Il vino va gustato a piccole dosi

E' un fenomeno ormai consolidato, che sociologi, studiosi e giornalisti analizzano da tempo e cercano di spiegare in vari modi: quello della riscoperta dei preziosi prodotti eno-gastronomici del nostro territorio. Riscoperta sostenuta anche grazie alle numerose associazioni, prima fra tutte l’Accademia Italiana della Cucina, che operano al fine di tutelare e valorizzare prodotti dalle caratteristiche spesso artigianali che fanno di ogni gusto un particolare risultato di sapiente esperienza nella lavorazione di materie prime di grande valore.

Ecco quindi che si è disposti ad attraversare (in lungo e in largo) la nostra Penisola (del Tesoro, come simpaticamente sostiene un’altra benemerita associazione, il Touring Club Italiano) per assaggiare salumi, formaggi, vini ed oli prodotti a volte da piccole, piccolissime, aziende e destinati ad un mercato di intenditori e "ricercatori del sapore": profumi, aromi, che vanno gustati, assaggiati, assaporati. Di questa rinnovata attenzione alimentare se ne avvantaggia uno dei migliori e più ricercati prodotti italiani: il vino. Ad ogni stagione vengono organizzate fiere e rassegne dove il vino è protagonista e non mancano così manifestazioni ed eventi che costruiscono un nuovo sistema turistico stimolato proprio dalla volontà di conoscere e assaggiare i nostri vini. Assaggiare appunto, sì perché ormai è appurato che per imparare a conoscere e gustare al meglio questa bevanda bisogna accostarsi ad essa sorseggiandone modiche quantità. Per coglierne i profumi, gli aromi, il retrogusto non serve molto, è più che sufficiente un sorso di vino.

E quando a tavola il vino diventa perfetto partner dei nostri piatti, cioè l'elemento che li valorizza a pieno, è sufficiente berne un bicchiere. Proprio dai nutrizionisti viene l'indicazione che accompagnare il pasto con un buon bicchiere di vino è una sana abitudine alimentare, ma fondamentale è non eccedere, per evitare così gravissimi danni alla salute. Ma anche perché, oltre i limiti più sopra detti, l'assunzione di alcool riduce la capacità di reazione e induce sonnolenza, con  implicazioni anche per chi poi si mette alla guida non indifferenti. In questo senso va giustamente il recente provvedimento del ministro Pietro Lunardi, che ha abbassato il limite del tasso alcolico da 0,8 a 0,5 grammi per litro: intervento finalizzato a prevenire i numerosi incidenti stradali legati proprio all'abuso di sostanze alcoliche. In questo modo l’Italia si allinea alla maggior parte dei paesi europei.

La decisione del ministro sottolinea la necessità di porre maggiore attenzione al diffondersi, anche tra i giovani, dell’abitudine all’eccessivo consumo di alcolici e super alcolici. Una recente ricerca ha infatti evidenziato che, purtroppo, nella fascia di età tra i 14 e i 24 anni è aumentato, in maniera preoccupante, il numero di ragazzi e ragazze che consumano abitualmente bevande alcoliche anche fuori pasto. Impariamo quindi che per meglio apprezzarlo, ma anche per salvaguardare la nostra salute, il vino va solo gustato: a piccole dosi, naturalmente.

 

LIMITE DEL TASSO ALCOLICO: LE DIFFERENZE NEI PAESI EUROPEI

Svezia

0,2 g/l

Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Italia,

Finlandia, Francia, Olanda, Portogallo

 

 

0,5 g/l

Irlanda, Lussemburgo, Gran Bretagna

0,8 g/l

 

 

 

 

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