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Le
notizie della settimana 21
dicembre 2010
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Balocco: “Dolci” previsioni per la chiusura
del 2010
Con
l’arrivo delle festività natalizie, momento clou per il mercato
dolciario da ricorrenza, settore di riferimento per la Balocco Spa,
arriva anche il momento dei bilanci.
Nonostante
le difficoltà che hanno caratterizzato il mercato, incertezza dei
consumi ed importante l’incremento delle materie prime (burro e
farina innanzitutto), le previsioni della famiglia Balocco, da
ottant’anni alla guida della storica azienda di Fossano, sono più
che positive mantenendo le importanti percentuali di crescita
registrate negli ultimi anni.
L’Azienda
prevede infatti di chiudere il 2010 con un fatturato che sfiorerà i
130 milioni di euro, con una crescita pari a circa il 7,5% rispetto
al 2009. Non
si tratta di un episodio, ma della conferma di un trend di costante
crescita che ha caratterizzato gli ultimi esercizi: fra il 2005 ed il
2009 il giro d’affari è salito del 76%. Si è passati così dai
67 milioni di euro di fatturato del 2005 ai 118 milioni di euro
del 2009, registrando un incremento medio annuo del 15%. In
particolare negli ultimi 48 mesi l’Azienda è cresciuta di oltre un
milione di euro al mese.
Sono
grandi le aspettative sulle risposte del mercato in questo periodo
natalizio: ad oggi sono infatti oltre 14 milioni i prodotti lievitati
del Natale venduti, distribuiti capillarmente in Italia e per il 15%
all’estero.
Grande
impulso è stato dato all’export: i prodotti Balocco
oggi sono presenti
in oltre 50 paesi (Europa, Nord America, Medio Oriente, Sud Est
Asiatico, Australia, sud Africa e Sud America); il 62% dei volumi è
realizzato all’interno della UE, il 38% nei paesi extra UE.
L’antica
pasticceria si è trasformata in uno stabilimento produttivo tra i
più moderni e all’avanguardia. Un successo importante anche per le
ricadute occupazionali di un intero territorio: oggi Balocco impiega
infatti un organico medio di circa 300 addetti (con punte di 370 nel
periodo natalizio). La
crescita è stata sostenuta inoltre anche da un importante piano
di investimenti destinati all’acquisizione di nuove tecnologie ed
al miglioramento di quelle esistenti:
grazie ad uno sforzo di oltre 30 milioni di euro investiti, la
Società dispone oggi di uno fra gli stabilimenti più moderni ed
efficienti d’Europa, esteso su 70.000 metri quadrati di cui circa
44.000 coperti. Il 2010 ha visto inoltre l’avvio di una nuova linea
di produzione per biscotti da prima colazione, che ha portato ad otto
il totale degli impianti installati nel sito produttivo di Fossano.
Inoltre entro la fine dell’anno sarà inaugurato uno
dei più grandi impianti fotovoltaici su copertura industriale del
Piemonte, instaurato sulle coperture del complesso industriale
Balocco di Fossano (CN) e con una potenza nominale di 1.860 2010
kWp.
Fondata
nel 1927 a Fossano (CN) come pasticceria artigianale, Balocco è oggi
diventata il secondo player del mercato dolciario italiano,
grazie ad una strategia che punta alla qualità del prodotto,
all'attento e diretto controllo delle materie prime e di tutte le
fasi di lavorazione, e alla proposta di una vasta gamma di prodotti
dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Una strategia vincente quella
di Balocco, azienda 100%
italiana e di proprietà della famiglia Balocco,
oggi guidata dalla III
generazione.
Cesarini
Sforza brinda alla Accademia
nazionale di
Santa
Cecilia
Bologna
20 dicembre 2010. Le nobili bollicine degli
spumanti Cesarini Sforza brinderanno alla prossima iniziativa di
raccolta fondi a beneficio dell’Accademia Nazionale di Santa
Cecilia di Roma.
Con l’obiettivo di
ripetere il successo che un’analoga iniziativa ebbe lo scorso anno,
martedì 21 dicembre 2010 alle ore 19.30, presso la Sala “Santa
Cecilia” dell’Auditorium Parco della Musica, il Maestro Antonio
Pappano – Direttore Musicale dell’Accademia – dirigerà il
Concerto Note di Natale, in cui verranno eseguite musiche di
Rossini, Honegger e il celebre secondo atto de Lo Schiaccianoci di
Čajkovskij. Al Concerto farà seguito una cena di gala nello “Spazio
Risonanze” dell’Auditorium, a cui parteciperanno Antonio Pappano,
Ennio Morricone e un gruppo di celebri artisti mobilitati a sostegno
dell’Accademia. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto
all’Accademia stessa.
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle più antiche
istituzioni musicali del mondo. Fondata ufficialmente nel 1585, e
trasformatasi nei secoli da sodalizio di musicisti di valenza locale
a moderna accademia ed ente concertistico sinfonico di fama
internazionale, unisce un corpo accademico composto di 100 membri fra
i più illustri esponenti della cultura e dell’arte musicale a
un’orchestra e a un coro sinfonici fra i più accreditati in campo
internazionale; svolge altresì attività di alta formazione musicale
e conserva un patrimonio storico ricchissimo, riflesso della sua
storia plurisecolare.
Ancora una volta la
Cesarini Sforza Spumanti ha voluto legare il proprio marchio a un
evento di grande rilevanza artistica, a ennesima conferma del suo
claim storico: qualità, immagine, cultura. Il consolidato prestigio
degli spumanti Cesarini Sforza contribuisce in questo modo al
sostegno della preziosa iniziativa mobilitata a favore
dell’Accademia.
Gli Spumanti Cesarini
Sforza sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Fratelli
Rinaldi Importatori (tel. 051 4217811, fax 051 242328,
info@rinaldi.biz),
e per l’estero da Ethica (Gruppo La Vis, tel. +39
0461 380800, fax +39 0461 380846, info@ethica.biz).
Ekk Abruzzo: sarà Gabriele
Marrangoni il patron del ristorante di Ekk
Eclettico,
appassionato, professionale: Gabriele Marrangoni è completamente in
linea con la filosofia di Ekk “Abruzzo in sintesi”, il polo del
tipico e del verde abruzzese che nascerà a Città Sant’Angelo
(Pe). Per questo motivo sarà lui lo chef patron del ristorante di
Ekk Abruzzo in sintesi.
Già chef della
nota country house “Borgo Spoltino” di Mosciano Sant’Angelo
(Te), dove propone una cucina esclusivamente a base di prodotti
tipici, Gabriele Marrangoni ha vissuto e continua a vivere numerose
esperienze culinarie fuori regione e all’estero (Novara, Cuneo,
Spagna), e di docenza in Brasile, in Oregon e in Danimarca per la
valorizzazione dei prodotti tipici e in particolare dell’olio
extravergine di oliva, insieme alla Facoltà di Agraria
dell’Università di Teramo e a Slow Food. È sommelier e abilitato
alla cucina senza glutine.
Nel
2003 ha fondato insieme al suo amico e socio Mauro Angeloni “Borgo
Spoltino”, accanto al quale ha realizzato un orto per la
coltivazione di verdure ed ortaggi, e che è sede di una rassegna
jazz invernale dove si promuove il connubio tra musica e gastronomia
di qualità.
Sempre insieme a
Mauro Angeloni, nel 2006 ha aperto il primo punto di “Terra del
Gusto”, una nuova filosofia di ristorazione per la pausa pranzo con
prodotti a filiera corta e richiami alla cucina tipica del
territorio. Oggi i punti sono sei, dislocati sul territorio
abruzzese, e sono luoghi di riferimento per chi ama tenersi leggero
senza sconti sulla qualità.
Sarà lui a
condurre gli eventi enogastronomici che si svolgeranno in Ekk Abruzzo
in sintesi. La
struttura, in corso di ultimazione all’interno della storica
Cantina Santangelo ai piedi del borgo di Città Sant’Angelo, sarà
aperta al pubblico il prossimo febbraio.
Il progetto di recupero della Cantina (le stanze dell’albergo di
Ekk, infatti, sono ricavate dalle botti e delle botti conservano le
pareti in cemento armato) è stato presentato durante la prima
biennale di Habitat appena conclusasi nell’ex Aurum di Pescara. Si
allegano foto delle tavole esposte e di Gabriele Marrangoni.
In diretta sul web
la
Scuola
Italiana di Potature della Vite
Da gennaio in 7 regioni
In
diretta sul Web
i
corsi della Scuola
Italiana di Potature della Vite,
che si svolgeranno in gennaio e febbraio nelle 7 principali regioni
vinicole italiane ( Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige,
Friuli Venezia Giulia, Lombardia-Franciacorta, Toscana, Campania).
Grazie all’attivazione di un servizio di streaming
Web sarà
infatti
possibile seguire in
diretta e di rivedere a piacimento on demad
le
lezioni teoriche in aula e quelle pratiche in vigna della Scuola
ideata da Marco
Simonit e Pierpaolo Sirch,
i Preparatori d’Uva, e coglierne lo spirito e la sapienza: uno
strumento a disposizione di chi non può partecipare in prima persona
ai corsi, addetti a lavoro e no, viticoltori o persone semplicemente
interessate all’ambiente e alla natura.
Non
solo. La
Scuola
-
venendo incontro alle molteplici richieste - aumenta rispetto al 2010
il numero dei corsi e, per ciascuno di essi, consolida la
collaborazione con prestigiose
università ed istituti di ricerca
legati al mondo della vite, interessati al Metodo
Simonit e Sirch di potatura soffice della vite:
l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food in
Piemonte, il CERVIM - Centro di Ricerche, Studi e
Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna e l’Istitut
Agricole Régional in Valle d’Aosta, l’ Istituto Agrario di San
Michele all’Adige e l’Istituto Sperimentale di Laimburg in
Trentino, il Dipartimento di viticoltura ed enologia dell’Università
di Udine in Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Enzo Morganti a
Castelnuovo Berardenga e il Dipartimento di patologia del Corso
di laurea di viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze in
Toscana.
“Riteniamo
che la ricerca sia il futuro – spiega Marco Simonit- Perciò,
oltre ad aprire le Scuole, stiamo investendo molto in questo settore
e stiamo allacciando rapporti con importanti istituti e università
italiani e stranieri affinché il nostro lavoro di potatura sia
studiato e monitorato. Non siamo gelosi del nostro Metodo, anzi
desideriamo che il mondo scientifico lo studi. Siamo partiti oltre 20
anni fa dall’osservazione e dallo studio delle antiche vigne;
abbiamo poi messo a punto empiricamente il Metodo Simonit&Sirch
e lo abbiamo applicato nei vigneti di molte importanti aziende
italiane, dal Nord al Sud; il prof. Attilio Scienza del Dipartimento
di viticoltura Università di Milano e poi la prof.ssa
Mugnai del Dipartimento di patologia del Corso di laurea di
viticoltura ed enologia dell’Università di Firenze sono stati i
primi a seguirci passo passo e a raccogliere dati. Oggi siamo
orgogliosi di poter lavorare e di confrontarci anche con altre
realtà scientifiche, perché crediamo che grazie allo studio si
potranno individuare metodologie operative sempre
più mirate ed efficaci .”
Ma
come nasce l’idea della Scuola
Italiana di Potature della Vite?
Marco Simonit e Pierpaolo Sirch l’hanno ideata dopo oltre
20 anni di lavoro
sperimentale nei vigneti di tutt’Italia. Unica nel suo genere non
solo in Italia, ma a livello internazionale, é un centro di
formazione permanente. Una scuola itinerante, con sedi nelle grandi
regioni del vino italiane, aperta a viticoltori e non, le cui lezioni
si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e
la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di
potatura. Altre 12 ore in tarda primavera, per la gestione del verde.
L’obiettivo
della Scuola è quello di recuperare
l’antico mestiere del potatore
che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il
più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono
addirittura di raddoppiarne
l'età: spesso
infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle
potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al
legno. Il che comporta una valorizzazione del vigneto Italia, bene da
salvaguardare sotto il profilo economico, storico e ambientale
paesaggistico. Non solo: un importante
risparmio
per
le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la
diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e, soprattutto,
piante
più sane e longeve
che
danno uve, e quindi vini, di qualità superiore (le malattie infatti
sono causate anche, e spesso, da una dissennata impostazione delle
potature che hanno fatto crescere, in misura esponenziale, le
infezioni al legno della vite).
Un
nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, a torto considerato
umile, che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani
interessanti prospettive nel settore della green economy.
Date e programmi dei corsi, nonchè
delle dirette streaming Web su www.simonitesirch.it.
Per informazioni:
Tel. 0432.752417.
Da Papillon una guida
ai ristoranti solo per iPad
oltre 2050 ristoranti recensiti e
giudicati coi faccini sorridenti
La guida I Ristoranti
del Golosario 2011 è una realtà, ma - segno dei tempi -
è stata
concepita solo per iPad.
Contiene oltre 2.000
segnalazioni che annoverano tutte le recensioni delle due
GuideCriticheGolose, ovvero di Piemonte, Lombardia, Valle D'Aosta,
Liguria e Costa Azzurra e poi i 500 ristoranti del Golosario del
resto dell'Italia, ma anche le cantine, i negozi, i produttori di
cose buone che offrono un servizio di ristoro.
"Una guida
preziosissima per il turismo enogastromico in Italia - dice
soddisfatto Paolo Massobrio - che va a valorizzare il lavoro di tanti
bravi cuochi". Paolo Massobrio, che firma libri di successo come
Il Golosario, guida alle mille e più cose buone d'Italia e il libro
per la famiglia Adesso, ha raccolto in questa nuova guida nazionale
tutto il meglio che la sua squadra di collaboratori, insieme ai Club
di Papillon, hanno scoperto sul territorio. Il giudizio viene dato
con i "faccini" più o meno sorridenti accanto a tutte le
indicazioni utili per recarsi a pranzo o a cena.
Su App Store, dunque
sono disponibili 2 guide: la prima riguarda i 3.700 negozi del
Golosario (gratuita), la seconda I Ristoranti del Golosario,
disponibile ad un prezzo di 7,99 euro.
Con l'applicazione è
possibile: cercare i ristoranti attraverso il ricchissimo database,
organizzato per regioni; utilizzare il motore di ricerca interno per
cercare i ristoranti per prezzo, categoria, cibo cucinato,
località...; scoprire i ristoranti vicini a voi, attraverso un
utilissimo sistema di navigazione GPS. E tanto altro
ancora...Edita da Comunica edizioni srl l'applicazione è disponibile
attualmente per piattaforma iPad, ed è stata realizzata dalla
società Netguru e Fotonica.
Asiago
e Speck per la “Pizza Altopiano”: omaggio
gastronomico all’Unità d’Italia
Garibaldi non
fu ferito invano: oggi l’Italia è unita attorno alla nuova pizza,
con Speck Alto-Adige, Asiago mezzano, pomodorini di Pachino ed olio
extra vergine. La delizia messa a punto dai maestri pizzaioli di
Vitulazio (Caserta).
20 dicembre 2010. E’ una rivoluzione di equilibrio, un
risorgimento di buon gusto, quello architettato dai maestri pizzaioli
delle pizzerie “Napulèone” (leggi “Napule Uan”) di Caserta e
Napoli. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia,
con la creatività dirompente di cui i meridionali sono capaci nel
creare con la massima naturalezza dei veri nuovi classici, hanno
sfornato una ricetta di pizza che hanno voluto intitolare
all’Altopiano, in omaggio alla terra di provenienza di uno dei suoi
ingredienti: l’Asiago DOP stagionato. Sulla Pizza Altopiano,
l’Asiago mezzano si accompagna ad alcune fra le più felici
specialità alimentari del nostro Paese: lo Speck Alto-Adige IGP, i
pomodori ciliegini di Pachino IGP e l’olio Extra Vergine di Oliva,
sempre meglio se DOP.
Il gastronomo casertano Vincenzo D’Antonio racconta: «Una
volta nelle pizzerie di Napoli, quelle vere, anzi "veraci",
si facevano sì e no soltanto una mezza dozzina di pizze. Se la
memoria mi soccorre, provo a dirle: la napoletana, ovvero la
semplicità difficile a farsi (olio, aglio, origano e pomodoro), la
marinara, come sopra ma con aggiunta delle acciughe, la margherita,
senza origano, bensì fiordilatte e qualche fogliolina di basilico,
il calzone, ovvero con ripieno di ricotta e salame (in origine, i
cicoli, ovvero pezzetti di lardo di maiale) e variazioni semplici
quali capricciosa e quattro stagioni. Tant'era».
«Poi, con il proliferare delle pizze, si cominciò a ritenere che
vinceva chi... la sparava più grossa con la fantasia. Adesso le cose
sembra tendano ad un savio riequilibrio», prosegue D’Antonio: «Mai
più si tornerà allo spartano assortimento della mezza dozzina di
pizze, ma nel contempo speriamo che ci si stia allontanando per
sempre da "mare e monti", "panna e würstel",
"patatine fritte e mais" ed altre nefandezze del genere.
Una pizza innovativa nella meritoria accezione, ovvero laddove
l'aspetto di innovazione si addentella alla tradizione, è la pizza
dell'Altopiano. Base ben lievitata ed in entrata forno sottili fette
di Asiago mezzano DOP (in assenza, Asiago fresco DOP) e pomodorini
ben maturi tagliati a metà. A metà cottura, si appongono sulle
fette di Asiago che hanno preso nel mentre la giusta morbidezza,
delle sottili fette di Speck dell'Alto-Adige IGP. La cottura in forno
prosegue per un altro minutino. In uscita forno, cadono sulla pizza
auree gocce di olio extravergine di oliva. La pizza, caldissima, è
pronta per il tavolo. E beato sia il commensale».
http://www.ilnomedelrosato.it
Successi
per Carpené Malvolti
Un
fine anno con i fuochi d'artificio per Carpené Malvolti, che dopo il
premio
Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo
ottenuto
dal Gambero Rosso con la Cuvée
Brut del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG,
si aggiudica anche due
medaglie d'argento
all'ottava
edizione del concorso
Effervescent
du Monde 2010,
una delle rassegne enologiche più attese interamente dedicata al
mondo della spumantistica a cui hanno preso parte oltre 500 vini
provenienti da 24 paesi. Ad aggiudicarsi le medaglie d'argento, il
Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica
e il
Petit
Manseng de L'Arte Spumantistica.
I
prodotti della storica azienda spumantistica di Conegliano hanno
ricevuto in questi giorni anche una ulteriore manifestazione di
stima, piazzandosi al primo
posto -
con un distacco di parecchi punti sul secondo -
della classifica
stilata
da Altroconsumo
giudicato
il miglior vino 'per le feste' attribuito al Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extradry.In
previsione delle festività natalizie Altroconsumo
ha voluto confrontare qualità e prezzi delle principali etichette di
spumante; 15 produttori per altrettanti vini sfilano nella classifica
pubblicata dalla rivista, capeggiati da Carpenè Malvolti. Un trionfo
significativo, che testimonia l’attenzione costante della cantina
storica di Conegliano verso l’alta qualità dei propri prodotti,
strizzando l’occhio al portafogli dei consumatori.
Riconoscimenti
da aggiungersi ai già numerosi premi ottenuti nell'arco del 2010
dagli alfieri di Carpené Malvolti, che si avvia a chiudere un anno
ricco di successi. Come quello che si festeggia questa sera a
Roma alla Città del Gusto del Gambero Rosso ovvero la premiazione
con l'Oscar per il miglior rapporto qualità/prezzo durante la prima
delle due degustazioni fissate in occasione dell’uscita in
distribuzione della nuova guida Bollicine
d’Italia 2011,
la
guida che raccoglie il meglio della produzione spumantistica
italiana. E stasera il Conegliano
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Cuvée Storica
sarà anche protagonista della prima puntata di "ViNovità",
rubrica televisiva enologica realizzata da Zeta Group in
collaborazione con AIS Veneto e l'Enoteca Veneta di Conegliano che si
inserisce all'interno del settimanale televisivo Cronache Trevigiane,
in onda su Telenuovo alle 13 e alle 23,45 e su Telechiara alle
13.
Il
secondo appuntamento con le Città del Gusto del Gambero Rosso,
domenica 19 dicembre a Napoli, dove dalle 20 alle 24 si riempiranno i
calici accompagnati dalle creazioni degli chef del Gambero Rosso,
ovvero sfiziosi finger food dolci e salati e una selezione di salumi
e formaggi.
Natale
Fipe, a tavola al Ristorante
Alla
tavola di Natale apparecchiata nei ristoranti farà la sua comparsa
la Finanziera. Non si tratta però dell’ennesimo controllo da parte
delle Fiamme Gialle, né di un bieco e deplorevole tentativo di
corruzione da parte degli esercenti!
La
Finanziera è il nome di un’antica ricetta piemontese che alcuni
ristoratori sono andati a riesumare dai bauli impolverati nelle
soffitte per proporla, assieme ad altre, in una chiave moderna e
salutistica in occasione delle festività natalizie.
La
novità al ristorante del Natale 2010 è rappresentata proprio dalle
ricette tradizionali regionali di cui si era persa la memoria. La
Vecchia di cavallo parmense, il Cappone
in carpione
lombardo, la Minestra maritata in Campania, La Torta Bronse in
Veneto, i Vincisgrassi ad Ancona, Il Timballo alla Bonifacio
ciociaro, la Sbroscia viterbese, i purceddhruzzi
a Lecce o il Cunigghiu senza cunigghiu a Palermo
(scarica dal sito www.fipe.it le ricette e i ristoranti che le
propongono) non sono che antichi piatti talmente tanto caratteristici
e legati al territorio da essere stati sopraffatti nella fama dei più
comuni risotti e cotolette alla milanese, coda alla vaccinara,
polenta con gli osèi e orecchiette alle cime di rapa.
I
ristoranti che stanno proponendo le ricette popolari perdute e
rivisitate in chiave moderna hanno colto proprio questo spunto per
proporre un Natale originale e all’insegna dell’italianità.
Tanto è vero che anche i ristoratori che non si avventurano nelle
ricette storiche, prevedono comunque di offrire ai clienti un menù
meno esotico e più stagionale: l’ananas lascia il posto alle
arance; legumi e ortaggi compariranno in maniera forte; la carne va
più del pesce anche se di allevamento.
«Il
Natale è la festa della famiglia per definizione – ha commentato
il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – e il ristorante è il
posto più adatto per accogliere le grandi tavolate di parenti ed
amici con lo stesso calore della casa. Con queste ricette storiche
rivisitate si sta aprendo una nuova fase rinascimentale della
cucina».
La
scelta culinaria dei ristoranti sembra essere stata apprezzata dai
consumatori che hanno già fatto registrare il tutto esaurito in
molti locali. I prezzi, infatti, sono rimasti contenuti: il menu
composto da antipasto, due primi piatti, due secondi, contorni di
stagione, dolci natalizi, caffè, bevande costa in media 43,50
euro,
appena l’1,2% in più del 2009. La spesa complessiva ammonterà a
217
milioni di euro,
pari al 4% in più del 2009. La conferma arriva anche dalla crescita
del numero di chi consumerà il pranzo di Natale nei 60mila
ristoranti aperti da nord a sud della penisola. Forti anche di alcune
iniziative di intrattenimento (la presenza di Babbo Natale nel locale
e i menu bambini, per esempio), i 5 milioni di italiani che andranno
al ristorante rappresentano un aumento del 2,8% di clientela rispetto
al 2009.
I
NUMERI DEL PRANZO DI NATALE AL RISTORANTE
|
|
Natale
2010
|
var.
% 2010/2009
|
|
ristoranti
aperti (n.)
|
54.863
|
0,8
|
|
clienti
(n.)
|
4.993.794
|
2,8
|
|
prezzo
medio (in euro)
|
43,54
|
1,2
|
|
spesa
complessiva (in euro)
|
217.421.113
|
4,0
|
|
Fonte:
elaboraz. C.S. Fipe
|
|
|
Almaverde Bio fa il boom
di contatti con la campagna tv
Oltre 63 milioni di
contatti per tre messaggi che spiegano ai consumatori l’importanza
di mangiare biologico.
Cesena 17 Dicembre 2010.
Un Natale all’insegna del biologico per i consumatori italiani che
dal 19 dicembre vedranno la nuova campagna pubblicitaria Almaverde
Bio su le reti RAI (Rai 1, Rai2, Rai 3, Rai news) e su La7.
Si tratta di una
programmazione che raggiungerà 43,8 milioni di contatti utili per
una frequenza media pari a 9.8. (dati Starcom Italia); la messa in
onda della campagna che Almaverde Bio ha ideato porterà
all’attenzione dell’opinione pubblica i valori dell’agricoltura
biologica avvalendosi della testimonianza dell’etologo Giorgio
Celli, dell’esperta in nutrizione Alessandra Bordoni e
dell’oncologo Dino Amadori.
Lo spot è visionabile
dal 20 dicembre nel sito www.almaverdebio.it.
La campagna televisiva
sarà potenziata da una campagna su Radio Rai di sponsorizzazione del
segnale orario che svilupperà oltre 20 milioni di contatti utili.
CHI E’ ALMAVERDE BIO
ITALIA
Almaverde Bio Italia è
un Consorzio che associa 11 imprese dell’agroalimentare italiano
con una comprovata esperienza nel settore biologico.
Il Consorzio ha il
compito di sviluppare strategie di comunicazione e promozione del
marchio investendo le risorse messe a disposizione dei soci.
Le imprese sono
licenziatarie in esclusiva per l’uso del marchio per il proprio
settore merceologico, svolgono autonomamente la commercializzazione,
fanno sinergia per lo sviluppo del mercato
Nato nel 2000, il
Progetto Almaverde BIO è oggi il primo marchio di biologico in
Italia con una notorietà del 69% ( Fonte Call Word).
Nel 2009 i prodotti
Almaverde Bio hanno raggiunto un fatturato di 26,186 milioni di euro
realizzando un incremento del 7.5% sul fatturato 2008.
Nel 2010 il trend si
mantiene positivo con un + 12% sul pari periodo 2009.
PIÙGUSTO,
il successo dell'eccellenza
Trionfo
della manifestazione e grande partecipazione di pubblico: i golosi
hanno avuto quel che si meritavano!
Lugano
saluta PIÙGUSTO, il Salone Internazionale dell’eccellenza
enogastronomica ed agroalimentare della Svizzera, che chiude i
battenti della sua quarta edizione con un bilancio più che positivo.
Ottima
partecipazione di pubblico, sempre più affezionato alla
manifestazione che, ogni anno in numero maggiore, porta in città
prodotti di qualità assoluta, facendo conoscere ad adetti ai lavori
e curiosi il meglio del mercato enogastronomico internazionale.
Buona
partecipazione anche di pubblico italiano, che in questa edizione più
che mai ha potuto apprezzare il Made in Italy, presente in forza alla
fiera e che continua a stupire per varietà e qualità proposta.
PIÙGUSTO ha rappresentato anche una vetrina d’eccellenza per i
prodotti di casa nostra, con una intera sezione dedicata alle
eccellenze ticinesi, dai formaggi ai salumi ai dolci per arrivare ai
vini ed ai distillati della nostra regione.
Il
calendario di eventi, incontri e degustazioni guidate ha riscontrato
grande successo nella tre giorni luganese ricca di appuntamenti:
dall’incontro dedicato ai problemi della celiachia, alle
degustazioni di vini biologici, distillati e pasta fatta in casa, gli
espositori hanno potuto farsi conoscere meglio al pubblico con
incontri ad hoc, facendo apprezzare tipicità e sapori unici.
Anche
la Regione Piemonte, presente con diversi produttori di nicchia, ha
avuto il suo momento di gloria con la presentazione a stampa e
visitatori di una delle sue eccellenze: la pera Madernassa.
L’incontro ha contato anche la partecipazione dell’assessore
regionale al Turismo, Alberto Cirio, che ha dichiarato non casuale la
scelta della vetrina di PIÙGUSTO per i prodotti dell’eccellenza
piemontese, che qui possono trovare un mercato nuovo e un’apertura
per nuovi rapporti commerciali.
Spazio
anche al resto del mondo, all’interno del percorso espositivo
dedicato ai golosi: da Austria, Germania, Grecia, Norvegia, Francia e
altri paesi, il Salone del gusto di Lugano si riconferma un evento
che piace agli espositori esteri. In questa edizione di PIÙGUSTO,
infatti, il sapore ha parlato in 15 lingue diverse, proponendo una
varietà di scelta enogastronomica mondiale davvero notevole.
PIÙGUSTO
rinnova l’appuntamento a tutti gli enogastronauti al prossimo anno,
per l’edizione numero 5 che ha già diverse novità in cantiere,
contando di bissare il successo di quest’anno, per un salone che si
candida a diventare un appuntamento tra i più attesi dai golosi e
dai curiosi della Svizzera intera.
Sotto
l’albero? Tante “esperienze” firmate Evinia.it Visite in
cantina, corsi di enogastronomia, degustazioni guidate, lezioni dalle
cesarine
Basta navigare su www.evinia.it
per scegliere il regalo che sorprende anche chi ha già tutto.
Il Natale sposa
l’enologia e la gastronomia e porta sotto l’albero regali di
gusto ed emozioni. Sul portale www.evinia.it, è possibile
trovare una selezione di esperienze, da regalare, dalle visite in
cantina alle lezioni di cucina, così da lasciarsi trasportare in un
mondo di sapori e profumi dimenticati e sorprendere anche chi ha
davvero già tutto.
Per il marito che
vuole approfondire la conoscenza di cosa beve, il cadeaux giusto è
una visita presso un’azienda vitivinicola (sia in Italia che
all’estero), che produce quella particolare etichetta. Per le
mamme che vogliono diventare ancora più brave ai fornelli si può
prenotare e regalare una delle lezioni di cucina insieme alle
Cesarine, ovvero talentuose chef che aprono le porte della loro casa.
Sarà sicuramente un pensiero gradito perché potranno apprendere la
magistrale tecnica per fare la sfoglia, o i trucchi per fare un
fragrante pane.
Per il fratello
negato in cucina? Niente di meglio che iscriverlo ad un corso di
enogastronomia. Per l’amica del cuore o il collega di lavoro
che ama assaggiare di tutto? L’ideale è “impacchettare” un
voucher per una degustazione guidata.
E tutto sempre
garantito da Evinia che provvede poi direttamente alle prenotazioni
(arriva successivamente via email). Ma visto che la
tradizione vuole che ci si scambiano i pacchi dono, anche Evinia fa
un regalo ai suoi utenti e così al momento della registrazione al
portale, offre subito un Bonus del valore di 50 euro che rende più
convenienti gli acquisti (sul portale si può scegliere tra vini,
champagne liquori e specialità gastronomiche, oltre che eleganti
confezioni regalo, e tutto viene consegnato in due giorni).
Evinia - The Wine & Food
Experience. INFO: www.evinia.it
|
Le
notizie della settimana 16
dicembre 2010
|
A Priverno il Natale del
Cuoco
Gran
galà per gli chef della provincia di Latina che lunedì prossimo si
riuniranno a Priverno (LT) per il tradizionale “Natale del Cuoco”.
Ad ospitare l’evento, organizzato come ogni anno dalla Federazione
Italiana Cuochi, il ristorante Il Ritrovo.
