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I
Libri
sotto l'Albero
"Grazie no. 7 idee
che non dobbiamo più accettare"
di Giorgio Bocca
Milano 27 dicembre 2011.
Uscirà il prossimo 11 gennaio per Feltrinelli l'ultimo libro a cui
Giorgio Bocca ha lavorato prima di spegnersi, a Milano, nel giorno di
Natale del 2011.
Il volume si intitola "Grazie no. 7 idee che
non dobbiamo più accettare". Anche al suo passo d'addio, Bocca
ha preferito non voltarsi indietro ma guardare dritto davanti a sé.
Per lasciare agli italiani, più che un testamento morale, un
concretissimo invito a essere migliori. A non assuefarsi all'Italia
di oggi, dove cose che dovrebbero indignare passano sotto silenzio,
discorsi che non si dovrebbero sopportare sono ormai moneta corrente,
idee perlomeno discutibili sono invece comunemente accettate. Per
essere ancor più chiaro, Bocca elenca i sette punti a cui dire,
appunto, no grazie: la crescita folle; la produttività, il nuovo
dio; la lingua impura; il dominio della finanza; la corruzione
generale; la fine del giornalismo; l'Italia senza
speranza.
Illuminanti alcune battute tratte dalla
videointervista a Giorgio Bocca che accompagna il volume: "La
gente oggi è più ricca, ma è peggiorata culturalmente e
intellettualmente"; "E' una crisi di cui nessuno sa niente,
nessuno sa quando è cominciata e come finirà.
Mai nella storia
dell'umanità si era arrivati a un'oscurità di questo genere";
"Il consumismo dominante: bisognerà moltiplicare i consumi, gli
investimenti, in una corsa senza fine. La produzione è più
importante della vita dell'uomo";
"I tipi alla
Marchionne che credono di dire cose intelligenti mentre dicono delle
banalità". Nella presentazione del libro è scritto: "Bocca
ci ricorda, con l'autorità del testimone e la vividezza del grande
cronista, che già altre volte l'Italia fu sul punto di soccombere,
ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di
salvarsi". Ad esempio, con la guerra partigiana, a cui Bocca
prese parte, dedicandole poi il suo primo libro. Primo capitolo di
una straordinaria avventura nella cultura, nella storia, nella
politica, ma soprattutto nella vita del nostro Paese.
Sono 7 quindi,
per Giorgio
Bocca, i motivi per ribellarsi: la crescita folle; la
produttività, vista come il nuovo Dio; la lingua impura; il dominio
della finanza; la corruzione generale; la fine del giornalismo;
l'Italia senza speranza.
Giorgio Bocca (Cuneo, 28
agosto 1920 - Milano, 25 dicembre 2011) è stato uno dei più
importanti giornalisti italiani degli ultimi cinquanta anni. Si è
occupato di attualità politica, analisi socioeconomiche,
approfondimento storico e storiografico. Tra le sue opere ricordiamo:
Storia dell’Italia partigiana
(1966); Storia d’Italia nella guerra fascista
(1969); Palmiro Togliatti
(1973); La Repubblica di Mussolini
(1977); L’inferno. Profondo Sud, male oscuro
(1993). Con Feltrinelli ha pubblicato Piccolo
Cesare (2002), Basso Impero
(2003), Partigiani della montagna
(2004), L’Italia l’è malada
(2005), Napoli siamo noi
(2006), Le mie montagne
(2006), Il provinciale
(2007), È la stampa, bellezza!
(2008), Annus horribilis
(2010) e Fratelli coltelli
(2010). Nel settembre 2011 Feltrinelli ha pubblicato nella collana
Real Cinema La neve e il fuoco
il documentario di Luca Musella e Maria Pace Ottieri dove Bocca
ripercorre la propria storia umana e professionale.
Grazie no. Sette idee che non
dobbiamo accettare
di Giorgio Bocca
Edizioni Feltrinelli
Sparkle Bere Spumante 2012
Guida ai
migliori Spumanti secchi d'Italia
Sparkle Bere Spumante 2012 è la pubblicazione
di punta che ogni anno la rivista Cucina & Vini
dedica alle bollicine italiane. La guida Sparkle Bere
Spumante 2012 contiene oltre 700 degustazioni complete di
spumanti italiani, suddivisi per regione. Per ogni spumante viene
riportata la descrizione, il prezzo, una serie di informazioni
tecniche e il giudizio dello staff di Cucina&Vini.
Un prezioso vademecum per appassionati e winelovers che,
soprattutto in vista di queste festività vogliano muoversi nel
variegato mondo del vino spumante secco italiano.
Un mondo in crescita, come certifica una recente ricerca svolta
dal Cermes-Bocconi, che certifica un incremento del 4,7% nella
vendita delle bollicine made in Italy, in controtendenza con il
mercato del vino che subisce una flessione generale dell’11,6%.
“L’attenzione per le bollicine sale di anno in anno –
commenta Francesco D’Agostino, Direttore di
Cucina & Vini e curatore di Sparkle – così come
aumenta l’impegno dei produttori. Contiamo di ripetere il
successo dello scorso anno, quando quasi 2.000 persone furono ospiti
della nostra manifestazione”.
Gli appassionati potranno compiere una sorta di viaggio ideale tra
le più importanti tipologie del bere sparkle italiano: Franciacorta,
Prosecco Superiore, Trento, Oltrepò Pavese senza dimenticare
piacevoli sorprese e conferme da altra realtà come Puglia, Abruzzo,
Umbria.
Per questa edizione, poi, una piacevole sorpresa che risulterà
particolarmente gradita agli appassionati: la degustazione ospiterà
anche una selezione di Champagne.
“Confesso che il panel di Cucina & Vini -ha detto
D’Agostino- ha faticato non poco quest’anno a
contenere il numero delle 5 sfere, il massimo dei punteggi della
nostra guida, perché abbiamo degustato davvero tante etichette
straordinarie”.
E infatti le
“5 sfere” passano dalle 39 dello scorso anno alle 47
del 2012. Ma tutta la guida cresce per questa edizione. Le
etichette presenti nelle pagine di Sparkle saranno
oltre 845, contro le 746 del 2011. Straordinario l’exploit
del Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene che passa da 201 a
256 etichette. In ascesa, dal punto di vista regionale, il Friuli che
con 49 etichette quasi doppia le 28 della volta scorsa. Ma la parte
del leone spetta al Veneto (321 etichette totali) e alla Lombardia
(291), con la Franciacorta a 225 vini selezionati.
I Premiati con le 5 Sfere
Sparkle Bere Spumante 2012
Decima edizione
A cura di Cucina & Vini
Prezzo 15,00 Euro
La
Maestra di cucina
di Alessandra Spisni
Il grande pubblico l’ha
conosciuta grazie alle ricette, semplici e squisite, che prepara su
Rai Uno a La prova del cuoco.
Ma Alessandra Spisni e
molto più di una cuoca televisiva. Chef dall’età di 25 anni, ha
dedicato tutta la sua vita alla cucina, aprendo nel 1993 una scuola
frequentata da allievi provenienti da tutto il mondo, una vecchia
casa nella quale si insegna l’arte di ricevere secondo la
tradizione bolognese.
In questo libro, che
contiene tutte le ricette che l’hanno resa famosa (dalle
tagliatelle fatte in casa al pollo alla cacciatora, dal Tortellino
d’oro al Ciuccio mascarpone e Nutella) Alessandra insegna a
cucinare come lei.
Con semplicità, con gli
ingredienti giusti e in tempi più che ragionevoli, adatti a chi in
cucina non ci passa la giornata ma in tavola ama il cibo buono e
sano. Perché e facile cucinare come una vera chef se sai come farlo.
Nel volume non può
mancare gli svariati modi per fare la pasta in casa a cominciare
dalla sfoglia ma proprio alla vigilia delle festività la Mestra di
cucina ci propone un succulento Menu di Capodanno: Tagliatelle
al ragù, Bollito misto con la salsa di zia Lina, Patate della nonna
Maria, Insalata di radicchio di campo e per finire la Zuppa inglese
della zia Lina.
E all'inizoo del libro
“prima di cominciare”… ci sono i 10 consigli essenziali di
Alessandra Spisni: tutto quello che si deve sapere per cominciare a
preparare un grande piatto!
Alessandra Spisni
Titolare de La Vecchia Scuola bolognese, l'unica
scuola esistente di sfoglia e pasta fresca, Alessandra
Spisni è nata a Bologna il 4 ottobre 1959. Dopo aver
gestito vari ristoranti bolognesi e importanti servizi di catering,
oggi insegna ad allievi provenienti da tutto il mondo e partecipa
settimanalmente a La prova del cuoco su Rai Uno.
La Maestra di cucina
di Alessandra Spisni
Dalai Editore
Pagine 393
Euro 14,90
100 Bottiglie
straordinarie
di Caillaut Jacques - Chasseuil Michel-Jack
Dalla
collezione più esclusiva del mondo, il volume vincitore del
prestigioso premio Gourmand Awards 2011 nella categoria Wine Books
alla Cookbook Fair di Parigi.
Un
volume unico nel suo genere, che tutti gli appassionati di enologia
vorrebbero avere.
Un
volume unico nel suo genere, che raccoglie 100 preziosissime
bottiglie che tutti gli appassionati di enologia vorrebbero avere.
Una
selezione di vini da sogno: una bottiglia di Romanée-Conti del 1945,
anno in cui nel più famoso vigneto di Borgogna ne furono prodotte
appena 608; uno Château d’Yquem del 1811, migliore annata in
assoluto per questo splendido nettare liquoroso; uno Champagne
Bollinger del 1928, le cui bollicine sono leggendarie; un Barbaresco
di Gaja del 1961, che dona al naso aromi di ciliegia nera, lampone,
liquirizia e tartufo; due splendidi esemplari di Petrus, il più
costoso e rinomato tra i vini di Bordeaux. Queste “primedonne”
costituiscono l’eccezionale patrimonio di Mr. Chasseuil,
collezionista fuori dal comune che ha rincorso per tutto il mondo
vini antichi e prestigiosi e che ora vanta una cantina semplicemente
straordinaria.
Chasseuil
racconta la storia di una passione e delle sue ricerche a livello
internazionale, narra di ambienti esclusivi e di bottiglie mitiche, i
cui nomi sono conosciuti in tutto il mondo. Gli appassionati
troveranno innumerevoli informazioni utili per comprendere appieno
tutto quel che riguarda i più grandi vini del mondo: vitigni,
produzione, migliori annate, note di degustazione.
Le
splendide fotografi e di Jacques Caillaut regalano maestosità alle
bottiglie e fanno di questo libro un’autentica galleria d’arte,
imperdibile sia per gli esperti conoscitori sia per i semplici
appassionati.
100
BOTTIGLIE STRAORDINARIE
Caillaut
Jacques - Chasseuil Michel-Jack
ed.
GRIBAUDO
€ 49,00
La
scrittrice cucinava qui
di
Stefania Aphel Barzini
Ogni casa in cui si è
vissuti, ogni cucina in cui si è lavorato lasciano segni, profumi,
emozioni che restano vivi nel tempo e impressi nella memoria. La
scrittrice cucinava qui racconta una storia, anzi, tante storie, che
parlano di sapori e ricordi attraverso una sensibilità tutta al
femminile. La vita di dieci grandi autrici vista dalla parte dei
fornelli: perché molte di loro hanno avuto un rapporto importante
con il cibo e tante ne hanno scritto, anche come pretesto per
raccontare d'altro.
Sarà dunque
possibile entrare nelle cucine di Virginia Woolf, Simone De Beauvoir,
Elsa Morante, Karen Blixen, Agatha Christie, Grazia Deledda, Harriet
Beecher Stowe, Gertrude Stein, Pamela L. Travers, Colette per
scoprire gli ambienti, gli oggetti quotidiani, gli ingredienti, i
ricordi di queste scrittrici e alcune delle ricette che più amavano.
PREMESSA La
cucina, la vera cucina, diceva Colette, è fatta da chi assaggia,
assapora, sogna un istante, aggiunge un filo d'olio, un pizzico di
sale, una foglia di timo, da chi pesa senza bilancia, misura il tempo
senza orologio, sorveglia l'arrosto solo con gli occhi dell'anima e
mescola le uova, il burro e la farina secondo ispirazione, come una
strega benigna. In altre parole, la cucina è fatta dalle donne.
Quantomeno un certo tipo di cucina. Forse non quella dei gourmet, o
quella dei critici gastronomici, o ancora quella dei fanatici del
cibo, che al giorno d'oggi sono una vera schiera. Io vorrei invece
raccontare un rapporto diverso con il cibo, con il gesto del
cucinare. Un rapporto tipicamente femminile. Non più o meno valido
di quello maschile, solo diverso. Perché la donna, nutrice per
eccellenza, sa che attraverso il cibo passa molto altro, non solo
gusti e sapori, ma anche storie, emozioni, paure, dolore, sentimenti.
E saperi. Attraverso il cibo, insomma, passa la vita. Per questo
vorrei raccontare una storia, anzi tante storie, declinate al
femminile. Per questo voglio partire dalle cucine. Proprio dai
fornelli. Ma da fornelli speciali. Quelli delle scrittrici. Perché
sono davvero tante quelle che di cibo hanno scritto, magari per
parlare d 'altro, per raccontare altro. E sono tante le scrittrici
che con il cibo, con la cucina, hanno avuto un rapporto importante,
personale, intimo, che poi, per osmosi, è scivolato anche nelle loro
pagine.
Vorrei raccontare
proprio loro, coloro che il cibo lo hanno amato e dal cibo sono state
profondamente riamate. E anche le altre, quelle che invece con il
cibo, con la cucina, hanno avuto un rapporto magari ambiguo,
ondivago, ma comunque importante. La casa occupa un posto essenziale
nella vita di chi scrive, uomo o donna che sia, perché mette ordine
nei ri-cordi, calma l'angoscia, ispira la mente. È dalle sue stanze
che spesso la fantasia spicca il volo verso orizzonti lontani.
La
Recensione di Silvana Mazzocchi su La Repubblica
La
scrittrice cucinava qui
di
Stefania Aphel Barzini
Pagine
197
Euro
19
Gribaudo
Editore
“La Sag(r)a Chimica- Il
Caso Montedison”
di Vieri Poggiali
Il libro in 280 pagine ripercorre il
turbolendo trentennio di vita della Montedison: da quando nacque nel
1965 agli anni del suo protagonismo sulle scene fine alla sua
sparizione nel 1995.
Volutamente, -scrive il giornalista Franco Abruzzo-
il titolo è stato scelto in modo da poter essere letto sia come saga
che come sagra.
Le ragioni del
disseppellimento di quelle vicende sono spiegate in un Prologo
col fatto che per quanto si tratti di storia non remotissima e che fu
di notevole impatto sulla vita pubblica nazionale (nonché oggetto,
all’epoca, di furibonde polemiche sui suoi protagonisti: Cuccia,
Cefis, Rovelli, Valerio, Merzagora, Girotti, Medici, Schimberni,
Gardini ecc.), quasi non se ne conserva oggi più memoria, come se
mai fosse avvenuta. Si sviluppa poi su 15 capitoli di spigliata
narrazione prettamente giornalistica, spesso ironica quando non anche
sarcastica, di tanti tumultuosi eventi, infine su appendici
documentative (una riguarda la nascita de Il Giornale di Indro
Montanelli) e su un accurato indice dei tantissimi nomi evocati nei
racconti. Dalle pagine del libro emergono non pochi retroscena
inediti delle battaglie anche politiche, oltre che economiche, che
attorno a Montedison infuriarono in quegli anni.
Il linguaggio, come si
attarda a spiegare la stessa introduzione, è volutamente light.
Non avanza cioè pretese di approfondita scientificità
storica (per quanto la narrazione nel suo procedere sia
puntuale): il tono ricorda semmai quello del testo di
documentari televisivi che non aspirano a passare ai posteri bensì
soltanto a raccontare in termini palatabili (nonché ad
informare chi ignori certe vicende oppure ne conservi soltanto
vaghissimi o informi ricordi). Il linguaggio è spesso dissacrante.
