A Roma il prossimo 19 aprile: il Consiglio dei Diritti Genetici promuove un incontro con i soggetti della filiera vitivinicola sul NO AGLI OGM.

 

Mario Capanna e Carlo Alberto Panont Direttore del Consorzio Oltrepò PaveseVerona 8 aprile 2005. Passeggiando tra gli stand del Vinitaly abbiamo incontrato un personaggio che ha fatto la storia del nostro Paese, Mario Capanna, mentre era a colloquio con il direttore del Consorzio tutela Oltrepò pavese, Carlo Alberto Panont.

 

Ora Capanna è Presidente del Consiglio dei Diritti Genetici e in tale veste è in prima fila nella lotta agli Organismi geneticamente modificati (OGM).

 

Mario Capanna era a Verona in preparazione di un importante appuntamento che si terrà a Roma il prossimo 19 aprile per discutere con tutti i soggetti della filiera vitivinicola, aziende, Consorzi e associazioni del settore, sull'impatto socio-economico dell'introduzione di viti transgeniche.

 

L'Italia infatti -secondo il Consiglio dei Diritti Genetici- non ha alcuna convenienza a produrre vini Ogm, nè tanto meno a rischiare contaminazioni tra produzioni ogm e produzioni tradizionali

 

“Tre quarti degli italiani e degli europei non vogliono Ogm. Che cosa succederebbe dei nostri celebri vini, se un domani diventassero transgenici?”, questa è la domanda posta da Mario Capanna a diversi interlocutori proprio durante il Vinitaly dedicato a Luigi Veronelli, nume tutelare del buon vino ed uno dei primi ad aderire alla campagna contro il vino OGM promossa dall'associazione Città del Vino in moltissimi Comuni Italiani.

 

INformaCIBO ricorda, proprio alla vigilia di questo incontro romano, come nel 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante un incontro al Quirinale con i delegati dell'Associazione Nazionale delle Città del Vino aveva detto di comprendere la preoccupazione che “attraverso certe invenzioni genetiche si possa mettere a rischio la produzione di buon vino” tanto che allora il ministro Alemanno aveva inviato “un grazie sincero al presidente della Repubblica per ciò che ha detto a proposito della conservazione delle tradizioni e della genuinità legata alla produzione vinicola italiana".

 

Ma dal Vinitaly è venuto fuori un unico concetto: l'Italia deve valorizzare i vitigni autoctoni per lo sviluppo della viticoltura italiana, che ha bisogno di qualità e ricerca in vigna e in cantina, e non dell'omologazione dei sapori e dei gusti che la manipolazione genetica, insieme a tutta una serie di altri rischi, porta con sé.

 

L'incontro si terrà a Roma martedì 19 aprile alle ore 10, presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio, 43 (Sala “Paesaggi”).

 

CONSIGLIO DEI DIRITTI GENETICI

Via Panaro, 14 Roma

Telefono 06.86391315

E-mail: info@consigliodirittigenetici.org

www.consigliodirittigenetici.org

 

 

 

 

 

 

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