
del turismo enogastronomico. La rassegna s'è imposta all'attenzione
del pubblico nazionale e internazionale grazie ad una precisa e
costante attenzione alla qualità e a una capacità di rinnovamento
che ha stupito anche i palati più attenti e raffinati: una vera e
propria tradizione in continua evoluzione, un appuntamento con il
gusto che segnala sempre un maggior numero di adesioni anche da
Oltralpe.
L’Associazione
è costituita da sei ristoranti della provincia di Treviso: Alla
Torre,
Barbesin,
Celeste,
Gigetto,
Miron
e Terme,
ai quali si è aggiunta dal 2008 l’Osteria Der Katzlmacher di
Monaco di Baviera, impegnata nel promuovere la cucina italiana in
terra tedesca.
È Enzo Righetti il
vincitore della seconda edizione del trofeo
San Michele dedicato al
Bardolino Chiaretto Spumante
Un inusuale gioco popolare ha visto
cento commensali giudicare a Cavaion Veronese 17 etichette di
Bardolino Chiaretto Spumante. “Una tipologia – dice il presidente
del Consorzio del Bardolino – che sta conoscendo un crescente
successo di pubblico e di critica”.
È andata ad Enzo
Righetti la seconda edizione del Trofeo San Michele, un curioso
“gioco enogastronomico” che il Comune di Cavaion Veronese ha
voluto dedicare al Bardolino Chiaretto Spumante, un vino “in rosa”
che, pur prodotto in un numero ancora abbastanza limitato di
bottiglie, vede progressivamente crescere i produttori: a fronte dei
soli 4 presenti cinque anni fa, oggi se ne annoverano una ventina, e
per loro fioccano successi anche a livello internazionale.
Sono stati ben cento
commensali a giudicare le diciassette etichette di Chiaretto Spumante
in lizza in una cena-degustazione allestita nello storico edificio di
Corte Torcolo, a Cavaion. Una selezione “popolare” per decretare
chi, dopo l’azienda agricola Costadoro di Bardolino, vincitrice
della passata prima edizione, potesse avere il diritto di conservare
per un anno in cantina l’artistico trofeo realizzato in pietra,
legno ed oro da due artisti cavaionesi: Adelino Rossi e Sebastiano
Zanetti. "Un oggetto d'arte - raccontano i due scultori -
che porta il nome di Sorgente, come omaggio a chi, nella lavorazione
del proprio prodotto, tiene alti i valori di equilibrio, natura,
condivisione".
Fra i selezionatori del
vini in competizione anche il sindaco di Cavaion Veronese, Lorenzo
Sartori, che ha sottolineato come il Chiaretto Spumante abbia
“mosso i suoi primi passi venticinque anni fa proprio a Cavaion
Veronese”.
A prevalere è stata
l’azienda agricola intitolata ad Enzo Righetti, condotta dai figli
Flavio, che si occupa prevalentemente della cantina, e Franco,
impegnato soprattutto nel vigneto, affiancati dall’altro fratello,
Roberto, che li assiste nelle questioni burocratico-amministrative.
Una piccola realtà a conduzione familiare, con nove ettari di
vigneto sulle colline moreniche di Cavaion Veronese, che si aggiudica
il Trofeo San Michele con la sua prima produzione di Chiaretto
Spumante in assoluto: un exploit considerevole. Ma che le “new
entry” nel mondo del Chiaretto Spumante siano in grado di partire a
razzo non è una novità: basti pensare che appena due mesi fa le
sorelle Claudia e Giulia Benazzoli, alla loro prima esperienza
produttiva, con le loro bollicine rosate bardolinesi si sono
aggiudicate la medaglia d’oro al prestigioso Mondial du Rosé
organizzato a Cannes, in Costa Azzurra, patria di grandi rosé,
dall’associazione degli enologi francesi. Ben tre Chiaretti
Spumante di recente hanno anche vinto il concorso Verona Wine Top
indetto dalla camera di Commercio scaligera: sono quelli dei Fratelli
Zeni di Bardolino e della Cantina Caorsa di Affi, oltre di nuovo a
Benazzoli.
“La tipologia
spumantizzata del Chiaretto – sottolinea il presidente del
Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – sta
aprendo una nuova strada per il nostro territorio ed è confortante
vedere come il pubblico e la critica ne stiano apprezzano la qualità.
Il tutto mentre il tradizionale Chiaretto ‘fermo’ sta addirittura
superando i due consecutivi record di vendite dell’ultimo biennio e
il tipico Bardolino ‘in rosso’ sta pure crescendo a ritmi intorno
al 10%”.
Al via il Tour 1000
bolle Valdo
si punta alla roulette
per vincere il prestigio
Parte il 1000 Bolle Valdo,
l'evento itinerante più "cool" dell'estate targato Valdo
Spumanti, azienda di Valdobbiadene numero uno in Italia per la
produzione di Prosecco e Spumante. 20 date per portare il binomio
"glamour-perlage" nelle top location delle principali
località turistiche di Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto
Adige e Friuli Venezia Giulia. Nel road show la possibilità di
sfidare la fortuna con il gioco della roulette per vincere
l'esclusività della Linea Prestigio.
Valdobbiadene, 16 luglio 2010
– Musica, giochi, divertimento, premi ma soprattutto tante
bollicine: sono questi gli ingredienti di 1000 bolle Valdo. Partito
dall’esclusivo BBK Beach di Marina di Ravenna fino ad arrivare a
OroSullaSpiaggia di Jesolo, l’evento itinerante più trendy
dell’estate segnerà 20 tappe in tutto, in cui oltre a poter
gustare il raffinato perlage di Linea Prestigio sarà possibile
partecipare al gioco 1000 Bolle Valdo e vincere ogni sera 250 premi
brandizzati Valdo Spumanti.
Location
Glamour, tendenza e divertimento ma
soprattutto tanto gusto in 1000 bolle Valdo, una serie di
appuntamenti unici, che si svolgeranno in 20 locali selezionati tra
le mete più hot dell’estate, in cui lo stile unico di Valdo
Spumanti con i suoi colori oro, nero e bianco del brand
personalizzerà, in esclusiva per l’evento, le location che
verranno allestite con tele quadro, cuscini, banco bar, maxi flute,
tavolini e pouf cubo.
Il gioco
Un’esperienza inedita e vivace
all’insegna delle bollicine di alta qualità e del divertimento in
esclusiva. In occasione dell’evento, infatti, sarà possibile
tentare la fortuna con l’elegante roulette oro-nero, creata ad hoc
per Valdo Spumanti. Nel corso della serata, acquistando un flute
della Linea Prestigio si riceverà una bolla Valdo che darà la
possibilità di partecipare al gioco 1000 Bolle Valdo. Consegnando la
bolla allo staff si avrà diritto ad un giro di roulette. Ogni sera
sarà possibile vincere 250 gadgets brandizzati Valdo e, per i più
fortunati, il 2night Pass, un buono cena per 2 persone da consumare
all’interno dei locali selezionati Valdo.
I prodotti
Le serate 1000 Bolle Valdo sono firmate
dall’esclusività della Linea Prestigio di Valdo Spumanti, una
gamma di Spumanti, distribuita nella ristorazione di alto livello,
unici per caratteristiche fisiche e di gusto, qualità e personalità,
di cui fanno parte Valdo Numero 10, Cuvée di Boj, Cuvée Viviana
Cartizze, Cuvée dei Dogi e Cuvée del Fondatore, che rappresentano
la massima espressione della “Scuola spumanti Valdo” per
rispondere alle esigenze della ristorazione qualificata.
“La presenza di Valdo Spumanti in
location altamente glamour e di tendenza, è per noi – ha
dichiarato Giovanni Negri, Trade Marketing Manager di Valdo Spumanti
– una collocazione naturale. Il prestigio della tradizione delle
nostre bollicine, infatti, si inserisce al meglio nell’aperitivo e
in vari momenti di consumo all’interno di locali high livel e di
tendenza”.
Versatili, eleganti e briose le
bollicine stanno bene con tutto, ed è proprio per la completa
versatilità di un prodotto come il Prosecco e per la raffinatezza
del proprio perlage che Valdo Spumanti si inserisce nelle notti più
glamour dell’estate, dall’aperitivo al cocktail del dopo cena,
per momenti di vero “prestigio”.
Corporate background Valdo Spumanti
Valdo Spumanti nasce nel 1926 ed è
oggi leader in Italia per la produzione di spumante. L’azienda, con
headquarter a Valdobbiadene, vanta un organico di 50 dipendenti, una
superficie industriale di 20 mila metri quadrati, 2 punti produttivi
per vinificazione, imbottigliamento e logistica e una superficie
controllata di vigneti “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg” di
155 ettari. Sono 8.2 milioni le bottiglie prodotte nel 2009, +7%
rispetto al 2008, e il fatturato ha registrato un incremento del +8%
con 32,5 milioni di euro, realizzato per il 70% in Italia e per il
30% all’estero.
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Le
notizie della settimana 13 luglio
2010
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Al
di fuori dei confini comunitari DOP e IGP non sono giuridicamente
tutelate
Lotta
alla frode alimentare, tolleranza zero
con chi danneggia il made in
Italy
Azione
congiunta di istituzioni, associazioni e Consorzi di Tutela per
salvaguardare i prodotti a Denominazione di Origine o Indicazione
Geografica Protetta da imitazioni e contraffazioni
Roma
15 luglio 2010.
Una azione congiunta per salvaguardare il Made in Italy
agroalimentare dalle condotte fraudolente di paesi terzi che imitando
i nostri prodotti a Denominazione di Origine o Indicazione Geografica
Protetta, cercano di farsi spazio sul mercato sfruttando la notorietà
dell’originale. Questo l’obiettivo che le parti interessate -
Ministero, Associazioni e Consorzi di tutela - si sono poste e hanno
scelto di discutere insieme ieri a Roma, in occasione del convegno
“La tutela
delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale:
il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni”
tenutosi presso il Ministero
delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Un
incontro fortemente voluto dai Consorzi
per la Tutela dell’ Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e il Consorzio Aceto
Balsamico di Modena ad
un anno dal riconoscimento dell'IGP per la'Aceto Balsamico
di Modena per fare il punto della situazione e riunire gli attori
intorno a un tavolo per studiare una strategia condivisa di difesa
del marchio, come testimonia il Presidente
Cesare Mazzetti:
“Per noi, essere
il prodotto simbolo dell’Italian Food all’estero (75% della
produzione esportata) significa anche esporsi maggiormente alle
imitazioni, come confermano i dati che ci piazzano nelle prime
posizioni tra i prodotti più “taroccati”, insieme al Parmigiano
Reggiano, al Pecorino Romano e al Grana Padano. Per questo riteniamo
fondamentale sviluppare una concreta attività di tutela sia per la
nostra che per le altre denominazioni”.
Una
panoramica a tutto tondo che quantifica, con un’analisi
attenta sotto il profilo economico, politico e giuridico, l’enorme
giro d’affari che si sta venendo a creare intorno
all’agropirateria.
Il lato economico della pirateria
alimentare presenta numeri da capogiro, come ha illustrato e spiegato
nel suo intervento Denis
Pantini,
responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria
alimentare di Nomisma.
“Le
DOP e IGP italiane rappresentano ben
il 23% di tutte le denominazioni e indicazioni geografiche
dell’Unione Europea e danno lavoro a oltre 80.000 imprese, che
insieme producono un valore di 5,4 miliardi di euro, di cui 1,4
miliardi realizzato con le esportazioni. Proprio le esportazioni sono
la croce e delizia del Made in Italy alimentare. Se dall’anno 2000
il valore delle esportazioni di DOP e IGP è infatti letteralmente
raddoppiato, passando da 704 milioni di euro ai 1.390 del 2008 e,
parallelamente è cresciuto anche il numero delle DOP e IGP, passando
dai 108 del 2000 ai 175 del 2008 ai 206 del 2010, in maniera
esponenziale e preoccupante è cresciuto anche il fenomeno della
contraffazione: +950% il numero dei casi di contraffazione e +608% i
prodotti sequestrati. Queste cifre, a causa della difficoltà di
quantificare gli illeciti, sono pero’ insufficienti a rendere il
quadro effettivo delle situazione, che è certamente molto peggiore
”.
Sulle
iniziative che il Ministero ha intrapreso e ha intenzione di
continuare a perseguire in direzione di una politica
“protezionistica” delle Denominazioni di Origine e delle
Indicazioni Geografiche, è intervenuto Riccardo
Deserti, della
Direzione Generale Qualità e Tutela del consumatore del Ministero
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
“Il
Mipaaf, per la sua parte, ha tra le priorità assolute di azione
quella di sostenere la più completa tutela dei prodotti da ogni tipo
di contraffazione o imitazione, che continua a diffondersi a macchia
d’olio in tutto il mondo e in maniera preoccupante, soprattutto su
quei mercati dove i guadagni per i produttori sarebbero maggiori. La
discrasia tra il nostro incessante lavoro e il perdurare
dell’attività imitativa da parte di altri paesi, si giustifica con
il fatto che la tutela dei prodotti da contraffazioni e imitazioni è
attualmente limitata solo all’interno dei confini dell’Unione
Europea. Al di fuori di tali confini, purtroppo, i prodotti
agroalimentari italiani non godono di alcuna forma di protezione. Il
Ministero si oppone e si opporrà sempre a tutto quello che può
generare confusione nel consumatore e ci opporremo con altrettanta
forza alla registrazione da parte di terzi di un marchio che evochi
una nostra identità geografica specifica. Anche nel caso dell’aceto
balsamico, Deserti ha affermato che verrà seguita la linea generale
di ‘tolleranza zero’ che viene adottata per le altre grandi
denominazioni: in particolare nei confronti dei produttori italiani,
e di eventuali contraffattori europei, verranno perseguiti quei
comportamenti che utilizzeranno la parola ‘balsamico’ per
prodotti che non siano i tre aceti registrati come IGP e DOP.
