Le notizie della settimana 21 dicembre 2010

 

 Balocco: “Dolci” previsioni per la chiusura del 2010


Con l’arrivo delle festività natalizie, momento clou per il mercato dolciario da ricorrenza, settore di riferimento per la Balocco Spa, arriva anche il momento dei bilanci.


Nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato il mercato, incertezza dei consumi ed importante l’incremento delle materie prime (burro e farina innanzitutto), le previsioni della famiglia Balocco, da ottant’anni alla guida della storica azienda di Fossano, sono più che positive mantenendo le importanti percentuali di crescita registrate negli ultimi anni.


L’Azienda prevede infatti di chiudere il 2010 con un fatturato che sfiorerà i 130 milioni di euro, con una crescita pari a circa il 7,5% rispetto al 2009. Non si tratta di un episodio, ma della conferma di un trend di costante crescita che ha caratterizzato gli ultimi esercizi: fra il 2005 ed il 2009 il giro d’affari è salito del 76%. Si è passati così dai 67 milioni di euro di fatturato del 2005 ai 118 milioni di euro del 2009, registrando un incremento medio annuo del 15%. In particolare negli ultimi 48 mesi l’Azienda è cresciuta di oltre un milione di euro al mese.


Sono grandi le aspettative sulle risposte del mercato in questo periodo natalizio: ad oggi sono infatti oltre 14 milioni i prodotti lievitati del Natale venduti, distribuiti capillarmente in Italia e per il 15% all’estero.


Grande impulso è stato dato all’export: i prodotti Balocco oggi sono presenti in oltre 50 paesi (Europa, Nord America, Medio Oriente, Sud Est Asiatico, Australia, sud Africa e Sud America); il 62% dei volumi è realizzato all’interno della UE, il 38% nei paesi extra UE.


L’antica pasticceria si è trasformata in uno stabilimento produttivo tra i più moderni e all’avanguardia. Un successo importante anche per le ricadute occupazionali di un intero territorio: oggi Balocco impiega infatti un organico medio di circa 300 addetti (con punte di 370 nel periodo natalizio). La crescita è stata sostenuta inoltre anche da un importante piano di investimenti destinati all’acquisizione di nuove tecnologie ed al miglioramento di quelle esistenti: grazie ad uno sforzo di oltre 30 milioni di euro investiti, la Società dispone oggi di uno fra gli stabilimenti più moderni ed efficienti d’Europa, esteso su 70.000 metri quadrati di cui circa 44.000 coperti. Il 2010 ha visto inoltre l’avvio di una nuova linea di produzione per biscotti da prima colazione, che ha portato ad otto il totale degli impianti installati nel sito produttivo di Fossano. Inoltre entro la fine dell’anno sarà inaugurato uno dei più grandi impianti fotovoltaici su copertura industriale del Piemonte, instaurato sulle coperture del complesso industriale Balocco di Fossano (CN) e con una potenza nominale di 1.860 2010 kWp.


Fondata nel 1927 a Fossano (CN) come pasticceria artigianale, Balocco è oggi diventata il secondo player del mercato dolciario italiano, grazie ad una strategia che punta alla qualità del prodotto, all'attento e diretto controllo delle materie prime e di tutte le fasi di lavorazione, e alla proposta di una vasta gamma di prodotti dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Una strategia vincente quella di Balocco, azienda 100% italiana e di proprietà della famiglia Balocco, oggi guidata dalla III generazione.



Cesarini Sforza brinda alla Accademia nazionale di  Santa Cecilia


Bologna 20 dicembre 2010. Le nobili bollicine degli spumanti Cesarini Sforza brinderanno alla prossima iniziativa di raccolta fondi a beneficio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.


Con l’obiettivo di ripetere il successo che un’analoga iniziativa ebbe lo scorso anno, martedì 21 dicembre 2010 alle ore 19.30, presso la Sala “Santa Cecilia” dell’Auditorium Parco della Musica, il Maestro Antonio Pappano – Direttore Musicale dell’Accademia – dirigerà il Concerto Note di Natale, in cui verranno eseguite musiche di Rossini, Honegger e il celebre secondo atto de Lo Schiaccianoci di Čajkovskij. Al Concerto farà seguito una cena di gala nello “Spazio Risonanze” dell’Auditorium, a cui parteciperanno Antonio Pappano, Ennio Morricone e un gruppo di celebri artisti mobilitati a sostegno dell’Accademia. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto all’Accademia stessa.


L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche istituzioni musicali del mondo. Fondata ufficialmente nel 1585, e trasformatasi nei secoli da sodalizio di musicisti di valenza locale a moderna accademia ed ente concertistico sinfonico di fama internazionale, unisce un corpo accademico composto di 100 membri fra i più illustri esponenti della cultura e dell’arte musicale a un’orchestra e a un coro sinfonici fra i più accreditati in campo internazionale; svolge altresì attività di alta formazione musicale e conserva un patrimonio storico ricchissimo, riflesso della sua storia plurisecolare.


Ancora una volta la Cesarini Sforza Spumanti ha voluto legare il proprio marchio a un evento di grande rilevanza artistica, a ennesima conferma del suo claim storico: qualità, immagine, cultura. Il consolidato prestigio degli spumanti Cesarini Sforza contribuisce in questo modo al sostegno della preziosa iniziativa mobilitata a favore dell’Accademia.


Gli Spumanti Cesarini Sforza sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Fratelli Rinaldi Importatori (tel. 051 4217811, fax 051 242328, info@rinaldi.biz), e per l’estero da Ethica (Gruppo La Vis, tel. +39 0461 380800, fax +39 0461 380846, info@ethica.biz).



Ekk Abruzzo: sarà Gabriele Marrangoni il patron del ristorante di Ekk

 

Eclettico, appassionato, professionale: Gabriele Marrangoni è completamente in linea con la filosofia di Ekk “Abruzzo in sintesi”, il polo del tipico e del verde abruzzese che nascerà a Città Sant’Angelo (Pe). Per questo motivo sarà lui lo chef patron del ristorante di Ekk Abruzzo in sintesi.

 

Già chef della nota country house “Borgo Spoltino” di Mosciano Sant’Angelo (Te), dove propone una cucina esclusivamente a base di prodotti tipici, Gabriele Marrangoni ha vissuto e continua a vivere numerose esperienze culinarie fuori regione e all’estero (Novara, Cuneo, Spagna), e di docenza in Brasile, in Oregon e in Danimarca per la valorizzazione dei prodotti tipici e in particolare dell’olio extravergine di oliva, insieme alla Facoltà di Agraria dell’Università di Teramo e a Slow Food. È sommelier e abilitato alla cucina senza glutine.

 

Nel 2003 ha fondato insieme al suo amico e socio Mauro Angeloni “Borgo Spoltino”, accanto al quale ha realizzato un orto per la coltivazione di verdure ed ortaggi, e che è sede di una rassegna jazz invernale dove si promuove il connubio tra musica e gastronomia di qualità.

Sempre insieme a Mauro Angeloni, nel 2006 ha aperto il primo punto di “Terra del Gusto”, una nuova filosofia di ristorazione per la pausa pranzo con prodotti a filiera corta e richiami alla cucina tipica del territorio. Oggi i punti sono sei, dislocati sul territorio abruzzese, e sono luoghi di riferimento per chi ama tenersi leggero senza sconti sulla qualità.

 

Sarà lui a condurre gli eventi enogastronomici che si svolgeranno in Ekk Abruzzo in sintesi. La struttura, in corso di ultimazione all’interno della storica Cantina Santangelo ai piedi del borgo di Città Sant’Angelo, sarà aperta al pubblico il prossimo febbraio. Il progetto di recupero della Cantina (le stanze dell’albergo di Ekk, infatti, sono ricavate dalle botti e delle botti conservano le pareti in cemento armato) è stato presentato durante la prima biennale di Habitat appena conclusasi nell’ex Aurum di Pescara. Si allegano foto delle tavole esposte e di Gabriele Marrangoni.

 


In diretta sul web la Scuola Italiana di Potature della Vite

Da gennaio in 7 regioni

 

In diretta sul Web i corsi della Scuola Italiana di Potature della Vite, che si svolgeranno in gennaio e febbraio nelle 7 principali regioni vinicole italiane ( Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia-Franciacorta, Toscana, Campania). Grazie all’attivazione di un servizio di streaming Web sarà infatti  possibile seguire in diretta e di rivedere a piacimento on demad  le lezioni teoriche in aula e quelle pratiche in vigna della Scuola ideata da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, i Preparatori d’Uva, e coglierne lo spirito e la sapienza: uno strumento a disposizione di chi non può partecipare in prima persona ai corsi, addetti a lavoro e no, viticoltori o persone semplicemente interessate all’ambiente e alla natura.

 

Non solo. La Scuola - venendo incontro alle molteplici richieste - aumenta rispetto al 2010 il numero dei corsi  e, per ciascuno di essi, consolida la collaborazione con  prestigiose università ed istituti di ricerca legati al mondo della vite, interessati al Metodo Simonit e Sirch di potatura soffice della vite: l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in Piemonte, il  CERVIM - Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna  e l’Istitut Agricole Régional in Valle d’Aosta, l’ Istituto Agrario di San Michele all’Adige e l’Istituto Sperimentale di Laimburg in Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a Castelnuovo Berardenga  e il Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in Toscana.

 

Riteniamo che la ricerca sia il futuro – spiega  Marco Simonit- Perciò, oltre ad aprire le Scuole, stiamo investendo molto in questo settore e stiamo allacciando rapporti con importanti istituti e università italiani e stranieri affinché il nostro lavoro di potatura sia studiato e monitorato. Non siamo gelosi del nostro Metodo, anzi desideriamo che il mondo scientifico lo studi. Siamo partiti oltre 20 anni fa dall’osservazione e dallo studio delle antiche vigne; abbiamo poi  messo a punto empiricamente il Metodo Simonit&Sirch e lo abbiamo applicato nei vigneti di  molte importanti aziende italiane, dal Nord al Sud; il prof. Attilio Scienza del Dipartimento di viticoltura Università di Milano e poi la prof.ssa   Mugnai del Dipartimento di patologia del Corso di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze sono stati i primi a seguirci passo passo e a raccogliere dati. Oggi siamo orgogliosi di poter lavorare e di confrontarci anche con altre  realtà scientifiche, perché crediamo che grazie allo studio si potranno  individuare metodologie  operative sempre  più mirate ed efficaci .”

 

Ma come nasce l’idea della Scuola Italiana di Potature della Vite? Marco Simonit e Pierpaolo Sirch l’hanno ideata dopo oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di tutt’Italia. Unica nel suo genere non solo in Italia, ma a livello internazionale, é un centro di formazione permanente. Una scuola itinerante, con sedi nelle grandi regioni del vino italiane, aperta a viticoltori e non, le cui lezioni si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura. Altre 12 ore in tarda primavera, per la gestione del verde.

 

L’obiettivo della Scuola è quello di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono addirittura di raddoppiarne l'età: spesso infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno. Il che comporta una valorizzazione del vigneto Italia, bene da salvaguardare sotto il profilo economico, storico e ambientale paesaggistico. Non solo: un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto,  piante più sane e longeve che danno uve, e quindi vini, di qualità superiore (le malattie infatti sono causate anche, e spesso, da una dissennata impostazione delle potature che hanno fatto crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno della vite).

 

Un nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, a torto considerato umile, che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani interessanti prospettive nel settore della green economy.


Date e programmi dei corsi, nonchè delle dirette streaming Web su
www.simonitesirch.it.

Per informazioni: Tel. 0432.752417.



Da Papillon una guida ai ristoranti solo per iPad

oltre 2050 ristoranti recensiti e giudicati coi faccini sorridenti

La guida I Ristoranti del Golosario 2011 è una realtà, ma - segno dei tempi -

è stata concepita solo per iPad.

Contiene oltre 2.000 segnalazioni che annoverano tutte le recensioni delle due GuideCriticheGolose, ovvero di Piemonte, Lombardia, Valle D'Aosta, Liguria e Costa Azzurra e poi i 500 ristoranti del Golosario del resto dell'Italia, ma anche le cantine, i negozi, i produttori di cose buone che offrono un servizio di ristoro.

"Una guida preziosissima per il turismo enogastromico in Italia - dice soddisfatto Paolo Massobrio - che va a valorizzare il lavoro di tanti bravi cuochi". Paolo Massobrio, che firma libri di successo come Il Golosario, guida alle mille e più cose buone d'Italia e il libro per la famiglia Adesso, ha raccolto in questa nuova guida nazionale tutto il meglio che la sua squadra di collaboratori, insieme ai Club di Papillon, hanno scoperto sul territorio. Il giudizio viene dato con i "faccini" più o meno sorridenti accanto a tutte le indicazioni utili per recarsi a pranzo o a cena.


Su App Store, dunque sono disponibili 2 guide: la prima riguarda i 3.700 negozi del Golosario (gratuita), la seconda I Ristoranti del Golosario, disponibile ad un prezzo di 7,99 euro.


Con l'applicazione è possibile: cercare i ristoranti attraverso il ricchissimo database, organizzato per regioni; utilizzare il motore di ricerca interno per cercare i ristoranti per prezzo, categoria, cibo cucinato, località...; scoprire i ristoranti vicini a voi, attraverso un utilissimo sistema di navigazione GPS.
E tanto altro ancora...Edita da Comunica edizioni srl l'applicazione è disponibile attualmente per piattaforma iPad, ed è stata realizzata dalla società Netguru e Fotonica.



Asiago e Speck per la “Pizza Altopiano”: omaggio gastronomico all’Unità d’Italia

Garibaldi non fu ferito invano: oggi l’Italia è unita attorno alla nuova pizza, con Speck Alto-Adige, Asiago mezzano, pomodorini di Pachino ed olio extra vergine. La delizia messa a punto dai maestri pizzaioli di Vitulazio (Caserta).

 

20 dicembre 2010. E’ una rivoluzione di equilibrio, un risorgimento di buon gusto, quello architettato dai maestri pizzaioli delle pizzerie “Napulèone” (leggi “Napule Uan”) di Caserta e Napoli. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la creatività dirompente di cui i meridionali sono capaci nel creare con la massima naturalezza dei veri nuovi classici, hanno sfornato una ricetta di pizza che hanno voluto intitolare all’Altopiano, in omaggio alla terra di provenienza di uno dei suoi ingredienti: l’Asiago DOP stagionato. Sulla Pizza Altopiano, l’Asiago mezzano si accompagna ad alcune fra le più felici specialità alimentari del nostro Paese: lo Speck Alto-Adige IGP, i pomodori ciliegini di Pachino IGP e l’olio Extra Vergine di Oliva, sempre meglio se DOP.

 

Il gastronomo casertano Vincenzo D’Antonio racconta: «Una volta nelle pizzerie di Napoli, quelle vere, anzi "veraci", si facevano sì e no soltanto una mezza dozzina di pizze. Se la memoria mi soccorre, provo a dirle: la napoletana, ovvero la semplicità difficile a farsi (olio, aglio, origano e pomodoro), la marinara, come sopra ma con aggiunta delle acciughe, la margherita, senza origano, bensì fiordilatte e qualche fogliolina di basilico, il calzone, ovvero con ripieno di ricotta e salame (in origine, i cicoli, ovvero pezzetti di lardo di maiale) e variazioni semplici quali capricciosa e quattro stagioni. Tant'era».

«Poi, con il proliferare delle pizze, si cominciò a ritenere che vinceva chi... la sparava più grossa con la fantasia. Adesso le cose sembra tendano ad un savio riequilibrio», prosegue D’Antonio: «Mai più si tornerà allo spartano assortimento della mezza dozzina di pizze, ma nel contempo speriamo che ci si stia allontanando per sempre da "mare e monti", "panna e würstel", "patatine fritte e mais" ed altre nefandezze del genere. Una pizza innovativa nella meritoria accezione, ovvero laddove l'aspetto di innovazione si addentella alla tradizione, è la pizza dell'Altopiano. Base ben lievitata ed in entrata forno sottili fette di Asiago mezzano DOP (in assenza, Asiago fresco DOP) e pomodorini ben maturi tagliati a metà. A metà cottura, si appongono sulle fette di Asiago che hanno preso nel mentre la giusta morbidezza, delle sottili fette di Speck dell'Alto-Adige IGP. La cottura in forno prosegue per un altro minutino. In uscita forno, cadono sulla pizza auree gocce di olio extravergine di oliva. La pizza, caldissima, è pronta per il tavolo. E beato sia il commensale».

http://www.ilnomedelrosato.it



Successi per Carpené Malvolti

 

Un fine anno con i fuochi d'artificio per Carpené Malvolti, che dopo il premio Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo ottenuto dal Gambero Rosso con la Cuvée Brut del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, si aggiudica anche due medaglie d'argento all'ottava edizione del concorso Effervescent du Monde 2010, una delle rassegne enologiche più attese interamente dedicata al mondo della spumantistica a cui hanno preso parte oltre 500 vini provenienti da 24 paesi. Ad aggiudicarsi le medaglie d'argento, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica e il Petit Manseng de L'Arte Spumantistica.

I prodotti della storica azienda spumantistica di Conegliano hanno ricevuto in questi giorni anche una ulteriore manifestazione di stima, piazzandosi al primo posto - con un distacco di parecchi punti sul secondo - della classifica stilata da Altroconsumo  giudicato il miglior vino 'per le feste' attribuito al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extradry.In previsione delle festività natalizie Altroconsumo ha voluto confrontare qualità e prezzi delle principali etichette di spumante; 15 produttori per altrettanti vini sfilano nella classifica pubblicata dalla rivista, capeggiati da Carpenè Malvolti. Un trionfo significativo, che testimonia l’attenzione costante della cantina storica di Conegliano verso l’alta qualità dei propri prodotti, strizzando l’occhio al portafogli dei consumatori.

 

Riconoscimenti da aggiungersi ai già numerosi premi ottenuti nell'arco del 2010 dagli alfieri di Carpené Malvolti, che si avvia a chiudere un anno ricco di successi. Come quello che si festeggia questa sera a Roma alla Città del Gusto del Gambero Rosso ovvero la premiazione con l'Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo durante la prima delle due degustazioni fissate in occasione dell’uscita in distribuzione della nuova guida Bollicine d’Italia 2011, la guida che raccoglie il meglio della produzione spumantistica italiana. E stasera il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica sarà anche protagonista della prima puntata di "ViNovità", rubrica televisiva enologica realizzata da Zeta Group in collaborazione con AIS Veneto e l'Enoteca Veneta di Conegliano che si inserisce all'interno del settimanale televisivo Cronache Trevigiane, in onda su Telenuovo alle 13 e  alle 23,45 e su Telechiara alle 13.

Il secondo appuntamento con le Città del Gusto del Gambero Rosso, domenica 19 dicembre a Napoli, dove dalle 20 alle 24 si riempiranno i calici accompagnati dalle creazioni degli chef del Gambero Rosso, ovvero sfiziosi finger food dolci e salati e una selezione di salumi e formaggi.



Natale Fipe, a tavola al Ristorante


Alla tavola di Natale apparecchiata nei ristoranti farà la sua comparsa la Finanziera. Non si tratta però dell’ennesimo controllo da parte delle Fiamme Gialle, né di un bieco e deplorevole tentativo di corruzione da parte degli esercenti!


La Finanziera è il nome di un’antica ricetta piemontese che alcuni ristoratori sono andati a riesumare dai bauli impolverati nelle soffitte per proporla, assieme ad altre, in una chiave moderna e salutistica in occasione delle festività natalizie.

La novità al ristorante del Natale 2010 è rappresentata proprio dalle ricette tradizionali regionali di cui si era persa la memoria. La Vecchia di cavallo parmense, il Cappone in carpione lombardo, la Minestra maritata in Campania, La Torta Bronse in Veneto, i Vincisgrassi ad Ancona, Il Timballo alla Bonifacio ciociaro, la Sbroscia viterbese, i purceddhruzzi a Lecce o il Cunigghiu senza cunigghiu a Palermo (scarica dal sito www.fipe.it le ricette e i ristoranti che le propongono) non sono che antichi piatti talmente tanto caratteristici e legati al territorio da essere stati sopraffatti nella fama dei più comuni risotti e cotolette alla milanese, coda alla vaccinara, polenta con gli osèi e orecchiette alle cime di rapa.

 

I ristoranti che stanno proponendo le ricette popolari perdute e rivisitate in chiave moderna hanno colto proprio questo spunto per proporre un Natale originale e all’insegna dell’italianità. Tanto è vero che anche i ristoratori che non si avventurano nelle ricette storiche, prevedono comunque di offrire ai clienti un menù meno esotico e più stagionale: l’ananas lascia il posto alle arance; legumi e ortaggi compariranno in maniera forte; la carne va più del pesce anche se di allevamento.

«Il Natale è la festa della famiglia per definizione – ha commentato il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – e il ristorante è il posto più adatto per accogliere le grandi tavolate di parenti ed amici con lo stesso calore della casa. Con queste ricette storiche rivisitate si sta aprendo una nuova fase rinascimentale della cucina».

 

La scelta culinaria dei ristoranti sembra essere stata apprezzata dai consumatori che hanno già fatto registrare il tutto esaurito in molti locali. I prezzi, infatti, sono rimasti contenuti: il menu composto da antipasto, due primi piatti, due secondi, contorni di stagione, dolci natalizi, caffè, bevande costa in media 43,50 euro, appena l’1,2% in più del 2009. La spesa complessiva ammonterà a 217 milioni di euro, pari al 4% in più del 2009. La conferma arriva anche dalla crescita del numero di chi consumerà il pranzo di Natale nei 60mila ristoranti aperti da nord a sud della penisola. Forti anche di alcune iniziative di intrattenimento (la presenza di Babbo Natale nel locale e i menu bambini, per esempio), i 5 milioni di italiani che andranno al ristorante rappresentano un aumento del 2,8% di clientela rispetto al 2009.


I NUMERI DEL PRANZO DI NATALE AL RISTORANTE


Natale 2010

var. % 2010/2009

ristoranti aperti (n.)

54.863

0,8

clienti (n.)

4.993.794

2,8

prezzo medio (in euro)

43,54

1,2

spesa complessiva (in euro)

217.421.113

4,0

Fonte: elaboraz. C.S. Fipe






Almaverde Bio fa il boom di contatti con la campagna tv

Oltre 63 milioni di contatti per tre messaggi che spiegano ai consumatori l’importanza di mangiare biologico.


Cesena 17 Dicembre 2010. Un Natale all’insegna del biologico per i consumatori italiani che dal 19 dicembre vedranno la nuova campagna pubblicitaria Almaverde Bio su le reti RAI (Rai 1, Rai2, Rai 3, Rai news) e su La7.

Si tratta di una programmazione che raggiungerà 43,8 milioni di contatti utili per una frequenza media pari a 9.8. (dati Starcom Italia); la messa in onda della campagna che Almaverde Bio ha ideato porterà all’attenzione dell’opinione pubblica i valori dell’agricoltura biologica avvalendosi della testimonianza dell’etologo Giorgio Celli, dell’esperta in nutrizione Alessandra Bordoni e dell’oncologo Dino Amadori.

Lo spot è visionabile dal 20 dicembre nel sito www.almaverdebio.it.

La campagna televisiva sarà potenziata da una campagna su Radio Rai di sponsorizzazione del segnale orario che svilupperà oltre 20 milioni di contatti utili.

 

CHI E’ ALMAVERDE BIO ITALIA

Almaverde Bio Italia è un Consorzio che associa 11 imprese dell’agroalimentare italiano con una comprovata esperienza nel settore biologico.

Il Consorzio ha il compito di sviluppare strategie di comunicazione e promozione del marchio investendo le risorse messe a disposizione dei soci.

Le imprese sono licenziatarie in esclusiva per l’uso del marchio per il proprio settore merceologico, svolgono autonomamente la commercializzazione, fanno sinergia per lo sviluppo del mercato

Nato nel 2000, il Progetto Almaverde BIO è oggi il primo marchio di biologico in Italia con una notorietà del 69% ( Fonte Call Word).

Nel 2009 i prodotti Almaverde Bio hanno raggiunto un fatturato di 26,186 milioni di euro realizzando un incremento del 7.5% sul fatturato 2008. Nel 2010 il trend si mantiene positivo con un + 12% sul pari periodo 2009.



PIÙGUSTO, il successo dell'eccellenza

Trionfo della manifestazione e grande partecipazione di pubblico: i golosi hanno avuto quel che si meritavano!


Lugano saluta PIÙGUSTO, il Salone Internazionale dell’eccellenza enogastronomica ed agroalimentare della Svizzera, che chiude i battenti della sua quarta edizione con un bilancio più che positivo.

Ottima partecipazione di pubblico, sempre più affezionato alla manifestazione che, ogni anno in numero maggiore, porta in città prodotti di qualità assoluta, facendo conoscere ad adetti ai lavori e curiosi il meglio del mercato enogastronomico internazionale.

Buona partecipazione anche di pubblico italiano, che in questa edizione più che mai ha potuto apprezzare il Made in Italy, presente in forza alla fiera e che continua a stupire per varietà e qualità proposta. PIÙGUSTO ha rappresentato anche una vetrina d’eccellenza per i prodotti di casa nostra, con una intera sezione dedicata alle eccellenze ticinesi, dai formaggi ai salumi ai dolci per arrivare ai vini ed ai distillati della nostra regione.

Il calendario di eventi, incontri e degustazioni guidate ha riscontrato grande successo nella tre giorni luganese ricca di appuntamenti: dall’incontro dedicato ai problemi della celiachia, alle degustazioni di vini biologici, distillati e pasta fatta in casa, gli espositori hanno potuto farsi conoscere meglio al pubblico con incontri ad hoc, facendo apprezzare tipicità e sapori unici.

Anche la Regione Piemonte, presente con diversi produttori di nicchia, ha avuto il suo momento di gloria con la presentazione a stampa e visitatori di una delle sue eccellenze: la pera Madernassa. L’incontro ha contato anche la partecipazione dell’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio, che ha dichiarato non casuale la scelta della vetrina di PIÙGUSTO per i prodotti dell’eccellenza piemontese, che qui possono trovare un mercato nuovo e un’apertura per nuovi rapporti commerciali.

Spazio anche al resto del mondo, all’interno del percorso espositivo dedicato ai golosi: da Austria, Germania, Grecia, Norvegia, Francia e altri paesi, il Salone del gusto di Lugano si riconferma un evento che piace agli espositori esteri. In questa edizione di PIÙGUSTO, infatti, il sapore ha parlato in 15 lingue diverse, proponendo una varietà di scelta enogastronomica mondiale davvero notevole.

PIÙGUSTO rinnova l’appuntamento a tutti gli enogastronauti al prossimo anno, per l’edizione numero 5 che ha già diverse novità in cantiere, contando di bissare il successo di quest’anno, per un salone che si candida a diventare un appuntamento tra i più attesi dai golosi e dai curiosi della Svizzera intera.

 


Sotto l’albero? Tante “esperienze” firmate Evinia.it
Visite in cantina, corsi di enogastronomia, degustazioni guidate, lezioni dalle cesarine


Basta navigare su www.evinia.it  per scegliere il regalo che sorprende anche chi ha già tutto.

Il Natale sposa l’enologia e la gastronomia e porta sotto l’albero regali di gusto ed emozioni.
Sul portale www.evinia.it, è possibile trovare una selezione di esperienze, da regalare, dalle visite in cantina alle lezioni di cucina, così da lasciarsi trasportare in un mondo di sapori e profumi dimenticati e sorprendere anche chi ha davvero già tutto.


Per il marito che vuole approfondire la conoscenza di cosa beve, il cadeaux giusto è una visita presso un’azienda vitivinicola (sia in Italia che all’estero), che produce quella particolare etichetta.
Per le mamme che vogliono diventare ancora più brave ai fornelli si può prenotare e regalare una delle lezioni di cucina insieme alle Cesarine, ovvero talentuose chef che aprono le porte della loro casa. Sarà sicuramente un pensiero gradito perché potranno apprendere la magistrale tecnica per fare la sfoglia, o i trucchi per fare un fragrante pane.


Per il fratello negato in cucina? Niente di meglio che iscriverlo ad un corso di enogastronomia.
Per l’amica del cuore o il collega di lavoro che ama assaggiare di tutto? L’ideale è “impacchettare” un voucher per una degustazione guidata.


E tutto sempre garantito da Evinia che provvede poi direttamente alle prenotazioni (arriva successivamente via email).
Ma visto che la tradizione vuole che ci si scambiano i pacchi dono, anche Evinia fa un regalo ai suoi utenti e così al momento della registrazione al portale, offre subito un Bonus del valore di 50 euro che rende più convenienti gli acquisti (sul portale si può scegliere tra vini, champagne liquori e specialità gastronomiche, oltre che eleganti confezioni regalo, e tutto viene consegnato in due giorni).


Evinia - The Wine & Food Experience. INFO: www.evinia.it

 

 

Le notizie della settimana 16 dicembre 2010


A Priverno il Natale del Cuoco


Gran galà per gli chef della provincia di Latina che lunedì prossimo si riuniranno a Priverno (LT) per il tradizionale “Natale del Cuoco”. Ad ospitare l’evento, organizzato come ogni anno dalla Federazione Italiana Cuochi, il ristorante Il Ritrovo.


