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I Libri sotto l'Albero

 

 

"Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare"

di Giorgio Bocca


Milano 27 dicembre 2011. Uscirà il prossimo 11 gennaio per Feltrinelli l'ultimo libro a cui Giorgio Bocca ha lavorato prima di spegnersi, a Milano, nel giorno di Natale del 2011.

Il volume si intitola "Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare". Anche al suo passo d'addio, Bocca ha preferito non voltarsi indietro ma guardare dritto davanti a sé. Per lasciare agli italiani, più che un testamento morale, un concretissimo invito a essere migliori. A non assuefarsi all'Italia di oggi, dove cose che dovrebbero indignare passano sotto silenzio, discorsi che non si dovrebbero sopportare sono ormai moneta corrente, idee perlomeno discutibili sono invece comunemente accettate. Per essere ancor più chiaro, Bocca elenca i sette punti a cui dire, appunto, no grazie: la crescita folle; la produttività, il nuovo dio; la lingua impura; il dominio della finanza; la corruzione generale; la fine del giornalismo; l'Italia senza speranza.

Illuminanti alcune battute tratte dalla videointervista a Giorgio Bocca che accompagna il volume: "La gente oggi è più ricca, ma è peggiorata culturalmente e intellettualmente"; "E' una crisi di cui nessuno sa niente, nessuno sa quando è cominciata e come finirà.

Mai nella storia dell'umanità si era arrivati a un'oscurità di questo genere"; "Il consumismo dominante: bisognerà moltiplicare i consumi, gli investimenti, in una corsa senza fine. La produzione è più importante della vita dell'uomo"; "I tipi alla Marchionne che credono di dire cose intelligenti mentre dicono delle banalità". Nella presentazione del libro è scritto: "Bocca ci ricorda, con l'autorità del testimone e la vividezza del grande cronista, che già altre volte l'Italia fu sul punto di soccombere, ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di salvarsi". Ad esempio, con la guerra partigiana, a cui Bocca prese parte, dedicandole poi il suo primo libro. Primo capitolo di una straordinaria avventura nella cultura, nella storia, nella politica, ma soprattutto nella vita del nostro Paese.

Sono 7 quindi, per Giorgio Bocca, i motivi per ribellarsi: la crescita folle; la produttività, vista come il nuovo Dio; la lingua impura; il dominio della finanza; la corruzione generale; la fine del giornalismo; l'Italia senza speranza.


Giorgio Bocca (Cuneo, 28 agosto 1920 - Milano, 25 dicembre 2011) è stato uno dei più importanti giornalisti italiani degli ultimi cinquanta anni. Si è occupato di attualità politica, analisi socioeconomiche, approfondimento storico e storiografico. Tra le sue opere ricordiamo: Storia dell’Italia partigiana (1966); Storia d’Italia nella guerra fascista (1969); Palmiro Togliatti (1973); La Repubblica di Mussolini (1977); L’inferno. Profondo Sud, male oscuro (1993). Con Feltrinelli ha pubblicato Piccolo Cesare (2002), Basso Impero (2003), Partigiani della montagna (2004), L’Italia l’è malada (2005), Napoli siamo noi (2006), Le mie montagne (2006), Il provinciale (2007), È la stampa, bellezza! (2008), Annus horribilis (2010) e Fratelli coltelli (2010).
Nel settembre 2011 Feltrinelli ha pubblicato nella collana Real Cinema
La neve e il fuoco il documentario di Luca Musella e Maria Pace Ottieri dove Bocca ripercorre la propria storia umana e professionale.

 

Grazie no. Sette idee che non dobbiamo accettare

di Giorgio Bocca

Edizioni Feltrinelli

 

 

 Sparkle Bere Spumante 2012

Guida ai migliori Spumanti secchi d'Italia



Sparkle Bere Spumante 2012 è la pubblicazione di punta che ogni anno la rivista Cucina & Vini dedica alle bollicine italiane. La guida Sparkle Bere Spumante 2012 contiene oltre 700 degustazioni complete di spumanti italiani, suddivisi per regione. Per ogni spumante viene riportata la descrizione, il prezzo, una serie di informazioni tecniche e il giudizio dello staff di Cucina&Vini.

 

Un prezioso vademecum per appassionati e winelovers che, soprattutto in vista di queste festività vogliano muoversi nel variegato mondo del vino spumante secco italiano.

Un mondo in crescita, come certifica una recente ricerca svolta dal Cermes-Bocconi, che certifica un incremento del 4,7% nella vendita delle bollicine made in Italy, in controtendenza con il mercato del vino che subisce una flessione generale dell’11,6%.

 

L’attenzione per le bollicine sale di anno in anno – commenta Francesco D’Agostino, Direttore di Cucina & Vini e curatore di Sparkle – così come aumenta l’impegno dei produttori. Contiamo di ripetere il successo dello scorso anno, quando quasi 2.000 persone furono ospiti della nostra manifestazione”.

Gli appassionati potranno compiere una sorta di viaggio ideale tra le più importanti tipologie del bere sparkle italiano: Franciacorta, Prosecco Superiore, Trento, Oltrepò Pavese senza dimenticare piacevoli sorprese e conferme da altra realtà come Puglia, Abruzzo, Umbria.

Per questa edizione, poi, una piacevole sorpresa che risulterà particolarmente gradita agli appassionati: la degustazione ospiterà anche una selezione di Champagne.

 

Confesso che il panel di Cucina & Vini -ha detto D’Agostino- ha faticato non poco quest’anno a contenere il numero delle 5 sfere, il massimo dei punteggi della nostra guida, perché abbiamo degustato davvero tante etichette straordinarie”.

E infatti le “5 sfere” passano dalle 39 dello scorso anno alle 47 del 2012. Ma tutta la guida cresce per questa edizione. Le etichette presenti nelle pagine di Sparkle saranno oltre 845, contro le 746 del 2011. Straordinario l’exploit del Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene che passa da 201 a 256 etichette. In ascesa, dal punto di vista regionale, il Friuli che con 49 etichette quasi doppia le 28 della volta scorsa. Ma la parte del leone spetta al Veneto (321 etichette totali) e alla Lombardia (291), con la Franciacorta a 225 vini selezionati.

 

I Premiati con le 5 Sfere


Sparkle Bere Spumante 2012

Decima edizione

A cura di Cucina & Vini

Prezzo 15,00 Euro

 

La Maestra di cucina

di Alessandra Spisni


Il grande pubblico l’ha conosciuta grazie alle ricette, semplici e squisite, che prepara su Rai Uno a La prova del cuoco.

Ma Alessandra Spisni e molto più di una cuoca televisiva. Chef dall’età di 25 anni, ha dedicato tutta la sua vita alla cucina, aprendo nel 1993 una scuola frequentata da allievi provenienti da tutto il mondo, una vecchia casa nella quale si insegna l’arte di ricevere secondo la tradizione bolognese.

In questo libro, che contiene tutte le ricette che l’hanno resa famosa (dalle tagliatelle fatte in casa al pollo alla cacciatora, dal Tortellino d’oro al Ciuccio mascarpone e Nutella) Alessandra insegna a cucinare come lei.

Con semplicità, con gli ingredienti giusti e in tempi più che ragionevoli, adatti a chi in cucina non ci passa la giornata ma in tavola ama il cibo buono e sano. Perché e facile cucinare come una vera chef se sai come farlo.

Nel volume non può mancare gli svariati modi per fare la pasta in casa a cominciare dalla sfoglia ma proprio alla vigilia delle festività la Mestra di cucina ci propone un succulento Menu di Capodanno: Tagliatelle al ragù, Bollito misto con la salsa di zia Lina, Patate della nonna Maria, Insalata di radicchio di campo e per finire la Zuppa inglese della zia Lina.


E all'inizoo del libro “prima di cominciare”… ci sono i 10 consigli essenziali di Alessandra Spisni: tutto quello che si deve sapere per cominciare a preparare un grande piatto!



Alessandra Spisni

Titolare de La Vecchia Scuola bolognese, l'unica scuola esistente di sfoglia e pasta fresca, Alessandra Spisni è nata a Bologna il 4 ottobre 1959. Dopo aver gestito vari ristoranti bolognesi e importanti servizi di catering, oggi insegna ad allievi provenienti da tutto il mondo e partecipa settimanalmente a La prova del cuoco su Rai Uno.


La Maestra di cucina

di Alessandra Spisni

Dalai Editore

Pagine 393

Euro 14,90

 

 

 

100 Bottiglie straordinarie

di Caillaut Jacques - Chasseuil Michel-Jack


Dalla collezione più esclusiva del mondo, il volume vincitore del prestigioso premio Gourmand Awards 2011 nella categoria Wine Books alla Cookbook Fair di Parigi.


Un volume unico nel suo genere, che tutti gli appassionati di enologia vorrebbero avere.

Un volume unico nel suo genere, che raccoglie 100 preziosissime bottiglie che tutti gli appassionati di enologia vorrebbero avere.


Una selezione di vini da sogno: una bottiglia di Romanée-Conti del 1945, anno in cui nel più famoso vigneto di Borgogna ne furono prodotte appena 608; uno Château d’Yquem del 1811, migliore annata in assoluto per questo splendido nettare liquoroso; uno Champagne Bollinger del 1928, le cui bollicine sono leggendarie; un Barbaresco di Gaja del 1961, che dona al naso aromi di ciliegia nera, lampone, liquirizia e tartufo; due splendidi esemplari di Petrus, il più costoso e rinomato tra i vini di Bordeaux. Queste “primedonne” costituiscono l’eccezionale patrimonio di Mr. Chasseuil, collezionista fuori dal comune che ha rincorso per tutto il mondo vini antichi e prestigiosi e che ora vanta una cantina semplicemente straordinaria.


Chasseuil racconta la storia di una passione e delle sue ricerche a livello internazionale, narra di ambienti esclusivi e di bottiglie mitiche, i cui nomi sono conosciuti in tutto il mondo. Gli appassionati troveranno innumerevoli informazioni utili per comprendere appieno tutto quel che riguarda i più grandi vini del mondo: vitigni, produzione, migliori annate, note di degustazione.


Le splendide fotografi e di Jacques Caillaut regalano maestosità alle bottiglie e fanno di questo libro un’autentica galleria d’arte, imperdibile sia per gli esperti conoscitori sia per i semplici appassionati.


100 BOTTIGLIE STRAORDINARIE

Caillaut Jacques - Chasseuil Michel-Jack

ed. GRIBAUDO

49,00


La scrittrice cucinava qui

di Stefania Aphel Barzini


Ogni casa in cui si è vissuti, ogni cucina in cui si è lavorato lasciano segni, profumi, emozioni che restano vivi nel tempo e impressi nella memoria. La scrittrice cucinava qui racconta una storia, anzi, tante storie, che parlano di sapori e ricordi attraverso una sensibilità tutta al femminile. La vita di dieci grandi autrici vista dalla parte dei fornelli: perché molte di loro hanno avuto un rapporto importante con il cibo e tante ne hanno scritto, anche come pretesto per raccontare d'altro.


Sarà dunque possibile entrare nelle cucine di Virginia Woolf, Simone De Beauvoir, Elsa Morante, Karen Blixen, Agatha Christie, Grazia Deledda, Harriet Beecher Stowe, Gertrude Stein, Pamela L. Travers, Colette per scoprire gli ambienti, gli oggetti quotidiani, gli ingredienti, i ricordi di queste scrittrici e alcune delle ricette che più amavano.



PREMESSA
La cucina, la vera cucina, diceva Colette, è fatta da chi assaggia, assapora, sogna un istante, aggiunge un filo d'olio, un pizzico di sale, una foglia di timo, da chi pesa senza bilancia, misura il tempo senza orologio, sorveglia l'arrosto solo con gli occhi dell'anima e mescola le uova, il burro e la farina secondo ispirazione, come una strega benigna. In altre parole, la cucina è fatta dalle donne. Quantomeno un certo tipo di cucina. Forse non quella dei gourmet, o quella dei critici gastronomici, o ancora quella dei fanatici del cibo, che al giorno d'oggi sono una vera schiera. Io vorrei invece raccontare un rapporto diverso con il cibo, con il gesto del cucinare. Un rapporto tipicamente femminile. Non più o meno valido di quello maschile, solo diverso. Perché la donna, nutrice per eccellenza, sa che attraverso il cibo passa molto altro, non solo gusti e sapori, ma anche storie, emozioni, paure, dolore, sentimenti. E saperi. Attraverso il cibo, insomma, passa la vita. Per questo vorrei raccontare una storia, anzi tante storie, declinate al femminile. Per questo voglio partire dalle cucine. Proprio dai fornelli. Ma da fornelli speciali. Quelli delle scrittrici. Perché sono davvero tante quelle che di cibo hanno scritto, magari per parlare d 'altro, per raccontare altro. E sono tante le scrittrici che con il cibo, con la cucina, hanno avuto un rapporto importante, personale, intimo, che poi, per osmosi, è scivolato anche nelle loro pagine.


Vorrei raccontare proprio loro, coloro che il cibo lo hanno amato e dal cibo sono state profondamente riamate. E anche le altre, quelle che invece con il cibo, con la cucina, hanno avuto un rapporto magari ambiguo, ondivago, ma comunque importante. La casa occupa un posto essenziale nella vita di chi scrive, uomo o donna che sia, perché mette ordine nei ri-cordi, calma l'angoscia, ispira la mente. È dalle sue stanze che spesso la fantasia spicca il volo verso orizzonti lontani.


La Recensione di Silvana Mazzocchi su La Repubblica


La scrittrice cucinava qui

di Stefania Aphel Barzini

Pagine 197

Euro 19

Gribaudo Editore

 

 

“La Sag(r)a Chimica- Il Caso Montedison”

di Vieri Poggiali

 

img3.gifIl libro in 280 pagine ripercorre il turbolendo trentennio di vita della Montedison: da quando nacque nel 1965 agli anni del suo protagonismo sulle scene fine alla sua sparizione nel 1995.

Volutamente, -scrive il giornalista Franco Abruzzo- il titolo è stato scelto in modo da poter essere letto sia come saga che come sagra.

Le ragioni del disseppellimento di quelle vicende sono spiegate in un Prologo col fatto che per quanto si tratti di storia non remotissima e che fu di notevole impatto sulla vita pubblica nazionale (nonché oggetto, all’epoca, di furibonde polemiche sui suoi protagonisti: Cuccia, Cefis, Rovelli, Valerio, Merzagora, Girotti, Medici, Schimberni, Gardini ecc.), quasi non se ne conserva oggi più memoria, come se mai fosse avvenuta. Si sviluppa poi su 15 capitoli di spigliata narrazione prettamente giornalistica, spesso ironica quando non anche sarcastica, di tanti tumultuosi eventi, infine su appendici documentative (una riguarda la nascita de Il Giornale di Indro Montanelli) e su un accurato indice dei tantissimi nomi evocati nei racconti. Dalle pagine del libro emergono non pochi retroscena inediti delle battaglie anche politiche, oltre che economiche, che attorno a Montedison infuriarono in quegli anni.


