Ai lettori  

In questo spazio INformaCIBO pubblicherà, d'ora in poi, i comunicati stampa ufficiali emessi dal ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, diretto da Giancarlo Galan

 

DICHIARAZIONE DEL MINISTRO GIANCARLO GALAN:

NON È VERO CHE PER PRIMA VIENE LA BELLEZZA,

CIÒ CHE CONTA È PREOCCUPARSI DELLA SALUTE,

IL CHE SIGNIFICA PREOCCUPARSI DI CIÒ CHE SERVE PER PROTEGGERE, CURARE E RIDARE ENERGIE AD UN CORPO PER DAVVERO COLPITO

DA PIÙ MALATTIE E SOPRATTUTTO INDEBOLITO

DA UNA SPAVENTOSA CARENZA DI ADEGUATI RIMEDI


Roma 23 marzo 2011. Ringrazio il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per aver proposto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di affidarmi l’incarico di Ministro per i Beni e le Attività culturali. In tal senso, ribadisco il mio grazie al Capo dello Stato per la fiducia in me riposta e questo nel momento in cui sto per assumere un compito certamente non facile, anche se, da più punti di vista, per davvero entusiasmante.

Prima di leggere le carte, gli atti ufficiali, i bilanci accertati, non sfugge a nessuno, e nemmeno a me, il fatto che non sono mancati in tempi recenti, articoli, editoriali, commenti, approfondite riflessioni sui problemi e sulle difficoltà che affliggono, ormai da tempo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con esso l’intero sistema culturale italiano. La verità è che bisognerà ripartire dallo 0,21 per cento del bilancio dello Stato, che è quanto, fino ad ora, è stato messo a disposizione del Ministero dei Beni culturali. Dico questo sapendo che a tutt’oggi sarebbe di soli 50 milioni di euro il fondo a disposizione per il complessivo patrimonio dei beni culturali italiani.

Naturalmente esprimo soddisfazione per quanto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri a proposito dei finanziamenti per il Fondo Unico per lo Spettacolo e per quanto stanziato a vantaggio della conservazione e della tutela dei beni culturali e per le attività promosse dagli Istituti culturali.

Comunque, le cifre, le statistiche, i raffronti, i tagli, la mancanza di personale, le proteste, le dimissioni, gli scioperi hanno documentato nelle scorse settimane il drammatico stato in cui versa il mondo che gravita attorno alla cultura del nostro Paese.

 

Ma se non vogliamo allontanarci per sempre, come ha scritto qualcuno, dalla patria fatta di paesaggio, storia e arte, dobbiamo credere nella forza delle idee, dobbiamo lavorare fin da subito per progetti effettivamente sostenibili, dobbiamo puntare a traguardi effettivamente raggiungibili, perché è con le idee e con i progetti che troveremo i finanziamenti necessari e indispensabili per ridare senso e vitalità alla cultura italiana.

 

Solo dopo, ma soltanto dopo, potremo dire, se lo riterremo utile, che arte, cultura, paesaggio rappresentano il petrolio in grado di far crescere l’economia del nostro Paese.

Per il momento, ci troviamo quasi in un deserto, nel quale però sappiamo esserci energie e risorse che costituiscono le tante oasi dell’intelligenza e della cultura, che resistono a tutto nonostante tutto.

Nel salutare l’amico Sandro Bondi, desidero esprimere il più sincero riconoscimento per quanto da lui fatto al fine di avviare una stagione di riforme di cui la cultura italiana ha per davvero urgente bisogno.

 

 

 

GALAN: GRANDE SODDISFAZIONE PER GRANA PADANO E PROSCIUTTO DI PARMA

IN CINA, MA QUESTO VUOL DIRE ANCHE INTENSIFICARE

AL MASSIMO LA LOTTA ALLE CONTRAFFAZIONI CHE DANNEGGIANO

IN DIVERSE PARTI DEL MONDO IL NOSTRO MADE IN ITALY


Roma 22 marzo 2011. “Il riconoscimento da parte della Cina delle due Indicazioni Geografiche italiane, Grana Padano e Prosciutto di Parma, rappresenta un punto di partenza importante per la registrazione, la protezione e la valorizzazione dei nostri prodotti Dop e Igp nei mercati asiatici. L’obiettivo dell’Italia e del Ministero delle politiche agricole è quello di proseguire su questa strada, valorizzando le eccellenze agroalimentari e dando così la possibilità a tutte le Indicazioni Geografiche di guadagnare spazi importanti sia tra operatori e consumatori cinesi sia in tutto il resto del mondo.

È fondamentale comunque tenere alto il livello di attenzione e continuare a vigilare su tutte le possibili attività di frode o contraffazione alle quali sono potenzialmente soggette le denominazioni italiane registrate, con lo scopo di tutelare i nostri produttori anche in un mercato come quello cinese, in rapida evoluzione nei consumi sempre più spesso orientati verso l’acquisto di prodotti  italiani famosi nel mondo”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari forestali, Giancarlo Galan.

 


Istituito l’elenco dei ristoranti italiani di qualità all’estero per

la promozione del Made In Italy nel mondo


Roma 16 marzo 2011. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, insieme all’onorevole Antonio Razzi oggi, hanno presentato il decreto che istituisce l’elenco dei ristoranti italiani di qualità all’estero per la promozione del Made In Italy nel mondo.

 

Si tratta di un importante riconoscimento – ha dichiarato il Ministro - per i ristoranti italiani nel mondo che è nato da un’idea dell’onorevole Razzi e che io ho accolto con favore. Quando mi è capitato di andare a mangiare in qualche ristorante italiano all’estero, mi sono reso conto di quanto potesse essere importante un’iniziativa come questa. I ristoranti italiani in giro per il mondo molte volte infatti sono luoghi in cui si mangia di tutto tranne che pietanze realizzate con prodotti italiani e secondo le sane regole della dieta mediterranea. Per dare una svolta, abbiamo deciso di istituire l’elenco dei ristoranti italiani all’estero. In questo modo chi andrà in un locale con la targa “Ottimo – Ristorante di qualità” potrà avere la certezza di trovare piatti preparati con specialità italiane nel rispetto della nostra tradizione culinaria. Difenderemo così l’immagine del Made in Italy alimentare dalle pesanti contraffazioni che non fanno bene alle nostre esportazioni”.

Abbiamo ideato anche un sito di e-Commerce – ha aggiunto Galan - che presto sarà attivato su internet, grazie alla collaborazione di Buonitalia e Poste Italiane. In questo modo i ristoratori italiani all’estero avranno modo di acquistare con più facilità i nostri prodotti tipici. Il nuovo decreto a costo zero otterrà anche l’importante obiettivo di incentivare l’esportazione di prodotti alimentari italiani all’estero. Si tratta, inoltre, di un’iniziativa che rappresenta un servizio all’Italia e all’italianità, proprio a ridosso dell’importante festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia”.

 

L’onorevole Razzi infine ha commentato: “Questo decreto non considera solo gli italiani ma è aperto anche a tutti quei ristoratori di altre nazionalità all’estero che desiderino servire la cucina di qualità del nostro Paese, utilizzando i prodotti italiani e cucinando secondo le nostre tradizioni. Si tratta di un’iniziativa che sarà accolta con grande favore dai ristoratori italiani nel mondo”.

Il decreto emanato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha infatti come scopo fondamentale quello di tutelare e promuovere la tradizione enogastronomica e culinaria italiana nel mondo. L’ elenco dei ristoranti italiani di qualità all'estero che è stato istituito prevede che i locali iscritti nell'elenco vengano segnalati anche attraverso una targa ad hoc con la dicitura “OTTIMO – RISTORANTE ITALIANO DI QUALITÀ” con il logo del Ministero delle politiche agricole.


A breve termine sono due i vantaggi principali: da un lato, permettere ai consumatori di conoscere e riconoscere i ristoranti “davvero” italiani, che utilizzano materie prime italiane e cucinano secondo la nostra tradizione; dall’altro, incrementare la vendita all’estero dei prodotti agroalimentari italiani avviando un meccanismo competitivo virtuoso tra gli stessi ristoratori di qualità.

Con questo atto ufficiale, dunque, il Ministero delle politiche agricole intende supportare e promuovere un circuito di ristoranti italiani nel mondo in grado di rappresentare una vera e propria vetrina d'eccellenza del nostro sistema agroalimentare.


Tra i requisiti richiesti per l'iscrizione all'elenco, il decreto prevede che il ristorante:


  • abbia acquistato ingredienti di provenienza italiana, di cui una parte sia costituita da prodotti DOP;
  • proponga una carta dei vini con una significativa presenza di vini italiani, in particolare DOCG, DOC e IGT, mentre per le pizzerie è previsto che il menù offra una selezione di birre italiane;
  • abbia in menù almeno un piatto preparato esclusivamente con prodotti di provenienza italiana, secondo la tradizione della “Dieta Mediterranea – Patrimonio dell'Umanità Unesco”;
  • inserisca nella propria carta l'indicazione dell'origine delle materie prime utilizzate e illustri la ricetta delle specialità tradizionali italiane.

 

La fabbrica delle lauree false al

Ministero delle Politiche agricole


La Stampa di oggi (3 marzo 2011) dà la notizia che l'accusa di abuso d'ufficio e concussione sia piombata su sei dirigenti di via XX Settembre a Roma, tra cui il capo di gabinetto Giuseppe Ambrosio.