Un appuntamento unico nel suo genere per celebrare la gastronomia pontina e permettere agli associati di scambiarsi, anche se con qualche giorno di anticipo, gli auguri di Natale. Una serata interamente dedicata ai sapori più autentici della tradizione tra assaggi con le tipicità locali reinterpretate per l’occasione dai migliori chef  del comprensorio.

Tra loro la lady chef Graziella Sangemini, terza classificata per la sezione “artistica” ai recenti  campionati mondiali disputati a Lussemburgo, il presidente della FIC Lazio Carlo Zappulla, il presidente dell’ Associazione Provinciale Cuochi Luigi Lombardi, il segretario generale del Nastro Verde d’Europa Antonio Iadanza e i possessori del prestigioso collare del Collegium Cocorum: un riconoscimento conferito esclusivamente ai professionisti che operano da oltre cinque lustri nell’arte culinaria con dignità e passione, onorando sempre e ovunque la millenaria tradizione della cucina italiana. Obiettivo della Federazione è infatti quello di dare risalto alle eccellenze del territorio attraverso l'organizzazione di manifestazioni che facciano crescere l'enogastronomia locale e diano professionalità alle circa duecentocinquanta giacche bianche che operano nel settore. Artigiani capaci di trasformare le loro cucine in veri e propri laboratori del gusto in cui la sensibilità e la maestria si esprimono nel saper sapientemente coniugare i vecchi sapori con i nuovi saperi per dar vita a piatti gustosi e innovativi sempre capaci di stupire ed emozionare.


Ricco il menu della serata che dopo l’aperitivo di benvenuto vedrà il Girello di vitello con verdure croccanti, germogli e salsa di soia; il fagottino con radicchio e ricotta infornata su vellutata di topinambur e tartufo; l’Orzotto mantecato con ragù di fagiano e zafferano; il Lombetto di maiale farcito alle prugne con verdure saltate; il Semifreddo ai due cioccolati con cuore di amarena e sorbetto di arancia.

Fondamentale, anche in questa occasione, la partecipazione degli istituti alberghieri di Formia e Terracina che con i propri allievi affiancheranno gli chef e i maitre nel servizio di sala e di cucina.



E’ il miele bio di acacia “Apicoltura Cassian” il migliore dell’annata

Da Catania i verdetti del III Premio BiolMiel
La Giuria internazionale ha prescelto il prodotto dell’azienda veneta tra i 154 in concorso. Si è chiusa la tre giorni dedicata ad apicoltura e biodiversità, che ha visto svolgersi anche degustazioni, incontri e mercatini


Catania dicembre 2010. – E’ il miele biologico di acacia dell’azienda “Apicoltura Cassian” di Treviso il migliore di quest’annata. E’ il principale verdetto del III Premio BiolMiel, il concorso internazionale per mieli da produzione bio svoltosi a Catania. Il prodotto veneto è stato proclamato dalla Giuria internazionale che lo prescelto tra i 154 in gara (circa il 20 per cento in più rispetto alla scorsa edizione) provenienti da varie zone d’Italia, ma anche da Slovenia, Croazia, Grecia, Spagna, Messico, Argentina, Turchia e Libano.

Sempre tra gli uniflorari, secondo posto per il miele di castagno pugliese dell’azienda “ApiPuglia”; terzi, ex aequo, il miele di giuggiolo prodotto dall’azienda araba “Abu Dhabi Organics” e quello di sideritis dell’azienda abruzzese “Premiata Apicoltura La Ghirlanda”. Tra i prodotti padroni di casa, ossia i siciliani, miglior piazzamento – sesto posto - per il miele di rosmarino dell’azienda trapanese “Isola Del Miel”. Infine, miglior millefiori è stato proclamato quello prodotto dal’azienda lombarda “Apicoltura Zipoli”.

Per tre giorni dunque il Convitto Cutelli, nel centro storico della città, ha ospitato i lavori della giuria presieduta da Gian Luigi Marcazzan del CRA-Api di Bologna, ma anche un convegno internazionale su apicoltura e biodiversità, i “Laboratori del gusto” del miele, i lavori del comitato nazionale Premi Biol, la riunione dei tecnici apistici Icea e un mercatino bio dei prodotti dell’alveare.


Nato come occasione per incontrare produttori di miele e tecnici, per dibattere e sostenere l’agricoltura biologica e sostenibile e per promuovere i prodotti biologici di qualità, il BiolMiel – www.biolmiel.it - è stato promosso da Icea - Istituto Certificazione Etica e Ambientale, in collaborazione con il CRA - Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura di Bologna e con il C.I.BI. - Consorzio Italiano per il Biologico (organizzatore e depositario del marchio del Premio Biol), col patrocinio di Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Camera di Commercio di Catania e AgriBioMediterreneo.

Per tutti i partecipanti è stato previsto il rilascio di un attestato di partecipazione, mentre i mieli che nelle selezioni hanno raggiunto risultati di eccellenza riceveranno anche la certificazione “Biol High Quality”.

 

Esce «Flos Olei 2011», la bibbia mondiale dell'olio extravergine d'oliva


Ci sono tutti i Paesi produttori di olio extravergine d'oliva del mondo. Anche India e Nepal, che solo oggi si affacciano alla produzione di questo straordinario alimento ma che promettono di essere future sorprese. C'è il meglio del pianeta nella guida «Flos Olei 2011», scritta da Marco Oreggia e Laura Marinelli per la MO editore e in vendita al prezzo di 26 euro nella versione cartacea ma disponibile da quest'anno anche come applicazione su iPhone (7,99 euro) e iPad (12,99 euro ma in promozione per il primo mese a 9,99).


Un volume che si pone come un punto di riferimento internazionale del settore (per questo è bilingue: italiano-inglese) nel quale naturalmente è il Mediterraneo (e l'Italia in primis) a fare la parte del leone, ma nel quale già da anni mietono successo nazioni olivicole «nuove» come la Nuova Zelanda, l'Australia (vincitrice del premio al miglior frantoio emergente, Talbot Grove), gli Stati Uniti (che vincono il premio per il frantoio di frontiera con Apollo Olive Oil). Ma naturalmente gran parte delle 455 aziende produttrici esaminate e delle 624 etichette recensite appartengono al bacino mediterraneo, culla di questo straordinario prodotto. L'Italia vince undici dei venti premi assegnati dai curatori: è italiano il frantoio dell'anno (la calabrese Azienda agricola Pasquale Librandi), il frantoio del cuore (frantoio Figoli), il migliore olio extravergine dell'anno (azienda agricola biologica Americo Quattrociocchi), il migliore olio extravergine d'oliva per metodo di estrazione (azienda agricola Comincioli), il migliore olio extravergine d'oliva monovarietale fruttato leggero (azienda agricola Decimi), il migliore blended fruttato leggero (frantoio oleario Gabrielloni), il migliore blended fruttato medio (azienda agricola Ravidà), il migliore olio extravergine d'oliva blended fruttato intenso (frantoio Franci), il miglior dop/igp fruttato leggero (frantoio Bonamini), il migliore dop/igp fruttato medio (società agricola Disisa) e il migliore dop/igp fruttato intenso (Castello di Ama). Vanno alla Spagna tre premi: migliore dop/igp da agricoltura biologica (Almazaras de la Subbètica), migliore olio qualità/quantità (Aroden) e migliore packaging (LA Organic con una bellissima bottiglia squadrata firmata da Philippe Starck). Concludono il quadro, oltre ai due premi a Usa e Australia già detti, due premi alla Croazia (miglior monovarietale fruttato intenso a Obitelj Ipsa e miglior monovarietale fruttato intenso a Meloto), uno al Portogallo (miglior olio da agricoltura biologica a Risca Grande) e al Marocco (miglior olio qualità/prezzo (Les Délices du Saiss). «L'Italia è il secondo produttore dopo la Spagna - dice Oreggia - ma quello italiano resta un modello da seguire. Anche Spagna e Croazia stanno investendo molto in impianti con modelli che guardano all'alta qualità».


Il volume rappresenta un utile strumento per addetti al settore come importatori e ristoratori per orientarsi tra le migliori produzioni nazionali e internazionali. Nelle schede ci sono riferimenti aziendali e tutte le caratteristiche organolettiche degli oli fino ai possibili abbinamenti.



Sergio “small” da Mionetto la “mezza bottiglia”

per la sua prestigiosa cuvèe

Valdobbiadene, 7 dicembre 2010. Mionetto guarda da sempre con grande attenzione al canale Ho.Re.Ca. e risponde alla sua domanda di innovazione lanciando ora la nuova “mezza bottiglia” della sua prestigiosa cuvèe Sergio.

Una soluzione ideale per le carte dei vini, anche le più rinomate, e le nuove forme di ristorazione, comprese quelle veloci, che faciliterà il consumo di Sergio in ogni occasione, come romantico o raffinato aperitivo, ideale per accompagnare piatti a base di pesce nobile e crostacei o per sperimentare diversi e speciali abbinamenti.

Sergio, insignito nel 2010 della Medaglia d’Oro al Premio Internazionale MUNDUSvini, e premiato con i 4 Grappoli assegnati dalla Guida vini “Duemilavini 2011” dell’Associazione Italiana Sommelier, è frutto delle uve di diversi vitigni quali Prosecco (oggi Glera, secondo il nuovo Disciplinare che ha cambiato il significato della parola Prosecco da nome di varietà di uva a vino a Denominazione di Origine), Verdiso, Bianchetta, Chardonnay e Perera, tutti autoctoni del territorio di Valdobbiadene.

Sergio è un blend creato secondo un’antica tradizione del luogo e una sapienza che appartiene esclusivamente a Mionetto. Il risultato è uno spumante armonioso e fresco, dal colore giallo paglierino delicato e dall’aroma di miele e mele selvatiche, che stupisce per equilibrio e armonia.

Mionetto spa

Icona della D.O.C.G di Valdobbiadene e sinonimo da sempre di Prosecco, Mionetto è una delle Cantine italiane più importanti per il pregio delle sue etichette e per quantità prodotte. Nota come una delle prime cantine della Denominazione a esportare il Prosecco negli Usa, aveva fondato già nel 1998 a New York la Mionetto Usa Inc. e oggi esporta le sue preziose bollicine nel Centro e Sud America e nei principali Paesi europei, Germania in primis, senza però perdere un forte legame con il territorio di origine del quale è considerata simbolo.

Per informazioni:

Mionetto SpA

via Colderove, 2 - 31049 Valdobbiadene (TV) tel +390423 9707  fax +390423 975766

mionetto@mionetto.it   www.mionetto.com



Un po' di Cibo di strada tra i Mercatini a Natale

L'associazione Streetfood ha individuato i prodotti da inserire nel paniere dei cibi di strada che nel periodo natalizio si possono reperire e gustare nei tipici mercatini d’Italia e d’Europa

 

Cibo di strada a Natale? Sì e molto è la risposta che arriva da una ricerca che l’Associazione Street Food ha compiuto tra i prodotti che si possono trovare e gustare nei tradizionali mercatini dell'area nord Italia e nord Europa. Tra questi la fanno da padrone i dolci quali i Krapfen ( i bomboloni e ciambelle) o il Gaufre (francese), o il Waffel (tedesco) o il Gofri, prodotto promosso e riscoperto dall’impegno che le co-fondatrici dell'Associazione Streetfood, Erica e Marzia con l'attività ambulante “Io Mangio Gofri” (www.iomangiogofri.it), hanno rintracciato nella tradizione della Val Chisone, area a nord ovest di Torino al confine con la Francia. Nel portale di Io Mangio Gofri vi sono per esempio le date in cui il camioncino azzurro con le piastre per cuocere le gustose cialde (con il dolce o il salato) toccherà le varie località della provincia di Torino da Pinerolo fino al confine.

 

Il mercatino di natale nel tipico paesaggio nordico è una tradizione più frequente dei luoghi di montagna, coperti di neve al confine con le alpi dall'Austria fino alla Francia e chiaramente anche di paesi come la Germania, il Belgio e l'area franco-normanna per non parlare dei paesi scandinavi e del Nord Est europeo. Anche se negli ultimi anni il fenomeno si è sviluppato anche lungo tutto lo Stivale, dal Centro al Sud Italia.

 

Oltre ai gofri, i gaufres francesi o i waffel tedeschi non può mancare all'appello  il bretzen, il biscotto a forma di otto venduto nell'Alto Adige e nell'area lungo lo storico asse Roma-Berlino.  In area nord europea si sprecano anche i wurstel con crauti e tutta la salumeria cotta (come la emiliana spalla cotta di San Secondo) accompagnata da piada o michette o “il” gnocco fritto emiliano o la torta fritta parmense. Senza dimenticare i dolci a base di farina di castagne, come il “baldino”, tipico del Centro Italia e delle aree appenniniche. Nell'area dei paesi bassi imperano invece le produzioni di dolciumi, primo fra tutti il cioccolato in tazza (d'asporto) o la pralineria. Non si tratta di storico e tradizionale cibo di strada ma non possiamo disdegnare di fare due passi in Grand Platz a Bruxelles sorseggiando del buon cacao disciolto nel latte.

 

Per chi preferisce il salato i cibi citati possono essere abbinati con il più tradizionale vin brulé che scalda e dà forza nelle rigide notti invernali. Non stiamo a guardare la qualità del vino e la sua provenienza in questo caso ma alla tradizione e al peso culturale che il venditore di bicchierini di questo liquido caldo, speziato e corroborante ha nella tradizione della società locale. Chi invece ama il dolce, oltre al citato cioccolato in tazza si può abbinare con la cioccolata o la pasticceria anche della buona birra, magari artigianale italiana o belga, dalla spuma spessa e corposa a fermentazione spontanea (come quella d'Abbazia o trappista), o la Lambic al retrogusto di fragola o lampone.

 

L'associazione Streetfood si prepara al Natale guardando al ricco calendario eventi 2011 che vedrà un vero e proprio tour dei cibi di strada. Presto on line saranno presenti le prime date in programma.




Al CSO il progetto europeo per promuovere l'Ortofrutta nel mondo


E’ stato confermato dall’Unione Europea il rifinanziamento fino al 2014 del progetto Sapori d’Europa presentato dal CSO per proseguire le attività già in corso da tre anni.


Il Progetto, dal valore complessivo di quasi 4,7 milioni di euro è co-finanziato dalla Commissione Europea, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dal CSO.

Le attività vedranno coinvolte 14 imprese del calibro di Apo Conerpo, Apofruit, AFE, Mazzoni, Pempa Corer, Orogel Fresco, Granfrutta Zani, OPO Veneto, Lagnasco, Conserve Italia, Oranfrizer e prevede la realizzazione di iniziative promozionali sull’ortofrutta fresca e trasformata.

I Paesi coinvolti saranno: Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone.

“Si tratta di un risultato importante , dichiara Paolo Bruni – Presidente del CSO – abbiamo la possibilità con questo progetto di proseguire le attività messe in campo in questi tre anni e che hanno portato risultati molto positivi per la produzione italiana. Basti pensare che – continua Paolo Bruni – in questi tre anni l’export ortofrutticolo ha segnato una crescita importante, in Russia ad esempio, siamo a +50% nel triennio”.

Il Progetto Sapori d’Europa si propone, attraverso diverse azioni promozionali e pubblicitarie di far conoscere ed apprezzare ai consumatori internazionali la qualità e il valore dell’offerta italiana facendo leva sugli aspetti della dieta mediterranea, con una particolare attenzione ai prodotti che più ci rappresentano come pere, pesche e nettarine, agrumi, susine, kiwi e radicchi. Non mancheranno naturalmente i trasformati, dalla passata di pomodoro alle verdure in scatola che rappresentano ingredienti di qualità per la cucina mediterranea ed i succhi di frutta e spremute.


“ Il nostro Progetto – dichiara Luciano Trentini – direttore di CSO presenta delle novità nella riedizione appena approvata che riguardano l’ampliamento dei Paesi destinatari con l’ingresso del Canada e la possibilità di realizzare in Giappone azioni promozionali su tutti i prodotti e non solo sull’arancia rossa. Ritengo – conclude Trentini – che le imprese associate al CSO che sostengono il progetto avranno una grande opportunità in questi tre anni per poter consolidare la loro presenza in paesi terzi , sempre più interessati al nostro modello di produzione.”

 


                              Un inverno dal sapore tutto nuovo: firmato Giuso

Acqui Terme, dicembre 2010 – Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di semifreddi da banco 100% naturali.


 
Se fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è qualitativamente comparabile ai gelati estivi.


Il gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso, contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale.
 
I “Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti, con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante (dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali temperature di funzionamento.
 
Le proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin, Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti, ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale” per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base “Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi” e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni.  
Se i “Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre” che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco.
 
Entrambi i prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente  il gusto. 
Ma Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della “Marmellata di limoni”: realizzata con il  25% di frutta e il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura particolarmente gustoso e vellutato.

Ulteriori informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it

 

Le notizie della settimana 9 dicembre 2010

 

A Milano il 15 dicembre la conferenza stampa di presentazione della nuova fiera internazionale dedicata al BIOLOGICO certificato: BtoBIO Expo, biennale, in contemporanea e sinergia con TUTTOFOOD, rigorosamente B2B



Nata dalla partnership tra Fiere e Comunicazioni e Fiera Milano, occuperà dall’8 all’11 maggio 2011 il padiglione 18 del quartiere fieristico di Rho, a diretto contatto coi padiglioni di TUTTOFOOD.

 

Fiere e Comunicazioni da oltre 30 anni è protagonista nel panorama fieristico italiano e internazionale, anche nella ideazione, creazione e gestione di grandi manifestazioni dedicate al ‘BIO’: tra le esperienze più qualificanti si ricordano SUN, Giosun, Sana, Sana USA, Sana a Roma, Sana a Napoli, Congresso mondiale IFOAM, La PrimaVera in Fiera, Musicaincontri, Aedilsana, FUN&Games exhibition, le collaborazioni per Cosmoprof, SAIE, Fierarredo, B! come Bambino.

Sono stati gli operatori del mercato a chiederci una manifestazione come BtoBIO – spiega Sergio Rossi, AD di Fiere e Comunicazioni. Un nuovo appuntamento biennale e solo professionale, che avesse finalmente un carattere e una caratura internazionale e che raccogliesse i protagonisti della filiera del biologico certificato. Prodotti di qualità assoluta per buyer, distributori stranieri e nuovi canali oltre allo specializzato, come il normal trade, la ristorazione, e la ristorazione collettiva e così via. Una fiera al servizio del business, con in più l’Expo 2015 sullo sfondo…”.

Fiere e Comunicazioni, protagonista da decenni del panorama fieristico italiano e internazionale, è la società che negli anni Ottanta inventò la prima fiera dedicata al biologico. Parliamo di anni in cui non esisteva ancora la cultura del biologico, in cui le produzioni erano ancora molto limitate e a livello legislativo in Italia e in Europa, nulla era ancora stato fatto.

Gastone Rossi, Presidente della società e convinto consumatore e promotore del ‘BIO’ mise a disposizione le sue competenze professionali a vantaggio del settore.

La fiera nacque come incubatore di un settore che, secondo le intuizioni della direzione di Fiere e Comunicazioni, aveva davanti a sé un enorme potenziale di crescita, sviluppo, ricchezza e contenuti. Anche valoriali: non solo business, ma anche un ‘buon business’ che poggiasse su valori etici sentiti e auspicati: la sostenibilità, la salvaguardia dell’ambiente, del territorio, delle biodiversità.

 

Questo potenziale di mercato, a distanza di decenni, è ancora in costante crescita e dopo tanti anni di sviluppo – in taluni casi impetuoso – molti protagonisti del settore (produttori, trasformatori, consorzi, associazioni ecc.) hanno sentito la necessità di una nuova piattaforma di accelerazione di questo comparto per una maggiore e migliore diffusione dei prodotti bio all’estero e in tutti i canali.

La temporalità di BtoBIO Expo, fa sì che, dopo le edizioni 2011 e 2013, l’edizione del 2015 coincida con l’inaugurazione dell’esposizione universale.


Wilma De Angelis protagonista

dell’Aperitivo di Mangia come scrivi

Sabato 11 dicembre la cantante e conduttrice milanese presenterà, insieme allo scrittore Lucio Nocentini, il suo libro “Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffè”

 

Montechiarugolo (Parma) 9 dicembre 2010. – Dopo il tutto esaurito del primo appuntamento di novembre, tornano gli Aperitivi di Mangia come scrivi. SABATO 11 DICEMBRE, alle 18, all’interno della mostra “Mangia come scrivi 2006-2010: cento di questi scatti e… di questi libri” allestita fino al 23 gennaio nel Palazzo civico di Montechiarugolo, andrà “in scena” il secondo dei tre appuntamenti letterari e gastronomici condotti dal giornalista Gianluigi Negri.

 

L’ospite d’onore sarà, questa volta, Wilma De Angelis che, insieme allo scrittore Lucio Nocentini, presenterà il libro strenna “Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffè” (Mursia, 304 pagine, 16 euro), curato dallo stesso Nocentini.

Tra ricordi, ricette e battute sono previste anche tre degustazioni gratuite di salumi del territorio (accompagnate da calici di vino ed offerte dal Caffè ‘900 di Montechiarugolo) che scandiranno i tempi della presentazione.

 

Tra un assaggio e l’altro si parlerà con la De Angelis dei budini di Platinette, della peperonata di Rossana Casale, degli gnocchetti di Francesco Renga, degli involtini di Carla Fracci e persino di un’insospettabile pasta e fagioli di Irene Grandi: sono queste, infatti, alcune delle ricette e degli aneddoti delle star a tavola che l’autrice racconta nella sua autobiografia gastronomica.

La cantante milanese è stata l’antesignana delle padelle in tv: era il 1978 quando debuttò ai fornelli televisivi in “Telemenù” grazie a Paolo Limiti. In tanti anni di spettacolo e di cucina la De Angelis ha avuto in regalo da cantanti, attori, ballerini, amici non famosi, centinaia di ricette che ora mette a disposizione del pubblico con una formula originale: il risultato è un libro che si legge e che si usa anche in cucina.  In questa strenna c’è di tutto: dalla Milano del dopoguerra, ai rutilanti anni Sessanta, da una giovane Mina al suo debutto a Maria Scicolone (sorella di Sophia Loren e madre dell’onorevole Mussolini) che si appropria di una ricetta di Carla Fracci. E tra un aneddoto e l’altro Wilma propone ricette, tutte da provare, di vera cucina casalinga.

 

Il prossimo Aperitivo di Mangia come scrivi si terrà sabato 22 gennaio ed avrà per protagonisti gli artisti che hanno allestito, nel Palazzo civico, le tre mostre collaterali: Maurizio Zaccardi, Fabrizio Bertolini, Deda Artusi.

 

INFO E ORARI MOSTRA: www.comune.montechiarugolo.pr.it www.mangiacomescrivi.it



Strenne "lu Furnarille" a Vasto

 

Se non avete ancora pensato ad un regalo delizioso ecco la proposta Lu Furnarille con i suoi i suoi prestigiosi e genuini prodotti dell'antica tradizione dolciaria abruzzese.

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I panettoni artigianali dai gusti variegati, l'unico Furnarozzo classico, ai pistacchi e adesso anche alle nocciole, l'immancabile Torrone Vastese, il nobile Pandolce Aragonese, classico o fruttato all'amarena, il Torrone di Natale al cioccolato,il nuovo "cupolone di cioccolato", i tipici Dolcetti Vastesi,
e gli squisiti Salumi  di nocciole e cioccolata, desiderati da grandi e piccini.


Il punto vendita a Vasto (Chieti) in Corso Plebiscito n.51, o sul sito internet www.lufurnarille.it.


Grande successo per la Seconda Edizione di Showcolate

Il napoletano Francesco Boccia vince la gara finale per le preselezioni italiane del World Chocolate Masters di Parigi 


Napoli, 8 dicembre – Cioccolato che passione! È tutta in questa frase il successo della seconda edizione di Showcolate che si chiude oggi 8 dicembre.

Migliaia le famiglie ed i ragazzi che hanno visitato i padiglioni della Mostra d’Oltremare di Napoli. Decine i bus di turisti provenienti dalle regioni limitrofe, che hanno programmato una gita nel regno della bontà o semplicemente hanno scelto di fare una sosta al cioccolato, prima di raggiungere le loro destinazioni. E se i dati definitivi saranno resi noti solo a fine serata, i numeri finora raggiunti decretano già un successo superiore a quello della passata edizione.   

Showcolate è molto più di una festa del cioccolato – ha affermato Angelo De Negri, Presidente della Progecta - La fiera è stata ancora una volta un grande attrattore sociale e soprattutto un evento in grado di favorire un enorme indotto economico per gli operatori dell’offerta turistica della città di Napoli e per gli stessi espositori che hanno promosso le loro produzioni artigianali”. 

Per le 60 aziende espositrici in arrivo da varie regioni d’Italia Showcolate si è confermata, infatti, una grande piazza dove presentare il meglio dei loro prodotti, facendo conoscere ad un vasto pubblico le tipicità delle loro terre d’origine. I visitatori hanno apprezzato anche quest’anno la grande offerta di cioccolato presente presso gli stand. Una varietà di forme e sapori che ha catturato lo sguardo, rapito i sensi e deliziato il palato dei grandi e piccoli golosi. Durante i cinque giorni di fiera, in tanti si sono lasciati tentare non solo dai cioccolatini classici ma anche da quelli dai gusti più originali come il farro o la birra.

E vincente si è confermata anche la scelta di affiancare all’area espositiva numerosi eventi che, nel corso della kermesse, hanno visto gli esperti del settore raccontare i segreti del cacao ed i bravi maestri cioccolatieri creare in diretta delle golose sculture. Evento clou è stata la gara finale per le preselezioni italiane del World Chocolate Masters di Parigi, la più importante competizione internazionale di cioccolateria dedicata all’uso creativo del cioccolato in tutte le sue forme. Vincitore della gara ispirata al tema “Il Cacao, un dono del Dio Quetzalcóatl” è stato il napoletano Francesco Boccia che si è aggiudicato la medaglia sia per la prova del Mistery Box, ovvero la realizzazione di una torta preparata con ingredienti segreti svelati solo all’inizio della gara, che per la creazione di un pezzo artistico (dimensioni massime: 30 x 30 di lato e 50 cm altezza), preparato solo con cioccolato e derivati. 

Cala il sipario sulla bontà, ma Napoli già dà appuntamento per la Terza Edizione di Showcolate che si terrà dall’8 all’11 dicembre 2011.

 

Per maggiori informazioni www.showcolate.it

 

 

Girolio D'Italia, gran finale ad Ancona

Si avvia verso la chiusura la prima edizione del tour del gusto attraverso le strade dell’olio italiane. Sabato 11 dicembre nel capoluogo marchigiano l’Assemblea Nazionale di Città dell’Olio e la premiazione per la migliore tappa del Girolio 2010


E’ arrivato il grande giorno di
Ancona, meta dell’ultima tappa del Girolio d’Italia, il viaggio alla scoperta dell’Olio nuovo partito il 6 novembre da Foggia e arrivato nelle Marche dopo aver attraversato in lungo e in largo l’Italia delle 17 regioni olivetate.

L’evento più importante della tappa marchigiana è rappresentato dall’
Assemblea Nazionale di Città dell’Olio, in programma sabato 11 dicembre presso la Loggia dei Mercanti, durante la quale verranno annunciate le attività dell’Associazione per il 2011 e rinnovate le cariche elettive per il prossimo quinquennio. A margine dell’Assemblea, ci sarà spazio anche per la proclamazione della migliore tappa regionale del Girolio, valutata dal Consiglio Nazionale delle Città dell’Olio in base alla rispondenza del programma della tappa con gli obiettivi istituzionali dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. L’organizzazione vincitrice riceverà dalle mani del Presidente dell’Associazione una pergamena attestante la vittoria.

Gli appuntamenti di rilievo ospitati da Ancona durante la tappa del Girolio però non si esauriscono con l‘Assemblea e la premiazione della miglior tappa. Negli stessi giorni, infatti, in Piazza Pertini andrà in scena
Tipica - Mostra Mercato dei prodotti tipici locali con una “area olio” dedicata agli oli dei 29 comuni soci delle Marche e che farà da sfondo alla premiazione del Miglior Uliveto. Presente anche uno stand, curato dall’Associazione, con una campionatura di oli di tutti i comuni italiani soci di Città dell’Olio suddivisi per regione. Tutto l’olio raccolto e presentato dalle varie regioni non sarà però destinato alla vendita, ma devoluto in beneficenza ad una associazione che l’amministrazione provinciale di Ancona individuerà tra quelle più bisognose del territorio.

Giunge quindi a conclusione, dopo migliaia di chilometri percorsi su e giù per lo Stivale, il viaggio alla scoperta dei segreti dell’oro verde organizzato secondo i tempi di raccolta e frangitura delle olive che cambiano da regione a regione. Una sublime avventura partita con l’anteprima in Umbria e proseguita con la prima tappa di Foggia il 6 e 7 novembre, in Toscana a Rosignano Marittimo e in  Sicilia a Partanna (TP) il 14 novembre, in Abruzzo a Pianella il 20 e 21 novembre, in Liguria a Imperia per OliOliva il 27 al 28 novembre e in Veneto ad Arquà Petrarca (PD) il 28. Nel mese di dicembre, il Girolio ha toccato il 4 e 5 la Sardegna con Santadi (CI) e il Molise con Poggio Sannita (IS), fino al Ponte dell’Immacolata nel Lazio a Canino (VT) e in Calabria a Saracena e Cerchiara di Calabria (CS).



