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Civitella
del Tronto e l’Abruzzo teramano si candidano a
ospitare le
celebrazioni per i 150 anni dell’Unità D’Italia
Teramo
19 novembre 2009. Civitella del Tronto, "cittadina
borbonica" indiscussa nel percorso
che portò all'unità d'Italia, non ci sta
ad essere tagliata fuori dalle celebrazioni
del 150° anniversario
dell’Unità d’Italia, previste nel 2011. La cittadina abruzzese, con il sindaco
di
Civitella, Gaetano Luca Ronchiin prima fila, rivendica un ruolo di vero protagonsita nelle varie fasi delle
celebrazioni.
Una
simbolica “chiamata alle armi” per ristabilire una “realtà
storica”. Una rete di istituzioni, che parte dal Comune di
Civitella del Tronto per arrivare alla Regione Abruzzo, intende
riaffermare e difendere il ruolo svolto dalla “cittadina borbonica
e dall’Abruzzo teramano” nel percorso che portò all’Unità
D’Italia e, quindi, sollecitare l’inserimento di un apposito
progetto fra quelli che saranno finanziati dalla Presidenza del
Consiglio in occasione delle celebrazioni del 2011.
“Una
battaglia di tutto l’Abruzzo, una regione che anche attraverso
questo progetto, avrà modo di far conoscere il suo profilo
identitario. Rivendichiamo il diritto di esserci per fare giustizia
rispetto ai troppi malintesi sorti sulla finalità di questa
significativa celebrazione”
ha affermato questa mattina l’assessore regionale alla Cultura e al
Turismo, Mauro Di Dalmazio
intervenuto alla presentazione del progetto “Civitella
del Tronto, la città fortezza. Da baluardo di confine a ponte
culturale dell’Unità d’Italia”, elaborato
da un apposito Comitato la cui costituzione è stata promossa
dall’amministrazione comunale di Civitella.
Mentre
a Torino, il 17 marzo del 1861, si proclamava il Regno d’Italia, a
Civitella del Tronto ancora si resisteva all’assedio dell’esercito
dei Savoia. Solo tre giorni dopo, il 20 marzo, anche a Civitella
sventolò la bandiera sabauda. Ultima roccaforte borbonica a piegarsi
“all’invasore” piemontese, la cittadina teramana riveste un
ruolo particolarmente significativo nel percorso verso l’Unità
d’Italia. “Sarebbe
un’ingiustizia di carattere storico non riconoscere questo ruolo”,
ha dichiarato il sindaco di
Civitella, Gaetano Luca Ronchi,
che, con la sua presa di posizione, un anno fa, ha “riaperto i
giochi” sulla candidatura del progetto.
Otto
milioni di finanziamento, questa la richiesta, per celebrare i
“luoghi della memoria” innanzitutto attraverso manifestazioni ed
attività culturali e poi anche con la realizzazione di “interventi
strumentali” quali la pavimentazione e la copertura della Piazza
del Cavaliere e l’ampliamento del Museo delle Mappe e delle Armi
Antiche.
Questo il cuore del progetto, come spiegato dal presidente
del Comitato per le celebrazioni, Dalmazio Di Dalmazio:
“Dobbiamo dar vita ad un
movimento ideale” ha
chiosato: “perché è una
grande opportunità per l’intero Abruzzo ma se non dovessimo
rientrare fra i progetti da finanziare faremo in modo di fare da
soli”.
Il
progetto presentato a finanziamento presenta un programma molto
articolato che ha ricompreso anche quello elaborato dalla Provincia,
in collaborazione con il Comune di Teramo e con la Cooperativa per i
servizi museali “Musa”, denominato “Civitella del Tronto e
l’Abruzzo teramano nel processo dell’Unità “; si tratta di un
intervento didattico-culturale che privilegia gli aspetti divulgativi
pensando ai giovani e agli studenti teramani.
Il
pieno sostegno della Provincia, quindi, è stato ribadito
dall’assessore al Turismo, Ezio
Vannucci: “Abbiamo
colto immediatamente il valore di quanto ci veniva proposto dal
Comune di Civitella e dal Comitato e, in pieno agosto, abbiamo
deliberato la nostra adesione”.
“Queste
celebrazioni ci pongono al centro delle vicende più importanti del
nostro Paese – ha
affermato l’assessore provinciale alla Cultura, Giuseppe
Di Michele
– e suscitano l’attenzione di tutti gli storici: mi auguro che
questo progetto serva anche a far conoscere ai giovani i valori e gli
ideali che sono alla base della nostra identità”.
Un
aspetto, quello della divulgazione e della conoscenza, sul quale si è
soffermato l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di
Teramo, Piero Romanelli:
“Grazie a questo progetto,
i nostri ragazzi, dalle elementari alle superiori, avranno elementi
per riflettere su aspetti della storia che ora conoscono solo
marginalmente”.
L’iniziativa
è arricchita dalla collaborazione di numerosi enti e istituzioni: la
Regione Abruzzo; la Provincia di Teramo; il Comune di Teramo; il
Comune di Atri; l’Unione dei Comuni della Val Vibrata; il club dei
Borghi più Belli d’Italia; l’Anci Abruzzo.
Fra le
iniziative previste nel programma di massima figurano: l’allestimento
dell’opera lirica “Il Nabucco”; la realizzazione di convegni e
conferenze; una serie di eventi collegati ai momenti celebrativi e
commemorativi; l’allestimento di mostre ed esposizioni.
Saranno proposti anche
percorsi enogastronomici a tema:attraverso i prodotti, le tecniche e i piatti tipici
dell’epoca, sarà possibile rintracciare chiavi di lettura dei
fatti che contribuirono alla nascita dell’Italia. Tra gli esempi più significativi
di questa riscoperta il timballo di Ferdinando
II° (sopra nella foto) opera dei
cuochi del rinomato ristorante
Zunica 1880,
di Daniele Zunica. E' stato proprio
Daniele, insieme ai suoi collaboratori,
a riscoprire questo famoso piatto sulla
base di numerosi documenti storici.
Infine,
del
Comitato istituzionale, che ha il compito di “definire e
organizzare il complesso degli interventi e delle iniziative per le
celebrazioni” fanno parte Dalmazio Di Dalmazio (presidente); Walter
Capezzali (presidente della Deputazione di Storia Patria) lo stesso
sindaco di Civitella del Tronto, Gaetano Luca Ronchi; Piergiorgio
Tiscar; Natale Cicconi; Alberico Di Gennaro; Gabriele Di Francesco;
Leandro Di Donato; Adelmo Marino; Marcello Sgattoni.
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