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La
Sussidarietà: presentazione dei progetti
verso Expo
2015
Un Convegno a
Milano per presentare i progetti dell'Unione delle associazioni degli Italiani
all’estero e dell'Associazione internazionale di imprese
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Martedì 29 novembre alle ore
15
Palazzo della
Regione Lombardia – Auditorium "Giorgio Gaber“ -
Piazza Duca D'Aosta, 3 -
Milano
Verrà proposto
al dibattito il progetto “Un po per
l'ExPO”
ideato da Giampietro Comolli
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Milano 22 novembre 2011. I progetti per l'Expo 2015 si fanno sempre più concreti
dopo che nelle scorse settimane a Milano e Cernobbio si è tenuto il Meeting
internazionale, è stato lanciato la Carta di Milano
per risolvere i
problemi alimentari del mondo come eredità di Expo e sono partiti anche i cantieri nel sito in prossimità della
Fiera di Rho-Pero.
La strada è ora
quella di riempire di contenuti e di progettualità un'Expo che nessuno vuole
trasformarlo in un semplice supermercato dei cibi e dei prodotti locali.
Un appuntamento importante di dibattito e di confronto sui progetti
verso l'Expo è fissato per martedì 29 novembre 2011 alle ore 15 quando, a Milano
all'interno del Pirellone una parterre d'eccezione comincerà a discutere di
programmi e progetti.
L’incontro-dibattito presenta i progetti che UNAIE – unione delle
associazioni degli Italiani all’estero e AIKAL – associazione internazionale di imprese per
cultura e ambiente solidale, vogliono creare per EXPO2015 in una logica
d’integrazione e di sussidiarietà.
Nell'occasione
verrà proposto al dibattito anche il progetto Un po per
l'ExPO
ideato da Giampietro Comolli (leggere qui sotto).
Il programma
della giornata
ore 15:00 On.
Bruno Tabacci, Assessore al Bilancio, Patrimonio, Tributi di Milano; Dr. Massimo
Ferlin Membro di Giunta Camera Commercio Milano; Dr.ssa Diana Bracco Presidente
del Progetto speciale "Expo 2015“; Dr. Gianpietro Lecchi Presidente Fondazione
Franco Verga; On. Franco Narducci, Presidente dell’UNAIE; Ettore Bonalberti,
Presidente AIKAL; Daniele Marconcini, V. Presidente AIKAL; Marco Stevanin, Terra
Società di Sviluppo Ambientale; Giampietro Ravagnan, docente Ca’ Foscari; Ing.
Attilio Lombardi
2° sessione I
Progetti:
ore 17:00 –
Progetto UnPoperExPo: le eccellenze produttive, artistiche, cultuali, storiche
ambientali e turistiche della foodvalley del fiume Po Giampietro Comolli,
Direttore associazione Altamarca; Progetto Verona sui territori locali per Expo
quale proposta diffusa Enrico Luigi Boni, vPresidente ASS.IM.P; Progetto
economico e finanziario per lo sviluppo dei progetti Banca Istituzionale; Expo
progetti e sfide per l’esposizione mondiale a Milano Giuseppe Sala AD Expo 2015.
Conclusioni:
On. Stefania
Craxi, Sottosegretario agli affari esteri con delega a
EXPO
On. Roberto
Formigoni, Presidente della Regione Lombardia e Commissario Generale Expo
Segreteria
Organizzativa: Anna Cortesi – dalle ore 09,30 alle ore 12,30 Corso del
Popolo, 29 – 30172 Venezia Mestre Tel. 041 978232 – Fax 041 978232 email:
info@aikal.eu
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Po: Un fiume di
eccellenze
Da Milano a Venezia, coinvolgendo l'Emilia Romagna, un
“viaggio” sul fiume fra cultura, storia, qualità, gusto,
sicurezza, alimentazione, nutrizione e architettura
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Biglietto da visita e
attrazione per i visitatori di Expo 2015
Un
progetto rivolto alle amministrazioni pubbliche e imprese.