Tesi
rafforzata dalle parole del giurista Fausto
Capelli, docente
di Diritto Comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università
di Parma.
“Mentre
in sede comunitaria si stava negoziando il riconoscimento
dell’Indicazione Geografica Protetta per l’Aceto Balsamico di
Modena, il governo greco ha avviato una procedura che – senza
l’opposizione del
Governo Italiano e della
Commissione Europea, finirebbe per vanificare tutti i vantaggi che i
produttori italiani avrebbero diritto di ottenere con la
registrazione dell’IGP e si andrebbe incontro, per la prima volta,
a un caso di “italian sounding” regolamentato da un atto
normativo nazionale autorizzato dall’Unione Europea. La Direttiva
98/34 CE di per sé, tenta però di escludere l’applicazione delle
norme comunitarie in materia di libera circolazione delle merci al
settore delle DOP e delle IGP ed evitare lo svilimento ad opera di un
qualsiasi stato membro di una DOP o IGP di un dato paese. La
complessità della questione “aceto balsamico” è data dal fatto
che vi è un interesse da parte dei Paesi europei all’’utilizzo
dei termini presi singolarmente, o, meglio all’accostamento dei due
termini “aceto” e “balsamico”.Ma un apposito considerando,
inserito nel testo del Regolamento IGP dell’Aceto Balsamico di
Modena, sostiene che ciò possa essere fatto solo quando non
costituisce una evocazione o una imitazione, generando quindi
confusione nel consumatore: in pratica, quando non si riferisce a
prodotti che abbiano aspetto e funzioni simili a quelle dei tre aceti
balsamici DOP e IGP. L’utilizzo congiunto di due termini,
“aceto” e “balsamico” rientra tra le cosiddette denominazioni
composte, la cui validità può essere valutata soltanto a
discrezione di giudici nazionali. In favore delle tesi italiane, sta
il fatto che mai, prima della richiesta di registrazione delle DOP e
IGP per l’aceto balsamico, vi era una produzione di aceti con tale
nome nei Paesi al di fuori dal’Italia.
Una
lotta analoga, per il riconoscimento del diritto a sfruttare in via
esclusiva la Denominazione e quindi a vietare qualsiasi riproduzione
anche parziale del nome ed evitare l’Italian Sounding, è stata
combattuta dal Parmigiano Reggiano, che di recente ha visto
concludersi con successo il ricorso presentato alla Corte di
Giustizia Europea contro la Germania.
“In
seguito all’uso illegittimo di una società tedesca del nome
Parmesan, chiaramente evocativo del formaggio italiano Parmigiano
Reggiano, abbiamo ricercato a livello comunitario una forma giuridica
di tutela. Il cammino è stato lungo e difficile, ma il successo
ottenuto continua a rinnovarsi, come nel recentissimo successo
ottenuto in Germania nei confronti di un formaggio industriale
denominato ‘Parmetta’ -
ha spiegato il Presidente del Consorzio di Tutela Parmigiano
Reggiano, Leo
Bertozzi,
intervenuto al convegno per testimoniare la propria esperienza -
dimostra come una
azione costante e determinata possa permettere di ottenere risultati
concreti per tutelare i diritti degli attori della filiera
produttiva, dando garanzia ai consumatori sulla vera origine del
prodotto ed impedendo ogni sfruttamento della reputazione della
Denominazione d’Origine da parte di terzi. In un contesto
globalizzato, la protezione della Denominazione d’Origine è
l’elemento basilare che permette di operare una competitività su
basi eque. E ciò non può prescindere da uno specifico quadro
normativo che garantisca una protezione leale in ogni ambito
territoriale”.
Pane,
Prosciutto e Fantasia
Il 17 e 18
Luglio 2010 a Preci (PG) si festeggiano il prosciutto e gli antichi
mestieri
Si rinnova anche
quest’anno a Preci, in Umbria, il tradizionale appuntamento con la
manifestazione Pane,
Prosciutto e
Fantasia, giunta
alla sua decima edizione.
L’evento,
organizzato dal Comune del borgo perugino, è dedicato ai prodotti
del territorio e in particolare al prosciutto
I.G.P. di Norcia.
L’iniziativa
abbraccerà il weekend del 16 e 17 luglio, per due giorni interamente
dedicati alla scoperta delle eccellenze locali. Il clou dell’evento
sarà anche quest’anno la Notte
Bianca del
Gusto, con musica
e artisti di strada nelle piazze principali e degustazioni e
monumenti aperti fino alle 2.00 di notte.
Diversi gli
appuntamenti pensati per promuovere le bellezze che caratterizzano
Preci e il territorio circostante: dalla passeggiata a dorso d’asino
alle visite guidate all’antico Museo della Chirurgia e all’Abbazia
di Sant’Eutizio.
Accanto al
prosciutto, si potranno degustare tutti i prodotti tipici locali,
dalle norcinerie al farro di Monteleone, dalle lenticchie di
Castelluccio I.G.P. al miele, dai formaggi alla trota, dallo
zafferano ai biscotti, dai vini all’olio e ai tartufi.
Anche quest’anno
sarà presente all’interno della manifestazione una mostra-mercato
di prodotti tipici
ospitata nelle cantine del centro storico.
Altro importante
appuntamento della manifestazione è la Rievocazione
degli antichi mestieri.
Nelle cantine sarà possibile vedere all’opera come un tempo il
fornaio, il norcino, il pastore, il contadino, il ceramista, la
tessitrice, la ricamatrice e il canestraio.
Novità
assoluta di quest’anno è il Matrimonio
del Gusto
tra il Prosciutto di Norcia IGP e l’Asiago DOP, un momento
educational
durante il quale due esperti dei due sapori principi della
manifestazione ne illustreranno i possibili abbinamenti.
L’appuntamento, al quale presenzieranno il Presidente del Consorzio
del Prosciutto di Norcia IGP e il Presidente dell’Asiago DOP, sarà
l’occasione per degustare i due prodotti e le combinazioni
suggerite dagli esperti del gusto.
Per i più piccoli
saranno organizzati appositi momenti ricreativi, dalla La
fattoria dei bambini alla
Strega delle Erbe.
I bambini potranno “giocare” e imparare a preparare il pane e le
salsicce.
Per ulteriori
informazioni sul programma e sulle iniziative si può visitare i siti
www.paneprosciuttoefantasia.com,
www.mulinodipreci.it,
o in alternativa contattare
la Segreteria Organizzativa del Comune di Preci al seguente numero
0743.99161.
Wine Town
Firenze dal 30 settembre al 3 ottobre
Firenze 19 luglio
2010. Si svolgerà a Firenze dal 30 settembre al 3 ottobre la
prima edizione di Wine Town Firenze,
http://www.winetownflorence.com/l'incontro Internazionale con i
Produttori del Vino di qualità. Firenze è infatti riconosciuta
come una delle nove capitali del mondo del vino.
È un grande evento
promosso dal Comune e dal Comitato Wine Town Firenze, che ne cura
anche l'organizzazione, con la consulenza dell’A.I.S. Associazione
Italiana Sommelier e dell' A.D.S.I. Associazione Dimore Storiche
Italiane.
Un evento innovativo
che diventerà un appuntamento annuale permanente. Si rivolge a
chi ama il “Vino d'autore”, la sua conoscenza, la sua storia e le
sue evoluzioni; ai sommelier, agli acquirenti professionali, ai
connaisseurs ed ai giornalisti, ai turisti di tutto il mondo alla
ricerca dell’arte di vivere italiana, ma soprattutto alla gente ed
ai Fiorentini. "Firenze così non l'hai mai vista!"
è lo slogan della manifestazione.
Nasce a Firenze una società privata
per il sostegno delle attività
del vino Chianti “Progetto Chianti
srl”
per lo sviluppo delle attività
delle aziende associate al Consorzio Vino Chianti
Firenze, 7 luglio 2010. In
Toscana nasce una società partecipata da Fidi Toscana SpA e dal
Consorzio vino Chianti.
La Progetto Chianti srl, ponendosi come
punto di incontro fra produttori ed operatori di filiera nella
produzione di maggior pregio nell’ambito della denominazione, si
occuperà principalmente della produzione e, soprattutto, del
miglioramento qualitativo e distributivo del vino Chianti docg.
Fidi Toscana darà il necessario
supporto per il buon esito dell’iniziativa il cui fine, tra
l’altro, è di fornire supporto alla razionalizzazione del settore
e delle singole imprese consorziate. Si preoccuperà inoltre di
rafforzare il legame tra le aziende della filiera viti-vinicola del
Consorzio Chianti e favorire così i processi di aggregazione e di
rafforzamento patrimoniale e finanziario delle imprese del settore.
Alla società Progetto Chianti si
assoceranno inoltre aziende produttrici e distributrici del
territorio.
A tal fine la società potrà:
- fornire assistenza tecnica ed
amministrativa ai propri soci tramite la predisposizione di prodotti
finanziari e/o finanziamenti bancari a copertura anche dello
stoccaggio eventuale del prodotto;
- predisporre disciplinari per la
definizione di standard qualitativi di eccellenza;
- emanare regolamenti produttivi ed
eventualmente contraddistinguere le produzioni attraverso l’uso di
marchi e/o altri segni distintivi;
- intervenire presso le aziende
associate per fornire servizi di supervisione e controllo di tutte
le fasi tecnico produttive;
- controllare e quindi fare
certificare le produzioni degli associati;
- promuovere poi l’offerta di vino
sfuso certificato in accordo fra aziende produttrici e
distributrici, ed agevolare anche lo stoccaggio del prodotto ed il
suo finanziamento;
- regolare l’immissione sul
mercato del prodotto attraverso gli associati distributori;
- la società potrà inoltre
svolgere studi e ricerche nel campo della produzione vitivinicola e
della distribuzione;
- utilizzare marchi, segni
distintivi propri od i terzi;
- ricevere contributi e
finanziamenti da soggetti ed enti;
- svolgere attività di pubblicità
e promozione;
- fornire servizi attinenti allo
scopo sociale sia ai propri associati che a terzi;
stipulare accordi, convenzioni,
protocolli con società, persone od enti di qualsiasi natura, sia
pubblici che privati.
Le aziende produttrici associate si
impegneranno a:
rispettare i disciplinari di produzione
approvati dal Consiglio di amministrazione; rispettare il prezzo di
vendita nei confronti dei soci distributori, determinato annualmente
dal comitato di gestione del prodotto; rendere disponibile per i soci
distributori un determinato quantitativo di prodotto, stabilito
annualmente dal comitato di gestione del prodotto; rispettare i
termini stabiliti dal comitato di gestione del prodotto per la messa
a disposizione della produzione; consentire l’accesso presso le
aziende per i controlli e le verifiche finalizzate alla
certificazione del prodotto; rispettare le decisioni del comitato
tecnico per quanto riguarda la rispondenza del prodotto ai
disciplinari; rispettare i regolamenti societari per l’uso dei
marchi, denominazione ed altri segni distintivi del prodotto.
Le aziende distributrici associate
si impegneranno a: acquistare dai soci produttori un determinato
quantitativo di prodotto, stabilito annualmente dal comitato di
gestione; rispettare il prezzo di acquisto nei confronti dei soci
produttori determinato pure annualmente dal comitato di gestione;
rispettare i regolamenti societari per l’uso dei marchi,
denominazione ed altri segni distintivi del prodotto.
Un primo processo di aggregazione in
Toscana ed un progetto trainer per l’intera produzione qualificata
di Chianti.
Di
vino in vino nelle Marche
A
Offida dal 3 al 5 settembre si svolgera’ la 19sima edizione della
piu’ importante rassegna enologica regionale
Da
sempre Offida, nelle Marche, è sinonimo di vino. Non a caso,
l’ultima DOC nata nella regione è denominata proprio Offida.
La
bella cittadina Picena, ricca di tesori artistici e architettonici,
patria del merletto a tombolo, è, infatti, al centro di una delle
aree marchigiane più vocate sotto il profilo enologico. Ed è
qui, tra verdi colline percorse da ulivi e vigneti, che si svolgerà,
dal 3
al 5 settembre prossimo,
la rassegna Di
Vino in Vino
ospitata all’interno del trecentesco Chiostro
di San Francesco,
sede dell’Enoteca Regionale di Offida.
A
promuovere la manifestazione –che nell’ultima edizione ha
registrato oltre
20mila presenze-
è Vinea,
consorzio che raggruppa circa 900 produttori agricoli del Piceno,
dalle cui cantine esce circa il 60% della produzione complessiva di
vino, pari a circa 390mila ettolitri. In occasione della
diciannovesima edizione, quest’anno, entra però
nell’organizzazione anche il Consorzio
di Tutela dei Vini Piceni,
a conferma di una rafforzata e convinta politica di valorizzazione
del vino locale.
Tre
giorni di presentazioni, degustazioni, laboratori del Gusto, su
prenotazione, dedicati principalmente al vino
marchigiano.
Un’occasione imperdibile per degustare le doc regionali, ma anche
numerosi vini ottenuti da vitigni autoctoni quali Pecorino e
Passerina, sui quali negli ultimi anni si è concentrata l’attenzione
di numerosi giovani produttori locali o quelli prodotti da uve
Montepulciano, il cui utilizzo in purezza sta dando grandi
soddisfazioni alle aziende del Piceno.