Un
appuntamento unico nel suo genere per celebrare la gastronomia
pontina e permettere agli associati di scambiarsi, anche se con
qualche giorno di anticipo, gli auguri di Natale. Una serata
interamente dedicata ai sapori più autentici della tradizione tra
assaggi con le tipicità locali reinterpretate per l’occasione dai
migliori chef del comprensorio.
Tra
loro la lady chef Graziella
Sangemini,
terza classificata per la sezione “artistica” ai recenti
campionati mondiali disputati a Lussemburgo, il presidente
della FIC Lazio Carlo
Zappulla,
il presidente dell’ Associazione Provinciale Cuochi Luigi
Lombardi,
il segretario generale del Nastro Verde d’Europa Antonio
Iadanza
e i possessori del prestigioso collare del Collegium Cocorum: un
riconoscimento conferito esclusivamente ai professionisti che operano
da oltre cinque lustri nell’arte culinaria con dignità e passione,
onorando sempre e ovunque la millenaria tradizione della cucina
italiana. Obiettivo della Federazione è infatti quello di dare
risalto alle eccellenze del territorio attraverso l'organizzazione di
manifestazioni che facciano crescere l'enogastronomia locale e diano
professionalità alle circa duecentocinquanta giacche bianche che
operano nel settore. Artigiani capaci di trasformare le loro cucine
in veri e propri laboratori del gusto in cui la sensibilità e la
maestria si esprimono nel saper sapientemente coniugare i vecchi
sapori con i nuovi saperi per dar vita a piatti gustosi e innovativi
sempre capaci di stupire ed emozionare.
Ricco
il menu della serata che dopo l’aperitivo di benvenuto vedrà il
Girello di vitello con verdure croccanti, germogli e salsa di soia;
il fagottino con radicchio e ricotta infornata su vellutata di
topinambur e tartufo; l’Orzotto mantecato con ragù di fagiano e
zafferano; il Lombetto di maiale farcito alle prugne con verdure
saltate; il Semifreddo ai due cioccolati con cuore di amarena e
sorbetto di arancia.
Fondamentale, anche in
questa occasione, la partecipazione degli istituti alberghieri di
Formia e Terracina che con i propri allievi affiancheranno gli chef e
i maitre nel servizio di sala e di cucina.
E’
il miele bio di acacia “Apicoltura Cassian” il migliore
dell’annata
Da
Catania i verdetti del III Premio BiolMiel La
Giuria internazionale ha prescelto il prodotto dell’azienda veneta
tra i 154 in concorso. Si è chiusa la tre giorni dedicata
ad
apicoltura
e biodiversità, che ha visto svolgersi anche degustazioni, incontri
e mercatini
Catania
dicembre 2010. – E’ il miele biologico di acacia dell’azienda
“Apicoltura Cassian” di Treviso il migliore di quest’annata. E’
il principale verdetto del III Premio BiolMiel, il concorso
internazionale per mieli da produzione bio svoltosi a Catania. Il
prodotto veneto è stato proclamato dalla Giuria internazionale che
lo prescelto tra i 154 in gara (circa il 20 per cento in più
rispetto alla scorsa edizione) provenienti da varie zone d’Italia,
ma anche da Slovenia, Croazia, Grecia, Spagna, Messico, Argentina,
Turchia e Libano.
Sempre
tra gli uniflorari, secondo posto per il miele di castagno pugliese
dell’azienda “ApiPuglia”; terzi, ex aequo, il miele di
giuggiolo prodotto dall’azienda araba “Abu Dhabi Organics” e
quello di sideritis dell’azienda abruzzese “Premiata Apicoltura
La Ghirlanda”. Tra i prodotti padroni di casa, ossia i siciliani,
miglior piazzamento – sesto posto - per il miele di rosmarino
dell’azienda trapanese “Isola Del Miel”. Infine, miglior
millefiori è stato proclamato quello prodotto dal’azienda lombarda
“Apicoltura Zipoli”.
Per
tre giorni dunque il Convitto Cutelli, nel centro storico della
città, ha ospitato i lavori della giuria presieduta da Gian Luigi
Marcazzan del CRA-Api di Bologna, ma anche un convegno internazionale
su apicoltura e biodiversità, i “Laboratori del gusto” del
miele, i lavori del comitato nazionale Premi Biol, la riunione dei
tecnici apistici Icea e un mercatino bio dei prodotti dell’alveare.
Nato
come occasione per incontrare produttori di miele e tecnici, per
dibattere e sostenere l’agricoltura biologica e sostenibile e per
promuovere i prodotti biologici di qualità, il BiolMiel –
www.biolmiel.it
- è stato promosso da Icea - Istituto Certificazione Etica e
Ambientale, in collaborazione con il CRA - Unità di ricerca di
apicoltura e bachicoltura di Bologna e con il C.I.BI. - Consorzio
Italiano per il Biologico (organizzatore e depositario del marchio
del Premio Biol), col patrocinio di Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali, Camera di Commercio di Catania e
AgriBioMediterreneo.
Per
tutti i partecipanti è stato previsto il rilascio di un attestato di
partecipazione, mentre i mieli che nelle selezioni hanno raggiunto
risultati di eccellenza riceveranno anche la certificazione “Biol
High Quality”.
Esce
«Flos Olei 2011», la bibbia mondiale dell'olio extravergine d'oliva
Ci sono tutti i Paesi produttori di
olio extravergine d'oliva del mondo. Anche India e Nepal, che solo
oggi si affacciano alla produzione di questo straordinario alimento
ma che promettono di essere future sorprese. C'è il meglio del
pianeta nella guida «Flos Olei 2011», scritta da Marco Oreggia e
Laura Marinelli per la MO editore e in vendita al prezzo di 26 euro
nella versione cartacea ma disponibile da quest'anno anche come
applicazione su iPhone (7,99 euro) e iPad (12,99 euro ma in
promozione per il primo mese a 9,99).
Un volume che si pone come
un punto di riferimento internazionale del settore (per questo è
bilingue: italiano-inglese) nel quale naturalmente è il Mediterraneo
(e l'Italia in primis) a fare la parte del leone, ma nel quale già
da anni mietono successo nazioni olivicole «nuove» come la Nuova
Zelanda, l'Australia (vincitrice del premio al miglior frantoio
emergente, Talbot Grove), gli Stati Uniti (che vincono il premio per
il frantoio di frontiera con Apollo Olive Oil). Ma naturalmente gran
parte delle 455 aziende produttrici esaminate e delle 624 etichette
recensite appartengono al bacino mediterraneo, culla di questo
straordinario prodotto. L'Italia vince undici dei venti premi
assegnati dai curatori: è italiano il frantoio dell'anno (la
calabrese Azienda agricola Pasquale Librandi), il frantoio del cuore
(frantoio Figoli), il migliore olio extravergine dell'anno (azienda
agricola biologica Americo Quattrociocchi), il migliore olio
extravergine d'oliva per metodo di estrazione (azienda agricola
Comincioli), il migliore olio extravergine d'oliva monovarietale
fruttato leggero (azienda agricola Decimi), il migliore blended
fruttato leggero (frantoio oleario Gabrielloni), il migliore blended
fruttato medio (azienda agricola Ravidà), il migliore olio
extravergine d'oliva blended fruttato intenso (frantoio Franci), il
miglior dop/igp fruttato leggero (frantoio Bonamini), il migliore
dop/igp fruttato medio (società agricola Disisa) e il migliore
dop/igp fruttato intenso (Castello di Ama). Vanno alla Spagna tre
premi: migliore dop/igp da agricoltura biologica (Almazaras de la
Subbètica), migliore olio qualità/quantità (Aroden) e migliore
packaging (LA Organic con una bellissima bottiglia squadrata firmata
da Philippe Starck). Concludono il quadro, oltre ai due premi a Usa e
Australia già detti, due premi alla Croazia (miglior monovarietale
fruttato intenso a Obitelj Ipsa e miglior monovarietale fruttato
intenso a Meloto), uno al Portogallo (miglior olio da agricoltura
biologica a Risca Grande) e al Marocco (miglior olio qualità/prezzo
(Les Délices du Saiss). «L'Italia è il secondo produttore dopo la
Spagna - dice Oreggia - ma quello italiano resta un modello da
seguire. Anche Spagna e Croazia stanno investendo molto in impianti
con modelli che guardano all'alta qualità».
Il volume
rappresenta un utile strumento per addetti al settore come
importatori e ristoratori per orientarsi tra le migliori produzioni
nazionali e internazionali. Nelle schede ci sono riferimenti
aziendali e tutte le caratteristiche organolettiche degli oli fino ai
possibili abbinamenti.
Sergio
“small” da
Mionetto la “mezza bottiglia”
per la sua prestigiosa cuvèe
Valdobbiadene,
7 dicembre 2010.
Mionetto guarda da sempre con grande attenzione al canale Ho.Re.Ca. e
risponde alla sua domanda di innovazione lanciando ora la
nuova “mezza
bottiglia” della sua prestigiosa cuvèe Sergio.
Una soluzione ideale per le
carte dei vini, anche le più rinomate, e le nuove forme di
ristorazione, comprese quelle veloci, che faciliterà il consumo di
Sergio in ogni occasione, come romantico o raffinato aperitivo,
ideale per accompagnare piatti a base di pesce nobile e crostacei o
per sperimentare diversi e speciali abbinamenti.
Sergio, insignito nel 2010
della Medaglia d’Oro al Premio Internazionale MUNDUSvini, e
premiato con i 4 Grappoli assegnati dalla Guida vini “Duemilavini
2011” dell’Associazione Italiana Sommelier, è frutto delle uve
di diversi vitigni quali Prosecco (oggi Glera, secondo il nuovo
Disciplinare che ha cambiato il significato della parola Prosecco da
nome di varietà di uva a vino a Denominazione di Origine), Verdiso,
Bianchetta, Chardonnay e Perera, tutti autoctoni del territorio di
Valdobbiadene.
Sergio è un blend creato
secondo un’antica tradizione del luogo e una sapienza che
appartiene esclusivamente a Mionetto. Il risultato è uno
spumante armonioso e fresco, dal colore giallo paglierino
delicato e dall’aroma di miele e mele selvatiche, che stupisce per
equilibrio e armonia.
Mionetto spa
Icona
della D.O.C.G di Valdobbiadene e sinonimo da sempre di Prosecco,
Mionetto è una delle Cantine italiane più importanti per il pregio
delle sue etichette e
per quantità prodotte. Nota come una delle prime cantine della
Denominazione a esportare il Prosecco negli Usa, aveva fondato già
nel 1998 a New York la Mionetto Usa Inc. e oggi esporta le sue
preziose bollicine nel Centro e Sud America e nei principali Paesi
europei, Germania in primis, senza però perdere un forte legame con
il territorio di origine del quale è considerata simbolo.
Per
informazioni:
Mionetto
SpA
via
Colderove, 2 - 31049 Valdobbiadene (TV) tel
+390423 9707 fax +390423 975766
mionetto@mionetto.it
www.mionetto.com
Un
po' di Cibo di strada tra i Mercatini a Natale
L'associazione
Streetfood ha individuato i prodotti da inserire nel paniere dei cibi
di strada che nel periodo natalizio si possono reperire e gustare nei
tipici mercatini d’Italia e d’Europa
Cibo
di strada a Natale? Sì e molto è la risposta che arriva da una
ricerca che l’Associazione Street Food ha compiuto tra i prodotti
che si possono trovare e gustare nei tradizionali mercatini dell'area
nord Italia e nord Europa. Tra questi la fanno da padrone i dolci
quali i Krapfen
( i bomboloni e ciambelle) o il Gaufre (francese), o il Waffel
(tedesco) o il Gofri,
prodotto promosso e riscoperto dall’impegno che le co-fondatrici
dell'Associazione Streetfood, Erica
e Marzia con l'attività ambulante “Io Mangio Gofri”
(www.iomangiogofri.it),
hanno rintracciato nella tradizione della Val Chisone, area a nord
ovest di Torino al confine con la Francia. Nel portale di Io Mangio
Gofri vi sono per esempio le date in cui il camioncino azzurro con le
piastre per cuocere le gustose cialde (con il dolce o il salato)
toccherà le varie località della provincia di Torino da Pinerolo
fino al confine.
Il
mercatino di natale nel tipico paesaggio nordico è una tradizione
più frequente dei luoghi di montagna, coperti di neve al confine con
le alpi dall'Austria fino alla Francia e chiaramente anche di paesi
come la Germania, il Belgio e l'area franco-normanna per non parlare
dei paesi scandinavi e del Nord Est europeo. Anche se negli ultimi
anni il fenomeno si è sviluppato anche lungo tutto lo Stivale, dal
Centro al Sud Italia.
Oltre
ai gofri, i gaufres francesi o i waffel tedeschi non può mancare
all'appello il bretzen,
il biscotto a forma di otto venduto nell'Alto Adige e nell'area lungo
lo storico asse Roma-Berlino. In
area nord europea si sprecano anche i wurstel con crauti e tutta la
salumeria cotta (come
la emiliana spalla
cotta di San Secondo) accompagnata
da piada o michette o “il” gnocco
fritto emiliano
o la torta
fritta
parmense. Senza dimenticare i dolci a base di farina di castagne,
come il “baldino”, tipico del Centro Italia e delle aree
appenniniche. Nell'area dei paesi bassi imperano invece le produzioni
di dolciumi, primo fra tutti il cioccolato
in tazza (d'asporto) o la pralineria.
Non si tratta di storico e tradizionale cibo di strada ma non
possiamo disdegnare di fare due passi in Grand Platz a Bruxelles
sorseggiando del buon cacao disciolto nel latte.
Per
chi preferisce il salato
i
cibi citati possono essere abbinati con il più tradizionale vin
brulé
che scalda e dà forza nelle rigide notti invernali. Non stiamo a
guardare la qualità del vino e la sua provenienza in questo caso ma
alla tradizione e al peso culturale che il venditore di bicchierini
di questo liquido caldo, speziato e corroborante ha nella tradizione
della società locale. Chi
invece ama il dolce,
oltre al citato cioccolato in tazza si
può abbinare con la cioccolata o la pasticceria anche della buona
birra,
magari artigianale italiana o belga, dalla spuma spessa e corposa a
fermentazione spontanea (come quella d'Abbazia o trappista), o la
Lambic
al
retrogusto di fragola o lampone.
L'associazione
Streetfood si prepara al Natale guardando al ricco calendario eventi
2011
che
vedrà un vero e proprio tour dei cibi di strada. Presto on line
saranno presenti le prime date in programma.
Al CSO il progetto
europeo per promuovere l'Ortofrutta nel mondo
E’ stato confermato
dall’Unione Europea il rifinanziamento fino al 2014 del progetto
Sapori d’Europa presentato dal CSO per proseguire le attività già
in corso da tre anni.
Il Progetto, dal valore
complessivo di quasi 4,7 milioni di euro è co-finanziato dalla
Commissione Europea, dal Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali e dal CSO.
Le attività vedranno
coinvolte 14 imprese del calibro di Apo Conerpo, Apofruit, AFE,
Mazzoni, Pempa Corer, Orogel Fresco, Granfrutta Zani, OPO Veneto,
Lagnasco, Conserve Italia, Oranfrizer e prevede la realizzazione di
iniziative promozionali sull’ortofrutta fresca e trasformata.
I Paesi coinvolti
saranno: Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone.
“Si tratta di un
risultato importante , dichiara Paolo Bruni – Presidente del CSO –
abbiamo la possibilità con questo progetto di proseguire le attività
messe in campo in questi tre anni e che hanno portato risultati
molto positivi per la produzione italiana. Basti pensare che –
continua Paolo Bruni – in questi tre anni l’export ortofrutticolo
ha segnato una crescita importante, in Russia ad esempio, siamo a
+50% nel triennio”.
Il Progetto Sapori
d’Europa si propone, attraverso diverse azioni promozionali e
pubblicitarie di far conoscere ed apprezzare ai consumatori
internazionali la qualità e il valore dell’offerta italiana
facendo leva sugli aspetti della dieta mediterranea, con una
particolare attenzione ai prodotti che più ci rappresentano come
pere, pesche e nettarine, agrumi, susine, kiwi e radicchi. Non
mancheranno naturalmente i trasformati, dalla passata di pomodoro
alle verdure in scatola che rappresentano ingredienti di qualità per
la cucina mediterranea ed i succhi di frutta e spremute.
“ Il nostro Progetto –
dichiara Luciano Trentini – direttore di CSO presenta delle
novità nella riedizione appena approvata che riguardano
l’ampliamento dei Paesi destinatari con l’ingresso del Canada e
la possibilità di realizzare in Giappone azioni promozionali su
tutti i prodotti e non solo sull’arancia rossa. Ritengo –
conclude Trentini – che le imprese associate al CSO che sostengono
il progetto avranno una grande opportunità in questi tre anni per
poter consolidare la loro presenza in paesi terzi , sempre più
interessati al nostro modello di produzione.”
Un
inverno dal sapore tutto nuovo: firmato Giuso
Acqui
Terme, dicembre 2010 –
Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra
tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di
semifreddi da banco 100% naturali.
Se
fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non
si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è
dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è
qualitativamente comparabile ai gelati estivi.
Il
gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta
una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto
che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso,
contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale. I
“Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente
innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti,
con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi
prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante
(dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base
di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono
essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali
temperature di funzionamento. Le
proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin,
Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti,
ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale”
per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base
“Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente
la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad
esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi”
e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava
per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi
cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni. Se i
“Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna
dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea
storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda
acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente
diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da
un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la
lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre”
che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze
degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno
di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco. Entrambi i
prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati
unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente il
gusto. Ma
Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della
“Marmellata di limoni”: realizzata con il 25% di frutta e
il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la
realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura
particolarmente gustoso e vellutato.
Ulteriori
informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it
|
Le
notizie della settimana 9
dicembre 2010
|
A
Milano il 15 dicembre
la conferenza stampa di presentazione della nuova
fiera
internazionale
dedicata al BIOLOGICO
certificato:
BtoBIO
Expo,
biennale, in contemporanea e sinergia con TUTTOFOOD,
rigorosamente B2B
Nata
dalla partnership tra Fiere
e Comunicazioni
e Fiera
Milano,
occuperà dall’8
all’11 maggio
2011
il padiglione 18
del quartiere fieristico di Rho, a diretto contatto coi padiglioni di
TUTTOFOOD.
Fiere
e Comunicazioni da
oltre 30 anni è protagonista nel panorama fieristico italiano e
internazionale, anche nella ideazione, creazione e gestione di grandi
manifestazioni dedicate al ‘BIO’: tra le esperienze più
qualificanti si ricordano SUN, Giosun, Sana, Sana USA, Sana a Roma,
Sana a Napoli, Congresso mondiale IFOAM, La PrimaVera in Fiera,
Musicaincontri, Aedilsana, FUN&Games exhibition, le
collaborazioni per Cosmoprof, SAIE, Fierarredo, B! come Bambino.
“Sono
stati gli operatori del mercato a chiederci una manifestazione come
BtoBIO – spiega Sergio
Rossi,
AD di Fiere e Comunicazioni. Un nuovo appuntamento biennale e solo
professionale, che avesse finalmente un carattere e una caratura
internazionale e che raccogliesse i protagonisti della filiera del
biologico
certificato.
Prodotti di qualità assoluta per buyer, distributori stranieri e
nuovi canali oltre allo specializzato, come il normal
trade,
la ristorazione, e la ristorazione collettiva e così via. Una fiera
al servizio del business, con in più l’Expo 2015 sullo sfondo…”.
Fiere
e Comunicazioni, protagonista da decenni del panorama fieristico
italiano e internazionale, è la società che negli anni Ottanta
inventò la prima fiera dedicata al biologico. Parliamo di anni in
cui non esisteva ancora la cultura del biologico, in cui le
produzioni erano ancora molto limitate e a livello legislativo in
Italia e in Europa, nulla era ancora stato fatto.
Gastone
Rossi, Presidente della società e convinto consumatore e promotore
del ‘BIO’ mise a disposizione le sue competenze professionali a
vantaggio del settore.
La
fiera nacque come incubatore di un settore che, secondo le intuizioni
della direzione di Fiere e Comunicazioni, aveva davanti a sé un
enorme potenziale di crescita, sviluppo, ricchezza e contenuti. Anche
valoriali: non solo business, ma anche un ‘buon business’ che
poggiasse su valori etici sentiti e auspicati: la sostenibilità, la
salvaguardia dell’ambiente, del territorio, delle biodiversità.
Questo
potenziale di mercato, a distanza di decenni, è ancora in costante
crescita e dopo tanti anni di sviluppo – in taluni casi impetuoso –
molti protagonisti del settore (produttori, trasformatori, consorzi,
associazioni ecc.) hanno sentito la necessità di una nuova
piattaforma di accelerazione di questo comparto per una maggiore e
migliore diffusione dei prodotti bio all’estero e in tutti i
canali.
La
temporalità di BtoBIO Expo, fa sì che, dopo le edizioni 2011 e
2013, l’edizione del 2015 coincida con l’inaugurazione
dell’esposizione universale.
Wilma De Angelis
protagonista
dell’Aperitivo di Mangia come scrivi
Sabato 11 dicembre la
cantante e conduttrice milanese presenterà, insieme allo scrittore
Lucio Nocentini, il suo libro “Spaghetti, Wilma, insalatina e una
tazzina di caffè”
Montechiarugolo (Parma) 9
dicembre 2010. – Dopo il tutto esaurito del primo appuntamento di
novembre, tornano gli Aperitivi di Mangia come scrivi. SABATO 11
DICEMBRE, alle 18, all’interno della mostra “Mangia come scrivi
2006-2010: cento di questi scatti e… di questi libri” allestita
fino al 23 gennaio nel Palazzo civico di Montechiarugolo, andrà “in
scena” il secondo dei tre appuntamenti letterari e gastronomici
condotti dal giornalista Gianluigi Negri.
L’ospite d’onore
sarà, questa volta, Wilma De Angelis che, insieme allo scrittore
Lucio Nocentini, presenterà il libro strenna “Spaghetti, Wilma,
insalatina e una tazzina di caffè” (Mursia, 304 pagine, 16 euro),
curato dallo stesso Nocentini.
Tra ricordi, ricette e
battute sono previste anche tre degustazioni gratuite di salumi del
territorio (accompagnate da calici di vino ed offerte dal Caffè ‘900
di Montechiarugolo) che scandiranno i tempi della presentazione.
Tra un assaggio e l’altro
si parlerà con la De Angelis dei budini di Platinette, della
peperonata di Rossana Casale, degli gnocchetti di Francesco Renga,
degli involtini di Carla Fracci e persino di un’insospettabile
pasta e fagioli di Irene Grandi: sono queste, infatti, alcune delle
ricette e degli aneddoti delle star a tavola che l’autrice racconta
nella sua autobiografia gastronomica.
La cantante milanese è
stata l’antesignana delle padelle in tv: era il 1978 quando debuttò
ai fornelli televisivi in “Telemenù” grazie a Paolo Limiti. In
tanti anni di spettacolo e di cucina la De Angelis ha avuto in regalo
da cantanti, attori, ballerini, amici non famosi, centinaia di
ricette che ora mette a disposizione del pubblico con una formula
originale: il risultato è un libro che si legge e che si usa anche
in cucina. In questa strenna c’è di tutto: dalla Milano del
dopoguerra, ai rutilanti anni Sessanta, da una giovane Mina al suo
debutto a Maria Scicolone (sorella di Sophia Loren e madre
dell’onorevole Mussolini) che si appropria di una ricetta di Carla
Fracci. E tra un aneddoto e l’altro Wilma propone ricette, tutte da
provare, di vera cucina casalinga.
Il prossimo Aperitivo di
Mangia come scrivi si terrà sabato 22 gennaio ed avrà per
protagonisti gli artisti che hanno allestito, nel Palazzo civico, le
tre mostre collaterali: Maurizio Zaccardi, Fabrizio Bertolini, Deda
Artusi.
INFO E ORARI MOSTRA:
www.comune.montechiarugolo.pr.it www.mangiacomescrivi.it
Strenne "lu
Furnarille" a Vasto
Se non avete ancora
pensato ad un regalo delizioso ecco la proposta Lu Furnarille con i
suoi i suoi prestigiosi e genuini prodotti dell'antica tradizione
dolciaria abruzzese.
:
I panettoni artigianali
dai gusti variegati, l'unico Furnarozzo classico, ai pistacchi e
adesso anche alle nocciole, l'immancabile Torrone Vastese, il nobile
Pandolce Aragonese, classico o fruttato all'amarena, il Torrone di
Natale al cioccolato,il nuovo "cupolone di cioccolato", i
tipici Dolcetti Vastesi, e gli squisiti Salumi di nocciole e
cioccolata, desiderati da grandi e piccini.
Il punto vendita a Vasto
(Chieti) in Corso Plebiscito n.51, o sul sito internet
www.lufurnarille.it.
Grande
successo per la Seconda Edizione di Showcolate
Il
napoletano Francesco Boccia vince la gara finale per le preselezioni
italiane del World Chocolate Masters di Parigi
Napoli,
8 dicembre – Cioccolato che passione! È tutta in questa frase il
successo della seconda edizione di Showcolate che si chiude oggi 8
dicembre.
Migliaia
le famiglie ed i ragazzi che hanno visitato i padiglioni della Mostra
d’Oltremare di Napoli.
Decine i bus di turisti provenienti dalle regioni limitrofe, che
hanno programmato una gita nel regno della bontà o semplicemente
hanno scelto di fare una sosta al cioccolato, prima di raggiungere le
loro destinazioni. E se i dati definitivi saranno resi noti solo a
fine serata, i numeri finora raggiunti decretano già un successo
superiore a quello della passata edizione.
“Showcolate
è molto più di una festa del cioccolato –
ha affermato Angelo
De Negri, Presidente della Progecta -
La
fiera è stata ancora una volta un grande attrattore sociale e
soprattutto un evento in grado di favorire un enorme indotto
economico per gli operatori dell’offerta turistica della città di
Napoli e per gli stessi espositori che hanno promosso le loro
produzioni artigianali”.
Per
le 60 aziende espositrici in arrivo da varie regioni d’Italia
Showcolate
si è confermata, infatti, una grande piazza dove presentare il
meglio dei loro prodotti, facendo conoscere ad un vasto pubblico le
tipicità delle loro terre d’origine. I visitatori hanno apprezzato
anche quest’anno la grande offerta di cioccolato presente presso
gli stand. Una varietà di forme e sapori che ha catturato lo
sguardo, rapito i sensi e deliziato il palato dei grandi e piccoli
golosi. Durante i cinque giorni di fiera, in tanti si sono lasciati
tentare non solo dai cioccolatini classici ma anche da quelli dai
gusti più originali come il farro o la birra.
E
vincente si è confermata anche la scelta di affiancare all’area
espositiva numerosi eventi che, nel corso della kermesse, hanno visto
gli esperti del settore raccontare i segreti del cacao ed i bravi
maestri cioccolatieri creare in diretta delle golose sculture. Evento
clou è stata la gara finale per le preselezioni italiane del World
Chocolate Masters di Parigi,
la più importante competizione internazionale di cioccolateria
dedicata all’uso creativo del cioccolato in tutte le sue forme.
Vincitore della gara ispirata al tema “Il
Cacao, un dono del Dio Quetzalcóatl” è
stato il napoletano Francesco
Boccia
che si è aggiudicato la medaglia sia per la prova del Mistery
Box,
ovvero la realizzazione di una torta preparata con ingredienti
segreti svelati solo all’inizio della gara, che per la creazione di
un
pezzo artistico
(dimensioni massime: 30 x 30 di lato e 50 cm altezza), preparato solo
con cioccolato e derivati.
Cala
il sipario sulla bontà, ma Napoli già dà appuntamento per la Terza
Edizione di Showcolate che si terrà dall’8 all’11 dicembre 2011.
Per
maggiori informazioni www.showcolate.it
Girolio
D'Italia, gran finale ad Ancona
Si avvia
verso la chiusura la prima edizione del tour del gusto attraverso le
strade dell’olio italiane. Sabato 11 dicembre nel capoluogo
marchigiano l’Assemblea Nazionale di Città dell’Olio e la
premiazione per la migliore tappa del Girolio 2010
E’
arrivato il grande giorno di Ancona, meta dell’ultima
tappa del Girolio d’Italia, il viaggio alla scoperta dell’Olio
nuovo partito il 6 novembre da Foggia e arrivato nelle Marche dopo
aver attraversato in lungo e in largo l’Italia delle 17 regioni
olivetate.
L’evento
più importante della tappa marchigiana è rappresentato
dall’Assemblea Nazionale di Città dell’Olio, in programma
sabato 11 dicembre presso la Loggia dei Mercanti,
durante la quale verranno annunciate le attività
dell’Associazione per il 2011 e rinnovate le cariche
elettive per il prossimo quinquennio. A margine dell’Assemblea,
ci sarà spazio anche per la proclamazione della migliore tappa
regionale del Girolio, valutata dal Consiglio Nazionale delle
Città dell’Olio in base alla rispondenza del programma della tappa
con gli obiettivi istituzionali dell’Associazione Nazionale Città
dell’Olio. L’organizzazione vincitrice riceverà dalle mani del
Presidente dell’Associazione una pergamena attestante la vittoria.
Gli
appuntamenti di rilievo ospitati da Ancona durante la tappa del
Girolio però non si esauriscono con l‘Assemblea e la premiazione
della miglior tappa. Negli stessi giorni, infatti, in Piazza Pertini
andrà in scena Tipica - Mostra Mercato dei prodotti tipici locali
con una “area olio” dedicata agli oli dei 29 comuni soci delle
Marche e che farà da sfondo alla premiazione del Miglior
Uliveto. Presente anche uno stand, curato dall’Associazione,
con una campionatura di oli di tutti i comuni italiani soci di
Città dell’Olio suddivisi per regione. Tutto l’olio raccolto
e presentato dalle varie regioni non sarà però destinato alla
vendita, ma devoluto in beneficenza ad una associazione che
l’amministrazione provinciale di Ancona individuerà tra quelle più
bisognose del territorio.
Giunge
quindi a conclusione, dopo migliaia di chilometri percorsi su e giù
per lo Stivale, il viaggio alla scoperta dei segreti dell’oro verde
organizzato secondo i tempi di raccolta e frangitura delle olive che
cambiano da regione a regione. Una sublime avventura partita con
l’anteprima in Umbria e proseguita con la prima tappa di Foggia il
6 e 7 novembre, in Toscana a Rosignano Marittimo e in Sicilia a
Partanna (TP) il 14 novembre, in Abruzzo a Pianella il 20 e 21
novembre, in Liguria a Imperia per OliOliva il 27 al 28 novembre e in
Veneto ad Arquà Petrarca (PD) il 28. Nel mese di dicembre, il
Girolio ha toccato il 4 e 5 la Sardegna con Santadi (CI) e il Molise
con Poggio Sannita (IS), fino al Ponte dell’Immacolata nel Lazio a
Canino (VT) e in Calabria a Saracena e Cerchiara di Calabria (CS).
Confagricoltura.
Allberi
di Natale:
le
piante “vere” fanno bene all’ambiente
I
vivaisti si augurano che il 2010 sia un anno di ripresa per la
commercializzazione degli alberi di Natale. Nelle Feste natalizie
2009, infatti, le vendite sono crollate pesantemente (-70%) e
Confagricoltura aveva stimato 2 milioni e mezzo di famiglie che
avevano rinunciato all’acquisto dell’albero “vero”.
