|
FESTA GRANDE A MILANO CON IL BEAUJOLAIS NOUVEAU
di
Valeria Bertocchi
Si è
brindato alla grande con il Beaujolais Nouveau nella giornata
di giovedì 20 novembre. Non solo a Lione, cuore della
produzioone del “Nouveau”, ma in ben oltre 200 piazze di
altrettanti Paesi si è alzato il calice pieno del ricercato
vino novello francese.
In
Italia, a Milano, la festa del Déblocage del Beoujolais
Nouveau è iniziata, con grande partecipazione di pubblico, nel
primo pomeriggio in Piazza del Carmine ed è finita la sera
nell’accogliente locale “The Old Fashion Cafè” di via
Alemagna.
Era
presente tutto lo staff della Sopexa Italia, con Albert Guy
Mimouni direttore generale di Sopexa Italia e i dirigenti
dell’Union Interprofessionnelle des Vins du Beaujolais a fare da
padroni di casa.
In
un clima allegro e conviviale, appassionati e intenditori, hanno
degustato i nuovi millesimati di alcune cantine francesi e hanno
assaggiato golose specialità della gastronomia francese.
Il
produttore Jean-Marc Lafont dice a INFORMACIBO che
“quest’anno abbiamo avuto un Beoujolais eccezionale. Merito di
un’annata con una temperatura molta calda che ha fatto anticipare
la raccolta di ben 15 giorni”.
“E’
stata un’annata davvero eccellente –aggiungono gli altri
produttori presenti alla Festa- e con un gusto che probabilmente è
il migliore di tutti quelli che abbiamo potuto assaporare negli
ultimi anni anche se quest’anno si è riscontrata una
produzione inferiore agli anni precedenti duvuto alla siccità”.
Che
il Beoujolais sia uno dei vini francesi di qualità lo
dimostra il fatto che è stato inserito dall’Unione Europea
nell’elenco dei prodotti a Denominazione di Origine da tutelare
contro la “pirateria agroalimentare” che nel mondo continua ad
utilizzare impropriamente parole, immagini, colori e località.
E’ infatti
quel vino il cui nome, insieme al Bordeaux, Bourgogne, Chablis,
Champagne, Graves, Malaga, Madeira, Medoc, Moselle, Porto, Rhin,
Rioja, Saint-Emilion, Sauternes, Xerez, per la loro notorietà
e prestigio e per la loro capillarità di diffusione nei
mercati di tutto il mondo, sono più soggetti a falsificazione.
Dal 1951,
inoltre, la vendita del Beaujolais Nouveau è sottoposta ad un
rigido regolamento che ne vieta la commercializzazione prima del
terzo giovedì di novembre. Ecco perché il Déblocage
diventa un momento molto atteso per assaggiare il primo vino novello
francese dell’anno.
Per
informazioni:
SOPEXA
ITALIA Via Cusani, 10 20121 Milano
Telefono:
02 8637441 – fax 02 89010593
www.beaujolais.com
E-mail:
sopexa.italia@sopexa.com
«Beaujolais
nouveau, millésime 2003 :
une
année d’exception ! »
Milano si prepara ad accogliere la grande festa
dedicata
al più noto vino novello del mondo!
C'è
una specie di count-down collettivo che coinvolge, a partire dai
primi giorni di novembre, cantine, bar e ristoranti di tutta la
Francia.
Anche
quest'anno Place Bellecour, a Lione cuore della produzione del
“Nouveau”, sarà il principale teatro del più
popolare appuntamento dedicato al vino.
Lo
slogan “le Beaujolais Nouveau est arrivé” ha fatto
in pochi anni il giro del mondo: non solo a Lione, ma in ben oltre
200 piazze di altrettanti Paesi si brinda, lo stesso giorno,
all'apertura delle prime bottiglie di Beaujolais Nouveau.
Poiché
dal 1951 la vendita del Beaujolais Nouveau è sottoposta ad un
rigido regolamento che ne vieta la commercializzazione prima del 3°
giovedì di novembre, il Déblocage diventa un momento
molto atteso in cui è finalmente possibile assaggiare il primo
novello francese dell'anno.