Confagricoltura. Allberi di Natale:

le piante “vere” fanno bene all’ambiente

I vivaisti si augurano che il 2010 sia un anno di ripresa per la commercializzazione degli alberi di Natale. Nelle Feste natalizie 2009, infatti, le vendite sono crollate pesantemente (-70%) e Confagricoltura aveva stimato 2 milioni e mezzo di famiglie che avevano rinunciato all’acquisto dell’albero “vero”.



Confagricoltura ricorda che utilizzare alberi di natale “veri”, invece di quelli di “plastica” spesso di provenienza asiatica, è la migliore scelta ecologica ed ambientale.

 

La maggior parte degli alberi di Natale veri - spiega l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sono piantati nelle aziende agricole allo scopo specifico di essere venduti in questo periodo. ‘Coltivare’ alberi di Natale fa bene all’ambiente perché le piante per raggiungere la dimensione di vendita sottraggono, per la loro fisiologica crescita, CO2 all’atmosfera. L’utilizzo di alberi di plastica, al contrario, concorre all’aumento dei gas inquinanti, perché derivati del petrolio, nonché all’aumento di rifiuti di difficile smaltimento”.

Non va dimenticata poi la possibilità di conferire le piante, terminate le feste, a strutture ad hoc, che si impegnano a trapiantarle in montagna.



Il nuovo Presidente di Associazione Res Tipica,

Fabrizio Montepara

“Trasferire l’esperienza di Città del Vino, la più antica e la più grande delle associazioni, alle associazioni di identità per rendere Res Tipica vero strumento di crescita del turismo enogastronomico nel nostro Paese”. Così il nuovo Presidente di Associazione Res Tipica, Fabrizio Montepara, eletto il 27 novembre nell’Assemblea tenutasi a Pollica(Sa) per onorare la memoria del Sindaco Vassallo.

 

Montepara, vicesindaco di Orsogna(Ch) e consigliere provinciale a Chieti, dal 2006 è vicepresidente di Città del Vino. Per il prossimo triennio guiderà Res Tipica, la rete delle associazioni di identità creata da ANCI che include 27 associazioni di identità in rappresentanza di circa 2000 Enti Locali.

 

“Res Tipica – spiega il neopresidente Montepara- vuole continuare a dar voce agli ideali di un territorio, portando avanti politiche per la tutela della biodiversità, per preservare e favorire l’immenso patrimonio che incorpora i saperi delle comunità, le caratteristiche dell’ambiente e le produzioni tipiche, trasformando questo grande capitale culturale e sociale in qualità della vita per chi in quei luoghi risiede anche solo temporaneamente e in occasioni di sviluppo sociale ed economico rispettoso dei valori e della cultura locale. Ho l’onore di rappresentare 1850 Comuni, 62 Comunità Montane, 2 Unioni di Comuni, 40 Province, 9 Camere di Commercio, 8 Enti Parco, 8 Strade del Vino, e di dar valore alle loro politiche in campo ambientale, turistico, culturale ed artigianale”.


Bilancio Conserve Italia

 

A fronte di una leggera diminuzione del fatturato, il bilancio 2010 evidenzia un netto miglioramento della posizione finanziaria, passata da 316 a 278 milioni di euro (-12%)


Bologna, 2010. Bilancio rassicurante per Conserve Italia: nonostante la pesante crisi economica mondiale, infatti, il gruppo cooperativo, leader europeo nel settore dell’ortofrutta trasformata, ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un significativo miglioramento della posizione finanziaria a fronte di una leggera diminuzione del volume d’affari. Il fatturato consolidato si è attestato, infatti, sui 933 milioni di euro (-3,1% rispetto all’esercizio precedente), mentre il fatturato aggregato ha raggiunto quota 1.018 milioni di euro (-3,2%).

Andamento analogo anche per i margini reddituali, che hanno fatto registrare una lieve contrazione rispetto all’annata 2009/10: l’Ebitda si è attestato sui 60,6 milioni di euro (con un’incidenza del 6,2% sul fatturato lordo), mentre l’Ebit si è collocato sui 25 milioni (pari al 2,6% del fatturato lordo). Buone performance per il risultato di esercizio chiuso con un utile netto di 1,4 milioni di euro.

 

Notizie decisamente positive anche sul fronte dell’indebitamento: nell’ultimo esercizio, infatti, il Gruppo ha consolidato la durata del proprio debito, trasformandolo da breve a medio-lungo termine per garantirsi futuri piani di sviluppo. Complessivamente, la posizione finanziaria netta di Conserve Italia ha fatto registrare una sensibile contrazione (-12%), passando da oltre 316 a poco più di 278 milioni di euro con una diminuzione di quasi 38 milioni sull’esercizio precedente. Un risultato estremamente importante ottenuto attraverso la generazione di cassa della gestione ordinaria nonché grazie all’attento controllo del capitale circolante ed alla oculata politica di investimenti effettuata dal Gruppo.

Il patrimonio netto ha raggiunto i 224 milioni di euro facendo registrare un incremento di 4 milioni rispetto all’esercizio 2009/10, frutto dell’aumento del capitale sociale. Questo ulteriore consolidamento porta il rapporto debiti/patrimonio a 1,2, un livello mai raggiunto nell’ultimo decennio di attività di Conserve Italia.

Gli investimenti sviluppati dal Gruppo nell’annata 2009/10 hanno sfiorato i 70 milioni di euro, con oltre 40 milioni destinati agli investimenti tecnici e 29 milioni indirizzati all’area marketing/commerciale.

“Nell’esercizio 2009/10 – afferma il direttore generale di Conserve Italia, Angel Sanchez – l’andamento di mercato è stato influenzato dalla pesante crisi economica globale, che ha provocato tra l’altro una sensibile contrazione dei consumi. Ciò nonostante il nostro Gruppo ha mantenuto un ottimo livello di redditività, che ha generato cospicue risorse indirizzate al sostegno delle moderne politiche di marca. Contemporaneamente, Conserve Italia ha ottenuto un risultato economico positivo ed una significativa diminuzione dell’esposizione finanziaria”.

 

“Conclusa la fase dei grandi investimenti – sottolinea il presidente, Maurizio Gardini – Conserve Italia ha potuto rispondere al meglio alla propria mission cooperativa garantendo alla base sociale una adeguata remunerazione e regolari sbocchi di mercato per la produzione e confermando la mutualità prevalente: in pochi anni, infatti, la percentuale di prodotto lavorato conferito dai soci è passata dal 64% (esercizio 2006/07) all’86% (campagna 2009/10). Contemporaneamente, è proseguita la politica di consolidamento del patrimonio del Gruppo indispensabile per garantire quelle risorse finanziarie necessarie per adottare strategie di mercato vincenti ed affrontare con successo le sfide globali”.

 


Una rivoluzione nel mondo del vino piemontese: nasce Già rosso

A soli due mesi dalla vendemmia Già vino, Già buono!


Fontanafredda, la storica tenuta piemontese nelle Langhe del Barolo, mantiene fede al suo credo che l’ha vista, negli anni, cercare di assecondare l’evoluzione dei mercati e del gusto dei consumatori, operando pur sempre nel rispetto della tradizione: una filosofia produttiva che la casa di Serralunga d’Alba ribadisce in ogni occasione con grande fermezza.

 

Questa volta Fontanafredda propone al mercato quella che si presenta come una novità assoluta per quanto riguarda il mondo del vino piemontese: un Langhe rosso giovanissimo, proposto a poco più di due mesi dalla raccolta, quindi frutto dell’ultima vendemmia, destinato a rivoluzionare il concetto stesso di vino di qualità e con un nome accattivante e curioso,: “Già”.

Già” sarà a disposizione del pubblico, per l’assaggio e per l’acquisto, a partire “già” dal prossimo 8 dicembre, momento in cui, avvicinandosi il Natale, più forte è l’attenzione e la curiosità nei confronti di nuovi prodotti mentre di norma il mercato non propone invece alcuna novità, poiché le annate dei vini nuovi vengono d’abitudine presentate solo nella primavera successiva.

Già si propone come vino intelligente e trasversale - commenta il direttore commerciale di Fontanafredda, Roberto Bruno – ed è il vino davvero per tutti, da consumare al ristorante o a casa durante i pranzi in famiglia o nelle cene tra amici nei tanti momenti conviviali che più caratterizzano quest’ultimo periodo dell’anno e - a maggior ragione - le festività di fine anno”.

Ma Già non è solo una novità commerciale, quanto piuttosto un vino ricco di valenze innovative che nasce a Fontanafredda dopo anni di ricerca e di sperimentazione in vigneto e in cantina. “GiA’ è una vera e propria anteprima della vendemmia appena terminata - spiega Danilo Drocco, direttore tecnico dell’azienda -. Non ha nulla a che vedere con i vini novelli ma è invece un prodotto che recupera un’antica tradizione delle campagne albesi, dove si era soliti imbottigliare il vino nuovo già a novembre. Noi non abbiamo fatto altro che riprendere la stessa tradizione, per riproporla ovviamente con in più il bagaglio delle conoscenze tecniche di cui oggi possiamo disporre. Il risultato - conclude Drocco - è un vino fresco e fragrante, di colore rosso rubino giovane. Al naso il profumo è intenso e fruttato, mentre in bocca il sapore è piacevolmente secco, con buona stoffa, armonico e vellutato, e uno spiccato retrogusto di mandorla”.

 

GiA’ rosso, GiA’ vino, GiA’ pronto e GiA’ buono: GiA’ anticipa quindi i tempi di uscita al consumo pur mantenendo le potenzialità evolutive e le caratteristiche di longevità simili a quelle di qualsiasi altro vino rosso giovane. E’ poi è un vino dalla straordinaria leggerezza: con soltanto 11 gradi di alcool, rappresenta il vino a più bassa gradazione di tutta la D.O.C. Langhe.

La riduzione del grado alcolico - riprende Drocco - è stata perseguita sia in vigna, con la selezione dei vigneti più adatti, con la gestione dei tempi di vendemmia e con un particolare controllo delle rese per ettaro, sia in cantina, con l’impiego di metodi di vinificazione e di tecnologie naturali adatte a questo specifico scopo”.  

Il risultato è che la contenuta gradazione alcolica fa di Già un vino particolarmente adatto alle esigenze di consumo attuali. Già è quindi un vino innovativo nel contenuto, ma anche nella forma, perché è presentato esclusivamente nella bottiglia da un litro, un formato ideale tanto per il consumo in famiglia quanto per le più svariate occasioni di festa, in vineria o al ristorante.

Il contenitore in cui Già è confezionato – spiegano a Fontanafredda - intercetta anche la sensibilità del consumatore più attento alle tematiche ecologiche: è infatti una bottiglia realizzata con l’85% di vetro riciclato e l’etichetta è stampata su carta riciclata utilizzando colori a base vegetale”.

 

Le principali valenze di “Già” - riassume Giovanni Minetti, direttore generale della tenuta - rimangono certo quelle legate alla tradizione, espressa sia nel rievocare l’antica abitudine dei vignaioli piemontesi di imbandire le mense con il vino “nuovo” spillato da San Martino in poi, sia per la materia prima, perché GiA’ nasce dalle uve più tipiche e apprezzate delle Langhe: il Dolcetto, il Barbera e il Nebbiolo vendemmiate e vinificate separatamente e poi sapientemente assemblate. Credo però che il vero punto di forza di GiA’ sia la sua bassa gradazione alcolica, che lo rende piacevole, leggero e buono da bere subito, unita ad un carattere tipicamente piemontese”.




Tipico a tavola”

La rete dei ristoratori Emiliano romagnoli


In un solo anno è più che triplicata, e ora copre tutte le province dell’Emilia Romagna, la rete dei ristoratori emiliano romagnoli che hanno aderito al TIPICO A TAVOLA - un progetto del CAT Confesercenti Emilia Romagna, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e da APT Servizi E.R. che si impegna a promuovere la cultura enogastronomica locale attraverso la proposta di piatti realizzati con ricette e prodotti tipici locali, tramandando e mantenendo vivi i sapori e l’ospitalità caratteristici di questa terra.


Un vero successo per la cucina della tradizione e dell’ospitalità emiliano romagnola, immagine e sostanza della creatività e dell’operosità del mondo della ristorazione di una regione conosciuta ovunque per l’attenzione alla buona tavola.

In montagna o al mare, nelle campagne o tra le colline, in piccoli borghi storici o nelle città d’arte, TIPICO A TAVOLA propone ristoranti, trattorie, osterie in cui è possibile gustare menù tipici locali, realizzati secondo ricette tradizionali, o rivisitate dalla creatività degli chef, utilizzando prodotti del territorio. Offrendo l’ospitalità caratteristica della nostra regione, nell’illustrare e raccontare i piatti, le ricette e gli ingredienti, gli stessi ristoratori si fanno mediatori culturali dell’enogastronomia di questa terra, custodendola e divulgandola al contempo.


TIPICO A TAVOLA, Emilia-Romagna, tradizioni e sapori mediterranei” è promosso da CAT Confesercenti Emilia-Romagna e dalla FIEPET Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, con la collaborazione del Conservatoire International des Cuisines Méditerranéennes.


Il portale www.tipicoatavola.it (ora anche in versione inglese: www.tipicoatavola.com) è il punto di riferimento principale: quasi settanta i locali, più di duecento le ricette scritte dagli stessi ristoratori, tutte le informazioni su dove come e quando trovare e prenotare un pranzo o una cena da soli o in compagnia, in occasione di feste e cerimonie o per pranzi di lavoro. Una particolare attenzione alle famiglie, con menù e spazi dedicati ai bambini, ma anche a chi ha problemi di intolleranze alimentari, e persino a chi ha con sé piccoli animali domestici.


Per il primo “compleanno” del TIPICO A TAVOLA è uscita la seconda e ampliata edizione della “Guida ai Locali e Ricette”, presentata l’1 dicembre a Bologna in conferenza stampa da: Massimo Montanari, storico, docente presso l'Università di Bologna e l'Università di Scienze Gastronomiche, Presidente del comitato scientifico di Casa Artusi - Andrea Babbi, Amministratore APT Servizi Emilia Romagna - Roberto Manzoni, Presidente Confesercenti Emilia Romagna - Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia-Romagna - Giulia Gervasio, CAT Confesercenti Emilia-Romagna - dai ristoratori di TIPICO A TAVOLA - e alla presenza di rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e dell’Accademia Italiana della Cucina.


Noi imprenditori siamo molto entusiasti di questo progetto – afferma Andrea Cavallina Presidente Fiepet Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici dell’Emilia Romagna - che rappresenta forti elementi di innovazione pur valorizzando la nostra migliore tradizione. È un progetto di crescita per noi ristoratori e offre elementi di qualità e garanzia ai consumatori. Per questi motivi riterremmo molto importante che tutti i soggetti istituzionali, a partire dalla Regione, prendessero come punto di riferimento la rete del Tipico a Tavola nei vari eventi di promozione del nostro territorio e della sua offerta turistica, in Italia e all’estero”.


Confesercenti Emilia Romagna ha creduto e crede molto in questo progetto che rappresenta un modo nuovo e moderno di essere associazione di imprenditori” – spiega Roberto Manzoni, Presidente Confesercenti Emilia Romagna “Mentre sviluppiamo, infatti, attraverso la formazione, la professionalità dei ristoratori, mettiamo a loro disposizione uno strumento formidabile per rimanere sul mercato in modo competitivo. Tipico a Tavola rappresenta bene, inoltre, l’attenzione che le nostre imprese pongono alla loro clientela, garantendo loro qualità, trasparenza, tradizione e rispetto delle loro esigenze. Per questo lavoreremo nel futuro per incrementare ulteriormente la rete dei ristoratori aderenti”.


La valorizzazione sempre maggiore della tipicità e della qualità della nostra ristorazione a cui punta questo progetto – spiega Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna – rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo del turismo, che vede una domanda sempre più interessata alla scoperta del territorio, delle tradizioni, dell’autenticità dei prodotti e dei piatti di cui è ricca la nostra regione che, oltre ad essere serviti, meritano di essere raccontati ai turisti e ai visitatori dell’Emilia Romagna”


TIPICO A TAVOLA è un progetto in crescita anche perché innovativo: va incontro alle esigenze del consumatore, promuove il territorio, e permette al contempo ai ristoratori di cogliere nuove opportunità di mercato e di accrescere le proprie competenze e capacità professionali attraverso lo scambio di esperienze e la partecipazione a seminari formativi. Con TIPICO A TAVOLA l’essenza dei valori e della cultura enogastronomica si rinnova nel tempo, valorizzando le imprese e i luoghi della Regione.



La rivista Esquire premia la cucina italiana di Alon Shaya,

allievo dei locali parmigiani Al Vedel e Il Gabbiano

Per il magazine americano lo chef del ristorante “Domenica” di New Orleans è fra i quattro migliori giovani ristoratori degli Stati Uniti. Merito anche degli insegnamenti ricevuti durante i suoi soggiorni a Parma

 

Colorno (Pr), 02 dicembre 2010 – La cucina dello chef Enrico Bergonzi e della moglie Edgarda Meldi, del ristorate Al Vedel di Colorno (Pr), fa scuola oltreoceano. Un traguardo importante per lo storico ristorante, che chiude un 2010 di intensa attività, rivolta anche alla formazione di giovani chef internazionali. Fra questi vi è Alon Shaya, responsabile del locale italiano “Domenica” a New Orleans, che al Vedel, prima, e alla pizzeria Il Gabbiano di Parma, poi, ha potuto sviluppare una profonda conoscenza della ricca cultura gastronomica della nostra penisola.

Una passione per la cucina italiana, quella di Shaya, che la rinomata rivista americana “Esquire” - nell’annuale classifica “Best new restaurants of 2010” - ha da poco premiato, indicando il ristoratore di New Orleans come uno dei “quattro giovani chef che speri possano aprire un locale nella tua città”. In particolare il magazine americano riconosce alla cucina di Shaya la capacità di distinguersi fra i ristoranti italiani di New Orleans, attingendo dalla tradizione italiana e cucinando con indiscussa passione.

Un merito che è anche frutto degli insegnamenti ricevuti durante la permanenza al Vedel, dove la famiglia Bergonzi, da generazioni proprietaria dello storico locale, ha accompagnato Shaya alla scoperta della culturale gastronomica emiliana, dai segreti per ottenere una perfetta pasta sfoglia alla capacità di creare in sala un equilibrato connubio fra raffinatezza e familiarità. A questo vanno poi aggiunti i preziosi consigli ricevuti dallo staff del Gabbiano, dove Shaya ha appreso la ricetta di uno dei piatti più tipicamente italiani, la pizza, rigorosamente a lievitazione naturale.

«Siamo molto orgogliosi del riconoscimento ricevuto da Alon – ha commentato Edgarda Meldi – che gli da merito dell’accuratezza con cui ha saputo ricreare nel ristornate “Domenica” l’atmosfera dei locali italiani e dell’attenzione per la scelta del menu, dove è possibile ritrovare molti dei piatti del Vedel».

Le Terme Antica Querciolaia, in provincia di Siena, propongono un fine d’anno tra benessere, relax e gusto

Un Capodanno immersi nelle acque termali delle suggestive Crete Senesi


Cominciare il 2011 all’insegna di benessere e gusto. E’ quanto propongono le Terme Antica Querciolaia di Rapolano Terme, piccolo tempio del relax in provincia di Siena, per la notte di Capodanno: dalle ore 21 del 31 dicembre, fino alle ore 5 del mattino del 1 gennaio, chi sceglierà le Terme di Rapolano potrà godersi una piacevole serata immersi in un’atmosfera mistica e suggestiva generata dai vapori termali e dall’incantevole paesaggio delle colline senesi, il tutto accompagnato da musica dal vivo. Durante la lunga notte di San Silvestro sarà offerto un brindisi a base di spumante e dolci natalizi per salutare il nuovo anno e una divertente e gustosa spaghettata alle 2 di notte. E non è finita qui: per chiudere i festeggiamenti, le Terme Antica Querciolaia propongono una gustosa colazione alle 4 di notte a base di bomboloni caldi.


LE PROPRIETA’ DELLE ACQUE e LE CURE TERMALI

Territorio, benessere, natura e relax sono i quattro elementi che caratterizzano la fonte termale Antica Querciola, immersa fra le rocce di travertino dalle quali sgorga l'acqua “risorgente naturale” che alimenta le Terme. Le acque dell'Antica Querciolaia zampillano dal sottosuolo a una temperatura di 39-40 gradi, sono acque sulfuree-bicarbonato-calciche e come tali si caratterizzano per la presenza di grandi quantità di calcio, magnesio, sodio e potassio. Antica Querciola offre anche trattamenti e cure frutto della ricerca medica e di un sapiente sfruttamento delle acque termali che, nei differenti impieghi, sprigionano le naturali virtù terapeutiche. Il benessere, inoltre, parte da un controllo costante dello stato di salute; per questo, le Terme Antica Querciolaia mettono a disposizione dei clienti personale altamente specializzato e apparecchiature all'avanguardia per effettuare visite mediche, check-up e consulenze.


OFFERTE e INFORMAZIONI

In occasione dell’ultimo dell’anno, il biglietto di ingresso alle terme è di 60 euro (comprensivo di armadietto) con ingresso alla piscina, brindisi di mezzanotte, spaghettata e colazione al mattino. Per i bambini sotto i sei anni il costo del biglietto è di 30 euro. La struttura sarà aperta dalle ore 21 alle ore 5 del mattino.

La serata è a numero chiuso e si accettano prenotazioni per telefono al numero 0577 724091 o per email all’indirizzo infoterme@termeaq.it.

Per informazioni è possibile visitare il sito internet www.termeaq.it

 

 

Un inverno dal sapore tutto nuovo:

                                                                firmato Giuso

Acqui Terme, novembre 2010 – Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di semifreddi da banco 100% naturali. 
Se fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è qualitativamente comparabile ai gelati estivi.
Il gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso, contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale.
 
I “Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti, con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante (dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali temperature di funzionamento.


 
Le proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin, Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti, ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale” per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base “Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi” e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni.
 
Se i “Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre” che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco.
 
Entrambi i prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente  il gusto.
 
Ma Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della “Marmellata di limoni”: realizzata con il  25% di frutta e il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura particolarmente gustoso e vellutato.

Ulteriori informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it


Le notizie della settimana 28 novembre 2010

 

A Tavola col Dottore

Gli alimenti sono i veri farmaci naturali

Una conferenza del dottor Norcia seguita da una cena


Firenze dicembre 2010. C’è uno strano paradosso in cui rischiamo di cadere nella società in cui viviamo: da una parte siamo estremamente interessati ad allungare la nostra vita e dall’altra facciamo di tutto per peggiorarne la qualità.

 

La pubblicità ci spinge a consumare grandi quantità di cibi a cominciare da merendine iperproteiche e ipercaloriche, spesso inutili e dannose per la nostra salute. Ritmi di vita stressanti e alienanti creati da una società che esalta come autentici valori la competitività, il successo e l’esteriorità, creano sempre più disturbi psichici (ansia e depressione), che portano molte persone a rifugiarsi in un’alimentazione errata ed eccessiva, o al contrario insufficiente. Scarsi o nulli sono, d’altra parte, gli aiuti che riceviamo dall’esterno, e in molti casi proprio dalle autorità preposte alla difesa della nostra salute: le politiche volte a favorire l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, all’utilizzo di cibi sani e utili alla salute, il controllo delle emissioni delle sostanze tossiche, la repressione nei confronti di chi inquina acque e terreni, la lotta alle frodi alimentari sono spesso mal condotte o addirittura inesistenti. Una recente indagine voluta dalla Commissione ci relega all’ultimo posto in Europa per attività fisica, coscienza dei pericoli legati all’obesità, tempo dedicato a sport e tempo libero all’aria aperta. Non c’è da meravigliarsi allora se gli Italiani si alimentano male, mangiano troppo, fanno poca attività fisica, bevono e fumano in abbondanza. Oltretutto, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi nove decessi su dieci e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono legati alle cosiddette patologie-killer (malattie cardiovascolari a cominciare dall’ipertensione e dall’infarto del cuore e del cervello, tumori, diabete, affezioni respiratorie croniche, disturbi mentali e muscolo-scheletrici) che hanno in comune stili di vita e di alimentazione sbagliati.


Ci sono alimenti che ci proteggono dalle malattie altri che ci fanno ammalare. Per questo è importante imparare a scegliere quelli giusti. Il cibo infatti è la prima e più importante medicina da utilizzare al posto dei farmaci chimici che consumiamo in quantità sempre crescenti. La cucina può così diventare la migliore farmacia e la madia o il frigorifero il posto dove conservare queste speciali medicine. Gli alimenti dunque possono divenire i veri farmaci per eccellenza. Si tratta della più naturale delle terapie naturali, fatta con gli alimenti: sono farmaci assolutamente naturali, non hanno effetti collaterali, costano il giusto, fanno risparmiare un sacco di soldi a noi e allo Stato e “si assumono esclusivamente all’ora dei pasti”. Da queste premesse nasce il progetto A tavola col dottore che si prefigge lo scopo di venire in aiuto a chi desidera cambiare stile di vita ed in particolare per quello che riguarda l’alimentazione. L’idea è venuta al dott. Fabio Norcia, un medico fiorentino molto conosciuto ed apprezzato, perché da oltre trent’anni si dedica a divulgare informazioni nel campo della salute fisica e mentale attraverso conferenze, riviste, quotidiani, saggi e programmi televisivi.


Franco Iandelli che gestisce il Ristorante Klab-House (Via del Ferrone 7 - Firenze) ha aderito con entusiasmo a questa iniziativa e ha messo a disposizione la cucina e la professionalità del suo chef. Così ogni martedì alle 20,30 organizza all'interno del suo ristorante una conferenza dedicata alla salute e al mangiare sano, con l’intento di offrire un contributo pratico per un cambiamento delle nostre abitudini a tavola, a favore di una saggia e corretta alimentazione.

Ad ogni singola conferenza segue una cena, appositamente creata dal dott. Norcia, per portare concretamente a tavola e nella stessa serata i temi trattati di volta in volta. Secondo il medico lo stare insieme a cena, per sperimentare in preparazioni ricche di creatività e di aromi profumati, quei cibi utili di cui si è parlato nel pomeriggio è il modo più convincente per correggere cattive abitudini alimentari e sostituirle con altrettante sane e salutari. Inoltre partecipare a queste cene permette di acquisire velocemente e senza fatica tutta una serie di conoscenze utili per gestire un buon rapporto con la propria mente e il proprio corpo. Una vera e propria Scuola di Cucina della Salute per ottenere il più importante fra tutti i diplomi, quello che serve per vivere più a lungo ed in buona salute.

Si è iniziato lo scorso 9 novembre con un argomento molto importante per la salute: il colesterolo e continua.......tutti i martedì sera. Per informzioni telefonare al 388.8290109.


Biografia di Fabio Norcia

Fabio Norcia, nato a Siena il Siena 1948, si è laureato in Medicina e Chirurgia. Nel 1976 ed è iscritto all’Ordine dei Medici di Firenze. Vive e lavora a Firenze. Si è specializzato in Pediatria nel 1980. Svolge attività di medico di famiglia per l’ Usl 10 di Firenze, e di medico di assistenza continuativa per l’Usl 8 di Pistoia. È membro della International Neuro-Psychoanalysis Society e della Società Italiana di Nutraceutica (SINut) e presidente dell’Associazione Culturale “Anima la tua Anima”. Collabora con importanti emittenti radiofoniche e televisive italiane in programmi di educazione sanitaria. È autore di numerosi lavori scientifici sull’alimentazione e sulla salute mentale, da lui considerati, insieme all’attività fisica, i pilastri del benessere psicofisico di ogni individuo. Organizza conferenze e seminari per divulgare le sue conoscenze sulla psiche e il suo metodo di cura.

Ha pubblicato Il libro dell’Anima (Sassoscritto editore, Firenze, 2004), una serie di volumi della collana A tavola col dottore (Sassoscritto Editore, Firenze, 2007), Ho fotografato l’Anima (Armando Editore, Roma, 2008), Il codice genetico di Dio (Anima la tua Anima Editore, 2009), La prevenzione vien mangiando (Cornelio Timpani Image Edition, Firenze, 2009) e La dieta per l’Anima (Sassoscritto Editore 2010).

 


Il 21 dicembre a Roma Enoteca italiana

incontra i giovani

All’ Universita’, per parlare di vino, della sua cultura e di un settore che dopo gli studi puo’ offrire possibilita

 

Fare vino è un’attività economica a tutti gli effetti, un settore importante dell’economia dove la presenza di figure specializzate al servizio delle aziende - dalla produzione alla comunicazione, dalla ricerca alla commercializzazione - è fondamentale come lo è la loro preparazione. Sempre di più i giovani devono conciliare i loro studi guardando al futuro, e l’agricoltura è un settore che può offrire molte possibilità. E’ così che una passione, se fatta di valori sani e consapevoli come il consumo moderato di una bevanda dalla cultura secolare come il vino, che per molti giovani non è uno sballo, ma stile di vita, può trasformarsi in professione. Ai giovani, il 21 dicembre alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, è dedicato l’appuntamento di “Vino e Giovani”, la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, in partnership con il progetto europeo “WineInModeration. Art de vivre”, con la partecipazione prevista del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, e l’attore Beppe Fiorello, testimonial della giornata (info: www.vinoegiovani.it).