Confagricoltura
ricorda che utilizzare alberi di natale “veri”, invece di quelli
di “plastica” spesso di provenienza asiatica, è la migliore
scelta ecologica ed ambientale.
“La
maggior parte degli alberi di Natale veri - spiega l’Organizzazione
degli imprenditori agricoli - sono piantati nelle aziende agricole
allo scopo specifico di essere venduti in questo periodo. ‘Coltivare’
alberi di Natale fa bene all’ambiente perché le piante per
raggiungere la dimensione di vendita sottraggono, per la loro
fisiologica crescita, CO2 all’atmosfera.
L’utilizzo di alberi di plastica, al contrario, concorre
all’aumento dei gas inquinanti, perché derivati del petrolio,
nonché all’aumento di rifiuti di difficile smaltimento”.
Non
va dimenticata poi la possibilità di conferire le piante, terminate
le feste, a strutture ad hoc, che si impegnano a trapiantarle in
montagna.
Il
nuovo Presidente di Associazione Res Tipica,
Fabrizio Montepara
“Trasferire
l’esperienza di Città del Vino, la più antica e la più grande
delle associazioni, alle associazioni di identità per rendere Res
Tipica vero strumento di crescita del turismo enogastronomico nel
nostro Paese”. Così il nuovo Presidente di Associazione Res
Tipica, Fabrizio Montepara, eletto il 27 novembre nell’Assemblea
tenutasi a Pollica(Sa) per onorare la memoria del Sindaco Vassallo.
Montepara,
vicesindaco di Orsogna(Ch) e consigliere provinciale a Chieti, dal
2006 è vicepresidente di Città del Vino. Per il prossimo triennio
guiderà Res Tipica, la rete delle associazioni di identità creata
da ANCI che include 27 associazioni di identità in rappresentanza di
circa 2000 Enti Locali.
“Res Tipica –
spiega il neopresidente Montepara- vuole continuare a dar voce agli
ideali di un territorio, portando avanti politiche per la tutela
della biodiversità, per preservare e favorire l’immenso patrimonio
che incorpora i saperi delle comunità, le caratteristiche
dell’ambiente e le produzioni tipiche, trasformando questo grande
capitale culturale e sociale in qualità della vita per chi in quei
luoghi risiede anche solo temporaneamente e in occasioni di sviluppo
sociale ed economico rispettoso dei valori e della cultura locale. Ho
l’onore di rappresentare 1850 Comuni, 62 Comunità Montane, 2
Unioni di Comuni, 40 Province, 9 Camere di Commercio, 8 Enti Parco, 8
Strade del Vino, e di dar valore alle loro politiche in campo
ambientale, turistico, culturale ed artigianale”.
Bilancio
Conserve Italia
A fronte di una
leggera diminuzione del fatturato, il bilancio 2010 evidenzia un
netto miglioramento della posizione finanziaria, passata da 316 a 278
milioni di euro (-12%)
Bologna, 2010. Bilancio rassicurante per Conserve
Italia: nonostante la pesante crisi economica mondiale, infatti, il
gruppo cooperativo, leader europeo nel settore dell’ortofrutta
trasformata, ha chiuso l’esercizio 2009/10 con un significativo
miglioramento della posizione finanziaria a fronte di una leggera
diminuzione del volume d’affari. Il fatturato consolidato si è
attestato, infatti, sui 933 milioni di euro (-3,1% rispetto
all’esercizio precedente), mentre il fatturato aggregato ha
raggiunto quota 1.018 milioni di euro (-3,2%).
Andamento analogo anche per i margini reddituali,
che hanno fatto registrare una lieve contrazione rispetto all’annata
2009/10: l’Ebitda si è attestato sui 60,6 milioni di euro (con
un’incidenza del 6,2% sul fatturato lordo), mentre l’Ebit si è
collocato sui 25 milioni (pari al 2,6% del fatturato lordo). Buone
performance per il risultato di esercizio chiuso con un utile netto
di 1,4 milioni di euro.
Notizie decisamente positive anche sul fronte
dell’indebitamento: nell’ultimo esercizio, infatti, il Gruppo ha
consolidato la durata del proprio debito, trasformandolo da breve a
medio-lungo termine per garantirsi futuri piani di sviluppo.
Complessivamente, la posizione finanziaria netta di Conserve Italia
ha fatto registrare una sensibile contrazione (-12%), passando da
oltre 316 a poco più di 278 milioni di euro con una diminuzione di
quasi 38 milioni sull’esercizio precedente. Un risultato
estremamente importante ottenuto attraverso la generazione di cassa
della gestione ordinaria nonché grazie all’attento controllo del
capitale circolante ed alla oculata politica di investimenti
effettuata dal Gruppo.
Il patrimonio netto ha raggiunto i 224 milioni di
euro facendo registrare un incremento di 4 milioni rispetto
all’esercizio 2009/10, frutto dell’aumento del capitale sociale.
Questo ulteriore consolidamento porta il rapporto debiti/patrimonio a
1,2, un livello mai raggiunto nell’ultimo decennio di attività di
Conserve Italia.
Gli
investimenti sviluppati dal Gruppo nell’annata 2009/10 hanno
sfiorato i 70 milioni di euro, con oltre 40 milioni destinati agli
investimenti tecnici e 29 milioni indirizzati all’area
marketing/commerciale.
“Nell’esercizio
2009/10 – afferma il direttore generale di Conserve Italia, Angel
Sanchez – l’andamento di mercato è stato influenzato dalla
pesante crisi economica globale, che ha provocato tra l’altro una
sensibile contrazione dei consumi. Ciò nonostante il nostro Gruppo
ha mantenuto un ottimo livello di redditività, che ha generato
cospicue risorse indirizzate al sostegno delle moderne politiche di
marca. Contemporaneamente, Conserve Italia ha ottenuto un risultato
economico positivo ed una significativa diminuzione dell’esposizione
finanziaria”.
“Conclusa la fase dei grandi investimenti –
sottolinea il presidente, Maurizio Gardini – Conserve Italia ha
potuto rispondere al meglio alla propria mission cooperativa
garantendo alla base sociale una adeguata remunerazione e regolari
sbocchi di mercato per la produzione e confermando la mutualità
prevalente: in pochi anni, infatti, la percentuale di prodotto
lavorato conferito dai soci è passata dal 64% (esercizio 2006/07)
all’86% (campagna 2009/10). Contemporaneamente, è proseguita la
politica di consolidamento del patrimonio del Gruppo indispensabile
per garantire quelle risorse finanziarie necessarie per adottare
strategie di mercato vincenti ed affrontare con successo le sfide
globali”.
Una rivoluzione nel
mondo del vino piemontese: nasce Già
rosso
A
soli due mesi dalla vendemmia Già vino, Già buono!
Fontanafredda,
la storica tenuta piemontese nelle Langhe del Barolo, mantiene fede
al suo credo che l’ha vista, negli anni, cercare di assecondare
l’evoluzione dei mercati e del gusto dei consumatori, operando pur
sempre nel rispetto della tradizione: una filosofia produttiva che la
casa di Serralunga d’Alba ribadisce in ogni occasione con grande
fermezza.
Questa volta Fontanafredda propone al mercato quella che si
presenta come una novità assoluta per quanto riguarda il mondo del
vino piemontese: un Langhe rosso giovanissimo, proposto a poco più
di due mesi dalla raccolta, quindi frutto dell’ultima vendemmia,
destinato a rivoluzionare il concetto stesso di vino di qualità e
con un nome accattivante e curioso,: “Già”.
“Già”
sarà a disposizione del pubblico, per l’assaggio e per l’acquisto,
a partire “già” dal prossimo 8 dicembre, momento in cui,
avvicinandosi il Natale, più forte è l’attenzione e la curiosità
nei confronti di nuovi prodotti mentre di norma il mercato non
propone invece alcuna novità, poiché le annate dei vini nuovi
vengono d’abitudine presentate solo nella primavera successiva.
“Già
si propone come vino intelligente e trasversale
- commenta il direttore commerciale di Fontanafredda, Roberto Bruno –
ed è il
vino davvero per tutti, da consumare al ristorante o a casa durante i
pranzi in famiglia o nelle cene tra amici nei tanti momenti
conviviali che più caratterizzano quest’ultimo periodo dell’anno
e - a maggior ragione - le festività di fine anno”.
Ma
Già
non è solo una novità commerciale, quanto piuttosto un vino ricco
di valenze innovative che nasce a Fontanafredda dopo anni di ricerca
e di sperimentazione in vigneto e in cantina. “GiA’
è
una
vera e propria anteprima della vendemmia appena terminata
- spiega
Danilo Drocco, direttore tecnico dell’azienda -. Non
ha nulla a che vedere con i vini novelli ma è invece un prodotto che
recupera
un’antica tradizione delle campagne albesi, dove si era soliti
imbottigliare il vino nuovo già a novembre. Noi non abbiamo fatto
altro che riprendere la stessa tradizione, per riproporla ovviamente
con in più il bagaglio delle conoscenze tecniche di cui oggi
possiamo disporre. Il risultato
- conclude Drocco - è
un vino fresco e fragrante, di
colore rosso rubino giovane. Al naso il profumo è intenso e
fruttato, mentre in bocca il sapore è piacevolmente secco, con buona
stoffa, armonico e vellutato, e uno spiccato retrogusto di mandorla”.
GiA’
rosso, GiA’
vino, GiA’
pronto e
GiA’
buono: GiA’
anticipa quindi i tempi di uscita al consumo pur mantenendo le
potenzialità evolutive e le caratteristiche di longevità simili a
quelle di qualsiasi altro vino rosso giovane. E’ poi è un vino
dalla straordinaria leggerezza: con soltanto 11 gradi di alcool,
rappresenta il vino a più bassa gradazione di tutta la D.O.C.
Langhe.
“La
riduzione del grado alcolico
- riprende Drocco - è
stata perseguita sia in vigna, con la selezione dei vigneti più
adatti, con la gestione dei tempi di vendemmia e con un particolare
controllo delle rese per ettaro, sia in cantina, con l’impiego di
metodi di vinificazione e di tecnologie naturali adatte a questo
specifico scopo”.
Il
risultato è che la contenuta gradazione alcolica fa di
Già un
vino particolarmente adatto alle esigenze di consumo attuali. Già è
quindi un vino innovativo nel contenuto, ma anche nella forma, perché
è presentato esclusivamente nella bottiglia da un litro, un formato
ideale tanto per il consumo in famiglia quanto per le più svariate
occasioni di festa, in vineria o al ristorante.
“Il
contenitore in cui Già è confezionato
– spiegano a Fontanafredda - intercetta
anche la sensibilità del consumatore più attento alle tematiche
ecologiche: è infatti una bottiglia realizzata con l’85% di vetro
riciclato e l’etichetta è stampata su carta riciclata utilizzando
colori a base vegetale”.
“Le
principali valenze di “Già”
- riassume Giovanni Minetti, direttore generale della tenuta -
rimangono certo quelle
legate alla tradizione, espressa sia nel rievocare l’antica
abitudine dei vignaioli piemontesi di imbandire le mense con il vino
“nuovo” spillato da San Martino in poi, sia per la materia prima,
perché GiA’ nasce dalle uve più tipiche e apprezzate delle
Langhe: il Dolcetto, il Barbera e il Nebbiolo vendemmiate e
vinificate separatamente e poi sapientemente assemblate. Credo però
che il vero punto di forza di GiA’ sia la sua bassa gradazione
alcolica, che lo rende piacevole, leggero e buono da bere subito,
unita ad un carattere tipicamente piemontese”.
“Tipico
a tavola”
La
rete dei ristoratori Emiliano romagnoli
In
un solo anno è più che triplicata, e ora copre tutte le province
dell’Emilia Romagna, la rete dei ristoratori emiliano romagnoli che
hanno aderito al TIPICO
A TAVOLA - un
progetto del CAT Confesercenti Emilia Romagna, patrocinato dalla
Regione Emilia-Romagna e da APT Servizi E.R. che si impegna a
promuovere la cultura
enogastronomica locale
attraverso la proposta di piatti realizzati con ricette
e prodotti tipici locali,
tramandando e mantenendo vivi i sapori e l’ospitalità
caratteristici di questa terra.
Un
vero successo per la cucina della tradizione e dell’ospitalità
emiliano romagnola, immagine e sostanza della creatività e
dell’operosità del mondo della ristorazione di una regione
conosciuta ovunque per l’attenzione alla buona tavola.
In
montagna o al mare, nelle campagne o tra le colline, in piccoli
borghi storici o nelle città d’arte, TIPICO A TAVOLA propone
ristoranti, trattorie, osterie in cui è possibile gustare menù
tipici locali, realizzati secondo ricette tradizionali, o rivisitate
dalla creatività degli chef, utilizzando prodotti del territorio.
Offrendo l’ospitalità caratteristica della nostra regione,
nell’illustrare e raccontare i piatti, le ricette e gli
ingredienti, gli stessi ristoratori si fanno mediatori culturali
dell’enogastronomia di questa terra, custodendola e divulgandola al
contempo.
“TIPICO
A TAVOLA,
Emilia-Romagna, tradizioni
e sapori mediterranei” è
promosso da CAT
Confesercenti Emilia-Romagna
e dalla FIEPET Federazione
Italiana Esercenti Pubblici e Turistici,
con la collaborazione del
Conservatoire International
des Cuisines Méditerranéennes.
Il
portale www.tipicoatavola.it
(ora anche in versione inglese: www.tipicoatavola.com)
è il punto di riferimento principale: quasi settanta i locali, più
di duecento le ricette scritte dagli stessi ristoratori, tutte le
informazioni su dove come e quando trovare e prenotare un pranzo o
una cena da soli o in compagnia, in occasione di feste e cerimonie o
per pranzi di lavoro. Una particolare attenzione alle famiglie, con
menù e spazi dedicati ai bambini, ma anche a chi ha problemi di
intolleranze alimentari, e persino a chi ha con sé piccoli animali
domestici.
Per
il primo “compleanno” del TIPICO A TAVOLA è uscita la seconda e
ampliata edizione della “Guida
ai Locali e Ricette”,
presentata l’1 dicembre a Bologna in conferenza stampa da: Massimo
Montanari, storico, docente
presso l'Università
di Bologna e l'Università
di Scienze Gastronomiche, Presidente del comitato scientifico
di Casa Artusi - Andrea
Babbi, Amministratore APT
Servizi Emilia Romagna - Roberto
Manzoni, Presidente
Confesercenti Emilia Romagna - Stefano
Bollettinari, Direttore
Confesercenti Emilia-Romagna - Giulia
Gervasio, CAT Confesercenti
Emilia-Romagna - dai ristoratori
di TIPICO A TAVOLA - e alla
presenza di rappresentanti della
Regione Emilia-Romagna e
dell’Accademia Italiana
della Cucina.
“Noi
imprenditori siamo molto entusiasti di questo progetto – afferma
Andrea Cavallina Presidente
Fiepet Federazione
Italiana Esercenti Pubblici e Turistici dell’Emilia
Romagna - che rappresenta
forti elementi di innovazione pur valorizzando la nostra migliore
tradizione. È un progetto di crescita per noi ristoratori e offre
elementi di qualità e garanzia ai consumatori. Per questi motivi
riterremmo molto importante che tutti i soggetti istituzionali, a
partire dalla Regione, prendessero come punto di riferimento la rete
del Tipico a Tavola nei vari eventi di promozione del nostro
territorio e della sua offerta turistica, in Italia e all’estero”.
“Confesercenti
Emilia Romagna ha creduto e crede molto in questo progetto che
rappresenta un modo nuovo e moderno di essere associazione di
imprenditori” –
spiega
Roberto Manzoni, Presidente
Confesercenti Emilia Romagna –
“Mentre sviluppiamo,
infatti, attraverso la formazione, la professionalità dei
ristoratori, mettiamo a loro disposizione uno strumento formidabile
per rimanere sul mercato in modo competitivo. Tipico a Tavola
rappresenta bene, inoltre, l’attenzione che le nostre imprese
pongono alla loro clientela, garantendo loro qualità, trasparenza,
tradizione e rispetto delle loro esigenze. Per questo lavoreremo nel
futuro per incrementare ulteriormente la rete dei ristoratori
aderenti”.
“La
valorizzazione sempre maggiore della tipicità e della qualità della
nostra ristorazione a cui punta questo progetto – spiega
Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna
– rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo del turismo,
che vede una domanda sempre più interessata alla scoperta del
territorio, delle tradizioni, dell’autenticità dei prodotti e dei
piatti di cui è ricca la nostra regione che, oltre ad essere
serviti, meritano di essere raccontati ai turisti e ai visitatori
dell’Emilia Romagna”
TIPICO
A TAVOLA è un
progetto in crescita anche perché innovativo: va incontro alle
esigenze del consumatore, promuove il territorio, e permette al
contempo ai ristoratori di cogliere nuove opportunità di mercato e
di accrescere le proprie competenze e capacità professionali
attraverso lo scambio di esperienze e la partecipazione a seminari
formativi. Con TIPICO A TAVOLA l’essenza
dei valori e della cultura enogastronomica si rinnova nel tempo,
valorizzando le imprese e i luoghi della Regione.
La
rivista Esquire premia la cucina italiana di Alon Shaya,
allievo dei
locali parmigiani Al Vedel e Il Gabbiano
Per
il magazine americano lo chef del ristorante “Domenica” di New
Orleans è fra i quattro migliori giovani ristoratori degli Stati
Uniti. Merito anche degli insegnamenti ricevuti durante i suoi
soggiorni a Parma
Colorno
(Pr), 02 dicembre 2010 – La cucina dello chef Enrico Bergonzi e
della moglie Edgarda Meldi, del ristorate Al Vedel di Colorno (Pr),
fa scuola oltreoceano. Un traguardo importante per lo storico
ristorante, che chiude un 2010 di intensa attività, rivolta anche
alla formazione di giovani chef internazionali. Fra questi vi è Alon
Shaya, responsabile del locale italiano “Domenica” a New Orleans,
che al Vedel, prima, e alla pizzeria Il Gabbiano di Parma, poi, ha
potuto sviluppare una profonda conoscenza della ricca cultura
gastronomica della nostra penisola.
Una
passione per la cucina italiana, quella di Shaya, che la rinomata
rivista americana “Esquire” - nell’annuale classifica “Best
new restaurants of 2010” - ha da poco premiato, indicando il
ristoratore di New Orleans come uno dei “quattro giovani chef che
speri possano aprire un locale nella tua città”. In particolare il
magazine americano riconosce alla cucina di Shaya la capacità di
distinguersi fra i ristoranti italiani di New Orleans, attingendo
dalla tradizione italiana e cucinando con indiscussa passione.
Un
merito che è anche frutto degli insegnamenti ricevuti durante la
permanenza al Vedel, dove la famiglia Bergonzi, da generazioni
proprietaria dello storico locale, ha accompagnato Shaya alla
scoperta della culturale gastronomica emiliana, dai segreti per
ottenere una perfetta pasta sfoglia alla capacità di creare in sala
un equilibrato connubio fra raffinatezza e familiarità. A questo
vanno poi aggiunti i preziosi consigli ricevuti dallo staff del
Gabbiano, dove Shaya ha appreso la ricetta di uno dei piatti più
tipicamente italiani, la pizza, rigorosamente a lievitazione
naturale.
«Siamo
molto orgogliosi del riconoscimento ricevuto da Alon – ha
commentato Edgarda Meldi – che gli da merito dell’accuratezza con
cui ha saputo ricreare nel ristornate “Domenica” l’atmosfera
dei locali italiani e dell’attenzione per la scelta del menu, dove
è possibile ritrovare molti dei piatti del Vedel».
Le Terme Antica
Querciolaia, in provincia di Siena, propongono un fine d’anno tra
benessere, relax e gusto
Un Capodanno immersi
nelle acque termali delle suggestive Crete Senesi
Cominciare il 2011
all’insegna di benessere e gusto. E’ quanto propongono le Terme
Antica Querciolaia di Rapolano Terme, piccolo tempio del relax in
provincia di Siena, per la notte di Capodanno: dalle ore 21 del 31
dicembre, fino alle ore 5 del mattino del 1 gennaio, chi sceglierà
le Terme di Rapolano potrà godersi una piacevole serata immersi in
un’atmosfera mistica e suggestiva generata dai vapori termali e
dall’incantevole paesaggio delle colline senesi, il tutto
accompagnato da musica dal vivo. Durante la lunga notte di San
Silvestro sarà offerto un brindisi a base di spumante e dolci
natalizi per salutare il nuovo anno e una divertente e gustosa
spaghettata alle 2 di notte. E non è finita qui: per chiudere i
festeggiamenti, le Terme Antica Querciolaia propongono una gustosa
colazione alle 4 di notte a base di bomboloni caldi.
LE PROPRIETA’ DELLE
ACQUE e LE CURE TERMALI
Territorio, benessere,
natura e relax sono i quattro elementi che caratterizzano la fonte
termale Antica Querciola, immersa fra le rocce di travertino dalle
quali sgorga l'acqua “risorgente naturale” che alimenta le Terme.
Le acque dell'Antica Querciolaia zampillano dal sottosuolo a una
temperatura di 39-40 gradi, sono acque sulfuree-bicarbonato-calciche
e come tali si caratterizzano per la presenza di grandi quantità di
calcio, magnesio, sodio e potassio. Antica Querciola offre anche
trattamenti e cure frutto della ricerca medica e di un sapiente
sfruttamento delle acque termali che, nei differenti impieghi,
sprigionano le naturali virtù terapeutiche. Il benessere, inoltre,
parte da un controllo costante dello stato di salute; per questo, le
Terme Antica Querciolaia mettono a disposizione dei clienti personale
altamente specializzato e apparecchiature all'avanguardia per
effettuare visite mediche, check-up e consulenze.
OFFERTE e INFORMAZIONI
In occasione dell’ultimo
dell’anno, il biglietto di ingresso alle terme è di 60 euro
(comprensivo di armadietto) con ingresso alla piscina, brindisi di
mezzanotte, spaghettata e colazione al mattino. Per i bambini sotto i
sei anni il costo del biglietto è di 30 euro. La struttura sarà
aperta dalle ore 21 alle ore 5 del mattino.
La serata è a numero
chiuso e si accettano prenotazioni per telefono al numero 0577 724091
o per email all’indirizzo infoterme@termeaq.it.
Per informazioni è
possibile visitare il sito internet www.termeaq.it
Un
inverno dal sapore tutto nuovo:
firmato Giuso
Acqui
Terme, novembre 2010 –
Sono molte le novità che Giuso presenta per il prossimo inverno; fra
tutte spicca la linea “Voluttuosi”: l’innovativa linea di
semifreddi da banco 100% naturali. Se
fino ad oggi l’idea del semifreddo (o del “gelato caldo”) non
si è ancora radicata nelle abitudini dei consumatori questo è
dovuto principalmente al fatto che l’offerta non è
qualitativamente comparabile ai gelati estivi. Il
gelato caldo di prima generazione è infatti un prodotto che presenta
una forte percentuale di grassi vegetali (idrogenati e non) aspetto
che, combinato ad un assortimento povero e poco fantasioso,
contribuisce a fornire un’idea di prodotto poco artigianale. I
“Voluttuosi” di Giuso sono invece una linea assolutamente
innovativa in quanto è senza grassi vegetali, senza emulsionanti,
con soli aromi naturali, zuccheri e stabilizzanti. Sono quindi
prodotti 100% naturali. Sono composti da un prodotto strutturante
(dosaggio 100 gr/litro) e da 4 creme per insaporire o guarnire a base
di frutta o verdura; una volta realizzati, i “Voluttuosi” possono
essere esposti e conservati nella vetrina del gelato alle normali
temperature di funzionamento.
Le
proposte realizzabili con i “Voluttuosi” sono: Tarte Tatin,
Cotognata, Mostarda di Peperoni, Fichi e Rhum. Tanti gusti inediti,
ma soprattutto stuzzicanti e declinati sulla stagione “invernale”
per creare e stimolare così un’offerta fuori stagione. La base
“Voluttuosa” inoltre, abbinata ad altri prodotti Giuso, consente
la realizzazione di un’infinita gamma di assolute novità come ad
esempio “Tiramisù”, “Spagnola all’amarena”, “Tartufi”
e molto altro ancora. I “Voluttuosi” sono la linea che mancava
per offrire una scelta ampia, gustosa ma soprattutto naturale a chi
cerca un dessert sfizioso in tutte le stagioni. Se i
“Voluttuosi” sono la novità della prossima stagione, non bisogna
dimenticare però la linea “Passata Oro”. Si tratta di una linea
storica di Giuso che sintetizza la metodologia di lavoro dell’azienda
acquese. “Passata Oro” offre infatti una gamma altamente
diversificata di passate, tutte le referenze sono caratterizzate da
un livello qualitativo elevato (sia per le materie prime sia per la
lavorazione del prodotto), sono pertanto ideali sia per gli usi “pre”
che “post” forno e vanno quindi a soddisfare tutte le esigenze
degli artigiani. La linea “Passata Oro” si arricchisce quest’anno
di ben due referenze: Ciliegia e Tuttobosco. Entrambi i
prodotti contengono ben il 50% di frutta, e sono dolcificati
unicamente con zucchero di canna che ne esalta maggiormente il
gusto. Ma
Giuso ha ancora una novità fra i suoi prodotti e si tratta della
“Marmellata di limoni”: realizzata con il 25% di frutta e
il succo e la scorza dei frutti questo prodotto è ideale per la
realizzazione di crostate ma anche come elemento di farcitura
particolarmente gustoso e vellutato.
Ulteriori
informazioni sui prodotti Giuso sono reperibili al sito www.giuso.it
|
Le
notizie della settimana 28
novembre 2010
|
A
Tavola col Dottore
Gli
alimenti sono i veri farmaci naturali
Una
conferenza del dottor Norcia seguita da una cena
Firenze
dicembre 2010.
C’è uno strano
paradosso in cui rischiamo di cadere nella società in cui viviamo:
da una parte siamo estremamente interessati ad allungare la nostra
vita e dall’altra facciamo di tutto per peggiorarne la qualità.
La
pubblicità ci spinge a consumare grandi quantità di cibi a
cominciare da merendine iperproteiche e ipercaloriche, spesso inutili
e dannose per la nostra salute. Ritmi di vita stressanti e alienanti
creati da una società che esalta come autentici valori la
competitività, il successo e l’esteriorità, creano sempre più
disturbi psichici (ansia e depressione),
che portano molte persone a rifugiarsi in un’alimentazione errata
ed eccessiva, o al contrario insufficiente. Scarsi o nulli sono,
d’altra parte, gli aiuti che riceviamo dall’esterno, e in molti
casi proprio dalle autorità preposte alla difesa della nostra
salute: le politiche volte a favorire l’uso della bicicletta e dei
mezzi pubblici, all’utilizzo di cibi sani e utili alla salute, il
controllo delle emissioni delle sostanze tossiche, la repressione nei
confronti di chi inquina acque e terreni, la lotta alle frodi
alimentari sono spesso mal condotte o addirittura inesistenti. Una
recente indagine voluta dalla Commissione ci relega all’ultimo
posto in Europa per attività fisica, coscienza dei pericoli legati
all’obesità, tempo dedicato a sport e tempo libero all’aria
aperta. Non c’è da meravigliarsi allora se gli Italiani si
alimentano male, mangiano troppo, fanno poca attività fisica, bevono
e fumano in abbondanza. Oltretutto, secondo i dati
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi nove decessi su
dieci e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono
legati alle cosiddette patologie-killer (malattie cardiovascolari a
cominciare dall’ipertensione e dall’infarto del cuore e del
cervello, tumori, diabete, affezioni respiratorie croniche, disturbi
mentali e muscolo-scheletrici) che hanno in comune stili di vita e di
alimentazione sbagliati.
Ci sono alimenti che ci
proteggono dalle malattie altri che ci fanno ammalare. Per questo è
importante imparare a scegliere quelli giusti. Il cibo infatti è la
prima e più importante medicina da utilizzare al posto dei farmaci
chimici che consumiamo in quantità sempre crescenti. La cucina può
così diventare la migliore farmacia e la madia o il frigorifero il
posto dove conservare queste speciali medicine. Gli alimenti dunque
possono divenire i veri farmaci per eccellenza. Si tratta della più
naturale delle terapie naturali, fatta con gli alimenti: sono farmaci
assolutamente naturali, non hanno effetti collaterali, costano il
giusto, fanno risparmiare un sacco di soldi a noi e allo Stato e “si
assumono esclusivamente all’ora dei pasti”. Da queste premesse
nasce il progetto A tavola col dottore che si prefigge lo scopo di
venire in aiuto a chi desidera cambiare stile di vita ed in
particolare per quello che riguarda l’alimentazione. L’idea è
venuta al dott. Fabio Norcia, un medico fiorentino molto conosciuto
ed apprezzato, perché da oltre trent’anni si dedica a divulgare
informazioni nel campo della salute fisica e mentale attraverso
conferenze, riviste, quotidiani, saggi e programmi televisivi.
Franco Iandelli che
gestisce il Ristorante Klab-House (Via del Ferrone 7 - Firenze) ha
aderito con entusiasmo a questa iniziativa e ha messo a disposizione
la cucina e la professionalità del suo chef. Così ogni martedì
alle 20,30 organizza all'interno del suo ristorante una conferenza
dedicata alla salute e al mangiare sano, con l’intento di offrire
un contributo pratico per un cambiamento delle nostre abitudini a
tavola, a favore di una saggia e corretta alimentazione.
Ad ogni singola
conferenza segue una cena, appositamente creata dal dott. Norcia, per
portare concretamente a tavola e nella stessa serata i temi trattati
di volta in volta. Secondo il medico lo stare insieme a cena, per
sperimentare in preparazioni ricche di creatività e di aromi
profumati, quei cibi utili di cui si è parlato nel pomeriggio è il
modo più convincente per correggere cattive abitudini alimentari e
sostituirle con altrettante sane e salutari. Inoltre partecipare a
queste cene permette di acquisire velocemente e senza fatica tutta
una serie di conoscenze utili per gestire un buon rapporto con la
propria mente e il proprio corpo. Una vera e propria Scuola di Cucina
della Salute per ottenere il più importante fra tutti i diplomi,
quello che serve per vivere più a lungo ed in buona salute.
Si è iniziato lo scorso
9 novembre con un argomento molto importante per la salute: il
colesterolo e continua.......tutti i martedì sera. Per informzioni
telefonare al 388.8290109.
Biografia
di Fabio Norcia
Fabio Norcia, nato a
Siena il Siena 1948, si è laureato in Medicina e Chirurgia. Nel 1976
ed è iscritto all’Ordine dei Medici di Firenze. Vive e lavora a
Firenze. Si è specializzato in Pediatria nel 1980. Svolge attività
di medico di famiglia per l’ Usl 10 di Firenze, e di medico di
assistenza continuativa per l’Usl 8 di Pistoia. È membro della
International Neuro-Psychoanalysis Society e della Società Italiana
di Nutraceutica (SINut) e presidente dell’Associazione Culturale
“Anima la tua Anima”. Collabora con importanti emittenti
radiofoniche e televisive italiane in programmi di educazione
sanitaria. È autore di numerosi lavori scientifici
sull’alimentazione e sulla salute mentale, da lui considerati,
insieme all’attività fisica, i pilastri del benessere psicofisico
di ogni individuo. Organizza conferenze e seminari per divulgare le
sue conoscenze sulla psiche e il suo metodo di cura.