Il linguaggio, come si attarda a spiegare la stessa introduzione, è volutamente light. Non avanza cioè pretese di approfondita scientificità storica (per quanto la narrazione nel suo procedere sia puntuale): il tono ricorda semmai quello del testo di  documentari televisivi che non aspirano a passare ai posteri bensì soltanto a raccontare in termini palatabili (nonché ad  informare chi ignori certe vicende oppure ne conservi soltanto vaghissimi o informi ricordi). Il linguaggio è spesso dissacrante.  Vengono evocati  situazioni ed episodi appunto inediti che anche la stampa del tempo ebbe a ignorare. Non mancano valutazioni originali sulle motivazioni soprattutto politiche di certi sviluppi e involuzioni.


Chi è Vieri Poggiali

E' nato a Milano nel 1934. E’ un giornalista economico di lungo corso che ha sviluppato un’articolata carriera professionale sempre a cavallo da un lato tra economia e politica, dall’altro lato tra carta stampata (e mass media, TV in particolare) e aziende industriali.

 

Per molti anni (per lo più svolgendo in contemporanea i diversi ruoli, non incompatibili tra loro) è stato collaboratore di varie testate e soprattutto responsabile delle globali relazioni esterne -rapporti politici inclusi- appunto della Montedison negli anni ‘70, indi presidente e/o consigliere di amministrazione e/o consulente di società italiane ed estere, al tempo stesso esponente sindacale di buon livello  per  35 anni in tutti gli organismi rappresentativi della  categoria giornalistica. Infine per 12 anni docente incaricato di Giornalismo Economico e di Tecnica della Comunicazione Aziendale all’Università Cattolica. Fra i ruoli ricoperti: redattore, inviato e poi (all’età di  27  anni) vice-direttore dell’attuale Il Sole/24 Ore, commentatore economico in telegiornali e radio (TG/1 e GR/1) fino a metà degli anni ‘90, presidente per  11 anni di una società manifatturiera che nel periodo della sua presidenza approdò alla quotazione di Borsa, consigliere d’amministrazione per globali 27 anni (vicepresidente per 18  e presidente operativo per 5, ceo, 1986-1991) dell’ente previdenziale della categoria giornalistica.

Poggiali, dopo l'uscita dalla Montedison fu per 11 anni presidente di Fidenza Vetraria sia sotto la proprietà Montedison che Varsi.


“La Sag(r)a Chimica- Il Caso Montedison”

di Vieri Poggiali

pp. 282

Editore Albatros Milano

 

 

 

“Sapore italiano.

Piccole storie di pranzi domenicali”

di Valèrie Losa


Una domenica tra un gruppo d’italiani emigrati all’estero. A casa di amici.
Molte sono le generazioni di italiani che hanno lasciato il proprio paese viaggiando attraverso il mondo. Portando sempre con sé le tradizioni della cucina, le abitudini quotidiane, i ricordi, le memorie.
Un gruppo di essi, emigrati in Svizzera, è protagonista di questo libro. E apre le porte di casa.

 

“Guarda! Che meravigliosa tovaglia della domenica!

L’ha fatta mia madre! A mano… Mesi e mesi di lavoro…”

“…Una volta I pomodori si facevano asciugare sotto il sole…

Perché, sapete, le cose in Italia hanno un altro gusto, un sapore del tutto diverso.

Poi, quando le cose lasciano l’Italia e attraversano il confine

Interviste ai protagonisti che raccontano con la propria voce le esperienze di una vita vissuta tra due paesi, due confini: ma sempre una sola memoria, una sola identità.

Gli intervistati sono: Concetta e Pietro Reale, Caterina Baldelli, Claudia Morgillo, Caterina Parro, la famiglia Cavallucci-De Flaviis.

 

Temi: Gli stili di vita - La memoria - La famiglia - La storia


L’illustratrice:

Valèrie Losa è nata a Locarno (Svizzera) nel 1980. Ha iniziato i suoi studi artistici in Belgio, a Bruxelles, alla Ecole Supérieure des Arts Visuels de la Cambre, studiando incisione. Ha poi studiato alla Hochschule für Gestaltung und Kunst a Lucerna, in Svizzera. Vive a Neuchâtel, in Svizzera, dove lavora come illustratrice su libri per bambini e ragazzi, magazines, giornali. È al suo debutto per ZOOlibri.


Sapore italiano. Piccole storie di pranzi domenicali

di Valèrie Losa

Pagine: 80

Prezzo: euro 16,00

Editore: Zoolibri


 

“Zita”

di Enrico Deaglio


La vedi passare e dici: ecco una bella signora torinese che ha fatto una placida vita. Come è stata placida l'Italia, che da 65 anni vive senza guerre, accumulando benessere. E invece Zita ne ha combinate di tutti i colori, da quando portò il suo fidanzatino a fare l'amore sul letto di morte di Cesare Pavese. Aveva quindici anni, ed era solo l'inizio. Poi ha deciso di abortire, ma come è stata trattata dall'ostetrica proprio non le è piaciuto. Allora ha preso in mano una pistola e ha sparato; peccato che, sul luogo dell'attentato, dalla borsetta è scivolata via la patente. È scappata ed è finita a Parigi dove ha fatto flânerie sui boulevard lungo la Senna.

Nel frattempo però ha intervistato l'ayatollah Khomeini, il Dio degli Sciiti. E ha spedito passaporti falsi in Sudamerica. È tornata a casa, e un giorno, sotto la porta, è ricomparsa la fotocopia della patente smarrita... Non si ferma mai. Zita.

Anche ora che dovrebbe pensare ai nipotini pensa invece a curare i denti del popolo, e a salvare gli immigrati inventandosi i salvagenti tascabili. Ha ragione il suo amico Carlo.

C'è da fidarsi di Zita: ti mette nei guai, ma non ti annoia mai. Se le vai dietro, entri veramente nella storia. Insomma, è la vita.


(da: solo libri)

Dentro le pagine del primo romanzo di Enrico Deaglio (Il Saggiatore, 2011) passano vita e storia, nel senso effettivo dei termini. Il libro prende il titolo “Zita” dal nome della sua protagonista: una figlia legittima del Sessantotto, una ribelle per vocazione, intellettuale anticonformista, difensore delle cause perse, perché là dove succedono le cose Zita c’è o comunque c’è stata. Durante gli anni di piombo, in preda al sacro fuoco della rivoluzione, Zita ha persino sparato, salvo smarrire sul luogo dell’attentato, la patente. Ha trovato riparo politico a Parigi e da lì in avanti non si è più fermata: ha intervistato l’ayatollah Khomeini all’alba della sua ascesa al potere, si è innamorata, ha spedito passaporti falsi in Sudamerica, curato i denti a chi non poteva permetterselo, salvato immigrati inventandosi salvagente tascabili.

Per questo e altro ancora, Zita si staglia come una figura simbolo: emblema di una generazione utopista e indomita (quella nata nei primissimi anni del boom economico), che ha cercato di ridisegnare a suo modo la mappa valoriale dell’intero mondo.

Dopo avere ripercorso con “Patria” la storia d’Italia più recente, Deaglio ri-torna sui medesimi passi, stavolta in forma narrativa. Lo fa scopertamente, senza paraventi, facendo gravitare attorno la sua eroina gli accadimenti piccoli e grandi - cronaca, politica, cultura, costume - che hanno contrassegnato questi ultimi sessantacinque anni di “pace apparente”. Voce narrante del romanzo, quella di Carlo (uno dei poli dialettici del “triangolo” amicale in cui è coinvolta Zita sin dalla più tenera età), che alla prima linea - non a caso - ha preferito le retrovie, ritagliando per sé il ruolo di osservatore distaccato (se non proprio supra partes). Capace, però, di cogliere appieno la quintessenza di Zita.

Parafrasando: si mette e ti mette nei guai, ma con lei non ti annoi mai, senza contare, inoltre, che ti tocca fare i conti con la Storia.

Sulla scrittura di Deaglio c’è poco da aggiungere: è rodata da decenni di ottima frequentazione giornalistica. A sorprendere è piuttosto la sua perizia narrativa, capace di conferire spessore a tutti i personaggi, spiazzare, spaziare di contesto, saltare tra passato e presente, sentimenti inespressi e rivoluzioni, rimestando senza timore tra tante e disparate tracce di vita vissuta e immaginata.

Bravo davvero.


Titolo: “Zita”

Autore: Enrico Deraglio

Pagine: 220

Prezzo: euro 16,00

Editore: Saggiatore


 

“Quel nostro novecento”
Costituzione, Concilio e Sessantotto: le tre rivoluzioni interrotte

di Raniero La Valle


Un percorso politico, un percorso di vita: Raniero La Valle ripercorre qui le tappe fondamentali della sua vita – dalla nascita sotto il fascismo alla democrazia, dalla direzione del giornale più autorevole della comunità ecclesiale italiana alla battaglia dei «cattolici del no» per il divorzio, dall’elezione come parlamentare della Sinistra Indipendente alle leggi sull’aborto e sull’obiezione di coscienza, dalle lotte per la difesa della Costituzione all'impegno per il rinnovamento della Chiesa – che hanno incrociato le grandi vicende della storia politica dell’Italia, e anche dell’Europa e del mondo.
Una vita spesa per il diritto, per la fede e per la libertà: i valori per cui Raniero La Valle si è battuto, che sono anche le eredità incompiute che dobbiamo raccogliere dal Novecento.


UN BRANO

"Oggi, passato più di un decennio dall’inizio del nuovo Millennio, siamo preoccupati per i giovani e per i figli dei loro figli che vivranno in questo secolo. Quello che possiamo fare è trasmettere loro gli attrezzi e le speranze che noi abbiamo avuto nel Novecento, sapendo però che saranno loro a decidere cosa farne, e anche come dotarsi di attrezzi nuovi. Ogni generazione ha le sue vie. Non si tratta perciò di lasciare ai nostri figli degli altarini alla Costituzione, al Concilio e alla contestazione, ma di dire il senso che queste cose hanno avuto per noi. E forse, riecheggiando una vecchia parola, potremmo dirlo così: queste sono le tre cose che rimangono: il diritto, la fede, la libertà; ma di tutte più grande è l’amore."


Titolo: “Quel nostro novecento”

Autore: Raniero La Valle

Pagine: 200

Prezzo: euro 12,00

Editore: Ponte alle Grazie

 


“Tre pezzi facili sull’Italia Democrazia, crisi economica, Berlusconi”

di Michele Salvati


Qual è l'origine del ristagno economico del nostro Paese? Perché Berlusconi, dopo la vittoria del 1994, è riuscito a tornare al potere e a restarci per quasi tutto il primo decennio di questo secolo? Netta è la posizione di Salvati in merito alle "colpe" della Prima Repubblica: il pesante arretrato di riforme strutturali e la gravosa eredità del debito pubblico sono all'origine di molte delle difficoltà economiche attuali. Uno sforzo serio per superarle fu fatto dai governi degli anni '90, ma nel decennio appena trascorso la gravità del lascito della Prima Repubblica venne colpevolmente sottovalutata. Più complessa è la risposta all'interrogativo su Berlusconi che chiama in causa non solo il sistema politico ma l'intera società italiana. Fa da collante ai diversi temi un capitolo sulla qualità della democrazia in Italia che dà profondità storica ai problemi emersi in maniera acuta in tempi recenti.


Michele Salvati, professore emerito dell'Università statale di Milano, è autore di numerosi libri e saggi in vari campi di ricerca che spaziano dall'economia del lavoro alla political economy. Il suo libro più recente con il Mulino è "Capitalismo, mercato e democrazia" (2010). È stato deputato nella XIII legislatura ed è editorialista del "Corriere della Sera".


Recensione

Circola da tempo una visione nostalgica della Prima Repubblica, alimentata soprattutto dall'insoddisfazione per il bipolarismo rissoso e per i cattivi risultati economici della Seconda. È una visione fuorviante, sostiene Michele Salvati in questo suo polemico saggio, che affronta di petto due grandi interrogativi: quale sia l'origine del ristagno economico del nostro Paese; perché Berlusconi, dopo la sorprendente vittoria del 1994, sia riuscito a tornare al potere ed a restarci per quasi tutto il primo decennio di questo secolo.

 

Netta è la posizione di Salvati in merito alle "colpe" della Prima Repubblica e in particolare dei governi di centro-sinistra: il pesante arretrato di riforme strutturali e la gravosa eredità del debito pubblico sono all'origine di molte delle difficoltà economiche attuali. Uno sforzo serio per superarle fu fatto dai governi degli anni '90, ma nel decennio appena trascorso la gravità del lascito della Prima Repubblica venne colpevolmente sottovalutata. Più complessa è la risposta all'interrogativo su Berlusconi che chiama in causa non solo il sistema politico ma l'intera società italiana e la sua storia, prima e dopo Mani Pulite. Fa da collante ai diversi temi un capitolo sulla qualità della democrazia in Italia che dà profondità storica ai problemi emersi in maniera acuta in tempi recenti.


Titolo: “Tre pezzi facili sull’Italia Democrazia, crisi economica, Berlusconi”

Autore: Michele Salvati

Pagine: 136

Prezzo: euro 14,00

Editore: Mulino



“Le riforme a costo zero”.

Dieci proposte per tornare a crescere

di Tito Boeri e Pietro Garibaldi


"Oggi è fondamentale fare le riforme dalla parte dei giovani. è una questione di equità, ma anche di efficacia. perché saranno loro a darci il motore di cui abbiamo bisogno per far ripartire l'economia."
"ma perché dovrei occuparmi dei posteri? che cosa hanno fatto i posteri per me
?"
Groucho Marx

"Non ci sono i soldi per le riforme": non è vero. Quello dei soldi è un falso problema. Esistono importantissime riforme che in quasi tutti i campi cruciali dell'economia possono essere realizzate "senza aumentare di un solo euro il debito pubblico". Come dimostrano gli autori, in alcuni casi le proposte formulate potrebbero comportare una riduzione della spesa pubblica e contemporaneamente un aumento del tasso di crescita potenziale dell'economia. Un circolo virtuoso.

 

Perché allora nulla cambia? Perché per sostenere interventi che alterano uno status quo consolidato e scontentano una parte è necessario costruire un forte consenso e investire in "capitale politico".

Nuovi criteri di selezione e di scelta dei candidati possono garantire una rappresentanza all'altezza del compito che l'attende. Le resistenze ci sono, possono però essere rimosse. Le dieci proposte di questo libro lo dimostrano. Ma bisogna crederci.

Tito Boeri insegna economia alla Bocconi. Nel 2002 ha fondato il sito la voce .info, di cui è il coordinatore. È editorialista de "la Repubblica" e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti.

Pietro Garibaldi, direttore del Collegio Carlo Alberto, insegna economia all'Università di Torino. È membro del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Per Chiarelettere ha scritto con Tito Boeri UN NUOVO CONTRATTO PER TUTTI (2008).


Titolo: Le riforme a costo zero. Dieci proposte per tornare a crescere

Autori: Boeri Tito; Garibaldi Pietro

Pagine: 176

Prezzo: euro 13,00

Editore: Chiarelettere



“Il Gioco delle nuvole”

di Pietro Calabrese

a cura di Giuseppe Di Piazza

prefazione di Giuseppe Tornatore


“Deve essere colpa dei tempi e degli anni, ma sempre più di frequente sento il bisogno di staccarmi dal quotidiano.
Una volta avrei detto di volare alto. Oggi mi accontento di pensare che deve per forza esserci da qualche parte dentro di noi uno spazio estraneo al dilagare della volgarità.