“Con questa campagna promuoviamo non solo la conoscenza del vino come cultura e stile di vita, ma anche come fonte di ricchezza - spiega il segretario generale di Enoteca Italiana Fabio Carlesi - e questo è fondamentale in un momento in cui proprio questi stili di vita sono a rischio, come dimostra il preoccupante calo dei consumi, conseguenza anche di una campagna che demonizza il vino, anziché ricordare, come diceva Paracelso, precursore della medicina moderna nel Rinascimento, che “è la dose che fa il veleno”, non questo o quel cibo ma la quantità. L’educazione al consumo consapevole delle nuove generazioni - aggiunge Carlesi - è fondamentale, così come far capire ai giovani che il mondo del vino è un settore che può offrire possibilità, nel nostro Paese ma anche al di fuori, perché ora più che mai occorre puntare sull’export, e per farlo ci vogliono persone preparate”.

A confrontarsi con i più giovani nel talk show “Il vino: giovani a confronto su idee e valori” - promosso in collaborazione con Assessorato alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” - saranno importanti personalità del mondo del vino, dell’università, della politica e della comunicazione: dal preside della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Michele Bagella al direttore del Master Economia e Management delle Attività Turistiche e Culturali della Facoltà di Economia dell’Università “Tor Vergata” Paola Paniccia, da Adriano Rasi Caldogno, capo Dipartimento Politiche Competitive del Mondo Rurale e della Qualità del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ad Angela Birindelli, assessore alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio, da Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice del Programma “Cultura che nutre”, a Omar Calabrese, docente di Semiotica delle Arti Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena, al presidente di Enoteca Italiana Claudio Galletti, moderati dal vice-direttore del Tg1 Susanna Petruni. Protagonisti del talk show saranno anche i giovani vincitori dell’edizione n. 2 del concorso di idee “PerBacco” per dare un nuovo volto alla comunicazione del vino, dedicato ai ragazzi tra i 18 e 30 anni di età, promosso da Enoteca Italiana in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, i cui lavori - miglior slogan, immagine, immagine con slogan e spot - saranno svelati proprio in occasione dell’appuntamento di “Vino e Giovani” a Roma. I ragazzi si cimenteranno poi nella degustazione guidata “Alla scoperta del vino”, in collaborazione con l’Agivi-Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani sezione Lazio, e in una degustazione libera dedicata alle etichette del Lazio, promossa con l’Assessorato alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio ed il Movimento Turismo del Vino del Lazio.




Bocciatura Ue della dicitura “Puro cioccolato”

Altromercato sostiene l’impiego di solo burro di cacao

 

La recente bocciatura Europea della dicitura “puro cioccolato” – che, in Italia, consentiva ai consumatori di identificare immediatamente i prodotti di alta qualità realizzati a base di solo burro di cacao è per noi – dice Guido Vittorio Leoni presidente del Consorzio Ctm Altromercato- un’occasione per tornare a sostenere l’impiego dei grassi nobili del cacao nei prodotti dolciari, a tutto beneficio sia dei consumatori sia dei produttori del Sud del Mondo.

Pur adeguandoci alla normativa europea, abbiamo quindi scelto di continuare ad informare il consumatore segnalando sui pack delle nostre tavolette che ‘questo cioccolato non contiene grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Un modo in più per orientare le scelte di consumo in direzione della qualità, dal momento che l’impiego di oli vegetali – certamente più economici e vantaggiosi per i grandi gruppi dolciari –  rende il cioccolato meno sano e gustoso.

Crediamo che la garanzia di qualità per i consumatori debba andare di pari passo con la tutela dell’ambiente e dei diritti dei piccoli coltivatori. Scegliere prodotti a base di burro di cacao significa, infatti, sostenere l’accesso al mercato dei produttori che, nel Sud del Mondo, fondano il proprio sostentamento su questa materia prima”.

La “risposta” delle organizzazioni equosolidali, come Altromercato, è quindi proporre ai consumatori cioccolato realizzato con burro di cacao, per offrire un prodotto sano, sicuro e di alta qualità e per sostenere l’accesso al reddito da parte dei produttori di cacao.

Alla luce delle recenti evoluzioni normative, il ruolo dei consumatori diventa ancora più centrale: a loro chiediamo di leggere con attenzione le etichette, per acquisti consapevoli, sostenibili e solidali”.




Festa dell’Olio Nuovo nella

Cantina Pieve Vecchia (Campagnatico Grosseto)


Sabato 11 Dicembre ritorna l’attesa Festa dell’Olio Nuovo, proposta ormai da molti anni dalla Locanda del Glicine. Quest’anno questa iniziativa speciale cambia location e anima i nuovi spazi della Cantina Pieve Vecchia, gioiello enologico della Doc Montecucco, progettata dall’architetto e designer Cini Boeri e dall’architetto Enrico Sartori.


Un’occasione imperdibile per degustare l’olio nuovo dei produttori locali partecipanti, conoscere le caratteristiche del loro territorio di provenienza e approfondirne gli aspetti più tecnici.


L’edizione di quest’anno promette di essere davvero ricca: nel pomeriggio, a partire dalle h. 16:30, tante attività legate all’olio nuovo a cui parteciperà la Strada del Vino Montecucco e dei Sapori D’Amiata, degustazioni guidate degli oli dei produttori partecipanti, vincitori delle ultime 5 edizioni de L'Ulivo della Strega, importante manifestazione sull'olio maremmano che si tiene ogni anno. All’iniziativa, organizzata con il patrocinio della Provincia di Grosseto, sarà presente anche “Il Gastronauta”.


La giornata si conclude alle h. 21:00 con la cena preparata da un ospite d’eccezione: Giancarlo Morelli, chef stellato e patron dell’Osteria del Pomiroeu di Seregno propone un menù speciale in abbinamento ai vini della Cantina Pieve Vecchia, assicurando una serata esclusiva, ricca di profumi e di sapori.


La Festa dell’Olio chiude il calendario degli appuntamenti proposti per l’autunno 2010 dalla Cantina Pieve Vecchia e dalla Locanda del Glicine: avventure gastronomiche dedicate ai prodotti tipici della tradizione culinaria italiana, come i formaggi e il cinghiale, per degustare nuovi piatti e apprendere diverse modalità di preparazione e di cottura. Iniziative che confermano ancora una volta l’attenzione profonda verso il valore dell’ospitalità e l’entusiasmo nel promuovere il territorio, insieme ai suoi prodotti, i suoi sapori e la sua storia.


Cantina Pieve Vecchia - Loc. La Pieve Vecchia - Campagnatico (Gr)

Tel. + 39 0564 996452 – http://www.cantinapievevecchia.com/

 

 

Gipo Farassino a Priocca d’Alba con le specialità albesi


Genuino interprete dell’anima torinese ma anche piemontese più in generale, Gipo Farassino è tornato a solcare il palcoscenico cuneese con il recital svoltosi la sera del 26 novembre al cinema-teatro di Priocca d’Alba su invito personale del sindaco Marco Perosino e dell’amministrazione comunale.


Oltre due ore di intenso e divertente spettacolo nel corso del quale Gipo con le sue canzoni, dialoghi e aneddoti ha rappresentato la Torino popolare, il mondo della periferia industriale, Porta Palazzo, l’universo dei quartieri operai, vicende di belle (ma anche brutte) donne che attiravano o meno l’interesse degli uomini. Stupenda la storia ,messa in musica al ritmo di un veloce swing, della “Fumna d’Gustin” ( “La moglie di Agostino”) la signora della periferia, la più avvenente, che al momento di andare a comprare il latte al mattino presto trova molti uomini che non si capisce bene se siano andati per fare lo stesso acquisto o per commentare anche con espressioni colorite la sua bellezza o la ballata del folle “Che ha visto i marziani..” .

Per concludere con uno dei suoi pezzi più famosi “Avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno…”. Ovviamente anche questa volta la forza evocativa delle canzoni e dei dialoghi era legata al dialetto soprattutto quello che si parla a Torino che Farassino ha usato con sensibilità e intelligenza ma con qualche eccezione per quello più “robusto” che si parla nell’albese.


Dopo lo spettacolo Farassino è stato ospite del noto ristorante “Centro” dove ha degustato alcuni specialità tipiche albesi e un ottimo e amabilissimo “Roero” dell’azienda “Negro” di Monteu Roero.

(Luciano Scarzello)



Golosaria lancia un Piemonte fatto di "sistemi"



Erano dieci i "sistemi del gusto" che hanno animato Golosaria a Torino, la manifestazione ideata da Paolo Massobrio che fa il verso al suo libro best seller Il Golosario.
Dieci realtà fra cui il Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino, presentato dall'assessore Marco Balagna e dallo chef Davide Scabin, accanto a Valli Unite del Giarolo, Associazione Monferralto, Comunità Collinare della Valrilate & Associazione Valrilate in Rete, Museo del Gusto di Frossasco, Biella&Buona, Pro Loco di Vigezzo, Parco Enogastronomico dell'Alta Langa, Le Terre di Savoia, Consorzio Pro Loco Lago d'Orta e Alto Novarese, fino all'Acai, l'Associazione dei cioccolatieri professionisti.


"Il Piemonte di domani potrà promuoversi solo così - ha spiegato Paolo Massobrio - e da 19 anni, la nostra GuidaCriticaGolosa mette insieme questi mondi che si alimentano a vicenda: il mondo contadino col mondo della ristorazione".

Il pubblico di ristoratori presenti al Regio era infatti da grandi numeri, segno del forte radicamento del lavoro di Paolo Massobrio in questi anni, in tutto il Piemonte, dove è nato il movimento di consumatori Papillon, che annovera circa 6 mila associati.


Ma a Golosaria si è anche parlato di vino, rendendo omaggio a Luigi Veronelli a sei anni dalla scomparsa e della quotidianità che non può lasciare al caso le scelte alimentari. Il libro per la famiglia Adesso, giunto alla quarta edizione, segna un successo editoriale unico (oltre 30 mila le copie prenotate) e va nella direzione di far scoprire il valore del gusto alla famiglia.


Durante Golosaria, sono stati anche premiati gli artigiani che con il proprio lavoro fanno cultura del territorio, presenti gli assessori regionali alla Cultura Michele Coppola e al Commercio William Casoni, mentre i sindaci del Piemonte che hanno adottato la De.Co. (denominazione comunale) sono giunti a Golosaria per raccontare il loro lavoro efficace di marketing territoriale.


Dopo Golosaria, la GuidaCriticaGolosa al Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria e Costa Azzurra, che recensisce 745 ristoranti piemontesi, 274 liguri e 69 valdostani) giudicati dai collaboratori di Papillon, sarà in libreria, mentre su Ipad e Iphone si troverà la Guida ai ristoranti del Golosario,

con oltre 2.000 segnalazioni.

 


L’Asiago Fresco conquista la Francia

Diecimila forme di Asiago vendute Oltralpe

in cinque settimane per un nuovo panino



Vicenza, 30 novembre 2010. Quasi diecimila forme di formaggio Asiago DOP, pari a oltre 120 tonnellate di prodotto, nelle prossime cinque settimane prenderanno la via della Francia, dove saranno utilizzate da McDonald’s France per preparare il nuovo panino chiamato “Italian Focaccia”. L’ordinativo proveniente dalla sede francese della nota catena di ristorazione veloce americana fa seguito al successo ottenuto in Italia dal panino McItaly, prodotto sviluppato dallo staff italiano di McDonald’s e commercializzato nel nostro Paese lo scorso inverno.


L'iniziativa italiana aveva avuto il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e lo stesso Ministro Luca Zaia aveva presentato il panino "McItaly" a Roma nel primo ristorante McDonald's aperto in Italia 25 anni fa. Il panino “Italian Focaccia” è composto da pane tipo focaccia, una fetta di carne, una fetta di formaggio Asiago DOP da 25 grammi, una fetta di pomodoro, 12 grammi di insalata batavia e 15 ml di pesto.

L’acquisto di Asiago Fresco da parte di McDonald’s France è accolto con soddisfazione dal Consorzio di Tutela, poiché testimonia la diffusione, presso un pubblico sempre più vasto, della sensibilità verso i prodotti di qualità riconosciuti dall'Unione Europea.

Il sistema valoriale che sta alla base del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine Protetta) e della catena di valore che esso è in grado di creare si sposa quindi anche con il simbolo della ristorazione veloce mondiale.

Anche in questo caso il prodotto sarà consegnato a McDonald's France già porzionato a fette, pronte per l’impiego nei ristoranti. Ad assoluta garanzia dell’autenticità del prodotto lungo tutta la filiera, anche questa delicata operazione avviene in uno stabilimento di confezionamento ricadente proprio nella zona di produzione dell’Asiago DOP.

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Sono felice che da una buona esperienza nascano frutti utili ai produttori. Uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi con McDonald’s era proprio questo. Auguri di cuore per un prosieguo che sappia mettere assieme i campi italiani di qualità e quei tanti giovani che attraverso McDonald’s consumano magari per la prima volta la nostra straordinaria “pietanza”».

«Duemila forme di Asiago a settimana per il nostro formaggio sono un ordine significativo», ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Roberto Gasparini. «Al mero valore economico dell’iniziativa di McDonald’s voglio aggiungere quello, per me forse ancor più importante, di un approccio culturale nuovo, che in Italia ha seguìto il lancio di McItaly. Credo che l’aggiunta di Asiago ai menù di Mcdonald’s sia la miglior dimostrazione dell’importanza di un marchio in grado di certificare la filiera di un formaggio che spazia dalle forme di Asiago Stravecchio, certamente più adatto ad un consumo nei momenti di meditazione, fino all'Asiago Fresco, che più si presta ad un consumo quotidiano».

«Con questa operazione si conferma la bontà del progetto McItaly, promosso a gennaio di quest’anno, che vedeva proprio l’Asiago DOP come protagonista di una tra le ricette più apprezzate dal consumatore italiano, affermandosi come volano per l’esportazione di prodotti italiani nel mondo», dichiara Roberto Masi, amministratore delegato McDonald’s Italia. «L’apprezzamento di queste nostre proposte ha anche valicato i confini nazionali».

Il presidente Gasparini ha concluso: «Voglio aggiungere che vendere un quantitativo così importante di Asiago oltralpe inorgoglisce il nostro Consorzio, poiché la Francia, Paese di grande tradizione casearia, è uno di quelli che, insieme all’Italia, ha deciso di puntare maggiormente sulla tutela delle produzioni DOP».



Colli Berici doc e Vicenza doc:

via alla fusione dei consorzi


Il convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di zonazione alla sfida della Dop” ha offerto nuovi spunti per la promozione delle produzioni vicentine
 
Dalla consapevolezza delle proprie potenzialità all'esigenza di maggiore coordinamento tra organismi di promozione: è quanto emerso al convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di zonazione alla sfida della Dop” tenutosi sabato 27 novembre alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza.
Sono intervenuti
Mario Bagnara, presidente Biblioteca La Vigna; Luigino Disegna direttore Servizi per l'innovazione e lo sviluppo rurali di Veneto Agricoltura; Luca Toninato, ricercatore Ager-Agricoltura e Ricerca; Elena Piccoli, all'epoca della zonazione responsabile tecnico Consorzio Tutela vini Colli Berici DOC; Andrea Monico, attuale coordinatore dello stesso consorzio; Fabio Piccoli, giornalista ed esperto di marketing vinicolo.


Durante l'incontro è stato presentato ufficialmente il nuovo Manuale d'uso del territorio, frutto dello Studio di zonazione realizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Berici, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio di Vicenza. Il lavoro, coordinato dal professor Attilio Scienza, ha preso in esame 33 vigneti di 20 aziende per quattro stagioni (dal 2002 al 2006). In ciascuna vendemmia sono state operate le microvinificazioni di quattro varietà (Tai Rosso, Cabernet, Merlot, Pinot Bianco) di cui sono stati valutati successivamente una serie di parametri chimici ed organolettici. La rielaborazione dei risultati ha permesso di identificare l'esistenza sul territorio di 11 unità vocazionali, che nel Manuale d'uso del territorio vengono descritte con precise indicazioni di coltivazione.

 
“Abbiamo riscoperto - ha spiegato Federico Tassoni, presidente del Consorzio Colli Berici DOC - con grande stupore e ammirazione, una viticoltura fatta di enormi doti di dinamicità e professionalità, fattori che hanno reso possibile la trasformazione produttiva che sta conducendo a ottimi livelli di espressione qualitativa delle produzioni”.


Il dibattito ha quindi affrontato le novità introdotte dal Decreto Legislativo 61/2010 che disciplina le denominazioni di origine e riforma il ruolo dei consorzi. In ottemperanza allo spirito della legge il Consorzio tutela Vini DOC Colli Berici ha annunciato l'intenzione di fondersi con il Consorzio tutela Vini Vicenza DOC. “Le denominazioni rimarranno invariate – ha spiegato Andrea Monico – ma avremo una sola struttura che gestirà la promozione di entrambe. In questo modo disporremo di una struttura più agile, meno costosa, ma sicuramente più incisiva”.


Il nuovo consorzio, che prenderà forma nei prossimi mesi, si è già posto l'obiettivo di intrecciare nuove collaborazioni con altre DOC e DOP del territorio. Un primo riuscito esempio si è avuto durante l'ultimo finesettimana con ViViDOC, l'aperitivo che ha coinvolto i consorzi DOC Colli Berici e Vicenza con le DOP Sopressa Vicentina, Prosciutto Berico-Euganeo e Formaggio Asiago in un happy hour all'insegna della vicentinità.

 

MATTIA SPADONE si aggiudica

IL ‘TARTUFO DI GUBBIO 2010’

di Claudio Zeni


Mattia Spadone, arriva dall’Abruzzo, il ventiduenne cuoco che si è aggiudicato l’edizione 2010 del concorso gastronomico “Tartufo di Gubbio”, la competizione intorno ai fornelli organizzata dal Comune di Gubbio, dalla Comunità montana Alta Umbria e dalla E20 Comunicazione per far conoscere sempre di più e meglio la qualità e la prelibatezza del tartufo bianco dell’Alto Chiascio.

 

In gara, tra sana competizione e un forte spirito di collaborazione, oltre a Mattia Spadone, in rappresentanza del ristorante di famiglia “La Bandiera” di Civitella Casanova (Pe), c’erano anche gli chef Fabio Coluccino di “Amici miei” di Montecarlo, Baciòt del “Grand Hotel Parker’s” di Napoli, Natale Giunta dell’omonimo ristorante di Termini Imerese (Palermo), direttamente dalla “Prova del cuoco” di Rai Uno. Padroni di casa, invece, Claudio Ramacci del “Mencarelli Group”, Adilgerio Tosti del “Park Hotel Ai Cappuccini”, Paolo Pascolini de “La Cia”, Massimo Carleo del “Castello di Petroia” e Vito Favuzzi del “Fabiani”.

 

Questo lo sfizioso menù tartufato presentato in forma anonima ad una giuria di esperti gourmet presieduta dal caposervizio e conduttore del Tg1 Rai Uno Attilio Romita, che ha portato all’incoronazione di Spadone: come antipasto ha proposto ‘Uovo croccante, spuma di formaggio, patate e tartufo bianco di Gubbio’, mentre il primo piatto erano ‘Raviolini di pecorino con salsa di porri e tartufo bianco di Gubbio’ e per secondo ‘Faraona farcita con i suoi fegatini, purea di fagiolini Tondino e tartufo bianco di Gubbio’.

“Sono un presidente che non ha titoli come altri colleghi della giuria, enogastronomi e grandi firme del settore, ma non avendo conoscenze, non avevo neanche condizionamenti e sono stato un presidente assolutamente imparziale – ha ironizzato Attilio Romita nel corso della serata di premiazione - tutta la giuria è stata serissima, meticolosa, abbiamo ricontato le schede tre volte per decretare il vincitore, davvero sul filo di lana”.

Il premio “Tartufo di Gubbio” è stato consegnato a Mattia Spadone dal sindaco di Gubbio, Maria Cristina Ercoli, che nella serata di gala al Park Hotel Ai Cappuccini ha fatto “gli onori di casa”.



Carrefour premia Lucart Group per

lo Sviluppo Sostenibile


Diecimo (LU), 26 novembre 2010 – Cartiera Lucchese spa, azienda a capo del Gruppo multinazionale Lucart Group, ha vinto la seconda edizione del premio Trophées Développement Durable, indetto da Carrefour e dedicato al tema dello Sviluppo Sostenibile. La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri sera a Parigi, occasione nella quale Lucart Group ha avuto modo di presentare i progetti e le strategie dell’azienda sui temi della salvaguardia dell’ambiente.

La giuria del premio, che ha visto la partecipazione di 2200 fornitori del gruppo Carrefour, ha classificato Lucart Group al primo posto nella categoria “Progression” soprattutto grazie all’impegno dimostrato dall’azienda toscana nella riduzione di emissioni CO2 e nella gestione degli acquisti sostenibili. L’assegnazione dell’importante riconoscimento è giunta al termine di un lungo iter che ha visto il management di Lucart Group, e gli altri partecipanti al premio, impegnati nella compilazione di un complesso e approfondito kit di autovalutazione seguito da un audit eseguito da terze parti per la verifica della corretta compilazione dei documenti legati al premio.

Il premio Trophées Développement Durable è inserito nell’ambito di un progetto a lungo termine promosso da Carrefour che mira a riunire tutti i fornitori del gruppo intorno al tema dello Sviluppo Sostenibile e, attraverso loro, sensibilizzare anche il grande pubblico.

 

Lucart Group

Il gruppo multinazionale Lucart Group è il principale produttore a livello europeo di carte monolucide sottili per imballaggi flessibili e rientra tra i primi 10 produttori europei di carte e prodotti tissue.

Gli oltre 50 anni di esperienza hanno permesso all’azienda di sviluppare il know-how, l'esperienza e la tecnologia necessari per realizzare prodotti di qualità in grado di rispondere al meglio alle esigenze della clientela.

Gli impianti produttivi nei vari stabilimenti del Gruppo consentono di realizzare un'ampia gamma di prodotti avendo il controllo su tutte le fasi del processo produttivo, dalla scelta delle materie prime, pura cellulosa o carta da macero, fino alla definizione delle caratteristiche del prodotto finito.

La capacità produttiva di carta di Lucart Group è superiore a 280.000 tonnellate/anno, ripartita su 9 macchine continue e 53 linee di converting.

Le attività produttive dell’azienda sono distribuite su 3 Business Unit (Business to Business, Professional e Consumer), impegnate nello sviluppo e nella vendita di oltre 10 brand che includono prodotti nati per soddisfare le esigenze di diverse tipologie di utenza, dalla grande impresa al consumatore finale.

Il fatturato consolidato di Lucart Group nel 2009 è stato di oltre 318 milioni di euro e le persone impiegate sono più di 1.000. La superficie totale degli stabilimenti produttivi è superiore a 860.000 m2. Lo stabilimento di Diecimo (Lucca) è uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati alla produzione e trasformazione di carta tissue.


Le notizie della settimana 28 novembre 2010

 

Domani lunedì presentazione della

guida “La Puglia è servita” 2011


Lunedì 29 novembre alle ore 18.30 a Bari presso la masseria Pietrasole, splendida dimora d'epoca alle porte della città (Strada Scanzano 243 – tel. 080 5461217) appuntamento per la presentazione della 15a edizione della guida La Puglia è servita (edizioni Tirsomedia, € 18,00).

L'evento, con ingresso libero, vedrà la partecipazione di giornalisti, operatori del settore turistico ed enogastronomico, autorità istituzionali e lettori-viaggiatori. Già confermata la presenza dell'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno.

La serata sarà presentata da Antonio Stornaiolo e prenderà avvio con la premiazione delle strutture di eccellenza 2010, alla presenza dell'editore Vittoria Cisonno e degli autori Pasquale Porcelli e Alma Sinibaldi.

Da quest'anno, inoltre, la presentazione della guida sarà anche l'occasione per accendere i riflettori sui distretti gastronomici più rappresentativi della nostra regione. Prima tappa sarà il Gargano, territorio che per anni ha rischiato di essere annichilito dalla nefasta tendenza dei “menu a prezzo fisso” ma che ora, proprio grazie all'impegno di alcuni ristoratori “illuminati”, sta risorgendo attestandosi fra le mete golose più ambite. La dimostrazione sarà data proprio in occasione della serta attraverso la preparazione dal vivo di alcune specialità tipiche del territorio del Gargano.

Per l'occasione interverranno: Gegè Mangano de “Taverna Li Jalantùumene” (Monte Sant'Angelo), Leonardo Vescera de “Il Capriccio” di Vieste, Domenico Cilenti di “Porta di Basso”, Mario Ottaviano de “Al Trabucco” e Antonella Martucci de “La Chiusa delle More” (tutti di Peschici), Lucia Schiavone e Nazario Biscotti de “Le Antiche Sere” (Lesina).

Al termine dell'evento le specialità preparate “in diretta” dagli chef ospiti saranno degustate in abbinamento ai vini offerti dalle aziende socie del Movimento Turismo del Vino Puglia.

 


IX Selezione dei Vini di Toscana:

promosso il 70% delle etichette

Il 37,5 % guadagna la menzione speciale. Prato è la provincia più “Rosa”, Livorno la più “Giovane”

 

Continua anche per oggi con il Buy Wine alla Stazione Leopolda di Firenze la IX edizione della Selezione dei Vini di Toscana, decretando, una volta di più, il successo dell’enologia regionale. Delle 1364 etichette ammesse, infatti, ben 960 hanno superato la severa selezione svolta dai 77 commissari internazionali secondo il metodo utilizzato dall’Union International des Oenologues, ossia il 70,3%: il 3,3% in più rispetto alla passata edizione (2008), quando era stato promosso il 67% dei vini presentati. Dei 960 vini entrati a far parte del catalogo della IX Selezione dei Vini di Toscana, inoltre, il 37,5% (360) si è guadagnato la tanto ambita menzione speciale raggiungendo o superando quota 85 punti: +15,5% rispetto al 2008.

Dopo le valutazioni estremamente positive della Guida dell’Espresso “I vini d’Italia 2011” (41 vini segnalati di cui ben 6 con tre stelle su un totale di 14) e 23 vini premiati con ‘tre bicchieri’, massima valutazione del Gambero rosso e di Slow food, l’enologia toscana guadagna un nuovo riconoscimento.

Terminato il lavoro dei 77 commissari suddivisi in 11 commissioni composte da enologi, sommelier e giornalisti, inizia adesso il tour promozionale che avrà, come protagoniste, proprio le 960 etichette selezionate. Prima tappa: Firenze dove, dal 25 al 26 novembre si terrà la prima edizione del Buy Wine, workshop internazionale dedicato solo ai vini della IX Selezione. Sarà, poi, la volta della Italian Wine Week di New York e di un altro workshop dedicato alla Selezione che si terrà a Londra. Ma ecco nel dettaglio i risultati:


Le Province – Ancora una volta, ad uscire vincenti dalla Selezione dei Vini non sono unicamente le province storiche dell’enologia toscana, Firenze e Siena – rispettivamente con il 68,0% e l’75,5% dei vini selezionati -, ma anche quelle che da minor tempo si sono affermate in questo campo di produzione. Se Firenze e Siena hanno avuto l’83,4% e il 90,7% delle aziende promosse, infatti, non sono da meno le performance delle province di Prato (76,9% e il 72,7% dei vini selezionati); Pisa (93,1%; 64%); Livorno (91,1%; 76,9%); Grosseto (89,5%; 71,3%); Arezzo (86,8%; 64,5%); Lucca (83,3%; 55,4%) alle quali seguono Pistoia e Massa-Carrara che, pur avendo un numero minore di aziende partecipanti hanno comunque ottenuto ottimi risultati.

 

Le Categorie – Dando uno sguardo alle categorie, 11 su 19 hanno superato il 72% dei vini promossi e, tra queste, 8 sono andate oltre l’80%. Il 37,5% dei vini selezionati (360) ha, inoltre, raggiunto o superato la soglia degli 85 punti necessari al conseguimento della “menzione speciale” della giuria.

Le performance migliori si registrano tra i Rossi IGP Alloctoni (Vendemmia 2009/2008) con l’89,6% dei vini selezionati -  dei quali il 42,3% ha guadagnato la “menzione” della giuria -, seguiti dai Passiti DOP e IGO - 87,5% di promossi e 66,7% di “menzionati” - e dai Rossi DOP Riserva: 86,2% di selezionati e il 46,7% con “menzione speciale”. Al quarto posto i Rossi IGP Alloctoni (vendemmie 2007 e precedenti): 84,4% promossi e 55,6% con 85 punti o più.

 

Le Tipologie – Nella classifica per tipologia, i Vini Passiti sono in testa con l’87,5%  dei promossi dei quali il 58,3% con “menzione speciale”. Seguono: i Vini Rossi (74,1%; 27,7%); i Vini Bianchi (46,9%; 13%) e i Vini Rosati (34,8% selezionati).

Per quanto riguarda le “denominazioni”, i Vini DOCG guidano la classifica con il 71,6% dei promossi e il 25,9% dei “menzionati”. Seguono: i Vini DOC  (69,2%; 24,5%) e i Vini IGT (67,5%; 27,8%).

 

I Vini delle Donne e dei Giovani – Nella prima delle due categorie particolari, non previste dal regolamento ma che premiano la passione e l‘attenzione dei produttori, sono stati 217 i vini promossi e 103 le aziende, mentre tra i vini dei giovani sono stati premiate 152 etichette e 75 aziende. Una curiosità: la provincia più “rosa” è risultata quella di Prato con il 60% delle aziende provinciali selezionate, mentre quella più “giovane” è la provincia di Livorno (21,9%).

