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La carne

 

 

 

 

 

 

 

Camera di Commercio Piacenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La terza edizione del Premio Coppa d’oro a Filippo Inzaghi,

Davide Paolini, Gianfranco Piva e Pietro Fumi


di Giuseppe Romagnoli


Piacenza ottobre 2009. Filippo Inzaghi, campione del Milan e piacentino Dop (come la coppa che dice di conoscere ed apprezzare da sempre), Davide Paolini giornalista enogastronomo, grande divulgatore di qualità, Gianfranco Piva notissimo studioso e preside della Facoltà d’Agraria della Cattolica di Piacenza e Pietro Fumi (alla memoria, a lungo presidente dell’Accademia della cucina piacentina), sono i vincitori del Premio Coppa d’oro (giunto alla terza edizione), istituito dalla Camera di Commercio di Piacenza per onorare l’emblema della salumeria d’eccellenza piacentina che consente a questa provincia, unica in Europa, di fregiarsi, come ha ricordato il presidente Giuseppe Parenti, di tre Dop”.


Pubblico delle grandi occasioni a Palazzo Gotico, con autorità civili e militari, rappresentanti di enti ed associazioni, ma anche tanta gente che ha voluto applaudire i premiati.

Dopo le premiazioni si è svolto il convegno su “comunicare la qualità”, un obiettivo che per Piacenza è oggi una necessità impellente perché su questo versante il suo gap, rispetto ad altre province limitrofe, è notevole. Dagli interventi è emerso un giudizio comune: per far conoscere la qualità bisogna comunicare il territorio.

 

Finché non si riesce in questo intento, si può continuare a produrre la coppa più buona del mondo, ma Piacenza sarà sempre superare sui mercati da chi, anche vicino, ha saputo “esportare” cultura, tradizioni, storia, paesaggio, insomma ciò che hanno creatogli uomini, ovvero da chi ha saputo qualificare la comunicazione compiendo, come ha sottolineato un “guru” del settore, ovvero Annamaria Testa della Bocconi di Milano, “ uno sforzo di divulgazione culturale e di narrazione”. Così è stato con il vino, successivamente con l’olio; così deve essere per i salumi piacentini.

Insomma la coppa piacentina è la migliore, è super garantita da disciplinari di “ferro”, da un ente certificatore terzo, Ecepa, utilizza le carni migliori, ha una stagionatura minima di sei mesi che ne salta aromi e profumi, ma deve crescere nel suo processo identificativo globale.


Nicola Silvestri “navigatissimo” giornalista del comparto agro-alimentare, ha saputo adeguatamente stimolare, con precise domande, notissimi esperti di comunicazione come Davide Rampello (presidente della Triennale di Milano), Michele Mezza (vicedirettore Rai International), Anna Maria Testa (docente della Bocconi) e Davide Paolini, “gastronauta” che, proprio per i suoi meriti nella divulgazione delle eccellenze italiane, è stato uno dei premiati con la Coppa d’oro.

Ne è scaturita una risposta quasi unanime, pur nella diversificazione degli interventi: la qualità è tutt’uno con il territorio che la esprime.


Naso elettronico”.

Sempre nel corso della manifestazione, Gianfranco Piva, ha presentato i risultati della ricerca sulla valutazione chimico- fisica ed organolettica delle coppe piacentine con tecnologie innovative, ovvero, come è stato definito, una specie di “naso elettronico”in grado di riconoscere peculiarità del nostro salume Dop. “La coppa, ha spiegato Piva, è il frutto della tecnologia di conservazione della carne, risultato di una tecnica artigianale che consente qualità.

Come fare a garantirla in assoluto?

 

Da un panel di assaggiatori che insieme definiscono le peculiarità, oggi si è in grado di affiancarli con una tecnologia che permette di distinguere la coppa di un salumificio dall’altro, che ha saputo pure evidenziare le proprietà e le influenze della stagionatura sul prodotto. Siamo in una fase ancora di sperimentazione, ma i risultati sono sicuramente confortanti. L’intento è di perfezionare questo strumento, costituire un centro di valutazione anche per tutti gli altri salumi.

Questo è il frutto dell’impegno mio personale e di tutti gli altri collaboratori della Cattolica. Il fine è di raggiungere risultati oggettivi di valutazione”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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