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Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare:

il sistema a rete di Torino e del Piemonte


di Giorgio Diaferia


La sicurezza alimentare è un diritto dei cittadini sancito dalla nostra costituzione ed è un imperativo di chi si adopera per la tutela dei diritti delle persone ed in particolare della salute di tutti grazie a serie e cospicue politiche di Prevenzione Primaria, che trovano spesso enfasi dialettica ma scarsa ed incompleta applicazione pratica.

Oggi noi tutti ci sentiamo meno sicuri sul cosa mangiamo e questo è un dato che emerge chiaro dai numerosi sondaggi effettuati, tuttavia questa minore tranquillità sulla sicurezza degli alimenti deriva essenzialmente da una maggiore consapevolezza rispetto al passato, quando, paradossalmente ci sentivamo più sicuri a fronte di una minore conoscenza del problema e di molti più rischi alimentari.

Nonostante i numerosi sistemi di controllo ancora oggi troviamo nella carne degli animali d’allevamento ad esempio: sulfamidici ed antibiotici, beta agonisti e cromo. Per quanto riguarda i vegetali i residui sono soprattutto insetticidi. A tal proposito, i dati del ministero della Salute relativi all’anno 2001 hanno evidenziato come su un totale di circa 9000 campioni ortofrutticoli analizzati ben il 68% è risultato essere privo di residui, mentre solo 1.3% è risultato essere irregolare.

Occorre poi non confondere qualità e tipicità con i concetti di sicurezza poiché tutti i prodotti alimentari, anche quelli a minor costo devono essere sicuri.

Sulla base di quanto previsto al capitolo 4 del libro bianco della C.E. pubblicato nel gennaio 2000 che prevede l’istituzione di una Authority Europea oggi collocata finalmente, è proprio il caso di dirlo, a Parma. Però, ogni stato membro dell’U.E. deve anche dare vita ad una propria agenzia nazionale. Quasi tutti i paesi comunitari hanno ottemperato a questa disposizione, mentre nel nostro paese questa agenzia, che dovrà tenere conto delle competenze già esistenti nelle A.S.L., nelle A.R.P.A. e negli I.Z.S. e nelle Università in merito alla ricerca ed alla identificazione di possibili contaminanti alimentari nell’ambito della filiera di produzione, trasformazione e consumo, può considerarsi una sorta di segretariato alla sicurezza alimentare, emanazione dell’Istituto Superiore di Sanità e diretta espressione dei ministeri di riferimento ed in particolare dell’Agricoltura e della Salute.

Ritengo che l’Agenzia italiana per la sicurezza alimentare dovrebbe nascere autonoma e non legata al Governo al fine di dotare il nostro paese, come tutti i paesi membri dell’U.E., di una struttura di riferimento collegata all’agenzia Europea per la sicurezza alimentare, consegnandole un ruolo centrale per la comunicazione e l’informazione ai cittadini ed agli operatori tutti del settore alimentare, ma anche di grande coordinamento dell’esistente.

L’Agenzia. dovrebbe divenire rapidamente un punto di riferimento per i consumatori, per l’industria alimentare e dovrebbe cooperare con le Società scientifiche nazionali e con le istituzioni preposte per la sicurezza alimentare. E’ fondamentale l’indipendenza politica, la trasversalità dell’agenzia e l’autonomia dal mondo industriale dei suoi componenti, come è altresì importante lo scambio di informazioni tra l’Agenzia Europea e quelle Nazionali. Punto centrale resta il sistema di allerta rapida in caso di rischio sanitario di cui dovrà essere capace l’A. stessa in modo da evitare informazioni distorte e quindi il conseguente panico della popolazione. Un ruolo centrale dovrà, a nostro parere, essere svolto dal comitato scientifico, che dovrà porsi come l’elemento di dialogo con l’analogo europeo e grazie alla competenza dei suoi esperti potrà esprimere pareri su questioni urgenti in tema di accertamento del rischio sanitario legato agli alimenti. Da un’attenta valutazione dei risultati prodotti dagli enti preposti ai controlli, da un loro coordinamento e da un potenziamento delle strutture più carenti, dovrebbe derivare un’ottimizzazione degli accertamenti e quindi una maggiore omogeneità dei controlli

Essenziale per il buon funzionamento dell’A. saranno le risorse economiche messe a disposizione per la formazione e l’assunzione di personale altamente qualificato.