Secondo un'inchiesta della Procura di Roma la moglie di Ambrosio, la sua segretaria ed altri a lui vicini avrebbero vinto negli anni scorsi concorsi da dirigenti pur non essendo in possesso di una laurea riconosciuta. Il titolo di studio, necessario per l'attribuzione del posto, è risultato conseguito presso la Link Campus University of Malta, ma non riconosciuto in Italia.

Si tratta della seconda importante indagine che vede coinvolto Ambrosio, dopo quella sull'Enoteca d'Italia, una società del ministero al centro della polemica sugli sprechi, su cui la Corte dei Conti non ha però rilevato irregolarità.


Dall'Ufficio del Portavoce del Ministro Galan riceviamo e pubblichiamo:


DICHIARAZIONE DEL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO

DELLE POLITICHE AGRICOLE, GIUSEPPE AMBROSIO,

A PROPOSITO DI NOTIZIE STAMPA DI OGGI

CHE LO RIGUARDANO



Roma 3 marzo 2011. “Che strana e singolare coincidenza tra la proposta di una mia diversa utilizzazione a servizio dello Stato e la puntuale pubblicazione su organi di stampa di procedimenti penali che mi riguardano.

Dov’è la notizia? Dov’è il quid novi da comunicare? Si tratta di fatti risalenti a ben quattro anni fa e che non riguardano ipotesi di reato “infamanti”. Non mi viene contestato nessun fatto corruttivo. Sono questioni che, confido, saranno al più presto chiarite innanzi all’autorità giudiziaria competente, nella quale ho piena fiducia convinto come sono dell’assoluto rispetto della legge e della profonda aderenza alle norme nella mia azione amministrativa.

Sono offeso come uomo, prima ancora che come funzionario, da notizie che non hanno alla base approfondimenti adeguati e che hanno il solo obiettivo di screditare la mia immagine e il decoro professionale conquistato in decenni di vita al servizio delle istituzioni, dal 1979 come funzionario e dal 1989 come direttore generale.

Circa l’articolo a tutta pagina pubblicato sull’edizione del 3 marzo 2011 de La Stampa dal tonante titolo “La fabbrica delle lauree false al ministero” mi limito qui a precisare che la vicenda ha formato oggetto di pronuncia del giudice della legittimità, ossia il Giudice amministrativo.

Il TAR del Lazio, con Ordinanza 2976/2009 e poi con Sentenza 1447/2008 ha riconosciuto la piena legittimità delle procedure seguite dall’Amministrazione.

Riporto quanto statuito dal TAR nell’ordinanza di rigetto n. 2976/2009 : “Il ricorso non appare assistito da sufficiente fumus boni iuris, atteso che in sede di sommario esame non si evidenziano profili di censura che potrebbero condurre all’accoglimento dell’impugnativa nel merito.”

Non ritengo di dover aggiungere molto altro alla limpida statuizione del giudice amministrativo.

Le sentenze stesse sono ampiamente disponibili sul sito della giustizia amministrativa.

Su questo e su tutti gli altri fatti su cui l’autorità giudiziaria ha il potere-dovere di effettuare le necessarie verifiche non esiste alcun rinvio a giudizio e sarà un giudice a pronunciarsi sulla legittimità dei miei comportamenti. Tutto il resto è…

Ho intanto già dato incarico ai miei legali di procedere alle necessarie azioni legali sia per diffamazione a mezzo stampa che per il risarcimento del danno all’immagine ed al decoro professionale”.

 

 

 GALAN: SIGNIFICATIVO CELEBRARE I 150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA

CON DUE BOTTIGLIE CHE RACCHIUDONO LE TRADIZIONI ENOLOGICHE DI TUTTE LE REGIONI


Roma febbraio 2011.Rendere omaggio all’Unità d’Italia attraverso due bottiglie celebrative che racchiudono i sapori delle uve selezionate in ciascuna delle nostre regioni è sicuramente un modo significativo di raccontare un Paese caratterizzato da tradizioni e culture molteplici e straordinarie qual è l’Italia. Da ogni regione dunque un vino, un gusto unico e particolare che si combina con altri gusti altrettanto unici, altrettanto particolari.

 

Degusteremo due vini, uno bianco e uno rosso, che accompagneranno i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità della nostra terra, simboli di un ideale legame nell’Italia della storia e delle eccellenze, di cui senz’altro quella vitivinicola è una delle più amate in tutto il mondo. Il mio plauso, dunque, ad un’iniziativa che giustamente ha suscitato l’apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del Consiglio dei Ministri”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

 

 

ETICHETTATURA, GALAN: FILIERA PER FILIERA GARANTIREMO L’AGROALIMENTARE ITALIANO


Roma 2 febbraio 2011. “Come annunciato il giorno dell’approvazione della legge sull’etichettatura ci siamo messi subito al lavoro con le filiere per applicare questa norma così importante per i consumatori e i produttori del nostro agroalimentare. Avevo detto che avremmo cominciato con il settore suinicolo e lattierocaseario, e ieri i vertici istituzionali del Ministero si sono incontrati con i rappresentanti della filiera del settore lattierocaseario e domani si incontreranno con la filiera suinicola”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta la prima riunione di filiera per l’etichettatura d’origine dei prodotti che si è svolta ieri nella Sala Verde del Palazzo dell’Agricoltura.

Filiera per filiera garantiremo sicurezza e qualità ai consumatori italiani ed europei e discutendo ogni regolamento attuativo con Bruxelles e i produttori. Del resto – ha concluso Galan - l’unanimità con cui è stata approvata dal Parlamento questa legge indica chiaramente la volontà popolare al riguardo.”

L’incontro si è chiuso con l’impegno da parte dei rappresentanti della filiera di inviare per iscritto al Ministero le loro osservazioni su alcune questioni fondamentali per l’applicazione della legge per il settore come: l’individuazione dei prodotti, le indicazioni in etichetta, la tracciabilità, e la prevalenza.

 

 

PER IL VINO DELLA VIGNA DI CAVOUR IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, IN ACCORDO CON I COMUNI DI GRINZANE CAVOUR E DI ALBA, DARA’ VITA AD UN PROGETTO CHE VALORIZZERA’ NEI MODI DOVUTI UN VINO LE CUI NOBILI ORIGINI GLI CONSENTONO DI DIVENTARE IL VINO DEI 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA


Roma 23 dicembre 2010. “Con l’auspicio che al più presto siano ristabilite sicurezza e serenità a Roma, oggi profondamente turbata e ferita da attentati criminali, non posso non occuparmi di una questione che non solo mi ha incuriosito, ma mi ha fin da subito, dopo aver letto un articolo di Aldo Cazzullo, spinto a chiedere ulteriori informazioni e delucidazioni al Sindaco di Grinzane Cavour, l’amico Franco Sampò.

Il problema è presto detto: il capostipite di tutti i ministri dell’Agricoltura italiana, cioè a dire, uno dei fondatori dell’Unità Nazionale, insomma, Camillo Benso Conte di Cavour, amava la sua terra. E nell’amare quella sua terra pare che lui stesso dette vita ad una vigna “da cui ebbe inizio la storia di uno dei vini più prestigiosi al mondo”, per dirla con Cazzullo.


In sintesi: la vigna del Barolo che fu di Cavour, nonché il castello che domina l’affascinante località piemontese, appartengono alla Fondazione Adele Alfieri di Sostegno. Si tratta di un ente pubblico la cui conduzione è attualmente affidata alla scuola enologica di Alba.


Qual è il problema allora? Il problema consiste nel fatto che tutte le bottiglie del Barolo di Cavour fino all’annata 2003 sono state vendute e, in alcuni casi, i proventi sono stati devoluti ad attività benefiche. Tutto però si blocca a partire dall’annata 2004, nel senso che la Regione Piemonte acquistò 2500 bottiglie del celebre vino annata 2004. A quel punto tutto si insabbia e la vicenda si ingarbuglia e così enti locali, enti privati, fondazione e produttori di vino non sanno più che pesci prendere.


Ciò che intendo fare è, in buona sostanza, dar vita ad un progetto, ovviamente assieme ai sindaci di Grinzane Cavour e di Alba e di tutti coloro che da anni seguono con interesse e passione le questioni legate alla vigna di Cavour, finalizzato a valorizzare in ogni modo possibile un Barolo che può, magari con il diretto interessamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, diventare il vino simbolo delle ricorrenze previste per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Mi auguro che nessuno abbia da ridire su di una simile candidatura, se non altro perché il Piemonte è il Piemonte e Cavour rappresenta per me il Risorgimento, la grande cultura politica Liberale, la civiltà dell’agricoltura intesa nel modo più alto”.



NOTA DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI SUL PECORINO ROMANO, SU QUANTO È STATO FATTO A FAVORE DEL SETTORE OVINO E SULLA PROTESTA DEI PASTORI


Roma dicembre 2010. A seguito della crisi del settore ovino, è stato istituito un tavolo di confronto nazionale, a cui hanno preso parte il Ministero delle politiche agricole, le Regioni interessate (Sardegna, Lazio, Toscana e Sicilia) e tutti i rappresentanti del partenariato economico e sociale.

In tale contesto, il Ministro Galan ha assunto l’impegno di finanziare un intervento di mercato per un controvalore di 14 milioni di euro, di inserire il pecorino romano nei programmi di promozione del Ministero e di convocare al più presto il tavolo di filiera.