Ma
Di Vino in Vino, negli anni, è diventata un’ illustre vetrina
anche per tutte le produzioni tipiche di eccellenza del territorio
Piceno, grazie alla collaborazione di Slow
Food Condotta del Piceno.
Di
Vino in Vino è promossa da Vinea,
Consorzio
di Tutela dei Vini Piceni,
Comune
di Offida,
Regione
Marche,
in collaborazione Slow
Food Condotta del Piceno
e la delegazione Ais
di Ascoli Piceno.
“Giu’ le mani dal
made in Italy”, il ministro Galan difende l’Aceto Balsamico:
battaglia che ci accomuna
Ministero,
Associazioni e Consorzi di tutela raccolti attorno a un tavolo per
elaborare strategie difensive per l’Italian Food
Roma 14 luglio 2010.
Combattere è la parola d’ordine per salvaguardare le sorti dei
prodotti Made in Italy. Si può riassumere così, in una parola il
monito che il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e
Forestali Giancarlo Galan ha lanciato in una nota inviata ai
produttori di aceto balsamico e ai rappresentanti dei consorzi che
sono intervenuti al convegno “La tutela delle denominazioni DOP e
IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico”
a confronto con altre denominazioni” tenutosi presso il Mipaaf.
“Il convegno da Voi
organizzato ha il grande merito di portare l’attenzione su uno dei
più grossi problemi dell’agricoltura italiana: la contraffazione
alimentare - dichiara Giancarlo Galan. L’Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di
Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp sono dei
prodotti di eccellenza del nostro made in Italy, che si stanno
affermando sempre più sui mercati internazionali. Ritengo quindi
un’urgenza prioritaria combattere falsificazioni e frodi
agroalimentari, per tutelare la qualità e l’unicità del nostro
patrimonio alimentare, che sono un segno distintivo del nostro made
in Italy. È una battaglia che ci accomuna - afferma il Ministro -
voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso lavoro che i Consorzi di
Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è che questa
collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.
Le priorità che si
leggono nelle parole del Ministro coincidono con la richiesta di una
azione concertata, da parte dei Consorzi di Tutela delle DOP Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e dell’IGP
Aceto Balsamico di Modena, che vada nella direzione di una maggiore
attenzione al rispetto del consueto uso delle denominazione, e alla
repressione di ogni tentativo di imitazione.
“L’Aceto Balsamico di
Modena, con un volume di produzione che si aggira sul centinaio di
milioni di litri, è senz’altro uno dei prodotti agroalimentari
tipici italiani che riscuote maggior interesse sui mercati
internazionali - ha esordito il Presidente del Consorzio Aceto
Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti – e di questo successo
certamente una gran parte del merito va al conseguimento della IGP, a
pieno regime dallo scorso aprile. Negli ultimi anni, però,
nonostante un incremento dei volumi d’affari, l’Aceto Balsamico
di Modena deve guardarsi da un nemico che va oltre la crisi
economica, ovvero l’intensificazione di operazioni imitative e di
contraffazione. Oggi il fenomeno assume dimensioni rilevanti solo nei
Paesi terzi – prosegue - in particolare in USA anche se imitazioni
sono stateriscontrate pure in Germania, Spagna, Grecia, e addirittura
in Italia, ove è andato diffondendosi un prodotto chiamato
semplicemente ‘balsamico’, con le stesse ingredientistiche e
spesso in etichetta gli stessi claims che un consumatore vorrebbe
vedere su una bottiglia di ABM (aggettivi qualificativi, anni,
numeri, etc…) e che invece sono vietati per la IGP. Per la
salvaguardia del mercato e per uno sviluppo positivo ed equilibrato
degli operatori, che hanno fatto del territorio e della qualità i
punti forti della propria offerta, al punto da battersi per quindici
anni per vedersi riconosciuta la registrazione IGP – termina
Mazzetti - diventa indispensabile chiarire quali sono i legittimi
limiti all’utilizzo smodato della parola ‘balsamico’, e quali
siano gli strumenti per fare valere tali limiti su un mercato prima
italiano, poi europeo, e infine mondiale”.
“L’Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena è un capolavoro che unisce storia e cultura
di Modena e come tutti i capolavori è molto imitato – chiarisce
Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena - ma il valore aggiunto è che lo si
può trovare solo ed esclusivamente nella bottiglietta sferica
disegnata da Giugiaro ed è un prodotto DOP. Pertanto tutti gli altri
prodotti proposti sul mercato in confezione diversa non possono
fregiarsi né del termine Aceto Balsamico Tradizionale di Modena né
tantomeno della DOP”
“Goodwine” a Neviglie: Controlli di qualità sui vini. Ma chi
deve farli?
Anche quest’anno è
tornata puntuale il 9-10-11 luglio a Neviglie (Cuneo) “Goodwine”,
la manifestazione tenuta a battesimo la prima volta nel 2004 in
quest’angolo di Langhe che lega il suo nome ad un “rosso” di
prestigio qual è il Barbaresco docg.
Per dare una dimensione
non solo locale all’evento anche quest’anno la manifestazione
aveva in programma l’accostamento dei vini albesi con altre realtà
importanti ed “emergenti” del mondo. Barolo, barbera , dolcetto e
Chardonnay, per citarne alcuni, sono così stati degustati la sera
del 9 luglio nel corso della cena svoltasi sotto gli antichi
ippocastani nella piazza centrale del paese confrontandoli con gli
Shirah e i Cabernet del Sudafrica sotto la conduzione attenta dello
“storico” enologo albese Armando Cordero mentre la sera dopo è
toccato il confronto tra il Barbaresco docg e il “rosso” per
eccellenza del Veneto che è l’Amarone. Molti i partecipanti ad
entrambe le serate e ciò conferma – a parere del sindaco Roberto
Sarotto – che “L’evento si è consolidato nel tempo ed è
diventato un importante punto di riferimento per i buongustai e gli
amanti del buon bere che hanno così occasione di conoscere il
territorio”.
Già nelle precedenti
edizioni “Goodwine” era uscita dai soliti appuntamenti incentrati
su argomenti generici e di routine per puntare i riflettori su temi
di attualità un po’ insoliti. Anni fa si discusse di un argomento
ancora oggi considerato in parte tabù cioè come sono destinati a
cambiare i nostri vini a fronte del cambiamento del clima mentre in
questa edizione si è parlato del Piano dei controlli sui vini, quali
criticità e quali vantaggi può avere. Come si saprà lo scorso anno
la CEE nel varare le dop del vino ha dato disposizioni precise sulla
certificazione di qualità dei vini. In Italia la nuova normativa ha
sconvolto una situazione che vedeva le Camere di Commercio
certificare, a tutti gli effetti, concedendo i bollini, la qualità
dei vini i cui campioni che venivano e vengono tuttora presentati
alle commissione di degustazione. Dallo scorso anno opera però anche
Valoritalia alla quale spettano altri controlli in cantina per
verificare l’effettiva qualità di tutto il vino, l’estensione
dei vigneti ecc.
Ma la nuova normativa CEE
– secondo molti produttori – ha scompigliato ulteriormente le
carte perché Valoritalia sarebbe un nuovo ente che viene ad
aggiungersi alla pletora di organismi di controllo di cui fanno parte
consorzi di tutela, Asl, Regioni e province senza dimenticare che
esistono anche Nas e Nucleo repressioni frodi con il risultato che,
hanno esclamato concitati alcuni di essi durante il convegno, “Ci
tocca pagare tutti per eseguire i controlli e ciò significa
spendere più soldi quanto sarebbe logico”.
Il dibattito ha visto
soprattutto un confronto serrato, non privo di spunti polemici, tra
Ferruccio Dardanello presidente della Camera di Commercio di Cuneo ed
Ezio Pellissetti, amministratore delegato di Valoritalia.
Pellissetti ha rivendicato il ruolo centrale dell’agenzia sminuendo
quello delle Camere di Commercio mentre Dardanello ha rimarcato il
compito decisivo, nelle certificazioni di qualità, del suo ente. E,
nel frattempo, al Tar , sono piovuti 79 ricorsi presentati dalle
Camere di Commercio di tutta la penisola.
Nel corso degli altri
interventi il sindaco Sarotto ha rimarcato che i controlli sono
necessari ma occorre evitare “Eccessivi pesi burocratici” e dello
stesso parere si è pronunciato Giovanni Negro, consigliere
regionale e noto produttore di Monteu Roero, sostenendo che si deve
decidere una volta per tutte chi deve fare i controlli senza che i
viticoltori debbano affrontare spese eccessive tagliando anche fuori
i “furbetti” che hanno un prodotto scadente che oscura l’immagine
di chi , invece, lavora bene. Tendenzialmente da queste parti, come è
sembrato di capire, le Camere di Commercio sono preferite dai
produttori ma forse, alla fine, si troverà una soluzione di
compromesso.
(LS)
I risi di
Cascina Venerìa al Concorso di Cucina Gusti Negrini
Come
ogni anno Negrini, l’importatore dei prodotti Saiagricola per la
Spagna, organizza un viaggio gastronomico in Italia per i vincitori
del Concorso di Cucina Gusti Negrini: uno degli eventi più
importanti dell`anno.
Le
tenute La Poderina e Fattoria del Cerro hanno ospitato i vincitori
dell’edizione 2010 del
Concorso
di Cucina Gusti Negrini
: Juanjo López- de la Bodeguita de en Frente (1 stella Michelin)
e
Matías Fernández del Ristorante Quinoa di Tarragona “scortati da
Gaspar Rey di “Cocina Futuro”.
Un’occasione
per approfondire la conoscenza dei prodotti Saiagricola proprio nella
ricorrenza dei 30 anni dall’ottenimento della docg al Vino Nobile
di Montepulciano, prodotto principe della tenuta Fattoria del Cerro e
recente “Oscar del Vino” AIS-Bibenda come miglior Vino Rosso
d’Italia.
Il
7 luglio, nel corso di una cena davvero speciale presso il relais
“Villa Grazianella” (www.villagrazianella.it),
le stelle spagnole hanno “affrontato” i risi di Cascina Venerìa,
con ricette curate in collaborazione allo chef resident Patrizia
Cipollari.
“Un
bell’esempio di come la qualità – scherza il direttore Guido
Sodano – al pari dello sport, superi i confini geografici e
culturali mettendo insieme convivio e lavoro”.
I
piatti della serata: (Juanjo Lopez) Carnaroli Cascina Venerìa in
risotto alla mediterranea, sfumato con Martini Dry e (Matías
Fernández) arroz caldoso con Vialone Nano alle zucchine sfumato con
il Vino Nobile della Fattoria del Cerro (in foto il direttore Sodano
ne brandisce la bottiglia).
Un
evento che è stato anche di buon auspicio per i “colori”
spagnoli, visto il successo, proprio nel corso della serata, della
nazionale di calcio iberica contro la Germania, prologo della
vittoriosa finale contro l’Olanda.
www.saiagricola.it
Cous Cous Fest,
dal 21 al 26 settembre la 13^edizione
Lo slogan di quest’anno “what
a colorful world”
E’ all’insegna
dello slogan “What
a colorful world”
la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale
dell’integrazione culturale in programma a San
Vito Lo Capo (Trapani) dal 21 al 26 settembre 2010.
L’evento, che
giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione, celebra un
confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo,
prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime
culture.
La manifestazione,
organizzata dal Comune
di San Vito Lo Capo
in collaborazione con l’agenzia
Feedback e i main
sponsor Banco di
Sicilia Unicredit Group ed Electrolux Professional,
si ispira ad un mondo pieno di colori, un “colorful
world” dove
convivono le differenze tra culture, popoli e tradizioni, lo spirito
appunto della rassegna sanvitese che vede come protagonista il cous
cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture,
simbolo di apertura, meticciato e contaminazione.
Edoardo
Raspelli, giornalista
e conduttore della trasmissione Melaverde, al timone per il secondo
anno consecutivo della giuria di giornalisti che valuterà i cous
cous in gara, sarà affiancato quest’anno dalla conduttrice di
Linea Blu, Donatella
Bianchi e dalla
giornalista del Gambero Rosso Laura
Ravaioli, esperta
di food.
Infoline: Ufficio
turistico di San Vito lo Capo, tel. 0923 974300.
Maggiori
informazioni sul sito www.couscousfest.it
”Arte e cibo”: A
Montepulciano una ‘filiera corta’ innovativa
Doriano
Bui sarà il nuovo presidente della Strada del Vino Nobile:
«Obiettivo sarà quello di coinvolgere gli associati per una
promozione integrata dell’offerta di Montepulciano». Il progetto
Arte e Cibo è in collaborazione con la Regione Toscana
Montepulciano,
13 luglio 2010.
Si chiama “Arte
e Cibo”
ed è il
nuovo progetto
che la Strada
del Vino Nobile porterà
avanti nei prossimi mesi per sviluppare un concetto nuovo di “filiera
corta” unendo il patrimonio culturale a quello enogastronomico di
cui entrambi Montepulciano è ricca. L’iniziativa, promossa dalla
Regione Toscana nell’ambito del progetto “FILIERA CORTA - Rete
regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani”,
vede appunto la Strada del Vino Nobile operare per conto dell’
Amministrazione Comunale di Montepulciano per rendere operativo il
progetto dedicato alla conoscenza ed all’incontro fra i due
patrimoni.
