BIT a Milano: continua la crisi del turismo in Italia con un forte calo di stranieri.

Un appello dai paesi dell'Asia: “Aiutateci a ripartire”

d.t.

 

Milano 15 febbraio 2005. Da quando è stato abolito, nel 1993, il Ministero del Turismo questo settore è rimasto privo di un timoniere mentre l’allarme per la crisi di tutto il comparto continua a crescere. I dati parlano chiaro: sempre meno stranieri vengono in Italia ma le istituzioni la titano in un settore che vale il 7% del Pil e dà lavoro a 2 milioni di persone.

“Il modello balneare non funziona più, perché i prezzi dell’Italia sono troppo alti” ha ribadito Roberto Cota, sottosegretario con delega al Turismo all’apertura della BIT. Mentre si parla di Torino come sede europea dell’istituenda Agenzia europea per il Turismo l’Italia che nel 1970 era primo nel mondo per numero di arrivi di stranieri, ora è scivolato al quarto posto, superato da Francia, Spagna e Usa. E ora è insediato anche dalla Cina.

 

Ecco la classifica: Francia 77 milioni, Spagna 52,3, Stati Uniti 41,9, Italia 39,8, Cina 36,8. Di questo passo il sorpasso cinese è assicurato.

Nel 2003 gli arrivi stranieri sono calati del 4,6% e le previsioni per il 2005 sono ancora negative.

 

Secondo un’inchiesta  di “CorriereEconomia” il turismo italiano soffre di una crisi di sistema: l’offerta è polverizzata, i prezzi sono alti, i tour operator hanno dimensioni troppo piccole rispetto ai concorrenti internazionali. Inoltre anche i modelli, come la Riviera romagnola con la balneare Rimini, sono in piena crisi.

 

Guido Pasi, assessore al Turismo dell’Emilia Romagna, una delle aree che più sta soffrendo la crisi ha lanciato l’allarme: “La situazione del sistema turistico italiano si è aggravata, non ci sono fondi, siamo in condizione di totale abbandono da pare del Governo”. E l’Assoturismo-Confesercenti rincara: “l’81% degli italiani non farà vacanze quest’inverno” e il vicepresidente di Confturismo Emilio Valdameri aggiunge: “Occorre valorizzare le seconde case. Se ne stimano 2,7 mioni con 10 milioni di posti letto”.

 

La risposta alla crisi è la scelta di valorizzare i territori, la qualità del made in Italy dell’eccellenza con i suoi qualificatissimi vetrina di prodotti.

E’ proprio in un momento di crisi come questo che le imprese e le istituzioni dovranno impegnarsi per riprendere competitività attraverso scelte di qualità.

 

Intanto un appello dei Paesi asiatici colpiti dallo tsunami è stato lanciato durante una Conferenza per il rilancio del turismo in queste 'aree alla presenza del sottosegretario Margherita Boniver e con la partecipazione dei governi della Thailandia, Sri Lanka, Malaysia, Maldive, India e Kenia. La parola d'ordine è stata: “Aiutateci a ripartire”.

 

 

 

 

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