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Ambiente:
Via libera al recupero di duedentomila cascine, malghe, masserie e
casali di campagna Coldiretti:
“esempi architettonici unici che arricchiscono il patrimonio
ambientale”
Sono
almeno duecentomila le cascine, le masserie, le malghe, gli stazzi,
le case coloniche e i casali di campagna che potrebbero essere
ristrutturati grazie alla Legge n. 378/03 sulle “Disposizioni per
la tutela e la valorizzazione dell'architettura rurale”,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che ha lo scopo di salvaguardare
edifici o fabbricati rurali realizzati tra il XIII ed il XIX
secolo, che rappresentano un patrimonio storico, culturale e
paesaggistico del Paese.
E’
quanto afferma in una nota stampa la Coldiretti che sottolinea
l’importanza di interventi per il recupero di edifici che segnano
in modo caratteristico e inconfondibile il paesaggio e che possono
rappresentare una importante contributo per valorizzare la campagna
italiana dove molti cittadini e imprese hanno scelto di vivere e
svilupparsi.
Dei
circa duecentomila fabbricati di campagna che necessitano di
interventi di manutenzione o restauro, secondo l’ultimo rapporto
Censis - rileva la Coldiretti - sono ottantamila gli edifici rurali
costruiti prima del 1919 che risultano non occupati e quindi a
rischio di degrado. E le cascine lombarde e piemontesi, le masserie
del Sud Italia, le malghe trentine e venete, le case coloniche in
Emilia Romagna e Friuli, gli stazzi sardi e i casali laziali, toscani
e umbri sono esempi architettonici unici che arricchiscono il
patrimonio ambientale e territoriale tipico del Made in Italy e -
sottolinea la Coldiretti - possono significare anche un importante
elemento per qualificare l’offerta turistica con percorsi
culturali e storici rappresentativi delle diverse realtà
italiane.
Una
diversità artistica e architettonica che dimostra - sottolinea
la Coldiretti - la vastità di un patrimonio storico che non è
fatto solo dalle eccellenze architettoniche dei grandi centri storici
ma anche dalle tante risorse culturali presenti nei piccoli comuni
che molti italiani hanno iniziato a conoscere e a preferire. Lo
stesso rapporto Censis 2003 - continua la Coldiretti - ha messo in
evidenza l’affermarsi di un nuovo stile di vita maggiormente
incentrato sul “viver bene” che trova una conferma nelle scelte
abitative e residenziali che penalizzano le grandi città e
valorizzano i comuni di dimensione medio-piccola ma anche nella
riscoperta delle aree rurali e dell’agriturismo, nella domanda di
prodotti alimentari legati al territorio e nei comportamenti
turistici che tendono a evitare proposte standardizzate e
massificate.
Una
domanda di qualità che - sostiene la Coldiretti - deve
diventare parte di un progetto complessivo di crescita dell’intero
sistema Paese al quale il provvedimento approvato, che ha registrato
un ampio consenso da tutte le forze politiche, certamente
contribuisce. La legge per “la tutela e la valorizzazione
dell'architettura rurale” - precisa la Coldiretti - dà la
possibilità alle Regioni di definire, attraverso programmi
triennali, “interventi necessari per la conservazione degli
elementi tradizionali e delle caratteristiche storiche,
architettoniche e ambientali degli insediamenti agricoli, degli
edifici o dei fabbricati rurali tradizionali, al fine di
assicurarne il risanamento conservativo ed il recupero funzionale,
compatibilmente con le esigenze di ristrutturazione tecnologica
delle aziende agricole”.
Al
tal fine - conclude la Coldiretti - è istituito il Fondo
nazionale per la tutela e la valorizzazione dell'architettura
rurale al quale per gli anni 2003, 2004 e 2005 sono stati assegnati
8 milioni di euro all’anno.
LA
CASA DI CAMPAGNA NELLE DIVERSE REGIONI
|
NOME
TRADIZIONALE
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REGIONE
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Cascina
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Lombardia,
Piemonte
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Malga
e maso
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Trentino
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Villa
e barchessa
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Veneto
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Casa
colonica
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Friuli
Venezia Giulia, Emilia Romagna
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Casa
colonica e cascina
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Liguria
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Casale
|
Toscana,
Umbria, Marche, Lazio
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Masseria
|
Abruzzo,
Molise, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia
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Stazzo
e furriadroxiu
|
Sardegna
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Fonte:
Elaborazioni Coldiretti
www.coldiretti.it
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