Il progetto in
particolare prevede l’allestimento nelle location individuate,
(Ufficio Turistico e Museo), di uno spazio dedicato alla cultura e
alla tradizione enogastronomia, con l’esposizione e/o vendita dei
prodotti di qualità. Sarà realizzato in collaborazione con i
produttori già associati alla Strada del Vino Nobile, ma aperto
anche a tutti le imprese agricole presenti nel territorio che
vorranno partecipare. Punti di riferimento fisso, come detto, saranno
l’Ufficio informazioni della Strada del Vino Nobile e il Museo
Civico – Pinacoteca Crociani, l’uno individuato come punto ad
alta concentrazione turistica e attiguo al Centro Espositivo Le Logge
della Mercanzia sede di esposizioni d’arte periodiche, l’altro
noto per la pregevole Pinacoteca Crociani, la collezione di
Terracotte Robbiane e le Sezioni “poliziana” e “archeologica”
e sede attuale della mostra I Mcchiaioli.
Subito da fare quindi per
il nuovo consiglio di amministrazione della Strada del Vino Nobile,
eletto di recente, che vede alla presidenza Doriano Bui. «Con questo
progetto – spiega il neo presidente della Strada – vogliamo
subito dimostrare l’importanza operativa della Strada e soprattutto
rientra in quelle attività individuate dall’Amministrazione
attraverso il Sistema Montepulciano, tese a promuovere il paese
integrandone le ricchezze come l’arte e l’enogastronomia, con il
Vino Nobile in testa». Il Consiglio è composto da altri 15
associati. Vicepresidente sono Simona Fabroni e Filippo Neri.
Partecipa al consiglio anche la presidente uscente, Rosanna Turchi.
Ed
è proprio l’enogastronomia una delle maggiori risorse del borgo
toscano: il turismo enogastronomico avrebbe portato a Montepulciano
nel 2009, secondo i dati registrati dalla Strada del Vino Nobile,
oltre 250mila
enoturisti.
Inoltre, Internet
si
conferma sempre di più il principale strumento di prenotazione
per
questa categoria di turisti, sempre secondo i rilevamenti della
Strada del Vino Nobile c’è infatti chi sceglie di riservare posti
e visite attraverso internet;
il primo approdo è quindi il sito della Strada
(www.stradavinonobile.it)
che nel
2009 ha registrato oltre 90mila accessi.
Successo anche per i pacchetti della Strada, come ad esempio quello
dedicato alla visita ai luoghi del set di New Moon che in pochi mesi
ha fatto registrare oltre 200 prenotazioni.
Degustiviae,
due giorni di degustazioni
a Sambuca di Sicilia
Palermo, 13 luglio
2010. Due giorni di degustazioni, sedici aziende di vino, dodici
produttori che rappresentano il mondo dell’agricoltura di qualità,
incontri, tavole rotonde. Prende corpo Degustiviae il progetto
dell’associazione Enos, che dieci anni fa ha creato il marchio
Degustivina, la rassegna sul vino più longeva della Sicilia, e oggi
porta avanti questo nuovo progetto.
E così sabato 17 e
domenica 18 luglio, Palazzo Pannitteri, a Sambuca di Sicilia (Ag),
sarà la sede della degustazione enogastronomica che permetterà un
focus sul vino e sui prodotti agricoli della Fondovalle 624
Palermo-Sciacca.
Gli assaggi sono aperti
al pubblico: biglietto di ingresso 5 euro che dà diritto alla
possibilità alla degustazione libera di tutti i vini, ad un calice
in omaggio e a quattro degustazioni di formaggio. Orari degustazioni:
17-23
La manifestazione,
finanziata grazie ai fondi per la promozione dell’assessorato
regionale Agricoltura e Foreste, è organizzata dall’Associazione
Enos e dal Comune di Sambuca.
Cos’è Degustiviae.
L’Associazione Enos, che per un decennio ha avvicinato l’enologia
di qualità agli esperti e ai semplici curiosi, ha deciso di
investire sul percorso inverso: portare chi ama le eccellenze
enogastronomiche direttamente sulla Fondovalle 624, la
Palermo-Sciacca, un territorio che rappresenta il 60% della
produzione vitivinicola siciliana, su cui si affacciano decine di
produttori, alcune delle più rinomate Doc della Sicilia (Monreale,
Contessa Entellina, Menfi, Sciacca, Salaparuta), per non parlare
della Strada del vino Terre Sicane.
Giuseppe
Ferraro e Piero Buffa di Enos hanno proprio
l'obiettivo di mettere in collegamento il mondo del vino di qualità
con quella della cultura della Valle dello Jato attraverso la
direttrice 624 che collega Palermo con Sciacca, attraversando la
Valle dello Jato.
“Quello
sulla Valle dello Jato e in particolare sulla Fondovalle 624 è un
progetto che va avanti dal 2008 – spiega Piero Buffa,
vicepresidente dell’associazione Enos -. Con ‘Degustiviae’ ci
proponiamo l’obiettivo di una integrazione fra produzione di vino
di qualità, visto che in quella zona si produce circa il 60% del
vino siciliano, e mondo della cultura, dati i siti archeologici che
insistono sul territorio. Lo scopo, insomma, è fare rete
intercettando i circa 30 milioni di enoturisti europei”.
“Con
Enos – dice Giuseppe Ferraro, presidente dell’associazione –
abbiamo dato vita dieci anni fa a Degustivina, la più longeva
manifestazione sul vino in Sicilia. Abbiamo creduto sin dall’inizio
al binomio vino-cultura. Non è un caso che per il 17 e 18 luglio
prossimi si sia deciso di realizzare un evento a Sambuca di Sicilia,
ai piedi del sito di Monte Adranone, per dare la possibilità a chi
verrà a visitarci di bere un buon bicchiere di vino e conoscere un
posto in cui la cultura e di casa e troppo poco conosciuto”.
Programma
(si
svolgerà interamente a Palazzo Pannitteri – Sambuca di Sicilia)
17
luglio:
17-23.
Degustazione
vini e prodotti agricoli del territorio
17.
Tavola rotonda:
“Enoturismo sulla SS 624...
chimera o opportunità”
Parteciperanno: Martino Maggio, sindaco
di Sambuca di Sicilia; Alessandro Aricò, vicepresidente della
Commissione Turismo all'Ars; Giuseppe Cassarà, vicepresidente
nazionale di ConfTurismo; Gori Sparacino, direttore delle Strade del
vino Terre Sicane; Leonardo Agueci, presidente dell'Istituto
regionale della vite e del vino; Dario Cartabellotta; direttore
dell'Istituto regionale della vite e del vino;
Modera:
Fabrizio Carrera, direttore di www.cronachedigusto.it.
18
luglio:
17-23.
Degustazione
vini e prodotti agricoli del territorio
20.30.
Concerto
gratuito de Le Cozze nella piazza antistante a Palazzo Pannitteri.
|
Le
notizie della settimana 13 luglio
2010
|
Convegno
a Roma: Aceto Balsamico a rischio contraffazione.
A
confronto ministero e Consorzi di tutela
L’impegno
delle Istituzioni e dei consorzi verso una tolleranza zero delle
frodi alimentari che danneggiano immagine e qualità del Made in
Italy, in un convegno al Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali a Roma mercoledì 14 luglio
Agropirateria,
ovvero quando la contraffazione del Made in Italy non è solo
abbigliamento e accessori firmati. Su questo tema particolarmente
attuale e delicato è in programma un convegno, mercoledì
14 luglio alle 10.30 a Roma presso la Sala Cavour (Parlamentino)
del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali,
dal titolo “La
tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e
internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre
denominazioni”, fortemente
voluto e organizzato dai Consorzi di tutela dell'Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio
Emilia DOP
e
dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.
Tali consorzi, in rappresentanza di oltre 300 produttori per le due
DOP e circa 80 per l’IGP, hanno chiesto di poter fare - grazie al
suddetto convegno - chiarezza una volta per tutte sulla qualità e
sui disciplinari da rispettare per potersi fregiare di tali
denominazioni, oltre a confrontarsi sulle azioni di tutela già
intraprese o da intraprendere.
“A
circa un anno dalla registrazione dell’IGP Aceto Balsamico di
Modena - commenta
il presidente dell’omonimo consorzio Cesare
Mazzetti in
rappresentanza dei tre consorzi - abbiamo
registrato un notevole incremento nell’interesse dei consumatori
anche a livello internazionale, sia dell’Aceto Balsamico di Modena
che delle due DOP Aceto Balscamico Tradizionale di Modena e di Reggio
Emilia. Purtroppo -
continua - in
parallelo, si sono registrati incrementi sia sul mercato estero che
in quello interno, di prodotti imitativi che cercano di sfruttare
l’immagine e il “sounding” per commercializzare condimenti
alimentari che nulla hanno a che vedere con il “balsamico” se non
l’assonanza con il nome. Il danno economico per il prodotto viene
stimato in oltre 60 milioni di euro, rappresentanti il 25% della
produzione totale. Per questo motivo -
conclude Mazzetti - riteniamo
sia di fondamentale importanza sviluppare una accurata attività di
tutela che protegga queste denominazioni al pari di altre altrettanto
famose dell’agroalimentare italiano”.
All‘incontro,
moderato dal giornalista Franco
Poggianti e a cui
è stato invitato anche il Ministro
per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan,
saranno presenti il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano
Leo Bertozzi
che porterà l’esperienza di alcune importanti azioni legali vinte
dal Consorzio nella difesa del marchio Parmigiano Reggiano contro a
recenti tentativi di imitazione, Denis
Pantini,
responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria
alimentare di Nomisma che presenterà i dati relativi ai danni
economici procurati dall’agropirateria soffermandosi in particolare
sul caso del “balsamico”,
Riccardo
Deserti della
direzione generale
per lo sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del
Mipaaf chiamato a intervenire sull’applicazione in Italia della
normativa europea a tutela dei prodotti agroalimentari di qualità e
Fausto Capelli,
docente di diritto comunitario presso il Collegio Europeo
dell’Università di Parma che concentrerà l’intervento sulla
tutela delle denominazioni composte come quella dell’aceto
balsamico.
Al
via i preparativi per la XIII edizione del Festival del Prosciutto di
Parma
Parma e
Provincia, dal 10 al 19 settembre 2010
Parma, 12
luglio 2010 - La
Provincia e il Comune di Parma si apprestano a festeggiare il
territorio del Re dei Prosciutti con una kermesse che – dal
10 al 19 settembre –
coinvolgerà i comuni della zona di produzione del Prosciutto di
Parma. Come sempre, il cuore della manifestazione sarà “Finestre
Aperte”: le aziende
produttrici si apriranno al consumatore offrendo la possibilità di
assistere al ciclo di
lavorazione e a degustazioni gratuite
all’interno delle “Cattedrali” del Prosciutto di Parma.
Numerose le iniziative che animeranno le colline parmensi: visite al
Museo del Prosciutto ubicato nello splendido ex Foro Boario di
Langhirano, concerto di Cristiano
De André (domenica
12 ore 21,00 in piazza Melli a Langhirano), laboratori di
degustazione e lezioni sul vino in collaborazione con l’Università
di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Festival è un’occasione
per visitare la Food Valley e i suoi tesori, non solo gastronomici.
Il Castello di Torrechiara, quello di Felino, la Badia Cavana
di Lesignano, la Rocca di Sala Baganza e il Parco Regionale Boschi di
Carrega sono solo alcune delle meraviglie del territorio da scoprire
tra una degustazione di Prosciutto di Parma e di pani italiani e un
assaggio dei vini dei colli parmensi.
Il
Festival si concluderà con una grande festa in centro a Parma
venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 settembre con stand per la
degustazione allestiti nelle principali piazze della città (Piazza
Garibaldi, Piazza della Steccata e via Garibaldi) e mostra mercato
dei “tipici”.
Sabato 18 settembre uno dei momenti più attesi di questa edizione
del Festival: l’asta
benefica che sarà
battuta nella splendida cornice dei Portici del Grano in piazza
Garibaldi.
I lotti saranno costituiti da una selezione accurata di
esemplari di altissima qualità, scelti dagli esperti del Consorzio
del Prosciutto di Parma in modo da poter rappresentare il meglio del
dolce Re dei Prosciutti.
Per la prima volta il Festival è
organizzato da Fiere di Parma che ha voluto dare un respiro
internazionale alla kermesse, legandolo ad una delle manifestazioni
più interessanti per gli amanti del turismo itinerante e allo stile
di vita en plein air: il Salone
del Camper
(11-19 settembre Fiere di Parma).
Presso le Fiere di Parma sarà
allestito un Festival Point dove i visitatori potranno ricevere tutte
le informazioni sulle attività del Festival. Sarà attivo un
servizio di navetta dalle Fiere di Parma ai 10 comuni della provincia
di Parma dove si svolgeranno le attività della manifestazione.
Tutte le
informazioni sono pubblicate nel sito www.festivaldelprosciuttodiparma.com
Nuovo riconoscimento dopo la vincita dell’Uovo d’oro alla Prova
del Cuoco
Il Giardinetto di Cormòns
(GO) premiato come
“Ristorante Ideale
2009”
dai collezionisti dei piatti del Buon Ricordo
I
Collezionisti dei Piatti del Buon Ricordo hanno scelto come
“Ristorante Ideale 2009” il Giardinetto di Cormòns, in provincia
di Gorizia. Il premio è stato conferito nel corso di una serata
ospitata dalla Cantina Produttori di Cormòns, produttrice del Vino
della Pace scelto per il suo forte valore simbolico per accompagnare
gli Gnocchi con le Susine, pietanza della tradizione mitteleuropea
scelta dal Giardinetto come suo piatto del Buon Ricordo.
Una
conferma prestigiosa per il ristorante friulano e per l’intera
famiglia Zoppolatti, che con lo chef Paolo ha inanellato quest’anno
una serie di grandi successi e riconoscimenti, ad iniziare da quello
– popolarissimo – sugli schermi televisivi di Rai Uno, ovvero il
Torneo dell’Uovo d’Oro all’interno della nota
trasmissione La Prova del Cuoco, a cui Paolo partecipa fin dalla
prima edizione: a consegnargli l’Uovo d’Oro era stato il famoso
chef Gianfranco Vissani.
