Entro trenta giorni i fondi destinati al portale turistico Italia.it,

saranno trasferiti alle Regioni

 

Incontro tra gli assessori al turismo e il ministro Nicolais:

assegnati 21 milioni di euro dei 45 iniziali

 

 

Francesco Rutelli con Enrico PaoliniAlla fine del mese, febbraio 2008, i fondi destinati al portale turistico Italia.it, chiuso il 18 gennaio dopo poco più di un anno di vita, saranno trasferiti alle Regioni.

 

Lo ha annunciato il coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, Enrico Paolini, dopo un incontro con il ministro dell'Innovazione tecnologica Luigi Nicolais.

«Il ministro ha capito subito le intenzioni delle regioni che vogliono portare avanti il portale e per questo si è impegnato nel giro di un mese al trasferimento dei 21 milioni di euro già assegnati» ha spiegato Paolini. Per il portale erano stati stanziati in totale 45 milioni di euro: di questi ne sono stati spesi 7.

 

«Nicolais ha anche assicurato che il Dipartimento ministeriale chiederà formalmente all'Enit di prendere in carico la redazione del portale», impegnandosi in questo modo «a trasferire nella competenza dell'Enit stesso 7-9 milioni di euro ancora nella disponibilità del ministero».

 

Secondo Paolini questo accordo «apre la porta alla collaborazione con le associazioni per individuare i contenuti da inserire nel portale».


A questa notizia così ha commentato e risposto “La Stampa.it”

 

Italia.it riapre per far piacere alle Regioni? Lo scandalo continua


Il portale Italia.it - chiuso lo scorso 18 gennaio perchè lo stanziamento di 45 milioni di euro per quel che contava di offrire è stato valutato uno sperpero colossale - sarà riaperto, ha annunciato Enrico Paolini, coordinatore degli assessori al Turismo delle Regioni, dopo un colloquio con il ministro per le Riforme e l'Innovazione Luigi Nicolais. Già: perchè a quanto pare le Regioni non vogliono perdere l'opportunità di sfruttare i 21 milioni di euro che erano stati stanziati per  i loro contenuti editoriali sulle bellezze e le opportunità offerte dal  territorio.



Intanto secondo il portale ad hoc «
Scandalo italiano» i conti non tornano: si parlava di 7 milioni già spesi, ma forse in realtà sono 15: «La verità è che le Regioni hanno inizialmente avversato il progetto, portandone avanti uno demenzialmente concorrente, poi ci hanno messo anni a mettersi d'accordo su come spartirsi i soldi e in quasi tre anni, non hanno prodotto un bit di contenuti». Adesso, vista la crisi di governo, hanno fretta di incassare.



I conti di
Scandalo italiano:


«Soldi spesi per il progetto a sentire il Dit: 7 milioni.
Soldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni.
Soldi che rimangono in cassa a sentire Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni
(NB: si noti lo stupefacente pressapochismo. 7 o 9 milioni?)».

 


7 + 21 + 7 (o 9) = 35 ( o 37) milioni.



E i restanti 10 (o 8) milioni che mancano per arrivare a 45, dove diavolo sono?



«Ovviamente i conti tornano perfettamente, invece, se si assume, come già affermato da Paolini, che i milioni “spesi” siano 15 e non 7.



Soldi spesi per il progetto a sentire Paolini: 15 milioni. Soldi che entro breve andranno alle regioni: 21 milioni


Soldi che rimangono in cassa a sentire Paolini che ha appena incontrato Nicolais: 7-9 milioni.
15+21+9= 45 milioni».

 

***

 

Intanto su Economy del 6 febbraio 2008 l'ex ministro Lucio Stanca che quand'era ministro per l'Innovazione del governo Bwerlusconi aveva dato avvio a Italia.it così risponde a Rutelli e a quelli che lo criticano.

“La chiusura del sito Italia.it è solo un tentativo di nascondere le inadempienze del governo prodi”.

 

E con l'intervistatore, Stefano Caviglia, il ministro prende un impegno solenne. “Se il centrodestra tornerà presto al governo come sembra, e se avrò ancora la possibilità di occuparmene, rimetterò subito in funzione Italia.it. E' da lì che bisogna partire, seppure con le opportune modifiche”.

 

Ma il ministro non sa che il portale è stato pensato male fin dall'inizio ed era obsoleto sul piano tecnologico e solo questo ha portato il conseguente spreco di denaro pubblico?.

 

 


 

 

 

 

 

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