E allora certi pomeriggi mi distendo su una sdraio e guardo le nuvole in cielo. Proprio come il principe Andrej Bolkonskij, gravemente ferito durante la campagna del generale Kutuzov contro Napoleone. Pagine memorabili. Il passaggio delle nuvole, i pensieri in libertà, il cuore colmo di passione per la vita che se ne sta andando. E i pensieri fragili ma lucidi, e sottili come lame.


Soprattutto essenziali, sfrondati dell’inutilità delle cose.”

Se non avete mai giocato con la forma delle nuvole, vi siete persi un mondo di delizie. Parlo di quando siete diventati adulti, non di quando eravate bambini.

Per tutta la vita Pietro Calabrese ha fatto il gioco delle nuvole. Un momento di divertimento puro e fine a se stesso, ma anche di riflessione alta, libera dai condizionamenti della quotidianità. Cercare di indovinare a quale oggetto, persona o animale assomigli una nube in cielo è un trampolino che lancia il pensiero su traiettorie audaci e inesplorate. Insieme è un esercizio della mente che si abbandona così a ragionare di tutto: di vita, bellezza, equità, umanità (e dei loro opposti), solo per citare una manciata di spunti possibili.


Questo volume, arricchito da un prezioso brano inedito, raccoglie pagine straordinarie che Pietro Calabrese, maestro del giornalismo italiano recentemente scomparso, ha scritto negli ultimi anni della sua vita. Sono digressioni della mente in ogni ambito dell’esistenza — dalla A di Amore alla Z di Zoo, passando per la G di Giustizia, la L di Libri, la P di Politica, la S di Spiritualità… — che ci spingono a ripensare, approfondire, meditare, magari ribaltando le nostre convinzioni. Come lasciandoci andare a un sognante gioco delle nuvole che, però, può poi offrirci una visione più lucida su ciò che ci circonda.
Dopo che L’albero dei mille anni — il libro in cui Calabrese ha raccontato il periodo della sua malattia — ha commosso e affascinato decine di migliaia di lettori, questo secondo volume postumo regala ancora i suoi sguardi e le sue intuizioni sul mondo in cui viviamo e su noi uomini.


Pietro Calabrese, nato nel 1944 a Roma da genitori siciliani e scomparso il 12 settembre 2010, è stato una delle firme più note del giornalismo italiano. Ha diretto “Il Messaggero”, “Capital”, “La Gazzetta dello Sport” e “Panorama”. Ha curato alcune rubriche fisse su periodici, fra cui Moleskine su “Sette”. È autore dello straordinario bestseller uscito postumo L’albero dei mille anni (Rizzoli 2010), il libro toccante e profondo in cui ha raccontato i suoi ultimi quattordici mesi di vita, dopo che gli era stato diagnosticato un cancro.


Titolo: “Il gioco delle nuvole”

Autore: Pietro Calabrese

Pagine: 320

Prezzo: euro 18,00

Edizioni: Rizzoli


“Il mestiere più antico del mondo”

di Antonio Leotti

 

L'Italia è da sempre un grande paese agricolo. La sua è la storia dei valori e della civiltà di gente contadina, le cui imprese sono state cantate dai più grandi poeti e scrittori, e rimpiante da Pasolini.

Questo libro è un racconto sentimentale, la vicenda tragicomica di un agricoltore per forza e per amore, e la fallimentare impresa di chi prova a resistere tra l'indifferenza della società metropolitana e l'impotenza della categoria.

Il declino è inesorabile, nonostante la retorica mediatica del vivere verde e il mito della genuinità del cibo naturale.

 

Nel "Mestiere più antico del mondo" si parla di agricoltura, di campagna, della ridicola pretesa della gente di città di dominare e cambiare quel mondo, della paura dei coltivatori di perdere tutto. E poi, della rovina rappresentata dal mercato globale, della limitatezza e ottusità delle teorie economiche, dell'interrogativo continuo e costante che sembra passare sottotraccia: l'agricoltura ha ancora diritto di vivere?

La realtà che gli agricoltori stanno vivendo, al di fuori di ogni retorica, per chiedere al Paese se l’agricoltura abbia ancora diritto di vivere.

Antonio Leotti è nato a Roma nel 1958, ha lavorato per la televisione e per il cinema come sceneggiatore.
Tra le sue sceneggiature: Radiofreccia (1998), Il partigiano Johnny (2000), L’orizzonte degli eventi (2005), Matrimoni e altri disastri (2010), Vallanzasca,gli angeli del male (2011). Per la Fandango ha pubblicato il romanzo Il giorno del settimo cielo (2007). Dal 1994 conduce l’azienda agricola di famiglia.


Titolo. “Il mestiere più antico del mondo”

Autore: Antonio leotti

Pagine: 136

Prezzo: euro 14,00

Edizioni: Fandango



“Grandi Champagne 2012”.

di Alberto Lupetti



Oltre 220 etichette raccontate attraverso schede di facile e intrigante lettura. Una introduzione che accompagna il lettore per mano alla scoperta dell’affascinante universo di uno dei vini più famosi e celebrati al mondo: lo Champagne.


Questo e altro è “Grandi Champagne 2012”, la guida alle migliori bollicine francesi presenti in Italia. Un volume dalla grafica elegante, un regalo ideale per le prossime festività natalizie (nelle librerie a 12,50 euro il prezzo di copertina). Gli Champagne recensiti sono forniti ciascuno di una breve presentazione, di una scheda di degustazione e completati da una foto della bottiglia e da un punteggio espresso in centesimi.  Una guida tutta a colori, con oltre 300 fotografie e con una suddivisione decisamente originale: non quella consueta per produttore o tipologia, quanto piuttosto per categorie innovative quali Per Tutti, Aperitivo, Tavola, Puro Piacere e Miti.

“Ma soprattutto un viaggio attraverso i segreti e le virtù di una leggenda da degustare - racconta Alberto Lupetti, curatore della guida - perché lo Champagne rappresenta da sempre un mito. Non a caso Champagne è la seconda parola francese più conosciuta al mondo, dopo Paris”.

E pensare che lo Champagne rappresenta una sorta di paradosso enologico, dal momento che il terroir di provenienza (la regione Champagne-Ardenne, 150 km a nordest di Parigi) si trova in prossimità del 50° parallelo, considerato il limite invalicabile per la coltivazione della vite. Eppure la composizione calcaereo-gessosa del terreno, la famosa “craie” che fa da regolatore termico nel periodo estivo e da regolatore idrico in inverno, consente la perfetta maturazione dei grappoli.

 “Il resto lo fa la passione e la tecnica dei produttori - continua Lupetti - professionisti che hanno pochi rivali al mondo e che ci regalano bottiglie con standard qualitativi molto elevati. Non è stato facile per il nostro panel scegliere una selezione di 220 etichette da una produzione che offre tante eccellenze”.

Le schede descrivono quindi il meglio della produzione di una realtà che si estende su quasi 33mila ettari e che conta circa 4.000 produttori che vanno dalle grandi maison ai petit vignerons. Un lavoro complesso, quindi, per il panel di degustazione, composto da esperti e appassionati come Federico Angelini, Luca Boccoli, Alessandro Scorsone, Daniele Tagliaferri e Sara Vani.


“Ma alle degustazioni hanno partecipato anche altri amici - conclude Lupetti - che ci hanno aiutato in questo difficile ma estremamente piacevole compito di offrire una panoramica di quanto di meglio si possa trovare sugli scaffali italiani in termini di Champagne. Ricordando che il nostro Paese rimane uno dei principali mercati di riferimento per quello che concerne le top label dello Champagne”.

Dentro, 200 e passa etichette recensite, di un’ottantina di maison; tutto colore, bottiglie in effigie, notizie su uve, stili, metodi, chef de cave. E le schede critiche. Tutto coordinato da un gentilhomme, professionista e degustatore appassionato, che in Champagne è andato in pellegrinaggio millanta volte, ne conosce suolo e sottosuolo (inteso come caves colme di pupitre), e che risponde al nome di Alberto Lupetti. Il quale si è fatto supportare nella (non troppo dolorosa) bisogna da un team composto dal connoisseur Federico Angelini, il sommelier creativo del Settembrini Luca Boccoli, il titolare dell’enoteca, wine bar & restaurant romano Achilli al Parlamento Daniele Tagliaferri (che nello Champagne è caduto da piccolo come Obelix nella pozione); la sommelier “privée” e avvocato (vedi mai arrivino querele da Sarkò…) Sara Vani; e il quirinalista del vino Alessandro Scorzone, personaggio (e compagno tra i più amabili di esperienze enoiche) che credo non abbia bisogno di presentazioni.


Detto che la Guida costa solo 12,50 (vuol lasciarvi palesemente intatte tutte le chance di comprarvi un po’ di Champagne dopo la lettura) e che sarà in libreria entro fine mese, andiamo ai particolari. Intanto, l’organizzazione., Non per aree, cru, millesimi o vitigni, ma per caratteristiche funzionali. E modalità di fruizione. Con quattro sezioni denominate “per tutti” (gli Champagne, diciamo così, d’ingresso alle varie categorie del gusto che il comparto sottende); “aperitivo” (e non servono altri dettagli); “a tavola” (idem); “puro piacere” (una fetta interessante, che include cose come il Clos des Goisses 2000 e il Georges Laval 2005 Nature, le Belle Epoque di Perrier-Jouet e il Salon); e infine una super fetta “Miti” riservata agli over 95 (centesimi), dove sgomitavano i big di cui abbiamo dato la hit parade in apertura.


Titolo: “Grandi Champagne 2012”

Autore: Alberto Lupetti

Pagine:

Prezzo: euro 12,50

Edizioni: Mg Logos




“Di Tripoli il buon sapor”

Ricette e ricordi di Sidi Mansùr, un italiano in Libia

di Vincenzo Capretti


Un cuscus di ricordi e ricette, una più gustosa dell'altra. Nato e cresciuto a Tripoli e costretto a lasciare la Libia nel 1969 perché cacciato dal regime di Gheddafi insieme ad altri 20mila italiani, Vincenzo Capretti, spinto dalla nostalgia, ripercorre un viaggio tra i mille sapori e colori della cucina e della cultura arabe che sono rimasti indelebili nella sua memoria e sulla sua pelle. Ritorna ad essere Sidi Mansùr, il Signor Vittorioso, come veniva chiamato dai suoi amici libici, che gli hanno insegnato a preparare piatti semplici ma dagli odori contrastanti e intensi, come il cuscus, l'harissa, il brik, lo stufato di agnello e prugne, la zuppa del beduino, e gli hanno fatto conoscere, giorno dopo giorno, i precetti e gli insegnamenti della loro religione e delle loro tradizioni, fortemente presenti nelle loro vite. E così i versi del Corano si mescolano alle fragranze delle spezie, il richiamo alla preghiera del muazzìn scende dal minareto e si diffonde tra gli aromi di caffè e tè alla menta della medina, mentre una dolce e soave musica accompagna i movimenti sensuali di una danzatrice del ventre.

Nato a Tripoli nel 1943, Capretti ha vissuto in Libia fino al 1969, anno in cui il regime di Gheddafi cacciò dal Paese tutti gli italiani. L’inizio di una nuova vita, quasi da straniero in patria,  nel cuore i ricordi del tempo in cui gli amici libici lo chiamavano Sidi Mansur, il Signor Vittorioso. A distanza di decenni, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza emergono mescolati ai profumi e ai sapori della cucina libica, una variante della più vasta gastronomia araba.


Nasce così un ricettario particolare dove le ricette si mescolano a storie lontane, ricordi di vita in una comunità cosmopolita e tollerante, echi di culture mediterranee e del deserto: versetti del Corano e fragranze di spezie, musiche e zuppa del beduino, ospitalità e il rito del tè, lo shai in lingua araba.

La preparazione e la consumazione del tè, in Libia come in tutto il mondo arabo, scrive Capretti, richiede la brace, gli amici e il tempo. Il tè si beve in tre passate: la prima prevede un tè scuro e ricco di schiuma, amaro e forte come amara è la vita; la seconda un tè chiaro e dolcificato dolce come l’amore, la terza una bevanda dolce e speziata da gustare con arachidi tostate e deve essere soave come la morte.

Non mancano tra ricette di pasticci, panzerotti di ceci, polpette di fave, di pesce, di carne, cuscus accompagnati ma diversi stufati anche curiosità: ad esempio la ricetta del filtro d’amore a base di tè nero, zenzero in polvere, cannella in polvere e chiodi di garofano. L’esecuzione è semplice: si versa acqua bollente in una tazza con un cucchiaino di tè, un pizzico di zenzero, un pizzico di cannella e un chiodo di garofano. 5 minuti di infusione e il filtro è pronto. Si beve caldo.

Nel libro ci sono complessivamente 250 ricette, descritte con cura e spesso con indicazioni di varianti locali. Fondamentale anche nella cucina libica l’uso delle spezie a cui Capretti dedica un intero capitolo con preziose indicazioni  sulle miscele di cui sono indicate composizioni e ovviamente il nome arabo.


Titolo: “Di Tripoli il buon sapor” Ricette e ricordi di Sidi Mansùr, un italiano in Libia

Autore: Vincenzo Capretti

Pagine: 356

Prezzo: euro 17,00

Edizioni: Mursia



“L’inconfondibile tristezza della torta al limone”

di Aimee Bender



Alla vigilia del suo nono compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi l’ha preparato, mentre lo preparava.

 

I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre, una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa.

Rose si troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà che anche il padre e il fratello – e forse, in fondo, ciascuno di noi – hanno doni misteriosi con cui affrontare il mondo. 


Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la scrittura sensuale di Aimee Bender torna a regalarci una storia appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le persone che amiamo. 


Titolo: “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”

Autore: Aimee Bender

Pagine: 332

Prezzo: euro 16,50

Edizioni: SUR

Prezzo copertina 9,90 €




Adesso, 336 giorni da vivere con gusto

di Paolo Massobrio


Nato da un’idea dal giornalista Paolo Massobrio (anche autore de il Golosario) giunge alla sua V edizione, il libro ideale per ricondurre il gusto all’interno della dimensione familiare. Adesso, 366 giorni da vivere con gusto segue la scansione giornaliera di un diario dove ogni pagina è arricchita da consigli e curiosità per vivere al meglio il quotidiano e il rapporto con i cicli naturali della vita.

La copertina d’autore è già l’immagine del ritorno al rapporto più intimo con la natura e con i suoi tempi: si tratta dei quadri dello chef-pittore Cesare Giaccone di Albaretto della Torre (cn), mentre le vignette che illustrano ogni mese sono firmate da Guido Clericetti.


