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La Stella Negroni compie cento anni

 

Per festeggiare il proprio centenario la Negroni sarà presente, dal 13 al 21 ottobre a Perugia, a Eurochocolate 2007, come ideatore di una trasgressiva “pausa salata”...

 

Era il 1 settembre 1907: nel firmamento dell'industria alimentare italiana nasceva la stella di Negroni. Anche se la stella, di fatto, ancora non c'era. Visto che arriverà solo all'indomani della fine della Grande Guerra, riportando in un contesto “civile”, di festa, abbondanza e soprattutto qualità, un simbolo, la stelletta, appunto, che in quegli anni era sinonimo di divise e mostrine militari.

Questo centenario cade nell'anno in cui la storica azienda di Cremona afferma la sua posizione di top brand della salumeria italiana. Il Gruppo Veronesi, ha dato infatti vita, a partire dal 1° gennaio 2007, alla Negroni SpA, la Divisione Salumi del Gruppo, alla quale fanno capo tutti i marchi di salumi ad essa appartenenti: Negroni, Montorsi, Fini Salumi e Daniel.

 

A EUROCHOCOLATE, CON UNA “TRASGRESSIVA” LIMITED EDITION DI NEGRONETTO

Per celebrare questa ricorrenza, all'insegna di una tradizione che sa confrontarsi con il nuovo al limite della “provocazione”, la Negroni sarà protagonista di Eurochocolate, fiera che si terrà a Perugia dal 13 al 21 ottobre 2007.

 

Nel corso della dolce kermesse, l'azienda di Cremona sarà protagonista della prima “pausa salata” pensata per il pubblico della manifestazione: “un trasgressivo”, per i puristi del cioccolato, momento di relax per il palato nel corso del quale il pubblico potrà gustare alcuni inediti abbinamenti gastronomici realizzati con i salumi Negroni.

Per l'occasione la Negroni ha ideato anche un coinvolgente e gustoso “Salumi e Baci Tour”, percorso gastronomico aperto a tutti e sviluppato lungo 4 tappe, ognuna dedicata ad un prodotto-abbinamento che i consumatori potranno gustare con i vini eccellenti del territorio di Montefalco, e dato vita, nella suggestiva location della Rocca Paolina, a una sorta di piccolo museo del salume Negroni, con l'esposizione di alcune macchine storiche, vecchie pubblicità e una vera e propria sala di stagionatura dei salumi. Il tutto condito da degustazioni guidate per scoprire che anche i salumi hanno le loro “verticali” e “orizzontali”, con succede ormai da anni con i migliori vini italiani, e possono confrontarsi perfino con il mondo del dolce e del cioccolato.

Per l'occasione viene anche messa in vendita un “Negronetto limited edition”, che rischia di diventare un vero e proprio oggetto culto: affianca infatti uno dei primi salumi brandizzati in Italia (era il 1931), il Negronetto, appunto, a un identico salamino di cioccolato. Un curioso gadget che potrebbe diventare uno dei simboli dell'edizione 2007 di Eurochocolate.

 

LA NEGRONI OGGI: LEADER DI MERCATO CON OLTRE 300 MILIONI DI EURO DI FATTURATO

Nell'anno del centenario la Negroni s.p.a. può raccontarsi come una realtà che conta più di 300 milioni di euro di fatturato, 1.000 dipendenti, 6 stabilimenti in Italia: un salumificio a Cremona; un salumificio/laboratorio a Zibello (Parma); un salumificio a Correggio (Reggio Emilia); un cottificio a Villafranca (Verona); 1 prosciuttificio a San Daniele (Udine); un prosciuttificio a Tizzano Val Parma e filiali commerciali in Francia, Germania, Svizzera e Stati Uniti.

E' leader di mercato - con i suoi quattro marchi Negroni, Montorsi, Fini Salumi e Daniel - in particolare, nelle categorie dei salami da asporto - a cominciare da “Negronetto” - (circa 18%), dei precotti (circa 25%), dei cubetti di pancetta e prosciutto cotto (circa 20%); e presente nei segmenti dei wurstel di suino con “Golosino” e degli affettati.

Da una ricerca SWG emerge che il marchio è conosciuto dal 95% dei consumatori italiani di salumi, con un vissuto di qualità autenticità ed esperienza patrimonio delle grandi marche. E ancora. Su Top Brands 2005 Negroni figura tra i marchi d'eccellenza dell'intera industria italiana.