Ha
pubblicato Il libro dell’Anima (Sassoscritto
editore, Firenze, 2004), una serie di volumi della collana A tavola
col dottore (Sassoscritto Editore, Firenze, 2007), Ho fotografato
l’Anima (Armando Editore, Roma, 2008), Il codice genetico di Dio
(Anima la tua Anima Editore, 2009), La prevenzione vien mangiando
(Cornelio Timpani Image Edition, Firenze, 2009) e La dieta per
l’Anima (Sassoscritto Editore 2010).
Il 21 dicembre
a Roma Enoteca italiana
incontra i giovani
All’
Universita’, per parlare di vino, della sua cultura e di un settore
che dopo gli studi puo’ offrire possibilita
Fare
vino è un’attività economica a tutti gli effetti, un settore
importante dell’economia dove la presenza di figure specializzate
al servizio delle aziende - dalla produzione alla comunicazione,
dalla ricerca alla commercializzazione - è fondamentale come lo è
la loro preparazione. Sempre di più i giovani devono conciliare i
loro studi guardando al futuro, e l’agricoltura è un settore che
può offrire molte possibilità. E’ così che una passione, se
fatta di valori sani e consapevoli come il consumo moderato di una
bevanda dalla cultura secolare come il vino, che per molti giovani
non è uno sballo, ma stile di vita, può trasformarsi in
professione. Ai giovani, il 21 dicembre alla Facoltà di Economia
dell’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma, è dedicato
l’appuntamento di “Vino
e Giovani”, la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad
hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle
Politiche Agricole,
in partnership con il progetto europeo “WineInModeration. Art de
vivre”, con la partecipazione prevista del Ministro delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, e l’attore Beppe
Fiorello, testimonial della giornata (info: www.vinoegiovani.it).
“Con
questa campagna promuoviamo non solo la conoscenza del vino come
cultura e stile di vita, ma anche come fonte di ricchezza - spiega il
segretario
generale di Enoteca Italiana Fabio Carlesi
- e questo è fondamentale in un momento in cui proprio questi stili
di vita sono a rischio, come dimostra il preoccupante calo dei
consumi, conseguenza anche di una campagna che demonizza il vino,
anziché ricordare, come diceva Paracelso, precursore della medicina
moderna nel Rinascimento, che “è la dose che fa il veleno”, non
questo o quel cibo ma la quantità. L’educazione al consumo
consapevole delle nuove generazioni - aggiunge Carlesi - è
fondamentale, così come far capire ai giovani che il mondo del vino
è un settore che può offrire possibilità, nel nostro Paese ma
anche al di fuori, perché ora più che mai occorre puntare
sull’export, e per farlo ci vogliono persone preparate”.
A
confrontarsi con i più giovani nel talk show “Il vino: giovani
a confronto su idee e valori” - promosso in collaborazione con
Assessorato alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti
Locali della Regione Lazio e Università degli Studi di Roma “Tor
Vergata” - saranno importanti personalità del mondo del vino,
dell’università, della politica e della comunicazione: dal preside
della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma
“Tor Vergata” Michele Bagella al direttore del Master Economia e
Management delle Attività Turistiche e Culturali della Facoltà di
Economia dell’Università “Tor Vergata” Paola Paniccia, da
Adriano Rasi Caldogno, capo Dipartimento Politiche Competitive del
Mondo Rurale e della Qualità del Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali, ad Angela Birindelli, assessore alle
Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione
Lazio, da Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice del Programma
“Cultura che nutre”, a Omar Calabrese, docente di Semiotica delle
Arti Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università
degli Studi di Siena, al presidente di Enoteca Italiana Claudio
Galletti, moderati dal vice-direttore del Tg1 Susanna Petruni.
Protagonisti del talk show saranno anche i giovani vincitori
dell’edizione n. 2 del concorso di idee “PerBacco” per
dare un nuovo volto alla comunicazione del vino, dedicato ai ragazzi
tra i 18 e 30 anni di età, promosso da Enoteca Italiana in
collaborazione con il Movimento Turismo del Vino, i cui lavori -
miglior slogan, immagine, immagine con slogan e spot - saranno
svelati proprio in occasione dell’appuntamento di “Vino e
Giovani” a Roma. I ragazzi si cimenteranno poi nella degustazione
guidata “Alla scoperta del vino”, in collaborazione con
l’Agivi-Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani sezione
Lazio, e in una degustazione libera dedicata alle etichette
del Lazio, promossa con l’Assessorato alle Politiche Agricole e
Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio ed il
Movimento Turismo del Vino del Lazio.
Bocciatura
Ue della dicitura “Puro cioccolato”
Altromercato
sostiene l’impiego di solo burro di cacao
“La recente
bocciatura Europea della dicitura “puro cioccolato” – che, in
Italia, consentiva ai consumatori di identificare immediatamente i
prodotti di alta qualità realizzati a base di solo burro di cacao è
per noi – dice Guido
Vittorio Leoni presidente del Consorzio Ctm Altromercato-
un’occasione per tornare a sostenere l’impiego dei grassi nobili
del cacao nei prodotti dolciari, a tutto beneficio sia dei
consumatori sia dei produttori del Sud del Mondo.
Pur
adeguandoci alla normativa europea, abbiamo quindi scelto di
continuare ad informare il consumatore segnalando sui pack delle
nostre tavolette che ‘questo
cioccolato non contiene grassi vegetali diversi dal burro di cacao’.
Un modo in più per orientare le scelte di consumo in direzione della
qualità, dal momento che l’impiego di oli vegetali – certamente
più economici e vantaggiosi per i grandi gruppi dolciari –
rende il cioccolato meno sano e gustoso.
Crediamo
che la garanzia di qualità per i consumatori debba andare di pari
passo con la tutela dell’ambiente e dei diritti dei piccoli
coltivatori. Scegliere prodotti a base di burro di cacao significa,
infatti, sostenere l’accesso al mercato dei produttori che, nel Sud
del Mondo, fondano il proprio sostentamento su questa materia prima”.
La
“risposta” delle organizzazioni equosolidali, come Altromercato,
è quindi proporre ai consumatori cioccolato realizzato con burro di
cacao, per offrire un prodotto sano, sicuro e di alta qualità e per
sostenere l’accesso al reddito da parte dei produttori di cacao.
Alla
luce delle recenti evoluzioni normative, il ruolo dei consumatori
diventa ancora più centrale: a loro chiediamo di leggere con
attenzione le etichette, per acquisti consapevoli, sostenibili e
solidali”.
Festa
dell’Olio Nuovo nella
Cantina Pieve Vecchia (Campagnatico
Grosseto)
Sabato
11 Dicembre ritorna l’attesa
Festa dell’Olio Nuovo,
proposta ormai da molti anni dalla Locanda del Glicine. Quest’anno
questa iniziativa speciale cambia location e anima i
nuovi spazi della Cantina Pieve Vecchia,
gioiello enologico della Doc
Montecucco, progettata
dall’architetto e designer Cini
Boeri e dall’architetto
Enrico Sartori.
Un’occasione imperdibile per degustare
l’olio nuovo dei produttori locali
partecipanti, conoscere le
caratteristiche del
loro territorio di provenienza e
approfondirne gli aspetti più tecnici.
L’edizione di quest’anno promette di
essere davvero ricca:
nel pomeriggio, a partire dalle
h. 16:30, tante attività
legate all’olio nuovo a cui parteciperà la Strada
del Vino Montecucco
e dei Sapori D’Amiata,
degustazioni guidate
degli oli dei produttori
partecipanti, vincitori
delle ultime 5 edizioni de
L'Ulivo della Strega,
importante manifestazione sull'olio maremmano che si tiene ogni anno.
All’iniziativa, organizzata con il patrocinio della
Provincia di Grosseto,
sarà presente anche “Il
Gastronauta”.
La giornata si conclude
alle h. 21:00
con la cena
preparata da un ospite d’eccezione: Giancarlo
Morelli, chef stellato e
patron dell’Osteria del
Pomiroeu di Seregno propone un
menù speciale
in abbinamento ai vini della
Cantina Pieve Vecchia,
assicurando una serata esclusiva, ricca di profumi e di sapori.
La
Festa dell’Olio chiude il calendario degli appuntamenti proposti
per l’autunno 2010 dalla Cantina Pieve Vecchia e dalla Locanda del
Glicine: avventure gastronomiche dedicate ai prodotti
tipici della tradizione culinaria italiana, come
i formaggi e il cinghiale, per degustare
nuovi piatti e apprendere
diverse modalità di preparazione e di cottura.
Iniziative che confermano ancora una volta l’attenzione profonda
verso il valore dell’ospitalità
e l’entusiasmo
nel promuovere il territorio,
insieme ai suoi prodotti, i suoi sapori e la sua storia.
Cantina Pieve Vecchia - Loc. La Pieve
Vecchia - Campagnatico (Gr)
Tel.
+ 39 0564 996452 – http://www.cantinapievevecchia.com/
Gipo Farassino a Priocca d’Alba con le specialità albesi
Genuino interprete
dell’anima torinese ma anche piemontese più in generale, Gipo
Farassino è tornato a solcare il palcoscenico cuneese con il recital
svoltosi la sera del 26 novembre al cinema-teatro di Priocca d’Alba
su invito personale del sindaco Marco Perosino e
dell’amministrazione comunale.
Oltre due ore di intenso
e divertente spettacolo nel corso del quale Gipo con le sue canzoni,
dialoghi e aneddoti ha rappresentato la Torino popolare, il mondo
della periferia industriale, Porta Palazzo, l’universo dei
quartieri operai, vicende di belle (ma anche brutte) donne che
attiravano o meno l’interesse degli uomini. Stupenda la storia
,messa in musica al ritmo di un veloce swing, della “Fumna
d’Gustin” ( “La moglie di Agostino”) la signora della
periferia, la più avvenente, che al momento di andare a comprare il
latte al mattino presto trova molti uomini che non si capisce bene se
siano andati per fare lo stesso acquisto o per commentare anche con
espressioni colorite la sua bellezza o la ballata del folle “Che ha
visto i marziani..” .
Per concludere con uno
dei suoi pezzi più famosi “Avere un amico vuol dire sentirsi
qualcuno…”. Ovviamente anche questa volta la forza evocativa
delle canzoni e dei dialoghi era legata al dialetto soprattutto
quello che si parla a Torino che Farassino ha usato con sensibilità
e intelligenza ma con qualche eccezione per quello più “robusto”
che si parla nell’albese.
Dopo lo spettacolo
Farassino è stato ospite del noto ristorante “Centro” dove ha
degustato alcuni specialità tipiche albesi e un ottimo e
amabilissimo “Roero” dell’azienda “Negro” di Monteu Roero.
(Luciano Scarzello)
Golosaria
lancia un Piemonte fatto di "sistemi"
Erano
dieci
i "sistemi del gusto"
che hanno animato Golosaria
a Torino,
la manifestazione ideata da Paolo
Massobrio
che fa il verso al suo libro best seller Il
Golosario.
Dieci realtà fra cui il Paniere dei Prodotti Tipici della
Provincia di Torino, presentato dall'assessore Marco Balagna e dallo
chef Davide Scabin, accanto a Valli Unite del Giarolo, Associazione
Monferralto, Comunità Collinare della Valrilate & Associazione
Valrilate in Rete, Museo del Gusto di Frossasco, Biella&Buona,
Pro Loco di Vigezzo, Parco Enogastronomico dell'Alta Langa, Le Terre
di Savoia, Consorzio Pro Loco Lago d'Orta e Alto Novarese, fino
all'Acai, l'Associazione dei cioccolatieri professionisti.
"Il
Piemonte di domani potrà promuoversi solo così - ha spiegato Paolo
Massobrio - e da 19 anni, la nostra GuidaCriticaGolosa mette insieme
questi mondi che si alimentano a vicenda: il mondo contadino col
mondo della ristorazione". Il
pubblico di ristoratori presenti al Regio era infatti da grandi
numeri, segno del forte radicamento del lavoro di Paolo Massobrio in
questi anni, in tutto il Piemonte, dove è nato il movimento di
consumatori Papillon, che annovera circa 6 mila associati.
Ma
a Golosaria si è anche parlato di vino, rendendo omaggio a Luigi
Veronelli a sei anni dalla scomparsa e della quotidianità che non
può lasciare al caso le scelte alimentari. Il libro per la famiglia
Adesso,
giunto alla quarta edizione, segna un successo editoriale unico
(oltre 30 mila le copie prenotate) e va nella direzione di far
scoprire il valore del gusto alla famiglia.
Durante
Golosaria, sono stati anche premiati gli artigiani che con il proprio
lavoro fanno cultura del territorio, presenti gli assessori regionali
alla Cultura Michele Coppola e al Commercio William Casoni, mentre i
sindaci del Piemonte che hanno adottato la De.Co. (denominazione
comunale) sono giunti a Golosaria per raccontare il loro lavoro
efficace di marketing territoriale.
Dopo
Golosaria, la GuidaCriticaGolosa
al Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria e Costa Azzurra,
che recensisce 745 ristoranti piemontesi, 274 liguri e 69 valdostani)
giudicati dai collaboratori di Papillon, sarà in libreria, mentre su
Ipad e Iphone si troverà la Guida ai ristoranti del Golosario,
con
oltre 2.000 segnalazioni.
L’Asiago Fresco conquista la
Francia
Diecimila forme di Asiago vendute
Oltralpe
in cinque settimane per un nuovo
panino
Vicenza,
30 novembre 2010.
Quasi diecimila forme di formaggio Asiago DOP, pari a
oltre 120 tonnellate di prodotto, nelle prossime cinque settimane
prenderanno la via della Francia, dove saranno utilizzate da
McDonald’s France per preparare il nuovo panino chiamato “Italian
Focaccia”. L’ordinativo proveniente dalla sede francese della
nota catena di ristorazione veloce americana fa seguito al successo
ottenuto in Italia dal panino McItaly, prodotto sviluppato dallo
staff italiano di McDonald’s e commercializzato nel nostro Paese lo
scorso inverno.
L'iniziativa italiana
aveva avuto il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali e lo stesso Ministro Luca Zaia aveva
presentato il panino "McItaly" a Roma nel primo ristorante
McDonald's aperto in Italia 25 anni fa. Il panino “Italian
Focaccia” è composto da pane tipo focaccia, una fetta di carne,
una fetta di formaggio Asiago DOP da 25 grammi, una fetta di
pomodoro, 12 grammi di insalata batavia e 15 ml di pesto.
L’acquisto di Asiago
Fresco da parte di McDonald’s France è accolto con soddisfazione
dal Consorzio di Tutela, poiché testimonia la diffusione, presso un
pubblico sempre più vasto, della sensibilità verso i prodotti di
qualità riconosciuti dall'Unione Europea.
Il sistema valoriale che
sta alla base del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine
Protetta) e della catena di valore che esso è in grado di creare si
sposa quindi anche con il simbolo della ristorazione veloce mondiale.
Anche in questo caso il
prodotto sarà consegnato a McDonald's France già porzionato a
fette, pronte per l’impiego nei ristoranti. Ad assoluta garanzia
dell’autenticità del prodotto lungo tutta la filiera, anche questa
delicata operazione avviene in uno stabilimento di confezionamento
ricadente proprio nella zona di produzione dell’Asiago DOP.
Il presidente della
Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Sono felice che da
una buona esperienza nascano frutti utili ai produttori. Uno degli
obiettivi che ci eravamo prefissi con McDonald’s era proprio
questo. Auguri di cuore per un prosieguo che sappia mettere assieme i
campi italiani di qualità e quei tanti giovani che attraverso
McDonald’s consumano magari per la prima volta la nostra
straordinaria “pietanza”».
«Duemila forme di Asiago
a settimana per il nostro formaggio sono un ordine significativo»,
ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago,
Roberto Gasparini. «Al mero valore economico dell’iniziativa
di McDonald’s voglio aggiungere quello, per me forse ancor più
importante, di un approccio culturale nuovo, che in Italia ha seguìto
il lancio di McItaly. Credo che l’aggiunta di Asiago ai menù di
Mcdonald’s sia la miglior dimostrazione dell’importanza di un
marchio in grado di certificare la filiera di un formaggio che spazia
dalle forme di Asiago Stravecchio, certamente più adatto ad un
consumo nei momenti di meditazione, fino all'Asiago Fresco, che più
si presta ad un consumo quotidiano».
«Con questa operazione
si conferma la bontà del progetto McItaly, promosso a gennaio di
quest’anno, che vedeva proprio l’Asiago DOP come protagonista di
una tra le ricette più apprezzate dal consumatore italiano,
affermandosi come volano per l’esportazione di prodotti italiani
nel mondo», dichiara Roberto Masi, amministratore delegato
McDonald’s Italia. «L’apprezzamento di queste nostre proposte ha
anche valicato i confini nazionali».
Il
presidente Gasparini ha concluso: «Voglio aggiungere che vendere un
quantitativo così importante di Asiago oltralpe inorgoglisce il
nostro Consorzio, poiché la Francia, Paese di grande tradizione
casearia, è uno di quelli che, insieme all’Italia, ha deciso di
puntare maggiormente sulla tutela delle produzioni DOP».
Colli Berici doc e Vicenza doc:
via alla
fusione dei consorzi
Il
convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di
zonazione alla sfida della Dop” ha offerto nuovi spunti per la
promozione delle produzioni vicentine Dalla
consapevolezza delle proprie potenzialità all'esigenza di maggiore
coordinamento tra organismi di promozione: è quanto emerso al
convegno “Colli Berici tra presente e futuro: dallo studio di
zonazione alla sfida della Dop” tenutosi sabato 27 novembre alla
Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza. Sono intervenuti
Mario Bagnara,
presidente Biblioteca La Vigna; Luigino
Disegna direttore Servizi per
l'innovazione e lo sviluppo rurali di Veneto Agricoltura; Luca
Toninato, ricercatore Ager-Agricoltura e Ricerca; Elena
Piccoli, all'epoca della zonazione
responsabile tecnico Consorzio Tutela vini Colli Berici DOC; Andrea
Monico, attuale coordinatore dello
stesso consorzio; Fabio Piccoli,
giornalista ed esperto di marketing vinicolo.
Durante
l'incontro è stato presentato ufficialmente il nuovo Manuale d'uso
del territorio, frutto dello Studio di zonazione realizzato da Veneto
Agricoltura in collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini Doc
Colli Berici, Provincia di Vicenza e Camera di Commercio di Vicenza.
Il lavoro, coordinato dal professor Attilio Scienza, ha preso in
esame 33 vigneti di 20 aziende per quattro stagioni (dal 2002 al
2006). In ciascuna vendemmia sono state operate le microvinificazioni
di quattro varietà (Tai Rosso, Cabernet, Merlot, Pinot Bianco) di
cui sono stati valutati successivamente una serie di parametri
chimici ed organolettici. La rielaborazione dei risultati ha permesso
di identificare l'esistenza sul territorio di 11 unità vocazionali,
che nel Manuale d'uso del territorio vengono descritte con precise
indicazioni di coltivazione.
“Abbiamo
riscoperto - ha spiegato Federico Tassoni, presidente del Consorzio
Colli Berici DOC - con grande stupore e ammirazione, una viticoltura
fatta di enormi doti di dinamicità e professionalità, fattori che
hanno reso possibile la trasformazione produttiva che sta conducendo
a ottimi livelli di espressione qualitativa delle produzioni”.
Il
dibattito ha quindi affrontato le novità introdotte dal Decreto
Legislativo 61/2010 che disciplina le denominazioni di origine e
riforma il ruolo dei consorzi. In ottemperanza allo spirito della
legge il Consorzio tutela Vini DOC Colli Berici ha annunciato
l'intenzione di fondersi con il Consorzio tutela Vini Vicenza DOC.
“Le denominazioni rimarranno invariate – ha spiegato Andrea
Monico – ma avremo una sola struttura che gestirà la promozione di
entrambe. In questo modo disporremo di una struttura più agile, meno
costosa, ma sicuramente più incisiva”.
Il
nuovo consorzio, che prenderà forma nei prossimi mesi, si è già
posto l'obiettivo di intrecciare nuove collaborazioni con altre DOC e
DOP del territorio. Un primo riuscito esempio si è avuto durante
l'ultimo finesettimana con ViViDOC, l'aperitivo che ha coinvolto i
consorzi DOC Colli Berici e Vicenza con le DOP Sopressa Vicentina,
Prosciutto Berico-Euganeo e Formaggio Asiago in un happy hour
all'insegna della vicentinità.
MATTIA SPADONE si aggiudica
IL
‘TARTUFO DI GUBBIO 2010’
di
Claudio
Zeni
Mattia
Spadone, arriva dall’Abruzzo, il ventiduenne cuoco che si è
aggiudicato l’edizione 2010 del concorso gastronomico “Tartufo di
Gubbio”, la competizione intorno ai fornelli organizzata dal
Comune di Gubbio, dalla Comunità montana Alta Umbria e dalla E20
Comunicazione per far conoscere sempre di più e meglio la qualità e
la prelibatezza del tartufo bianco dell’Alto Chiascio.
In gara, tra
sana competizione e un forte spirito di collaborazione, oltre a
Mattia Spadone, in rappresentanza del ristorante di famiglia “La
Bandiera” di Civitella Casanova (Pe), c’erano anche gli chef
Fabio Coluccino di “Amici miei” di Montecarlo, Baciòt del “Grand
Hotel Parker’s” di Napoli, Natale Giunta dell’omonimo
ristorante di Termini Imerese (Palermo), direttamente dalla “Prova
del cuoco” di Rai Uno. Padroni di casa, invece, Claudio Ramacci del
“Mencarelli Group”, Adilgerio Tosti del “Park Hotel Ai
Cappuccini”, Paolo Pascolini de “La Cia”, Massimo Carleo del
“Castello di Petroia” e Vito Favuzzi del “Fabiani”.
Questo lo
sfizioso menù tartufato presentato in forma anonima ad una giuria di
esperti gourmet presieduta dal caposervizio e conduttore del Tg1 Rai
Uno Attilio Romita, che ha portato all’incoronazione di Spadone:
come antipasto ha proposto ‘Uovo croccante, spuma di formaggio,
patate e tartufo bianco di Gubbio’, mentre il primo piatto erano
‘Raviolini di pecorino con salsa di porri e tartufo bianco di
Gubbio’ e per secondo ‘Faraona farcita con i suoi fegatini,
purea di fagiolini Tondino e tartufo bianco di Gubbio’.
“Sono un
presidente che non ha titoli come altri colleghi della giuria,
enogastronomi e grandi firme del settore, ma non avendo conoscenze,
non avevo neanche condizionamenti e sono stato un presidente
assolutamente imparziale – ha ironizzato Attilio Romita nel corso
della serata di premiazione - tutta la giuria è stata serissima,
meticolosa, abbiamo ricontato le schede tre volte per decretare il
vincitore, davvero sul filo di lana”.
Il premio “Tartufo di
Gubbio” è stato consegnato a Mattia Spadone dal sindaco di Gubbio,
Maria Cristina Ercoli, che nella serata di gala al Park Hotel Ai
Cappuccini ha fatto “gli onori di casa”.
Carrefour
premia Lucart Group per
lo Sviluppo Sostenibile
Diecimo (LU), 26
novembre 2010 – Cartiera Lucchese spa, azienda a capo del
Gruppo multinazionale Lucart Group, ha vinto la seconda edizione del
premio Trophées Développement Durable, indetto da Carrefour e
dedicato al tema dello Sviluppo Sostenibile. La cerimonia di
premiazione si è tenuta ieri sera a Parigi, occasione nella quale
Lucart Group ha avuto modo di presentare i progetti e le strategie
dell’azienda sui temi della salvaguardia dell’ambiente.
La giuria
del premio, che ha visto la partecipazione di 2200 fornitori del
gruppo Carrefour, ha classificato Lucart Group al primo posto nella
categoria “Progression” soprattutto grazie all’impegno
dimostrato dall’azienda toscana nella riduzione di emissioni CO2 e
nella gestione degli acquisti sostenibili. L’assegnazione
dell’importante riconoscimento è giunta al termine di un lungo
iter che ha visto il management di Lucart Group, e gli altri
partecipanti al premio, impegnati nella compilazione di un complesso
e approfondito kit di autovalutazione seguito da un audit eseguito da
terze parti per la verifica della corretta compilazione dei documenti
legati al premio.
Il premio Trophées
Développement Durable è inserito nell’ambito di un progetto a
lungo termine promosso da Carrefour che mira a riunire tutti i
fornitori del gruppo intorno al tema dello Sviluppo Sostenibile e,
attraverso loro, sensibilizzare anche il grande pubblico.
Lucart Group
Il gruppo multinazionale
Lucart Group è il principale produttore a livello europeo di carte
monolucide sottili per imballaggi flessibili e rientra tra i primi 10
produttori europei di carte e prodotti tissue.
Gli oltre 50 anni di
esperienza hanno permesso all’azienda di sviluppare il know-how,
l'esperienza e la tecnologia necessari per realizzare prodotti di
qualità in grado di rispondere al meglio alle esigenze della
clientela.
Gli impianti produttivi
nei vari stabilimenti del Gruppo consentono di realizzare un'ampia
gamma di prodotti avendo il controllo su tutte le fasi del processo
produttivo, dalla scelta delle materie prime, pura cellulosa o carta
da macero, fino alla definizione delle caratteristiche del prodotto
finito.
La capacità produttiva
di carta di Lucart Group è superiore a 280.000 tonnellate/anno,
ripartita su 9 macchine continue e 53 linee di converting.
Le attività produttive
dell’azienda sono distribuite su 3 Business Unit (Business to
Business, Professional e Consumer), impegnate nello sviluppo e nella
vendita di oltre 10 brand che includono prodotti nati per soddisfare
le esigenze di diverse tipologie di utenza, dalla grande impresa al
consumatore finale.
Il fatturato consolidato
di Lucart Group nel 2009 è stato di oltre 318 milioni di euro e le
persone impiegate sono più di 1.000. La superficie totale degli
stabilimenti produttivi è superiore a 860.000 m2. Lo stabilimento di
Diecimo (Lucca) è uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati
alla produzione e trasformazione di carta tissue.
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Le
notizie della settimana 28
novembre 2010
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Domani
lunedì presentazione
della
guida
“La Puglia è servita” 2011
Lunedì
29 novembre alle ore 18.30 a Bari presso
la masseria Pietrasole, splendida dimora d'epoca
alle
porte della città (Strada Scanzano 243 – tel. 080 5461217)
appuntamento per
la
presentazione della 15a
edizione della guida La
Puglia è servita
(edizioni
Tirsomedia, € 18,00).
L'evento,
con ingresso libero, vedrà la partecipazione di giornalisti,
operatori del settore turistico ed enogastronomico, autorità
istituzionali e lettori-viaggiatori. Già confermata la presenza
dell'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario
Stefàno.
La
serata sarà presentata da Antonio
Stornaiolo
e
prenderà
avvio con la premiazione delle strutture di eccellenza 2010, alla
presenza dell'editore
Vittoria
Cisonno
e
degli autori Pasquale
Porcelli
e
Alma
Sinibaldi.
Da
quest'anno, inoltre, la presentazione della guida sarà anche
l'occasione per accendere i riflettori sui distretti gastronomici più
rappresentativi della nostra regione.
Prima
tappa sarà il
Gargano,
territorio che
per
anni ha rischiato di essere annichilito dalla nefasta tendenza dei
“menu a prezzo fisso” ma che ora, proprio grazie all'impegno di
alcuni ristoratori “illuminati”, sta risorgendo attestandosi fra
le mete golose più ambite. La dimostrazione sarà data proprio in
occasione della serta attraverso la preparazione dal vivo di alcune
specialità tipiche del territorio del Gargano.
Per
l'occasione interverranno: Gegè
Mangano de “Taverna Li Jalantùumene” (Monte Sant'Angelo),
Leonardo Vescera de “Il Capriccio” di Vieste, Domenico Cilenti di
“Porta di Basso”, Mario Ottaviano de “Al Trabucco” e
Antonella Martucci de “La Chiusa delle More” (tutti di Peschici),
Lucia Schiavone e Nazario Biscotti de “Le Antiche Sere” (Lesina).
Al
termine dell'evento le specialità preparate “in diretta” dagli
chef ospiti saranno degustate in abbinamento ai vini offerti dalle
aziende socie del Movimento Turismo del Vino Puglia.
IX
Selezione dei Vini di Toscana:
promosso il 70% delle etichette
Il 37,5 % guadagna la menzione
speciale. Prato è la provincia più “Rosa”, Livorno la più
“Giovane”
Continua anche per oggi
con il Buy Wine alla Stazione Leopolda di Firenze la IX edizione
della Selezione dei Vini di Toscana, decretando, una volta di più,
il successo dell’enologia regionale. Delle 1364 etichette ammesse,
infatti, ben 960 hanno superato la severa selezione svolta dai 77
commissari internazionali secondo il metodo utilizzato dall’Union
International des Oenologues, ossia il 70,3%: il 3,3% in più
rispetto alla passata edizione (2008), quando era stato promosso il
67% dei vini presentati. Dei 960 vini entrati a far parte del
catalogo della IX Selezione dei Vini di Toscana, inoltre, il 37,5%
(360) si è guadagnato la tanto ambita menzione speciale raggiungendo
o superando quota 85 punti: +15,5% rispetto al 2008.
Dopo le valutazioni
estremamente positive della Guida dell’Espresso “I vini d’Italia
2011” (41 vini segnalati di cui ben 6 con tre stelle su un totale
di 14) e 23 vini premiati con ‘tre bicchieri’, massima
valutazione del Gambero rosso e di Slow food, l’enologia toscana
guadagna un nuovo riconoscimento.
Terminato il lavoro dei
77 commissari suddivisi in 11 commissioni composte da enologi,
sommelier e giornalisti, inizia adesso il tour promozionale che avrà,
come protagoniste, proprio le 960 etichette selezionate. Prima tappa:
Firenze dove, dal 25 al 26 novembre si terrà la prima edizione del
Buy Wine, workshop internazionale dedicato solo ai vini della IX
Selezione. Sarà, poi, la volta della Italian Wine Week di New York e
di un altro workshop dedicato alla Selezione che si terrà a Londra.
Ma ecco nel dettaglio i risultati:
Le Province –
Ancora una volta, ad uscire vincenti dalla Selezione dei Vini non
sono unicamente le province storiche dell’enologia toscana, Firenze
e Siena – rispettivamente con il 68,0% e l’75,5% dei vini
selezionati -, ma anche quelle che da minor tempo si sono affermate
in questo campo di produzione. Se Firenze e Siena hanno avuto l’83,4%
e il 90,7% delle aziende promosse, infatti, non sono da meno le
performance delle province di Prato (76,9% e il 72,7% dei vini
selezionati); Pisa (93,1%; 64%); Livorno (91,1%; 76,9%); Grosseto
(89,5%; 71,3%); Arezzo (86,8%; 64,5%); Lucca (83,3%; 55,4%) alle
quali seguono Pistoia e Massa-Carrara che, pur avendo un numero
minore di aziende partecipanti hanno comunque ottenuto ottimi
risultati.