Il volume è un compendio di tante conoscenze raccontate in “pillole”, che si sommano e si armonizzano. Grande attenzione è posta alla salute che passa dal rapporto col cibo: il medico Gigi Camana consiglia i trucchi per trovare il benessere a partire dal movimento quotidiano, Giovanni Maria Ghidetti introduce il mondo dei fitointegratori, Andrea Nicola aiuta a curarsi con gli estratti naturali, Lucio Sotte riparte dall’antica sapienza della medicina cinese e Gionata Venesio analizza i problemi della postura. Grande attenzione anche agli alimenti con l’analisi del chimico Davide Tessaro e le indicazioni pratiche sulla conservazione dei cibi e del dottor Gabriele Crescioli . La dimensione del benessere parte però anche dalla casa, così come insegnano la teoria dei colori e dell’arredamento di Monica Deevasis, le idee creative di Francesca Massobrio e i piccoli trucchi di Donata Carmo.

 

Chi ama la vita all’aria aperta, invece, potrà leggere i consigli per orto e giardino dell’agronomo Maurizio Lega e pregi e difetti del mondo animale raccontati dalla passione di Andrea Voltolini. Adesso però è anche un modo di scoprire la storia del cibo e del costume, con gli interventi di Paola Gula e Barbara Ronchi della Rocca e uno sguardo sul mondo della scienza e della fantasia, dalle curiosità dell’astronoma Elena Notari sull’universo fino alle fiabe di Annamaria Valenti. Al centro della vita in famiglia c’è però la tavola, con tutto il valore dei cibi e delle ricette: i prodotti della tradizione sono raccontati dal giornalista Carlo Fiori, affinatore, l’olio dall’esperto Luigi Caricato; le ricette sono opera della maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera con una divagazione sul mondo del pesce da parte di Manuela e Lucilla Di Chiara e una declinazione sui dolci curata dal pasticciere “goloso di salute” Luca Montersino. Ad accompagnare queste prelibatezze vini d’autore consigliati da Marco Gatti e un approfondimento per le ricette con le ricette dei migliori cocktail letterari di Luca Bonacini. Il menu di Adesso non finisce però qui: non possono infatti mancare gli ascolti musicali suggeriti da Walter Muto, le opere d’arte da scoprire del gruppo “Opera d’arte” e i libri da conoscere secondo uno scrittore del calibro di Luca Doninelli.


Adesso, strumento ideale per raccogliere e assaporare un anno di vita; è in vendita in tutte le librerie italiane da fine ottobre, mentre su App Store è disponibile IL GOLOSARIO ricette, con la raccolta delle 600 ricette pubblicate nelle quattro edizioni precedenti.

Informazioni sul sito sito www.comunicaedizioni.it


  

“Anni felici”

di Mario Orfini

Testi di Mario Nicolao Mario Dondero e Mario Orfini

Anni felici è una preziosa raccolta di fotografie che restituisce molto bene il clima di un’epoca, gli anni Sessanta, e realizzate con uno stile focalizzato nella descrizione delle realtà sociali del tempo.


Molta attenzione è dedicata alla vita culturale, testimoniata ad esempio dai ritratti di Inge e Giangiacomo Feltrinelli, Jack Kerouac, Fernanda Pivano, senza però trascurare la politica, il mondo del lavoro, il fermento giovanile e le mutazioni del costume, il tutto osservato e rappresentato con grande acume e intelligenza.

Titolo: Anni felici

Autore: Mario Orfini
Pagine: 174
Prezzo: € 40,00

Edizioni: Postcart

ANNO 2011



“Sotto il temporale.

Fiabe-ombrello per famiglie in trasformazione”

di Manuela Mareso


La separazione dei genitori è tema ricorrente nell’esperienza dei bambini, come effettiva realtà o come paura. Per esorcizzarne i fantasmi e per rassicurare i piccoli, la fiaba si rivela strumento insostituibile per la sua capacità di parlare al loro inconscio e per aiutarli a ricorrere alle risorse in loro possesso per reagire a vissuti di grande sofferenza.

 

La fiaba, scrive Maria Rita Parsi nella prefazione, “è semina, deposito di tracce che, come quelle di Pollicino, ci consentano di andare per il mondo senza smarrirci, garantendoci ogni volta la possibilità di un ritorno atteso”.

 

Questo libro, nato dall’esperienza personale dell’autrice, raccoglie dieci storie fantastiche che rispondono a  “situazioni tipo” che il bambino figlio di genitori separati può trovarsi ad affrontare.

Cercando di far emergere i sentimenti e le emozioni di disagio, arriva a fornire una possibile “via d’uscita” dall’empasse che il piccolo sta vivendo, senza alimentare l’illusione di poter ricomporre la famiglia che potrebbe desiderare, ma facendogli percepire che dalla sofferenza può scaturire qualcosa di inaspettatamente bello.


Autore: Manuela Mareso

Pagine: 96

Prezzo: € 14,00

Edizioni Gruppo Abele

Collana: I bulbi dei piccoli



“La cucina medievale”. Lessico, storia, preparazioni

di Carnevale Schianca Enrico


La divulgazione dei ricettari medievali, che da un cinquantennio ha subito sensibili impulsi, ha finora privilegiato metodiche di carattere monografico che, unitamente alla non sempre agevole accessibilità dei testi, rendono difficoltosa una configurazione d’assieme.

 

L’idea di offrire finalmente una visione sinottica della cucina italiana del tardo Medioevo, è la motivazione principale di questo volume, che viene proposto con la struttura di un glossario, per facilitare la consultazione e per accentuare la chiarezza delle nozioni trasmesse; la trattazione, che abbraccia altresì aspetti lessicali troppo spesso non approfonditi, non trascura, nell’iter espositivo, le relazioni con la medicina dietetica, di fondamentale importanza per la cultura medievale, e nemmeno i precedenti storici e gli addentellati con le cucine europee dell’epoca, utili a spiegare l’origine e la diffusione delle preparazioni.

 

L’esame di più di 7000 ricette ha dato vita a oltre 2500 voci, criticamente ricomposte e sistematicamente comparate, in modo da porre in risalto i differenti stili di cucina. Le ricette, peraltro, sono realizzabili praticamente, e costituiscono un ricco e curioso serbatoio di suggestioni che possono rivelarsi inaspettatamente gradevoli anche ai palati odierni.

 

Lomellino di origine, laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia, ma da sempre aperto a molteplici interessi, Enrico Carnevale Schianca si occupa di storia della cucina da almeno un trentennio; accademico onorario e componente del Centro Studi dell’Accademia Italiana della Cucina, collabora stabilmente alla rivista «Appunti di Gastronomia», con saggi prevalentemente dedicati alla cucina e alla dietetica del medioevo, fra cui si ricordano le traduzioni con commento del Tractatus de modo preparandi et condiendi omnia cibaria, dell’Opusculum de saporibus di Maino de’Maineri, del Liber de ferculis del maestro Jambobino, del trattato De cibis boni et mali succi di Galeno, del Regimen sanitatis di Antonio Benivieni e di quello ad Regem Aragonum di Arnaldo da Villanova.

 

Titolo: “La cucina medievale. Lessico, storia, preparazioni

Autore: Enrico Carnevale Schianca

Pagine: 756

Prezzo: euro 49,00

Edizioni: Olschki

Per informazioni : Casa Editrice Leo S. Olschki www.olschki.it




“Il muchacho”

di Roberto Parpaglioni

 

Roma anni ‘60. Saverio simuove con cautela in un mondo fatto per lui di due emisferi: quello della famiglia paterna, semplice e popolare, e quello della famiglia materna, legato al mondo patinato del cinema. Così Saverio passa la sua infanzia dalla nonna a San Giovanni, nei palazzi della cooperativa tramvieri, dove gioca a calcio con i suoi amici e vive la vita della gente semplice nel dopoguerra, dove si era tutti amici, il cortile era un luogo di incontro, di aggregazione. La famiglia materna, arricchitasi attraverso il cinema, lo immerge in un mondo più raffinato, più lussuoso che Saverio descrive nei minimi particolari, soprattutto quando con la mamma si reca a Barcellona, un luogo che lo segnerà profondamente.

 

Ma qual è la vita che Saverio vuole vivere veramente?

Il romanzo si chiude quando il protagonista è ancora un ragazzo, lasciando il lettore nel dubbio.


Il muchacho di Roberto Parpaglioni è un romanzo lento, pieno di descrizioni, a volte estenuante, che descrive molto bene gli anni della Doce vita romana.

E’ uno spaccato fedele di una società in veloce cambiamento, con le sue inerzie e le sue battaglie, soprattutto quelle di chi vuole emergere da un grigiume massificante sull’onda del boom economico, dell’industria cinematografica e dei mitici Beatles.


Titolo: “ Il muchacho

Autore: Roberto Parpaglioni, 

Pagine: 368

Prezzo: euro 18,00

Edizioni: Cavallo di Ferro


“Prima della fine”

di Ernesto Sabato

traduzione di Raul Schenardi



Prima della fine è un libro emozionante, fatto di ricordi e riflessioni di uno dei più grandi intellettuali del XX secolo.

 

Il percorso culturale e umano di Ernesto Sabato, lungo cent’anni, intreccia memorie familiari (la morte del figlio Jose Federico, l’amore per Matilde, compagna di tutta la vita) ed eventi storici (la dittatura argentina, al termine della quale l’autore fu chiamato a dirigere la Commissione Nazionale sui Desaparecidos) con le passioni della sua vita: l’attività politica, la fisica, la letteratura, la pittura.

 

Arricchita da un testo inedito dell’autore.

L’edizione italiana di Prima della fine segna la nascita di SUR.


 

 

 

 

Titolo: “Prima della fine”

Autore: Ernesto Sabato

Prezzo: euro 15,00

Pagine: 188

Edizioni: SUR


“La sentenza”

di Valerio Varesi


Il libro di Valerio Varesi edito da Frassinelli è la storia di due uomini rinchiusi in due istituti penitenziari diversi e che il destino farà incontrare. E’ l’anno 1944 e nel carcere di San Francesco a Parma è rinchiuso Bengasi, così chiamato perché ha fatto parte della Legione Straniera dove aveva trovato riparo pur di scappare dai torti commessi quando era più ragazzo.

Nello stesso anno e in quella stessa notte si sente un forte rumore nel Carcere di San Vittore a Milano, la città è bombardata. Un gruppetto di prigionieri viene convocato dalle guardie,  sono tutti tesi tranne uno che nella vita è sempre riuscito a sfuggire alle situazioni dolorose e negative.


Nel frattempo Bengasi riesce a fuggire con la consapevolezza che l’unico modo per potersi salvare la vita è la guerra, quella di quei partigiani che hanno trovato riparo tra le montagne. L’altro detenuto, invece, accetta la proposta del fascista di fare da spia infiltrandosi fra i partigiani con il nome di battaglia Jim, nella Quarantasettesima brigata Garibaldi. Non è la prima volta che si ritrova a compiere un lavoro disonesto e illecito, ma lo preferisce alle sbarre di una cella.


La storia di questi due detenuti, diventati partigiani per occasione, è stata segnata da una notte che, come un gioco del destino, ha cancellato il loro passato proiettando i due verso un futuro forse diverso, e verso un’amicizia che li renderà inseparabili…..


Titolo: “La sentenza”

Autore: Valerio Varesi

Pagine: 278

Prezzo: euro 17,50

Edizioni. Frassinelli




“Dizionario Analogico della Lingua Italiana”

di Donata Ferodi e Elena Dal Pra


Quante volte, mentre stiamo esponendo un concetto, a voce o per iscritto, la parola che serve a esprimere correttamente il nostro pensiero ci sfugge, oppure l’aggettivo o il verbo che meglio si associa a un nome non ci viene in mente, eppure sappiamo che c’è?
Il Dizionario Analogico della Lingua Italiana, grazie alla sua struttura di parole raggruppate per grandi aree di significato e opportunamente collegate da una fitta rete di rimandi, ci guida attraverso le catene delle analogie fino al termine cercato.

 

Circa 4000 parole chiave sotto il cui campo semantico sono raccolti vocaboli, locuzioni e modi di dire, a esse collegati da criteri di analogia e ordinati secondo la successione consolidata nel tempo nell’uso abituale dei parlanti, forniscono al lettore gli elementi per esprimersi e comunicare con precisione, efficacia ed eleganza.


Il Dizionario Analogico della Lingua Italiana si rivolge a chi, per motivi di studio o di lavoro – scrittori, traduttori, giornalisti, addetti stampa, pubblicitari ma anche scienziati, tecnici e giuristi –, ha la necessità di trovare le parole e le locuzioni giuste: quelle che sfuggono, di cui si avverte la mancanza o si presume l’esistenza. Uno strumento utilissimo per arricchire il proprio lessico e le proprie capacità espressive.


Titolo: “Dizionario Analogico della Lingua Italiana”

Autori: Donata Ferodi e Elena Dal Pra

Pagine: 960

19 mila lemmi 4000 voci svolte

Prezzo: euro 59,00


“Ballata di un amore italiano”

di Davide Longo


Sono anni che Checco non porta a ballare sua moglie Renata. Dondolanti sulle note di un pezzo degli anni sessanta, si guardano negli occhi e si rivedono trent'anni prima, poco più che ventenni, persi l'uno nelle braccia dell'altra, ancora estranei ma già proiettati verso un futuro condiviso.

Questa sera mentre il gruppo sul palchetto vira in un lento - non c'è nulla da festeggiare, se non la semplice felicità di stare insieme dopo tanto tempo. Checco corteggia Renata e la prende un po' in giro, e Renata si fa corteggiare e fa finta di offendersi. "Abbiamo un sacco di bei ricordi", le sussurra lui all'orecchio. "Non vorrei fosse un brutto segno", ribatte lei. "Certo che no, il tempo seleziona le cose".

 

E le "cose" importanti - come una musica di sottofondo, che viaggia in parallelo e segue i volteggi dei ballerini - si materializzano sotto forma di una ballata.

Una voce fuori campo si aggancia alle parole di Checco e Renata e narra le svolte delle loro esistenze.

La serata volge al termine. Esausti, Checco e Renata si guardano nuovamente negli occhi. Sanno che con le loro schermaglie da fidanzatini si sono detti più di quanto le frasi lasciano trapelare. Sanno che anche in questa serata le loro zone d'ombra non sono mai scomparse, indifferenti alle due maschere che gli innamorati sanno indossare nei momenti più opportuni. Lo sanno ma non importa.


Titolo: “Ballata di un amore italiano”

Autore: Davide Longo

Pagine: 112 brossura

Prezzo: euro 12,00

Edizioni: Feltrinelli



“L’Italia dei crack”

di Mara Monti


È la parabola della Parmalat e del suo fondatore, Calisto Tanzi. Vicenda parallela a quella di Sergio Cragnotti e della Cirio, con la sua rete di società in esotici paradisi fiscali, dove per anni ha nascosto il denaro dei risparmiatori.

 

Era dai tempi del crack Ambrosiano e del Banco di Napoli che non si vedevano dissesti di queste dimensioni. Più di mezzo milione le vittime dei crack degli ultimi anni: dai bond venduti come sicuri e divenuti carta straccia dopo l'insolvenza (Parmalat, Cirio, Giacomelli, Fin.part), ai derivati spericolati di Italease, fino alle dot.com della new economy all'inizio degli anni 2000 (Freedomland, Finmatica, Opengate e Algol).