“Sono
felice - ha commentato Paolo Zoppolatti nel ricevere il
riconoscimento da parte del presidente dei Collezionisti del Buon
Ricordo Eugenio Manzato - soprattutto per la mia famiglia, che in
questi ultimi dieci anni ha fatto dei grandissimi sacrifici per
supportarmi e consentirmi di partecipare alla Prova del Cuoco.
Sacrifici che sono diventati grandi soddisfazioni, come la vittoria
nel trofeo dell’Uovo d’Oro ed il riconoscimento di “Ristorante
Ideale” che ci viene consegnato in questa occasione dai
Collezionisti del Buon Ricordo, un’associazione di cui ci onoriamo
di fare parte, portabandiera della migliore e più autentica
gastronomia regionale italiana”.
Dopo
i premi, ad attendere il ristorante Al Giardinetto è un nuovo
prestigioso appuntamento: è stato infatti fra i protagonisti della
Crociera del Buon Ricordo nel fiordi norvegesi e nelle Repubbliche
Baltiche a bordo della MSC Poesia, dove una rappresentanza di
ristoratori del sodalizio ha proposto ai croceristi in eleganti
serate le proprie specialità del Buon Ricordo. Nel corso della
navigazione Paolo Zoppolatti assieme ad un altro grande chef
dei Ristoranti del Buon Ricordo, Paolo Teverini, ha tenuto dei Corsi
di Cucina per far conoscere al pubblico internazionale i valori della
grande tradizione culinaria italiana.
Informazioni:
Unione
Ristoranti del Buon Ricordo
C.so
Italia 10, tel. 02 80582278, e-mail: info@buonricordo.com ,
www.buonricordo.com
Elisa
Dal Bosco MANAGEMENT
è
lieta di annunciare il nuovo sito internet
www.elisadalbosco.com
Da
oggi è online il nuovo sito internet www.elisadalbosco.com
realizzato in 3 lingue, italiano inglese e
russo, per offrire una maggiore accessibilità e disponibilità di
informazioni per tutti gli interessati.
EDB MANAGEMENT
è un team di professionisti votati ad un solo
obiettivo: risultati concreti. La grande flessibilità del gruppo
consente azioni di comunicazione e marketing incisive ed efficaci,
basate su di una capillare ricerca ed analisi del mercato o settore
di riferimento. Elisa Dal Bosco
MANAGEMENT è un’azienda già
conosciuta all’estero, soprattutto negli Stati Uniti ed in Russia,
con la quale mantiene ottime relazioni sia con alcuni mercati di
riferimento che con i media.
Il nuovo sito è
stato completamente rinnovato dallo Studio PZ, con informazioni
chiaramente strutturate per semplificare e rendere piacevole la
navigazione. E’ stato arricchito con nuove immagini
caratteristiche, comunicati stampa che sposano varie tematiche:
turismo, servizi, aziende e benessere, inoltre nella sezione
dell’attualità si possono trovare sempre notizie nuove e
coinvolgenti.
Il sito
www.elisadalbosco.com
è strutturato in 3 lingue: italiano, inglese e russo.
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Just-Eat.it
sbarca in Italia: ordinare cibo
a domicilio è da oggi più facile
Il
leader europeo nelle ordinazioni on-line di cosegne a domicilio dai
ristoranti approda nel nostro paese: www.Just-Eat.it,
strumento ideale per scoprire dove ordinare pasti direttamente dalla
propria casa o dal proprio ufficio, permette di scegliere tra oltre
2.000 ristoranti. Allora cosa aspetti? Order takeway: the smart way.
Torino,
8 luglio 2010
– “Non c’è
uomo che non mangi e non beva; pochi, però, sono quelli che
apprezzano il buon sapore”. Credete che quest’antica massima
cinese sia in contrasto con la vita moderna, fatta di ritmi
incalzanti, pause pranzo risicate e tempo che non basta mai?
Da
oggi non è più così.
Infatti,
Just-Eat.it
presenta in Italia la Guída Just-Eat,
un nuovo servizio on-line per la ricerca di ristoranti che effettuano
consegne a domicilio e takeaway. Grazie a questo nuovo servizio, sarà
possibile, anche in Italia, scorprire via internet dove ordinare il
proprio pasto a domicilio, comodamente seduti di fronte al proprio
computer. Risparmiando tempo e gustando il proprio pasto dove si
preverisce.
La
finalità di Just-Eat.it
è facilitare e sveltire le operazioni necessarie per ordinare un
pasto da asporto. Il tutto tramite un unico strumento on-line, che
permette di prescindere dagli strumenti tradizionali.
Just-Eat.it
è, al momento, l’unico sito in Italia a fornire un servizio
aggiornato di questo tipo. Sono oltre 2.000 i ristoranti
convenzionati Just-Eat sul territorio italiano. Il sito offre inoltre
un altro comodo servizio: la guida on-line mette a disposizione
informazioni su offerta gastronomica, disponibilità del servizio di
consegne a domicilio, cibo d'asporto, tipo di cucina, orari di
ciascun ristorante. L’utente può inserire, per ciascun ristorante,
il proprio commento/recensione. Inoltre, può aggiungere altri
ristoranti all’elenco.
Just-Eat
permette l'accesso on-line a un elenco di ristoranti nelle principali
città italiane con tutte le informazioni necessarie sul tipo di
cucina (pizza, sushi, cinese, indiana, fast food ecc...), indirizzo,
numero di telefono e i servizi offerti (consegna a domicilio,
takeaway...). Gli utenti di www.Just-Eat.it
possono inoltre condividere le proprie opinioni sui ristoranti
registrati al servizio e valutare i singoli ristoranti dando un voto
da 1 a 10.
Facile
da usare!
www.just-eat.it
è un sito molto semplice da usare: è lo strumento per trovare il
numero di telefono giusto per ordinare una pizza a domicilio o sushi
a domicilio! Nella pagina principale gli utenti devono solo scegliere
la città dove desiderano cercare i ristoranti ed eventualmente il
tipo di cucina da abbinare alla ricerca.
I
consumatori possono inoltre recensire i ristoranti che conoscono
dando un punteggio agli stessi. È inoltre possibile iscriversi alla
newsletter per tenersi informati sulle novità del sito: nuovi
ristoranti, offerte eccetera.
Just-Eat
Just-Eat
apre in Danimarca nel 2001 ed diventa velocemente il leader del
settore. Nel 2006 la compagnia apre nel Regno Unito, mercato nel
quale ottiene una crescita senza precedenti. Durante il 2008 Just-Eat
lancia in Svezia, Irlanda e nel 2009 in Belgio, Canada e Norvegia.
Sempre
nel 2009 il Gruppo Just-Eat
riceve un investimento di 10,5 milioni di sterline (circa 12 milioni
di euro) da Index Ventures (che aveva già partecipato a progetti
come “Skype” e “Last.fm”) per accelerare ulteriormente la
crescita dell’azienda.
A
fine 2009, il Just-Eat Group operava in 8 paesi, offrendo acceso
online a 8.000 ristoranti e processando più di 1,5 milioni di pasti
a domicilio al mese attraverso i propri siti internazionali.
www.just-eat.it
On
line il nuovo sito internet di Barone Ricasoli
con
importanti innovazioni per rispondere
in
maniera ancora più
puntuale e tempestiva
agli
appassionati dei vini di Brolio
Brolio,
8 luglio 2010. E’ on line il nuovo sito internet di Barone
Ricasoli, completamente rivisto sia nella parte concettuale che in
quella grafica. La necessità di ripensare a fondo il sito internet
dell’azienda di Francesco Ricasoli è nata dal fatto che Brolio -
con le sue cantine, la sua enoteca, l’osteria e le visite al
castello e alla Collezione Ricasoli – è diventata una realtà
estremamente articolata e ricca di sfumature, tanto da poter essere
fruita in maniera assai diversa a seconda degli interessi dei singoli
visitatori. Un semplice aggiornamento del sito esistente non avrebbe
dunque potuto comunicare la complessità dell’attuale offerta
turistica del Castello di Brolio.
Per
questo si è deciso di procedere alla realizzazione di un sito
internet nuovo, che offre non pochi motivi di interesse anche da un
punto di visto puramente innovativo. L’impostazione della home page
non comporta particolari elementi di rottura con quella precedente,
ma grazie al sottotitolo “I paesaggi del Chianti Classico”
introduce immediatamente a quella complessità di cui si parlava
sopra e alla particolare caratteristica dell’azienda che – grazie
alla sua importante estensione – riassume in sé tutti i tratti più
salienti dei panorami del Chianti Classico.
Le
prime sezioni del sito sono quelle dedicate alla storia – riletta
nei suoi momenti più salienti – e all’attualità, con ampi spazi
dedicati alla ricerca e all’innovazione in vigna e in cantina che
fanno parte di Brolio da sempre. Si passa quindi alla sezione
riservata ai vini attualmente prodotti da Barone Ricasoli, e qui lo
scarto rispetto al sito precedente diventa piuttosto marcato. Le
schede tecniche sono state concepite in maniera molto chiara e
sintetica, e già nella prima schermata vengono elencate informazioni
importanti relative alla particolare etichetta presa in esame:
descrizione del vino, zona di produzione, vitigni utilizzati,
principali riconoscimenti italiani e internazionali. Con facilità e
velocità si può poi passare da un’etichetta a un’altra, come
pure da una vendemmia a un’altra del medesimo vino.
Segue
poi la sezione riservata all’ospitalità, con pagine dedicate
all’enoteca, all’osteria, alle visite al castello e ai pacchetti
speciali
che sono una delle novità di quest’anno. Fino a ottobre infatti è
possibile (previa disponibilità) prenotare un pacchetto che prevede
due notti all’Agresto - una splendida colonica del Settecento
completamente ristrutturata e dotata anche di piscina - pranzi
e cene presso l’Osteria e le visite guidate in cantina e al
castello. Da quest’anno poi Barone Ricasoli ha deciso di inserirsi
anche nel settore dei meeting
e degli incentives.
A ottobre prossimo sarà infatti ultimata la splendida sala
convegni
realizzata all’interno della cantina e dotata di tutte le
attrezzature necessarie al normale svolgimento di un meeting
aziendale, di una sessione di team building o di un congresso. La
sala ha una capacità di 100 persone.
Si
arriva così alla sezione dedicata alla news, dove è possibile
prendere visione e lettura di tutte le ultime novità relative
all’azienda. Al suo interno si trova anche l’area stampa alla
quale i giornalisti possono accedere per mezzo di un nome utente e di
una password esattamente come già avveniva per il sito precedente.
L’ultima
sezione è quella dedicata al wineclub, che esiste ormai da anni e
che conta nel mondo qualche migliaio di appassionati e affezionati
dei vini prodotti a Brolio. Anche per il wineclub c’è una
importante novità che coincide con la messa on line del nuovo sito.
Oltre al Club
degli Amici Ricasoli
che dà diritto ai soci a ricevere la newsletter, al 10% di sconto
presso l’Osteria del Castello e sull’acquisto di vini on line, e
a poter usufruire della disponibilità riservata sull’acquisto di
annate di pregio, è stato inaugurato anche il Club
1141,
che dà diritto a privilegi ancor più esclusivi. Per accedere al
Club 1141 è necessario fare domanda di iscrizione e quindi pagare
una quota annuale di 200 euro. Si può in tal modo usufruire del 20%
di sconto all’Osteria e sugli acquisti di vino, della prenotazione
riservata dei pacchetti turistici speciali che includono i
pernottamenti all’Agresto, della disponibilità riservata per le
annate di pregio e – per i soci italiani – della tessera annuale
del Touring Club. Quest’ultimo privilegio dei soci del Club 1141
deriva da un accordo tra Barone Ricasoli e Touring Club che rivela
l’attenzione con la quale il più grande sodalizio turistico
italiano segue l’impegno profuso dall’azienda nel campo
dell’ospitalità in cantina.
Insomma,
un nuovo sito che riflette il dinamismo di questa azienda che da
secoli rappresenta il punto di riferimento per tutto il Chianti
Classico e anche per buona parte della vitivinicoltura toscana.
Malenchini
succede a Cantarelli alla guida
del Consorzio Agrario di Parma
Parma,
6 luglio 2010 – Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio
Agrario di Parma, nella sua prima seduta, ha eletto alla Presidenza
dell’importante organo espressione del mondo agricolo di Parma
Luigi Malenchini, già Vice presidente del CAP nella scorsa
amministrazione.
Luigi
Malenchini, 45 anni, sposato con due figli, succede a Fabio Massimo
Cantarelli, alla guida del Consorzio Agrario. Laureato in agraria ed
esperto imprenditore agricolo, Malenchini, sarà coadiuvato per i
prossimi tre anni da due Vice presidenti, Paolo Bandini e Gianni
Brusatassi, in rappresentanza rispettivamente dei più importanti
comparti economici, lattiero caseario ed orticolo-industriale.
“Con
oggi – commenta Luigi
Malenchini
– noi tutti dobbiamo voltare pagina e porci come obiettivo unico il
rilancio del nostro Consorzio nell’agricoltura parmense. Sono
orgoglioso di presiedere questo Consiglio di amministrazione, non per
aver vinto una battaglia politico-sindacale ma per avere la
possibilità di mettere a disposizione, insieme a voi, le mie
esperienze professionali in campo agricolo ed auspico che questo CdA
diventi un “laboratorio di idee” e non sia utilizzato come
terreno di scontro o luogo in cui si svolgano rese dei conti di
qualsiasi genere. Io combatterò con tutte le mie forze contro le
azioni strumentali volte alla delegittimazione di questo CdA in
ragione del fatto che abbiamo la responsabilità di rilanciare
l’azienda e salvaguardare il posto a 200 persone con le loro
famiglie.”
