E per Natale? Una pizza......ma alla Parmigiana con Prosciutto crudo e parmigiano

 

di Antonio Battei

 

Sono sempre più numerosi coloro che, a fronte di costosi cerimoniosi pranzi preferiscono optare per la più semplice, gustosa e “democratica” pizza: un piacere sano e genuino, tipicamente italiano e diffuso in tutto il mondo, al quale nessuno, daI grandi ai piccini, rinuncia. Difficile credere che questo prelibato piatto, simbolo per eccellenza del nostro Bel Paese, sia nato oltre quattrocento anni fa: la tradizione, infatti, colloca le origini nel lontano XVII secolo, nelle fumanti e laboriose cucine partenopee dell'antico Meridione.

 

Agli inizi, questa sorta di arcaico prototipo della pizza consisteva, ad essere precisi, in una sorta di schiacciata di pane cotta nel forno naturalmente a legna, condita con aglio, strutto (ben presto sostituito con l'olio), sale grosso e, raramente, caciocavallo e basilico. Tuttavia la vera e propria nascita della moderna ricetta della pizza, così come oggi noi la conosciamo e la apprezziamo, avviene soltanto alla metà dell'Ottocento, quando questa semplice focaccia saporita viene cosparsa di salsa cotta di pomodoro profumata al basilico. È proprio in quel periodo che, con l'immigrazione degli italiani in America, la ricetta della pizza viene esportata fuori dai confini nazionali: un primitivo esempio di esportazione del “Made in Italy” che ebbe un successo straordinario come oggi ben sappiamo, dovuto sia alla bontà del prodotto sia all'economicità degli ingredienti di base utilizzati.

 

Ma la tradizionale ricetta della Pizza Margherita, tuttavia, è ancora più tarda e vanta nobili origini. L'approvazione ufficiale della ricetta della pizza si ha, per l'appunto, nel 1889, in occasione della visita ufficiale, a Napoli, di re Umberto I e della regina Margherita, allora sovrani d'Italia. La storia racconta che Raffaele Esposito, pare il miglior pizzaiolo del tempo, sottopone al giudizio dei “reali palati” tre diverse ricette di pizza: la pizza alla Mastunicola, con strutto, formaggio, basilico; la pizza alla Marinara (ancora oggi tra le pizze più amate) con pomodoro, aglio, olio, origano; e, infine, una pizza con pomodoro, mozzarella, olio e origano, volutamente “rivestita”, per l'occasione, con i colori della bandiera italiana. La sovrana apprezza a tal punto quest'ultima creazione da voler dare il suo nome a questa gustosa variante la quale, da quel giorno, prende definitivamente l'appellativo di “pizza Margherita”.

 

Da allora, dalle poche, semplici ricette originali si è passati, oggi, ad un'infinita, a volte caotica offerta di gusti e sapori. Difficile districarsi in mezzo a questa vera e propria selva di offerte: alcune di ottima riuscita, altre di dubbio gusto, che sacrificano genuinità e buon gusto all'altare della stravaganza e dell'eccesso (valga per tutte, la pizza con varia frutta). Ogni regione, ogni capoluogo e ogni città ha adottato l'originale ricetta napoletana della pizza accomodandola, non sempre con intelligenza e attenzione, alle proprie tradizioni gastronomiche. Nel nostro territorio, così ricco, come nessun'altra terra d'Italia, di prodotti tipici eno-gastronomici d'elevata qualità, era impensabile che non venisse creata una pizza tutta parmigiana. E Luigi Tagliafierro, proprietario della Pizzeria al Corsaro, ha ideato la “Pizza alla Parmigiana”: una morbida pasta condita con il dorato pomodoro delle nostre campagne, sulla quale vengono adagiate saporite scaglie di Parmigiano-Reggiano giustamente stagionato e morbide fette di dolce Prosciutto Crudo di Parma.

 

Provare per credere: un mix di sapori tradizionali dei nostri luoghi e aromi partenopei che innalza un ideale ponte fra nord e sud, da accompagnare, naturalmente, con un buon bicchiere di secca e profumata Malvasia dei nostri colli servita fresca. Dunque, un'ottima variante “nostrana” della regina della dieta mediterranea, per la quale il nostro Paese è rinomato in ogni luogo del pianeta. Un ottimo e gradito piatto, facile da prepararsi a casa, anche a Natale, magari per arricchire la tavola con un tocco di gusto e colore in più.

 

 

 

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