Le Categorie –
Dando uno sguardo alle categorie, 11 su 19 hanno superato il 72% dei
vini promossi e, tra queste, 8 sono andate oltre l’80%. Il 37,5%
dei vini selezionati (360) ha, inoltre, raggiunto o superato la
soglia degli 85 punti necessari al conseguimento della “menzione
speciale” della giuria.
Le performance migliori
si registrano tra i Rossi IGP Alloctoni (Vendemmia 2009/2008) con
l’89,6% dei vini selezionati - dei quali il 42,3% ha
guadagnato la “menzione” della giuria -, seguiti dai Passiti DOP
e IGO - 87,5% di promossi e 66,7% di “menzionati” - e dai Rossi
DOP Riserva: 86,2% di selezionati e il 46,7% con “menzione
speciale”. Al quarto posto i Rossi IGP Alloctoni (vendemmie 2007 e
precedenti): 84,4% promossi e 55,6% con 85 punti o più.
Le Tipologie –
Nella classifica per tipologia, i Vini Passiti sono in testa con
l’87,5% dei promossi dei quali il 58,3% con “menzione
speciale”. Seguono: i Vini Rossi (74,1%; 27,7%); i Vini Bianchi
(46,9%; 13%) e i Vini Rosati (34,8% selezionati).
Per quanto riguarda le
“denominazioni”, i Vini DOCG guidano la classifica con il 71,6%
dei promossi e il 25,9% dei “menzionati”. Seguono: i Vini DOC
(69,2%; 24,5%) e i Vini IGT (67,5%; 27,8%).
I Vini delle Donne e
dei Giovani – Nella prima delle due categorie particolari, non
previste dal regolamento ma che premiano la passione e l‘attenzione
dei produttori, sono stati 217 i vini promossi e 103 le aziende,
mentre tra i vini dei giovani sono stati premiate 152 etichette e 75
aziende. Una curiosità: la provincia più “rosa” è risultata
quella di Prato con il 60% delle aziende provinciali selezionate,
mentre quella più “giovane” è la provincia di Livorno (21,9%).
Partecipazione:
aumentati vini e aziende - 467 aziende partecipanti e 1364 vini
iscritti. Rispettivamente, il 3,3% e il 13% in più rispetto
all’edizione 2008. Un merito che va, prima di tutto, alla Toscana
del vino che, di edizione in edizione, accetta con sempre maggior
entusiasmo la sfida di qualità lanciata dalla Selezione, come
testimonia la crescita esponenziale dei vini partecipanti passati dai
317 del 1989 ai 1206 del 2008, fino ai 1364 di quest’anno.
Un’edizione ricca di
novità - Tante le novità presenti nell’edizione 2010 della
Selezione, sia per quanto riguarda le categorie che le commissioni.
La grande novità dell’edizione 2010 del concorso è l’introduzione
di due nuove categorie (la n. 10 e la n. 12) dedicate esclusivamente
ai Vini Rossi DOP che entreranno in commercio il 1 gennaio 2011. Due
nuove categorie che permetteranno a Toscana Promozione di promuovere,
il prossimo anno, vini appena entrati in commercio rendendo ancora
più efficaci le iniziative in programma. Le commissioni, per
affrontare l’alto numero di vini iscritti, sono salite da 10
a 11 ed erano composte da 7 membri: 5 enologi, 1 sommelier e 1
giornalista. E tra questi ultimi erano presenti giornalisti
provenienti da Stati Uniti, Inghilterra, Corea del Sud, Giappone e
Belgio.
Avellino, sabato 4 dicembre
2010 a partire dalle ore 10,30
Presentazione
della guida Slow Wine 2011
Il
meglio dell’enologia campana e lucana,
secondo
Slow Food, si presenta al grande pubblico:
un
momento di festa, degustazioni e riflessioni
Il
meglio dell’enologia della Campania e della Basilicata, secondo
Slow Food, si dà appuntamento, sabato
4 dicembre 2010, ad Avellino,
Auditorium
Banca della Campania (Collina Liguorini).
Il pretesto è la presentazione della nuova
guida di Slow Food
dedicata al vino, Slow
Wine 2011,
l’occasione però è quella di far incontrare i produttori della
Campania e
della Basilicata
con il grande pubblico, di far conoscere vini e vignaioli, insomma un
momento di festa e di riflessioni attorno al vino in Campania e
Basilicata. «Uno dei tratti fondamentali di Slow Wine è quello di
aver dato finalmente il giusto spazio alle regioni del Sud. Tra
queste la Campania fa la parte del padrone con quasi 90 schede.
Un'enormità se paragonata ad altre guide di settore. Questo perché
siamo convinti della bontà dei vini di questa regione e delle
incredibili potenzialità di crescita sia dei suoi bianchi sia dei
rossi. La Campania tra l'altro ha un sistema produttivo fortemente
radicato e basato sulla produzione contadina, una tradizione che non
potrà che favorire il controllo diretto della qualità e una
produzione di chiaro stampo artigianale. La Basilicata, pur essendo
una regione piccola, ci ha regalato dei rossi di struttura e grande
longevità, il tutto condito da un'ottima dose di personalità»,
sostiene Giancarlo Gariglio, curatore della guida.
«Il lavoro svolto
nelle regioni del Sud – aggiunge
Luciano Pignataro,
responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria - è
straordinario. Si è riusciti ad andare oltre la banalità e centrare
con precisione quelle aziende capaci di coniugare rispetto per
l'ambiente, etica della vinificazione e qualità in bottiglia. Questo
è stato possibile anche grazie alle visite e all'impegno del gruppo
Slow Wine».
Alle
ore 10,30 si inizia con un convegno dal titolo “Ambiente,
tipicità, qualità. Una viticoltura etica è possibile”,
al quale partecipano: Roberto
Burdese,
presidente di Slow Food Italia, il curatore della guida Giancarlo
Gariglio, e
Luciano
Pignataro,
responsabile della guida per la Campania, Basilicata e Calabria.
Cosimo
Lombardi,
Large Corporate Banca della Campania, e Lucio
Napodano,
fiduciario Slow Food di Avellino, introducono il convegno che sarà
presieduto da Gaetano
Pascale,
presidente di Slow Food Campania.
A
seguire si terrà la degustazione dei vini della Campania e della
Basilicata che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nella guida,
come Grande Vino e Vino Quotidiano, e di quelli appartenenti alle
cantine che hanno ottenuto la Bottiglia e la Moneta. Riconoscimenti
che prendono in considerazione non solo i vini degustati, ma anche il
lavoro in vigna. Perché Slow Wine non è semplicemente una guida, è
anche un progetto di forte valorizzazione dei territori italiani e
del mestiere di vigneron.
Una guida che pone un forte accento sul rapporto tra l’uomo e la
terra, una fotografia dell’enologia italiana fatta non limitandosi
alla degustazione. Questo è stato possibile grazie al nutrito gruppo
di collaboratori, oltre 200, che hanno visitato tutte le cantine.
L'ingresso
alla presentazione è libero, l’accesso alla degustazione ha un
costo di 27 € (25 € per i soci) e dà diritto alla degustazione
dei vini presenti, al bicchiere, alla sacchetta porta bicchiere e a
una copia della guida Slow Wine 2011.
Centro
Software lancia “Impresa24
Food
Industry”,
l’ERP che massimizza l’efficienza dei processi
dell’impresa alimentare
In
risposta alle specifiche esigenze del comparto alimentare, il nuovo
“Impresa24
Food Industry” valorizza ogni tipo di azienda del settore,
assicurando la crescita delle performance, la tracciabilità e la
redditività in tempi brevi.
Bologna,
25 novembre 2010 – Centro Software, leader nel settore
dell’informatica per la gestione aziendale e partner del Sole 24
Ore per lo sviluppo software, ha presentato “Impresa24
Food Industry”, il nuovo ERP progettato sulla base delle specifiche
esigenze e caratteristiche delle aziende alimentari italiane.
Impresa24
Food Industry permette di gestire in modo ottimale non solo i
processi amministrativi, finanziari e commerciali dell’impresa, ma
anche tutte le fasi legate all’acquisizione delle merci, al loro
immagazzinamento, alla loro trasformazione, ai controlli di qualità,
alla rintracciabilità e tracciabilità alimentare per la tutela del
consumatore.
Tra
le funzioni più importanti spiccano la completa organizzazione dei
processi di vendita e tentata vendita, la gestione dei rapporti con
la GDO, così come l’identificazione e la localizzazione immediata
del prodotto e un’estrema attenzione ai controlli qualità nei
flussi operativi.
Con
riferimento al settore alimentare sono stati inoltre previsti alcuni
automatismi che non si riscontrano in altri ERP standard
internazionali, come la gestione di ricette e cicli di lavorazione
per un’efficace pianificazione delle linee di lavorazione e delle
fasi di conto c/terzi, M.R.P. e M.E.S. che consentono di pianificare
e monitorare in tempo reale l’avanzamento di produzione,
un’efficiente gestione dei lotti che permette di ottimizzare le
scorte e proporre sempre all’operatore l’utilizzo del materiale
più idoneo.
Completano
il quadro operativo la gestione della logistica avanzata (con
supporto degli standard INDICOD “UCC / EAN-128” e “SSCC” la
collegabilità a magazzini automatici (celle di carico e magazzini
“silos”) e la gestione integrata delle movimentazioni con
terminalini WiFi.
Dotato
di interfacce intuitive che lo rendono molto semplice da utilizzare,
integrato con la telefonia IP (VOIP) e con gli strumenti di
produttività Microsoft Office, questo ERP è uno strumento di
supporto fondamentale non solo per un controllo di gestione
automatico ma anche per certificare la qualità dei processi
aziendali e dei relativi prodotti lungo tutta la filiera.
L’integrazione
con MapPoint e Google Maps consente, inoltre, un puntuale e veloce
controllo della distribuzione nel territorio e delle distanze
chilometriche, permettendo così un calcolo preventivo dei costi di
trasporti, una migliore pianificazione logistico-commerciale e
un’ottimizzazione nell’utilizzo di ogni risorsa.
Grande
fermento a Radici Wines Experience
Cala il
sipario sul tradizionale appuntamento enogastronomico tra gli
applausi convinti dei partecipanti.
I
riflettori, ora, si accendono sul comune progetto futuro degli
addetti ai lavori:
Radici del Sud
2011
Oltre 500, tra
visitatori e operatori del settore, sia locali che internazionali,
hanno condiviso il clima di appassionato entusiasmo che l'evento ogni
anno è in grado di suscitare. Sotto l'egida della Regione
Puglia, degli
Assessorati al
Turismo e alle
Politiche
Agricole nonchè
dell'APT - Bari,
l'Associazione
ProPapilla,
nella persona del suo presidente, Nicola
Campanile, ha
presentato le coinvolgenti iniziative in programma nella giornata che
ha concluso la manifestazione.
La verticale
comparativa ha registrato il tutto esaurito e ha offerto importanti
spunti di confronto circa i vini tradizionali del Sud.
Molto
apprezzate le tre guide bilingui che sono state illustrate
sottolineando con forza la funzione che si ripropongono di promuovere
anche all'estero i territori e i sapori unici della Puglia. Assoluta
novità Pizzaviaggiando,
alla prima edizione, che ha premiato le eccellenze del comparto delle
pizzerie: Le
Vecchie Cantine
di Taranto,
Bella
Napoli
di Cerignola e Il
Borbone
di Gioia del Colle.
A
seguire è stata la volta di Dolce
Guida - Percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni;
l'ottava edizione, presentata da Vincenzo
Rizzi e Nicola
Campanile,
ha premiato, nelle varie categorie, chef ed operatori che quest'anno
si sono distinti meritando la speciale menzione: Dona
Flor
di Bari
("Enoteca
con cucina"), Le
Vecchie Cantine
di Taranto
("Ricerca
qualità e ospitalità"), U'Vulesce
di Cerignola (Ristorante tipico"), Galeone
Cosimo
del ristorante La Barca di Ciro di Pulsano (TA) (categoria"Giovane
Chef dell'anno"), Ristorante
Modò
(Novità dell'anno) di Nardò, Taverna
Bio Mediterranea Le Rune
(Ristorante atipico dell'anno) di Bari e La
Bul
(Ristorante dell'anno) di Bari. E' apparso evidente come anno dopo
anno sempre meglio, attraverso le indicazioni spassionate che riesce
a offrire, la rinomata guida vada incontro alle aspettative del
pubblico, anche straniero, che ricerca non solo l'originalità ma
anche l'autenticità delle esperienze in questo settore.
Infine,
ha avuto la sua ribalta l'impegnativa rendicontazione dell'omonimo
festival che da cinque anni premia, in Giugno, i migliori vini
prodotti da uve di vitigni autoctoni pugliesi, Radici
Wines - Guide on Apulia Wines for experts and lovers.
La guida, alla sua seconda edizione, contiene il minuzioso lavoro
delle recensioni di tutti i vini in concorso nell'edizione 2010 del
Festival, quest'anno redatto dall'autorevole penna di Franco
Ziliani
e impreziosito dall'appassionato apporto di Vincenzo
Rizzi.
In occasione
del convegno conclusivo condotto dal giornalista Luciano
Pignataro ha
preso corpo tra l'approvazione generale il progetto che estenderà a
tutto il Sud il festival del vino da vitigno autoctono, Radici
del Sud 2011. La
ferma volontà di collaborazione tra le regioni coinvolte è stata
caldamente auspicata da Elena
Martuscello che,
insieme a Alessia
Perrucci, ha
garantito per l'iniziativa un significativo contributo in termini
logistici da parte dell'Associazione
delle Donne del Vino
che rappresentano rispettivamente a livello nazionale e regionale. Il
nuovo appuntamento si avvarrà anche della pregiata collaborazione di
Franco Ziliani
e Luciano
Pignataro.
Il presidente
dell'Associazione
ProPapilla,
Nicola
Campanile,
ha voluto evidenziare la necessità, in un presumibile scenario di
ridimensionamento di fondi destinati alla promozione da parte di
istituzioni pubbliche e dei privati, di aggregare e coordinare al
meglio le iniziative di promozione di più associazioni per non
incorrere nel rischio di disperdere in isolate iniziative importanti
risorse.
Anche la stampa straniera, nelle persone di Kerin
O'Keefe,
Charles
Scicolone,
Gregory
Dal Piaz
(U.S.A.) e Marek
Bienczyk
(Polonia) e i buyers internazionali, invitati da Franco
Ziliani
a un eductour organizzato da Radici
Wines,
Associazione
ProPapilla,
ha dimostrato trasporto e consenso per l'iniziativa di questi giorni
e Radici del Sud 2011.
La serata è
proseguita in un piacevole momento conviviale e nel vivace confronto
di tutti i partecipanti che hanno potuto godere della cena e
degustare i vini vincitori di Radici
2010. I sette
chef che con grande perizia hanno realizzato i piatti, Mario
Ottaviano di Trabucco
di Peschici(FG), Peppe
Zullo di Orsara di
Pugli (FG), Vito
Netti
del Ristorante La Strga di Palagianello (TA), Domenico
Minervini (Masseria
San Giovanni), Franco
Rizzuti dell'Osteria
Marconi di Potenza, Pietro
Lecce della
Tavernetta di Camiliatello Siliano (CS) e Raffaele
Vitale di Casa del
Nonno 13 di Mercato San Severino (SA) hanno mirabilmente reso omaggio
allo spirito che anima la manifestazione e all'idea che essa intende
promuovere, coniugare al futuro talento, creatività e tradizione del
Sud.
Nella
soddisfazione e ottimismo generali, infine, i partecipanti si sono
congedati e ripromessi di dare incoraggianti riscontri in merito alla
distribuzione dei tre prodotti editoriali presentati.
Carpene’ Malvolti, un
bridisi da “Festivity” a Napoli
Nella suggestiva
atmosfera di Città del Gusto del Gambero Rosso di Napoli, un evento
esclusivo firmato Carpené Malvolti con degustazione di spumanti
accompagnati da originali finger food
Si chiama Festivity ed è
l’evento mondano più atteso ed esclusivo del periodo prenatalizio
a Napoli. Una grande degustazione aperta al pubblico - ma con un
tetto massimo di 250 persone che lo rende un appuntamento ancora più
ambito - che Carpené Malvolti, la storica casa spumantistica di
Conegliano, sta organizzando per mercoledì 1 dicembre a Città del
Gusto del Gambero Rosso con una raffinata offerta di originali finger
food realizzati per l’occasione dai migliori chef in abbinamento
con le bollicine.
In degustazione il Conegliano Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG Cuvée Brut, Cuvée oro e Cuvée Storica, e
l'Arte Spumantistica, un'ambiziosa strategia, aperta alla ricerca di
nuovi grandi vini adatti ad essere elaborati con i Metodi di
spumantizzazione scelti da Carpenè. Questa progetto
vede impegnati i maestri enologi della Casa, sotto la guida attenta
ed esperta di Etile Carpenè, nella spumantizzazione, ogni anno dal
2005, di un vino di alta qualità, del panorama Italiano ed Europeo
per proporre ai consumatori esclusivi ed unici spumanti prodotti
da uve da vitigni mai spumantizzati prima.
Come il Rosè Cuvée Brut
che nasce da due vitigni coltivati nel territorio della zona del
Piave caro alla famiglia Carpenè, il Pinot Nero e il Raboso, che
Antonio Carpenè già nel 1881 indica come vitigno nobile ed
importante del trevigiano; il Kerner un vitigno con storia
recente, risultato di un incrocio fra i vitigni Riesling renano
e la Schiava, creato da A. Herold nel 1929 nella stazione
sperimentale di Weinsberg / Württemberg in Germania.
Di recente
coltivazione in Italia, è stato introdotto in Alto Adige negli anni
‘70, è coltivato nelle dorsali dolomitiche della Valle
Isarco, stretta gola che si allarga fino a diventare un'ampia e verde
conca valliva, ed ha ottenuto la DOC Valle Isarco nel 1993. Poi il
Viogner, vitigno a bacca bianca originario della Valle del
Rodano. Predilige terreni poveri, secchi e ciottolosi. Si narra che
il vitigno Viognier sia stato portato nella zona della Côte du Rhône
dalla Dalmazia dall'Imperatore romano Probus nel 218 dopo Cristo. In
questo territorio ha trovato le zone ad esso più congeniali dando
vita a due piccole appellations come Condrieu e Château-Grillet.
Il
2010 è l’anno del Petit Manseng, vitigno che il Collegio Enologi
Carpenè Malvolti ha amato per la sua singolare personalità, il
carattere bizzarro e al tempo stesso composto, così simile al
territorio da dove proviene: le splendide regioni francesi ai piedi
dei Pirenei. ed inoltre i distillati della storica casa di
Conegliano: le Grappe e l'esclusivo Brandy. La location che
ospiterà l’evento, per l’occasione allestita dall’atelier IF
DESIGN sul tema di Carpenè e sulla sua storia, sarà dunque proprio
la Città del Gusto del Gambero Rosso, allietata da sottofondo di
musica soffusa in stile glamour a partire dalle ore 20.00 – quando
sarà servito un aperitivo a base di friandise salate in attesa
dell’arrivo di tutti gli ospiti per dare inizio alle degustazioni e
all’apertura ufficiale di un dopo-serata danzante alle ore 23.00
con il Direttore Artistico di Radio Capri, Roberto Barone, presso il
Wine Bar di Città del Gusto dove saranno serviti i
cocktail realizzati con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco
Superiore DOCG, Grappe e Brandy.
Il
costo
della degustazione è 18€,
ridotto a 15€
per gli abbonati speciali al Gambero Rosso.
I biglietti possono essere acquistati anche presso la Città
del Gusto di Napoli i giorni precedenti l'evento. (Segreteria aperta
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, orario continuato).
Serate gastronomiche e spettacoli al “Relais Rocca Civalieri”
A Quattordio, località
a pochi chilometri da Asti, immerso nel verde della campagna e delle
colline dalle quali hanno origine vini famosi come la Barbera docg,
si trova il “Relais Rocca Civalieri” splendido esempio di
recupero architettonico che coniuga in modo armonioso elementi tardo
medioevali con linee moderne del design essenziale.
Il “Relais” è in
parte ristorante e in parte hotel oltre a luogo ideale per
ricevimenti, matrimoni e meeting. La cucina è una ricercata
interpretazione delle tradizioni piemontesi: la genuinità e
l’elevatissima qualità delle materie prime ne esaltano i profumi,
la freschezza e la fragranza. La stessa ricercatezza traspare nella
ricca carta dei vini che raccoglie quelli locali e del Piemonte
oltre a diverse etichette internazionali. Il “Relais” è un luogo
molto elegante che rende questa residenza piena di charme e , quindi
luogo prestigioso adatto ad una clientela esigente e raffinata.
Dispone di 29 camere (tra
cui suites e junior suites) riccamente arredate e dotate di ogni
comfort.
Per queste ultime
settimane che precedono Natale al “Realis” è stato organizzato
un calendario di spettacoli: dopo la serata del 27 novembre alle 22
con “Il cuoco, la moglie e l’amante”, recital con Chiara
Buratti e Fabio Pasciuta, seguirà il 3 dicembre alle 20,30 “Invito
a cena con delitto” con la Compagnia Teatro dell’Unicorno Nero di
Torino. Il 17 dicembre lo spettacolo verrà replicato con la
partecipazione di Alessio Bertoli mentre il 18 dicembre, alle 22,
toccherà a “Spiriti di…vini” con Mario Nosengo, recital-
spettacolo sul vino.
Per le serate del 3 e 17
dicembre è prevista anche la cena con un menù che comprenderà
l’entrèè dello chef, tortino di Castelmagno con fonduta di
formaggi dop al profumo di tartufo bianco, maltagliati di pasta
fresca al ragù d’anatra, medaglioni di filetto di maialino da
latte con giardinetto di verdure di stagione. Per concludere il
pudding di zabaione al moscato con salsa al Barolo chinato.
I vini serviti in tavola
spazieranno dal Prosè Blanc Gancia, dolcetto di Diano d’Alba doc
“Scanavino” e moscato d’Asti Vallebelbo. Costo delle serate 50
euro, cena compresa, 20 euro gli spettacoli del 27 novembre e 18
dicembre.
Info
e prenotazioni tel. 0131 / 797333 info@hotelroccacivalieri.it
www.hotelroccacivalieri.it
A
Prato Eccellenza Birra
Dal 3 al 5 dicembre
2010, si terrà a Prato, nell'Area Fabbricone di Via Targetti, la
prima edizione di "Eccellenza Birra". La rassegna dedicata
alle birre artigianali, con uno speciale focus sulle birre natalizie,
tradizione del Nord Europa che si sta diffondendo anche nel nostro
Paese.
Tre giorni densi di
appuntamenti, laboratori sensoriali e di degustazione dell! e birre
artigianali, incontri a tema e dimostrazioni, utili a conoscere il
valore della birra artigianale, locale, nazionale e internazionale.
Un'occasione che non solo esalterà il buon bere ma anche i prodotti
gastronomici tipici della provincia di Prato attraverso i numerosi
stand allestiti all'interno della manifestazione.
Fra le tante iniziative
anche il concorso rivolto alle classi IV e V dell'Istituto
Alberghiero Datini di Prato, dove i ragazzi si cimenteranno nella
preparazione di piatti in cui è presente l'ingrediente birra, e che
prevede la proclamazione del vincitore assoluto come Junior Chef
d'"Eccellenza Birra"!
Il programma completo è
visibile sul sito www.eccellenzabirra.it
Santa
Margherita: premiati a Roma
gli “Esploratori del Gusto” 2010
Nel
corso di un’originale serata alla Città del Gusto di Roma,
si
è svolta la cerimonia di premiazione del Premio
Esploratori del Gusto, ideato da Santa Margherita, per rendere ancora
più incisiva la sua presenza nell’affascinante mondo della cultura
eno-gastronomica.
Particolarmente
significativa ed “emozionale” la lettura dei tre racconti
vincitori del Premio Eno-Letterario da parte di Monica Guerritore,
seguita dall’accurata preparazione delle tre ricette vincitrici del
Premio Eno-Gastronomico.
Ricette realizzate
nella cucina
del Gambero Rosso con la supervisione dello chef Luca Ogliotti, che
hanno interpretato in modo originale l’abbinamento con il Pinot
Grigio Valdadige D.O.C. Santa Margherita, da
50 anni emblema del vino bianco italiano nel mondo.
I
tre racconti diventeranno subito dei best seller, stampati sulle
retro etichette dei bianchi classici Santa Margherita , con una
tiratura complessiva di oltre 700.000 copie.
Giunto
alla quinta edizione, con la collaborazione di Librerie Feltrinelli,
il Premio Eno-Letterario deve il suo successo ad un equilibrato mix
tra cultura del bere, dello scrivere e del leggere, che ha già
coinvolto negli anni migliaia di appassionati.
I
vincitori:
Premio
Eno-Letterario
1°
classificato: Antonello Farris, con “Abitudini”
2°
classificati: Isabella Terrano,
con “Il piacere della lentezza”
3°
classificato: Gianni Mario Molteni, con
“In vino veritas”
Premio
Eno-Gastronomico
1°
classificato: Arabella Pezza, con “Stocco in potacchio”
2°
classificato: Antonio Fiori, con “Paella di fregula sarda”
3°
classificato: Donatella Simeone, con “Paccheri allo scorfano”
www.santamargherita.com
Agnello
Gallese Igp nell’alta ristorazione con Selecta
Milano,
novembre 2010. La
carne di agnello gallese igp consolida la propria presenza nell’alta
ristorazione italiana e lo fa siglando una partnership con Selecta,
azienda leader di settore che seleziona ed importa da tutto il mondo
solo alimenti di prima qualità.
Guido
Bruzzo, uno dei titolari di Selecta, si dichiara molto soddisfatto
della collaborazione con HCC: “Abbiamo visitato di persona la ditta
gallese Vion e il macello Welsh Country Food da cui provengono le
carni che noi importiamo. Abbiamo visto pascoli naturali, strutture
specializzate e operatori qualificati: una bella realtà da cui
proviene un prodotto dalle eccellenti qualità”.
L’accordo
fra le due società è stato inaugurato proprio da un viaggio in
Galles, tenutosi ai primi di ottobre, che ha avuto come obiettivo la
messa a punto di nuovi tagli per la ristorazione italiana. Le
“sperimentazioni” sulla carne ovina eseguite dallo chef Bruno
Barbieri, anch’egli presente alla missione in Galles, sono state
numerose ed interessanti: dalla coscia di agnello sono stati ricavati
singoli muscoli che si sono dimostrarti particolarmente duttili per
le cotture veloci, si è applicata la cottura a bassa temperatura per
il reale, si sono realizzati piatti a base di frattaglie e si sono
utilizzate le rifilature per preparare polpettine farcite e hamburger
(insaporiti dal pregiato sale Halen Mon).
I
nuovi tagli saranno commercializzati in Italia da Selecta a partire
dagli inizi di novembre. Nello specifico verranno distribuiti il
french
rack
(o costolette) ossia la parte anteriore del carrè, un taglio
“classico” ma molto utilizzato in cucina perché si presta a
preparazioni d’effetto e lo
scamone,
un’assoluta novità in quanto si tratta di un taglio tipico della
carne bovina, ma che risulta, anche nella “versione ovina”, molto
versatile e adatto a numerosi tipi di cottura.
Assolutamente
positivo è il commento di Jeff Martin, responsabile HCC in Italia:
“L’accordo con Selecta è un passo avanti molto importante nel
percorso di affermazione dei nostri prodotti nell’alta
ristorazione. Selecta è un marchio riconosciuto nel settore e siamo
perciò felici che anche l’agnello gallese igp faccia parte della
loro scuderia”.
L’agnello
gallese igp sta riscuotendo grande successo fra i più importanti
chef e ristoratori italiani. E’ apprezzato per le sue qualità
organolettiche (gusto e tenerezza su tutte) e per la versatilità che
gli permette di essere proposto in svariate ricette e preparazioni,
senza dimenticare il marchio igp che conferisce sicuramente il valore
aggiunto.
Per
maggiori informazioni visita il sito: www.carnigallesi.it
Federalimentare
porta nelle aziende alimentari oltre 80.000 visitatori
Nel
2010 l'export crescerà del 9%
Roma
novembre 2010.
Il 2010 segnerà la riscossa dell'idustria alimentare italiana dopo
due anni di difficoltà soprattutto nei consumi interni.
“Chiuderemo
l'anno con un +2% di produzione e con +9 di export” ha dichiarato
Daniele Rossi, dg di federalimentare, in occasione di “Apertamente”,
promossa da Federalimentare, che ha mostrato al pubblico i progressi
delle aziende in ambito ambientale.
La
IV edizione di Apertamente si è svolta nell’ambito dei 100 anni
di Confindustria, con l’apertura al pubblico delle aziende
alimentari dislocate sull’intero territorio nazionale.
Quest’anno
al centro dell’iniziativa intitolata “Gusto Sostenibile” il
tema della sostenibilità ambientale.
Sono
stati oltre 80 mila i visitatori tra giornalisti, istituzioni, scuole
e cittadini che hanno avuto modo di vedere con i propri occhi, nelle
oltre 50 aziende partecipanti (per un totale di 72 stabilimenti)
quanto le imprese alimentari fanno ogni giorno per salvaguardare
l’ambiente.
Di
seguito alcuni dati che evidenziano lo sforzo compiuto dall’industria
alimentare nel corso degli ultimi 20 anni: dai primi anni Novanta a
oggi c’è stata una riduzione dei consumi di acqua di circa il
30/40%.
Nell’ultimo
decennio si è conseguito un risparmio energetico di circa il 15/20%
e ci sono stati tagli nell’intensità delle emissioni di CO2 di
circa il 30%. Nello stesso arco di tempo si sono ridotti del 40% il
peso e il volume degli imballaggi utilizzati e sono diminuiti del 17%
i costi relativi al loro trasporto incrementando del 10% la quantità
di materiale riutilizzato. Il che equivale a non aver immesso sul
mercato 300 milioni di imballi primari ed un risparmio del 20% circa
delle emissioni di CO2.
Tra
le aziende che hanno partecipato figurano le più importanti realtà
del panorama alimentare del
Paese.
A San Quirico d’Orcia
(Siena) dal 4 all’8 dicembre,
degustazioni ed eventi
per celebrare le produzioni di qualità
Extravergine che
passione: San Quirico alza il sipario sul festival
dell’olio nuovo.
L’Extravergine 2010 alla memoria di Angelo Vassallo
Degustazioni
e corsi di assaggio; il trekking dell’olio fra sapori e tesori
artistici e un premio per i produttori. Poste Italiane emetterà un
francobollo speciale. Concerti e spettacoli lungo le vie del borgo
Una
passione tutta extravergine. Cinque giorni a San Quirico d’Orcia
(Si) dedicati al prodotto principe della terra di Valdorcia, con la
Festa dell’Olio, in programma da sabato 4 a mercoledì 8 dicembre.
Degustazioni
di olio nuovo, abbinamenti enogastronomici, massaggi, cultura
dell’olio e divertimento. E’ l’edizione delle conferme quella
presentata e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia in
collaborazione con la Pro Loco e che si svolgerà a cavallo del ponte
dell’Immacolata: un vero e proprio festival dell’extravergine che
vedrà la seconda edizione del premio per le aziende olivicole e
mini-corsi di degustazione per il pubblico. Per gli appassionati di
enogastronomia e paesaggio ci sarà poi il trekking dell’olio, un
percorso fra olivi e le bellezze storico-architettoniche del centro
storico di San Quirico, che si concluderà con l’assaggio di
bruschette appetitose. Per gli amanti del benessere la possibilità
di ricevere massaggi nelle splendide sale del Palazzo Chigi Zondadari
a base di olio extravergine di oliva.