Vengono evocati situazioni ed episodi appunto inediti che anche
la stampa del tempo ebbe a ignorare. Non mancano valutazioni
originali sulle motivazioni soprattutto politiche di certi sviluppi e
involuzioni.
Chi è Vieri Poggiali
E'
nato a Milano nel 1934.
E’ un giornalista
economico di lungo corso che ha sviluppato un’articolata carriera
professionale sempre a cavallo da un lato tra economia e politica,
dall’altro lato tra carta stampata (e mass media, TV in
particolare) e aziende industriali.
Per molti anni (per lo
più svolgendo in contemporanea i diversi ruoli, non incompatibili
tra loro) è stato collaboratore di varie testate e soprattutto
responsabile delle globali relazioni esterne -rapporti politici
inclusi- appunto della Montedison negli anni ‘70, indi presidente
e/o consigliere di amministrazione e/o consulente di società
italiane ed estere, al tempo stesso esponente sindacale di buon
livello per 35 anni in tutti gli organismi
rappresentativi della categoria giornalistica. Infine per 12
anni docente incaricato di Giornalismo Economico e di Tecnica della
Comunicazione Aziendale all’Università Cattolica. Fra i ruoli
ricoperti: redattore, inviato e poi (all’età di 27
anni) vice-direttore dell’attuale Il Sole/24 Ore, commentatore
economico in telegiornali e radio (TG/1 e GR/1) fino a metà degli
anni ‘90, presidente per 11 anni di una società
manifatturiera che nel periodo della sua presidenza approdò alla
quotazione di Borsa, consigliere d’amministrazione per globali 27
anni (vicepresidente per 18 e presidente operativo per 5, ceo,
1986-1991) dell’ente previdenziale della categoria giornalistica.
Poggiali, dopo l'uscita
dalla Montedison fu per 11 anni presidente di Fidenza Vetraria sia
sotto la proprietà Montedison che Varsi.
“La Sag(r)a Chimica- Il
Caso Montedison”
di Vieri Poggiali
pp. 282
Editore Albatros
Milano
“Sapore italiano.
Piccole storie di pranzi domenicali”
di Valèrie Losa
Una domenica tra un
gruppo d’italiani emigrati all’estero. A casa di amici. Molte
sono le generazioni di italiani che hanno lasciato il proprio paese
viaggiando attraverso il mondo. Portando sempre con sé le tradizioni
della cucina, le abitudini quotidiane, i ricordi, le memorie. Un
gruppo di essi, emigrati in Svizzera, è protagonista di questo
libro. E apre le porte di casa.
“Guarda! Che
meravigliosa tovaglia della domenica!
L’ha fatta mia madre! A
mano… Mesi e mesi di lavoro…”
“…Una volta I
pomodori si facevano asciugare sotto il sole…
Perché, sapete, le cose
in Italia hanno un altro gusto, un sapore del tutto diverso.
Poi, quando le cose
lasciano l’Italia e attraversano il confine
Interviste ai
protagonisti che raccontano con la propria voce le esperienze di una
vita vissuta tra due paesi, due confini: ma sempre una sola memoria,
una sola identità.
Gli intervistati sono: Concetta e Pietro Reale,
Caterina Baldelli, Claudia Morgillo, Caterina Parro, la famiglia
Cavallucci-De Flaviis.
Temi: Gli stili di vita
- La memoria - La famiglia - La storia
L’illustratrice:
Valèrie Losa è nata a
Locarno (Svizzera) nel 1980. Ha iniziato i suoi studi artistici in
Belgio, a Bruxelles, alla Ecole Supérieure des Arts Visuels de la
Cambre, studiando incisione. Ha poi studiato alla Hochschule für
Gestaltung und Kunst a Lucerna, in Svizzera. Vive a Neuchâtel, in
Svizzera, dove lavora come illustratrice su libri per bambini e
ragazzi, magazines, giornali. È al suo debutto per ZOOlibri.
Sapore italiano.
Piccole storie di pranzi domenicali
di Valèrie Losa
Pagine: 80
Prezzo: euro 16,00
Editore: Zoolibri
“Zita”
di Enrico Deaglio
La vedi passare e dici:
ecco una bella signora torinese che ha fatto una placida vita. Come è
stata placida l'Italia, che da 65 anni vive senza guerre, accumulando
benessere. E invece Zita ne ha combinate di tutti i colori, da quando
portò il suo fidanzatino a fare l'amore sul letto di morte di Cesare
Pavese. Aveva quindici anni, ed era solo l'inizio. Poi ha deciso di
abortire, ma come è stata trattata dall'ostetrica proprio non le è
piaciuto. Allora ha preso in mano una pistola e ha sparato; peccato
che, sul luogo dell'attentato, dalla borsetta è scivolata via la
patente. È scappata ed è finita a Parigi dove ha fatto flânerie
sui boulevard lungo la Senna.
Nel frattempo però ha intervistato
l'ayatollah Khomeini, il Dio degli Sciiti. E ha spedito passaporti
falsi in Sudamerica. È tornata a casa, e un giorno, sotto la porta,
è ricomparsa la fotocopia della patente smarrita... Non si ferma
mai. Zita.
Anche ora che dovrebbe pensare ai nipotini pensa invece a
curare i denti del popolo, e a salvare gli immigrati inventandosi i
salvagenti tascabili. Ha ragione il suo amico Carlo.
C'è da fidarsi
di Zita: ti mette nei guai, ma non ti annoia mai. Se le vai dietro,
entri veramente nella storia. Insomma, è la vita.
(da: solo libri)
Dentro le pagine del
primo romanzo di Enrico Deaglio (Il Saggiatore, 2011) passano vita e
storia, nel senso effettivo dei termini. Il libro prende il titolo
“Zita” dal nome della sua protagonista: una figlia legittima del
Sessantotto, una ribelle per vocazione, intellettuale
anticonformista, difensore delle cause perse, perché là dove
succedono le cose Zita c’è o comunque c’è stata. Durante gli
anni di piombo, in preda al sacro fuoco della rivoluzione, Zita ha
persino sparato, salvo smarrire sul luogo dell’attentato, la
patente. Ha trovato riparo politico a Parigi e da lì in avanti non
si è più fermata: ha intervistato l’ayatollah Khomeini all’alba
della sua ascesa al potere, si è innamorata, ha spedito passaporti
falsi in Sudamerica, curato i denti a chi non poteva permetterselo,
salvato immigrati inventandosi salvagente tascabili.
Per questo e altro
ancora, Zita si staglia come una figura simbolo: emblema di una
generazione utopista e indomita (quella nata nei primissimi anni del
boom economico), che ha cercato di ridisegnare a suo modo la mappa
valoriale dell’intero mondo.
Dopo avere ripercorso con “Patria”
la storia d’Italia più recente, Deaglio ri-torna sui medesimi
passi, stavolta in forma narrativa. Lo fa scopertamente, senza
paraventi, facendo gravitare attorno la sua eroina gli accadimenti
piccoli e grandi - cronaca, politica, cultura, costume - che hanno
contrassegnato questi ultimi sessantacinque anni di “pace
apparente”. Voce narrante del romanzo, quella di Carlo (uno dei
poli dialettici del “triangolo” amicale in cui è coinvolta Zita
sin dalla più tenera età), che alla prima linea - non a caso - ha
preferito le retrovie, ritagliando per sé il ruolo di osservatore
distaccato (se non proprio supra partes). Capace, però, di cogliere
appieno la quintessenza di Zita.
Parafrasando: si mette e ti mette
nei guai, ma con lei non ti annoi mai, senza contare, inoltre, che ti
tocca fare i conti con la Storia.
Sulla scrittura di
Deaglio c’è poco da aggiungere: è rodata da decenni di ottima
frequentazione giornalistica. A sorprendere è piuttosto la sua
perizia narrativa, capace di conferire spessore a tutti i personaggi,
spiazzare, spaziare di contesto, saltare tra passato e presente,
sentimenti inespressi e rivoluzioni, rimestando senza timore tra
tante e disparate tracce di vita vissuta e immaginata.
Bravo davvero.
Titolo: “Zita”
Autore: Enrico Deraglio
Pagine: 220
Prezzo: euro 16,00
Editore: Saggiatore
“Quel nostro
novecento” Costituzione,
Concilio e Sessantotto: le tre rivoluzioni interrotte
di Raniero La Valle
Un percorso politico,
un percorso di vita: Raniero La Valle ripercorre qui le tappe
fondamentali della sua vita – dalla nascita sotto il fascismo alla
democrazia, dalla direzione del giornale più autorevole della
comunità ecclesiale italiana alla battaglia dei «cattolici del no»
per il divorzio, dall’elezione come parlamentare della Sinistra
Indipendente alle leggi sull’aborto e sull’obiezione di
coscienza, dalle lotte per la difesa della Costituzione all'impegno
per il rinnovamento della Chiesa – che hanno incrociato le grandi
vicende della storia politica dell’Italia, e anche dell’Europa e
del mondo. Una vita spesa per il diritto, per la fede e per la
libertà: i valori per cui Raniero La Valle si è battuto, che sono
anche le eredità incompiute che dobbiamo raccogliere dal Novecento.
UN BRANO
"Oggi, passato più
di un decennio dall’inizio del nuovo Millennio, siamo preoccupati
per i giovani e per i figli dei loro figli che vivranno in questo
secolo. Quello che possiamo fare è trasmettere loro gli attrezzi e
le speranze che noi abbiamo avuto nel Novecento, sapendo però che
saranno loro a decidere cosa farne, e anche come dotarsi di attrezzi
nuovi. Ogni generazione ha le sue vie. Non si tratta perciò di
lasciare ai nostri figli degli altarini alla Costituzione, al
Concilio e alla contestazione, ma di dire il senso che queste cose
hanno avuto per noi. E forse, riecheggiando una vecchia parola,
potremmo dirlo così: queste sono le tre cose che rimangono: il
diritto, la fede, la libertà; ma di tutte più grande è l’amore."
Titolo: “Quel nostro
novecento”
Autore: Raniero La Valle
Pagine: 200
Prezzo: euro 12,00
Editore: Ponte alle
Grazie
“Tre pezzi facili
sull’Italia Democrazia, crisi economica, Berlusconi”
di Michele Salvati
Qual è l'origine del
ristagno economico del nostro Paese? Perché Berlusconi, dopo la
vittoria del 1994, è riuscito a tornare al potere e a restarci per
quasi tutto il primo decennio di questo secolo? Netta è la posizione
di Salvati in merito alle "colpe" della Prima Repubblica:
il pesante arretrato di riforme strutturali e la gravosa eredità del
debito pubblico sono all'origine di molte delle difficoltà
economiche attuali. Uno sforzo serio per superarle fu fatto dai
governi degli anni '90, ma nel decennio appena trascorso la gravità
del lascito della Prima Repubblica venne colpevolmente sottovalutata.
Più complessa è la risposta all'interrogativo su Berlusconi che
chiama in causa non solo il sistema politico ma l'intera società
italiana. Fa da collante ai diversi temi un capitolo sulla qualità
della democrazia in Italia che dà profondità storica ai problemi
emersi in maniera acuta in tempi recenti.
Michele Salvati,
professore emerito dell'Università statale di Milano, è autore di
numerosi libri e saggi in vari campi di ricerca che spaziano
dall'economia del lavoro alla political economy. Il suo libro più
recente con il Mulino è "Capitalismo, mercato e democrazia"
(2010). È stato deputato nella XIII legislatura ed è editorialista
del "Corriere della Sera".
Recensione
Circola da tempo una
visione nostalgica della Prima Repubblica, alimentata soprattutto
dall'insoddisfazione per il bipolarismo rissoso e per i cattivi
risultati economici della Seconda. È una visione fuorviante,
sostiene Michele Salvati in questo suo polemico saggio, che affronta
di petto due grandi interrogativi: quale sia l'origine del ristagno
economico del nostro Paese; perché Berlusconi, dopo la sorprendente
vittoria del 1994, sia riuscito a tornare al potere ed a restarci per
quasi tutto il primo decennio di questo secolo.
Netta è la posizione
di Salvati in merito alle "colpe" della Prima Repubblica e
in particolare dei governi di centro-sinistra: il pesante arretrato
di riforme strutturali e la gravosa eredità del debito pubblico sono
all'origine di molte delle difficoltà economiche attuali. Uno sforzo
serio per superarle fu fatto dai governi degli anni '90, ma nel
decennio appena trascorso la gravità del lascito della Prima
Repubblica venne colpevolmente sottovalutata. Più complessa è la
risposta all'interrogativo su Berlusconi che chiama in causa non solo
il sistema politico ma l'intera società italiana e la sua storia,
prima e dopo Mani Pulite. Fa da collante ai diversi temi un capitolo
sulla qualità della democrazia in Italia che dà profondità storica
ai problemi emersi in maniera acuta in tempi recenti.
Titolo: “Tre pezzi
facili sull’Italia Democrazia, crisi economica, Berlusconi”
Autore: Michele Salvati
Pagine: 136
Prezzo: euro 14,00
Editore: Mulino
“Le riforme a costo
zero”.
Dieci proposte per tornare a crescere
di Tito Boeri e Pietro
Garibaldi
"Oggi è fondamentale fare le
riforme dalla parte dei giovani. è una questione di equità, ma
anche di efficacia. perché saranno loro a darci il motore di cui
abbiamo bisogno per far ripartire l'economia." "ma
perché dovrei occuparmi dei posteri? che cosa hanno fatto i posteri
per me?" Groucho Marx
"Non ci sono i soldi
per le riforme": non è vero. Quello dei soldi è un falso
problema. Esistono importantissime riforme che in quasi tutti i campi
cruciali dell'economia possono essere realizzate "senza
aumentare di un solo euro il debito pubblico". Come dimostrano
gli autori, in alcuni casi le proposte formulate potrebbero
comportare una riduzione della spesa pubblica e contemporaneamente un
aumento del tasso di crescita potenziale dell'economia. Un circolo
virtuoso.
Perché allora nulla cambia? Perché per sostenere
interventi che alterano uno status quo consolidato e scontentano una
parte è necessario costruire un forte consenso e investire in
"capitale politico".
Nuovi criteri di selezione e di scelta
dei candidati possono garantire una rappresentanza all'altezza del
compito che l'attende. Le resistenze ci sono, possono però essere
rimosse. Le dieci proposte di questo libro lo dimostrano. Ma bisogna
crederci.
Tito Boeri insegna economia alla Bocconi. Nel
2002 ha fondato il sito la voce .info, di cui è il coordinatore. È
editorialista de "la Repubblica" e direttore della
Fondazione Rodolfo Debenedetti.
Pietro Garibaldi,
direttore del Collegio Carlo Alberto, insegna economia all'Università
di Torino. È membro del consiglio di sorveglianza di Intesa
Sanpaolo. Per Chiarelettere ha scritto con Tito Boeri UN NUOVO
CONTRATTO PER TUTTI (2008).
Titolo: Le riforme a
costo zero. Dieci proposte per tornare a crescere
Autori: Boeri Tito;
Garibaldi Pietro
Pagine: 176
Prezzo: euro 13,00
Editore: Chiarelettere
“Il Gioco delle
nuvole”
di Pietro Calabrese
a cura di Giuseppe Di
Piazza
prefazione di Giuseppe
Tornatore
“Deve essere colpa dei
tempi e degli anni, ma sempre più di frequente sento il bisogno di
staccarmi dal quotidiano. Una volta avrei detto di volare alto.
Oggi mi accontento di pensare che deve per forza esserci da qualche
parte dentro di noi uno spazio estraneo al dilagare della volgarità.