Per quanto riguarda l’intervento di mercato, destinato a smaltire le eccedenze di pecorino, Agea ha già definito una prima gara per la prima tranche di 1.000 tonnellate di pecorino romano da utilizzare come aiuto agli indigenti per un valore di circa 7 milioni di euro, una seconda gara per lo stesso valore è pianificata per la prossima primavera.

Per quanto riguarda la promozione, il Consorzio del pecorino romano ha presentato un progetto che prevede un programma di investimenti del valore 1,2 milioni euro. Seguirà un ulteriore progetto per il bando destinato ai Paesi terzi, per la scadenza di marzo 2011.

Il Mipaaf ha inoltre istituito e coordinato i lavori del tavolo tecnico per la definizione dell’accordo interprofessionale. Il testo dell’accordo quadro ai sensi del Dlgs 102/2005, comprensivo del contratto tipo per la fornitura di latte ovino (pagamento in base alla qualità, destagionalizzazione, ecc.), è stato definito ed inviato alle organizzazioni della filiera per la sottoscrizione. Nel 2011 l’accordo dovrà essere sottoscritto dalle organizzazioni di filiera.


Su proposta del Ministro Galan, inoltre, il Cipe ha destinato 4 milioni di euro a favore del comparto ovino nell’ambito dei fondi del programma infrastrutture. Una volta registrata la delibera Cipe, il riparto dei fondi sarà condiviso nel tavolo di filiera.

E’ stato inoltre finanziato un programma di ricerca del valore di o,5 milioni di euro, per accelerare il processo selettivo degli ovini resistenti alla Scrapie.


Infine, gli uffici del Ministero, in accordo con la Regione Sardegna, hanno messo a punto una nuova misura sul benessere animale, da finanziare attraverso il Programma di sviluppo rurale, che, se attuata correttamente, oltre a garantire un’importante integrazione al reddito degli allevatori, consentirà di migliorare sensibilmente la qualità di base del latte ovino, in modo da dare concretezza all’accordo di filiera da sottoscrivere entro il 2011 e creare le condizioni per diversificare la produzione ed intercettare una domanda di prodotti trasformati sempre più sofisticata.

 

Riparte frutta nelle scuole, il programma comunitario

coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole


Roma 10 dicembre 2010. Riparte il programma comunitario Frutta nelle scuole, coordinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che coinvolgerà a partire da dicembre oltre 10.000 scuole primarie di tutte le Regioni. Sono state selezionate le organizzazioni di produttori che negli 8 lotti regionali procederanno alla distribuzione dei prodotti frutticoli e orticoli, privilegiando i prodotti stagionali, di qualità (Biologico, DOP, IGP) e del territorio, con una particolare attenzione all’impatto ambientale (utilizzo contenitori e confezioni biodegradabili o riutilizzabili).


Almeno una volta alla settimana, fino alla conclusione dell’anno scolastico, la merenda di metà mattina sarà sostituita da frutta fresca o da spremute e centrifughe preparate al momento.

Il programma ha l’obiettivo di incrementare il consumo di frutta e verdura tra i bambini delle scuole primarie e di far conoscere ed apprezzare le nostre produzioni ortofrutticole per una sana alimentazione.


 

Il ministro Galan lancia il progetto Italianissimi

a difesa del made in italy negli Usa


Roma 3 dicembre 2010. “Abbiamo voluto questo progetto per difendere il nostri patrimonio agroalimentare di qualità e contrastare la diffusione dell’Italian sounding in un mercato vasto come quello statunitense. Oltre che sulle azioni legali, infatti, occorre puntare parallelamente sulla sensibilizzazione dei consumatori, aumentandone la consapevolezza e mettendoli in condizione d’individuare quali sono realmente i prodotti italiani. Le azioni legali internazionali per contrastare il falso made in Italy, infatti, sono lunghe, complesse e, spesso, insufficienti”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali per presentare il progetto Italianissimi, una campagna di sensibilizzazione e promozione a tutela dei prodotti italiani negli Usa, che partirà il primo dicembre 2010.

Solo un prodotto alimentare su otto consumato negli Stati Uniti proviene realmente dall’Italia. Sulla base di questi numeri è stato avviato il progetto Italianissimi, voluto dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma e Aicig, associazione dei Consorzi di Tutela dei prodotti italiani, e ideato da Retecamere, società delle Camere di Commercio italiane che si occupa dei progetti integrati per lo sviluppo.

 

Lo scopo dell’iniziativa è affermare un principio: il vero gusto italiano proviene solo dall’Italia, in quanto le caratteristiche del territorio di provenienza e il clima sono ingredienti del prodotto indispensabili e non riproducibili altrove. La provenienza dei prodotti è garantita dai marchi Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione d’Origine Protetta), che il consumatore deve ricercare sulla confezione o richiedere al negoziante.

 

Prevede una campagna rivolta ai media (riviste specializzate, blog sulla cucina e pubblicità); la distribuzione di materiali informativi mirati all’origine dei prodotti; una serie di azioni formative e informative sui prodotti Dop e Igp nei più importanti negozi di gastronomia di New York.

Coloro che amano mangiare “true Italian” devono fare attenzione anche quando navigano in rete. Il fenomeno della contraffazione agroalimentare negli Usa non riguarda solo i prodotti che si trovano sugli scaffali dei punti vendita, ma anche i due terzi dei prodotti venduti on-line nei siti di e-commerce.

Il progetto Italianissimi prevede anche un’attività importante rivolta alla sensibilizzazione dei turisti americani che visitano l’Italia. La Camera di Commercio della capitale ha, infatti, coinvolto gli albergatori, le università americane e le scuole di cucina in un programma di corsi di formazione e degustazioni per insegnare a riconoscere i prodotti “originali” della qualità italiana.

 

 

L’apposito comitato di valutazione riunito a Nairobi in Kenia ha adottato definitivamente come previsto la decisione a favore dell’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO


Nairobi 16 novembre 2010. Mediterranea e' entrata nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'ok e' arrivato da parte del comitato intergovernativo dell'Unesco riunito a Nairobi.

 

Lo ha confermato all'ANSA, da Nairobi, Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che ha aggiunto che la Dieta Mediterranea e' stata approvata all'unanimita'.

Anche la Gastronomia Francese e' entrata nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.

 

Da InformaCIBO la parola a Davide Paolini:" La Dieta Mediterranea ci punisce...."

Da Il Sole 24 Ore Davide Paolini: All'Unesco è sfida sulle cucine


Cos’è la dieta mediterranea

 

La dieta mediterranea è stata ideata nel dopoguerra dal nutrizionista statunitense Ancel Keys, già famoso per i suoi studi per l’esercito americano e che ha dato il nome (anzi l’”iniziale”) alla “razione K”, ben nota ai soldati di tutto il mondo.

 

Ancel Keys si stabilì in Italia, in provincia di Salerno, dove è rimasto circa quarant’ anni prima di morire, alcuni anni fa, centenario. Ha trascorso la vita monitorando e comparando abitudini alimentari e condizioni di salute degli abitanti di diversi Paesi, tra cui l’Italia e dimostrando le virtù dell’alimentazione a base di cereali complessi, ortofrutta, olio di oliva.

 

La dieta mediterranea è completa, in quanto prevede anche il consumo di proteine animali (pesci, compresi quelli di acquacoltura che hanno analoghe proprietà nutritive in termini di poteri antiossidanti, carni bianche e rosse alternate, uova e formaggi), nonché un moderato consumo di vino.

 

La ripartizione delle sostanze introdotte dovrebbe essere orientativamente questa: 

-          55-60% carboidrati;

-          entro il 30% grassi, preferibilmente quelli vegetali insaturi;

-          10-15% proteine.

 

Niente a che vedere, dunque, con il significato restrittivo e punitivo attribuito usualmente al termine dieta. Quella “mediterranea” è una tipologia di alimentazione che dà piacere per la ricchezza e la qualità dei cibi; che arreca salute e benessere e che tutela il patrimonio storico culturale dei cibi delle nostre regioni.

 

L’Italia è il primo produttore mondiale di pasta e di vino. Dopo la California e la Cina, è il terzo produttore mondiale di pomodoro trasformato ed è il secondo produttore di olio di oliva, subito dopo la Spagna. Con un’incidenza sul totale della produzione mondiale di questi prodotti di tutto rilievo.

 

La produzione ortofrutticola italiana fresca, al di là della sua incidenza sulla produzione mondiale, fortemente concentrata in pochi Paesi è la prima d’Europa. Circa il 30% dell’ortofrutta europea è tricolore. 

Questo per affermare che un aumento dei consumi mondiali dei prodotti base della dieta mediterranea, anche contenuto, potrebbe favorire notevolmente il sistema agroalimentare italiano.  

 

I PRIMATI DEL MADE IN ITALY NELLA DIETA MEDITERRANEA

PASTA

1° PRODUTTORE MONDIALE

VINO

1° PRODUTTORE MONDIALE

OLIO

2° PRODUTTORE MONDIALE

ORTOFRUTTA

1° PRODUTTORE DELL’UE

CONSERVE DI POMODORO

3° PRODUTTORE MONDIALE

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat

 

UNESCO E DIETA MEDITERANEA: A NAIROBI SI CONTINUA A DISCUTERE


Roma 16 novembre 2010. Il dibattito per l’iscrizione della Dieta Mediterranea nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, in corso a Nairobi, prosegue in modo serrato. I giochi sono ancora aperti, soprattutto perché Paesi fortemente autorevoli come il Giappone e la Corea sarebbero contrari a dichiarare Patrimonio Unesco tutti quegli elementi legati al mondo agricolo e alimentare.