Inoltre,
dopo il Prof. Giorgio
Calabrese,
il premio L’Extravergine 2010 verrà consegnato quest’anno alla
memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica barbaramente ucciso
lo scorso 5 settembre. A ritirare il riconoscimento mercoledì 8
dicembre sarà il figlio Antonio. In occasione della Festa dell’olio
2010 Poste Italiane emetterà un francobollo celebrativo che sarà
annullato in apertura del Festival.
La
festa dell’olio, che si svolge fin dal 1993, è un esplosione di
sapori, profumi e folclore popolare, e l’occasione per visitare la
cittadina nel cuore della Valdorcia e i suoi paesaggi famosi nel
mondo, nonché per degustare la nuovissima annata dell’olio
extravergine, in abbinamento con i vini Orcia, i formaggi pecorini,
carni di chianina e salumi, oltre ai molti piatti tipici
tradizionali. Per tutta la durata del Festival musica e concerti
lungo le vie del borgo con il concerto spettacolo dei
Camillocromo.
Per
info e prenotazioni alle degustazioni, trekking dell’olio e
massaggi: Ufficio turistico San Quirico d’Orcia.
Tel.
0577.897211/0577.899724 - ufficioturistico@comunesanquirico.it
www.comunesanquirico.it
Intervista
al Presidente del Consorzio Dolce Nord Est:
prospettive
e attività in un’ottica di marketing territoriale
Si
chiama Consorzio del Dolce Nord Est e sono già in molti a conoscerlo
per le sue attività di valorizzazione del turismo enogastronomico e
per la diffusione del prodotto tipico e a km zero in Friuli Venezia
Giulia, abbiamo incontrato Pio
Costantini, il Presidente del Consorzio,
per conoscerne finalità e sviluppi.
Presidente,
qual è l’obiettivo primario che preme raggiungere al Consorzio? Il
nostro obiettivo è senza dubbio quello di far diventare il “marchio”
Dolce Nord Est sinonimo delle eccellenze che caratterizzano dal punto
di vista enogatronomico il territorio, essere uniti significa per noi
essere più forti nel promuovere le nostre tipicità rispetto al
mercato e in grado di portare avanti le tradizioni. Più
in generale di cosa vi occupate e cosa andrete a definire a livello
di attività per il 2011. Il
Consorzio riunisce i comuni di: Attimis, Faedis, Lusevera, Magnano in
Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Tarpana e Tarcento e per
ognuno di loro mette in “rete” le eccellenze enogastronomiche
attraverso iniziative come ad esempio “Sapori in tavola del
DolceNordEst” e “Il Parco didattico del Territorio”. Sapori in
tavola è una rassegna che coinvolge tutti i ristoranti aderenti al
consorzio e dal mese di ottobre al mese di dicembre propone una serie
di serate con menù tipici creando un itinerario ideale su tutto il
territorio, proprio per questa iniziativa è previsto un ampliamento
in vista del 2011, infatti vogliamo rendere ancora più ricco il
programma e la guida che distribuiamo presso tutti gli uffici
turistici per promuovere l’iniziativa. Ad oggi accoglie solo i
menù, dal prossimo anno desideriamo che racconti nel dettaglio anche
i luoghi dove possono essere acquistati i prodotti tipici. La guida
grazie alla collaborazione con Federalberghi avrà una diffusione
ancora più capillare e pertanto desidera diventare uno strumento di
marketing territoriale. In quest’ottica a novembre ci saranno nuovi
incontri tra i consorziati per potenziare il programma 2011 e
trovare nuove sinergie.
Parlava
inoltre del “Parco Didattico del Territorio”, in cosa consiste?
Una
vera e propria mappa che unisce tutte le informazioni relative non
solo all’offerta enogastronomica del territorio ma anche quella per
il relax con l’indicazione ad esempio dei sentieri, del
cicloturismo, dei punti wellness, lo sport con le escursioni e le
diverse attività praticabili, la cultura con i punti di maggiore
interesse. In questo senso la cartina che viene distribuita nei punti
di informazione turistica, è uno strumento per il visitatore ma
anche per chi in Regione ci abita e magari non conosce i luoghi
particolari e unici che è possibile visitare.
Il
consorzio si occupa anche dei cosiddetti prodotti a km zero, cosa
sono?
Sono
i prodotti delle nostre terre che oltre a garantire freschezza
consentono alla cucina di essere a basso impatto ambientale in quanto
la materia prima viene consumata nello stesso luogo e quindi non
comporta problematiche logistiche di trasporto e l’annesso
inevitabile inquinamento.
Prossime
iniziative? Come
Ristorante Costantini, partecipiamo al calendario di “Sapori
in Tavola” venerdì 26 novembre sempre presso il nostro ristorante
con la cena tipica.
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Le
notizie della settimana 23
novembre 2010
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A Milano alla scoperta della Slovenia
viticola
Onav
Lombardia porta nella metropoli un altro sorso d’Europa, grazie
alla degustazione di vini della Slovenia, certamente uno dei paesi
che più sta facendo parlare di sé
Lunedì
29 novembre ore 18.30 - 21.30 – Hotel Marriot Via Washington, 66 –
Milano
Con
"Alla
scoperta della Slovenia viticola: piccole realtà crescono",
Onav Lombardia porterà a Milano una delle più interessanti regioni
vinicole d’Europa. L’evento, organizzato da
Japti-Ufficio di Rappresentanza dell’Economia slovena di Milano in
collaborazione con la Camera agro-alimentare slovena e l’Ufficio
del Turismo. sloveno si
terrà il 29 novembre dalle 18.30 alle 21.30 presso l’Hotel
Marriot in Via Washington 66 a Milano.
Grazie
alla presenza di 20 piccole aziende di alta qualità, Onav Lombardia
farà conoscere un paese ormai noto agli intenditori per i suoi vini
ma ancora sconosciuto per il grande pubblico. Eppure in Slovenia, la
coltura della vite risale al periodo delle tribù Celtiche e
Illiriche, 500-400 anni a.C., cui seguirono i Romani e il
cristianesimo, che diedero ulteriore impulso alla viticultura. Questa
raggiunse una notevole importanza durante l’Impero Austro-Ungarico,
ma in tempi più recenti rischiò l’abbandono. Dopo la nascita
dello stato sloveno (1991), la viticoltura si è rinnovata e
sviluppata puntando fortemente sulla qualità. Ancora una volta,
quindi, Onav Lombardia porterà l’Europa del vino a Milano e,
durante la degustazione, si potranno assaggiare i vini delle
principali regioni vinicole e alcuni dei produttori più noti, come
Cotar, Batic, Simcic e Skurek.
L’evento
sarà quindi anche una preziosa occasione per conoscere la cultura di
un paese vicino. Attraverso il calice, Onav farà compiere ai
presenti un vero e proprio viaggio virtuale alla scoperta di queste
aree:
-
Posavje, la zona confinante con la Croazia, è l’unica dove la
produzione di vini rossi predomina sui bianchi. Il vino più
importante è il Cviček, uvaggio di uve rosse e bianche autoctone
(Kraljevina and Žametovka) di colore rosato con un titolo
alcolometrico volumico non superiore al 9%, deroga autorizzata
dall’UE;
-
Podravje, la zona confinante con l’Ungheria e l’Austria
attraversata dal Drava, presenta vini con caratteristiche
simili a quelli austriaci per struttura, cultivar e vinificazione;
- Primorska
(Litoranea), zona confinante con l’Italia, si suddivide a sua
volta in quattro zone: Goriška Brda (Collio sloveno), Vipavska
dolina (Valle del Vipaca o Vipacco), Kras (Carso sloveno) e Koper
(Capodistria). Qui la viticoltura risente dell’influsso
del mare e delle Alpi.
L’evento é aperto a
tutti. Ingresso: € 10 per i soci Onav, € 20 per i non
associati
"BenTorrone"
nel centro cittadino di Benevento
Scatta l'ora di
"BenTorrone", la rassegna del torrone tradizionale sannita
che apre la serie di manifestazioni natalizie nel centro cittadino di
Benevento.
A fare da sfondo alla
Kermesse, l’incantevole e mistico spettacolo di luci e colori
natalizi nello storico Corso Garibaldi e nella romantica piazza
S.Sofia.
Quest’anno, dal 26
al 28 novembre, la sesta edizione.
L'iniziativa è promossa
dal Comune di Benevento per valorizzare, sviluppare e recuperare
l'antica tradizione produttiva beneventana.
Una tre giorni di
degustazioni, rappresentazioni, esposizioni, mostre, parate, visite
guidate. Celebrare il torrone a Benevento, significa celebrare una
parte importante della sua storia, ricordando uomini, tradizioni,
lavoro, profumi e doni semplici di un tempo lontano.
Lungo Corso Garibaldi,
sarà possibile assaggiare le ricette tradizionali e le ultime novità
dolciarie delle maggiori aziende produttrici sannite nonché i
prodotti di famose ed importanti aziende italiane.
Durante la rassegna, una
sorta di Sweet Torrone meridionale, il corso Garibaldi e le
principali vie ad esso adiacenti saranno allestiti in modo da
realizzare un percorso gastronomico-culturale che ripercorre la
storia del torrone di Benevento tra gli stand di degustazione.
Accanto alla rassegna
tematica sono previste numerose attività collaterali per animare il
centro storico, concerti ed artisti di strada ad allietare i
visitatori.
L’importanza della
rassegna è arricchita dalla partecipazione delle industrie dolciarie
di San Marco dei Cavoti e della città di Cremona, uno dei principali
centri nazionali di lavorazione del “Torrone”, con la quale è
stata costituita l’associazione "Città del Torrone" che
vede sempre nuove adesioni di produttori nazionali, presenti a
Benevento, e di partner internazionali, tra i quali spetta un ruolo
di spicco ai produttori spagnoli della provincia di Xixona che
porteranno i loro prodotti in degustazione nella rassegna sannita.
Anche il Consorzio
Turismo Matese sarà presente con uno stand che proporrà per la
degustazione e la vendita Torrone, Cioccolato, Nocciolato, Miele,
Confetture e manufatti artigianali dedicati al Natale.
Chi sarà presente nel
centro storico di Benevento in questi tre giorni avrà modo
di assistere a spettacoli di assoluto richiamo, godrà della presenza
di artisti da strada, vedrà una mostra di artisti dei presepi nel
palazzo Paolo V e dimostrazioni dal vivo della produzione del
torrone, il tutto in una festosa atmosfera natalizia.
Paolo Massobrio al
Regio di Torino con Golosaria
Il 29 novembre il
debutto della GuidaCriticaGolosa, ma anche dei "Sistemi del
Gusto"
Sarà il Teatro
Regio di Torino, coi suoi foyer, lo scenario scelto da Paolo
Massobrio per presentare la sua 19^ edizione della GuidaCriticaGolosa
al Piemonte.
Sul sito
www.golosaria.it
c'è tutto il programma della giornata, ricca di novità, ed anche
l'anticipazione delle "Corone radiose" ossia il massimo
riconoscimento che viene dato ai ristoranti dall'equipe coordinata
dal giornalista col Papillon.
Sono in tutto 33, in
Piemonte, i ristoranti coronati, cui seguono a ruota di una sottile
distanza 45 faccini radiosi. In tutto 381 ristoranti "titolari"
recensiti con tanto di descrizione e giudizio di valore. Ma
Golosaria avrà come sfondo proprio i "Sistemi" dedicati al
gusto, ovvero quelle realtà (saranno 10) che hanno deciso di
mettersi insieme per promuoversi. In tutto più di 60 produttori di
cose buone che saranno presenti al Teatro Regio con i cioccolatieri
dell'Acai (Associazione Artigiani Cioccolatieri Italiani) e con
Guffanti dal 1876, che è stato valutato tra i migliori Cheese Shops
al mondo.
Golosaria è infatti anche un laboratorio dove
vengono dati i riconoscimenti, ad esempio agli "artigiani
radiosi" che con il loro lavoro fanno cultura del territorio. La
giornata torinese avrà un prologo a Mercenasco, sabato 27 e domenica
28 novembre, al Garden Center Peraga, dove altri 40 produttori di
cose buone allestiranno un mercato del gusto realizzato dalla
Compagnia dei Sapori e Paolo Massobrio presenterà il suo libro per
la famiglia Adesso, 365 giorni da vivere con gusto.
Ma per Golosaria,
debutterà su Ipad anche Il Golosario 2011, la cui parte dedicata ai
negozi si potrà scaricare gratuitamente, mentre alla vigilia di
Natale sarà disponibile anche la nuova Guida Ai Ristoranti del
Golosario, con 2000 segnalazioni. Un lavoro importante di
valorizzazione, quello di Massobrio e del Club di Papillon, che muove
e indirizza migliaia di persone verso le produzioni più autentiche e
meritevoli.
L'ultimo atto di
Golosaria al Teatro Regio, lunedì 29 novembre alle ore 18, sarà
dedicato al vino e in particolare alla memoria di Luigi Veronelli,
con un'iniziativa a sorpresa.
Su
32 milioni di bottiglie di Bardolino e di Chiaretto
obbligatoria
la fascetta di Stato a tutela del consumatore
Cavaion Veronese 17
novembre 2010. È deciso: dalla vendemmia 2011 tutti i 22 milioni
di bottiglie di Bardolino e i 10 milioni di bottiglie della sua
versione rosata, il Chiaretto, recheranno obbligatoriamente la
fascetta di Stato. Lo ha deciso oggi l’assemblea dei soci del
Consorzio di tutela del Bardolino, con l’83,5% di voti favorevoli.
“Con questa decisione –
spiega il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio
Tommasi – si chiude di fatto il cerchio di un lavoro triennale
che ha portato al riassetto complessivo della nostra denominazione,
in primo luogo tornando a costruire una precisa identità basata
sulla tradizione, poi approvando un nuovo disciplinare di produzione,
orientato verso una più marcata affermazione del ruolo dei vitigni
autoctoni, ed ora decidendo di apporre la fascetta di Stato su tutte
le nostre bottiglie, a tutela del consumatore: vogliamo che chi
acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto abbia la piena
garanzia sul vino che beve. Credo che per una denominazione d’origine
delle nostre dimensioni, quindicesima in Italia per volumi prodotti,
si tratti di un atto di serietà e di coraggio che ha pochi paragoni
al di fuori del panorama delle docg, per le quali la fascetta è
obbligatoria per legge e non per libera scelta della filiera”.
Da due anni a questa
parte, la denominazione bardolinese ha conosciuto una vera e propria
rinascita, dopo un lungo periodo di difficoltà. Stabilito per due
anni consecutivi il record di vendite, nell’ultima vendemmia anche
i prezzi delle uve e del vino hanno cominciato a conoscere un trend
di crescita: il valore delle le uve è aumentato mediamente del
20-30% e in parallelo anche le vendite di vino all’ingrosso hanno
cominciato a segnare incrementi nell’ordine del 20%. E se in
origine era soprattutto il Chiaretto a trainare la filiera, ora
corrono con la stessa andatura sia il rosso Bardolino che la sua
interpretazione rosata. “I nostri produttori – dice Tommasi –
hanno riscoperto l’orgoglio di produrre il Bardolino della
tradizione, scarico di colore, leggero, fruttato, speziato, fresco, e
la clientela è tornata a premiarci, ritrovando il piacere dei vini
come i nostri, che, con la loro straordinaria abbinabilità, riescono
ad accompagnano la tavola d’ogni giorno, ma anche i piatti più
raffinati della cucina creativa”. Tanto successo rappresenta un
motivo di soddisfazione, ma anche una possibile fonte d’allarme per
il futuro: “I prodotti di successo – afferma il presidente del
Consorzio del Bardolino – corrono sempre il rischio di essere
imitati e falsificati, e noi questo rischio non vogliamo farlo
correre a chi acquista una bottiglia di Bardolino o di Chiaretto: per
questo abbiamo liberamente scelto di adottare l’obbligo della
fascetta di Stato su tutte le nostre bottiglie già fin dalla
prossima vendemmia, quando tra l’altro entrerà in vigore anche il
nuovo disciplinare di produzione, che ha aumentato fino al 20% il
possibile apporto della corvina veronese all’uvaggio del Bardolino
e del Chiaretto, in accostamento alla rondinella, esaltando in questa
maniera il ruolo delle più classiche uve tipiche delle nostre
colline”.
Una decisione, quella
adottata dai soci del Consorzio del Bardolino, non priva di forti
dibattiti interni: l’iter di approvazione è stato avviato già in
febbraio ed ha previsto vari incontri assembleari. In particolare,
era forte la preoccupazione di vari piccoli produttori non già sul
tema della tutela, quando sugli oneri che con questa scelta dovranno
assumersi per l’acquisto delle etichettatrici e per la gestione
delle fascette. “Certamente – osserva Tommasi – alla filiera
del Bardolino e del Chiaretto viene chiesto un nuovo importante
impegno, ma ci conforta la pacatezza e la professionalità con cui la
questione è stata affrontata da tutte le componenti della nostra
denominazione, cui rivolgo un sentito ringraziamento per la coesione
dimostrata in tutto questo triennio, che ci ha visti impegnati in
scelte di considerevole portata. Scelte che, peraltro, già sin d’ora
ci stanno premiando con risultati di notevole rilievo”.
Si apre la stagione del Radicchio Rosso
di Treviso
Zero Branco, 17
novembre 2010 – Il freddo si fa attendere ma, grazie alle prime
brinate, dal 1° novembre il Radicchio Rosso di Treviso è tornato a
far bella mostra sulle nostre tavole.
l
Considerato sinonimo di
certificazione, genuinità e ricercatezza, il Radicchio Rosso di
Treviso IGP è richiesto soprattutto dalle grandi catene distributive
che ne garantiscono la costante presenza nei banchi frigo.
Si consolida infatti
l’esportazione verso la Germania, prima importatrice di prodotti
biologici, che ne riconosce l’assoluta componente naturale, verso
Austria e Francia, particolarmente attenta alle specialità
alimentari, ma soprattutto verso i paesi dell’est, con la Russia
come realtà emergente che dimostra un forte interesse esigendone
sempre maggiori quantità.
Intanto
il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di
Castelfranco continua la propria attività di comunicazione in
rubriche televisive enogastronomiche e promozione presenziando e
facendo parlar di sé ad alcuni dei più rilevanti eventi e fiere
nazionali ed internazionali, quali Fruitlogistica a Berlino, la fiera
di Anuga ed altre.
Con
gli Aperitivi del Contadino di Nostrale
la campagna arriva in città
Milano,
novembre 2010
- Martedì
23 novembre 2010
alle ore 21 presso il negozio a filiera minima Bottegas
di Milano parte l'Aperitivo
con il contadino,
il primo di una nuova serie di appuntamenti organizzati dalla
cooperativa senza scopo di lucro Nostrale
(www.nostrale.it).
I presenti assaporeranno i sapori e scopriranno i segreti del vino
insieme al sommelier e delegato FISAR (Federazione Italiana Sommelier
Albergatori e Ristoratori) Roberto
Pace.
Tre i vini che verranno degustati: il
Pinot
Nero Coste del Roccolo,
il
Bonarda
Staffolo di Rovescala,
e lo Cuvée
Pinot Nero Marne Bianche
dell'azienda agricola Anteo
Vini.
Nel
corso della degustazione il sommelier Roberto Pace spiegherà agli
ospiti le tecniche di degustazione e di valutazione adottate dagli
assaggiatori e le basi teoriche sui processi produttivi di
vinificazione. Il produttore, insieme a un agronomo di Nostrale,
svelerà i segreti della viticoltura e “quello che c’è” nel
bicchiere che abbiamo tra le mani.
L'Aperitivo
del Contadino, il
primo format di serata a filiera corta per l'agro-alimentare ideato
da Nostrale,
è solo il primo di una serie di eventi itineranti che coinvolgeranno
tutti quei locali di Milano e Provincia dove cultura alimentare e
contatto diretto con il produttore sono una regola.
Il
costo dell'aperitivo è di soli 10 € per degustare tutti e tre i
vini presentati.
Bottegas è a Milano in via Colletta, 31 (ang. via Friuli - MM3
Lodi). E' gradita la prenotazione scrivendo una mail a
nostrale@nostrale.it o chiamando i numeri 339 5976553 (Davide) o 346
3641170 (Fabio).
Le
caratteristiche dei vini:
-
Pinot
Nero Coste del Roccolo
proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Ha gradazione alcolica di
13.1% e profuma di fragoline selvatiche e frutta rossa;
-
Bonarda
Staffolo di Rovescala
proviene da vitigni dell'Oltrepò Pavese. Vino leggermente frizzante
con gradazione 12.6%. I vitigni diRovescala son i vitigni madre del
Bonarda;
Cuvée Pinot Nero
Marne Bianche
è uno spumante pregiato con gradazione 12.4% e una presa di spuma
in autoclave secondo il metodo inventato da Martinotti e
perfezionato dall'inventore dello champagne, Charmat.
Nostrale
è una cooperativa senza scopo di lucro nata da un’idea
dell’agronomo Davide Ciccarese e realizzata insieme a Fabio
Sangiorgi, Jacopo Caracci e Simone Sanvito, tre giovani tra i 26 e i
28 anni con esperienze professionali ed educative qualificate alle
spalle. L’obiettivo è favorire lo sviluppo economico e sostenibile
in ambito agricolo e promuovere il consumo etico, per avvicinare i
produttori che lavorano la terra agli abitanti delle città, che
spesso non hanno l'opportunità di entrare in contatto con la natura
e l’agricoltura. Nostrale sostiene lo sviluppo rurale con una forte
attenzione verso l'ambiente, seguendo i modelli di economia solidale
e cooperazione tra le aziende e le persone.
Il
progetto “BotteGas filera minima”, nasce dall’idea di creare un
punto vendita di nuova concezione, che ricalca nell’immaginario
collettivo il vecchio “Bottegaio”, incarnando i valori, gli
antichi sapori e le sensazioni oramai sopite; ma allo stesso tempo
introducendo nuovi concetti e una nuova ”cultura”, da trasmettere
al consumatore al fine di elevarlo e renderlo più consapevole di ciò
che consuma e soprattutto per renderlo consapevole dell’economia
potenziale che può innescare.
English
Beef: export in crescita
Milano,
novembre 2010 –
Il 2010, secondo i dati diffusi da Eblex a ottobre, si è avviato in
modo più che positivo per quanto riguarda le esportazioni di English
Beef. L’analisi effettuata dall’Ente che si occupa della
promozione e dell’esportazione di carni rosse inglesi in Europa
evidenzia, nel periodo che va da gennaio ad agosto 2010, un aumento
dell’export pari al 21.7% comparato allo stesso periodo dell’anno
precedente. Tradotto in quantità significa che l’Inghilterra ha
esportato in tutto il mondo nei primi otto mesi del 2010 ben 64727
tonnellate di manzo, contro le 53186 del 2009.
Per
quanto riguarda nello specifico il nostro Paese, l’Italia ha
importato 6077 tonnellate di carne di manzo inglese, rispetto alle
4621 tonnellate dello scorso anno, pari a un + 31.5%. Con questi
numeri l’Italia si conferma uno dei mercati più importanti per
l’export di carne inglese, meglio del Bel paese solo la Francia
(con 6.684 tonnellate importate), l’Irlanda (16.359) e i Paesi
bassi (22.338).
Gli
ottimi risultati registrati nell’export sono dovuti essenzialmente
alla qualità di questo prodotto e alla notorietà di cui gode in
particolare nel nostro Paese: il consumatore italiano si
aspetta che dall’Inghilterra arrivi una carne bovina fortemente
caratterizzata dal punto di vista gustativo, con un prezzo in linea
con quello italiano, ma soprattutto con garanzia e certificazione di
qualità, richieste che l’industria zootecnica d’oltremanica
riesce a soddisfare pienamente. Non dobbiamo infine dimenticare che
l’Italia resta un paese fortemente legato all’estero per quanto
riguarda l’approvvigionamento di carne, è naturale pertanto che
gli italiani si rivolgano verso un consumo di carni estero
conosciuto, controllato, credibile come quello inglese che vanta una
tradizione secolare nell’allevamento.
(i
dati si riferiscono al periodo gennaio-agosto 2010. Fonte: Eblex)
Piccoli
chef crescono a Catania con
Congusto, Sale&Pepe e Cucina Moderna
Dalla
collaborazione tra la scuola di cucina Congusto,
Sale&Pepe e Cucina Moderna nasce
un percorso
dedicato ai bambini che
inizierà a dicembre e proseguirà anche nel mese di gennaio.
Congusto
Catania apre
le porte della sua cucina ai piccoli per un incontro consapevole e
coinvolgente con il mondo del food.
La
sede di Catania ospiterà due differenti tipologie di corsi, quelli
dedicati esclusivamente ai bambini dal titolo “Piccoli
Chef”, con
ricette semplici e realizzabili insieme ad uno Chef, e quelli per i
genitori e i bambini “Cucina
a 4 mani” .
Entrambi
hanno l'obbiettivo di avvicinare
i bambini al mondo della cucina e del cibo in modo divertente e
coinvolgente per
un primo approccio, anche in compagnia della propria mamma o papà.
Gli
Chef professionisti sapranno stimolare
la fantasia dei partecipanti, coinvolgendoli nella preparazione di
ricette dal
titolo accattivante e simpatico. Menù diversi a seconda del tema
dell'incontro: dalle “Pizze e Pizzette” di Sabato 11 dicembre e
29 gennaio, alle “Mani di Pastafrolla” di Domenica 12 dicembre e
Sabato 22 gennaio, passando per i “Biscotti e Dolcetti per il
Natale” di Sabato 12 dicembre e concludendo con il “Cioccolato”
di Sabato 15 gennaio. Tutti questi corsi per “Piccoli
Chef”
avranno una durata di due ore dalle 15.00 alle 17.00.
Insieme
ai genitori nei corsi “Cucina
a 4 Mani” invece
i bambini conosceranno temi più ampi per un menù
completo dall'antipasto al dolce, che conquisterà grandi e piccini,
Giovedì 16 dicembre dalle 15.00 alle 18.00 e Domenica 23 gennaio
dalle 11.00 alle 14.00.
Le
iscrizioni sono aperte per i bambini dai 4 ai 12 anni e in ogni
lezione verranno preparate tre ricette da gustare al termine tutti
insieme, in un'atmosfera di festa.
Congusto
Catania è
a pochi passi dal centro storico all'interno di un antico palazzo
siciliano. Un ambiente solare e caloroso dove ogni dettaglio è
studiato per creare uno stile accogliente e colorato.
Congusto
è
il salotto della “cultura contemporanea culinaria”, un network
italiano di scuole di cucina. Delizie, curiosità e laboratori di
gusto adatti a diverse ambientazioni, che si adattano alle esigenze
di aziende partner e del pubblico di visitatori. Nel cuore della
città di Milano, a due passi dal Duomo di Catania, e presto anche a
Roma e Lecce, la scuola organizza corsi di cucina per tutti i
livelli, neofiti, appassionati e professionisti e mette a
disposizione i propri chef e il proprio staff per interventi creati
ad hoc.
li
spazi di Congusto sono una vetrina corner-shop, dove è possibile
presentare i prodotti delle aziende. www.congusto.it
A Roma “Panettone Day” e “Bollicine
d’Autore”
27
Novembre - 4 Dicembre - 18 Dicembre
ore
11:00 - 18:00
Brindiamo
all’avvicinarsi del Natale e cominciamo ad assaporarne le delizie
tipiche al Bar - Pasticceria di Massimo
e Rosella Dall’Armi che
ci propongono tre appuntamenti di qualità: due giornate dedicate al
Panettone e una all’insegna del Prosecco d’Autore.
Situato
in un punto strategico di passaggio all’uscita da Roma, in
direzione dei Castelli Romani, e a due passi dal Santuario del Divino
Amore, sulla via Ardeatina, il Bar
- Pasticceria N Y
offre una produzione artigiana
fatta di un ampio assortimento di lieviti, a cominciare dal cornetto
semplice - il fiore all’occhiello - dalle notevoli qualità
gustative. Una sosta golosa per chi ama fare colazione fuori casa,
per i cultori del rito del “cappuccino e cornetto” e per chi
vuole cominciare la giornata con un dolce peccato di gola.
Già
si sente l’atmosfera del Natale al Bar
- Pasticceria NY.
Il 27 Novembre 2010
Massimo e Rosella ci invitano al primo dei due appuntamenti dedicati
al “Panettone Day”
che si ripeterà il
sabato successivo, 4
Dicembre: due
giornate all’insegna del re dei dolci natalizi. Dalle ore 11.00 di
mattina fino alle ore 18.00 si potrà degustare una nutrita gamma di
vere e proprie delizie per il palato: il
Panettone Classico, quello Mandorlato senza canditi, il Panettone al
Cioccolato, il Classico all’Olio Extravergine di Oliva e, la novità
di quest’anno, il Panettone alla Birra Artigianale.
Accompagnati dal Moscato d’Asti dell’azienda Degiorgis.
Un’occasione
per acquistare o prenotare (anche nei grandi formati) i dolci delle
Feste con tranquillità, scegliendo prodotti di livello eccellente,
preparati con ingredienti freschi, genuini, senza prodotti
artificiali aggiunti. I punti di forza della famiglia Dall’Armi
sono infatti la scelta rigorosa delle materie prime, sempre e solo di
alta qualità, e la lavorazione artigianale.
Una
giornata per cominciare a farci gli auguri in modo semplice e
cordiale, in attesa dell’appuntamento del 18
Dicembre con le
“Bollicine
d’Autore”, che
non possono mancare sulla tavola delle Feste: un sabato in cui
potrete degustare il Prosecco di Valdobbiadene dell’azienda
agricola Bisol
Desiderio & Figli.
Bar
- Pasticceria NY
via
Ubaldo Montelatici, 6/8
(G.R.A.
uscita 24 – ARDEATINA) 00134 Roma - Italia
tel.:
+39 06.71355750 - e-mail: n.y.barpasticceria@gmail.com
Emilia
Romagna, nuovo polo logistico
nel settore dell’ortofrutta
GF Group
apre il capitale di Tecnolog Italia ad Apofruit Soc. Coop. Agricola e
C.P.R. System per sviluppare sinergie nel trasporto refrigerato su
gomma
Cesena 16
novembre 2010 - GF Group, attraverso la sua
sub holding GF trasporti, nel corso del 2010 ha perfezionato
l’acquisizione dell’intero capitale della società Tecnolog
Italia S.r.l.. Attualmente è in corso di formalizzazione
un’operazione per la cessione del 10% delle quote alla società
Apofruit Soc. Coop. Agricola ed un’ulteriore 10% alla società
C.P.R. System.
Tecnolog
Italia ha sede a Cesena ed opera nel settore del trasporto terrestre
con specializzazione nella movimentazione di merce a temperatura
controllata e nella logistica di prodotti alimentari e beni di largo
consumo verso la GDO ed i mercati ortofrutticoli nazionali ed
internazionali.