 

"L'Italia dei crack" ripercorre le storie del malfunzionamento del sistema finanziario italiano, gli intrecci con le banche, i controlli troppo laschi, i conflitti d'interesse dei revisori, dei sindaci e dei consiglieri. Una ricostruzione lucida e rigorosa che svela misteri e retroscena del fallimento di alcune grandi società, anche alla luce delle sentenze che la giustizia ha finalmente emesso. Prefazione di Orazio Carabini


Titolo: “L’Italia dei crack”

Autore: Mara Monti

Pagine: 280

Prezzo: euro 9,90

Edizioni: Newton Compton




“Storie di Vampiri”

A cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco

Edizioni integrali


Da Polidori a Stoker, da Maupassant a Conan Doyle, oltre settanta autori ci accompagnano alla scoperta di una tra le figure più celebri della letteratura dell'orrore.

Sono raccolti in questo volume oltre settanta tra romanzi brevi e racconti di vampiri: storie di sangue, amore e morte in cui il Principe delle Tenebre, che continua a sedurre con il suo incredibile fascino milioni di lettori, è il protagonista assoluto.

 

L'antologia contiene la letteratura nota e meno nota sull'argomento, riscoprendo autori che già prima del celebre Dracula di Stoker avevano creato storie di vampiri e proponendo i racconti di molti altri che, sulla scia dell'autore del famoso «pallido Conte» e di un ricchissimo repertorio cinematografico che ne ha immortalato la figura, hanno appassionato i lettori fino ai nostri giorni.

Completano questa raccolta filmografia, bibliografia, schede sugli autori e anche, naturalmente, l'inconfondibile brivido di terrore che solo la figura del vampiro riesce a suscitare.


Titolo: “Storie di Vampiri”

A cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco

Edizioni integrali

Pagine: 1204

Prezzo: euro14,90

Edizioni: Newton Compton




3 “101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita”

di Margherita Bianchi

 
Bologna come non l'avete mai vista!


Città a misura d’uomo, Bologna è considerata un posto dove si sta bene per il buon cibo e la cortesia degli abitanti.

I portici che l’hanno resa famosa sembrano nascondere la bellezza delle sue opere d’arte e la ricchezza dei suoi palazzi. Ma Bologna è una città da intenditori: per apprezzarla bisogna fare attenzione ai particolari, trasformarsi in turisti esploratori alla ricerca delle tante meraviglie custodite nei musei, nei sotterranei o sulle facciate dei palazzi.

 

Questa guida vi accompagnerà nella scoperta dei tesori non solo artistici di una città con una gloriosa università millenaria, un’industria all’avanguardia, tradizioni gastronomiche ricchissime e un centro storico caratteristico per i suoi colori e le decorazioni in terracotta, attraversato da canali sotterranei e punteggiato da lussureggianti giardini segreti.

Vi racconterà anche i luoghi di aggregazione alternativi, le istituzioni culturali ufficiali e quelle informali, nate dall’iniziativa di individui e associazioni, che rendono Bologna una città vivace e divertente, che non mancherà mai di stupirvi.


Titolo: “101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita”

Autore: Margherita Bianchi

Pagine: 336

Prezzo: euro14,90

Edizioni: Newton Compton



“101 perché sulla storia di Milano che non puoi non sapere”

di Marco Dell’Acqua e Giuliano Pavone



Perché a Milano si beve l’eterna giovinezza? Perché la madunina brilla sempre più de luntan? Perché Milano è la culla e la tomba delle grandi stagioni politiche?

Una Milano che pare correre senza sosta, svelata da 101 curiosissimi “perché”, che ripercorrono la sua storia, dalle origini lontane e sepolte nei secoli al presente complesso e pieno di cambiamenti.

 

Una città che sembra a volte dimentica del suo passato ma che invece, scavando a fondo, si rivela ricca di storia, segreti, curiosità e appassionanti aneddoti. Dalla scrofa lanuta al ponte delle sirenette, da sant’Agostino alle cannonate di Bava Beccaris, da Leonardo da Vinci alla plastica, dal futurismo all’Amaro Ramazzotti, da Verdi a Bob Marley: 101 domande e risposte su Milano, 101 storie per conoscere e amare questa città, e per scoprire che ha ancora tanto, tantissimo da raccontare


Titolo: “101 perché sulla storia di Milano che non puoi non sapere”

Autori: Marco Dell’Acqua e Giuliano Pavone

Pagine: 288

Prezzo: euro 14,90

Edizioni: Newton Compton



”101 buoni alimenti che si prendono cura di noi”
di Pier Francesco Lisi


La salute a portata di piatto? Ebbene sì. Selezionare con cura i nostri alimenti ci aiuta a mantenerci in forma e a prevenire tante malattie. Ma come possiamo scegliere i prodotti giusti?

E dove è possibile acquistarli?

In realtà i cibi sani si trovano in qualsiasi mercato o supermercato: basta conoscerli ed essere informati sulle loro proprietà. In questo volume Pier Francesco Lisi ci indica ben 101 alimenti che aiutano a rispettare e proteggere il nostro corpo.

 

Dagli agrumi che hanno tanta vitamina C alla frutta secca utile per il nostro cervello e per le arterie; dal vino biologico che non fa venire il mal di testa allo zenzero, prezioso alleato contro l’emicrania.

 

I prodotti scelti fanno parte della migliore tradizione gastronomica italiana e per ognuno, oltre agli aspetti benefici, sono fornite indicazioni per l’acquisto, la conservazione e il consumo.

A conclusione del libro troverete inoltre ben 30 gustose ricette, per preparare dei piatti che al tempo stesso accontentino salute e gola!


Titolo: “101 buoni alimenti che si prendono cura di noi”
Autore: Pier Francesco Lisi

Pagine: 224

Prezzo:euro 9,00

Edizioni: Newton Compton




“L'ABC della musica”

di Martina HOLTZ


Il piccolo Freddy introduce i bambini nel favoloso universo della musica spiegando loro le prime, facili nozioni base.

 

Giochi, quiz, canzoncine e filastrocche sono gli strumenti utilizzati per l’apprendimento, che risulta così sempre coinvolgente e accattivante.

Nella seconda parte del libro, Freddy presenta i principali strumenti musicali spiegandone il funzionamento, la famiglia di appartenenza, la "personalità" del timbro e la funzione in orchestra. Le descrizioni sono arricchite da fotografie, illustrazioni e dagli ascolti del CD audio allegato.

Nello stesso CD ci sono anche le versioni strumentali dei brani, proposti in arrangiamenti moderni e brillanti, per cantare a tempo leggendo la musica.

Facile, divertente, coloratissimo: grazie a L’ABC della musica leggere gli spartiti e riconoscere gli strumenti sarà un gioco da ragazzi!


Titolo: “L’ABC della musica” Teoria musicale di base per ragazzi!

Autore: Martina Holtz

Pagine: 112

Prezzo: euro 12,00

Con CD audio

Edizioni Curci



“ABC D’ARTE”

Lettere nascoste nei quadri


Dove si nasconde la lettera F nel quadro di Mondrian? e la lettera O nel quadro di Matisse?

Un divertente nascondino con le 26 lettere dell’alfabeto che il bambino cerca all’interno di 26 opere d’arte. Da Giotto a Piero della Francesca, da Picasso a Miró, un viaggio stimolante e insolito attraverso l’arte e i suoi massimi esponenti.

A volte ben nascoste altre più evidenti, le lettere interagiscono con il lettore e questo libro diventa un’opportunità di gioco per scoprire l’arte e imparare l’alfabeto attraverso l’incontro di una lettera e un quadro.

 

Il filo conduttore di questo progetto è l’interattività: il bambino è stimolato a entrare nel libro e a creare, proprio come farebbe l’artista. Avvicinare i bambini all’arte non è mai troppo presto.

Alla fine del libro ci sono le soluzioni accompagnate da un breve testo che svela informazioni relative al quadro e all’artista. Un libro pieno di stimoli per sviluppare creatività e fantasia


Titolo: “ABC D’ARTE” lettere nascoste nei quadri

Pagine: 64

Prezzo € 17,00

Edizioni : Franco Cosimo Panini

Target: da 6 anni


“LA QUESTIONE MORALE”.

Eugenio Scalfari intervista Enrico Berlinguer


Roma, 28 luglio 1981. L’intervista rilasciata da Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari contiene una scudisciata che il giorno dopo farà sobbalzare i lettori della «Repubblica» e mezza classe politica italiana: «I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela».

 

Nessun leader, nel tempo della Prima Repubblica – con l’esclusione dell’antisistema Marco Pannella – aveva mai osato tanto. Sono passati trent’anni da quel giorno. Trent’anni di questione morale. Trent’anni di rabbia e di oblio.

È stato esattamente trent’anni fa, che in un’estate calda Enrico Berlinguer ha coniato – in un’intervista che sarebbe entrata in tutti gli archivi – questa locuzione destinata a raccontare l’Italia di allora, quella di Mani pulite (che sarebbe arrivata undici anni più tardi) e – purtroppo – anche quella che stiamo vivendo, nel tempo dei pizzini, degli appalti facili, della P3 e della P4.
Dalla Prefazione di Luca Telese


Titolo: “La questione morale”

Eugenio Scalfari intervista Enrico Berlinguer

Pagine: 64

Prezzo: euro 6,50

Editore: Aliberti




“Manuale di diritto dell'informazione e della comunicazione”

Privacy, diffamazione e tutela della persona. Libertà e regole nella Rete

di Ruben Razzante


Il Manuale di diritto dell'informazione e della comunicazione del prof. Ruben Razzante, giunto alla quinta edizione, è un volume che illustra le novità normative, dottrinali e giurisprudenziali riguardanti i media e le tecnologie.

 

Risulta utile agli avvocati che si occupano di tutela della privacy, di cause per diffamazione e tutela dell'immagine, di rivendicazioni del diritto d'autore, anche a mezzo internet; risulta utile agli operatori del mondo dell'informazione e della comunicazione, giornalisti in primis, perchè contiene tutti i riferimenti deontologici, corredati da esempi pratici e illuminanti; risulta utile alle aziende che investono in tecnologie, perchè le aiuta a districarsi nei meandri di regolamentazioni sempre piu' complesse; risulta utile ai docenti e agli studenti di corsi di laurea in giornalismo e comunicazione, perchè contiene spiegazioni esaurienti e aggiornate di tutti i diritti e i doveri in materia; risulta, infine, utile ai semplici appassionati di libertà d'informazione, perchè fornisce loro gli strumenti per valutare le criticità della situazione italiana ed europea.


Manuale di diritto dell'informazione e della comunicazione

Privacy, diffamazione e tutela della persona. Libertà e regole nella Rete

di Ruben Razzante

Cedam Anno: 2011

Prezzo: euro 39,00





“Sommossa”. La Piazza contro la Democrazia

La sinistra e le sommosse di piazza secondo Palmieri

 


Una data: 7 luglio 1960. Una città: Reggio Emilia. Da qui Franco Palmieri prende l'abbrivo per un ampio, articolato e convincente ragionamento sull'intreccio fra cultura e politica da parte del Partito comunista che per anni non ha smesso di sognare e di preparare la rivoluzione, di cui i tragici fatti del 7 luglio 1960, quando a Reggio Emilia la polizia uccise cinque militanti comunisti, furono una sorta di prova generale. Sommossa.

 

La Piazza contro la Democrazia non è un saggio soltanto storico, anche se per due volte viene citato l'aforisma di Aldo Palazzeschi secondo cui «l'Italia è il Paese dove d'attualità è solo il passato»: quella data e quella città sono l'emergenza simbolica di un processo che dura tuttora, attraversando i moti del '68, il G8 di Genova nel 2001, fino ai black bloc di oggi. L'analisi di Palmieri mostra il ruolo “antagonista” della cultura di sinistra (conferenze, libri, film) che hanno forgiato la mentalità di «vendicatori travestiti da patrioti», che non hanno mai accettato la sconfitta del 1948 per opera della Democrazia cristiana.

 

Da qui un continuo appello alla piazza, essendo minoranza acritica nelle istituzioni. Il 1960 fu l'anno del governo Tambroni, sostenuto dalla Dc con l'appoggio esterno del Msi. L'innesco (il pretesto) fu l'annunciato Congresso del Msi a Genova. Il 30 giugno venne proclamato dalla Camera del Lavoro genovese lo sciopero generale per sventare «la minaccia fascista». Per motivi di ordine pubblico il Congresso non si farà, eppure il 2 luglio Genova fu teatro di cortei e di scontri che si ripeterono il 6 a Roma in Porta San Paolo, e il 7 a Reggio Emilia, con l'epilogo tragico la cui dinamica quattro anni d'inchiesta non riuscirono a chiarire. «Era l'antifascismo miltante», scrive Palmieri, «che voleva scendere in piazza in un Paese, l'Italia, dove il fascismo non c'era più e c'era un partito di destra che pur avendo nel suo seno dei vecchi fascisti - come del resto erano stati milioni di italiani - stava in Parlamento grazie a libere elezioni democratiche».

 

Ma perché, dunque, Reggio?

Non solo perché Reggio Emilia è il capoluogo del “triangolo della morte” in cui si perpetrarono gli assassinii del 1945, ma anche perché la città era una campionatura efficace della strategia culturale del Partito comunista, con le Case del popolo come cattedre di indottrinamento, temperato però dal rituale dei tortellini e della balera. E Palmieri racconta gli eventi dall'angolo visuale del Presidio militare di Reggio, dove lavorano un maggiore, un maresciallo e un caporale di leva, studente di legge, che è (lo si capisce subito) l'autore stesso del racconto. Il giovane caporale, romano, partecipa alle consuetudini dei coetanei (Casa del popolo, cinema, abiti borghesi custoditi da un amico), in una sorta di solidarietà sottintesa, senza che ci sia mai un vero chiarimento ai dubbi che gli vengono dai libri che legge, dalle intenzioni che intuisce.

È il clima della saga di Peppone e don Camillo, «inventata sul filo della bonarietà da Giovannino Guareschi, funzionale più a Togliatti che a De Gasperi». Palmieri, informatissimo anche sulla letteratura americana, è magistrale nel ricostruire attraverso libri e film la temperie degli anni in cui il realismo era diventato stanca ripetizione di una formula (Democrazia=Resistenza comunista) e la letteratura cercava altre strade, come fece Calvino evadendo verso favole surreali. Bel libro, coraggioso e tutto da leggere, lasciandosi trascinare dal compatto fluire delle argomentazioni di Franco Palmieri, che non concede al lettore nemmeno il respiro di un'articolazione in capitoli.

(recensione da L'Avvenire del 01 novembre 2011)


Titolo: “Sommossa. La Piazza contro la Democrazia”

Autore: Franco Calmieri

Pagine: 228

Prezzo: euro 17,00

Edizioni: Bietti Media


“Da casa Pintor”

Un’eccezionale normalità borghese:

lettere familiari, 1908-1968


Protagonista di questa storia è la famiglia Pintor, che occupa un posto importante nelle vicende militari, culturali e politiche dell’Italia del Novecento.

A narrarla dalle diverse città abitate (Firenze, Roma, Cagliari), è principalmente la voce di Adelaide Dore Pintor, moglie di Giuseppe e madre dei più noti Giaime e Luigi, oltre che di Silvia e Antonietta.

