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Cropani Marina vince il campionato delle zuppe di pesce!
Battuti in finale i cuochi di Fano.
Fano 18 settembre 2005. Tradizione e innovazione, creatività e cura dei dettagli: queste le caratteristiche vincenti della zuppa firmata da Antonio Abbruzzino e Antonio Esposito del ristorante calabrese `Da Tonino' di Cropani Marina in provincia di Catanzaro, che ha vinto la terza edizione del Festival del Brodetto e delle Zuppe di Pesce terminato domenica a Fano.
Sabato sera, al Grand Hotel Elisabeth, `U Quoddaru', il calderone calabro, si è aggiudicato la finalissima con 807 voti contro i 612 ottenuti dal brodetto fanese preparato da Marco Vegliò e Enrico Ragnetti del Galeone.
Entrambe le ricette hanno ricevuto i complimenti sia della giuria popolare sia di quella tecnica, rappresentative di tutta l'Italia dei buongustai. Tra i giurati, a garantire l'imparzialità del voto, gli Accademici della Cucina italiana e 12 giornalisti di testate nazionali e regionali.
“Sono contento di aver vinto contro Fano -ha commentato Antonio Abbruzzino- abbiamo proposto due zuppe diverse ma entrambe molto valide. La mia vittoria contro la squadra di casa dimostra la trasparenza di questa manifestazione”.
Completamente deliscata e arricchita da alcuni piccoli ma significativi accorgimenti di carattere estetico come il fagottino di triglie ripieno con patate legato da erba cipollina o il filetto di merluzzo arrotolato a formare una piccola rosa, la zuppa calabra associa agli ingredienti della tradizione alcuni spunti innovativi frutto della creatività del cuoco: “Eliminando le spine -spiega Abbruzzino- e rendendo l'insieme più armonioso esteticamente abbiamo voluto promuovere il consumo di questo piatto della tradizione altrimenti poco richiesto nei ristoranti”.
Il colore e la consistenza della conserva di pomodoro sono il biglietto da visita del brodetto di Marco Vegliò che spiega così la sua ricetta: “Il prodotto principale è il pesce fresco, un buon olio extravergine, la conserva di pomodoro e l'aceto, così come vuole la tradizione fanese e l'utilizzo di 12 tipi di pesce, alcuni anche pregiati come scampi e crostacei”.
Il Festival nazionale delle Zuppe di Pesce ha visto concorrere ben 16 squadre provenienti da 14 regione di mare italiane che per 5 giorni si sono sfidate chiamando i giurati a votare le migliori preparazioni. A livello nazionale, si tratta dell'unica manifestazione gastronomica con queste caratteristiche che, anche quest'anno, ha portato nelle Marche turisti del gusto provenienti da tutta Italia e in particolare dalle regioni del centro-nord.
Il Festival è stato arricchito da una serie di eventi: il `Gioco del Brodetto' dove il pubblico era chiamato a votare il miglior abbinamento tra zuppa e olio extravergine; la `Scuola di Brodetto' che per due giorni ha impegnato casalinghe, studenti e dilettanti dei fornelli in lezioni teoriche e pratiche su una delle ricette marinare più antiche; infine il convegno promosso dall'Accademia italiana della Cucina che ha fatto il punto sul `Brodetto tra tavola e storia'.
Il festival è stato organizzato da Confesercenti, Federazione Ristoratori, Comune di Fano, Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino, Regione Marche, in collaborazione con Accademia Italiana della Cucina.
Le zuppe di pesce non solo hanno ingredienti diversi, ma anche nomi diversi. Ecco un piccolo glossario, per nulla esaustivo, per saperne di più...
Le Zuppe di Pesce in Italia...
Emilia Romagna, Marche, Veneto, Abruzzo, Molise: Brodetto
Toscana: Cacciucco
Isola del Giglio (Toscana): Calderone (in altre parti della Maremma, anche “Caldaro”). Si chiama così, perché un tempo si faceva appunto in una grossa pentola, sugli scogli, con il pesce appena pescato.
Porto Cesareo (Costa Ionica): Quatara (dal nome della pentola in cui si cuoce la zuppa di pesce)
Liguria: Ciuppin, Burrida (sono due diversi tipi di zuppa)
Bari, Manfredonia e altre zone pugliesi: Ciambotta o Ciambotto
Sicilia: Madellotte (dalla dominazione francese del XIII secolo provengono numerose varietà di zuppe di pesce, chiamate ancor oggi, in alcune zona dell'isola, con questo nome francese)
Sardegna: “sa Cassola” è la tipica e ricca zuppa di pesce di Cagliari
...e all'estero
Portogallo: nonostante il baccalà sia il piatto più rappresentativo di questo paese (si contano 365 ricette a base di “Bacalhau”, più una per gli anni bisestili) ci sono numerose zuppe di pesce, come la “Caldeirada à Fragateira” che prende il nome da una piccola ma veloce imbarcazione del Tejo, la `Fragata', sulla quale i marinai preparavano, con il pescato, questa favolosa zuppa.
Spagna: Paella
Francia (Sud, Marsiglia, Costa Azzurra, ecc): Bouillabaisse
Marocco: Il “Tajne” di pesce è uno dei piatti nazionali marocchini. Lo si prepara, appunto, nella “tajne, tipico contenitore di terracotta di forma conica.
Grecia: la “Kekavia” è una tipica zuppa di pesce alla moda dell'isola di Creta. E' un vero e proprio brodetto, fatto con un misto di verdure e alcune varietà di pesce come il nasello e l'orata.
Cipro: La “Psarosoupa Me Avgholemono” è una tipica zuppa di pesce locale, con salsa di limone e uova.
Finlandia: siamo fuori dal Mediterraneo, ma anche i pescatori del Nord Europa hanno le loro ottime zuppe di pesce. Una delle più note finlandesi è la “Kalakeitto”. Fra le erbe utilizzate per insaporirla, l'aneto e l'erba cipollina.
Cile: Il "Curanto" è un'arcaica preparazione indigena, caratterizzata per l'abbondanza e varietà dei frutti di mare dell'isola Tenglo, di Puerto Montt, di Calbuco e di tutte le località di Chiloé continentale e isolano. Nasce nella regione australe del Cile, dove cura, in mapuche significa pietra, e antu, significa sole; poi la parola originale di quest'umido è curantu=pietra ardente, come il sole. Il Curanto è una specialità chilota (della città di Chiloé), dove nel tempo antico confluivano all'umido solo il pesce e i frutti di mare, accompagnati da patate e verdure della zona; quando in America s'introdussero i maiali e gli uccelli di recinto, pure questi furono aggiunti alla monumentale preparazione. Nelle regioni isolate e miserabili in ricorsi ancora è possibile assaggiare un curanto primigenio, senza gli aggregati europei.
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Assessorato al Turismo
Provincia di Pesaro e Urbino
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