La Convenzione di Stresa compie sessanta anni


A Stresa si è celebrato un importante passato e si sono presentati i futuri progetti per una tutela internazionale dei marchi


Intervista al Presidente Afidop Giuseppe Alai


di Marcello Coronini

 

I relatori alla Convenzione di Stresa 2011 con al centro

Giuseppe Alai, Presidente di Afidop

 


Stresa 1 giugno 2011. Grande interesse da parte di tutti i partecipanti per il convegno celebrativo del 60ennale della Convenzione di Stresa e per la riunione Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop).

Il 1° Giugno, nella cittadina in riva al Lago Maggiore, si è infatti celebrato l’anniversario della stipula della “Convenzione Internazionale sull’uso delle designazioni di origine e delle denominazioni dei formaggi”, meglio conosciuta come “Convenzione di Stresa”.

 

Tale Convenzione, è stata firmata a Stresa il 1° giugno del 1951 tra diversi Paesi che da sempre nutrono profondo interesse nella tutela dei loro prodotti: Italia, Austria, Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia e Svizzera; quel momento ha segnato il primo importante passo per l’emanazione di normative di tutela e valorizzazione dei formaggi e di altri prodotti agroalimentari. Il trattato è stato fortemente voluto da Assolatte e dall’industria italiana quando nessuno mostrava sensibilità per i prodotti del territorio.

In Italia la Convenzione è entrata in vigore nel 1954 con la legge n. 125 sui formaggi a denominazione di origine attivando un più ampio processo, sfociato nel regolamento CE n. 2081/92 riguardante tutti i prodotti agroalimentari DOP e IGP.

La sigla DOP (Denominazione Origine Protetta) è riservata ai prodotti che hanno ottenuto questo riconoscimento perché sono legati storicamente all’area di produzione e hanno qualità e caratteristiche che dipendono in modo essenziale o esclusivo della zona di origine. In Italia si contano 42 formaggi DOP (40 formaggi e 2 ricotte), con più di 450 mila tonnellate di formaggi DOP immessi sul mercato ogni anno, il nostro Paese è tra i primi produttori al mondo

Accanto alle DOP, esiste un secondo marchio europeo a garanzia di provenienza e qualità dei prodotti: la sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) richiama un legame meno stretto con il territorio, non è infatti necessario che tutte le fasi produttive abbiano luogo in un’area delimitata, è però fondamentale che le peculiarità del prodotto dipendano direttamente dall’ambiente. Il Canestro di Moliterno è l’unico formaggio IGP italiano.

 

In generale, la convenzione ha influenzato le legislazioni interne dei Paesi aderenti ed è stata alla base delle successive convenzioni internazionali che hanno ampliato e consolidato la difesa delle denominazioni di origine. Essa è altresì testimonianza di un grande spirito di collaborazione tra diversi Paesi produttori dotati di una tradizione casearia votata alla qualità, in primo luogo l’Italia, la Francia e le Svizzera.


img1.gifLa collaborazione tra i membri che hanno partecipato alla Convenzione è oltremodo percepibile dai discorsi tenuti durante la giornata celebrativa.

La direzione verso cui si spera di andare è quella di un allargamento della protezione a livello mondiale.

A Stresa si è tenuto non solo un convegno celebrativo ma anche una giornata ricca di importanti comunicazioni a proposito del “Pacchetto Latte” in discussione alla UE, in vista della riforma della PAC (Politica Agricola Comune) post 2013 e dell’abolizione del regime quote-latte, annunciato per il 2015.

Gli interventi sono stati diversi, alcuni volti a ricordare l’importanza di quel momento, come ricorda Gianpaolo Mora, il Presidente Onorario del Consorzio del Parmigiano Reggiano, uno dei padri fondatori della convenzione; si sono susseguite testimonianze nazionali e internazionali tra addetti ai lavori e imprenditori del settore lattiero caseario.

Tutti gli interventi sono stati interessanti ed hanno portato dei contributi nella loro specifica attività al problema essenziale.

Tra le testimonianze della vicina Svizzera, Jacques Henchoz membro dell’ UFAG (Ufficio Federale dell’Agricoltura) e Alexandra Grazioli rappresentante dell’Istituto di Proprietà intellettuale. E’ intervenuta la Direttrice del CNAOL (Conseil National des Appellations 
d'Origine Laitières) Anne Richard come rappresentante della Francia.

 

Il Convegno è stato il luogo dell’Assemblea annuale AFIDOP, Associazione italiana dei formaggi Dop e Igp  nata grazie alla volontà di Assolatte, Fedagri-Confcooperative e dei Consorzio di Tutela.