E allora certi pomeriggi
mi distendo su una sdraio e guardo le nuvole in cielo. Proprio come
il principe Andrej Bolkonskij, gravemente ferito durante la campagna
del generale Kutuzov contro Napoleone. Pagine memorabili. Il
passaggio delle nuvole, i pensieri in libertà, il cuore colmo di
passione per la vita che se ne sta andando. E i pensieri fragili ma
lucidi, e sottili come lame.
Soprattutto
essenziali, sfrondati dell’inutilità delle cose.”
Se non avete mai giocato
con la forma delle nuvole, vi siete persi un mondo di delizie. Parlo
di quando siete diventati adulti, non di quando eravate bambini.
Per tutta la vita Pietro
Calabrese ha fatto il gioco delle nuvole. Un momento di divertimento
puro e fine a se stesso, ma anche di riflessione alta, libera dai
condizionamenti della quotidianità. Cercare di indovinare a quale
oggetto, persona o animale assomigli una nube in cielo è un
trampolino che lancia il pensiero su traiettorie audaci e
inesplorate. Insieme è un esercizio della mente che si abbandona
così a ragionare di tutto: di vita, bellezza, equità, umanità (e
dei loro opposti), solo per citare una manciata di spunti possibili.
Questo volume,
arricchito da un prezioso brano inedito, raccoglie pagine
straordinarie che Pietro Calabrese, maestro del giornalismo italiano
recentemente scomparso, ha scritto negli ultimi anni della sua vita.
Sono digressioni della mente in ogni ambito dell’esistenza —
dalla A di Amore alla Z di Zoo, passando per la G di Giustizia, la L
di Libri, la P di Politica, la S di Spiritualità… — che ci
spingono a ripensare, approfondire, meditare, magari ribaltando le
nostre convinzioni. Come lasciandoci andare a un sognante gioco delle
nuvole che, però, può poi offrirci una visione più lucida su ciò
che ci circonda. Dopo che L’albero dei mille anni — il libro
in cui Calabrese ha raccontato il periodo della sua malattia — ha
commosso e affascinato decine di migliaia di lettori, questo secondo
volume postumo regala ancora i suoi sguardi e le sue intuizioni sul
mondo in cui viviamo e su noi uomini.
Pietro Calabrese,
nato nel 1944 a Roma da genitori siciliani e scomparso il 12
settembre 2010, è stato una delle firme più note del giornalismo
italiano. Ha diretto “Il Messaggero”, “Capital”, “La
Gazzetta dello Sport” e “Panorama”. Ha curato alcune rubriche
fisse su periodici, fra cui Moleskine su “Sette”. È autore dello
straordinario bestseller uscito postumo L’albero dei mille anni
(Rizzoli 2010), il libro toccante e profondo in cui ha raccontato i
suoi ultimi quattordici mesi di vita, dopo che gli era stato
diagnosticato un cancro.
Titolo: “Il gioco
delle nuvole”
Autore: Pietro Calabrese
Pagine: 320
Prezzo: euro 18,00
Edizioni: Rizzoli
“Il mestiere più
antico del mondo”
di Antonio Leotti
L'Italia è da sempre un
grande paese agricolo. La sua è la storia dei valori e della civiltà
di gente contadina, le cui imprese sono state cantate dai più grandi
poeti e scrittori, e rimpiante da Pasolini.
Questo libro è un
racconto sentimentale, la vicenda tragicomica di un agricoltore per
forza e per amore, e la fallimentare impresa di chi prova a resistere
tra l'indifferenza della società metropolitana e l'impotenza della
categoria.
Il declino è inesorabile, nonostante la retorica
mediatica del vivere verde e il mito della genuinità del cibo
naturale.
Nel "Mestiere più
antico del mondo" si parla di agricoltura, di campagna, della
ridicola pretesa della gente di città di dominare e cambiare quel
mondo, della paura dei coltivatori di perdere tutto. E poi, della
rovina rappresentata dal mercato globale, della limitatezza e
ottusità delle teorie economiche, dell'interrogativo continuo e
costante che sembra passare sottotraccia: l'agricoltura ha ancora
diritto di vivere?
La realtà che gli
agricoltori stanno vivendo, al di fuori di ogni retorica, per
chiedere al Paese se l’agricoltura abbia ancora diritto di vivere.
Antonio Leotti
è nato a Roma nel 1958, ha lavorato per la televisione e per il
cinema come sceneggiatore. Tra le sue sceneggiature: Radiofreccia
(1998), Il partigiano Johnny (2000), L’orizzonte degli eventi
(2005), Matrimoni e altri disastri (2010), Vallanzasca,gli angeli del
male (2011). Per la Fandango ha pubblicato il romanzo Il giorno del
settimo cielo (2007). Dal 1994 conduce l’azienda agricola di
famiglia.
Titolo. “Il mestiere
più antico del mondo”
Autore: Antonio leotti
Pagine: 136
Prezzo: euro 14,00
Edizioni: Fandango
“Grandi
Champagne
2012”.
di Alberto Lupetti
Oltre 220 etichette
raccontate attraverso schede di facile e intrigante lettura. Una
introduzione che accompagna il lettore per mano alla scoperta
dell’affascinante universo di uno dei vini più famosi e celebrati
al mondo: lo Champagne.
Questo e altro è “Grandi
Champagne 2012”, la guida alle migliori bollicine francesi presenti
in Italia. Un volume dalla grafica elegante, un regalo ideale per le
prossime festività natalizie (nelle librerie a 12,50 euro il prezzo
di copertina). Gli Champagne recensiti sono forniti ciascuno di una
breve presentazione, di una scheda di degustazione e completati da
una foto della bottiglia e da un punteggio espresso in centesimi.
Una guida tutta a colori, con oltre 300 fotografie e con una
suddivisione decisamente originale: non quella consueta per
produttore o tipologia, quanto piuttosto per categorie innovative
quali Per Tutti, Aperitivo, Tavola, Puro Piacere e Miti.
“Ma soprattutto un
viaggio attraverso i segreti e le virtù di una leggenda da degustare
- racconta Alberto Lupetti, curatore della guida - perché lo
Champagne rappresenta da sempre un mito. Non a caso Champagne è la
seconda parola francese più conosciuta al mondo, dopo Paris”.
E pensare che lo
Champagne rappresenta una sorta di paradosso enologico, dal momento
che il terroir di provenienza (la regione Champagne-Ardenne, 150 km a
nordest di Parigi) si trova in prossimità del 50° parallelo,
considerato il limite invalicabile per la coltivazione della vite.
Eppure la composizione calcaereo-gessosa del terreno, la famosa
“craie” che fa da regolatore termico nel periodo estivo e da
regolatore idrico in inverno, consente la perfetta maturazione dei
grappoli.
“Il resto lo fa
la passione e la tecnica dei produttori - continua Lupetti -
professionisti che hanno pochi rivali al mondo e che ci regalano
bottiglie con standard qualitativi molto elevati. Non è stato facile
per il nostro panel scegliere una selezione di 220 etichette da una
produzione che offre tante eccellenze”.
Le schede descrivono
quindi il meglio della produzione di una realtà che si estende su
quasi 33mila ettari e che conta circa 4.000 produttori che vanno
dalle grandi maison ai petit vignerons. Un lavoro complesso, quindi,
per il panel di degustazione, composto da esperti e appassionati come
Federico Angelini, Luca Boccoli, Alessandro Scorsone, Daniele
Tagliaferri e Sara Vani.
“Ma alle degustazioni
hanno partecipato anche altri amici - conclude Lupetti - che ci hanno
aiutato in questo difficile ma estremamente piacevole compito di
offrire una panoramica di quanto di meglio si possa trovare sugli
scaffali italiani in termini di Champagne. Ricordando che il nostro
Paese rimane uno dei principali mercati di riferimento per quello che
concerne le top label dello Champagne”.
Dentro, 200 e passa
etichette recensite, di un’ottantina di maison; tutto colore,
bottiglie in effigie, notizie su uve, stili, metodi, chef de cave. E
le schede critiche. Tutto coordinato da un gentilhomme,
professionista e degustatore appassionato, che in Champagne è andato
in pellegrinaggio millanta volte, ne conosce suolo e sottosuolo
(inteso come caves colme di pupitre), e che risponde al nome di
Alberto Lupetti. Il quale si è fatto supportare nella (non troppo
dolorosa) bisogna da un team composto dal connoisseur Federico
Angelini, il sommelier creativo del Settembrini Luca Boccoli, il
titolare dell’enoteca, wine bar & restaurant romano Achilli al
Parlamento Daniele Tagliaferri (che nello Champagne è caduto da
piccolo come Obelix nella pozione); la sommelier “privée” e
avvocato (vedi mai arrivino querele da Sarkò…) Sara Vani; e il
quirinalista del vino Alessandro Scorzone, personaggio (e compagno
tra i più amabili di esperienze enoiche) che credo non abbia bisogno
di presentazioni.
Detto che la Guida costa
solo 12,50 (vuol lasciarvi palesemente intatte tutte le chance di
comprarvi un po’ di Champagne dopo la lettura) e che sarà in
libreria entro fine mese, andiamo ai particolari. Intanto,
l’organizzazione., Non per aree, cru, millesimi o vitigni, ma per
caratteristiche funzionali. E modalità di fruizione. Con quattro
sezioni denominate “per tutti” (gli Champagne, diciamo così,
d’ingresso alle varie categorie del gusto che il comparto
sottende); “aperitivo” (e non servono altri dettagli); “a
tavola” (idem); “puro piacere” (una fetta interessante, che
include cose come il Clos des Goisses 2000 e il Georges Laval 2005
Nature, le Belle Epoque di Perrier-Jouet e il Salon); e infine una
super fetta “Miti” riservata agli over 95 (centesimi), dove
sgomitavano i big di cui abbiamo dato la hit parade in apertura.
Titolo: “Grandi
Champagne 2012”
Autore: Alberto Lupetti
Pagine:
Prezzo: euro 12,50
Edizioni: Mg Logos
“Di Tripoli il
buon sapor”
Ricette e ricordi di
Sidi Mansùr, un italiano in Libia
di Vincenzo Capretti
Un cuscus di ricordi e
ricette, una più gustosa dell'altra. Nato e cresciuto a Tripoli e
costretto a lasciare la Libia nel 1969 perché cacciato dal regime di
Gheddafi insieme ad altri 20mila italiani, Vincenzo Capretti, spinto
dalla nostalgia, ripercorre un viaggio tra i mille sapori e colori
della cucina e della cultura arabe che sono rimasti indelebili nella
sua memoria e sulla sua pelle. Ritorna ad essere Sidi Mansùr, il
Signor Vittorioso, come veniva chiamato dai suoi amici libici, che
gli hanno insegnato a preparare piatti semplici ma dagli odori
contrastanti e intensi, come il cuscus, l'harissa, il brik, lo
stufato di agnello e prugne, la zuppa del beduino, e gli hanno fatto
conoscere, giorno dopo giorno, i precetti e gli insegnamenti della
loro religione e delle loro tradizioni, fortemente presenti nelle
loro vite. E così i versi del Corano si mescolano alle fragranze
delle spezie, il richiamo alla preghiera del muazzìn scende dal
minareto e si diffonde tra gli aromi di caffè e tè alla menta della
medina, mentre una dolce e soave musica accompagna i movimenti
sensuali di una danzatrice del ventre.
Nato a Tripoli nel 1943,
Capretti ha vissuto in Libia fino al 1969, anno in cui il regime di
Gheddafi cacciò dal Paese tutti gli italiani. L’inizio di una
nuova vita, quasi da straniero in patria, nel cuore i ricordi
del tempo in cui gli amici libici lo chiamavano Sidi Mansur, il
Signor Vittorioso. A distanza di decenni, i ricordi dell’infanzia e
della giovinezza emergono mescolati ai profumi e ai sapori della
cucina libica, una variante della più vasta gastronomia araba.
Nasce così un ricettario
particolare dove le ricette si mescolano a storie lontane, ricordi di
vita in una comunità cosmopolita e tollerante, echi di culture
mediterranee e del deserto: versetti del Corano e fragranze di
spezie, musiche e zuppa del beduino, ospitalità e il rito del tè,
lo shai in lingua araba.
La preparazione e la
consumazione del tè, in Libia come in tutto il mondo arabo, scrive
Capretti, richiede la brace, gli amici e il tempo. Il tè si beve in
tre passate: la prima prevede un tè scuro e ricco di schiuma, amaro
e forte come amara è la vita; la seconda un tè chiaro e dolcificato
dolce come l’amore, la terza una bevanda dolce e speziata da
gustare con arachidi tostate e deve essere soave come la morte.
Non mancano tra ricette
di pasticci, panzerotti di ceci, polpette di fave, di pesce, di
carne, cuscus accompagnati ma diversi stufati anche curiosità: ad
esempio la ricetta del filtro d’amore a base di tè nero,
zenzero in polvere, cannella in polvere e chiodi di garofano.
L’esecuzione è semplice: si versa acqua bollente in una tazza con
un cucchiaino di tè, un pizzico di zenzero, un pizzico di cannella e
un chiodo di garofano. 5 minuti di infusione e il filtro è pronto.
Si beve caldo.
Nel libro ci sono
complessivamente 250 ricette, descritte con cura e spesso con
indicazioni di varianti locali. Fondamentale anche nella cucina
libica l’uso delle spezie a cui Capretti dedica un intero capitolo
con preziose indicazioni sulle miscele di cui sono indicate
composizioni e ovviamente il nome arabo.
Titolo: “Di Tripoli
il buon sapor” Ricette e ricordi di Sidi Mansùr, un italiano in
Libia
Autore: Vincenzo Capretti
Pagine: 356
Prezzo: euro 17,00
Edizioni: Mursia
“L’inconfondibile
tristezza della torta al limone”
di Aimee Bender
Alla vigilia del suo nono
compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di
avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che
sente è quello delle emozioni provate da chi l’ha preparato,
mentre lo preparava.
I dolci della pasticceria dietro casa hanno un
retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia
e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre,
una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante
sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa.
Rose si
troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua
famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà
che anche il padre e il fratello – e forse, in fondo, ciascuno
di noi – hanno doni misteriosi con cui affrontare il
mondo.
Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la
scrittura sensuale di Aimee Bender torna a regalarci una storia
appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le
persone che amiamo.
Titolo: “L’inconfondibile
tristezza della torta al limone”
Autore: Aimee Bender
Pagine: 332
Prezzo: euro 16,50
Edizioni: SUR
Prezzo copertina
9,90
€
Adesso, 336 giorni da
vivere con gusto
di Paolo Massobrio
Nato da un’idea dal
giornalista Paolo Massobrio (anche autore de il Golosario) giunge
alla sua V edizione, il libro ideale per ricondurre il gusto
all’interno della dimensione familiare. Adesso, 366 giorni da
vivere con gusto segue la scansione giornaliera di un diario dove
ogni pagina è arricchita da consigli e curiosità per vivere al
meglio il quotidiano e il rapporto con i cicli naturali della vita.
La copertina d’autore è
già l’immagine del ritorno al rapporto più intimo con la natura e
con i suoi tempi: si tratta dei quadri dello chef-pittore Cesare
Giaccone di Albaretto della Torre (cn), mentre le vignette che
illustrano ogni mese sono firmate da Guido Clericetti.
Il volume è un compendio
di tante conoscenze raccontate in “pillole”, che si sommano e si
armonizzano. Grande attenzione è posta alla salute che passa dal
rapporto col cibo: il medico Gigi Camana consiglia i trucchi per
trovare il benessere a partire dal movimento quotidiano, Giovanni
Maria Ghidetti introduce il mondo dei fitointegratori, Andrea Nicola
aiuta a curarsi con gli estratti naturali, Lucio Sotte riparte
dall’antica sapienza della medicina cinese e Gionata Venesio
analizza i problemi della postura. Grande attenzione anche agli
alimenti con l’analisi del chimico Davide Tessaro e le indicazioni
pratiche sulla conservazione dei cibi e del dottor Gabriele Crescioli
. La dimensione del benessere parte però anche dalla casa, così
come insegnano la teoria dei colori e dell’arredamento di Monica
Deevasis, le idee creative di Francesca Massobrio e i piccoli trucchi
di Donata Carmo.