 

Donna colta e ottimista, Dedè scrive centinaia di lettere che l’aiutano a mantenere larghi gli orizzonti di una vita sempre più appartata e che ci introducono nel vivo di una storia fatta di spostamenti, di studi, di musica e di romanzi, venata di passioni e di delusioni, di progetti e di lutti; una storia che passa attraverso la belle époque, le guerre mondiali e il fascismo, approdando con quel che resta della famiglia, sgomenta e unita, sulle rive scomposte dell’Italia repubblicana.

I documenti inediti raccolti nel volume permettono di assistere in diretta al dipanarsi di un mondo di eccezionale normalità borghese in fuga dalla mediocrità, in cerca di un equilibrio in mezzo ai rovesci della Storia.


Da casa Pintor

A cura di Monica Pacini 2011,

pagine: 232

 Prezzo: euro 25 ,00

Edizioni: Viella

 


“Oltre il respiro”. Massimo Troisi, mio fratello

di Rosaria Trisi e Lilly Ippoliti


Un grande amore finora mai rivelato, il coraggio nello sfidare la malattia, la tenacia nell'inseguire un sogno, la malinconia e la capacita' di sorridere per tenere a bada la morte. E' l'esperienza umana di Massimo Troisi a venir fuori nel ritratto dell'attore fatto dalla sorella Rosaria,, con Lilly Ippoliti, nel libro 'Oltre il respiro' (Jacobelli), che è stato presentato in anteprima il 27 ottobre alla Casa del Cinema, per il Festival del Film di Roma.

"Amava molto essere coccolato e nutriva una profonda ammirazione per le donne e il loro modo di sapersi prendere cura degli altri. La perdita di nostra madre gli tolse la serenità e il rischio di poter soffrire un nuovo distacco provocò in lui la paura di relazioni durature", racconta Rosaria Troisi. A trent'anni dall'uscita di 'Ricomincio da tre' e a diciassette anni dalla morte di Massimo Troisi, avvenuta il 4 giugno del 1994, la sorella apre lo scrigno dei ricordi raccolti da Lilly Ippoliti, che da anni si occupa di progetti educativi per ragazzi a rischio ed è autrice di un racconto metaforico che viaggia insieme a quello di Rosaria Troisi.

Scritto dopo la morte dell'attore, 'Dialoghi in controluce' della Ippoliti trasfigura infatti la vicenda artistica di Troisi in un percorso simbolico in cui l'attore è l'incarnazione del Piccolo Principe. Nel libro anche foto inedite dell'archivio di famiglia, un'appendice di Francesco Costa sul cinema di Troisi, estratti di interviste e dichiarazioni dell'attore e le dieci tavole di Rancho che prendono spunto dalle foto di scena dei suoi film. "Quando Massimo Troisi è morto ho scritto questo racconto come una specie di sfogo personale e poi lo ho fatto arrivare a Rosaria come gesto d'affetto e così ci siamo incontrate", racconta la Ippoliti che con la sorella di Troisi ha scritto anche 'Lasciateci le ali' (Datanews) sulla guerra in Kosovo.

"Non ho mai incontrato Troisi - continua la Ippoliti - e la cosa che ha più stupito Rosaria è che da quello che ho scritto é come se io e Massimo fossimo stati sempre amici. Dal suo primo film, mi ha sempre colpito la sua grandissima malinconia. Teneva a bada la morte perché sapeva di avere poco tempo e sapeva far ridere nelle situazioni più drammatiche. 'Il Postino' è stata la realizzazione di sé come poeta. Finito il film è morto come il Piccolo Principe che si fa ammazzare dal serpente perché la sua missione è finita". "Il cinema - spiega la Ippoliti - è un mezzo che lui usava per far sentire la sua voce delicata, per raccontare e denunciare il disagio e lo faceva con leggerezza. Tutti ricorderanno il suo discorso per la Coppa Volpi a Venezia in cui disse che era stato benissimo, in un albergo bellissimo per poi chiedere 'ma i poveri dove sono?'. Massimo andava dritto allo scopo e non scendeva a compromessi". "Vorrei indignarmi di più e saper comunicare questa indignazione, questo disagio, senza per ciò diventare una delle voci indistinte del coro", aveva detto Troisi in uno degli spezzoni di interviste riportate nel libro. E ancora: "Vorrei con il cinema poter smuovere almeno una coscienza". Nel raccontare suo fratello, Rosaria Troisi ripercorre la storia di un timido ragazzo di San Giorgio a Cremano, dove Massimo era nato il 19 febbraio 1953, il rapporto fondamentale con la madre, morta quando era ragazzo, e quello con il nonno Pasquale che "si attardava a tavola raccontandoci gli incredibili aneddoti della sua vita. Ci incantava tutti, con quei suoi gesti da attore consumato, con le pause studiate mentre sbucciava la frutta. Era come stare a tavola con Eduardo. Massimo era piccolo e lo osservava in silenzio, rubando con gli occhi l'arte di quella genuina seduzione". Dai primi passi in palcoscenico alla Smorfia fino a 'Il Postino', il suo ultimo film, viene proprio fuori la tenacia di inseguire un sogno.
Ansa.it


Titolo:“Oltre il respiro”. MassimoTroisi, mio fratello

Autore: Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti

Pagine: 120

Prezzo:euro: 25

edizioni: Jacobelli




“Giù al Sud”. Perchè i terroni salveranno l'Italia

(non spedito manca indirizzo mail)

di Pino Aprile


“Mai ho viaggiato a Sud come in questi ultimi due, tre anni, e ogni volta mi sorprendo a fare il conto di quanto non ne so e di quanto si possa percepire, di intenso, profondo, senza riuscire a cogliere appieno il senso dell’insieme. Ho pensato che fosse più corretto raccontare le tappe del mio viaggio, senza ricorrere ad artifici che le facessero diventare parte di una narrazione unica.


Ma questo paesaggio narrativo comunque parla, e sapere di noi, chiunque noi siamo, ovunque siamo, è opera collettiva. Questo libro è il mio mattone (termine disgraziatissimo per un libro) per il muro della casa che si costruisce insieme. Il Sud non ha voce, o voci piccole e sparse, ed è possibile che gli stessi protagonisti non percepiscano quanto siano parte di un tutto, forse decisivo. Mentre tutti guardano al Nord, ricco e potente, alle loro spalle, al Sud, credo stia nascendo l’Italia di domani. Un’Italia migliore”.


Cosa succede dove sembra che non stia succedendo nulla? Nelle regioni più dimenticate, come la Calabria che pare esistere soltanto per la criminalità e la ’ndrangheta? Invece, forse, è proprio lì che si prepara il futuro.


Un viaggio a tappe nel Sud, dove ogni esperienza parla per sé e di sé ma, tutte insieme, riescono a disegnare un paesaggio narrativo intenso e unico.


Titolo: “Giù al Sud”

Autore: Pino Aprile

Pagine: 476

Prezzo: eur0 19,50

Edizioni: Piemme



“Tu sei il male”

di Roberto Costantini

 

 

Il primo volume di una straordinaria trilogia poliziesca. Tu sei il male è un thriller di rara potenza e travolgente intensità. Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano, scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini.

Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l’inchiesta.

Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un Male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

 

Tu sei il male è un congegno narrativo di precisione diabolica che risucchia il lettore in un vortice di rivelazioni e colpi di scena a cui è impossibile sottrarsi, ma è anche un romanzo capace di gettare uno sguardo lucido sui conflitti che attraversano la nostra società e di allestire una riflessione non banale su quanto sia labile il confine che separa il bene dal male, i colpevoli dagli innocenti.

Roberto Costantini (Tripoli, 1952), ingegnere, consulente aziendale, oggi dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna anche al Master in Business Administration. Questo è il suo romanzo d’esordio, il primo volume di una trilogia con protagonista Michele Balistreri.


Titolo:“Tu sei il male”

Autore: Roberto Costantini

Pagine: 672 ,

Prezzo: euro 22,00

Edizioni: Marsilio



Melacanti?”

(libro con cd audio)

di Chiara Carminati | Allegra Agliardi e Giovanna Pezzetta


La banana ha la forma di un sorriso e balla la samba, i pop corn saltellano felici mentre la noce si addormenta con una dolce nenia. La pera è un pò gelosa mentre canta il coro del minestrone.

A ogni cibo è dedicata una filastrocca.

 

La straordinaria fantasia di Chiara Carminati inventa un mondo in cui frutta e ortaggi si animano: ci sono fagiolini e ciliegie, peperoni e albicocche, 15 testi musicali che stimolano la voglia di inventare nuove storie! Un trionfo di sapori, profumi e colori esaltati dalle illustrazioni giocose di Allegra Agliardi che si diverte a creare con materiali e tecniche artistiche diverse.

 

I cibi diventano l’espressione di umori e sensazioni, una carrellata di “tipi” che il piccolo riconosce come parte del suo universo.

La musica del cd audio in allegato esalta l'emozione che le parole trasmettono, rende le rime interattive e coinvolge i bambini in balli e movimenti.

Il bambino si rende consapevole dell’evoluzione delle emozioni che sono espresse attraverso rime, musiche e movimenti.

Un libro da cantare a pancia piena!


Titolo: “Melacanti? “(libro con cd audio)


Autore: Chiara Carminati | Allegra Agliardi e Giovanna Pezzetta

CD audio: 15 tracce, 25 minuti

Pagine: 32

Prezzo € 20,00

Edizioni: Franco Cosimo Panini

Target: da 1 anno




“Roma Caput Vini”

di Giovanni Negri e Elisabetta Petrini


A svelare in anteprima il cuore di questo romanzo - che per la sua copertina sceglie accattivanti particolari di pitture antiche dominate da meravigliosi grappoli - è uno dei due autori, Giovanni Negri. "Vino e legioni, vino e gioco, vino e sesso, vino e politica nell'antica Roma credo siano raccontati senza pesantezze e senza noia. Ma il cuore del libro è rappresentato dalla clamorosa scoperta effettuata recentemente dal professor Attilio Scienza, della Cattedra di Viticoltura dell'Università di Milano e studioso di genetica della vite. Grazie alle ricerca della sua equipe e alle più avanzate tecniche di analisi del DNA oggi, nel 2011, scopriamo che ben 78 vitigni europei sono i pronipoti genetici del vitigno affidato dall’imperatore Marco Aurelio Probo alle proprie legioni, affinché fosse impiantato in ogni terra dell’impero, dalla Britannia alla Pannonia".


Questo vitigno - l’heunisch (unno) - è anche il vitigno che sino all’alto medio evo ha prodotto i due terzi di tutto il vino europeo. I vini d’Europa hanno perciò da oggi il proprio padre putativo in Marco Aurelio Probo, in Roma la potenza militare ma anche agricola che insedia la vite sul continente, nelle legioni romane l' imponente strumento che Probo volle trasformare - in tempo di pace - nel più formidabile strumento di diffusione e coltivazione della vite.

Insomma, la più moderna tecnica di ricerca rende oggi finalmente noto ciò che accadde dal 280 dopo Cristo in poi, quando Marco Aurelio Probo cancellò l’editto di Domiziano, selezionò un vitigno e impose ai legionari di impiantarlo in tutto l’Impero. Fu questo il vero battesimo della viticoltura in tutta Europa, ed è per questo che oggi possiamo ridefinire Roma capitale d'Italia anche come Roma Caput Vini.

E’ destinato a diventare un libro che farà epoca nella storia dell’enologia. 

Un’altra impresa letteraria di Giovanni Negri, personaggio della cultura italiana, produttore di vino e scrittore, in collaborazione con Attilio Scienza, studioso di genetica della vite, rinomato Professore con cattedra di viticoltura presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, ed Elisabetta Petrini, ricercatrice e studiosa di etimologia. “Un’emozione profonda come Pompei. Il vino italiano scrive la Storia

Giovanni Negri, un passato in politica (è stato segretario del Partito Radicale) ed un presente come produttore di vino nelle Langhe e come scrittore (suo il giallo edito da Einaudi Il sangue di Montalcino), ha scritto Roma Caput Vini a quattro mani con la moglie Elisabetta Petrini


Titolo: “Roma Caput Vini”

Autori: Giovanni Negri e Elisabetta Petrini

Pagine: 216

Prezzo: euro 18,00

Edizioni Mondatori




“Per affari e per amore.

Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi”

 di Bruno Vittorio


Un secolo e mezzo prima del Risorgimento Daniel Defoe, autore di "Robinson Crusoe", osservava che tutto quel che c'era da inventare in fatto di affari, mutue, banche e assicurazioni gli italiani lo avevano già inventato da un pezzo.

 

Il fiuto per gli affari dei nostri connazionali non risale certo all'Unità d'Italia, già nel Rinascimento i banchieri genovesi, fiorentini e veneziani avevano trovato il modo di assicurare i preziosi carichi di merci in navigazione sui mari del pianeta garantendosi cospicui indennizzi nel caso delle (frequenti) avversità.

 

Le mirabolanti avventure dei protagonisti del Risorgimento da Mazzini, Garibaldi, Cavour ai giorni nostri sono rilette in questo volume nella cornice della storia della finanza e delle assicurazioni.

 

Una storia fatta di avventure, segreti e insospettabili protagonisti di un'Italia finalmente unita anche perché da sempre c'è stato chi si è industriato a far soldi sapendo dove trovarli e come investirli.


Titolo: “Per affari e per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi”

Autore: Bruno Vittorio

Pagine: 232

Prezzo: euro 22,00

Edizioni: Rizzoli




“Il Cappotto azzurro”

il nuovo libro di Emilia Vigliar

 

Il libro- Alla presentazione di un romanzo Titta avvicina Alberto, affascinante scrittore dal passato oscuro, chiedendogli di leggere un suo manoscritto.

Tra i due nasce una relazione che sfocia in un matrimonio, presto rivelatosi infelice.

 

Il lettore scoprirà, insieme con la protagonista, la natura contorta di un uomo che svolge lentamente un’opera di plagio perversa ed inarrestabile …

 

L’autrice – Emilia Vigliar, salernitana, ha insegnato per diversi decenni materie giuridiche nell’Università di Salerno ed è attualmente docente di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Napoli.

 

Ha pubblicato numerose opere di carattere scientifico.

Nel 2008 il suo primo romanzo: Il Cammino delle Stelle

 

 

 

 


Titolo: “Il Cappotto azzurro”

Autore: Emilia Vigliar

Pagine: pagg. 203

Prezzo: € 16,00

Edizioni: Vele Bianche 



 

Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti

di Indro Montanelli

 

È risaputo. L'alta società assomiglia in tutto e per tutto a un ballo di gala: sotto i lustrini e gli abiti da sera pulsano le rivalità e le discordie più accese, circolano le peggiori malignità e i più infondati pettegolezzi.

 

Eppure c'è chi in questa zona oscura del bel mondo ha imparato a camminare a occhi chiusi, armato solo di un inseparabile taccuino e di una penna affilatissima. Il suo nome è Indro Montanelli.

 

Cosa c'entra una delle firme più prestigiose del Novecento italiano con i retroscena del jet-set e dei salotti letterari?