 

Partecipazione: aumentati vini e aziende - 467 aziende partecipanti e 1364 vini iscritti. Rispettivamente, il 3,3% e il 13% in più rispetto all’edizione 2008. Un merito che va, prima di tutto, alla Toscana del vino che, di edizione in edizione, accetta con sempre maggior entusiasmo la sfida di qualità lanciata dalla Selezione, come testimonia la crescita esponenziale dei vini partecipanti passati dai 317 del 1989 ai 1206 del 2008, fino ai 1364 di quest’anno.


Un’edizione ricca di novità - Tante le novità presenti nell’edizione 2010 della Selezione, sia per quanto riguarda le categorie che le commissioni. La grande novità dell’edizione 2010 del concorso è l’introduzione di due nuove categorie (la n. 10 e la n. 12) dedicate esclusivamente ai Vini Rossi DOP che entreranno in commercio il 1 gennaio 2011. Due nuove categorie che permetteranno a Toscana Promozione di promuovere, il prossimo anno, vini appena entrati in commercio rendendo ancora più efficaci le iniziative in programma. Le commissioni, per affrontare l’alto numero di vini iscritti,  sono salite da 10 a 11 ed erano composte da 7 membri: 5 enologi, 1 sommelier e 1 giornalista. E tra questi ultimi erano presenti giornalisti provenienti da Stati Uniti, Inghilterra, Corea del Sud, Giappone e Belgio.



Avellino, sabato 4 dicembre 2010 a partire dalle ore 10,30

Presentazione della guida Slow Wine 2011

 

Il meglio dell’enologia campana e lucana, secondo Slow Food, si presenta al grande pubblico:

un momento di festa, degustazioni e riflessioni

 

Il meglio dell’enologia della Campania e della Basilicata, secondo Slow Food, si dà appuntamento, sabato 4 dicembre 2010, ad Avellino, Auditorium Banca della Campania (Collina Liguorini). Il pretesto è la presentazione della nuova guida di Slow Food dedicata al vino, Slow Wine 2011, l’occasione però è quella di far incontrare i produttori della Campania e della Basilicata con il grande pubblico, di far conoscere vini e vignaioli, insomma un momento di festa e di riflessioni attorno al vino in Campania e Basilicata. «Uno dei tratti fondamentali di Slow Wine è quello di aver dato finalmente il giusto spazio alle regioni del Sud. Tra queste la Campania fa la parte del padrone con quasi 90 schede. Un'enormità se paragonata ad altre guide di settore. Questo perché siamo convinti della bontà dei vini di questa regione e delle incredibili potenzialità di crescita sia dei suoi bianchi sia dei rossi. La Campania tra l'altro ha un sistema produttivo fortemente radicato e basato sulla produzione contadina, una tradizione che non potrà che favorire il controllo diretto della qualità e una produzione di chiaro stampo artigianale. La Basilicata, pur essendo una regione piccola, ci ha regalato dei rossi di struttura e grande longevità, il tutto condito da un'ottima dose di personalità», sostiene Giancarlo Gariglio, curatore della guida. «Il lavoro svolto nelle regioni del Sud – aggiunge Luciano Pignataro, responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria - è straordinario. Si è riusciti ad andare oltre la banalità e centrare con precisione quelle aziende capaci di coniugare rispetto per l'ambiente, etica della vinificazione e qualità in bottiglia. Questo è stato possibile anche grazie alle visite e all'impegno del gruppo Slow Wine».

 

Alle ore 10,30 si inizia con un convegno dal titolo “Ambiente, tipicità, qualità. Una viticoltura etica è possibile”, al quale partecipano: Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, il curatore della guida Giancarlo Gariglio, e Luciano Pignataro, responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria. Cosimo Lombardi, Large Corporate Banca della Campania, e Lucio Napodano, fiduciario Slow Food di Avellino, introducono il convegno che sarà presieduto da Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Campania.

A seguire si terrà la degustazione dei vini della Campania e della Basilicata che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nella guida, come Grande Vino e Vino Quotidiano, e di quelli appartenenti alle cantine che hanno ottenuto la Bottiglia e la Moneta. Riconoscimenti che prendono in considerazione non solo i vini degustati, ma anche il lavoro in vigna. Perché Slow Wine non è semplicemente una guida, è anche un progetto di forte valorizzazione dei territori italiani e del mestiere di vigneron. Una guida che pone un forte accento sul rapporto tra l’uomo e la terra, una fotografia dell’enologia italiana fatta non limitandosi alla degustazione. Questo è stato possibile grazie al nutrito gruppo di collaboratori, oltre 200, che hanno visitato tutte le cantine.

 

L'ingresso alla presentazione è libero, l’accesso alla degustazione ha un costo di 27 € (25 € per i soci) e dà diritto alla degustazione dei vini presenti, al bicchiere, alla sacchetta porta bicchiere e a una copia della guida Slow Wine 2011.

 


Centro Software lancia “Impresa24 Food Industry”,

l’ERP che massimizza l’efficienza dei processi dell’impresa alimentare

 

In risposta alle specifiche esigenze del comparto alimentare, il nuovo “Impresa24 Food Industry” valorizza ogni tipo di azienda del settore, assicurando la crescita delle performance, la tracciabilità e la redditività in tempi brevi.


Bologna, 25 novembre 2010 – Centro Software, leader nel settore dell’informatica per la gestione aziendale e partner del Sole 24 Ore per lo sviluppo software, ha presentato “Impresa24 Food Industry”, il nuovo ERP progettato sulla base delle specifiche esigenze e caratteristiche delle aziende alimentari italiane.  

Impresa24 Food Industry permette di gestire in modo ottimale non solo i processi amministrativi, finanziari e commerciali dell’impresa, ma anche tutte le fasi legate all’acquisizione delle merci, al loro immagazzinamento, alla loro trasformazione, ai controlli di qualità, alla rintracciabilità e tracciabilità alimentare per la tutela del consumatore.

Tra le funzioni più importanti spiccano la completa organizzazione dei processi di vendita e tentata vendita, la gestione dei rapporti con la GDO, così come l’identificazione e la localizzazione immediata del prodotto e un’estrema attenzione ai controlli qualità nei flussi operativi.

Con riferimento al settore alimentare sono stati inoltre previsti alcuni automatismi che non si riscontrano in altri ERP standard internazionali, come la gestione di ricette e cicli di lavorazione per un’efficace pianificazione delle linee di lavorazione e delle fasi di conto c/terzi, M.R.P. e M.E.S. che consentono di pianificare e monitorare in tempo reale l’avanzamento di produzione, un’efficiente gestione dei lotti che permette di ottimizzare le scorte e proporre sempre all’operatore l’utilizzo del materiale più idoneo.

Completano il quadro operativo la gestione della logistica avanzata (con supporto degli standard INDICOD “UCC / EAN-128” e “SSCC” la collegabilità a magazzini automatici (celle di carico e magazzini “silos”) e la gestione integrata delle movimentazioni con terminalini WiFi.

 

Dotato di interfacce intuitive che lo rendono molto semplice da utilizzare, integrato con la telefonia IP (VOIP) e con gli strumenti di produttività Microsoft Office, questo ERP è uno strumento di supporto fondamentale non solo per un controllo di gestione automatico ma anche per certificare la qualità dei processi aziendali e dei relativi prodotti lungo tutta la filiera.

L’integrazione con MapPoint e Google Maps consente, inoltre, un puntuale e veloce controllo della distribuzione nel territorio e delle distanze chilometriche, permettendo così un calcolo preventivo dei costi di trasporti, una migliore pianificazione logistico-commerciale e un’ottimizzazione nell’utilizzo di ogni risorsa.


Grande fermento a Radici Wines Experience

Cala il sipario sul tradizionale appuntamento enogastronomico tra gli applausi convinti dei partecipanti.

 I riflettori, ora, si accendono sul comune progetto futuro degli addetti ai lavori: Radici del Sud 2011

 

Oltre 500, tra visitatori e operatori del settore, sia locali che internazionali, hanno condiviso il clima di appassionato entusiasmo che l'evento ogni anno è in grado di suscitare. Sotto l'egida della Regione Puglia, degli Assessorati al Turismo e alle Politiche Agricole nonchè dell'APT - Bari, l'Associazione ProPapilla, nella persona del suo presidente, Nicola Campanile, ha presentato le coinvolgenti iniziative in programma nella giornata che ha concluso la manifestazione.

La verticale comparativa ha registrato il tutto esaurito e ha offerto importanti spunti di confronto  circa i vini tradizionali del Sud.


Molto apprezzate le tre guide bilingui che sono state illustrate sottolineando con forza la funzione che si ripropongono di promuovere anche all'estero i territori e i sapori unici della Puglia. Assoluta novità Pizzaviaggiando, alla prima edizione, che ha premiato le eccellenze del comparto delle pizzerie: Le Vecchie Cantine di Taranto, Bella Napoli di Cerignola e Il Borbone di Gioia del Colle.


A seguire è stata la volta di Dolce Guida - Percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni; l'ottava edizione, presentata da Vincenzo Rizzi e Nicola Campanile, ha premiato, nelle varie categorie, chef ed operatori che quest'anno si sono distinti meritando la speciale menzione: Dona Flor di Bari ("Enoteca con cucina"), Le Vecchie Cantine di Taranto ("Ricerca qualità e ospitalità"), U'Vulesce di Cerignola  (Ristorante tipico"), Galeone Cosimo del ristorante La Barca di Ciro di Pulsano (TA) (categoria"Giovane Chef dell'anno"), Ristorante Modò (Novità dell'anno) di Nardò, Taverna Bio Mediterranea Le Rune (Ristorante atipico dell'anno) di Bari e La Bul (Ristorante dell'anno) di Bari. E' apparso evidente come anno dopo anno sempre meglio, attraverso le indicazioni spassionate che riesce a offrire, la rinomata guida vada incontro alle aspettative del pubblico, anche straniero, che ricerca non solo l'originalità ma anche l'autenticità delle esperienze in questo settore.

Infine, ha avuto la sua ribalta l'impegnativa rendicontazione dell'omonimo festival che da cinque anni premia, in Giugno, i migliori vini prodotti da uve di vitigni autoctoni pugliesi, Radici Wines - Guide on Apulia Wines for experts and lovers. La guida, alla sua seconda edizione, contiene il minuzioso lavoro delle recensioni di tutti i vini in concorso nell'edizione 2010 del Festival, quest'anno redatto dall'autorevole penna di Franco Ziliani e impreziosito dall'appassionato apporto di Vincenzo Rizzi.


In occasione del convegno conclusivo condotto dal giornalista Luciano Pignataro ha preso corpo tra l'approvazione generale il progetto che estenderà a tutto il Sud il festival del vino da vitigno autoctono, Radici del Sud 2011. La ferma volontà di collaborazione tra le regioni coinvolte è stata caldamente auspicata da Elena Martuscello che, insieme a Alessia Perrucci, ha garantito per l'iniziativa un significativo contributo in termini logistici da parte dell'Associazione delle Donne del Vino che rappresentano rispettivamente a livello nazionale e regionale. Il nuovo appuntamento si avvarrà anche della pregiata collaborazione di Franco Ziliani e Luciano Pignataro.

 

Il presidente dell'Associazione ProPapilla, Nicola Campanile, ha voluto evidenziare la necessità, in un presumibile scenario di ridimensionamento di fondi destinati alla promozione da parte di istituzioni pubbliche e dei privati, di aggregare e coordinare al meglio le iniziative di promozione di più associazioni per non incorrere nel rischio di disperdere in isolate iniziative importanti risorse. Anche la stampa straniera, nelle persone di Kerin O'Keefe, Charles Scicolone, Gregory Dal Piaz (U.S.A.) e Marek Bienczyk (Polonia) e i buyers internazionali, invitati da Franco Ziliani a un eductour organizzato da Radici Wines, Associazione ProPapilla, ha dimostrato trasporto e consenso per l'iniziativa di questi giorni e Radici del Sud 2011.

La serata è proseguita in un piacevole momento conviviale e nel vivace confronto di tutti i partecipanti che hanno potuto godere della cena e degustare i vini vincitori di Radici 2010. I sette chef che con grande perizia hanno realizzato i piatti, Mario Ottaviano di Trabucco di Peschici(FG), Peppe Zullo di Orsara di Pugli (FG), Vito Netti del Ristorante La Strga di Palagianello (TA), Domenico Minervini (Masseria San Giovanni), Franco Rizzuti dell'Osteria Marconi di Potenza, Pietro Lecce della Tavernetta di Camiliatello Siliano (CS) e Raffaele Vitale di Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino (SA) hanno mirabilmente reso omaggio allo spirito che anima la manifestazione e all'idea che essa intende promuovere, coniugare al futuro talento, creatività e tradizione del Sud.

Nella soddisfazione e ottimismo generali, infine, i partecipanti si sono congedati e ripromessi di dare incoraggianti riscontri in merito alla distribuzione dei tre prodotti editoriali presentati.




Carpene’ Malvolti, un bridisi da “Festivity” a Napoli

 

Nella suggestiva atmosfera di Città del Gusto del Gambero Rosso di Napoli, un evento esclusivo firmato Carpené Malvolti con degustazione di spumanti accompagnati da originali finger food

 

Si chiama Festivity ed è l’evento mondano più atteso ed esclusivo del periodo prenatalizio a Napoli. Una grande degustazione aperta al pubblico - ma con un tetto massimo di 250 persone che lo rende un appuntamento ancora più ambito - che Carpené Malvolti, la storica casa spumantistica di Conegliano, sta organizzando per mercoledì 1 dicembre a Città del Gusto del Gambero Rosso con una raffinata offerta di originali finger food realizzati per l’occasione dai migliori chef in abbinamento con le bollicine.

 

In degustazione il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Brut, Cuvée oro e Cuvée Storica, e l'Arte Spumantistica, un'ambiziosa strategia, aperta alla ricerca di nuovi grandi vini adatti ad essere elaborati con i Metodi di spumantizzazione  scelti da Carpenè.  Questa progetto vede impegnati i maestri enologi della Casa, sotto la guida attenta ed esperta di Etile Carpenè, nella spumantizzazione, ogni anno dal 2005, di un vino di alta qualità, del panorama Italiano ed Europeo per proporre ai consumatori esclusivi ed unici spumanti prodotti da uve da vitigni mai spumantizzati prima.

 

Come il Rosè Cuvée Brut che nasce da due vitigni coltivati nel territorio della zona del Piave caro alla famiglia Carpenè, il Pinot Nero e il Raboso, che Antonio Carpenè già nel 1881 indica come vitigno nobile ed importante del trevigiano; il Kerner un vitigno con storia recente, risultato di un incrocio fra i vitigni Riesling renano e la Schiava, creato da A. Herold nel 1929 nella stazione sperimentale di Weinsberg / Württemberg in Germania.

Di recente coltivazione in Italia, è stato introdotto in Alto Adige negli anni ‘70, è coltivato nelle dorsali dolomitiche della Valle Isarco, stretta gola che si allarga fino a diventare un'ampia e verde conca valliva, ed ha ottenuto la DOC Valle Isarco nel 1993. Poi il Viogner, vitigno a bacca bianca originario della Valle del Rodano. Predilige terreni poveri, secchi e ciottolosi. Si narra che il vitigno Viognier sia stato portato nella zona della Côte du Rhône dalla Dalmazia dall'Imperatore romano Probus nel 218 dopo Cristo. In questo territorio ha trovato le zone ad esso più congeniali dando vita a due piccole appellations come Condrieu e Château-Grillet.

 

Il 2010 è l’anno del Petit Manseng, vitigno che il Collegio Enologi Carpenè Malvolti ha amato per la sua singolare personalità, il carattere bizzarro e al tempo stesso composto, così simile al territorio da dove proviene: le splendide regioni francesi ai piedi dei Pirenei. ed inoltre i distillati della storica casa di Conegliano: le Grappe e l'esclusivo Brandy.  La location che ospiterà l’evento, per l’occasione allestita dall’atelier IF DESIGN sul tema di Carpenè e sulla sua storia, sarà dunque proprio la Città del Gusto del Gambero Rosso, allietata da sottofondo di musica soffusa in stile glamour a partire dalle ore 20.00 – quando sarà servito un aperitivo a base di friandise salate in attesa dell’arrivo di tutti gli ospiti per dare inizio alle degustazioni e all’apertura ufficiale di un dopo-serata danzante alle ore 23.00 con il Direttore Artistico di Radio Capri, Roberto Barone, presso il Wine Bar di Città del Gusto dove saranno serviti i cocktail realizzati con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Grappe e Brandy.

 

Il costo della degustazione è 18€, ridotto a 15€ per gli abbonati speciali al Gambero Rosso. I biglietti possono essere  acquistati anche presso la Città del Gusto di Napoli i giorni precedenti l'evento. (Segreteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, orario continuato).



Serate gastronomiche e spettacoli al “Relais Rocca Civalieri”


A Quattordio, località a pochi chilometri da Asti, immerso nel verde della campagna e delle colline dalle quali hanno origine vini famosi come la Barbera docg, si trova il “Relais Rocca Civalieri” splendido esempio di recupero architettonico che coniuga in modo armonioso elementi tardo medioevali con linee moderne del design essenziale.


Il “Relais” è in parte ristorante e in parte hotel oltre a luogo ideale per ricevimenti, matrimoni e meeting. La cucina è una ricercata interpretazione delle tradizioni piemontesi: la genuinità e l’elevatissima qualità delle materie prime ne esaltano i profumi, la freschezza e la fragranza. La stessa ricercatezza traspare nella ricca carta dei vini che raccoglie quelli locali e del Piemonte oltre a diverse etichette internazionali. Il “Relais” è un luogo molto elegante che rende questa residenza piena di charme e , quindi luogo prestigioso adatto ad una clientela esigente e raffinata.


Dispone di 29 camere (tra cui suites e junior suites) riccamente arredate e dotate di ogni comfort.

Per queste ultime settimane che precedono Natale al “Realis” è stato organizzato un calendario di spettacoli: dopo la serata del 27 novembre alle 22 con “Il cuoco, la moglie e l’amante”, recital con Chiara Buratti e Fabio Pasciuta, seguirà il 3 dicembre alle 20,30 “Invito a cena con delitto” con la Compagnia Teatro dell’Unicorno Nero di Torino. Il 17 dicembre lo spettacolo verrà replicato con la partecipazione di Alessio Bertoli mentre il 18 dicembre, alle 22, toccherà a “Spiriti di…vini” con Mario Nosengo, recital- spettacolo sul vino.

Per le serate del 3 e 17 dicembre è prevista anche la cena con un menù che comprenderà l’entrèè dello chef, tortino di Castelmagno con fonduta di formaggi dop al profumo di tartufo bianco, maltagliati di pasta fresca al ragù d’anatra, medaglioni di filetto di maialino da latte con giardinetto di verdure di stagione. Per concludere il pudding di zabaione al moscato con salsa al Barolo chinato.

I vini serviti in tavola spazieranno dal Prosè Blanc Gancia, dolcetto di Diano d’Alba doc “Scanavino” e moscato d’Asti Vallebelbo. Costo delle serate 50 euro, cena compresa, 20 euro gli spettacoli del 27 novembre e 18 dicembre.

Info e prenotazioni tel. 0131 / 797333 info@hotelroccacivalieri.it www.hotelroccacivalieri.it


A Prato Eccellenza Birra


Dal 3 al 5 dicembre 2010, si terrà a Prato, nell'Area Fabbricone di Via Targetti, la prima edizione di "Eccellenza Birra". La rassegna dedicata alle birre artigianali, con uno speciale focus sulle birre natalizie, tradizione del Nord Europa che si sta diffondendo anche nel nostro Paese.


Tre giorni densi di appuntamenti, laboratori sensoriali e di degustazione dell! e birre artigianali, incontri a tema e dimostrazioni, utili a conoscere il valore della birra artigianale, locale, nazionale e internazionale. Un'occasione che non solo esalterà il buon bere ma anche i prodotti gastronomici tipici della provincia di Prato attraverso i numerosi stand allestiti all'interno della manifestazione.


Fra le tante iniziative anche il concorso rivolto alle classi IV e V dell'Istituto Alberghiero Datini di Prato, dove i ragazzi si cimenteranno nella preparazione di piatti in cui è presente l'ingrediente birra, e che prevede la proclamazione del vincitore assoluto come Junior Chef d'"Eccellenza Birra"!

Il programma completo è visibile sul sito www.eccellenzabirra.it



Santa Margherita: premiati a Roma

gli “Esploratori del Gusto” 2010


Nel corso di un’originale serata alla Città del Gusto di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio Esploratori del Gusto, ideato da Santa Margherita, per rendere ancora più incisiva la sua presenza nell’affascinante mondo della cultura eno-gastronomica.


Particolarmente significativa ed “emozionale” la lettura dei tre racconti vincitori del Premio Eno-Letterario da parte di Monica Guerritore, seguita dall’accurata preparazione delle tre ricette vincitrici del Premio Eno-Gastronomico.

Ricette realizzate nella cucina del Gambero Rosso con la supervisione dello chef Luca Ogliotti, che hanno interpretato in modo originale l’abbinamento con il Pinot Grigio Valdadige D.O.C. Santa Margherita, da 50 anni emblema del vino bianco italiano nel mondo.


I tre racconti diventeranno subito dei best seller, stampati sulle retro etichette dei bianchi classici Santa Margherita , con una tiratura complessiva di oltre 700.000 copie.

Giunto alla quinta edizione, con la collaborazione di Librerie Feltrinelli, il Premio Eno-Letterario deve il suo successo ad un equilibrato mix tra cultura del bere, dello scrivere e del leggere, che ha già coinvolto negli anni migliaia di appassionati.


I vincitori:

Premio Eno-Letterario

    1° classificato: Antonello Farris, con “Abitudini”

    2° classificati: Isabella Terrano, con “Il piacere della lentezza”

    3° classificato: Gianni Mario Molteni, con “In vino veritas”


Premio Eno-Gastronomico

    1° classificato: Arabella Pezza, con “Stocco in potacchio”

    2° classificato: Antonio Fiori, con “Paella di fregula sarda”

    3° classificato: Donatella Simeone, con “Paccheri allo scorfano”

www.santamargherita.com


Agnello Gallese Igp nell’alta ristorazione con Selecta


Milano, novembre 2010. La carne di agnello gallese igp consolida la propria presenza nell’alta ristorazione italiana e lo fa siglando una partnership con Selecta, azienda leader di settore che seleziona ed importa da tutto il mondo solo alimenti di prima qualità.


Guido Bruzzo, uno dei titolari di Selecta, si dichiara molto soddisfatto della collaborazione con HCC: “Abbiamo visitato di persona la ditta gallese Vion e il macello Welsh Country Food da cui provengono le carni che noi importiamo. Abbiamo visto pascoli naturali, strutture specializzate e operatori qualificati: una bella realtà da cui proviene un prodotto dalle eccellenti qualità”.

L’accordo fra le due società è stato inaugurato proprio da un viaggio in Galles, tenutosi ai primi di ottobre, che ha avuto come obiettivo la messa a punto di nuovi tagli per la ristorazione italiana. Le “sperimentazioni” sulla carne ovina eseguite dallo chef Bruno Barbieri, anch’egli presente alla missione in Galles, sono state numerose ed interessanti: dalla coscia di agnello sono stati ricavati singoli muscoli che si sono dimostrarti particolarmente duttili per le cotture veloci, si è applicata la cottura a bassa temperatura per il reale, si sono realizzati piatti a base di frattaglie e si sono utilizzate le rifilature per preparare polpettine farcite e hamburger (insaporiti dal pregiato sale Halen Mon).

 

I nuovi tagli saranno commercializzati in Italia da Selecta a partire dagli inizi di novembre. Nello specifico verranno distribuiti il french rack (o costolette) ossia la parte anteriore del carrè, un taglio “classico” ma molto utilizzato in cucina perché si presta a preparazioni d’effetto e lo scamone, un’assoluta novità in quanto si tratta di un taglio tipico della carne bovina, ma che risulta, anche nella “versione ovina”, molto versatile e adatto a numerosi tipi di cottura.

Assolutamente positivo è il commento di Jeff Martin, responsabile HCC in Italia: “L’accordo con Selecta è un passo avanti molto importante nel percorso di affermazione dei nostri prodotti nell’alta ristorazione. Selecta è un marchio riconosciuto nel settore e siamo perciò felici che anche l’agnello gallese igp faccia parte della loro scuderia”.

L’agnello gallese igp sta riscuotendo grande successo fra i più importanti chef e ristoratori italiani. E’ apprezzato per le sue qualità organolettiche (gusto e tenerezza su tutte) e per la versatilità che gli permette di essere proposto in svariate ricette e preparazioni, senza dimenticare il marchio igp che conferisce sicuramente il valore aggiunto.

Per maggiori informazioni visita il sito: www.carnigallesi.it



Federalimentare porta nelle aziende alimentari oltre 80.000 visitatori

Nel 2010 l'export crescerà del 9%


Roma novembre 2010. Il 2010 segnerà la riscossa dell'idustria alimentare italiana dopo due anni di difficoltà soprattutto nei consumi interni.

Chiuderemo l'anno con un +2% di produzione e con +9 di export” ha dichiarato Daniele Rossi, dg di federalimentare, in occasione di “Apertamente”, promossa da Federalimentare, che ha mostrato al pubblico i progressi delle aziende in ambito ambientale.


La IV edizione di Apertamente si è svolta nell’ambito dei 100 anni di Confindustria, con l’apertura al pubblico delle aziende alimentari dislocate sull’intero territorio nazionale.

Quest’anno al centro dell’iniziativa intitolata “Gusto Sostenibile” il tema della sostenibilità ambientale.

Sono stati oltre 80 mila i visitatori tra giornalisti, istituzioni, scuole e cittadini che hanno avuto modo di vedere con i propri occhi, nelle oltre 50 aziende partecipanti (per un totale di 72 stabilimenti) quanto le imprese alimentari fanno ogni giorno per salvaguardare l’ambiente.

 

Di seguito alcuni dati che evidenziano lo sforzo compiuto dall’industria alimentare nel corso degli ultimi 20 anni: dai primi anni Novanta a oggi c’è stata una riduzione dei consumi di acqua di circa il 30/40%.

Nell’ultimo decennio si è conseguito un risparmio energetico di circa il 15/20% e ci sono stati tagli nell’intensità delle emissioni di CO2 di circa il 30%. Nello stesso arco di tempo si sono ridotti del 40% il peso e il volume degli imballaggi utilizzati e sono diminuiti del 17% i costi relativi al loro trasporto incrementando del 10% la quantità di materiale riutilizzato. Il che equivale a non aver immesso sul mercato 300 milioni di imballi primari ed un risparmio del 20% circa delle emissioni di CO2.

Tra le aziende che hanno partecipato figurano le più importanti realtà del panorama alimentare del Paese.



A San Quirico d’Orcia (Siena) dal 4 all’8 dicembre,

degustazioni ed eventi per celebrare le produzioni di qualità

Extravergine che passione: San Quirico alza il sipario sul festival dell’olio nuovo.

L’Extravergine 2010 alla memoria di Angelo Vassallo


Degustazioni e corsi di assaggio; il trekking dell’olio fra sapori e tesori artistici e un premio per i produttori. Poste Italiane emetterà un francobollo speciale. Concerti e spettacoli lungo le vie del borgo

Una passione tutta extravergine. Cinque giorni a San Quirico d’Orcia (Si) dedicati al prodotto principe della terra di Valdorcia, con la Festa dell’Olio, in programma da sabato 4 a mercoledì 8 dicembre.

Degustazioni di olio nuovo, abbinamenti enogastronomici, massaggi, cultura dell’olio e divertimento. E’ l’edizione delle conferme quella presentata e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia in collaborazione con la Pro Loco e che si svolgerà a cavallo del ponte dell’Immacolata: un vero e proprio festival dell’extravergine che vedrà la seconda edizione del premio per le aziende olivicole e mini-corsi di degustazione per il pubblico. Per gli appassionati di enogastronomia e paesaggio ci sarà poi il trekking dell’olio, un percorso fra olivi e le bellezze storico-architettoniche del centro storico di San Quirico, che si concluderà con l’assaggio di bruschette appetitose. Per gli amanti del benessere la possibilità di ricevere massaggi nelle splendide sale del Palazzo Chigi Zondadari a base di olio extravergine di oliva.

 

Inoltre, dopo il Prof. Giorgio Calabrese, il premio L’Extravergine 2010 verrà consegnato quest’anno alla memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica barbaramente ucciso lo scorso 5 settembre. A ritirare il riconoscimento mercoledì 8 dicembre sarà il figlio Antonio. In occasione della Festa dell’olio 2010 Poste Italiane emetterà un francobollo celebrativo che sarà annullato in apertura del Festival.

La festa dell’olio, che si svolge fin dal 1993, è un esplosione di sapori, profumi e folclore popolare, e l’occasione per visitare la cittadina nel cuore della Valdorcia e i suoi paesaggi famosi nel mondo, nonché per degustare la nuovissima annata dell’olio extravergine, in abbinamento con i vini Orcia, i formaggi pecorini, carni di chianina e salumi, oltre ai molti piatti tipici tradizionali. Per tutta la durata del Festival musica e concerti  lungo le vie del borgo con il concerto spettacolo dei Camillocromo.

