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APPUNTAMENTO PER VERI INTENDITORI:
A TAVOLA DA BOBO E CON BOBO
E'
un romagnolo di Borgo San Giuliano in quel
di Rimini, nato il 5 marzo 1951, figlio
di Walter, un venditore di frutta e verdura
all'ingrosso che andava spesso nel Molise
a vendere i suoi ortaggi e lì decise di
stabilirsi, aprendo un trattoria.
E
proprio in questa trattoria per camionisti,
a Termoli, cominciò a lavorare all'età di
13 anni con il padre, mentre la madre che
era rimasta a Rimini, spediva nel Molise
la mercanzia con il treno.
Il
suo retroterra era proletario, e proletarie
sono ancora le sue abitudini e il suo guardaroba.
Tutto vestito di rosso, dai capelli ai piedi
e con tanti cimeli storici marxisti-leninisti:
dal Che a Marx, a Lenin, tutti in bella
vista in un angolo del suo locale. Gestisce,
insieme alla moglie, il ristorante RIBO,
un locale situato a 7 chilometri da Termoli,
di un'eleganza vera e senza spocchia e con
una cucina dove ogni piatto segue la linea
di “maritare” al meglio i sapori dell'orto
con quello del pesce fresco che arriva direttamente
da Termoli, Vasto e Manfredonia.
Stiamo
parlando del Maestro di Cucina Bobo alias
Colombo Vincenzi.
Come
non definirlo un Maestro quando si viene
chiamati ad insegnare nella prima
Università di Scienze Gastronomiche al mondo
che nascerà a Colorno, in provincia di Parma,
il 4 ottobre 2004? Per non parlare dei progetti
innovativi di Alimentazione che svolge attualmente
all'Istituto comprensivo di Palata (CB)
e ai Corsi di Cucina svolti all'hotel Gritti
di Venezia.
Come
non chiamarlo Bobo quando non solo la faccia
ma anche gli atteggiamenti e i discorsi
ricordano da vicino il personaggio dei fumetti
ideato da Sergio Staino?
Difficile
che alla sua tavola, nel cuore del Molise
a Guglionesi, troviate commensali casuali.
Da Bobo si viene perché si vuole venire
e loro (Bobo in cucina e la moglie Rita,
nata a Portici, la patrona della sala a
consigliare piatti e vini) ripagano con
un ambiente caldo, raffinato, accogliente
e una buonissima cucina. Non è un caso che
mentre eravamo a tavola con Bobo è arrivato
a ringraziarlo un signore che si era sobbarcato
700 chilometri per venire ad assaggiare
la cucina del Maestro. Si chiamava Ubaldo
Bartolozzi, medico e consigliere comunale
di Forza Italia a Bollate di Milano. “Nonostante
le molte divergenze politiche –ha affermato-
sono qui ad inchinarmi alla sua cucina eccelsa”.
Bobo,
secondo molte guide, ha la geniale capacità
di rendere grandi le cose semplici. La sua
è una cucina di territorio, con
i prodotti coltivati direttamente (“l'orto
è qui attorno con la frutta e verdura senza
pesticidi, mie sono le galline, i galli,
le oche, i capponi, i piccioni, le capre
e i fagiani e faccio due quintali di lardo
all'anno), che guarda ai prodotti locali
come a giacimenti sublimi di sapori. La
sua cucina la si può benissimo definire
come quella che è stata chiamata, dal critico
Edoardo Raspelli, delle tre T: Terra,
Territorio e Tradizione. E giustamente Bobo
critica aspramente le salsette schiumose
e la cucina giapponese dei sushi. Come critica
certe portate del “grande” Vissani (“non
buonissime ma con molta fantasia”) e i prezzi
alti che pratica. Qui, invece, da Bobo
un menù degustazione a base di pesce si
spende da 38 a 42 euro e a base di carne
32 euro.
Ci
tiene, Bobo, a farci leggere gli elogi di
un cliente, dopo che la guida dell'Espresso
gli ha tolto mezzo punto per l'affollamento
del locale. “La tua –scrive un medico di
Collesannita (BN)- è una proposta culinaria
ricca e fantasiosa, un servizio cortese ed
estremamente competente, una sala piacevole
con tavoli apparecchiati in maniera davvero
raffinata”. Bobo è davvero amareggiato e
anche un po' arrabbiato con quelli dell'Espresso
perché hanno scritto cose non vere, (“quando
gli attacchi sono fatti con competenza se
ne può essere onorati ma quando sono fatti
col fegato no”). E poi perché il suo progetto
è proprio quello di diminuire i coperti
portandoli dagli attuali 60 (e non 120 come
ha scritto L'Espresso) a circa 40.
Ma
passiamo a descrivere alcuni piatti serviti
con quattro tipi di pane buonissimi e appena
sfornati (pizzette di farro, panini con
semi di papavero ecc.), con grano macinato
a Matrice vicino a Campobasso da un mulino
a pietra.
Dopo
i salumi (ventricina, soppressate, prosciutto)
e l'assaggio di pesce crudo, una innumerevole
lista di antipasti: crostacei secondo una
vecchia ricetta di un marinaio di barca
a vela, cotti sulla brace con olio e un
po' di aglio, Peperonata con calamaretti,
calamaretti scottati su una piastra davanti
al cliente con olio crudo e aceto balsamico
("devono essere né cotti, né
crudi”).
Potreste
fermarvi agli antipasti, perché comunque
avete già toccato qualcosa di sublime. Ma
se volete proseguire ecco i primi. Tortelloni
(ci dice che oltre alla pasta fatta in casa
usa solo pasta Barilla - le linguine della
Voiello) cotti al vapore con sugo
di gamberetti sgusciati e un ripieno di
mascarpone, pescatrice e un uovo per legare.
Tagliolini fatti in casa con gamberetti
e fiori di zucca preparati con un impasto
particolare: semola grezza, dragoncello
e petali di rose. Ed ecco i secondi.
Una fetta di polenta con polpa di scampi
avvolti nel lardo di colonnata, una vera
delizia! E poi, Gamberoni e pannocchie,
Fiore di zucca con un ripieno di mascarpone,
stracchino e pesce misto. Una sogliola con
burro e parmigiano.
Può
capitare anche della cacciagione (Bobo è
un cacciatore accanito).
Molte
le etichette di vino, non solo regionale:
noi abbiamo provato un Ramì Bianco di Terra
degli osei del 2002 del viticoltore Di
Majo Norante di Campobasso, viticoltore
diventato ormai famoso sul mercato nazionale
soprattutto per un rosso, il Contado, capace
di conquistare i tre bicchieri. Di particolare
impegno sono i dessert di Bobo dove spiccano
mousse agli ortaggi e verdure: zucca con
marmellata fatta in casa di pomodori verdi;
melanzana con cioccolato; rapa rossa con
marmellata di albicocca; tiramisù…..ci voleva
per chiudere in bellezza e farci dire che
simpatizzava per Rifondazione ma ora è deluso
e non andrà a votare. Ma continuerà a cucinare
bene.
dt
RIBO
di Bobo e Rita
Guglionesi
(CB)
Contrada
Malecoste
Tel.
0875 680655
Chiusura:
domenica sera e lunedì
15
giorni di chiusura a gennaio
Prezzi:
30-35 Euro vini esclusi
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