 

LA NEGRONI IERI: I TRE PROTAGONISTI CHE HANNO FATTO LA STORIA

I 100 anni di storia della Negroni continuano a essere perfettamente raccontati dal celebre jingle che fece conoscere e rese “simpatico” il brand nelle case degli italiani: allora come oggi, infatti, “la stella di Negroni vuol dire qualità”. Una qualità frutto di cento anni di attività imprenditoriale svolta da tre rappresentanti della famiglia Negroni, che con il loro impegno hanno segnato da protagonisti il mondo dei salumi e, in generale, il panorama alimentare italiano.

 

PIETRO NEGRONI: DA GARZONE DI SALUMERIA A CAPITANO D'INDUSTRIA

La firma Negroni, in un corsivo elegante e pulito tracciato con inchiostro rosso, è il primo segno distintivo di quella scommessa imprenditoriale che Pietro Negroni, classe 1884, inaugura nel 1907 a Cremona: produrre salumi di qualità a livello industriale, facendo propria la tradizione contadina e l'esperienza come “artigiano di salumeria” - il fondatore era stato anche garzone in una bottega di salumeria - ma con uno sguardo attento alle innovazioni tecnologiche., slegato dai tempi rigidi della stagionalità.

Negroni inoltre vuole distinguere i suoi salami con la propria firma anticipando il concetto odierno di prodotto brandizzato. E se la firma in rosso è il primo segno d'identità del neonato salumificio Negroni, per vedere sorgere la stella bisogna attendere la fine della Grande Guerra. Presa in prestito dalle decorazioni delle divise militari, la Stella abbandona immediatamente ogni richiamo al contesto bellico per proporsi come punto di riferimento dei salumi Negroni. Alla firma sovrapposta alla stella si aggiungono due scritte significative: salami, a sottolineare la specificità dell'attività produttiva della Negroni, e Cremona, la patria della suinicoltura.

Di li a poco il simbolo stellato della Negroni sarà messo alla prova con la nascita del primo salame brandizzato, il Negronetto, prodotto bandiera dell'azienda ideato da Paolo Negroni, figlio del patron Pietro, in occasione della fiera di Nizza del 1931, quale omaggio agli ospiti della manifestazione d'oltralpe. Per l'occasione visti i pessimi rapporti commerciali tra Francia ed Italia fascista era stato vietato ai produttori italiani di affettare i salumi da offrire agli ospiti. Non potendo omaggiare gli invitati del mastodontico salame cremonese Paolo Negroni, pensò d'idearne uno di dimensioni ridotte ma con le stesse caratteristiche, battezzato “Negronetto”.

 

SCIENZA, FANTASIA E COMUNICAZIONE NELLA “REGGENZA” DI PAOLO NEGRONI

Nel 1937 a Pietro succede il figlio Paolo. Di lui il 24 dicembre 1964 Indro Montanelli tratteggia un breve ritratto: “A giudicarlo dall'ufficio in cui mi riceve, gli abiti che indossa, dall'eloquio disadorno e condito di espressioni dialettali lo si direbbe al più il proprietario di una bottega. Invece è l'imprenditore di un'azienda con settecento dipendenti, automizzata al massimo, famosa non soltanto in Italia ma nel mondo intero e con un fatturato di una decina di miliardi.” In anticipo sui tempi Paolo Negroni capi che era necessario puntare sul marketing per rendere visibili e desiderabili, come si diceva allora, i propri prodotti.

La cartellonistica Negroni, in questo ambito, ha fatto scuola, trasformandosi in uno spaccato dei tempi. Un'enorme forchetta con una altrettanto maxi fetta di salame, il tutto accompagnato immancabilmente dalla Stella di Negroni: è questa l'immagine che campeggia in piazza Duomo a Milano nell'immediato dopoguerra, quasi a esorcizzare lo spauracchio della fame tipico del periodo bellico. Mentre invece il Negronetto, proprio per la sua dimensione di salume portatile, viene presentato come l'ideale per merende e pic-nic.

Ma forse il cartellone più noto della Negroni, nel secondo dopoguerra, è quello che ritrae una ballerina (la soubrette francese Josephine Baker) interamente vestita di fette di salame intenta a danzare in compagnia della stella. Sempre sulla scia della fantasia, non si può ignorare l'elegante e divertente mondo dei salumi inventato da Jacovitti per una serie di menu promozionali, contrassegnati dalla Stella.

