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Intervista
esclusiva di INformaCIBO al Console Generale a Jeddah, Giovanni
Nocera
Food
italiano sulla tavola araba
In
preparazione la terza edizione di Mediterraneans
Il
Console fa il punto sui rapporti commerciali Italia-Arabia Saudita,
sulla recente manifestazione Mediterraneans e sull'avvio della Scuola
di cucina italiana nella popolosa cittadina araba
di
Donato Troiano
Jeddah
13 febbraio 2010. Giovanni Nocera, è siciliano, nato ad
Agrigento, laureato a Palermo in Giurispudenza, e dopo una serie di
missioni in Libia, Santo Domingo, Belgrado e in Sud America e svolta la carica
di Capo ufficio sezione tutela dei nostri connazionali al
Ministero degli Esteri, è
approdato a Jeddah, in Arabia Saudita, con il ruolo di Console
generale.
INformaCIBO
gli ha posto alcune domande a conclusione della seconda edizione di
"Mediterraneans - A journey through the italian food history",
organizzata da Emanuele Esposito, executive chef e da Vincenzo
Raschella pastry-chef, ambedue del complesso "Il Villaggio"
a Jeddah. E con l'aiuto dello chef catanese Gian
Maria Le Mura, patron di “Maidireristorante”, e dell'antropologo
e gastrosofo Sergio Grasso che ha curato gli aspetti culturali e
didattici degli incontri
Nell'intervista
che segue ci sono alcuni passaggi dove Nocera, da buon conoscitore della realtà araba e
del valore dell'export dei nostri prodotti, si sofferma innanzitutto
sulle potenzialità della promozione del made
in Italy in Arabia e poi, sull'avvio di una Scuola di cucina italiana e sul
successo (“ottimo” il suo commento) della manifestazione
"Mediterraneans”, che ha visto la partecipazione di un
nutrito gruppo di Consorzi e di aziende italiane leader nei prodotti
agro-alimentari di alta qualità.
Il
Console sottolinea in modo particolare l'importanza dell'export,
“questo è un mercato in crescita e il settore
agroalimentare -precisa- è in prima linea per soddisfare le
necessitá di una popolazione in espansione e attratta dalla
tradizione gastronomica italiana”, proprio nel giorno in cui
in Italia vengono diffusi i dati Istat sull'andamento dell'export
2009: “forte arretramento in molti settori, tiene solo
l'alimentare” (Il Sole 24 Ore odierno).
L'Italia
è il primo partner commerciale europeo dell'Arabia Saudita ma il
settore dell'alimentazione è ancora indietro, sia per la forte
presenza della cultura alimentare Americana (fast-food) che per
alcuni aspetti burocratici.
L'obiettivo
di “Mediterranenans” è proprio quello di invertire questa
situazione divulgando maggiormente la cultura alimentare italiana e
i prodotti made in Italy.
Domanda di INformaCIBO: Gli imprenditori
italiani, si sente dire sempre più spesso utilizzando una metapora,
si salveranno solo viaggiando.... Ultimamente le mete preferite sono
Cina e India. Quali prospettive si possono aprire in Arabia e a
Jeddah in particolare?.
Risposta di Giovanni Nocera: “In
passato, la ricerca di nuovi orizzonti e la determinazione dei suoi
mercanti ha fatto grande Venezia, Genova, Pisa e Amalfi. Oggi, in una
economia sempre più globalizzata, il mercato interno non è più
sufficiente a garantire lo sviluppo delle nostre imprese e viaggiare
alla ricerca di nuove opportunità diventa una necessità alla quale
le imprese e le istituzioni non si potranno sottrarre. In
quest`ottica le imprese dovranno attrezzarsi per affrontare un
mercato globale sempre più competitivo, così come le Istituzioni,
in Italia e all'estero, dovranno garantire un sostegno all'altezza
delle sfide del nuovo millennio. Nessun mercato puó essere
trascurato e le opportunità vanno cercate anche in paesi
demograficamente modesti ma in costante crescita in termini di
consumi. L’Arabia Saudita, con una popolazione in forte aumento e
con una situazione finanziaria sana, grazie al costante flusso di
cassa delle esportazione petrolifere, rappresenta un mercato ricco di
opportunità”.
D:
Dopo la recente visita del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
e del ministro alle attività produttive Scaiola sono previsti scambi
commerciali tra i due Paesi?.
R:
“Le recenti visite di Stato hanno
certamente contribuito a rafforzare gli ottimi rapporti tra i due
paesi e creato le premesse per l’organizzazione di una prossima
missione da parte di Confindustria finalizzata ad approfondire le
varie possibilità di investimento e di sviluppo delle relazioni
economiche bilaterali”.