La risposta è in questo libro, un concentrato di frecciate che sbeffeggia senza risparmio le ipocrisie e le piccolezze di amici, nemici, conoscenti e colleghi, riuscendo sempre a trasformare lo sdegno in ironia, il disprezzo in aforisma, la cattiveria in arte.

In questi fulminanti testi, scritti per puro divertimento negli anni Cinquanta (sotto lo sguardo spietato del suo "cattivo maestro" Leo Longanesi), Montanelli rivela tutto il suo talento di dissezionatore del malcostume e mette a frutto il suo fiuto da segugio per stanare le contraddizioni e le magagne di chi gli sta intorno.

Ma questi "Ricordi sott'odio" non sono solo un gustosissimo esercizio di crudeltà, sono anche e soprattutto la foto di gruppo di una stagione culturale che nella storia recente del nostro Paese non ha eguali.


Titolo: “Ricordi sott'odio”. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti

Autore: Indro Montanelli

Pagine: 218

Prezzo: euro 17,00

Edizioni Rizzoli

 

Mani Bucate

Il Libro con i nomi delle imprese che incassano i soldi pubblici

di Marco Cobianchi


"Il Nord si è sempre lamentato di essere ostaggio dell'inefficienza e degli sprechi del Sud. Qui raccontiamo come il Mezzogiorno sia stato assaltato dalle imprese del Nord che propongono investimenti, ottengono soldi pubblici e poi scompaiono".

Un fiume di soldi alle imprese e l'Italia va a picco. Perché? Questo libro entra nell'incredibile mondo delle aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e le industrie sarde (Portovesme,Vinyls, Ila, Alcoa).Ma anche giornali, radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree, hotel e perfino skilift.


Banca d'Italia e Corte dei conti sono netti: gli aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all'anno.


Poche eccellenze, molti miliardi buttati via. Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l'abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse.


Quello che gli italiani versano alle aziende è un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti. Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi dieci anni sono state avviate dall'Unione europea quasi 40.000 pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia è sussidiata dallo Stato.
I soldi pubblici vengono usati dalle aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino italiano.



Marco Cobianchi è giornalista di "Panorama" e da sempre si occupa di economia. Per scrivere questo libro ha letto centinaia di pagine di documenti europei, rapporti di spesa, gazzette ufficiali nazionali, regionali, comunitarie e molto altro. Documenti tecnici, per lo più sconosciuti ma che gli hanno permesso di compiere uno straordinario viaggio nel cuore di un sistema economico che non è liberale, non è statalista ma sussidiato.

È autore anche di “Bluff. perché gli economisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente” (Orme, 2009).

 

Mani Bucate

Chairelettere editore

120 Pagine

Euro 15,90

 

101 Storie Maya che dovresti conoscere

prima della fine del mondo

di Vincenzo Reda

 

Fino a ieri i Maya erano considerati un pacifico popolo di osservatori del cielo, oggi invece vengono spesso descritti come una civiltà di feroci guerrieri, ossessionata da una concezione ciclica del tempo, unica nella storia. È nota a tutti l’oscura profezia secondo cui il mondo che conosciamo sarebbe destinato a scomparire il 21 dicembre 2012…


Le 101 storie raccolte in questo volume intendono fare chiarezza su questa ricca cultura, fiorita tra selve inestricabili e altipiani tormentati da terremoti ed eruzioni, e rivelarne tutti gli aspetti ancora poco noti. A cominciare dalla verità sui sacrifici umani e sui riti durante i quali i sacerdoti strappavano il cuore ancora palpitante dal petto dei prigionieri. E ancora: piramidi altissime scoperte da avventurieri, sovrani costretti a donare il proprio sangue, eserciti di moderni
conquistadores che scavano tra le rovine con la dinamite. Dalla preistoria al colonialismo, un racconto in parte inedito che espone i ritrovamenti archeologici recenti, ma anche le teorie della New Age e della fantarcheologia: la vicenda dei Maya finalmente narrata a tutto tondo.

Alcune delle 101 storie:
II Balam scruta il cielo e chiede sangue
Etel Ceh: la terra dei tacchini e dei cervi
La Beringia, un’autostrada per l’America
Dalli al mammut!
Il disastro dell’ilopango
Tonatiuh ma anche ladro di galline
L’archibugiere rinnegato
Ah Chuen, il dio scimmia
Cuxolalob, la conoscenza dell’ordine
Calcio o pallacanestro? No: pok-a-tok
Il militare dell’armata rossa
Rococò maya
Il faraone maya
Fine del mondo o inizio di un mondo nuovo?
e tante altre storie affascinanti da una civiltà ricca di misteri.

Vincenzo Reda, calabrese di nascita ma torinese di adozione, si occupa di archeologia e storia della Mesoamerica da circa 40 anni.

Già editore, fino al 1996 è stato consulente editoriale per periodici come !Oasis” e “Airone”, e successivamente ha collaborato con !Archeo”, “Medioevo”, “Archeologia Viva”. Lavora come consulente per “Focus Storia”. Collabora con una ruibrica sull'enogastronomia per “INformaCIBO”. Sul sito www.vincenzoreda.it cura un blog di archeologia e storia precolombiana.


101 Storie Maya che dovresti conoscere prima della fine del mondo

di Vincenzo Reda

Edizioni Newton Compton

Euro: 12,90

 

Il vino in Italia”

Regione per regione guida narrata al turismo del vino

Un viaggio nell’Italia del buon gusto alla scoperta dei tesori del sapore

nascosti in un bicchiere di vino

di Slawka G. Scarso

 

Raccontare il vino significa mettersi in viaggio, per esplorare le zone di produzione più belle e interessanti ma, soprattutto, per dare voce a chi produce la bevanda italiana per eccellenza. Perché la bellezza del vino sta proprio nelle tante avventure che si possono trovare dentro a un bicchiere, storie di passioni capaci di infondere una personalità indimenticabile ad ogni etichetta.

Dalla Valtellina alla Basilicata, dall’Alto Adige alla Sicilia, Il vino in Italia contiene tutti i riferimenti utili per andare in cantina, farsi una passeggiata in mezzo ai filari e, magari, per spillare un bicchiere direttamente dalla botte che lo contiene. Per ogni zona vinicola sono stati scelti i produttori più rappresentativi, quelli in grado di abbinare l’eccellenza nella manifattura a una grande cultura dell’accoglienza. Il tutto è completato da aneddoti storici, dritte su cosa è indispensabile degustare e, naturalmente, da indicazioni utili su dove mangiare e dormire. Perché il turismo enologico è tutto questo insieme: vino, cibo, cultura e territorio.

Il vino in Italia è una guida adatta a tutti, pensata per il semplice appassionato così come per l’esperto, un libro che farà da bussola agli amanti della degustazione in giro per lo stivale, o permetterà loro di viaggiare direttamente da casa, seduti comodamente in poltrona, accompagnando la lettura a un buon bicchiere di vino.

 

Slawka G. Scarso   Consulente di comunicazione enogastronomica e docente di marketing del vino presso la LUISS Business School. Diplomata sommelier AIS, ha collaborato a numerose testate specializzate, tra cui “Bibenda”, “Duemilavini”, “Bargiornale”, “Tigulliovino” e “Identità Golose”. Dal 2005 cura il blog marketingdelvino.it. Per Castelvecchi ha pubblicato nel 2010 la narra guida Il vino a Roma.


Titolo: “Il vino in Italia”

Autore: Slawka G. Scarso

Pagine: 382

Prezzo: euro 16,90

Editore: Castelvecchi


Un Natale in giallo”

di Gian Mauro Costa, Carlo Flamigni, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Ben Pastor, Santo Piazzese, Francesco Recami

 

Petra e Fermín, Enzo Baiamonte, Primo detto Terzo, Amedeo Consonni, Massimo e i vecchietti del BarLume, Martin Bora e Lorenzo La Marca. I nostri più amati investigatori, dinamici o pigri, sentimentali o cinici, soli o in compagnia, a fine anno si imbattono inevitabilmente nel Natale. Festa, si sa, significativa e densa per tutti, in cui ci si sente molto soli o troppo in compagnia. Il Natale è una dura prova.

E si può vedere cosa succede all’investigatore dopo; per così dire: quando la sua avventura poliziesca è terminata.

 

Difficile dire se i personaggi dei libri godano davvero di vita propria o se questa sia solo una semplificazione ad effetto. Però, quando è ben ideato, il protagonista di una serie di romanzi costringe lo scrittore a rispettare la sua personalità come qualcosa di oggettivo. Alleati del personaggio, in questa sua resistenza all’autore, siamo noi lettori che ai personaggi ci leghiamo, quando li sentiamo convincenti e vogliamo condividerne la vitalità.


Gli investigatori di questa antologia di racconti gialli sono personaggi di grande successo, fissi nel ricordo dei lettori per essere protagonisti di storie poliziesche in cui l’elemento personale è fondamentale.


In queste nuove avventure, più che l’intreccio, è la persona di ciascuno di loro che costituisce il fulcro della narrazione. Sono certamente alle prese con intrighi e crimini: è nella loro natura. Ma la curiosità sta soprattutto nel vederli impegnati con se stessi, a sistemare la loro vita quotidiana, a fare i conti con i loro tic, le loro idiosincrasie, le loro paure, e soprattutto con l’ambiente in cui vivono.
Come banco per questa dura prova s’è eletto il Natale. La ricorrenza più significativa e densa per tutti e anche per loro. I giorni in cui ci si sente molto soli o troppo in compagnia e, più che in tutti gli altri giorni, ognuno è portato a darsi pensiero di se stesso.


Com’è il loro Natale, il Natale dei nostri investigatori, è la storia che racconta questo libro.

 

Gian Mauro Costa

Gian Mauro Costa (Palermo, 1952), giornalista de «L’Ora» e poi della Rai. Con Sellerio ha pubblicato Yesterday (2001) e Il libro di legno (2010).

Carlo Flamigni

Carlo Flamigni vive e lavora a Folrì. Professore di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università di Bologna, è stato Presidente della S.I.F.E.S. ed è membro del Comitato Nazionale per la bioetica. Presidente onorario dell'A.I.E.D., si occupa principalmente di Fisiopatologia della riproduzione e di Endocrinologia ginecologica. Con questa casa editrice ha pubblicato Un tranquillo paese di Romagna (2008).

Alicia Giménez-Bartlett

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011) e Dove nessuno di troverà (2011). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

Marco Malvaldi

Marco Malvaldi (Pisa, 1974) ha pubblicato con questa casa editrice i tre romanzi della serie dei vecchietti del BarLume: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008) e Il re dei giochi (2010), e inoltre Odore di chiuso (2011).

Ben Pastor

Ben Pastor, nata a Roma ha insegnato scienze sociali in svariate università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora, in via di pubblicazione da Sellerio: Lumen e Luna bugiarda.

Santo Piazzese

Santo Piazzese, biologo nell'università di Palermo, dove è nato. Questi suoi tre romanzi sono stati pubblicati nella collana La Memoria rispettivamente nel 1996, 1998 e nel 2002. Riconosciuto tra i protagonisti del cosiddetto "noir mediterraneo" ha riscosso numerosi premi e riconoscimenti dalla critica. I suoi romanzi, ripubblicati in numerosi edizioni, sono stati tradotti in vari paesi.

Francesco Recami

Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L’errore di Platini (2006), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello 2010 e Premio Capalbio 2010) e La casa di ringhiera (2011).


Titolo: “Un Natale in giallo”

Autori: Gian Mauro Costa, Carlo Flamigni, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Ben Pastor, Santo Piazzese, Francesco Recami

Pagine: 230

Prezzo: euro 14,00

Editore: Sellerio




Romolo” L’alba di Roma da riscrivere

di Mario Sconcerti


La leggenda della saga di Romolo è stata una fiction arcaica che i Romani si sono raccontati per secoli quasi ogni sera. Fino alla scoperta finale. E a farla diventare realtà.


Roma cominciò a scrivere di sé solo intorno al duecento avanti Cristo, dopo che la vittoria su Cartagine l’aveva resa una grande potenza internazionale. Prima avevano scritto di Roma solo autori greci, nella convinzione intima che Roma fosse in fondo una città greca. Nel nuovo tempo di Roma, una delle cose più urgenti da costruire era il passato remoto, l’età antica della fondazione. I romani per molto tempo erano stati tramandati come brutta gente. Banditi, spergiuri, assassini, razziatori di bestiame. Poteva una capitale del mondo trovarsi sulle spalle un passato così? Non poteva. Comincia allora una straordinaria opera di pulizia e fantasia, le grandi epopee che partono dalla guerra di Troia, dalla fuga di Enea verso l’Italia, fino alla saga di Romolo e alla sua assunzione in cielo dopo la morte.


Tutti gli storici moderni dicono che Romolo non è mai esistito. Gli ultimi profondi scavi di Andrea Carandini confermano invece che quello che gli viene attribuito collima con i risultati dell’archeologia. Ma il punto è proprio questo: di Romolo si racconta molto e si conosce poco. I libri di storia dicono che fondò Roma e ne fu il primo re, ma nemmeno Tito Livio crede alla sua leggenda, ne prende anzi ufficialmente le distanze. Nelle nostre scuole Romolo è l’argomento di un giorno, quasi un capriccio, poi viene dato per scontato, come una chiacchiera che è inutile approfondire. La storia di Roma non contempla Romolo, semmai lo inventa, ne fa uno strumento. Lo racconta per bisogno, ma non lo ama. Cicerone dice chiaramente che era un assassino. Da questa differenza di grandezza prende il via questo libro. È una specie d’inchiesta sul vero e il falso del mondo di Romolo, su quello che, chiunque sia stato, ha lasciato di grande sul terreno. Cercando una verità impossibile, passano dentro le pagine le grandi leggende dei miti greco-romani, gli amori immortali, il senso del peccato di tremila anni fa, l’egoismo degli dei, la crudeltà degli eroi, la bellezza infinita di storie fantastiche che corrono leggere perché sanno farsi semplicemente ascoltare. La leggenda della saga di Romolo è stata una fiction arcaica che i Romani si sono raccontati per secoli quasi ogni sera. Fino alla scoperta finale. E a farla diventare realtà.

Opinionista sportivo di Sky e del «Corriere della Sera»,
Mario Sconcerti ha diretto il «Corriere dello Sport» e «Il Secolo XIX», è stato vicedirettore vicario della «Gazzetta dello Sport» e ha fondato lo sport di «Repubblica». Per Dalai editore ha pubblicato Baggio vorrei che tu Cartesio e io… e Storia delle idee del calcio. Ha sessantadue anni ed è fiorentino.


Titolo: “Romolo”

Autore: Mario Sconcerti

Pagine: 304

Prezzo: euro 16,50

Editore: Baldini Castoldi Dalai



“L’istinto musicale”

Come e perché abbiamo la musica dentro

di Philip Ball


L'opera

In questo affascinante libro, Ball esplora i meccanismi che ci consentono di dare un senso alla musica e di emozionarci di fronte alla più semplice melodia come alla più elaborata composizione.

 

In modo esauriente e documentato, l’autore avvicina il neofita e gli appassionati ai misteri di un’arte presente in tutte le culture, illuminandoci sull’incredibile lavoro che il nostro cervello compie per interpretare i messaggi sonori.