Chi ama la vita all’aria
aperta, invece, potrà leggere i consigli per orto e giardino
dell’agronomo Maurizio Lega e pregi e difetti del mondo animale
raccontati dalla passione di Andrea Voltolini. Adesso però è anche
un modo di scoprire la storia del cibo e del costume, con gli
interventi di Paola Gula e Barbara Ronchi della Rocca e uno sguardo
sul mondo della scienza e della fantasia, dalle curiosità
dell’astronoma Elena Notari sull’universo fino alle fiabe di
Annamaria Valenti. Al centro della vita in famiglia c’è però la
tavola, con tutto il valore dei cibi e delle ricette: i prodotti
della tradizione sono raccontati dal giornalista Carlo Fiori,
affinatore, l’olio dall’esperto Luigi Caricato; le ricette sono
opera della maestra di cucina Giovanna Ruo Berchera con una
divagazione sul mondo del pesce da parte di Manuela e Lucilla Di
Chiara e una declinazione sui dolci curata dal pasticciere “goloso
di salute” Luca Montersino. Ad accompagnare queste prelibatezze
vini d’autore consigliati da Marco Gatti e un approfondimento per
le ricette con le ricette dei migliori cocktail letterari di Luca
Bonacini. Il menu di Adesso non finisce però qui: non possono
infatti mancare gli ascolti musicali suggeriti da Walter Muto, le
opere d’arte da scoprire del gruppo “Opera d’arte” e i libri
da conoscere secondo uno scrittore del calibro di Luca Doninelli.
Adesso, strumento ideale
per raccogliere e assaporare un anno di vita; è in vendita in tutte
le librerie italiane da fine ottobre, mentre su App Store è
disponibile IL GOLOSARIO ricette, con la raccolta delle 600 ricette
pubblicate nelle quattro edizioni precedenti.
Informazioni
sul sito sito www.comunicaedizioni.it.
“Anni felici”
di Mario Orfini
Testi di Mario Nicolao Mario Dondero
e Mario Orfini
Anni felici è una preziosa raccolta di
fotografie che restituisce molto bene il clima di un’epoca, gli
anni Sessanta, e realizzate con uno stile focalizzato nella
descrizione delle realtà sociali del tempo.
Molta attenzione è
dedicata alla vita culturale, testimoniata ad esempio dai ritratti di
Inge e Giangiacomo Feltrinelli, Jack Kerouac, Fernanda Pivano, senza
però trascurare la politica, il mondo del lavoro, il fermento
giovanile e le mutazioni del costume, il tutto osservato e
rappresentato con grande acume e intelligenza.
Titolo: Anni
felici
Autore: Mario Orfini Pagine: 174
Prezzo: € 40,00
Edizioni: Postcart
ANNO 2011
“Sotto il
temporale.
Fiabe-ombrello per famiglie in trasformazione”
di Manuela Mareso
La separazione dei
genitori è tema ricorrente nell’esperienza dei bambini, come
effettiva realtà o come paura. Per esorcizzarne i fantasmi e per
rassicurare i piccoli, la fiaba si rivela strumento insostituibile
per la sua capacità di parlare al loro inconscio e per aiutarli a
ricorrere alle risorse in loro possesso per reagire a vissuti di
grande sofferenza.
La fiaba, scrive Maria Rita Parsi nella
prefazione, “è semina, deposito di tracce che, come quelle di
Pollicino, ci consentano di andare per il mondo senza smarrirci,
garantendoci ogni volta la possibilità di un ritorno atteso”.
Questo libro, nato
dall’esperienza personale dell’autrice, raccoglie dieci storie
fantastiche che rispondono a “situazioni tipo” che il
bambino figlio di genitori separati può trovarsi ad affrontare.
Cercando di far emergere i sentimenti e le emozioni di disagio,
arriva a fornire una possibile “via d’uscita” dall’empasse
che il piccolo sta vivendo, senza alimentare l’illusione di poter
ricomporre la famiglia che potrebbe desiderare, ma facendogli
percepire che dalla sofferenza può scaturire qualcosa di
inaspettatamente bello.
Autore: Manuela Mareso
Pagine: 96
Prezzo: € 14,00
Edizioni Gruppo Abele
Collana: I bulbi dei
piccoli
“La cucina
medievale”. Lessico, storia, preparazioni
di Carnevale Schianca
Enrico
La divulgazione dei ricettari medievali, che da un
cinquantennio ha subito sensibili impulsi, ha finora privilegiato
metodiche di carattere monografico che, unitamente alla non sempre
agevole accessibilità dei testi, rendono difficoltosa una
configurazione d’assieme.
L’idea di offrire finalmente una
visione sinottica della cucina italiana del tardo Medioevo, è la
motivazione principale di questo volume, che viene proposto con la
struttura di un glossario, per facilitare la consultazione e per
accentuare la chiarezza delle nozioni trasmesse; la trattazione, che
abbraccia altresì aspetti lessicali troppo spesso non approfonditi,
non trascura, nell’iter espositivo, le relazioni con la
medicina dietetica, di fondamentale importanza per la cultura
medievale, e nemmeno i precedenti storici e gli addentellati con le
cucine europee dell’epoca, utili a spiegare l’origine e la
diffusione delle preparazioni.
L’esame di più di 7000 ricette ha
dato vita a oltre 2500 voci, criticamente ricomposte e
sistematicamente comparate, in modo da porre in risalto i differenti
stili di cucina. Le ricette, peraltro, sono realizzabili
praticamente, e costituiscono un ricco e curioso serbatoio di
suggestioni che possono rivelarsi inaspettatamente gradevoli anche ai
palati odierni.
Lomellino di origine, laureato in giurisprudenza
all’Università di Pavia, ma da sempre aperto a molteplici
interessi, Enrico Carnevale Schianca si occupa di storia della cucina
da almeno un trentennio; accademico onorario e componente del Centro
Studi dell’Accademia Italiana della Cucina, collabora stabilmente
alla rivista «Appunti di Gastronomia», con saggi prevalentemente
dedicati alla cucina e alla dietetica del medioevo, fra cui si
ricordano le traduzioni con commento del Tractatus de modo
preparandi et condiendi omnia cibaria, dell’Opusculum de
saporibus di Maino de’Maineri, del Liber de ferculis del
maestro Jambobino, del trattato De cibis boni et mali succi di
Galeno, del Regimen sanitatis di Antonio Benivieni e di
quello ad Regem Aragonum di Arnaldo da Villanova.
Titolo: “La cucina
medievale. Lessico, storia, preparazioni
Autore: Enrico Carnevale
Schianca
Pagine: 756
Prezzo: euro 49,00
Edizioni: Olschki
Per informazioni : Casa Editrice
Leo S. Olschki www.olschki.it
“Il muchacho”
di Roberto Parpaglioni
Roma anni ‘60. Saverio
simuove con cautela in un mondo fatto per lui di due emisferi:
quello della famiglia paterna, semplice e popolare, e quello
della famiglia materna, legato al mondo patinato del cinema.
Così Saverio passa la sua infanzia dalla nonna a San Giovanni,
nei palazzi della cooperativa tramvieri, dove gioca a calcio con
i suoi amici e vive la vita della gente semplice nel dopoguerra,
dove si era tutti amici, il cortile era un luogo di incontro, di
aggregazione. La famiglia materna, arricchitasi attraverso il
cinema, lo immerge in un mondo più raffinato, più lussuoso che
Saverio descrive nei minimi particolari, soprattutto quando con
la mamma si reca a Barcellona, un luogo che lo segnerà
profondamente.
Ma qual è la vita che
Saverio vuole vivere veramente?
Il romanzo si chiude
quando il protagonista è ancora un ragazzo, lasciando il
lettore nel dubbio.
Il muchacho di
Roberto Parpaglioni è un romanzo lento, pieno di descrizioni, a
volte estenuante, che descrive molto bene gli anni della Doce
vita romana.
E’ uno spaccato fedele di una società in veloce
cambiamento, con le sue inerzie e le sue battaglie, soprattutto
quelle di chi vuole emergere da un grigiume massificante sull’onda
del boom economico, dell’industria cinematografica e dei mitici
Beatles.
Titolo: “ Il muchacho
Autore: Roberto
Parpaglioni,
Pagine: 368
Prezzo: euro 18,00
Edizioni: Cavallo di
Ferro
“Prima della
fine”
di Ernesto Sabato
traduzione di Raul
Schenardi
Prima della fine
è un libro emozionante, fatto di ricordi e riflessioni di uno dei
più grandi intellettuali del XX secolo.
Il percorso culturale e
umano di Ernesto Sabato, lungo cent’anni, intreccia memorie
familiari (la morte del figlio Jose Federico, l’amore per Matilde,
compagna di tutta la vita) ed eventi storici (la dittatura argentina,
al termine della quale l’autore fu chiamato a dirigere la
Commissione Nazionale sui Desaparecidos) con le passioni della sua
vita: l’attività politica, la fisica, la letteratura, la pittura.
Arricchita da un testo inedito dell’autore.
L’edizione italiana
di Prima della fine segna la nascita di SUR.
Titolo: “Prima della
fine”
Autore: Ernesto Sabato
Prezzo: euro 15,00
Pagine: 188
Edizioni: SUR
“La sentenza”
di Valerio Varesi
Il libro di Valerio
Varesi edito da Frassinelli è la storia di due uomini rinchiusi in
due istituti penitenziari diversi e che il destino farà incontrare.
E’ l’anno 1944 e nel carcere di San Francesco a Parma è
rinchiuso Bengasi, così chiamato perché ha fatto parte della
Legione Straniera dove aveva trovato riparo pur di scappare dai torti
commessi quando era più ragazzo.
Nello stesso anno e in
quella stessa notte si sente un forte rumore nel Carcere di San
Vittore a Milano, la città è bombardata. Un gruppetto di
prigionieri viene convocato dalle guardie, sono tutti tesi
tranne uno che nella vita è sempre riuscito a sfuggire alle
situazioni dolorose e negative.
Nel frattempo Bengasi
riesce a fuggire con la consapevolezza che l’unico modo per potersi
salvare la vita è la guerra, quella di quei partigiani che hanno
trovato riparo tra le montagne. L’altro detenuto, invece, accetta
la proposta del fascista di fare da spia infiltrandosi fra i
partigiani con il nome di battaglia Jim, nella Quarantasettesima
brigata Garibaldi. Non è la prima volta che si ritrova a compiere un
lavoro disonesto e illecito, ma lo preferisce alle sbarre di una
cella.
La storia di questi due
detenuti, diventati partigiani per occasione, è stata segnata da una
notte che, come un gioco del destino, ha cancellato il loro passato
proiettando i due verso un futuro forse diverso, e verso un’amicizia
che li renderà inseparabili…..
Titolo: “La
sentenza”
Autore: Valerio Varesi
Pagine: 278
Prezzo: euro 17,50
Edizioni. Frassinelli
“Dizionario
Analogico della Lingua Italiana”
di Donata Ferodi e
Elena Dal Pra
Quante volte, mentre
stiamo esponendo un concetto, a voce o per iscritto, la parola che
serve a esprimere correttamente il nostro pensiero ci sfugge, oppure
l’aggettivo o il verbo che meglio si associa a un nome non ci viene
in mente, eppure sappiamo che c’è? Il Dizionario Analogico
della Lingua Italiana, grazie alla sua struttura di parole
raggruppate per grandi aree di significato e opportunamente collegate
da una fitta rete di rimandi, ci guida attraverso le catene delle
analogie fino al termine cercato.
Circa 4000 parole chiave sotto il
cui campo semantico sono raccolti vocaboli, locuzioni e modi di dire,
a esse collegati da criteri di analogia e ordinati secondo la
successione consolidata nel tempo nell’uso abituale dei parlanti,
forniscono al lettore gli elementi per esprimersi e comunicare con
precisione, efficacia ed eleganza.
Il Dizionario
Analogico della Lingua Italiana si rivolge a chi, per motivi di
studio o di lavoro – scrittori, traduttori, giornalisti, addetti
stampa, pubblicitari ma anche scienziati, tecnici e giuristi –, ha
la necessità di trovare le parole e le locuzioni giuste: quelle che
sfuggono, di cui si avverte la mancanza o si presume l’esistenza.
Uno strumento utilissimo per arricchire il proprio lessico e le
proprie capacità espressive.
Titolo: “Dizionario
Analogico della Lingua Italiana”
Autori: Donata Ferodi e
Elena Dal Pra
Pagine: 960
19 mila lemmi 4000 voci
svolte
Prezzo: euro 59,00
“Ballata di un
amore italiano”
di Davide Longo
Sono anni che Checco non
porta a ballare sua moglie Renata. Dondolanti sulle note di un pezzo
degli anni sessanta, si guardano negli occhi e si rivedono trent'anni
prima, poco più che ventenni, persi l'uno nelle braccia dell'altra,
ancora estranei ma già proiettati verso un futuro condiviso.
Questa
sera mentre il gruppo sul palchetto vira in un lento - non c'è nulla
da festeggiare, se non la semplice felicità di stare insieme dopo
tanto tempo. Checco corteggia Renata e la prende un po' in giro, e
Renata si fa corteggiare e fa finta di offendersi. "Abbiamo un
sacco di bei ricordi", le sussurra lui all'orecchio. "Non
vorrei fosse un brutto segno", ribatte lei. "Certo che no,
il tempo seleziona le cose".
E le "cose" importanti -
come una musica di sottofondo, che viaggia in parallelo e segue i
volteggi dei ballerini - si materializzano sotto forma di una
ballata.
Una voce fuori campo si aggancia alle parole di Checco e
Renata e narra le svolte delle loro esistenze.
La serata volge al
termine. Esausti, Checco e Renata si guardano nuovamente negli occhi.
Sanno che con le loro schermaglie da fidanzatini si sono detti più
di quanto le frasi lasciano trapelare. Sanno che anche in questa
serata le loro zone d'ombra non sono mai scomparse, indifferenti alle
due maschere che gli innamorati sanno indossare nei momenti più
opportuni. Lo sanno ma non importa.
Titolo: “Ballata di un
amore italiano”
Autore: Davide Longo
Pagine: 112 brossura
Prezzo: euro 12,00
Edizioni: Feltrinelli
“L’Italia dei
crack”
di Mara Monti
È la parabola della
Parmalat e del suo fondatore, Calisto Tanzi. Vicenda parallela a
quella di Sergio Cragnotti e della Cirio, con la sua rete di società
in esotici paradisi fiscali, dove per anni ha nascosto il denaro dei
risparmiatori.
Era dai tempi del crack Ambrosiano e del Banco di
Napoli che non si vedevano dissesti di queste dimensioni. Più di
mezzo milione le vittime dei crack degli ultimi anni: dai bond
venduti come sicuri e divenuti carta straccia dopo l'insolvenza
(Parmalat, Cirio, Giacomelli, Fin.part), ai derivati spericolati di
Italease, fino alle dot.com della new economy all'inizio degli anni
2000 (Freedomland, Finmatica, Opengate e Algol).
"L'Italia dei
crack" ripercorre le storie del malfunzionamento del sistema
finanziario italiano, gli intrecci con le banche, i controlli troppo
laschi, i conflitti d'interesse dei revisori, dei sindaci e dei
consiglieri. Una ricostruzione lucida e rigorosa che svela misteri e
retroscena del fallimento di alcune grandi società, anche alla luce
delle sentenze che la giustizia ha finalmente emesso. Prefazione di
Orazio Carabini
Titolo: “L’Italia
dei crack”
Autore: Mara Monti
Pagine: 280
Prezzo: euro 9,90
Edizioni: Newton Compton
“Storie di
Vampiri”
A cura di Gianni Pilo
e Sebastiano Fusco
Edizioni integrali
Da Polidori a Stoker, da
Maupassant a Conan Doyle, oltre settanta autori ci accompagnano alla
scoperta di una tra le figure più celebri della letteratura
dell'orrore.