Con
oltre 60 milioni di bottiglie, che vanno letteralmente a ruba nel
giro di qualche mese, il “Nouveau” è diventato infatti un
vero e proprio fenomeno di costume, una febbre che ha contagiato in
particolare i giovani amanti dell’happy hour. Gli estimatori del
Novello ne apprezzano i profumi fruttati, il gusto leggero e morbido,
la bassa gradazione e la piacevolezza del colore rosso rubino.
Giunta
in Italia alla sua 11a edizione, anche quest'anno il 20 novembre,
in Piazza del Carmine a Milano, si svolge dalle ore 18 in poi la
Festa del Déblocage del Beaujolais Nouveau: in un clima
allegro e conviviale, appassionati ed intenditori possono degustare i
nuovi millesimati di alcune cantine francesi ed assaggiare golose
specialità della gastronomia francese.
Ma
il déblocage non sarà protagonista solo di una festa di
piazza. L’arrivo del nuovo Beaujolais Nouveau sarà infatti
accompagnato da un’orchestrata campagna di marketing e relazioni
pubbliche.
SCHEDA
PRODOTTO
Il
Beaujolais Nouveau è realizzato con un unico vitigno: il Gamay
Noir à Jus Blanc, con il quale vengono prodotti vini rossi
(un'area di piccolissime dimensioni coltivata a Chardonnay dà
origine ai Beaujolais Blancs).
La
coltivazione dei vigneti si contraddistingue per la densità,
superiore a qualsiasi altra parte del mondo, da 7000 a
13
000 ceppi ogni ettaro e la resa tra le più basse per i DOC
francesi: 55 ettolitri/ettaro per il DOC Beaujolais.
Una
peculiarità: il Beaujolais Nouveau rappresenta il 30% circa
delle vendite complessive, prodotto esclusivamente
partendo
dai Beaujolais e Beaujolais Villages.
Il
Beaujolais Nouveau, deve il suo successo all'uva del vitigno precoce
quale il Gamay Noir à Jus Blanc, a maturazione rapida,
che produce uve piccole estremamente fruttate e ad una tecnica di
vinificazione che permette di salvaguardarne gli aromi attraverso la
raccolta manuale delle uve che consente la migliore protezione
dell'integrità dei grappoli . La vinificazione beaujolaise
è del tutto particolare in quanto si basa nello stesso tempo
su una fermentazione tradizionale e una macerazione semicarbonica
interamente naturale.
E’
il segreto che permette di passare dall' uva al vino in tempi più
brevi del normale. Le uve ancora intatte vengono chiuse in un
contenitore stagno, e quelle più in basso, schiacciate dal
peso, cominciano presto a produrre l'anidride carbonica che innesca
il processo di veloce autofermentazione.
Questo
metodo di vinificazione conferisce al Beaujolais Nouveau un fruttato,
una morbidezza e una freschezza inconfondibili.
La
vendemmia 2003
E’
annata d' oro dei “Nouveau”. Hanno il gusto di marasca e lampone,
fragranza perfetta, maggiore corpo e struttura : sono più vini
e meno novelli. Quest'anno la precoce maturazione delle uve ha
permesso una vendemmia anticipata di parecchi giorni. Ne sono nati
prodotti più strutturati rispetto al passato.
Il
millesimo 2003 è da iscrivere negli annali: la vendemmia ha
avuto inizio prima di tutte le previsioni. Mai dopo il 1893 la
raccolta dei grappoli è cominciata prima del 25 agosto.
Quest’anno,
dal 10 agosto, su deroga speciale, le parcelle più precoci del
vigneto hanno accolto i primi vendemmiatori !!

L’UNION DES GRADS CRUS DE BORDEAUX
A
Bordeaux, l’uomo ha affinato la capacità di ottenere la
quintessenza da un territorio e da un clima eccezionali. Al di là
di questa particolare maestria, alimentata dall’obiettivo di
migliorare costantemente la qualità dei propri vini, i
proprietari degli Chateaux hanno voluto ben presto far partecipare a
questa loro profonda passione per il vino gli appassionati di tutto
il mondo.
E’
proprio tale volontà, orientata a far conoscere il meglio
della produzione girondina, all’origine di un radicale cambiamento
in materia di comunicazione a cui si è assistito già a
partire dagli anni ’70.