La società
gestisce la propria attività attraverso un centro di distribuzione e
stoccaggio dei prodotti ubicato in Pieve Sestina ed ha un fatturato
di 15 milioni di Euro e 35 dipendenti.
“Guardiamo
con grande interesse e abbiamo aderito a questa iniziativa
imprenditoriale - dichiara, Renzo Piraccini,
Direttore Generale Apofruit Soc. Coop. Agricola - non
solo perché Tecnolog è il nostro più importante fornitore
nell’area dei trasporti, ma perché attorno a questa società si
può costruire un polo logistico nel settore dell’ortofrutta
nell’area romagnola. Inoltre abbiamo da anni rapporti con il gruppo
GF di cui conosciamo serietà e professionalità “.
“Ritengo
– dichiara Gianni Bonora, AD di CPR System– che
l’integrazione logistica e le sinergie tra filiere rappresenti
oggi uno degli elementi chiave per dare competitività al settore
ortofrutticolo ed è in questa ottica che CPR System sta
consolidando la sua attività nella movimentazione degli imballaggi
in plastica riciclabile a sponde abbattibili”.
Antonio
Orsero, Presidente e AD di GF Group – “Il
nostro posizionamento in Romagna attraverso l’acquisizione di
Tecnolog Italia è strategico per la crescita nel settore del
trasporto frigorifero su gomma, dopo la positiva esperienza maturata
con la controllata Siter Trasporti, che opera nello stesso settore
con basi ad Albenga, Savona e Verona. Siamo soddisfatti della
partnership con Apofruit Soc. Coop. Agricola e C.P. R. System, che
ringraziamo per la decisione di aderire al progetto, ed auspichiamo
che altre società di rilievo possano trovare interesse ad entrare
nel capitale di Tecnolog Italia per sviluppare insieme ulteriori
sinergie”.
Profili
delle società
Apofruit
Italia è un gruppo cooperativo
specializzato in produzione e condizionamento di ortofrutta fresca.
Ha sede a Cesena e conta oggi 4 mila soci distribuiti nelle
principali regioni ortofrutticole italiane come Sicilia, Campania,
Emilia Romagna, Puglia, Calabria e Veneto. Apofruit Italia oggi vanta
una produzione totale di 250 mila tonnellate di ortofrutta; possiede
12 stabilimenti di lavorazione e conservazione e 6 centri di ritiro e
stoccaggio. Apofruit Italia occupa 165 dipendenti fissi e 2.240
stagionali. Il valore della produzione del Gruppo, di cui fa parte
anche Moc Mediterraneo e Canova, raggiunge oggi 250 milioni di euro.
C.P.R.
System è una cooperativa con sede a Gallo
(Ferrara). E’ leader italiano degli imballaggi a sponde abbattibili
e riciclabili a ciclo chiuso. Conta oggi 946 soci di filiera che
comprendono sia i produttori che i distributori italiani oltre che i
fornitori di servizi accessori. Raggiunge annualmente 110 milioni di
movimentazioni di casse, 4 milioni di pallets e 500 mila
movimentazioni di minibins. Possiede 3 centri di lavaggio
all’avanguardia in Italia.
GF
Group è un Gruppo internazionale con sede ad
Albenga. Leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la
distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, GF Group nel tempo
ha esteso i propri interessi nei settori della produzione ed
esportazione di ortofrutticoli, terminalistica portuale, trasporti
marittimi e terrestri, servizi ed immobiliare. Con un fatturato
consolidato di circa 1 miliardo di Euro e più di 4 mila dipendenti è
presente principalmente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
Grecia, Slovenia ed Argentina.
San Patrignano 29
aprile - 2 maggio: Squisito! 2011
Ovvero “Semplicemente Qualità”
Anche
nell’edizione 2011 propone a tutti i partecipanti un tema che
legherà tutte le iniziative, gli eventi e le moltissime proposte
enogastronomiche, destinate a essere protagoniste della
manifestazione. Dal “Ritorno
alla Semplicità”
dello scorso anno si passa a “Semplicemente
Qualità”.
È
un richiamo e un’indicazione su quanto dobbiamo sempre cercare e
richiedere da tutti i nostri cibi. Da quanto compriamo facendo la
spesa, a quanto mangiamo nelle nostre case o in un ristorante, o
troviamo nelle ricette di un grande chef. La
qualità deve essere la "regina" della nostra tavola
e Squisito vuole aiutarci a scoprirla e assaggiarla. Spesso, è molto
vicina a noi nella bottega di un artigiano del cibo del Buonpaese,
nella cantina di chi ama e cura la vigna per presentarci un grande
vino, ma noi non lo sappiamo.
Squisito!
2011, con il suo “Semplicemente Qualità” vuole avvicinarcela e
raccontarci la grandissima semplicità con cui nascono alimenti e
vini straordinari. Cibi e ricette buone per il nostro palato, buone
per la nostra salute. Buoni per chi li consuma e per chi li produce.
E in questo prima uscita della newsletter che vi accompagnerà fino
al prossimo aprile, desideriamo aggiornarvi
su novità e notizie
riguardo ai cibi di San Patrignano, che come ogni anno saranno tra i
protagonisti di Squisito!. Buon Squisito! a tutti.
Intervista in esclusiva
di Fieragricola-Veronafiere al ministro
delle Politiche
agricole Giancarlo Galan
Verona, 16 novembre
2010. Con una lunga intervista rilasciata in esclusiva a
Fieragricola – Veronafiere, che pubblichiamo integralmente sul sito
(completamente ristrutturato) della manifestazione
(www.fieragricola.com),
il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali,
Giancarlo Galan, analizza i principali problemi del settore ed
espone la posizione del Mipaaf e del Governo italiano su tematiche di
respiro internazionale come la Politica agricola comunitaria (Pac),
l’etichettatura delle produzioni agricole ed agroalimentari.
Sotto la lente del
dicastero di via XX Settembre si avvicendano così questioni sul filo
della cronaca (si pensi alla recentissima crisi dei pomodori o alla
fiammata dei listini cerealicoli) e problematiche più «datate»,
come la mancanza di una strategia efficace nella bovinicoltura da
carne italiana o la pesante crisi che da molti mesi sta travolgendo
il segmento dei suini. Senza distogliere l’attenzione dalla
programmazione, con riferimento ai Programmi di sviluppo rurale.
Il ministro Galan scinde
lo scenario della cerealicoltura europea da quella italiana. «La
Commissione europea ha evidenziato che il bilancio cerealicolo è,
sostanzialmente, in equilibrio – osserva il ministro – mentre le
previsioni di semina per il 2010-2011 indicano una flessione del 2-3
per cento. A livello nazionale, la situazione è notevolmente
diversa. L’Italia, in condizioni normali, per soddisfare le proprie
esigenze importa circa il 40 per cento di cereali e attualmente,
considerata la riduzione degli investimenti registrati già nel corso
dell’ultimo periodo, è aumentata la quota di importazione».
Un ruolo strategico,
secondo Galan, potranno giocarlo gli accordi di filiera. Politiche
condivise alla base di una seria programmazione produttiva. «Bisogna
attivare una nuova azione di concertazione di filiera – riconosce
il ministro - per riequilibrare il rapporto tra il continuo aumento
dei costi e la speculare riduzione della redditività del prodotto. E
occorrerà ottimizzare ulteriormente l’azione di programmazione
prevista nei Psr, coniugando qualità, produttività, salubrità e
salvaguardia dell’ambiente. Bisogna prevedere servizi specifici per
i cerealicoltori che coltivano in ambienti non ottimali, al fine di
recuperare competitività che si possa tradurre in una migliore
produttività».
Galan lancia un appello
alle Regioni, «affinché utilizzino al più presto, e nel miglior
modo possibile, i fondi che sono stati messi a disposizione dei
nostri agricoltori dall’Unione europea e dallo Stato italiano
attraverso i Psr».
Per garantire una
adeguata redditività delle imprese agricole, il Mipaaf si farà
promotore «di una legge che implementi le assicurazioni o
l’istituzione di un fondo contro i rischi del mercato. Sul piano
nazionale, inoltre, ritengo fondamentale sostenere il reddito degli
agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni.
Per questo i nostri sforzi saranno concentrati ad accorciare la
filiera».
Sulla Pac del «dopo
2013», Galan è convinto che servano «norme che tutelino il modello
agro-alimentare europeo e risorse finanziarie che consentano ai
nostri produttori di competere sul mercato mondiale. La Pac del
futuro sarà una buona politica se saprà far crescere la
competitività delle imprese europee e se saprà aiutarci a gestire
in modo adeguato le crisi di mercato e la volatilità dei prezzi. Ma
non sono convinto che gli strumenti attuali della Pac siano idonei ad
affrontare le sfide che abbiamo davanti. La nuova Politica agricola
comune dovrà essere concepita a tutela di tutte le esigenze
regionali, evitando semplificazioni troppo sbrigative e con la giusta
dose di sussidiarietà».
La zootecnia italiana
resta al centro dell’agenda politica del Mipaaf. «Dobbiamo
cogliere ogni opportunità di rilancio – chiosa Galan - istituendo
tavoli di filiera ad hoc per affrontare le emergenze. In questo
momento, stiamo portando a termine una fase di rilancio del settore
suinicolo, attraverso l’attuazione della normativa che prevede la
classificazione delle carcasse».
Dai suini ai bovini da
carne, la ricetta si basa sulla medesima concretezza: «Dobbiamo
tutelare il nostro patrimonio bovino a favore di un incremento delle
razze da carne. Stiamo anche predisponendo un decreto per
l’istituzione di sistemi di qualità nazionali nelle filiere
zootecniche, in collaborazione con le Regioni e le Province
autonome».
Sull’etichettatura, la
palla passa all’Ue. «Noi sosteniamo la trasparenza e la
rintracciabilità dei prodotti, ma abbiamo solo un potere
propositivo, perché poi le decisioni si prendono a Bruxelles, di
concerto con gli altri Paesi. La nostra politica è quindi quella di
puntare sulle certificazioni e le denominazioni, che possono
certificare la qualità del nostro made in Italy, che ci viene
riconosciuta in tutto il mondo».
Torna DolcementePrato
Giorni da golosi a Prato
11-12 dicembre 2010
con Paco Torreblanca e Paolo Lopriore
Sabato 11 e domenica 12
dicembre torna DOLCEMENTEPRATO, due giorni golosi nella capitale
della sweet valley toscana nota per la tradizione pasticcera
d’eccellenza e per i grandi nomi tra i maitre chocolatier. Ben 66
infatti le pasticcerie tra città e dintorni! Un vero patrimonio
culturale da reintepretare. Da quest’anno infatti Prato fa
scuola e tutti, golosi o solo curiosi, la mattina di sabato 11
dicembre potranno sedere su dei banchi un po' speciali con a
disposizione un maestro assolutamente straordinario. Ad aprire
simbolicamente le lezioni infatti della Scuola di Pasticceria
Dolcementeprato (via Galcianese 20F), sarà Paco Torreblanca, il più
grande chef patissier spagnolo, e non solo.
Autore di vere e
proprie opere d'arte, la star spagnola animerà il laboratorio
permanente con dimostrazioni, saggi e assaggi on demand e mini
lezioni su misura. Insieme a lui per l'opening dell'atelier il
gotha dei maestri pasticceri italiani, tra cui Gino Fabbri, Paolo
Sacchetti, Andrea Bianchini, Vittorio Santoro, Luca Mannori,
Salvatore De Riso.
Per tutta la
mattinata si vedranno i maestri all’opera “in aula”, si
carpiranno tecniche e segreti, ma soprattutto si valuteranno le
leccornie in prima persona con degustazioni guidate e libere. Dai
giorni successivi poi si comincia a studiare sul serio perché
iniziano corsi, lezioni a tema e training per amatori e per
professionisti alla ricerca di un diploma d'eccellenza.
Nel pomeriggio di
sabato 11 dicembre cambia la location dell'appuntamento e dalla
scuola ci si sposta al Wall Art (viale della Repubblica 4), spazio
multifunzionale, che diventerà una temporary patissery allestita
come una suggestiva camera delle meraviglie. Si prosegue anche la
domenica (10.00-19.00). Una scenografica camera oscura dalla quale
emergono in un gioco di luci sculture di alta pasticceria dal design
essenziale ed evocativo o torte dai decori sontuosi, creazioni
minimal e astratte o icone iperrealiste. Con tanto di colonna sonora
in abbinamento ai peccati di gola con dj set . Sarà come veder
sfilare la collezione autunno inverno dell'Alta Pasticceria...! Una
carrellata di creazioni di panna, crema, cioccolata, frutta dalle
forme artistiche. Artisti che invece dei colori usano uova e farina,
burro e zucchero, latte e cacao, creano armonie e contrasti
muovendosi tra profumi, colori, sapori senza mai dimenticare la
bontà, per quanto chic. Insomma, una performance, in scena anche la
domenica, dolce e commestibile, da divorare con gli occhi, ma non
solo...! In un ambiente così ...non poteva che entrare in scena a
questo punto l'altra star testimonial di DolcementePrato 2010, Paolo
Lopriore, lo chef de Il Canto - Certosa di Maggiano (SI) che nel 2010
si è posizionato tra i primi nella classica dei 50 migliori al
mondo, per Gualtiero Marchesi il suo "miglior allievo".
Uno chef dalla cifra stilistica unica, dai contrasti intensi e
dagli effetti estremi. Una "cucina che fa scandalo" si è
detto.
E allora lasciamo
aperta la sorpresa perché a lui è lasciata mano libera per
l'Aperitivo. Dimenticate l'Happy Hour, rito ormai obsoleto
e optate invece per la SWEET HOUR.
Chissà, forse una nuova
moda: l’Aperitivo in Pasticceria, snack sweet & savoury da
provare per la prima volta al Wall Art di Prato.
Sarà sicuramente
una piacevole provocazione, cucina/pasticceria "d'avanguardia"
in edizione limitata da prenotare per poter dire "c'ero
anch'io". E in ogni caso per tutto il weekend le mini creazioni
di Paolo Lopriore si potranno trovare, declinate diversamente, in
tutte le pasticcerie del Consorzio Pasticceri Pratesi realizzate in
questo caso dai pasticceri locali. E non è tutto perché "a
giro per la città" (come si dice in Toscana) c'è
un'Aperisweet, una vecchia Ape a tre ruote per gustare aperitivi
dolci e salati pop on the road. DOLCEMENTEPRATO
è promosso e organizzato da Confartigianato Imprese Prato in
collaborazione con Artex - Centro per l’Artigianato Artistico e
Tradizionale della Toscana e Consorzio Pasticceri
Pratesi
DOLCEMENTEPRATO 2010 è gratuita ma si partecipa
prenotando allo 0574/5177804
www.dolcementeprato.it
Doppietta
romagnola al Master del Sangiovese 2010
Il
cervese Rudy Travagli si aggiudica la decima edizione del prestigioso
concorso enologico davanti ad Annalisa Linguerri di Cotignola
La
decima
edizione
del "Trofeo
Consorzio Vini di Romagna – MASTER DEL SANGIOVESE"
andata in scena il 15 novembre nella prestigiosa sede del MIC - Museo
Internazionale delle Ceramiche di Faenza, ha visto trionfare due
romagnoli: Rudy
Travagli
che nel corso di una esuberante finale ha preceduto la corregionale
Annalisa Linguerri. Al terzo e quarto posto, invece, due toscani:
Claudia Bondi e Daniele Arcangeli.
Era
dal 2003 che un romagnolo non si aggiudicava il Master del
Sangiovese. Allora fu Luca Gardini ad aggiudicarsi il concorso e fu
per lui un buon trampolino di lancio che lo ha poi portato a
diventare Primo sommelier d’Italia e recentemente Campione d’Europa
e del Mondo. Gardini, che quest’anno era proprio in giuria del
Master per celebrare il decennale della manifestazione.
I
quattro finalisti di questo 2010 erano emersi, tra una ventina di
partecipanti, dalle prove scritte del primo pomeriggio di lunedì 15.
Poi nel corso della serata è andata in scena la prova finale
pubblica, dalla quale è emersa tutta la bravura e la professionalità
di Rudy Travagli. Cervese, Travagli svolge l’attività di
consulente per ristoranti ed enoteche. In questo 2010 aveva già
raccolto un ottimo terzo posto al Gran premio del Sagrantino. Lo
scorso anno aveva partecipato al Master del Sangiovese
classificandosi terzo. Oltre al titolo, Rudy si è anche aggiudicato
un assegno di 2.500 Euro
Onore
al merito anche per la seconda classificata, la cotignolese Annalisa
Linguerri. Bravissima e preparatissima anche lei, salvo pagare un po’
di emozione sul finale.
Il
Master del Sangiovese è stato organizzato dal Consorzio Vini di
Romagna e dall’Associazione Italiana Sommelier, in collaborazione
con l’Enoteca Regionale Emilia Romagna
Ad Andora si aspetta il
Natale con la Fiera del Vino
Domenica 5 dicembre torna ad Andora
(SV), in Località Molino Nuovo, la XIV della Fiera del Vino
La manifestazione, divenuta negli anni
un punto di riferimento tra gli appassionati di prodotti
enogastronomici di qualità, è costituita da una parte espositiva
con circa 50 espositori e dalla XI edizione del Premio Degustandora
a cura della Fisar e –novità 2010- una parte dedicata agli
eventi collaterali ed al Natale.
I prodotti presenti sono rappresentati
da vino (il padrone di casa), prodotti tipici ed idee regalo per il
Natale 2010.
Gli eventi collaterali seguiranno un
calendario fitto ed interessante dedicato ai grandi ed ai più
piccoli.
Per gli adulti si terranno corsi di
degustazione di vini e prodotti tipici ed un incontro dedicato alla
corretta alimentazione, per i più piccoli ci sarà l’animazione a
cura di Babbo Natale che intratterrà i bambini con laboratori di
pittura su temi natalizi, laboratori di canto con canzoni di natale,
Laboratori sulle decorazioni natalizie per tutta la famiglia ci sarà
la Castagnata a cura del Gruppo Alpini Val Merula.
A cura degli esperti della FISAR –
Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori si terrà la
XI edizione D egustandora.
“Premio Miglior stand”
Inoltre un’altra novità 2010 sarà
costituita dal concorso vota lo stand a cui potrà partecipare il
pubblico della Fiera del Vino.
La manifestazione sarà aperta dalle
ore 10.00 alle ore 19.00 (orario continuato) ed è ad ingresso
libero.
Organizzazione a cura del Comune di
Andora www.comune.andora.sv.it
Novembre
al sapor d’olio
Mentre
tra lago d’Iseo e Franciacorta si raccolgono piccole e gustosissime
olive che regaleranno nuove pregiate bottiglie di oro verde, l’olio
del Sebino Dop è protagonista di un mese all’insegna della
gastronomia di qualità, che ha tutto il sapore della tradizione… A
Rovato va in scena il Mese del Manzo all’Olio, poi per chiudere in
bellezza il 27 e 28 novembre a Marone tocca a Pane e Olio in
Frantoio.
Quel
lembo verde di Lombardia che si distende tra le colline di
Franciacorta e le sponde del lago d’Iseo, noto al mondo intero per
le sue Bollicine, custodisce un segreto per pochi intenditori: altre
bottiglie, altrettanto pregiate anche se meno conosciute. Non
contengono vino ma quell’oro verde che regala salute e sa esaltare
al meglio ogni piatto. E’ l’olio del Sebino Dop, a produzione
limitata, frutto del sapiente lavoro dei coltivatori locali, di
gesti ancora artigianali e attenti, del clima mite di queste terre e
del rispetto di un rigoroso disciplinare. I rami contorti di antichi
ulivi che popolano le sponde del lago e convivono con i filari di
vigne in Franciacorta offrono tutto l’anno paesaggi dolcissimi e
ora, piegati sotto il peso di piccoli ma succosissimi frutti,
promettono nuove bottiglie del prezioso nettare.
A
novembre, mentre le olive cadono nella rete, i palati più fini
vengono catturati da rassegne gastronomiche al sapor d’olio. Un
olio fruttato e delicato, seppure di carattere che se da un lato ha
visto riconosciuta solo in tempi recenti la sua eccellenza, da sempre
è protagonista della tradizione gastronomica locale.
Mese
del Manzo all’Olio
Il
manzo all’olio -piatto tipico di Rovato, della Franciacorta e
specialità regionale- non poteva che scaturire dall’inventiva di
una civiltà rurale dedita ad allevamento e agricoltura. Se oggi la
Franciacorta è prevalentemente impegnata nell’arte nobile della
viticoltura e della vinificazione ad altissimi livelli, non vanno
dimenticate le sue origini contadine. Nel centro di Rovato campeggia
ancora il Foro Boario che in passato ospitava uno dei mercati di
bestiame più importanti e affollati del Nord Italia (le cui radici
affondano lontano, fino all’epoca longobarda) e che ancora è
teatro di storiche e accreditate fiere zootecniche ed agricole. Per
tutto novembre, nei ristoranti e agriturismi che aderiscono al Mese
del Manzo all’Olio,
è possibile assaggiare il piatto principe e altri sapori della
tradizione locale a prezzo convenzionato. Come tutte le ricette
semplici, che lasciano “parlare” gli ingredienti genuini (carne
scelta, olio extravergine d’oliva, vino bianco e aromi), anche il
manzo all’olio si presta all’interpretazione di cuochi e chef.
Chi aggiunge il pan grattato, chi l’acciuga o il formaggio
d’alpeggio, chi il sedano o i capperi… Perché allora non
provarne più di uno? La rassegna rovatese è pensata anche per
questo, per sedurre e per sorprendere il palato.
Pane
e olio in frantoio
In
riva al lago, a Marone –membro dell’Associazione Nazionale Città
dell’Olio- il 27 e 28 novembre va in scena una duegiorni
all’insegna dell’olio nuovo, da degustare sul pane locale e in
abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. In occasione di
Pane e Olio in
Frantoio –che
da quest’anno rientra nella rassegna nazionale GirOlio d’Italia-,
sono possibili visite guidate agli uliveti dei dintorni e ai frantoi
locali, dove scoprire tutti i passaggi che conducono dall’oliva
all’olio. Inoltre, al pubblico viene offerta la rievocazione del
rito della raccolta e della molitura. A fare da corollario, anche
spettacoli folkloristici e figuranti in costume.
Per informazioni: IAT Iseo,
Lungolago Marconi 2, tel. 030.980209,
e-mail iat.iseo@tiscali.it, Internet
www.agtiseofranciacorta.it.
Torrefazioni aperte in
tutta Italia il 28 novembre
Domenica 28
novembre la seconda edizione di Io Bevo Espresso: visite guidate e
degustazioni in 13 torrefazioni in tutta Italia. A novembre,
quando il freddo inizia a farsi sentire, è ora di entrare in
torrefazione. E non solo per godere del tepore della tostastrice, ma
soprattutto per scoprire come lavorano gli uomini e le donne che
preparano il caffè che poi beviamo al bar tutti i giorni.
Domenica 28 novembre sarà quindi l'occasione giusta per capire
meglio come funziona il mondo del caffè: torna infatti Io Bevo
Espresso, la manifestazione dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano
che apre le porte delle torrefazioni al pubblico.
Dal Nord al Sud
13 torrefazioni saranno a disposizione dei visitatori per illustrare
una delle filiere più lunghe dell'intero mondo agroalimentare. Il
percorso inizia infatti nei paesi della fascia tropicale dove viene
coltivato e si conclude in Italia con la selezione e la tostatura dei
chicchi e il servizio al bar. Un percorso che sarà affrontato
attraverso visite ai magazzini del caffè crudo e agli impianti di
tostatura e che culminerà in assaggi guidati dagli stessi
torrefattori.
"Si dice
spesso che il caffè è il nuovo vino, ma mentre sul vino si è detto
davvero tanto, del caffè si conosce ancora relativamente poco -
racconta Gianluigi Sora, presidente dell'Istituto Nazionale Espresso
Italiano - Fuori dall'Italia l'espresso è considerato una
specialità, mentre nel nostro paese è vissuto come una bella
tradizione ma spesso non ci si domanda cosa c'è dietro. Noi vogliamo
dare alla gente comune la possibilità di vedere con i propri occhi
cosa succede nelle torrefazioni".
L'elenco dettagliato
sarà disponibile all'inizio di settembre a
www.espressoitaliano.org
Chi è l’Istituto Nazionale
Espresso Italiano L’Istituto
Nazionale Espresso Italiano, di cui fanno parte torrefattori,
costruttori di macchine e macinadosatori e altri sodalizi che volgono
la loro attenzione all’espresso di qualità, oggi conta 43
associati con un fatturato aggregato di più di 650 milioni di euro.
Maggiori info: www.espressoitaliano.org
|
Le
notizie della settimana 16
novembre 2010
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Sabato e domenica con
i vini del Montecucco Doc
Al Maremma Wine Shire
Milano
Milano 16 novembre
2010. Il Consorzio Montecucco, affiancato dalla Strada del Vino,
sara' presente alla prima edizione del Maremma Wine Shire Milano, in
programma domenica 21 e lunedì 22 novembre, al Pelota, in via
Palermo 10, zona Brera.
Tra le 31 cantine del
territorio presenti direttamente alla manifestazione, 21 sono
associate al Consorzio, che partecipa con l’obiettivo di far
conoscere al pubblico milanese l’area del Monte Amiata e la qualità
dei vini prodotti nella zona del Montecucco Doc.
Queste le cantine
consorziate che saranno presenti: Agricola Niccolini; Assolati;
Basile; Begnardi; Collemassari; La Querciolina; Le Calle; Le Vigne;
Macchialanzi; Marinelli; Montebendico; Parmoleto; Podernuovo; Poderi
Firenze; Poggio Mandorlo; Pierini&Brugi; Pieve Vecchia; Salustri;
Tenuta Montecucco; Toscaberna; e Vegni Medaglini.
Al via l'appuntamento con
Radici
Wines Experience 2010
Avrà
luogo lunedì 22 Novembre ad Altamura presso Masseria San Giovanni
l’intensa giornata conclusiva di Radici Wines Experience dedicata
al cibo, al vino e ai territori del Sud.
Come nutrito
epilogo Lunedì 22 Novembre riserverà anche al pubblico molte
occasioni di assoluto interesse per entrare nel merito dei sapori e
delle emozioni che le terre del sud offrono con tanta intensità.
Attraverso
il contributo di noti giornalisti, ristoratori, opinion leader e col
rinnovato e appassionato sostegno della Regione Puglia, tramite gli
Assessorati alle Politiche Agricole e al Turismo, e dell’APT-Bari,
l’Associazione Propapilla, introduce un’importante elemento
innovativo: insieme alla Puglia saranno protagoniste la Calabria, la
Campania e la Basilicata ognuna portando testimonianza delle proprie
eccellenze in campo enogastronomico. Ci si aspetta che la sinergia di
identità culturali diverse ma sotto la stessa egida della "veracità"
e la condivisione di strategie comunitarie nell'affacciarsi oltre
confine, possa avere un impatto più forte nella promozione di questi
territori e nella commercializzazione dei loro prodotti.
Questi gli
appuntamenti clou: I vini vincitori del Premio Radici 2010, la
presentazione delle tre guide enogastronomiche di Puglia e
l’anteprima del nuovo evento RADICI DEL SUD 2011.
Si parte
alle 16.00 con l’omaggio al Sud: Verticale comparativa di due
grandi vitigni del Sud presentata e guidata da Franco Ziliani
e Luciano Pignataro; in contemporanea, Nicola Campanile,
presidente della fortunata associazione Propapilla, illustrerà,
insieme agli altri curatori Pizzaviaggiando - guida alle pizzerie di
Puglia, alla sua prima edizione.
Alle ore
17,00 sarà la volta di Dolceguida - percorsi enogastronomici di
Puglia e dintorni. Nicola Campanile e Vincenzo Rizzi, che ne
sono i curatori, illustreranno i tratti innovativi dell’ottava
edizione della rinomata guida bilingue
che ci accompagna alla scoperta delle realtà più autentiche ed
accoglienti del mondo della ristorazione pugliese. Alle ore 18,30 ci
sarà la presentazione di Radici Wines - guide on Apulia wines for
expert and wine lovers, ideata e curata da Nicola Campanile,
quest’anno insieme a Franco Ziliani e Vincenzo Rizzi. E’ con
grande interesse che si attendono gli interventi del Presidente
nazionale Donne del Vino Elena Martusciello, dell'assessore
regionale pugliese alla Politiche Agricole Dario Stefàno, di
Luciano Pignataro, Franco Ziliani e di giornalisti del calibro di
Kerin O’Keefe, Charles Scicolone e Gregory Dal
Piaz (Usa), Marek Bienczyk (Polonia) e di tutto il gruppo
dei wine buyers stranieri per la presentazione del nuovo festival dei
vitigni autoctoni Radici del Sud – il concorso degli
autoctoni esteso all’intero Sud della penisola. Progetto ambizioso
ma fortemente condiviso e partecipato da numerosi e autorevoli
partners istituzionali e pronti a scommettere sul successo
dell’iniziativa.
Dalle 20,00
si darà inizio all'assaggio dei 35 vini pugliesi da vitigno
autoctono che dei 178 in concorso sono risultati vincitori a Radici
2010 e al ricco evento finale, a cura di sette prestigiosi chef di
Puglia, Calabria, Campania e Basilicata: Mario
Ottaviano, Trabucco di Peschici (Fg), Peppe
Zullo Orsara di Puglia (Fg), Vito
Netti Ristorante La Strega di Palagianello
(Ta), Domenico Minervini
Masseria San Giovanni, Franco Rizzuti Osteria
Marconi di Potenza, Pietro Lecce
Tavernetta di Camiliatello Silano (Cs) e Raffaele
Vitale Casa del Nonno 13 di Mercato San
Severino (Sa). Ciascuno di loro realizzerà, nei suggestivi saloni di
Masseria San Giovanni www.iluoghidipitti.it,
dove infatti saranno allestite sette aree ristorante, una portata a
base di uno tra i prodotti più rappresentativi del territorio di
pertinenza servita in abbinamento con quello che più si addice dei
35 vini premiati. I prodotti, inoltre, saranno esposti al pubblico in
un’area apposita in modo da poterne raccontare le caratteristiche e
i riferimenti alla loro terra d’origine. "Una Puglia - spiega
Nicola Campanile - con tanta voglia di cooperare insieme ad altri
territori che come lei racchiudono e intendono conservare preziosi
patrimoni materiali e culturali, per una affermazione ancora più
incisiva del brand "SUD".
Info:
346.4076012 www.ivinidiradici.com
info@ivinidiradici.com
Le Enoteche Vinarius
celebrano il Franciacorta degustazioni
ed approfondimenti
all’Enoteca
Il Tralcio di Monopoli
(Ba)
Un’occasione
unica per conoscere le migliori bollicine italiane
Una
settimana dedicata alla scoperta delle più rinomate etichette del
Franciacorta, il re delle bollicine italiane d’eccellenza.
È
questo il programma offerto dall’Enoteca Il Tralcio, che da lunedì
22 e sino a sabato 27 novembre in orari di apertura negozio offrirà
a tutti i curiosi e gli enoappassionati una serie di degustazioni
delle migliori etichette, per poter assaporare le cuvèe che hanno
reso celebre nel mondo il Franciacorta e sperimentare
contemporaneamente diversi abbinamenti con le pietanze più svariate.