Giampietro Comolli
lancia un progetto a imprese e enti pubblici che racchiude il tema
dell’ Expo. La valle del fiume Po come esempio di nutrizione, di
energia mentale e alimentare per la vita. << Un PO per l’Ex
PO >> questo il filo conduttore del progetto
L’Expo di Milano si
tiene dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 e, oltre ad un grande
biglietto da visita per l’Italia e un segnale di ospitalità del
Bel Paese, è sicuramente una occasione per presentare il successo
del made in Italy alimentare, la capacità di realizzare un
territorio dedicato ad eccellenze alimentari, derivanti dalla
cultura, storia, origine r tipologia di imprese e persone.
Ma ha
anche un risvolto economico.
Si stimano 20 mll di euro gli
investimenti, finanziamenti diretti e indiretti, 70 mila posti di
lavoro nell’area, circa 140 mld di ricavi presunti per le imprese,
oltre a tutto quello che può significare ricettività, ospitalità,
vendita prodotti, souvenir alimentari, immagini, cultura, musei.
Senza pensare anche che un intervento strutturale e infrastrutturale
di questa portata non può essere vincolato alla tempistica, ma deve
durare negli anni, aiutare a vivere meglio in pianura Padana, creare
nuovi contatti, dare una continuità di flussi e di interessi. Si
parla di 20 milioni di visitatori come minimo in 180 giorni per
visitare due milioni di mq di esposizione, ma anche interessati a
capire perché il Mondo ha scelto Milano e la Pianura Padana per
l’Expo del 3° millennio. Molti vorranno curiosare e capire,
conoscere e assaggiare. Milano guarda al fiume Po che coinvolge i
territori di 4 regioni, decine tra province e comuni, origine e
denominazioni di numerose eccellenze culturali e alimentari da far
conoscere a iniziare dai vini frizzanti e spumanti, doc e docg, di
tutte le colline a sud dell’asta del fiume, da Alessandria a Pavia,
da Piacenza a Ferrara, ma anche Mantova e Brescia e Treviso, una
patria mondiale di bollicine, circa 1/3 della produzione mondiale è
prodotta in questa area. Un territorio che è capitale della carne di
maiale e dei salumi, ad iniziare dall’elevato livello dei
controlli, della sicurezza, degli enti di certificazione e della
ricerca e sperimentazione avvalorata da Università di agraria,
Alimentazione Nutrizione Scienze Tecnologiche conosciute nel Mondo,
l’Efsa, l'Ente sulla sicurezza alimentare con sede a Parma, i centri tecnici di
Cremona, Mantova, Modena Reggio Emilia, le strutture sanitarie e
veterinari.
Allevamenti e quindi latte e quindi formaggi: lungo il Po
si producono i migliori formaggi a pasta dura al Mondo, il Parmigiano
Reggiano e il Grana Padano, ma anche Provolone ed altri. Senza
dimenticare eccellenze meno note al grande pubblico , ma che sono “
gioielli” alimentari e di sanità nutrizionale. Il tutto presentato
da centinaia di osterie, ristoranti, locande lungo gli argini del
fiume: oltre 300 km navigabili con barche diverse, 800 km di strade
bianche degli argini, flora e fauna caratteristica, pace e
tranquillità di un fiume che porta con se anche storia. Dai
monasteri Benedettini ai Cluniacensi che disboscarono e insegnarono a
coltivare, le prime bonifiche, centri di cultura e degli orti, uso
della alimentazione e dei prodotti come medicina o coadiuvanti
terapeutici, luoghi di soggiorno e riposo per chi attraversava il
nostro Paese da Nord a Sud, ponti di strade famose come la Francigena
, la Romea e la Claudia Augusta.
Un bacino fluviale, ma anche un
“genius loci” di grande forza per far crescere un Paese, per
trasmettere a tanti visitatori l’idea di creare un sistema di
eccellenza, di ospitalità, di conoscenza alimentare come fonte di
energia, come istruzione e formazione alla vita. L’aceto balsamico
è di queste parti, piatti e ricette note nel Mondo hanno origine
lungo questi argini, senza dimenticare il panettone, il torrone, il
nocino e le acquadelle e l’anguilla marinata di Comacchio, il Delta
del Po e per arrivare al porto commerciale, culturale storico della
serenissima repubblica di Venezia.