Con il piglio dell’esperto, ma soprattutto dell’amante della musica, Ball conduce il lettore in un viaggio avvincente attraverso discipline che vanno dalla psicologia alla filosofia, dalla matematica alla neurologia e alla teoria musicale, di cui ripercorre l’evoluzione dai tempi di Pitagora ai nostri giorni.

 

Ricco di esempi che spaziano da Bach a Jimi Hendrix, dal jazz al gamelan indonesiano e dalle filastrocche per bambini fino ai più arditi esperimenti dei compositori contemporanei, il volume affronta senza pregiudizi accademici o culturali gli aspetti che fanno della musica un’arte a sé stante, della quale non possiamo fare a meno.

 

Titolo: “L’istinto musicale”

Autore: Philip Ball

introduzione di Franco Fabbri

traduzione di David Santoro

Pagine: 512

Prezzo: euro 22,00

Editore: Dedalo




L’istinto del piacere”
Perché non sappiamo resistere al cioccolato,
all’avventura e ai feromoni

di Gene Wallenstein

traduzione di Andrea Migliori

L'opera

C’è chi lo chiama entusiasmo, giubilo, o puro e semplice godimento, ma cos’è il piacere? Cosa ci spinge a investire tempo, denaro ed energia nella sua ricerca? Per secoli, filosofi e uomini di fede hanno cercato una risposta a queste e ad altre domande. Spesso hanno paragonato il piacere alla felicità: ma mentre quest’ultima è un’astrazione razionale dettata dalle nostre identità sociali e morali, il piacere è un impulso edonistico incontrollato, un puro imperativo biologico capace di spingerci a gesti straordinari. Wallenstein trova una risposta convincente là dove pochi, finora, avevano cercato, cioè nei meccanismi evolutivi: l’istinto del piacere, secondo l’autore, è uno dei primi strumenti utilizzati dall’evoluzione per guidarci verso il maggiore successo riproduttivo.

 

Partendo dai cinque sensi, il libro esplora come e perché ricerchiamo il piacere attraverso domande la cui semplicità è solo apparente: perché andiamo matti per il cioccolato e ci lasciamo trascinare da un profumo in un turbine di ricordi? perché la musica ha il potere di calmarci?

 

L’autore ci svela che in ognuno di questi casi l’istinto del piacere stimola la corretta crescita del cervello, amplifica la nostra capacità di trarre beneficio dai nostri sensi e ci conferisce un netto vantaggio evolutivo.

Il viaggio prosegue con un’analisi dell’impatto del piacere sulla nostra vita quotidiana, dalla scelta dei nostri partner al significato della risata, dal nostro ballo preferito ai gusti artistici, e si conclude con uno sguardo al lato oscuro del piacere, per cercare di scoprire le radici della dipendenza e delle ossessioni.

 

Titolo: “L’istinto del piacere”

Autore: Gene Wallenstein

Pagine: 240

Prezzo: euro 15,00

Editore: Dedalo




Uffa, cambio genitori!”

di Marco Bosonetto


Piove. Virginia ha una mamma che la veste come un'eschimese. Martino un papà che gli fa guadare in tandem le pozzanghere a tutta velocità.

Virginia si sente sciogliere.

Martino gelare.

 

Lei sogna il fresco e l'avventura.

Lui il calduccio e la tranquillità.

Per fortuna sono compagni di scuola, e maghi dei travestimenti.

Comincia così la buffa avventura metropolitana di due splendide famiglie imperfette.

 

Che potrebbero insegnarsi qualcosa a vicenda.

Età di lettura: da 7 anni.  



Titolo: “Uffa, cambio genitori!”

Autore: Marco Bosonetto

Pagine: 138

Prezzo: euro 9,00

Editore: Einaudi



Il Vittorioso” le copertine più belle e otto storie complete

di Giorgio Vecchio

1937-1966. È il trentennio di vita del Vittorioso, gloriosa pubblicazione promossa dalla Gioventù di Azione Cattolica per offrire ai ragazzi d’Italia un giornale a loro misura.

 

Un’avventura partita con lo spirito goliardico di una redazione giovane che nel corso degli anni poté annoverare firme storiche, come Gian Luigi Bonelli (il creatore di Tex Willer) e Benito Jacovitti (il disegnatore di Cocco Bill e anti altri strampalati personaggi.

 

Oggi quell’epopea rivive nelle pagine del prezioso volume “L’Italia del Vittorioso”, edito dall’Ave.

Lo storico Giorgio Vecchio ha curato il saggio introduttivo e la scelta di 27 delle più belle copertine e di 8 storie a fumetti complete.

 

Grandi tavole a colori che hanno segnato la vita di tanti ragazzi e ragazzi, contribuendo allo sdoganamento del fumetto come genere narrativo di spessore e non mero intrattenimento.

 

Presentazione del Volume (La compagnia del Libro)

 

Titolo: “Il Vittorioso” le copertine più belle e otto storie complete

Autore: Giorgio Vecchio

Pagine: 240

Prezzo: euro 45,00

Edizioni: Ave



I flosofi in cucina” critica della ragione dietetica

di Michel Onfray

Traduzione di Giovanni Bugliolo

Quando i filosofi pensano, per lo più dimenticano di pensare al loro corpo e soprattutto al modo in cui il corpo si costruisce e si modifica: attraverso il cibo. Dunque, si potrebbe dire, tra il pensiero e la pancia esiste una rete complessa di affinità e relazioni che sarebbe un grave errore trascurare. Diogene sarebbe stato il critico dei costumi che fu senza la sua passione per il polpo crudo? Il Rousseau del contratto sociale avrebbe fatto l’apologia della frugalità se la sua dieta non fosse stata composta quasi solo di latticini? Sartre, i cui incubi sono pieni di granchi, non ha pagato, nella sua vita teorica, l’avversione per i crostacei?


In questo saggio, decisamente nietzscheano e feuerbachiano, Michel Onfray ha deciso di restituire dignità filosofica a merluzzi e minestre, all’orzo e al vino, ai salumi e al caffè aromatizzato, che – da Fourier a Marinetti, da Kant agli esistenzialisti – segnano i cammini imprevedibili della gaia scienza. Una critica della ragione dietetica, come recita il sottotitolo? Un abbozzo di «diet-etica»? Innanzitutto, un tentativo di sorprendere l’istante, e la pietanza, a partire dai quali il corpo cattura lo spirito e gli detta le sue leggi.

 

Un brano

"Credo alla vita filosofica. In altri termini, non a esercizi di filosofia separati dalla vita o parzialmente inclusi in essa, perché ogni minuto della vita può essere vissuto filosoficamente. Perciò la tavola, come pure il letto, costituiscono un luogo altrettanto filosofico quanto la scrivania o la biblioteca."

Titolo

I flosofi in cucina” critica della ragione dietetica

Autore: Michel Onfray

Pagine: 160

Prezzo: euro 13,00

Editore: Ponte alle Grazie



Come pecore in mezzo ai lupi”

di Don Primo Mazzolari

Uomini non ci si improvvisa, e nella lotta politica italiana ciò che più dolorosamente sorprende è la mancanza dell’uomo"

Questo libro ne propone una selezione, dagli anni del fascismo a quelli della Resistenza, fino al successivo tradimento della democrazia. Scritti politici, incentrati sulla necessità di ripensare la politica italiana oltre i partiti. Basta con la politica degli interessi e dei privilegi.

Basta con l’oligarchia italiana. Un libro di riferimento per il presente. Una scrittura che provoca e cattura il lettore, come mostrano i frammenti riportati. Per Mazzolari i partiti sono depositi di interessi, clientele, corruzione. È impossibile cambiarli. I partiti allontanano la buona politica. C’è urgenza di ripensarla, questa politica.

Mazzolari introduce con straordinaria potenza retorica la necessità di sconfiggere Questa politica da pattumiera (come titola un suo articolo proposto nel libro). Né a sinistra, né a destra, né al centro. Perché la buona politica è possibile ritrovarla solo oltre i partiti. Una lezione per l’Italia in cui viviamo. 


Proponiamo una selezione degli scritti politici di don Primo Mazzolari, composti tra il 1940 e il 1955. Il libro è introdotto da una premessa di don Virginio Colmegna ed è diviso in cinque parti. La prima parte raccoglie gli interventi più attuali e dirompenti (La politica del peggio, Questa democrazia, Il nostro impegno, Non si fa buona politica con la pattumiera, «Conoscevo un camerata...», Non a destra non a sinistra non al centro, ma in alto): scritti negli anni Quaranta, rappresentano ancora oggi una straordinaria provocazione morale e intellettuale. Le parti che seguono sono dedicate ai giovani (Parole a un giovane, Discorso sottovoce ai giovani... e agli altri), chiamati a riscoprire la passione politica dopo le delusioni della guerra; alla tolleranza; al mestiere dell’uomo (Domani, Guardando al domani, Lettera a un «partigiano», Lezione e valori della Resistenza italiana), per rinnovare e ripulire la politica corrotta e clientelare; alla giustizia sociale (Non hanno da mangiare, A un industriale, Addio clienti!, Della pazienza in democrazia), sempre dalla parte degli ultimi. L’ultima parte (Siamo tutti comunisti) presenta una riflessione di don Mazzolari sul comunismo non come dottrina politica o sistema di pensiero ma come stato d’animo, molto vicino all’ideale dell’impegno politico cristiano. Tutti gli scritti qui pubblicati sono ripresi dal volume Scritti politici, edizione critica a cura di Matteo Truffelli, con la prefazione di Giorgio Campanini, EDB, Bologna 2010. Con l’unica eccezione del testo Il nostro impegno, pubblicato in Impegno con Cristo, edizione critica a cura di Giorgio Vecchio, EDB, Bologna 2007.

 

Don Primo Mazzolari (1890-1959) nasce in un paesino vicino a Cremona.

La sua esperienza pastorale si svolge nelle terre d’origine, tra Cremona e Mantova. Potente oppositore del fascismo, durante la Resistenza è costretto alla clandestinità per non essere catturato. La sua esperienza pastorale propone un forte messaggio politico rivolto sia ai credenti che ai non credenti. Per il suo impegno politico Mazzolari subisce la censura da parte del Vaticano, che gli proibisce di scrivere su temi di attualità. Lui continua, condanna la chiusura dei cattolici nell’indifferenza, lo ritiene il più grave male dell’Italia. La sua lezione è uno dei più alti esempi di virtù civile del Novecento italiano.

 

Titolo: “Come pecore in mezzo ai lupi”

Autore: Don Primo Mazzolari

Pagine 150

Editore: Chiarelettere




I VERI INTOCCABILI”

di Franco Stefanoni

 

La metà dei componenti del Parlamento italiano è iscritta a un ordine professionale. Un gruppo trasversale: il partito dei professionisti. Stiamo parlando di più di due milioni di persone in Italia, divise in 28 categorie: avvocati, medici, notai, ingegneri, giornalisti, farmacisti... Hanno enti previdenziali propri, un patrimonio di circa 50 miliardi di euro investiti in beni immobili e titoli finanziari. Quello degli ordini professionali è un mondo chiuso e ancora tutto da raccontare. Una macchina del privilegio, con meccanismi e regole scritte e non scritte.

 

Questo libro lo racconta, attraversando inchieste e scandali, modalità di accesso non sempre trasparenti e sanzioni disciplinari che arrivano con incredibile ritardo. Nati con l’alibi di difendere il cittadino-consumatore, gli ordini professionali proteggono solo se stessi, tramandandosi il potere in maniera quasi ereditaria (il 44 per cento degli architetti è figlio di architetti, il 41 per cento dei farmacisti è erede di farmacisti, il 37 per cento dei medici è figlio di un medico). Ogni tentativo di riforma è bloccato (così Fabrizio Cicchitto, Pdl, definisce la tentata riforma Bersani del 2006: “Un esempio estremista di vendetta sociale”). All’interno delle stesse professioni c’è chi prova a opporsi (l’Anarchit – Associazione nazionale architetti italiani, Altrapsicologia, il Movimento nazionale liberi farmacisti...): invocano l’eliminazione degli albi e un radicale cambiamento che metta in prima fila libertà e merito, abbattendo ogni privilegio. La loro battaglia è la battaglia di tutti i cittadini italiani.

 

 STORIA RECENTE DEGLI ORDINI:

- quest'estate, sia nella prima manovra di luglio sia nella seconda di agosto, Tremonti ha cercato più volte di liberalizzare le professioni: prima con bozze drastiche (di fatto l'eliminazione di gran parte degli ordini) poi con testi più soft. Non sono passati, anzi, alla fine, grazie al pressing delle lobby degli albi, il testo finale contiene una parziale riforma che introduce pochi elementi di novità, molte cose già esistenti, e comunque che necessitano di future e improbabili altre leggi. Insomma, l'attacco di tremonti è fallito mentre gli ordini si sono detti soddisfatti.

 - perché Tremonti in estate avesse preso di mira gli ordini si è capito dopo, con la venuta alla luce della lettera della Bce al governo (datata 5 agosto, firmata da Draghi e Trichet): in uno dei punti d'intervento sulle riforme da fare con urgenza si segnalava la necessità di liberalizzare le professioni regolamentate.

 - il 26 ottobre, nella lettera d'intenti di Berlusconi consegnata a Bruxelles al Consiglio europeo, uno dei sei punti è stato un nuovo intervento sulle liberalizzazione di professioni e gli ordini.

- a inizio novembre, nella proposta di maxiemendamento anticrisi alla legge di stabilità, si è tornati di nuovo sulla liberalizzazione delle professioni (via barriere, via tariffe e sì alle società di capitali per i professionisti, da realizzare entro un anno).

 - alcune considerazioni sul futuro, anche se è difficile dire: l'obiettivo è aumentare la concorrenza (più soggetti possono fare più cose sui vari servizi professionali) e dunque movimentare lavoro e crescita economica. secondo Catricalà, Presidente dell'Antitrust (istituto che da decenni chiede la liberalizzazione degli ordini), liberalizzare le professioni potrebbe portare a un aumento dell'1,5% del pil, ovvero 18 miliardi di euro nei prossimi anni (l'ha detto il 13 ottobre)

 - attenzione: Mario Monti, Presidente del Consiglio, è stato negli anni novanta (quando era Commissario alla Commissione europea) il più convinto sostenitore della liberalizzazione degli ordini e l'argomento entrerebbe ancor più nel mirino; ieri nel discorso programmatico in senato ha parlato letteralmente di "revisione della disciplina degli ordini professionali".

 

 AUTORE

Franco Stefanoni è giornalista de “il Mondo”. Da anni si occupa di liberi professionisti e ordini professionali, raccontandone fatti e misfatti. È autore di FINANZA IN CRAC (Editori Riuniti, 2004), IL CODICE DEL POTERE (2007), IL FINANZIERE DI DIO. IL CASO ROVERARO (2008), MAFIA A MILANO (con Mario Portanova, Giampiero Rossi, nuova edizione 2011) tutti pubblicati da Melampo.

 

Titolo: I veri intoccabili

Autore: Franco Stefanoni

Pagine: 240

Prezzo: euro 15,00

Editore:  Chiarelettere

 

 

 

  

 

 

 

 

 

a a cura di Valeria Bertocchi

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