In
quel periodo le iniziative dedicate alla promozione sul mercato
estero del prodotto vinicolo francese erano gestite da pochi
organismi a cui facevano capo prodotti e produttori semplicemente
accomunati dalla stessa provenienza geografica che ha coinciso
sovente con l’AOC.
Per
i produttori di allora non era immaginabile intraprendere viaggi
promozionali con regolarità e partecipare ad appuntamenti con
la stampa e gli operatori. Il personale impiegato presso le varie
proprietà non era ancora particolarmente preparato, non erano
previsti budget significativi destinati alla comunicazione senza
dimenticare che, intorno al 1970, il trasporto aereo non era di certo
alla portata di un ampio pubblico.
Tuttavia
alcuni produttori viaggiavano già nel mondo per presentare i
loro prodotti. Sei di questi precursori, proprietari di cru classés,
ebbero l’intuizione, al rientro da una missione commerciale in
Asia, di sviluppare l’attività promozionale all’estero e
di realizzare tutto questo in un ambito di collaborazione collettiva
con altri produttori altrettanto motivati e interessanti sotto il
profilo della qualità.
L’Union
des Grands Crus de Bordeaux festeggia 30 anni
Nel
1973 venne dunque fondata l’Union des Grands Crus de Bordeaux, un
organismo destinato a sviluppare, nel corso dei decenni successivi,
programmi di degustazione in Francia ed all’estero che
contribuiscono in maniera determinante all’affermazione ed al
consolidamento dell’immagine dei Grands Crus de Bordeaux.
I
diversi presidenti dell'Union
In
30 anni, si sono avvicendati non più di 6 Presidenti che hanno
contribuito a definire la filosofia de l’Union cosi come è
oggi :
L’Union
conta oggi 130 cru classés e non classés, accomunati
dalla stessa esigenza per la qualità e che hanno origine dalle
più nobili e vocate aree produttive della Gironda, del Medoc,
di Graves e Pessac Leognan, di Sauternes e Barsac, di Saint Emilion e
Pomerol.
Capofila
della più prestigiosa area vinicola e di un settore produttivo
pilastro dell’economia di un’intera regione, l’Union è
un gruppo di attori economici di prim’ordine : l’area sui cui si
sviluppano le proprietà associate copre una superficie
complessiva di circa 5000 ettari fra i più vocati della
regione. Ai 2500 addetti regolarmente impiegati all’interno delle
diverse realtà vinicole si aggiungono circa 7000 lavoratori
stagionali. La produzione media annua corrisponde a circa 236.000
ettolitri di vino per un volume d’affari totale che supera i 300
milioni di Euro.
« SAVOIR
FAIRE ET FAIRE SAVOIR »
I
membri dell’Union sono consapevoli che la produzione di grandi vini
non può prescindere da una efficace attività di
comunicazione.
Le
caratteristiche specifiche che rendono unico e irripetibile ciascun
vigneto impongono un preciso impegno nella valorizzazione di ciascuna
area ed in particolare di ciascuna specifica realtà
produttiva.
Con
la presenza di oltre 10.000 differenti proprietà e 57 diverse
denominazioni di origine, il vigneto bordolese supera in dimensioni
l’intera area vitata del continente Australiano o corrisponde alla
superficie coperta dall’Alsazia, della Loira (Muscadet, Anjou,
Saumur) e della Valle del Rodano.
E’
evidente che la dimensione della regione custodisca tali e tante
caratteristiche che rendono indispensabile un’intensa attività
d’informazione e di valorizzazione di cui gli stessi produttori
sono i principali interpreti.
Questa
necessità assume particolare rilievo nell’ambito di una
commercializzazione più particolare ed originale per molti dei
Grands Crus.
Questa
avviene in realtà solo ed esclusivamente attraverso i
négociants attivi sulla Piazza di Bordeaux. Questo sistema di
mercato rappresenta un grande vantaggio per la maggior parte delle
proprietà che generalmente non sono dotate di una rete vendita
sviluppata. Nello stesso tempo rappresenta un ostacolo rispetto alla
conoscenza e al controllo diretto sul prezzo di vendita e sulla
destinazione finale del prodotto. Da queste semplici considerazioni è
maturata l’esigenza di sviluppare sempre più occasioni di
incontro diretto con il mondo della distribuzione nell’ambito di
degustazioni.
|