Gli ingredienti di una confezione di Anollini con stracotto

 

Credo sia importante, molto importante, salvaguardare il nostro tradizionale prezioso patrimonio eno-gastronomico. Nell'era della sofisticazione e dell'agro-pirateria si assiste, sulle nostre tavole, a reiterate invasioni di prodotti di dubbia qualità e, quel che è peggio, di dubbia provenienza.

 

Certo ognuno, nel proprio ambito, può condurre, con onestà e impegno, la sua personale battaglia per salvaguardare la nostra civiltà del gusto e, nel caso specifico, dunque il buon nome di Parma famosa nel mondo anche per i frutti di una generosa fertile terra sapientemente lavorata da abili mani capaci di dare prodotti unici al mondo, punto di partenza e di forza della nostra cucina.

 

Ma veniamo al dunque. Sono rimasto allibito nel leggere gli ingredienti elencati sull'etichetta di una confezione di anolini con stracotto, curiosamente definiti, sulla medesima etichetta, “prodotti tipici di Parma”: un misto di carni bovine e suine con olio, lardo di maiale, verdure miste (quali?), vino, conserva e, persino mortadella, e non vado oltre.

 

Ci sarebbe di che ridere, a leggere certi improbabili mix, se non fosse che a rimetterci è il nome della nostra Parma e la tipicità dei suoi tradizionali prodotti: città che, da pochi mesi, è sede dell'Authority europea della sicurezza alimentare, dunque innalzata al vertice della cultura gastronomica internazionale. Dovremmo, allora, arrenderci all'imbarbarimento del gusto e della nostra più nobile tradizione gastronomica? Dovremmo arginare come lontani ricordi i prelibati piatti che da secoli, di generazione in generazione, vengono tramandati con amore e sapienza? Se il cibo è innanzitutto una questione di cultura, prima di essere semplice nutrimento, allora la salvaguardia del nostro patrimonio eno-gastronomico passa anche (e soprattutto) attraverso una profonda conoscenza della storia e della tradizione.

 

Ognuno, ripeto, compia la sua parte per difendere la tipicità della nostra tavola, dove certamente non possono mancare gli anolini. E pertanto, ancora una volta, qui di seguito, ricordo gli ingredienti che compongono il “vero” stracotto parmigiano: manzo, burro, sedano, carota, cipolla, due chiodi di garofano, brodo di carne, salsa di pomodoro e vino rosso; mentre nel ripieno è tradizione mettere: sugo dello stracotto, pane grattato, Parmigiano stravecchio, uova, profumo di noce moscata. Ecco fatto. Basta poco per non stravolgere un simbolo della civiltà del gusto, anche a tutela dei consumatori, e chiedo agli attenti e capaci Assessori al Commercio e al Turismo e Marketing territoriale d'intervenire affinché prodotti definiti, con tanto di etichetta, “tipici di Parma”, siano veramente tali e non altro.

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2004 ©opyright ::  INformaCIBO.it