Una bella serata con Barilla FoodService: “Vino e Pasta: l'elite del Gusto abbraccia l'Europa”

di Sabrina Gaiani

L’invito è arrivato gradito, ma non credo che saremmo riusciti ad immaginare, nonostante tutte le ricche premesse, la calda ed elegante accoglienza che poi abbiamo con piacere trovato.

La città è quella delle grandi opere liriche, quella di Giulietta e Romeo, quella, che per noi innamorati dell’insana passione del vino, una volta l’anno abbiamo imparato ad inserire nella nostra agenda mentale.

L’Azienda è, oseremmo dire, una delle poche che davvero non deve dimostrare più niente a nessuno.

Il connubio già in passato aveva dato dei bei risultati, ma il livello ricercato e raggiunto quest’anno è ragguardevole.


Parliamo di Verona e del Vinitaly. Parliamo di Barilla .


L’occasione fa l’uomo (e la donna) oltre che ladro anche degustatore. Ladra di emozioni date dal contesto in cui lo scorso 4 Aprile ci siamo bellamente ritrovati. Era la fine di una bellissima Domenica di sole, ammiravamo tutto d’un fiato lo spettacolo offertoci da Piazza Bra.

Sbucando da un vicolo si presenta davanti a noi l’Arena, quindi la simmetria della stessa piazza brulicante di gente e di primavera.

In questa stessa piazza il Palazzo della Guardia bellissimo ed imponente edificio nato forse come scuderia e rifugio per cavalli e recentemente restaurato con recupero di pregio e lustro. Dalle lunghe scalinate che portano alla piazza scende un lungo tappeto blu limitato da tenui luci di fiamma le stesse luci che illuminano tutte le vetrate del primo piano.

E’ l’accoglienza destinata a chi, come noi, è stato invitato a questa incantevole serata. Al primo piano ci aspetta un ricevimento degno delle migliori serate mondane.


La firma del nostro gradito ospite è elegante e decisa: ampi contenitori di vetro che sposano la padrona di casa, la pasta, con l’ospite d’occasione, alcuni ceppi di vite e ulivo.

Inutile dire che ciò che ci aspetta all’interno è assolutamente non giù di posto o fuori luogo con le premesse ricevute fin lì.

I vini, causa ed effetto della serata si accontentano di essere accompagnati a tutto il resto e, semplicemente aspettano di essere serviti da professionisti del settore dopo esser stati sapientemente scelti dal maestro Veronelli.


Il viaggio nella serata si snoda con una sorpresa dietro l’altra che ci viene regalata di volta in volta da uno Chef all’altro, da una nazione all’altra, da un colore ad un altro.

In tutto questo bailamme di gusti e vivaci scoperte, ci riconosciamo in gusti e sapori che nemmeno pensavamo di conoscere. E così è facile ricambiare il sorriso di Herbert Hintner che con le orecchiette e la burrata condisce il piatto con un pizzico di gioia.

E’ altresì impossibile non scambiare due parole, chiedere, cercare di carpire per trattenere con sé parte di quella passione che automaticamente grazie ai piatti che preparano ci trasmettono al palato loro tutti.

I gusti, si sa, sono personali. Non così è la qualità rinvenuta lungo tutto il viaggio eneogastronomico della serata: alta e persistente.

Alla fine del bel tour europeo la selezione per il bis è obbligata ma davvero di gravoso impegno: bisognerebbe iniziare da capo.

E’ ora di andare salutiamo e ci avviamo all’uscita dove ci consegnano un omaggio: si tratta di una confezione del tipo di pasta per cui è stata fatta la promozione della serata. Non mi stupirei se all’interno dell’ involucro ci fosse un po’ di quel calore e quella professionalità che abbiamo incontrato lungo tutto l’arco della serata.

Una breve sosta ad ammirare di nuovo lo splendido ambito panoramico ed architettonico poi subito verso casa, con ancora in bocca morbidi sapori e negli occhi sorrisi cordiali.

 

 

 

 

 

 

 

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