home

 

 

 

La carne

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salame Felino: più vicino il riconoscimento dice l'Associazione dei produttori del noto salame. Ma è scontro sull' Igp

 

Una sentenza della Corte d'Appello di Bologna ribadisce il vincolo geografico della provincia di Parma per la produzione del noto salume.

 

Salame di Felino (Parma)E' scontro a colpi di carte bollate sulla tutela Igp per il Salame di Felino in provincia di Parma.

 

“Produzione tipica della provincia di Parma, il “Salame Felino” è frutto di una tradizione che risale ad almeno due secoli fa. Questa prelibatezza dal gusto dolce e dal profumo delicato viene prodotta da sempre nella zona di Felino, un piccolo comune della provincia di Parma che rappresenta uno dei più antichi centri di produzione salumiera di tutta Italia. Ai produttori del Comune di Felino successivamente se ne sono aggiunti altri della provincia di Parma. Come in passato, ancora oggi il Salame Felino viene realizzato a regola d'arte da esperti Mastri Salumai che, dopo un'attenta selezione delle carni di maiale, un taglio preciso e una lavorazione rigorosamente tradizionale, lo consegnano a una stagionatura lenta e naturale che, abbinata al clima e alla brezza delle colline parmensi, gli conferisce l'inconfondibile fragranza”.

 

E' infatti “Salame Felino” solo il salame prodotto all'interno dei confini geografici della provincia di Parma.

 

Questa la posizione degli imprenditori di Felino forti della sentenza pronunciata dalla III sezione della Corte d'Appello di Bologna il 12 gennaio 2006.

 

Ma questa tesi viene contestata dalla Kraft SpA che ha già lanciato sul mercato un prodotto simile con la stessa denominazione mentre ASS.I.CA. (Associazione Industriale delle Carni) vorrebbe estendere la lavorazione del salume dalla sola provincia di Parma a sette regioni.

 

L'Associazione dei produttori per la tutela del Salame Felino ha ritenuto essenziale invece che la denominazione del prodotto fosse riferita all'area geografica della provincia di Parma, dove si trova il paese di Felino, quale zona d'origine del salume rispondente alle condizioni e ai requisiti definiti nel disciplinare di produzione depositato dall'Associazione stessa.

 

La sentenza della Corte d'Appello di Bologna ribadisce la legittimità della posizione dell'Associazione sottolineando come l'esistenza della denominazione “Salame Felino” e la sua notorietà a livello nazionale e internazionale fosse già riconosciuta in epoca antecedente al 1949, quando la legge n° 766, di ratifica della convenzione italo-francese in materia di prodotti agroalimentari, ne attestò l'esistenza.

 

Tale risalente notorietà - si legge nelle motivazioni della sentenza - è ovviamente rilevante, perché assicura con certezza che una denominazione già esisteva e, quindi, pone un punto fermo per quanto attiene all'epoca di riferimento: infatti, l'attestazione di una denominazione “Salame Felino” già a tale data aveva necessariamente a riferimento un territorio particolare (questa, infatti, era la ragione della convenzione, anche se non era specificata la localizzazione) e consente di ritenere che solamente al territorio, che all'epoca costituiva riferimento per la denominazione, la stessa può essere oggi attribuita in via esclusiva, mentre località che si appurasse essere estranea a tale territorio a quella data, egual diritto non può vantare”.

 

“Il “Salame Felino” viene prodotto esclusivamente nella provincia di Parma - ribadisce l'Associazione per la tutela del Salame Felino - e per conservare le sue caratteristiche originali richiede il rispetto di uno specifico disciplinare produttivo che ripercorre e ripropone le modalità di lavorazione e stagionatura ereditate da una tradizione unica del territorio parmense. Abbiamo dato vita all'Associazione nella convinzione che solo rispettando la realtà storica e lo specifico know how produttivo della zona d'origine è possibile attenersi a quanto prescritto dal Regolamento 2081/92 ed ora dal Regolamento 510/2006. Soprattutto si è convinti che solo così si tuteli il diritto del consumatore di avere un prodotto che corrisponde alle caratteristiche tradizionali e tipiche del Salame Felino”.

 

“Non vogliano fare una difesa dei prodotti di nicchia o di campanile -hanno affermato Cesare Azzali e Andrea Zanlari, rispettivamente direttore dell'Unione parmense degli industriali e presidnete della Camera di Commercio di Parma- ma vogliamo sostenere una strategia di valorizzazione della tipicità e dell'alta qualità del made in Italy”.

 

Anche se le istituzioni di Parma e l'Associazione dei produttori per la tutela del Salame Felino si augurano che con la sentenza della corte d'Appello “si chiuda una volta per tutte la discussione sull'estensione dell'area di produzione e si proceda alla definitiva attribuzione dell'IGP al “Salame Felino” prodotto solo ed esclusivamente nel territorio della provincia di Parma” la controversia è ancora lontana dalla parola fine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2003 ©opyright ::  INformaCIBO.it