Presidente: dott. Luigi Malenchini
Vice presidenti: geom. Paolo Bandini e
dott. Gianni Brusatassi
Consiglieri: dott. Guido Baratta, dott.
Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi, sig. Giuliano Borettini, geom.
Luigi Comelli, rag. Angelo Corradi, rag. Pier Giorgio Feci,
sig. Greci Gian Carlo, p.i. Gianfranco Mantelli, p.i. Arnaldo Morsia,
sig. Ezio Pederzani, p.a. Alessandro Rainieri, dott. Gian Carlo
Ramella, dott. Gian Pietro Usberti e m.o Antonio Varoli
Comitato
Esecutivo: dott. Luigi Malenchini, presidente; geom. Paolo Bandini e
dott. Gianni Brusatassi, vice presidenti; dott. Guido Baratta, dott.
Enrico Bilzi, dott. Lorenzo Bonazzi e rag. Angelo
Corradi,consiglieri.
Parmigiano-Reggiano in
Riviera
per stupire con la
cottura a fuoco
Un
autentico spettacolo per turisti provenienti dall’Italia e
dall’estero. Degustazioni in abbinata con i vini.
Reggio Emilia, 7
luglio 2010. Per l’estate 2010, il Parmigiano-Reggiano si
trasferisce al mare, sulla riviera adriatica. Anche quest’anno,
infatti, il Consorzio del Parmigiano-Reggiano sarà presente a “È
un mare di sapori”, la manifestazione che da luglio a settembre
animerà la riviera romagnola con spettacoli, eventi, degustazioni di
prodotti tipici della regione.
“Per il nostro prodotto
– sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai –
si tratta di una vetrina particolarmente importante, soprattutto in
considerazione del fatto che sulla riviera romagnola confluiscono sia
turisti italiani che stranieri: abbiamo dunque modo di rafforzare,
attraverso il contatto e l’informazione diretta rivolta ai
consumatori, il valore di tutte le altre forme di comunicazione e di
promozione in atto nel nostro Paese e sui mercati internazionali”.
E per catturare
l’attenzione dei turisti non vi saranno solo degustazioni pressoché
ovunque (ed in particolare nell’ambito di “Tramonto DiVino”,
degustazione di vini emiliano romagnoli accompagnati da un assaggio
di Parmigiano-Reggiano di diverse stagionature servito da esperti del
Consorzio che illustreranno le proprietà organolettiche del
prodotto), ma il Consorzio proporrà autentici spettacoli con “Fuoco
al Mito”.
Si tratta di una serie di
sei eventi caratterizzati dalla cottura con fuoco a legna del
Parmigiano-Reggiano secondo tradizione. Il successo straordinario
dello scorso anno ha dimostrato che si tratta di un’autentica
“chicca” per i frequentatori della riviera romagnola; In uno
spettacolo-evento organizzato in diverse piazze, i turisti, gli
appassionati e i semplici curiosi potranno toccare con mano come
l’abilità, la tecnica e la passione dei maestri casari abbiano
perpetuato nel tempo la produzione di un formaggio inimitabile.
“Uno degli aspetti più
interessanti – sottolinea Alai – è che in questo modo i
consumatori potranno verificare direttamente che il
Parmigiano-Reggiano non solo è un prodotto artigianale, ma è,
soprattutto, un prodotto del tutto naturale che, senza l’aggiunta
di elementi estranei al latte (additivi o conservanti), è in grado
di sostenere una lunga stagionatura migliorando nel tempo le sue
caratteristiche nutrizionali e organolettiche”.
“Fuoco al Mito”
proposto il 3 luglio a Porto Garibaldi (sul molo), il 10 luglio a
Riccione (Piazza Grand Hotel), il 16 luglio a Rimini (Piazzale
Croce, Bagno 60), il 24 luglio a Belluria (Piazza Matteotti), il
28 agosto a Marina di Ravenna (Piazza Dora Markus) e l’11 settembre
a Cervia (Piazza Pisacane).
Una selezione d’oro e
d’argento per Carpene’ Malvolti
La nona edizione della
Selezione del Sindaco ha premiato con due medaglie le bollicine della
storica casa spumantistica di Conegliano
Carpenè Malvolti
conquista il podio alla Selezione del Sindaco 2010, concorso
enologico internazionale che si propone di valorizzare le piccole
partite di vino di qualità, frutto della tradizione di un preciso
territorio e prodotte in Europa nei territori dei Comuni Soci di
RECEVIN, delle Associazioni Nazionali delle Città del Vino e a forte
vocazione vitivinicola, per favorirne la conoscenza e allo stesso
tempo sostenere i Sindaci dei Comuni interessati nel loro ruolo di
animatori dello sviluppo economico locale.
Una medaglia d’oro e
una d’argento per la storica azienda spumantistica di Conegliano,
entrambe nella categoria spumanti, rispettivamente con la cru Scudo
d’Oro Viticoltori Conegliano - Valdobbiadene Prosecco Superio DOCG
2008 Carpenè Malvolti che si è imposta con un punteggio di 86,00 e
con la Cuvée Oro Conegliano - Valdobbiadene Prosecco Superiore
DOCG 2009 che ha ottenuto 84,00 punti, vino spumante dry prodotto con
metodo Charmat, dal perlage finissimo e dal gusto morbido e amabile.
“Il riconoscimento che
ci è stato attribuito alla Selezione del Sindaco – ha commentato
Etile Carpené, presidente della casa spumantistica di Conegliano –
conferma che la nostra è una realtà profondamente legata al
territorio e che il nostro rapporto ormai “storico” con i
conferitori di uve rappresenta per noi un plus importante che
intendiamo continuare a coltivare anche in futuro”.
La premiazione ufficiale
del concorso - che si è svolto lo scorso 21/23 maggio al Castello
Svevo di Brindisi - si è tenuta nei giorni scorsi a Roma presso l’Aranciera
di San Sisto alla presenza del presidente dell'Associazione Nazionale
Città del Vino Giampaolo Pioli e - per il Comune di Conegliano -
l'assessore alle attività produttive, turismo e valorizzazione dei
prodotti locali Loris Zava insieme al vicepresidente della
Provincia di Treviso Floriano Zambon. Alla premiazione ha fatto
seguito una novità assoluta di questa nona edizione, ovvero il Banco
di Assaggio dei Vini premiati alla Selezione del Sindaco 2010,
allestito a partire dalle 18.30 presso il Mercato di Campagna Amica
al Circo Massimo in via San Teodoro per giornalisti, operatori del
settore e semplici enoappassionati.
Fancy Food show a New
York
Boom del Bio Italiano e
“Nocciolata” vince ai Sofi Award
Al salone del gusto di
New York (Fancy Food Show) , che si chiude oggi, l’Italia punta sul
biologico: tra 2.500 espositori di oltre 40 Paesi, il nostro Paese si
è confermato leader della manifestazione alimentare più importante
degli Stati Uniti. “Il crescente interesse per i prodotti organici
sul mercato americano - spiega Aniello Musella, direttore dell’Ice
Nord-America - può offrire all’Italia tante opportunità per far
apprezzare l’alta qualità dei suoi vini e dei suoi prodotti
alimentari. Nessun altro Paese al mondo può offrire di più in
questo settore”.
Tutto questo, per altro,
è stato dimostrato con i fatti. Durante il Fancy Food Show, infatti,
si sono svolte le premiazioni della Sofi Awards Competition,
probabilmente il più importante riconoscimento per il food negli
Stati Uniti, visto che la giuria è composta da più di 300 buyers
americani del retail e del food service. Ebbene, Nocciolata, la crema
spalmabile di nocciole biologiche prodotta dalla Rigoni di Asiago ha
ricevuto la statuetta d’argento, risultando il “best of the best”
nella categoria confetture, conserve, miele e burro di arachidi.
Un riconoscimento che
premia il lavoro di un’azienda diventata leader in Italia e che
adesso sta conquistando anche il mercato americano, avendo aperto un
ufficio commerciale a Miami.
La presenza italiana al
Fancy Food ha visto la partecipazione di più di 250 espositori,
sotto l’egida Ice, più la presenza di regioni come la Toscana, la
Calabria e la Sicilia che hanno allestito stand indipendenti.
Dall’anno prossimo, per
due edizioni, il Fancy Food andrà per la prima volta a Washington
per consentire i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Javits
Center, il centro congressi di New York.
Ogni anno la
manifestazione porta in città circa 40mila visitatori e offre a
tutti gli operatori del settore alimentare una vetrina d’eccezione
per presentare novità e tendenze che influiranno sui gusti dei
consumatori.
Il
nuovo
cuore della Birra FORST
La
Sala di Cottura è il cuore di ogni birreria ed il tino di
filtrazione una delle sue componenti più importanti. Il recipiente
in acciaio inox diviso in quattro parti è stato consegnato oggi,
venerdì 2 luglio 2010, e sarà assemblato sul posto. Tutti i
recipienti di cottura sono ora giunti a destinazione presso lo
stabilimento della Birra FORST. I lavori di costruzione per la
realizzazione della quinta Sala di cottura nella storia della Birra
FORST procedono, quindi, secondo i piani.
Il
trasporto speciale con il tino diviso in quattro parti è avvenuto in
più tappe. La parte superiore del tino pesa 4.400 chilogrammi,
quella inferiore invece ha un peso di 17.000 chilogrammi, e la
larghezza delle singole parti è di quattro metri. Da Bürgstadt in
Baviera a Lagundo ha dovuto affrontare 550 chilometri di strada per
giungere a destinazione. Al fine di non ostacolare il traffico, il
convoglio ha viaggiato di notte dal confine di Resia fino a Lagundo.
Non si è potuta evitare tuttavia la chiusura temporanea della strada
a causa della larghezza del tino. Giunte a destinazione le quattro
parti del tino saranno saldate, pertanto il tino avrà infine un
diametro misurante otto metri.
“Questa
fase di costruzione è estremamente delicata. Le due parti che
formano la base sono già state saldate e collocate nella loro
posizione finale. Le due rimanenti parti della copertura del tino
devono essere ora saldate e poste, con una gru speciale, sopra la
base già installata. Siamo felici che i lavori procedano come
previsto.” spiega Walter
Unterthurner,
Direttore Tecnico di Birra FORST.
Con
il tino di filtrazione è stato consegnato l’ultimo recipiente
della nuova Sala di cottura. Ci sono così tutte le condizioni
necessarie affinché il nuovo cuore della Birra FORST possa iniziare
a pulsare nella primavera del 2011. Ora manca solamente i silos per
le trebbie, la cui consegna è prevista per l'ultima settimana di
luglio.
“Grazie a questo investimento Birra
FORST è pronta ad affrontare le sfide del futuro”, si felicita
Manfred Biechl, mastro birraio della Birra FORST. “Grazie
alla nuova Sala di cottura disporremo della tecnologia più moderna
per garantire anche in futuro ai nostri clienti l’alta qualità
delle birre FORST.”
Francesco
Paiano il vincitore del
6° Premio della Cucina Mediterranea
Per
il giovane chef uno stage del valore di 15mila euro presso Academia
Barilla
Salerno 2010.
Anche quest’anno sono stati i giovani i protagonisti del “Premio
della Cucina Mediterranea” che, promossa dall’Associazione
Vintage e dall’Academia Barilla, mira a scoprire i talenti della
gastronomia mediterranea ed a valorizzare le tradizioni delle cucine
regionali, di cui gli aspiranti chef - giovanissimi allievi degli
Istituti Alberghieri di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e
Molise - saranno gli ambasciatori del domani.
Nella suggestiva cornice
del Mediterranea Resort di Salerno, il Premio ha incoronato vincitore
Francesco Paiano dell’Ipssar di Foggia. Il giovane rappresentante
della Regione Puglia ha conquistato la giuria di esperti composta da
Paolo Maianti, Responsabile Europa di Academia Barilla; Brendan
Becht, executive chef; Mario Grimaldi, Presidente
Farmagourmet; Antonio Vacca, nutrizionista ed Enzo Landolfi,
giornalista enogastronomico e si è aggiudicato uno stage del valore
di 15mila euro presso l’Academia Barilla. Paiano ha dunque avuto la
meglio sugli altri concorrenti, che si sono comunque distinti per
impegno e qualità delle proposte: Francesco De Salvo dell’Ipssar
di Trebisacce per la Regione Calabria; Simona Zucaro dell’Ipssar di
Avellino per la Regione Campania; Domenico Lo Bosco dell’Ipssar di
Potenza per la Regione Basilicata; Antonello Di Pilla dell’Ipssar
di Termoli per la Regione Molise.
Anche quest’anno è
stato accordato inoltre ampio spazio alla conoscenza e alla
valorizzazione delle produzioni tipiche regionali: un focus sui
prodotti e sui produttori mediterranei di qualità delle cinque
Regioni in gara.
www.premiocucinamediterranea.com
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Le
notizie della settimana 25
maggio
2010
|
Collaborazione
fra
Macfrut e la fiera “PMA” (Usa)
PMA
– Produce Marketing Association
e Cesena Fiera siglano un accordo strategico di collaborazione. Il 13
maggio scorso è nata una joint venture fra il Fresh
Summit della PMA e Macfrut
di Cesena Fiera, manifestazioni fieristiche rispettivamente leader
per il mercato americano ed il bacino del Mediterraneo nell’ambito
della filiera dei prodotti ortofrutticoli.