Per info e prenotazioni alle degustazioni, trekking dell’olio e massaggi: Ufficio turistico San Quirico d’Orcia.

Tel. 0577.897211/0577.899724 - ufficioturistico@comunesanquirico.it www.comunesanquirico.it 



Intervista al Presidente del Consorzio Dolce Nord Est:

prospettive e attività in un’ottica di marketing territoriale


Si chiama Consorzio del Dolce Nord Est e sono già in molti a conoscerlo per le sue attività di valorizzazione del turismo enogastronomico e per la diffusione del prodotto tipico e a km zero in Friuli Venezia Giulia, abbiamo incontrato Pio Costantini, il Presidente del Consorzio, per conoscerne finalità e sviluppi.

 

Presidente, qual è l’obiettivo primario che preme raggiungere al Consorzio? Il nostro obiettivo è senza dubbio quello di far diventare il “marchio” Dolce Nord Est sinonimo delle eccellenze che caratterizzano dal punto di vista enogatronomico il territorio, essere uniti significa per noi essere più forti nel promuovere le nostre tipicità rispetto al mercato e in grado di portare avanti le tradizioni. Più in generale di cosa vi occupate e cosa andrete a definire a livello di attività per il 2011. Il Consorzio riunisce i comuni di: Attimis, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Tarpana e Tarcento e per ognuno di loro mette in “rete” le eccellenze enogastronomiche attraverso iniziative come ad esempio “Sapori in tavola del DolceNordEst” e “Il Parco didattico del Territorio”. Sapori in tavola è una rassegna che coinvolge tutti i ristoranti aderenti al consorzio e dal mese di ottobre al mese di dicembre propone una serie di serate con menù tipici creando un itinerario ideale su tutto il territorio, proprio per questa iniziativa è previsto un ampliamento in vista del 2011, infatti vogliamo rendere ancora più ricco il programma e la guida che distribuiamo presso tutti gli uffici turistici per promuovere l’iniziativa. Ad oggi accoglie solo i menù, dal prossimo anno desideriamo che racconti nel dettaglio anche i luoghi dove possono essere acquistati i prodotti tipici. La guida grazie alla collaborazione con Federalberghi avrà una diffusione ancora più capillare e pertanto desidera diventare uno strumento di marketing territoriale. In quest’ottica a novembre ci saranno nuovi incontri tra i consorziati per potenziare  il programma 2011 e trovare nuove sinergie.

 

Parlava inoltre del “Parco Didattico del Territorio”, in cosa consiste? Una vera e propria mappa che unisce tutte le informazioni relative non solo all’offerta enogastronomica del territorio ma anche quella per il relax con l’indicazione ad esempio dei sentieri, del cicloturismo, dei punti wellness, lo sport con le escursioni e le diverse attività praticabili, la cultura con i punti di maggiore interesse. In questo senso la cartina che viene distribuita nei punti di informazione turistica, è uno strumento per il visitatore ma anche per chi in Regione ci abita e magari non conosce i luoghi particolari e unici che è possibile visitare.

Il consorzio si occupa anche dei cosiddetti prodotti a km zero, cosa sono?

Sono i prodotti delle nostre terre che oltre a garantire freschezza consentono alla cucina di essere a basso impatto ambientale in quanto la materia prima viene consumata nello stesso luogo e quindi non comporta problematiche logistiche di trasporto e l’annesso inevitabile inquinamento.

Prossime iniziative? Come Ristorante Costantini, partecipiamo al calendario di “Sapori in Tavola” venerdì 26 novembre sempre presso il nostro ristorante con la cena tipica.

 

 

Le notizie della settimana 23 novembre 2010

 

A Milano alla scoperta della Slovenia viticola

 

Onav Lombardia porta nella metropoli un altro sorso d’Europa, grazie alla degustazione di vini della Slovenia, certamente uno dei paesi che più sta facendo parlare di sé

Lunedì 29 novembre ore 18.30 - 21.30 – Hotel Marriot Via Washington, 66 – Milano


Con "Alla scoperta della Slovenia viticola: piccole realtà crescono", Onav Lombardia porterà a Milano una delle più interessanti regioni vinicole d’Europa. L’evento, organizzato  da Japti-Ufficio di Rappresentanza dell’Economia slovena di Milano in collaborazione con la Camera agro-alimentare slovena e l’Ufficio del Turismo. sloveno si terrà il 29 novembre dalle 18.30 alle 21.30 presso l’Hotel Marriot in Via Washington 66 a Milano.

Grazie alla presenza di 20 piccole aziende di alta qualità, Onav Lombardia farà conoscere un paese ormai noto agli intenditori per i suoi vini ma ancora sconosciuto per il grande pubblico. Eppure in Slovenia, la coltura della vite risale al periodo delle tribù Celtiche e Illiriche, 500-400 anni a.C., cui seguirono i Romani e il cristianesimo, che diedero ulteriore impulso alla viticultura. Questa raggiunse una notevole importanza durante l’Impero Austro-Ungarico, ma in tempi più recenti rischiò l’abbandono. Dopo la nascita dello stato sloveno (1991), la viticoltura si è rinnovata e sviluppata puntando fortemente sulla qualità. Ancora una volta, quindi, Onav Lombardia porterà l’Europa del vino a Milano e, durante la degustazione,  si potranno assaggiare i vini delle principali regioni vinicole e alcuni dei produttori più noti, come Cotar, Batic, Simcic e Skurek.

 

L’evento sarà quindi anche una preziosa occasione per conoscere la cultura di un paese vicino. Attraverso il calice, Onav farà compiere ai presenti un vero e proprio viaggio virtuale alla scoperta di queste aree:

- Posavje, la zona confinante con la Croazia, è l’unica dove la produzione di vini rossi predomina sui bianchi. Il vino più importante è il Cviček, uvaggio di uve rosse e bianche autoctone (Kraljevina and Žametovka) di colore rosato con un titolo alcolometrico volumico non superiore al 9%, deroga autorizzata dall’UE;

- Podravje, la zona confinante con l’Ungheria e l’Austria attraversata dal Drava, presenta  vini con caratteristiche simili a quelli austriaci per struttura, cultivar e vinificazione;

  • Primorska (Litoranea), zona confinante con l’Italia, si suddivide a sua volta in quattro zone: Goriška Brda (Collio sloveno), Vipavska dolina (Valle del Vipaca o Vipacco), Kras (Carso sloveno) e Koper (Capodistria). Qui la viticoltura risente dell’influsso del mare e delle Alpi.

L’evento é aperto a tutti. Ingresso: € 10 per i soci Onav, € 20  per i non associati 

 

 

"BenTorrone" nel centro cittadino di Benevento

 

Scatta l'ora di "BenTorrone", la rassegna del torrone tradizionale sannita che apre la serie di manifestazioni natalizie nel centro cittadino di Benevento.

A fare da sfondo alla Kermesse, l’incantevole e mistico spettacolo di luci e colori natalizi nello storico Corso Garibaldi e nella romantica piazza S.Sofia.

Quest’anno, dal 26 al 28 novembre, la sesta edizione.

L'iniziativa è promossa dal Comune di Benevento per valorizzare, sviluppare e recuperare l'antica tradizione produttiva beneventana.

Una tre giorni di degustazioni, rappresentazioni, esposizioni, mostre, parate, visite guidate. Celebrare il torrone a Benevento, significa celebrare una parte importante della sua storia, ricordando uomini, tradizioni, lavoro, profumi e doni semplici di un tempo lontano.

Lungo Corso Garibaldi, sarà possibile assaggiare le ricette tradizionali e le ultime novità dolciarie delle maggiori aziende produttrici sannite nonché i prodotti di famose ed importanti aziende italiane.

Durante la rassegna, una sorta di Sweet Torrone meridionale, il corso Garibaldi e le principali vie  ad esso adiacenti saranno allestiti in modo da realizzare un percorso gastronomico-culturale che ripercorre la storia del torrone di Benevento tra gli stand di degustazione.

 

Accanto alla rassegna tematica sono previste numerose attività collaterali per animare il centro storico, concerti ed artisti di strada ad allietare i visitatori.

L’importanza della rassegna è arricchita dalla partecipazione delle industrie dolciarie di San Marco dei Cavoti e della città di Cremona, uno dei principali centri nazionali di lavorazione del “Torrone”, con la quale è stata costituita l’associazione "Città del Torrone" che vede sempre nuove adesioni di produttori nazionali, presenti a Benevento, e di partner internazionali, tra i quali spetta un ruolo di spicco ai produttori spagnoli della provincia di Xixona che porteranno i loro prodotti in degustazione nella rassegna sannita.

 

Anche il Consorzio Turismo Matese sarà presente con uno stand che proporrà per la degustazione e la vendita Torrone, Cioccolato, Nocciolato, Miele, Confetture e manufatti artigianali dedicati al Natale.

Chi sarà presente nel centro storico di Benevento in questi tre giorni avrà modo di assistere a spettacoli di assoluto richiamo, godrà della presenza di artisti da strada, vedrà una mostra di artisti dei presepi nel palazzo Paolo V e dimostrazioni dal vivo della produzione del torrone, il tutto in una festosa atmosfera natalizia.



Paolo Massobrio al Regio di Torino con Golosaria

Il 29 novembre il debutto della GuidaCriticaGolosa, ma anche dei "Sistemi del Gusto"



Sarà il Teatro Regio di Torino, coi suoi foyer, lo scenario scelto da Paolo Massobrio per presentare la sua 19^ edizione della GuidaCriticaGolosa al Piemonte.


Sul sito
www.golosaria.it c'è tutto il programma della giornata, ricca di novità, ed anche l'anticipazione delle "Corone radiose" ossia il massimo riconoscimento che viene dato ai ristoranti dall'equipe coordinata dal giornalista col Papillon.

Sono in tutto 33, in Piemonte, i ristoranti coronati, cui seguono a ruota di una sottile distanza 45 faccini radiosi. In tutto 381 ristoranti "titolari" recensiti con tanto di descrizione e giudizio di valore.
Ma Golosaria avrà come sfondo proprio i "Sistemi" dedicati al gusto, ovvero quelle realtà (saranno 10) che hanno deciso di mettersi insieme per promuoversi. In tutto più di 60 produttori di cose buone che saranno presenti al Teatro Regio con i cioccolatieri dell'Acai (Associazione Artigiani Cioccolatieri Italiani) e con Guffanti dal 1876, che è stato valutato tra i migliori Cheese Shops al mondo.

Golosaria è infatti anche un laboratorio dove vengono dati i riconoscimenti, ad esempio agli "artigiani radiosi" che con il loro lavoro fanno cultura del territorio. La giornata torinese avrà un prologo a Mercenasco, sabato 27 e domenica 28 novembre, al Garden Center Peraga, dove altri 40 produttori di cose buone allestiranno un mercato del gusto realizzato dalla Compagnia dei Sapori e Paolo Massobrio presenterà il suo libro per la famiglia Adesso, 365 giorni da vivere con gusto.


Ma per Golosaria, debutterà su Ipad anche Il Golosario 2011, la cui parte dedicata ai negozi si potrà scaricare gratuitamente, mentre alla vigilia di Natale sarà disponibile anche la nuova Guida Ai Ristoranti del Golosario, con 2000 segnalazioni. Un lavoro importante di valorizzazione, quello di Massobrio e del Club di Papillon, che muove e indirizza migliaia di persone verso le produzioni più autentiche e meritevoli.

L'ultimo atto di Golosaria al Teatro Regio, lunedì 29 novembre alle ore 18, sarà dedicato al vino e in particolare alla memoria di Luigi Veronelli, con un'iniziativa a sorpresa.

 


Su 32 milioni di bottiglie di Bardolino e di Chiaretto

obbligatoria la fascetta di Stato a tutela del consumatore


Cavaion Veronese 17 novembre 2010. È deciso: dalla vendemmia 2011 tutti i 22 milioni di bottiglie di Bardolino e i 10 milioni di bottiglie della sua versione rosata, il Chiaretto, recheranno obbligatoriamente la fascetta di Stato. Lo ha deciso oggi l’assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Bardolino, con l’83,5% di voti favorevoli.

“Con questa decisione – spiega il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – si chiude di fatto il cerchio di un lavoro triennale che ha portato al riassetto complessivo della nostra denominazione, in primo luogo tornando a costruire una precisa identità basata sulla tradizione, poi approvando un nuovo disciplinare di produzione, orientato verso una più marcata affermazione del ruolo dei vitigni autoctoni, ed ora decidendo di apporre la fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie, a tutela del consumatore: vogliamo che chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto abbia la piena garanzia sul vino che beve. Credo che per una denominazione d’origine delle nostre dimensioni, quindicesima in Italia per volumi prodotti, si tratti di un atto di serietà e di coraggio che ha pochi paragoni al di fuori del panorama delle docg, per le quali la fascetta è obbligatoria per legge e non per libera scelta della filiera”.


Da due anni a questa parte, la denominazione bardolinese ha conosciuto una vera e propria rinascita, dopo un lungo periodo di difficoltà. Stabilito per due anni consecutivi il record di vendite, nell’ultima vendemmia anche i prezzi delle uve e del vino hanno cominciato a conoscere un trend di crescita: il valore delle le uve è aumentato mediamente del 20-30% e in parallelo anche le vendite di vino all’ingrosso hanno cominciato a segnare incrementi nell’ordine del 20%. E se in origine era soprattutto il Chiaretto a trainare la filiera, ora corrono con la stessa andatura sia il rosso Bardolino che la sua interpretazione rosata. “I nostri produttori – dice Tommasi – hanno riscoperto l’orgoglio di produrre il Bardolino della tradizione, scarico di colore, leggero, fruttato, speziato, fresco, e la clientela è tornata a premiarci, ritrovando il piacere dei vini come i nostri, che, con la loro straordinaria abbinabilità, riescono ad accompagnano la tavola d’ogni giorno, ma anche i piatti più raffinati della cucina creativa”. Tanto successo rappresenta un motivo di soddisfazione, ma anche una possibile fonte d’allarme per il futuro: “I prodotti di successo – afferma il presidente del Consorzio del Bardolino – corrono sempre il rischio di essere imitati e falsificati, e noi questo rischio non vogliamo farlo correre a chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto: per questo abbiamo liberamente scelto di adottare l’obbligo della fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie già fin dalla prossima vendemmia, quando tra l’altro entrerà in vigore anche il nuovo disciplinare di produzione, che ha aumentato fino al 20% il possibile apporto della corvina veronese all’uvaggio del Bardolino e del Chiaretto, in accostamento alla rondinella, esaltando in questa maniera il ruolo delle più classiche uve tipiche delle nostre colline”.


Una decisione, quella adottata dai soci del Consorzio del Bardolino, non priva di forti dibattiti interni: l’iter di approvazione è stato avviato già in febbraio ed ha previsto vari incontri assembleari. In particolare, era forte la preoccupazione di vari piccoli produttori non già sul tema della tutela, quando sugli oneri che con questa scelta dovranno assumersi per l’acquisto delle etichettatrici e per la gestione delle fascette. “Certamente – osserva Tommasi – alla filiera del Bardolino e del Chiaretto viene chiesto un nuovo importante impegno, ma ci conforta la pacatezza e la professionalità con cui la questione è stata affrontata da tutte le componenti della nostra denominazione, cui rivolgo un sentito ringraziamento per la coesione dimostrata in tutto questo triennio, che ci ha visti impegnati in scelte di considerevole portata. Scelte che, peraltro, già sin d’ora ci stanno premiando con risultati di notevole rilievo”. 



Si apre la stagione del Radicchio Rosso di Treviso


Zero Branco, 17 novembre 2010 – Il freddo si fa attendere ma, grazie alle prime brinate, dal 1° novembre il Radicchio Rosso di Treviso è tornato a far bella mostra sulle nostre tavole.

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Considerato sinonimo di certificazione, genuinità e ricercatezza, il Radicchio Rosso di Treviso IGP è richiesto soprattutto dalle grandi catene distributive che ne garantiscono la costante presenza nei banchi frigo.

Si consolida infatti l’esportazione verso la Germania, prima importatrice di prodotti biologici, che ne riconosce l’assoluta componente naturale, verso Austria e Francia, particolarmente attenta alle specialità alimentari, ma soprattutto verso i paesi dell’est, con la Russia come realtà emergente che dimostra un forte interesse esigendone sempre maggiori quantità.

 

Intanto il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco continua la propria attività di comunicazione in rubriche televisive enogastronomiche e promozione presenziando e facendo parlar di sé ad alcuni dei più rilevanti eventi e fiere nazionali ed internazionali, quali Fruitlogistica a Berlino, la fiera di Anuga ed altre.



Con gli Aperitivi del Contadino di Nostrale

la campagna arriva in città


Milano, novembre 2010 - Martedì 23 novembre 2010 alle ore 21 presso il negozio a filiera minima Bottegas di Milano parte l'Aperitivo con il contadino, il primo di una nuova serie di appuntamenti organizzati dalla cooperativa senza scopo di lucro Nostrale (www.nostrale.it). I presenti assaporeranno i sapori e scopriranno i segreti del vino insieme al sommelier e delegato FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) Roberto Pace. Tre i vini che verranno degustati: il Pinot Nero Coste del Roccolo, il Bonarda Staffolo di Rovescala, e lo Cuvée Pinot Nero Marne Bianche dell'azienda agricola Anteo Vini.


Nel corso della degustazione il sommelier Roberto Pace spiegherà agli ospiti le tecniche di degustazione e di valutazione adottate dagli assaggiatori e le basi teoriche sui processi produttivi di vinificazione. Il produttore, insieme a un agronomo di Nostrale, svelerà i segreti della viticoltura e “quello che c’è” nel bicchiere che abbiamo tra le mani.

L'Aperitivo del Contadino, il primo format di serata a filiera corta per l'agro-alimentare ideato da Nostrale, è solo il primo di una serie di eventi itineranti che coinvolgeranno tutti quei locali di Milano e Provincia dove cultura alimentare e contatto diretto con il produttore sono una regola.

Il costo dell'aperitivo è di soli 10 € per degustare tutti e tre i vini presentati. Bottegas è a Milano in via Colletta, 31 (ang. via Friuli - MM3 Lodi). E' gradita la prenotazione scrivendo una mail a nostrale@nostrale.it o chiamando i numeri 339 5976553 (Davide) o 346 3641170 (Fabio).


Le caratteristiche dei vini:

- Pinot Nero Coste del Roccolo proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Ha gradazione alcolica di 13.1% e profuma di fragoline selvatiche e frutta rossa;

- Bonarda Staffolo di Rovescala proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Vino leggermente frizzante con gradazione 12.6%. I vitigni diRovescala son i vitigni madre del Bonarda;

    Cuvée Pinot Nero Marne Bianche è uno spumante pregiato con gradazione 12.4% e una presa di spuma in autoclave secondo il metodo inventato da Martinotti e perfezionato dall'inventore dello champagne, Charmat.

     

Nostrale è una cooperativa senza scopo di lucro nata da un’idea dell’agronomo Davide Ciccarese e realizzata insieme a Fabio Sangiorgi, Jacopo Caracci e Simone Sanvito, tre giovani tra i 26 e i 28 anni con esperienze professionali ed educative qualificate alle spalle. L’obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sostenibile in ambito agricolo e promuovere il consumo etico, per avvicinare i produttori che lavorano la terra agli abitanti delle città, che spesso non hanno l'opportunità di entrare in contatto con la natura e l’agricoltura. Nostrale sostiene lo sviluppo rurale con una forte attenzione verso l'ambiente, seguendo i modelli di economia solidale e cooperazione tra le aziende e le persone.

Il progetto “BotteGas filera minima”, nasce dall’idea di creare un punto vendita di nuova concezione, che ricalca nell’immaginario collettivo il vecchio “Bottegaio”, incarnando i valori, gli antichi sapori e le sensazioni oramai sopite; ma allo stesso tempo introducendo nuovi concetti e una nuova ”cultura”, da trasmettere al consumatore al fine di elevarlo e renderlo più consapevole di ciò che consuma e soprattutto per renderlo consapevole dell’economia potenziale che può innescare.

 

 

English Beef: export in crescita


Milano, novembre 2010Il 2010, secondo i dati diffusi da Eblex a ottobre, si è avviato in modo più che positivo per quanto riguarda le esportazioni di English Beef. L’analisi effettuata dall’Ente che si occupa della promozione e dell’esportazione di carni rosse inglesi in Europa evidenzia, nel periodo che va da gennaio ad agosto 2010, un aumento dell’export pari al 21.7% comparato allo stesso periodo dell’anno precedente. Tradotto in quantità significa che l’Inghilterra ha esportato in tutto il mondo nei primi otto mesi del 2010 ben 64727 tonnellate di manzo, contro le 53186 del 2009.

Per quanto riguarda nello specifico il nostro Paese, l’Italia ha importato 6077 tonnellate di carne di manzo inglese, rispetto alle 4621 tonnellate dello scorso anno, pari a un + 31.5%. Con questi numeri l’Italia si conferma uno dei mercati più importanti per l’export di carne inglese, meglio del Bel paese solo la Francia (con 6.684 tonnellate importate), l’Irlanda (16.359) e i Paesi bassi (22.338). Gli ottimi risultati registrati nell’export sono dovuti essenzialmente alla qualità di questo prodotto e alla notorietà di cui gode in particolare nel nostro Paese: il consumatore italiano si aspetta che dall’Inghilterra arrivi una carne bovina fortemente caratterizzata dal punto di vista gustativo, con un prezzo in linea con quello italiano, ma soprattutto con garanzia e certificazione di qualità, richieste che l’industria zootecnica d’oltremanica riesce a soddisfare pienamente. Non dobbiamo infine dimenticare che l’Italia resta un paese fortemente legato all’estero per quanto riguarda l’approvvigionamento di carne, è naturale pertanto che gli italiani si rivolgano verso un consumo di carni estero conosciuto, controllato, credibile come quello inglese che vanta una tradizione secolare nell’allevamento.

(i dati si riferiscono al periodo gennaio-agosto 2010. Fonte: Eblex)



Piccoli chef crescono a Catania con

Congusto, Sale&Pepe e Cucina Moderna


Dalla collaborazione tra la scuola di cucina Congusto, Sale&Pepe e Cucina Moderna nasce un percorso dedicato ai bambini che inizierà a dicembre e proseguirà anche nel mese di gennaio.


Congusto Catania apre le porte della sua cucina ai piccoli per un incontro consapevole e coinvolgente con il mondo del food.

La sede di Catania ospiterà due differenti tipologie di corsi, quelli dedicati esclusivamente ai bambini dal titolo “Piccoli Chef”, con ricette semplici e realizzabili insieme ad uno Chef, e quelli per i genitori e i bambini “Cucina a 4 mani” .

Entrambi hanno l'obbiettivo di avvicinare i bambini al mondo della cucina e del cibo in modo divertente e coinvolgente per un primo approccio, anche in compagnia della propria mamma o papà.

Gli Chef professionisti sapranno stimolare la fantasia dei partecipanti, coinvolgendoli nella preparazione di ricette dal titolo accattivante e simpatico. Menù diversi a seconda del tema dell'incontro: dalle “Pizze e Pizzette” di Sabato 11 dicembre e 29 gennaio, alle “Mani di Pastafrolla” di Domenica 12 dicembre e Sabato 22 gennaio, passando per i “Biscotti e Dolcetti per il Natale” di Sabato 12 dicembre e concludendo con il “Cioccolato” di Sabato 15 gennaio. Tutti questi corsi per “Piccoli Chef” avranno una durata di due ore dalle 15.00 alle 17.00.


Insieme ai genitori nei corsi “Cucina a 4 Mani” invece i bambini conosceranno temi più ampi per un menù completo dall'antipasto al dolce, che conquisterà grandi e piccini, Giovedì 16 dicembre dalle 15.00 alle 18.00 e Domenica 23 gennaio dalle 11.00 alle 14.00.


Le iscrizioni sono aperte per i bambini dai 4 ai 12 anni e in ogni lezione verranno preparate tre ricette da gustare al termine tutti insieme, in un'atmosfera di festa.


Congusto Catania è a pochi passi dal centro storico all'interno di un antico palazzo siciliano. Un ambiente solare e caloroso dove ogni dettaglio è studiato per creare uno stile accogliente e colorato.

Congusto è il salotto della “cultura contemporanea culinaria”, un network italiano di scuole di cucina. Delizie, curiosità e laboratori di gusto adatti a diverse ambientazioni, che si adattano alle esigenze di aziende partner e del pubblico di visitatori. Nel cuore della città di Milano, a due passi dal Duomo di Catania, e presto anche a Roma e Lecce, la scuola organizza corsi di cucina per tutti i livelli, neofiti, appassionati e professionisti e mette a disposizione i propri chef e il proprio staff per interventi creati ad hoc.


li spazi di Congusto sono una vetrina corner-shop, dove è possibile presentare i prodotti delle aziende. www.congusto.it




A Roma “Panettone Day” e “Bollicine d’Autore”

27 Novembre - 4 Dicembre - 18 Dicembre

ore 11:00 - 18:00


Brindiamo all’avvicinarsi del Natale e cominciamo ad assaporarne le delizie tipiche al Bar - Pasticceria di Massimo e Rosella Dall’Armi che ci propongono tre appuntamenti di qualità: due giornate dedicate al Panettone e una all’insegna del Prosecco d’Autore.


Situato in un punto strategico di passaggio all’uscita da Roma, in direzione dei Castelli Romani, e a due passi dal Santuario del Divino Amore, sulla via Ardeatina, il Bar - Pasticceria NY offre una produzione artigiana fatta di un ampio assortimento di lieviti, a cominciare dal cornetto semplice - il fiore all’occhiello - dalle notevoli qualità gustative. Una sosta golosa per chi ama fare colazione fuori casa, per i cultori del rito del “cappuccino e cornetto” e per chi vuole cominciare la giornata con un dolce peccato di gola.


Già si sente l’atmosfera del Natale al Bar - Pasticceria NY. Il 27 Novembre 2010 Massimo e Rosella ci invitano al primo dei due appuntamenti dedicati al “Panettone Day” che si ripeterà il sabato successivo, 4 Dicembre: due giornate all’insegna del re dei dolci natalizi. Dalle ore 11.00 di mattina fino alle ore 18.00 si potrà degustare una nutrita gamma di vere e proprie delizie per il palato: il Panettone Classico, quello Mandorlato senza canditi, il Panettone al Cioccolato, il Classico all’Olio Extravergine di Oliva e, la novità di quest’anno, il Panettone alla Birra Artigianale. Accompagnati dal Moscato d’Asti dell’azienda Degiorgis.

 

Un’occasione per acquistare o prenotare (anche nei grandi formati) i dolci delle Feste con tranquillità, scegliendo prodotti di livello eccellente, preparati con ingredienti freschi, genuini, senza prodotti artificiali aggiunti. I punti di forza della famiglia Dall’Armi sono infatti la scelta rigorosa delle materie prime, sempre e solo di alta qualità, e la lavorazione artigianale.


Una giornata per cominciare a farci gli auguri in modo semplice e cordiale, in attesa dell’appuntamento del 18 Dicembre con le “Bollicine d’Autore”, che non possono mancare sulla tavola delle Feste: un sabato in cui potrete degustare il Prosecco di Valdobbiadene dell’azienda agricola Bisol Desiderio & Figli.


Bar - Pasticceria NY

via Ubaldo Montelatici, 6/8

(G.R.A. uscita 24 – ARDEATINA) 00134 Roma - Italia

tel.: +39 06.71355750 - e-mail: n.y.barpasticceria@gmail.com



Emilia Romagna, nuovo polo logistico

nel settore dell’ortofrutta


GF Group apre il capitale di Tecnolog Italia ad Apofruit Soc. Coop. Agricola e C.P.R. System per sviluppare sinergie nel trasporto refrigerato su gomma


Cesena 16 novembre 2010 - GF Group, attraverso la sua sub holding GF trasporti, nel corso del 2010 ha perfezionato l’acquisizione dell’intero capitale della società Tecnolog Italia S.r.l.. Attualmente è in corso di formalizzazione un’operazione per la cessione del 10% delle quote alla società Apofruit Soc. Coop. Agricola ed un’ulteriore 10% alla società C.P.R. System.

Tecnolog Italia ha sede a Cesena ed opera nel settore del trasporto terrestre con specializzazione nella movimentazione di merce a temperatura controllata e nella logistica di prodotti alimentari e beni di largo consumo verso la GDO ed i mercati ortofrutticoli nazionali ed internazionali.

La società gestisce la propria attività attraverso un centro di distribuzione e stoccaggio dei prodotti ubicato in Pieve Sestina ed ha un fatturato di 15 milioni di Euro e 35 dipendenti.


Guardiamo con grande interesse e abbiamo aderito a questa iniziativa imprenditoriale - dichiara, Renzo Piraccini, Direttore Generale Apofruit Soc. Coop. Agricola - non solo perché Tecnolog è il nostro più importante fornitore nell’area dei trasporti, ma perché attorno a questa società si può costruire un polo logistico nel settore dell’ortofrutta nell’area romagnola. Inoltre abbiamo da anni rapporti con il gruppo GF di cui conosciamo serietà e professionalità “.

Ritengo – dichiara Gianni Bonora, AD di CPR System– che l’integrazione logistica e le sinergie tra filiere rappresenti oggi uno degli elementi chiave per dare competitività al settore ortofrutticolo ed è in questa ottica che CPR System sta consolidando la sua attività nella movimentazione degli imballaggi in plastica riciclabile a sponde abbattibili”.

