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Presentato al Vinitaly l'Istituto Nazionale Arti Casearie. Un progetto di Alberto Marcomini e Enrico Barcella
Verona 8 aprile 2005. Una data storica per il formaggio italiano. E' stata presentata infatti nella città scaligera il primo istituto di arti casearie, si chiama INAC (Istituto Nazionale Arti Casearie) e vede ai suoi vertici due grandi esperti, oltre che appassionati di questo prelibato prodotto caseario, Alberto Marcomini e Enrico Barcella. Alla presentazione era presente anche un grande chef Fabio Tacchella, team manager della Nazionale Italiana Cuochi.
“I formaggi sono espressione del territorio, cultura di un popolo, retaggio delle tradizioni -ha affermato Barcella nel presentare il progetto di questa associazione- nostro intento è dunque quello di far conoscere e valorizzare il variegato e vastissimo mondo che ruota intorno al formaggio e ai casari, un mestiere antico e spesso sconosciuto”.
L'Inac è nata per accomunare tutti coloro che intendono contribuire alla valorizzazione culturale e gastronomica dei formaggi, salvaguardandone le produzioni d'eccellenza e diffondendo la conoscenza dei prodotti e dei produttori.
“Il 70 per cento dei consumatori italiani -ha detto Marcomini- non sa esattamente cos'è un formaggio. Da qui l'importanza dell'informazione e dell'educazione di questo prodotto a cominciare dalle scuole”.
Progetto ambizioso ma che non poteva non nascere in un Paese come il nostro e in un momento di grande riscoperta di questo prodotto. Charles De Gaulle, per spiegare un giorno l'ostinato campanilismo francese, sbottò dicendo: “Ma come si fa a governare un Paese che ha più di trecento formaggi!”. E l'Italia non è da meno, tanto che vanta una gamma considerevole di prelibatezze casearie di indiscutibile valore che ora che hanno trovato anche un questo progetto un sicuro approdo di valorizzazione.
L'associazione INAC, fortemente voluta da Alberto Marcomini, grande esperto delle tradizioni casearie italiane, ha tra i suoi obiettivi anche la realizzazione di una importante opera di approfondimento e divulgazione. Un volume dedicato al grande pubblico e non limitato alla solita cerchia di gastronomi appassionati. La realizzazione, inoltre, di un Albo degli Affinatori, in cui raccogliere gli artigiani artefici della stagionatura dei formaggi. “Solo conoscendo i territori, i prodotti e le storie degli uomini e tutelando l'arte casearia è infatti possibile salvaguardare il formaggio di qualità” hanno affermato Marcomini e Barcella.
L'INAC accoglie non solo privati cittadini ma anche associazioni ed enti che abbiano tra le loro finalità la tutela e la promozione dell'universo agro-alimentare italiano.
Alla presentazione erano presenti esponenti della Coldiretti, del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, del Castelmagno Dop, dei caseifici Montegrappa e Valgrana, del Mionetto Spumanti e la NIC (Mazionale Italiana Cuochi).
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