Sono raccolti in
questo volume oltre settanta tra romanzi brevi e racconti di vampiri:
storie di sangue, amore e morte in cui il Principe delle Tenebre, che
continua a sedurre con il suo incredibile fascino milioni di lettori,
è il protagonista assoluto.
L'antologia contiene la letteratura nota
e meno nota sull'argomento, riscoprendo autori che già prima del
celebre Dracula di Stoker avevano creato storie di vampiri e
proponendo i racconti di molti altri che, sulla scia dell'autore del
famoso «pallido Conte» e di un ricchissimo repertorio
cinematografico che ne ha immortalato la figura, hanno appassionato i
lettori fino ai nostri giorni.
Completano questa raccolta
filmografia, bibliografia, schede sugli autori e anche, naturalmente,
l'inconfondibile brivido di terrore che solo la figura del vampiro
riesce a suscitare.
Titolo: “Storie di
Vampiri”
A cura di Gianni Pilo e
Sebastiano Fusco
Edizioni integrali
Pagine: 1204
Prezzo: euro14,90
Edizioni: Newton Compton
3 “101 cose da fare
a Bologna almeno una volta nella vita”
di Margherita Bianchi
Bologna come
non l'avete mai vista!
Città a misura
d’uomo, Bologna è considerata un posto dove si sta bene per il
buon cibo e la cortesia degli abitanti.
I portici che l’hanno resa
famosa sembrano nascondere la bellezza delle sue opere d’arte e la
ricchezza dei suoi palazzi. Ma Bologna è una città da intenditori:
per apprezzarla bisogna fare attenzione ai particolari, trasformarsi
in turisti esploratori alla ricerca delle tante meraviglie custodite
nei musei, nei sotterranei o sulle facciate dei palazzi.
Questa guida
vi accompagnerà nella scoperta dei tesori non solo artistici di una
città con una gloriosa università millenaria, un’industria
all’avanguardia, tradizioni gastronomiche ricchissime e un centro
storico caratteristico per i suoi colori e le decorazioni in
terracotta, attraversato da canali sotterranei e punteggiato da
lussureggianti giardini segreti.
Vi racconterà anche i luoghi di
aggregazione alternativi, le istituzioni culturali ufficiali e quelle
informali, nate dall’iniziativa di individui e associazioni, che
rendono Bologna una città vivace e divertente, che non mancherà mai
di stupirvi.
Titolo: “101 cose da
fare a Bologna almeno una volta nella vita”
Autore: Margherita
Bianchi
Pagine: 336
Prezzo: euro14,90
Edizioni: Newton Compton
“101 perché sulla
storia di Milano che non puoi non sapere”
di Marco Dell’Acqua
e Giuliano Pavone
Perché a Milano si beve
l’eterna giovinezza? Perché la madunina brilla sempre più de
luntan? Perché Milano è la culla e la tomba delle grandi stagioni
politiche?
Una Milano che
pare correre senza sosta, svelata da 101 curiosissimi “perché”,
che ripercorrono la sua storia, dalle origini lontane e sepolte nei
secoli al presente complesso e pieno di cambiamenti.
Una città che
sembra a volte dimentica del suo passato ma che invece, scavando a
fondo, si rivela ricca di storia, segreti, curiosità e appassionanti
aneddoti. Dalla scrofa lanuta al ponte delle sirenette, da
sant’Agostino alle cannonate di Bava Beccaris, da Leonardo da Vinci
alla plastica, dal futurismo all’Amaro Ramazzotti, da Verdi a Bob
Marley: 101 domande e risposte su Milano, 101 storie per conoscere e
amare questa città, e per scoprire che ha ancora tanto, tantissimo
da raccontare
Titolo: “101 perché
sulla storia di Milano che non puoi non sapere”
Autori: Marco Dell’Acqua
e Giuliano Pavone
Pagine: 288
Prezzo: euro 14,90
Edizioni: Newton Compton
”101 buoni alimenti che si
prendono cura di noi” di Pier Francesco Lisi
La salute a portata di
piatto? Ebbene sì. Selezionare con cura i nostri alimenti ci aiuta a
mantenerci in forma e a prevenire tante malattie. Ma come possiamo
scegliere i prodotti giusti?
E dove è possibile acquistarli?
In
realtà i cibi sani si trovano in qualsiasi mercato o supermercato:
basta conoscerli ed essere informati sulle loro proprietà. In questo
volume Pier Francesco Lisi ci indica ben 101 alimenti che aiutano a
rispettare e proteggere il nostro corpo.
Dagli agrumi che hanno tanta
vitamina C alla frutta secca utile per il nostro cervello e per le
arterie; dal vino biologico che non fa venire il mal di testa allo
zenzero, prezioso alleato contro l’emicrania.
I prodotti scelti
fanno parte della migliore tradizione gastronomica italiana e per
ognuno, oltre agli aspetti benefici, sono fornite indicazioni per
l’acquisto, la conservazione e il consumo.
A conclusione del libro
troverete inoltre ben 30 gustose ricette, per preparare dei piatti
che al tempo stesso accontentino salute e gola!
Titolo: “101 buoni alimenti che si
prendono cura di noi” Autore: Pier Francesco Lisi
Pagine: 224
Prezzo:euro 9,00
Edizioni: Newton Compton
“L'ABC della
musica”
di Martina HOLTZ
Il piccolo Freddy
introduce i bambini nel favoloso universo della musica spiegando loro
le prime, facili nozioni base.
Giochi, quiz, canzoncine e
filastrocche sono gli strumenti utilizzati per l’apprendimento, che
risulta così sempre coinvolgente e accattivante.
Nella seconda
parte del libro, Freddy presenta i principali strumenti musicali
spiegandone il funzionamento, la famiglia di appartenenza, la
"personalità" del timbro e la funzione in orchestra. Le
descrizioni sono arricchite da fotografie, illustrazioni e dagli
ascolti del CD audio allegato.
Nello stesso CD
ci sono anche le versioni strumentali dei brani, proposti in
arrangiamenti moderni e brillanti, per cantare a tempo leggendo la
musica.
Facile,
divertente, coloratissimo: grazie a L’ABC della musica leggere gli
spartiti e riconoscere gli strumenti sarà un gioco da ragazzi!
Titolo: “L’ABC della
musica” Teoria musicale di base per ragazzi!
Autore: Martina
Holtz
Pagine: 112
Prezzo: euro 12,00
Con CD audio
Edizioni Curci
“ABC D’ARTE”
Lettere nascoste nei
quadri
Dove si nasconde la
lettera F nel quadro di Mondrian? e la lettera O nel quadro di
Matisse?
Un divertente nascondino
con le 26 lettere dell’alfabeto che il bambino cerca all’interno
di 26 opere d’arte. Da Giotto a Piero della Francesca, da Picasso a
Miró, un viaggio stimolante e insolito attraverso l’arte e i suoi
massimi esponenti.
A volte ben nascoste altre più evidenti, le
lettere interagiscono con il lettore e questo libro diventa
un’opportunità di gioco per scoprire l’arte e imparare
l’alfabeto attraverso l’incontro di una lettera e un quadro.
Il
filo conduttore di questo progetto è l’interattività: il bambino
è stimolato a entrare nel libro e a creare, proprio come farebbe
l’artista. Avvicinare i bambini all’arte non è mai troppo
presto.
Alla fine del libro ci
sono le soluzioni accompagnate da un breve testo che svela
informazioni relative al quadro e all’artista. Un libro pieno di
stimoli per sviluppare creatività e fantasia
Titolo: “ABC D’ARTE”
lettere nascoste nei quadri
Pagine: 64
Prezzo € 17,00
Edizioni : Franco Cosimo
Panini
Target: da 6 anni
“LA QUESTIONE
MORALE”.
Eugenio Scalfari intervista Enrico Berlinguer
Roma, 28 luglio 1981.
L’intervista rilasciata da Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari
contiene una scudisciata che il giorno dopo farà sobbalzare i
lettori della «Repubblica» e mezza classe politica italiana: «I
partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela».
Nessun leader, nel tempo della Prima Repubblica – con l’esclusione
dell’antisistema Marco Pannella – aveva mai osato tanto. Sono
passati trent’anni da quel giorno. Trent’anni di questione
morale. Trent’anni di rabbia e di oblio.
È stato esattamente
trent’anni fa, che in un’estate calda Enrico Berlinguer ha
coniato – in un’intervista che sarebbe entrata in tutti gli
archivi – questa locuzione destinata a raccontare l’Italia di
allora, quella di Mani pulite (che sarebbe arrivata undici anni più
tardi) e – purtroppo – anche quella che stiamo vivendo, nel tempo
dei pizzini, degli appalti facili, della P3 e della P4. Dalla
Prefazione di Luca Telese
Titolo: “La questione
morale”
Eugenio Scalfari
intervista Enrico Berlinguer
Pagine: 64
Prezzo: euro 6,50
Editore: Aliberti
“Manuale di
diritto dell'informazione e della comunicazione”
Privacy, diffamazione
e tutela della persona. Libertà e regole nella Rete
di Ruben Razzante
Il Manuale di diritto
dell'informazione e della comunicazione del prof. Ruben Razzante,
giunto alla quinta edizione, è un volume che illustra le novità
normative, dottrinali e giurisprudenziali riguardanti i media e le
tecnologie.
Risulta utile agli avvocati che si occupano di tutela
della privacy, di cause per diffamazione e tutela dell'immagine, di
rivendicazioni del diritto d'autore, anche a mezzo internet; risulta
utile agli operatori del mondo dell'informazione e della
comunicazione, giornalisti in primis, perchè contiene tutti i
riferimenti deontologici, corredati da esempi pratici e illuminanti;
risulta utile alle aziende che investono in tecnologie, perchè le
aiuta a districarsi nei meandri di regolamentazioni sempre piu'
complesse; risulta utile ai docenti e agli studenti di corsi di
laurea in giornalismo e comunicazione, perchè contiene spiegazioni
esaurienti e aggiornate di tutti i diritti e i doveri in materia;
risulta, infine, utile ai semplici appassionati di libertà
d'informazione, perchè fornisce loro gli strumenti per valutare le
criticità della situazione italiana ed europea.
Manuale di diritto
dell'informazione e della comunicazione
Privacy, diffamazione e
tutela della persona. Libertà e regole nella Rete
di Ruben Razzante
Cedam Anno: 2011
Prezzo: euro 39,00
“Sommossa”. La
Piazza contro la Democrazia
La sinistra e le
sommosse di piazza secondo Palmieri
Una data: 7 luglio 1960.
Una città: Reggio Emilia. Da qui Franco Palmieri prende l'abbrivo
per un ampio, articolato e convincente ragionamento sull'intreccio
fra cultura e politica da parte del Partito comunista che per anni
non ha smesso di sognare e di preparare la rivoluzione, di cui i
tragici fatti del 7 luglio 1960, quando a Reggio Emilia la polizia
uccise cinque militanti comunisti, furono una sorta di prova
generale. Sommossa.
La Piazza contro la Democrazia non è un
saggio soltanto storico, anche se per due volte viene citato
l'aforisma di Aldo Palazzeschi secondo cui «l'Italia è il Paese
dove d'attualità è solo il passato»: quella data e quella città
sono l'emergenza simbolica di un processo che dura tuttora,
attraversando i moti del '68, il G8 di Genova nel 2001, fino ai black
bloc di oggi. L'analisi di Palmieri mostra il ruolo “antagonista”
della cultura di sinistra (conferenze, libri, film) che hanno
forgiato la mentalità di «vendicatori travestiti da patrioti», che
non hanno mai accettato la sconfitta del 1948 per opera della
Democrazia cristiana.
Da qui un continuo appello alla piazza, essendo
minoranza acritica nelle istituzioni. Il 1960 fu l'anno del governo
Tambroni, sostenuto dalla Dc con l'appoggio esterno del Msi.
L'innesco (il pretesto) fu l'annunciato Congresso del Msi a Genova.
Il 30 giugno venne proclamato dalla Camera del Lavoro genovese lo
sciopero generale per sventare «la minaccia fascista». Per motivi
di ordine pubblico il Congresso non si farà, eppure il 2 luglio
Genova fu teatro di cortei e di scontri che si ripeterono il 6 a Roma
in Porta San Paolo, e il 7 a Reggio Emilia, con l'epilogo tragico la
cui dinamica quattro anni d'inchiesta non riuscirono a chiarire. «Era
l'antifascismo miltante», scrive Palmieri, «che voleva scendere in
piazza in un Paese, l'Italia, dove il fascismo non c'era più e c'era
un partito di destra che pur avendo nel suo seno dei vecchi fascisti
- come del resto erano stati milioni di italiani - stava in
Parlamento grazie a libere elezioni democratiche».
Ma perché,
dunque, Reggio?
Non solo perché Reggio Emilia è il capoluogo del
“triangolo della morte” in cui si perpetrarono gli assassinii del
1945, ma anche perché la città era una campionatura efficace della
strategia culturale del Partito comunista, con le Case del popolo
come cattedre di indottrinamento, temperato però dal rituale dei
tortellini e della balera. E Palmieri racconta gli eventi dall'angolo
visuale del Presidio militare di Reggio, dove lavorano un maggiore,
un maresciallo e un caporale di leva, studente di legge, che è (lo
si capisce subito) l'autore stesso del racconto. Il giovane caporale,
romano, partecipa alle consuetudini dei coetanei (Casa del popolo,
cinema, abiti borghesi custoditi da un amico), in una sorta di
solidarietà sottintesa, senza che ci sia mai un vero chiarimento ai
dubbi che gli vengono dai libri che legge, dalle intenzioni che
intuisce.
È il clima della saga di Peppone e don Camillo, «inventata
sul filo della bonarietà da Giovannino Guareschi, funzionale più a
Togliatti che a De Gasperi». Palmieri, informatissimo anche sulla
letteratura americana, è magistrale nel ricostruire attraverso libri
e film la temperie degli anni in cui il realismo era diventato stanca
ripetizione di una formula (Democrazia=Resistenza comunista) e la
letteratura cercava altre strade, come fece Calvino evadendo verso
favole surreali. Bel libro, coraggioso e tutto da leggere,
lasciandosi trascinare dal compatto fluire delle argomentazioni di
Franco Palmieri, che non concede al lettore nemmeno il respiro di
un'articolazione in capitoli.
(recensione da
L'Avvenire del 01 novembre 2011)
Titolo: “Sommossa. La
Piazza contro la Democrazia”
Autore: Franco Calmieri
Pagine: 228
Prezzo: euro 17,00
Edizioni: Bietti Media
“Da casa Pintor”
Un’eccezionale
normalità borghese:
lettere familiari, 1908-1968
Protagonista di questa
storia è la famiglia Pintor, che occupa un posto importante nelle
vicende militari, culturali e politiche dell’Italia del Novecento.
A narrarla dalle diverse città abitate (Firenze, Roma, Cagliari), è
principalmente la voce di Adelaide Dore Pintor, moglie di Giuseppe e
madre dei più noti Giaime e Luigi, oltre che di Silvia e Antonietta.
Donna colta e ottimista,
Dedè scrive centinaia di lettere che l’aiutano a mantenere larghi
gli orizzonti di una vita sempre più appartata e che ci introducono
nel vivo di una storia fatta di spostamenti, di studi, di musica e di
romanzi, venata di passioni e di delusioni, di progetti e di lutti;
una storia che passa attraverso la belle époque, le guerre mondiali
e il fascismo, approdando con quel che resta della famiglia, sgomenta
e unita, sulle rive scomposte dell’Italia repubblicana.
I documenti inediti
raccolti nel volume permettono di assistere in diretta al dipanarsi
di un mondo di eccezionale normalità borghese in fuga dalla
mediocrità, in cerca di un equilibrio in mezzo ai rovesci della
Storia.