Il negoziato è andato avanti tutta la notte ma, dopo aver incassato il supporto alla candidatura della Dieta da parte della Croazia, diverse sono state le difficoltà incontrate questa mattina dalla delegazione italiana del Ministero delle politiche agricole.

In particolare, la Corea ha proposto di modificare l’ordine dei lavori trattando per ultime le candidature di natura alimentare, tra cui la Dieta Mediterranea. L’Italia si è opposta, riuscendo a convincere tutti i Paesi presenti. L’esame delle candidature procederà secondo l’ordine alfabetico e singolarmente.

Successivamente, in maniera del tutto inattesa, il Segretariato della Convenzione ha informato di una lettera di un’associazione greca contro l’iscrizione della Dieta Mediterranea, in quanto non esisterebbe secondo tale associazione il concetto di Dieta Mediterranea, ma di dieta propria dei singoli Paesi. C’è stato dunque il rischio di rinviare di un anno l’esame della candidatura, ma Italia, Spagna, Marocco, Iran, Croazia, Giordania e Cina hanno fatto fronte comune per bloccare il tentativo, che avrebbe rappresentato un pericoloso precedente per chiunque, con una semplice lettera, tenti di inficiare le candidature. La lettera è stata pertanto stralciata.

Anche la delegata dell'Albania, membro del comitato, era intervenuta duramente nei confronti delle candidature aventi un qualche valore commerciale, tra cui la Dieta Mediterranea, e si è detta molto preoccupata che qualcuno stia già festeggiando per un riconoscimento che ancora non c'è.

 

Ma, come ha precisato il responsabile della delegazione del Ministero delle politiche agricole Pier Luigi Petrillo, ''l'elemento commerciale rappresenta la prova che la Dieta è un patrimonio vitale trasmesso di generazione in generazione, sostenuto e amato dalla comunità. Assolutamente diverso il discorso di usare il logo dell'UNESCO per fini commerciali, un atto proibito''.

La posizione italiana ha convinto tutti i Paesi. Si aspetta ora il momento della votazione finale.

Il prof. Petrillo intanto ha ribadito di condividere “pienamente l’invito del Ministro Galan alla massima cautela, in quanto già nel 2009 l’UNESCO ha bocciato la candidatura della Dieta Mediterranea presentata nel 2008. Evitiamo che accada nuovamente”.

 

 

Avvertenza del Ministro Galan a poche ore dalla proclamazione da parte dell’Unesco della Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell’Umanità


Roma martedì 15 novembre 2010. “Dire che è fuor di luogo festeggiare un qualunque successo prima che questo sia realmente avvenuto è non solo cosa insensata, ma addirittura maleaugurante. Purtroppo è quanto sta avvenendo a proposito di una dichiarazione da tutti noi attesa da parte dell’Unesco a sostegno della grande qualità della cosiddetta Dieta Mediterranea.

Ecco perché invito tutti alla massima cautela sulla candidatura della Dieta Mediterranea nella Lista dell'Unesco. Il negoziato è in corso in queste ore a Nairobi, proseguirà tutta la notte e si concluderà solo domani verso le 16.00 ora italiana. Dunque, sarebbe opportuno che i tanti che in queste ore si prendono meriti ingiustificati, siano rispettosi del lavoro che i nostri funzionari a Nairobi, guidati dal professore Pier Luigi Petrillo, stanno facendo.


Rispettiamo il loro lavoro che necessita di serenità ed evitiamo di festeggiare prima del previsto. Come qualcuno ricorderà, infatti, la candidatura della Dieta Mediterranea presentata nel 2008 dal collega De Castro fu bocciata dall'Unesco. Dopo questa bocciatura, nel 2010, abbiamo interamente riscritto il dossier al termine di un lavoro estremamente difficile. Evitiamo adesso di gettare alle ortiche anni di lavoro”.


Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

 

 

Unesco, Lunedi parte negoziato decisivo

sulla Dieta Mediterranea


Roma 12 novembre 2010. Domenica la delegazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali partirà alla volta di Nairobi (Kenya) per partecipare alla 5° Sessione di lavori del Comitato Intergovernativo della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Spetterà al Comitato - di cui fanno parte 24 Paesi sui 132 che hanno ratificato la Convenzione UNESCO sul Patrimonio Immateriale dell’Umanità - decidere in via definitiva se includere o meno la Dieta Mediterranea tra gli elementi considerati Patrimonio unico al mondo.


Auguro buon lavoro ai funzionari del mio Ministero che saranno impegnati in questo difficile negoziato. Sono convinto che la delegazione italiana, guidata dal prof. Pier Luigi Petrillo, riuscirà a portare a casa questo risultato tanto importante per il nostro Paese.”


Con queste parole il Ministro Galan ha salutato la partenza della delegazione italiana verso Nairobi.


Dal maggio 2009 - ha proseguito il Ministro - i funzionari hanno lavorato incessantemente, anche in piena estate, per riscrivere il dossier di candidatura e coordinare il lavoro con i gli altri Paesi coinvolti (Grecia, Spagna e Marocco). Sono sicuro che il loro faticoso impegno, profuso nell’interesse del nostro Paese, sarà ripagato con l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella prestigiosa Lista. Formulo il mio in bocca al lupo alla delegazione ministeriale, l’Italia vi guarda fiduciosa”.


 

BUONITALIA: LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE

Roma 22 settembre 2010. Oggi si è riunita a Roma l’assemblea di Buonitalia che ha preso atto delle dimissioni dall’incarico di Presidente di Walter Brunello.


Le dimissioni, dettate da motivi familiari, erano state comunicate al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, dal Presidente Brunello lo scorso 26 luglio con decorrenza 15 ottobre 2010.

 

 

FOOD 4U AWARD 2010, VINCE LA NORVEGIA

ALL’ITALIA IL PREMIO CULTURA GIOVANI EUROPEI


FOOD 4U: MINISTRO GALAN, LA PROSSIMA EDIZIONE ABBRACCERÀ 27 PAESI DELL’EUROPA


Roma 22 settembre 2010.La sesta edizione di FOOD4U si è conclusa raccogliendo i suoi frutti tra gli studenti: ho riscontrato tra questi giovani grande impegno e dedizione. È con molta gioia quindi che annuncio che la prossima edizione di FOOD4U abbraccerà 27 Paesi dell’Europa, un importante passo in avanti per la nostra campagna di sensibilizzazione”.


Questo il commento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, all’Auditorium Conciliazione di Roma, dopo aver consegnato ai ragazzi norvegesi della scuola Katedralskole di Trondheim il prestigioso FOOD4U AWARD 2010 – Trofeo del presidente della Repubblica Italiana.


Lo spot vincitore – spiega il Ministro – si è distinto in particolare per la capacità di veicolare un messaggio importante come quello della necessità di una sana e corretta alimentazione in maniera intelligente ed efficace, con un linguaggio da esperti della comunicazione. Oltre ad essere ben costruito e ottimamente curato, ha assunto un atteggiamento di inequivocabile irriverenza nei confronti della pubblicità commerciale. Sono contento che ci sia anche un video italiano tra i premiati. Penso che i ragazzi dell’Istituto “Michele De Nora” di Altamura abbiano realizzato uno spot molto ironico e immediato ”.


La manifestazione, che si è svolta ieri dalla 18.30 alle 20.30, ha visto la partecipazione di numerose personalità istituzionali e diplomatiche. Oltre ai ragazzi finalisti delle scuole italiane ed europee, molti anche gli ospiti del mondo della pubblicità e della comunicazione.


“FOOD 4U – ha concluso il Ministro - rappresenta un esempio notevole di ciò che le istituzioni insieme al mondo della scuola possono fare, e a mio parere dovrebbero fare, per affrontare grandi e complesse questioni sociali, quali in questo caso le cattive abitudini alimentari. Ma ricordiamoci che non è un delitto mangiare un hamburger o bere un bicchiere di vino in maniera moderata. È un delitto uccidersi mangiando solo questo, senza seguire un’alimentazione equilibrata che include un po’ di tutto.

Ritengo infine doveroso fare i miei complimenti per l’ennesima volta ai ragazzi che si sono impegnati in prima persona, valorizzando al meglio le proprie potenzialità e coinvolgendo i loro coetanei in questa campagna che unisce così tanti Paesi europei nella sensibilizzazione verso la consapevolezza alimentare”.

 

Di seguito i premi assegnati e le motivazioni espresse dalle giurie:



PREMIO FOOD 4U AWARD 2010

TROFEO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Assegnato al video: the joy of healthy living

Trondheim Katedralskole

Trondheim - norway

Motivazione: Intelligente ed efficace, come ideato da esperti professionisti della comunicazione. Ben costruito e ottimamente curato.Potente nel linguaggio scelto per comunicare ai giovani. Realizzato con impegno e bravura, assume inequivocabile irriverenza nei confronti della pubblicità commerciale.




