Attraverso il Team BioBenessere

composto da specialisti ed esperti di vari settori d'attività

Attività e servizi per promuovere la Qualità della Vita

 

E' nato “Il Programma BioBenessere per la tua città”

 

L'iniziativa si rivolge alle Amministrazioni locali proponendo azioni concrete di educazione alimentare, tutela della salute, promozione del territorio, cultura e stili di vita ecosostenibili

 

Bologna, 20 giugno 2007 - Promuovere tra i cittadini la qualità della vita - attraverso una crescente attenzione ai temi dell'educazione e sicurezza alimentare, tutela della salute, promozione del territorio, cultura e stili di vita ecosostenibili - è un'esigenza importante delle Amministrazioni comunali, in linea con le moderne politiche europee atte a determinare scelte “ecologiche” in ogni settore d'attività pubblica.

Per affiancare i Comuni in questa azione, è nato “Il Programma BioBenessere per la tua città” che è parte del più ampio Progetto BioBenessere (www.bio-benessere.it), promosso da Pro.B.E.R. - l'Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell'Emilia-Romagna - e cofinanziato da Unione Europea ed Agea, attualmente giunto al terzo anno di attuazione e finalizzato alla promozione dei consumi di prodotti biologici.

Le esigenze delle Amministrazioni comunali sono emerse con evidenza dall'indagine quantitativa realizzata all'inizio del 2007 da Pro.B.E.R. sulla “Percezione ed il gradimento dei prodotti alimentari di qualità e della sicurezza alimentare tra le Pubbliche Amministrazioni”.

Il Programma BioBenessere per la tua Città”, scaturito dai risultati di tale indagine, si propone di diffondere una serie di attività personalizzabili ed adattabili alle esigenze del Comune ed è organizzato per singole sezioni inerenti il settore Servizi alla persona e Ristorazione scolastica, l'Educazione ed Istruzione, il Turismo ed il Tempo libero, i Pasti Bio e le Filiere di produzione, il Verde e Bio-Habitat.

Queste attività riguardano l'affiancamento nella verifica della qualità percepita dall'utenza e nel miglioramento dei servizi di ristorazione scolastica, il potenziamento delle attività formative per il personale comunale ed educative per docenti, studenti e genitori, l'arricchimento dei servizi comunali rivolti alla cittadinanza e lo sviluppo di iniziative con le strutture di ricezione turistica, la valorizzazione delle produzioni locali con laboratori sensoriali per sviluppare le conoscenze ed il gusto individuale e collettivo, la verifica della gestione del verde urbano e l'implementazione del metodo biologico per ottenere la certificazione.

Nell'ambito del Progetto BioBenessere per la tua Città è stato costituito il Team BioBenessere, composto da un pool di specialisti del settore della ristorazione di qualità e della formazione che sono impegnati ad offrire informazioni, servizi e competenze specifiche alle Amministrazioni locali in tema di alimentazione biologica, ecosostenibilità, rispetto ambientale e tutela della salute pubblica.

Gli esperti del Team lavorano a fianco dello staff comunale in un percorso di miglioramento e di costante aggiornamento, per portare il Programma BioBenessere per la tua Città ed i valori in esso contenuti direttamente nelle città.

Secondo un programma itinerante che toccherà più località su tutto il territorio nazionale, il Team BioBenessere incontrerà i referenti dei Comuni in sessioni formative con l'obiettivo di presentare il Programma BioBenessere e soprattutto per aprire un costruttivo e continuativo canale di dialogo ed informazione. I primi appuntamenti con il Team BioBenessere ed il Programma BioBenessere per la tua Città, dedicati specificamente alle Amministrazioni Pubbliche (Assessori, Direttori di Settore, Funzionari), sono previsti:

 

  • a Viareggio il 22 giugno 2007 (Hotel Principe di Piemonte - sala Butterfly - Piazza Puccini, 1 - ore 9.00-13.00), all'interno della prima edizione di Sapor Bio, rassegna internazionale del gusto biologico e forum europeo che si svolge nella città versiliana dal 21 al 24 giugno 2007;
  • a Torino il 27 giugno 2007 (Hotel Turin Palace Hotel - Via Sacchi, 8 - ore 9.00-13.00).

 

La costituzione del Team BioBenessere e la definizione del Programma BioBenessere per la tua Città - rileva Paolo Carnemolla, presidente Pro.B.E.R. - sono due step fondamentali per valorizzare le attività e le relazioni consolidate nel triennio del Progetto europeo BioBenesssere, in quanto sono in grado di fornire risposte mirate alle esigenze delle Pubbliche Amministrazioni, favorendo la diffusione delle buone pratiche in tema di educazione alimentare, soprattutto per le giovani generazioni, creando i presupposti per offrire maggiore sicurezza e qualità dei pasti serviti”.