Da casa Pintor
A cura di Monica Pacini
2011,
pagine: 232
Prezzo: euro 25 ,00
Edizioni: Viella
“Oltre il
respiro”. Massimo Troisi, mio fratello
di Rosaria Trisi e
Lilly Ippoliti
Un grande amore finora
mai rivelato, il coraggio nello sfidare la malattia, la tenacia
nell'inseguire un sogno, la malinconia e la capacita' di sorridere
per tenere a bada la morte. E' l'esperienza umana di Massimo Troisi a
venir fuori nel ritratto dell'attore fatto dalla sorella Rosaria,,
con Lilly Ippoliti, nel libro 'Oltre il respiro' (Jacobelli), che è
stato presentato in anteprima il 27 ottobre alla Casa del Cinema, per
il Festival del Film di Roma.
"Amava molto
essere coccolato e nutriva una profonda ammirazione per le donne e il
loro modo di sapersi prendere cura degli altri. La perdita di nostra
madre gli tolse la serenità e il rischio di poter soffrire un nuovo
distacco provocò in lui la paura di relazioni durature",
racconta Rosaria Troisi. A trent'anni dall'uscita di 'Ricomincio da
tre' e a diciassette anni dalla morte di Massimo Troisi, avvenuta il
4 giugno del 1994, la sorella apre lo scrigno dei ricordi raccolti da
Lilly Ippoliti, che da anni si occupa di progetti educativi per
ragazzi a rischio ed è autrice di un racconto metaforico che viaggia
insieme a quello di Rosaria Troisi.
Scritto dopo la
morte dell'attore, 'Dialoghi in controluce' della Ippoliti trasfigura
infatti la vicenda artistica di Troisi in un percorso simbolico in
cui l'attore è l'incarnazione del Piccolo Principe. Nel libro anche
foto inedite dell'archivio di famiglia, un'appendice di Francesco
Costa sul cinema di Troisi, estratti di interviste e dichiarazioni
dell'attore e le dieci tavole di Rancho che prendono spunto dalle
foto di scena dei suoi film. "Quando Massimo Troisi è morto ho
scritto questo racconto come una specie di sfogo personale e poi lo
ho fatto arrivare a Rosaria come gesto d'affetto e così ci siamo
incontrate", racconta la Ippoliti che con la sorella di Troisi
ha scritto anche 'Lasciateci le ali' (Datanews) sulla guerra in
Kosovo.
"Non ho mai
incontrato Troisi - continua la Ippoliti - e la cosa che ha più
stupito Rosaria è che da quello che ho scritto é come se io e
Massimo fossimo stati sempre amici. Dal suo primo film, mi ha sempre
colpito la sua grandissima malinconia. Teneva a bada la morte perché
sapeva di avere poco tempo e sapeva far ridere nelle situazioni più
drammatiche. 'Il Postino' è stata la realizzazione di sé come
poeta. Finito il film è morto come il Piccolo Principe che si fa
ammazzare dal serpente perché la sua missione è finita". "Il
cinema - spiega la Ippoliti - è un mezzo che lui usava per far
sentire la sua voce delicata, per raccontare e denunciare il disagio
e lo faceva con leggerezza. Tutti ricorderanno il suo discorso per la
Coppa Volpi a Venezia in cui disse che era stato benissimo, in un
albergo bellissimo per poi chiedere 'ma i poveri dove sono?'. Massimo
andava dritto allo scopo e non scendeva a compromessi". "Vorrei
indignarmi di più e saper comunicare questa indignazione, questo
disagio, senza per ciò diventare una delle voci indistinte del
coro", aveva detto Troisi in uno degli spezzoni di interviste
riportate nel libro. E ancora: "Vorrei con il cinema poter
smuovere almeno una coscienza". Nel raccontare suo fratello,
Rosaria Troisi ripercorre la storia di un timido ragazzo di San
Giorgio a Cremano, dove Massimo era nato il 19 febbraio 1953, il
rapporto fondamentale con la madre, morta quando era ragazzo, e
quello con il nonno Pasquale che "si attardava a tavola
raccontandoci gli incredibili aneddoti della sua vita. Ci incantava
tutti, con quei suoi gesti da attore consumato, con le pause studiate
mentre sbucciava la frutta. Era come stare a tavola con Eduardo.
Massimo era piccolo e lo osservava in silenzio, rubando con gli occhi
l'arte di quella genuina seduzione". Dai primi passi in
palcoscenico alla Smorfia fino a 'Il Postino', il suo ultimo film,
viene proprio fuori la tenacia di inseguire un sogno.
Ansa.it
Titolo:“Oltre il
respiro”. MassimoTroisi, mio fratello
Autore: Rosaria Troisi e
Lilly Ippoliti
Pagine: 120
Prezzo:euro: 25
edizioni: Jacobelli
“Giù al Sud”.
Perchè i terroni salveranno l'Italia
(non spedito manca indirizzo
mail)
di Pino Aprile
“Mai ho viaggiato a Sud
come in questi ultimi due, tre anni, e ogni volta mi sorprendo a fare
il conto di quanto non ne so e di quanto si possa percepire, di
intenso, profondo, senza riuscire a cogliere appieno il senso
dell’insieme. Ho pensato che fosse più corretto raccontare le
tappe del mio viaggio, senza ricorrere ad artifici che le facessero
diventare parte di una narrazione unica.
Ma questo paesaggio
narrativo comunque parla, e sapere di noi, chiunque noi siamo,
ovunque siamo, è opera collettiva. Questo libro è il mio mattone
(termine disgraziatissimo per un libro) per il muro della casa che si
costruisce insieme. Il Sud non ha voce, o voci piccole e sparse, ed è
possibile che gli stessi protagonisti non percepiscano quanto siano
parte di un tutto, forse decisivo. Mentre tutti guardano al Nord,
ricco e potente, alle loro spalle, al Sud, credo stia nascendo
l’Italia di domani. Un’Italia migliore”.
Cosa succede dove
sembra che non stia succedendo nulla? Nelle regioni più dimenticate,
come la Calabria che pare esistere soltanto per la criminalità e la
’ndrangheta? Invece, forse, è proprio lì che si prepara il
futuro.
Un viaggio a tappe
nel Sud, dove ogni esperienza parla per sé e di sé ma, tutte
insieme, riescono a disegnare un paesaggio narrativo intenso e unico.
Titolo: “Giù al Sud”
Autore: Pino Aprile
Pagine: 476
Prezzo: eur0 19,50
Edizioni: Piemme
“Tu sei il male”
di Roberto Costantini
Il primo volume di una straordinaria trilogia poliziesca. Tu sei il
male è un thriller di rara potenza e travolgente intensità. Roma,
11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo
Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del
Vaticano, scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele
Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro.
Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo
quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si
butta a capofitto nelle indagini.
Qualcosa però va storto e il
delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri
battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di
Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri,
ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a
bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio
dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire
l’inchiesta.
Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo
ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto.
Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente
peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un
Male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più
spaventoso dell'altro.
Tu sei il male è un congegno narrativo di
precisione diabolica che risucchia il lettore in un vortice di
rivelazioni e colpi di scena a cui è impossibile sottrarsi, ma è
anche un romanzo capace di gettare uno sguardo lucido sui conflitti
che attraversano la nostra società e di allestire una riflessione
non banale su quanto sia labile il confine che separa il bene dal
male, i colpevoli dagli innocenti.
Roberto
Costantini (Tripoli, 1952), ingegnere, consulente aziendale, oggi
dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna anche al
Master in Business Administration. Questo è il suo romanzo
d’esordio, il primo volume di una trilogia con protagonista Michele
Balistreri.
Titolo:“Tu sei il
male”
Autore: Roberto
Costantini
Pagine: 672 ,
Prezzo: euro 22,00
Edizioni: Marsilio
“Melacanti?”
(libro con cd audio)
di Chiara Carminati |
Allegra Agliardi e Giovanna Pezzetta
La banana ha la forma di
un sorriso e balla la samba, i pop corn saltellano felici mentre la
noce si addormenta con una dolce nenia. La pera è un pò gelosa
mentre canta il coro del minestrone.
A ogni cibo è dedicata
una filastrocca.
La straordinaria fantasia di Chiara Carminati
inventa un mondo in cui frutta e ortaggi si animano: ci sono
fagiolini e ciliegie, peperoni e albicocche, 15 testi musicali che
stimolano la voglia di inventare nuove storie! Un trionfo di sapori,
profumi e colori esaltati dalle illustrazioni giocose di Allegra
Agliardi che si diverte a creare con materiali e tecniche artistiche
diverse.
I cibi diventano
l’espressione di umori e sensazioni, una carrellata di “tipi”
che il piccolo riconosce come parte del suo universo.
La musica del cd audio in
allegato esalta l'emozione che le parole trasmettono, rende le rime
interattive e coinvolge i bambini in balli e movimenti.
Il bambino si rende
consapevole dell’evoluzione delle emozioni che sono espresse
attraverso rime, musiche e movimenti.
Un libro da cantare a
pancia piena!
Titolo: “Melacanti?
“(libro con cd audio)
Autore: Chiara Carminati
| Allegra Agliardi e Giovanna Pezzetta
CD audio: 15 tracce, 25
minuti
Pagine: 32
Prezzo € 20,00
Edizioni: Franco Cosimo
Panini
Target: da 1 anno
“Roma Caput Vini”
di Giovanni Negri e
Elisabetta Petrini
A svelare in anteprima il
cuore di questo romanzo - che per la sua copertina sceglie
accattivanti particolari di pitture antiche dominate da meravigliosi
grappoli - è uno dei due autori, Giovanni Negri. "Vino e
legioni, vino e gioco, vino e sesso, vino e politica nell'antica Roma
credo siano raccontati senza pesantezze e senza noia. Ma il cuore del
libro è rappresentato dalla clamorosa scoperta effettuata
recentemente dal professor Attilio Scienza, della Cattedra di
Viticoltura dell'Università di Milano e studioso di genetica della
vite. Grazie alle ricerca della sua equipe e alle più avanzate
tecniche di analisi del DNA oggi, nel 2011, scopriamo che ben 78
vitigni europei sono i pronipoti genetici del vitigno affidato
dall’imperatore Marco Aurelio Probo alle proprie legioni, affinché
fosse impiantato in ogni terra dell’impero, dalla Britannia alla
Pannonia".
Questo vitigno -
l’heunisch (unno) - è anche il vitigno che sino all’alto medio
evo ha prodotto i due terzi di tutto il vino europeo. I vini d’Europa
hanno perciò da oggi il proprio padre putativo in Marco Aurelio
Probo, in Roma la potenza militare ma anche agricola che insedia la
vite sul continente, nelle legioni romane l' imponente strumento che
Probo volle trasformare - in tempo di pace - nel più formidabile
strumento di diffusione e coltivazione della vite.
Insomma, la più moderna
tecnica di ricerca rende oggi finalmente noto ciò che accadde dal
280 dopo Cristo in poi, quando Marco Aurelio Probo cancellò l’editto
di Domiziano, selezionò un vitigno e impose ai legionari di
impiantarlo in tutto l’Impero. Fu questo il vero battesimo della
viticoltura in tutta Europa, ed è per questo che oggi possiamo
ridefinire Roma capitale d'Italia anche come Roma Caput Vini.
E’ destinato a
diventare un libro che farà epoca nella storia dell’enologia.
Un’altra impresa
letteraria di Giovanni Negri, personaggio della cultura italiana,
produttore di vino e scrittore, in collaborazione con Attilio
Scienza, studioso di genetica della vite, rinomato Professore con
cattedra di viticoltura presso la Facoltà di Agraria dell’Università
di Milano, ed Elisabetta Petrini, ricercatrice e studiosa di
etimologia. “Un’emozione profonda come Pompei. Il vino italiano
scrive la Storia
Giovanni Negri, un
passato in politica (è stato segretario del Partito Radicale) ed un
presente come produttore di vino nelle Langhe e come scrittore (suo
il giallo edito da Einaudi Il sangue di Montalcino), ha scritto Roma
Caput Vini a quattro mani con la moglie Elisabetta Petrini
Titolo: “Roma Caput
Vini”
Autori: Giovanni Negri e
Elisabetta Petrini
Pagine: 216
Prezzo: euro 18,00
Edizioni Mondatori
“Per affari e per
amore.
Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi”
di Bruno
Vittorio
Un secolo e mezzo prima
del Risorgimento Daniel Defoe, autore di "Robinson Crusoe",
osservava che tutto quel che c'era da inventare in fatto di affari,
mutue, banche e assicurazioni gli italiani lo avevano già inventato
da un pezzo.
Il fiuto per gli affari dei nostri connazionali non
risale certo all'Unità d'Italia, già nel Rinascimento i banchieri
genovesi, fiorentini e veneziani avevano trovato il modo di
assicurare i preziosi carichi di merci in navigazione sui mari del
pianeta garantendosi cospicui indennizzi nel caso delle (frequenti)
avversità.
Le mirabolanti avventure dei protagonisti del
Risorgimento da Mazzini, Garibaldi, Cavour ai giorni nostri sono
rilette in questo volume nella cornice della storia della finanza e
delle assicurazioni.
Una storia fatta di avventure, segreti e
insospettabili protagonisti di un'Italia finalmente unita anche
perché da sempre c'è stato chi si è industriato a far soldi
sapendo dove trovarli e come investirli.
Titolo: “Per affari e
per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi”
Autore: Bruno Vittorio
Pagine: 232
Prezzo: euro 22,00
Edizioni: Rizzoli
“Il Cappotto
azzurro”
il nuovo libro di
Emilia Vigliar
Il libro- Alla
presentazione di un romanzo Titta avvicina Alberto, affascinante
scrittore dal passato oscuro, chiedendogli di leggere un suo
manoscritto.
Tra i due nasce una relazione che sfocia in un
matrimonio, presto rivelatosi infelice.
Il lettore scoprirà, insieme
con la protagonista, la natura contorta di un uomo che svolge
lentamente un’opera di plagio perversa ed inarrestabile …
L’autrice – Emilia
Vigliar, salernitana, ha insegnato per diversi decenni materie
giuridiche nell’Università di Salerno ed è attualmente docente di
Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Napoli.
Ha
pubblicato numerose opere di carattere scientifico.
Nel 2008 il suo
primo romanzo: Il Cammino delle Stelle
Titolo: “Il Cappotto
azzurro”
Autore: Emilia Vigliar
Pagine: pagg. 203
Prezzo: € 16,00
Edizioni: Vele Bianche
Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti
di Indro Montanelli
È risaputo.
L'alta società assomiglia in tutto e per tutto a un ballo di gala:
sotto i lustrini e gli abiti da sera pulsano le rivalità e le
discordie più accese, circolano le peggiori malignità e i più
infondati pettegolezzi.
Eppure c'è chi in questa zona oscura del bel
mondo ha imparato a camminare a occhi chiusi, armato solo di un
inseparabile taccuino e di una penna affilatissima. Il suo nome è
Indro Montanelli.
Cosa c'entra una delle firme più prestigiose del
Novecento italiano con i retroscena del jet-set e dei salotti
letterari?
La risposta è in questo libro, un concentrato di
frecciate che sbeffeggia senza risparmio le ipocrisie e le piccolezze
di amici, nemici, conoscenti e colleghi, riuscendo sempre a
trasformare lo sdegno in ironia, il disprezzo in aforisma, la
cattiveria in arte.
In questi fulminanti testi, scritti per puro
divertimento negli anni Cinquanta (sotto lo sguardo spietato del suo
"cattivo maestro" Leo Longanesi), Montanelli rivela tutto
il suo talento di dissezionatore del malcostume e mette a frutto il
suo fiuto da segugio per stanare le contraddizioni e le magagne di
chi gli sta intorno.
Ma questi "Ricordi sott'odio" non sono
solo un gustosissimo esercizio di crudeltà, sono anche e soprattutto
la foto di gruppo di una stagione culturale che nella storia recente
del nostro Paese non ha eguali.