PREMIO miglior percorso didattico 2010

Assegnato al video: (UN)TUNNED

Escola Profissional Mariana Seixas

Viseu – PORTUGAL

Motivazione: Il video è un abile processo di astrazione del concetto del mangiare sano, attraverso il linguaggio universale delle immagini e della musica, con l’uso sapiente della tecnologia.Il backstage illustra in maniera convincente lo sforzo e la creatività degli studenti.



PREMIO CULTURA GIOVANI EUROPEI 2010

(GIURIA DIPLOMATICI)

Assegnato al video: IL PESO DELL’ALIMENTAZIONE

Istituto di istruzione secondaria superiore Michele De Nora

Altamura - Bari - ITALY



MOTIVAZIONE DELLA MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA

La Giuria del FOOD 4U 2010 vuole esprimere il proprio grande apprezzamento per la qualità di tutti i Backstage in rassegna. Per questo ha deciso di assegnare oltre al Premio del Miglior Backstage anche una Menzione speciale ad un altro lavoro di questa specifica sezione.


MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA FOOD 4U 2010

Assegnato al video: donkey doughnuts

i. e. s. Maragall

Barcelona - spain

Motivazione: Un racconto semplice e ordinato ma capace di trasmettere le emozioni dei protagonisti e il loro grande impegno nell’ottenere il risultato desiderato. Fresco, equilibrato, gentilmente autoironico il video trasmette il divertimento dei ragazzi agli spettatori.




PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA FOOD 4U 2010

Assegnato al video: benefits of a healthy diet

Lindengymnasiet

Katrineholm - sweden

Motivazione: Corretto e completo nei contenuti, ben individua nello stile di vita sano, nelle scelte quotidiane da adottare nel corso degli anni, il messaggio della campagna FOOD 4U.Fortemente ironico nella forma, sorprendente per il contrasto di tono solitamente usato dai giovani e per i giovani.


 


PREMIO MIGLIOR BACKSTAGE FOOD 4U 2010

Assegnato al video: know what is good for you

ii Rákóczi Ferenc Szakközépiskola és Kollégium

Kiskunhalas - hungary

Motivazione: Una presentazione delicata. Un reportage del reale lavoro svolto, dallo studio, alle prove fino al momento della produzione. L’impegno e la capacità organizzativa della scuola. La tensione dell’attesa e poi la soddisfazione per aver fatto del proprio meglio. Un vero backstage che assume una propria identità di video.



PREMIO GIURIA GIOVANI FOOD 4U 2010

Assegnato al video: just be it

oficina – escola profissional do instituto nun’ alvres

santo tirso - portugal

 

 

 

 

 MINISTRO GALAN ALLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE PER LA SESTA EDIZIONE

 DI FOOD 4U AWARD 2010 PER I GIOVANI FILMAKERS EUROPEI FOOD 4U

  

23 SETTEMBRE 2010 – ORE 18,30

 ROMA, AUDITORIUM DELLA CONCILIAZIONE 

 

Roma 22 settembre 2010. “Quello che mi aspetto dalla cerimonia di premiazione del FOOD 4U AWARD 2010, l’ultima tappa della nostra campagna di sensibilizzazione per una sana alimentazione rivolta agli studenti italiani ed europei, è di vedere trionfare l’allegria, lo spirito di iniziativa e il profondo senso civico. Al di là di chi sarà riconosciuto il vincitore e verrà premiato, vorrei che per tutti i ragazzi che si sono impegnati, questa esperienza possa costituire un vero e proprio bagaglio culturale e un momento fondamentale di crescita. 

Questa per me, come Ministro, è la vera vittoria: contribuire a costruire una maturità e una capacità critica nelle nuove generazioni. E sono convinto che la nostra campagna ha raccolto i suoi frutti, dal momento che sono proprio questi i sentimenti che ho già avuto modo di constatare nel corso della mia visita a Monselice lunedì scorso”.  

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan saluta l’arrivo a Roma degli studenti e docenti delle scuole di 16 paesi europei finaliste della sesta edizione del concorso FOOD 4U 2010.

 

Il Ministro Galan incontrerà di nuovo le centinaia di giovani e i loro insegnanti che dal Veneto, dove si sono svolte le tre serate del Videofestival, arrivano oggi a Roma per la cerimonia di premiazione di domani giovedì 23 settembre. In questa occasione il Ministro Galan consegnerà ai vincitori il FOOD 4U AWARD 2010 - Targa del Presidente della Repubblica. 

La cerimonia conclusiva si svolgerà a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione a partire dalle ore 18.30. Durante la manifestazione saranno proiettati i 33 spot finalisti realizzati dagli studenti de 16 Paesi europei: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Ungheria e Italia. L’evento sarà condotto dall’attrice Maria Cristina Blu e dal giornalista Fabio Bolzetta e vedrà la presenza di numerose rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo. Durante la serata si succederanno sul palco il cantante Be Angel e il gruppo di danza degli Heros Crew.
FOOD 4U – ha concluso il Ministro - rappresenta un esempio riuscito di ciò che le istituzioni insieme al mondo della scuola possono fare, e a mio parere dovrebbero fare, per affrontare grandi e complesse questioni sociali, quali in questo caso le cattive abitudini alimentari. È doveroso ancora una volta congratularsi con questi ragazzi che hanno sviluppato al meglio le proprie capacità, diventando loro stessi promotori nella sensibilizzazione verso la consapevolezza alimentare, coinvolgendo i loro coetanei in questa campagna che unisce così tanti Paesi Europei”
 

Ulteriori informazioni su: www.food-4u.it


 La ricotta di Bufala campana finalmente Dop

Galan : sono 210 i prodotti italiani Dop e Igp


Roma 20 luglio 2010. “Grazie al lavoro costante dei produttori italiani che hanno puntato su qualità e tradizione, l’Italia si conferma leader europeo in materia di riconoscimenti comunitari con ben 210 prodotti Dop e Igp che possono fregiarsi ufficialmente di un marchio di qualità”.


Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha accolto l’iscrizione da parte della Commissione Europea della denominazione “Ricotta di Bufala Campana” DOP nel registro ufficiale delle denominazioni protette.


Le peculiarità della “Ricotta di Bufala Campana” sono strettamente determinate dalla qualità delle materie prime: siero, panna fresca di siero e latte di bufala che, soltanto se prodotte nell’area di produzione, possono vantare caratteristiche superiori rispetto a quelle ottenute in altre zone. Le caratteristiche orografiche, geopedologiche e macroclimatiche dell’area delimitata sono i fattori che più di ogni altro contribuiscono a conferire alle essenze foraggere che caratterizzano gli erbai, e di conseguenza, al latte e quindi al siero con cui si ottiene la “Ricotta di Bufala Campana” DOP, quelle caratteristiche organolettiche, gustative e di sapidità che rendono unica e riconoscibile la Ricotta medesima.


Il legame con l’origine geografica dipende dalla capacità dei produttori di ottenere siero che mantenga, nei limiti della inevitabile diversità, le caratteristiche originarie del latte. La scelta di usare solo siero dolce, quindi non fermentato, derivante dalla rottura del coagulo di latte di bufala fresco, è la condizione per poter trasferire nella Ricotta le caratteristiche del latte, a loro volta legate imprescindibilmente al territorio di origine. Il fattore umano diventa quindi indispensabile per mantenere solido questo legame ed attraverso esso ottenere un prodotto unico.


La zona di produzione della DOP “Ricotta di Bufala Campana” comprende parte del territorio amministrativo delle Regioni Campania, Lazio, Puglia e Molise. In Campania, principalmente nel bacino attorno ai fiumi Garigliano e Volturno e tra la piana del fiume Sele e la zona del Cilento, sia nella zona costiera che lungo le vallate; nel Lazio, concentrate tra la valle del fiume Amaseno e la vicina pianura Pontina; in Puglia, la fascia pianeggiante e collinare della provincia di Foggia ai piedi del promontorio del Gargano; nel Molise, l’unico comune interessato è Venafro che solamente da poco è sotto la gestione amministrativa molisana.


 

Galan: ancora due Dop e un’Igp per l’agricoltura italiana

riconosciute Dop la Melanzana rossa di Rotonda e il farro di Monteleone di Spoleto

e Igp la pesca di Leonforte


Roma 18 luglio 2010.L’Europa riconosce ancora una volta l’eccellenza dei nostri prodotti. Sono particolarmente orgoglioso di questo triplice riconoscimento che testimonia ulteriormente come il lavoro e l’arte dei nostri produttori porti un valore aggiunto alla nostra agricoltura.”

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta la notizia dell’approvazione da parte della Commissione Europea del regolamento di riconoscimento come DOP della Melanzana Rossa di Rotonda, del Farro di Monteleone di Spoleto e del riconoscimento IGP della Pesca di Leonforte.


Il Farro di Monteleone di Spoleto si produce nell’area montana dell’area sud-est della provincia di Perugia e comprende i comuni di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo e parte dei comuni di Cascia, Sant’Anatolia di Narco, Vallo di Nera e Scheggino, di altitudine maggiore o uguale a 700 m s.l.m.


La caratteristica che rende unico il Farro di Monteleone di Spoleto è la cariosside di colore marrone ambrato che alla frattura si presenta vitrea e compatta con residui farinosi. La spiga piatta, corta, affusolata, con ariste non troppo lunghe e leggermente divaricate completa il quadro caratteristico di questo prodotto, che fin dal XVI secolo veniva largamente coltivato a Monteleone di Spoleto.


