Maccheronica. Guida reazionaria ai ristoranti italiani” di Camillo Langone

 

Recentemente è stato pubblicato da Mondadori “Maccheronica. Guida reazionaria ai ristoranti italiani”.

Il singolare (e piacevolissimo) libro raccoglie gli interventi pubblicati da Camillo Langone all’interno della rubrica al vetriolo che il giornalista tiene sul quotidiano “Il Foglio”. È vero, da qualche anno l’universo delle guide eno-gastronomiche si sta espandendo senza limite, a volte anche in maniera un poco forzata ma, come subito lascia intendere il sottotitolo, e come certo non potrebbero dubitare quanti conoscono Langone, questa “piccante” guida va in una direzione del tutto originale e certamente molto interessante.


L’autore dichiara, già nella “prefazione maccheronica” di rifuggire da qualsiasi tentativo di creare un sistema oggettivo di valutazione, preferendo, al contrario, proporre al lettore non una fredda scheda, ma ironici, divertiti e divertenti racconti di pranzi e cene, sempre consumati giustamente e rigorosamente in compagnia. «“Maccheronica” è una guida umanistica, che nasce da una reazione (ovviamente è una guida reazionaria) a una critica eno-gastronomica divenuta troppo seriosa e troppo tecnica, dedite all'esaltazione di cuochi che mandano in tavola piatti glaciali, perfettamente eseguiti ma senza passato né futuro, senza luogo e senza anima», scrive l’autore.


Le mete proposte non sono solo quelle “classiche” che ogni critico gastronomico deve necessariamente visitare in solitudine (spesso a tappe forzate), ma Camillo Langone scrive di locali lontani da mode e tendenze passeggere, alternando grandi ristoranti e chef di nome, spesso ad un costo proibitivo, a trattorie meno conosciute, più avvicinabili magari con una cucina di qualità. La regola di valutazione è, finalmente, una sola: star bene a tavola e questo vuol dire non solo godere di una proposta eno-gastronomica “come si deve”, ma anche apprezzare un ambiente curato ed accogliente, in tono con il tipo di cucina proposto, con un servizio disponibile e professionale, con piccole attenzioni che permettono al cliente di sentirsi sempre a proprio agio e così di gustare a pieno, non infastidito e distratto da situazioni di disagio, i piatti proposti.


Ovviamente le recensioni sono giustamente convincenti là dove l’apprezzamento è positivo, così come altrettanto, e motivatamente, pungenti sono i commenti negativi. Nei pochi locali consigliati da Langone potete essere certi di trovare una gastronomia che affonda nella storia locale, nella tradizione, nel legame con il territorio e i suoi prodotti: proposte e piatti senza false rivistazioni e senza inutili tentativi d’innovazione, senza pretenziose sofisticazioni, solamente cucinati con cura, forse con passione. E il volume affascina davvero proprio perché è il racconto di un viaggio attraverso piatti e pietanze, ma anche attraverso luoghi e persone che hanno fatto della buona tavola il cuore della loro esistenza: ne esce così una personale visione della critica gastronomica (a volte feroce) nella quale il piacere del cibo è raccontato come uno dei grandi piaceri della vita ed è quindi narrato con intensa partecipazione, creando atmosfere curiose e intriganti.


E Parma? Si salva grazie ad un ottimo ristorante: Villa Maria Luigia di Collecchio dove Gian Carlo Ceci e il suo staff conducono il «ristorante più bello del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla… sia all’esterno che all’interno si pranza e si cena a livelli supremi di confortevolezza… sui collaudatissimi piatti locali la cucina della Villa è sempre all’altezza dei muri che la racchiudono», parola di Camillo Langone, “il Savonarola” dei ristoratori.


MACCHERONICA – Guida reazionaria ai ristoranti italiani”

Camillo Langone

Editore Mondadori

Euro 13,00

 

 

 

 

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