Titolo: “Ricordi
sott'odio”. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti
Autore: Indro Montanelli
Pagine: 218
Prezzo: euro 17,00
Edizioni Rizzoli
Mani Bucate
Il Libro con i nomi delle imprese che
incassano i soldi pubblici
di Marco Cobianchi
"Il Nord si è sempre lamentato di essere
ostaggio dell'inefficienza e degli sprechi del Sud. Qui raccontiamo
come il Mezzogiorno sia stato assaltato dalle imprese del Nord che
propongono investimenti, ottengono soldi pubblici e poi scompaiono".
Un fiume di soldi alle imprese e l'Italia
va a picco. Perché? Questo libro entra nell'incredibile mondo delle
aziende mantenute dallo Stato. Per la prima volta racconta, facendo
nomi e cognomi, decine di storie di società, banche e multinazionali
che hanno incassato miliardi di euro pubblici spesso senza produrre
né crescita né occupazione. Fiat, Pirelli, la Saras dei Moratti e
le industrie sarde (Portovesme,Vinyls, Ila, Alcoa).Ma anche giornali,
radio e tv; tutto il mondo del cinema, compresi cinepanettoni e film
in 3D; agricoltura e allevamento (8 milioni dei contribuenti sono
serviti ai grandi marchi per farsi pubblicità), compagnie aeree,
hotel e perfino skilift.
Banca d'Italia e Corte dei conti sono netti: gli
aiuti sono inutili. Tutti i soldi a favore del Sud hanno generato un
aumento del Pil di appena lo 0,25 per cento all'anno.
Poche eccellenze, molti miliardi buttati via.
Eppure ogni cosa è sussidiata. Tutto quello che compriamo l'abbiamo
pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse.
Quello che gli italiani versano alle aziende è
un contributo invisibile, fatto di migliaia di leggi che concedono
agevolazioni fiscali, soldi a fondo perduto, garanzie sui prestiti.
Con le tasse si alimentano clientele e basi elettorali. Negli ultimi
dieci anni sono state avviate dall'Unione europea quasi 40.000
pratiche per aiuti italiani potenzialmente illegali. Perfino la mafia
è sussidiata dallo Stato. I soldi pubblici vengono usati dalle
aziende per pagare i debiti. Altre volte lo Stato paga per nuove
assunzioni, ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i
sussidi. La politica tace. Questo sistema è alla base del declino
italiano.
Marco Cobianchi è
giornalista di "Panorama" e da sempre si occupa di
economia. Per scrivere questo libro ha letto centinaia di pagine di
documenti europei, rapporti di spesa, gazzette ufficiali nazionali,
regionali, comunitarie e molto altro. Documenti tecnici, per lo più
sconosciuti ma che gli hanno permesso di compiere uno straordinario
viaggio nel cuore di un sistema economico che non è liberale, non è
statalista ma sussidiato.
È autore anche di “Bluff. perché gli economisti
non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente”
(Orme, 2009).
Mani
Bucate
Chairelettere
editore
120
Pagine
Euro
15,90
101 Storie Maya che dovresti conoscere
prima della fine del
mondo
di Vincenzo Reda
Fino a ieri i Maya erano considerati un pacifico
popolo di osservatori del cielo, oggi invece vengono spesso descritti
come una civiltà di feroci guerrieri, ossessionata da una concezione
ciclica del tempo, unica nella storia. È nota a tutti l’oscura
profezia secondo cui il mondo che conosciamo sarebbe destinato a
scomparire il 21 dicembre 2012…
Le 101 storie raccolte in questo volume
intendono fare chiarezza su questa ricca cultura, fiorita tra selve
inestricabili e altipiani tormentati da terremoti ed eruzioni, e
rivelarne tutti gli aspetti ancora poco noti. A cominciare dalla
verità sui sacrifici umani e sui riti durante i quali i sacerdoti
strappavano il cuore ancora palpitante dal petto dei prigionieri. E
ancora: piramidi altissime scoperte da avventurieri, sovrani
costretti a donare il proprio sangue, eserciti di moderni
conquistadores che scavano tra le rovine con la dinamite.
Dalla preistoria al colonialismo, un racconto in parte inedito che
espone i ritrovamenti archeologici recenti, ma anche le teorie della
New Age e della fantarcheologia: la vicenda dei Maya finalmente
narrata a tutto tondo.
Alcune
delle 101 storie: II Balam scruta il cielo e chiede sangue Etel Ceh: la
terra dei tacchini e dei cervi La Beringia, un’autostrada
per l’America Dalli al mammut! Il disastro
dell’ilopango Tonatiuh ma anche ladro di
galline L’archibugiere rinnegato Ah Chuen, il dio
scimmia Cuxolalob, la conoscenza dell’ordine Calcio o
pallacanestro? No: pok-a-tok Il militare dell’armata
rossa Rococò maya Il faraone maya Fine del
mondo o inizio di un mondo nuovo? e
tante altre storie affascinanti da una civiltà ricca di misteri.
Vincenzo Reda, calabrese di nascita ma torinese di adozione, si
occupa di archeologia e storia della Mesoamerica da circa 40 anni.
Già editore, fino al 1996 è stato consulente editoriale per
periodici come !Oasis” e “Airone”, e successivamente ha
collaborato con !Archeo”, “Medioevo”, “Archeologia Viva”.
Lavora come consulente per “Focus Storia”. Collabora con una
ruibrica sull'enogastronomia per “INformaCIBO”. Sul sito
www.vincenzoreda.it cura un
blog di archeologia e storia precolombiana.
101 Storie Maya che dovresti conoscere prima della fine del mondo
di Vincenzo Reda
Edizioni Newton Compton
Euro: 12,90
“Il vino in
Italia”
Regione per regione guida
narrata al turismo del vino
Un viaggio nell’Italia del buon
gusto alla scoperta dei tesori del sapore
nascosti in un bicchiere di
vino
di
Slawka G. Scarso
Raccontare
il vino significa mettersi in viaggio, per esplorare le zone di
produzione più belle e interessanti ma, soprattutto, per dare voce a
chi produce la bevanda italiana per eccellenza. Perché la bellezza
del vino sta proprio nelle tante avventure che si possono trovare
dentro a un bicchiere, storie di passioni capaci di infondere una
personalità indimenticabile ad ogni etichetta.
Dalla Valtellina alla
Basilicata, dall’Alto Adige alla Sicilia, Il vino in Italia
contiene tutti i riferimenti utili per andare in cantina, farsi una
passeggiata in mezzo ai filari e, magari, per spillare un bicchiere
direttamente dalla botte che lo contiene. Per ogni zona vinicola sono
stati scelti i produttori più rappresentativi, quelli in grado di
abbinare l’eccellenza nella manifattura a una grande cultura
dell’accoglienza. Il tutto è completato da aneddoti storici,
dritte su cosa è indispensabile degustare e, naturalmente, da
indicazioni utili su dove mangiare e dormire. Perché il turismo
enologico è tutto questo insieme: vino, cibo, cultura e territorio.
Il vino in Italia è una guida adatta a tutti, pensata per il
semplice appassionato così come per l’esperto, un libro che farà
da bussola agli amanti della degustazione in giro per lo stivale, o
permetterà loro di viaggiare direttamente da casa, seduti
comodamente in poltrona, accompagnando la lettura a un buon bicchiere
di vino.
Slawka
G. Scarso
Consulente di comunicazione enogastronomica e docente di marketing
del vino presso la LUISS Business School. Diplomata sommelier AIS, ha
collaborato a numerose testate specializzate, tra cui “Bibenda”,
“Duemilavini”, “Bargiornale”, “Tigulliovino” e “Identità
Golose”. Dal 2005 cura il blog marketingdelvino.it. Per
Castelvecchi ha pubblicato nel 2010 la narra guida Il vino a Roma.
Titolo:
“Il vino in Italia”
Autore:
Slawka
G. Scarso
Pagine:
382
Prezzo:
euro 16,90
Editore: Castelvecchi
Un
Natale in giallo”
di Gian Mauro Costa,
Carlo Flamigni, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Ben Pastor,
Santo Piazzese, Francesco Recami
Petra e Fermín, Enzo
Baiamonte, Primo detto Terzo, Amedeo Consonni, Massimo e i vecchietti
del BarLume, Martin Bora e Lorenzo La Marca. I nostri più amati
investigatori, dinamici o pigri, sentimentali o cinici, soli o in
compagnia, a fine anno si imbattono inevitabilmente nel Natale.
Festa, si sa, significativa e densa per tutti, in cui ci si sente
molto soli o troppo in compagnia. Il Natale è una dura prova.
E si
può vedere cosa succede all’investigatore dopo; per così dire:
quando la sua avventura poliziesca è terminata.
Difficile dire se i
personaggi dei libri godano davvero di vita propria o se questa sia
solo una semplificazione ad effetto. Però, quando è ben ideato, il
protagonista di una serie di romanzi costringe lo scrittore a
rispettare la sua personalità come qualcosa di oggettivo. Alleati
del personaggio, in questa sua resistenza all’autore, siamo noi
lettori che ai personaggi ci leghiamo, quando li sentiamo convincenti
e vogliamo condividerne la vitalità.
Gli investigatori di
questa antologia di racconti gialli sono personaggi di grande
successo, fissi nel ricordo dei lettori per essere protagonisti di
storie poliziesche in cui l’elemento personale è fondamentale.
In
queste nuove avventure, più che l’intreccio, è la persona di
ciascuno di loro che costituisce il fulcro della narrazione. Sono
certamente alle prese con intrighi e crimini: è nella loro natura.
Ma la curiosità sta soprattutto nel vederli impegnati con se stessi,
a sistemare la loro vita quotidiana, a fare i conti con i loro tic,
le loro idiosincrasie, le loro paure, e soprattutto con l’ambiente
in cui vivono. Come banco per questa dura prova s’è eletto il
Natale. La ricorrenza più significativa e densa per tutti e anche
per loro. I giorni in cui ci si sente molto soli o troppo in
compagnia e, più che in tutti gli altri giorni, ognuno è portato a
darsi pensiero di se stesso.
Com’è il loro
Natale, il Natale dei nostri investigatori, è la storia che racconta
questo libro.
Gian Mauro Costa
Gian Mauro Costa
(Palermo, 1952), giornalista de «L’Ora» e poi della Rai. Con
Sellerio ha pubblicato Yesterday (2001) e Il libro di legno (2010).
Carlo Flamigni
Carlo Flamigni vive e
lavora a Folrì. Professore di Ginecologia e Ostetricia presso
l'Università di Bologna, è stato Presidente della S.I.F.E.S. ed è
membro del Comitato Nazionale per la bioetica. Presidente onorario
dell'A.I.E.D., si occupa principalmente di Fisiopatologia della
riproduzione e di Endocrinologia ginecologica. Con questa casa
editrice ha pubblicato Un tranquillo paese di Romagna (2008).
Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett
(Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I
romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La
memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto
numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta
per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita
sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope
(2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011) e Dove nessuno
di troverà (2011). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane
Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction
Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur
Noir in Festival.
Marco Malvaldi
Marco Malvaldi (Pisa,
1974) ha pubblicato con questa casa editrice i tre romanzi della
serie dei vecchietti del BarLume: La briscola in cinque (2007), Il
gioco delle tre carte (2008) e Il re dei giochi (2010), e inoltre
Odore di chiuso (2011).
Ben Pastor
Ben Pastor, nata a Roma
ha insegnato scienze sociali in svariate università americane, ha
scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel
poliziesco storico. Della serie di Martin Bora, in via di
pubblicazione da Sellerio: Lumen e Luna bugiarda.
Santo Piazzese
Santo Piazzese, biologo
nell'università di Palermo, dove è nato. Questi suoi tre romanzi
sono stati pubblicati nella collana La Memoria rispettivamente nel
1996, 1998 e nel 2002. Riconosciuto tra i protagonisti del cosiddetto
"noir mediterraneo" ha riscosso numerosi premi e
riconoscimenti dalla critica. I suoi romanzi, ripubblicati in
numerosi edizioni, sono stati tradotti in vari paesi.
Francesco Recami
Francesco Recami
(Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L’errore di
Platini (2006), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso
(2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva
Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello
2010 e Premio Capalbio 2010) e La casa di ringhiera (2011).
Titolo:
“Un Natale in giallo”
Autori:
Gian Mauro Costa, Carlo Flamigni, Alicia Giménez-Bartlett, Marco
Malvaldi, Ben Pastor, Santo Piazzese, Francesco Recami
Pagine:
230
Prezzo:
euro 14,00
Editore:
Sellerio
“Romolo”
L’alba
di Roma da riscrivere
di
Mario Sconcerti
La
leggenda della saga di Romolo è stata una fiction arcaica che i
Romani si sono raccontati per secoli quasi ogni sera. Fino alla
scoperta finale. E a farla diventare realtà.
Roma
cominciò a scrivere di sé solo intorno al duecento avanti Cristo,
dopo che la vittoria su Cartagine l’aveva resa una grande potenza
internazionale. Prima avevano scritto di Roma solo autori greci,
nella convinzione intima che Roma fosse in fondo una città greca.
Nel nuovo tempo di Roma, una delle cose più urgenti da costruire era
il passato remoto, l’età antica della fondazione. I romani per
molto tempo erano stati tramandati come brutta gente. Banditi,
spergiuri, assassini, razziatori di bestiame. Poteva una capitale del
mondo trovarsi sulle spalle un passato così? Non poteva. Comincia
allora una straordinaria opera di pulizia e fantasia, le grandi
epopee che partono dalla guerra di Troia, dalla fuga di Enea verso
l’Italia, fino alla saga di Romolo e alla sua assunzione in cielo
dopo la morte.
Tutti gli storici moderni dicono che Romolo non è
mai esistito. Gli ultimi profondi scavi di Andrea Carandini
confermano invece che quello che gli viene attribuito collima con i
risultati dell’archeologia. Ma il punto è proprio questo: di
Romolo si racconta molto e si conosce poco. I libri di storia dicono
che fondò Roma e ne fu il primo re, ma nemmeno Tito Livio crede alla
sua leggenda, ne prende anzi ufficialmente le distanze. Nelle nostre
scuole Romolo è l’argomento di un giorno, quasi un capriccio, poi
viene dato per scontato, come una chiacchiera che è inutile
approfondire. La storia di Roma non contempla Romolo, semmai lo
inventa, ne fa uno strumento. Lo racconta per bisogno, ma non lo ama.
Cicerone dice chiaramente che era un assassino. Da questa differenza
di grandezza prende il via questo libro. È una specie d’inchiesta
sul vero e il falso del mondo di Romolo, su quello che, chiunque sia
stato, ha lasciato di grande sul terreno. Cercando una verità
impossibile, passano dentro le pagine le grandi leggende dei miti
greco-romani, gli amori immortali, il senso del peccato di tremila
anni fa, l’egoismo degli dei, la crudeltà degli eroi, la bellezza
infinita di storie fantastiche che corrono leggere perché sanno
farsi semplicemente ascoltare. La leggenda della saga di Romolo è
stata una fiction arcaica che i Romani si sono raccontati per secoli
quasi ogni sera. Fino alla scoperta finale. E a farla diventare
realtà.
Opinionista sportivo di Sky e del «Corriere della
Sera», Mario
Sconcerti
ha diretto il «Corriere dello Sport» e «Il Secolo XIX», è stato
vicedirettore vicario della «Gazzetta dello Sport» e ha fondato lo
sport di «Repubblica». Per Dalai editore ha pubblicato Baggio
vorrei che tu Cartesio e io… e Storia delle idee del calcio. Ha
sessantadue anni ed è fiorentino.
Titolo:
“Romolo”
Autore:
Mario Sconcerti
Pagine:
304
Prezzo:
euro 16,50
Editore:
Baldini Castoldi Dalai
“L’istinto musicale”
Come e perché abbiamo la musica dentro
di Philip Ball
L'opera
In
questo affascinante libro, Ball esplora i meccanismi che ci
consentono di dare un senso alla musica e di emozionarci di fronte
alla più semplice melodia come alla più elaborata composizione.