Tra i rappresentanti delle imprese italiane la testimonianza dell’imprenditore Giuseppe Ambrosi (Ambrosi S.p.a) e di Tiziano Fusarpoli (Latteria Soresina) che hanno ripercorso i passi della storia delle loro aziende.

 

Accolto con grande attenzione da parte di tutti i presenti l’intervento del ministro Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo che ha fatto luce sulle problematiche e le speranze di trovare un accordo a livello europeo.

Qui di seguito riportiamo una sintesi del discorso di De Castro e del Presidente Alai, come dal comunicato Afidop.

Il Ministro ha annunciato che la programmazione produttiva è entrata nel novero degli emendamenti di compromesso che saranno votati il 21 giugno al Parlamento Europeo.

Paolo De Castro ha incoraggiato fortemente i presenti a perseguire con determinazione l'obiettivo che si sono posti i Paesi del gruppo cosiddetto dei Mediterranei, principalmente Italia e Francia con l'appoggio di Spagna e Grecia, per l'ottenimento del governo della produzione in funzione della domanda.

In questo contesto, il ruolo dei Consorzi di Tutela è fondamentale e sarà sempre più importante per promuovere il prodotto e rappresentare le istanze dei produttori nell'ottica di garantire un equilibrio di mercato.


E’ stata proprio l’Italia, insieme con Francia, Spagna e Grecia, ad invocare il governo della produzione casearia, attraverso la programmazione in funzione della domanda, per mettere al riparo dalle speculazioni le specialità di pregio, che danno ossigeno alla zootecnia da latte occidentale, svantaggiata a causa degli alti costi di produzione. Si attenderà il 21 giugno per nuove comunicazioni da Bruxelles.


In conclusione, il Presidente di AFIDOP, Giuseppe Alai, ha sottolineato come «A livello internazionale il fenomeno dell'Italian Sounding continua a crescere ed a farla da padrone in alcune aree mondiali. Siamo certi che si debba giungere ad una tutela mondiale delle denominazioni geografiche, perché in questo modo si affermano due principi fondamentali: quello dei diritti della proprietà intellettuale e quello della corretta informazione dei consumatori».

Il presidente Alai ha così proseguito: «Impostare una difesa prodotto per prodotto, mercato per mercato, è un impegno proibitivo anche per i consorzi più grandi e strutturati».

Diversamente, ha ricordato il presidente Alai, «Il sistema delle DOP, fatto da tante piccole e medie imprese, non avrà la possibilità di farsi conoscere ed affermarsi presso un mercato così grande».


L'intervista al Presidente Afidop Giuseppe Alai sul problema in generale e sulle esperienze dirette vissute in qualità di presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano:


Domanda Marcello Coronini: Presidente, il problema delle falsificazioni nel mondo destano grande preoccupazione anche per l’allarmante diffusione del fenomeno dell’ “Italian sounding”, ovvero, prodotti falsi che ottengono vendite elevate; quali soluzioni state mettendo in atto?


Risposta Giuseppe Alai: Questa situazione potrebbe essere risolta se si attuasse una collaborazione tra Stati per una disciplina a livello mondiale. Nei Paesi europei si vive già un clima di collaborazione, considerato che gli amici francesi e svizzeri vivono le stesse problematiche, si stanno facendo grandi passi.

Sino ad oggi di fronte al falso di un prodotto in un altro paese dell’ Unione Europea si doveva mettere in atto un’azione legale con costi ingenti ed enormi difficoltà per tutelare i propri prodotti. Quando il nostro consorzio del Parmigiano-Reggiano si è trovato a tutelare il proprio prodotto di fronte ad una imitazione di basso livello, un formaggio tedesco denominato Parmesan, l’azione legale intrapresa in Germania ha presentato notevoli problemi giuridici e di conseguenza costi elevati. Sembra fortunatamente definito, come auspichiamo, nella proposta in discussione il 21 giugno al Parlamento Europeo, l’inserimento della nuova normativa che farà in modo che tutti i Paesi della comunità siano obbligati a verificare l’esistenza di eventuali falsi ed a tutelare a livello legale direttamente i prodotti di tutti gli altri paesi europei a denominazione, e quindi anche i nostri.


Domanda: Si prevedono, quindi, a livello europeo grandi innovazioni giuridiche; cosa succede a livello mondiale?