L’accordo
prevede una presenza reciproca ai due eventi che avranno luogo ad
Orlando dal 15 al 18 Ottobre 2010, per il PMA Fresh Summit, e dal 6
all’8 Ottobre a Cesena, per Macfrut, oltre ad uno scambio di
informazioni e contatti sui principali attori della filiera sia per
il retail che per produzione e scambi.
Nancy
Tucker –Vice Presidente Global Business Development– ha
confermato come «dopo tanti anni di conoscenza e di reciproca stima
fra Macfrut e PMA nasce oggi questo accordo che offre ai nostri
associati opportunità di sviluppo in un’area di grande interesse
quale il Mediterraneo». «Questo accordo -ha concluso Domenico
Scarpellini, Presidente della fiera cesenate– rappresenta un
ulteriore passo nel processo di internazionalizzazione di Macfrut in
un’area, quella degli Stati Uniti, che presenta grandi potenzialità
per il settore ortofrutticolo italiano».
Per
informazioni su PMA e Fresh Summit, visita www.pma.com.
Macfrut in Africa con
Itagrit
Macfrut per operare in
Africa ha creato ITAGRIT. «Che il 2010 sarebbe stato l’anno in cui
MACFRUT si sarebbe interessato dell’Africa sub sahariana, lo
avevamo anticipato –spiega Domenico Scarpellini, presidente di
MACFRUT- avevamo incontrato parecchi Ministri di Paesi di quel
continente e ne avevamo recepito bisogni e richieste, esigenze di
macchinari e necessità di operare anche su altri settori delle loro
agricolture, dove l’ortofrutticoltura è parte integrante di
economie dalle grandi potenzialità».
E per dotarsi di uno
strumento capace di operare in maniera concreta Macfrut ha dato vita
a ITAGRIT, Consorzio agroindustriale e tecnologico italiano,
unitamente ad Agricoma, Simest, Water Alliance-Gruppo Trevi e
l’Associazione italiana allevatori. Si tratta di un consorzio che
copre l’intera filiera agroalimentare per operare in Paesi
africani, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie sostenibili per
l’ottimizzazione delle risorse e per favorirne le ricadute sociali.
Per info: MACFRUT, tel.
0547 317435
sito:
www.macfrut.com; e mail: info@macfrut.com
Trasferta in Germania per
il Consorzio Vini di Romagna
A
Francoforte si terrà un seminario per promuovere Sangiovese e Albana
Fra
i molteplici scopi del Consorzio
Vini di Romagna
c’è anche quello della promozione in Italia e all’estero delle
eccellenze enologiche del territorio. Ecco allora che il Consorzio
ogni anno intraprende una serie di iniziative fra le quali
l’organizzazione di incontri e degustazioni all’estero. In questa
ottica martedì
1 giugno
ha organizzato a
Francoforte
un seminario sui due vini principali del territorio: il Sangiovese di
Romagna DOC e l’Albana di Romagna DOCG. L’incontro, al quale
parteciperanno Giordano Zinzani e Franco Piazza, rispettivamente
Presidente e Direttore del Consorzio Vini di Romagna, è rivolto alla
stampa specializzata e agli importatori tedeschi. Modererà gli
interventi e guiderà la degustazione Steffen Maus,
noto
giornalista tedesco esperto di vini italiani.
L’appuntamento
di Francoforte, realizzato in collaborazione con l’Enoteca
Regionale Emilia Romagna, sarà l’occasione per presentare la
Romagna come territorio e i suoi vini in una nazione amante del
nostro paese e del nostro spicchio di regione. Si parlerà della
presenza storica del vino nella cultura romagnola, di come è
strutturato il settore vitivinicolo (aziende, superfici, ecc.), degli
aspetti produttivi del territorio, di quelle che sono le nuove
tendenze nella produzione del vino.
Alla
parte “teorica” verrà poi affiancata anche la parte “pratica”
per far assaggiare direttamente il valore e la qualità dei vini
romagnoli. Verranno fatti degustare il Sangiovese di Romagna DOC
nelle tipologie base, superiore e riserva, e l’Albana di Romagna
DOCG nelle tipologie secco e passito. In abbinamento, alcune delle
eccellenze gastronomiche della Romagna, dalla piadina alle
tagliatelle.
«Questa
attività che ci vede protagonisti in Germania
– spiega il Presidente Zinzani – rientra
fra le missioni del Consorzio per la promozione dei vini dei nostri
associati e non solo. Infatti, alla luce del nuovo decreto
legislativo di modifica della legge 164 sul vino, i consorzi
diventano soprattutto enti su cui converge la promozione di tutte le
“denominazioni di origine e indicazioni geografiche” dei vini, e
con essi del territorio».
Matteo Scibilia
(Presidente Consorzio Cuochi di Lombardia) e Lucio Pompili
(Presidente Consorzio Cuochi di Marca) rispondono al
ministro Fazio sulla proposta dei menu controllati
Riceviamo
e pubblichiamo:
Qualche
giorno fà, un mio caro cliente reduce da una vacanza in Spagna,
precisamente a Madrid, mi raccontava di come lì è il Turismo, mi
diceva di salumerie aperte a mezzanotte dove poter mangiare un panino
con il loro Jamon e bere un bicchiere di vino spendendo 5 euro,
naturalmente la situazione è allargata a tutto il settore della
somministrazione, e si beve e si fuma ovunque. Senza entrare nel
merito delle diverse impostazioni del contratto di lavoro, sappiamo
quanta diversità esiste con loro per cultura del fuoricasa.
Il
nostro è veramente un paese strano, abbiamo ricchezze artistiche
incalcolabili, abbiamo una storia ed una cultura enogastronomica
senza paragoni, potremmo vivere di rendita solo di questo che neanche
i francesi potrebbero tenerci testa, abbiamo aziende del settore
vinicolo che si confrontano a testa alta in tutto il mondo con i più
bravi concorrenti, abbiamo chef e ristoratori tra i più famosi del
globo, abbiamo una ricchezza agricola invidiabile, abbiamo un sistema
di piccole aziende artigiane che, per fortuna o per poco, riescono a
mantenere alto il livello della qualità del nostro Paese e che viene
esportata ovunque, eppure tutto questo rischia di non essere più
sufficiente o di scomparire.
In
questi giorni anche al Cibus, fantastica esposizione del made in
Italy enogastronomico, da parte di esponenti del Governo ho sentito
di proposte di menu controllati per la salubrità dei cibi, quindi
nei locali pubblici e soprattutto nei Ristoranti non si può fumare,
non si potrà bere e si rischia di dover mangiare solo quello che
apparentemente fa meno male di altro. Senza parlare della
etichettatura dei piatti proposta in sede comunitaria, fantastica
idea in quei paesi dove la cultura e la ricchezza delle ricette è
poca cosa, ma pessima e sciagurata idea da noi, per la ricchezza
della nostra cucina.
Forse
qualcuno sta scambiando i Ristoranti per farmacie? Arriveremo al
divieto di una buona cotoletta alla Milanese perché cotta nel burro,
o a risotti “ smagriti “ senza mantecatura, e quindi berremo
softdrink magari al sentore di uva, anzi meglio un tè verde, che fa
tanto bene alla salute, dicono, vuoi mettere un bicchiere di Brunello
o di Barbera. Noi ristoratori siamo pronti ad un tavolo su cui
discutere di questo, ma non in questa maniera.
A
tal proposito dove sono i rappresentanti del settore vinicolo?
Cosa
sta succedendo? Perché questo accanimento verso un settore che può
dare molto al paese in termini economici e di occupazione?
Senza
contare anche la cultura che storicamente rappresentiamo.
Senza
parlare delle esportazioni delle nostre eccellenze agroalimentari.
Quello
che sosteniamo da tempo è che bisognerebbe intervenire anche sulla
separazione dei Ristoranti dal mondo dei Pubblici Esercizi. Regole
identiche di certo, ma storia, competenze e professionalità ben
diverse, forse i nostri parlamentari così rigidi nell’interpretare
norme europee e regole spesso vecchie di molti decenni, potrebbero
accorgersi di questo valore del Paese.
Siamo
un paese dove fissare regole è diventato lo sport nazionale e ,
sembra stranamente, solo per i più piccoli. Si vuole scaricare sul
settore dei Pubblici Esercizi, e quindi per una parte importante del
Turismo, una serie di responsabilità , ma qui,la prima provocazione
che facciamo è : Se la sicurezza stradale è messa a rischio da chi
beve e quindi viene chiesto ai gestori dei locali una condivisione di
responsabilità, perché non viene chiesto ciò anche ai produttori
di auto o di moto? Se il limite per guidare un’auto è 0,5 di
livello alcolico nel sangue, perché con il limite a 50/130 km di
velocità massima non viene chiesto ai produttori di limitare la
potenza delle auto o delle moto ? Viene chiesto ai gestori dei
locali di trasformarsi anche in controllori dei clienti, e quindi si
chiederà un esame attraverso gli etilometri degli stessi, e dove
verrà effettuato il controllo? Nei bagni ? Lo potrà fare solo il
titolare in quanto responsabile del locale ? Se un giorno lo stesso
non è presente, un collaboratore potrà sostituirlo? Se un locale
non ha spazi adeguati, verranno fatti al tavolo dinanzi a tutti gli
altri clienti.
Perché
da un lato le varie autorità chiedono una maggiore tutela della
privacy del cittadino e poi con altre norme tutto questo rischia di
essere disatteso ?
Tanti
perché a cui attendiamo risposte, magari anche dal Ministro del
Turismo.
Perché
di certo ci sarà una diminuzione degli incassi e forse dell’
occupazione.
Qualche
risposta la attendiamo anche dalle nostre Organizzazioni Sindacali
nazionali, dato che ora, e per fortuna, è nato il “ Rete Imprese
Italia “ e quindi siamo tutti un po’ più grandi,e forti, domani
e forse gia da oggi, saremo difesi un po’ più di prima ?
Il
sistema non ce la fa più, il nostro lavoro ci rende orgogliosi ma
non possiamo che ribadire che questa è la pur difficile realtà,
per favore non complicateci di più la vita ed il lavoro che facciamo
con molta passione, vogliamo bene al nostro Paese, ma non siamo tra
chi, e lo hanno fatto in tanti, che potendo hanno trasferito
all’estero le loro attività.
Monini
sbarca in Francia come “Huiliers Créateurs”
Spoleto,
17 marzo 2010 - Nel 2009 nonostante le difficoltà del mercato e
le enormi pressioni promozionali della Grande Distribuzione, Monini
ha incrementato la quota di mercato sia a volume (10,1%, + 0,3
rispetto al 2008) che a valore (10,9%, +0,5 rispetto al 2008) (fonte
IRI Infoscan dic. 09), superando a valore una marca storica come
Bertolli e collocandosi al secondo posto del mercato italiano
dell’Extra Vergine di oliva ad un solo punto percentuale dalla
marca Carapelli. La quota a valore è cresciuta in modo più che
proporzionale a quella a volume, questa è un’ulteriore e
significativa prova che la qualità dei prodotti e marchio Monini
sono riconosciuti sia dal trade che dal consumatore. Inoltre il
Classico Monini si è riconfermato la referenza leader del mercato
con un quota a valore del 7,8%.
Forte di questi risultati
l’olio Extra Vergine Monini sbarca nel mercato francese. Da
poche settimane (l’accordo è stato siglato il 5 febbraio a Parigi
ma è operativo dai primi di marzo) l’azienda umbra ha siglato un
accordo di distribuzione con Lesieur, leader indiscusso dell’olio
in Francia, per entrare nel mercato transalpino con importanti
investimenti.
In Francia Leiseur
rappresenta il 40% del mercato, Monini grazie all’azienda francese
conta di coprire in 2 anni l’80% del territorio nazionale francese
entrando con le referenze Gran Fruttato e Classico con olio d’oliva
Extra Vergine italiano al 100% e con un posizionamento da “Huiliers
Créateurs”. “Entreremo nel mercato Francese dell’olio Extra
Vergine d’oliva – spiega Zefferino Monini, presidente
dell’omonima azienda - con due referenze, il Classico e il
GranFruttato, prodotte al 100% con olio Extra Vergine d’oliva
italiano per portare oltre ai nostri prodotti anche la cultura
dell’Extra Vergine. L’obiettivo di mercato è quello di
raggiungere entro i prossimi 2 anni l’80% di distribuzione
ponderata nel mercato francese”.
IL MERCATO
DELL’OLIO IN FRANCIA •
Totale mercato oli alimentari: 228,6 milioni di litri (- 0,1%
rispetto al 2008), 680,4 milioni di euro (-0,4% rispetto al
2008). • Mercato dell'olio di oliva : 51,5
milioni di litri (+ 1,3%), 300,6 milioni di euro (- 2,1%). •
L'arretramento in valore del mercato 2009 si spiega
essenzialmente dalla caduta dei prezzi della materia prima e la sua
ripercussione sul prezzo di vendita al pubblico •
Peso dell'olio di oliva sul mercato totale degli oli
alimentari: 22,5% in volume, 44,2% in valore.
•
69,3% : penetrazione dell'olio di oliva in Francia, davanti
all'olio di girasole (56,1%). • 3.4 litri:
livello medio di acquisto all'anno per unità familiare contro i 6.1
litri dell'olio di girasole • 35.8%: quota di
Lesieur sul totale mercato olio di oliva nel canale retail. E' il 1°
attore del mercato prima delle private label (35%); Gruppo SOS arriva
ad una quota del 9%. • Puget conferma
la sua posizione di prima marca nazionale di olio di oliva con la
quota del 28,9% del mercato in valore (+ 1,1% versus 2008).