Milano punto di partenza, Venezia
traguardo di un viaggio che racconta migliaia di anni di storia
“padana”, da Padus, nome latino del fiume PO.
Comolli,
allora, una occasione per le eccellenze Padane?
E’ una opportunità per
turismo, arte, cultura, architettura e tutto l’ambiente, paesaggi e
agricoltura, prodotti tipici, ricette alimentari e anche l’acqua
del grande fiume, protagonista come fonte di energia per coltivare,
allevare, produrre e nutrire. Penso a quanto istruttive possano
essere le visite alle abazie della Certosa di Pavia, di Morimondo, di
Chiaravalle della Colomba, di Bobbio, di San Benedetto Po, tanto per
citarne alcune, simboli di bonifica di terreni, coltivazione dei
campi, allevamenti, erbe medicamentose, ospitalità ai viandanti,
traghettatori.
La ricerca in questi luoghi è alla base della
nutrizione di oggi per gli abitanti della pianura Padana, per esempio
la conservazione di formaggi, salumi, carne, pesci, bevande: se si
osserva, si comprende che grazie a questa tecniche di conservazione,
un tempo si poteva viaggiare, si poteva tenere il cibo e oggi li
conosciamo grazie a queste pratiche. Infine un Delta che è un parco
produttivo, che è ricco di flora e di fauna unica, che segna il
confine fra acqua dolce ed acqua salata, unisce la cultura veneta con
quella emiliana. Una ricchezza nazionale poco sostenuta e
valorizzata. Un insieme di occasioni culturali e escursionistiche per
tutti i gruppi.
Un fiume Po
che meriterebbe più attenzione, più cura, con porti e navigabile.
Una occasione?
Certamente,
assolutamente, indispensabile. La mia idea è proprio quella di dare
un servizio durante l’Expo e darlo nel modo migliore, ma
soprattutto che gli investimenti, gli sforzi di tutti, il grande
progetto unitario e di sistema economico-strumentale-turistico
diventi anche una occasione per far diventare l’asta del fiume una
strada percorribile sempre, un modo per fare vacanze quotidiane, un
modo per aggregare investimenti e lasciare nel tempo una “
infrastruttura” naturale al servizio delle generazioni future anche
in termini di qualità della vita, di ritorno a certi valori , a non
dimenticare e a poter magari avere servizi logistici, di trasporto,
infrastrutture ferroviare e metropolitane di superficie che
permettano di raggiungere i centri industriali e pensanti della
Padania anche da centri minori, dalla provincia. Non vedo l’expo
solo come evento temporaneo, ma come costruzione di un progetto di
vita integrato per chi vive in Pianura Padana, una delle regioni
Europe e mondiali più forti in termini di business, ma che deve
essere ben integrato, per durare, con l’ambiente. Da secoli la
corrente, l’aria, l’energia del grande fiume “padano”
trasportano ricchezza di prodotti, di vita, di cultura e di storia.
Quindi
un grande investimento anche infrastrutturale, dinamico, utile per i
residenti, non solo vetrina temporanea?
Giustissimo, questo è il
vero obiettivo del nostro progetto da presentare a Expo. Il Po è una
via antica e moderna, perché è stata “strada” per trasportare
beni e persone, oggi è la spina dorsale di un grande territorio
produttivo, alimentare, culturale. Una Food Valley. Ma non solo. Un
fiume che può puntare alla ospitalità e accoglienza, ma dovrà
migliorare l’alveo, renderlo navigabile in certi punti anche a
monte della chiusa di Isola Serafini a Piacenza, creare approdi e
attivare un sistema di barche per un turismo mondiale. Un fiume che è
stato testimone storico di vicissitudini culturali e religiose, che
ha unito e diviso, che ha segnato confini fra stati, che è
costellato di città d’arte come Mantova, con oltre 50 castelli e
fortilizi a poca distanza, molti visitabili. Ha visto nascere corti e
orti monastici che sono stati energia per la vita materiale e
spirituale. Si potrebbe oggi pensare di riscrivere nn progetto per
Expo che segue “il viaggio nella valle del Po” di Mario Soldati
nel 1957....