Queste particolari caratteristiche fisiche ed organolettiche della DOP derivano direttamente dai terreni calcarei sassosi posizionati sopra i 700 metri s.l.m. che impediscono proprio per la loro posizione scoscesa il ristagno dell’acqua nelle stagioni umide, nonché nel tempo dall’abilità dell’uomo nelle tecniche di lavorazione dei terreni, nella scelta dei tempi giusti di semina e di raccolta, abilità tramandata da padre in figlio e che ha consentito di migliorare ed aumentare sempre di più la produzione di questo cereale dalle grandi proprietà energetiche e rinfrescanti.

La Pesca di Leonforte si coltiva in alcuni comuni della provincia di Enna e da circa un ventennio muove un indotto economico notevole non solo nel comprensorio di produzione, ma anche nel territorio dei comuni vicini. Le peculiarità della Pesca di Leonforte sono la durezza, la tardiva maturazione e la pratica dell’insacchettamento dei frutti sulla pianta.

La Pesca di Leonforte è il prodotto della coltivazione di due ecotipi locali di pesca, Bianco di Leonforte e Giallone di Leonforte. La forma dei frutti è globosa a valve asimmetriche per entrambi gli ecotipi. Per l’ecotipo Bianco di Leonforte la polpa si presenta di colore bianco e la buccia di colore bianco con striature rosse non sempre evidenti; l’ecotipo Giallone di Leonforte si caratterizza per la polpa di colore giallo e per la buccia di colore giallo con striature rosse non sempre evidenti.

Le origini della Pesca di Leonforte sono ignote, ma le varietà attualmente presenti sono frutto di una selezione genetica operata per secoli. In passato, le produzioni erano destinate quasi esclusivamente all’autoconsumo; esse provenivano da piante sparse negli orti familiari e negli agrumeti presenti nelle oasi irrigue del comprensorio della IGP. Soltanto a partire dagli anni ’70 si è affermata una peschicoltura specializzata che ha portato ad un consistente incremento delle superfici investite a pesco e delle produzioni con conseguente ampliamento del mercato e della commercializzazione. La diffusione della peschicoltura nel comprensorio ha portato anche sostanziali cambiamenti nella mentalità imprenditoriale degli operatori agricoli e nell’esecuzione delle pratiche agronomiche. Il peschicoltore, così, è diventato il manager delle proprie produzioni, imparando a promuovere, valorizzare e collocare nei mercati un prodotto unico. La vendita delle pesche ha, infatti, assicurato un reddito tale da migliorare le condizioni di vita degli operatori della zona.

La Melanzana Rossa di Rotonda, coltivata in alcuni comuni in provincia di Potenza, ha come caratteristica un basso contenuto di acido cloro genico responsabile dell’imbrunimento della bacca, nonché la forma tonda simile al pomodoro ed il tipico colore arancione con la presenza di venature brunastre/verdastre sulla bacca che la differenziano in maniera evidente da tutte le altre.


Sin dagli inizi del Ventesimo secolo la Melanzana è stata utilizzata nella preparazione di molti piatti della cucina locale. L’appuntamento annuale della “Sagra della Melanzana Rossa di Rotonda” continua a richiamare migliaia di persone a Rotonda e testimonia la continua affermazione del prodotto nel mondo della ristorazione tipica sia a livello locale e extraregionale.


La coltivazione della IGP è stata accertata in Italia esclusivamente nella zona geografica delimitata sin dagli anni ’40. Il suo adattamento alle condizioni climatiche della zona ne ha favorito la sua diffusione tanto da interagire con il territorio. Responsabili di tale unicità sono il particolare microclima (sostanzialmente dolce con piogge abbondanti nel periodo che va da ottobre a maggio) e l’ambiente naturale di coltivazione ubicato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, caratterizzato da terreni di origine alluvionale, sabbiosi e limo argillosi, freschi, profondi e fertili con una buona ritenzione idrica.

 

 

 Il testo dell’intervento del ministro Galan al 65° congresso nazionale

Assoenologi a Merano in Alto Adige


Merano 18 giugno 2010. Concludere questa giornata di inaugurazione del 65° Congresso di Assoenologi qui a Merano in Alto Adige, una terra che amo molto, è per me un grande piacere e allo stesso tempo una preziosa occasione per parlare di un settore che mi sta a cuore come quello vitivinicolo.

 

Come è noto, è vero che l’Alto Adige mi piace, ma sarebbe una mia ipocrisia far finta di essermi dimenticato delle dure polemiche che ebbi a suo tempo con il presidente Luis Durnwalder a proposito dei ‘privilegi’ di cui godono le Regioni a Statuto speciale. Ma questa è tutta un’altra storia… fino a un certo punto, però. Ad ogni modo oggi sono qui, come dicevo, per riflettere insieme a voi sul settore vitivinicolo, che come tutti sappiamo è tra i più rilevanti del nostro sistema agroalimentare. Basti pensare a queste cifre: oltre 700mila gli ettari investiti a vigneti e quasi 1 agricoltore su 3 che coltiva uva da vino. Tuttavia, nonostante l’indiscutibile importanza della produzione vitivinicola, il suo significato strategico a livello nazionale e internazionale, la crisi economica non ha risparmiato questo settore.

Ecco perché ritengo che sia indispensabile fare il punto della situazione.

 

Tra le varie questioni che ci interessano, vorrei ricordarne almeno una che il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali considera un fattore determinante sul quale, in passato come oggi, sta investendo per consolidare e rilanciare il settore vitivinicolo. In Italia infatti il mondo del vino sta vivendo una fase di grande trasformazione. Dal 2001 ad oggi sono stati riconvertiti 151mila ettari, ovvero più di 1/5 della superficie viticola nazionale. Si tratta di una rivoluzione positiva, da non sottovalutare. Questo ci ha consentito di passare da vini ‘antichi’, ma in larga misura invendibili, cioè non collocabili nel mercato, a vini che possono essere definiti i ‘vini del XXI’ secolo, vale a dire vini che sono molto apprezzati sia in Italia che nel resto del mondo. Il nostro obiettivo, la nostra convinta e sincera speranza, è che questo ci permetterà di competere alla grande a livello mondiale, consolidando ulteriormente il ruolo di leadership del ‘Made in Italy’.

 

È bene sottolineare che tutto ciò è stato possibile grazie al coordinamento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, un coordinamento che abbiamo intenzione di rafforzare per il futuro, per utilizzare al meglio le risorse comunitarie messe a disposizione da Bruxelles, che oggi ammontano a circa 230 milioni di euro all’anno. Sono certo che questo si possa senza dubbio considerare un segnale di grande ottimismo che dimostra come le nostre imprese agricole vitivinicole ripongano la loro fiducia nel futuro e desiderino investire per continuare a riconvertire la loro produzione. Nella riconversione non c’è solo una grande professionalità, ma anche ricerca, cultura, innovazione tecnologica, riscoperta di varietà tradizionali storicamente legate ai nostri territori e anche metodi di produzione in passato sottovalutati. Come il ripristino di elementi tipici del paesaggio rurale, ad esempio dei terrazzamenti. In questa ottica possiamo parlare anche di ricadute positive riguardo alla valorizzazione, alla tutela e alla salvaguardia dei nostri paesaggi agrari.

 

Ci dovremmo infatti chiedere come mai i nostri amici anglosassoni amino tanto la bella Toscana, o meglio, il cosiddetto ‘Chiantishire’. Io credo che la risposta sia che quando tornano nel loro paese e bevono un bicchiere di Chianti, riconoscono non solo un sapore, ma anche la poesia, l’arte, il paesaggio che quella etichetta e quel nome evocano.

D’altra parte, se ricordo bene alcune pagine del ‘Viaggio in Italia’ di Goethe, quando il grande poeta tedesco giunge in queste terre, in Alto Adige cioè, descrive un paesaggio agrario che è quello che ancora oggi ammiriamo. Sono però certissimo del fatto che dentro questo paesaggio molti cambiamenti, molte trasformazioni sono avvenute ed è tutta qui la ragione dello straordinario successo che stanno ottenendo i vini dell’Alto Adige, ma lo stesso so di poter dire per il Veneto o per il Piemonte o per la Sicilia. Vorrei infine assicurare il mio appoggio e la mia più totale partecipazione alle evoluzioni e alle sfide che il settore vitivinicolo italiano si troverà a vivere e ad affrontare.

Così dicendo, non intendo ignorare i pesanti strascichi che la crisi economica ha comportato, né tacere su difficoltà che però si stanno in una certa qual misura già superando. Questi sono momenti in cui dobbiamo saper decidere con vigore, senza cedere ad alcuna negatività, bensì guardando al futuro con occhi nuovi, forti di successi ed esperienze meravigliose, quelle che molti di Voi hanno ottenuto grazie ad un lavoro fatto di ingegno e di straordinarie capacità manageriali. Di qui la vera unica garanzia, se intendiamo continuare ad affermare il primato italiano della qualità e del prestigio che ci ha sempre contraddistinto. Da ultimo, mi sia concesso un saluto particolare alle tante donne che hanno creato la fortuna di moltissime imprese e così facendo hanno contribuito alla rinascita della nostra agricoltura, a partire proprio dal vino.

