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Pesce fresco e peccati di gola al Castello Aragona di Vasto
di Valeria Bertocchi
Vasto 23 aprile 2006. Pesce, pesce crudo (che però a noi non piace), pesce da grande cucina, sempre e ovunque, fortissimamente pesce. Di carne neanche a parlarne. In questo raffinato ristorante, Castello Aragona, a pochi passi dal centro storico di Vasto e proprio a picco sul mare, solo il pesce è di casa. Unica e irripetibile come la qualità che si può trovare in questo ristorante.
Bando ai sushi giapponesi, qui svettano solo panocchie, triglie, calamari, gamberoni, spigole, orate, sogliole, ostriche e coda di rospo.
Ci vuole cuore, passione e devozione per cucinare come Dio comanda in questo paradiso abruzzese.
Questo locale situato in un castello, in una posizione unica sul golfo di Vasto, ha il pregio di rappresentare un'oasi di natura suggestiva dove il verde e il mare fanno dimenticare stress, smog e cemento.
E proprio qui, in questa villa d'inizio '900, abbiamo fatto rotta, in una giornata di bel sole e in una serata di calda primavera. L'occasione per approdare a Castello Aragona è stata la partecipazione alla prima edizione di “Palatus, gusti e sapori di una volta”, svoltasi ad aprile a Vasto Marina.
In questo territorio non mancano tesori naturali e artistici di gran pregio ma le tavole che meritano la sosta non sono tante e per questo le migliori meritano il ricordo.
In questo accogliente locale, dove il profumo del mare (vicinissimo) si respira al semplice cambiare di vento i piatti sono come un'orchestra che sviluppa uno spartito di gola assoluta, con pesci di prima qualità, cucinati da mani esperte.
Cozze e vongole di Campomarino aprono la serata. Un trionfo di pura gioia davanti alle linguine con crostacei, pescati a Termoli, e a un risotto di mare da ricordare.
Ma ci sono anche i Cavatelli con la pescatrice, le Orecchiette con vongole e rucola, i Capunti con cozze asparagi di mare e zafferano e per finire anche gli Gnocchetti di patate con aragostine e il proverbiale brodetto alla vastese.
Noi abbiamo gustato un misto di pesce alla griglia da sballo.
Così, grazie a due bravi cuochi, Franco Menna e Nicola D'Ascenzo, abbiamo assoparata una raffica di piatti di mare di qualità e dal sapore schietto e lineare. Tutto annaffiato da un buon Pecorino, un vino autoctono di Rocco Pasetti dell'azienda agricola La Contesa.
Ed ora silenzio parla Marino Artese nato anni 41 fa, patron del locale e giovane ristoratore della buona tavola vastese. Un imprenditore determinato e molto sicuro di sé.
Da lui apprendiamo che il Castello è di proprietà famigliare. Aperto alla ristorazione negli anni '60 dal padre, Mario, con attività di Club e ristorante, e dopo una parentesi esterna, rilevata dal giovane Marino che, da allora, sta dando anima e corpo al locale.
Un locale che si è fatto un nome per l'accurato lavoro di equipe, dei due cuochi e dei sette collaboratori ma innanzitutto per la disponibilità senza confronti alla materia prima. Qui arriva il pesce appena pescato in tutta la costa, da Vasto a Termoli.
Ecco perchè vale la pena fare una sosta a.....Castello.
Una delle culle del mangiarebene di quell'Abruzzo, forte, gentile ma anche gustoso come non mai!.
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