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PROMOZIONE
IN “SERIE A” E “FISCHIO D’INIZIO”
PER
I SALAMINI ITALIANI ALLA CACCIATORA, DA OGGI DOP
Pierluigi
Collina “arbitro” della presentazione ufficiale
Milano
settembre 2004 - Il Cacciatore, uno dei più famosi salumi
della tradizione gastronomica italiana, ha ottenuto il prestigioso
riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta “Salamini
Italiani alla Cacciatora”, marchio che designa la promozione in
“Serie A” di un prodotto fiore all’occhiello del Made in Italy.
Il
riconoscimento DOP ottenuto tutelerà la denominazione e il
prodotto nei 25 paesi che costituiscono oggi l'Unione Europea. Non
sarà pertanto più consentito utilizzare denominazioni
che richiamino o evochino la DOP (come ad esempio cacciatorino,
salame cacciatore, ecc) su prodotti simili - salami, in questo caso
- non certificati. Un decreto legislativo in corso di emanazione nel
nostro Paese prevede pesanti sanzioni per tutti i "falsari".
Tale
riconoscimento ha offerto lo spunto per una tavola rotonda che si è
tenuta oggi a Milano con la partecipazione straordinaria di Pierluigi
Collina che ha dato il via al dibattito, facendo un divertente
parallelismo tra la DOP e il mondo del calcio: “la squadra che oggi
scende in campo è il Consorzio Cacciatore, con una rosa di
giocatori molto ampia composta dalle 46 aziende consorziate”.
All’incontro
hanno partecipato: Sandro Gozzi, Presidente del Consorzio Cacciatore,
Sergio Ventura, già Direttore delle Legislazioni economiche in
materia di agricoltura della Commissione Europea, il nutrizionista di
Superquark, Carlo Cannella, Giovanni Ballarini, antropologo
alimentare, Francesco Ciani, Direttore dell’organismo di controllo
Istituto Nord Est Qualità e Mara Colla, Presidente della
Confconsumatori.
“La
commercializzazione del Cacciatore DOP - ha spiegato Sandro Gozzi,
presidente del Consorzio Cacciatore - è ufficialmente
iniziata nel mese di maggio, ma il prodotto ha iniziato ad essere
presente sugli scaffali dei punti vendita solo in questi ultimi due
mesi. Grazie alle sue caratteristiche di praticità d’uso,
per le dimensioni ridotte (100-350 gr.) e di qualità della
materia prima impiegata, che proviene dagli stessi suini utilizzati
per i prosciutti DOP di Parma e di San Daniele, il salame Cacciatore
possiede potenziali di produzione realmente notevoli che potrebbero
farlo diventare il salame tutelato più diffuso in Italia.”
“Le
stime produttive fornite dalle Aziende aderenti al Consorzio di
tutela per quest’anno, pari a circa 2 milioni di Kg, dimostrano che
i Salamini Italiani alla Cacciatora hanno tutte le carte in regola
per diventare uno dei salumi tipici più diffusi in Italia e
all'estero – ha continuato Gozzi –. Tale stima è comunque
da ritenersi solo indicativa, in quanto questa tipologia di salame è
la seconda più commercializzata nel nostro Paese (dopo il
salame tipo Milano) e raggiunge oggi i 25/30 milioni di Kg.”.
L’ottenimento
della DOP, è stato un grande successo a livello comunitario,
come ha sottolineato Sergio Ventura – già Direttore delle
Legislazioni economiche in materia di agricoltura della Commissione
Europea. “Oggi, finalmente, dopo grandi sforzi e impegno
compiuti dai principali soggetti coinvolti, in particolare
l’Associazione Industriali delle Carni e il Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali, i Salamini Italiani alla Cacciatora
sono protetti e tutelati in tutta Europa e ciò va a vantaggio
sia dei produttori che degli stessi consumatori. ”
E
proprio ai consumatori era rivolto l’intervento di Mara Colla -
Presidente della Confconsumatori, che ha specificato come “le
DOP rappresentino oggi una importante garanzia per i consumatori.
Presuppongono, infatti, che un determinato prodotto venga realizzato
secondo regole e con ingredienti ben precisi. Sono la risposta alle
giuste richieste dei consumatori ad avere dai prodotti alimentari
qualità, trasparenza e sicurezza.”