Antonio Orsero, Presidente e AD di GF Group – “Il nostro posizionamento in Romagna attraverso l’acquisizione di Tecnolog Italia è strategico per la crescita nel settore del trasporto frigorifero su gomma, dopo la positiva esperienza maturata con la controllata Siter Trasporti, che opera nello stesso settore con basi ad Albenga, Savona e Verona. Siamo soddisfatti della partnership con Apofruit Soc. Coop. Agricola e C.P. R. System, che ringraziamo per la decisione di aderire al progetto, ed auspichiamo che altre società di rilievo possano trovare interesse ad entrare nel capitale di Tecnolog Italia per sviluppare insieme ulteriori sinergie”.


Profili delle società

Apofruit Italia è un gruppo cooperativo specializzato in produzione e condizionamento di ortofrutta fresca. Ha sede a Cesena e conta oggi 4 mila soci distribuiti nelle principali regioni ortofrutticole italiane come Sicilia, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Calabria e Veneto. Apofruit Italia oggi vanta una produzione totale di 250 mila tonnellate di ortofrutta; possiede 12 stabilimenti di lavorazione e conservazione e 6 centri di ritiro e stoccaggio. Apofruit Italia occupa 165 dipendenti fissi e 2.240 stagionali. Il valore della produzione del Gruppo, di cui fa parte anche Moc Mediterraneo e Canova, raggiunge oggi 250 milioni di euro.

C.P.R. System è una cooperativa con sede a Gallo (Ferrara). E’ leader italiano degli imballaggi a sponde abbattibili e riciclabili a ciclo chiuso. Conta oggi 946 soci di filiera che comprendono sia i produttori che i distributori italiani oltre che i fornitori di servizi accessori. Raggiunge annualmente 110 milioni di movimentazioni di casse, 4 milioni di pallets e 500 mila movimentazioni di minibins. Possiede 3 centri di lavaggio all’avanguardia in Italia.

GF Group è un Gruppo internazionale con sede ad Albenga. Leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, GF Group nel tempo ha esteso i propri interessi nei settori della produzione ed esportazione di ortofrutticoli, terminalistica portuale, trasporti marittimi e terrestri, servizi ed immobiliare. Con un fatturato consolidato di circa 1 miliardo di Euro e più di 4 mila dipendenti è presente principalmente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Slovenia ed Argentina.


San Patrignano 29 aprile - 2 maggio: Squisito! 2011

Ovvero “Semplicemente Qualità”

Anche nell’edizione 2011 propone a tutti i partecipanti un tema che legherà tutte le iniziative, gli eventi e le moltissime proposte enogastronomiche, destinate a essere protagoniste della manifestazione. Dal “Ritorno alla Semplicità” dello scorso anno si passa a “Semplicemente Qualità”.

È un richiamo e un’indicazione su quanto dobbiamo sempre cercare e richiedere da tutti i nostri cibi. Da quanto compriamo facendo la spesa, a quanto mangiamo nelle nostre case o in un ristorante, o troviamo nelle ricette di un grande chef. La qualità deve essere la "regina" della nostra tavola e Squisito vuole aiutarci a scoprirla e assaggiarla. Spesso, è molto vicina a noi nella bottega di un artigiano del cibo del Buonpaese, nella cantina di chi ama e cura la vigna per presentarci un grande vino, ma noi non lo sappiamo.

Squisito! 2011, con il suo “Semplicemente Qualità” vuole avvicinarcela e raccontarci la grandissima semplicità con cui nascono alimenti e vini straordinari. Cibi e ricette buone per il nostro palato, buone per la nostra salute. Buoni per chi li consuma e per chi li produce. E in questo prima uscita della newsletter che vi accompagnerà fino al prossimo aprile, desideriamo aggiornarvi su novità e notizie riguardo ai cibi di San Patrignano, che come ogni anno saranno tra i protagonisti di Squisito!.
Buon Squisito! a tutti.



Intervista in esclusiva di Fieragricola-Veronafiere al ministro

delle Politiche agricole Giancarlo Galan

Verona, 16 novembre 2010. Con una lunga intervista rilasciata in esclusiva a Fieragricola – Veronafiere, che pubblichiamo integralmente sul sito (completamente ristrutturato) della manifestazione (www.fieragricola.com), il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, analizza i principali problemi del settore ed espone la posizione del Mipaaf e del Governo italiano su tematiche di respiro internazionale come la Politica agricola comunitaria (Pac), l’etichettatura delle produzioni agricole ed agroalimentari.

Sotto la lente del dicastero di via XX Settembre si avvicendano così questioni sul filo della cronaca (si pensi alla recentissima crisi dei pomodori o alla fiammata dei listini cerealicoli) e problematiche più «datate», come la mancanza di una strategia efficace nella bovinicoltura da carne italiana o la pesante crisi che da molti mesi sta travolgendo il segmento dei suini. Senza distogliere l’attenzione dalla programmazione, con riferimento ai Programmi di sviluppo rurale.

Il ministro Galan scinde lo scenario della cerealicoltura europea da quella italiana. «La Commissione europea ha evidenziato che il bilancio cerealicolo è, sostanzialmente, in equilibrio – osserva il ministro – mentre le previsioni di semina per il 2010-2011 indicano una flessione del 2-3 per cento. A livello nazionale, la situazione è notevolmente diversa. L’Italia, in condizioni normali, per soddisfare le proprie esigenze importa circa il 40 per cento di cereali e attualmente, considerata la riduzione degli investimenti registrati già nel corso dell’ultimo periodo, è aumentata la quota di importazione».

Un ruolo strategico, secondo Galan, potranno giocarlo gli accordi di filiera. Politiche condivise alla base di una seria programmazione produttiva. «Bisogna attivare una nuova azione di concertazione di filiera – riconosce il ministro - per riequilibrare il rapporto tra il continuo aumento dei costi e la speculare riduzione della redditività del prodotto. E occorrerà ottimizzare ulteriormente l’azione di programmazione prevista nei Psr, coniugando qualità, produttività, salubrità e salvaguardia dell’ambiente. Bisogna prevedere servizi specifici per i cerealicoltori che coltivano in ambienti non ottimali, al fine di recuperare competitività che si possa tradurre in una migliore produttività».

Galan lancia un appello alle Regioni, «affinché utilizzino al più presto, e nel miglior modo possibile, i fondi che sono stati messi a disposizione dei nostri agricoltori dall’Unione europea e dallo Stato italiano attraverso i Psr».

 

Per garantire una adeguata redditività delle imprese agricole, il Mipaaf si farà promotore «di una legge che implementi le assicurazioni o l’istituzione di un fondo contro i rischi del mercato. Sul piano nazionale, inoltre, ritengo fondamentale sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni. Per questo i nostri sforzi saranno concentrati ad accorciare la filiera».

Sulla Pac del «dopo 2013», Galan è convinto che servano «norme che tutelino il modello agro-alimentare europeo e risorse finanziarie che consentano ai nostri produttori di competere sul mercato mondiale. La Pac del futuro sarà una buona politica se saprà far crescere la competitività delle imprese europee e se saprà aiutarci a gestire in modo adeguato le crisi di mercato e la volatilità dei prezzi. Ma non sono convinto che gli strumenti attuali della Pac siano idonei ad affrontare le sfide che abbiamo davanti. La nuova Politica agricola comune dovrà essere concepita a tutela di tutte le esigenze regionali, evitando semplificazioni troppo sbrigative e con la giusta dose di sussidiarietà».

La zootecnia italiana resta al centro dell’agenda politica del Mipaaf. «Dobbiamo cogliere ogni opportunità di rilancio – chiosa Galan - istituendo tavoli di filiera ad hoc per affrontare le emergenze. In questo momento, stiamo portando a termine una fase di rilancio del settore suinicolo, attraverso l’attuazione della normativa che prevede la classificazione delle carcasse».

Dai suini ai bovini da carne, la ricetta si basa sulla medesima concretezza: «Dobbiamo tutelare il nostro patrimonio bovino a favore di un incremento delle razze da carne. Stiamo anche predisponendo un decreto per l’istituzione di sistemi di qualità nazionali nelle filiere zootecniche, in collaborazione con le Regioni e le Province autonome».

Sull’etichettatura, la palla passa all’Ue. «Noi sosteniamo la trasparenza e la rintracciabilità dei prodotti, ma abbiamo solo un potere propositivo, perché poi le decisioni si prendono a Bruxelles, di concerto con gli altri Paesi. La nostra politica è quindi quella di puntare sulle certificazioni e le denominazioni, che possono certificare la qualità del nostro made in Italy, che ci viene riconosciuta in tutto il mondo».





Torna DolcementePrato

Giorni da golosi a Prato 11-12 dicembre 2010

con Paco Torreblanca e Paolo Lopriore


Sabato 11 e domenica 12 dicembre torna DOLCEMENTEPRATO, due giorni golosi nella capitale della sweet valley toscana nota per la tradizione pasticcera d’eccellenza e per i grandi nomi tra i maitre chocolatier. Ben 66 infatti le pasticcerie tra città e dintorni! Un vero patrimonio culturale  da reintepretare.
Da quest’anno infatti Prato fa scuola e tutti, golosi o solo curiosi, la mattina di sabato 11 dicembre potranno sedere su dei banchi un po' speciali con a disposizione un maestro assolutamente straordinario.
Ad aprire simbolicamente le lezioni infatti della Scuola di Pasticceria Dolcementeprato (via Galcianese 20F), sarà Paco Torreblanca, il più grande chef patissier spagnolo, e non solo.


Autore di vere e proprie opere d'arte, la star spagnola animerà il laboratorio permanente con dimostrazioni, saggi e assaggi on demand e mini lezioni su misura.  Insieme a lui per l'opening dell'atelier il gotha dei maestri pasticceri italiani, tra cui Gino Fabbri, Paolo Sacchetti, Andrea Bianchini, Vittorio Santoro, Luca Mannori, Salvatore De Riso.


Per tutta la mattinata si vedranno i maestri all’opera “in aula”, si carpiranno tecniche e segreti, ma soprattutto si valuteranno le leccornie in prima persona con degustazioni guidate e libere. Dai giorni successivi poi si comincia a studiare sul serio perché iniziano corsi, lezioni a tema e training  per amatori e per professionisti alla ricerca di un diploma d'eccellenza.


Nel pomeriggio di sabato 11 dicembre cambia la location dell'appuntamento e dalla scuola ci si sposta al Wall Art (viale della Repubblica 4), spazio multifunzionale, che diventerà una temporary patissery allestita come una suggestiva camera delle meraviglie. Si prosegue anche la domenica (10.00-19.00).
Una scenografica camera oscura dalla quale emergono in un gioco di luci sculture di alta pasticceria dal design essenziale ed evocativo o torte dai decori sontuosi, creazioni minimal e astratte o icone iperrealiste. Con tanto di colonna sonora in abbinamento ai peccati di gola con dj set .
Sarà come veder sfilare la collezione autunno inverno dell'Alta Pasticceria...! Una carrellata di creazioni di panna, crema, cioccolata, frutta dalle forme artistiche. Artisti che invece dei colori usano uova e farina, burro e zucchero, latte e cacao, creano armonie e contrasti muovendosi tra profumi, colori, sapori senza mai dimenticare la bontà, per quanto chic. Insomma, una performance, in scena anche la domenica, dolce e commestibile, da divorare con gli occhi, ma non solo...!
In un ambiente così ...non poteva che entrare in scena a questo punto l'altra star testimonial di DolcementePrato 2010, Paolo Lopriore, lo chef de Il Canto - Certosa di Maggiano (SI) che nel 2010 si è posizionato tra i primi nella classica dei 50 migliori al mondo, per Gualtiero Marchesi il suo "miglior allievo".
Uno chef dalla cifra stilistica unica, dai contrasti intensi e dagli effetti estremi. Una "cucina che fa scandalo" si è detto.


E allora lasciamo aperta la sorpresa perché a lui è lasciata mano libera per l'Aperitivo.
Dimenticate l'Happy Hour, rito  ormai obsoleto e optate invece per la  SWEET HOUR.

Chissà, forse una nuova moda: l’Aperitivo in Pasticceria, snack sweet & savoury da provare per la prima volta al Wall Art di Prato.


Sarà sicuramente una piacevole provocazione, cucina/pasticceria "d'avanguardia" in edizione limitata da prenotare per poter dire "c'ero anch'io". E in ogni caso per tutto il weekend le mini creazioni di Paolo Lopriore si potranno trovare, declinate diversamente, in tutte le pasticcerie del Consorzio Pasticceri Pratesi realizzate in questo caso dai pasticceri locali. E non è tutto perché "a giro per la città" (come si dice in Toscana) c'è un'Aperisweet, una vecchia Ape a tre ruote per gustare aperitivi dolci e salati pop on the road.
 
DOLCEMENTEPRATO è promosso e organizzato da Confartigianato Imprese Prato in collaborazione con Artex - Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana e Consorzio Pasticceri Pratesi

DOLCEMENTEPRATO 2010 è gratuita ma si partecipa prenotando allo 0574/5177804

www.dolcementeprato.it



Doppietta romagnola al Master del Sangiovese 2010

Il cervese Rudy Travagli si aggiudica la decima edizione del prestigioso concorso enologico davanti ad Annalisa Linguerri di Cotignola

 

La decima edizione del "Trofeo Consorzio Vini di Romagna – MASTER DEL SANGIOVESE" andata in scena il 15 novembre nella prestigiosa sede del MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, ha visto trionfare due romagnoli: Rudy Travagli che nel corso di una esuberante finale ha preceduto la corregionale Annalisa Linguerri. Al terzo e quarto posto, invece, due toscani: Claudia Bondi e Daniele Arcangeli.

Era dal 2003 che un romagnolo non si aggiudicava il Master del Sangiovese. Allora fu Luca Gardini ad aggiudicarsi il concorso e fu per lui un buon trampolino di lancio che lo ha poi portato a diventare Primo sommelier d’Italia e recentemente Campione d’Europa e del Mondo. Gardini, che quest’anno era proprio in giuria del Master per celebrare il decennale della manifestazione.

 

I quattro finalisti di questo 2010 erano emersi, tra una ventina di partecipanti, dalle prove scritte del primo pomeriggio di lunedì 15. Poi nel corso della serata è andata in scena la prova finale pubblica, dalla quale è emersa tutta la bravura e la professionalità di Rudy Travagli. Cervese, Travagli svolge l’attività di consulente per ristoranti ed enoteche. In questo 2010 aveva già raccolto un ottimo terzo posto al Gran premio del Sagrantino. Lo scorso anno aveva partecipato al Master del Sangiovese classificandosi terzo. Oltre al titolo, Rudy si è anche aggiudicato un assegno di 2.500 Euro

Onore al merito anche per la seconda classificata, la cotignolese Annalisa Linguerri. Bravissima e preparatissima anche lei, salvo pagare un po’ di emozione sul finale. 

Il Master del Sangiovese è stato organizzato dal Consorzio Vini di Romagna e dall’Associazione Italiana Sommelier, in collaborazione con l’Enoteca Regionale Emilia Romagna



Ad Andora si aspetta il Natale con la Fiera del Vino


Domenica 5 dicembre torna ad Andora (SV), in Località Molino Nuovo, la XIV della Fiera del Vino


La manifestazione, divenuta negli anni un punto di riferimento tra gli appassionati di prodotti enogastronomici di qualità, è costituita da una parte espositiva con circa 50 espositori e dalla XI edizione del Premio  Degustandora a cura della Fisar  e –novità 2010- una parte dedicata agli eventi collaterali ed al Natale.


I prodotti presenti sono rappresentati da vino (il padrone di casa), prodotti tipici ed idee regalo per il Natale 2010.

Gli eventi collaterali seguiranno un calendario fitto ed interessante dedicato ai grandi ed ai più piccoli.

Per gli adulti si terranno corsi di degustazione di vini e prodotti tipici ed un incontro dedicato alla corretta alimentazione, per i più piccoli ci sarà l’animazione a cura di Babbo Natale che intratterrà i bambini con laboratori di pittura su temi natalizi, laboratori di canto con canzoni di natale, Laboratori sulle decorazioni natalizie per tutta la famiglia ci sarà la Castagnata a cura del Gruppo Alpini Val Merula.

A cura degli esperti della FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori si terrà la XI edizione D egustandora.

 

“Premio Miglior stand”

Inoltre un’altra novità 2010 sarà costituita dal concorso vota lo stand a cui potrà partecipare il pubblico della Fiera del Vino. 

La manifestazione sarà aperta dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (orario continuato) ed è ad ingresso libero.

Organizzazione a cura del Comune di Andora www.comune.andora.sv.it



Novembre al sapor d’olio

Mentre tra lago d’Iseo e Franciacorta si raccolgono piccole e gustosissime olive che regaleranno nuove pregiate bottiglie di oro verde, l’olio del Sebino Dop è protagonista di un mese all’insegna della gastronomia di qualità, che ha tutto il sapore della tradizione… A Rovato va in scena il Mese del Manzo all’Olio, poi per chiudere in bellezza il 27 e 28 novembre a Marone tocca a Pane e Olio in Frantoio.


Quel lembo verde di Lombardia che si distende tra le colline di Franciacorta e le sponde del lago d’Iseo, noto al mondo intero per le sue Bollicine, custodisce un segreto per pochi intenditori: altre bottiglie, altrettanto pregiate anche se meno conosciute. Non contengono vino ma quell’oro verde che regala salute e sa esaltare al meglio ogni piatto. E’ l’olio del Sebino Dop, a produzione limitata, frutto del sapiente lavoro dei coltivatori locali, di gesti ancora artigianali e attenti, del clima mite di queste terre e del rispetto di un rigoroso disciplinare. I rami contorti di antichi ulivi che popolano le sponde del lago e convivono con i filari di vigne in Franciacorta offrono tutto l’anno paesaggi dolcissimi e ora, piegati sotto il peso di piccoli ma succosissimi frutti, promettono nuove bottiglie del prezioso nettare.

A novembre, mentre le olive cadono nella rete, i palati più fini vengono catturati da rassegne gastronomiche al sapor d’olio. Un olio fruttato e delicato, seppure di carattere che se da un lato ha visto riconosciuta solo in tempi recenti la sua eccellenza, da sempre è protagonista della tradizione gastronomica locale.


Mese del Manzo all’Olio

Il manzo all’olio -piatto tipico di Rovato, della Franciacorta e specialità regionale- non poteva che scaturire dall’inventiva di una civiltà rurale dedita ad allevamento e agricoltura. Se oggi la Franciacorta è prevalentemente impegnata nell’arte nobile della viticoltura e della vinificazione ad altissimi livelli, non vanno dimenticate le sue origini contadine. Nel centro di Rovato campeggia ancora il Foro Boario che in passato ospitava uno dei mercati di bestiame più importanti e affollati del Nord Italia (le cui radici affondano lontano, fino all’epoca longobarda) e che ancora è teatro di storiche e accreditate fiere zootecniche ed agricole. Per tutto novembre, nei ristoranti e agriturismi che aderiscono al Mese del Manzo all’Olio, è possibile assaggiare il piatto principe e altri sapori della tradizione locale a prezzo convenzionato. Come tutte le ricette semplici, che lasciano “parlare” gli ingredienti genuini (carne scelta, olio extravergine d’oliva, vino bianco e aromi), anche il manzo all’olio si presta all’interpretazione di cuochi e chef. Chi aggiunge il pan grattato, chi l’acciuga o il formaggio d’alpeggio, chi il sedano o i capperi… Perché allora non provarne più di uno? La rassegna rovatese è pensata anche per questo, per sedurre e per sorprendere il palato.


Pane e olio in frantoio

In riva al lago, a Marone –membro dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio- il 27 e 28 novembre va in scena una duegiorni all’insegna dell’olio nuovo, da degustare sul pane locale e in abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. In occasione di Pane e Olio in Frantoio –che da quest’anno rientra nella rassegna nazionale GirOlio d’Italia-, sono possibili visite guidate agli uliveti dei dintorni e ai frantoi locali, dove scoprire tutti i passaggi che conducono dall’oliva all’olio. Inoltre, al pubblico viene offerta la rievocazione del rito della raccolta e della molitura. A fare da corollario, anche spettacoli folkloristici e figuranti in costume.


Per informazioni: IAT Iseo, Lungolago Marconi 2, tel. 030.980209,

e-mail iat.iseo@tiscali.it, Internet www.agtiseofranciacorta.it.



                                 Torrefazioni aperte in tutta Italia il 28 novembre

Domenica 28 novembre la seconda edizione di Io Bevo Espresso: visite guidate e degustazioni in 13 torrefazioni in tutta Italia.
A novembre, quando il freddo inizia a farsi sentire, è ora di entrare in torrefazione. E non solo per godere del tepore della tostastrice, ma soprattutto per scoprire come lavorano gli uomini e le donne che preparano il caffè che poi beviamo al bar tutti i giorni.  Domenica 28 novembre sarà quindi l'occasione giusta per capire meglio come funziona il mondo del caffè: torna infatti Io Bevo Espresso, la manifestazione dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano che apre le porte delle torrefazioni al pubblico.

Dal Nord al Sud 13 torrefazioni saranno a disposizione dei visitatori per illustrare una delle filiere più lunghe dell'intero mondo agroalimentare. Il percorso inizia infatti nei paesi della fascia tropicale dove viene coltivato e si conclude in Italia con la selezione e la tostatura dei chicchi e il servizio al bar. Un percorso che sarà affrontato attraverso visite ai magazzini del caffè crudo e agli impianti di tostatura e che culminerà in assaggi guidati dagli stessi torrefattori.

"Si dice spesso che il caffè è il nuovo vino, ma mentre sul vino si è detto davvero tanto, del caffè si conosce ancora relativamente poco - racconta Gianluigi Sora, presidente dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano - Fuori dall'Italia l'espresso è considerato una specialità, mentre nel nostro paese è vissuto come una bella tradizione ma spesso non ci si domanda cosa c'è dietro. Noi vogliamo dare alla gente comune la possibilità di vedere con i propri occhi cosa succede nelle torrefazioni".

L'elenco dettagliato sarà disponibile all'inizio di settembre a
www.espressoitaliano.org

Chi è l’Istituto Nazionale Espresso Italiano
L’Istituto Nazionale Espresso Italiano, di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine e macinadosatori e altri sodalizi che volgono la loro attenzione all’espresso di qualità, oggi conta 43 associati con un fatturato aggregato di più di 650 milioni di euro.

Maggiori info: www.espressoitaliano.org


 

Le notizie della settimana 16 novembre 2010

 

Sabato e domenica con i vini del Montecucco Doc

Al Maremma Wine Shire Milano


Milano 16 novembre 2010. Il Consorzio Montecucco, affiancato dalla Strada del Vino, sara' presente alla prima edizione del Maremma Wine Shire Milano, in programma domenica 21 e lunedì 22 novembre, al Pelota, in via Palermo 10, zona Brera.


Tra le 31 cantine del territorio presenti direttamente alla manifestazione, 21 sono associate al Consorzio, che partecipa con l’obiettivo di far conoscere al pubblico milanese l’area del Monte Amiata e la qualità dei vini prodotti nella zona del Montecucco Doc.

Queste le cantine consorziate che saranno presenti: Agricola Niccolini; Assolati; Basile; Begnardi; Collemassari; La Querciolina; Le Calle; Le Vigne; Macchialanzi; Marinelli; Montebendico; Parmoleto; Podernuovo; Poderi Firenze; Poggio Mandorlo; Pierini&Brugi; Pieve Vecchia; Salustri; Tenuta Montecucco; Toscaberna; e Vegni Medaglini.

 

Al via l'appuntamento con

Radici Wines Experience 2010

Avrà luogo lunedì 22 Novembre ad Altamura presso Masseria San Giovanni l’intensa giornata conclusiva di Radici Wines Experience dedicata al cibo, al vino e ai territori del Sud.

 

Come nutrito epilogo Lunedì 22 Novembre riserverà anche al pubblico molte occasioni di assoluto interesse per entrare nel merito dei sapori e delle emozioni che le terre del sud offrono con tanta intensità.


Attraverso il contributo di noti giornalisti, ristoratori, opinion leader e col rinnovato e appassionato sostegno della Regione Puglia, tramite gli Assessorati alle Politiche Agricole e al Turismo, e dell’APT-Bari, l’Associazione Propapilla, introduce un’importante elemento innovativo: insieme alla Puglia saranno protagoniste la Calabria, la Campania e la Basilicata ognuna portando testimonianza delle proprie eccellenze in campo enogastronomico. Ci si aspetta che la sinergia di identità culturali diverse ma sotto la stessa egida della "veracità" e la condivisione di strategie comunitarie nell'affacciarsi oltre confine, possa avere un impatto più forte nella promozione di questi territori e nella commercializzazione dei loro prodotti.

Questi gli appuntamenti clou: I vini vincitori del Premio Radici 2010, la presentazione delle tre guide enogastronomiche di Puglia e l’anteprima del nuovo evento RADICI DEL SUD 2011.


Si parte alle 16.00 con l’omaggio al Sud: Verticale comparativa di due grandi vitigni del Sud presentata e guidata da Franco Ziliani e Luciano Pignataro; in contemporanea, Nicola Campanile, presidente della fortunata associazione Propapilla, illustrerà, insieme agli altri curatori Pizzaviaggiando - guida alle pizzerie di Puglia, alla sua prima edizione.

Alle ore 17,00 sarà la volta di Dolceguida - percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni. Nicola Campanile e Vincenzo Rizzi, che ne sono i curatori, illustreranno i tratti innovativi dell’ottava edizione della rinomata guida bilingue che ci accompagna alla scoperta delle realtà più autentiche ed accoglienti del mondo della ristorazione pugliese. Alle ore 18,30 ci sarà la presentazione di Radici Wines - guide on Apulia wines for expert and wine lovers, ideata e curata da Nicola Campanile, quest’anno insieme a Franco Ziliani e Vincenzo Rizzi. E’ con grande interesse che si attendono gli interventi del Presidente nazionale Donne del Vino Elena Martusciello, dell'assessore regionale pugliese alla Politiche Agricole Dario Stefàno, di Luciano Pignataro, Franco Ziliani e di giornalisti del calibro di Kerin O’Keefe, Charles Scicolone e Gregory Dal Piaz (Usa), Marek Bienczyk (Polonia) e di tutto il gruppo dei wine buyers stranieri per la presentazione del nuovo festival dei vitigni autoctoni Radici del Sud – il concorso degli autoctoni esteso all’intero Sud della penisola. Progetto ambizioso ma fortemente condiviso e partecipato da numerosi e autorevoli partners istituzionali e pronti a scommettere sul successo dell’iniziativa.


Dalle 20,00 si darà inizio all'assaggio dei 35 vini pugliesi da vitigno autoctono che dei 178 in concorso sono risultati vincitori a Radici 2010 e al ricco evento finale, a cura di sette prestigiosi chef di Puglia, Calabria, Campania e Basilicata: Mario Ottaviano, Trabucco di Peschici (Fg), Peppe Zullo Orsara di Puglia (Fg), Vito Netti Ristorante La Strega di Palagianello (Ta), Domenico Minervini Masseria San Giovanni, Franco Rizzuti Osteria Marconi di Potenza,  Pietro Lecce Tavernetta di Camiliatello Silano (Cs) e Raffaele Vitale Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino (Sa). Ciascuno di loro realizzerà, nei suggestivi saloni di Masseria San Giovanni www.iluoghidipitti.it, dove infatti saranno allestite sette aree ristorante, una portata a base di uno tra i prodotti più rappresentativi del territorio di pertinenza servita in abbinamento con quello che più si addice dei 35 vini premiati. I prodotti, inoltre, saranno esposti al pubblico in un’area apposita in modo da poterne raccontare le caratteristiche e i riferimenti alla loro terra d’origine. "Una Puglia - spiega Nicola Campanile - con tanta voglia di cooperare insieme ad altri territori che come lei racchiudono e intendono conservare preziosi patrimoni materiali e culturali, per una affermazione ancora più incisiva del brand "SUD".


Info: 346.4076012 www.ivinidiradici.com info@ivinidiradici.com



Le Enoteche Vinarius celebrano il Franciacorta degustazioni

ed approfondimenti all’Enoteca

Il Tralcio di Monopoli (Ba)

Un’occasione unica per conoscere le migliori bollicine italiane

 

Una settimana dedicata alla scoperta delle più rinomate etichette del Franciacorta, il re delle bollicine italiane d’eccellenza.

È questo il programma offerto dall’Enoteca Il Tralcio, che da lunedì 22 e sino a sabato 27 novembre in orari di apertura negozio offrirà a tutti i curiosi e gli enoappassionati una serie di degustazioni delle migliori etichette, per poter assaporare le cuvèe che hanno reso celebre nel mondo il Franciacorta e sperimentare contemporaneamente diversi abbinamenti con le pietanze più svariate.

Durante la settimana di degustazione sarà anche a disposizione del materiale informativo

L’evento nasce a seguito della collaborazione nata fra il Franciacorta e l’associazione Vinarius, che vede coinvolte 50 fra le migliori Enoteche italiane.