• A
valore, l'olio di oliva Lesieur punta alla terza posizione con il
6,6%, dietro a Carapelli (8,5%); L'olio di oliva Lesieur occupa la 2a
posizione del mercato a volume • Peso attuale
dell'insieme delle marche italiane sul mercato francese dell'olio di
oliva: 9,8% a valore, 7,8% in volume. Fonte: PANEL NIELSEN,
TOTAL FRANCE, HM + SM, CAM A P11/2009.
Europarlamentari
in visita a Mionetto
La cantina di Valdobbiadene
scelta tra le aziende più rappresentative del “modello Veneto”
Valdobbiadene, 17 marzo
2010. Mionetto
è stata scelta come una delle aziende più rappresentative della
D.O.C.G. di Valdobbiadene per la visita di 11
europarlamentari del gruppo EFD
(Europe of Freedom and Democracy), provenienti da diversi stati
membri dell’Unione Europea e impegnati nei primi di marzo in un
summit a Cison di Valmarino (TV).
Il meeting di tre giorni,
organizzato da Giancarlo
Scottà,
europarlamentare e membro della Commissione Agricoltura, si
concentrava sul tema della difesa della qualità dei prodotti
agricoli e sull’analisi del primo documento di proposta sul tema,
presentato dall’onorevole e approvato lo scorso 23 febbraio, da
inserire nel Libro Verde sull'Agricoltura della Commissione Europea.
L’esperienza del Veneto in
proposito è considerata esemplare per la sua capacità di tutelare e
lanciare a livello internazionale marchi come il Prosecco di
Valdobbiadene, il Radicchio Rosso di Treviso o il Radicchio Variegato
di Castelfranco.
L’attenzione si è
focalizzata in particolare sull’esperienza del territorio di
Valdobbiadene
dove gli europarlamentari sono stati guidati nella conoscenza diretta
del sistema e di alcune eccellenze della D.O.C.G.
Tra queste è stata scelta
anche la cantina
Mionetto, da
sempre attiva nella promozione del territorio e impegnata
nell’accogliere annualmente ospiti internazionali, iniziativa che
nel tempo ha diffuso e rafforzato nel mondo la conoscenza e l’amore
per il prosecco e per le eccellenze venete.
Gli europarlamentari hanno
così potuto visitare la cantina e degustare alcune delle sue
prestigiose bollicine come il Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG (dal
1° Aprile),
il Prosecco
Spago e il
Sergio Rosè,
abbinati per l’occasione ad assaggi di salumi De Stefani. Molto
interesse ha suscitato tra gli ospiti la spiegazione del metodo
Charmat e la legatura a spago, fatta ancor oggi a mano, testimone di
un antico sapere e riproposta in chiave moderna al mercato proprio da
Mionetto dal 1961.
Nata nel 1887 sulle colline di
Valdobbiadene (Tv), Mionetto è oggi una delle cantine italiane più
rappresentative nel panorama internazionale ed è stata una delle
prime a esportare il Prosecco negli Stati Uniti, dove è presente
anche con una propria sede: la Mionetto USA Inc. a New York dal 1998.
Mionetto è stata acquisita nel 2009 dal Gruppo tedesco Henkell
& co.
Sektkellerei
KG, uno dei
maggiori produttori europei di bollicine, ma la sua anima resta
italiana conservando la gestione e il controllo produttivo nella sede
di Valdobbiadene.
Mionetto
SpA
via
Colderove, 2 - 31049 Valdobbiadene (TV)
T +390423 9707 F +390423
975766
mionetto@mionetto.it
– www.mionetto.com
Il “Trentino Wine”
fa tappa a Palermo il 29 marzo
Palermo –
Degustazioni, seminari ed incontri. Il capoluogo siciliano ospita e
fa conoscere la terra del Trentino attraverso i suoi vini, le sue
grappe e i suoi produttori.
Il “Trentino Wine”
fa tappa a Palermo, un appuntamento con il gusto e i sapori di
questa Provincia del nord Italia, che si svolgerà il prossimo lunedì
29 marzo, dalle 17 alle 23, nei locali dell’Hotel Villa
Igiea Hilton (Salita Belmonte 43) e che sarà anticipato,
esclusivamente per i giornalisti invitati, da un aperitivo di
presentazione che verrà offerto alle 12.
Un’occasione per far
conoscere agli esperti, agli appassionati e ai semplici curiosi, una
selezione di 51 vini e 10 Trentino Grappa d’eccellenza, nel
corso di degustazioni e wine tasting che si svolgeranno nella
Sala Belle Epoque dell’albergo e a cui prenderanno parte i
produttori di 30 cantine e 10 distillerie della zona.
Contestualmente, nella
vicina Sala Basile, troveranno spazio gli approfondimenti
monotematici di tre diversi seminari-degustazione, in cui
winemaker e giornalisti aiuteranno il pubblico ad orientarsi in
questo territorio di montagna. Si comincerà alle 18 con “Le età
del TRENTODOC” - Laboratorio del Gusto Slow Food; alle 20
l’Associazione Italiana Sommelier presenterà Müller Thurgau,
Marzemino e Teroldego rotaliano, tre autoctoni del Trentino; ed
infine, alle 21.30, si discuterà della Trentino Grappa con gli
esperti dell’Anag (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa ed
Acqueviti).
I vigneti trentini si
estendono su una superficie di 10.000 ettari, con un’altitudine che
varia dai 200 agli 800 m s.l.m. Oltre il 70% dei vini prodotti nella
regione sono Doc e un cenno particolare va al TRENTODOC metodo
classico, un vero e proprio vanto della produzione che rappresenta
più del 35% di quella nazionale. Per le bollicine di montagna,
infatti, si è appena chiuso un 2009 esaltante: ben due etichette si
sono aggiudicate il titolo di miglior spumante d’Italia sulle più
prestigiose guide di vini nazionali, sono nate sei nuove etichette e
il novero dei produttori si è arricchito con l’ingresso di una
nuova casa spumantistica.
I laboratori di
degustazione sono su prenotazione, fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e
prenotazioni contattare: Trentino S.p.A., Tel. 335.7401375.
Gusto Nudo fiera dei
vignaioli eretici
quarta edizione:
domenica 24 e lunedì 25 aprile a Bologna. Un incontro
di vignaioli eretici...
Evento di
rilevanza internazionale, occasione per gustare i sapori delle
tradizioni agricole e dei mondi rurali italiani, Gusto Nudo dà
appuntamento per la 4a edizione a un centinaio di vignaioli
indipendenti dell’intera Penisola e, naturalmente, ad appassionati
e operatori del settore.
Nella suggestiva
cornice dell’ex convento secentesco di San Leonardo, nel cuore di
Bologna, le aziende vitivinicole daranno vita all’annuale
fiera-mercato. I numeri della
grande produzione lasciano il campo all’amore e all’attenzione
per le specificità del territorio e per la naturalità dei
comportamenti produttivi.
Gusto Nudo è la
fiera dei produttori che hanno scelto un’agricoltura biologica o
comunque naturale, che lavorano in armonia con i cicli naturali,
senza interventi artificiali né invasivi, nel rispetto dei tempi di
raccolta dell’uva e di lavorazione del vino.
È così che
preservano l’originalità e il fascino dei prodotti della natura.
Gusto Nudo è l’occasione per conoscere vignaioli eretici, che
hanno la capacità e il coraggio di sostenere e difendere le proprie
convinzioni. L’evento ha ottenuto il patrocinio della
Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna – Quartiere San
Vitale.
Durante la fiera
sarà possibile acquistare i prodotti degli espositori.
24-25 aprile – orario
15.00-21.00 ingresso libero –
contributo bicchiere da degustazione 10 euro vicolo Bolognetti 2 –
Bologna
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Le
notizie della settimana 17
marzo
2010
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Gusto per la
Ricerca: domenica Da Vittorio a
Villa Cantalupa della famiglia Cerea
Importante
appuntamento Da Vittorio a Villa Cantalupa presso la famiglia Cerea
a Brusaporto di Bergamo per domenica 21 marzo.
La famiglia Cerea
ospiterà la 7ª edizione del Gusto
per la Ricerca,
evento di beneficenza che dal 2004 a oggi ha raccolto un milione e
39.355 euro, dei quali 145.655 lo scorso anno in Friuli. Nel
ristorante guidato da Enrico
e Roberto
Cerea,
cucineranno per l’occasione Massimiliano
Alajmo
(Le
Calandre
a Rubano), Annie
Feolde,
Italo
Bassi
e Riccardo
Monco
dell’Enoteca
Pinchiorri
di Firenze, Pino
Cuttaia
della Madia
a Licata (Agrigento), Gianluca
Fusto,
maitre chocolatier Paolo
Lopriore
del Canto
a Siena, Mauro
Uliassi
di Uliassi
a Senigallia (Ancona) e Mauro
Lorenzon
dell'Enoteca
La Mascareta
di Venezia.
Offerta minima
650
euro,
informazioni e prenotazioni al 334.7810509.
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Le
notizie della settimana 17
settembre
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Le Cantine Bergamaschi
protagoniste con le
musiche di Verdi e
le favole di Guareschi
di
Egidio Bandini
«Il cosidetto vino della
Bassa, mistura schiumosa, spropositata…» Le parole del grande
Bruno Barilli sembrano descrivere l’ultima fra le riscoperte delle
Cantine Bergamaschi: il “Rosso dai vecchi filari” è proprio il
“vino della Bassa”, la mistura schiumosa e spropositata di tanti
vitigni che, in campagna, stavano maritati agli oppi accanto alle
vecchie case coloniche.
Da un secolo, dal 1909, le Cantine
Bergamaschi, oggi condotte da Demetrio, Maurizio, Monica e Luca,
hanno mantenuto viva la tradizione degli antichi vini della Bassa
parmense, rivalutando la viticoltura, soprattutto del vitigno Fortana
del Taro, il fiore all’occhiello dei Bergamaschi. Da questo
vitigno, che stava per andare quasi completamente perduto, Maurizio
e Demetrio Bergamaschi hanno ricavato il vino che per primo ha
ottenuto l’Indicazione Geografica Tipica e si è guadagnato, con la
riserva “Podere Rosa” un posto di prestigio, nel 2005,
all’interno dei “Top Hundred” fra i vini italiani.
Cent’anni di storia,
che i Bergamaschi, con la sapienza della tradizione, raccontano così:
«qualche chilometro da Busseto, terra natale
di Giuseppe Verdi, nel cuore della Food Valley, si trovano le Cantine
Bergamaschi. Le loro origini risalgono al 1909, quando il nonno dei
fratelli Bergamaschi acquistò un'osteria ed incominciò la sua
attività di cantiniere utilizzando le tecniche di vinificazione
tipiche di questa zona. Negli anni successivi il Comm. Pietro, padre
dei fratelli Bergamaschi e grande appassionato di vini locali,
associò alla tradizione ereditata dal padre le conoscenze
tecnologiche che via via si stavano sviluppando nel settore
enologico. L'attività crebbe e Maurizio, affiancò all'attività di
produttore di vino quella di viticultore: nel podere di famiglia fu
impiantata una vigna di Fortana.
Questo
vitigno tipico delle terre verdiane, forte e vigoroso, dà un vino a
produzione limitata e circoscritta, che rappresenta tuttora il fiore
all'occhiello dell'Azienda. In queste terre forti e argillose,
dove il clima è prevalentemente umido, caldo in estate e rigido in
inverno, e dove Verdi nacque e decise di vivere, hanno origine vini
caratteristici che ancora oggi i fratelli Bergamaschi lavorano e
imbottigliano nel rispetto della cultura e della tradizione
vitivinicola tipica della zona. I loro vini leggeri, freschi e
spumeggianti accompagnano oggi, così come in passato, i prodotti e i
piatti tipici della cucina parmigiana, la cui raffinatezza e
ricchezza di sapori, unite alla sua semplicità e genuinità, ne
hanno fatto in un'arte gastronomica conosciuta ed apprezzata in tutto
il mondo.»
Sabato
12 settembre le Cantine Bergamaschi hanno festeggiato il centenario
con un convengo cui hanno partecipato studiosi, giornalisti, esperti
del settore, autorità ed esponenti delle Istituzioni, degli Enti
locali e delle Associazioni di categoria, ma il clou, il cuore della
festa per il primo secolo di vita delle Cantine Bergamaschi è stato
domenica scorsa, 13 settembre, quando, per tutta la giornata, le
cantine sono state aperte a turisti, visitatori, appassionati ed
amici, con un’esposizione delle antiche attrezzature enologiche, il
racconto per immagini della storia di cent’anni di ricerca e tutela
delle tradizioni vinicole della Bassa e, soprattutto, è stato
possibile degustare questi vini spumosi e spropositati per la loro
leggerezza e piacevolezza al palato: il Fortana del Taro IGT, il
Lambrusco dell’Emilia IGT, la Malvasia, il Bianco Secco, le riserve
Cigno Bianco e Cigno Nero, il Lambrusco Napoleone.
Vini
prodotti secondo le più tradizionali tecniche di vinificazione, ma
con il supporto delle tecnologie moderne, senza alterare quello che è
il procedimento per ottenere prodotti di assoluta qualità, tanto che
lo stesso Giovannino Guareschi, al momento di aprire il ristorante a
Roncole Verdi, disegnò personalmente le etichette per il Fortana, il
Bianco Secco e il Lambrusco che erano prodotti appositamente per lui
dalle Cantine Bergamaschi e sono stati riproposti in occasione, lo
scorso anno, del centenario guareschiano.
Si
celebra davvero un centenario dopo l’altro alla Bassa, e tutti con
lo stesso comune denominatore: le armonie di questa terra unica: le
musiche di Verdi, le favole di Guareschi, i vini dei Bergamaschi.
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