|
La Premiazione di Antonio Abbruzzino,
vero ambasciatore della cucina calabrese nel mondo
Il Comitato di Promozione Culturale Calabresi di Parma,
il giornale on-line INformaCIBO e l'Azienda Fabbri 1905
Parma 10 novembre 2007. Antonio Abbruzzino, componente del TEAM ITALIA, squadra nazionale dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani, impegnata a fare conoscere e apprezzare la cucina Italiana nel Mondo, viene oggi premiato a Parma quale miglior chef/pasticcere calabrese dell'anno.
Il Comitato di Promozione Culturale, Calabresi di Parma, il giornale on-line INformaCIBO e l'Azienda bolognese Fabbri 1905 lo premiano per le sue eccezionali creazioni in cucina. Abbruzzino nel suo lavoro esalta con raffinatezza la generosità e la tipicità dei sapori della cucina calabrese. Inoltre la sua passione gastronomica lo porta ad unire con maestria l'arte culinaria e l'arte dolciaria in un'unica armonia dal primo piatto al dolce.
Queste sue capacità lo hanno portato a vincere numerose Concorsi e premi e recentemente ha contribuito alla vittoria dell'Italia, con due medaglie d'Oro e una d'Argento, all'International Kremlin Culinary Cup di Mosca.
Il Comitato di Promozione Culturale Calabresi di Parma, il giornale on-line INformaCIBO e l'Azienda Fabbri 1905
Chi è Antonio Abbruzzino
Antonio Abbruzzino 44 anni, calabrese. Per scelta opera nella regione, chef del ristorante tipico “La rosa nel bicchiere” (Soveria Mannelli, Catanzaro), dove propone una cucina legata ai prodotti del territorio, semplice, ma nello stesso tempo elaborata e innovativa.
Sempre alla ricerca di prodotti di nicchia, alimenti naturali e biologici, prodotti che in Calabria sono reperibili tutto l'anno. Una cucina mediterranea il cui ritmo viene scandito dai prodotti e dalle stagioni. Da sempre impegnato nella riscoperta, valorizzazione e rivisitazione dei piatti tipici della cucina Calabrese. Componente del TEAM ITALIA, squadra nazionale dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani, un ente nazionale di categoria che annovera migliaia di chefs operanti ai fornelli, un gruppo di colleghi, ma soprattutto di amici, come ama definirli Abbruzzino, impegnati a fare conoscere e apprezzare la cucina Italiana nel mondo. Molte le competizioni e le manifestazioni culinarie a cui ha preso parte e tanti i riconoscimenti, i premi e le medaglie collezionate. I colleghi lo hanno soprannominato amichevolmente “Gold medal”, l'uomo delle medaglie d'oro, appunto perché riesce sempre a portare a casa qualche medaglia d'oro. Una carriera costellata di successi, un volto serafico e sempre sorridente, dietro al quale si cela la determinazione ferrea di un vero calabrese. Una passione smisurata per la sua terra, che non perde occasione di promuovere con grande spirito di appartenenza. Un vero ambasciatore della cucina calabrese nel mondo. Un personaggio conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale, che quotidianamente svolge con rigore e passione il suo lavoro. I suoi piatti si possono degustare a “la rosa nel bicchiere”, ristorante tipico, agriturismo, country club, uno splendido posto immerso nel silenzio e in circa 10 ettari di bosco, circondato da un panorama insolito e suggestivo. Le antiche case contadine e la masseria, recentemente restaurate, con la loro solida e semplice bellezza, sono guardiane silenziose di una storia senza tempo. Qui la natura conserva il fascino di un tempo. La presenza degli alberi permea ogni scorcio del paesaggio, conferendogli quel senso di mistero che è tipico delle selve montane ma anche la rassicurante luminosità della vegetazione mediterranea. Il luogo ideale per una vacanza o anche un giorno di riposo diverso dagli altri. Il Monte Reventino si erge di fronte alla vista dell'ospite e domina la scena. Alla sua destra Serra Alta, alla sinistra Monte Condrò con la splendida faggeta, una tra le più belle della Calabria, caratterizzata da grandi, argentei tronchi colonnari, alti anche fino a 35 metri. Il toponimo Reventino deriva dal vocabolo dialettale riventu che significa “riposo” e richiama il lungo, faticoso tragitto che gli uomini dovevano compiere per spostarsi dalla Piana di Sant'Eufemia alla Conca di Decollatura e Soveria Mannelli e viceversa, per ragioni di scambio commerciale, per sfuggire alle incursioni piratesche sulla costa o in occasione di calamità naturali come alluvioni e terremoti. Territorio di riposo, dunque, e tradizione di accoglienza che ritroverete in questo luogo. La Rosa nel bicchiere è l'ospitalità semplice, fatta di sorrisi e piccoli gesti, come quello delle massaie di questa terra, che ornavano, dopo le faccende domestiche, le proprie case con una rosa riposta in un bicchiere. Inserita sulle guide ufficiali “Gambero Rosso”, “Ristoranti d'Italia de l'Espresso” e “Le locande d'Italia” della Slow food.
|
|
|