 

TOGNAZZI, LO SCERIFFO DELLA VALLE D'ARGENTO CHE RESE FAMOSA LA STELLA

E se la cartellonistica rappresentò per Negroni un mezzo efficace per costruire il mito della Stella, la radio prima e la televisione poi sancirono il passo decisivo per conferire al marchio quella popolarità che ancora oggi contraddistingue il marchio Negroni. L'appuntamento quotidiano con l'informazione del Giornale Radio, in quegli anni vero e proprio fenomeno mediatico, viene preceduto dagli inviti gastronomici della Stella, che finiscono col diventare una voce fissa e familiare per gli ascoltatori.

Sulla scia di una crescente popolarità il marchio non poteva ignorare la nascita della televisione, destinata a mutare i costumi e le abitudini degli italiani. E fu geniale la scelta di Ugo Tognazzi, ex impiegato della Negroni, come testimonial del celebre marchio cremonese. Nella storica vetrina pubblicitaria di Carosello Tognazzi inventa una serie di sketch sulla figura dell'impiegato un po' impacciato e scansafatiche, prendendo spunto dalla sua vita lavorativa in azienda, adeguatamente mascherata e caricaturata.

Ma il più grande successo lo porta il ciclo dello spot de “Lo sceriffo della Valle d'argento”, ideato da Ignazio Colnaghi. Tognazzi coniuga la stella dello sceriffo, simbolo della tutela legale, a quella della Negroni, vessillo di qualità. Il richiamo all'epoca del vecchio West arriva proprio in pieno boom dei grandi film dedicati ai pionieri dell'America, che appassiona grandi e piccoli. Il successo degli spot di Carosello dura una quindicina d'anni fino alla scomparsa di Carosello, nel 1977.

La cura d'immagine del marchio Negroni andò di pari passo all'attenzione nei confronti dei prodotti e all'estensione degli insaccati sotto lo stemma della stella. A Paolo Negroni si deve nel 1956 la prima esperienza di produzione a livello industriale del wurstel, riprendendo una tradizione altoatesina e diffondendola in tutto il territorio nazionale. Inoltre, con la seconda generazione, la Negroni, che nel 1910 aveva all'attivo 10 tipi di salami, si arriva a produrre 120 specialità allargando la sfera produttiva anche nel campo del Prosciutto e del Culatello.

 

PIETRO NEGRONI II : DALLA STELLA DI NEGRONI ALLA COSTELLAZIONE DEL GRUPPO KJS

Dopo la morte improvvisa di Paolo Negroni, nel 1977, sale ai vertici dell'azienda la terza generazione della famiglia rappresentata da Pietro Negroni II. La passione è la stessa di quella trasmessa dal padre e dal nonno. “Se la prima parola che ho imparato è stata mamma - era solito dire - la seconda è stata sicuramente salame”. Pietro Negroni punta su nuove filosofie gestionali ed organizzative. Dà vita a un intenso programma di investimenti rivolti all'ammodernamento degli impianti di produzione. E lo accompagna a un'organizzazione dell'azienda che, allontanandosi dalla struttura familiare, si avvia a dotarsi di un assetto manageriale.

È lui che realizza l'accordo con l'Oscar Mayer, una delle cinque divisioni della General Food , formalizzato alla fine del 1984, che prevede la cessione del 25% del pacchetto azionario al gruppo statunitense. La Negroni trae spunto dalle strutture più evolute della Oscar Mayer per introdurre nuove basi organizzative. La Joint Venture con l'Oscar Mayer rappresenta dunque il primo passo che prelude a un'autentica svolta per la Negroni: dal 1990 il marchio della stella viene acquisito dal gruppo Kraft Jacobs Suchard. Segue l'acquisizione da parte del gruppo Malgara Chiari & Forti. Innovazioni tecnologiche e rispetto della tradizione: la Negroni di inizio anni 90 si è dedicata ad un sostanziale ammodernamento non solo di tipo tecnologico ma anche di carattere gestionale, mettendo in pratica quella “cultura manageriale” fortemente voluta da Pietro Negroni

 

A partire dal 2002 ancora una svolta: la Negroni torna nella mani di una grande azienda italiana, entrando a far parte del Gruppo Veronesi, quarto gruppo alimentare italiano, con un fatturato 2006 di 1.744 milioni di €uro e 6.400 dipendenti, ed un presidio diretto su tutta la filiera suinicola dagli allevamenti, alla macellazione e trasformazione della carne. E' sempre nella logica dello sviluppo che dal 1° gennaio 2007, nasce la Negroni s.p.a, che raccoglie tutti i marchi dei salumi del Gruppo Veronesi: Negroni, la stella dei salumi, Montorsi, il professionista dei moderni stili alimentari, Fini Salumi, il cultore della gastronomia modenese, e Daniel, lo specialista dei Prosciutti di San Daniele.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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