In
modo esauriente e documentato, l’autore avvicina il neofita e gli
appassionati ai misteri di un’arte presente in tutte le culture,
illuminandoci sull’incredibile lavoro che il nostro cervello compie
per interpretare i messaggi sonori.
Con il piglio dell’esperto, ma
soprattutto dell’amante della musica, Ball conduce il lettore in un
viaggio avvincente attraverso discipline che vanno dalla psicologia
alla filosofia, dalla matematica alla neurologia e alla teoria
musicale, di cui ripercorre l’evoluzione dai tempi di Pitagora ai
nostri giorni.
Ricco di esempi che spaziano da Bach a Jimi Hendrix,
dal jazz al gamelan indonesiano e dalle filastrocche per bambini fino
ai più arditi esperimenti dei compositori contemporanei, il volume
affronta senza pregiudizi accademici o culturali gli aspetti che
fanno della musica un’arte a sé stante, della quale non possiamo
fare a meno.
Titolo:
“L’istinto
musicale”
Autore:
Philip Ball
introduzione di
Franco Fabbri
traduzione di
David Santoro
Pagine:
512
Prezzo:
euro 22,00
Editore:
Dedalo
“L’istinto
del piacere”
Perché
non sappiamo resistere al cioccolato,
all’avventura e ai feromoni
di Gene
Wallenstein
traduzione di
Andrea Migliori
L'opera
C’è
chi lo chiama entusiasmo, giubilo, o puro e semplice godimento, ma
cos’è il piacere? Cosa ci spinge a investire tempo, denaro ed
energia nella sua ricerca? Per secoli, filosofi e uomini di fede
hanno cercato una risposta a queste e ad altre domande. Spesso hanno
paragonato il piacere alla felicità: ma mentre quest’ultima è
un’astrazione razionale dettata dalle nostre identità sociali e
morali, il piacere è un impulso edonistico incontrollato, un puro
imperativo biologico capace di spingerci a gesti straordinari.
Wallenstein trova una risposta convincente là dove pochi, finora,
avevano cercato, cioè nei meccanismi evolutivi: l’istinto del
piacere, secondo l’autore, è uno dei primi strumenti utilizzati
dall’evoluzione per guidarci verso il maggiore successo
riproduttivo.
Partendo dai cinque sensi, il libro esplora come e
perché ricerchiamo il piacere attraverso domande la cui semplicità
è solo apparente: perché andiamo matti per il cioccolato e ci
lasciamo trascinare da un profumo in un turbine di ricordi? perché
la musica ha il potere di calmarci?
L’autore ci svela che in ognuno
di questi casi l’istinto del piacere stimola la corretta crescita
del cervello, amplifica la nostra capacità di trarre beneficio dai
nostri sensi e ci conferisce un netto vantaggio evolutivo.
Il viaggio
prosegue con un’analisi dell’impatto del piacere sulla nostra
vita quotidiana, dalla scelta dei nostri partner al significato della
risata, dal nostro ballo preferito ai gusti artistici, e si conclude
con uno sguardo al lato oscuro del piacere, per cercare di scoprire
le radici della dipendenza e delle ossessioni.
Titolo:
“L’istinto del piacere”
Autore:
Gene Wallenstein
Pagine:
240
Prezzo:
euro 15,00
Editore:
Dedalo
“Uffa,
cambio genitori!”
di
Marco Bosonetto
Piove.
Virginia ha una mamma che la veste come un'eschimese. Martino un papà
che gli fa guadare in tandem le pozzanghere a tutta velocità.
Virginia si sente sciogliere.
Martino gelare.
Lei sogna il fresco e
l'avventura.
Lui il calduccio e la tranquillità.
Per fortuna sono
compagni di scuola, e maghi dei travestimenti.
Comincia così la
buffa avventura metropolitana di due splendide famiglie imperfette.
Che potrebbero insegnarsi qualcosa a vicenda.
Età di lettura: da 7
anni.
Titolo:
“Uffa, cambio genitori!”
Autore:
Marco Bosonetto
Pagine:
138
Prezzo:
euro 9,00
Editore:
Einaudi
“Il Vittorioso”
le
copertine più belle e otto storie complete
di
Giorgio Vecchio
1937-1966.
È il trentennio di vita del Vittorioso, gloriosa pubblicazione
promossa dalla Gioventù di Azione Cattolica per offrire ai ragazzi
d’Italia un giornale a loro misura.
Un’avventura partita con lo
spirito goliardico di una redazione giovane che nel corso degli anni
poté annoverare firme storiche, come Gian Luigi Bonelli (il creatore
di Tex Willer) e Benito Jacovitti (il disegnatore di Cocco Bill e
anti altri strampalati personaggi.
Oggi
quell’epopea rivive nelle pagine del prezioso volume “L’Italia
del Vittorioso”, edito dall’Ave.
Lo storico Giorgio Vecchio ha
curato il saggio introduttivo e la scelta di 27 delle più belle
copertine e di 8 storie a fumetti complete.
Grandi tavole a colori
che hanno segnato la vita di tanti ragazzi e ragazzi, contribuendo
allo sdoganamento del fumetto come genere narrativo di spessore e non
mero intrattenimento.
Presentazione
del Volume (La compagnia del Libro)
Titolo:
“Il Vittorioso” le copertine più belle e otto storie complete
Autore:
Giorgio Vecchio
Pagine:
240
Prezzo:
euro 45,00
Edizioni:
Ave
“I flosofi in
cucina” critica
della ragione dietetica
di
Michel
Onfray
Traduzione
di Giovanni Bugliolo
Quando
i filosofi pensano, per lo più dimenticano di pensare al loro corpo
e soprattutto al modo in cui il corpo si costruisce e si modifica:
attraverso il cibo. Dunque, si potrebbe dire, tra il pensiero e la
pancia esiste una rete complessa di affinità e relazioni che sarebbe
un grave errore trascurare. Diogene sarebbe stato il critico dei
costumi che fu senza la sua passione per il polpo crudo? Il Rousseau
del contratto sociale avrebbe fatto l’apologia della frugalità se
la sua dieta non fosse stata composta quasi solo di latticini?
Sartre, i cui incubi sono pieni di granchi, non ha pagato, nella sua
vita teorica, l’avversione per i crostacei?
In questo saggio,
decisamente nietzscheano e feuerbachiano, Michel Onfray ha deciso di
restituire dignità filosofica a merluzzi e minestre, all’orzo e al
vino, ai salumi e al caffè aromatizzato, che – da Fourier a
Marinetti, da Kant agli esistenzialisti – segnano i cammini
imprevedibili della gaia scienza. Una critica della ragione
dietetica, come recita il sottotitolo? Un abbozzo di «diet-etica»?
Innanzitutto, un tentativo di sorprendere l’istante, e la pietanza,
a partire dai quali il corpo cattura lo spirito e gli detta le sue
leggi.
Un
brano
"Credo alla vita filosofica. In altri termini, non a esercizi di
filosofia separati dalla vita o parzialmente inclusi in essa, perché
ogni minuto della vita può essere vissuto filosoficamente. Perciò
la tavola, come pure il letto, costituiscono un luogo altrettanto
filosofico quanto la scrivania o la biblioteca."
Titolo
“I
flosofi in cucina” critica
della ragione dietetica
Autore: Michel Onfray
Pagine:
160
Prezzo:
euro 13,00
Editore:
Ponte alle Grazie
“Come pecore in
mezzo ai lupi”
di Don Primo Mazzolari
Uomini non ci si improvvisa, e nella lotta politica italiana ciò che
più dolorosamente sorprende è la mancanza dell’uomo"
Questo libro ne propone
una selezione, dagli anni del fascismo a quelli della Resistenza,
fino al successivo tradimento della democrazia. Scritti politici,
incentrati sulla necessità di ripensare la politica italiana oltre i
partiti. Basta con la politica degli interessi e dei privilegi.
Basta
con l’oligarchia italiana. Un libro di riferimento per il presente.
Una scrittura che provoca e cattura il lettore, come mostrano i
frammenti riportati. Per Mazzolari i partiti sono depositi di
interessi, clientele, corruzione. È impossibile cambiarli. I partiti
allontanano la buona politica. C’è urgenza di ripensarla, questa
politica.
Mazzolari introduce con straordinaria potenza retorica la
necessità di sconfiggere Questa
politica da pattumiera
(come titola un suo articolo proposto nel libro). Né a sinistra, né
a destra, né al centro. Perché la buona politica è possibile
ritrovarla solo oltre i partiti. Una lezione per l’Italia in cui
viviamo.
Proponiamo
una selezione degli scritti politici di don Primo Mazzolari, composti
tra il 1940 e il 1955. Il libro è introdotto da una premessa di don
Virginio Colmegna ed è diviso in cinque parti. La prima parte
raccoglie gli interventi più attuali e dirompenti (La politica del
peggio, Questa democrazia, Il nostro impegno, Non si fa buona
politica con la pattumiera, «Conoscevo un camerata...», Non a
destra non a sinistra non al centro, ma in alto): scritti negli anni
Quaranta, rappresentano ancora oggi una straordinaria provocazione
morale e intellettuale. Le parti che seguono sono dedicate ai giovani
(Parole a un giovane, Discorso sottovoce ai giovani... e agli altri),
chiamati a riscoprire la passione politica dopo le delusioni della
guerra; alla tolleranza; al mestiere dell’uomo (Domani, Guardando
al domani, Lettera a un «partigiano», Lezione e valori della
Resistenza italiana), per rinnovare e ripulire la politica corrotta e
clientelare; alla giustizia sociale (Non hanno da mangiare, A un
industriale, Addio clienti!, Della pazienza in democrazia), sempre
dalla parte degli ultimi. L’ultima parte (Siamo tutti comunisti)
presenta una riflessione di don Mazzolari sul comunismo non come
dottrina politica o sistema di pensiero ma come stato d’animo,
molto vicino all’ideale dell’impegno politico cristiano. Tutti
gli scritti qui pubblicati sono ripresi dal volume Scritti politici,
edizione critica a cura di Matteo Truffelli, con la prefazione di
Giorgio Campanini, EDB, Bologna 2010. Con l’unica eccezione del
testo Il nostro impegno, pubblicato in Impegno con Cristo, edizione
critica a cura di Giorgio Vecchio, EDB, Bologna 2007.
Don Primo Mazzolari
(1890-1959)
nasce in un paesino vicino a Cremona.
La sua esperienza
pastorale si svolge nelle terre d’origine, tra Cremona e Mantova.
Potente oppositore del fascismo, durante la Resistenza è costretto
alla clandestinità per non essere catturato. La sua esperienza
pastorale propone un forte messaggio politico rivolto sia ai credenti
che ai non credenti. Per il suo impegno politico Mazzolari subisce la
censura da parte del Vaticano, che gli proibisce di scrivere su temi
di attualità. Lui continua, condanna la chiusura dei cattolici
nell’indifferenza, lo ritiene il più grave male dell’Italia. La
sua lezione è uno dei più alti esempi di virtù civile del
Novecento italiano.
Titolo:
“Come pecore in mezzo ai lupi”
Autore:
Don Primo Mazzolari
Pagine
150
Editore:
Chiarelettere
“I
VERI INTOCCABILI”
di
Franco Stefanoni
La
metà dei componenti del Parlamento italiano è iscritta a un ordine
professionale. Un gruppo trasversale: il partito dei professionisti.
Stiamo parlando di più di due milioni di persone in Italia, divise
in 28 categorie: avvocati, medici, notai, ingegneri, giornalisti,
farmacisti... Hanno enti previdenziali propri, un patrimonio di circa
50 miliardi di euro investiti in beni immobili e titoli finanziari.
Quello degli ordini professionali è un mondo chiuso e ancora tutto
da raccontare. Una macchina del privilegio, con meccanismi e regole
scritte e non scritte.
Questo
libro lo racconta, attraversando inchieste e scandali, modalità di
accesso non sempre trasparenti e sanzioni disciplinari che arrivano
con incredibile ritardo. Nati con l’alibi di difendere il
cittadino-consumatore, gli ordini professionali proteggono solo se
stessi, tramandandosi il potere in maniera quasi ereditaria (il 44
per cento degli architetti è figlio di architetti, il 41 per cento
dei farmacisti è erede di farmacisti, il 37 per cento dei medici è
figlio di un medico). Ogni tentativo di riforma è bloccato (così
Fabrizio Cicchitto, Pdl, definisce la tentata riforma Bersani del
2006: “Un esempio estremista di vendetta sociale”). All’interno
delle stesse professioni c’è chi prova a opporsi (l’Anarchit –
Associazione nazionale architetti italiani, Altrapsicologia, il
Movimento nazionale liberi farmacisti...): invocano l’eliminazione
degli albi e un radicale cambiamento che metta in prima fila libertà
e merito, abbattendo ogni privilegio. La loro battaglia è la
battaglia di tutti i cittadini italiani.
STORIA
RECENTE DEGLI ORDINI:
-
quest'estate, sia nella prima manovra di luglio sia nella seconda di
agosto, Tremonti ha cercato più volte di liberalizzare le
professioni: prima con bozze drastiche (di fatto l'eliminazione di
gran parte degli ordini) poi con testi più soft. Non sono passati,
anzi, alla fine, grazie al pressing delle lobby degli albi, il testo
finale contiene una parziale riforma che introduce pochi elementi di
novità, molte cose già esistenti, e comunque che necessitano di
future e improbabili altre leggi. Insomma, l'attacco di tremonti è
fallito mentre gli ordini si sono detti soddisfatti.
-
perché Tremonti in estate avesse preso di mira gli ordini si è
capito dopo, con la venuta alla luce della lettera della Bce al
governo (datata 5 agosto, firmata da Draghi e Trichet): in uno dei
punti d'intervento sulle riforme da fare con urgenza si segnalava la
necessità di liberalizzare le professioni regolamentate.
-
il 26 ottobre, nella lettera d'intenti di Berlusconi consegnata a
Bruxelles al Consiglio europeo, uno dei sei punti è stato un nuovo
intervento sulle liberalizzazione di professioni e gli ordini.
-
a inizio novembre, nella proposta di maxiemendamento anticrisi alla
legge di stabilità, si è tornati di nuovo sulla liberalizzazione
delle professioni (via barriere, via tariffe e sì alle società di
capitali per i professionisti, da realizzare entro un anno).
-
alcune considerazioni sul futuro, anche se è difficile dire:
l'obiettivo è aumentare la concorrenza (più soggetti possono fare
più cose sui vari servizi professionali) e dunque movimentare lavoro
e crescita economica. secondo Catricalà, Presidente dell'Antitrust
(istituto che da decenni chiede la liberalizzazione degli ordini),
liberalizzare le professioni potrebbe portare a un aumento dell'1,5%
del pil, ovvero 18 miliardi di euro nei prossimi anni (l'ha detto il
13 ottobre)
-
attenzione: Mario Monti, Presidente del Consiglio, è stato negli
anni novanta (quando era Commissario alla Commissione europea) il più
convinto sostenitore della liberalizzazione degli ordini e
l'argomento entrerebbe ancor più nel mirino; ieri nel discorso
programmatico in senato ha parlato letteralmente di "revisione
della disciplina degli ordini professionali".
AUTORE
Franco
Stefanoni è giornalista de “il Mondo”. Da anni si occupa di
liberi professionisti e ordini professionali, raccontandone fatti e
misfatti. È autore di FINANZA IN CRAC (Editori Riuniti, 2004), IL
CODICE DEL POTERE (2007), IL FINANZIERE DI DIO. IL CASO ROVERARO
(2008), MAFIA A MILANO (con Mario Portanova, Giampiero Rossi, nuova
edizione 2011) tutti pubblicati da Melampo.
Titolo:
I veri intoccabili
Autore:
Franco Stefanoni
Pagine:
240
Prezzo:
euro 15,00
Editore:
Chiarelettere
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