 MADE IN ITALY, GALAN: IL PROBLEMA DEL FALSO NELL’AGROALIMENTARE ESISTE E VA AFFRONTATO COLLEGIALMENTE ANCHE CON IL CONTRIBUTO DELLE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE


Roma 24 maggio 2010. “Ho seguito a distanza la denuncia della CIA, Confederazione italiana agricoltori, emersa durante la conferenza stampa di presentazione di ‘MODA MOVIE TASTE FOR FASHION’, sul problema del falso Made in Italy nell’agroalimentare. Effettivamente i due settori, quello della moda e quello del food, sono sicuramente i più imitati e clonati al mondo.”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan è intervenuto sulla questione dei falsi nell’agroalimentare e dell’italian sounding.


Ha fatto bene la Cia a cogliere l’occasione per denunciare quelli che sono veri e propri atti di pirateria. La verità è che se da una parte questo può anche inorgoglirci, se ci imitano vuole dire che siamo bravi, d’altra parte si tratta di veri e propri furti. Si ruba il nostro stile di vita, la nostra immagine e soprattutto la sapienza creati dei nostri produttori che sono alla base del successo del Made in Italy nel mondo”.


Se si riuscisse a recuperare anche solo parte di quello che non esitiamo a definire il mal tolto, si tratta di milioni di euro, si darebbe un’iniezione all’economia italiana, che di questi tempi, credo, compiacerebbe anche il nostro Ministro dell’Economia.”


Per questo è necessario uno sforzo da parte di tutti per porre fine a queste diverse forme di pirateria economica che oltre a sottrarre risorse ai produttori che operano nella legalità incidono sempre di più sull’immagine del nostro Made in Italy, procurandoci così – ha concluso Galan - un doppio danno. Dobbiamo difendere la qualità e l’identità, nel senso più stretto del termine, dei nostri prodotti, sia dentro che fuori i nostri confini nazionali”.

 

GALAN: SULLA CONCORRENZA SLEALE CONCORDO PIENAMENTE CON QUANTO

HANNO DETTO OGGI CIOLOS, ESPINOZA E DE CASTRO

 

Roma 10 maggio 2010.Nel riflettere sui mali storici e sui limiti strutturali che affliggono la nostra agricoltura, ma in un certo senso lo stesso possiamo dire per le agricolture degli altri Paesi Europei, concordo pienamente con quanto si è detto oggi nel corso di un seminario del Parlamento Europeo cui hanno partecipato il Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il Commissario  europeo all’agricoltura Dacian Ciolos e il Ministro dell'agricoltura spagnola Elena Espinosa”.


Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan,  è intervenuto sull'impatto degli standard europei sulla competitività del settore primario e agroalimentare.


Concordo pienamente perché i produttori europei subiscono una concorrenza assai sleale a causa delle importazioni da Paesi terzi, Paesi che non rispettano gli standard europei, sulla tracciabilità, qualità e sicurezza alimentare. Dunque è sempre più evidente che così come accade in altri settori dell’economia continentale l’Europa deve assolutamente affrontare e risolvere una volta per tutte il problema della concorrenza sleale, un fenomeno non più accettabile sia da parte dei produttori che dei Governi.”


GALAN: PERCHÉ LE OLIMPIADI A VENEZIA


Roma 27 aprile 2010. “Sono per davvero momenti decisivi quelli che precedono le decisioni che verranno prese dal Coni a proposito delle Olimpiadi 2020. Come Ministro della Repubblica dovrei essere super partes, ma ritengo di fare l’interesse generale del nostro Paese nel ribadire il mio più convinto sostegno alla candidatura di Venezia”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, si esprime sulla decisione che il Coni dovrà prendere per scegliere chi candidare per l’Italia, tra Roma o Venezia, alle Olimpiadi 2020.


Parlo di interesse generale del nostro Paese – precisa Galan - perché anche a seguito delle indispensabili opere necessarie per l’organizzazione di un così straordinario evento, il Veneto e il Nord-Est porterebbero a termine quell’opera di modernizzazione sicuramente decisiva per ulteriori passi in avanti dell’Italia, sia in campo turistico che culturale ed economico. Si tenga conto del fatto che le Olimpiadi a Venezia significherebbero far sì che il Veneto con il suo capoluogo si troverebbe al centro di una galassia estremamente positiva di interessi e di adesioni a cui parteciperebbero tutti i Paesi dell’Europa centro-orientale”.


RASSEGNA SQUISITO, GALAN: PROMUOVERE SVILUPPO

AGRICOLTURA IN LUOGHI DI RECUPERO


Roma 26 aprile 2010. “Con l’agricoltura si possono sviluppare capacità di relazione e di incontro perché l’agricoltura può essere anche uno strumento di riscatto dell’uomo dall’esclusione, dalla emarginazione e in questo caso dalla tossicodipendenza”.


Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan commenta la VII rassegna ‘Squisito! Cuochi, prodotti, ricette, vini. Itinerario nel Buonpaese’, alla quale partecipa il Mipaaf e che coinvolge i 1600 ragazzi ospiti di San Patrignano e alcuni dei migliori cuochi del panorama nazionale.


Sin dalla sua fondazione una delle principali attività della comunità è stata quella di coltivare terreni e allevare bestiame. Penso che dobbiamo promuovere lo sviluppo costante del mondo agricolo nei luoghi di recupero perché con l’agricoltura si può gettare un ponte tra noi e gli altri per mettere- commenta il Ministro - in comunicazione questi mondi apparentemente distanti”.

Tema della rassegna, che si svolgerà nella comunità di Rimini dal 30 aprile al 3 maggio, sarà ‘Ritorno alla semplicità’. Semplicità è la parola chiave, assieme al gusto e alla qualità, per esaltare il valore sociale del cibo. Cibo inteso come strumento di riscatto dall’esclusione, dall’emarginazione e dalla tossicodipendenza.

Con il tema scelto per l’edizione 2010 si vuole porre l’accento sull’educazione ad un consumo alimentare consapevole: Km zero, sostenibilità, sobrietà, qualità, territorio.

 

Compito del Mipaaf sarà quello di orientare con maggiore consapevolezza ai consumi alimentari. Lo stand del Ministero sarà allestito nell’area ‘Villaggio degli artigiani’, il ‘Farmer Market’ della rassegna, dove saranno presenti 130 espositori con le loro produzioni gastronomiche, nel rispetto della stagionalità e della genuinità. Nel ‘Villaggio’ saranno presentati tutti i progetti per valorizzare i prodotti nazionali con momenti guidati di educazione al gusto ed eventi per promuover conoscenza tra offerta e domanda.

Presso lo stand del Mipaaf sarà creata una postazione internet per mostrare ai visitatori l’utilizzo del portale www.smsconsumatori.it e del servizio ‘SMS consumatori’ che in tempo reale permette di ricevere le informazioni sui prezzi di più di 80 prodotti alimentari.


Il numero verde del Ministero, 47947, è stato utilizzato anche dal ‘Gastronauta’, Davide Paolini per realizzare 6 filmati per la rassegna. Nei filmati, che saranno trasmessi nel mese di maggio da un network di 100 TV areali del nostro Paese, si affronta un viaggio tra i cibi base della nostra tavola: uova nell’aia di San Patrignano, il pane a Matera, l’insalata a Lusia (Rovigo), la carne di Franco Cazzamali a Romanengo (Cremona), il burro a Soresina (Cremona) e il pesce azzurro a Chioggia (Venezia). Ad ogni tappa Davide Paolini ha sempre chiesto il costo effettivo dell’alimento raccontato in quella puntata scoprendo le differenze tra prezzo al dettaglio e al consumo e tra le differenti zone geografiche del nostro Paese.

 

GALAN: IO, MINISTRO ANCHE DEL NORICO,

A FAVORE DEL GIUSTO BILINGUISMO IN ALTO ADIGE


Roma 23 aprile 2010. “Oggi, al mio secondo Consiglio dei Ministri, ho salutato con un certo sincero piacere il Presidente Luis Durnwalder, venuto a Roma per seguire l’iter del decreto legislativo recante norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige sull'equipollenza degli attestati di conoscenza delle lingue italiana e tedesca”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta l’approvazione, avvenuta questa mattina in Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo recante norma di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige sull'equipollenza degli attestati di conoscenza delle lingue italiana e tedesca.


Il Landeshauptamm Durnwalder – dice il Ministro - ha partecipato ai lavori del Consiglio, vista l’importanza che hanno da sempre in Alto Adige le questioni inerenti al bilinguismo, riguardanti, tra le altre cose, il rilascio di certificati che, al di là dei percorsi di studio, attengono direttamente alla possibilità di affrontare concorsi o di accedere ad opportunità lavorative. Proprio per questo motivo ho detto all’amico Durnwalder di far sapere alla sua gente che ho votato a favore del decreto, considerandomi nella mia nuova responsabilità “portavoce” degli interessi generali del Nord-Est e, pertanto, anche della popolazione altoatesina”.

Tutto ciò – conclude Galan - a riprova che le mie passate polemiche con Durnwalder sui privilegi di cui godono le Regioni a Statuto Speciale non mi hanno impedito di nutrire la più profonda simpatia per una terra tra le più belle d’Europa. In breve, mi sento finalmente Ministro anche del Norico”.


 

GALAN FESTEGGIATO A ROMA DA SCOLARESCHE VENETE


Roma 22 aprile 2010. “Ritengo che sia un romanissimo segno di buon augurio l’affettuoso saluto con cui sono stato accolto in via della Conciliazione da una scolaresca di Padova. È stato un momento simpatico e distensivo che ha preceduto i lavori della Direzione nazionale del Popolo della Libertà, il cui clima mi è apparso subito almeno un po’ teso.