Per
informazioni: Consorzio Cacciatore telefono 02.8925901
Su
un altro importante aspetto, quello della qualità, si è
soffermato Francesco Ciani - Direttore dell’organismo di
controllo “Istituto Nord Est Qualità” – “Tutte le
attività significative del processo di produzione sono poste
sotto controllo. Attraverso analisi in loco e documentali, sono
certificati i suini, il loro sistema di allevamento, la loro
alimentazione, la qualità della materia prima utilizzata e gli
ingredienti utilizzati. Gli standard di stagionatura e di
confezionamento rappresentano l’ulteriore requisito di processo che
viene sistematicamente documentato e verificato.”
Il
tema della nutrizione è stato invece l’oggetto
dell’intervento di Carlo Cannella - Prof. della Facoltà
di Scienza dell’alimentazione all’Università “La
Sapienza” di Roma – che ha precisato: “senza tradire le sue
origini, oggi il salame cacciatore si è adeguato ai nuovi
stili di vita ed ai mutati gusti. È divenuto meno grasso ed ha
ridotto il contenuto di sale, esaltando le sue caratteristiche
nutrizionali. I Salamini Italiani alla Cacciatora hanno oggi una
scheda nutrizionale che consente la loro inclusione in una
alimentazione razionale ed equilibrata, secondo le indicazioni più
attuali della scienza dell’alimentazione.”
Una
attenta analisi sulle origini storiche del Salame Cacciatore è
stata fatta dal Prof. Giovanni Ballarini - Antropologo Alimentare
– “Secondo alcuni studiosi, le origini del salame Cacciatore
risalgono addirittura all’epoca degli Etruschi e sarebbero stati
poi diffusi in tutta Italia dai Romani. Il nome invece deriverebbe,
dall’utilizzo che ne facevano i cacciatori. Erano infatti i salami
che il cacciatore portava con sé, assieme al pane, durante le
battute di caccia: era un alimento con una giusta dose di grasso,
fornitore di energia, ricco di proteine nobili, sufficientemente
salato per sopperire alle perdite di sale conseguenti alle fatiche
sopportate per inseguire la selvaggina.”
Oggi
le produzioni DOP e IGP rappresentano per il settore agroalimentare
circa il 7-8% del giro d’affari totale, ma nel caso del settore dei
salumi rappresentano una percentuale decisamente più
significativa: si stima che oltre il 25 % del giro d'affari della
salumeria italiana sia rappresentato dai prodotti DOP e IGP. In
termini quantitativi, circa il 17% (quasi 200.000 tonnellate) sono
salumi DOP e IGP. L’Italia è il Paese europeo che possiede
il maggior numero di salumi DOP e IGP, 27 su un totale di 74 salumi
tutelati europei (ciò significa che l’Italia, da sola,
possiede quasi il 40% di tutti i salumi DOP e IGP registrati da 15,
ora 25, paesi dell’UE).
I
prodotti tipici (ma in generale tutta la salumeria italiana),
rappresentano indubbiamente all’estero un “fiore all’occhiello”
del “food made in Italy”. Bisogna ricordare che l’Italia è
l’unico paese al mondo dove la salumeria abbia conquistato una
significativa notorietà all’estero, nonostante tutte le
problematiche che ha il settore nell’export, e in molti casi
proprio grazie alle produzioni tipiche, come il prosciutto di Parma,
il San Daniele, la mortadella Bologna e il Salame Cacciatore. Oggi,
si stima che circa l’8 % della produzione nazionale di salumi venga
esportata e di questa quasi il 30% (oltre 26.000 tonnellate) è
rappresentata da salumi tipici, una percentuale sicuramente maggiore
in valore (oltre il 40%= 250 milioni di euro).
Consorzio Cacciatore
Costituitosi
a maggio del 2003, il Consorzio Cacciatore ha già al suo
attivo 45 aziende aderenti, che rappresentano tutti i nomi più
noti del comparto produttivo dei salumi del nostro Paese, ma anche
molte aziende di medio/piccole dimensioni e addirittura artigianali.
Gli
scopi del Consorzio sono di proteggere e promuovere i Salamini
Italiani alla Cacciatora DOP. Il Consorzio ha recentemente adottato
una etichettatura comune e uniforme (un tassello consortile di facile
e d immediata identificazione) per facilitare la riconoscibilità
del prodotto per il consumatore.
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