 

Questo è possibile - sottolinea Carnemolla - dando vita ad una fitta rete di attività informative e formative con i Comuni e le scuole che hanno a cuore la qualità della vita dei propri cittadini e degli studenti, promuovendo nuovi modelli di consumo che valorizzino le produzioni biologiche locali a tutela del territorio e delle tipicità, dell'ambiente e della salute pubblica, operando a favore di un'alimentazione di qualità che diviene una scelta prioritaria per il generale benessere dei cittadini”.

 

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Lettera aperta a Carlo Petrini di Paolo Carnemolla

 

Caro Carlo,

come molti altri operatori dell'agricoltura biologica italiana ed europea presenti all'inaugurazione della fiera Biofach 2007 lo scorso febbraio, la più grande manifestazione mondiale del settore, mi sono emozionato nel sentire le tue parole, scandite forte e con enfasi davanti ai Ministri e alla Commissaria europea all'agricoltura, parafrasando addirittura Kennedy: “ich bin ein biobauern”. Io sono un agricoltore biologico.

L'emozione era duplice. Per il tuo appello deciso contro gli OGM e per una scelta politica netta anzitutto dei governanti europei a favore del futuro del Pianeta, ovvero per l'agricoltura biologica, ma anche per l'approdo di un lungo percorso del movimento da te promosso, lo Slow Food, verso un'agricoltura capace non solo di produrre alimenti buoni ma anche sani e giusti.

E saperti poi in prima linea nella formazione del Partito Democratico ha confortato me e molti altri sulla possibilità che questo percorso contamini anche la politica italiana, così bisognosa di contenuti all'altezza delle sfide del tempo che viviamo.

E' quindi con stupore che ho letto alcuni passaggi del tuo articolo su La Repubblica, consapevole dello smarrimento che possono aver provocato nei confronti dei tanti consumatori che sempre più numerosi si orientano verso i prodotti dell'agricoltura biologica italiana anche grazie alla tua instancabile testimonianza. Siamo infatti il principale Paese produttore in Europa e le nostre 50 mila imprese, assieme a tutti i protagonisti del settore e agli enti di certificazione autorizzati dal Ministero agricolo, rischiano di essere travolti da un'informazione che non corrisponde alla verità dei fatti.

Il nuovo Regolamento europeo sull'agricoltura biologica non apre agli OGM, il cui impiego in ogni fase del processo di coltivazione, allevamento e preparazione rimane severamente vietato. Il biologico rimane dunque l'unico sistema di agricoltura e di allevamento in Europa che ha norme così severe. Un divieto simile non vige, ad esempio, per le produzioni tipiche che pure sono un patrimonio così importante per il nostro made in Italy alimentare e che ormai da anni sono interessate da un uso massiccio di alimenti OGM per il bestiame (soia e mais) di cui nessuno scrive o dibatte.

E' vero, per la prima volta dal 1991 l'Unione Europea ha definito una soglia per poter distinguere una contaminazione accidentale, dunque un fatto eccezionale, da una presenza voluta e stabile di OGM nei prodotti biologici, esattamente come da anni esiste per gli alimenti convenzionali e tipici. Appunto perché esiste un divieto d'impiego esiste la necessità di regolamentare quelle contaminazioni che accadono come fatto eccezionale e il limite stabilito, lo 0,9%, non significa che saranno ammesse presenze anche assai più contenute se non sarà provata l'inevitabilità del fatto. Purtroppo l'agricoltura biologica non si fa solo sotto serra o in cima a montagne incontaminate ma è anch'essa vittima di una diffusione di prodotti OGM nelle filiere zootecniche e alimentari che non possiamo, come settore che rappresenta attualmente solo il 9% dell'agricoltura italiana, arrestare da soli. E non avrebbe nemmeno senso smettere di fare agricoltura biologica in Italia in attesa che la battaglia epocale contro gli OGM e la coesistenza obbligatoria venga vinta. Se mai lo sarà.

Gli organismi di certificazione del biologico italiano dal 2003 si sono autoregolamentati per non certificare prodotti che abbiamo una presenza anche accidentale di OGM superiore al limite tecnico di rilevabilità dello 0,1%, verificando comunque e sempre l'accidentalità dell'evento. Tutto ciò senza che alcuna Autorità pubblica fino ad oggi appoggiasse questa decisione ed affrontando anche in prima persona responsabilità e vertenze di natura legale. Per questo è ingiusto accusare il sistema di certificazione nazionale di indifferenza o addirittura di complicità con i nemici del settore.

Hai ragione, tuttavia, la battaglia non possiamo vincerla solo in Italia perché vogliamo essere cittadini di un'Europa che sia libera dagli OGM e dove l'agricoltura biologica che non li usa sia sempre più diffusa e per questo saremo ancora al tuo fianco. Ma perché questo accada c'è anzitutto bisogno che il biologico italiano non venga ucciso da poca informazione e troppo amore.

Con stima e affetto

 

Paolo Carnemolla (Presidente FederBio)

 

 

 

 

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