 

La partnership con Vinarius nasce con l’intento di offrire ai tutti gli appassionati l’occasione di degustare nuove etichette – spiega Maurizio Zanella, Presidente del Franciacorta – potendo allo stesso tempo sperimentare gli infiniti abbinamenti a tavola che offrono le diverse tipologie di Franciacorta: Brut, Rosé, Millesimati e Satèn. L’idea di un evento che si svolga interamente nelle migliori enoteche – continua Zanella – vuole però anche essere un’occasione per far conoscere la qualità superiore del Franciacorta anche a chi, fino ad oggi, non è stato un cultore di questa tipologia di vino”.

La Vinarius – spiega Francesco Bonfio, Presidente di Vinarius - è molto onorata di questa costante collaborazione con il Franciacorta, che non si limiterà alle degustazioni ma permetterà di approfondire a tutti gli associati Vinarius la realtà franciacortina per poterla trasmettere poi agli appassionati. Ritengo che fra i molti compiti dell’enotecario, quello della divulgazione ed illustrazione di un vino e del suo territorio sia in questo momento storico qualcosa di molto significativo, anche per sottolineare quel concetto di cultura proprio del vino rispetto ad altri prodotti alcolici”.

L’elenco delle Enoteche Vinarius aderenti, è consultabile sul sito internet www.franciacorta.net e su www.vinarius.it.


Treviso conquista il terzo Trofeo Divinando
La delegazione veneta si afferma sia nel concorso a squadre sia nel Trofeo Rastal con Karen Casagrande Miglior Sommelier Fisar dell’anno.
A Treviso anche il premio come miglior delegazione


E’
Treviso a conquistare il terzo Trofeo Divinando - concorso a squadre riservato alle delegazioni di sommelier provenienti da tutta Italia e organizzato da Fisar insieme a Carpené Malvolti - e a piazzare sul gradino più alto del podio del Trofeo Rastal per Miglior Sommelier dell’anno 2010 Karen Casagrande, sommelier trevigiana di 24 anni.


Un en plein arrivato al termine di una lunga giornata iniziata con la visita in cantina di Carpené Malvolti a cui hanno preso parte oltre 130 sommelier e l’annuale congresso Fisar che quest’anno ha scelto come location il suggestivo castello di
Castelbrando a Cison di Valmarino (TV).


La
delegazione trevigiana, già vincitrice del Trofeo nel 2008 e seconda classificata nel 2009, quest’anno ha messo in campo cinque “alfieri” che hanno dominato la sfida combattuta a colpi di bicchiere - ovvero Michela Taffarel (capitano) con Francesco Del Bello, Matteo Bruniera, Sara Fracassi e Cinzia Sandre - e hanno avuto la meglio sulle delegazioni di Firenze - seconda classificata con Anna Paola Coppi capitano, Leonardo Finetti, Marco Naldi, Livio Del Chiaro e Giovanni d'Alessandro - e Varazze, sul terzo gradino del podio con il capitano Antonio Zinno, Gloria Freddini, Donatella Ribaudo, Alessandro Pellegrini e Angelo De Gasparis.


Quarto posto ex aequo per le altre tre squadre di Torino, Livorno e Castello di Jesi, tutte meritevolmente giunte nella finale a sei dopo una lunga serie di quesiti sulle tipologie di vino, sui territori di produzione e il riconoscimento “bendato” di un vino.


Ma
Treviso non si è accontentata di vincere il Trofeo Divinando e ha voluto stravincere, aggiudicandosi anche il titolo di Miglior Sommelier dell’anno Fisar con Karen Casagrande, sommelier ventiquattrenne che si è imposta su Luigi Valter Piaggesi della delegazione di Varazze e Piero D’Acunto della delegazione di Roma e anche il premio come miglior delegazione per la più alta crescita di iscritti.


La premiazione del Trofeo Divinando è avvenuta alla presenza del
Presidente nazionale Fisar Vittorio Cardaci Ama, che ha consegnato nelle mani dei vincitori la targa premio.



La XII edizione dell'Asta mondiale del tartufo bianco d'Alba

 

Ammonta a 305 mila euro il ricavato dell'asta mondiale che si e' tenuta al castello di Grinzane Cavour

L'imprenditore cuneese Antonio Bertolotto si e' aggiudicato per 100mila euro uno dei pezzi piu' pregiati. Ne regalera' metà al Papa e metà all'imprenditore Michele Ferrero, come simbolo dell'imprenditoria italiana. L'asta si e' tenuta in collegamento via satellite con Hong Kong, dove e' stato battuto un tartufo da 936 grammi che e' stato aggiudicato per 105 mila euro. Ed è stata l'imprenditrice di Hong Kong Jeannie Cho Lee ad aggiudicarsi il lotto più pregiato dell'Asta Mondiale del Tartufo.

 

L’evento, nato nel 1999, è promosso dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour d’intesa con la Regione Piemonte e la Città di Alba. La sede principale è la Sala delle Maschere nel Castello di Grinzane e, tramite un collegamento satellitare, si comunica in diretta con altre due destinazioni mondiali (nelle scorse edizioni hanno toccato mete come Parigi, Hong Kong, Mosca, Las Vegas, Londra, Monaco di Baviera, Tokio, New York, Los Angeles, Hollywood). Vengono presentati cinque lotti di tartufi da ogni destinazione e gli invitati all’evento, possono acquistarli come in una tradizionale asta, un lotto invece viene presentato dalla Sala delle Maschere e può essere acquistato dagli invitati di tutte e tre le destinazioni . Fin dal primo anno la manifestazione si è caratterizzata come evento internazionale destinato a incrementare la notorietà del Tartufo Bianco d’Alba in Italia e all’estero. Il valore toccato da uno o più tartufi, i personaggi coinvolti, l’originalità di diversi collegamenti con luoghi di grande notorietà (ristoranti esteri di chef di grande fama) hanno contribuito ad affermare l’assoluto livello di questo avvenimento.

Ogni anno l’iniziativa ha avuto ospiti importanti, fra gli altri ricordiamo: Massimo Giletti, Piero Chiambretti, Natasha Stefanenko, Natalia Estrada, Alessandro Del Piero, Adriano Galliani, Giancarlo Magalli, Lamberto Sposini, Jerry Scotti, Ricky Tognazzi e Simona Izzo ed ha potuto contare sulla collaborazione e conduzione del noto giornalista “gastronauta” Davide Paolini.

 

L’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un esclusivo evento mediatico, ma rappresenta il “trait d’union” fra il mondo della comunicazione e degli estimatori del Tartufo Bianco d’Alba con le Associazioni e Istituzioni che con il loro operato di ricerca e sostegno aiutano le persone meno fortunate.



Vinitaly all’Hong Kong International Wine & Spirits Fair

Vinitaly a Tokyo il 10 e 11 dicembre


Hong Kong è il più importante hub verso la Cina e i Paesi asiatici. Il protocollo d’intesa tra Veronafiere e Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) firmato nell’aprile scorso, ha visto dal 4 al 6 novembre la realizzazione di eventi e attività promozionali firmati Vinitaly nell’ambito dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair.


Verona, novembre 2010. «Bene la qualità delle uve e la tenuta dei consumi pro capite interni che, rispettivamente, garantiscono vini all’altezza della tradizione italiana e il presidio del secondo mercato mondiale per il settore. Ma ora l’obiettivo primario è creare un sistema di distribuzione sui mercati esteri per favorire al massimo la conoscenza e penetrazione dei nostri prodotti. In un mondo globale la frammentazione interna delle attività promozionali e le dimensioni medie aziendali non consentono di perdere altro tempo».


E’ il commento di Veronafiere ai dati diffusi da Assoenologi (45.5 milioni di ettolitri prodotti, qualità buona ed export in crescita in valore del 7% dell’imbottigliato) nel giorno di chiusura di Vinitaly Hong Kong, la prima in collaborazione con l’ HK International Wine & Spirits Fair (seguita alle tre tappe di fine ottobre del Vinitaly USA Tour a New York, Philadelphia e Washington), che ha visto un intenso programma di degustazioni e abbinamenti con la cucina italiana alla presenza dei più importanti Masters of Wine asiatici e opinion leader del mercato.


Proprio l’Estremo Oriente, indicato da Assoneologi come uno dei mercati esteri che stanno maggiormente trainando la ripresa dell’export enologico nei primi sette mesi di quest’anno, è dal 1998 oggetto di iniziative di Vinitaly, presente in Cina, Singapore, Corea del Sud e Giappone (la prossima tappa sarà a Tokyo il 10 e 11 dicembre, www.vinitaly.com).


Vinitaly tramite l’accordo con il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) è diventata la porta di accesso, grazie all’importante collaborazione con Ministero delle politiche agricole, Buonitalia, Ice, Federvini e Unione italiana vini, su un mercato che, dopo la decisione del governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008, è cresciuto in un solo anno del 20% per i vini italiani per un controvalore di 12 milioni di dollari.



                            Accordo rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano

                                        e il campione olimpico Giuliano Razzoli
                Il contratto durerà sino al giugno 2014, coprendo Mondiali e Olimpiadi in Russia


Reggio Emilia, 11 novembre 2010. Accordo rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano e il campione olimpico Giuliano Razzoli, che continuerà ad essere testimone del formaggio più noto al mondo.
Sono orgoglioso e soddisfatto – sottolinea l’atleta – di continuare questa collaborazione; è iniziata quando ho intrapreso la mia avventura in Coppa del Mondo, con un atto di fiducia da parte del Consorzio che credo di avere ben ricambiato e che oggi mi sento impegnato ad onorare con risultati che mi auguro siano proporzionati alla fatica di una preparazione che mai come quest’anno è stata intensa”. “Mi sento in grandi condizioni – prosegue l’atleta residente a Razzolo, piccola borgata in comune di Villa Minozzo, nell’Appennino reggiano – e sono sereno, grazie alla mia famiglia, ai tanti amici e alla vita in un ambiente che sa apprezzare i successi ma non ti mette sotto pressione; al contrario  mi dà molta carica”.


Soddisfazione, ovviamente, anche da parte del Consorzio: “Razzoli – sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – ci ha regalato imprese strepitose ed emozioni straordinarie con la vittoria olimpica e i risultati in Coppa del Mondo: nella scorsa stagione ha confermato quelle doti tecniche e umane che di lui conosciamo e che hanno portato il Consorzio del Parmigiano-Reggiano a sostenerlo in una carriera sportiva che in poco tempo si è arricchita del risultato più ambito da ogni atleta”.
Razzoli – prosegue Alai – è esploso a Vancouver, ma lo conosciamo da tempo e siamo certi che proseguirà una carriera brillante, perché non è solo un grande atleta sostenutodal Consorzio, ma un giovane semplice, solido, che conosce la fatica del lavoro, il valore dell’impegno, proponendosi così come compagno di viaggio ideale per il nostro prodotto, interprete dei suoi valori e della cultura di cui sono portatori i nostri produttori”.
Il contratto firmato dal Consorzio  e Giuliano Razzoli durerà fino al 2014, e coprirà dunque anche i prossimi Mondiali e le Olimpiadi del 2014 che si terranno a Sochi, in Russia.
E’ un investimento, dunque, di lungo periodo – sottolinea Alai – e ci auguriamo che i risultatiper noi, per il nostro prodotto, per i nostri produttori e soprattutto per Giuliano, ci auguriamo siano quelli per i quali ogni giorno compie quelle fatiche che non si vedono, così come accade per i nostri soci, ma che alla fine danno origine a straordinari primati”.



I seminari dell'Associazione Spaghettitaliani

l'Enogastronomia e Internet visti da spaghettitaliani


Conosciamo internet?

Impariamo a sfruttarlo senza subirlo


Relatori: Luigi Farina (Associazione Spaghettitaliani) e Roberto Dentice (Associazione OpenMind)

Moderatrice: Laura Gambacorta

La Comunicazione negli ultimi decenni ha visto una velocissima evoluzione per merito di Internet, che, se usato con la giusta conoscenza, può diventare un mezzo di divulgazione senza pari.

L'Associazione Spaghettitaliani, in collaborazione con l'Associazione OpenMind e con il patrocinio del Comune di san Giorgio a Cremano, ha indetto un seminario per aiutare gli operatori del settore enogastronomia a conoscere meglio Internet e per presentare le ultime evoluzioni del portale Spaghettitaliani.

Durante il seminario saranno presentati, la nuova Home Page di Spaghettitaliani e i nuovi servizi che l'Associazione Spaghettitaliani offre e offrirà al settore dell'enogastronomia.

Nella parte più strettamente tecnica sarà presente un rappresentante dell'Associazione OpenMind che potrà aiutare i partecipanti a conoscere meglio il mondo di Internet nelle sue innumerevoli sfaccettature.

 

Programma Seminario

1 - INTRODUZIONE

· Saluto di Giorgio Zinno Vice-Sindaco di San Giorgio a Cremano

· Perchè un seminario su Internet: farsi conoscere in rete e perchè

 

2 - VISIONE GENERALE

· Dalle Chat a Facebook

· I Social Network e i Blog

· Avere un sito, come e perchè

· Popolarità, come ottenerla (PageRank e Web usability)

· Directory e Motori di ricerca


3 - APPROFONDIMENTO VERSO IL MONDO DELLA RISTORAZIONE

· Cosa vogliamo dal nostro sito e come ottenerlo

· I Portali, come conoscerli e come difendersi (servizi online gratuiti e a pagamento)

· Sfruttiamo FaceBook conoscendone i limiti

· Le Guide cartacee e le Guide online (la ristorazione in internet)


4 - SPAGHETTITALIANI E THE FOOD CENTER

· Il nuovo Spaghettitaliani

· The Food Center e Speciale Vini

· Proiettandoci verso domani

· Spaghettitaliani è di tutti: l'Associazione Spaghettitaliani


5 - CONCLUSIONI

· Conclusioni e dibattito

l'ingresso è libero, per motivi organizzativi è gradito un cenno di assenso.

20 Novembre 2010 ore 10.00

Villa Vannucchi - Corso Roma, 43/47

San Giorgio a Cremano (NA) in collaborazione con l'Associazione OpenMind e il patrocinio del Comune di San Giorgio a Cremano



Tutto il gusto dell’ “olio novo” nella sedicesima

edizione della Festa di Pianella


Per assaporare tutto il gusto dell’olio nuovo, ingrediente principe della bruschetta e prodotto di eccellenza del territorio, la Filarmonica di Pianella - in collaborazione con il Circolo Arci “La Società” e il Gsd Pianella - organizza la sedicesima edizione della Festa dell’Olio Novo, con il patrocinio del Comune di Castelnuovo Berardenga e della Provincia di Siena. Da venerdì 19 a domenica 28 novembre, la frazione ospiterà il tradizionale appuntamento per salutare l’arrivo del nuovo extravergine d’oliva offrendo un mix di buona gastronomia, eventi culturali, conferenze e dibattiti, la poesia popolare dell’arena letteraria “Uliverso”, spettacoli e divertimento.


Il primo week end della Festa, venerdì 19 novembre, aprirà con una raffinata cena di pesce, per cui è possibile prenotarsi entro lunedì 15, e a seguire, lo spettacolo teatrale realizzato dalla compagnia dilettantistica “Quelli dell’ultimo minuto”. Ancora una commedia, dal titolo “Amore mio ti odio”, peripezie e baruffe coniugali di Guido Bocci, e buona cucina nella serata di sabato 20, mentre domenica 21 novembre sarà la volta del Mercatale dei prodotti in terrazza, con assaggi di bruschetta e vendita di prodotti della filiera corta, dalle ore 10 alle ore 19; del raduno di Fiat 500, in programma alle ore 10, e della cena con menù della Festa, seguita dal ballo. Tra i piatti più significativi e tradizionali del menù di Pianella ci sono le immancabili bruschette, ma anche la ribollita, il passato di ceci, i pici al ragù bianco, la tagliata con olio nuovo e porcini, la tegamata, il baccalà alla griglia e il bollito con salse.

 

Tanti gli appuntamenti che animeranno la settimana dal 22 al 28 novembre, dove la bontà dell’olio nuovo farà da filo conduttore: mercoledì 24, protagoniste della Festa saranno le associazioni del territorio, con la cena a loro dedicata, su prenotazione entro lunedì 22 novembre. A seguire, la conferenza dal titolo “Associazionismo e volontariato dopo la crisi economica”. Sarà invece la caccia il tema dell’incontro promosso giovedì 25 novembre alle ore 19, dove saranno affrontate le vecchie e nuove problematiche della stagione venatoria in provincia di Siena, alla luce delle nuove norme regionali e nazionali.

 

Venerdì 26 novembre sarà la volta dell’happy hour “Il sapore dell’olio”, mentre sabato 27, il dopo cena sarà animato da uno spettacolo di tango Argentino. Il gran finale delle Festa, domenica 28 novembre, vedrà protagonisti lo sport e la poesia: alle ore 9.30 partirà da Pianella una giornata di trekking alla scoperta del Chianti, mentre alle ore 17.30, durante uno spettacolo di poesia e musica, si terrà la premiazione della sesta edizione dell’Arena letteraria “Uliverso”, la mostra concorso di poesia dedicata quest’anno al tema del “viaggio”, promossa dall’associazione culturale Sylloge Officina per l’Arte.

Tutti gli appuntamenti promossi in occasione della Festa dell’Olio Novo si terranno presso i locali della Filarmonica di Pianella, in via della Pace, 2 e nei locali del Ristorante “Il Ponte”, adiacenti alla sede dell’associazione. Per le cene a tema è necessario prenotare chiamando i numeri 0577 363100, dalle ore 11 alle ore 14 e dalle ore 18 alle ore 23; 340 8476114 e 333 4948908, oppure inviare una e. mail all’indirizzo info@filapianella.it.

La Festa dell’Olio Novo è anche su Facebook alla pagina Filarmonica Pianella.



Gli accessori novità di Silikomart

per realizzare i cioccolatini perfetti

 

Silikomart arricchisce la sua collezione di accessori con il nuovo colino dosatore, la spatola termometro in silicone color cioccolato e la cocotte in silicone color cioccolato. Tutti questi pratici utensili serviranno per semplificare la lavorazione del cioccolato e per ottenere cioccolatini lucidissimi e perfetti come un vero maestro cioccolatiere. Di seguito la descrizione nel dettaglio di ogni singolo prodotto.

Choco Funnel (colino dosatore)

Descrizione prodotto Il Choco Funnel di Silikomart è un colino dosatore eccellente per la preparazione dei vostri piatti, per riempire gli stampi versando la dose perfetta di prodotto,senza spreco e con estrema precisione. Adatto per liquidi, fondenti, gelatine, cioccolato, creme, etc.Descrizione tecnica: base in acciaio inox 18/10. Diametro cm. 14.5. Capienza 0.8 l . Altezza 17 cm.

 

Istruzioni d’uso

  • Riempire il colino dosatore
  • Far scendere il liquido sopra la preparazione scelta
  • Premere il bottone dosatore e far scendere la preparazione
  • Bloccare la fuoriuscita del liquido secondo necessità

Da sapere: non adatto ad essere inserito nel microonde. Lavabile a mano e in lavastoviglie

Prezzo al pubblico: 19,90 Euro


Thermo Choc (Spatola in silicone con termometro)

Descrizione prodotto Il Thermo Choc di Silikomart è la spatola in silicone con termometro per il controllo della temperatura (da 0° a 200° C) di cioccolato fuso, creme, salse, marmellate, sciroppi, meringa all’italiana, etc.

Descrizione tecnica: Lunghezza 32 x 7cm (larghezza)


Da sapere: La spatola in silicone è lavabile a mano e in lavastoviglie. La sonda è lavabile solo a mano. Non adatto ad essere inserito nel microonde.

Istruzioni per l’uso:

1 posizionare il cucchiaio termometro e la sua sonda direttamente all’interno della preparazione

2 accendere il dispositivo e attendere qualche istante affinchè il sensore rilevi la temperatura

3.verificare la temperatura sul display del cucchiaio termometro

Prezzo al pubblico: 17,90 Euro

Cocotte o Vaschetta in silicone

Descrizione prodotto Una praticissima vaschetta in silicone, dotata di coperchio e adatta ad essere utilizzata per sciogliere il cioccolato nel microonde. Ormai anche i professionisti utilizzano la tecnica di sciogliere il cioccolato nel microonde con risparmio di tempo e con ottimi risultati. Il silicone con cui è fatta la vaschetta garantisce la sicurezza di utilizzo nel microonde. La vaschetta comunque può essere anche utilizzata, adattandosi perfettamente, per la classica tecnica del bagnomaria. Dimensioni cocotte: Ø 125 h 50mm 0.4 L

Prezzo al pubblico: 14,90 Euro

Kit cioccolato

I prodotti sono vendibili singolarmente o nel pratico kit cioccolato che contiene il colino dosatore, la vaschetta in silicone e il termometro spatola. Prezzo al pubblico del kit: 49,90 Euro



Il Premio Biol vola in Spagna


A Cordoba, nell’ambito della Fiera del Bio del 19 e 20 novembre, la manifestazione nata in Puglia dedicata ai migliori oli extravergini biologici al mondo consegnerà premi agli oli spagnoli, proporrà degustazioni guidate e curerà seminari nell’ambito del progetto BiolMed

Bari novembre 2010 – Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che da ormai quindici anni pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti, vola a Cordoba per il “Biol Spagna”. Il 19 e 20 novembre, in occasione della Fiera BioCordoba 2010, la kermesse pugliese organizzata dal CiBi-Consorzio Italiano per il Biologico, sarà presente alla due giorni con un proprio programma ricco di eventi. Nella giornata inaugurale, lo staff guidato dal coordinatore Nino Paparella, parteciperà a una serie di meeting tecnici, curando in particolare quelli del progetto europeo BiolMed (il “Biol Spagna” rappresenta infatti il quarto e ultimo appuntamento internazionale previsto dal BiolMed, progetto finalizzato a rafforzare la competitività dei prodotti bio e in particolare dell’olio). In programma, inoltre, la consegna delle targhe Biol 2010 ai migliori oli spagnoli dell’ultima edizione.

 

Il secondo giorno il Biol curerà poi sia un seminario di aggiornamento sull’armonizzazione dei criteri di assaggio utilizzati dagli esperti nei panel, sia sedute guidate di assaggio degli oli dell’ultimo concorso.

Nella Fiera iberica saranno naturalmente illustrate anche le linee guida della prossima edizione del Premio Biol, in programma dal 25 al 30 aprile. L’organizzazione tecnica del CiBi sta infatti già lavorando al programma della XVI edizione, come di consueto ricco di eventi culturali, gastronomici e tecnici, che affiancheranno il concorso internazionale. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare le differenze - e i diversi patrimoni culturali connessi - che caratterizzano il variegato mondo dell’olio extravergine d’oliva biologico.


Il Premio Biol (www.premiobiol.it) è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore, tra cui Regione Puglia, Icea - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura.



                                      Premio Enologica 2010 allo chef Luca Marchini

Si chiama “Puntinismo”. Non è una corrente pittorica o di pensiero, né una nuova regola grammaticale bensì un dolce. Preparato con Parmigiano Reggiano e pere Igp è il piatto che si è aggiudicato il premio Enologica 2010 durante la sfida tra chef che si è svolta alla Locanda Vite di San Patrignano, anticipazione del Salone del vino e del Prodotto Tipico dell’Emilia-Romagna in programma a Faenza dal 19 al 21 novembre (22 novembre giornata dedicata agli operatori). Ad interpretare la cucina modenese con il paniere di prodotti tipici del territorio (Parmigiano Reggiano e pere Igp) lo chef Luca Marchini del Ristorante “L’erba del Re” di Modena. Abbinato al Lambrusco di Sorbara del fondatore 2009 dell’azienda Chiarli di Modena, il piatto si è aggiudicato la seconda edizione di questo riconoscimento, degustato e valutato da una giuria di esperti.


A contendersi gli altri Premi i migliori chef dell’Emilia Romagna che hanno preparato e presentato un piatto utilizzando prodotti Dop o Igp dell’Emilia Romagna, abbinandovi un vino scelto dall’Enoteca regionale. Nove le province coinvolte, da Piacenza a Rimini, ognuna rappresentata da un cuoco (aderente all’Associazione Chef to Chef dell’Emilia Romagna che riunisce i migliori chef della Regione).

Oltre al riconoscimento del Premio Enologica la giuria ha assegnazione altri premi:


Il
Premio per il miglior Matrimonio è stato assegnato ad Andrea Bartolini della Terrazza Bartolini di Milano Marittima (Ravenna). Con un paniere di prodotti composto da pesce dell’Adriatico e Olio Extravergine di Brisighella, ha realizzato un piatto con saraghina, patate e fumo, abbinato a un’Albana di Romagna secca AS 2009 della Fattoria Zerbina.


Il
Premio per il miglior Tradimento è andato allo chef Pierluigi Di Diego del Ristorante Don Giovanni (Ferrara). Con un paniere composto di Caccia di valle e Riso del Del Delta, ha realizzato un riso del Delta con ragù di caccia, salsa di carrube, e petto glassato di alzavola, abbinato a un Bosco Eliceo Fortana frizzante 2009, dell’azienda Mattarelli.
Il riconoscimento del
Piatto rispettoso della classicità è andato a Carla Aradelli del Ristorante Riva di Ponte dell'Olio (Piacenza). Il piatto realizzato ha visto pisarei con salsiccia e Gutturnio su passata di fagioli borlotti (paniere di salumi piacentini), a cui è stato associato un Ageno 2005 dell’azienda La Stoppa.
La
Miglior valorizzazione del Prodotto a Roberto Pongolini del Ristorante La Cucina di Roberto a Felino (Parma). Il piatto ha visto una torretta di maialino marinato alla birra di Parma, con pop corn di cotenna di prosciutto e balsamico al pomodoro, con un paniere composto dal Prosciutto di Parma. Il vino è stato un Lambrusco 2009, dell’azienda Monte delle vigne.

 

L’interpretazione più creativa arriva da Reggio Emilia, con Andrea Incerti Vezzani del Ristorante Ca' Matilde di Quattro Castella. Con un paniere di Parmigiano Reggiano e  Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, ha realizzato una Creme broule di zucca, sbrisolona di Parmigiano Reggiano e animelle all’Aceto Balsamico tradizionale di Reggio Emilia, abbinato a un Reggiano lambrusco concerto 2009 di Ermete Medici.
Miglior paesaggio di produzione è stato giudicato il piatto di Marco Fadiga, del Marco Fadiga Bistrot di Bologna. Con un paniere di cipolla di Medicina, ha realizzato un soufflé di formaggi freschi con composta di Cipolla di Medicina e ananas, frutta secca e cerfoglio. Il vino abbinato è stato un Pignoletto frizzante dei Colli bolognesi 2009 dell’azienda agricola Isola.


La migliore
Interpretazione che ha reso omaggio alla semplicità arriva da Cesenatico con Alberto Faccani del Ristorante Magnolia, che ha realizzato un Royale di carni con pecorino di fossa e vitellone di Razza Romagnola (Paniere: Formaggio di Fossa, Cardo gobbo, vitellone di razza romagnola), abbinato a un Sangiovese di Romagna Superiore Prugneto 2008 del Podere dal Nespoli.
Il
Miglior Racconto è di Fabio Rossi del Ristorante Vite di San Patrignano (Rimini). Con un paniere composto da Squacquerone e Maiale di Mora Romagnola, ha realizzato il Risotto vite.

Il vino che ha accompagnato il piatto un Sangiovese di Romagna riserva avi  2006 di San Patrignano.
La
giuria che ha degustato e valutato i piatti era composta da Giorgio Melandri (giornalista e curatore Enologica), Matteo Tambini (cuoco e collaboratore Enologica), Andrea Grignaffini (giornalista enogastronomico), Fabio Ravaioli (produttore), Alessandra Meldolesi (giornalista), Paola Mambelli (dirigente scolastico IIS Bartolomeo Scappi Castel San Pietro), Alberto Rinieri (gourmet).


La premiazione ufficiale di tutti i vincitori avverrà nel Teatro dei Cuochi in programma lunedì 22 novembre, ultima giornata di Enologica a Faenza, dedicata agli operatori del settore.  



La Provincia di Pisa promuove il marchio Amico del Tartufo

ed i ristoratori aderenti a caccia di prelibatezze


Il marchio Amico del Tartufo a sostegno e tutela dei ristoratori e dei consumatori è stato voluto e promosso dalla Provincia di Pisa e successivamente adottato dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo (ANCT).

Il progetto nasce dall’intento di valorizzare il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, grazie alla creazione del marchio Amico del Tartufo, assegnato secondo specifico regolamento e disciplinare d’uso ai ristoranti che utilizzano esclusivamente tartufo fresco o trasformato, escludendo l’utilizzo di prodotti chimici.


Un’occasione da non perdere dunque per tutti gli amanti del tartufo che per tutto il mese di novembre potranno degustare nei ristoranti aderenti, solo tartufo fresco e del territorio in abbinamento ai vini locali.


Il marchio Amico del Tartufo rientra in una strategia globale di valorizzazione e di protezione dei prodotti tipici del territorio pisano, per favorire lo sviluppo del turismo enogastronomico provinciale.
Il
marchio attribuisce ad ogni ristorante una classificazione da uno a quattro tartufi in base alla provenienza del tartufo fresco utilizzato ed al numero di portate con tartufo proposte nei menu.



Prezzi, avviata indagine sulla Gdo

Concorrenza nel mirino dell'Antitrust

Roma novembre 2010. L'Antitrust ha avviato un'indagine sul ruolo della grande distribuzione organizzata. L'Autorità approfondirà "le dinamiche competiti