D:
In particolare si possono prevedere uno sviluppo ulteriore dei
rapporti Arabia e Italia nel settore dell'agro-alimentare made in
Italy?.
R:
“Come detto, questo è un mercato in
crescita e il settore agroalimentare è in prima linea per
soddisfare le necessità di una popolazione in espansione e attratta
dalla tradizione gastronomica italiana. Le imprese italiane dovranno
comunque puntare sulla qualità e impegnarsi ad investire in un’opera
di divulgazione e conoscenza dei prodotti italiani per esaltarne il
valore aggiunto rispetto a quelli già presenti sul mercato a prezzi
molto competitivi, anche se di qualità inferiore”.
D:
La manifestazione “Mediterraneans”,
promossa da Emanuele Esposito, può favorire i legami
storico-gastronomici che da secoli uniscono l'Italia al mondo arabo?.
R:
“Mediterraneans è una manifestazione,
fortemente sostenuta dalla Presidenza del Consiglio, dall’Ambasciata
d'Italia a Riad e dal Consolato Generale di Gedda, perché e’ una
di quelle iniziative che spiana la strada alle imprese italiane, in
quanto contribuisce a realizzare la necessaria opera di conoscenza
dei prodotti italiani presso un pubblico di consumatori con
tradizioni culinarie e culturali diverse dalle nostre.
L’iniziativa
è stata presentata non solo come strumento di promozione dei
prodotti di eccellenza della gastronomia italiana ma, soprattutto,
come momento di diffusione della cultura italiana raggiungendo
l’obiettivo di informare e spiegare le origini e le strette
interrelazioni esistenti fra le cucine regionali italiane e quella
arabo/medio orientale, legate da fattori storici e culturali.
L’edizione
di quest’anno ha avuto per tema “Venice door to the Orient “,
partendo dal ruolo storico di Venezia quale ponte tra l’Occidente e
il mondo islamico e durante gli incontri tematici con i traders
sauditi, alternati da conferenze stampa e tea–times, il Dottor
Sergio Grasso, mentore per l’occasione della sua cucina veneta, ha
saputo incuriosire e divertire i vari ospiti partecipanti,
motivandoli ad intraprendere un percorso di conoscenza e
apprezzamento dei prodotti di qualità attraverso la gastronomia
italiana”.
D:
Ci può dare un giudizio complessivo sulla manifestazione
"Mediterraneans - A journey through the italian food history"?
Come sono stati accolti gli eccellenti prodotti made in Italy
presenti alla kermesse di Gedda?.
R:
“Ottimo. Il successo delle prime due
edizioni ha certamente generato il giusto entusiasmo per pensare
subito alla prossima manifestazione. Mi risulta che Emanuele Esposito
e Vincenzo Raschella siano già al lavoro e sono certo che ci
stupiranno ancora con la loro genialità”.
Ultima
domanda:
Può dirmi come procede la eventuale apertura della Scuola che, in
collaborazione con l'Ifse
-Italian Food Style Education di Piobesi Torinese,
lo chef Esposito vuole far nascere in questa città?
Risposta:
“Stiamo lavorando a questo progetto e
contiamo di poter realizzare a Gedda una scuola di cucina dedicata ai
giovani sauditi, già impegnati nel settore della gastronomia, per
aiutarli a capire come realizzare la vera cucina italiana. Sarà
un'altro passo importante verso il processo di sensibilizzazione del
consumatore saudita riguardo ai prodotti di qualità “Made in
Italy”.
Le
parole del Console Nocera ci confermano che il Made in Italy è un
vero patrimonio del nostro Paese che va tutelato e promosso anche
all'estero perchè possa continuare a creare valore per l'economia e
la società italiana. Ecco perchè pensiamo che servano maggiori
risorse per l'internazionalizzazione, mirate a favorire l'accesso ai
mercati più promettenti.
La
Federalimentare, proprio oggi, a commento dei dati Istat
richiamati all'inizio, prevede che si possa ritornare, passata la
crisi, “ai livelli del 2008 e vicino ai massimi storici del 2007”
ma alla condizione -ha dichiarato il presidente di Federalimentare Gian Domenico Auricchio- " di
puntare sulla promozione all'estero del made in Italy e sulla
lotta alla contraffazione”.
Sono
gli stessi obiettivi che sarrano messi al centro della terza edizione di
Mediterranean che Esposito sta già mettendo in cantiere e che vedrà
la partecipazione di molte aziende dell'agroalimentare e di molti partner compresa
la nostra testata.
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