 

Torino ed il Piemonte come centro del sistema “a rete”

 

L’Agenzia Nazionale, come è stata da noi concepita, deve tenere necessariamente conto delle competenze e delle esperienze maturate in questi anni, nel nostro Paese, sui temi della sicurezza alimentare. L’ attività di prevenzione e controllo della Sanità Pubblica Regionale, una sempre più diffusa e valida rete di laboratori pubblici imperniata sugli Istituti Zooprofilattici (Ricordo ad esempio quello di Torino come Centro di riferimento nazionale per la BSE) – ARPA- Facoltà di Medicina Veterinaria, alcuni divenuti centri di riferimento per l'intero paese ed accreditati a livello europeo. In questi anni, nella nostra regione si sono attivati programmi di vigilanza e di monitoraggio avanzati ed innovativi, che sono divenuti riferimento anche per le altre Regioni, basti citare, tra i più significativi, le azioni contro l'impiego degli anabolizzanti nei bovini da carne, la lotta alle malattie infettive nel bestiame, l'attività di controllo sulla presenza di residui di fitofarmaci nell'ortofrutta, la vigilanza sulla produzione dei mangimi, gli interventi per il miglioramento della qualità sanitaria del latte alimentare e dei prodotti caseari, le analisi per l'individuazione di OGM negli alimenti. Al raggiungimento di questi obiettivi hanno concorso le strutture di ricerca e didattica delle Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria (DIA), nonché laboratori privati come quello della Camera di Commercio di Torino. A questo si aggiunga la realtà di un tessuto produttivo, costituito da piccole e piccolissime aziende che hanno fatto dell'eccellenza agroalimentare la loro bandiera.

Il Progetto di agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, non vuole essere in alcun modo una proposta di moltiplicazione di laboratori, centri di indagine e di accertamento di frodi alimentari, ma la sede di un’autorità che svolga un lavoro di educazione ed informazione del consumatore, di formazione del personale, che svolga precipuamente un compito di raccordo e collegamento tra le strutture già oggi preposte, a livello nazionale, e per legge a certificare la salubrità del cibo ed a prevenire i rischi per la salute umana ed animale.

Molto importante sarà poi commissionare studi scientifici, agli enti di ricerca preposti, necessari per espletare al meglio la sua attività, nonché raccogliere indicazioni e proposte in merito alla sicurezza alimentare analizzandone i contenuti e formulando pareri.

Il punto nodale è di creare una “rete” tra l’esistente, organizzando al meglio il sistema di allerta rapido ed il comitato scientifico che dovrà raccordarsi e coordinare le iniziative del governo e quindi dei ministeri competenti.

Vista la sua natura scientifica e di comunicazione-informazione e formazione il consiglio dovrebbe essere composto da esperti scelti a livello nazionale (presidenti di camera e senato) e a livello regionale (presidenti dei consigli regionali o assessori da essi delegati).

Nel nostro progetto una città ed una regione non vogliono essere la sede di tutti i centri di riferimento, casomai si dovrà prevedere all’identificazione ed al miglioramento delle strutture specialistiche esistenti in Italia, favorendo nel contempo la crescita degli strumenti e delle strutture operative e di raccordo su tutto il paese. Quindi la sede amministrativa e di coordinamento a Torino, con un direttivo tecnico agile ed un qualificato comitato scientifico che si avvalga delle migliori intelligenze e competenze del settore oggi operanti nel nostro paese, anche al di fuori del mondo accademico ed eventualmente inserito come commissione specifica presso l’Istituto Superiore di Sanità. Sono prevedibili una serie di “filiali” decentrate specialistiche, seguendo criteri di eccellenza e di rappresentanza del nord, centro e sud Italia, condivisi dalla conferenza dei Presidenti Regionali in collaborazione con gli assessorati regionali all’Agricoltura, Sanità ed Ambiente.

 

La struttura ipotizzabile:

 

Presidenza e Vice Presidenza

Direttore Generale espressione del Consiglio Direttivo

Consiglio Direttivo

Comitato scientifico riferito all’ Istituto Superiore di Sanità

Ufficio di Segreteria

Ufficio stampa e pubbliche relazioni

 

Tra i compiti primari inoltre vi sarà quello di rendere omogenee le procedure di controllo, di certificazione e di rintracciabilità per favorire il mercato interno e l’esportazione dei nostri prodotti agrozootecnici, con norme valide anche per i mangimi destinati ad animali destinati alla produzione alimentare. La sua attività dovrà essere la più trasparente possibile con la diretta partecipazione delle o.n.g. e delle associazioni dei consumatori


L’Agenzia può costituire dunque una grande opportunità per valorizzare i nostri prodotti agroalimentari e darne una immagine di elevata certificazione sanitaria che garantisca anche qualità e tipicità , dunque può essere molto utile a migliorare il mercato interno e quindi la tutela dei consumatori, ma anche a favorire ulteriormente l’export alimentare, fornendo nel contempo

una informazione puntuale e chiara agli operatori del settore alimentare. Ancora l’Agenzia potrà contribuire a garantire la concorrenza leale sui costi dei prodotti alimentari, sulla semplificazione dei controlli troppo spesso reiterati da enti e polizie diverse e quindi poco credibili e troppo onerosi per le aziende agrozootecniche. Ma ad una regolamentazione dei controlli dovrà contemporaneamente essere abbinata una maggiore severità delle condanne.