Risposta: Dopo il fallimento della tornata negoziale “Doha round” nel luglio 2008, stiamo lavorando per trovare un accordo mondiale non con poche difficoltà ma confidiamo nei negoziati sul piano tecnico al nuovo tavolo aperto al WTO a Ginevra. Per favorire questo discorso abbiamo concesso di ottenere un riconoscimento come denominazione valevoli per l’Unione Europea a denominazioni di paesi esteri come il Caffè Colombiano. Non sarà facile, ma se il risultato sarà positivo, avremo raggiunto il traguardo di inserire tutte le denominazioni europee, tra cui i nostri formaggi, oltre a quelle di tutti i 153 paesi appartenenti al WTO nel Registro multilaterale dei marchi. In questo modo tutti i prodotti godranno così di una protezione efficace in tutti i 153 Paesi del WTO, inclusa la Cina, uno degli ultimi Paesi ad aderire a questo importante tavolo negoziale. Si avrebbero, quindi, conseguenze fondamentali per la salvaguardia della proprietà intellettuale delle nostre denominazioni.


D.: Sappiamo che lei oltre che dell’Afidop è Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, il fiore all’occhiello dei formaggi DOP italiani, ci sono stati importanti cambiamenti nelle vendite di questo formaggio che hanno registrato un incremento di circa il 14%...


R.: Noi abbiamo messo in atto negli ultimi anni un’operazione importante in Italia: alzare i prezzi di vendita del del Parmigiano Reggiano per adeguarli al valore del prodotto e portarli ad essere remunerativi per i produttori. Abbiamo fatto la stessa cosa sui mercati mondiali e si può dire che l’incremento del prezzo negli ultimi 3 anni sia stato accettato all’estero; i paesi come Germania Francia ed Inghilterra sono mercati da oltre 100.000 forme annue, gli Stati Uniti sono il nostro secondo mercato in termini di fatturato estero e continuano a dare grandi soddisfazioni. E’ molto importante precisare che l’incremento della quota delle esportazioni è stato per la precisione del 13,8 % in volumi, e del 22 % in valore, ciò porta ad una valutazione: è stato accettato un prezzo superiore di circa il 19% dai mercati esteri. Noi riteniamo che questo successo sia molto importante.


D.: La partecipazione del Parmigiano Reggiano all’ultimo congresso di Madrid, ha visto nuove interpretazioni con alla base il vostro formaggio da parte di chef relatori spagnoli in un contesto internazionale, questa operazione come ha influito sulle vendite in Spagna?


R.: Non è possibile avere dei dati certi a riguardo, partecipazioni come quella del Parmigiano Reggiano a Madrid non possono essere facilmente quantificate in termini concreti di aumento del fatturato. Sono però importanti e servono a rafforzare del prodotto, quando si verifica un aumento di prezzi diventa indispensabile alzarne l’immagine e l’utilizzo da parte di importanti relatori in un congresso di alta cucina serve a creare immagine.


D.: E’ possibile affermare che ad elevare l’immagine del Parmigiano Reggiano sia stato il lavoro svolto nel segmento dell’alta ristorazione, ad esempio partecipando a “Il Gelato nel Piatto” che ha coinvolto un centinaio di grandi chef chiamati ad interpretare ricette a base di Parmigiano Reggiano.


R.: E’ indubbio che il nostro lavoro su questo segmento sia stato strategico per l’immagine del Parmigiano Reggiano. A “Il Gelato nel Piatto” hanno partecipato sia in Italia che nel mondo chef di alto livello che hanno creato una serie di proposte di gelati con il nostro Parmigiano. Le ricette sono state così inserite nella carta dei loro ristoranti innalzando così l’immagine del nostro formaggio. All’estero come in Italia le azioni sull’alta ristorazione, e quindi l’utilizzo del nostro formaggio da parte di chef stellati, rende logica nel consumatore una giustificazione del prezzo più elevato rispetto i competitor. Non solo, ma come ho già dichiarato nell’aderire a questa seconda edizione attualmente in corso, siamo al secondo anno de “Il Gelato nel Piatto”, e ciò significa che l'iniziativa di abbinare dolce e salato è una sfida che continua con successo e che è sempre più stimolante. Le testimonianze della versatilità del Parmigiano-Reggiano in cucina sono molteplici e poterlo inserire in ricette per il gelato ne è una riprova. La fantasia dei cuochi è così stimolata, lasciamo alla loro inventiva trovare le migliori combinazioni per questo matrimonio di sapori che coinvolge il nostro formaggio e il Prosciutto di Parma".

 

 

 

 

  

 

 

 

 

  

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