Durante
la settimana di degustazione sarà anche a disposizione del materiale
informativo
L’evento
nasce a seguito della collaborazione nata fra il Franciacorta
e l’associazione Vinarius, che vede coinvolte 50 fra
le migliori Enoteche italiane.
“La
partnership con Vinarius nasce con l’intento di offrire ai tutti
gli appassionati l’occasione di degustare nuove etichette –
spiega Maurizio
Zanella,
Presidente del Franciacorta – potendo
allo stesso tempo sperimentare gli infiniti abbinamenti a tavola che
offrono le diverse tipologie di Franciacorta: Brut, Rosé,
Millesimati e Satèn. L’idea di un evento che si svolga interamente
nelle migliori enoteche – continua Zanella
– vuole
però anche essere un’occasione per far conoscere la qualità
superiore del Franciacorta anche a chi, fino ad oggi, non è stato un
cultore di questa tipologia di vino”.
“La
Vinarius – spiega Francesco
Bonfio, Presidente di Vinarius - è
molto onorata di questa costante collaborazione con il Franciacorta,
che non si limiterà alle degustazioni ma permetterà di approfondire
a tutti gli associati Vinarius la realtà franciacortina per poterla
trasmettere poi agli appassionati. Ritengo che fra i molti compiti
dell’enotecario, quello della divulgazione ed illustrazione di un
vino e del suo territorio sia in questo momento storico qualcosa di
molto significativo, anche per sottolineare quel concetto di cultura
proprio del vino rispetto ad altri prodotti alcolici”.
L’elenco
delle Enoteche Vinarius aderenti, è consultabile sul sito internet
www.franciacorta.net
e su www.vinarius.it.
Treviso conquista il terzo Trofeo Divinando La
delegazione veneta si afferma sia nel concorso a squadre sia nel
Trofeo Rastal con Karen Casagrande Miglior Sommelier Fisar
dell’anno. A Treviso anche il premio come miglior delegazione
E’
Treviso
a conquistare il terzo
Trofeo Divinando -
concorso a squadre riservato alle delegazioni di sommelier
provenienti da tutta Italia e organizzato da Fisar insieme a Carpené
Malvolti - e a
piazzare sul gradino più alto del podio del Trofeo
Rastal per Miglior Sommelier dell’anno 2010
Karen Casagrande,
sommelier trevigiana di 24 anni.
Un
en plein arrivato al termine di una lunga giornata iniziata con la
visita in cantina di Carpené Malvolti a cui hanno preso parte oltre
130 sommelier e l’annuale congresso Fisar che quest’anno ha
scelto come location il suggestivo castello di Castelbrando
a Cison di Valmarino (TV).
La
delegazione
trevigiana, già
vincitrice del Trofeo nel 2008 e seconda classificata nel 2009,
quest’anno ha messo in campo cinque “alfieri” che hanno
dominato la sfida combattuta a colpi di bicchiere - ovvero Michela
Taffarel (capitano) con Francesco Del Bello, Matteo Bruniera, Sara
Fracassi e Cinzia Sandre
- e hanno avuto la meglio sulle delegazioni di Firenze
- seconda classificata con Anna Paola Coppi capitano, Leonardo
Finetti, Marco Naldi, Livio Del Chiaro e Giovanni d'Alessandro - e
Varazze, sul terzo
gradino del podio con
il capitano Antonio Zinno, Gloria Freddini, Donatella Ribaudo,
Alessandro Pellegrini e Angelo De Gasparis.
Quarto
posto ex aequo per le altre tre squadre di Torino, Livorno e Castello
di Jesi, tutte meritevolmente giunte nella finale a sei dopo una
lunga serie di quesiti sulle tipologie di vino, sui territori di
produzione e il riconoscimento “bendato” di un vino.
Ma
Treviso
non si è accontentata di vincere il Trofeo Divinando e ha voluto
stravincere, aggiudicandosi anche il titolo di Miglior
Sommelier dell’anno Fisar
con Karen
Casagrande,
sommelier ventiquattrenne che si è imposta su Luigi
Valter Piaggesi della delegazione di Varazze
e Piero D’Acunto
della delegazione di Roma
e anche il premio come miglior
delegazione per la
più alta crescita di iscritti.
La
premiazione del Trofeo Divinando è avvenuta alla presenza del
Presidente
nazionale Fisar Vittorio Cardaci Ama,
che ha consegnato nelle mani dei vincitori la targa premio.
La
XII edizione dell'Asta mondiale del tartufo bianco d'Alba
Ammonta
a 305 mila euro il ricavato dell'asta mondiale che si e' tenuta al
castello di Grinzane Cavour
L'imprenditore
cuneese Antonio Bertolotto si e' aggiudicato per 100mila euro uno dei
pezzi piu' pregiati. Ne regalera' metà al Papa e metà
all'imprenditore Michele Ferrero, come simbolo dell'imprenditoria
italiana. L'asta si e' tenuta in collegamento via satellite con Hong
Kong, dove e' stato battuto un tartufo da 936 grammi che e' stato
aggiudicato per 105 mila euro. Ed è stata l'imprenditrice di Hong
Kong Jeannie Cho Lee ad aggiudicarsi il lotto più pregiato dell'Asta
Mondiale del Tartufo.
L’evento, nato nel
1999, è promosso dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour d’intesa
con la Regione Piemonte e la Città di Alba. La sede principale è la
Sala delle Maschere nel Castello di Grinzane e, tramite un
collegamento satellitare, si comunica in diretta con altre due
destinazioni mondiali (nelle scorse edizioni hanno toccato mete come
Parigi, Hong Kong, Mosca, Las Vegas, Londra, Monaco di Baviera,
Tokio, New York, Los Angeles, Hollywood). Vengono presentati cinque
lotti di tartufi da ogni destinazione e gli invitati all’evento,
possono acquistarli come in una tradizionale asta, un lotto invece
viene presentato dalla Sala delle Maschere e può essere acquistato
dagli invitati di tutte e tre le destinazioni . Fin dal primo anno la
manifestazione si è caratterizzata come evento internazionale
destinato a incrementare la notorietà del Tartufo Bianco d’Alba in
Italia e all’estero. Il valore toccato da uno o più tartufi, i
personaggi coinvolti, l’originalità di diversi collegamenti con
luoghi di grande notorietà (ristoranti esteri di chef di grande
fama) hanno contribuito ad affermare l’assoluto livello di questo
avvenimento.
Ogni anno l’iniziativa ha avuto ospiti importanti, fra
gli altri ricordiamo: Massimo Giletti, Piero Chiambretti, Natasha
Stefanenko, Natalia Estrada, Alessandro Del Piero, Adriano Galliani,
Giancarlo Magalli, Lamberto Sposini, Jerry Scotti, Ricky Tognazzi e
Simona Izzo ed ha potuto contare sulla collaborazione e conduzione
del noto giornalista “gastronauta” Davide Paolini.
L’Asta Mondiale del
Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un esclusivo evento
mediatico, ma rappresenta il “trait d’union” fra il mondo della
comunicazione e degli estimatori del Tartufo Bianco d’Alba con le
Associazioni e Istituzioni che con il loro operato di ricerca e
sostegno aiutano le persone meno fortunate.
Vinitaly all’Hong
Kong International Wine & Spirits Fair
Vinitaly a Tokyo il 10
e 11 dicembre
Hong Kong è il
più importante hub verso la Cina e i Paesi asiatici. Il protocollo
d’intesa tra Veronafiere e Trade Development Council di Hong Kong
(HKTDC) firmato nell’aprile scorso, ha visto dal 4 al 6 novembre la
realizzazione di eventi e attività promozionali firmati Vinitaly
nell’ambito dell’Hong Kong International Wine &
Spirits Fair.
Verona, novembre
2010. «Bene la qualità delle uve e la
tenuta dei consumi pro capite interni che, rispettivamente,
garantiscono vini all’altezza della tradizione italiana e il
presidio del secondo mercato mondiale per il settore. Ma ora
l’obiettivo primario è creare un sistema di distribuzione sui
mercati esteri per favorire al massimo la conoscenza e penetrazione
dei nostri prodotti. In un mondo globale la frammentazione interna
delle attività promozionali e le dimensioni medie aziendali non
consentono di perdere altro tempo».
E’ il commento di
Veronafiere ai dati diffusi da Assoenologi (45.5 milioni di ettolitri
prodotti, qualità buona ed export in crescita in valore del 7%
dell’imbottigliato) nel giorno di chiusura di Vinitaly Hong Kong,
la prima in collaborazione con l’ HK International Wine &
Spirits Fair (seguita alle tre tappe di fine ottobre del Vinitaly USA
Tour a New York, Philadelphia e Washington), che ha visto un intenso
programma di degustazioni e abbinamenti con la cucina italiana alla
presenza dei più importanti Masters of Wine asiatici e opinion
leader del mercato.
Proprio l’Estremo
Oriente, indicato da Assoneologi come uno dei mercati esteri che
stanno maggiormente trainando la ripresa dell’export enologico nei
primi sette mesi di quest’anno, è dal 1998 oggetto di iniziative
di Vinitaly, presente in Cina, Singapore, Corea del Sud e Giappone
(la prossima tappa sarà a Tokyo il 10 e 11 dicembre,
www.vinitaly.com).
Vinitaly tramite
l’accordo con il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) è
diventata la porta di accesso, grazie all’importante collaborazione
con Ministero delle politiche agricole, Buonitalia, Ice, Federvini e
Unione italiana vini, su un mercato che, dopo la decisione del
governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008,
è cresciuto in un solo anno del 20% per i vini italiani per un
controvalore di 12 milioni di dollari.
Accordo
rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano
e il campione
olimpico Giuliano Razzoli Il
contratto durerà sino al giugno 2014, coprendo Mondiali e Olimpiadi
in Russia
Reggio
Emilia, 11 novembre 2010.
Accordo rinnovato tra il Consorzio del Parmigiano-Reggiano e il
campione olimpico Giuliano Razzoli, che continuerà ad essere
testimone del formaggio più noto al mondo. “Sono
orgoglioso e soddisfatto – sottolinea l’atleta – di continuare
questa collaborazione; è iniziata quando ho intrapreso la mia
avventura in Coppa del Mondo, con un atto di fiducia da parte del
Consorzio che credo di avere ben ricambiato e che oggi mi sento
impegnato ad onorare con risultati che mi auguro siano proporzionati
alla fatica di una preparazione che mai come quest’anno è stata
intensa”. “Mi sento in grandi condizioni – prosegue l’atleta
residente a Razzolo, piccola borgata in comune di Villa Minozzo,
nell’Appennino reggiano – e sono sereno, grazie alla mia
famiglia, ai tanti amici e alla vita in un ambiente che sa apprezzare
i successi ma non ti mette sotto pressione; al contrario mi dà
molta carica”.
Soddisfazione,
ovviamente, anche da parte del Consorzio: “Razzoli – sottolinea
il presidente del Consorzio, Giuseppe
Alai –
ci ha regalato imprese strepitose ed emozioni straordinarie con la
vittoria olimpica e i risultati in Coppa del Mondo: nella scorsa
stagione ha confermato quelle doti tecniche e umane che di lui
conosciamo e che hanno portato il Consorzio del Parmigiano-Reggiano a
sostenerlo in una carriera sportiva che in poco tempo si è
arricchita del risultato più ambito da ogni atleta”. “Razzoli
– prosegue Alai – è esploso a Vancouver, ma lo conosciamo da
tempo e siamo certi che proseguirà una carriera brillante, perché
non è solo un grande atleta sostenutodal Consorzio, ma un giovane
semplice, solido, che conosce la fatica del lavoro, il valore
dell’impegno, proponendosi così come compagno di viaggio ideale
per il nostro prodotto, interprete dei suoi valori e della cultura di
cui sono portatori i nostri produttori”. Il
contratto firmato dal Consorzio e Giuliano Razzoli
durerà fino al
2014, e coprirà dunque anche i prossimi Mondiali e le Olimpiadi del
2014 che si terranno a Sochi, in Russia. “E’
un investimento, dunque, di lungo periodo – sottolinea Alai – e
ci auguriamo che i risultatiper noi, per il nostro prodotto, per i
nostri produttori e soprattutto per Giuliano, ci auguriamo siano
quelli per i quali ogni giorno compie quelle fatiche che non si
vedono, così come accade per i nostri soci, ma che alla fine danno
origine a straordinari primati”.
I seminari dell'Associazione
Spaghettitaliani
l'Enogastronomia e Internet visti
da spaghettitaliani
Conosciamo
internet?
Impariamo
a sfruttarlo senza subirlo
Relatori:
Luigi Farina (Associazione Spaghettitaliani) e Roberto Dentice
(Associazione OpenMind)
Moderatrice:
Laura Gambacorta
La
Comunicazione negli ultimi decenni ha visto una velocissima
evoluzione per merito di Internet, che, se usato con la giusta
conoscenza, può diventare un mezzo di divulgazione senza pari.
L'Associazione
Spaghettitaliani, in collaborazione con l'Associazione OpenMind e con
il patrocinio del Comune di san Giorgio a Cremano, ha indetto un
seminario per aiutare gli operatori del settore enogastronomia a
conoscere meglio Internet e per presentare le ultime evoluzioni del
portale Spaghettitaliani.
Durante
il seminario saranno presentati, la nuova Home Page di
Spaghettitaliani e i nuovi servizi che l'Associazione
Spaghettitaliani offre e offrirà al settore dell'enogastronomia.
Nella
parte più strettamente tecnica sarà presente un rappresentante
dell'Associazione OpenMind che potrà aiutare i partecipanti a
conoscere meglio il mondo di Internet nelle sue innumerevoli
sfaccettature.
Programma
Seminario
1 - INTRODUZIONE
· Saluto di Giorgio Zinno Vice-Sindaco
di San Giorgio a Cremano
· Perchè un seminario su Internet:
farsi conoscere in rete e perchè
2 - VISIONE GENERALE
· Dalle Chat a Facebook
· I Social Network e i Blog
· Avere un sito, come e perchè
· Popolarità, come ottenerla
(PageRank e Web usability)
· Directory e Motori di ricerca
3 - APPROFONDIMENTO VERSO IL MONDO
DELLA RISTORAZIONE
· Cosa vogliamo dal nostro sito e come
ottenerlo
· I Portali, come conoscerli e come
difendersi (servizi online gratuiti e a pagamento)
· Sfruttiamo FaceBook conoscendone i
limiti
· Le Guide cartacee e le Guide online
(la ristorazione in internet)
4 - SPAGHETTITALIANI E THE FOOD CENTER
· Il nuovo Spaghettitaliani
· The Food Center e Speciale Vini
· Proiettandoci verso domani
· Spaghettitaliani è di tutti:
l'Associazione Spaghettitaliani
5 - CONCLUSIONI
· Conclusioni e dibattito
l'ingresso è libero, per motivi
organizzativi è gradito un cenno di assenso.
20 Novembre 2010 ore 10.00
Villa Vannucchi - Corso Roma, 43/47
San Giorgio a Cremano (NA) in
collaborazione con l'Associazione OpenMind e il patrocinio del Comune
di San Giorgio a Cremano
Tutto
il gusto dell’ “olio novo” nella sedicesima
edizione della
Festa di Pianella
Per
assaporare tutto il gusto dell’olio nuovo, ingrediente principe
della bruschetta e
prodotto di eccellenza del territorio, la Filarmonica
di Pianella - in collaborazione con il Circolo
Arci “La Società” e il Gsd Pianella
- organizza la sedicesima edizione della Festa dell’Olio Novo, con
il patrocinio del Comune di Castelnuovo Berardenga e della Provincia
di Siena. Da venerdì
19 a domenica 28 novembre,
la frazione ospiterà
il tradizionale appuntamento per salutare l’arrivo del nuovo
extravergine d’oliva offrendo un mix di buona gastronomia, eventi
culturali, conferenze
e dibattiti, la poesia popolare dell’arena letteraria “Uliverso”,
spettacoli e divertimento.
Il
primo week end della Festa, venerdì 19 novembre, aprirà con una
raffinata cena
di pesce,
per cui è possibile prenotarsi entro lunedì 15, e a seguire, lo
spettacolo
teatrale
realizzato dalla compagnia dilettantistica “Quelli dell’ultimo
minuto”. Ancora una commedia, dal titolo “Amore mio ti odio”,
peripezie e baruffe coniugali di Guido Bocci, e buona cucina nella
serata di sabato 20, mentre domenica 21 novembre sarà la volta del
Mercatale
dei prodotti in terrazza,
con assaggi di bruschetta e vendita di prodotti della
filiera corta, dalle ore 10 alle ore 19; del raduno
di Fiat 500, in
programma alle ore 10, e della cena con menù della Festa, seguita
dal ballo. Tra i piatti più significativi e tradizionali del menù
di Pianella ci sono le immancabili bruschette, ma anche la ribollita,
il passato di ceci, i pici al ragù bianco, la tagliata con olio
nuovo e porcini, la tegamata, il baccalà alla griglia e il bollito
con salse.
Tanti gli
appuntamenti che animeranno la settimana
dal 22 al 28 novembre,
dove la bontà dell’olio nuovo farà da filo conduttore: mercoledì
24, protagoniste della Festa saranno le associazioni del territorio,
con la cena a loro dedicata, su prenotazione entro lunedì 22
novembre. A seguire, la conferenza dal titolo “Associazionismo
e volontariato dopo la crisi economica”.
Sarà invece la caccia il tema dell’incontro promosso giovedì 25
novembre alle ore 19, dove saranno affrontate le vecchie e nuove
problematiche della stagione venatoria in provincia di Siena, alla
luce delle nuove norme regionali e nazionali.
Venerdì 26
novembre sarà la
volta dell’happy
hour “Il sapore
dell’olio”, mentre sabato 27, il dopo cena sarà animato da uno
spettacolo di tango
Argentino. Il gran
finale delle Festa, domenica 28 novembre, vedrà protagonisti lo
sport e la poesia: alle ore 9.30 partirà da Pianella una giornata di
trekking alla
scoperta del Chianti,
mentre alle ore 17.30, durante
uno spettacolo di poesia e musica, si
terrà la premiazione
della sesta edizione
dell’Arena
letteraria “Uliverso”,
la mostra concorso di poesia dedicata quest’anno al tema del
“viaggio”, promossa dall’associazione culturale Sylloge
Officina per l’Arte.
Tutti
gli appuntamenti promossi in occasione della Festa dell’Olio Novo
si terranno presso i locali della Filarmonica di Pianella, in via
della Pace, 2 e nei locali del Ristorante “Il Ponte”, adiacenti
alla sede dell’associazione. Per le cene a tema è necessario
prenotare chiamando i numeri 0577 363100, dalle ore 11 alle ore 14 e
dalle ore 18 alle ore 23; 340 8476114 e 333
4948908,
oppure
inviare una e. mail all’indirizzo info@filapianella.it.
La Festa dell’Olio Novo è anche su Facebook alla pagina
Filarmonica Pianella.
Gli accessori novità di Silikomart
per realizzare i cioccolatini perfetti
Silikomart
arricchisce la sua collezione di accessori con il nuovo
colino dosatore, la spatola
termometro in silicone
color cioccolato e la cocotte
in silicone color cioccolato. Tutti questi pratici utensili
serviranno per semplificare la lavorazione del cioccolato e per
ottenere cioccolatini lucidissimi e perfetti come un vero maestro
cioccolatiere. Di seguito la descrizione nel dettaglio di ogni
singolo prodotto.
Choco
Funnel (colino
dosatore)
Descrizione
prodotto Il Choco Funnel di
Silikomart è un colino dosatore eccellente per la preparazione dei
vostri piatti, per riempire gli stampi versando la dose perfetta di
prodotto,senza spreco e con estrema precisione. Adatto per liquidi,
fondenti, gelatine, cioccolato, creme, etc.Descrizione
tecnica: base in acciaio
inox 18/10. Diametro cm. 14.5. Capienza 0.8 l . Altezza 17 cm.
Istruzioni
d’uso
- Riempire
il colino dosatore
- Far
scendere il liquido sopra la preparazione scelta
- Premere
il bottone dosatore e far scendere la preparazione
- Bloccare
la fuoriuscita del liquido secondo necessità
Da
sapere: non adatto ad
essere inserito nel microonde. Lavabile a mano e in lavastoviglie
Prezzo
al pubblico: 19,90
Euro
Thermo
Choc (Spatola in silicone con termometro)
Descrizione
prodotto Il Thermo Choc di
Silikomart è la spatola in silicone con termometro per il controllo
della temperatura (da 0° a 200° C) di cioccolato fuso, creme,
salse, marmellate, sciroppi, meringa all’italiana, etc.
Descrizione
tecnica: Lunghezza 32 x 7cm (larghezza)
Da
sapere: La spatola in
silicone è lavabile a mano e in lavastoviglie. La sonda è lavabile
solo a mano. Non adatto ad essere inserito nel microonde.
Istruzioni
per l’uso:
1
posizionare il cucchiaio termometro e la sua sonda direttamente
all’interno della preparazione
2
accendere il dispositivo e attendere qualche istante affinchè il
sensore rilevi la temperatura
3.verificare
la temperatura sul display del cucchiaio termometro
Prezzo
al pubblico: 17,90
Euro
Cocotte
o Vaschetta in silicone
Descrizione
prodotto Una
praticissima vaschetta in
silicone, dotata di
coperchio e adatta ad essere utilizzata per sciogliere il cioccolato
nel microonde. Ormai anche i professionisti utilizzano la tecnica di
sciogliere il cioccolato nel microonde con risparmio di tempo e con
ottimi risultati. Il silicone con cui è fatta la vaschetta
garantisce la sicurezza di utilizzo nel microonde.
La vaschetta comunque
può essere anche utilizzata, adattandosi perfettamente, per la
classica tecnica del bagnomaria. Dimensioni
cocotte: Ø
125 h 50mm 0.4 L
Prezzo
al pubblico: 14,90
Euro
Kit
cioccolato
I prodotti sono vendibili singolarmente
o nel pratico kit cioccolato che contiene il colino dosatore, la
vaschetta in silicone e il termometro spatola. Prezzo al pubblico del
kit: 49,90 Euro
Il Premio Biol vola in Spagna
A Cordoba,
nell’ambito della Fiera del Bio del 19 e 20 novembre, la
manifestazione nata in Puglia dedicata ai migliori oli extravergini
biologici al mondo consegnerà premi agli oli spagnoli, proporrà
degustazioni guidate e curerà seminari nell’ambito del progetto
BiolMed
Bari novembre 2010
– Il Premio Biol, la manifestazione-concorso che da ormai quindici
anni pone a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei
vari continenti, vola a Cordoba per il “Biol Spagna”. Il 19 e 20
novembre, in occasione della Fiera BioCordoba 2010, la kermesse
pugliese organizzata dal CiBi-Consorzio Italiano per il Biologico,
sarà presente alla due giorni con un proprio programma ricco di
eventi. Nella giornata inaugurale, lo staff guidato dal coordinatore
Nino Paparella, parteciperà a una serie di meeting tecnici, curando
in particolare quelli del progetto europeo BiolMed (il “Biol
Spagna” rappresenta infatti il quarto e ultimo appuntamento
internazionale previsto dal BiolMed, progetto finalizzato a
rafforzare la competitività dei prodotti bio e in particolare
dell’olio). In programma, inoltre, la consegna delle targhe Biol
2010 ai migliori oli spagnoli dell’ultima edizione.
Il secondo giorno il Biol
curerà poi sia un seminario di aggiornamento sull’armonizzazione
dei criteri di assaggio utilizzati dagli esperti nei panel, sia
sedute guidate di assaggio degli oli dell’ultimo concorso.
Nella Fiera iberica
saranno naturalmente illustrate anche le linee guida della prossima
edizione del Premio Biol, in programma dal 25 al 30 aprile.
L’organizzazione tecnica del CiBi sta infatti già lavorando al
programma della XVI edizione, come di consueto ricco di eventi
culturali, gastronomici e tecnici, che affiancheranno il concorso
internazionale. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare le
differenze - e i diversi patrimoni culturali connessi - che
caratterizzano il variegato mondo dell’olio extravergine d’oliva
biologico.
Il Premio Biol
(www.premiobiol.it)
è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si
svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore,
tra cui Regione Puglia, Icea - Istituto per la Certificazione Etica e
Ambientale, Consorzio Puglia Natura.
Premio
Enologica 2010 allo chef Luca Marchini
Si
chiama “Puntinismo”. Non è una corrente pittorica o di pensiero,
né una nuova regola grammaticale bensì un dolce. Preparato con
Parmigiano Reggiano e pere Igp è il piatto che si è aggiudicato il
premio Enologica 2010 durante la sfida tra chef che si è svolta alla
Locanda Vite di San Patrignano, anticipazione del Salone del vino e
del Prodotto Tipico dell’Emilia-Romagna in programma a Faenza dal
19 al 21 novembre (22 novembre giornata dedicata agli operatori). Ad
interpretare la cucina modenese con il paniere di prodotti tipici del
territorio (Parmigiano Reggiano e pere Igp) lo chef Luca Marchini
del Ristorante “L’erba del Re” di Modena. Abbinato al
Lambrusco di Sorbara del fondatore 2009 dell’azienda Chiarli di
Modena, il piatto si è aggiudicato la seconda edizione di questo
riconoscimento, degustato e valutato da una giuria di esperti.
A contendersi gli
altri Premi i migliori chef dell’Emilia Romagna che hanno preparato
e presentato un piatto utilizzando prodotti Dop o Igp dell’Emilia
Romagna, abbinandovi un vino scelto dall’Enoteca regionale. Nove le
province coinvolte, da Piacenza a Rimini, ognuna rappresentata da un
cuoco (aderente all’Associazione Chef to Chef dell’Emilia Romagna
che riunisce i migliori chef della Regione).
Oltre al riconoscimento
del Premio Enologica la giuria ha assegnazione altri premi:
Il
Premio
per il miglior Matrimonio
è stato assegnato ad Andrea
Bartolini
della Terrazza Bartolini di Milano Marittima (Ravenna).
Con un paniere di prodotti composto da pesce dell’Adriatico e Olio
Extravergine di Brisighella, ha realizzato un piatto con saraghina,
patate e fumo, abbinato a un’Albana di Romagna secca AS 2009 della
Fattoria Zerbina.
Il
Premio
per il miglior Tradimento
è andato allo chef Pierluigi
Di Diego
del Ristorante Don Giovanni (Ferrara).
Con un paniere composto di Caccia di valle e Riso del Del Delta, ha
realizzato un riso del Delta con ragù di caccia, salsa di carrube, e
petto glassato di alzavola, abbinato a un Bosco Eliceo Fortana
frizzante 2009, dell’azienda Mattarelli. Il riconoscimento del
Piatto
rispettoso
della classicità
è andato a Carla
Aradelli
del Ristorante Riva di Ponte dell'Olio (Piacenza).
Il piatto realizzato ha visto pisarei con salsiccia e Gutturnio su
passata di fagioli borlotti (paniere di salumi piacentini), a cui è
stato associato un Ageno 2005 dell’azienda La Stoppa. La
Miglior
valorizzazione del Prodotto
a Roberto
Pongolini
del Ristorante La Cucina di Roberto a Felino (Parma).
Il piatto ha visto una torretta di maialino marinato alla birra di
Parma, con pop corn di cotenna di prosciutto e balsamico al pomodoro,
con un paniere composto dal Prosciutto di Parma. Il vino è stato un
Lambrusco 2009, dell’azienda Monte delle vigne.
L’interpretazione
più creativa
arriva da Reggio
Emilia,
con Andrea
Incerti Vezzani
del Ristorante Ca' Matilde di Quattro Castella. Con un paniere di
Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio
Emilia, ha realizzato una Creme broule di zucca, sbrisolona di
Parmigiano Reggiano e animelle all’Aceto Balsamico tradizionale di
Reggio Emilia, abbinato a un Reggiano lambrusco concerto 2009 di
Ermete Medici. Miglior
paesaggio di produzione
è stato giudicato il piatto di Marco
Fadiga,
del Marco Fadiga Bistrot di Bologna.
Con un paniere di cipolla di Medicina, ha realizzato un soufflé di
formaggi freschi con composta di Cipolla di Medicina e ananas, frutta
secca e cerfoglio. Il vino abbinato è stato un Pignoletto frizzante
dei Colli bolognesi 2009 dell’azienda agricola Isola.
La
migliore Interpretazione
che ha reso omaggio alla semplicità
arriva da Cesenatico
con Alberto
Faccani
del Ristorante Magnolia, che ha realizzato un Royale di carni con
pecorino di fossa e vitellone di Razza Romagnola (Paniere: Formaggio
di Fossa, Cardo gobbo, vitellone di razza romagnola), abbinato a un
Sangiovese di Romagna Superiore Prugneto 2008 del Podere dal
Nespoli. Il Miglior
Racconto
è di Fabio
Rossi
del Ristorante Vite di San Patrignano (Rimini).
Con un paniere composto da Squacquerone e Maiale di Mora Romagnola,
ha realizzato il Risotto vite.
Il
vino che ha accompagnato il piatto un Sangiovese di Romagna riserva
avi 2006 di San Patrignano. La giuria
che ha degustato e valutato i piatti era composta da Giorgio Melandri
(giornalista e curatore Enologica), Matteo Tambini (cuoco e
collaboratore Enologica), Andrea Grignaffini (giornalista
enogastronomico), Fabio Ravaioli (produttore), Alessandra Meldolesi
(giornalista), Paola Mambelli (dirigente scolastico IIS Bartolomeo
Scappi Castel San Pietro), Alberto Rinieri (gourmet).
La
premiazione ufficiale di tutti i vincitori avverrà nel Teatro dei
Cuochi in programma lunedì 22 novembre, ultima giornata di Enologica
a Faenza, dedicata agli operatori del settore.
La
Provincia di Pisa promuove il marchio Amico del Tartufo
ed i
ristoratori aderenti a caccia di prelibatezze
Il
marchio Amico del
Tartufo a sostegno e
tutela dei ristoratori e dei consumatori è stato voluto e promosso
dalla Provincia di Pisa e successivamente adottato dall’Associazione
Nazionale Città del Tartufo (ANCT).
Il
progetto nasce dall’intento di valorizzare
il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi,
grazie alla creazione del marchio
Amico del Tartufo,
assegnato secondo specifico regolamento e disciplinare d’uso ai
ristoranti che utilizzano esclusivamente tartufo fresco o
trasformato, escludendo l’utilizzo di prodotti chimici.
Un’occasione
da non perdere dunque per tutti gli amanti del tartufo che per tutto
il mese di novembre potranno
degustare nei ristoranti aderenti, solo tartufo fresco e del
territorio in abbinamento ai vini locali.
Il
marchio Amico del
Tartufo rientra in una strategia globale di valorizzazione e di
protezione dei prodotti tipici del territorio pisano,
per favorire lo sviluppo del turismo enogastronomico provinciale. Il
marchio attribuisce ad
ogni ristorante una classificazione da uno a quattro tartufi
in base alla provenienza del tartufo fresco utilizzato ed al numero
di portate con tartufo proposte nei menu.
Prezzi, avviata
indagine sulla Gdo
Concorrenza nel mirino dell'Antitrust
Roma novembre 2010. L'Antitrust ha
avviato un'indagine sul ruolo della grande distribuzione
organizzata. L'Autorità approfondirà "le
dinamiche competiti
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