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La Fiera enologica Vinitaly ci accoglie con le solite code ai botteghini e i bagarini che offrono biglietti scontati rispetto al prezzo intero di trenta euro (un po’ eccessivo per i semplici cultori e curiosi del vino). “Qualità, tipicità e tradizione”, riuscitissima triade che campeggiava dappertutto negli stand della fiera. Noi di Informacibo il successo della rassegna VINITALY 2003 l’abbiamo voluto raccontare con le parole del Presidente di Veronafiere, Avv. Luigi CASTELLETTI.

 

 

 

 

 

 

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Vinitaly, bilancio positivo

La Fiera enologica di Verona “Vinitaly” è andata in archivio ma ha mantenuto le promesse. Il bilancio fatto, al termine dei cinque giorni, dal neopresidente di Veronafiere avvocato Luigi Castelletti parla chiaro, oltre 135mila visitatori e quasi 4000 gli espositori provenienti da 27 Paesi (+5 per cento di operatori esteri). Ma il successo della Fiera va al di là dei numeri pur importanti, la manifestazione è riuscita perché ha coinvolto gli operatori, gli espositori, le associazioni di categoria e infine il numeroso pubblico amante del vino che ininterrottamente si è aggirato sia nei padiglioni della Fiera che nelle degustazioni guidate alla Gran Guardia .

Nel discorso inaugurale il Presidente Castelletti era stato chiaro: “Non siamo noi che facciamo le graduatorie; le fanno i numeri. La nostra Fiera, 3° quartiere fieristico in Italia e 12° in Europa è una realtà”. E i numeri finali e la vitalità di Vinitaly 2003 gli hanno dato ragione.

I pericoli per lo spostamento della Fiera in altre città sembrano a questo punto sventati:”Non ci fa paura Torino, non ci fa paura Roma, non temiamo Milano perché sappiamo che è meglio collaborare piuttosto che darsi al cannibalismo». Parola di Presidente. Confortato in questo caso però dal ministro dell’Agricoltura Giovanni Alemanno e dal vice-ministro Urso.

Ma ci sono anche le novità. Queste alcune delle novità future annunciate al termine della Fiera da Luigi Castelletti: “Sol, il salone dell’olio, viaggerà per conto suo, pur restando nell’orbita di manifestazioni che portano visitatori. Probabilmente sarà agganciato ad Agrifood perché senza dubbio ci sarà un riposizionamento di questa fiera e di Fieragricola”.

Gli aspetti negativi riguardano gli espositori rimasti fuori a testimonianza dell’interesse della manifestazione veronese. Circa cento sono stati gli espositori rimasti a piedi. “E molte –dice Castelletti- sono le richieste dalle Regioni Sicilia, Lazio, Abruzzo e Campania di aumentare le superfici espositivi sia del Vinitaly che del Sol, il salone dell’olio”.

Al presidente Castelletti non mancherà certamente il lavoro.

L’altro aspetto dove Vinitaly intende migliorare, ha tenuto a precisare Castelletti (che con civetteria, ha voluto ricordare che proviene “da un lungo periodo di responsabilità nell’ambito del mondo delle imprese, in particolare da quello dei servizi e della logistica, un settore per molti versi strettamente collegato a quello fieristico”), riguarda l’appeal e la competitività internazionale della Manifestazione. Ma se il vino è cultura e fa immagine, va da sé che è fondamentale che oltre a venderlo bisogna promuoverlo con politiche mirate di promozione. Il Presidente Castelletti ha parlato in questo senso di nuovi indirizzi e di maggiore attenzione a vari aspetti: “ l’azione di individuazione –ha precisato Castelletti- delle eventuali criticità e dei correttivi può e deve essere fatta anche attraverso l’accordo e la collaborazione con tutti gli attori che concorrono alla realizzazione della manifestazione, compresi gli espositori e le associazioni di categoria che li rappresentano. E’ importante il rapporto con le organizzazioni del settore come l’Unione Italiana Vini e la Ferdervini. In particolare Veronafiere sta condividendo una strategia comune per la valorizzazione del vino attraverso un programma di attività sinergiche mirate allo sviluppo delle imprese vitivinicole. Il nostro Consiglio di Amministrazione non intende attuare politiche protezionistiche, e si sente libero di agire sul mercato competitivo perseguendo l’interesse oggi dell’ente, domani dei suoi azionisti”.

Tutti temi questi che coinvolgono le imprese ma anche le istituzioni pubbliche. E al termine non poteva mancare un riferimento alla riuscitissima iniziativa dell’apertura, per la prima volta ai consumatori e ai molti interessati al mondo del vino, del prestigioso palazzo della Gran Guardia, nel centro cittadino, teatro di degustazioni, aree tematiche e iniziative culturali. Una grande enoteca per gli appassionati.

 

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