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Foto: Matteo Saraggi

 

 

Jorge Luis Borges

“Atlante”

 

di Alexander Màscàl

 

 

Da “Atlante” di Jorge Luis Borges - Arnaldo Mondadori Editore

 

«IL DESERTO»

“A circa trecento o quattrocento metri dalla Piramide, mi inchinai, presi un pugno di sabbia, lo lasciai cadere silenziosamente un pò più lontano e dissi a bassa voce: Sto modificando il Sahara”.

 

«Il 22 AGOSTO 1983»

Bradley credeva che il momento presente è quello in cui l'avvenire, che fluisce verso di noi, si disintegra nel passato, ossia che l'essere è un cessare di essere o come, non senza malinconia, disse Boileau: “Il momento in cui io parlo è già lontano da me”.

 

“Il mondo è una biblioteca, con un numero indefinito e forse infinito di gallerie. Così l'uomo, questo imperfetto bibliotecario, può essere opera del caso o di artefici malevoli, mentre l'universo non può essere che opera di un dio.

 

Ho peregrinato in cerca di un libro... ora che i miei occhi non possono decifrare ciò che scrivo, mi preparo a morire”.

 

*********

 

Così affermava Jorge Luis Borges, in un' intervista rilasciata a Gianni Lucchi su “Gente”.

Con la scomparsa dello scrittore argentino la letteratura perde uno tra i più validi esponenti internazionali. Borges esprimeva attraverso i suoi racconti quel silenzio-cieco in cui Egli Vedeva e Sentiva, seppure da molti anni i suoi occhi fossero spenti.

 

Per lui il silenzio non era solo qualcosa di “vuoto, silenzioso”, ma quel “Silenzio” in cui vivono i Saggi e in cui si preparano a morire coloro che Vedono con gli occhi della Saggezza!

 

Anche la Morte-Padrona resta impotente dinanzi a Uomini come lui e può solo allontanarlo da questa esistenza terrena senza però allontanare quell'Essenza vitale che sopravvive oltre la morte.

 

Per Borges la vita è una partita a scacchi che si gioca nel mondo fisico, è simile ad un gioco di specchi che ne duplicano l'apparenza sino ad un numero indefinito di riflessi illusori.

Per l'autore "La vita non è che un sogno".

 

Da “Le rovine circolari” leggiamo: “In un'atmosfera trasognata, presso le rovine di un antico tempio, un mago vuole creare un uomo sognandolo, ma alla fine comprende che anche lui è una parvenza, che un' altro stava sognando”.

 

Dal libro “Atlante”, edito dalla Mondadori, alcune frasi dal chiaro contenuto esoterico affermano: “Tutta la nostra storia è un lungo sogno di Dio, che alla fine tornerà a Dio. Dio ci sta sognando e se si svegliasse il sogno sparirebbe”.

 

In rispettoso silenzio mi allontano dal... sogno che Jorge Luis Borges sta sognando in ... un'altra Dimensione, ma consapevole che con questo ricordarlo ho “modificato” qualcosa, come egli scrive: “Mi chinai, presi un pugno di sabbia, la lasciai cadere un pò più lontano e mi dissi a bassa voce - sto modificando il deserto “.

 

Per un attimo sono entrata nel Suo Pensiero rammentando le sue parole: “La gente vive accettando ciò che chiama realtà”.

 

...Ma quella realtà illusoria non mi appartiene nè appartiene a Jorge Luis Borges ed è per questo che vesto di fantasia l'illusione e torno con Lui nella Nostra realtà che “forse” qualcuno sta sognando... e termino con questo mio Pensiero:

 

"...Chiunque tu sia, non svegliarti e lascia che io Viva... sopravvivendo nei tuoi sogni..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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