Dunque
il Po e il suo bacino come attrazione eno gastronomica e culturale
per i visitatori dell’Expo?
Expo, secondo me, deve
“sfruttare” il fiume Po e proporlo come attrazione turistica
perché studiandolo, si è realizzato il progetto che ruota intorno
allo stesso Po è in linea con le motivazioni dell’Expo... nutrire
il pianeta, energia della vita dunque legato all’alimentazione, con
la possibilità di far conoscere prodotti alimentari, agro
alimentari, da sempre settore primario e punto di partenza per una
società civile, per uno sviluppo economico, cosa che la pianura e il
bacino del Po hanno fatto in 3 mila anni... facendolo diventare luogo
dove assaporare il piacere, il gusto luogo da frequentare e conoscere
sempre più.
L’Expo deve essere anche un motore di cambiamento e
sviluppo, far partire un meccanismo di navigabilità più estesa, più
diversificata. Spesa enorme che può essere iniziata subito e magari
completata con i ricavi che ristoranti, osterie, compagnie di
navigazione, attracchi portuali, outlet, negozi, ristori di sosta
possono avere proprio grazie alla comunicazione e promozione
dell’Expo.
Il progetto prevede di investire in comunicazione
mondiale.
Già da adesso, da Mantova, da Cremona alla foce i
visitatori, possono in gran parte navigarlo.
Comolli,
esiste già una definizione del progetto e dei prodotti?
Sì, il progetto è stato
steso. Deve essere dettagliato e bisogna trovare i partner pubblici e
privati. Ci saranno a breve incontri importanti con enti privati e
enti pubblici come Province e Regioni. Alcune sono già state avviate
attraverso scambi di informazioni. Nel giro di qualche mese diversi
saranno i contatti per presentare, se possibile, il progetto in
Regione Lombardia, al comune di Milano e alla presidenza di Expo.
Il
punto importante, secondo me, è che tutte le regioni e province
vicino a Milano hanno l’opportunità di esprimere un proprio
dettaglio, un proprio asset di specificità, di particolarità che ne
esalti il localismo, la visibilità e la comunicazione di ambito in
un progetto unico, nazionale, comunitario, continentale che
strategicamente esalta le diversità e differenze, in una ottica però
unitaria di grande spessore, peso, investimento collettivo,
valore aggiunto e di prospettiva futura per milioni di abitanti del
bacino, centinaia di migliaia di imprese piccole che così diventano
una sola, grande occasione.
Comolli,
in termini più prosaici, dove vuole portarci e cosa possiamo
assaggiare lungo gli argini del fiume?
Milano, sede dell’Expo
è il punto di arrivo o di partenza, gli aeroporti e le ferrovie sono
strategici e dovranno informare, anche Venezia, sede della cultura,
dell’architetture è un punto strategico. Tutte le agenzie viaggi
del Mondo devono essere informate e possono creare i pacchetti
turistici a seconda dei tematismi, dei tempi, delle necessità del
visitatore. Nulla di scontato, ma grande ospitalità e affabilità.
Si parte da Alessandria con tutto quello che è dolci, cioccolato,
riso, vini, poi in Oltrepo pavese e piacentino, con i vini frizzanti
e i vini spumanti, l’area del re Lambrusco e a Ferrara con la
Fortana quindi c’è tutta la parte a sud del Po.
Poi carne,
allevamenti, maiali e salumi a cavallo del fiume, i salami di Pavia e
Piacenza, il prosciutto di Parma e il culatello di Parma, la salama di Mantova
e Cremona, la mortadella.
Quindi i formaggi da Pavia a Lodi, da Parma
a Brescia, da Modena a Reggio: il Grana Padano e il Parmigiano
Reggiano.
Per vini con bollicine, per i formaggi a grana dura, per i
salumi stagionati e le relative certificazioni e tracciabilità la
Pianura Padana è leader mondiale, senza dimenticare l’abbinamento
con storia, gastronomia, arte, cultura, architettura.
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