I due grandi piaceri: la passione per l'Arte e per la Buona Cucina

di Antonio Battei

 

Per chi vuol trascorrere il fine settimana tra arte e cucina, da qualche tempo si sta diffondendo un’abitudine che coniuga due grandi piaceri: la passione per l’arte e la buona cucina.

Sempre più musei, in tutto il mondo, creano, spesso in spazi di grande suggestione e fascino, ristoranti nei quali vengono serviti piatti che, a volte,  possono essere considerati dei veri capolavori gastronomici. Così dopo avere “cibato” lo spirito con l’arte, i visitatori non disdegnano di passare a una dimensione meno poetica ma più concreta: non dimentichiamo che anche la cucina può essere un’espressione della cultura di un popolo.

 Se quindi, per esempio, vi trovate al Kunsthistorisches Museum di Vienna non dimenticate che ogni giovedì sera è possibile cenare, a lume di candela, gustando le migliori specialità della ricca ed elegante cucina viennese che affonda radici nelle fastose tradizioni asburgiche. Se invece siete in terra di Francia, dopo aver visitato il museo d’arte moderna del centro Georges Pompidou a Parigi e cercate un ristorante, niente di meglio che fermarsi all’ultimo piano dell’avveniristico complesso architettonico progettato da Renzo Piano, dove, oltre ad assaggiare una cucina fusion potrete godere di una vista indimenticabile della capitale europea.

Questa simpatica abitudine, di fermarsi al museo non solo per soddisfare gli appetiti artistici, ma anche per concedersi una cena davvero particolare, immergendosi pienamente nel fascino e nelle emozioni che solo le opere d’arte sanno regalare, è arrivata anche in Italia. A Venezia, dopo aver scoperto ogni segreto svelato dalle mostre allestite a  Palazzo Grassi, ci si può fermare ai tavolini all’interno allestiti dalla Caffetteria Cipriani e gustare i piatti proposti dallo staff dell’Harri’s Bar. Per chi invece è in visita a Roma, il Caffè della Arti, nello stabile della Galleria Nazionale offre una bellissima e romantica terrazza che si affaccia su Villa Borghese, anche qui potrete fermarvi per uno spuntino veloce, tra tramezzini, pasticceria e gelati, oppure concedervi un gustoso pranzo a base di pesce. Quella di coniugare la curiosità del sapere e del conoscere al piacere del cibo è, indubbiamente, una proposta originale, un modo per avvicinarsi a questi scrigni, a questi  luoghi sospesi tra passato e presente in maniera più diretta ed informale, per un incontro tra amici, per una cena, per uno spuntino veloce. E così, probabilmente, è giusto che anche la cucina abbia il suo posto tra le arti.

Auguriamoci che anche Parma, ricca com’è di musei, pinacoteche e di una formidabile cucina, segua l’esempio, anche se già qualcosa si sta facendo come al Museo Glauco Lombardi o meglio come presso la Casa della Musica: l’ultimo affascinante luogo restituito alla città dall’attuale amministrazione comunale.

 

 

 

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