Dopo la grande enfasi e sostegno che la nostra Regione, Provincia e Comune hanno dato alla candidatura di Parma quale sede dell’Authority, con l’appoggio anche di Slow Food, sarebbe ora auspicabile un sostegno a questo progetto di Agenzia con sede a Torino da parte delle analoghe istituzioni Parmensi e regionali.

Vi sono già alcuni disegni di legge giacenti presso Camera e Senato, auspico un’accellerazione sulla decisione.


Giorgio Diaferia

Presidente SIA (sicurezza alimentare italiana)

(comitato promotore per l’agenzia nazionale sulla sicurezza alimentare a Torino)

 

Compongono il comitato come soci fondatori:

 

Dr.Giorgio Diaferia –

Presidente SIA

Dr. Daniele Cantore

Vice Presidente

 

Presidente Comm. Ambiente Regione Piemonte

Dr.Ignazio Garau

Segretario Generale

Presidente A.I.A.B. Piemonte

 

Prof.Giorgio Gilli

Comitato Scientifico

 

Direttore del Dipartimento di Microbiologia e Sanità Pubblica Università di Torino

Senatore Giuseppe Vallone

Sindaco di Borgaro (To)

 

Commissione Ambiente del Senato

Dr.Mario Valpreda

Comitato Scientifico

Direttore Sanità Pubblica Regione Piemonte

 

Aderiscono al Comitato Promotore : ( in ordine di adesione)

E.Salza Presidente Torino Incontra vice- Pres..S.Paolo IMI-Pres. Onorario Laboratorio Chimico CCIAA di Torino

R.Chiabrando Preside Facoltà di Agraria Università di Torino

C.Girardi Preside Fac. Di Medicina Veterinaria-Univ. di Torino e Pres. Conf.Naz.Presidi delle Fac. di Med. Vet.

E.Predazzi Preside Fac.Scienze Naturali Università di Torino

M.Miglietti Direttore U.O.A..Vet. –Igiene degli alim. di origine animale

V.Gerbi Prof. Ass. Di.Va.Pr.A. Settore Industrie Agrarie Univ. di Torino

R.Guariniello Procuratore della Repubblica presso Pretura di Torino

W.Vescovi Direttore Generale ARPA Piemonte

E.Dalle Rive Presidente LegaCOOP Piemonte

S.Busi Segretario Provinciale C.N.A. Alimentare

C.Gottero Presidente Coldiretti Torino

V.Scudiere Segretario Camera del Lavoro di Torino

G.Picchetto Presidente CCIAA di Torino

F.Casetta Presidente prov. C.N.A. di Torino

P.Alberti Segretario provinciale C.N.A. di Torino

E.Arzilli Pres. Regionale C.N.A. alimentare

L.Sartoretti CGIL Funzione Pubblica

A.Nigra Deputato

B.Gambarotta giornalista e scrittore

G.De Maria Presidente ASCOM Torino

B.Bianchi Presidente Confagricoltura

L.Berruti Campione Olimpico

G.Pollice Presidente Nazionale V.A.S.

P.Sardo vice Presidente Slow Food

R.Pisani Commiss.Reg. Disciplinare di produz.prodotti alimentari

R.Rosso Presidente I.N.C.E.-Deputato

A.Carta Segretario Confesercenti Torino

P.Garrone Direttore Enoteca del Piemonte

F.De Giuli Ristorante Tre Galline di Torino

U.Martinat Vice Ministro

T.Delfino Onorevole Sottosegretario

M.Vietti Onorevole Sottosegretario

M.C. Acciarini Senatrice

R.Cambursano Senatore

M.Eufemi Senatore

E.Fassone Senatore

L.Malan Senatore

L.Manfredi Senatore

A.F.S. Massucco Senatore

G.Menardi Senatore

A.A. Monticone Senatore

E.Morando Senatore

L.Piccioni Senatore

R.Salerno Senatore

G.Zancan Senatore

F.DeBenedetti Senatore

S.Dameri Deputata

L.Cima Deputata

L.Rava Deputato

S.Buglio Deputato

M.Chianale Deputato

P.Fassino Deputato

M.Lucà Deputato

G.Panattoni Deputato

L.Turco Deputata

L.Violante Deputato

Società Reale Mutua Assicurazioni

G.Piccoli Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia

C.Bicchi Preside Facoltà di Farmacia

G.Bruno Presidente Laboratorio Chimico.CCIAA

L.Besso Cordero Presidente T.T.

G.Bagnasco Sindaco di Vercelli

On. Gianni Vattimo Europarlamentare

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte

AIAB Piemonte

OGM Free & s.f.p.


I Consiglieri del Comune di Torino, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte hanno approvato all’Unanimità un ordine del giorno a sostegno della candidatura di Torino.

 

 

 

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