Colgo l’occasione per invitare tutte le scolaresche che lo desiderassero a visitare il Palazzo del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, molto interessante al suo interno e che si trova vicino a una delle chiese barocche più belle di Roma”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, racconta del suo incontro con una scolaresca di Padova, questa mattina in via della Conciliazione a Roma, poco prima dell’inizio dei lavori della Direzione Nazionale del Popolo della Libertà.

 

 

 GALAN: LA SANITÀ COME METAFORA

 

Roma 21 aprile 2010. “Quando ci si deve misurare con nuove esperienze, si è portati a riflettere su quanto fatto fino a quel momento. Ciò che intendo dire prende le mosse da una recentissima notizia che, pur riguardando la realtà del sistema socio-sanitario del Veneto, rappresenta ai miei occhi una rassicurante premessa per l’impegnativa sfida che ho cominciato in questi giorni”.

 

Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, interviene sull’approccio che intende continuare a seguire nella gestione della Cosa Pubblica.

Sono venuto a conoscenza di una verifica del Ministero della Sanità e del Ministero dell’Economia e delle Finanze – spiega il Ministro - secondo la quale il bilancio del sistema socio-sanitario del Veneto è sostanzialmente in pareggio, nonostante la stessa Regione abbia rinunciato all’imposizione di tasse aggiuntive. A dire il vero, decisi a suo tempo che la Regione non riscuotesse una delle addizionali Irpef. Pur non gravando più sulle spalle dei cittadini per un totale di 120 milioni di euro, non abbiamo penalizzato in nulla il sistema socio-sanitario del Veneto, ponendolo, anzi, tra i migliori d’Europa.

 

Questo è il modello di buon governo che intendo applicare ai diversi settori di competenza del mio Ministero – conclude Galan -, allo scopo di far sì che il settore primario del nostro Paese sia posto nella condizione di superare in positivo le varie criticità che al momento l’agricoltura, e non solo, sta affrontando”.

GALAN: “TORNO ANCORA UNA VOLTA SULLA QUESTIONE DEGLI OGM”


Roma 19 aprile 2010. “Vorrei ribadire ancora una volta la mia posizione sulla delicata questione degli Organismi Geneticamente Modificati. Comprendo che la curiosità dei media e del mondo agricolo si sia soffermata, in questi giorni di cambio al Ministero, soprattutto su questo punto, che è indiscutibilmente centrale per il futuro dell’agricoltura italiana.”

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan torna sulla questione degli OGM.

 

Procediamo con ordine: sono entrato a far parte di un Governo che su questa questione ha già preso una serie di decisioni, l’ultima è il decreto interministeriale di stop alla coltivazione di un mais Ogm. Non intendo – continua il Ministro Galan - per coerenza e lealtà, mettere in discussione questa posizione. Detto questo, la ricerca è un’altra cosa e va sempre e comunque incoraggiata. Per un sistema paese il gap peggiore è quello della conoscenza, quindi su questo punto resterò coerente alle mie posizioni di sempre: sì alla ricerca e all’innovazione”.



GALAN: DOMANI IN VENTI CITTA’ ITALIANE LE PIAZZE DEL BIO


Roma 17 aprile 2010. “Il biologico è sempre di più un mercato centrale per gli agricoltori e i consumatori italiani. ‘Le piazze del bio’ sono un’occasione importante per far conoscere nella splendida cornice delle città italiane i prodotti e il lavoro che c’è dietro questo comparto. Trovo che sia una coincidenza felice il fatto che questa domenica del biologico coincida con la mia prima domenica da Ministro dell’Agricoltura”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan commenta l’iniziativa “Le piazze del bio” che domani, 18 aprile, sarà in venti città italiane. Olio e confetture, formaggi e miele, prodotti ortofrutticoli freschi e vino, pane, cereali e pasta, spumante e grappa, carni ed erbe aromatiche, oli essenziali e cosmetici tutto rigorosamente biologico, sono solo alcuni dei prodotti d'eccellenza che faranno da vetrina alla manifestazione che intende valorizzare e promuovere l'agricoltura biologica italiana.

Il biologico in Italia ha numeri importanti per qualità di prodotti, numero di operatori e superficie coltivata. L’Italia è il secondo Paese europeo per superficie coltivata a biologico: 1.002.414 ettari, il 7,9% della superficie totale dedicata all’agricoltura.


Il 2009 si è rivelato un ottimo anno per il mercato del biologico italiano: dalle ultime rilevazioni effettuate dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), in Italia lo scorso anno gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati hanno fatto registrare un incremento in valore del 6,9%, maggiore di quello relativo al 2008, che era stato del +5,2%.

Le città che ospiteranno l’iniziativa, promossa dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali in collaborazione con le Regioni, saranno: Aosta, Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Bolzano, Campobasso, Chieti, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Udine.

 

I consumatori potranno partecipare a degustazioni, animazioni e approfondimenti sul tema del bio, trascorrendo una piacevole giornata primaverile. Negli stand, dove saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni del territorio e delle maggiori associazioni di produttori bio, i cittadini saranno informati sui valori e le caratteristiche nutrizionali dei prodotti biologici e sulle attività di comunicazione istituzionale del bio.

Sarà una vera festa di sapori, di colori e di messaggi positivi per la salute e per l'ambiente che contribuirà a rafforzare i consumi di questi prodotti, aumentandone la visibilità commerciale, e favorendo lo sviluppo di una filiera competitiva a livello nazionale ed internazionale. Un'occasione per le famiglie per vivere una giornata all'aperto informandosi sulle caratteristiche e gustando la bontà delle produzioni bio.

 

"Le piazze del Bio" nasce dall'esigenza di promuovere, fra i cittadini, comportamenti orientati al consumo consapevole del biologico. Per info sulle piazze coinvolte: www.politicheagricole.gov.it; www.sinab.it.

 

 

GALAN: OGGI IL MIO PRIMO GIORNO DA MINISTRO


Roma 16 aprile 2010. “Ho provato una grande emozione nel partecipare al mio primo Consiglio dei Ministri, nel corso del quale ho ascoltato tutto con profonda attenzione, perché la capacità di ascolto è una qualità non trascurabile. In realtà ho già ben presente la complessità della situazione nella quale si trova l’agricoltura italiana nel contesto delle politiche europee. Il settore primario, come si sa, è uno dei motori principali della nostra economia. La sua natura multiforme ne fa non solo uno straordinario volano per tutti i settori legati allo sviluppo e alla crescita ma anche un terreno in cui affrontare le sfide poste dall’innovazione e dalla ricerca”.


Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan commentando il suo primo giorno alla guida del dicastero di via XX Settembre.

 

Nella mia precedente esperienza ho garantito il più deciso sostegno alle istituzioni impegnate nella ricerca sia privata che pubblica. In ogni caso, chi mi conosce sa che nel mantenermi responsabile non mi fa difetto una forte e innata vocazione all’eresia, fatto salvo il principio - ha continuato il Ministro Galan - che dovrò ogni volta capire da che parte stia l’ortodossia piuttosto che l’eresia, e quindi quale delle due categorie converrà applicare per il bene della nostra agricoltura. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto indirizzarmi la loro stima e che mi è parso volessero avere nei miei confronti quel pregiudizio di simpatia indispensabile all’apertura di un dialogo costruttivo”.

 

 

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

GIANCARLO GALAN SI INSEDIA AL MINISTERO DI VIA XX SETTEMBRE


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La foto ufficiale dell'insediamento: Luca Zaia e Giancarlo Galan

 

Roma 16 aprile 2010. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan dopo aver giurato, alle ore 10.00, nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha raggiunto il Ministero di Via XX Settembre dove è stato accolto da una delegazione guidata dal Ministro uscente, Luca Zaia.

Al Ministro Galan sono stati resi gli onori militari dal Corpo Forestale dello Stato. La delegazione ha raggiunto lo studio del Ministro dove si è svolta una breve cerimonia per il passaggio delle consegne, conclusa la quale Galan ha raggiunto Palazzo Chigi per il suo primo Consiglio dei Ministri.

Breve Curriculum del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan

Giancarlo Galan nasce il 10 Settembre 1956 a Padova. Si laurea in Giurisprudenza nell’Università cittadina, con una tesi in diritto ecclesiastico.

Dopo un Master in Business Administration alla Bocconi di Milano, entra giovanissimo in Publitalia e diventa Direttore centrale.


Nel 1993 viene invitato da Silvio Berlusconi a formare assieme la squadra di Forza Italia. Organizza le elezioni politiche del 1994, studia i programmi, cura i rapporti con gli altri movimenti di area liberale, riformatrice e moderata. Eletto in Parlamento, nel 1995 entra nel Consiglio regionale del Veneto, in seguito è scelto come Presidente della Giunta.


Nel 2000, sono i cittadini a sceglierlo direttamente come Presidente del Veneto. Nella veste di Presidente della Regione ha la funzione di rappresentare sia giuridicamente che politicamente l'ente nel suo complesso.

È stato componente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, luogo istituzionale di raccordo delle politiche regionali. Nelle elezioni del 3-4 aprile 2005, è stato scelto direttamente dai cittadini, dopo il secondo mandato, per una terza legislatura quinquennale.

Il 16 aprile 2010 si insedia al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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